BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Trieste Cultura - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://triestecultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Trieste Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20251030
DTEND;VALUE=DATE:20260706
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20251110T085336Z
LAST-MODIFIED:20260225T093235Z
UID:10005798-1761782400-1783295999@triestecultura.it
SUMMARY:Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco
DESCRIPTION:Questa mostra è un tentativo di uno sguardo d’insieme nell’arte – meglio dire: nelle arti – della Venezia Giulia\, con l’occhio rivolto anche a Fiume e alla Dalmazia dall’inizio del Novecento sino agli anni Trenta del secolo trascorso. Una visione a 360 gradi fra architettura\, scultura\, decorazione\, pittura\, illustrazione\, arti applicate\, artigianato\, “costume”\, cercando il tempo\, l’artista e l’opera e andando ad incontrare sì chi nacque\, visse e creò in quest’area\, ma anche chi trovò fortuna altrove e qui non sarebbe più tornato e per la Venezia Giulia non avrebbe mai\, o quasi\, dato. Ancora: in mostra vediamo anche altre realtà e altri geni\, di altri luoghi\, che produssero per la nostra terra. E un ultimo spunto: la Venezia Giulia vivrà i tempi fra il Liberty e il Déco celando e scoprendo dietro le occhiaie liberty dei palazzi\, oltre quei muri che poi si squadreranno più secchi quando il decoro floreale lascerà spazio alle semplificazioni\, mille sorprese nell’arredo e nell’oggetto che fa bella la casa. Porcellane\, ceramiche\, bronzi\, vasi\, vetri\, pannelli che in trenta/quarant’anni ci mostreranno quanto questa terra sia stata capace di accogliere ed apprezzare il meglio che il mercato poteva offrire. A Trieste\, ma anche a Pola\, a Fiume\, a Gorizia\, non sarà difficile ritrovare oggetti di grandi firme\, il servizio di bicchieri che esce dal disegno di Hoffmann\, il piatto della Wiener Werkstätte\, la donnina in bronzo di Chiparus\, il vaso di Gallé o la ciotola di Lalique. Fino a scoprire che anche in case non ricchissime poteva trovare spazio una ceramica della Lenci\, una testa femminile inventata da Sandro Vacchetti\, una piastrella di Gio Ponti\, un pochoir di Brunelleschi o un bucchero\, se non un bronzo\, di Cambellotti. Anche questa sarà la Venezia Giulia fra Liberty e Déco\, quella che in questa rassegna cercheremo di mostrare.\nLiberty. Alzi gli occhi\, giri per Trieste\, trovi facciate\, strutture\, decorazioni\, portoni e portali. A Fiume la stessa cosa. Architetti\, alcuni grandi\, una manciata grandissimi\, alcuni assai poco noti. Pure l’impronta secessionista\, il colpo di frusta da japonisme o la razionalizzazione di cerchi e linee rette da Wiener Werkstätte\, offrono toni e colpi da maestro. Decoratori\, gli uomini che servono per condire la scena delle scelte dell’architetto\, se non scultori per dare un profumo ancora più forte. Fiori stilizzati\, la rosa di Mackintosh\, ripresa e perpetuata sulle facciate delle case.\nDéco. Nelle cose\, più che nelle case. A volte\, sulle case; sicuramente\, dentro le case.\nScultura. Da Ruggero Rovan sino a Ivan Rendić\, poi Giovanni Marin che liberteggia e\, dopo un attimo\, Attilio Selva. Poi c’è Franco Atschko-Asco\, ci sono i suoi allievi\, si trasfigura: Déco’ Qui il pensiero va verso due scultori giovanissimi\, Marcello Mascherini e Ugo Carà.\nNaturalmente\, pittura e illustrazione poiché sovente il pittore è anche illustratore. E viceversa. Nella Venezia Giulia individuare un pittore che sia squisitamente liberty oppure definibile déco non è cosa facile. Rudolf Kalvach\, viennese/triestino\, cos’è’ Come definire\, dove inserire le xilografie del porto di Trieste’ Ma\, poi\, nella sua esperienza alla Wiener Werkstätte\, quelle cartoline con gli esseri grotteschi\, in colori forti e\, soprattutto\, netti sono Secessione’\nArgio Orell\, con studi monacensi\, allievo di von Stuck\, può essere inserito nella dimensione secessionista\, per un periodo e per parte della sua produzione. Così Vito Timmel\, che fu a Vienna e avrebbe voluto essere\, senza riuscirsi\, allievo di Klimt. E di chiara e squisita ispirazione klimtiana restano alcune sue opere superbe. Poi\, però\, tanto quanto Orell\, in pittura\, si avvicinerà ai canoni novecentisti\, altrimenti i modi di Timmel potranno essere inseriti in una dimensione déco\, anche qui\, però\, per un periodo e per parte della sua produzione. Liberty\, senz’altro\, sarà il poco noto\, eppure formidabile\, allievo di Orell\, Umberto Schiavon\, che ci ha lasciato alcune opere di rara efficacia e di eccelsa capacità decorativa. Egli esemplificherà in maniera suggestiva il passaggio dal Liberty al Déco.