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SUMMARY:Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco
DESCRIPTION:Questa mostra è un tentativo di uno sguardo d’insieme nell’arte – meglio dire: nelle arti – della Venezia Giulia\, con l’occhio rivolto anche a Fiume e alla Dalmazia dall’inizio del Novecento sino agli anni Trenta del secolo trascorso. Una visione a 360 gradi fra architettura\, scultura\, decorazione\, pittura\, illustrazione\, arti applicate\, artigianato\, “costume”\, cercando il tempo\, l’artista e l’opera e andando ad incontrare sì chi nacque\, visse e creò in quest’area\, ma anche chi trovò fortuna altrove e qui non sarebbe più tornato e per la Venezia Giulia non avrebbe mai\, o quasi\, dato. Ancora: in mostra vediamo anche altre realtà e altri geni\, di altri luoghi\, che produssero per la nostra terra. E un ultimo spunto: la Venezia Giulia vivrà i tempi fra il Liberty e il Déco celando e scoprendo dietro le occhiaie liberty dei palazzi\, oltre quei muri che poi si squadreranno più secchi quando il decoro floreale lascerà spazio alle semplificazioni\, mille sorprese nell’arredo e nell’oggetto che fa bella la casa. Porcellane\, ceramiche\, bronzi\, vasi\, vetri\, pannelli che in trenta/quarant’anni ci mostreranno quanto questa terra sia stata capace di accogliere ed apprezzare il meglio che il mercato poteva offrire. A Trieste\, ma anche a Pola\, a Fiume\, a Gorizia\, non sarà difficile ritrovare oggetti di grandi firme\, il servizio di bicchieri che esce dal disegno di Hoffmann\, il piatto della Wiener Werkstätte\, la donnina in bronzo di Chiparus\, il vaso di Gallé o la ciotola di Lalique. Fino a scoprire che anche in case non ricchissime poteva trovare spazio una ceramica della Lenci\, una testa femminile inventata da Sandro Vacchetti\, una piastrella di Gio Ponti\, un pochoir di Brunelleschi o un bucchero\, se non un bronzo\, di Cambellotti. Anche questa sarà la Venezia Giulia fra Liberty e Déco\, quella che in questa rassegna cercheremo di mostrare.\nLiberty. Alzi gli occhi\, giri per Trieste\, trovi facciate\, strutture\, decorazioni\, portoni e portali. A Fiume la stessa cosa. Architetti\, alcuni grandi\, una manciata grandissimi\, alcuni assai poco noti. Pure l’impronta secessionista\, il colpo di frusta da japonisme o la razionalizzazione di cerchi e linee rette da Wiener Werkstätte\, offrono toni e colpi da maestro. Decoratori\, gli uomini che servono per condire la scena delle scelte dell’architetto\, se non scultori per dare un profumo ancora più forte. Fiori stilizzati\, la rosa di Mackintosh\, ripresa e perpetuata sulle facciate delle case.\nDéco. Nelle cose\, più che nelle case. A volte\, sulle case; sicuramente\, dentro le case.\nScultura. Da Ruggero Rovan sino a Ivan Rendić\, poi Giovanni Marin che liberteggia e\, dopo un attimo\, Attilio Selva. Poi c’è Franco Atschko-Asco\, ci sono i suoi allievi\, si trasfigura: Déco’ Qui il pensiero va verso due scultori giovanissimi\, Marcello Mascherini e Ugo Carà.\nNaturalmente\, pittura e illustrazione poiché sovente il pittore è anche illustratore. E viceversa. Nella Venezia Giulia individuare un pittore che sia squisitamente liberty oppure definibile déco non è cosa facile. Rudolf Kalvach\, viennese/triestino\, cos’è’ Come definire\, dove inserire le xilografie del porto di Trieste’ Ma\, poi\, nella sua esperienza alla Wiener Werkstätte\, quelle cartoline con gli esseri grotteschi\, in colori forti e\, soprattutto\, netti sono Secessione’\nArgio Orell\, con studi monacensi\, allievo di von Stuck\, può essere inserito nella dimensione secessionista\, per un periodo e per parte della sua produzione. Così Vito Timmel\, che fu a Vienna e avrebbe voluto essere\, senza riuscirsi\, allievo di Klimt. E di chiara e squisita ispirazione klimtiana restano alcune sue opere superbe. Poi\, però\, tanto quanto Orell\, in pittura\, si avvicinerà ai canoni novecentisti\, altrimenti i modi di Timmel potranno essere inseriti in una dimensione déco\, anche qui\, però\, per un periodo e per parte della sua produzione. Liberty\, senz’altro\, sarà il poco noto\, eppure formidabile\, allievo di Orell\, Umberto Schiavon\, che ci ha lasciato alcune opere di rara efficacia e di eccelsa capacità decorativa. Egli esemplificherà in maniera suggestiva il passaggio dal Liberty al Déco.