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SUMMARY:In viaggio con Casanova. L’approdo a Trieste
DESCRIPTION:Un ospite forestiero scende il 15 novembre 1772 alla Locanda Grande\, edificata in quella che oggi è Piazza Unità d’Italia. E’ un uomo di mezz’età\, disinvolto e affabile\, che nei locali dell’albergo – teatro solo quattro anni prima dell’assassinio di Johann W. Winckelmann – si trattiene a riordinare degli appunti per un suo progetto editoriale. \nL’ospite è molto di più che un disinvolto uomo di mondo: è Giacomo Casanova. \nNel 2025\, anno in cui ricorrono i 300 anni dalla nascita di Casanova (1725-1798)\, il Civico Museo petrarchesco piccolomineo ricorda il periodo in cui lo scrittore ha vissuto a Trieste\, dal 15 novembre 1772 al 14 settembre 1774\, con la mostra “In viaggio con Casanova. L’approdo a Trieste” a cura di Alessandra Sirugo. \nAl Museo petrarchesco piccolomineo\, si potranno ammirare prime edizioni patrimonio della Biblioteca Civica\, stampe e pubblicazioni che illustrano la cultura teatrale e letteraria del suo tempo. Infatti lo scrittore\, dopo essere evaso dai «Piombi» ed aver vagato in Europa in cerca di un impiego degno di lui\, lascia il segno del suo talento di brillante narratore nelle raccolte librarie della Biblioteca Civica “Attilio Hortis”. Su questi scaffali sono collocati undici esemplari delle opere dell’avventuriero veneziano e alcuni articoli di politica internazionale sull’«Osservatore triestino». Dalla scelta degli esemplari a stama della “Hortis”\, scaturisce il ritratto di uno scrittore dalla scrittura chiara ed avvincente\, assiduo spettatore dei teatri di Trieste e catalizzatore dell’attenzione nei salotti della buona società. \nL’esposizione nasce dalla collaborazione con il progetto dell’Università Ca’Foscari\, incentrato sulle attività di ricerca e di divulgazione del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati (DSLCC) sotto la direzione di Antonio Trampus ed è coordinata con l‘esposizione di via Torino “In viaggio con Casanova. Porti e approdi dall’Adriatico al Levante: Trieste\, l’Istria\, Fiume e la Dalmazia”.
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LOCATION:Museo Petrarchesco Piccolomineo\, via Madonna del Mare 13\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La Imperiale e Regia Scuola per Cadetti della Fanteria di Trieste. 1875-1907
DESCRIPTION:Dall’11 settembre fino al 16 novembre 2025\, nella Sala delle mostre temporanee al primo piano del Museo\, oggetti\, immagini e svariate testimonianze rievocheranno la storia dell’“Imperiale e Regia Scuola per cadetti della Fanteria di Trieste” nel centocinquantesimo anniversario della sua istituzione. Un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale F. Zenobi e curata da Roberto Todero. \nLa scuola\, rimasta attiva fino al 1907\, era parificabile a una media superiore con la quale condivideva gran parte del programma di studio integrato da materie caratterizzanti legate al mondo militare come esercizi e regolamento di servizio\, amministrazione militare\, armi e tiro\, scherma\, addestramento\, topografia e rilievi del terreno\, lingue croata\, tedesca\, francese e slovena\, comunicazione formale\, istruzione tecnica\, educazione alla salute\, ballo\, musica e diverse altre. Poteva chiedere l’ammissione alla scuola qualsiasi giovane che avesse compiuto i quattordici anni di età e avesse seguito un percorso formativo adeguato. La maggior parte dei costi era sostenuta dallo stato\, mentre alla famiglia era richiesto il pagamento di una tassa scolastica annuale. Gli allievi\, ovvero i Zöglinge\, indossavano l’uniforme dei soldati di fanteria\, con le mostrine rosso scuro del reggimento Kaiser Franz Josef Nr. 1.