\nDéco: il più genuino esempio nostro è Mariella Polli\, in arte Popi. “Figurinista” la Popi\, negli anni Trenta\, interpretò l’Art Déco con uno stile da farsi rivale a Gio Ponti e le sue donnine\, le deliziosamente frivole cocotte\, i profili che nulla hanno da invidiare agli Accornero\, i colori pastello e l’uso dell’argento e della porporina\, ne fecero la perfetta interprete del momento.\nForse tutto questo lo avremmo potuto trovare ovunque. Ma la nostra è stata terra di passaggio\, con un mare grande\, con navi che imbarcavano e sbarcavano\, terra di incontro di gente e di gusti\, di nuovo ed antico. Sì\, fra il nascere del Novecento e gli anni Trenta\, pur con una guerra grande in mezzo e una che sarebbe arrivata a rivoltare il mondo\, l’arte\, anche nelle piccole cose\, l’arte\, anche nel quotidiano\, sarebbe arrivata da ogni dove\, a portare opere grandi e minime\, a mostrare segni. Fra Liberty e Déco. E questi che vedrete sono solo piccoli spunti.
URL:https://triestecultura.it/evento/modernismi-la-venezia-giulia-fra-liberty-e-art-deco/
LOCATION:Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, via torino
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2025/11/contents-images-news-250497_-_irci-modernismi-140x200-jpg-400-320.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260220
DTEND;VALUE=DATE:20260601
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260216T145842Z
LAST-MODIFIED:20260507T105410Z
UID:10005935-1771545600-1780271999@triestecultura.it
SUMMARY:Voci della Guerra Fredda
DESCRIPTION:Al primo piano del Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” venerdì 20 febbraio 2026\, ore 15.30\, verrà inaugurata la mostra “Voci della Guerra Fredda” realizzata da Storigrafica APS in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, che intende ripercorrere l’esperienza di migliaia di giovani che prestarono servizio di leva nel Friuli Venezia Giulia nel periodo della Guerra Fredda\, illustrando le memorie della “naja” e della vita in caserma basate su testimonianze orali di imprescindibile importanza. \nL’esposizione darà spazio alla dimensione umana del servizio militare in un percorso che intende offrire al pubblico un’esperienza immersiva e interattiva\, volta a coniugare rigore storico\, tecnologia e coinvolgimento fisico: il percorso espositivo\, infatti\, sarà composto da otto totem dotati di QR Code di approfondimento\, da un allestimento ”touch and try” per cui sarà proposta l’esperienza tangibile di una camerata di soldati\, da un documentario finale riepilogativo del progetto complessivo e della mostra stessa. \nLa mostra costituisce la sintesi del progetto di ricerca di storia orale che ha generato il portale vociguerrafredda.it. Al centro della mostra non ci sono solo le strategie militari\, ma soprattutto le vite\, i ricordi e la quotidianità di chi ha vissuto per mesi o anni all’interno delle caserme e delle fortificazioni del Friuli Venezia Giulia\, regione che per quasi cinquant’anni ha rappresentato il fulcro della difesa nazionale. \nIl progetto\, realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Storigrafica con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di CiviBank – Gruppo Sparkasse\, attinge a un vasto archivio di interviste e memorie. La mostra esplora il legame profondo tra i reparti militari e il tessuto sociale locale\, raccontando un’epoca in cui la presenza di soldati e ufficiali ha plasmato l’economia e il paesaggio di intere comunità. \nAll’inaugurazione di venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 15.30\, i curatori Massimo Sgambati e Lorenzo Ielen condurranno i presenti in un percorso che alterna documenti storici e racconti in prima persona\, illustrando come la ricerca orale sia riuscita a recuperare frammenti di storia che rischiavano di andare perduti con la chiusura delle grandi caserme regionali. \nLa mostra sarà visitabile dal 21 febbraio al 12 aprile 2026\, dal mercoledì alla domenica\, ore 10.00-17.00\, con ingresso incluso nel biglietto del Museo di via Cumano\, 22. Ingresso provvisorio da via dei Tominz\, 4.  \nPossibili variazioni d’orario saranno segnalate sui canali di comunicazione del Museo.
