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SUMMARY:1954 - Trieste è italiana\, la Zona B è perduta
DESCRIPTION:Venerdì 25 ottobre l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata inaugura alle 17.30 presso la propria sede/museo istriano\, via Torino\, 8\, la mostra dedicata al 70° del ritorno di Trieste all’Italia (26 ottobre 1954). Ma quel giorno sancì di fatto (anche se non di diritto) la perdita della zona B. Ed è questo l’aspetto\, non secondario\, DELLA PERDITA DELLA ZONA B che l’iniziativa intende rappresentare: Trieste\, in quel giorno\, scenderà tutta in piazza e\, con i triestini\, ci saranno a migliaia gli esuli istriani che usciranno dal Silos\, dai ghetti dei campi profughi sventolando da una parte il tricolore e dall’altra la bandiera con la capra istriana listata lutto. Trieste ritornava all’Italia\, la zona B era perduta. \nA quel fatidico giorno ci saremmo arrivati dopo il dramma delle foibe\, dopo l’occupazione tedesca\, dopo quaranta giorni drammatici di occupazione jugoslava\, dopo nove anni di governo alleato\, dopo illusioni e delusioni fra manifestazioni e scontri in piazza\, nel 1948\, nel 1952\, fino al culmine delle giornate di rivolta con i sei morti del novembre 1953. Solo nell’ottobre di un anno dopo sarebbe arrivata l’Italia\, con un ulteriore aggiustamento dei confini che ci priverà anche dei paesini sui colli di Muggia. \nIl 26 ottobre 1954 Trieste tornerà all’Italia\, ma l’ultimo lembo di Istria sarà perduto e inizierà in maniera radicale\, aumentando di mese in mese per tutto il 1955 e protraendosi fino agli anni Sessanta\, l’esodo dalla zona B\, area su cui\, fino all’ultimo\, molti avevano continuato a nutrire grandi speranze. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, resterà aperta ogni giorno\, sabato e domenica inclusi\, con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30\, sino al 30 marzo 2025.
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SUMMARY:McCurry - Sguardi sul mondo
DESCRIPTION:Steve McCurry è considerato\, da oltre cinquant’anni\, una delle voci più̀ autorevoli della fotografia contemporanea.  La maestria nell’uso del colore\, l’empatia e l’umanità̀ rendono le sue fotografie indimenticabili.\nAl Salone degli Incanti a Trieste dal 15 novembre 2024 al 4 maggio 2025 va in scena una mostra che raccoglie oltre 150 fotografie\, incluse alcune sorprendenti immagini inedite. \nLa retrospettiva offre uno sguardo profondo e simbolico sull’opera di uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. Ogni scatto\, come una finestra su mondi lontani\, accompagna il visitatore in un viaggio emozionante e complesso tra culture\, esperienze e sensibilità diverse. \nAttraverso le sue immagini\, McCurry ci avvicina a popoli remoti e ci svela frammenti di umanità nascosti\, rivelando sentimenti universali attraverso volti fieri e dignitosi. I suoi scatti attraversano confini geografici e sociali\, guidandoci alla scoperta di un mondo in costante cambiamento. \nLa mostra si apre con una serie di ritratti di straordinaria intensità e prosegue con immagini che spaziano tra guerra e poesia\, sofferenza e gioia\, stupore e ironia\, componendo un mosaico di emozioni che catturano lo sguardo e toccano l’anima.
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SUMMARY:Verso le vette. L’alpinismo e Trieste
DESCRIPTION:Dal 6 dicembre 2024 all’8 giugno 2025 è visitabile nelle sale del Bastione Fiorito la mostra Versole vette. L’alpinismo e Trieste.\nA 70 anni dalla conquista italiana del K2\, la mostra racconta un secolo di storia dell’alpinismo a\nTrieste attraverso i suoi principali protagonisti. Da Antonio Marussi\, scienziato triestino che\npartecipò alla spedizione di Ardito Desio del 1954\, a Julius Kugy\, Vladimir Dougan\, Napoleone\nCozzi\, Emilio Comici\, Guglielmo Delvecchio\, Enzo Cozzolino\, Bianca Di Beaco\, Tiziana Weiss e\nmolti altri: i grandi nomi che hanno portato Trieste verso le vette.\nLa mostra è curata da Anna Krekic\, conservatrice del Castello di San Giusto e della Risiera di\nSan Sabba\, e da Flavio Ghio\, alpinista e scrittore\, e si avvale della collaborazione e della\nconsulenza scientifica di numerosi studiosi ed esperti.\nÈ realizzata dal Comune di Trieste – Musei Storici – Museo del Castello di San Giusto in\ncollaborazione con le principali realtà che sul territorio si occupano di alpinismo: le due sezioni\ntriestine del Club Alpino Italiano\, Associazione XXX Ottobre e Società Alpina delle Giulie\, e lo\nSlovensko Planinsko Društvo Trst – SPDT.
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl. 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 15 giugno 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (da mercoledì a domenica 10-16).\nSi devono a Matteo Bartoli per Basiq il progetto grafico e di allestimento\, a Artgroup la stampa di materiali in esposizione\, a Riccigraf la stampa di un catalogo in corso di realizzazione\, a Diego Cenetiempo e Alessio Bozzer la realizzazione di filmati in mostra.
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SUMMARY:Fotografia Wulz. Trieste\, la famiglia\, l’atelier\,
DESCRIPTION:Un percorso fotografico lungo oltre cent’anni\, scandito sia dagli eventi che hanno collocato la città di Trieste al centro dello scenario internazionale\, sia dalle tappe del suo sviluppo economico\, demografico\, sociale e culturale. Una lunga storia vista attraverso il filtro privilegiato della famiglia Wulz\, che per più di un secolo gestì l’omonimo atelier fotografico triestino.\nÈ Fotografia Wulz. Trieste\, la famiglia\, l’atelier\, la mostra che si inaugura al Magazzino delle Idee di Trieste il prossimo 13 dicembre alle ore 18:00\, curata da Antonio Giusa e Federica Muzzarelli. \nOrganizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia\, in collaborazione con la Fondazione Alinari di Firenze\, l’esposizione presenta una selezione storica e critica dell’archivio dello Studio fotografico Wulz di Trieste (1868-1981)\, uno tra i più importanti complessi archivistici conservati oggi negli Archivi Alinari\, divenuti patrimonio pubblico grazie all’acquisizione della Regione Toscana che li ha affidati alla Fondazione Alinari per la Fotografia. \nL’esposizione rimarrà aperta al pubblico dal 14 dicembre 2024 fino al 27 aprile 2025\, inserendosi così nel palinsesto di “GO!2025&Friends”\, il cartellone di eventi collegato al programma ufficiale di “GO!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura”. \nGrazie alla selezione critica del patrimonio Alinari operata dai due curatori e alla presenza di altri materiali provenienti da istituzioni pubbliche\, come la Wolfsoniana di Genova\, il Museo Revoltella e i Civici Musei di Storia e Arte di Trieste\, ma anche da collezioni private quali quelle della Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste e la Collezione Sergio Vatta\, con questa mostra si vogliono offrire nuovi spunti di riflessione e proporre letture nuove o aggiornate della produzione fotografica dei Wulz. Attraverso quasi trecento pezzi\, tra scatti fotografici\, negativi\, vintage\, documenti e oggetti dell’archivio dello Studio fotografico Wulz\, la mostra ci restituisce una Trieste per certi versi inedita\, una città calata in un periodo storico cruciale per la sua evoluzione\, quello che va dalla seconda metà dell’800 alla seconda del ‘900 e non solo. Le immagini realizzate nell’ultimo periodo di attività dello studio\, dalle sorelle Wanda e Marion Wulz\, possono essere lette come l’occasione di visualizzare concretamente i progressivi mutamenti dell’identità delle donne\, che nei primi decenni del Novecento intrapresero una delle fasi più importanti del loro percorso di emancipazione e indipendenza. \nLa mostra è sostenuta da Calliope Arts Foundation\, ente impegnato nella salvaguardia e promozione del patrimonio culturale delle donne. Calliope cura pubblicazioni come The Curators’ Quaderno\, che vedrà per l’occasione la stampa di un nuovo numero dedicato alle sorelle Wulz. \nAccompagnata da un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale\, la mostra avrà anche una serie di eventi d’approfondimento.
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LOCATION:Magazzino delle Idee\, Corso Camillo Benso Conte di Cavour\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl - 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 4 maggio 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (10-17\, da martedì a domenica).
