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SUMMARY:McCurry - Sguardi sul mondo
DESCRIPTION:Steve McCurry è considerato\, da oltre cinquant’anni\, una delle voci più̀ autorevoli della fotografia contemporanea.  La maestria nell’uso del colore\, l’empatia e l’umanità̀ rendono le sue fotografie indimenticabili.\nAl Salone degli Incanti a Trieste dal 15 novembre 2024 al 4 maggio 2025 va in scena una mostra che raccoglie oltre 150 fotografie\, incluse alcune sorprendenti immagini inedite. \nLa retrospettiva offre uno sguardo profondo e simbolico sull’opera di uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. Ogni scatto\, come una finestra su mondi lontani\, accompagna il visitatore in un viaggio emozionante e complesso tra culture\, esperienze e sensibilità diverse. \nAttraverso le sue immagini\, McCurry ci avvicina a popoli remoti e ci svela frammenti di umanità nascosti\, rivelando sentimenti universali attraverso volti fieri e dignitosi. I suoi scatti attraversano confini geografici e sociali\, guidandoci alla scoperta di un mondo in costante cambiamento. \nLa mostra si apre con una serie di ritratti di straordinaria intensità e prosegue con immagini che spaziano tra guerra e poesia\, sofferenza e gioia\, stupore e ironia\, componendo un mosaico di emozioni che catturano lo sguardo e toccano l’anima.
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SUMMARY:Verso le vette. L’alpinismo e Trieste
DESCRIPTION:Dal 6 dicembre 2024 all’8 giugno 2025 è visitabile nelle sale del Bastione Fiorito la mostra Versole vette. L’alpinismo e Trieste.\nA 70 anni dalla conquista italiana del K2\, la mostra racconta un secolo di storia dell’alpinismo a\nTrieste attraverso i suoi principali protagonisti. Da Antonio Marussi\, scienziato triestino che\npartecipò alla spedizione di Ardito Desio del 1954\, a Julius Kugy\, Vladimir Dougan\, Napoleone\nCozzi\, Emilio Comici\, Guglielmo Delvecchio\, Enzo Cozzolino\, Bianca Di Beaco\, Tiziana Weiss e\nmolti altri: i grandi nomi che hanno portato Trieste verso le vette.\nLa mostra è curata da Anna Krekic\, conservatrice del Castello di San Giusto e della Risiera di\nSan Sabba\, e da Flavio Ghio\, alpinista e scrittore\, e si avvale della collaborazione e della\nconsulenza scientifica di numerosi studiosi ed esperti.\nÈ realizzata dal Comune di Trieste – Musei Storici – Museo del Castello di San Giusto in\ncollaborazione con le principali realtà che sul territorio si occupano di alpinismo: le due sezioni\ntriestine del Club Alpino Italiano\, Associazione XXX Ottobre e Società Alpina delle Giulie\, e lo\nSlovensko Planinsko Društvo Trst – SPDT.
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl. 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 15 giugno 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (da mercoledì a domenica 10-16).\nSi devono a Matteo Bartoli per Basiq il progetto grafico e di allestimento\, a Artgroup la stampa di materiali in esposizione\, a Riccigraf la stampa di un catalogo in corso di realizzazione\, a Diego Cenetiempo e Alessio Bozzer la realizzazione di filmati in mostra.
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LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:AttraversaMenti
DESCRIPTION:Da sabato 25 gennaio nelle sale espositive del Museo sarà possibile visionare le opere dell’artista veneto Gianni Turin le quali\, sottolineando la tragicità della guerra\, fanno ripensare ai conflitti e agli eccidi di un passato non troppo lontano e riflettere su quelli attuali. Nella speranza che l’uomo non ricada sempre nei medesimi errori.\nLe tecniche applicate sono pittura ad acrilico\, ad olio\, ad affresco e tecniche scultoree “new dada” con applicazioni pittoriche e parti modellate con stucchi cerosi. \nLe installazioni fanno parte di una mostra diffusa che coinvolge altri luoghi simbolo della città di Trieste. \nL’iniziativa\, curata da Sandro Gazzola\, è realizzata dal Centro Studi Arte Archeologia Ambiente onlus della provincia di Padova in coorganizzazione con il Comune di Trieste.
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LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Living as Memory
DESCRIPTION:Il Magazzino 26 ospita la mostra fotografica “Living as Memory”\, firmata dall’artista Rossano B. Maniscalchi\, noto a livello internazionale per il suo lavoro nel mondo cinematografico e fotografico.\nLa mostra è una retrospettiva dell’artista\, che presenta 104 opere spazianti tra ritratti\, moda\, arte e still life\, testimoniando la sue versatilità e il suo talento. Noto per il suo stile distintivo e la capacità di catturare l’essenza dei suoi soggetti\, ha collaborato con marchi di moda di prestigio e immortalato celebrità di fama mondiale. \nLe fotografie in mostra\, premiate a livello internazionale\, riflettono l’esperienza pluriennale di Maniscalchi nel mondo della moda\, della pubblicità e dell’arte\, e la sua capacità di catturare l’essenza dei suoi soggetti con uno sguardo profondo e personale. \nIl percorso espositivo rivela l’evoluzione del lavoro di Rossano B. Maniscalchi seguendo la sua crescita personale e le influenze dell’evoluzione tecnologica\, in particolare l’avvento del digitale\, un percorso che culminerà poi nel 2018 con il suo interesse per il cinema. \nTra i soggetti esposti nella sezione dedicata alle celebrità si trovano figure come Paul Auster\, Don DeLillo\, Margaret Atwood\, Michelangelo Antonioni\, Salman Rushdie\, Wim Wenders\, Arnaldo Pomodoro\, Dario Fo\, Rita Levi Montalcini\, Arnold Schwarzenegger e molti altri\, una selezione dettata dal forte coinvolgimento personale e professionale con il soggetto. \nCome regista\, vanta moltissimi premi e riconoscimenti tra cui negli ultimi anni a Cannes\, in Francia\, ai Global Short Film Awards come “Miglior Film” “The Key to Heaven” incentrato sul rinomato gioielliere Ara Ghazaryan e “Miglior Film”\, “Miglior Regista” e “Miglior Film di Moda e Bellezza”\, con “Beyond”. \nL’esposizione\, ad ingresso libero\, è aperta dal giovedì alla domenica e festivi dalle 10 alle 18.\nEsposizione prorogata fino al 25 maggio.
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LOCATION:Magazzino 18\, Punto Franco Vecchio\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Terraemare\, zone costiere del Friuli Venezia Giulia
DESCRIPTION:In sala Fini dal 5 aprile saranno esposti gli scatti frutto di un progetto dei fotografi della nostra regione dal titolo “TerræMare\, zone costiere del Friuli Venezia Giulia” riguardante le terre che costeggiano le nostre coste regionali\, terre che risentono del diretto influsso del mare e che sono tra le aree a maggiore biodiversità. Paesaggi\, flora e fauna nelle diverse stagioni. Presente in mostra una breve presentazione naturalistica del territorio curata dal naturalista\, divulgatore e scrittore Michele Zanetti. \nLa mostra sarà visitabile\, ad ingresso libero\, dal 5 aprile al 4 maggio 2025 dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 18. Sono previste aperture straordinarie il 22 e 23 aprile. \nPh Fabio Gianesini
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SUMMARY:Asferico
DESCRIPTION:In sala Sbisà dal 5 aprile saranno esposte le foto finaliste del XVIII Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica Asferico\, formidabile strumento di condivisione della bellezza\, oggi tra le competizioni internazionali più prestigiose di settore. Ad ogni edizione partecipano i migliori fotografi naturalisti del mondo con circa 18.000 immagini (www.asfericocontest.it). Paesaggi\, uccelli\, piante\, insetti e mammiferi in un meraviglioso caleidoscopio. \nLa mostra sarà visitabile\, ad ingresso libero\, dal 5 aprile al 4 maggio 2025 dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 18. Sono previste aperture straordinarie il 22 e 23 aprile. \nPh di Andy Parkinson
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LOCATION:Sala Carlo Sbisà\, porto vecchio\, Trieste\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Castellieri. Radici di pietra
DESCRIPTION:Venerdì 11 aprile p.v. l’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata in collaborazione con la Società Friulana di Archeologia inaugura alle 17.30 presso la propria sede/museo istriano\, via Torino\, 8\, la mostra “Castellieri. Radici di pietra.”La mostra celebra l’arte e il tempo della protostoria\, intrecciandoli in una narrazione unica che offre un’opportunità preziosa per esplorare le antiche civiltà che hanno abitato il Caput Adriae.