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SUMMARY:Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco
DESCRIPTION:Questa mostra è un tentativo di uno sguardo d’insieme nell’arte – meglio dire: nelle arti – della Venezia Giulia\, con l’occhio rivolto anche a Fiume e alla Dalmazia dall’inizio del Novecento sino agli anni Trenta del secolo trascorso. Una visione a 360 gradi fra architettura\, scultura\, decorazione\, pittura\, illustrazione\, arti applicate\, artigianato\, “costume”\, cercando il tempo\, l’artista e l’opera e andando ad incontrare sì chi nacque\, visse e creò in quest’area\, ma anche chi trovò fortuna altrove e qui non sarebbe più tornato e per la Venezia Giulia non avrebbe mai\, o quasi\, dato. Ancora: in mostra vediamo anche altre realtà e altri geni\, di altri luoghi\, che produssero per la nostra terra. E un ultimo spunto: la Venezia Giulia vivrà i tempi fra il Liberty e il Déco celando e scoprendo dietro le occhiaie liberty dei palazzi\, oltre quei muri che poi si squadreranno più secchi quando il decoro floreale lascerà spazio alle semplificazioni\, mille sorprese nell’arredo e nell’oggetto che fa bella la casa. Porcellane\, ceramiche\, bronzi\, vasi\, vetri\, pannelli che in trenta/quarant’anni ci mostreranno quanto questa terra sia stata capace di accogliere ed apprezzare il meglio che il mercato poteva offrire. A Trieste\, ma anche a Pola\, a Fiume\, a Gorizia\, non sarà difficile ritrovare oggetti di grandi firme\, il servizio di bicchieri che esce dal disegno di Hoffmann\, il piatto della Wiener Werkstätte\, la donnina in bronzo di Chiparus\, il vaso di Gallé o la ciotola di Lalique. Fino a scoprire che anche in case non ricchissime poteva trovare spazio una ceramica della Lenci\, una testa femminile inventata da Sandro Vacchetti\, una piastrella di Gio Ponti\, un pochoir di Brunelleschi o un bucchero\, se non un bronzo\, di Cambellotti. Anche questa sarà la Venezia Giulia fra Liberty e Déco\, quella che in questa rassegna cercheremo di mostrare.\nLiberty. Alzi gli occhi\, giri per Trieste\, trovi facciate\, strutture\, decorazioni\, portoni e portali. A Fiume la stessa cosa. Architetti\, alcuni grandi\, una manciata grandissimi\, alcuni assai poco noti. Pure l’impronta secessionista\, il colpo di frusta da japonisme o la razionalizzazione di cerchi e linee rette da Wiener Werkstätte\, offrono toni e colpi da maestro. Decoratori\, gli uomini che servono per condire la scena delle scelte dell’architetto\, se non scultori per dare un profumo ancora più forte. Fiori stilizzati\, la rosa di Mackintosh\, ripresa e perpetuata sulle facciate delle case.\nDéco. Nelle cose\, più che nelle case. A volte\, sulle case; sicuramente\, dentro le case.\nScultura. Da Ruggero Rovan sino a Ivan Rendić\, poi Giovanni Marin che liberteggia e\, dopo un attimo\, Attilio Selva. Poi c’è Franco Atschko-Asco\, ci sono i suoi allievi\, si trasfigura: Déco’ Qui il pensiero va verso due scultori giovanissimi\, Marcello Mascherini e Ugo Carà.\nNaturalmente\, pittura e illustrazione poiché sovente il pittore è anche illustratore. E viceversa. Nella Venezia Giulia individuare un pittore che sia squisitamente liberty oppure definibile déco non è cosa facile. Rudolf Kalvach\, viennese/triestino\, cos’è’ Come definire\, dove inserire le xilografie del porto di Trieste’ Ma\, poi\, nella sua esperienza alla Wiener Werkstätte\, quelle cartoline con gli esseri grotteschi\, in colori forti e\, soprattutto\, netti sono Secessione’\nArgio Orell\, con studi monacensi\, allievo di von Stuck\, può essere inserito nella dimensione secessionista\, per un periodo e per parte della sua produzione. Così Vito Timmel\, che fu a Vienna e avrebbe voluto essere\, senza riuscirsi\, allievo di Klimt. E di chiara e squisita ispirazione klimtiana restano alcune sue opere superbe. Poi\, però\, tanto quanto Orell\, in pittura\, si avvicinerà ai canoni novecentisti\, altrimenti i modi di Timmel potranno essere inseriti in una dimensione déco\, anche qui\, però\, per un periodo e per parte della sua produzione. Liberty\, senz’altro\, sarà il poco noto\, eppure formidabile\, allievo di Orell\, Umberto Schiavon\, che ci ha lasciato alcune opere di rara efficacia e di eccelsa capacità decorativa. Egli esemplificherà in maniera suggestiva il passaggio dal Liberty al Déco.\nDéco: il più genuino esempio nostro è Mariella Polli\, in arte Popi. “Figurinista” la Popi\, negli anni Trenta\, interpretò l’Art Déco con uno stile da farsi rivale a Gio Ponti e le sue donnine\, le deliziosamente frivole cocotte\, i profili che nulla hanno da invidiare agli Accornero\, i colori pastello e l’uso dell’argento e della porporina\, ne fecero la perfetta interprete del momento.\nForse tutto questo lo avremmo potuto trovare ovunque. Ma la nostra è stata terra di passaggio\, con un mare grande\, con navi che imbarcavano e sbarcavano\, terra di incontro di gente e di gusti\, di nuovo ed antico. Sì\, fra il nascere del Novecento e gli anni Trenta\, pur con una guerra grande in mezzo e una che sarebbe arrivata a rivoltare il mondo\, l’arte\, anche nelle piccole cose\, l’arte\, anche nel quotidiano\, sarebbe arrivata da ogni dove\, a portare opere grandi e minime\, a mostrare segni. Fra Liberty e Déco. E questi che vedrete sono solo piccoli spunti.
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LOCATION:Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, via torino
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SUMMARY:Una sfinge l'attrae. Massimiliano D’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
DESCRIPTION:Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 le Scuderie del Castello di Miramare ospitano una grande mostra dedicata alla passione per l’Antico Egitto dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. In esposizione oltre cento reperti che raccontano la nascita e la storia della sua collezione di antichità egizie\, tra sogno personale e visione moderna del museo come patrimonio a beneficio della collettività. \nGrazie alla prestigiosa collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna\, una parte significativa della raccolta\, trasferita a Vienna nel XIX secolo\, torna eccezionalmente a Trieste\, con un allestimento altamente scenografico ed evocativo. Il percorso espositivo include anche importanti prestiti del Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann e approfondisce il contesto culturale dell’Ottocento triestino\, quando il fascino per l’Antico Egitto animava viaggi\, commerci e collezionismo. \nLa mostra ricostruisce le tappe della collezione di Massimiliano: dagli acquisti iniziali alle missioni diplomatiche\, dal progetto (mai realizzato) di un museo a Miramare al viaggio avventuroso dei reperti tra Trieste\, Messico e Vienna. \nUn percorso narrativo che ripercorre anche la storia del collezionismo e dell’approccio allo studio delle antichità: da oggetti di prestigio destinati all’uso e al godimento personale\, a beni culturali riconosciuti come patrimonio condiviso\, finalizzati alla conoscenza\, alla tutela e alla fruizione collettiva.