URL:https://triestecultura.it/evento/voci-della-guerra-fredda/
LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-16-alle-15.49.38.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260313
DTEND;VALUE=DATE:20260511
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260312T155608Z
LAST-MODIFIED:20260401T090803Z
UID:10005998-1773360000-1778457599@triestecultura.it
SUMMARY:Sormani. L'ordine del tempo
DESCRIPTION:Una pittura lenta\, riflessiva\, sospesa\, in cui ogni segno riconduce a un ordine preciso.\nPaesaggi e spiagge\, treni\, barche\, un tavolo\, una sedia\, una fontana\, un albero\, un mazzo di carte sono immersi in atmosfere silenziose\, avvolti in una luce diffusa e tersa. Una quiete sospesa che infonde calma e serenità. Una metafisica del quotidiano\, come l’hanno definita i critici e storici dell’arte Decio Gioseffi e Sergio Molesi\, che esclude la figura umana\, ma ne esalta le tracce\, i manufatti\, collocandoli in uno spazio ben definito e in un tempo rarefatto. O meglio\, un realismo psicologico ricco di evocazioni simboliche nell’architettura della composizione sempre semplice e sobria.\nA cent’anni dalla nascita\, la mostra rende omaggio a Marino Sormani (Aurisina 1926 – Trieste 1995) con l’esposizione di una cinquantina di opere che raccontano l’evoluzione stilistica del maestro triestino\, sempre molto attento tanto al segno grafico quanto al colore.\nDai taccuini e album fitti di disegni e schizzi\, si passa alle prove a olio dei primi anni Cinquanta\, opere di grande intensità cromatica – tra le quali alcune del suo periodo parigino – fino a giungere alle tavole della maturità in cui schiarisce la tavolozza\, abbandona l’olio per l’antica tecnica della tempera all’uovo e ammanta il soggetto di una luce mattinale che lo ha reso riconoscibile tra tutti. Accanto ai dipinti\, alcune prove di grafica in cui il piacere del segno netto\, nitido\, senza alcun ripensamento ci ricorda quanto fosse importante per Sormani l’ordine\, “quello con la O maiuscola”\, come lui stesso diceva. \n\n«Non ho cominciato a dipingere da bambino\, ma più tardi\, per una scelta precisa. Come avviene quasi sempre\, si comincia per gioco\, poi si fa seriamente. Il fatto è che la mia pittura non esce di getto\, ma richiede una certa ricerca\, una certa lucidità: il lavoro più duro per me è quello di “pensare” il quadro. Il mio fare spiagge deserte è qualcosa di insito in me\, devo e voglio farle. Certe cose piacciono anche senza che lo vogliamo. Dipingere in un certo modo dipende dall’educazione\, dalla cultura\, dalle esperienze\, c’è in questo qualcosa di imponderabile»
URL:https://triestecultura.it/evento/sormani-lordine-del-tempo/
LOCATION:Sala Leonor Fini\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/03/1000085757.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260402
DTEND;VALUE=DATE:20261102
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260507T092736Z
LAST-MODIFIED:20260507T092736Z
UID:10006231-1775088000-1793577599@triestecultura.it
SUMMARY:Una sfinge l'attrae. Massimiliano D’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
DESCRIPTION:Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 le Scuderie del Castello di Miramare ospitano una grande mostra dedicata alla passione per l’Antico Egitto dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. In esposizione oltre cento reperti che raccontano la nascita e la storia della sua collezione di antichità egizie\, tra sogno personale e visione moderna del museo come patrimonio a beneficio della collettività. \nGrazie alla prestigiosa collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna\, una parte significativa della raccolta\, trasferita a Vienna nel XIX secolo\, torna eccezionalmente a Trieste\, con un allestimento altamente scenografico ed evocativo. Il percorso espositivo include anche importanti prestiti del Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann e approfondisce il contesto culturale dell’Ottocento triestino\, quando il fascino per l’Antico Egitto animava viaggi\, commerci e collezionismo. \nLa mostra ricostruisce le tappe della collezione di Massimiliano: dagli acquisti iniziali alle missioni diplomatiche\, dal progetto (mai realizzato) di un museo a Miramare al viaggio avventuroso dei reperti tra Trieste\, Messico e Vienna. \nUn percorso narrativo che ripercorre anche la storia del collezionismo e dell’approccio allo studio delle antichità: da oggetti di prestigio destinati all’uso e al godimento personale\, a beni culturali riconosciuti come patrimonio condiviso\, finalizzati alla conoscenza\, alla tutela e alla fruizione collettiva.