\nNon si tratta di una mostra archeologica tradizionale\, ma di un’occasione di riflessione: un viaggio nel tempo\, un invito a riscoprire e valorizzare le radici culturali del nostro territorio. Si tratta di un’esposizione duale che si sviluppa attraverso le immagini: da un lato\, l’arte narra la storia e l’archeologia con intenti didattici; dall’altro\, il passato prende forma nelle mani di artisti che vivono o hanno incontrato questo territorio lungo il loro cammino creativo. \nLa prima parte della mostra è dedicata al disegno archeologico ricostruttivo e alla fotografia del paesaggio archeologico\, offrendo una narrazione basata sulle ricostruzioni storiche e sugli studi degli archeologi sui siti antichi e la vita degli abitanti di quei luoghi. La narrazione si sviluppa su aree tematiche. Si inizia con l’osservazione della geografia dei castellieri e la loro ubicazione\, con foto di insediamenti situati in Istria\, isole del Golfo del Quarnaro\, Carso triestino e sloveno e Friuli centrale. Una sezione è dedicata alle modalità di costruzione e pianificazione delle strutture murarie\, con fotografie\, disegni\, video e un diorama ricostruttivo del castelliere di Rupinpiccolo. Successivamente si esplora un’area limitata\, che rappresenta idealmente una capanna\, per approfondire la vita all’interno del castelliere\, la costruzione delle abitazioni e le attività produttive. Dopo un breve accenno agli archeologi che nel corso dell’ultimo secolo hanno lavorato per ricostruire la storia di questi luoghi\, il percorso didattico si conclude con una sezione riguardante le necropoli coeve. \nLa seconda parte dell’esposizione\, sviluppata in un’altra sala\, esplora le modalità con cui l’arte contemporanea ha affrontato il tema dei castellieri in un percorso del tutto soggettivo. Ogni opera diventa uno strumento di scoperta e riflessione per gli artisti che\, attraverso una varietà di tecniche e materiali che spaziano dal carboncino alla pittura ad olio\, dal tessuto alla pietra\, sanno cogliere e reinterpretare le tracce lasciate dalle civiltà passate. Le opere non si limitano a raccontare visioni personali della storia e dell’archeologia\, ma le vivono\, le rappresentano ed evocano nuove prospettive\, invitando il pubblico a riflettere su tematiche universali. Sono ospiti artisti\, fotografi\, videomaker e autori locali o che hanno vissuto in questo territorio per un periodo della loro vita.\nLa mostra\, ad ingresso libero\, resterà aperta ogni giorno\, sabato e domenica inclusi\, con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30\, sino al 18 maggio 2025.
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LOCATION:Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata\, Via Duca d'Aosta\, 1
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SUMMARY:Metaforme\, all’origine delle cose
DESCRIPTION:La mostra attraverso le opere esposte offre l’occasione di immergersi nel mito greco e di provare ad inoltrarsi nel labirinto del proprio io: di affrontare le oscure regioni di Ade\, incontrare Persefone\, ma-ga e trasformatrice\,  e finalmente emergere a nuova vita consapevoli e trasformati come dopo un’iniziazione misterica.In tutte le opere di Daniela Mezzetti traspare il suo profondo amore per la Grecia\, per la sua cultura e per i suoi miti\, tanto profondi quanto attuali. Nelle opere esposte in questa mostra in particolare si in-dividua la ricerca dell’archē\, di quell’originario principio costitutivo dell’esistente come appare appena emerso dal primordiale elemento liquido e dalla materia inconsapevole di sé\, com’era prima che Krono la avvolgesse nelle sue spire serpentine mettendo in moto il tempo.\nMezzetti crea in questi lavori un contrasto di segni decisi e di figure evanescenti che suggeriscono potenze aniconiche\, ancora incapaci di assumere forme definite e perciò sempre ibride\, mutevoli\, eccessive\, che trovano precisi richiami in quelle forze primordiali che Esiodo cercherà di ordinare in una teogonia fondante. Eccoci così nel mito prima che l’intervento di Zeus ponga fine al caos e de-creti l’ordine olimpico e la religione della polis. È nel magma incandescente di questa atmosfera pri-mitiva\, tra le indefinite  espressioni del magico e del divino\, in cerca di un osservatore che le nomini e ne decreti l’esistenza\, che trae ispirazione il lavoro di Daniela Mezzetti. Per rappresentare  queste forze titaniche l’artista  sperimenta la tecnica mista e i pastelli ad olio per provare ad evocare l’ineffabile e il mistero che le circondano. Così dallo sfondo\, dove prevalgono le forme circolari alla ricerca di un centro nascosto\, si staccano enigmatiche figure che emergono ancora indeterminate\, frutto del vorticare degli atomi e della continua danza degli elementi soggetti all’irresistibile pulsione di Ananke\, la dea della Necessità\, che incalza il destino di tutti gli esseri viventi. È una genesi soffer-ta che cerca di esprimere il dramma del venire alla luce. Non si sfugge alla regola della continua ri-generazione in questa crudele catena di nascita – crescita – riproduzione- morte e rinascita\, se non con sforzo e serena consapevolezza\, sotto la guida di Mnemosine e delle arcane dee del fato. Solo così  l’anima può essere finalmente liberata dal giogo delle reincarnazioni. Miti\, questi\, comuni a tutte le culture arcaiche che ci restituiscono in forme allegoriche e poetiche la loro capacità di confrontarsi con gli aspetti primordiali dell’inconscio. \nLa mostra rimarrà aperta ogni giorno\, feriali e festivi\, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20\, fino il 7 mag-gio prossimo ad ingresso libero.
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