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SUMMARY:WASTED - Gradisca d’Isonzo e Trieste
DESCRIPTION:Questo inverno ritorna con due mostre a Gradisca d’Isonzo e a Trieste la rassegna artistica che mette in discussione gli stereotipi e le narrazioni sulla questione femminile attraverso la sensibilità e la potenza espressiva di artiste internazionali contemporanee. \n[Gennaio 2025 – Gradisca d’Isonzo e Trieste] – Dal 18 gennaio al 2 febbraio 2025 a Trieste\, e dal 1 febbraio al 30 marzo 2025 a Gradisca d’Isonzo\, prende vita WASTED\, la rassegna artistica diffusa che propone un confronto sui temi caldi della questione di genere odierna\, rintracciando sentieri e collegamenti tra lo spreco della competenza femminile e di quella naturale\, problematizzando\, ipotizzando antidoti e nuove chiavi di lettura ai fenomeni che hanno contraddistinto la disparità di genere.\nProtagoniste del progetto sono diverse artiste internazionali\, le cui opere e performance interrogano il pubblico su stereotipi\, iconografie e narrazioni storiche che ancora oggi contribuiscono a circoscrivere le donne a ruoli di marginalità. \nIl progetto è realizzato dal Comune di Gradisca d’Isonzo con il contributo del Comune di Trieste\, in collaborazione con IoDeposito ETS e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Proprio Gradisca d’Isonzo negli anni si è affermata come un punto di riferimento per l’arte e la cultura contemporanea in Friuli Venezia Giulia. La cittadina ospita istituzioni di grande prestigio\, come la Galleria Regionale Luigi Spazzapan\, istituzione museale interamente dedicata all’arte contemporanea\, e il Polo Culturale di Casa Maccari\, uno spazio di studio\, lettura e informazione per i giovani e cuore pulsante di eventi e mostre.\nA queste strutture si affianca un ricco calendario di rassegne\, festival e iniziative culturali che riflettono le urgenze del presente\, ponendo spesso l’attenzione su temi cruciali come la condizione del femminile\, le disuguaglianze e le narrazioni storiche marginalizzanti. \nOrganizzata in luoghi simbolo dell’area transfrontaliera giuliana\, come Sala U.Veruda a Trieste e Casa Maccari a Gradisca d’Isonzo\, WASTED non si limita a esporre opere d’arte contemporanea: crea un percorso critico per stimolare riflessioni collettive su come superare le disparità di genere\, ridurre gli sprechi – umani e ambientali – e immaginare nuovi modelli di convivenza tra uomo\, donna e natura. \nLa live performance a Trieste\nGiovedì 30 gennaio\, alle 18:00\, WASTED ospiterà a Trieste la walking performance di Abigaïl Sia\, artista franco-ivoriana e italiana che a partire da Sala U. Veruda svilupperà una performance che fonde arte e attivismo: il camminare dell’artista diventa dispositivo per fermare il fluire della storia e riflettere su come la violenza razziale e di genere incida sul corpo e sul metabolismo. Camminare come atto pubblico di visibilità per le donne razzializzate che portano nel loro cuore\, psiche\, dna il trauma storico\, e che subiscono micro-traumi quotidiani. Durante la “walking performance” l’artista cambia pelle più volte\, legge passi e poesie\, si spoglia gradualmente dei suoi strati di abbigliamento\, in modo simbolico.