URL:https://triestecultura.it/evento/una-sfinge-lattrae-massimiliano-dasburgo-e-le-collezioni-egizie-tra-trieste-e-vienna/
LOCATION:Castello di Miramare\, Parco di Miramare\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/05/1600x900px-senzatesti.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260414
DTEND;VALUE=DATE:20260601
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260409T122930Z
LAST-MODIFIED:20260409T122930Z
UID:10006071-1776124800-1780271999@triestecultura.it
SUMMARY:Mario Magajna e la Trieste del Cinema
DESCRIPTION:L’Associazione Casa del Cinema di Trieste\, in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival\, presenta “Mario Magajna e la Trieste del Cinema”\, una mostra fotografica che inaugura martedì 14 aprile alle ore 18.00 nell’atrio di Casa del Cinema\, in piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste. La mostra\, ad ingresso libero\, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 fino al 31 maggio.\n\nNell’immenso archivio di Mario Magajna (1916–2007)\, storico fotoreporter del «Primorski dnevnik»\, quotidiano degli sloveni in Italia\, si conserva anche un nucleo di circa cento fotografie dedicate al cinema “fatto” a Trieste. I ritratti di Claudia Cardinale\, Silvana Mangano\, Rosanna Schiaffino\, ma anche di Liana Orfei e Maria Schell\, raccontano il talento del fotografo e il fascino delle dive del cinema di passaggio a Trieste.\n\nLa mostra ripercorre i set realizzati in città e nei dintorni tra il 1957 e i primi anni Ottanta\, oltre a vere e proprie “sequenze” fotografiche\, come quelle scattate durante le riprese di Vlak bez voznog reda di Veljko Bulajić (1959) o Senilità di Mauro Bolognini (1962). Tra immagini di documentazione e scatti di backstage di film celebri e di pellicole oggi dimenticate\, prende forma un vero racconto per immagini\, accompagnato da stralci della stampa dell’epoca («Primorski dnevnik» e «Il Piccolo»).\n\nLa serata inaugurale del 14 aprile prende avvio alle ore 18.00 con l’apertura della mostra nell’atrio di Casa del Cinema\, a cui seguirà un aperitivo offerto al bar del Teatro Miela. La serata prosegue poi con due proiezioni ad ingresso libero di film i cui set furono seguiti da Mario Magajna: alle 18.30 sarà presentato Ernesto (1979) di Salvatore Samperi\, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Saba\, con Martin Halm e Michele Placido — un film intimo e coraggioso che restituisce sullo schermo la Trieste di inizio Novecento filtrata dalla sensibilità di uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Alle 20.30 sarà la volta di Senilità (1962) di Mauro Bolognini\, liberamente ispirato al capolavoro di Italo Svevo\, con Anthony Franciosa\, Claudia Cardinale\, Betsy Blair e Philippe Leroy: un’opera che traduce con eleganza e malinconia il mondo borghese e tormentato di Emilio Brentani\, figura emblematica della letteratura triestina. Due titoli raramente visibili al cinema per riscoprire sul grande schermo il rapporto tra la grande letteratura triestina e il cinema italiano.\n\nLa mostra è accompagnata da due appuntamenti aperti al pubblico. Venerdì 17 aprile alle ore 17.00 è in programma una passeggiata cinematografica con Elisa Grando\, un percorso alla scoperta dei luoghi triestini legati al cinema. Venerdì 8 maggio alle ore 18.00 Massimiliano Schiozzi condurrà invece una visita guidata all’interno della mostra. Entrambi gli eventi sono a ingresso gratuito\, ma richiedono la prenotazione all’indirizzo segreteria@casadelcinematrieste.it.