BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Trieste Cultura - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Trieste Cultura
X-ORIGINAL-URL:https://triestecultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Trieste Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20251030
DTEND;VALUE=DATE:20260706
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20251110T085336Z
LAST-MODIFIED:20260225T093235Z
UID:10005798-1761782400-1783295999@triestecultura.it
SUMMARY:Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco
DESCRIPTION:Questa mostra è un tentativo di uno sguardo d’insieme nell’arte – meglio dire: nelle arti – della Venezia Giulia\, con l’occhio rivolto anche a Fiume e alla Dalmazia dall’inizio del Novecento sino agli anni Trenta del secolo trascorso. Una visione a 360 gradi fra architettura\, scultura\, decorazione\, pittura\, illustrazione\, arti applicate\, artigianato\, “costume”\, cercando il tempo\, l’artista e l’opera e andando ad incontrare sì chi nacque\, visse e creò in quest’area\, ma anche chi trovò fortuna altrove e qui non sarebbe più tornato e per la Venezia Giulia non avrebbe mai\, o quasi\, dato. Ancora: in mostra vediamo anche altre realtà e altri geni\, di altri luoghi\, che produssero per la nostra terra. E un ultimo spunto: la Venezia Giulia vivrà i tempi fra il Liberty e il Déco celando e scoprendo dietro le occhiaie liberty dei palazzi\, oltre quei muri che poi si squadreranno più secchi quando il decoro floreale lascerà spazio alle semplificazioni\, mille sorprese nell’arredo e nell’oggetto che fa bella la casa. Porcellane\, ceramiche\, bronzi\, vasi\, vetri\, pannelli che in trenta/quarant’anni ci mostreranno quanto questa terra sia stata capace di accogliere ed apprezzare il meglio che il mercato poteva offrire. A Trieste\, ma anche a Pola\, a Fiume\, a Gorizia\, non sarà difficile ritrovare oggetti di grandi firme\, il servizio di bicchieri che esce dal disegno di Hoffmann\, il piatto della Wiener Werkstätte\, la donnina in bronzo di Chiparus\, il vaso di Gallé o la ciotola di Lalique. Fino a scoprire che anche in case non ricchissime poteva trovare spazio una ceramica della Lenci\, una testa femminile inventata da Sandro Vacchetti\, una piastrella di Gio Ponti\, un pochoir di Brunelleschi o un bucchero\, se non un bronzo\, di Cambellotti. Anche questa sarà la Venezia Giulia fra Liberty e Déco\, quella che in questa rassegna cercheremo di mostrare.\nLiberty. Alzi gli occhi\, giri per Trieste\, trovi facciate\, strutture\, decorazioni\, portoni e portali. A Fiume la stessa cosa. Architetti\, alcuni grandi\, una manciata grandissimi\, alcuni assai poco noti. Pure l’impronta secessionista\, il colpo di frusta da japonisme o la razionalizzazione di cerchi e linee rette da Wiener Werkstätte\, offrono toni e colpi da maestro. Decoratori\, gli uomini che servono per condire la scena delle scelte dell’architetto\, se non scultori per dare un profumo ancora più forte. Fiori stilizzati\, la rosa di Mackintosh\, ripresa e perpetuata sulle facciate delle case.\nDéco. Nelle cose\, più che nelle case. A volte\, sulle case; sicuramente\, dentro le case.\nScultura. Da Ruggero Rovan sino a Ivan Rendić\, poi Giovanni Marin che liberteggia e\, dopo un attimo\, Attilio Selva. Poi c’è Franco Atschko-Asco\, ci sono i suoi allievi\, si trasfigura: Déco’ Qui il pensiero va verso due scultori giovanissimi\, Marcello Mascherini e Ugo Carà.\nNaturalmente\, pittura e illustrazione poiché sovente il pittore è anche illustratore. E viceversa. Nella Venezia Giulia individuare un pittore che sia squisitamente liberty oppure definibile déco non è cosa facile. Rudolf Kalvach\, viennese/triestino\, cos’è’ Come definire\, dove inserire le xilografie del porto di Trieste’ Ma\, poi\, nella sua esperienza alla Wiener Werkstätte\, quelle cartoline con gli esseri grotteschi\, in colori forti e\, soprattutto\, netti sono Secessione’\nArgio Orell\, con studi monacensi\, allievo di von Stuck\, può essere inserito nella dimensione secessionista\, per un periodo e per parte della sua produzione. Così Vito Timmel\, che fu a Vienna e avrebbe voluto essere\, senza riuscirsi\, allievo di Klimt. E di chiara e squisita ispirazione klimtiana restano alcune sue opere superbe. Poi\, però\, tanto quanto Orell\, in pittura\, si avvicinerà ai canoni novecentisti\, altrimenti i modi di Timmel potranno essere inseriti in una dimensione déco\, anche qui\, però\, per un periodo e per parte della sua produzione. Liberty\, senz’altro\, sarà il poco noto\, eppure formidabile\, allievo di Orell\, Umberto Schiavon\, che ci ha lasciato alcune opere di rara efficacia e di eccelsa capacità decorativa. Egli esemplificherà in maniera suggestiva il passaggio dal Liberty al Déco.\nDéco: il più genuino esempio nostro è Mariella Polli\, in arte Popi. “Figurinista” la Popi\, negli anni Trenta\, interpretò l’Art Déco con uno stile da farsi rivale a Gio Ponti e le sue donnine\, le deliziosamente frivole cocotte\, i profili che nulla hanno da invidiare agli Accornero\, i colori pastello e l’uso dell’argento e della porporina\, ne fecero la perfetta interprete del momento.\nForse tutto questo lo avremmo potuto trovare ovunque. Ma la nostra è stata terra di passaggio\, con un mare grande\, con navi che imbarcavano e sbarcavano\, terra di incontro di gente e di gusti\, di nuovo ed antico. Sì\, fra il nascere del Novecento e gli anni Trenta\, pur con una guerra grande in mezzo e una che sarebbe arrivata a rivoltare il mondo\, l’arte\, anche nelle piccole cose\, l’arte\, anche nel quotidiano\, sarebbe arrivata da ogni dove\, a portare opere grandi e minime\, a mostrare segni. Fra Liberty e Déco. E questi che vedrete sono solo piccoli spunti.
URL:https://triestecultura.it/evento/modernismi-la-venezia-giulia-fra-liberty-e-art-deco/
LOCATION:Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, via torino
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2025/11/contents-images-news-250497_-_irci-modernismi-140x200-jpg-400-320.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20251205
DTEND;VALUE=DATE:20260413
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20251204T114242Z
LAST-MODIFIED:20260402T080841Z
UID:10005857-1764892800-1776038399@triestecultura.it
SUMMARY:La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie
DESCRIPTION:La mostra è stata ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste\, da Stefano Bianchi\, P.O. dei Musei Storici e Artistici ed è stata curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \nNel 2025 ricorre il centocinquantesimo anniversario della costruzione del palazzo municipale di Trieste\, edificio che domina Piazza Unità d’Italia e ne costituisce il fulcro istituzionale e simbolico. La ricorrenza offre l’occasione per estendere lo sguardo sull’intero spazio urbano che lo accoglie\, esplorandone le trasformazioni lungo l’asse non sempre rettilineo del tempo\, a partire dalle prime testimonianze fotografiche. \nOltre 40 fotografi\, tra cui Carlo e Giuseppe Wulz\, Ferdinando Ramann\, Carlo Wernigg\, Pietro Opiglia\, Adriano de Rota\, Ugo Borsatti\, l’agenzia Giornalfoto\, Tullio Stravisi\, Gianni Berengo Gardin\, Franco Fontana e Marino Sterle documentano momenti\, volti\, gesti e atmosfere. Le vedute più antiche restituiscono una piazza brulicante affiancata dal giardino ottocentesco: esercizi commerciali\, barbieri\, ambulanti e bancarelle\, tram affollati\, alberghi\, caffè. Sullo sfondo i velieri evocano il ruolo storico della città come porto imperiale. \nAltre immagini raccontano i momenti iconici: l’attesa delle navi del 1918\, i tragici giorni del 1953 e le emozioni del 1954 per il ritorno di Trieste all’Italia. \nNon mancano scatti di indimenticabili lampi di quotidianità\, come la piazza sferzata dalla bora\, le riprese di Senilità\, con una giovane Claudia Cardinale\, gli eventi sportivi e le storie movimentate della fontana dei quattro continenti. Cuore visivo e simbolico dell’identità triestina\, la piazza è un habitat fortemente vissuto\, crocevia di tensioni sociali\, spinte e istanze identitarie\, proscenio dove la città si interroga e si racconta generazione dopo generazione\, attraverso l’inesauribile linguaggio fotografico. \nIn esposizione trovano posto anche oggetti di vita quotidiana e curiosità: dal gioco della campana\, al prezioso mandolino in vendita presso il negozio di Carlo Schmidl\, ai rasoi dei barbieri\, fino alle tazzine da caffè e alla tazza dotata di copribaffi di fine Ottocento. A impreziosire ulteriormente il percorso espositivo contribuiscono materiali inediti\, macchine fotografiche storiche e guide turistiche che rendono la visita un’esperienza coinvolgente e sorprendente.