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LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Tolkien. Uomo\, Professore\, Autore
DESCRIPTION:Trieste ospiterà dal 19 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 al Salone degli Incanti la grande mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien\, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato un nuovo immaginario per il mondo contemporaneo e lo ha reso uno degli autori più letti del pianeta. \nTOLKIEN. Uomo\, Professore\, Autore racconta il percorso umano\, il lavoro accademico\, la potenza narrativa e la forza poetica del celebre romanziere attraverso un viaggio senza eguali\, grazie al quale appassionati e pubblico saranno introdotti nella grandezza di questo autore e comprenderanno quanto la sua straordinaria conoscenza del mondo antico siano alla base del suo processo creativo.
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LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:I Cavalieri dei Mari
DESCRIPTION:Conte Rosso – Conte Verde – Conte Biancamano – Conte Grande \nQuesta mostra\, curata dallo storico Maurizio Eliseo\, nasce per celebrare un fatto storico per la città di Trieste e la sua industria navale. \nNel 1925 entra in servizio il primo colosso dei mari italiano\, il Conte Biancamano\, costruito dal celebre cantiere scozzese Beardmore\, che pochi anni prima ha dato i natali anche al Conte Rosso e al Conte Verde. Tutte navi care ai ricordi dei triestini\, avendo navigato molti anni per il Lloyd sulle rotte dell’Estremo Oriente. \nNel 1925 viene presa una decisione fondamentale. La nave gemella del Conte Biancamano\, la grande turbonave Conte Grande\, verrà costruita in città\, sugli scali del cantiere San Marco. È un fatto epocale\, perché fino ad allora la cantieristica locale non aveva mai costruito navi oceaniche di tali dimensioni e in particolare nessun transatlantico. Il successo del Conte Grande\, completato nel 1928\, segna l’ingresso della cantieristica italiana nell’empireo dei costruttori delle più grandi\, belle e veloci navi di linea\, ammirate in tutto il mondo\, mettendo le basi per la nascita di Fincantieri. Infatti\, grazie all’esperienza ottenuta con il Conte Grande\, i cantieri di Trieste vareranno la motonave Victoria (1931) e i supertransatlantici Conte di Savoia (1932) e Raffaello (1965)\, solo per citare alcuni dei nomi più famosi di unità concepite nel capoluogo giuliano. \nFortuita coincidenza di questo 2025 è la messa in vendita dei pannelli dipinti da Umberto Noni nel 1927 per la sala di scrittura e lettura di prima classe del Conte Grande. A oggi\, si conoscono pochissimi reperti di allestimento e arredo dei transatlantici italiani costruiti prima della Seconda guerra mondiale. Il planisfero\, con le navi dei grandi esploratori del Quattrocento\, firmati dall’artista triestino Umberto Noni\, costituiscono dunque un unicum. \nQuesti pannelli\, oggi sottoposti a un dovuto restauro da parte di Opera Est conservazione e restauro Srl\, saranno visibili nella mostra al termine del loro delicato intervento. \nConte Rosso\, Conte Verde e Conte Biancamano diventeranno celebri per aver traghettato a Shangai 17.000 ebrei in fuga dall’Europa nazi-fascista tra il 1938 e il 1940. Ma sono molti altri gli episodi degni nota: a esempio\, nel 1930 il Conte Verde avrebbe trasportato la prima coppa mondiale di Calcio sponsorizzata dal presidente della FIFA Jules Rimet\, le squadre\, gli arbitri e tutto il personale che diede vita al celebre campionato in Uruguay. \nOltre agli aspetti legati alla geopolitica mondiale\, i quattro Conti hanno avuto un ruolo importante in molte altre discipline\, a cominciare da quella dell’arredamento navale. Allestite in origine dai noti fratelli Coppedè di Firenze in maniera molto sontuosa e storicista\, nel dopoguerra Conte Biancamano e Conte Grande si riveleranno una palestra di arte e decorazione nazionale del Novecento\, con l’intervento dei massimi designer e artisti italiani degli anni Cinquanta. \nVa infine ricordato che una parte del Conte Biancamano\, oggi preservato presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano\, resta l’unica testimonianza effettiva di una delle grandi navi di linea nazionali ancora esistenti.