\n\nMario Magajna\, nato a Santa Croce\, si trasferì a Trieste già da bambino\, dove frequentò la scuola media inferiore. A 14 anni prese in prestito dalla vicina una macchina fotografica e iniziò così a scoprire i segreti della fotografia. Terminata la scuola\, trovò impiego in un negozio di materiale fotografico a Trieste e con i primi guadagni si comprò una macchina fotografica di migliore qualità. Durante la guerra approfondì le sue conoscenze nel campo presso l’ospedale principale di Trieste\, dove sviluppava lastre radiografiche e fotografava interventi chirurgici.\n\nNel 1945 fotografò l’arrivo dell’esercito jugoslavo a Trieste. Nello stesso anno iniziò la collaborazione con il «Primorski dnevnik»\, che proseguì anche dopo il pensionamento fino al 1993. Il Fondo Primorski dnevnik\, che raccoglie le fotografie di Mario Magajna\, è conservato presso la Sezione di storia della Biblioteca Nazionale e degli Studi di Trieste e conta circa 300.000 scatti. Con il suo lavoro ha creato una testimonianza documentata dei cambiamenti storici e culturali del nostro territorio e della vita degli sloveni in Italia dal dopoguerra fino alla metà degli anni ’90 del secolo scorso. Fu un uomo di dialogo nel turbolento panorama politico ed etnico locale\, elemento di collegamento tra le diverse correnti ideologiche della comunità e tra la popolazione slovena e quella italiana.\n\nMagajna si dedicò alla fotografia d’informazione\, ma sapeva cogliere con il suo obiettivo anche la natura in tutte le stagioni e l’espressività dell’uomo nei diversi momenti della vita. Ritrasse il mondo urbano e rurale\, documentò eventi sportivi e culturali\, oltre a immortalare personalità di rilievo provenienti dagli ambienti politici\, culturali e cinematografici. La sua fotografia è stata presentata in pubblicazioni monografiche e antologiche e in mostre a Trieste\, a Lubiana\, in Austria e in Australia. Per il suo lavoro\, Magajna ha ricevuto numerosi premi.\n\nLa mostra\, ideata da Massimiliano Schiozzi e Cristina Sain\, è a cura di Casa del Cinema di Trieste e di Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival\, in collaborazione con Cizerouno e Narodna in študijska knjižnica – Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi ETS\, che conserva l’archivio Magajna. La mostra è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed è una nuova presentazione della mostra Sirene immaginarie. Dive e cinema nelle foto di Mario Magajna\, ideata da Massimiliano Schiozzi e curata assieme a Cristina Sain per il 28° Trieste Film Festival.
URL:https://triestecultura.it/evento/mario-magajna-e-la-trieste-del-cinema/
LOCATION:Casa del Cinema di Trieste\, Piazza Duca degli Abruzzi\, 3\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/04/260330_acdc_magajna_01_insta_1080x1350px_01.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260507
DTEND;VALUE=DATE:20260512
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260507T072732Z
LAST-MODIFIED:20260507T072900Z
UID:10006218-1778112000-1778543999@triestecultura.it
SUMMARY:Un anno di scuola
DESCRIPTION:Da giovedì 7 maggio in programmazione all’Ariston Un anno di scuola\, la rilettura del classico di Giani Stuparich ambientato dalla regista Laura Samani in una Trieste degli ultimi anni 2000. \nSettembre 2007\, Trieste. Fred\, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa\, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova ad essere l’unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l’attenzione di tutti\, in particolare quella di tre amici: Antero\, affascinante e riservato; Pasini\, seduttore istrionico; Mitis\, bonaccione protettivo. I tre si appartengono da quando hanno memoria. L’arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità\, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé\, Fred vuole essere ammessa nel gruppo\, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.
