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SUMMARY:1954 - Trieste è italiana\, la Zona B è perduta
DESCRIPTION:Venerdì 25 ottobre l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata inaugura alle 17.30 presso la propria sede/museo istriano\, via Torino\, 8\, la mostra dedicata al 70° del ritorno di Trieste all’Italia (26 ottobre 1954). Ma quel giorno sancì di fatto (anche se non di diritto) la perdita della zona B. Ed è questo l’aspetto\, non secondario\, DELLA PERDITA DELLA ZONA B che l’iniziativa intende rappresentare: Trieste\, in quel giorno\, scenderà tutta in piazza e\, con i triestini\, ci saranno a migliaia gli esuli istriani che usciranno dal Silos\, dai ghetti dei campi profughi sventolando da una parte il tricolore e dall’altra la bandiera con la capra istriana listata lutto. Trieste ritornava all’Italia\, la zona B era perduta. \nA quel fatidico giorno ci saremmo arrivati dopo il dramma delle foibe\, dopo l’occupazione tedesca\, dopo quaranta giorni drammatici di occupazione jugoslava\, dopo nove anni di governo alleato\, dopo illusioni e delusioni fra manifestazioni e scontri in piazza\, nel 1948\, nel 1952\, fino al culmine delle giornate di rivolta con i sei morti del novembre 1953. Solo nell’ottobre di un anno dopo sarebbe arrivata l’Italia\, con un ulteriore aggiustamento dei confini che ci priverà anche dei paesini sui colli di Muggia. \nIl 26 ottobre 1954 Trieste tornerà all’Italia\, ma l’ultimo lembo di Istria sarà perduto e inizierà in maniera radicale\, aumentando di mese in mese per tutto il 1955 e protraendosi fino agli anni Sessanta\, l’esodo dalla zona B\, area su cui\, fino all’ultimo\, molti avevano continuato a nutrire grandi speranze. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, resterà aperta ogni giorno\, sabato e domenica inclusi\, con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30\, sino al 30 marzo 2025.
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SUMMARY:McCurry - Sguardi sul mondo
DESCRIPTION:Steve McCurry è considerato\, da oltre cinquant’anni\, una delle voci più̀ autorevoli della fotografia contemporanea.  La maestria nell’uso del colore\, l’empatia e l’umanità̀ rendono le sue fotografie indimenticabili.\nAl Salone degli Incanti a Trieste dal 15 novembre 2024 al 4 maggio 2025 va in scena una mostra che raccoglie oltre 150 fotografie\, incluse alcune sorprendenti immagini inedite. \nLa retrospettiva offre uno sguardo profondo e simbolico sull’opera di uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. Ogni scatto\, come una finestra su mondi lontani\, accompagna il visitatore in un viaggio emozionante e complesso tra culture\, esperienze e sensibilità diverse. \nAttraverso le sue immagini\, McCurry ci avvicina a popoli remoti e ci svela frammenti di umanità nascosti\, rivelando sentimenti universali attraverso volti fieri e dignitosi. I suoi scatti attraversano confini geografici e sociali\, guidandoci alla scoperta di un mondo in costante cambiamento. \nLa mostra si apre con una serie di ritratti di straordinaria intensità e prosegue con immagini che spaziano tra guerra e poesia\, sofferenza e gioia\, stupore e ironia\, componendo un mosaico di emozioni che catturano lo sguardo e toccano l’anima.
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SUMMARY:Com'è bello da Trieste in giù
DESCRIPTION:PROROGATA AL 16 MARZOEra il 1978  quando Raffaella Carrà cantava “Tanti Auguri” celebre per tutti\, ma soprattutto per i triestini che a quel ritornello tanto sono affezionati: “Com’è bello far l’amore da Trieste in giù!” Com’è bello far l’amore\, io son pronta e tu Tanti auguri\, a chi tanti amanti ha Tanti auguri\, in campagna ed in città…”  \nE forse\, a quella strofa cantata\, Trieste deve qualche cosa della sua notorietà.  Nel ’78 non lo si percepiva\, ma oggi invece se ne può parlare come di un autentico “sound branding” per la sua capacità evocativa.  \nA ricordare il legame – dal 30 novembre 2024  al 16 febbraio 2025\, nella Sala Sbisà del Magazzino 26 in Porto Vecchio – “Come è bello da Trieste in giù” l’esposizione di 35 abiti di scena indossati da Raffaella Carrà e  provenienti dell’Archivio Privato Giovanni Gioia e Vincenzo Mola (Collezioni Carrà). Il tutto accompagnato da alcuni dei video più iconici del suo periodo in RAI selezionati da Massimiliano Canè\, autore televisivo\, che ha donato inoltre alla mostra 2 abiti della sua collezione privata. \nL’evento espositivo è realizzato dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo\, organizzato da “Prandicom – IES Trieste Lifestyle”. \nL’ingresso è libero.
