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SUMMARY:Una sfinge l'attrae. Massimiliano D’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
DESCRIPTION:Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 le Scuderie del Castello di Miramare ospitano una grande mostra dedicata alla passione per l’Antico Egitto dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. In esposizione oltre cento reperti che raccontano la nascita e la storia della sua collezione di antichità egizie\, tra sogno personale e visione moderna del museo come patrimonio a beneficio della collettività. \nGrazie alla prestigiosa collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna\, una parte significativa della raccolta\, trasferita a Vienna nel XIX secolo\, torna eccezionalmente a Trieste\, con un allestimento altamente scenografico ed evocativo. Il percorso espositivo include anche importanti prestiti del Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann e approfondisce il contesto culturale dell’Ottocento triestino\, quando il fascino per l’Antico Egitto animava viaggi\, commerci e collezionismo. \nLa mostra ricostruisce le tappe della collezione di Massimiliano: dagli acquisti iniziali alle missioni diplomatiche\, dal progetto (mai realizzato) di un museo a Miramare al viaggio avventuroso dei reperti tra Trieste\, Messico e Vienna. \nUn percorso narrativo che ripercorre anche la storia del collezionismo e dell’approccio allo studio delle antichità: da oggetti di prestigio destinati all’uso e al godimento personale\, a beni culturali riconosciuti come patrimonio condiviso\, finalizzati alla conoscenza\, alla tutela e alla fruizione collettiva.
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LOCATION:Castello di Miramare\, Parco di Miramare\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La Contrada: 50 anni e oltre
DESCRIPTION:Il 22 aprile 2026 il Teatro La Contrada taglierà il traguardo dei suoi primi cinquant’anni di storia. I festeggiamenti\, che si protrarranno fino a settembre\, non rappresentano solo l’omaggio a un’istituzione culturale amatissima dai cittadini\, ma diventano l’occasione per celebrare a settembre il compleanno della sua fondatrice e anima instancabile\, Ariella Reggio\, per commemorare il ventennale della scomparsa di Orazio Bobbio\, motore della nascita del teatro e i vent’anni di responsabile da parte di Livia Amabilino che ne ha preso il testimone. \nAd aprire ufficialmente le celebrazioni sarà l’inaugurazione della mostra “La Contrada: 50 anni e oltre”\, mercoledì 22 aprile alle ore 18 presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. \nLontana dall’essere una semplice rassegna commemorativa\, l’esposizione – curata da Mario Bobbio e Andrea Stanisci – si configura come un percorso vivo. L’iniziativa\, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste\, Assessorato Politiche della Cultura e del Turismo e sotto la supervisione di Stefano Bianchi\, sarà visitabile\, ad ingresso gratuito\, fino a settembre presso il Palazzo Gopcevich (giorni e orari: da mercoledì a domenica; dalle 10 alle 18). \n«Questa mostra – spiega la direttrice artistica e presidente della Contrada\, Livia Amabilino – non racconta solo una storia artistica: è il racconto di un teatro che ha attraversato molte stagioni\, alcune tempeste\, diversi linguaggi e più generazioni\, ma sempre mantenendosi fedele alle origini: un teatro popolare nel senso più nobile del termine. L’esposizione\, che non è cronologica ma di prospettiva\, cerca di proiettarci verso il futuro con ascolto e coraggio\, pronti a parlare nuove lingue e a lasciarci cambiare\, lasciando spazio a chi arriva di re-immaginare il teatro e – perché no – artisticamente il mondo.» \nIl percorso espositivo si snoda infatti attraverso sezioni tematiche che guidano il visitatore dalle origini orientate orgogliosamente al teatro ragazzi\, in quell’epoca fucina di sperimentazione\, fino alle fortunate produzioni in dialetto triestino che hanno segnato un’epoca\, come A casa tra un poco\, Marcovaldo\, Due paia di calze di seta di Vienna. Il racconto approda poi alle sfide produttive di respiro nazionale\, testimoniate da grandi interpreti dagli anni ’90 in poi e da centinaia di spettacoli che hanno portato il nome di Trieste in tutta Italia. Da Cochi Ponzoni a Lauretta Masiero\, da Johnny Dorelli a Antonio Salines\, da Anna Galiena a Tullio Solenghi\, innumerevoli artisti hanno collaborato con La Contrada in cinquant’anni di tournée\, basti pensare ai i più recenti La Bisbetica Domata con Amanda Sandrelli\, The Other Side con Elisabetta Pozzi e Gigio Alberti\, Pazza con Vanessa Gravina e il suggestivo Un Sogno a Istanbul con Maddalena Crippa. Discorso a parte merita dal 2018 il percorso realizzato con Le residenze artistiche che hanno visto protagonisti nazionali e internazionali come Alessandro Sciarroni\, Marco D’Agostin o Chiara Bersani. Il cuore tecnologico dell’allestimento è rappresentato da un apparato di ledwall e totem interattivi che proiettano una selezione tra le oltre 1500 testimonianze digitalizzate\, offrendo un’esperienza tra fotografie e video d’archivio di oltre 500 spettacoli prodotti. La mostra “La Contrada: 50 anni e oltre” è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste\, della Camera di Commercio di Trieste e Gorizia\, della Regione Friuli Venezia Giulia\, della Banca di Credito Cooperativo Venezia Giulia e del Ministero della Cultura.
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LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:CRANIO C. Patrimonio Paleoantropologico Mondiale
DESCRIPTION:Per la prima volta al di fuori della Croazia\, al museo Winckelmann sarà possibile ammirare il cranio C\, proveniente dal sito di Krapina\, patrimonio paleoantropologico dell’Umanità. \nIl sito dei Neandertal di Krapina rappresenta uno dei luoghi più importanti della paleoantropologia mondiale. Scoperto alla fine del XIX secolo sulla collina di Hušnjakovo\, fu oggetto di ricerche tra il 1899 e il 1905 sotto la guida del celebre scienziato Dragutin Gorjanović-Kramberger. I reperti\, risalenti a circa 130.000 anni fa\, sono oggi conservati presso il Museo Croato di Storia Naturale di Zagabria e il pezzo più emblematico sarà ospitato al Museo Winckelmann dal 22 maggio al 16 agosto \nOltre alle caratteristiche anatomiche\, particolare interesse suscitano le incisioni presenti sull’osso frontale\, che potrebbero indicare aspetti simbolici più complessi della vita dei Neandertal. \nIl fulcro della mostra è rappresentato dall’esposizione del reperto fossile originale\, collocato in una speciale vetrina progettata per garantire condizioni microclimatiche e luminose controllate. I visitatori avranno così un’opportunità unica di osservare direttamente un cranio di inestimabile valore scientifico e culturale. Accanto al reperto sarà presentato anche un documentario\, nel quale\, attraverso suggestive immagini\, animazioni e commenti di esperti\, viene interpretato il significato del Cranio C nel più ampio contesto delle conoscenze sui Neandertal.
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LOCATION:Museo d’Antichità J.J. Winckelmann\, Piazza della Cattedrale\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:George Tatge. ll colore del caso
DESCRIPTION:Attraverso oltre 60 opere di grande formato l’artista — già celebre per i suoi bianchi e neri graficamente possenti — svela nella Sala Nathan del Magazzino 26 la sua conversione al colore\, un viaggio interiore iniziato proprio tra le strade di questa città. La mostra è il frutto dell’incontro avventuroso di un viaggiatore errante\, mai sazio\, dotato del suo inseparabile banco ottico Deardorff 13×18 cm\, con gli elementi naturali\, antropici o antropizzati\, che non sono cercati\, ma sono piuttosto trovati\, accolti e quindi ritratti dallo sguardo dell’autore\, attento\, profondo e meditativo. L’esposizione\, promossa dall’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste è curata da Carlo Sisi\, ed è organizzata dalla casa editrice Magonza.
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LOCATION:Sala Arturo Nathan\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La collezione di una professoressa
DESCRIPTION:La lezione di Maria #2\nGiovedì 18 giugno alle 17.30 inaugura alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi la collettiva “La collezione di una professoressa. La lezione di Maria #2”\, mostra omaggio a Maria Campitelli organizzata dal Gruppo78 e dal Comune di Trieste. L’esposizione\, curata da Massimo Premuda\, mette in dialogo 25 artisti italiani e internazionali dalla Collezione Campitelli con altrettanti artisti del Gruppo78. La mostra\, sostenuta dalle Fondazioni Casali ETS\, sarà visitabile tutti i giorni fino al 13 luglio dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nDopo il successo di pubblico e critica della mostra “Omaggio a Maria Campitelli. La lezione di Maria #1” allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi nel luglio 2025\, il Gruppo78 realizza una seconda mostra dedicata alla figura di Maria Campitelli (Trieste 1930-2023)\, insegnante di storia dell’arte\, critica d’arte militante e curatrice di arte contemporanea\, nonché storica presidente del Gruppo78\, da lei fondato nel 1978\, carica che ha mantenuto fino all’anno della scomparsa. \nSi tratta di un’esposizione a cura di Massimo Premuda che si articola partendo dalle opere degli artisti da lei collezionate in oltre 45 anni di attività sul territorio\, infatti nella sua lunghissima carriera di curatrice di arte contemporanea ha promosso l’attività di un gran numero di artisti di Trieste e di fuori città e organizzato centinaia di mostre locali\, nazionali e internazionali. I lavori da lei raccolti\, frutto di acquisti mirati da galleristi\, doni di artisti o scambi con curatori\, rappresentano così il punto di partenza per ricostruire la storia culturale di Trieste dalla fine degli anni Settanta ad oggi\, attraverso le sue relazioni con i protagonisti della scena artistica italiana e internazionale. \nIn mostra si parte dallo storico spazialista Giuseppe Capogrossi per arrivare a nomi internazionali come Arman\, Sanja Iveković\, Camilian Demetrescu\, Rudolf Schwarzkogler\, Barbara Strathdee e Miroslav Šutej\, ma anche ad autori della nostra regione e città\, da Ugo Carà a Lojze Spacal\, da Bruno Chersicla a Piermario Ciani\, da Mario Sillani a Emanuela Marassi\, da Enzo Cogno a Odinea Pamici\, e ancora gli italiani Emilio Scanavino e Fabrizio Plessi. Ogni opera è legata a una documentata frequentazione con artisti\, critici\, curatori e galleristi\, e tutte queste storie verranno raccontate attraverso la selezione di 25 lavori significativi che\, oltre all’indiscussa qualità artistica\, sono emblematici di una relazione precisa e di una puntuale occasione espositiva. \nInfine le opere selezionate dalla collezione d’arte della professoressa Campitelli saranno da stimolo e ispirazione per gli artisti del Gruppo78 che realizzeranno altrettante opere omaggio nell’ottica di affiancare con lavori di oggi le sue scelte e di continuare così “la lezione di Maria”! \n25 artisti dalla Collezione Campitelli\nArman\, Mario Bessarione\, Giuseppe Capogrossi\, Ugo Carà\, Luciano Celli\, Bruno Chersicla\, Piermario Ciani\, Vittorio Antonio Cocever\, Manolo Cocho\, Enzo Cogno\, Vincenzo Maria De Bernardo\, Camilian Demetrescu\, Piero Dorazio\, Sanja Iveković\, Emanuela Marassi\, Odinea Pamici\, Paolo Patelli\, Fabrizio Plessi\, Emilio Scanavino\, Rudolf Schwarzkogler\, Mario Sillani Djerrahian\, Lojze Spacal\, Adriano Stok\, Barbara Strathdee\, Miroslav Šutej \nin dialogo con \nGiuliana Balbi\, Serena Bellini\, Loretta Cappanera\, Isabel Carafì\, Francesco Carbone\, Pierpaolo Ciana\, David Dalla Venezia\, Bruna Daus\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Fabiola Faidiga\, Alfonso Firmani\, Lucia Flego\, Guillermo Giampietro\, Cristina Lombardo\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\, Paola Pisani\, Giordano Rizzardi\, Barbara Romani\, Alessandra Spigai\, Massimo Stenta\, Luigi Tolotti\, Marisa Ulcigrai\, Elisa Vladilo\, Elisa Zurlo
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SUMMARY:La collezione di una professoressa. La lezione di Maria #2
DESCRIPTION:L’esposizione\, curata da Massimo Premuda\, mette in dialogo 25 artisti italiani e internazionali dalla Collezione Campitelli con altrettanti artisti del Gruppo78. La mostra\, sostenuta dalle Fondazioni Casali ETS\, sarà visitabile tutti i giorni fino al 13 luglio dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nDopo il successo di pubblico e critica della mostra “Omaggio a Maria Campitelli. La lezione di Maria #1” allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi nel luglio 2025\, il Gruppo78 realizza una seconda mostra dedicata alla figura di Maria Campitelli (Trieste 1930-2023)\, insegnante di storia dell’arte\, critica d’arte militante e curatrice di arte contemporanea\, nonché storica presidente del Gruppo78\, da lei fondato nel 1978\, carica che ha mantenuto fino all’anno della scomparsa. \nSi tratta di un’esposizione a cura di Massimo Premuda che si articola partendo dalle opere degli artisti da lei collezionate in oltre 45 anni di attività sul territorio\, infatti nella sua lunghissima carriera di curatrice di arte contemporanea ha promosso l’attività di un gran numero di artisti di Trieste e di fuori città e organizzato centinaia di mostre locali\, nazionali e internazionali. I lavori da lei raccolti\, frutto di acquisti mirati da galleristi\, doni di artisti o scambi con curatori\, rappresentano così il punto di partenza per ricostruire la storia culturale di Trieste dalla fine degli anni Settanta ad oggi\, attraverso le sue relazioni con i protagonisti della scena artistica italiana e internazionale. \nIn mostra si parte dallo storico spazialista Giuseppe Capogrossi per arrivare a nomi internazionali come Arman\, Sanja Iveković\, Camilian Demetrescu\, Rudolf Schwarzkogler\, Barbara Strathdee e Miroslav Šutej\, ma anche ad autori della nostra regione e città\, da Ugo Carà a Lojze Spacal\, da Bruno Chersicla a Piermario Ciani\, da Mario Sillani a Emanuela Marassi\, da Enzo Cogno a Odinea Pamici\, e ancora gli italiani Emilio Scanavino e Fabrizio Plessi. Ogni opera è legata a una documentata frequentazione con artisti\, critici\, curatori e galleristi\, e tutte queste storie verranno raccontate attraverso la selezione di 25 lavori significativi che\, oltre all’indiscussa qualità artistica\, sono emblematici di una relazione precisa e di una puntuale occasione espositiva. \nInfine le opere selezionate dalla collezione d’arte della professoressa Campitelli saranno da stimolo e ispirazione per gli artisti del Gruppo78 che realizzeranno altrettante opere omaggio nell’ottica di affiancare con lavori di oggi le sue scelte e di continuare così “la lezione di Maria”! \nDal 18 giugno al 13 luglio 2026 \nSala Veruda\, Palazzo Costanzi\, piazza Piccola 2\, Trieste \nLa collezione di una professoressa. La lezione di Maria #2 \nvisitabile tutti i giorni 10-13 e 17-20 \n25 artisti dalla Collezione Campitelli \nArman\, Mario Bessarione\, Giuseppe Capogrossi\, Ugo Carà\, Luciano Celli\, \nBruno Chersicla\, Piermario Ciani\, Vittorio Antonio Cocever\, Manolo Cocho\,Enzo Cogno\, Vincenzo Maria De Bernardo\, Camilian Demetrescu\, Piero Dorazio\, Sanja Iveković\, Emanuela Marassi\, Odinea Pamici\, Paolo Patelli\, Fabrizio Plessi\, Emilio Scanavino\, Rudolf Schwarzkogler\, Mario Sillani Djerrahian\, Lojze Spacal\, Adriano Stok\, Barbara Strathdee\, Miroslav Šutej. \nin dialogo con \nGiuliana Balbi\, Serena Bellini\, Loretta Cappanera\, Isabel Carafì\, Francesco Carbone\, Pierpaolo Ciana\, David Dalla Venezia\, Bruna Daus\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Fabiola Faidiga\, Alfonso Firmani\, Lucia Flego\, Guillermo Giampietro\, Cristina Lombardo\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\, Paola Pisani\, Giordano Rizzardi\, Barbara Romani\, Alessandra Spigai\, Massimo Stenta\, Luigi Tolotti\, Marisa Ulcigrai\, Elisa Vladilo\, Elisa Zurlo \ninfo \nGruppo78 international contemporary art \ngruppo78info@gmail.com \nhttps://www.gruppo78.it \nhttps://www.facebook.com/gruppo78 \nhttps://www.instagram.com/gruppo78trieste
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SUMMARY:Festival dell’operetta
DESCRIPTION:Giunto alla quarta edizione\, il Festival mette in campo molte risorse artistiche locali che rappresentano l’esperienza\, tutta triestina\, acquisita negli anni dell’importante Festival Internazionale dal dopoguerra ai primi anni duemila\, a cui si aggiungono artisti internazionali impegnati nei ruoli lirici. Due grandi orchestre\, quella del Teatro Lirico Giuseppe Verdi e la FVG Orchestra\, dirette rispettivamente da Andrea Albertin e Romolo Gessi. Gli adattamenti di entrambi gli spettacoli sono stati affidati ad Andrea Binetti\, che ne cura anche le regie. Il Festival si avvale del contributo della Regione FVG e del Comune di Trieste. \n  \nAi due titoli si aggiungono alcuni concerti di operetta e musical inserti nel programma di Trieste Estate\, nei luoghi di piazza Verdi (14 luglio e 7 agosto) e Giardino del Museo Sartorio (5 agosto)\, a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta. \n  \n“Trieste è storicamente la capitale dell’operetta” ha esordito l’assessore Giorgio Rossi. “Quest’anno proponiamo un’offerta importante che mira a rilanciare questo genere straordinario. L’operetta attrae un vasto pubblico\, soprattutto transfrontaliero. Si tratta di produzioni che richiedono ingenti risorse economiche. Nonostante lo sforzo profuso da Comune e Regione\, siamo consapevoli che servano scenografie sempre più imponenti per fare la differenza. Gli artisti di livello li abbiamo in casa a partire da Andrea Binetti. I dati positivi sul turismo e la crescita della tassa di soggiorno registrati in questo 2026 rispetto al 2025 ci fanno guardare al futuro con ottimismo. Manca ancora un anno alla fine del mandato: l’obiettivo per il 2027 è incrementare ulteriormente le disponibilità finanziarie per valorizzare al massimo questa realtà iconica”. \n  \nIl programma in dettaglio: \n  \nPoliteama Rossetti 19 e 20 giugno\, ore 20.30 \nBallo al Savoy \n  \noperetta in due atti \nmusica di Paul Abraham \nlibretto di Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda \nAdattamento e regia di Andrea Binetti \nAllestimento dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG \n  \npersonaggi ed interpreti: \n  \nMarchese Aristide di Faublas: Mathia Neglia \nMaddalena – sua moglie: Veronika Foia \nDaisy Parker – compositrice di Jazz: Marzia Postogna \nMustafà Bey: Andrea Binetti \nLa Tangolita – danzatrice argentina: Ilaria Zanetti \nArcibaldo-cameriere di Aristide: Gualtiero Giorgini \nCelestino Formand – giovane avvocato: Julian Sgherla \n  \nFVG Orchestra diretta da Romolo Gessi \nCoro diretto da Andrea Mistaro \nCoreografie di Noemi Gaggi \nScene e Costumi della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste \n  \nINFORMAZIONI e PREVENDITA dei BIGLIETTI per “Ballo al Savoy”: presso la Biglietteria del Politeama Rossetti di Largo Giorgio Gaber 1\, lunedì-sabato 10.00-13.00 e 16.00-19.00; domenica chiuso\, e un’ora prima dello spettacolo. È possibile contattare la biglietteria al numero: 040.3593511 oppure inviando una mail all’indirizzo: prenotazioni@ilrossetti.it. Sul circuito VIVATICKET. Presso Ticket Point di Corso Italia 9- Galleria Rossoni a Trieste\, dal lunedì al sabato 8.30-12.30 e 15.30-19.00\, tel. 040 3498276; on line biglietteria.ticketpoint-trieste.it. Prezzo dei biglietti da 20 a 35 euro. www.triesteoperetta.it\, info@triesteoperetta.it. \n  \nOperetta su musica di Paul Abraham e libretto di Alfred Grünwald e Fritz Löhner-Beda\, fu rappresentata per la prima volta il 23 dicembre 1932 al Großes Schauspielhaus di Berlino. La partitura dell’operetta risulta essere più moderna rispetto ai canoni dell’epoca\, facendo un uso abbondante di musiche a ritmo di Fox-Trot e balli di impronta latino-americana\, come il Tango e il Paso Doble\, che in quel tempo cominciavano a invadere l’Europa\, contaminando tutto un genere di teatro musicale. \n  \nNominato direttore d’orchestra presso il Teatro dell’Operetta di Budapest nel 1927\, Paul Abraham trovò la sua strada attraverso questa forma d’arte che\, più popolare\, si adattava meglio al suo talento. Vittoria e il suo Ussaro\, Fior d’Hawaii e Ballo al Savoy sono le composizioni che lo resero famoso in tutto il mondo\, assieme a colonne sonore di molti film. Nel 1933 abbandonò la Germania a causa delle persecuzioni nei confronti degli ebrei. Visse prima a Cuba\, poi in Messico e infine a New York. Rientrò in Germania nel 1956 dove morì quattro anni più tardi\, afflitto da gravi problemi mentali. \n  \nIl maggiordomo Arcibaldo ci introduce in casa Faublas dove si festeggiano i padroni di casa\, Aristide e Maddalena\, di ritorno dal lungo viaggio di nozze. Fra gli eleganti invitati spiccano lo stravagante Mustafà Bey\, un turco sempre alla ricerca di una nuova moglie\, e la frizzante Daisy Parker\, cugina della padrona di casa. Nel mezzo del divertimento generale Aristide riceve un telegramma da Tangolita\, una danzatrice sua ex-fiamma\, che pretende una notte d’amore con lui: lo aspetterà al Savoy. Aristide\, consigliato da Mustafà\, trova una buona scusa per andare: deve assolutamente incontrare il suo amico José Pasodoble\, compositore jazz al Savoy. Naturalmente Aristide non conosce affatto Pasodoble\, anche perché in tal caso saprebbe che Pasodoble non è altro che lo pseudonimo dietro cui si nasconde Daisy Parker\, la cugina di sua moglie; Maddalena è così certa che si tratta di una scusa. Decisione fatale: anche loro andranno al Savoy\, Daisy per dirigere il concerto\, Maddalena per sorvegliare il marito. Qui troviamo fra gli avventori un buffo e timido avvocato\, Celestino\, che si concede ogni tanto qualche follia nel celebre hotel. Quando Maddalena si rende conto che suo marito\, dopo il bellissimo numero di danza di Tangolita\, si ritira con questa in un separé\, fa altrettanto con lo stralunato Celestino. A questo punto la direzione del Savoy premia Pasodoble per le sue composizioni jazz rivelandone la vera identità. Aristide è sbalordito ma lo è ancora di più quando Maddalena sotto l’effetto dello champagne dice di aver tradito il marito. La mattina dopo nella sua bella villa Aristide è furibondo e pretende la rottura del matrimonio. Le pratiche per il divorzio vengono affidate ad uno studio che manda proprio l’ignaro Celestino: immaginate lo scompiglio! E anche il lieto fine! \n  \nTeatro Verdi 9 e 11 luglio 2026 ore 20\,30 – 12 luglio ore 18 \nLa Bajadera \nOperetta in due atti \nMusica di Emmerich Kálmán \nLibretto di Bela Jenbach e Alfred Grünwald \nAdattamento in due atti di Andrea Binetti \n  \nAllestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi \n  \nPersonaggi e interpreti: \n  \nPrincipe Radiani di Lahore: Domenico Menini \nOdette Darimonde: Ana Petricevic \nNapoleone di Saint Cloche: Andrea Binetti \nMarietta: Alessandra Della Croce \nLuigi Filippo La Tourette\, suo marito: Gualtiero Giorgini \nAriellette\, capo-claque del teatro: Ariella Reggio \nTrebisonde\, direttore del Teatro Chatelet: Maurizio Zacchigna \nJokhim-Mukt. Alessio Colautti \nColonnello Parker: Julian Sgherla \nDott. Cohen\, giornalista: Michele Dirodi \nOrchestra\, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi \nMaestro concertatore e direttore dell’orchestra: Andrea Albertin \nMaestro del Coro: Paolo Longo \nRegia: Andrea Binetti \nCoreografie di Noemi Gaggi e Luca Miclausig \nIn collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG \n  \nLa Bajadera\, composta da Emmerich Kálmán\, debuttò il 23 dicembre 1921 al Carltheater di Vienna. L’operetta si presentava al pubblico con un sapore esotico-indiano\, facendo letteralmente impazzire la capitale austriaca ed ottenendo un successo straordinario. Alla vena passionale del compositore che anima i cori\, le romanze\, i motivi danzanti\, i duetti comici\, piacevolissimi\, coloriti\, ricchi di originalità\, vivacità e varietà\, ma nel contempo di sentimento\, dalla forma elegante e graziosa\, sostenuti da una ricca strumentazione e con ﬁnali pieni di grandiosità\, si aggiungono i fox trot\, gli shimmy\, i motivi nuovi che andavano a quel tempo sostituendo i valzer nell’operetta\, furono il motivo da subito della popolarità che ebbe il titolo. \nInizio modulo \n  \nNato a Siòfok in Ungheria da famiglia ebrea\, Kálmán fu compagno di studi di Béla Bartók. Raggiunta la popolarità con le sue canzoni allegre cominciò la composizione di operette. Dopo Manovre d’autunno si trasferì a Vienna dove acquisì fama mondiale componendo le operette La principessa della Csarda e Contessa Mariza\, che fondono assieme il valzer viennese con le csárdás ungheresi. Nel 1921 compose La Bajadera\, che arrivò a 353 recite consecutive. Lasciò l’Europa per sfuggire alla persecuzione nazista\, andando a vivere in California. Acquistò la cittadinanza statunitense nel 1942. Ritornò in Europa da New York nel 1949\, stabilendo la