\nDéco: il più genuino esempio nostro è Mariella Polli\, in arte Popi. “Figurinista” la Popi\, negli anni Trenta\, interpretò l’Art Déco con uno stile da farsi rivale a Gio Ponti e le sue donnine\, le deliziosamente frivole cocotte\, i profili che nulla hanno da invidiare agli Accornero\, i colori pastello e l’uso dell’argento e della porporina\, ne fecero la perfetta interprete del momento.\nForse tutto questo lo avremmo potuto trovare ovunque. Ma la nostra è stata terra di passaggio\, con un mare grande\, con navi che imbarcavano e sbarcavano\, terra di incontro di gente e di gusti\, di nuovo ed antico. Sì\, fra il nascere del Novecento e gli anni Trenta\, pur con una guerra grande in mezzo e una che sarebbe arrivata a rivoltare il mondo\, l’arte\, anche nelle piccole cose\, l’arte\, anche nel quotidiano\, sarebbe arrivata da ogni dove\, a portare opere grandi e minime\, a mostrare segni. Fra Liberty e Déco. E questi che vedrete sono solo piccoli spunti.
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LOCATION:Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, via torino
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SUMMARY:Voci della Guerra Fredda
DESCRIPTION:Al primo piano del Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” venerdì 20 febbraio 2026\, ore 15.30\, verrà inaugurata la mostra “Voci della Guerra Fredda” realizzata da Storigrafica APS in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, che intende ripercorrere l’esperienza di migliaia di giovani che prestarono servizio di leva nel Friuli Venezia Giulia nel periodo della Guerra Fredda\, illustrando le memorie della “naja” e della vita in caserma basate su testimonianze orali di imprescindibile importanza. \nL’esposizione darà spazio alla dimensione umana del servizio militare in un percorso che intende offrire al pubblico un’esperienza immersiva e interattiva\, volta a coniugare rigore storico\, tecnologia e coinvolgimento fisico: il percorso espositivo\, infatti\, sarà composto da otto totem dotati di QR Code di approfondimento\, da un allestimento ”touch and try” per cui sarà proposta l’esperienza tangibile di una camerata di soldati\, da un documentario finale riepilogativo del progetto complessivo e della mostra stessa. \nLa mostra costituisce la sintesi del progetto di ricerca di storia orale che ha generato il portale vociguerrafredda.it. Al centro della mostra non ci sono solo le strategie militari\, ma soprattutto le vite\, i ricordi e la quotidianità di chi ha vissuto per mesi o anni all’interno delle caserme e delle fortificazioni del Friuli Venezia Giulia\, regione che per quasi cinquant’anni ha rappresentato il fulcro della difesa nazionale. \nIl progetto\, realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Storigrafica con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di CiviBank – Gruppo Sparkasse\, attinge a un vasto archivio di interviste e memorie. La mostra esplora il legame profondo tra i reparti militari e il tessuto sociale locale\, raccontando un’epoca in cui la presenza di soldati e ufficiali ha plasmato l’economia e il paesaggio di intere comunità. \nAll’inaugurazione di venerdì 20 febbraio 2026 alle ore 15.30\, i curatori Massimo Sgambati e Lorenzo Ielen condurranno i presenti in un percorso che alterna documenti storici e racconti in prima persona\, illustrando come la ricerca orale sia riuscita a recuperare frammenti di storia che rischiavano di andare perduti con la chiusura delle grandi caserme regionali. \nLa mostra sarà visitabile dal 21 febbraio al 12 aprile 2026\, dal mercoledì alla domenica\, ore 10.00-17.00\, con ingresso incluso nel biglietto del Museo di via Cumano\, 22. Ingresso provvisorio da via dei Tominz\, 4.  \nPossibili variazioni d’orario saranno segnalate sui canali di comunicazione del Museo.
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LOCATION:Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez\, Via Cumano\, 22\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Una sfinge l'attrae. Massimiliano D’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
DESCRIPTION:Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 le Scuderie del Castello di Miramare ospitano una grande mostra dedicata alla passione per l’Antico Egitto dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. In esposizione oltre cento reperti che raccontano la nascita e la storia della sua collezione di antichità egizie\, tra sogno personale e visione moderna del museo come patrimonio a beneficio della collettività. \nGrazie alla prestigiosa collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna\, una parte significativa della raccolta\, trasferita a Vienna nel XIX secolo\, torna eccezionalmente a Trieste\, con un allestimento altamente scenografico ed evocativo. Il percorso espositivo include anche importanti prestiti del Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann e approfondisce il contesto culturale dell’Ottocento triestino\, quando il fascino per l’Antico Egitto animava viaggi\, commerci e collezionismo. \nLa mostra ricostruisce le tappe della collezione di Massimiliano: dagli acquisti iniziali alle missioni diplomatiche\, dal progetto (mai realizzato) di un museo a Miramare al viaggio avventuroso dei reperti tra Trieste\, Messico e Vienna. \nUn percorso narrativo che ripercorre anche la storia del collezionismo e dell’approccio allo studio delle antichità: da oggetti di prestigio destinati all’uso e al godimento personale\, a beni culturali riconosciuti come patrimonio condiviso\, finalizzati alla conoscenza\, alla tutela e alla fruizione collettiva.
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SUMMARY:Mario Magajna e la Trieste del Cinema
DESCRIPTION:L’Associazione Casa del Cinema di Trieste\, in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival\, presenta “Mario Magajna e la Trieste del Cinema”\, una mostra fotografica che inaugura martedì 14 aprile alle ore 18.00 nell’atrio di Casa del Cinema\, in piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste. La mostra\, ad ingresso libero\, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 fino al 31 maggio.\n\nNell’immenso archivio di Mario Magajna (1916–2007)\, storico fotoreporter del «Primorski dnevnik»\, quotidiano degli sloveni in Italia\, si conserva anche un nucleo di circa cento fotografie dedicate al cinema “fatto” a Trieste. I ritratti di Claudia Cardinale\, Silvana Mangano\, Rosanna Schiaffino\, ma anche di Liana Orfei e Maria Schell\, raccontano il talento del fotografo e il fascino delle dive del cinema di passaggio a Trieste.\n\nLa mostra ripercorre i set realizzati in città e nei dintorni tra il 1957 e i primi anni Ottanta\, oltre a vere e proprie “sequenze” fotografiche\, come quelle scattate durante le riprese di Vlak bez voznog reda di Veljko Bulajić (1959) o Senilità di Mauro Bolognini (1962). Tra immagini di documentazione e scatti di backstage di film celebri e di pellicole oggi dimenticate\, prende forma un vero racconto per immagini\, accompagnato da stralci della stampa dell’epoca («Primorski dnevnik» e «Il Piccolo»).\n\nLa serata inaugurale del 14 aprile prende avvio alle ore 18.00 con l’apertura della mostra nell’atrio di Casa del Cinema\, a cui seguirà un aperitivo offerto al bar del Teatro Miela. La serata prosegue poi con due proiezioni ad ingresso libero di film i cui set furono seguiti da Mario Magajna: alle 18.30 sarà presentato Ernesto (1979) di Salvatore Samperi\, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Saba\, con Martin Halm e Michele Placido — un film intimo e coraggioso che restituisce sullo schermo la Trieste di inizio Novecento filtrata dalla sensibilità di uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Alle 20.30 sarà la volta di Senilità (1962) di Mauro Bolognini\, liberamente ispirato al capolavoro di Italo Svevo\, con Anthony Franciosa\, Claudia Cardinale\, Betsy Blair e Philippe Leroy: un’opera che traduce con eleganza e malinconia il mondo borghese e tormentato di Emilio Brentani\, figura emblematica della letteratura triestina. Due titoli raramente visibili al cinema per riscoprire sul grande schermo il rapporto tra la grande letteratura triestina e il cinema italiano.