URL:https://triestecultura.it/evento/la-fototeca-in-piazza-scatti-di-storia-e-storie/
LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/01/F256038_110.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260209
DTEND;VALUE=DATE:20260330
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260206T090647Z
LAST-MODIFIED:20260407T083028Z
UID:10005918-1770595200-1774828799@triestecultura.it
SUMMARY:La strage dimenticata - Vergarolla e il suo eroe\, il dottor Geppino Micheletti 1946-2026
DESCRIPTION:Lunedì 9 febbraio\, alle ore 17.30 inaugurazione della mostra \nSiamo nel 1946\, la guerra è finita ma non è ancora chiusa e per la Venezia Giulia\, il palcoscenico in cui si recita questo ennesimo assurdo umano\, il presente significa occupazione straniera: l’Istria\, di fatto\, quasi tutta alla Jugoslavia di Tito\, Trieste e Gorizia\, non perdute\, ma in amministrazione militare anglo-americana e Pola\, anch’essa non perduta\, ma enclave sotto governo militare inglese. Siamo al 18 di agosto e sulla spiaggia di Vergarolla\, subito fuori Pola\, un’enorme folla si è raccolta ed è la non solo per fare il bagno ma anche per assistere alle gare sportive in mare\, nuoto\, tuffi\, vela\, canottaggio: si celebrano i sessant’anni della società sportiva nautica Pietas Julia\, emblema di patriottismo e italianità.  E la sera\, su quella spiaggia e in quella bella pineta\, ci sarà una grande festa. Sulla riva\, accatastate ai bordi della pineta\, un cumulo di mine\, enormi residuati bellici\, recuperate e disinnescate\, sembrano testimoni ingombranti e senza ricordi di un cruento già stato. E invece no: all’improvviso\, subito dopo le 14\, scoppia tutto\, i corpi volano a brandelli e la carne dell’uomo diventa il pasto più macabro e truculento per l’inconsapevole gabbiano. È una strage\, non fortuita ma provocata da una mano maligna che va ad innescare ciò che era disarmato\, che dà la chiave per liberarsi al mostro imprigionato. Più di cento sono i morti e senza numero i feriti: tonnellate di carne umana martoriata che arrivano all’ospedale Santorio di Pola dove Geppino Micheletti\, unico chirurgo in servizio\, opera per ore ed ore. Non si ferma neanche quando gli dicono che i suoi due unici bimbi\, Carletto\, nove anni\, e Renzo\, solo quattro\, sono fra i morti. E così suo fratello Alberto e sua cognata Caterina che stavano là con i piccoli: Micheletti non crolla davanti al dolore\, sa che altre vite sono nelle sue mani. Solo nelle sue.\nAll’ospedale Santorio accorrono tutte le autorità di Pola e il 20 agosto\, giorno del funerale. È una tragedia cittadina paragonabile al primo bombardamento del 9 gennaio 1944\, ma questa ha la calcolata forza di annichilire la popolazione in un momento di illusoria serenità. Dirà Radio Venezia Giulia: «Le mine non potevano scoppiare per autocombustione o da sole. Era necessario applicare uno o più detonatori». Un atto criminale\, un attentato e una strage. Ancora: «Chi lo ha fatto? Chi ha avuto la mostruosa idea di un attentato contro la popolazione italiana di Pola?».\nPer i morti\, dopo due giorni\, viene proclamato il lutto cittadino e le esequie funebri sono celebrate dal vescovo Raffaele Radossi. Solo 64 salme sarà possibile ricomporre nelle bare e\, fra queste\, il corpicino straziato di Carletto e niente\, tranne una scarpa e i suoi giocattoli\, in quella di Renzo. \nGeppino Micheletti (nato Michelstaedter)\, cugino del filosofo Carlo Michelstaedter\, morto suicida nel 1910\, era figlio di Giuseppe e Irma Majer ed era nato a Trieste il 18 luglio del 1905. Si sarebbe laureato in medicina nel 1929 specializzandosi\, con il massimo dei voti\, in chirurgia nell’anno accademico 1937/38. Un’altra specializzazione\, in ortopedia e traumatologia\, la otterrà nel 1945/46. Sarà aiuto chirurgo all’ospedale Santorio di Pola a partire dal 1935 e là continuerà ad operare sino alla chiamata alle armi nel 1941. Dopo il congedo del 30 giugno 1945\, rientrerà ancora in servizio all’ospedale di Pola. \nLa mostra resterà aperta fino al 5 luglio 2026\, ogni giorno con il seguente orario: 10.30-12.30 e 16.30-18.30. INGRESSO LIBERO \nMercoledì 18 marzo alle 17.00 visita guidata alla mostra a cura del dott. Piero Delbello.