sua residenza a Parigi\, dove morì quattro anni dopo. \n  \nIl libretto della Bajadera è basato su una vicenda sentimentale\, ambientata a Parigi: un principe indiano\, Radjami\, è costretto a prender moglie per poter salire sul trono. La sua ricerca di una sposa arriva alla capitale francese\, ove incontra Odette Darimonde\, assistendo ad una replica dell’operetta “La Bajadera”\, nella quale la diva è protagonista. Radjani se ne innamora. Odette\, seppur ricambiandolo\, rifiuta di sposarlo; mentre Napoleone corteggia Marietta\, noiosamente sposata con Luigi Filippo. Qualche tempo dopo Napoleone e Marietta sono diventati una coppia\, a sua volta annoiati e stufi\, nel contempo il principe Radjami frequenta tutte le sere il teatro per vedere la donna che gli ha spezzato il cuore. Sarà il capo claque Ariellette ad organizzare uno stratagemma\, assieme al direttore del teatro\, per far convolare il Principe e la Bajadera alle nozze. \n  \nINFORMAZIONI e PREVENDITA dei BIGLIETTI per “La Bajadera”: presso la biglietteria del Teatro Verdi\, da martedì a sabato dalle 9:00 alle16:00\, domenica dalle 10:00 alle 13:00 (e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo). Lunedì e festivi chiuso. E-Mail: boxoffice@teatroverdi-trieste.com\, Numero Verde 800 898 868 dedicato alle informazioni di biglietteria attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 21.00 (dall’estero +39 040 0648638)\, Contatti Telefonici 040 6722299 – da martedì a sabato dalle 09.00 alle 16.00\, domenica dalle 10.00 alle 13.00. \n  \nAltri eventi a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG \n  \n14 luglio piazza Verdi \n“Goodbye Berlin”\, omaggio a Kurt Weill \nCon Marzia Postogna e Leonardo Zannier \nUn viaggio che dalla Germania portò il grande compositore tedesco\, in Francia e poi negli States\, in fuga come tanti dal nazismo. \n  \n5 agosto Giardino del Museo Sartorio \n“Bulli e botte – da West Side Story a Dear Evan Hansen” \nCon Stefania Seculin e Gianluca Sticotti \nLa questione contemporanea giovanile attraverso i grandi titoli di musical\, che raccontano di scontri etnici\, tensioni e amore. \n  \n7 agosto piazza Verdi \n“Tutti insieme appassionatamente – dall’Operetta al Musical” \nCon Andrea Binetti\, Ilaria Zanetti\, Stefania Seculin e Sergey Kanygin \nDalle belle arie del musical The Sound of Music al repertorio che racconta i luoghi della vicenda dei von Trapp.
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DESCRIPTION:Dal 27 giugno al 13 luglio\, nella scenografia naturale senza eguali del Parco di Miramare\, avrà luogo l’edizione 2026 de “Il Rossetti a Miramare”\, la rassegna estiva frutto della consolidata sinergia fra il Museo storico e Parco del Castello di Miramare ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: un progetto mirato ad accrescere l’offerta culturale e turistica del Friuli Venezia Giulia\, in un luogo che ne è icona e che regala – la rassegna da sei anni e le rappresentazioni da sette – suggestioni al pubblico e agli artisti dello Stabile\, liberi di creare superando la dimensione del palcoscenico.\nIl nuovo titolo al centro della sesta edizione è stato svelato mercoledì 27 maggio\, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala del Trono del Castello: vi hanno preso parte il Direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare Guido Comis\, il Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Francesco Granbassi e il Direttore Paolo Valerio. Alla conferenza ha presenziato il Vicesindaco di Trieste e Assessore ai Teatri Serena Tonel.\n“Sono felicissimo di presentare un programma che conferma il legame fra Miramare e il Teatro Stabile Rossetti e sottolinea il coinvolgimento di Miramare nella vita culturale di Trieste – commenta il direttore Guido Comis -. Apprezzo di tutto cuore la disponibilità del Teatro a interpretare temi della programmazione del Castello\, quest’anno con uno spettacolo\, cui non vedo l’ora di poter assistere\, ispirato alle collezioni egizie di Massimiliano”.