\nAlla conclusione della performance\, si tornerà presso la sala Veruda\, dove tutte le partecipanti e i partecipanti saranno invitati a prendere parte ad un rilassato e informale talk con l’artista\, per scambiarsi impressioni e riflessioni. \nLa mostra si snoda attraverso quattro capitoli concettuali\, ciascuno dedicato a una dimensione cruciale del rapporto tra donne\, natura e società. Le opere esplorano\, con sguardi audaci e innovativi\, la marginalizzazione delle competenze femminili\, la rappresentazione del corpo come oggetto\, e il legame tra colonialismo e subalternità femminile. \nIl primo capitolo analizza come le pratiche patriarcali abbiano sminuito le conoscenze femminili legate all’empatia e alla comprensione del mondo naturale. Le installazioni di Beatrice Achille e Zosia Zoltkowski offrono nuovi linguaggi di conoscenza\, attraverso la corporeità e la memoria storica.\nIl secondo capitolo si concentra sullo “sguardo maschile” e la rappresentazione del femminile: ripensando modelli iconografici come quello della natura morta e del nudo femminile\, opere come quella di Holly Timpener e Marta Lodola ribaltano lo stereotipo del corpo oggettualizzato\, proponendo nuove prospettive visive ed emotive.\nIl terzo capitolo mette in luce l’impatto della società sessista sulla presenza femminile nello spazio pubblico\, con opere che denunciano limitazioni fisiche ed espressive. Il video “Freedom of Speech” di Sarah Maple esplora il conflitto tra il diritto di parola e la sopraffazione corporea.\nL’ultimo capitolo affronta l’intersezione tra genere e colonialismo: le performance di Abigaïl Sia\, evocative e simboliche\, raccontano l’esperienza delle donne razzializzate attraverso il linguaggio del corpo\, ingaggiando i fruitori sul suolo della città. \nOltre alla mostra e alle live performance\, WASTED offre visite guidate e workshop dedicati a educatori e operatori culturali. Inoltre\, la mostra collega le sue attività a laboratori creativi e pratici sui temi di interesse dell’esposizione appositamente studiati per ragazzi di età 10+ da arte-terapeute e educatrici presso la Scuola Secondaria di Gradisca d’Isonzo dell’I.C. della Torre-Verni\, gli Spazi Aggregativi di Fogliano Redipuglia e di Mariano del Friuli e il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi di Romans d’Isonzo\, al Polo Culturale di Casa Maccari\nQueste attività permettono di approfondire le tematiche esposte\, rendendo la rassegna un’esperienza coinvolgente per tutte le età. \nTutti gli eventi e le attività sono a ingresso libero. Per partecipare ai workshop e alle performance\, è necessario prenotarsi inviando una mail a prenotazioni@iodeposito.org. \nLUOGHI DELLA MOSTRA\, ORARI E INGRESSI: \nTrieste\nSala U.Veruda\, Palazzo Costanzi\, Piazza Piccola 2\, Trieste (TS)\nDal 18 gennaio al 2 febbraio 2025 \nOrari di apertura:\nTutti i giorni\n10:00 – 13:00 e 17:00 – 20:00\nIngresso libero \nGradisca d’Isonzo\nPolo Culturale di Casa Maccari\, via della Campagnola 18\, Gradisca d’Isonzo (GO)\nDal 1 febbraio al 30 marzo 2025 \nOrari di apertura:\nmar 10.30 – 12:30\nmer 16:00 – 19:30\ngio 10.30 – 12:30 e 16.00 – 19.30\nven 16:00 – 19:30\nsab 10.30 – 12:30 e 15.30 – 19.00\ndom 10.00 – 12.30 e 15.30 – 19.00\nIngresso libero \nVisite guidate gratuite disponibili in loco e su prenotazione\, per informazioni e necessità particolari: prenotazioni@iodeposito.org \nCALENDARIO EVENTI \nTrieste – Preview della mostra dedicata a stampa\, gruppi invitati e scuole\nVenerdì 17 gennaio 2025 / 10:00-12:00\nTrieste\, Sala U.Veruda \nTrieste – Opening della mostra\nSabato 18 gennaio 2025 / 10:00  \nTrieste\, Sala U.Veruda \nUdine – Workshop “De-colonizzare il museo”\nSabato 25 gennaio 2025 / 9:00\nMuseo Friulano di Storia Naturale\, via Sabbadini 32\, Udine (UD)\nWorkshop per operatori culturali\, genitori\, educatori con l’artista Leyla Degan.\nPrenotazione obbligatoria a @prenotazioni@iodeposito.org \nTrieste – Performance Site specific di Abigaïl Sia e finissage\nGiovedì 30 gennaio 2025 / 18:00\nA partire da Sala U.Veruda\nÈ gradita la prenotazione a @prenotazioni@iodeposito.org \nGradisca d’Isonzo – Preview della mostra con le autorità e i giornalisti\, e performance di Abigaïl Sia\nSabato 1 febbraio 2025 / 11:00\nA partire dal Polo Culturale di Casa Maccari \n“Covered”\, performance di Marta Lodola\nMercoledì 12 marzo 2025\nCarinarnica\, Erjavčeva 53\, 5000\, Nova Gorica\, (SLO)\nUna giornata di visite guidate gratuite bilingui\, dedicate alla video-opera di Marta Lodola “Covered”.\nÈ gradita la prenotazione a @prenotazioni@iodeposito.org \nTutte le informazioni e gli aggiornamenti sui singoli eventi su www.bsidewar.org \nCoordinamento comunicazione e stampa:\nGiacomo Raffin / giacomo.raffin@gmail.com / +39 348 0140600
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DESCRIPTION:Da sabato 25 gennaio nelle sale espositive del Museo sarà possibile visionare le opere dell’artista veneto Gianni Turin le quali\, sottolineando la tragicità della guerra\, fanno ripensare ai conflitti e agli eccidi di un passato non troppo lontano e riflettere su quelli attuali. Nella speranza che l’uomo non ricada sempre nei medesimi errori.\nLe tecniche applicate sono pittura ad acrilico\, ad olio\, ad affresco e tecniche scultoree “new dada” con applicazioni pittoriche e parti modellate con stucchi cerosi. \nLe installazioni fanno parte di una mostra diffusa che coinvolge altri luoghi simbolo della città di Trieste. \nL’iniziativa\, curata da Sandro Gazzola\, è realizzata dal Centro Studi Arte Archeologia Ambiente onlus della provincia di Padova in coorganizzazione con il Comune di Trieste.
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SUMMARY:Living as Memory
DESCRIPTION:Il Magazzino 26 ospita la mostra fotografica “Living as Memory”\, firmata dall’artista Rossano B. Maniscalchi\, noto a livello internazionale per il suo lavoro nel mondo cinematografico e fotografico.\nLa mostra è una retrospettiva dell’artista\, che presenta 104 opere spazianti tra ritratti\, moda\, arte e still life\, testimoniando la sue versatilità e il suo talento. Noto per il suo stile distintivo e la capacità di catturare l’essenza dei suoi soggetti\, ha collaborato con marchi di moda di prestigio e immortalato celebrità di fama mondiale. \nLe fotografie in mostra\, premiate a livello internazionale\, riflettono l’esperienza pluriennale di Maniscalchi nel mondo della moda\, della pubblicità e dell’arte\, e la sua capacità di catturare l’essenza dei suoi soggetti con uno sguardo profondo e personale. \nIl percorso espositivo rivela l’evoluzione del lavoro di Rossano B. Maniscalchi seguendo la sua crescita personale e le influenze dell’evoluzione tecnologica\, in particolare l’avvento del digitale\, un percorso che culminerà poi nel 2018 con il suo interesse per il cinema. \nTra i soggetti esposti nella sezione dedicata alle celebrità si trovano figure come Paul Auster\, Don DeLillo\, Margaret Atwood\, Michelangelo Antonioni\, Salman Rushdie\, Wim Wenders\, Arnaldo Pomodoro\, Dario Fo\, Rita Levi Montalcini\, Arnold Schwarzenegger e molti altri\, una selezione dettata dal forte coinvolgimento personale e professionale con il soggetto. \nCome regista\, vanta moltissimi premi e riconoscimenti tra cui negli ultimi anni a Cannes\, in Francia\, ai Global Short Film Awards come “Miglior Film” “The Key to Heaven” incentrato sul rinomato gioielliere Ara Ghazaryan e “Miglior Film”\, “Miglior Regista” e “Miglior Film di Moda e Bellezza”\, con “Beyond”. \nL’esposizione\, ad ingresso libero\, è aperta dal giovedì alla domenica e festivi dalle 10 alle 18.\nEsposizione prorogata fino al 25 maggio.
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LOCATION:Magazzino 18\, Punto Franco Vecchio\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Lezioni di Scienze: i grandi maestri
DESCRIPTION:Arriva a Trieste anche una nuova iniziativa degli Editori Laterza\, il primo ciclo delle Lezioni di Scienze.Proprio oggi\, di fronte all’accelerazione dei progressi della scienza e della tecnologia e ai rischi a questo correlati\, è urgente cercare di abbattere gli steccati che hanno segnato la reciproca diffidenza tra la cultura scientifica e quella umanistica. Da questa convinzione nascono le Lezioni di\nScienze: ogni appuntamento è occasione per ricostruire un capitolo avvincente dell’evoluzione del nostro sapere e per riflettere sull’origine di conoscenze e pratiche che sono poi entrate nella nostra quotidianità.\nI grandi maestri è il titolo di questo primo ciclo: perché se è vero che la scienza\, soprattutto quella contemporanea\, è una missione che si svolge al plurale grazie alla collaborazione di diverse équipe di ricerca\, è altrettanto vero che dobbiamo alcuni progressi straordinari all’impegno e alle geniali intuizioni di singole personalità. \n\nProgramma\n2 marzo 2025 \nPIERO MARTINEinstein e la rivoluzione della relatività \nAlbert Einstein ha rivoluzionato la nostra comprensione dell’universo\, la relatività ha avuto un impatto enorme sulla cultura in generale e i suoi risultati hanno contribuito a fondare la quantistica. Ma non è stato solo un fisico geniale e spettinato: tenace antirazzista\, promotore del progetto Manhattan (quello che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche) e poi pentito per i suoi esiti\, la sua figura si è immersa nell’umanità a lui contemporanea e nelle sue contraddizioni. \n  \n23 marzo 2025 \nTELMO PIEVANICharles Darwin e la rivoluzione della diversità \nPerché Darwin tenne nascoste le sue idee per più di 20 anni’ Che cosa contenevano di tanto dirompente’ Che cosa temeva’ La risposta a queste domande è sorprendente e svela alcuni stereotipi sul pensiero del grande naturalista inglese che è bene sfatare. Il suo modo di concepire l’evoluzione della vita\, infatti\, è scomodo ancora oggi. Ci insegna che la diversità\, nel senso della radicale e irriducibile unicità di ciascun individuo biologico\, è il motore del cambiamento e della creatività. \n  \n30 marzo 2025 \nGUIDO BARBUJANIRosalind Franklin e la doppia elica del DNA \nIl DNA come grande libro della vita\, il DNA come elemento comune a tutti gli organismi viventi: una molecola che\, a saperla leggere\, racconta il mondo e la nostra storia. Quando Jim Watson e Francis Crick propongono che il DNA formi\, nelle nostre cellule\, una doppia elica\, non lavorano su dati sperimentali prodotti dal loro laboratorio\, ma su quelli di una donna che morirà prima di vedere riconosciuto il proprio contributo\, Rosalind Franklin. Racconteremo quanto il lavoro di Franklin sia stato fondamentale per comprendere la natura del DNA\, e ci chiederemo perché non sia riuscita ad arrivare fino in fondo nella sua ricerca.
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LOCATION:Teatro Lirico Giuseppe Verdi\, Riva Tre Novembre
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SUMMARY:Humans
DESCRIPTION:La mostra “HUMANS” di Alessandra Aita offre una riflessione profonda sulla condizione umana attraverso sculture realizzate principalmente in legno di recupero e materiali misti. Queste opere non solo raffigurano esseri umani\, ma trasmettono messaggi su esistenza\, sentimenti e complesso rapporto tra uomo e natura. Il legno di recupero\, carico di storia\, simboleggia le esperienze accumulate nella vita\, mentre la combinazione con metalli e resine crea un dialogo tra elementi naturali e artificiali\, evidenziando la complessità dell’esistenza umana. Ogni scultura invita il visitatore a esplorare la propria condizione esistenziale\, catturando le lotte interiori e le aspirazioni umane. La mostra sottolinea il legame tra l’essere umano e il mondo naturale\, con il legno che richiama alla protezione della natura. Le opere\, con le loro forme organiche e nei dettagli\, evocano la bellezza e la fragilità della vita. Temi universali come l’amore e il dolore vengono esplorati attraverso storie di connessione e separazione\, esprimendo una realtà in cui queste emozioni coesistono. In sintesi\, “HUMANS” è un viaggio emotivo che invita a riflettere sulla propria umanità e sul legame con gli altri e con la natura\, dimostrando il valore dell’arte come strumento di comunicazione e comprensione della condizione umana. \nL’esposizione è visitabile sino al 1 aprile 2025\, con orario feriale e festivo: 10_13 e 17_20.