URL:https://triestecultura.it/evento/un-anno-di-scuola-4/
LOCATION:Cinema Ariston\, Viale Romolo Gessi
CATEGORIES:Proiezione
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260509T150000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260509T150000
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260506T071630Z
LAST-MODIFIED:20260506T071630Z
UID:10006217-1778338800-1778338800@triestecultura.it
SUMMARY:La natura in città. Storia di un parco pubblico
DESCRIPTION:Il Giardino Pubblico Muzio de Tommasini\, realizzato a partire dal 1854 per volontà del podestà omonimo\, nasce come spazio verde cittadino destinato all’incontro e allo svago\, in linea con le tendenze urbanistiche dell’epoca. Progettato come giardino romantico all’inglese\, presenta percorsi curvilinei\, stagni e un padiglione storico destinato a caffetteria e attività culturali. Fin dall’origine ospita numerose specie esotiche provenienti da tutti i continenti\, testimonianza degli scambi botanici ottocenteschi. Oggi il giardino conserva circa 320 alberi provenienti dai 5 continenti\, tra cui 16 esemplari riconosciuti come alberi monumentali d’Italia per dimensioni o rarità botanica. \nTra questi spiccano due ippocastani e una vallonea (l’unica in Friuli Venezia Giulia)\, specie a rischio di estinzione nell’areale di origine\, e numerosi platani. Passeggiando attraverso il giardino ne conosceremo la storia e le principali curiosità botaniche. \nLa partecipazione all’evento è gratuita previa iscrizione all’attività tramite la compilazione del modulo\, scaricabile dalla pagina web del museo. Da consegnare in CARTACEO. Il modulo verrà ritirato al momento del ritrovo. La compilazione può avvenire anche sul posto
URL:https://triestecultura.it/evento/la-natura-in-citta-storia-di-un-parco-pubblico/
LOCATION:Giardino Pubblico Muzio de Tommasini\, via Giulia 2\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Conferenza,Visita guidata
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/05/immagine-e1778051766669.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260509T150000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260509T163000
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260408T112706Z
LAST-MODIFIED:20260408T112934Z
UID:10006068-1778338800-1778344200@triestecultura.it
SUMMARY:TÊTE-À-TÊTE – Visite-gioco per famiglie al Museo Sartorio
DESCRIPTION:Il Comune di Trieste\, in collaborazione con CoopCulture\, propone un nuovo ciclo di visite dedicate alle famiglie presso il Museo Sartorio: tre appuntamenti pensati per coinvolgere grandi e piccoli in un’esperienza culturale divertente e interattiva. \nLe visite si terranno nelle seguenti date: \n\n11 aprile\n9 maggio\n23 maggio\n\nTutti gli incontri inizieranno alle ore 15.00 e avranno una durata di 90 minuti. \nLa visita-gioco\, intitolata “Tête-à-tête”\, invita le famiglie a fare un viaggio nel tempo all’interno della storica dimora della famiglia Sartorio. Sapevate che la coppia di tazzine con piattino si chiama proprio “tête-à-tête”? Partendo da questa curiosità\, il percorso guiderà i partecipanti tra le stanze del museo attraverso quiz\, indizi e attività interattive. \nUn’occasione speciale per scoprire il museo in modo coinvolgente\, trasformando la visita in un gioco pensato per tutta la famiglia. \nIl costo è di 8 euro a partecipante. \nPer informazioni e prenotazioni: \nTête-à-tête | CoopCulture \nTel: 040 9892032 (lun-ven 9-18\, sab 9-13) \nMail: museicivici.trieste@coopculture.it
URL:https://triestecultura.it/evento/tete-a-tete-visite-gioco-per-famiglie-al-museo-sartorio/2026-05-09/
LOCATION:Museo Sartorio\, Largo Papa Giovanni XXIII\, 1\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Attività per bambini,Visita guidata
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/04/bozza-tete-a-tete_sartorio.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260509T203000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260509T203000
DTSTAMP:20260507T163108
CREATED:20260430T163824Z
LAST-MODIFIED:20260430T163824Z
UID:10006195-1778358600-1778358600@triestecultura.it
SUMMARY:SKRAT
DESCRIPTION:Se alla fine dello scorso millennio i Puffi la facevano da padroni\, preparatevi perché oggi i nuovi protagonisti sono gli SKRAT! Come? Non sapete chi sono?? Non sapete cosa fanno? Non sapete dove vivono? Non sapete nemmeno come comunicare con loro? Ed allora non potete perdervi l’occasione di scoprire il loro mondo magico! I fioi de L’Armonia vi guideranno tra grotte\, regni fantastici e storie senza tempo per farveli conoscere.. SKRAT! SKRAT! SKRAT!\nCon Anya Baldas\, Caterina Biagi\, Simone Bonivento\, Linda Civile\, Melissa Coccolo\, Alice Martini e Alberto Petronio.\nCompagnia de L’Armonia Aps / “W i fioi” in “SKRAT“ spettacolo in dialetto triestino di Silvia Grezzi\, adattamento di Stefano Volo. Regia di Alessandra Privileggi e Elena Colombetta. Scenografie: Roberto Pignataro. Costumi: Giulia Zuccheri.\nLo spettacolo è il risultato del corso/laboratorio W I FIOI de L’Armonia per avvicinare i giovani al teatro amatoriale e al dialetto triestino. Si ringrazia l’Università delle Liberetà AUSER.
URL:https://triestecultura.it/evento/skrat/
LOCATION:Sala Lelio Luttazzi\, Magazzino 26 - Porto Vecchio\, Trieste\, TS\, 34135\, Italy
CATEGORIES:Spettacolo
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/2026/04/SKRAT.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR