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Come eravamo

Venerdì 20.12.2019
– Lunedì 10.02.2020
Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata
Giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 17.00,
VISITA GUIDATA ad ingresso libero alla MOSTRA

La mostra rappresenta il primo step nel progetto – avviato dall’I.R.C.I. - verso la costituzione di un archivio della memoria; nel rispetto del compito istituzionale di salvare tutto il possibile della nostra storia, abbiamo ritenuto, nella progettazione dell’ormai tradizionale mostra natalizia, di fermare l’attenzione proprio su tale aspetto, dando direttamente voce ai protagonisti delle nostre tragiche vicende, in vista anche del “Giorno del Ricordo”, che ha quindici anni e costituisce il primo vero risarcimento morale agli esuli giuliano-dalmati.
“COME ERAVAMO” è, quindi, una voce data a volti senza nome e trova inizio nell’individuazione e acquisizione di un cospicuo fondo fotografico “antico” che va dagli anni ’60 dell’800 fino a primi del ‘900. Fotografie unite da un unico comune denominatore: lo studio fotografico, che è sempre istriano o fiumano o dalmata. Chi sono quegli uomini, quei bimbi, quelle donne' Giovani, maturi, vecchi o infanti' Che sappiamo di loro, oltre al fatto che vennero ritratti in tempo antico, fuori da memoria vivente possibile, da fotografi delle nostre terre' Nulla, o quasi.
Talvolta una calligrafia di anni assai andati ci dà note del tipo “zio Nini” o “Mariuccia a due anni” o, se chi scrisse allora aveva avuto un poco di lungimiranza (è termine esatto'), puoi trovare un “Giuseppe Cosulich, da Cardiff, morto nel 1890 a 79 anni” che ti svela un’origine lussignana.
È su questo principio che il “COME ERAVAMO” è diventato una mostra per questo Santo Natale. “COME ERAVAMO” è diventato anche un catalogo che si apre con una massa di materiale raccolto di cui si sa poco o nulla (se non che è “di qua”) e prosegue con un appello lanciato attraverso i social Facebook, Twitter perché là dove ancora c’è ricordo e possibilità arrivino foto, cose, notizie per far parlare la nostra gente comune che non c’è più. Per dare voce a volti senza nome. Perché possa essere la base per proseguire, ampliando, la raccolta e la mostra che in questo modo sarà ancora nuova e ancora diversa, pronta a dare degna sostanza a quel “10 febbraio”, nostro “Giorno del Ricordo”, che arriverà l’anno venturo. È la massa indistinta dei protagonisti silenziosi e delle loro famiglie che, pian piano, acquisisce sempre maggior identità. Quella massa che vuole ancora parlare e dire e raccontare e che fa corollario a chi già conosciamo: alle famiglie “grandi” nella storia, perché famose, perché di loro s’è detto e scritto ma, a volte, capita che siano estinte e, guarda caso, lo scenario può essere opposto con nomi e storie e voci chiare: ma senza volti. Perché non c’è più alcun erede a conservarne una fotografia, un’immagine.
Recuperare e conservare sono principi salienti del nostro Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata e sono questi i motivi che ci hanno portato ad avviare già da molto tempo un percorso finalizzato alla costituzione di un grande archivio storico che oggi si amplia in un ulteriore recupero di memoria delle nostre genti giuliane, fiumane e dalmate.
Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata
via torino
34100 Trieste
040 639188