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LOCATION:Sala Arturo Nathan\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Valvasor in Istria. Viaggio nel libro “La gloria del Ducato di Carniola”
DESCRIPTION:Da sabato 18 ottobre 2025 al Bastione Fiorito sarà visitabile la mostra Valvasor in Istria. Viaggio nel libro “La gloria del Ducato di Carniola”. \nAperta negli orari del Castello di San Giusto e inclusa nel biglietto ordinario del Museo. \nLa mostra Valvasor in Istria. Viaggio nel libro “La gloria del Ducato di Carniola” viene allestita grazie alla collaborazione del Comune di Trieste – Musei Storici – Museo del Castello di San Giusto con la Regione Istriana e con il Museo Storico e Navale dell’Istria – Povijesni i pomorski muzej Istre di Pola-Pula\, in un’ottica di cooperazione transnazionale tra istituzioni museali. È realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. \nLa mostra è stata ideata e curata dal Museo Storico e Navale dell’Istria in occasione del 333esimo anniversario della pubblicazione della monumentale opera dell’erudito Johann Weichard Valvasor Die Ehre deß Hertzogthums Crain (La gloria del Ducato di Carniola). Allestita nella Fortezza di Pola nel 2022\, è stata proposta l’anno successivo a Capodistria per approdare ora nella magnifica cornice del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto in un allestimento ripensato per i suoi spazi espositivi. \nLa rassegna espositiva si concentra sull’opera La gloria del Ducato di Carniola\, edita nel 1689 e dedicata alla descrizione del Ducato di Carniola\, l’antica provincia asburgica con capitale Lubiana che comprendeva l’attuale Slovenia e parti dell’Istria croata e dell’Italia.
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LOCATION:Castello di San Giusto\, Piazza della Cattedrale\, 3\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Il pop delle particelle di Isabel Carafì
DESCRIPTION:Inaugurazione sabato 18 ottobre alle ore 17.30\nUna danza magnetica e accattivante invade gioiosamente lo spazio espositivo. Colori intensi\, ammalianti\, evocativi catturano lo sguardo del fruitore trascinandolo in un vortice visivo costituito da figure amplificate e dinamiche in un crescendo caleidoscopico di cromie. Giocolieri\, acrobati\, creature delle foreste\, foglie dai colori improbabili in natura ma vivi e pulsanti\, abitano i quadri di Isabel Carafì\, generando un immaginario iconico surreale. Il colore è pregno\, definito\, senza sbavature o rarefazioni\, nessuna dissolvenza ma netto\, come una dichiarazione\, una affermazione di Caos del mondo attuale. L’Ordine’ un’Utopia. Il movimento continuo che scaturisce dalla contrapposizione delle due forze è narrato nella mostra il Pop delle particelle.
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LOCATION:Sala Leonor Fini\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:India. Due sguardi\, un racconto
DESCRIPTION:Le fotografie di Adriano Perini\, conservate nella Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, dialogano con le testimonianze di Sandro Antoniolli\nNell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, venerdì 24 ottobre\, alle ore 10.00\, si inaugura la mostra India. Due sguardi\, un racconto. Le fotografie di Adriano Perini\, conservate nella Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, dialogano con le testimonianze di Sandro Antoniolli presso il Civico Museo d’Arte Orientale a Trieste. \nL’esposizione propone un viaggio visivo nell’India contemporanea attraverso le fotografie di Adriano Perini e Sandro Antoniolli. Due autori\, due sensibilità\, due modi distinti di raccontare uno stesso luogo: l’India\, colta tra spazio architettonico e vita quotidiana\, silenzi e rumori\, assenza e presenza. \nLa mostra\, curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, in collaborazione con Francesca Avignone\, conservatrice del Civico Museo d’Arte Orientale\, costruisce un dialogo tra visioni occidentali che si confrontano con l’alterità\, offrendo al pubblico non solo un percorso per immagini\, ma una riflessione sull’atto stesso del vedere\, dell’approcciarsi e del rappresentare.
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival 2025
DESCRIPTION:Dal 28 ottobre al 2 novembre il grande cinema di fantascienza torna a Trieste: per l’edizione dei suoi primi 25 anni il Trieste Science+Fiction Festival porta sul grande schermo le migliori produzioni di genere fantastico\, con oltre 50 anteprime con registi\, attori e autori da tutto il mondo\, oltre a un calendario ricchissimo di eventi collaterali.\nTra gli ospiti più attesi Gabriele Mainetti\, acclamato regista di  “Lo chiamavano Jeeg Robot”\, “Freaks Out” e “La città proibita”\, e il pluripremiato scrittore di fantascienza Ted Chiang\, autore del racconto che ha ispirato il film “Arrival” di Denis Villeneuve. \nDal 28 ottobre al 2 novembre sotto la cupola stellata del Politeama Rossetti ritorna il grande cinema di fantascienza: la 25° edizione del Trieste Science+Fiction Festival\, organizzato da La Cappella Underground\, porta nel capoluogo giuliano le migliori produzioni di genere fantastico\, con oltre 50 anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo. \nGiunto alla sua 25° edizione\, il festival della fantascienza propone anche quest’anno una galassia di eventi extra cinematografici: videogiochi\, letteratura\, fumetti\, musica\, arti visive e performative compongono infatti il ricchissimo programma di un’edizione pronta a esplorare tutte le meraviglie del possibile. \nA inaugurare l’edizione 2025 del festival sarà il film “L’Homme qui rétrécit” (Francia/Belgio\, 2025) di Jan Kounen\, tratto dal romanzo cult di Richard Matheson in cui un uomo -interpretato dal Premio Oscar© Jean Dujardin-\, a seguito di una misteriosa contaminazione\, inizia a rimpicciolirsi e si ritrova a lottare per la sopravvivenza in un mondo divenuto gigantesco e pericoloso\, che verrà proiettato in anteprima italiana  in collaborazione con Rai Cinema la serata di apertura martedì 28 ottobre alle 20:00 al Politeama Rossetti alla presenza del regista. La serata proseguirà sempre al Rossetti con l’anteprima in collaborazione con I Wonder Pictures di “The Ugly Stepsister” (Svezia/Danimarca/Romania/Polonia\, 2025) di Emilie Blichfeldt\, una rivisitazione della Cenerentola dei Fratelli Grimm in chiave body horror\, in programma alle ore 22:30. \nGiovedì 30 ottobre alle 20:00 sarà la volta dell’anteprima italiana di “Egghead Republic” (Svezia\, 2025) di Pella Kågerman e Hugo Lilja\, già vincitori del Premio Asteroide al Trieste Science+Fiction Festival 2019 con “Aniara”\, che firmano un’opera distopica in cui la Guerra fredda non è mai finita e una giornalista deve realizzare un reportage in una zona contaminata da una bomba atomica. \nSempre in anteprima italiana il giorno venerdì 31 ottobre alle 20:00 verrà proiettato al Rossetti “Bulk” (Regno Unito\, 2025) di Ben Wheatley\, acclamato regista britannico di “Killer in viaggio”  e “I disertori – A Field in England”\, che presenterà al festival un autentico film di mezzanotte\, un’opera horror sci-fi a base di inseguimenti in auto\, sparatorie\, fantascienza e romanticismo. \nDirettamente dalla selezione ufficiale di Cannes 2025 arriva a Trieste in collaborazione con I Wonder Pictures la sorprendente opera di animazione “Arco” (Francia\, 2025) di Ugo Bienvenu\, con protagonista la piccola Iris che dovrà aiutare un misterioso ragazzo arcobaleno a fare ritorno a casa\, in programma al festival di fantascienza sabato 1 novembre alle ore 17:00. Appuntamento sempre sabato al Rossetti alle 20:00 con l’anteprima internazionale di “Orion” (USA\, 2024) di