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LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Semi di speranza
DESCRIPTION:Venerdì 14 marzo alle 18 inaugura alla Sala Comunale d’Arte di piazza Unità la mostra “semi di speranza” dello scultore muggesano Villibossi\, curata da Massimo Premuda e organizzata dall’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste. La personale presenta una ventina di opere recenti\, sculture su legno\, pietra e marmo di medie dimensioni a cui vengono affiancati significativi disegni dell’ultimo periodo che integrano il mondo e la poetica dell’artista\, attivo nell’ambito della scultura dalla metà degli anni Sessanta ad oggi\, anche attraverso numerose partecipazioni a prestigiosi simposi internazionali di scultura in tutta Europa. \nCosì Massimo Premuda\, curatore della mostra\, investiga la figura e la poetica dell’autore: “La ricerca artistica di Villibossi continua a stupirci per freschezza e attualità non solo dei temi trattati ma anche delle soluzioni formali adottate. Un percorso intrapreso alla metà degli anni Sessanta che oggi\, a sessant’anni di distanza\, evidenzia una rara coerenza di intenzioni e risultati che sottolineano l’intrinseca e inscindibile convergenza fra l’uomo e l’artista. Una vita dedicata alle arti plastiche sotto tutte le loro possibili declinazioni\, dalla pietra\, sua materia d’elezione\, fino al legno\, sempre più investigato negli ultimi anni. Una rigorosa indagine artistica che proprio nella profonda relazione con la natura e con l’altro da sé trova le sue forme più alte e che genera potenti opere capaci di coniugare e far convivere con esiti felicissimi la spinta naturale e l’intuizione razionale\, modellando sculture in cui l’apparente contrasto tra forma e materia sembra mediato dalla natura stessa\, restando in equilibrio fra natura e artificio\, organico e razionale\, carnalità e astrazione allusiva.” \nE continua così analizzando le opere in mostra: “Una personale molto pensata\, e ahimè anche molto sofferta\, che presenta lavori recenti\, molte opere su carta a graffite e china acquerellate e sorprendenti sculture su legno che\, con la capacità di ruotare per catturare ogni condizione della luce\, risultano inafferrabili anche nella loro intensa e tangibile concretezza. Sembra quasi che “pensieri pesanti come pietre” abbiano animato le mani di Villibossi per costruire una mostra che\, partendo da un cameo storico\, la “Tortorella ferita” dalle forme calde e rassicuranti in porfido rosso del 1974\, ci catapulta a un’algida colomba della pace (o della guerra’) del 2018 che\, nella freddezza quasi metallica del marmo bardiglio della Garfagnana\, presenta scomposizioni della figura tipiche della società meccanizzata e robotizzata in cui viviamo. \nGuerra\, natura violentata\, umanità ferita e cataclismi climatici\, queste sono le ansie sottese che animano il procedere dell’artista in un’esposizione che vuole raccontarci attraverso le intime venature del legno nella scultura o attraverso il personale tratto nel disegno le preoccupazioni dell’artista: “Nel tempo ho sempre cercato nel mio lavoro l’armonia e l’equilibrio. Oggi guardando questo mio ultimo percorso trovo che l’insicurezza sociale e umana che mi circonda abbia contaminato il mio mondo\, dando alle mie forme l’aggressività di questo momento storico.” Un’amara considerazione che viene però presto smentita dalla volontà di esporre proprio nella vetrina che si affaccia su piazza Unità una scultura in candido marmo di Lasa dal titolo “Seme della speranza” che\, come un faro di luce prodotta dallo scintillio del blocco zuccherino\, irradia fiducia sul futuro della natura e dell’uomo.” \nLa mostra potrà essere visitata a ingresso libero tutti i giorni fino a martedì 1° aprile 2025 con il seguente orario feriale e festivo\, al mattino dalle 10 alle 13 e al pomeriggio dalle 17 alle 20.