URL:https://triestecultura.it/evento/la-strage-dimenticata-vergarolla-e-il-suo-eroe-il-dottor-geppino-micheletti-1946-2026/
LOCATION:Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata\, Via Duca d'Aosta\, 1
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/02/Copertina-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260220
DTEND;VALUE=DATE:20260413
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260216T145842Z
LAST-MODIFIED:20260216T145842Z
UID:10005935-1771545600-1776038399@triestecultura.it
SUMMARY:Voci della Guerra Fredda
DESCRIPTION:Al primo piano del Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” venerdì 20 febbraio 2026\, ore 15.30\, verrà inaugurata la mostra “Voci della Guerra Fredda” realizzata da Storigrafica APS in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, che intende ripercorrere l’esperienza di migliaia di giovani che prestarono servizio di leva nel Friuli Venezia Giulia nel periodo della Guerra Fredda\, illustrando le memorie della “naja” e della vita in caserma basate su testimonianze orali di imprescindibile importanza. \nL’esposizione darà spazio alla dimensione umana del servizio militare in un percorso che intende offrire al pubblico un’esperienza immersiva e interattiva\, volta a coniugare rigore storico\, tecnologia e coinvolgimento fisico: il percorso espositivo\, infatti\, sarà composto da otto totem dotati di QR Code di approfondimento\, da un allestimento ”touch and try” per cui sarà proposta l’esperienza tangibile di una camerata di soldati\, da un documentario finale riepilogativo del progetto complessivo e della mostra stessa. \nLa mostra costituisce la sintesi del progetto di ricerca di storia orale che ha generato il portale vociguerrafredda.it. Al centro della mostra non ci sono solo le strategie militari\, ma soprattutto le vite\, i ricordi e la quotidianità di chi ha vissuto per mesi o anni all’interno delle caserme e delle fortificazioni del Friuli Venezia Giulia\, regione che per quasi cinquant’anni ha rappresentato il fulcro della difesa nazionale. \nIl progetto\, realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Storigrafica con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di CiviBank – Gruppo Sparkasse\, attinge a un vasto archivio di interviste e memorie. La mostra esplora il legame profondo tra i reparti militari e il tessuto sociale locale\, raccontando un’epoca in cui la presenza di soldati e ufficiali ha plasmato l’economia e il paesaggio di intere comunità. \nAll’inaugurazione di venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 15.30\, i curatori Massimo Sgambati e Lorenzo Ielen condurranno i presenti in un percorso che alterna documenti storici e racconti in prima persona\, illustrando come la ricerca orale sia riuscita a recuperare frammenti di storia che rischiavano di andare perduti con la chiusura delle grandi caserme regionali. \nLa mostra sarà visitabile dal 21 febbraio al 12 aprile 2026\, dal mercoledì alla domenica\, ore 10.00-17.00\, con ingresso incluso nel biglietto del Museo di via Cumano\, 22. Ingresso provvisorio da via dei Tominz\, 4.  \nPossibili variazioni d’orario saranno segnalate sui canali di comunicazione del Museo.
URL:https://triestecultura.it/evento/voci-della-guerra-fredda/
LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-16-alle-15.49.38.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260304
DTEND;VALUE=DATE:20260324
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260302T135816Z
LAST-MODIFIED:20260302T135816Z
UID:10005973-1772582400-1774310399@triestecultura.it
SUMMARY:Thàlassa\, mare
DESCRIPTION:Il 4 marzo alle 18.30 verrà presentata la mostra dal titolo Thálassa-mare dell’incisore Cristiana Falcoz. \nIl percorso espositivo nasce da un verso del Primo Libro dell’Iliade di Omero e comprende sedici incisioni\, (acquaforti\, acquatinte e maniere pittoriche) che testimoniano la gratitudine verso la bellezza del mare; il mare dell’Istria e di altri litorali europei che\, con i suoi colori\, è sempre stato capace di far vibrare le corde più intime dell’essere di quest’artista. Ma non solo\, perchè in questo elemento Falcoz riconosce le sue montagne e queste due dimensioni\, mare e montagna\, in apparenza tanto diverse\, in realtà si assomigliano e condividono moltissimo. Al centro della sala\, poi\, l’artista ha posizionato un’installazione che prevede\, per chi vuole\, una parte interattiva del visitatore.