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LOCATION:Castello di Miramare\, Parco di Miramare\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La Contrada: 50 anni e oltre
DESCRIPTION:Il 22 aprile 2026 il Teatro La Contrada taglierà il traguardo dei suoi primi cinquant’anni di storia. I festeggiamenti\, che si protrarranno fino a settembre\, non rappresentano solo l’omaggio a un’istituzione culturale amatissima dai cittadini\, ma diventano l’occasione per celebrare a settembre il compleanno della sua fondatrice e anima instancabile\, Ariella Reggio\, per commemorare il ventennale della scomparsa di Orazio Bobbio\, motore della nascita del teatro e i vent’anni di responsabile da parte di Livia Amabilino che ne ha preso il testimone. \nAd aprire ufficialmente le celebrazioni sarà l’inaugurazione della mostra “La Contrada: 50 anni e oltre”\, mercoledì 22 aprile alle ore 18 presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. \nLontana dall’essere una semplice rassegna commemorativa\, l’esposizione – curata da Mario Bobbio e Andrea Stanisci – si configura come un percorso vivo. L’iniziativa\, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste\, Assessorato Politiche della Cultura e del Turismo e sotto la supervisione di Stefano Bianchi\, sarà visitabile\, ad ingresso gratuito\, fino a settembre presso il Palazzo Gopcevich (giorni e orari: da mercoledì a domenica; dalle 10 alle 18). \n«Questa mostra – spiega la direttrice artistica e presidente della Contrada\, Livia Amabilino – non racconta solo una storia artistica: è il racconto di un teatro che ha attraversato molte stagioni\, alcune tempeste\, diversi linguaggi e più generazioni\, ma sempre mantenendosi fedele alle origini: un teatro popolare nel senso più nobile del termine. L’esposizione\, che non è cronologica ma di prospettiva\, cerca di proiettarci verso il futuro con ascolto e coraggio\, pronti a parlare nuove lingue e a lasciarci cambiare\, lasciando spazio a chi arriva di re-immaginare il teatro e – perché no – artisticamente il mondo.» \nIl percorso espositivo si snoda infatti attraverso sezioni tematiche che guidano il visitatore dalle origini orientate orgogliosamente al teatro ragazzi\, in quell’epoca fucina di sperimentazione\, fino alle fortunate produzioni in dialetto triestino che hanno segnato un’epoca\, come A casa tra un poco\, Marcovaldo\, Due paia di calze di seta di Vienna. Il racconto approda poi alle sfide produttive di respiro nazionale\, testimoniate da grandi interpreti dagli anni ’90 in poi e da centinaia di spettacoli che hanno portato il nome di Trieste in tutta Italia. Da Cochi Ponzoni a Lauretta Masiero\, da Johnny Dorelli a Antonio Salines\, da Anna Galiena a Tullio Solenghi\, innumerevoli artisti hanno collaborato con La Contrada in cinquant’anni di tournée\, basti pensare ai i più recenti La Bisbetica Domata con Amanda Sandrelli\, The Other Side con Elisabetta Pozzi e Gigio Alberti\, Pazza con Vanessa Gravina e il suggestivo Un Sogno a Istanbul con Maddalena Crippa. Discorso a parte merita dal 2018 il percorso realizzato con Le residenze artistiche che hanno visto protagonisti nazionali e internazionali come Alessandro Sciarroni\, Marco D’Agostin o Chiara Bersani. Il cuore tecnologico dell’allestimento è rappresentato da un apparato di ledwall e totem interattivi che proiettano una selezione tra le oltre 1500 testimonianze digitalizzate\, offrendo un’esperienza tra fotografie e video d’archivio di oltre 500 spettacoli prodotti. La mostra “La Contrada: 50 anni e oltre” è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste\, della Camera di Commercio di Trieste e Gorizia\, della Regione Friuli Venezia Giulia\, della Banca di Credito Cooperativo Venezia Giulia e del Ministero della Cultura.
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LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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LOCATION:Museo d’Antichità J.J. Winckelmann\, Piazza della Cattedrale\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:George Tatge. ll colore del caso
DESCRIPTION:Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore\, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città. La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante\, mai sazio\, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm\, con gli elementi naturali\, antropici o antropizzati\, che non sono cercati\, ma sono piuttosto trovati\, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore\, attento\, profondo e meditativo. L’esposizione\, promossa dall’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste è curata da Carlo Sisi\, ed è organizzata dalla casa editrice Magonza.
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LOCATION:Sala Arturo Nathan\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Mestieri
DESCRIPTION:Un viaggio visivo che si snoda tra una lunga serie di attività lavorative e artigianali\, rappresentate attraverso gli scatti dei fotografi dell’associazione culturale Orizzonti Fotografici\nUna panoramica che cattura istanti di vita lavorativa quotidiana\, immortalati da 21 autori\, che con le immagini raccontano cambiamenti di materiali\, persone e professioni\, creando una narrazione originale. Nella serie degli scatti esposti emerge la dimensione umana\, tra impegno e passione profusi dalle persone\, ma anche quella tecnica\, che passa attraverso strumenti e prodotti utilizzati ogni giorno. \nNon solo immagini\, ma frammenti di vita: la polvere sospesa nell’aria\, la tensione di un movimento ripetuto che richiede costante precisione\, l’equilibrio tra eredità del passato e incertezza del futuro\, talvolta stemperata da un sorriso. \nLe foto raccontano di tante realtà diverse\, un cantiere navale\, un laboratorio creativo di riciclo della carta\, artigiani del marmo e del legno\, spazi per il restauro di cornici o antichità\, e ancora c’è chi lavora con i gioielli\, chi con i fiori o chi con i dolci e poi tanti altri ambienti da scoprire attraverso l’obiettivo attento dei fotografi. \nFOTOGRAFI PROTAGONISTI: Rodolfo Auletta\, Daniela Bruss\, Paolo Bullo\, Sharon Cerniani\, Simona Cerrato\, Giulia Coppetti\, Nino Gaudenzi\, Sara Jazbar\, Alessandro Ledda\, Cristina Lugnani\, Silvia Martellini\, Laura Persichello\, Marina Persico\, Giorgio Plazzi\, Fosca Pollastrelli\, Francesca Salaris\, Claudio Servi\, Fabiana Stranich\, Elena Tonzar\, Francesco Tuppo\, Francesca Vernier. \nVISITE GUIDATE: sono programmate il 4\, 11\, 18 e 20 giugno\, e i 2 luglio\, sempre alle 17.30. \nL’evento è in coorganizzazione con il Comune di Trieste e realizzato con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CRTrieste. \nORIZZONTI FOTOGRAFICI\nNata a Trieste nel 2023\, Orizzonti Fotografici è un’associazione culturale che interpreta la fotografia come spazio di incontro\, ricerca e racconto del presente: una comunità aperta in cui lo sguardo individuale si arricchisce nel dialogo e nello scambio di esperienze. Attraverso corsi\, workshop\, mostre e collaborazioni con realtà culturali del territorio\, l’associazione promuove la fotografia come forma d’arte e di comunicazione capace di coniugare rigore tecnico e libertà espressiva. Orizzonti Fotografici è una realtà in evoluzione\, in cui la fotografia è al contempo linguaggio espressivo ed esperienza collettiva\, e le peculiarità dei singoli valorizzano il lavoro comune.