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SUMMARY:Verso le vette. L’alpinismo e Trieste
DESCRIPTION:Dal 6 dicembre 2024 all’8 giugno 2025 è visitabile nelle sale del Bastione Fiorito la mostra Versole vette. L’alpinismo e Trieste.\nA 70 anni dalla conquista italiana del K2\, la mostra racconta un secolo di storia dell’alpinismo a\nTrieste attraverso i suoi principali protagonisti. Da Antonio Marussi\, scienziato triestino che\npartecipò alla spedizione di Ardito Desio del 1954\, a Julius Kugy\, Vladimir Dougan\, Napoleone\nCozzi\, Emilio Comici\, Guglielmo Delvecchio\, Enzo Cozzolino\, Bianca Di Beaco\, Tiziana Weiss e\nmolti altri: i grandi nomi che hanno portato Trieste verso le vette.\nLa mostra è curata da Anna Krekic\, conservatrice del Castello di San Giusto e della Risiera di\nSan Sabba\, e da Flavio Ghio\, alpinista e scrittore\, e si avvale della collaborazione e della\nconsulenza scientifica di numerosi studiosi ed esperti.\nÈ realizzata dal Comune di Trieste – Musei Storici – Museo del Castello di San Giusto in\ncollaborazione con le principali realtà che sul territorio si occupano di alpinismo: le due sezioni\ntriestine del Club Alpino Italiano\, Associazione XXX Ottobre e Società Alpina delle Giulie\, e lo\nSlovensko Planinsko Društvo Trst – SPDT.
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl. 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 15 giugno 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (da mercoledì a domenica 10-16).\nSi devono a Matteo Bartoli per Basiq il progetto grafico e di allestimento\, a Artgroup la stampa di materiali in esposizione\, a Riccigraf la stampa di un catalogo in corso di realizzazione\, a Diego Cenetiempo e Alessio Bozzer la realizzazione di filmati in mostra.
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SUMMARY:Fotografia Wulz. Trieste\, la famiglia\, l’atelier\,
DESCRIPTION:Un percorso fotografico lungo oltre cent’anni\, scandito sia dagli eventi che hanno collocato la città di Trieste al centro dello scenario internazionale\, sia dalle tappe del suo sviluppo economico\, demografico\, sociale e culturale. Una lunga storia vista attraverso il filtro privilegiato della famiglia Wulz\, che per più di un secolo gestì l’omonimo atelier fotografico triestino.\nÈ Fotografia Wulz. Trieste\, la famiglia\, l’atelier\, la mostra che si inaugura al Magazzino delle Idee di Trieste il prossimo 13 dicembre alle ore 18:00\, curata da Antonio Giusa e Federica Muzzarelli. \nOrganizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia\, in collaborazione con la Fondazione Alinari di Firenze\, l’esposizione presenta una selezione storica e critica dell’archivio dello Studio fotografico Wulz di Trieste (1868-1981)\, uno tra i più importanti complessi archivistici conservati oggi negli Archivi Alinari\, divenuti patrimonio pubblico grazie all’acquisizione della Regione Toscana che li ha affidati alla Fondazione Alinari per la Fotografia. \nL’esposizione rimarrà aperta al pubblico dal 14 dicembre 2024 fino al 27 aprile 2025\, inserendosi così nel palinsesto di “GO!2025&Friends”\, il cartellone di eventi collegato al programma ufficiale di “GO!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura”. \nGrazie alla selezione critica del patrimonio Alinari operata dai due curatori e alla presenza di altri materiali provenienti da istituzioni pubbliche\, come la Wolfsoniana di Genova\, il Museo Revoltella e i Civici Musei di Storia e Arte di Trieste\, ma anche da collezioni private quali quelle della Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste e la Collezione Sergio Vatta\, con questa mostra si vogliono offrire nuovi spunti di riflessione e proporre letture nuove o aggiornate della produzione fotografica dei Wulz. Attraverso quasi trecento pezzi\, tra scatti fotografici\, negativi\, vintage\, documenti e oggetti dell’archivio dello Studio fotografico Wulz\, la mostra ci restituisce una Trieste per certi versi inedita\, una città calata in un periodo storico cruciale per la sua evoluzione\, quello che va dalla seconda metà dell’800 alla seconda del ‘900 e non solo. Le immagini realizzate nell’ultimo periodo di attività dello studio\, dalle sorelle Wanda e Marion Wulz\, possono essere lette come l’occasione di visualizzare concretamente i progressivi mutamenti dell’identità delle donne\, che nei primi decenni del Novecento intrapresero una delle fasi più importanti del loro percorso di emancipazione e indipendenza. \nLa mostra è sostenuta da Calliope Arts Foundation\, ente impegnato nella salvaguardia e promozione del patrimonio culturale delle donne. Calliope cura pubblicazioni come The Curators’ Quaderno\, che vedrà per l’occasione la stampa di un nuovo numero dedicato alle sorelle Wulz. \nAccompagnata da un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale\, la mostra avrà anche una serie di eventi d’approfondimento.
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LOCATION:Magazzino delle Idee\, Corso Camillo Benso Conte di Cavour\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl - 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 4 maggio 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (10-17\, da martedì a domenica).
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SUMMARY:WASTED - Gradisca d’Isonzo e Trieste
DESCRIPTION:Questo inverno ritorna con due mostre a Gradisca d’Isonzo e a Trieste la rassegna artistica che mette in discussione gli stereotipi e le narrazioni sulla questione femminile attraverso la sensibilità e la potenza espressiva di artiste internazionali contemporanee. \n[Gennaio 2025 – Gradisca d’Isonzo e Trieste] – Dal 18 gennaio al 2 febbraio 2025 a Trieste\, e dal 1 febbraio al 30 marzo 2025 a Gradisca d’Isonzo\, prende vita WASTED\, la rassegna artistica diffusa che propone un confronto sui temi caldi della questione di genere odierna\, rintracciando sentieri e collegamenti tra lo spreco della competenza femminile e di quella naturale\, problematizzando\, ipotizzando antidoti e nuove chiavi di lettura ai fenomeni che hanno contraddistinto la disparità di genere.\nProtagoniste del progetto sono diverse artiste internazionali\, le cui opere e performance interrogano il pubblico su stereotipi\, iconografie e narrazioni storiche che ancora oggi contribuiscono a circoscrivere le donne a ruoli di marginalità. \nIl progetto è realizzato dal Comune di Gradisca d’Isonzo con il contributo del Comune di Trieste\, in collaborazione con IoDeposito ETS e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Proprio Gradisca d’Isonzo negli anni si è affermata come un punto di riferimento per l’arte e la cultura contemporanea in Friuli Venezia Giulia. La cittadina ospita istituzioni di grande prestigio\, come la Galleria Regionale Luigi Spazzapan\, istituzione museale interamente dedicata all’arte contemporanea\, e il Polo Culturale di Casa Maccari\, uno spazio di studio\, lettura e informazione per i giovani e cuore pulsante di eventi e mostre.\nA queste strutture si affianca un ricco calendario di rassegne\, festival e iniziative culturali che riflettono le urgenze del presente\, ponendo spesso l’attenzione su temi cruciali come la condizione del femminile\, le disuguaglianze e le narrazioni storiche marginalizzanti. \nOrganizzata in luoghi simbolo dell’area transfrontaliera giuliana\, come Sala U.Veruda a Trieste e Casa Maccari a Gradisca d’Isonzo\, WASTED non si limita a esporre opere d’arte contemporanea: crea un percorso critico per stimolare riflessioni collettive su come superare le disparità di genere\, ridurre gli sprechi – umani e ambientali – e immaginare nuovi modelli di convivenza tra uomo\, donna e natura. \nLa live performance a Trieste\nGiovedì 30 gennaio\, alle 18:00\, WASTED ospiterà a Trieste la walking performance di Abigaïl Sia\, artista franco-ivoriana e italiana che a partire da Sala U. Veruda svilupperà una performance che fonde arte e attivismo: il camminare dell’artista diventa dispositivo per fermare il fluire della storia e riflettere su come la violenza razziale e di genere incida sul corpo e sul metabolismo. Camminare come atto pubblico di visibilità per le donne razzializzate che portano nel loro cuore\, psiche\, dna il trauma storico\, e che subiscono micro-traumi quotidiani. Durante la “walking performance” l’artista cambia pelle più volte\, legge passi e poesie\, si spoglia gradualmente dei suoi strati di abbigliamento\, in modo simbolico.\nAlla conclusione della performance\, si tornerà presso la sala Veruda\, dove tutte le partecipanti e i partecipanti saranno invitati a prendere parte ad un rilassato e informale talk con l’artista\, per scambiarsi impressioni e riflessioni. \nLa mostra si snoda attraverso quattro capitoli concettuali\, ciascuno dedicato a una dimensione cruciale del rapporto tra donne\, natura e società. Le opere esplorano\, con sguardi audaci e innovativi\, la marginalizzazione delle competenze femminili\, la rappresentazione del corpo come oggetto\, e il legame tra colonialismo e subalternità femminile. \nIl primo capitolo analizza come le pratiche patriarcali abbiano sminuito le conoscenze femminili legate all’empatia e alla comprensione del mondo naturale. Le installazioni di Beatrice Achille e Zosia Zoltkowski offrono nuovi linguaggi di conoscenza\, attraverso la corporeità e la memoria storica.\nIl secondo capitolo si concentra sullo “sguardo maschile” e la rappresentazione del femminile: ripensando modelli iconografici come quello della natura morta e del nudo femminile\, opere come quella di Holly Timpener e Marta Lodola ribaltano lo stereotipo del corpo oggettualizzato\, proponendo nuove prospettive visive ed emotive.\nIl terzo capitolo mette in luce l’impatto della società sessista sulla presenza femminile nello spazio pubblico\, con opere che denunciano limitazioni fisiche ed espressive. Il video “Freedom of Speech” di Sarah Maple esplora il conflitto tra il diritto di parola e la sopraffazione corporea.\nL’ultimo capitolo affronta l’intersezione tra genere e colonialismo: le performance di Abigaïl Sia\, evocative e simboliche\, raccontano l’esperienza delle donne razzializzate attraverso il linguaggio del corpo\, ingaggiando i fruitori sul suolo della città. \nOltre alla mostra e alle live performance\, WASTED offre visite guidate e workshop dedicati a educatori e operatori culturali. Inoltre\, la mostra collega le sue attività a laboratori creativi e pratici sui temi di interesse dell’esposizione appositamente studiati per ragazzi di età 10+ da arte-terapeute e educatrici presso la Scuola Secondaria di Gradisca d’Isonzo dell’I.C. della Torre-Verni\, gli Spazi Aggregativi di Fogliano Redipuglia e di Mariano del Friuli e il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Romans d’Isonzo\, al Polo Culturale di Casa Maccari\nQueste attività permettono di approfondire le tematiche esposte\, rendendo la rassegna un’esperienza coinvolgente per tutte le età. \nTutti gli eventi e le attività sono a ingresso libero. Per partecipare ai workshop e alle performance\, è necessario prenotarsi inviando una mail a prenotazioni@iodeposito.org. \nLUOGHI DELLA MOSTRA\, ORARI E INGRESSI: \nTrieste\nSala U.Veruda\, Palazzo Costanzi\, Piazza Piccola 2\, Trieste (TS)\nDal 18 gennaio al 2 febbraio 2025 \nOrari di apertura:\nTutti i giorni\n10:00 – 13:00 e 17:00 – 20:00\nIngresso libero \nGradisca d’Isonzo\nPolo Culturale di Casa Maccari\, via della Campagnola 18\, Gradisca d’Isonzo (GO)\nDal 1 febbraio al 30 marzo 2025 \nOrari di apertura:\nmar 10.30 – 12:30\nmer 16:00 – 19:30\ngio 10.30 – 12:30 e 16.00 – 19.30\nven 16:00 – 19:30\nsab 10.30 – 12:30 e 15.30 – 19.00\ndom 10.00 – 12.30 e 15.30 – 19.00\nIngresso libero \nVisite guidate gratuite disponibili in loco e su prenotazione\, per informazioni e necessità particolari: prenotazioni@iodeposito.org \nCALENDARIO EVENTI \nTrieste – Preview della mostra dedicata a stampa\, gruppi invitati e scuole\nVenerdì 17 gennaio 2025 / 10:00-12:00\nTrieste\, Sala U.Veruda \nTrieste – Opening della mostra\nSabato 18 gennaio 2025 / 10:00  \nTrieste\, Sala U.Veruda \nUdine – Workshop “De-colonizzare il museo”\nSabato 25 gennaio 2025 / 9:00\nMuseo Friulano di Storia Naturale\, via Sabbadini 32\, Udine (UD)\nWorkshop per operatori culturali\, genitori\, educatori con l’artista Leyla Degan.\nPrenotazione obbligatoria a @prenotazioni@iodeposito.org \nTrieste – Performance Site specific di Abigaïl Sia e finissage\nGiovedì 30 gennaio 2025 / 18:00\nA partire da Sala U.Veruda\nÈ gradita la prenotazione a @prenotazioni@iodeposito.org \nGradisca d’Isonzo – Preview della mostra con le autorità e i giornalisti\, e performance di Abigaïl Sia\nSabato 1 febbraio 2025 / 11:00\nA partire dal Polo Culturale di Casa Maccari \n“Covered”\, performance di Marta Lodola\nMercoledì 12 marzo 2025\nCarinarnica\, Erjavčeva 53\, 5000\, Nova Gorica\, (SLO)\nUna giornata di visite guidate gratuite bilingui\, dedicate alla video-opera di Marta Lodola “Covered”.\nÈ gradita la prenotazione a @prenotazioni@iodeposito.org \nTutte le informazioni e gli aggiornamenti sui singoli eventi su www.bsidewar.org \nCoordinamento comunicazione e stampa:\nGiacomo Raffin / giacomo.raffin@gmail.com / +39 348 0140600
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DESCRIPTION:Da sabato 25 gennaio nelle sale espositive del Museo sarà possibile visionare le opere dell’artista veneto Gianni Turin le quali\, sottolineando la tragicità della guerra\, fanno ripensare ai conflitti e agli eccidi di un passato non troppo lontano e riflettere su quelli attuali. Nella speranza che l’uomo non ricada sempre nei medesimi errori.\nLe tecniche applicate sono pittura ad acrilico\, ad olio\, ad affresco e tecniche scultoree “new dada” con applicazioni pittoriche e parti modellate con stucchi cerosi. \nLe installazioni fanno parte di una mostra diffusa che coinvolge altri luoghi simbolo della città di Trieste. \nL’iniziativa\, curata da Sandro Gazzola\, è realizzata dal Centro Studi Arte Archeologia Ambiente onlus della provincia di Padova in coorganizzazione con il Comune di Trieste.
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LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Cinque capolavori di Akria Kurosawa
DESCRIPTION:Da venerdì 7 febbraio La Cappella Underground presenta al Teatro dei Fabbri\, in via dei Fabbri 2/A\, cinque capolavori di Akira Kurosawa\, realizzati dal maestro giapponese con la casa di produzione Toho tra il 1949 e il 1962. Cinque titoli che compongono un perfetto ritratto del suo genio creativo: il fondamentale I sette samurai\, Leone d’argento a Venezia\, nella sua versione integrale\, il dolente Vivere\, il noir di ispirazione simenoniana Cane randagio\, l’epopea ronin del dittico Yojimbo – La sfida del samurai e Sanjuro. Un omaggio per riscoprire in sala un autore che aprì le porte dell’occidente al cinema nipponico. I film sono distribuiti in Italia dalla Cineteca di Bologna e presentati in lingua originale sottotitolata in italiano.\nLa rassegna inizia venerdì 7 febbraio con Cane randagio (1949)\, in programma alle 18.00 e alle 20.30. Un poliziesco serratissimo\, con una storia simile a Ladri di biciclette\, dove però il derubato è un giovane poliziotto a cui viene sottratta la pistola d’ordinanza. È anche l’inizio di uno dei più leggendari sodalizi della storia del cinema\, quello con Toshiro Mifune\, e la prima di sei collaborazioni con lo sceneggiatore Ryuzo Kikushima.  \nMartedì 11 febbraio alle 17.30 e alle 20.30 in programma Vivere (1952)\, considerato da alcuni critici il suo capolavoro; mai distribuito in Italia\, è un percorso di scoperta di sé\, il racconto di un’avventura interiore scatenato dall’approssimarsi della morte.  \nIl terzo appuntamento sarà venerdì 21 febbraio alle 16.00 e alle 20.00 con I sette samurai (1954)\, il film giapponese più noto in Occidente\, fu conosciuto all’estero\, fino agli anni Ottanta\, in una versione mutila di un’ora\, dove i samurai erano solo quattro. Mai distribuito prima d’ora in Italia in versione integrale\, è un’ode umanista alla resistenza morale contro la sfiducia e la disperazione.    \nMartedì 25 febbraio alle 18.00 e alle 20.30 sarà la volta di Yojimbo – La sfida del samurai (1961)\, primo dei due film che Kurosawa ha dedicato al ronin (samurai senza padrone) Sanjuro\, Yojimbo è narrato con un impeccabile dosaggio di effetti\, colpi di scena\, un’ironia acuminata e riusciti momenti grotteschi\, riecheggia l’amore di Kurosawa per il cinema di Ford. \nUltimo appuntamento fissato per lunedì 3 marzo alle 18.30 e alle 20.30 con Sanjuro (1962)\, un seguito di Yojimbo\, ma realizzato con uno spirito totalmente diverso. Se il primo era un sarcastico e violento pamphlet contro la violenza\, il seguito è una raffinata\, incantevole favola ironica sui pericoli della violenza\, e al tempo stesso un film di iniziazione. \nTrailer dell’omaggio: https://youtu.be/w3OGIHk3UIs \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Cib’Arte (#CiboArteSalute)
DESCRIPTION:Si inaugura venerdì 07 febbraio 2025 alle ore 18\,00 presso la sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi a Trieste la mostra collettiva internazionale “Cib’Arte (#CiboArteSalute)”\, nata da un progetto dell’Associazione culturale “6idea”\, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste.La mostra sarà visitabile a ingresso libero fino a domenica 2 marzo e si incentra sul tema del cibo e sull’importanza per la nostra salute della scelta della qualità di ciò che mettiamo nei nostri piatti.\nUna tematica apparentemente semplice ed evidente a tutti\, ma che nella realtà del nostro quotidiano si scontra con una società nella quale non si trova più né il tempo per la ricerca del cibo sano\, né quello per cucinarlo.\nDi fatto siamo costantemente sollecitati da immagini sul cibo: i social sono pieni di foto dei piatti gustosi e soprattutto belli che vengono postati per raccontare le proprie esperienze gastronomiche o anche solo la propria vita in famiglia; la pubblicità cattura l’attenzione del consumatore e ne veicola le scelte con alimenti presentati in modo accattivante ed in televisione spopolano i programmi incentrati sulla cucina.\nTuttavia accanto a queste suggestioni che ci infondono sensazioni rassicuranti e positive\, non possiamo non considerare le inquietudini che ci assalgono quando pensiamo all’inquinamento da plastiche\, ai cibi geneticamente modificati\, allo sfruttamento dell’ambiente ed ai problemi alimentari connessi\, per i quali si cercano soluzioni come la produzione di cibo di sintesi e/o di farine derivate da grillo\, larve o tarme ecc…\nQuesti e altri soggetti vengono proposti nei lavori degli artisti ti italiani e stranieri che hanno aderito al progetto di questa mostra.\nCon creatività e sensibilità\, i partecipanti rappresentano nei lavori esposti eseguiti con varie tecniche (pittura ad olio\, grafica\, tecniche miste\, collage\, fiber-art\, opere tridimensionali e installazioni)\, molte delle questioni suggerite dal concetto di cibo\, stimolando approfondimenti e riflessioni interessanti. \nGli artisti partecipanti sono:\nLivia Alfiero\, Gabriello Anselmi\, Francesco Azzini\, Tiziana Bevilacqua\, Helmut Blazej\, Isabel Carafì\, Maria Teresa Cavallar\, Barbara Cenni\, Luciana Costa\, Bruna Daus\, Elena De Giorgi\,\nElisabetta De Minicis\, Fulvia Dionis\, Luisa De Santi\, Paola Estori\, Samantha Fermo\, Federica Finotto\, Monica Kirchmayr\, Vivijana Kljun\, Fiorella Macor\, Antonella Oliana\, Antonella Ongaro\,\nRosanna Palombit\, Rupert Rebernig\, Monica Sartori\, Chiara Simon\, Darja Štefančič\, Marinella Terbon\, Rossella Titz. \nSono esposti inoltre alcuni dei lavori di ceramica realizzati dagli artisti del laboratorio Eracreativa del “CENTRO LYBRA CAMPANELLE”\, la cooperativa sociale onlus e centro diurno in convenzione con il comune di Trieste che riserva uno spazio creativo alle persone con disabilità affinché possano sviluppare le loro capacità e attitudini artistiche. \nVi è inoltre una partecipazione di Slow food condotta di Trieste\, che è presente con  alcuni poster dei lavori del progetto “Orti e Scuola” per la Festa degli Orti dell’11 novembre 2024 e con un filmato.\nLa mostra ospita\, poi\, anche una installazione realizzata da alcuni genitori e alunni della scuola primaria Nazario Sauro che raccontano il loro vivere la scuola con iniziative comunitarie al servizio dei bambini\, ed il loro impegno per l’educazione alimentare e la lotta allo spreco.\nCompletano l’esposizione alcuni pannelli che illustrano il tema del cibo\, delle sue proprietà nutrizionali e delle buone pratiche per restare in salute.\nOltre alle opere d’arte presentate\, è stato organizzato un variegato programma di eventi \, dedicati sia agli adulti che ai bambini\, che si terranno nella sala Veruda\, a cura di noti professionisti che declineranno il tema del cibo in campo medico\, culinario e con la collaborazione di diverse realtà cittadine\, pubbliche e private\, come “Nati per leggere” \,  il “BioMa”  ed il Mini Mu.\nInoltre\, dal 08 al 11 febbraio 2025 presso la Sala Arturo Fittke in Piazza Piccola 3 Trieste\, è possibile visitare la mostra “Cib‘Arte verso una cittadinanza alimentare” che rientra nel PAG (Progetto Area Giovani del Comune di Trieste) e si inaugura sabato 03 febbraio alle ore 12\,00.\nL’ “Associazione UGorà” che ha curato l’evento\, si è impegnata a raccontare con poster e fotografie alcuni esempi di buone pratiche in ambito imprenditoriale ed associativo\, con la finalità di diffondere una narrazione alternativa del sistema del cibo contemporaneo.\nI temi presentati nei pannelli saranno poi approfonditi in occasione delle tavole rotonde organizzate che vedranno la partecipazione di vari operatori locali. \n“CIB’Arte ( #CiboArteSalute)” \nSala Umberto Veruda\, Palazzo Costanzi in piazza Piccola 2 – Trieste \nDal 08 febbraio al 02 marzo 2025 \nOrario: dal lunedì alla domenica ore 10\,00-13\,00 e 17\,00-20\,00 \nIngresso libero \n“Cib‘Arte verso una cittadinanza alimentare” \nDal 08 al 11 febbraio 2025 \nSala Arturo Fittke in Piazza Piccola 3 – Trieste \nOrario: dal lunedì alla domenica ore 10\,00-12\,30 e 17\,00-19\,30 \nIngresso libero \nInfo: info@6idea.it; Facebook: 6idea; cell. 3356543460
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LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Visite guidate Sottostazione Elettrica e Centrale Idrodinamica
DESCRIPTION:Nell’ambito della convenzione tra il Comune di Trieste e Italia Nostra Aps per lo svolgimento di attività divolontariato per la valorizzazione del Porto Vecchio di Trieste e del relativo patrimonio culturale\, la Sezione di\nTrieste di Italia Nostra offre la possibilità di effettuare visite guidate alla Sottostazione Elettrica e alla Centrale\nIdrodinamica\, con ritrovo alle 10.45 (per visite mattutine) e ore 16.45 (per visite pomeridiane) davanti alla\nSottostazione Elettrica sita in Viale Miramare 24/d nelle seguenti date: \nMercoledì 11 febbraio 2025 – ore 11.00\nMercoledì 19 febbraio 2025 – ore 11.00\nMercoledì 26 febbraio 2025 – ore 11.00\nVenerdì 28 febbraio 2025 – ore 17.00 \nLa prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni scrivere all’indirizzo trieste@italianostra.org o\nchiamare il numero 3336289686 almeno 5 giorni prima della visita. Italia Nostra è inoltre disponibile ad\neffettuare visite guidate per gruppi\, in date e orari da concordare\, da prenotare con le medesime modalità.
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LOCATION:Centrale Idrodinamica\, P. Franco Vecchio\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Memento di Roberto Spazzali
DESCRIPTION:C’è uno spazio scenico unico nel suo genere in Italia: il Magazzino 18 oggi ricollocato al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste in cui sono conservate masserizie e oggetti familiari dei profughi giuliano-dalmati lasciate e mai ritirate dopo il loro esodo dall’Istria\, da Fiume e dalla Dalmazia.Quel “Magazzino 18” già fonte di ispirazione nel 2013 per Simone Cristicchi e Jan Bernas per lo spettacolo teatrale di grande successo messo in scena dal Teatro stabile regionale del Friuli Venezia Giulia diventa oggi il luogo ideale per l’evento Memento di Roberto Spazzali che darà voce a questa capsula del tempo\, facendo sentire\, oltre che vedere\, al pubblico il senso di oggetti\, le masserizie\, che muti non sono.\nCosì\, nell’ambito delle iniziative dell’Irci in occasione della ricorrenza del Giorno del Ricordo\, è stata pensata un’azione scenica tra testo e musica. \n“Memento”\, l’oratorio civile scritto da Roberto Spazzali\, affidato alla voce dell’attrice Sara Alzetta\, alle scelte musicali della violinista Angelica Faccani con la partecipazione di Antonio Schiavulli\, propone una evocazione delle sofferenze patite con l’abbandono della terra natale e lo struggente ricordo che insegue e non lascia quelle sfortunate generazioni.\nIl testo integrato con contribuiti lirici di poeti che hanno interpretato i temi dell’esilio e della perdita degli orizzonti più familiari è diviso in quattro quadri con un prologo e un epilogo.\n“Memento” è la testimonianza delle difficoltà incontrate nella provvisorietà senza tempo in luoghi inadatti accogliere i profughi\, nel dolore per le ostilità subite\, nel ricordo del terrore di chi aveva visto e subito le violenze consumate in Istria nell’autunno 1943.\nL’attrice e la violinista si muoveranno all’interno delle sale accompagnando gli spettatori in mezzo ai corridoi stipati di mobili ed oggetti\, nella galleria dei “ritratti senza nome” e in spazi di ricostruzione in cui torneranno\, per una volta\, a raccontare la loro esistenza.\nPrima rappresentazione 17 febbraio\, repliche il 24 febbraio e 10 marzo\, tutte con inizio alle ore 15.45\, al “Magazzino 18”\, Porto Vecchio – Magazzino 26.\nPrenotazioni tel. 351.7590343\, irci.ierioggidomani@gmail.com
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SUMMARY:Visita guidata - 1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta
DESCRIPTION:Continuano con grande successo e affluenza di pubblico le visite guidate sempre più richieste alla mostra “1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta”\, la prossima visita guidata è giovedì 20 febbraio 2025 alle ore 17.00 seguirà poi giovedì 27 febbraio 2025 alle ore 17.00\, e poi ancora giovedì 6 marzo 2025 alle ore 17.00\,  sempre a cura della prof.ssa Marina Parladori.
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SUMMARY:Rifugi di luce e vento/Opere su carta
DESCRIPTION:“Ho ricevuto le incantevoli incisioni\, e la ringrazio. Le sto guardando e riguardando. Sono un appassionato di questo tipo di immagini. Le sue mi confermano che in Italia\, oggi\, la grafica è assai superiore alla pittura”\nCosì Federico Zeri\, con una lettera datata 15 Gennaio 1998\, rispose a Livio Ceschin\, che gli aveva sottoposto a giudizio alcune sue incisioni. \nLe stesse e altre\, per un totale di circa una ventina di opere\, tra acqueforti e tecniche miste\, saranno esposte presso la Sala Comunale d’Arte in Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste dal 21 febbraio al 9 marzo 2025. \nLa mostra dell’incisore Livio Ceschin\, dal titolo Rifugi di luce e vento- opere su carta\, sarà inaugurata giovedì 20 febbraio alle ore 18\,00 alla presenza dell’artista che introdurrà in tecnica e poetica la sua opera incisa. \nLe opere di grafica di Ceschin illustrano la sensibilità e l’attenzione visiva dell’artista: dettagli e scorci di boschi innevati e piccoli ambienti domestici dove il dialogo primigenio con la natura e la sua quotidianità è costante e vivo. Una volontà\, da parte dell’artista\, di mostrare la spiritualità silenziosa ma presente di questo dialogo uomo-natura. Inoltre\, caratteristica di molte sue incisioni e dei suoi disegni\, è la presenza di lacerti di scritte\, le quali contribuiscono a “incidere” nei lavori una visione evocativa di una memoria forse passata ma pur sempre presente; oltre a far emergere il suo particolare rapporto con l’arte poetica. \nTra le molte pubblicazioni riguardanti l’attività artistica di Livio Ceschin\, da ricordare i cataloghi: Livio Ceschin. L’opera incisa 1991-2008\, Edizioni Skira\, Aprile 2009\, testi di Achim Gnann e Vittorio Sgarbi\, e Livio Ceschin. Wer der Erinerung\, Edizioni Panorama Museum\, Bad Frankenhausen 2010\, con testi di Achim Gnann e Gerd Lindner. \nL’autore sarà presente tutti i giorni di apertura della mostra con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 \nIngresso libero
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