\nL’edizione 2026 rimarrà fedele alle linee tracciate fin dal primo anno de “Il Rossetti a Miramare”: abitare gli spazi del Parco e del Castello con grande rispetto sia per il contesto storico – che ogni intervento teatrale ha voluto valorizzare fortemente – sia per l’ambiente naturale. Entrare con uno spettacolo a Miramare significa infatti fare teatro in un’area protetta e delicata\, un inestimabile gioiello botanico creato dalla fantasia e dalla passione di Massimiliano d’Asburgo e conservato con grande cura fino ad oggi: Paolo Valerio ha scelto ogni anno di muoversi nel Parco “in punta di piedi”\, senza invadere il luogo con strutture imponenti\, macchine impattanti\, luci artificiali.\nL’idea\, dunque\, è sempre di farsi ispirare dalla bellezza naturale del luogo: incastonando l’evento teatrale nelle luci del tramonto\, in scorci inusuali del giardino e del Castello\, costruendo registicamente e drammaturgicamente le performance in modo che si fruiscano in modo itinerante e muovendo contemporaneamente piccoli gruppi di spettatori.\nLa novità del 2026 sarà data dal clima e dal tema dello spettacolo che giocando con gli stilemi della letteratura del mistero\, si lascia ispirare dall’Egitto e dalla mostra allestita nelle Scuderie del Castello: “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”. Lo spettacolo partirà proprio da qui\, fra i reperti egizi che l’Arciduca raccolse in una collezione d’inestimabile valore.\nEcco dunque “Miramare Mystery”\, inedito che il direttore Valerio ha affidato a due ottimi artisti triestini: Enrico Luttmann\, premiato autore\, sceneggiatore\, agente letterario per il teatro\, che ha ideato la drammaturgia\, e Davide Calabrese – uno degli applauditi Oblivion\, ma anche regista di spessore – che ne firma la messinscena.\nAssieme a loro una compagnia d’attori versatili e talentuosi: Giacomo Albites Coen\, Sebastiano Caruso\, Giulio De Santi\, Martina Galletta\, Federica Paola Garbarini\, Francesco Godina\, Zoe Pernici\, Maria Grazia Plos\, Maurizio Repetto\, Davide Rossi\, Matilde Savorosi\, Caterina Truci. Interpreteranno in parte i personaggi-guida che accompagneranno gli spettatori lungo diversi itinerari e narrazioni nel Parco\, in parte invece daranno vita alle figure storiche e alle ombre misteriose che attenderanno lungo i sentieri\, per confidarsi\, raccontare e mettere i cinque investigatori protagonisti ed il pubblico sulle tracce di un antico gioiello egizio…\nIl plot infatti immagina che cinque investigatori vagamente ispirati a figure leggendarie della letteratura del mistero\, siano stati convocati a Miramare per dirimere il giallo della scomparsa di un prezioso gioiello egizio\, dai potenti poteri magici. Massimiliano lo donò alla sua Carlotta\, ma poi che fine fece? I cinque – ognuno con il proprio metodo – cercheranno una personale pista\, aiutati dalle testimonianze di alcuni enigmatici personaggi (vivi? morti?) che si aggirano nel Parco.\nCome sempre lo spettacolo avrà inizio alle 19.30\, dal 27 giugno al 13 luglio: il punto d’incontro per questa edizione sarà alle Scuderie di Miramare\, luogo della mostra\, dove sarà posizionata anche la biglietteria serale (anche se\, come sempre\, si consiglia l’acquisto dei biglietti in prevendita\, che sarà aperta da giovedì 28 maggio alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, nei punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, www.ilrossetti.vivaticket.it. Il prezzo dei biglietti sarà di 20 euro intero (con riduzione a 17 euro per gli abbonati al Rossetti).\nGrazie alla collaborazione con il Concessionario dei Servizi aggiuntivi del Museo CoopCulture\, gli spettatori di “Miramare Mystery” godranno di una speciale promozione: presentando il biglietto nominale dello spettacolo teatrale avranno diritto all’ingresso al prezzo ridotto di 10 euro alla mostra “Una Sfinge l’attrae\, Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”\, che rimarrà straordinariamente aperta fino alle 19:30. In alternativa\, la promozione rimarrà valida e fruibile dal giorno dopo lo spettacolo e fino a chiusura mostra.\nIn occasione de “Il Rossetti a Miramare” non mancheranno nel Parco gli amatissimi Piccoli di Podrecca e sì\, anche loro avranno in serbo sorprese dal sapore egizio in omaggio alla preziosa esposizione: le loro performance previste fra il 3 e il 5 luglio ma fanno parte di un più ampio progetto intitolato “Podrecca on the road nei Musei nazionali FVG” che sarà presentato in dettaglio nelle prossime settimane.
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