Caricamento Eventi

“Chiamale se vuoi emozioni” di Marco Moro

venerdì 30 Ottobre 2026 / domenica 15 Novembre 2026
Chiamale se vuoi emozioni

Marco Moro, le emozioni prendono forma in fotografia

Alla Sala Comunale d’Arte di Trieste la personale “Chiamale, se vuoi, emozioni” del fotografo Marco Moro. Inaugurazione venerdì 30 ottobre alle 17.30, con la presentazione di Linda Simeone, direttrice de Le Vie delle Foto.

Ci sono fotografie che trattengono lo sguardo prima ancora che si riesca a comprenderne il motivo. Un particolare, una luce, un equilibrio inatteso: qualcosa ci invita a fermarci e apre la strada a un ricordo, a una domanda, a una sensazione. È da questa esperienza che nasce “Chiamale, se vuoi, emozioni. Io le chiamo fotografie”, la mostra personale di Marco Moro che sarà inaugurata venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17.30 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste, in piazza dell’Unità 4.

L’esposizione, a cura de Le Vie delle Foto, sarà presentata da Linda Simeone, direttrice della manifestazione, e propone una selezione di immagini tratte dal portfolio dell’autore. Scatti realizzati in momenti e luoghi differenti, riuniti attraverso un criterio profondamente personale: la capacità di emozionare chi li ha concepiti e, successivamente, chi li ha osservati.

Il richiamo alle parole della celebre canzone interpretata da Lucio Battisti introduce così il senso del percorso. Moro affida al pubblico fotografie che conservano ciascuna la propria autonomia, il proprio racconto, la propria ragione di esistere. Il legame emerge nella sensibilità di chi le ha scelte e nella disponibilità del visitatore a lasciarsi coinvolgere.

Per l’autore, fotografare significa raccontare attraverso ciò che riesce a catturare l’attenzione: un luogo, uno sguardo, un gesto, una luce. La scelta dell’inquadratura diventa il primo passaggio di una relazione che si completa quando l’immagine incontra altri occhi. È allora che il significato si amplia, accogliendo esperienze e interpretazioni che appartengono a chi guarda.

«In questa mostra il filo conduttore è la sensibilità di Marco, il suo modo di riconoscere qualcosa che merita di essere trattenuto e condiviso», osserva Linda Simeone. «Mi interessa soprattutto la libertà che queste fotografie lasciano al visitatore. Davanti alla stessa immagine possiamo provare sensazioni diverse, riconoscere un frammento della nostra vita oppure scoprire qualcosa che non avevamo mai considerato. È uno degli aspetti più preziosi della fotografia: partire dallo sguardo di una persona e riuscire a parlare a molte altre».

Molte delle immagini selezionate hanno già suscitato interesse nelle comunità fotografiche online e nelle esposizioni alle quali Moro ha partecipato. Il passaggio alla sala espositiva offre ora l’occasione di ritrovarle in una dimensione diversa, dedicando a ciascuna il tempo dell’osservazione e mettendola in relazione con le altre.

La varietà dei soggetti diventa parte dell’esperienza: il pubblico è invitato a seguire le proprie curiosità, a soffermarsi, a tornare su uno scatto. Ogni fotografia costituisce una possibilità di incontro, senza che sia necessario provare la stessa emozione del suo autore.

“Chiamale, se vuoi, emozioni” porta dunque al centro una domanda che accompagna ogni esperienza visiva: che cosa ci spinge a fermarci proprio davanti a un’immagine? Marco Moro risponde attraverso il proprio portfolio, lasciando a chi osserva lo spazio per trovare una risposta personale.

Condividi