URL:https://triestecultura.it/evento/thalassa-mare/
LOCATION:Sala Comunale d’Arte\, Piazza Unità d'Italia\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-02-alle-14.56.32.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260305
DTEND;VALUE=DATE:20260326
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260304T160227Z
LAST-MODIFIED:20260304T160227Z
UID:10005983-1772668800-1774483199@triestecultura.it
SUMMARY:Quelli di Shakespeare al Rossetti
DESCRIPTION:Da giovedì 5 marzo saranno in prevendita due appuntamenti programmati a marzo alla Sala 1954: si tratta di due momenti di approfondimento e disseminazione culturale\, una linea che  quest’anno il pubblico ha mostrato di seguire con interesse ed entusiasmo.\nDue appuntamenti importanti quindi da seguire.\nIl 18 marzo alle ore 19 prosegue il ciclo “Quelli di Shakespeare al Rossetti: interviste impossibili e insospettabili confessioni” a cura di Laura Pelaschiar\, Professore Associato di Letteratura inglese all’Università di Trieste. Questa volta sarà Portia a raccontarsi\, incalzata dalle domande di Laura Pelaschiar. La protagonista de “Il mercante di Venezia” è una delle figure femminili più seducenti\, brillanti e potenti tra quelle di Shakespeare\, in una delle commedie più luminose\, e tuttavia anche ambigue e problematiche\, del canone shakespeariano. Di cosa parlerà Portia nel corso dell’intervista impossibile? Dei suoi rapporti con il mondo maschile nel dramma\, di perché si innamori di un arrampicatore sociale come Bassanio (chiaramente a caccia della sua dote) e della sua\nsfida in tribunale con Shylock e la sua anelata libbra di “bella carne umana”.\nIl 25 marzo\, in occasione del Dantedì\, in cui l’Alighieri è celebrato in tutta Italia e nel mondo\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia invita alla Sala 1954\, sempre alle ore 19\, un insigne studioso della materia e della lingua dantesca: sarà infatti Fabio Romanini Professore associato in Linguistica italiana all’Università di Ferrara a tenere la conversazione “DANTE NON TORNERÀ DALL’ESILIO”. Ma perché? Quale mistero si cela nel destino dell’Alighieri? Romanini alternerà racconto a letture poetiche\, scandagliando con un andamento quasi da indagine\, la storia di Dante e del suo esilio\, il\nsuo profilo di uomo politico e letterato.\nPer garantire il posto nella Sala 1954\, che ha una capienza limitata si accede con biglietto\, in vendita a 5 euro. Gli abbonati al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia avranno diritto alla riduzione a 1 euro: la prevendita è nei punti vendita del Rossetti e su www.ilrossetti.vivaticket.it .
URL:https://triestecultura.it/evento/quelli-di-shakespeare-al-rossetti/
LOCATION:Politeama Rossetti\, viale XX Settembre\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Spettacolo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/Millais_-_Portia.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260306
DTEND;VALUE=DATE:20260413
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260331T074550Z
LAST-MODIFIED:20260331T074905Z
UID:10006056-1772755200-1776038399@triestecultura.it
SUMMARY:Mind the STEM Gap – Together
DESCRIPTION:Mostra di Fondazione Bracco nata in collaborazione con Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano e sostenuta da Regione Lombardia\, approda al Museo del Mare di Trieste in occasione della Giornata Internazionale della Donna. \n\n\n\nAperta al pubblico dal 6 marzo al 12 aprile 2026 presso lo spazio polifunzionale della sezione Lloyd al piano rialzato del Magazzino 26\, l’esposizione\, che rientra nell’ambito degli eventi promossi dal Comune di Trieste per celebrare la Giornata Internazionale della Donna e che vede anche la collaborazione dell’Immaginario Scientifico\, propone una galleria di manifesti eclettici\, colorati e provocatori\, realizzati da 150 studentesse e studenti che hanno interpretato “Mind the STEM Gap”\, il Manifesto con cui Fondazione Bracco sostiene l’accesso femminile alle discipline STEM superando gli stereotipi di genere. \n\n\n\nAlcuni giovani autori e autrici hanno focalizzato l’attenzione sui modi di dire e sui luoghi comuni\, che fin dall’infanzia ricorrono e che rischiano di determinare la percezione delle nostre capacità\, orientando le successive scelte scolastiche\, universitarie\, professionali. Altri hanno invece dato risonanza ai modelli di ruolo per sottolineare la positiva influenza che generano\, ritraendo donne\, spesso pioniere\, che hanno conquistato ruoli di primo piano in ambito STEM. In alcuni manifesti infine vengono proposte buone pratiche di comportamento\, ponendo l’accento su evidenze e punti di attenzione che si possono adottare nella vita di tutti i giorni per evitare di avere\, anche inconsapevolmente\, attitudini discriminatorie.
URL:https://triestecultura.it/evento/mind-the-stem-gap-together/
LOCATION:Museo del Mare\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/Mind-the-STEM-Gap.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260313
DTEND;VALUE=DATE:20260504
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260312T142505Z
LAST-MODIFIED:20260402T082220Z
UID:10005997-1773360000-1777852799@triestecultura.it
SUMMARY:SCART - Il lato bello e utile del rifiuto
DESCRIPTION:Dal 13 marzo al 3 maggio 2026\, il Salone degli Incanti di Trieste ospiterà SCART – Il lato bello e utile del rifiuto\, una mostra che celebra l’arte del riuso e la bellezza nascosta nei materiali di scarto. Il progetto SCART è un’iniziativa di Waste Art che rappresenta da quasi trent’anni uno dei percorsi più significativi con cui il Gruppo Hera – una delle maggiori multiutility italiane che opera nei settori ambiente\, energia e idrico – interpreta e comunica il valore dell’economia circolare. Le opere SCART non sono semplici installazioni artistiche: sono strumenti culturali capaci di rendere accessibili temi come la gestione responsabile delle risorse e il ruolo dei comportamenti individuali nella transizione ecologica. L’arte diventa così un veicolo immediato ed efficace per coinvolgere il pubblico\, stimolando una riflessione sul valore intrinseco della materia e sulla necessità di ripensare il modello lineare di consumo. \nLo spazio espositivo all’interno dell’iconico Salone degli Incanti\, affacciato direttamente sul mare nel cuore della città\, diventa teatro ideale di un percorso immersivo tra arte\, moda sostenibile e responsabilità ambientale. Nato nel 1913 come antica Pescheria Centrale\, oggi l’edificio conserva il fascino dell’architettura originaria unito a una vocazione contemporanea per l’arte e gli eventi culturali. \nPromossa e organizzata da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Io Sono Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste\, SCART\, Gruppo Hera\, AcegasApsAmga e Automobili Lamborghini\, l’iniziativa è stata presentata questa mattina in conferenza stampa nel cuore pulsante della mostra stessa che verrà inaugurata questa sera da una sfilata con gli ‘inconsueti’ abiti della linea fashion con una madrina d’eccezione\, la Miss Italia triestina Susanna Huckstep. \nLa mostra Il lato bello e utile del rifiuto\, curata da Maurizio Giani\, si articola in due sezioni principali: \nModa sostenibile – Una collezione di 28 abiti e costumi di scena realizzati interamente con materiali di recupero\, esposti su manichini allestiti ad arte. Ogni capo è un pezzo unico che celebra l’immaginazione e la capacità di trasformare lo scarto in bellezza: dall’abito che nasce dalla sovrapposizione di guanti da lavoro difettosi al mini dress realizzato con i numeri in legno della tombola provenienti da un’azienda che produce giochi da tavolo; dall’abito confezionato con un intreccio di nastri segnaletici per cantieri edili a quello ricavato da camere d’aria di penumatici dismessi\, fino all’abito creato con scarti di produzione di materassi o con il recupero di bottiglie in plastica e imballaggi industriali. A completare la sezione\, 16 fotografie firmate da Andrea Varani\, che ritraggono modelle che indossano le creazioni SCART. \nSuper Robot SCART e Lamborghini – Sei paladini dell’ambiente – sculture alte 450 cm realizzate con materiali di scarto provenienti dalle linee produttive di Automobili Lamborghini –\, accompagnati da una supersportiva Lamborghini. La sezione include anche 12 pannelli con illustrazioni del fumettista Giuseppe Camuncoli che ha curato insieme a Giacomo Gheduzzi il character design dei robot\, mentre la loro realizzazione è il risultato del lavoro congiunto degli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze\, Ravenna e del POLI.design – Politecnico di Milano. \nCompletano il percorso 10 pannelli con immagini degli artisti SCART all’opera\, testimonianza visiva di un processo creativo originale ed unico. \nLa mostra SCART propone un dialogo virtuoso tra industria e arte\, tra sostenibilità e creatività\, dove il rifiuto non è la fine\, ma l’inizio di una nuova storia.
URL:https://triestecultura.it/evento/scart-il-lato-bello-e-utile-del-rifiuto/
LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-12-alle-15.23.32.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260313
DTEND;VALUE=DATE:20260511
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260312T155608Z
LAST-MODIFIED:20260401T090803Z
UID:10005998-1773360000-1778457599@triestecultura.it
SUMMARY:Sormani. L'ordine del tempo
