Il nuovo film di Lorenzo Bianchini, girato in FVG fra Trieste e SanVito al Torre, è una favola nera con protagonista l’attore francese
Pierre Richard.
Saranno presenti all’anteprima il regista Lorenzo Bianchini e gli
interpreti Iva Krajnc, Gioia Heinz, Zita Fusco, Franko Korošec,
Alessandro Mizzi.
“L’angelo dei muri” (Italia, 2021, 102’) di Lorenzo Bianchini,
interpretato dal grandissimo Pierre Richard e prodotto dalla Tucker
Film (qui all’esordio fuori dal perimetro della distribuzione) con Rai
Cinema e MYmovies, sarà presentato in anteprima speciale al Cinema
Ariston di Trieste giovedì 12 maggio. Saranno presenti in sala il
regista Lorenzo Bianchini e, in rappresentanza del cast, la
co-protagonista slovena del film Iva Krajnc Bagola, Gioia Heinz (per
la prima volta sullo schermo), Zita Fusco, Franko Korošec, Alessandro
Mizzi. L’uscita nei cinema del Friuli Venezia Giulia è programmata per
il 19 maggio.
Questa intensa favola nera, ambientata a Trieste e girata fra Trieste
e San Vito al Torre, segna il passaggio del regista udinese di
“Custodes bestiae” e “Oltre il guado” dalla scena horror indipendente
al circuito mainstream, portando con sé il respiro dell’Europa: un
protagonista francese, nome storico del cinema, del teatro e della
tivù, una co-protagonista slovena, Iva Krajnc Bagola, e un direttore
della fotografia austriaco, Peter Zeitlinger, vera e propria icona
legata a filo doppio con Werner Herzog. “L’angelo dei muri”, scritto
dallo stesso Bianchini, da Michela Bianchini e da Fabrizio Bozzetti, è
stato realizzato con il sostegno FVG Film Commission e Fondo per
l’Audiovisivo del FVG.
Trieste, oggi. Un vecchio palazzo, un vecchio appartamento. Pietro
vive là, stancamente, finché la sua quotidianità regolare e solitaria
non viene devastata da un’ordinanza di sfratto. L’anziano non vuole
andarsene e mette a punto una strategia per continuare a vivere
segretamente dentro casa: costruisce un muro in fondo al lungo
corridoio dell’appartamento, un vero e proprio nascondiglio verticale
dietro cui sparire. Una grata per respirare, una fessura per simulare
un lucernaio, qualche buco per studiare le mosse del nemico (il
proprietario, i potenziali nuovi inquilini). Il timore di venire
scoperto diventa un’ossessione e ogni cosa lo fa sentire minacciato:
il sibilo del vento, un’ombra, uno scricchiolio. Poi, un giorno, “il
nemico” arriva davvero: è una madre disperata che vuole garantire un
tetto alla figlia. Come reagirà Pietro’ Che forma prenderà la sua
guerra’
«”L’angelo dei muri” – racconta il regista – è un gioco di
immedesimazione tra il pubblico e il protagonista. Con la macchina da
presa gli staremo vicino. I suoi occhi diventeranno quelli dello
spettatore. A volte lo seguiremo, a volte lo precederemo un po’, ma
staremo sempre nel raggio delle sue percezioni, per vivere e provare,
accanto a lui, ogni singola emozione, ogni sorpresa. Scopriremo con
lui gli spazi che esplorerà, ci inoltreremo, attraverso lunghi piani
sequenza, nelle penombre dei corridoi e affronteremo con lui i
fantasmi del suo passato…».
Trailer: https://youtu.be/2a0powoPh5E
Info:
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