Jaco Bouwer\, insignito del premio Asteroide nel 2021 grazie all’horror ecologico “Gaia”\, qui alle prese con un intenso thriller fantascientifico in cui un esperto di controspionaggio che viene incaricato di aiutare un astronauta affetto da amnesia per scoprire chi ha ucciso il suo equipaggio. \nFilm di chiusura del 25° Trieste Science+Fiction Festival sarà “Chien 51” (Francia\, 2025) di Cédric Jimenez\, che verrà proiettato fuori concorso al Rossetti domenica 2 novembre alle 20:30: un thriller distopico che mostra Parigi divisa in tre zone in base alle classi sociali e un’intelligenza artificiale chiamata “ALMA” rivoluziona il lavoro della polizia\, finché il suo inventore non viene assassinato\, costringendo due agenti di polizia a indagare. \nTra gli appuntamenti cinematografici da non perdere anche i documentari “John Lilly and the Earth Coincidence Control Office” (USA\, 2025) di Michael Almereyda\, che porta a Trieste un film-saggio sulla vicenda del neurofisiologo e “psiconauta” John C. Lilly e i suoi esperimenti con delfini e sostanze psichedeliche\, in programma al Teatro Miela mercoledì 29 ottobre alle ore 20:00 alla presenza del regista\, e “Orwell 2+2=5” (USA/Francia\, 2025) di Raoul Peck\, una riflessione sulla deriva autoritaria della società contemporanea a partire dal romanzo “1984” e dal diario del suo autore George Orwell\, diretta dal regista di “I Am Not Your Negro” e “Il giovane Karl Marx” e prodotto dal documentarista Premio Oscar© Alex Gibney (“Taxi to the Dark Side”)\, che verrà proiettato sempre al Miela giovedì 30 ottobre alle 20:00. \n“Per la sua 25° edizione\, il Trieste Science+Fiction Festival ha messo insieme un programma variegato e sfaccettato che\, ancora una volta\, saprà innovare\, provocare\, emozionare\, stupire e\, naturalmente\, intrattenere” – ha dichiarato il direttore artistico del Festival Alan Jones – “Come sempre\, il festival attinge alle vivide immaginazioni di una comunità globale di registi\, artisti e scrittori — nuovi\, indipendenti e affermati — sempre pronti a discutere con passione del proprio lavoro\, sia sul palco che fuori. E\, come sempre\, ovunque ci conducano queste menti visionarie\, l’attualità non è mai troppo lontana\, poiché il genere fantascientifico\, in continua evoluzione\, continua a offrire commenti pungenti sul presente più crudo attraverso il filtro di un futuro straordinario.” \nTantissimi anche gli ospiti attesi per la 25° edizione del Trieste Science+Fiction Festival\, tra cui Gabriele Mainetti\, acclamato regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”\, “Freaks Out” e “La città proibita”\, che presiederà la giuria del Premio Asteroide\, e il pluripremiato scrittore di fantascienza Ted Chiang\, autore del racconto “Storia della tua vita” che ha ispirato il film cult “Arrival” di Denis Villeneuve e tra le persone più influenti del mondo nel campo dell’intelligenza artificiale. \n  \nDurante la manifestazione triestina\, Gabriele Mainetti parteciperà anche a due eventi aperti al pubblico: alle 18:15 di venerdì 31 ottobre il regista presiederà un incontro pubblico nell’ambito degli IVIPRO DAYS\, appuntamento annuale dedicato al settore dei videogame e ai suoi legami col territorio e il patrimonio culturale\, durante il quale racconterà il suo rapporto con i videogiochi. La sera di venerdì 31 ottobre Mainetti presenterà al Teatro Miela di Trieste due film da lui selezionati: “La mosca” di David Cronenberg (1986) e “District 9” di Neill Blomkamp (2009)\, due pietre miliari del genere fantastico che parlano di metamorfosi non solo fisiche\, ma anche morali\, politiche ed esistenziali. \nAnche Ted Chiang sarà protagonista di alcuni incontri organizzati dalla manifestazione: il 30 ottobre alle 19:00 terrà un dialogo dal titolo “Futuri artificiali” sull’intelligenza artificiale con il giornalista Matteo Bordone nell’ambito di Mondofuturo\, mentre sabato 1 novembre alle 17:00 affronterà il tema del linguaggio insieme alla linguista Vera Gheno nell’incontro “”Wor(l)dbuilding – creare universi con le parole”. Entrambi gli eventi si svolgeranno in Piazza della Borsa presso lo scenografico Sci-Fi Dome\, una struttura realizzata ad hoc che anche quest’anno ospiterà gli eventi extra del festival di fantascienza. L’ultimo incontro con protagonista Ted Chiang si svolgerà domenica 2 novembre alle 17:00 al Politeama Rossetti\, dove lo scrittore introdurrà la proiezione del film “Arrival” di Denis Villeneuve con il giornalista Emilio Cozzi. \nTRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL\nFondato a Trieste nell’anno 2000\, Trieste Science+Fiction Festival ha raccolto l’eredità dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste svoltosi dal 1963 al 1982\, la prima manifestazione dedicata al cinema di genere in Italia e tra le primissime in Europa\, divenendo il più importante evento italiano dedicato ai mondi della fantascienza e del fantastico. Cinema\, televisione\, new media\, letteratura\, fumetti\, musica\, arti visive e performative compongono l’esplorazione delle meraviglie del possibile.
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SUMMARY:Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco
DESCRIPTION:Questa mostra è un tentativo di uno sguardo d’insieme nell’arte – meglio dire: nelle arti – della Venezia Giulia\, con l’occhio rivolto anche a Fiume e alla Dalmazia dall’inizio del Novecento sino agli anni Trenta del secolo trascorso. Una visione a 360 gradi fra architettura\, scultura\, decorazione\, pittura\, illustrazione\, arti applicate\, artigianato\, “costume”\, cercando il tempo\, l’artista e l’opera e andando ad incontrare sì chi nacque\, visse e creò in quest’area\, ma anche chi trovò fortuna altrove e qui non sarebbe più tornato e per la Venezia Giulia non avrebbe mai\, o quasi\, dato. Ancora: in mostra vediamo anche altre realtà e altri geni\, di altri luoghi\, che produssero per la nostra terra. E un ultimo spunto: la Venezia Giulia vivrà i tempi fra il Liberty e il Déco celando e scoprendo dietro le occhiaie liberty dei palazzi\, oltre quei muri che poi si squadreranno più secchi quando il decoro floreale lascerà spazio alle semplificazioni\, mille sorprese nell’arredo e nell’oggetto che fa bella la casa. Porcellane\, ceramiche\, bronzi\, vasi\, vetri\, pannelli che in trenta/quarant’anni ci mostreranno quanto questa terra sia stata capace di accogliere ed apprezzare il meglio che il mercato poteva offrire. A Trieste\, ma anche a Pola\, a Fiume\, a Gorizia\, non sarà difficile ritrovare oggetti di grandi firme\, il servizio di bicchieri che esce dal disegno di Hoffmann\, il piatto della Wiener Werkstätte\, la donnina in bronzo di Chiparus\, il vaso di Gallé o la ciotola di Lalique. Fino a scoprire che anche in case non ricchissime poteva trovare spazio una ceramica della Lenci\, una testa femminile inventata da Sandro Vacchetti\, una piastrella di Gio Ponti\, un pochoir di Brunelleschi o un bucchero\, se non un bronzo\, di Cambellotti. Anche questa sarà la Venezia Giulia fra Liberty e Déco\, quella che in questa rassegna cercheremo di mostrare.