DESCRIPTION:Una pittura lenta\, riflessiva\, sospesa\, in cui ogni segno riconduce a un ordine preciso.\nPaesaggi e spiagge\, treni\, barche\, un tavolo\, una sedia\, una fontana\, un albero\, un mazzo di carte sono immersi in atmosfere silenziose\, avvolti in una luce diffusa e tersa. Una quiete sospesa che infonde calma e serenità. Una metafisica del quotidiano\, come l’hanno definita i critici e storici dell’arte Decio Gioseffi e Sergio Molesi\, che esclude la figura umana\, ma ne esalta le tracce\, i manufatti\, collocandoli in uno spazio ben definito e in un tempo rarefatto. O meglio\, un realismo psicologico ricco di evocazioni simboliche nell’architettura della composizione sempre semplice e sobria.\nA cent’anni dalla nascita\, la mostra rende omaggio a Marino Sormani (Aurisina 1926 – Trieste 1995) con l’esposizione di una cinquantina di opere che raccontano l’evoluzione stilistica del maestro triestino\, sempre molto attento tanto al segno grafico quanto al colore.\nDai taccuini e album fitti di disegni e schizzi\, si passa alle prove a olio dei primi anni Cinquanta\, opere di grande intensità cromatica – tra le quali alcune del suo periodo parigino – fino a giungere alle tavole della maturità in cui schiarisce la tavolozza\, abbandona l’olio per l’antica tecnica della tempera all’uovo e ammanta il soggetto di una luce mattinale che lo ha reso riconoscibile tra tutti. Accanto ai dipinti\, alcune prove di grafica in cui il piacere del segno netto\, nitido\, senza alcun ripensamento ci ricorda quanto fosse importante per Sormani l’ordine\, “quello con la O maiuscola”\, come lui stesso diceva. \n\n«Non ho cominciato a dipingere da bambino\, ma più tardi\, per una scelta precisa. Come avviene quasi sempre\, si comincia per gioco\, poi si fa seriamente. Il fatto è che la mia pittura non esce di getto\, ma richiede una certa ricerca\, una certa lucidità: il lavoro più duro per me è quello di “pensare” il quadro. Il mio fare spiagge deserte è qualcosa di insito in me\, devo e voglio farle. Certe cose piacciono anche senza che lo vogliamo. Dipingere in un certo modo dipende dall’educazione\, dalla cultura\, dalle esperienze\, c’è in questo qualcosa di imponderabile»
URL:https://triestecultura.it/evento/sormani-lordine-del-tempo/
LOCATION:Sala Leonor Fini\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/1000085757.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260316T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260316T170000
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260226T135437Z
LAST-MODIFIED:20260226T135437Z
UID:10005969-1773680400-1773680400@triestecultura.it
SUMMARY:Enea Silvio Piccolomini (Pio II) tra le Alpi e l’Adriatico. Sulle tracce del grande umanista
DESCRIPTION:Lunedì 16 marzo alle ore 17.00\, presso la Biblioteca Civica “Attilio Hortis” di Trieste in via Madonna del Mare 13\, si terrà la presentazione del volume Enea Silvio Piccolomini (Pio II) tra le Alpi e l’Adriatico. Sulle tracce del grande umanista di Anja Božič e Jan Dominik Bogataj (Trieste\, Mladika 2025).\nIl libro approfondisce il rapporto tra Enea Silvio Piccolomini (1405–1464) – figura eminente dell’umanesimo europeo e poi papa con il nome di Pio II – e i territori compresi tra le Alpi e l’Adriatico\, con particolare attenzione alle terre oggi slovene. \nPiccolomini conobbe direttamente quest’area dapprima come segretario imperiale alla corte di Federico III\, poi come vescovo di Trieste (1447-1450) e infine come pontefice. Durante il suo pontificato rientra anche la conferma dell’erezione della diocesi di Lubiana (1464). Attraverso i suoi viaggi e i suoi scritti\, contribuì in modo decisivo a far conoscere queste regioni ai contemporanei\, lasciando una testimonianza preziosa del passaggio dal tardo Medioevo alla prima età moderna. \nIl volume propone un’ampia antologia di testi originali di Piccolomini – presentati in latino e in traduzione italiana annotata – tra cui descrizioni delle terre slovene\, ritratti dei conti di Celje\, lettere scritte da Lubiana e numerose bolle pontificie. Molti dei testi sono inediti e\, per la quasi totalità\, offerti qui per la prima volta in traduzione italiana.
URL:https://triestecultura.it/evento/enea-silvio-piccolomini-pio-ii-tra-le-alpi-e-ladriatico-sulle-tracce-del-grande-umanista/
LOCATION:Biblioteca Civica Attilio Hortis\, via Madonna del Mare 13\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Presentazione libro
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/02/MPP16.03.26_PICCOLOMINI-1.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260316T173000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260316T173000
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260312T153613Z
LAST-MODIFIED:20260312T153613Z
UID:10005999-1773682200-1773682200@triestecultura.it
SUMMARY:Il teatro giapponese a Trieste
DESCRIPTION:Si intitola “Il teatro giapponese a Trieste” la conversazione di Carmen Covito e Giovanna Coen in calendario lunedì 16 marzo 2026\, alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4)\, per il cartellone dei “Lunedì dello Schmidl”\, il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nIl rapporto tra Trieste e il teatro giapponese ha una storia di presenze e di occasioni mancate. Dopo un tentativo fallito di portare a Trieste la famosa compagnia di Kawakami Sadayakko\, il primo incontro del teatro giapponese con la città si ebbe nel 1910 con la visita dell’attrice Hanako. Ma sarà la compagnia di Tsutsui Tokujirō che nel 1931 porterà al teatro Verdi di Trieste le prime rappresentazioni di teatro professionale\, un kabuki in versione adattata e semplificata. A seguire\, nel 1938\, ancora un altro tentativo fallito per un problema organizzativo della compagnia Takarazuka. \nI giornali dell’epoca restituiscono comunque una chiara immagine del progressivo mutamento della percezione con cui la critica e il pubblico hanno accolto il teatro giapponese: da impressioni basate sull’aspetto “esotico”\, a un giudizio attento e interessato\, grazie a una maggiore comprensione del valore artistico delle opere portate in scena. \nScrittrice e traduttrice\, Carmen Covito si occupa di cultura giapponese come studiosa indipendente\, con un focus particolare sul teatro. Tra il 1981 e il 1985 ha partecipato all’organizzazione della tournée in Italia del kabuki di Ichikawa Ennosuke III. In seguito\, ha contribuito ad organizzare eventi e mostre su vari aspetti della tradizione giapponese\, tra cui la calligrafia\, tenendo conferenze e curando cataloghi. Dal 2011 dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro”. Nel 1993 ha vinto il premio Bancarella con il romanzo “La bruttina stagionata”\, tradotto in molte lingue\, portato in teatro da Franca Valeri e trasposto anche in un film. Pubblica in seguito altri romanzi e\, recentemente\, il saggio storico “Sadayakko\, la Duse del Giappone” (CLUEB 2023). \nGiovanna Coen è una ricercatrice indipendente specializzata nella storia e nella cultura tradizionale giapponese\, approfondita attraverso ricerche dirette e numerosi viaggi in Giappone. Organizza cicli di conferenze a Trieste su vari aspetti della cultura nipponica Ha collaborato con importanti Istituzioni\, tra le quali figurano l’Università Statale di Milano e il Museo d’Arte Orientale di Trieste\, e collabora da anni con il Far East Film Festival. Autrice di pièce teatrali e letture sceniche\, ha promosso spettacoli musicali e artistici sia a Gorizia che a Trieste\, contribuendo a diffondere la cultura giapponese in Friuli Venezia-Giulia. \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili. \n 
URL:https://triestecultura.it/evento/il-teatro-giapponese-a-trieste/
LOCATION:Sala Bobi Bazlen\, Via Gioachino Rossini\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Evento
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/CMT-PR_TV_11_9-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260316T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260316T203000
DTSTAMP:20260423T063352
CREATED:20260316T115116Z
LAST-MODIFIED:20260316T115116Z
UID:10006004-1773693000-1773693000@triestecultura.it
SUMMARY:Opera Locos
DESCRIPTION:Con “Opera Locos” – che la compagnia  Yllana propone al Politeama Rossetti solo il 16 marzo – si ride moltissimo e si ride con l’opera lirica! Ma lo si fa attraverso uno sguardo carico d’ amore per questo genere\, le sue iperboli e i suoi vezzi…\nIl Belcanto usato come strumento comico\, presuppone infatti che i protagonisti prima di tutto amino l’Opera lirica\, e la conoscano a fondo.\nÈ il caso dei cinque straordinari protagonisti di “Opera Locos” che sono veri professionisti della lirica che cantano davvero in voce con facilità e leggerezza.\nL’opera lirica\, con i suoi personaggi estremi in tutto\, nelle passioni e nelle tragedie\, è un mondo magico\, dove agiscono figure sempre riconoscibili: il tenore eroico destinato ad una fine tragica\, l’eroina romantica e innamorata dell’amore\, il perfido antagonista\, il damerino… “Opera Locos” di queste figure ha fatto cinque personaggi esilaranti e comicamente sopra le righe a cui è davvero difficile non affezionarsi.\nIl sipario si alza su cinque cantanti lirici che sono convocati per interpretare le più famose arie d’opera: peccato però che i tentativi di mettere insieme una serata memorabile siano boicottati continuamente dal loro ego ingombrante e spesso imbarazzante. Con una serie di colpi di scena che arrivano fin dentro la platea\, coinvolgendo direttamente il pubblico\, lo spettacolo scintilla di divertimento e tecnica vocale.\nArie di opere famose\, mescolate tra di loro con inesauribile fantasia\, vengono usate in improbabili duelli canori e comiche affermazioni della propria identità.\nAll’interno della serata si intrecciano alcune microtrame: uno studente incapace e il suo professore di canto cercano di studiare con poco successo l’Aria di Figaro da Il barbiere di Siviglia ; una svampita soprano cerca di conquistare un tenore\, vecchia gloria del palcoscenico\, ora alcolizzato e depresso perché non più capace di cantare Nessun Dorma dalla Turandot; una seduttrice seriale proclama l’amore libero di Carmen prima di provare a sedurre chiunque s– pubblico compreso – grazie all’Aria di Sansone e Dalila «Mon cœur s’ouvre à ta voix» e I will always love you di Whitney Houston…\nScene e costumi\, che ammiccano al fumetto ed al burlesque\, accompagnano visivamente questa grande e gioiosa sarabanda\, mescolando pezzi davvero impegnativi a brani pop e rock. Non manca il gran finale che aggiusta tutti i torti grazie a uno spettacolo gioioso che trova un modo intelligente e leggero di avvicinare proprio tutti al mondo dell’Opera.\nGli ultimi biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
URL:https://triestecultura.it/evento/opera-locos/
LOCATION:Politeama Rossetti\, viale XX Settembre\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Spettacolo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/GRUPPO-2-IMG_9173-PH-_-PH-Lighuen-Desanto.jpeg
END:VEVENT
END:VCALENDAR