\n\nLa mostra è accompagnata da due appuntamenti aperti al pubblico. Venerdì 17 aprile alle ore 17.00 è in programma una passeggiata cinematografica con Elisa Grando\, un percorso alla scoperta dei luoghi triestini legati al cinema. Venerdì 8 maggio alle ore 18.00 Massimiliano Schiozzi condurrà invece una visita guidata all’interno della mostra. Entrambi gli eventi sono a ingresso gratuito\, ma richiedono la prenotazione all’indirizzo segreteria@casadelcinematrieste.it.\n\nMario Magajna\, nato a Santa Croce\, si trasferì a Trieste già da bambino\, dove frequentò la scuola media inferiore. A 14 anni prese in prestito dalla vicina una macchina fotografica e iniziò così a scoprire i segreti della fotografia. Terminata la scuola\, trovò impiego in un negozio di materiale fotografico a Trieste e con i primi guadagni si comprò una macchina fotografica di migliore qualità. Durante la guerra approfondì le sue conoscenze nel campo presso l’ospedale principale di Trieste\, dove sviluppava lastre radiografiche e fotografava interventi chirurgici.\n\nNel 1945 fotografò l’arrivo dell’esercito jugoslavo a Trieste. Nello stesso anno iniziò la collaborazione con il «Primorski dnevnik»\, che proseguì anche dopo il pensionamento fino al 1993. Il Fondo Primorski dnevnik\, che raccoglie le fotografie di Mario Magajna\, è conservato presso la Sezione di storia della Biblioteca Nazionale e degli Studi di Trieste e conta circa 300.000 scatti. Con il suo lavoro ha creato una testimonianza documentata dei cambiamenti storici e culturali del nostro territorio e della vita degli sloveni in Italia dal dopoguerra fino alla metà degli anni ’90 del secolo scorso. Fu un uomo di dialogo nel turbolento panorama politico ed etnico locale\, elemento di collegamento tra le diverse correnti ideologiche della comunità e tra la popolazione slovena e quella italiana.\n\nMagajna si dedicò alla fotografia d’informazione\, ma sapeva cogliere con il suo obiettivo anche la natura in tutte le stagioni e l’espressività dell’uomo nei diversi momenti della vita. Ritrasse il mondo urbano e rurale\, documentò eventi sportivi e culturali\, oltre a immortalare personalità di rilievo provenienti dagli ambienti politici\, culturali e cinematografici. La sua fotografia è stata presentata in pubblicazioni monografiche e antologiche e in mostre a Trieste\, a Lubiana\, in Austria e in Australia. Per il suo lavoro\, Magajna ha ricevuto numerosi premi.\n\nLa mostra\, ideata da Massimiliano Schiozzi e Cristina Sain\, è a cura di Casa del Cinema di Trieste e di Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival\, in collaborazione con Cizerouno e Narodna in študijska knjižnica – Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi ETS\, che conserva l’archivio Magajna. La mostra è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed è una nuova presentazione della mostra Sirene immaginarie. Dive e cinema nelle foto di Mario Magajna\, ideata da Massimiliano Schiozzi e curata assieme a Cristina Sain per il 28° Trieste Film Festival.
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LOCATION:Casa del Cinema di Trieste\, Piazza Duca degli Abruzzi\, 3\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La Contrada: 50 anni e oltre
DESCRIPTION:Il 22 aprile 2026 il Teatro La Contrada taglierà il traguardo dei suoi primi cinquant’anni di storia. I festeggiamenti\, che si protrarranno fino a settembre\, non rappresentano solo l’omaggio a un’istituzione culturale amatissima dai cittadini\, ma diventano l’occasione per celebrare a settembre il compleanno della sua fondatrice e anima instancabile\, Ariella Reggio\, per commemorare il ventennale della scomparsa di Orazio Bobbio\, motore della nascita del teatro e i vent’anni di responsabile da parte di Livia Amabilino che ne ha preso il testimone. \nAd aprire ufficialmente le celebrazioni sarà l’inaugurazione della mostra “La Contrada: 50 anni e oltre”\, mercoledì 22 aprile alle ore 18 presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. \nLontana dall’essere una semplice rassegna commemorativa\, l’esposizione – curata da Mario Bobbio e Andrea Stanisci – si configura come un percorso vivo. L’iniziativa\, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste\, Assessorato Politiche della Cultura e del Turismo e sotto la supervisione di Stefano Bianchi\, sarà visitabile\, ad ingresso gratuito\, fino a settembre presso il Palazzo Gopcevich (giorni e orari: da mercoledì a domenica; dalle 10 alle 18). \n«Questa mostra – spiega la direttrice artistica e presidente della Contrada\, Livia Amabilino – non racconta solo una storia artistica: è il racconto di un teatro che ha attraversato molte stagioni\, alcune tempeste\, diversi linguaggi e più generazioni\, ma sempre mantenendosi fedele alle origini: un teatro popolare nel senso più nobile del termine. L’esposizione\, che non è cronologica ma di prospettiva\, cerca di proiettarci verso il futuro con ascolto e coraggio\, pronti a parlare nuove lingue e a lasciarci cambiare\, lasciando spazio a chi arriva di re-immaginare il teatro e – perché no – artisticamente il mondo.» \nIl percorso espositivo si snoda infatti attraverso sezioni tematiche che guidano il visitatore dalle origini orientate orgogliosamente al teatro ragazzi\, in quell’epoca fucina di sperimentazione\, fino alle fortunate produzioni in dialetto triestino che hanno segnato un’epoca\, come A casa tra un poco\, Marcovaldo\, Due paia di calze di seta di Vienna. Il racconto approda poi alle sfide produttive di respiro nazionale\, testimoniate da grandi interpreti dagli anni ’90 in poi e da centinaia di spettacoli che hanno portato il nome di Trieste in tutta Italia. Da Cochi Ponzoni a Lauretta Masiero\, da Johnny Dorelli a Antonio Salines\, da Anna Galiena a Tullio Solenghi\, innumerevoli artisti hanno collaborato con La Contrada in cinquant’anni di tournée\, basti pensare ai i più recenti La Bisbetica Domata con Amanda Sandrelli\, The Other Side con Elisabetta Pozzi e Gigio Alberti\, Pazza con Vanessa Gravina e il suggestivo Un Sogno a Istanbul con Maddalena Crippa. Discorso a parte merita dal 2018 il percorso realizzato con Le residenze artistiche che hanno visto protagonisti nazionali e internazionali come Alessandro Sciarroni\, Marco D’Agostin o Chiara Bersani. Il cuore tecnologico dell’allestimento è rappresentato da un apparato di ledwall e totem interattivi che proiettano una selezione tra le oltre 1500 testimonianze digitalizzate\, offrendo un’esperienza tra fotografie e video d’archivio di oltre 500 spettacoli prodotti. La mostra “La Contrada: 50 anni e oltre” è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste\, della Camera di Commercio di Trieste e Gorizia\, della Regione Friuli Venezia Giulia\, della Banca di Credito Cooperativo Venezia Giulia e del Ministero della Cultura.
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LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Romeo e Giulietta
DESCRIPTION:Grazie alla collaborazione tra i due teatri storici della città di Trieste – il Verdi ed il Rossetti – dall’8 al 24 maggio si avrà su un unico palco\, quello del Verdi\, un’inedita doppia produzione dedicata alla coppia letteraria più celebre della cultura occidentale\, Romeo e Giulietta\, raccontati in musica grazie all’opera di Gounod ed in prosa col testo di Shakespeare nella regia di Paolo Valerio. Grazie alla regia comune ad entrambi i titoli\, i dodici appuntamenti\, intrecciati tra prosa e opera\, offriranno al pubblico un’occasione unica – in Italia e in Europa – per godere di un excursus storico\, letterario e musicale\, sui temi eterni di amore e morte\, violenza e trascendenza\, dall’800 francese di Gounod alla modernità. \n\nVenerdì 8 maggio 2026 ore 20.00\nDomenica 10 maggio 2026 ore 16.00\nGiovedì 14 maggio 2026 ore 20.00\nSabato 16 maggio 2026 ore 16.00\nVenerdì 22 maggio 2026 ore 20.00\nDomenica 24 maggio 2026 ore 16.00
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LOCATION:Teatro Lirico Giuseppe Verdi\, Riva Tre Novembre
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SUMMARY:Shoah e diritti umani
DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio 2026 nella Sala Bobi Bazlen a Palazzo Gopcevich in via Rossini 4 a Trieste dalle 17.00 alle 18.30 si terrà il corso di formazione “Shoah e diritti umani. Nuovi strumenti per insegnanti ed educatori”. Il corso è rivolto ai docenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Sarà possibile partecipare sia in presenza che in streaming online. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria. \nL’evento fa parte del progetto “CU Remember”\, che mira a sviluppare approcci educativi innovativi e transnazionali alla cultura della memoria. \nL’incontro è pensato per presentare nuovi strumenti e percorsi didattici per studenti dagli 8 ai 18 anni\, con l’obiettivo non solo di sensibilizzare sulla memoria dell’Olocausto e dei crimini del nazifascismo\, ma anche di promuovere lo sviluppo di una coscienza critica e democratica\, inclusiva e rispettosa dell’alterità. \nDurante l’incontro verrà presentata da Tullia Catalan e Matteo Perissinotto (Università degli Studi di Trieste) la guida Shoah e diritti umani. Vademecum per educatori. La guida è il risultato dei workshop tenuti nel 2025 con educatori\, insegnanti e professionisti provenienti da Austria e Italia. Il vademecum è destinato a chi lavora con bambini e con gli adolescenti. \nNello stesso incontro Federica Sgorbissa (SISSA Medialab) e Annalisa Di Fant (Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”) presenteranno Percorsi guidati tra scienza e memoria a Trieste\, un manuale ideato per aiutare insegnanti ed educatori a organizzare e realizzare due diversi percorsi guidati per studenti delle scuole superiori. Questi percorsi ricostruiscono le storie di esponenti della comunità scientifica triestina le cui vite sono state profondamente segnate dalla persecuzione antiebraica nazifascista. \nIl workshop è organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e dal Comune di Trieste\, Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale\, in collaborazione con SISSA Medialab\, gli altri partner del progetto CU Remember e il Museo della comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra Modernismi
DESCRIPTION:Prossime visite guidate alla mostra MODERNISMI La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco \npresso il piano terra dell’IRCI/ Museo istriano\, in via Torino 8\, a Trieste\, a cura della prof.ssa Marina Parladori: \n\nGiovedì\, 7 maggio alle ore 17.30\nGiovedì\, 14 maggio alle ore 17.30\nGiovedì\, 21 maggio alle ore 17.30\nGiovedì 28 maggio alle ore 17.30\n\nQuesta mostra ha già raggiunto un considerevole numero di visitatori e turisti che hanno manifestato grande interesse per l’esposizione apprezzando le meraviglie di oggetti di grandi firme come il servizio di bicchieri che esce dal disegno di Hoffmann\, il piatto della Wiener Werkstätte\, la donnina in bronzo di Chiparus\, il vaso di Gallé o la ciotola di Lalique che vi sono esposte. Questa è la Venezia Giulia fra Liberty e Déco\, che in questa rassegna viene mostrato. È un tentativo di uno sguardo d’insieme nell’arte – meglio dire: nelle arti – della Venezia Giulia\, con l’occhio rivolto anche a Fiume e alla Dalmazia dall’inizio del Novecento sino agli anni Trenta del secolo trascorso. \nLa mostra\, con ricco catalogo\, resterà aperta fino al 5 luglio 2026\, ogni giorno con il seguente orario: 10.30-12.30 e 16.30-18.30. INGRESSO LIBERO
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SUMMARY:È la fine del mondo\, ma non troppo
DESCRIPTION:Incursioni nella comicità del reale\, sterzate nel surreale\, un pizzico di fantascienza\, momenti topici più che toni distopici si avvicendano con ironia nei dialoghi del recital “È la fine del mondo\, ma non troppo!”.\nA leggìo (e non) Sabrina Censky Gojak\, Roberto Creso\, Paolo Dalfovo e Annalisa Perini\, interpretano ruoli dove i protagonisti cercano di reagire agli imprevisti\, si ancorano a fantasiose certezze\, ruzzolano in rivelazioni improvvise. Anche un piccolo intoppo può sembrare la fine del mondo. O sono sul punto di farla\, loro\, ma non troppo.\nTesti e regia di Annalisa Perini\, musiche originali interpretate dal vivo al sassofono da Gian Agresti.
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SUMMARY:Il Principe D’Egitto – il Musical
DESCRIPTION:Il Kolossal teatrale tra epica\, musica e pathos arriva in Italia\nDopo il successo straordinario dei musical “Il Fantasma dell’Opera” e “Anastasia”\, dagli stessi produttori e dal medesimo team creativo\, nasce una nuova pièce musicale destinata a segnare la scena teatrale italiana: “Il Principe d’Egitto – Il Musical”\, tratto dall’omonimo film d’animazione della DreamWorks\, la casa di produzione di Steven Spielberg\, che ha fatto la storia del cinema. Prodotto da Broadway Italia Srl\, con un’anteprima assoluta nazionale dal 14 al 17 maggio 2026 al Teatro Rossetti di Trieste\, lo spettacolo rappresenta un vero e proprio kolossal\, con un imponente allestimento\, con ben 50 persone in scena\, con l’obiettivo di portare sul palcoscenico una narrazione universale\, capace di unire spettacolarità\, emozione e profondità tematica. \nUn’opera dal respiro internazionale\nIl musical si avvale delle musiche di Stephen Schwartz\, compositore vincitore di tre Premi Oscar e autore di alcune tra le colonne sonore più celebri del panorama internazionale (Pocahontas\, Il Gobbo di Notre Dame\, Wicked). Tra i brani iconici spicca “When You Believe”\, vincitore dell’Oscar per la Miglior Canzone Originale\, resa celebre dalle interpretazioni di Whitney Houston e Mariah Carey. \nDebuttato nel West End di Londra nel 2020\, Il Principe d’Egitto – Il Musical arriva ora in una nuova edizione italiana\, ancora più spettacolare\, pensata per il grande pubblico e per tutte le generazioni.\nLa regia è di Federico Bellone\, tra i più autorevoli registi del musical contemporaneo\, già protagonista dei successi italiani de Il Fantasma dell’Opera e Anastasia il Musical. Gli effetti speciali\, elemento centrale dell’allestimento\, sono curati da Paolo Carta\, professionista di riferimento nel settore\, che firma qui un utilizzo inedito di arti sceniche per ricreare le celebri piaghe d’Egitto \nUn Allestimento Kolossal\n“Il Principe d’Egitto – il Musical” si distingue per un allestimento da vero kolossal\, pensato appositamente per catturare l’immaginazione del pubblico. La performance include musica dal vivo che coinvolge oltre cinquanta persone in scena\, per dare vita a una storia epica e toccante. Gli effetti speciali curati da Paolo Carta\, sono stati progettati per raccontare perfettamente la trama con le sue famose piaghe d’Egitto\, e le scenografie\, dello stesso Bellone\, rendono ogni scena un’opera d’arte visiva che rispecchia l’emozione e la grandezza della storia narrata. L’impatto visivo e sonoro accompagnerà il pubblico in un viaggio immersivo nell’antico Egitto\, restituendo tutta la potenza cinematografica dell’opera originale attraverso il linguaggio del teatro. \nLa Storia\nLa trama del musical ruota attorno alla figura di un bambino abbandonato sul Nilo e cresciuto nella famiglia reale egizia. Egli diventa così “fratello” dell’erede al trono\, mettendo in luce sentimenti di amicizia e passione basati su valori universali. Un racconto epico\, ricco di azione e spiritualità\, che oggi rivive in un musical emozionante e spettacolare\, tra luci mozzafiato\, scene d’impatto e una colonna sonora indimenticabile. \nUn Musical con un Messaggio Universale\n“Il Principe d’Egitto – il Musical” affronta temi come la libertà\, l’identità e il sacrificio\, riuscendo a toccare le corde più sensibili di ognuno di noi. Il cartone animato omonimo ha conquistato il mondo segnando l’incasso più alto nella storia per un film d’animazione dopo la Disney. Il musical\, che ha debuttato nel 2020 nel West End\, forte della sua carica innovativa\, si preannuncia ancora più spettacolare dell’originale\, portando sul palcoscenico una fusione perfetta tra arte\, musica e narrazione. Sarà in scena con l’anteprima assoluta nazionale al Teatro Rossetti di Trieste dal 14 al 17 maggio 2026\, la Prima Nazionale al Teatro Brancaccio di Roma dal 29 ottobre al 15 novembre 2026 e al Teatro Arcimboldi di Milano dal 26 novembre al 13 dicembre 2026. \nCon l’approccio diretto alla poesia visiva e musicale\, “Il Principe d’Egitto – il Musical” sarà un evento imperdibile per gli amanti del teatro e della cultura. La combinazione di talento\, creatività e passione dei professionisti coinvolti regalerà al pubblico un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento\, invitando tutti a riflettere su temi di grande rilevanza umana. Uno spettacolo che racconta una delle storie più affascinanti dell’antichità viene presentata con un linguaggio contemporaneo.
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LOCATION:Politeama Rossetti\, viale XX Settembre\, Trieste\, Trieste\, Italy
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