\nLiberty. Alzi gli occhi\, giri per Trieste\, trovi facciate\, strutture\, decorazioni\, portoni e portali. A Fiume la stessa cosa. Architetti\, alcuni grandi\, una manciata grandissimi\, alcuni assai poco noti. Pure l’impronta secessionista\, il colpo di frusta da japonisme o la razionalizzazione di cerchi e linee rette da Wiener Werkstätte\, offrono toni e colpi da maestro. Decoratori\, gli uomini che servono per condire la scena delle scelte dell’architetto\, se non scultori per dare un profumo ancora più forte. Fiori stilizzati\, la rosa di Mackintosh\, ripresa e perpetuata sulle facciate delle case.\nDéco. Nelle cose\, più che nelle case. A volte\, sulle case; sicuramente\, dentro le case.\nScultura. Da Ruggero Rovan sino a Ivan Rendić\, poi Giovanni Marin che liberteggia e\, dopo un attimo\, Attilio Selva. Poi c’è Franco Atschko-Asco\, ci sono i suoi allievi\, si trasfigura: Déco’ Qui il pensiero va verso due scultori giovanissimi\, Marcello Mascherini e Ugo Carà.\nNaturalmente\, pittura e illustrazione poiché sovente il pittore è anche illustratore. E viceversa. Nella Venezia Giulia individuare un pittore che sia squisitamente liberty oppure definibile déco non è cosa facile. Rudolf Kalvach\, viennese/triestino\, cos’è’ Come definire\, dove inserire le xilografie del porto di Trieste’ Ma\, poi\, nella sua esperienza alla Wiener Werkstätte\, quelle cartoline con gli esseri grotteschi\, in colori forti e\, soprattutto\, netti sono Secessione’\nArgio Orell\, con studi monacensi\, allievo di von Stuck\, può essere inserito nella dimensione secessionista\, per un periodo e per parte della sua produzione. Così Vito Timmel\, che fu a Vienna e avrebbe voluto essere\, senza riuscirsi\, allievo di Klimt. E di chiara e squisita ispirazione klimtiana restano alcune sue opere superbe. Poi\, però\, tanto quanto Orell\, in pittura\, si avvicinerà ai canoni novecentisti\, altrimenti i modi di Timmel potranno essere inseriti in una dimensione déco\, anche qui\, però\, per un periodo e per parte della sua produzione. Liberty\, senz’altro\, sarà il poco noto\, eppure formidabile\, allievo di Orell\, Umberto Schiavon\, che ci ha lasciato alcune opere di rara efficacia e di eccelsa capacità decorativa. Egli esemplificherà in maniera suggestiva il passaggio dal Liberty al Déco.\nDéco: il più genuino esempio nostro è Mariella Polli\, in arte Popi. “Figurinista” la Popi\, negli anni Trenta\, interpretò l’Art Déco con uno stile da farsi rivale a Gio Ponti e le sue donnine\, le deliziosamente frivole cocotte\, i profili che nulla hanno da invidiare agli Accornero\, i colori pastello e l’uso dell’argento e della porporina\, ne fecero la perfetta interprete del momento.\nForse tutto questo lo avremmo potuto trovare ovunque. Ma la nostra è stata terra di passaggio\, con un mare grande\, con navi che imbarcavano e sbarcavano\, terra di incontro di gente e di gusti\, di nuovo ed antico. Sì\, fra il nascere del Novecento e gli anni Trenta\, pur con una guerra grande in mezzo e una che sarebbe arrivata a rivoltare il mondo\, l’arte\, anche nelle piccole cose\, l’arte\, anche nel quotidiano\, sarebbe arrivata da ogni dove\, a portare opere grandi e minime\, a mostrare segni. Fra Liberty e Déco. E questi che vedrete sono solo piccoli spunti.
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LOCATION:Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, via torino
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