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DESCRIPTION:Installazione immersiva site-specific\nDal 5 giugno al 5 luglio 2026 si presenta al Museo del Mare di Trieste la Prima Edizione della manifestazione espositiva FOCUS con l’installazione immersiva site-specific “Balena” dell’artista multimediale María Sánchez Puyade. \nFOCUS è una manifestazione annuale realizzata dall’Associazione Liberarti\, in cui viene presentata l’opera di artisti attivi nel FVG\, rappresentanti dell’arte contemporanea locale\, in dialogo con il territorio della regione\, la sua cultura e il suo patrimonio. Le opere vengono esibite in spazi non necessariamente destinati all’arte\, favorendo la rivalutazione e la promozione dei luoghi d’interesse della Regione che per le loro caratteristiche entrano in dialogo privilegiato con l’opera proposta. \nL’opera invita il pubblico a vivere un’esperienza sensoriale e immersiva che mette al centro il rapporto tra l’essere umano\, il mare e le sue creature più affascinanti. Attraverso immagini\, suggestioni sonore e una narrazione artistica originale\, “Balena” conduce i visitatori in un percorso di riflessione sul mondo marino\, sulla memoria e sulla relazione tra natura e cultura. \nL’installazione è accompagnata dal brano “The Whale Ballad”\, con testo e ideazione di María Sánchez Puyade\, composizione vocale di Irene Brigitte e composizione strumentale di Luca Ciut\, elemento che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente e immersiva. \nIl progetto è curato da Ana Laura Pascale ed Elena Nieves ed è realizzato e promosso da Liberarti Associazione Culturale\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e il Museo del Mare\, con il contributo della Direzione Centrale Cultura e Sport della Regione Friuli Venezia Giulia. \nUn’occasione unica per lasciarsi trasportare in un’esperienza artistica immersiva capace di coniugare linguaggi contemporanei\, suggestioni sonore e riflessioni sul profondo legame che unisce Trieste al mare. \nRealizzato e promosso da Liberarti Associazione Culturale
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SUMMARY:"Oltre" di Alpina Della Martina
DESCRIPTION:Fantastica Alpina Della Martina – scrive Marianna Accerboni -\, capace di deviare dalle chiare solitudini del paesaggio innevato e non\, espresso attraverso l’acquarello\, verso vedute urbane e naturali\, di mare e di terra\, dipinte con maestria\, con immediatezza e cura del dettaglio\, in cui a volte l’artista esprime consapevolmente ed efficacemente una parte per il tutto. Accantonati per il momento i soffusi e morbidi acquerelli\, l’artista sa dosare istintivamente lo slancio cromatico e luministico per creare dei contrappunti intrisi di un pathos istintivo\, intenso ma nel contempo calibrato\, in cui una narrazione espressionista\, realizzata a tecnica mista con l’impiego di acrilico e tempera\, trasmette un messaggio oggettivo ma allo stesso tempo sottilmente lirico e intimo\, che sa coinvolgere il fruitore anche attraverso declinazioni quasi simboliste e dal sapore a tratti misteriosamente esoterico. \nMentre il colore svetta sincero e diretto\, la pittrice friulana\, che ha al suo attivo una ricca sequenza di esposizioni apprezzate in sedi di prestigio in Italia e all’estero\, ricompone un universo altro rispetto al passato\, che ne testimonia l’estrema maestria e la facoltà d’intuire i fremiti di ciò che appare attraverso una rinnovata sensibilità cromatica\, che a volte si fa così intensa da sfiorare l’impeto fauve. Su tali vedute Della Martina – conclude Marianna Accerboni – sa innestare contrappunti di luce e cromatici di grande sensibilità e a volte un dinamismo fantastico capace d’interpretare anche il vento\, che rapportano questo suo nuovo linguaggio\, testimone hic et nunc della realtà\, agli esiti di un verbo dal sapore razionalista molto diverso da quella sorta di minimalismo neoromantico attraverso cui si era espressa in passato\, testimoniando con ciò il fatto che ogni artista autentico trova sempre in sé la capacità di rinnovarsi.
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LOCATION:Sala Comunale d’Arte\, Piazza Unità d'Italia\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Beauty Full PRIDE
DESCRIPTION:Giugno è arrivato e\, come da tradizione\, l’Italia si accende dei colori del Pride. Quest’anno\, però\, l’orgoglio non sfila solo per le strade: si siede comodamente in poltrona e si gode lo spettacolo. La Cappella Underground\, in collaborazione con una splendida rete di realtà del territorio – FVG Pride\, Arcigay Arcobaleno Trieste\, DIH\, Queer Legacy\, A scuola per conoscerci e Aperikinky FVG – vi invita al Cinema Ariston per una rassegna speciale che accompagnerà tutto il mese. \nNon si tratterà di semplici proiezioni. Ogni appuntamento sarà un vero e proprio evento\, uno spazio di confronto guidato da ospiti\, attivisti ed esperti per approfondire le tematiche dei film e dialogare insieme. Quattro pellicole straordinarie\, tutte rigorosamente in lingua originale\, che ci faranno viaggiare dall’ironia tagliente all’introspezione profonda\, fino al recupero della nostra memoria storica. \nTutti i film sono proiettati in lingua originale con sottotitoli. Vi aspettiamo al Cinema Ariston per ridere\, riflettere\, emozionarci e\, soprattutto\, fare comunità. Mettetevi comodi\, spegnete i cellulari e aprite la mente con noi\, per festeggiare l’eccezionalità che dovrebbe essere una normalità. \nGiovedì 11 giugno | ore 21.30\nPillion – Amore senza freni\ndi Harry Lighton – UK\, Irlanda 2025\, 103’\nv.o. inglese sott. italiano – VM18 \nColin\, timido e introverso\, vede la sua vita piacevolmente travolta dall’incontro con Ray\, carismatico e fascinoso leader di un gruppo di bikers. Tra i due si instaura presto una relazione BDSM che vede Ray nel ruolo del padrone e Colin in quelli del suo devotissimo sottomesso. Sarà l’inizio di una storia d’amore inconsueta e travolgente\, che cambierà profondamente entrambi. Pillion ci porta dentro una storia di relazioni\, confini e scoperte. \nIntroduzione:\nUna riflessione sul dietro le quinte di Pillion\na cura di Miha Kavčič\, attore nella pellicola e noto performer queer\nIntervento video che ci racconterà i segreti e le sfumature della produzione del film \n  \nMercoledì 17 giugno | ore 21.00\nBefore We Forget\ndi Juan Pablo Di Pace\, Andres Pepe Estrada – USA\, Argentina Italia 2024\, 108’\nv.o. inglese\, spagnolo sott. italiano \nNel 1997 un timido adolescente argentino\, Matías\, viene selezionato per una borsa di studio che lo conduce dall’altro lato dell’oceano per frequentare il prestigioso Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. Matías si aspetta di intraprendere un’esperienza educativa multiculturale veramente magica\, ma quando poi vede Alexander per la prima volta\, si rende conto di essere chiamato ad imparare anche attraverso la scoperta di temi quali l’amore e la propria identità. Una co-produzione internazionale che tocca corde profonde\, muovendosi tra memoria\, radici e identità. \nIntroduzione:\nA Scuola per Conoscerci\, l’importanza del contrasto del bullismo omolesbobitransfobico nelle scuole del FVG\na cura di Sandi Paulina attivista queer per il progetto “A Scuola per Conoscerci”\, focalizzato sull’importanza vitale del contrasto al bullismo omolesbobitransfobico nelle scuole del Friuli Venezia Giulia. In sala ci sarà anche il produttore Massimiliano Milič (Terroir Film) per raccontare la nascita di questo progetto cinematografico. \n  \nLunedì 22 giugno | ore 21.00\nBallata Femmenella\ndi Elettra Raffaela Melucci\, Giovanni Battista Origo – Italia 2026\, 95’\nv.o. italiana sott. inglese \nPrima dell’identità trans\, e diversamente dall’identità trans\, c’erano una volta i femminielli – o femmenelle\, in napoletano. Una comunità riccamente rappresentata nell’immaginario popolare e ormai divenuta simbolo di qualcosa che va ben oltre la specificità locale: un modo di abitare il genere che incarna insieme marginalità e possibilità di integrazione. Sfilano così volti più o meno noti\, tra cui Porpora Marcasciano\, la Tarantina\, l’attivista Loredana Rossi\, e la prima coppia transgender a sposarsi in Italia\, composta da Tommy Florek e Samantha Acierno. Sullo sfondo una Napoli come sempre teatro di conflitti fecondi.\nUn viaggio cinematografico italiano\, fresco di quest’anno\, che affonda le radici nella cultura e nell’identità trans e non-binary. \nIntroduzione:\nConoscere le persone trans e non binary\na cura di Alex Lunardon\, presidente di Arcigay Arcobaleno ODV\, per fare il punto su diritti\, visibilità e alleanze.\nIn più\, i registi Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo saranno in collegamento video per dialogare con il pubblico. \n  \nVenerdì 26 giugno | ore 22.00\nRotting in the Sun\ndi Sebastián Silva – USA\, Messico 2023\, 109’\nv\,o. inglese\, spagnolo sott. italiano \nQuale miglior rimedio al blocco dello scrittore che farsi risucchiare in un vortice di droghe\, uomini e misteri? Tra sollazzi e litigi nelle spiagge\, discoteche e terrazze messicane\, Sebastián Silva e Jordan Firstman interpretano due caricature di sé stessi in questa meta-commedia sexy e assurda.\nUna commedia nera\, satirica e decisamente audace\, che ha fatto molto parlare di sé nei festival internazionali per la sua ironia tagliente sulla cultura gay contemporanea. \nIntroduzione:\nL’importanza del cruising nella cultura queer e il suo significato storico e sociale\na cura di Marco Reglia\, storico ed ex presidente di Arcigay Trieste. Un momento per riscoprire e comprendere una parte fondamentale della sociologia e della liberazione LGBTQIA+.
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SUMMARY:La pratica della voce
DESCRIPTION:L’iniziativa nasce dal desiderio di conoscere autrici provenienti da diverse regioni d’Italia e rappresenta anche l’avvio di un più ampio percorso: la creazione di un laboratorio permanente di poesia all’interno della biblioteca. L’obiettivo è quello di costruire nel tempo uno spazio stabile dedicato alla lettura e alla scrittura di testi poetici\, favorendo l’incontro tra persone\, esperienze e sensibilità diverse\, anche al di fuori della presenza di specifici ospiti o eventi.\nIl programma dell’estate 2026 prevede due appuntamenti:\ngiovedì 18 giugno – ore 18.30\nRenata Morresi e Rosaria Lo Russo dialogano con Luca Geroni\, Francesca Tjia e Mavis Toffoletto.\nmartedì 7 luglio – ore 18.30\nFranca Mancinelli dialoga con Luca Geroni\, Francesca Tjia e Mavis Toffoletto.\nIl progetto prosegue un percorso che la “Quarantotti Gambini” ha avviato negli ultimi anni attorno alla poesia contemporanea. Nel 2025 aveva ospitato la mostra Poeti in acquarello di Gastone Bianchi\, dedicata alla poesia italiana e russa del Novecento accompagnata da incontri con poeti contemporanei.\nSempre nel 2025 è stata istituita la sezione “Poeti Viventi”\, dedicata agli autori del XXI secolo e rivolta in particolare alle voci del territorio regionale.\n“La pratica della voce” è una iniziativa promossa dal Servizio Biblioteche del Comune di Trieste in collaborazione con cooperativa sociale “La Collina” e cooperativa sociale LASA e rientra nel progetto “L’Officina della Lettura”\, finanziato dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura. \nRenata Morresi è poeta\, saggista e traduttrice. Ha pubblicato diverse raccolte poetiche\, tra cui Sulle mura del sole (2026)\, Terzo paesaggio (2019) e Bagnanti (2013). Ha tradotto autrici e autori come Margaret Atwood\, Emily Dickinson e Robert Lax\, ottenendo nel 2015 il Premio per la traduzione del Ministero dei Beni Culturali. Cura la collana poetica Lacustrine per Arcipelago Itaca Edizioni ed è ricercatrice di letteratura anglo-americana all’Università di Padova.\nRosaria Lo Russo è poeta\, performer\, traduttrice e saggista. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche\, tra cui Comedia (1998)\, Anatema (2021)\, Rina (2021) e Tande (2023)\, affermandosi come una delle voci più originali della poesia contemporanea italiana. Ha tradotto in particolare l’opera di Anne Sexton ed è attiva anche nel lavoro performativo e vocale sulla poesia\, dalla Lectura Dantis ai reading dedicati ai grandi poeti del Novecento. Vive a Firenze.\nFranca Mancinelli è autrice di raccolte poetiche tradotte in oltre quindici lingue. Tra i suoi libri più recenti: Libretto di transito (2018) e Tutti gli occhi che ho aperto (2020)\, premiato con “Europa in versi 2021” e “San Vito al Tagliamento 2022/2023”. Fa parte del progetto europeo Versopolis e conduce laboratori dedicati all’ascolto e all’esperienza della parola poetica. Collabora con Fondazione Pordenonelegge ed è curatrice della collana di poesia Cantus firmus. \nPer informazioni: \nBiblioteca comunale Pier Antonio Quarantotti Gambini \nVia delle Lodole\, 6 \nbib.gambini@comune.trieste.it | 040 675 4766 \nhttps://bibliotecaquarantottigambini.it/ \nfb @bibliotecaquarantottigambini
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SUMMARY:La collezione di una professoressa
DESCRIPTION:La lezione di Maria #2\nGiovedì 18 giugno alle 17.30 inaugura alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi la collettiva “La collezione di una professoressa. La lezione di Maria #2”\, mostra omaggio a Maria Campitelli organizzata dal Gruppo78 e dal Comune di Trieste. L’esposizione\, curata da Massimo Premuda\, mette in dialogo 25 artisti italiani e internazionali dalla Collezione Campitelli con altrettanti artisti del Gruppo78. La mostra\, sostenuta dalle Fondazioni Casali ETS\, sarà visitabile tutti i giorni fino al 13 luglio dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nDopo il successo di pubblico e critica della mostra “Omaggio a Maria Campitelli. La lezione di Maria #1” allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi nel luglio 2025\, il Gruppo78 realizza una seconda mostra dedicata alla figura di Maria Campitelli (Trieste 1930-2023)\, insegnante di storia dell’arte\, critica d’arte militante e curatrice di arte contemporanea\, nonché storica presidente del Gruppo78\, da lei fondato nel 1978\, carica che ha mantenuto fino all’anno della scomparsa. \nSi tratta di un’esposizione a cura di Massimo Premuda che si articola partendo dalle opere degli artisti da lei collezionate in oltre 45 anni di attività sul territorio\, infatti nella sua lunghissima carriera di curatrice di arte contemporanea ha promosso l’attività di un gran numero di artisti di Trieste e di fuori città e organizzato centinaia di mostre locali\, nazionali e internazionali. I lavori da lei raccolti\, frutto di acquisti mirati da galleristi\, doni di artisti o scambi con curatori\, rappresentano così il punto di partenza per ricostruire la storia culturale di Trieste dalla fine degli anni Settanta ad oggi\, attraverso le sue relazioni con i protagonisti della scena artistica italiana e internazionale. \nIn mostra si parte dallo storico spazialista Giuseppe Capogrossi per arrivare a nomi internazionali come Arman\, Sanja Iveković\, Camilian Demetrescu\, Rudolf Schwarzkogler\, Barbara Strathdee e Miroslav Šutej\, ma anche ad autori della nostra regione e città\, da Ugo Carà a Lojze Spacal\, da Bruno Chersicla a Piermario Ciani\, da Mario Sillani a Emanuela Marassi\, da Enzo Cogno a Odinea Pamici\, e ancora gli italiani Emilio Scanavino e Fabrizio Plessi. Ogni opera è legata a una documentata frequentazione con artisti\, critici\, curatori e galleristi\, e tutte queste storie verranno raccontate attraverso la selezione di 25 lavori significativi che\, oltre all’indiscussa qualità artistica\, sono emblematici di una relazione precisa e di una puntuale occasione espositiva. \nInfine le opere selezionate dalla collezione d’arte della professoressa Campitelli saranno da stimolo e ispirazione per gli artisti del Gruppo78 che realizzeranno altrettante opere omaggio nell’ottica di affiancare con lavori di oggi le sue scelte e di continuare così “la lezione di Maria”! \n25 artisti dalla Collezione Campitelli\nArman\, Mario Bessarione\, Giuseppe Capogrossi\, Ugo Carà\, Luciano Celli\, Bruno Chersicla\, Piermario Ciani\, Vittorio Antonio Cocever\, Manolo Cocho\, Enzo Cogno\, Vincenzo Maria De Bernardo\, Camilian Demetrescu\, Piero Dorazio\, Sanja Iveković\, Emanuela Marassi\, Odinea Pamici\, Paolo Patelli\, Fabrizio Plessi\, Emilio Scanavino\, Rudolf Schwarzkogler\, Mario Sillani Djerrahian\, Lojze Spacal\, Adriano Stok\, Barbara Strathdee\, Miroslav Šutej \nin dialogo con \nGiuliana Balbi\, Serena Bellini\, Loretta Cappanera\, Isabel Carafì\, Francesco Carbone\, Pierpaolo Ciana\, David Dalla Venezia\, Bruna Daus\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Fabiola Faidiga\, Alfonso Firmani\, Lucia Flego\, Guillermo Giampietro\, Cristina Lombardo\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\, Paola Pisani\, Giordano Rizzardi\, Barbara Romani\, Alessandra Spigai\, Massimo Stenta\, Luigi Tolotti\, Marisa Ulcigrai\, Elisa Vladilo\, Elisa Zurlo
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LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La collezione di una professoressa. La lezione di Maria #2
DESCRIPTION:L’esposizione\, curata da Massimo Premuda\, mette in dialogo 25 artisti italiani e internazionali dalla Collezione Campitelli con altrettanti artisti del Gruppo78. La mostra\, sostenuta dalle Fondazioni Casali ETS\, sarà visitabile tutti i giorni fino al 13 luglio dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nDopo il successo di pubblico e critica della mostra “Omaggio a Maria Campitelli. La lezione di Maria #1” allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi nel luglio 2025\, il Gruppo78 realizza una seconda mostra dedicata alla figura di Maria Campitelli (Trieste 1930-2023)\, insegnante di storia dell’arte\, critica d’arte militante e curatrice di arte contemporanea\, nonché storica presidente del Gruppo78\, da lei fondato nel 1978\, carica che ha mantenuto fino all’anno della scomparsa. \nSi tratta di un’esposizione a cura di Massimo Premuda che si articola partendo dalle opere degli artisti da lei collezionate in oltre 45 anni di attività sul territorio\, infatti nella sua lunghissima carriera di curatrice di arte contemporanea ha promosso l’attività di un gran numero di artisti di Trieste e di fuori città e organizzato centinaia di mostre locali\, nazionali e internazionali. I lavori da lei raccolti\, frutto di acquisti mirati da galleristi\, doni di artisti o scambi con curatori\, rappresentano così il punto di partenza per ricostruire la storia culturale di Trieste dalla fine degli anni Settanta ad oggi\, attraverso le sue relazioni con i protagonisti della scena artistica italiana e internazionale. \nIn mostra si parte dallo storico spazialista Giuseppe Capogrossi per arrivare a nomi internazionali come Arman\, Sanja Iveković\, Camilian Demetrescu\, Rudolf Schwarzkogler\, Barbara Strathdee e Miroslav Šutej\, ma anche ad autori della nostra regione e città\, da Ugo Carà a Lojze Spacal\, da Bruno Chersicla a Piermario Ciani\, da Mario Sillani a Emanuela Marassi\, da Enzo Cogno a Odinea Pamici\, e ancora gli italiani Emilio Scanavino e Fabrizio Plessi. Ogni opera è legata a una documentata frequentazione con artisti\, critici\, curatori e galleristi\, e tutte queste storie verranno raccontate attraverso la selezione di 25 lavori significativi che\, oltre all’indiscussa qualità artistica\, sono emblematici di una relazione precisa e di una puntuale occasione espositiva. \nInfine le opere selezionate dalla collezione d’arte della professoressa Campitelli saranno da stimolo e ispirazione per gli artisti del Gruppo78 che realizzeranno altrettante opere omaggio nell’ottica di affiancare con lavori di oggi le sue scelte e di continuare così “la lezione di Maria”! \nDal 18 giugno al 13 luglio 2026 \nSala Veruda\, Palazzo Costanzi\, piazza Piccola 2\, Trieste \nLa collezione di una professoressa. La lezione di Maria #2 \nvisitabile tutti i giorni 10-13 e 17-20 \n25 artisti dalla Collezione Campitelli \nArman\, Mario Bessarione\, Giuseppe Capogrossi\, Ugo Carà\, Luciano Celli\, \nBruno Chersicla\, Piermario Ciani\, Vittorio Antonio Cocever\, Manolo Cocho\,Enzo Cogno\, Vincenzo Maria De Bernardo\, Camilian Demetrescu\, Piero Dorazio\, Sanja Iveković\, Emanuela Marassi\, Odinea Pamici\, Paolo Patelli\, Fabrizio Plessi\, Emilio Scanavino\, Rudolf Schwarzkogler\, Mario Sillani Djerrahian\, Lojze Spacal\, Adriano Stok\, Barbara Strathdee\, Miroslav Šutej. \nin dialogo con \nGiuliana Balbi\, Serena Bellini\, Loretta Cappanera\, Isabel Carafì\, Francesco Carbone\, Pierpaolo Ciana\, David Dalla Venezia\, Bruna Daus\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Fabiola Faidiga\, Alfonso Firmani\, Lucia Flego\, Guillermo Giampietro\, Cristina Lombardo\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\, Paola Pisani\, Giordano Rizzardi\, Barbara Romani\, Alessandra Spigai\, Massimo Stenta\, Luigi Tolotti\, Marisa Ulcigrai\, Elisa Vladilo\, Elisa Zurlo \ninfo \nGruppo78 international contemporary art \ngruppo78info@gmail.com \nhttps://www.gruppo78.it \nhttps://www.facebook.com/gruppo78 \nhttps://www.instagram.com/gruppo78trieste
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SUMMARY:Giardino del Cinema
DESCRIPTION:Dopo alcuni giorni di sospensione dovuti alla caduta di un albero all’interno del Giardino Pubblico “Muzio de Tommasini” e alle conseguenti verifiche di sicurezza\, il Giardino del Cinema è pronto a riaprire le proprie porte al pubblico. \nLe proiezioni riprenderanno regolarmente domani\, venerdì 19 giugno\, alle ore 21.00 con La grazia di Paolo Sorrentino\, film di apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e interpretato da Toni Servillo\, vincitore della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. \nLa Casa del Cinema di Trieste desidera ringraziare il pubblico per la pazienza\, la comprensione e i numerosi messaggi di vicinanza ricevuti in questi giorni. \nI film che non è stato possibile proiettare durante il periodo di chiusura verranno recuperati e reinseriti nella programmazione delle prossime settimane. Le nuove date saranno comunicate attraverso i canali ufficiali della manifestazione. \nIl programma del Giardino del Cinema proseguirà regolarmente per tutta l’estate con grandi successi dell’ultima stagione\, cinema d’autore\, classici restaurati\, film per famiglie\, titoli in versione originale\, anteprime e appuntamenti speciali. \nPer aggiornamenti e informazioni è possibile seguire il canale WhatsApp ufficiale del Giardino del Cinema e i profili social della Casa del Cinema di Trieste.
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SUMMARY:Festival dell’operetta
DESCRIPTION:Giunto alla quarta edizione\, il Festival mette in campo molte risorse artistiche locali che rappresentano l’esperienza\, tutta triestina\, acquisita negli anni dell’importante Festival Internazionale dal dopoguerra ai primi anni duemila\, a cui si aggiungono artisti internazionali impegnati nei ruoli lirici. Due grandi orchestre\, quella del Teatro Lirico Giuseppe Verdi e la FVG Orchestra\, dirette rispettivamente da Andrea Albertin e Romolo Gessi. Gli adattamenti di entrambi gli spettacoli sono stati affidati ad Andrea Binetti\, che ne cura anche le regie. Il Festival si avvale del contributo della Regione FVG e del Comune di Trieste. \n  \nAi due titoli si aggiungono alcuni concerti di operetta e musical inserti nel programma di Trieste Estate\, nei luoghi di piazza Verdi (14 luglio e 7 agosto) e Giardino del Museo Sartorio (5 agosto)\, a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta. \n  \n“Trieste è storicamente la capitale dell’operetta” ha esordito l’assessore Giorgio Rossi. “Quest’anno proponiamo un’offerta importante che mira a rilanciare questo genere straordinario. L’operetta attrae un vasto pubblico\, soprattutto transfrontaliero. Si tratta di produzioni che richiedono ingenti risorse economiche. Nonostante lo sforzo profuso da Comune e Regione\, siamo consapevoli che servano scenografie sempre più imponenti per fare la differenza. Gli artisti di livello li abbiamo in casa a partire da Andrea Binetti. I dati positivi sul turismo e la crescita della tassa di soggiorno registrati in questo 2026 rispetto al 2025 ci fanno guardare al futuro con ottimismo. Manca ancora un anno alla fine del mandato: l’obiettivo per il 2027 è incrementare ulteriormente le disponibilità finanziarie per valorizzare al massimo questa realtà iconica”. \n  \nIl programma in dettaglio: \n  \nPoliteama Rossetti 19 e 20 giugno\, ore 20.30 \nBallo al Savoy \n  \noperetta in due atti \nmusica di Paul Abraham \nlibretto di Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda \nAdattamento e regia di Andrea Binetti \nAllestimento dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG \n  \npersonaggi ed interpreti: \n  \nMarchese Aristide di Faublas: Mathia Neglia \nMaddalena – sua moglie: Veronika Foia \nDaisy Parker – compositrice di Jazz: Marzia Postogna \nMustafà Bey: Andrea Binetti \nLa Tangolita – danzatrice argentina: Ilaria Zanetti \nArcibaldo-cameriere di Aristide: Gualtiero Giorgini \nCelestino Formand – giovane avvocato: Julian Sgherla \n  \nFVG Orchestra diretta da Romolo Gessi \nCoro diretto da Andrea Mistaro \nCoreografie di Noemi Gaggi \nScene e Costumi della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste \n  \nINFORMAZIONI e PREVENDITA dei BIGLIETTI per “Ballo al Savoy”: presso la Biglietteria del Politeama Rossetti di Largo Giorgio Gaber 1\, lunedì-sabato 10.00-13.00 e 16.00-19.00; domenica chiuso\, e un’ora prima dello spettacolo. È possibile contattare la biglietteria al numero: 040.3593511 oppure inviando una mail all’indirizzo: prenotazioni@ilrossetti.it. Sul circuito VIVATICKET. Presso Ticket Point di Corso Italia 9- Galleria Rossoni a Trieste\, dal lunedì al sabato 8.30-12.30 e 15.30-19.00\, tel. 040 3498276; on line biglietteria.ticketpoint-trieste.it. Prezzo dei biglietti da 20 a 35 euro. www.triesteoperetta.it\, info@triesteoperetta.it. \n  \nOperetta su musica di Paul Abraham e libretto di Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda\, fu rappresentata per la prima volta il 23 dicembre 1932 al Großes Schauspielhaus di Berlino. La partitura dell’operetta risulta essere più moderna rispetto ai canoni dell’epoca\, facendo un uso abbondante di musiche a ritmo di Fox-Trot e balli di impronta latino-americana\, come il Tango e il Paso Doble\, che in quel tempo cominciavano a invadere l’Europa\, contaminando tutto un genere di teatro musicale. \n  \nNominato direttore d’orchestra presso il Teatro dell’Operetta di Budapest nel 1927\, Paul Abraham trovò la sua strada attraverso questa forma d’arte che\, più popolare\, si adattava meglio al suo talento. Vittoria e il suo Ussaro\, Fior d’Hawaii e Ballo al Savoy sono le composizioni che lo resero famoso in tutto il mondo\, assieme a colonne sonore di molti film. Nel 1933 abbandonò la Germania a causa delle persecuzioni nei confronti degli ebrei. Visse prima a Cuba\, poi in Messico e infine a New York. Rientrò in Germania nel 1956 dove morì quattro anni più tardi\, afflitto da gravi problemi mentali. \n  \nIl maggiordomo Arcibaldo ci introduce in casa Faublas dove si festeggiano i padroni di casa\, Aristide e Maddalena\, di ritorno dal lungo viaggio di nozze. Fra gli eleganti invitati spiccano lo stravagante Mustafà Bey\, un turco sempre alla ricerca di una nuova moglie\, e la frizzante Daisy Parker\, cugina della padrona di casa. Nel mezzo del divertimento generale Aristide riceve un telegramma da Tangolita\, una danzatrice sua ex-fiamma\, che pretende una notte d’amore con lui: lo aspetterà al Savoy. Aristide\, consigliato da Mustafà\, trova una buona scusa per andare: deve assolutamente incontrare il suo amico José Pasodoble\, compositore jazz al Savoy. Naturalmente Aristide non conosce affatto Pasodoble\, anche perché in tal caso saprebbe che Pasodoble non è altro che lo pseudonimo dietro cui si nasconde Daisy Parker\, la cugina di sua moglie; Maddalena è così certa che si tratta di una scusa. Decisione fatale: anche loro andranno al Savoy\, Daisy per dirigere il concerto\, Maddalena per sorvegliare il marito. Qui troviamo fra gli avventori un buffo e timido avvocato\, Celestino\, che si concede ogni tanto qualche follia nel celebre hotel. Quando Maddalena si rende conto che suo marito\, dopo il bellissimo numero di danza di Tangolita\, si ritira con questa in un separé\, fa altrettanto con lo stralunato Celestino. A questo punto la direzione del Savoy premia Pasodoble per le sue composizioni jazz rivelandone la vera identità. Aristide è sbalordito ma lo è ancora di più quando Maddalena sotto l’effetto dello champagne dice di aver tradito il marito. La mattina dopo nella sua bella villa Aristide è furibondo e pretende la rottura del matrimonio. Le pratiche per il divorzio vengono affidate ad uno studio che manda proprio l’ignaro Celestino: immaginate lo scompiglio! E anche il lieto fine! \n  \nTeatro Verdi 9 e 11 luglio 2026 ore 20\,30 – 12 luglio ore 18 \nLa Bajadera \nOperetta in due atti \nMusica di Emmerich Kálmán \nLibretto di Bela Jenbach e Alfred Grünwald \nAdattamento in due atti di Andrea Binetti \n  \nAllestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi \n  \nPersonaggi e interpreti: \n  \nPrincipe Radiani di Lahore: Domenico Menini \nOdette Darimonde: Ana Petricevic \nNapoleone di Saint Cloche: Andrea Binetti \nMarietta: Alessandra Della Croce \nLuigi Filippo La Tourette\, suo marito: Gualtiero Giorgini \nAriellette\, capo-claque del teatro: Ariella Reggio \nTrebisonde\, direttore del Teatro Chatelet: Maurizio Zacchigna \nJokhim-Mukt. Alessio Colautti \nColonnello Parker: Julian Sgherla \nDott. Cohen\, giornalista: Michele Dirodi \nOrchestra\, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi \nMaestro concertatore e direttore dell’orchestra: Andrea Albertin \nMaestro del Coro: Paolo Longo \nRegia: Andrea Binetti \nCoreografie di Noemi Gaggi e Luca Miclausig \nIn collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG \n  \nLa Bajadera\, composta da Emmerich Kálmán\, debuttò il 23 dicembre 1921 al Carltheater di Vienna. L’operetta si presentava al pubblico con un sapore esotico-indiano\, facendo letteralmente impazzire la capitale austriaca ed ottenendo un successo straordinario. Alla vena passionale del compositore che anima i cori\, le romanze\, i motivi danzanti\, i duetti comici\, piacevolissimi\, coloriti\, ricchi di originalità\, vivacità e varietà\, ma nel contempo di sentimento\, dalla forma elegante e graziosa\, sostenuti da una ricca strumentazione e con ﬁnali pieni di grandiosità\, si aggiungono i fox trot\, gli shimmy\, i motivi nuovi che andavano a quel tempo sostituendo i valzer nell’operetta\, furono il motivo da subito della popolarità che ebbe il titolo. \nInizio modulo \n  \nNato a Siòfok in Ungheria da famiglia ebrea\, Kálmán fu compagno di studi di Béla Bartók. Raggiunta la popolarità con le sue canzoni allegre cominciò la composizione di operette. Dopo Manovre d’autunno si trasferì a Vienna dove acquisì fama mondiale componendo le operette La principessa della Csarda e Contessa Mariza\, che fondono assieme il valzer viennese con le csárdás ungheresi. Nel 1921 compose La Bajadera\, che arrivò a 353 recite consecutive. Lasciò l’Europa per sfuggire alla persecuzione nazista\, andando a vivere in California. Acquistò la cittadinanza statunitense nel 1942. Ritornò in Europa da New York nel 1949\, stabilendo la sua residenza a Parigi\, dove morì quattro anni dopo. \n  \nIl libretto della Bajadera è basato su una vicenda sentimentale\, ambientata a Parigi: un principe indiano\, Radjami\, è costretto a prender moglie per poter salire sul trono. La sua ricerca di una sposa arriva alla capitale francese\, ove incontra Odette Darimonde\, assistendo ad una replica dell’operetta “La Bajadera”\, nella quale la diva è protagonista. Radjani se ne innamora. Odette\, seppur ricambiandolo\, rifiuta di sposarlo; mentre Napoleone corteggia Marietta\, noiosamente sposata con Luigi Filippo. Qualche tempo dopo Napoleone e Marietta sono diventati una coppia\, a sua volta annoiati e stufi\, nel contempo il principe Radjami frequenta tutte le sere il teatro per vedere la donna che gli ha spezzato il cuore. Sarà il capo claque Ariellette ad organizzare uno stratagemma\, assieme al direttore del teatro\, per far convolare il Principe e la Bajadera alle nozze. \n  \nINFORMAZIONI e PREVENDITA dei BIGLIETTI per “La Bajadera”: presso la biglietteria del Teatro Verdi\, da martedì a sabato dalle 9:00 alle16:00\, domenica dalle 10:00 alle 13:00 (e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo). Lunedì e festivi chiuso. E-Mail: boxoffice@teatroverdi-trieste.com\, Numero Verde 800 898 868 dedicato alle informazioni di biglietteria attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 21.00 (dall’estero +39 040 0648638)\, Contatti Telefonici 040 6722299 – da martedì a sabato dalle 09.00 alle 16.00\, domenica dalle 10.00 alle 13.00. \n  \nAltri eventi a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG \n  \n14 luglio piazza Verdi \n“Goodbye Berlin”\, omaggio a Kurt Weill \nCon Marzia Postogna e Leonardo Zannier \nUn viaggio che dalla Germania portò il grande compositore tedesco\, in Francia e poi negli States\, in fuga come tanti dal nazismo. \n  \n5 agosto Giardino del Museo Sartorio \n“Bulli e botte – da West Side Story a Dear Evan Hansen” \nCon Stefania Seculin e Gianluca Sticotti \nLa questione contemporanea giovanile attraverso i grandi titoli di musical\, che raccontano di scontri etnici\, tensioni e amore. \n  \n7 agosto piazza Verdi \n“Tutti insieme appassionatamente – dall’Operetta al Musical” \nCon Andrea Binetti\, Ilaria Zanetti\, Stefania Seculin e Sergey Kanygin \nDalle belle arie del musical The Sound of Music al repertorio che racconta i luoghi della vicenda dei von Trapp.
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DESCRIPTION:Mostra personale di Ilaria Rossi\nProgetto pittorico che esplora il dolore come esperienza universale\, indagandone le manifestazioni fisiche\, emotive e psicologiche attraverso il linguaggio del corpo.\nRealizzate a olio su lavagna\, le opere trasformano sensazioni invisibili – un nodo alla gola\, un peso sulle spalle\, una morsa allo stomaco – in immagini che raccontano la fragilità e la complessità dell’esperienza umana.\nIl percorso espositivo si sviluppa in quattro atti\, accompagnando il visitatore attraverso le diverse fasi del rapporto con il dolore e invitandolo a riflettere su un’esperienza che\, in forme diverse\, è comune a tutti noi.\n\n \n\nLa mostra ad ingresso gratuito sarà visitabile dal 21 al 28 giugno presso la Sala Fittke (orario d’apertura: 10-13/16-20) e proseguirà successivamente presso la Sala Comunale di Piazza Unità dal 29 giugno al 13 luglio (orario d’apertura: 10-13/17-20)\, portando il progetto in un nuovo contesto espositivo.
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SUMMARY:Passeggiata all'Orto Botanico
DESCRIPTION:Domenica 21 giugno\, con ritrovo alle ore 10:00 presso il Civico Orto Botanico (via Carlo de Marchesetti 2)\, si terrà una passeggiata alla scoperta dell’Orto nel suo presente\, con uno sguardo rivolto alla sua storia e al suo passato. Ingresso e attività gratuite. \nIl 5 aprile 1878 Muzio de Tommasini\, fondatore con Bartolomeo Biasoletto dell’Orto Botanico sul colle di Chiadino\, invia una lettera al Comune affinché \n“Il giardino venga accolto tra gli Istituti Scientifici di pubblica utilità…..”. \nLa richiesta viene rigettata fino al 1903 quando\, grazie all’interessamento di Felice Venezian\, consigliere comunale\, il 6 Novembre l’Orto Botanico entra tra i Civici Musei Scientifici sotto la direzione del Museo di Storia Naturale e di Carlo Marchesetti. \nMarchesetti inizia la risistemazione delle aiuole e nel 1906\, 120 anni fa\, riassume in una relazione i lavori dei tre anni precedenti che scopriremo in questa passeggiata nel presente guardando al passato.
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SUMMARY:Divertimento al Cembalo. Concerto per il 270° anniversario della nascita di Mozart
DESCRIPTION:Un raffinato appuntamento dedicato alla musica da camera di Wolfgang Amadeus Mozart\, interpretata dall’Accademia Strumentale Italiana\, ensemble specializzato nell’esecuzione storicamente informata del repertorio barocco e classico. Protagonisti della serata saranno tre musicisti di riconosciuto prestigio internazionale: Patrizia Marisaldi al clavicembalo\, Davide Monti al violino e Alberto Rasi al violoncello.\nIl programma offrirà al pubblico un percorso attraverso alcune delle più significative pagine cameristiche mozartiane composte tra Salisburgo\, Mannheim e Parigi. In programma il Divertimento a 3 in si bemolle maggiore KV 254\, la Sonata in mi minore KV 304 e la Sonata in do maggiore KV 296\, opere che testimoniano l’evoluzione del trio con tastiera verso una forma di dialogo musicale sempre più ricca\, equilibrata e raffinata.
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