BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Trieste Cultura - ECPv6.15.18//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Trieste Cultura
X-ORIGINAL-URL:https://triestecultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Trieste Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20210328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20211031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20220915
DTEND;VALUE=DATE:20240201
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T152345Z
LAST-MODIFIED:20250718T131204Z
UID:10000743-1663200000-1706659200@triestecultura.it
SUMMARY:Ars Botanica - Giardini di carta
DESCRIPTION:Prorogata fino al 31 gennaio 2024.La biblioteca del Castello di Miramare rivela per la prima volta il suo scrigno di libri dedicati a botanica\, fiori\, piante e giardini: un giardino su carta che guida a sentieri di sogno e bellezza ideati a metà dell’Ottocento.\nLa mostra\, allestita nella ex Sala Progetti del Castello\, aprirà al pubblico dal 15 settembre in concomitanza con il Convegno internazionale e interdisciplinare \n“MUSEI VERDI\, LA BELLEZZA SOSTENIBILE. Conservazione\, conoscenza e gestione di un giardino storico nell’epoca della sostenibilità”.
URL:https://triestecultura.it/evento/ars-botanica-giardini-di-carta/
LOCATION:Castello di Miramare\, Parco di Miramare\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Leaflet-Ars-Botanica-1024x370-dTKp8Z.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20221104
DTEND;VALUE=DATE:20230426
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T152155Z
LAST-MODIFIED:20250718T131204Z
UID:10000696-1667520000-1682380800@triestecultura.it
SUMMARY:La scultura nelle raccolte del Museo Revoltella
DESCRIPTION:In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dalla sua fondazione (1872 – 2022) il Museo Revoltella sta organizzando una mostra dedicata alla scultura\, accompagnata dalla pubblicazione del catalogo scientifico della raccolta\, che comprende circa duecento pezzi. La rassegna e il progetto editoriale\, si inseriscono in un programma più ampio\, avviato fin dal 2018 con la valorizzazione e il riallestimento delle opere del Primo Novecento al quinto piano della Galleria d’arte moderna e proseguito\, nel 2020\, con la pubblicazione del catalogo del fondo ottocentesco di Giuseppe Lorenzo Gatteri\, tra le raccolte grafiche più consistenti e rilevanti del patrimonio artistico del Museo Revoltella.
URL:https://triestecultura.it/evento/la-scultura-nelle-raccolte-del-museo-revoltella/
LOCATION:Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna\, Via A. Diaz\, 27\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2025/06/Allegato-4-1024x576-xaDawL.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20221119
DTEND;VALUE=DATE:20230411
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T152155Z
LAST-MODIFIED:20250718T131204Z
UID:10000697-1668816000-1681084800@triestecultura.it
SUMMARY:I Macchiaioli
DESCRIPTION:Col termine “Macchiaioli” si definisce il gruppo di artisti italiani più importante dell’Ottocento.\nSpiriti indipendenti e ribelli che abbandonano le scene storiche e mitologiche del Neoclassicismo e del Romanticismo per aprirsi a una pittura realista e immediata\, senza disegni preparatori\, dipingendo per l’appunto “a macchie” dense e colorate la vita quotidiana\, con brevi pennellate che rendono molto più veritieri i soggetti. I contorni nei loro dipinti sono sfumati nel tentativo di riprodurre la realtà così come appare a un colpo d’occhio.\n\nAttivi negli anni ’50 e ’60\, i Macchiaioli – i cui principali esponenti sono Telemaco Signorini\, Giovanni Fattori e Silvestro Lega – si ritrovavano al Caffè Michelangelo di Firenze per discutere e confrontarsi sulla pittura “moderna”\, e mostrano in pubblico le loro opere per la prima volta all’Esposizione Nazionale del 1861\, ricevendo critiche sprezzanti (“macchiaioli” è il termine dispregiativo con cui vengono definiti nel 1862 dal giornale conservatore e cattolico “Nuova Europa”).\n\nCome tutti gli artisti che segnano un cambiamento\, non vengono compresi subito\, ma nel Novecento vengono rivalutatati ed oggi sono considerati i precursori dell’Impressionismo\, occupando un posto sempre più importante nella storia dell’arte europea.\n\nI principali protagonisti del movimento furono\, oltre i citati Signorini\, Fattori e Lega\, anche Giuseppe Abbati\, Cristiano Banti\, Odoardo Borrani\, Vito d’Ancona\, Giovanni Boldini\, Federico Zandomeneghi e vari altri.\n\nAttraverso un corpus di oltre 80 opere altamente significative del movimento\, la mostra I Macchiaioli\, che si svolgerà nella splendida cornice del Museo Revoltella di Trieste dal 19 novembre 2022 al 10 aprile 2023\, racconta l’intera esperienza artistica dei Macchiaioli\, a partire dal 1855.\n\nProdotta da Arthemisia e curata da Tiziano Panconi\, la mostra è un’importante occasione per riscoprire i capolavori dell’arte dell’Ottocento italiano\, fra dipinti celebri e opere mai esposte prima\, provenienti dalle più prestigiose collezioni private italiane ed europee.\n\nOpere dai contenuti innovativi per l’epoca che vertono sulla potenza espressiva della luce\, che rappresentano la punta di diamante di ricchissime raccolte di grandi mecenati di quel tempo\, personaggi di straordinario interesse\, accomunati dalla passione per la pittura\, imprenditori e uomini d’affari innamorati della bellezza\, senza i quali oggi non avremmo potuto ammirare questi capolavori.\n\nAl Museo Revoltella\, si potranno ammirare opere quali Bambino a Riomaggiore (1894-95) e Solferino (1859) di Telemaco Signorini\, Mamma con bambino (1866-67) di Silvestro Lega\, Fanteria italiana e Tramonto in Maremma (1900-05) di Giovanni Fattori e Bambino al sole (1869) di Giuseppe De Nittis accanto a Signore al pianoforte (1869) di Giovanni Boldini.\n\nIn occasione della mostra\, si potrà visitare con un unico biglietto d’ingresso lo stupendo Museo Revoltella\, Galleria d’arte moderna di Trieste che vanta una prestigiosa collezione: a partire dal ricchissimo lascito dell’omonimo barone Pasquale Revoltella – che ne fece la sua dimora fino al 1869 – per giungere alle più recenti acquisizioni con opere di grandi artisti come Fattori\, De Nittis\, Sironi\, Carrà\, De Chirico\, Fontana\, Pomodoro\, Hayez e molti altri importanti esponenti dell’arte moderna e contemporanea.\n\nLa mostra\, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo\, con il supporto di Trieste Convention and Visitors Bureau e PromoTurismo FVG\, è prodotta da Arthemisia ed è curata da Tiziano Panconi.\n\nSostenuta da Generali Valore Cultura\, la mostra vede come mobility partner Freccia Rossa Treno Ufficiale è consigliata da Sky Arte.
URL:https://triestecultura.it/evento/i-macchiaioli/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/macchiaioli.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20221125
DTEND;VALUE=DATE:20230411
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T152214Z
LAST-MODIFIED:20250718T131203Z
UID:10000704-1669334400-1681084800@triestecultura.it
SUMMARY:The Great Communicator. Banksy (Unauthorized Exhibition)
DESCRIPTION:Al Salone degli Incanti l’esposizione omaggio al celebre e controverso artista britannico.Trieste\, città multiculturale\, crocevia di nazionalità e culture diverse\, prima città in Italia per qualità della vita\, si prepara ad ospitare quella che è già considerata come la mostra più completa mai organizzata in Italia sul misterioso writer di Bristol: “The Great Communicator. Banksy (Unauthorized exhibition)”\, in programma negli eleganti e storici spazi del Salone degli Incanti dal 25 novembre 2022 al 10 aprile 2023.\n\nCurata da Gianni Mercurio\, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste e organizzata da PromoTurismoFVG in collaborazione con Madeinart questa straordinaria esposizione vuole porre l’accento su un aspetto fondamentale\, ma non ancora molto analizzato dell’artista: la sua capacità di grande comunicatore. Attraverso le sue opere Banksy lancia messaggi allo stato puro creando\, a livello formale\, un linguaggio personale immediatamente riconoscibile e multiculturale e utilizzando i canali di comunicazione della nostra epoca per trasmettere la sua arte.\n\nI suoi messaggi di protesta sono delle metafore sul mondo e sulla società in cui viviamo\, semplici e essenziali\, che giungono diretti e colpiscono al cuore e alla mente\, soprattutto le giovani generazioni.\n\nSono circa una sessantina le opere presenti nella mostra provenienti da collezioni italiane e internazionali (tra cui alcuni straordinari dipinti di grandi dimensioni) che saranno suddivise per generi e temi\, fornendo ai visitatori le chiavi di lettura dell’opera di Banksy attraverso accurati apparati didattici relativi ai temi generali delle sezioni e alle singole opere.\n\nLa mostra sarà integrata da centinaia tra oggetti\, fotografie\, memorabilia e video lavori di Banksy saranno introdotti dal racconto delle sue radici e delle sue ispirazioni\, cioè quei “movimenti che hanno utilizzato una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione\, a cui Banksy fa riferimento esplicitamente per modalità espressive o per affinità elettive”.\nNella mostra saranno inoltre presentati attraverso un’installazione multimediale i murales che Banksy ha realizzato in tutto il mondo\, oltre a immagini delle sue famose incursioni nei più importanti musei del mondo (MOMA\, Louvre\, Tate\, ecc)\, delle sue mostre provocatorie\, del Walled Off Hotel\, “con la vista più brutta al mondo”\, creato dall’artista accanto al muro che a Betlemme confina la zona palestinese.
URL:https://triestecultura.it/evento/the-great-communicator-banksy-unauthorized-exhibition/
LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/banksy_1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20221203
DTEND;VALUE=DATE:20230417
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T152154Z
LAST-MODIFIED:20250718T131203Z
UID:10000695-1670025600-1681603200@triestecultura.it
SUMMARY:Foto Omnia di Ugo Borsatti - Scatti in Comune
DESCRIPTION:Vista l’affluenza alla mostra e la partecipazione alle iniziative collaterali\, l’esposizione Foto Omnia di Ugo Borsatti Scatti in Comune\, proposta alla sala Selva di palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4 a Trieste\, è stata ulteriormente prorogata fino al 16 aprile\, con i seguenti orari: da martedì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00\, lunedì chiuso. Ingresso libero.\nL’esposizione\, ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste\, è curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, nell’occasione dei settant’anni dalla nascita dello studio fotografico Foto Omnia\, tutt’ora attivo. \nL’archivio Foto Omnia di Ugo Borsatti\, acquistato dalla Fondazione CRTrieste e depositato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, consta di 350.000 negativi\, prevalentemente su pellicola. Anche durante le prossime vacanze pasquali sarà possibile apprezzare l’esposizione che propone duecento fotografie\, alcune delle quali mai presentate al pubblico\, una selezione di macchine fotografiche\, una video intervista al fotografo curata da Border Studio\, alcuni ritratti di Ugo Borsatti realizzati da Marino Ierman. \nL’archivio dell’Omero di Trieste offre una documentazione ricca e unica\, caratterizzata da uno sguardo sempre acuto e originale nel raccontare non solo la quotidianità ma anche gli eventi coevi. Il fotografo descrive Trieste\, le strade\, gli abitanti\, gli stereotipi climatici che la caratterizzano come la bora\, le mareggiate. Non trascura i fatti di cronaca\, la tragedia degli esuli o le partenze degli emigranti per terra o per mare. \nUgo Borsatti\, attento osservatore\, documenta il tempo libero scandito dalle feste e dai riti che la comunità riconosce come proprio patrimonio culturale\, tra cui\, il Carnevale\, le Nozze Carsiche\, la Festa di San Nicolò. Le foto dedicate allo sport costituiscono uno straordinario scrigno che documenta la passione sportiva del fotografo e dei triestini. \nLa foto più amata dal fotografo è quella del “Bacio” del soldato Jim Swain e della mula triestina Graziella Cirrincione quando le truppe alleate lasciano Trieste nel 1954. Un bacio che il fotografo scambia per addio e invece è un arrivederci. I baci fotografati\, spesso spontanei\, sono diffusi in tutto l’archivio: il preludio al bacio\, il bacio rubato\, il bacio cinematografico\, baci d’addio\, il bacio istituzionale\, il bacio nuziale\, il tenero bacio tra padre e figlio. Le foto\, tutte insieme\, manifestano la capacità del fotografo di affrontare temi e linguaggi diversi con un accento sempre autenticamente inconfondibile. \nAl fine di garantire al pubblico una migliore conoscenza dei contenuti dell’esposizione\, saranno proposte nuove visite guidate gratuite con la curatrice Claudia Colecchia: mercoledì 29 marzo\, ore 17.30; mercoledì 5 aprile\, ore 17.30; mercoledì 12 aprile\, ore 17.30; sabato 15 aprile\, ore 11.00. \nNell’occasione delle visite guidate pomeridiane\, l’esposizione sarà accessibile fino alle ore 18.45. Prenotazione a cmsafototeca@comune.trieste.it
URL:https://triestecultura.it/evento/foto-omnia-di-ugo-borsatti-scatti-in-comune/
LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/UBNP001001_003.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20221211
DTEND;VALUE=DATE:20230417
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T151849Z
LAST-MODIFIED:20250718T131203Z
UID:10000683-1670716800-1681603200@triestecultura.it
SUMMARY:Lezioni di Storia - Ribelli
DESCRIPTION:Ribelli è il titolo della nuova edizione delle Lezioni di Storia che si terrà al Teatro Verdi di Triestedall’11 dicembre 2022 al 16 aprile 2023 sempre di domenica alle ore 11.00.\nLa storia prevede lunghe stagioni di continuità e improvvise rotture. Spesso queste ultime sono\nagevolate\, se non scatenate\, dall’azione di alcuni singoli uomini e singole donne che\, mettendo in\ndiscussione i costumi\, le mentalità\, le regole\, aprono orizzonti nuovi di possibilità. Ai ribelli che\nsono riusciti a cambiare radicalmente il corso degli eventi\, a coloro che ci hanno provato e a coloro\nche hanno immaginato strade diverse da quelle battute fino a quel momento\, è dedicato questo\nnuovo ciclo di Lezioni di Storia.\nUn ciclo originale di sei appuntamenti che viene presentato per la prima volta al Teatro Verdi di\nTrieste e che vedrà protagonisti relatori autorevoli e appassionati\, noti al pubblico dei più\nimportanti teatri italiani. In tempi di incertezza e di guerra come quelli che stiamo vivendo\,\nricostruire il pensiero e l’azione di alcune grandi figure del passato vuole essere una esortazione a\ncoltivare la speranza di un cambiamento sempre possibile. \nL’11 dicembre inaugurerà il ciclo il teologo Vito Mancuso con la lezione Gesù: la rottura della\nLegge.\nLa domenica successiva\, il 18 dicembre\, sarà la volta di Spartaco: la rivolta per la libertà\, Giusto\nTraina parlerà del gladiatore ribelle\, l’uomo – divenuto un simbolo degli oppressi – che ha fatto\ntremare Roma attraversando l’Italia alla guida di un esercito di schiavi fuggiti. \nIl 29 gennaio 2023 con Artemisia Gentileschi: la violenza\, il coraggio\, l’arte Costantino D’Orazio\nfarà un omaggio alla determinazione\, alla forza e all’anticonformismo di Artemisia Gentileschi\,\npittrice dal talento straordinario e figlia d’arte\, che nel 1612 fu vittima di uno stupro. \nIl 5 febbraio salirà sul palco Maria Giuseppina Muzzarelli per raccontare la figura storica\, il carisma\ne la personalità complessa di Giovanna d’Arco: una donna in armi. \nIl 5 marzo Valeria Palumbo condurrà il pubblico nel mondo di Virginia Woolf: fuori dalla trappola\ndel sesso\, partendo da Orlando – una delle opere più straordinarie della scrittrice inglese – in cui\nviene ribadito che la mente umana\, soprattutto durante la fase creativa\, necessita delle qualità dei\ndue sessi. \nChiuderà il ciclo il 16 aprile Luigi Mascilli Migliorini proponendo una riflessione profonda su\nRobespierre: al cuore della rivoluzione. \nIl ciclo delle Lezioni di Storia “Ribelli” ideato e progettato dagli Editori Laterza\, promosso dal\nComune di Trieste è organizzato con il contributo della Fondazione CRTrieste. Media partner: “Il\nPiccolo”.\nIngresso libero fino ad esaurimento posti. \nLe Lezioni sono introdotte da giornalisti de “Il Piccolo”. \n#LezionidiStoria\nwww.laterza.it\nwww.triestecultura.it\nwww.ilpiccolo.it
URL:https://triestecultura.it/evento/lezioni-di-storia-ribelli/
LOCATION:Teatro Lirico Giuseppe Verdi\, Riva Tre Novembre
CATEGORIES:Conferenza
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/Ribelli.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230127
DTEND;VALUE=DATE:20230828
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T150841Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000654-1674777600-1693094400@triestecultura.it
SUMMARY:Rammentare le vittime\, ammonire i viventi
DESCRIPTION:Venerdì 27 gennaio\, alle ore 12.00\, nella Sala delle Commemorazioni della Risiera di San Sabba di Trieste\, inaugurazione della mostra che resterà liberamente aperta con una proroga fino al 27 agosto\nVenerdì 27 gennaio\, alle ore 12.00\, nella Sala delle Commemorazioni della Risiera di San Sabba si terrà l’inaugurazione della mostra Rammentare le vittime\, ammonire i viventi. La Risiera di San Sabba a Trieste negli scatti di Marino Ierman. La vernice seguirà la cerimonia commemorativa\, che a partire dalle 11.00 avrà luogo alla Risiera di San Sabba in presenza del Sindaco di Trieste e delle principali autorità civili\, militari e religiose e del territorio. L’esposizione è a cura di Anna Krekic\, conservatore del Civico Museo della Risiera di San Sabba-Monumento Nazionale e fa parte delle iniziative culturali promosse dal Comune di Trieste\, con il sostegno del Ministero della Cultura\, in occasione del Giorno della Memoria 2023 (25-31 gennaio).\n\nLe venti fotografie selezionate per questa mostra raccontano la Risiera percorrendone gli spazi monumentali in un nitido bianco e nero e offrendone una contemplazione muta e solitaria.\n\nRealizzate nel 2020\, sono opera di Marino Ierman\, fotografo e progettista degli allestimenti dei musei civici di Trieste. Ierman\, triestino classe ’57\, fotografa dal 1979 per musei\, soprintendenze e case editrici. Lo studio dell’uso della luce per la resa di materiali e forme lo avvicina agli allestimenti museali. Fra i suoi progetti espositivi per i musei di Trieste: le sezioni romana ed egizia del Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”\, il Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Museo d’Arte Orientale. Abile marionettista\, ha guidato lo storico gruppo de “I Piccoli di Podrecca”.\n\nLa mostra viene allestita per la prima volta nella Sala delle Commemorazioni della Risiera di San Sabba in occasione del Giorno della Memoria 2023 ed è progettata per essere prestata ad altri luoghi della memoria\, musei e istituzioni\, in un’ottica di scambio culturale e di sostenibilità. Tutte le immagini esposte appartengono alla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste\, luogo di raccolta\, conservazione e fruizione di uno dei più vasti patrimoni fotografici della Regione Friuli Venezia Giulia.\n\nIl titolo della mostra\, Rammentare le vittime\, ammonire i viventi\, riprende alcune parole della relazione accompagnatoria dell’architetto triestino Romano Boico al progetto del Museo della Risiera di San Sabba del 1968\, poi realizzato tra il 1972 e il 1975. Come il resto della Risiera di San Sabba\, la mostra è accompagnata da testi in tre lingue (italiano\, inglese e sloveno). Sarà visitabile\, con ingresso libero\, fino al 4 giugno\, con ingresso libero. Orari: tutti i giorni fino al 31 marzo dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso ore 16.30)\, dal primo aprile dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30).\n\nLa Risiera di San Sabba\, stabilimento per la lavorazione del riso costruito a partire dal 1898\, viene utilizzata dopo l’8 settembre 1943 dall’occupatore nazista come campo di prigionia. Viene impiegata per la detenzione\, tortura e uccisione di ostaggi\, antifascisti e partigiani\, il deposito dei beni razziati e lo smistamento di prigionieri destinati alla deportazione verso il Terzo Reich\, fra cui gran parte degli ebrei deportati dal Litorale Adriatico. Unico Lager in Italia dotato di forno crematorio\, viene dichiarata Monumento Nazionale nel 1965\, dopo essere stata utilizzata a lungo come campo profughi. Nel 1975\, ristrutturata su progetto dell’architetto Romano Boico\, diventa Civico Museo della Risiera di San Sabba. Oggi è un luogo della memoria fra i più importanti in Italia\, raggiunto da circa 130.000 visitatori l’anno.
URL:https://triestecultura.it/evento/rammentare-le-vittime-ammonire-i-viventi/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/arco.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230303
DTEND;VALUE=DATE:20230430
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T150039Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000637-1677801600-1682726400@triestecultura.it
SUMMARY:BAGLIORI DI LUCE E D'OMBRA di Lello Ronca
DESCRIPTION:Inaugurazione dell’artista salernitano Lello Ronca venerdì 3 marzo 2023 dalle ore 17.00 alle ore 20.30.Dopo cinque anni di assenza dalla nostra città ritornano presso la galleria EContemporary le opere di Lello Ronca. Il percorso espositivo partirà idealmente dalla sua ultima mostra a Trieste\, quindi dalle sue famose opere specchianti\, per arrivare alla  nuova ricerca espressiva attraverso la lavorazione geometrica e di volumi insita nei lavori in tessuto di polipropilene. \nIl nuovo percorso dialoga fluidamente con quello precedente in quanto rimane ferma la cifra stilistica dell’artista facimente riconoscibile\, ma cambia il materiale utilizzato. Rimangono  presenti l’uso del monocromo\, il movimento sull’opera che crea un gioco bidimensionale per confluire la luce riflessa e quella assorbita ed infine la gestione manuale del materiale. \nPer meglio descrivere il lavoro di Ronca abbiamo chiesto la collaborazione a due critici d’arte\, Giada Caliendo e Giuseppe Siano\,  e di seguito vi riportiamo alcuni estratti dei testi presenti in galleria. \nGiuseppe Siano scrive “Le sue produzioni artistiche\, essendo di natura concettuale\, inducono a riflettere proprio sugli strumenti percettivi e cognitivi e su come si trae in questo spazio-tempo la realtà dalla funzione di movimenti di masse energetiche che sono ancora invisibili ai nostri sensi……\nL’azione concettuale di Ronca si palesa prima come forza vettoriale\, con la pressione e il piegamento della superficie dopo l’utilizzo del calore; oggi\, quei suoi segni lineari o curvi lasciati sulla sottile lamina del piano potrebbero permettere di costruire una mappa cognitiva di relazioni rilevabili attraverso un codice altro di rappresentazione.” \nMentre Giada Caliendo osserva: “le opere/sculture di Lello Ronca hanno una propria peculiare pregnanza di gesto e pensiero. Le forme non sono definibili\, tanto meno i colori in quanto le plastiche specchiate rifrangono e assorbono le cromie circostanti\, le opere scure invece accolgono in sé già la complessità del tutto…..La plasticità diviene messaggio\, la monocromia assioma. L’elemento plastico\, che ho già avuto modo di definire “squame di luce”\, delinea squillante gioia\, meraviglia\, possibilità; le opere nere sono più icasticamente intimiste\, minimali\, concettuali.” \nLasceremo ora al pubblico la curiosità di osservare a interiorizzare\, attraverso la propria personale sensibilità\,  le opere di Lello Ronca presenti in galleria sino al 29 aprile 2023.
URL:https://triestecultura.it/evento/bagliori-di-luce-e-dombra-di-lello-ronca/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/unnamed_10.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230304
DTEND;VALUE=DATE:20230403
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T150038Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000636-1677888000-1680393600@triestecultura.it
SUMMARY:Tracce luminose
DESCRIPTION:Venerdì 3 marzo 2023\, alle ore 18\, nella sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi\, in Piazza Piccola 2 a Trieste\, avrà luogo l’inaugurazione della mostra fotografica di Stefano Tubaro intitolata “Tracce luminose”.\nL’esposizione\, che si focalizza su tre progetti significativi realizzati nell’arco di 25 anni di ricerca dal fotografo friulano\, verrà presentata dalla critica d’arte Alessandra Santin. Sono oltre cinquanta le fotografie proposte\, selezionate appositamente per questa rassegna\, caratterizzate dall’uso della luce artificiale in contesti architettonici. \nIl filo conduttore che lega le opere presentate è quello dell’ambiguità che caratterizza l’ambito contemporaneo\, sottolineato dal posizionamento delle sorgenti luminose che tratteggiano e contaminano gli spazi\, rivitalizzandoli. Le fotografie appartenenti ai cicli “Contrattempi” e “Contrazioni” sono dedicate all’architettura dismessa: edifici diroccati con interni fatiscenti\, trattati attraverso fasci luminosi colorati\, rimandano immediatamente ad altro da sè. I Contrattempi accolgono punti di vista rivolti verso il mondo esterno\, si tratta spesso di inquadrature di edifici e strade cittadine in cui dominano i rapporti geometrici che colgono sintetiche relazioni spaziali. Le opere fotografiche della serie Contrazioni esplorano invece gli interni\, si spostano in ambienti domestici spesso rurali o in locali industriali spogli e labirintici. Nella recente ricerca del progetto Stanze fotogeniche\, il fotografo ha progettato ed allestito modelli plastici dedicati ad ambienti immaginari: spazi interni\, costruiti manualmente come teatrini\, elevano esteticamente la realtà ed aiutano a trovare la propria dimensione meditativa. “Vere finzioni” di luoghi architettonici mai abitati\, queste stanze hanno pareti e pavimentazioni decorate da texture cinetiche\, realizzate appositamente in camera oscura su carta fotosensibile. \nLa rassegna fotografica è organizzata dall’Associazione Culturale Play Art\, in collaborazione con il Comune di Trieste e Comune di Martignacco\, con il contributo della Fondazione Giovanni Santin di Pordenone\, dell’Associazione culturale On Art di Udine e la collaborazione dello Studio Art Ok di Palmanova\, Grafica Interlinea Maris di Codroipo e Galleria Made4Art di Milano. \nL’esposizione è visitabile\, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, a partire dal 4 marzo sino al 2 aprile 2023\, con orario feriale e festivo: 10_13 e 17_20. \nDurante l’apertura sono previste visite guidate e la presentazione del catalogo correlato. \nSTEFANO TUBARO \n“Tracce luminose”. \nSala U. Veruda – Palazzo Costanzi \nPiazza Piccola 2\, Trieste \nA cura di Alessandra Santin. \nInaugurazione: 3 marzo 2023 ore 18 \nPeriodo espositivo: 4 marzo _ 2 aprile 2023 \nOrario: 10_13 e 17_20 feriale / festivo – Ingresso libero
URL:https://triestecultura.it/evento/tracce-luminose/
LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/index4.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230311
DTEND;VALUE=DATE:20230703
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145638Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000629-1678492800-1688256000@triestecultura.it
SUMMARY:Geronimo Stilton Live Experience “Viaggio nel Tempo”
DESCRIPTION:Dopo il grande successo alla Fabbrica del Vapore di Milano\, che ha visto la partecipazione di oltre 30.000 visitatori con sold out in ogni week end\, “Geronimo Stilton Live Experience – Viaggio nel Tempo” la Grande Mostra arriva al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste dall’11 marzo al 2 luglio 2023. \nLa mostra\, promossa dal Comune di Trieste\, continua così il suo viaggio per l’Italia\, al seguito di Milano\, e dopo la tappa al Castello di Novara e al Centro Culturale Altinate di Padova\, è giunto il momento di Trieste. \nUn’avventura immersiva di intrattenimento\, divertente ed educativa\, dove i partecipanti sono coinvolti in un avvincente viaggio nella Storia con la missione speciale di salvare Geronimo Stilton. Una mostra unica nel suo genere che vede anche il coinvolgimento di guide speciali: Ranger del tempo\, che accompagneranno i visitatori nel percorso espositivo attraverso entusiasmanti giochi interattivi. \nL’esperienza della mostra è pensata per essere immersiva\, interattiva ed empatica: i visitatori possono così vivere un avvincente viaggio nel tempo\, con prove da superare ed enigmi da risolvere per imparare divertendosi. Grazie a un allestimento scenografico ricco di sorprese\, a giochi interattivi e alla guida dei Ranger del Tempo\, divertimento\, emozionalità e apprendimento sono una cosa sola.
URL:https://triestecultura.it/evento/geronimo-stilton-live-experience-viaggio-nel-tempo/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/geronimo-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230312
DTEND;VALUE=DATE:20230501
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145220Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000612-1678579200-1682812800@triestecultura.it
SUMMARY:IN ESILIO. Atmosfere e propagande... diverse
DESCRIPTION:Creare curiosità per conoscere meglio qualcosa di poco noto\, se non sconosciuto\, oppure riuscire a toccare nell’intimo i ricordi delle persone e\, comunque\, attirare l’attenzione dell’uomo qualunque e coinvolgere il pubblico in una partecipazione attiva\, sono gli elementi che stanno determinando il buon esito e la continua affluenza alla mostra “IN ESILIO. Atmosfere e propagande … diverse” allestita dall’IRCI presso il museo istriano di via Torino 8. A tal punto che nel corso della manifestazione sono pervenuti all’Istituto numerosi materiali che impongono un ampliamento dell’offerta espositiva e necessitano\, di conseguenza\, un prolungamento della mostra sino al prossimo 30 aprile. Il lungo periodo\, dal 1945 e per tutti gli anni ’50 e oltre\, nel quale le genti giuliano-dalmate furono obbligate ad un esodo massiccio dalle loro terre che\, con la fine delle Seconda Guerra Mondiale\, erano passate alla neonata Repubblica Federativa di Jugoslavia\, le complesse atmosfere nelle quali si trovarono immersi gli esuli istriani\, fiumani e dalmati\, oltre che le controverse propagande che si scatenarono\, allora\, al confine orientale d’Italia sono illustrate nella mostra “In Esilio” con nuove testimonianze grafiche e documentali di estrema rarità. Bastino come esempi i due manifesti che a breve verranno esposti: uno diffuso da “Giustizia e Libertà”\, il Partito d’Azione\, che\, con una cattedrale di San Giusto circondata da una catena  che viene spezzata e lambita dalle fiamme\, ricorda ad un anno di distanza l’insurrezione contro i tedeschi del 30 aprile 1945. Il manifesto\, stampato dalla Modiano\, ha una grafica suggestiva che\, per i modi e per la sigla “N” che compare in basso\, fanno pensare a Fernando Noulian. L’altro manifesto\, che riguarda la campagna elettorale del 1948 ed invita a votare una lista italiana\, offre uno slogan che allora lasciava pochi dubbi: “Ricorda i quaranta giorni” e illustra\, con i polsi stretti da filo spinato\, una tragica esecuzione con un colpo di pistola alla nuca. Il tratto rapido\, la figura del martire resa con rara efficacia\, hanno la mano di Nino Gregori.\nLa mostra\, visitabile ogni giorno\, sabato e domenica compresi\, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30\, è ad ingresso libero. A breve verranno annunciate una serie di visite guidate e di iniziative collaterali.
URL:https://triestecultura.it/evento/in-esilio-atmosfere-e-propagande-diverse-2/
LOCATION:Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata\, Via Duca d'Aosta\, 1
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/Noliani.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230315
DTEND;VALUE=DATE:20230427
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145435Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000623-1678838400-1682467200@triestecultura.it
SUMMARY:Petrarca e dintorni: i manoscritti di Trieste e dell’Istria
DESCRIPTION:Nell’ambito delle attività di promozione della lettura del Sistema Bibliotecario Giuliano\, il Civico Museo petrarchesco piccolomineo\, in collaborazione con la Biblioteca dell’I.R.C.I.\, organizza quattro conferenze in cui filologi del Medioevo e del Rinascimento presentano codici del patrimonio manoscritto della “Hortis”\, proponendo un inconsueto itinerario tra la storia e i tesori letterari di Trieste e dell’Istria.\nL’iniziativa parte dall’osservazione che\, nella stagione del Rinascimento\, scrittori e uomini di cultura dei territori della Serenissima dialogano sulle due sponde dell’Adriatico intorno all’eredità letteraria di Francesco Petrarca. Lo stimolo della cultura umanistica sviluppa in Pier Paolo Vergerio il Vecchio da Capodistria il progetto per l’educazione ideale del principe.\n\nI codici degli umanisti sono donati da studiosi alla Biblioteca Civica “A. Hortis” o acquistati nella bottega del poeta Umberto Saba. Il destino talora li rende strumento insospettabile della politica culturale dell’Italia coloniale\, come nel caso del manoscritto del De Africa.\n\nI quattro incontri di approfondimento si svolgeranno il mercoledì alle 17.\n\nIl 15 e il 29 marzo nella Sala conferenze del Museo della Letteratura LETS\, in Piazza Hortis 4; il 12 e 26 aprile ospitati dall’Istituto regionale per la cultura istriana\, fiumana e dalmata\, al 4. piano di via Torino 8.\n\nLe voci autorevoli di Vanni Veronesi\, assegnista di ricerca all’Università di Roma Tre\, Lorenzo Sacchini\, assegnista all’Università Siena\, Roberto Benedetti\, che ha pubblicato sui manoscritti letterari italiani e francesi\, Alessandra Favero\, studiosa di Vergerio e docente di Lettere all’Istituto Comprensivo “Dante”\, Silvia Corelli\, esperta delle Accademie rinascimentali\, funzionario del Comune di Trieste\, Alessandra Sirugo\, curatrice del Museo Petrarchesco Piccolomineo e coordinatrice del Sistema Bibliotecario Giuliano\, illustreranno i codici di Petrarca e di Vergerio nel patrimonio della Biblioteca Civica “A. Hortis”.\n\nLe conferenze sono ad ingresso libero\, le sedi sono prive di barriere architettoniche.\n\nPer informazioni Museo Petrarchesco Piccolomineo (via Madonna del mare 13\, 3. p.). Tel. 040/6758184\, e-mail: museopetrarchesco@comune.trieste.it\n\naggiornamenti sul sito: http://www.museopetrarchesco.it e sulla pagina Facebook
URL:https://triestecultura.it/evento/petrarca-e-dintorni-i-manoscritti-di-trieste-e-dellistria/
CATEGORIES:Evento
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/pieghevole.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230323
DTEND;VALUE=DATE:20230413
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145421Z
LAST-MODIFIED:20250718T131202Z
UID:10000619-1679529600-1681257600@triestecultura.it
SUMMARY:What your eyes can see not di Andrea Tomicich
DESCRIPTION:Nella mostra sarà presentata una serie fotografica che indaga la luce invisibile all’occhio umano\, lunghezze d’onda che di norma ci sono sconosciute. Queste fotografie digitali sono infatti realizzate mediante l’utilizzo della tecnica a infrarosso che permette di catturare una gamma di luce oscura del visibile. Fotografare l’invisibile. Tomicich\, per rendere questo possibile\, ha ideato e creato un corpo macchina e un obiettivo specifici per questa funzione\, ciò che osserviamo non è dunque frutto di elaborazioni ma è un aspetto del reale che ci è sconosciuto.Il titolo della mostra “What your eyes can see not”\, antico detto inglese\, deriva proprio da questa differente prassi tecnica e artistica\, una ricerca che si fonda su un ossimoro intrinseco: come può l’oggetto atto per antonomasia a rendere immortale lo stato contingente “così com’è”\, mostrare ciò che nemmeno sappiamo sia effettivamente qui’ Nelle opere fotografiche emerge così una narrazione che attraversa luoghi e paesaggi conosciuti al fruitore e dai confini del visibile emerge la figura di una ninfa; si genera così la possibilità di un incontro con ciò che è a noi estraneo.\nIn questa dimensione ciò che vedo ha istanza di realtà\, pur essendo invisibile.\nSia il tema che la tecnica giocano sulla distinzione tra reale\, irreale e ciò che noi percepiamo come reale pur non vedendolo\, poggiando su quel limite che esiste tra ciò che siamo in grado di concepire come esistente e ciò che siamo in grado di vedere. La realtà che vediamo è di per sé dettata da un’interpretazione soggettiva\, ciascuno vive una determinata esperienza in modo personale\, in base alle proprie abitudini\, credenze\, al proprio vissuto e alle sensazioni che quella realtà evoca. In questa mostra siamo chiamati a un’esperienza condivisa di incontro con l’altro\, in quella dimensione di potenzialità che è riconducibile allo stato di contemplazione del sublime.\nLa natura\, in una chiave contemporanea salda nella tradizione romantica\, si mostra nella sua dimensione più indefinita e misteriosa. Sub-limen: sotto la soglia [e aggiungiamo qui] ]del visibile si entra in relazione con un mistero legato a sensazioni che dialoga con le disposizioni dello spirito umano.\nIn quest’ottica le opere fotografiche proposte si fanno portatrici di una visione che trascende i limiti dell’ignoto e del mistero\, lungo un percorso narrativo che racconta il reale in ciò che non vediamo.\nL’esposizione è visitabile\, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, sino al 12 aprile 2023\, con orario feriale e festivo: 10_13 e 17_20.
URL:https://triestecultura.it/evento/what-your-eyes-can-see-not-di-andrea-tomicich/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/Andrea_Tomicich_03.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230325
DTEND;VALUE=DATE:20230703
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145222Z
LAST-MODIFIED:20250718T131201Z
UID:10000614-1679702400-1688256000@triestecultura.it
SUMMARY:Lost Places di Barbara Essl
DESCRIPTION:Tenuto conto del buon successo di pubblico che sta riscontrando\, la mostra “Lost Places”\,visitabile presso la sala Leonor Fini del Magazzino 26 del Porto Vecchio\, è stata prorogata fino\nal 2 luglio 2023. \nQuasi 60 opere della fotoartista austriaca Barbara Essl che dal 2013 lavora alla serie “Lost\nPlaces”\, “luoghi abbandonati”\, la cui tematica si concentra sull’affascinante dissoluzione di\nluoghi\, figure e oggetti in decadenza e dimenticati. Utilizzando diverse tecniche\nfotografiche e pittoriche\, l’artista rivela la loro unicità e le impregna di un’aura misteriosa\,\nrintracciando così la loro anima e facendole risuonare di nuovo.\nNella mostra è possibile vedere\, tra le altre\, fotografie di palazzi storici di Trieste\, Fiume\,\nVenezia e Vienna\, che per il loro tempo dimostravano lo sviluppo fortemente accelerato\ndella tecnologia\, della medicina e della scienza\, che hanno accompagnato l’espansione\ndelle relazioni commerciali all’interno dell’Europa e la conseguente prosperità\,\nsimboleggiata dalla cultura e da una vivace attività di viaggio. Officine e magazzini\nindustriali\, strutture per il tempo libero ed ospedali che sono stati privati della loro funzione\,\ncome manifestazioni di pietra di utopie (sociali) del passato e del desiderio di una vita\nmigliore. Essl racconta i valori e gli aneliti del tempo e l’integrazione dell’individuo nel\nmondo che ha trovato. \nPer comprendere al meglio la mostra sono state previste delle visite guidate gratuite a\ncura dell’artista stessa nelle seguenti giornate:\nsabato 20 maggio alle ore 11\nsabato 27 maggio alle ore 15\nvenerdì 2 giugno alle ore 11\nsabato 10 giugno alle ore 15\nvenerdì 16 giugno alle ore 11\nvenerdì 23 giugno alle ore 11\nsabato 1 luglio alle ore 15 \nMostra “Lost Places” di Barbara Essl\nSala Leonor Fini\, Magazzino 26 del Porto Vecchio\, Trieste\n17 marzo_2 luglio 2023\nIngresso gratuito \nOrari:\ngiovedì e venerdì 10_18\nsabato\, domenica e festivi 10_20
URL:https://triestecultura.it/evento/lost-places-di-barbara-essl/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/proroga.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230325
DTEND;VALUE=DATE:20230904
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145418Z
LAST-MODIFIED:20250718T131201Z
UID:10000615-1679702400-1693699200@triestecultura.it
SUMMARY:Il Mito dell’Arte Africana nel ‘900
DESCRIPTION:Prorogata fino al 3 settembre la mostra “Il Mito dell’Arte Africana nel ‘900. Da Picasso a Man Ray\, da Calder a Basquiat e Matisse” a cura di Vincenzo Sanfo\, Anna Alberghina e Bruno Albertino apre al pubblico sabato 25 marzo 2023\, a Trieste\, in Porto Vecchio\, al Magazzino 26 (Sala Carlo Sbisà)\, prodotta da Navigare in co-produzione con Diffusione e Cultura e promossa dal Comune di Trieste con il supporto di Trieste Convention and Visitors Bureau e PromoTurismoFVG. L’esposizione sarà visitabile fino al 30 luglio dal martedì al venerdì\, dalle ore 10.00 alle ore 18.00\, sabato\, domenica e festivi\, dalle ore 10.00 alle ore 20.00. \n” L’ammirazione degli artisti moderni per le sculture tribali negli anni dal 1907 al 1914” – afferma Bruno Albertino –“è documentata da fotografie degli interni degli studi\, dagli scritti e\, naturalmente\, dalle loro stesse opere. Picasso\, Matisse\, Brancusi\, Braque apprezzavano dell’arte tribale sia la finezza estetica che la sua essenzialità altamente stilizzata. Anche e soprattutto grazie a questi artisti\, la scultura tradizionale è diventata importante ed è stata esposta nei più prestigiosi musei del mondo come il Pavillon des Sessions del Louvre di Parigi”. \n“Nella realtà africana” – aggiunge Anna Alberghina –“linguaggio estetico\, pensiero religioso e struttura sociale sono legati in un’unità inscindibile che è l’elemento caratterizzante la cultura tribale. Se vogliamo comprendere l’Arte africana\, dobbiamo\, innanzitutto\, svuotare la mente della nostra consolidata visione del mondo per la quale il metodo scientifico è l’unico strumento di conoscenza e la realtà fisica l’unica certezza. Nelle società africane tradizionali\, al contrario\, l’anima è una certezza tanto che tutto ha un’anima. Maschere\, feticci\, figure di maternità e di antenati popolano il complesso mondo religioso africano\, mai creati con una semplice finalità estetica ma per consolidare il legame tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti”. \n“Partendo dalle esperienze picassiane” – sottolinea Vincenzo Sanfo illustrando il concept del progetto espositivo – “questa mostra ci porta sino ai giorni nostri attraversando percorsi che hanno in comune una visione dell’arte che trae dall’essenzialità delle forme africane ispirazione\, generando i papier-decoupe matissiani\, le decorazioni tribali di Keith Haring\, le surreali visioni di Man Ray\, le gioiose figure di Calder accostate alla furia costruttiva di Basquiat. Cosi come le irriverenti maschere di Enrico Baj\, le luminose visioni di Marco Lodola e le incursioni di Marco Nereo Rotelli\, accompagnate dalla cancellazione picassiana del cinese XuDeqi. Un percorso” – conclude Sanfo – “quello pensato per questa mostra\, essenziale ma esaustivo di quanto l’arte africana abbia contribuito e continui a contribuire all’evoluzione dell’arte occidentale”. \nIl Comune di Trieste ha accolto con entusiasmo la proposta di allestire nel Magazzino 26 (uno dei più grandi magazzini portuali d’Europa) la mostra sull’Arte africana e sul suo influsso su artisti come Picasso\, Man Ray\, Calder\, Basquiat e Matisse\, che hanno segnato una rivoluzione culturale come quella che oggi sta rinnovando questa straordinaria parte di Trieste: una nuova Città della Cultura e della Scienza\, in un’area dismessa del Vecchio Porto Franco (60 ettari)\, nella quale sta già sorgendo un grande attrattore culturale transfrontaliero\, con 50.000 mq di spazi espositivi\, e su cui stanno investendo le istituzioni e i portatori di interessi economici. \nIl percorso espositivo si apre con l’esposizione di circa 100 opere d’arte africana tra sculture\, maschere e oggetti\, suddivise in nove tematiche: Fertilità e maternità\, Bamboline di fertilità\, Il culto dei gemelli\, Le maschere\, Gli antenati\, Figure magiche\, Arte funeraria\, I poggiatesta\, Gli oggetti d’uso. \nLe sculture appartengono integralmente alla Collezione dei curatori Bruno Albertino e Anna Alberghina e sono il frutto di oltre 30 anni di viaggi\, collezionismo e studio della materia. Le diverse tematiche sono introdotte da foto retroilluminate\, evocative della cultura dei popoli africani\, scattate da Anna Alberghina proprio in quei luoghi\, utili a far entrare il visitatore nella vita dei popoli africani. Sono inoltre proposti dei video\, girati dai curatori stessi\, che riguardano riti e costumi di alcune popolazioni: danze\, cerimonie\, riti magici e anche vita quotidiana. \nLa seconda parte è dedicata all’esposizione di circa 50 opere d’arte del Novecento\, nelle quali si coglie perfettamente l’aspetto immortale del mito africano\, con una vasta sezione dedicata a Picasso con disegni\, litografie\, e ceramiche. Si continua con le opere di Matisse\, Calder\, Gauguin\, Man Ray\, fino ad arrivare ai più contemporanei Mimmo Paladino\, Basquiat e Xu de Qi.
URL:https://triestecultura.it/evento/il-mito-dellarte-africana-nel-900/
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/Schermata_2023-03-21_alle_14.59.52.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230329
DTEND;VALUE=DATE:20230403
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145114Z
LAST-MODIFIED:20250718T131201Z
UID:10000601-1680048000-1680393600@triestecultura.it
SUMMARY:Slava’s Snowshow
DESCRIPTION:“Dal 29 marzo la magia della neve\, della poesia\, del divertimento dello “Slava’s Snowshow” è in scena al Politeama Rossetti. Il capolavoro di SLAVA\, il miglior clown del mondo\, ritorna a Trieste ed è un momento di teatro da vedere e rivedere\, che incanta spettatori d’ogni età. Per la Stagione 2022-2023 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Slava’s Snowshow” replica fino al 2 aprile”.  \nOspite assiduo e amatissimo dal pubblico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, va in scena  al Politeama Rossetti dal 29 marzo al 2 aprile lo “Slava’s Snowshow” uno spettacolo profondamente  poetico\, universale e senza tempo\, che continua a incantare milioni di spettatori nel mondo e  magicamente conquista il pubblico di ogni età. \nIl suo geniale ed eccentrico ideatore\, il russo SLAVA\, (pluripremiato con l’Olivier e il Time Out Award a Londra\, il Drama Desk a New York\, lo Stanislavskij a Mosca e il Festival Critics Award a Edimburgo) è considerato “il miglior clown del mondo”: ama «un teatro che nasce dai sogni e dalle fiabe; un teatro ricco di speranze e sogni\, di desideri e di nostalgie\, di mancanze e disillusioni. Un teatro che sfugge a qualsiasi definizione\, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà». \nLo “Slava’s Snowshow” è proprio così: libero\, lirico\, ironico\, fantasioso\, divertentissimo e tenero\, talvolta venato di malinconia. Lo spettacolo raccoglie i numeri più belli e famosi del repertorio di SLAVA\, e così la serata a teatro diventa esperienza incredibile e inattesa\, che lascia gli adulti pervasi di spirito bambino\, che induce spettatori piccoli e grandi a divertirsi nella neve e a giocare assieme con i giganteschi palloni che invadono il teatro nel gran finale: e mai nessuno\, alla fine\, ha voglia di tornare a casa… \nLo spettacolo è una sequenza di sorprendenti magie.\nUna nevicata di carta che infuria su tutta la sala\, enormi\, leggerissimi e colorati palloni che planano sulla platea\, cinque clown protagonisti di una rappresentazione poetica e candida\, dispettosa e imprevedibile\, gioiosa e atletica\, in bilico tra happening e circo.\nIl teatro di Slava è amato perché riesce a tessere un mondo fatto di sogni e di fiabe in cui è impossibile non lasciarsi trasportare. È una delle esperienze teatrali più potenti\, innocenti e semplicemente belle a cui tutti possono assistere. \n“Slava’ s Snowshow” va in scena al Politeama Rossetti mercoledì 29 marzo alle 20.30 e replica al medesimo orario fino a sabato 1 aprile. Sabato 1 e domenica 2 aprile le repliche sono anche pomeridiane con inizio alle ore 16.\nPer biglietti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
URL:https://triestecultura.it/evento/slavas-snowshow/
LOCATION:Politeama Rossetti\, viale XX Settembre\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Spettacolo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/Slava_Snowshow_Blue_Canary_by_Andrea_Lopez__MG_1178.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20230329
DTEND;VALUE=DATE:20230429
DTSTAMP:20260403T193432
CREATED:20250606T145218Z
LAST-MODIFIED:20250718T131201Z
UID:10000610-1680048000-1682640000@triestecultura.it
SUMMARY:La quintessenza di Svevo
DESCRIPTION:Museo Sveviano ricorda che la mostra La quintessenza di Zeno. 100 anni di un classico moderno è visitabile a ingresso gratuito presso la sede di via Madonna del mare 13 negli orari di apertura al pubblico del museo (dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13; il mercoledì anche dalle 14 alle 18) fino al 30 giugno 2023.\nSpeciali visite guidate dai curatori della mostra\, Riccardo Cepach e Giulia Perosa sono previste nelle giornate di\n\nMercoledì 29 marzo alle ore 17\nVenerdì 14 aprile alle ore 11\nMercoledì 19 aprile alle ore 17\nVenerdì 28 aprile alle ore 11\nIl costo della visita guidata è di euro 4\,30 a persona (ridotto euro 2\,10). Si richiede cortesemente la prenotazione all’indirizzo museosveviano@comune.trieste.it o al numero 040 6758182 / 8170. \n\nLa quintessenza di Zeno. 100 anni di un classico moderno racconta il capolavoro di Italo Svevo che nasce nel 1923 sotto il segno del paradosso: è una delle opere più innovative\, profonde\, ironiche\, moderne che la letteratura italiana abbia prodotto nel primo quarto del Novecento e nessuno se ne accorge. Cento anni dopo\, però\, se ne parla ancora. Il Museo Sveviano ripercorre la genesi (La partenza di Zeno)\, la fortuna (L’incidenza di Zeno)\, le fonti (La sapienza di Zeno)\, le teorie (La subcoscienza di Zeno) e le tematiche (La dipendenza di Zeno) di questo romanzo che ha saputo trasformarsi in un classico.\n\nInfo: Museo Sveviano\, via Madonna del mare\, 13 – 34124\, Trieste\ntel: +39 3288645817\nwww.facebook.com/MuseoSvevoJoyce\ne-mail: museosveviano@comune.trieste.it
URL:https://triestecultura.it/evento/la-quintessenza-di-svevo/
CATEGORIES:Visita guidata
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/mostraSvevo_1.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR