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SUMMARY:Passeggiando si impara 2024
DESCRIPTION:Come sempre le chiacchierate sono pensate per tutti\, adulti\, famiglie\, studiosi o appassionati. Gli esperti illustrano le tematiche\, condividono le loro conoscenze scientifiche e sono a disposizione per rispondere alle domande suscitate dagli argomenti trattati e dai luoghi che si visitano.20 appuntamenti di sabato\, da febbraio a dicembre.\nTutti possono trovare in calendario almeno un appuntamento adatto ai loro interessi ed abilità.\nLe lezioni con passeggiata\, dalla durata di circa 3-4 ore\, quest’anno hanno come argomento principale l’inquinamento climatico con quattro incontri dedicati: uno in grotta\, uno alle jazere di Draga Sant’Elia e due in mare\, con l’appuntamento “Seawatching per nuotatori”\, che tanto successo ha riscosso la passata edizione.\nIn questa edizione vi è una grande novità: due incontri guidati da persone con disabilità intellettiva curati dall’Anffas con l’ausilio di testi semplificati. Sono appuntamenti pensati per due diversi livelli di difficoltà: 1. comprensione di un testo semplice e capacità di lettura; 2. comprensione di un testo molto semplice e scarsa o nulla capacità di lettura.\nAltra novità di quest’anno sono gli appuntamenti in lingua inglese\, una visita guidata al Museo di Storia Naturale e una passeggiata in natura per i turisti\, gli stranieri che lavorano o studiano a Trieste e soprattutto per gli ormai tanti concittadini che parlano questa lingua.\nNon mancano poi gli appuntamenti\, quattro per l’esattezza\, dedicati alla paleontologia\, ai castellieri\, ai fossili in città e al Porto Vecchio\nUna parte del programma è dedicato ai Musei\, per conoscere meglio i beni custoditi\, con iniziative dedicate agli adulti e ai bambini. In particolare:\n➢ quattro appuntamenti al Museo di Storia Naturale di cui uno con la realizzazione di un laboratorio calchi per i bambini e un altro dedicato a conoscere le collezioni nell’ambito del laboratorio di entomologia;\n➢ quattro visite guidate al Museo del Mare di cui una dedicata ai bambini.\n\nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI\nLa partecipazione a tutte le lezioni è gratuita previa iscrizione all’attività tramite la compilazione del modulo di iscrizione. La compilazione potrà avvenire anche al momento del ritrovo.\nPer le visite al Museo di Storia Naturale è necessario pagare il biglietto d’ingresso\, mentre la visita e il laboratorio sono gratuiti.\n\nPer gli incontri Passeggiamo tutti assieme del 20 aprile e del 18 maggio\nPrenotazione obbligatoria al 348-2216216 o alla mail progetti_cse@triesteintegrazioneanffas.it\n\nPer gli incontri del 22 giugno e 14 settembre\, Seawatching per nuotatori\, la prenotazione è obbligatoria scrivendo una mail a sportellonatura@comune.trieste.it. Incontro del 22 giugno: prenotazioni aperte dal 3 giugno al 20 giugno. Incontro del 14 settembre: prenotazioni aperte dal 3 giugno al 20 giugno.\n\nPer l’incontro del 19 ottobre\, Porto Vecchio\, la sua storia e gli edifici\, e per le visite al Museo del Mare del 2 marzo\, 8 giugno\, 28 settembre e 23 novembre\, la prenotazione è obbligatoria scrivendo una mail a museomare@comune.trieste.it.\n\nPer l’incontro del 26 ottobre\, Fossili in città. Da Piazza Unità a Piazza Sant’Antonio Nuovo\, la prenotazione è obbligatoria scrivendo una mail a sportellonatura@comune.trieste.it. Prenotazioni aperte dal 7 ottobre al 24 ottobre.
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SUMMARY:ITS Arcademy
DESCRIPTION:ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion è il primo museo dedicato interamente alla moda contemporanea in Italia\, un luogo dove il design di abiti\, accessori e gioielli si rivela nella sua più elevata espressione artistica\, fonte di ispirazione straordinaria per visitatori di qualsiasi età.\nIl museo ospita mostre di livello internazionale e progetta attività didattiche dedicate allo sviluppo del pensiero creativo. Nasce da ITS Contest\, iniziativa di Barbara Franchin lanciata nel 2002 a Trieste\, trampolino di lancio per talenti creativi destinati a lasciare un segno nel panorama della moda internazionale\, anticipandone le evoluzioni. Le loro creazioni (oltre 15000 oggetti tra portfolio di progetto\, abiti\, accessori\, gioielli e fotografie) costituiscono una Collezione unica al mondo in continua evoluzione\, che ITS Arcademy tutela per le generazioni future grazie a una costante attività di conservazione. \n\nITS Arcademy Museum of Art in Fashion\nVia Cassa di Risparmio\, 10 – 34121 Trieste\, Italia\n+39 040 300 589\nitsarcademy.org\n\nMostre in Corso:\n\nLe Molte Vite di un Abito \n\nA cura di Olivier Saillard e Emanuele Coccia\n28.03.24 – 06.01.25\n\nChe siano indossati come protezione o espressione della nostra personalità\, i vestiti vivono innumerevoli vite. Ogni indumento racconta la storia del corpo che lo abita\, e il nostro guardaroba è innanzitutto un archivio personale\, una sorta di museo della nostra esistenza. \nLa mostra di ITS Arcademy si sviluppa in un percorso poetico che stimola il visitatore a riflettere sul valore che attribuiamo ai vestiti in diversi contesti e fasi del loro ciclo di vita: dalla vetrina al guardaroba\, indossati\, incarnati da personaggi famosi\, amati\, consumati\, catalogati\, esposti\, evocati nella letteratura o ancora abbandonati. Oggetti selezionati dalla Collezione di ITS Arcademy si alternano a indumenti quotidiani e straordinari appartenenti a gente comune\, ma anche a muse della moda quali Charlotte Rampling e Tilda Swinton.\n\n\nBorn to Create\n\nA cura di Fondazione ITS\n28.03.24 – 06.01.25\n\nLa mostra offre una prospettiva unica sul futuro del design. È dedicata alle opere dei finalisti e dei vincitori di ITS Contest 2023/24\, designer emergenti dotati di un talento creativo innato\, selezionati da una giuria di esperti di primo piano da oltre 750 candidature provenienti da tutto il mondo. Sono inoltre presenti progetti speciali sviluppati in risposta a brief di importanti marchi internazionali ed enti che condividono l’impegno di ITS Contest nel sostenere la creatività. Fondato a Trieste nel 2002 da Barbara Franchin\, ITS Contest è diventato una delle principali piattaforme internazionali per i talenti emergenti del design. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nel lanciare le carriere di molti designer che attualmente stanno ridisegnando l’industria della moda e definendo il look della cultura pop.
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SUMMARY:Un mare di carta
DESCRIPTION:La promozione del viaggio in nave tra Ottocento e NovecentoCirca trecento tra poster e locandine\, dépliant\, brochure\, bozzetti e pubblicazioni commemorative ripescate dagli archivi e riunite in un’unica mostra\, pensata per ripercorrere\, grazie a rari materiali d’epoca\, l’evoluzione\, nell’arco di un secolo\, dagli anni Sessanta dell’Ottocento\, della grafica pubblicitaria nata nell’Ottocento per promuovere il viaggio in mare. Un mare di carta. La promozione del viaggio in nave tra Ottocento e Novecento (unmaredicarta.com)\, si inaugurerà venerdì 20 settembre alle 18 al Magazzino delle Idee. Realizzata da ERPAC FVG con la collaborazione dell’associazione culturale Italian Liners\, la mostra è dedicata ad Angelo Battistella\, uno dei più prolifici e geniali grafici del XX secolo.