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SUMMARY:Sissi l’imperatrice
DESCRIPTION:“Sissi l’imperatrice” in scena alla Sala Bartoli dal 25 al 30 marzo alla Sala Bartoli\, scritto da Roberto Cavosi che ne è anche il regista e interpretato da Federica Luna Vincenti\, percorre un viaggio alla scoperta di una delle donne più famose di tutti i tempi\, l’imperatrice Elisabetta d’Austria. La sua vita – raccontata spesso come una fiaba con tanto di carrozze dorate\, gioielli\, balli a corte – è anche in realtà l’emblema della lotta di una donna indipendente in contrasto con le convenzioni della sua epoca. La sua storia si intreccia infatti a quella di un impero destinato a scomparire\, ma che fino all’ultimo mostrerà al mondo i suoi splendori e i suoi artigli.\nIn “Sissi l’imperatrice” Federica Luna Vincenti incarna Elisabetta d’Austria\, una donna che\, sottratta all’olografia grazie anche alla pubblicazione dei suoi diari\, ci appare in una veste tanto dirompente quanto irriverente e attuale\, che non può che affascinarci e colpirci nel profondo.  \n“Sissi l’imperatrice” si snoda in vari quadri\, ognuno dei quali prende in esame alcuni aspetti del suo carattere e pensiero: dalla filosofia al sesso\, dalla politica all’arte. Un percorso ove\, senza reticenze\, Sissi ci parla di sé\, della sua Weltanschauung\, in quel suo modo crudo\, cinico e pieno di dolore con cui si esprimeva – «Le vere lacrime non si possono versare\, e quelle che si versano scorrono tutte invano»\, ripeteva spesso. Si sentiva abbandonata\, sola in un mondo crudele dove le guerre erano una condanna per tutto il genere umano. Fino al momento della sua morte ha sempre covato dentro di sé un feroce senso di colpa per quella dei suoi figli\, un senso di colpa che\, anche se nei fatti non aveva alcun fondamento\, per tutta la vita l’aveva sempre divorata portandola a veri e propri vaneggiamenti\, nei quali versava parole piene d’acidità nel disprezzo di tutto e tutti\, anche dell’Imperatore stesso: «Marito mio dove sei’ Che uomo sei se neghi a tua moglie la possibilità di essere una donna’». \n“Sissi è il simbolo di un mondo condannato. Se fosse questione soltanto della sua vita\, della sua personale esistenza\, già varrebbe la pena di occuparsene. Ma si tratterebbe semplicemente di un caso. Sissi invece è al tempo stesso un caso e un simbolo. Per questo non la si può trascurare. Come fenomeno umano fu la figura più affascinante di una decadenza\, di una rovina” (E.M. Cioran). \nBiglietti e abbonamenti sono ancora disponibili presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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LOCATION:Politeama Rossetti\, viale XX Settembre\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:The Choir of Man
DESCRIPTION:Benvenuti al THE JUNGLE\, il miglior pub del mondo!È così che si trasforma il palcoscenico del Politeama Rossetti in occasione del ritorno – dopo lo strepitoso successo del 2019 – di “The Choir of Man”\, ospite del cartellone del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 26 al 30 marzo.  \n“The Choir of Man” arriva a Trieste dopo le trionfali accoglienze ottenute nel West End: lo spettacolo che regala a tutti il buonumore consiste in 90 minuti di spensieratezza ed allegria assicurate al pubblico di ogni età. È una festa\, ma anche un concerto\, o semplicemente una straordinaria serata di allegria e musica da vivere e condividere in un pub!  \nNove ottimi cantanti si esibiscono in un mix irresistibile di successi pop – dai Queen\, Luther Vandross\, Sia\, Paul Simon\, Adele\, Guns & Roses – di classici del rock\, ma anche di brani folk. Sono selezionati per le loro doti canore ma devono essere anche bravi ballerini e strumentisti: per questo sono capaci di sorprendere esibendosi in numeri dai musical di Broadway oppure semplicemente in canzoni da pub… \n“THE CHOIR OF MAN” riserva ad ognuno degli spettatori qualcosa di speciale. I giovani e versatili talenti al centro dello spettacolo combinano armoniosamente coreografie acrobatiche\, numeri di tap-dance\, momenti di meditazione poetica… tutto diventa entusiasmante grazie alla forza del gruppo e alla gioia di divertirsi assieme. Il pub infatti\, anche il “The Jungle” allestito sul palcoscenico\, è infatti anche un luogo di comunità e lo spettacolo celebra la comunità e l’amicizia e offre qualcosa a tutti\, compresa la birra gratis! \nLo spettacolo va in scena dal 26 al 30 marzo alla Sala Assicurazioni Generali. Il 26\, 27\, 28 marzo inizia alle ore 20.30 sabato 29 marzo c’è doppia replica\, alle ore 17.30 e alle 20.30 e domenica 30 marzo soltanto la pomeridiana con inizio alle ore 17.30.\nBiglietti sono ancora disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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