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SUMMARY:Cronache Triestine 1945-1954
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative promosse per la celebrazione del settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia\, giovedì 17 ottobre\, alle ore 15.30\, presso lo stand del Comune allestito in piazza Unità d’Italia in occasione della Settimana dei Castelli\, la curatrice Antonella Cosenzi illustrerà la mostra Vola colomba. Cronache Triestine 1945-54 allestita al primo piano del Civico Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez: un’analisi attenta di diversi aspetti\, anche tragici\, caratterizzanti uno dei periodi più articolati e multiformi della storia di Trieste e della Venezia Giulia.\nIl trait d’union è costituito da un’analisi della situazione politico-amministrativa retta in tale arco di tempo dal Governo Militare Alleato e dalle forze di polizia da esso utilizzate sul territorio\, lasciando\, però\, uno spazio apprezzabile anche ad argomenti di carattere sociale come la Sezione Lavoro Aiuto Disoccupati (SE.L.A.D.) e alle due edizioni del Festival Nazionale dei Ragazzi – anni 1951 e 1953 – promosse dal sindaco Gianni Bartoli quali occasioni per esaminare i problemi pedagogici della gioventù italiana nel secondo dopoguerra e per attirare l’attenzione di tutta l’Italia sulla questione di Trieste.\n\nAppartengono alla collezione di Diego de Henriquez tutti i materiali esposti – divise\, distintivi\, copricapi\, attrezzi da lavoro\, quadri\, modellini e tabelle – mentre la documentazione\, anche fotografica\, e i manoscritti riconducibili all’archivio del collezionista sono integrati da testimonianze appartenenti ad alcuni fondi del Civico Museo di Storia Patria ai quali si aggiunge un interessante album fotografico prestato dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.\n\nNel corso della conferenza saranno descritti tutti questi elementi e verrà\, altresì\, sottolineata la posizione di rilievo che de Henriquez ebbe durante il Governo Militare Alleato quando era ben inserito nella vita cittadina e nel substrato politico ed economico di Trieste. Una realtà desumibile anche dai suoi scritti una selezione dei quali – esposta in mostra – racconta avvenimenti e curiosità degli anni clou di quel periodo\, il 1953 e il 1954.\n \nLa mostra Vola colomba. Cronache triestine 1945-54\, realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia\, sarà visitabile fino all’8 dicembre 2024 durante l’orario di apertura del Museo Diego de Henriquez al quale\, attualmente\, si accede da via dei Tominz 4.\n \nInformazioni \nwww.museodiegodehenriquez.it \nmuseodehenriquez@comune.trieste.it \n+39 040 675 4699
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LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:1954 - Trieste è italiana\, la Zona B è perduta
DESCRIPTION:Venerdì 25 ottobre l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata inaugura alle 17.30 presso la propria sede/museo istriano\, via Torino\, 8\, la mostra dedicata al 70° del ritorno di Trieste all’Italia (26 ottobre 1954). Ma quel giorno sancì di fatto (anche se non di diritto) la perdita della zona B. Ed è questo l’aspetto\, non secondario\, DELLA PERDITA DELLA ZONA B che l’iniziativa intende rappresentare: Trieste\, in quel giorno\, scenderà tutta in piazza e\, con i triestini\, ci saranno a migliaia gli esuli istriani che usciranno dal Silos\, dai ghetti dei campi profughi sventolando da una parte il tricolore e dall’altra la bandiera con la capra istriana listata lutto. Trieste ritornava all’Italia\, la zona B era perduta. \nA quel fatidico giorno ci saremmo arrivati dopo il dramma delle foibe\, dopo l’occupazione tedesca\, dopo quaranta giorni drammatici di occupazione jugoslava\, dopo nove anni di governo alleato\, dopo illusioni e delusioni fra manifestazioni e scontri in piazza\, nel 1948\, nel 1952\, fino al culmine delle giornate di rivolta con i sei morti del novembre 1953. Solo nell’ottobre di un anno dopo sarebbe arrivata l’Italia\, con un ulteriore aggiustamento dei confini che ci priverà anche dei paesini sui colli di Muggia. \nIl 26 ottobre 1954 Trieste tornerà all’Italia\, ma l’ultimo lembo di Istria sarà perduto e inizierà in maniera radicale\, aumentando di mese in mese per tutto il 1955 e protraendosi fino agli anni Sessanta\, l’esodo dalla zona B\, area su cui\, fino all’ultimo\, molti avevano continuato a nutrire grandi speranze. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, resterà aperta ogni giorno\, sabato e domenica inclusi\, con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30\, sino al 30 marzo 2025.
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LOCATION:Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, via torino
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SUMMARY:Istanbul\, faces of freedom. Between past and present
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, è stata inaugurata al Museo d’Arte Orientale di via S. Sebastiano la mostra “Istanbul\, faces of freedom. Between past and present”\, che resterà aperta al pubblico fino al 22 genaio 2025.\n  \nGli scatti contemporanei della fotografa slovena Manca Iuvan dedicati a Istanbul\, suggeriti da Stefano Ambroset\, presidente dell’Associazione dotART\, dialogano con le testimonianze ottocentesche conservate presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \n  \nL’esposizione\, curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca\, in collaborazione con Francesca Avignone\, conservatore del Civico Museo d’Arte Orientale\, propone un itinerario per immagini della città turca nel tempo e nello spazio\, organizzato in due sezioni.\n \nNella prima parte la fotografa slovena racconta Istanbul attraverso alcuni dei suoi luoghi iconici: il Bosforo su cui si affaccia l’illimitata cupola di Santa Sofia\, il trionfo della vegetazione sui resti dell’architettura difensiva bizantina\, le case con i panni stesi\, accalcate l’una sull’altra come ricorda Mark Twain\, il dedalo di vicoli\, di cui non si percepisce l’inizio e la fine al punto da ricordare un perfetto labirinto\, come sostiene Hermann Melville.\n\nGli scatti del XXI secolo sono messi a confronto con i positivi\, conservati in Fototeca\, che illustrano gli eleganti edifici realizzati dall’architetto muggesano\, Domenico Pulgher (1837-1917)\, negli anni Settanta del XIX secolo.\n\nIl fascino dell’esotico è evidente anche nel mondo delle stereoscopie ottocentesche. Le fotografie tridimensionali hanno la capacità di condurre il fruitore\, grazie ai visori stereoscopici\, in giro per il mondo\, consentendogli di ampliare le proprie conoscenze geografiche\, etnografiche\, antropologiche e storico-artistiche.\n\nNella seconda sezione i protagonisti di ieri sono messi a confronto\, in un raffinato gioco di rimandi e contrasti\, con quelli di oggi.\n\nI ritratti etnografici dai colori intensi del fotografo turco Pascal Sèbah (1823-1886) e di altri autori orientali non identificati\, realizzati nella seconda metà dell’Ottocento\, conoscono una larga diffusione. Il modico costo delle carte de visite consente a un vasto ed eterogeneo pubblico di acquistare i piccoli positivi\, tra cui la famiglia triestina Piacere che lascia i suoi beni al Comune nel 1940.\n\nLe fotografie inserite negli album\, sfogliati in salotto accanto al caminetto\, forniscono un piacevole passatempo\, oggetti di divertimento e di istruttive informazioni al contempo.\n\nLa staticità che contraddistingue i positivi degli edifici immortalati nell’Ottocento caratterizza anche i ritratti storici. Il soggetto è sempre fotografato centrato\, illuminato in maniera uniforme\, intero. La rappresentazione dei volti e dei mestieri di ieri risulta isolata dal relativo contesto ambientale\, riprodotta artificialmente in studio. I protagonisti sono soggetti anonimi riconoscibili solo per il ruolo che rappresentano\, sintesi ed espressione della seduzione esercitata sul turista dal passato\, dall’esotico.\n\nForte è il contrasto tra l’immobilità dei volti di ieri e la vivacità di quelli odierni. Le immagini realizzate nel XXI secolo da Manca Juvan sono contestualizzate e pregne di informazioni. L’attenzione della fotografa assume la funzione di speculum di matrice antropologica: evidente sete di conoscenza dell’altro. Immagini eloquenti\, obiettive e al tempo stesso evocative\, in grado di restituire l’empatia tra la ritrattista e il soggetto fotografato.\n\nAttraverso la selezione e il confronto delle immagini\, è così possibile esplorare\, nel tempo e nello spazio\, l’evoluzione di una città straordinariamente carica di Storia\, anzi di storie.\n \nInformazioni: \nmuseoarteorientaletrieste.it \nmuseoarteorientale@comune.trieste.it \nfototeca.trieste.it \ncmsafototeca@comune.trieste.it \ntel. 040/3220736 \ntel. 040/6754039
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LOCATION:Museo d’Arte Orientale\, Via San Sebastiano\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Primo appuntamento della terna di conferenze-concerto dedicata alla musica da camera di Giulio Viozzi
DESCRIPTION:Si inserisce nel calendario della attività culturali realizzate dal Comune di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nella ricorrenza del 70° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia la terna di conferenze-concerto dedicata alla musica da camera di Giulio Viozzi (1912-1984)\, proposta dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e che ha per protagonisti i musicisti del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum. \nTre dunque gli appuntamenti in programma nella Sala “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4) con inizio alle ore 17.30 e a ingresso libero\, per tre mercoledì consecutivi\, a partire mercoledì 30 ottobre\, che offriranno all’ascolto le musiche di Viozzi scritte per trio: ai sempre presenti violoncello e pianoforte Viozzi alternò il clarinetto\, il violino e il flauto. L’occasione di scrittura fu la presenza in città di alcune formazioni cameristiche particolarmente care all’autore\, tutte formate da colleghi\, amici e compagni d’arte: il Trio Ars Nova di Bruno Bidussi (pianoforte) Giorgio Brezigar (clarinetto) e Guerrino Bisiani (violoncello); il Trio di Trieste di Dario De Rosa (pianoforte)\, Renato Zanettovich (violino) e Libero Lana (violoncello); il Trio Pro Musica di Roberto Repini (pianoforte)\, Bruno Dapretto (flauto) e Adriano Vendramelli (violoncello). \n  \nLa partenza\, mercoledì 30 ottobre 2024\, è nel segno delle composizioni dedicate al Trio Ars Nova (e al clarinetto)\, con Marta Macuz al clarinetto\, Massimo Favento al violoncello e Corrado Gulin al pianoforte\, che eseguiranno il Capriccio per pianoforte\, l’Improvviso per clarinetto e pianoforte\, A Duke Ellington per pianoforte e il Trio per clarinetto\, violoncello e pianoforte.\n \nDiplomatosi nel 1931 in pianoforte\, Giulio Weutz (poi Viozzi) aveva avuto modo di perfezionarsi con Angelo Kessisoglù\, salendo poi alla ribalta nazionale con la Rassegna dei giovani concertisti nel 1936. Aveva iniziato subito un’intensa attività concertistica ed esecutiva; tuttavia fu sempre più attratto dalla composizione\, arte e disciplina creativa in cui si era regolarmente diplomato nel 1937. Ebbe come mentore Antonio Illersberg\, guida significativa per molti musicisti triestini della sua generazione. Conscio delle difficoltà della sua epoca\, disgregata in stili\, correnti e linguaggi i più diversi\, e caratterizzata da innumerevoli scontri sull’identità stessa del “fare musica”\, Viozzi era solito dichiarare di «aver scelto il rifiuto degli estremismi dell’avanguardia e dell’assoluta dissoluzione tonale\, cercando di riportare la musica vicino agli uomini» con l’intenzione di restituire «alla musica una vera e propria funzione sociale»\, come amava ricordare all’amico Massimo Mila\, compagno di cordata in ricercatissime scalate alpine. Negli anni ’50-’60 fu tra i compositori italiani più eseguiti a livello nazionale senza dimenticare diversi successi a livello internazionale. Il corpus delle opere di Viozzi è imponente: compose 7 opere teatrali (Allamistakeo\, La giacca dannata e Il sasso pagano sono le più rappresentate e conosciute)\, 3 balletti\, musiche di scena\, una ventina di composizioni per orchestra\, una decina di concerti per strumenti solisti e orchestra\, musica per banda\, una notevole quantità di brani cameristici per quasi tutti gli strumenti\, una mole considerevole di musica vocale da camera\, popolare e corale. \n  \nL’eredità artistica di Giulio Viozzi è custodita oggi dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Grazie alla generosa sensibilità della vedova Gemma Kenich Viozzi\, nel 1991 venivano infatti donati al Museo l’archivio (contenente corrispondenza\, rassegna stampa relativa alle esecuzioni\, testi di conferenze e programmi radiofonici)\, il pianoforte e la biblioteca personale del Maestro. In seguito al successivo legato testamentario del 1998 sono venute ad aggiungersi tutte le musiche di Viozzi: manoscritti ed edizioni a stampa di parti\, spartiti e partiture di un catalogo compositivo comprendente opere\, balletti\, partiture sinfoniche e cameristiche\, rielaborazioni di canti popolari e musica pianistica. \n  \nI successivi appuntamenti sono in calendario mercoledì 6 novembre\, con le composizioni dedicate al Trio di Trieste (e al violino e al violoncello)\, e mercoledì 13 novembre\, con le composizioni dedicate al Trio Pro Musica (e al flauto).\n\nL’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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LOCATION:Museo Teatrale Carlo Schmidl\, Palazzo Gopcevich via Rossini\, 4
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SUMMARY:Vola Colomba – Lunario triestino 1953-54
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative finalizzate a celebrare la ricorrenza dei settant’anni del ritorno di Trieste all’Italia\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich\, la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte presenta un lunario fotografico scandito in quindici mesi.\nIl diario visivo documenta\, con ricercata densità informativa\, i tragici giorni del novembre 1953 fino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia dell’ottobre 1954. \nLungo il percorso circa trecento fotografie arricchite da alcuni oggetti iconici d’epoca tra cui la Topolino\, la Lambretta\, la radio Geloso\, il vinile originale di Vola Colomba\, giocattoli\, macchine fotografiche\, documenti e riviste. \nUn’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Livio Amstici\, Gianni Anzalone\, dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, dell’archivio fotografico comunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli\, tutti conservati in Fototeca\, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente una sorta di rendicontazione che mira a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi\, senza alcuna pretesa di completezza ed esaustività.
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LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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