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SUMMARY:Una sfinge l'attrae. Massimiliano D’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna
DESCRIPTION:Dal 2 aprile al 1° novembre 2026 le Scuderie del Castello di Miramare ospitano una grande mostra dedicata alla passione per l’Antico Egitto dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo. In esposizione oltre cento reperti che raccontano la nascita e la storia della sua collezione di antichità egizie\, tra sogno personale e visione moderna del museo come patrimonio a beneficio della collettività. \nGrazie alla prestigiosa collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna\, una parte significativa della raccolta\, trasferita a Vienna nel XIX secolo\, torna eccezionalmente a Trieste\, con un allestimento altamente scenografico ed evocativo. Il percorso espositivo include anche importanti prestiti del Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann e approfondisce il contesto culturale dell’Ottocento triestino\, quando il fascino per l’Antico Egitto animava viaggi\, commerci e collezionismo. \nLa mostra ricostruisce le tappe della collezione di Massimiliano: dagli acquisti iniziali alle missioni diplomatiche\, dal progetto (mai realizzato) di un museo a Miramare al viaggio avventuroso dei reperti tra Trieste\, Messico e Vienna. \nUn percorso narrativo che ripercorre anche la storia del collezionismo e dell’approccio allo studio delle antichità: da oggetti di prestigio destinati all’uso e al godimento personale\, a beni culturali riconosciuti come patrimonio condiviso\, finalizzati alla conoscenza\, alla tutela e alla fruizione collettiva.
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SUMMARY:Le due età di Dudovich. Opere scelte da due grandi collezioni italiane
DESCRIPTION:DUDOVICH\, 1900\nAll’inizio del Novecento il triestino Marcello Dudovich ha poco più di vent’anni. È dunque un giovanissimo cartellonista di ottime speranze: lavora a Bologna e fa incetta di premi nei concorsi indetti annualmente in città\, poi approderà alle prestigiose Officine Grafiche Ricordi di Milano e spiccherà il volo\, con manifesti che si sono emancipati da ogni suggestione decorativa e allegorica di sapore Liberty e puntano su un inedito gusto della sintesi formale e sulle grandi campiture di colore privo di ombreggiature. Soggetti vincenti per i messaggi pubblicitari così ideati sono le seducenti figure femminili\, che rimarranno la sua cifra identificativa\, fino a farlo considerare – a ragione – il più importante cartellonista italiano del ‘900. Gli anni giovanili\, fino al 1910 – 1912 sono i più originali e creativi\, con capolavori assoluti realizzati per grandi marchi (Campari\, Borsalino\, Strega\, Uliveto\, Fonotipia) ma soprattutto per i grandi magazzini napoletani di abbigliamento dei fratelli Mele: una “galleria” ancor oggi di straordinario impatto visivo. \nDUDOVICH\, 1937\nIl più celebre cartellonista italiano è entrato da qualche tempo in una sorta di cono d’ombra\, si sente invecchiato e attardato in un mondo\, dell’arte e della grafica\, che negli anni Trenta sta cambiando radicalmente: emergono cartellonisti di nuova generazione\, in pubblicità si scoprono la fotografia e il fotomontaggio\, si impongono nuovi stili di design (Studio Boggeri\, Ufficio Tecnico Pubblicità Olivetti). A questo Dudovich spiazzato giunge l’invito di Nives Comas Casati\, sua nipote\, allieva e modella\, a recarsi a Tripoli\, nella Libia colonizzata\, dove il governatore Italo Balbo va radunando una “corte” di artisti italiani. L’impatto con quella realtà è provvidenziale: il sessantenne “Dudo” ritrova il gusto della pittura e dell’illustrazione\, realizza alcuni manifesti ma soprattutto fotografa e ritrae i vari aspetti umani e sociali dell’habitat indigeno\, sorprendente e affascinante\, dando pure un personale contributo alla costruzione dell’immagine turistica della cosiddetta “quarta sponda”.
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LOCATION:I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata e Pinacoteca\, via torino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Due uomini in coffa. Carpinteri Faraguna
DESCRIPTION:La mostra\, grazie alle soluzioni allestitive e grafiche di Mario Bobbio\, Diego Fantoma e Susan Petri e alla collaborazione alle ricerche di Cristina Fenu e Gabriella Norio\, si sforza di raccontare la lunga vicenda “C&F” e di mostrarne i momenti salienti attraverso fotografie e documenti provenienti dalle collezioni familiari di Fiammetta Zuliani Faraguna da un lato e di Roberta Carpinteri dall’altro\, affiancati a oggetti iconici\, come la coppia di poltroncine provenienti dalla motonave Vulcania che i due utilizzavano nelle loro sessioni creative. Ci saranno naturalmente libri\, giornali\, rare plaquettes e dattiloscritti autografi dalla collezione della Biblioteca Civica Hortis\, locandine e bozzetti dal Museo Teatrale Schmidl e dal Teatro Stabile “La Contrada” oltre a una serie di piccole\, interessanti curiosità: dai “pizzini” in versi indirizzati ai tipografi che Carpinteri appiccicava ai testi da comporre\, ai cliché originali delle vignette per “La Cittadella”\, dal grande quadro a olio realizzato da Renzo Kollmann nel 1947 in occasione del varo del “piano Marshall” al “Reservistenbild” del 1901\, quadro di stoffa ricamato in seta\, ricordo della missione austriaca contro la rivolta dei Boxer in Cina\, da cui è stata tratta\, con una piccola\, significativa interpolazione\, la copertina del primo volume delle Maldobrie del 1966.
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LOCATION:Spazio Forum LETS\, Piazza Hortis\, 4\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Trieste marittima. Armatori\, porto e servizi dal 1836 al 1975
DESCRIPTION:La mostra “TRIESTE MARITTIMA – ARMATORI\, PORTO E SERVIZI DAL 1836 AL 1975”\, promossa dal Museo del Mare e organizzata assieme all’Associazione Marinara Aldebaran Aps Ets\, ripercorre la storia dei servizi e delle rotte che hanno collegato il Trieste con tutte le destinazioni del globo. \nRiproduzioni modellistiche uniche delle navi\, eseguite in perfetta scala dai modellisti dell’Associazione\, insieme a materiale inedito fotografico ed iconografico e oggettistica dell’epoca\, illustrano i servizi svolti dalle storiche società armatrici che hanno operato nel porto giuliano come il Lloyd Austriaco\, poi Lloyd Triestino e ancora Austro Americana\, Cosulich\, Italia\, Adriatica\, N.L.T. e Istria-Trieste\, fino alle piccole compagnie minori libere o di cabotaggio. \nUlteriori sezioni della mostra sono dedicate allo sviluppo del Porto di Trieste\, e agli indispensabili servizi complementari di Pilotaggio\, Rimorchio e Ormeggio.\nViene anche ricordata la nascita in Italia\, proprio a Trieste\, esattamente un secolo fa\, dei primi servizi di navigazione aerea italiani\, iniziati dai Cosulich\, tramite la Società controllata S.I.S.A. con aerei prodotti nelle Officine Aereonautiche del Cantiere di Monfalcone. \nNel percorso espositivo particolare attenzione è stata rivolta a offrire al visitatore un’ampia selezione dei modelli navali realizzati nel corso degli anni dai membri dell’Associazione: il modellismo è stato\, fin dalla nascita dell’Aldebaran\, un’attività fondante\, tesa ad approfondire le strutture dei natanti con rigore tecnico e storico. \nL’Associazione Marinara Aldebaran ha proposto questa iniziativa al Museo del Mare di Trieste in occasione del suo settantacinquesimo anno di attività\, nel quadro di una convenzione che afferma l’impegno comune per la promozione del patrimonio marittimo. \nUna sezione della mostra è dedicata proprio a quanto realizzato sinora dai Soci dell’Associazione Marinara Aldebaran\, su base volontaria e nel pieno rispetto di quanto previsto dallo statuto per il mantenimento\, la ricerca e la divulgazione della cultura marinara\, ricordando particolarmente Paolo Valenti\, ex presidente\, storico e perito navale e l’Ing. Ernesto Gellner ispiratori delle attività sociali.
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LOCATION:Museo del Mare\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:"Sguardi degli alberi" di Dunja Nedeljkovic
DESCRIPTION:Avete mai guardato negli occhi degli alberi?\nDa oltre venticinque anni gli alberi accompagnano la mia pittura. Sono paesaggio\, memoria\, silenzio\, ma anche presenze capaci di guardarci e di raccontare qualcosa di noi. \nTutto è iniziato nel 2001\, quando un noce davanti al mio studio mi ha “guardata”. Da allora ho iniziato a riconoscere negli alberi sguardi diversi: diretti\, timidi\, nascosti nella corteccia.\nSguardi degli alberi raccoglie opere nate in tempi diversi\, unite da un filo invisibile: lo sguardo come dialogo silenzioso tra noi e la natura.\nUn invito a fermarsi\, osservare e lasciarsi guardare. \nDunja Nedeljkovic Serafin
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LOCATION:Sala Comunale d’Arte\, Piazza Unità d'Italia\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Ritratti femminili a confronto. Dalla fotografia storica alla fotografia contemporanea
DESCRIPTION:Venerdì 23 ottobre\, alle 10\, si inaugura al Civico Museo Sartorio la mostra Ritratti femminili a confronto. Dalla fotografia storica alla fotografia contemporanea\, a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, nell’ambito del Festival Trieste Photo Days 2026. \nL’esposizione mette in dialogo le fotografie storiche della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte con il progetto contemporaneo La soglia della fotografa Cristina Cosmano\, proponendo una riflessione sull’evoluzione del ritratto femminile e sui modi in cui\, nel tempo\, l’identità delle donne è stata rappresentata e riconosciuta. \nDalle immagini ottocentesche conservate nella raccolta della famiglia Sartorio\, attraverso le fotografie degli studi Allievi di Engel e Wulz\, fino ai ritratti del Novecento\, il percorso racconta come il volto\, la posa\, l’abito e gli oggetti abbiano contribuito a definire l’identità individuale e sociale. Tra le opere esposte figurano anche il ritratto di Paolina Sartorio\, le immagini delle servolane\, il ritratto di Claudia Cardinale realizzato dallo studio Giornalfoto a Trieste nel 1961 durante le riprese del film Senilità di Mauro Bolognini. \nIl confronto con La soglia di Cristina Cosmano apre una prospettiva contemporanea: nei suoi ritratti il volto femminile è nascosto o parzialmente sottratto allo sguardo. Posture\, mani\, abiti e ambienti diventano così strumenti di riconoscimento\, in una ricerca che indaga il rapporto tra presenza e invisibilità e le modalità con cui le società influenzano la visibilità delle donne. \nIl percorso si estende inoltre alla biblioteca del Museo Sartorio con Dalla fotografia alla traccia. Il libro come ritratto\, un approfondimento dedicato ai volumi appartenuti alla famiglia Sartorio. Attraverso libri\, annotazioni manoscritte e tracce di possesso\, la mostra amplia la riflessione sull’identità\, mettendo in relazione immagini\, memoria familiare ed educazione. \nDalla fotografia storica alla ricerca contemporanea\, la mostra invita a interrogarsi su una domanda fondamentale: quanto del volto dobbiamo vedere per riconoscere una persona? Un percorso che valorizza il patrimonio fotografico cittadino e lo mette in dialogo con le questioni del presente.
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LOCATION:Museo Sartorio\, Largo Papa Giovanni XXIII\, 1\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:"Holding on" di Michele Zousmer
DESCRIPTION:Premio Musei Civici 2026\nNell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, la fotografa Michel Zousmer è stata insignita del Premio Musei Civici del Comune di Trieste per il suo progetto fotografico che offre una riflessione profonda sull’identità culturale e la memoria collettiva. \nIl lavoro è stato selezionato da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, e da Michela Messina\, conservatore del Civico Museo Sartorio. \nVenerdì 23 ottobre\, alle 10\, si inaugura al Civico Museo Sartorio\, la mostra Holding on. La selezione è motivata dalla rilevanza del progetto rispetto ai temi della memoria\, dell’invecchiamento e della trasmissione intergenerazionale del patrimonio culturale immateriale. Attraverso una ricerca fotografica di forte coerenza formale e documentaria\, Michele Zousmer indaga la relazione tra esperienza individuale\, memoria familiare e trasformazione della comunità nel tempo. \nIl progetto assume particolare interesse per la capacità di coniugare la dimensione documentaria della fotografia con una riflessione sulla costruzione e sulla conservazione della memoria. Le immagini non si limitano infatti a registrare la condizione dei soggetti rappresentati\, ma restituiscono il rapporto tra persone\, oggetti\, fotografie e luoghi come elementi attraverso i quali il passato viene conservato\, rielaborato e trasmesso. \nIn questa prospettiva\, le persone ritratte possono essere considerate depositarie di un patrimonio immateriale costituito da memorie\, pratiche\, saperi\, tradizioni e narrazioni familiari\, la cui trasmissione è oggi esposta al rischio di dispersione. Il lavoro acquista quindi anche una valenza di documentazione e di conservazione della memoria sociale\, affrontando il tema della perdita non in termini esclusivamente individuali\, ma come processo che coinvolge la continuità culturale delle comunità. \nLa particolare pertinenza di HOLDING ON rispetto al Civico Museo Sartorio risiede inoltre nella significativa corrispondenza tra il tema del progetto e la natura stessa del luogo che conserva la memoria della famiglia che lo ha abitato e\, attraverso gli ambienti\, le collezioni\, gli oggetti e le testimonianze conservate\, rende accessibile alla dimensione pubblica una memoria originariamente privata e familiare. \nIn questo senso\, il progetto di Zousmer può instaurare un dialogo diretto con il museo: da un lato la fotografia documenta la memoria familiare nel momento in cui rischia di perdersi; dall’altro l’istituzione rappresenta il processo attraverso cui una memoria privata viene preservata\, storicizzata e trasformata in patrimonio condiviso. HOLDING ON consente così di interrogare il museo stesso come dispositivo di conservazione e trasmissione della memoria\, mettendo in relazione la dimensione intima dell’archivio familiare con quella pubblica del patrimonio culturale.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra "Le due età di Dudovich"
DESCRIPTION:Giovedì 29 ottobre\, alle ore 17.30\, si terrà la penultima visita guidata dalla prof.ssa Marina Parladori alla mostra “Le due età di Dudovich” con le due sezioni relative ai capolavori da una parte e il periodo libico dall’altra con opere scelte da due grandi collezioni italiane. \npresso l’IRCI/Museo istriano in via Torino 8\, ingresso libero.
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SUMMARY:Jack Vettriano
DESCRIPTION:Dopo l’incredibile successo delle prime tre tappe di Bologna\, Milano e Roma\, che hanno registrato oltre 80.000 visitatori\, la straordinaria mostra dedicata a Jack Vettriano arriva a Trieste. L’esposizione intende celebrare la produzione artistica di Jack Vettriano (Fife\, 17 novembre 1951 – Nizza\, 1° marzo 2025)\, tra i pittori più amati e riconosciuti dal pubblico italiano e internazionale. \nDal 29 ottobre 2026 al 2 maggio 2027\, la suggestiva cornice del Salone degli Incanti\, in Riva Nazario Sauro 1\, ospiterà un’ampia selezione di opere che ripercorrono la storia e la straordinaria carriera del pittore\, recentemente scomparso. \nIl pubblico avrà l’opportunità di approfondire la conoscenza di uno degli artisti più venduti e riprodotti di tutti i tempi attraverso un percorso espositivo composto da oltre ottanta opere: otto dipinti a olio\, una selezione di opere su carta museale a tiratura unica\, realizzate appositamente per la mostra\, un contributo video dedicato all’artista e suggestivi scatti ambientati nello studio di Jack Vettriano\, realizzati da Francesco Guidicini\, celebre ritrattista del The Sunday Times\, le cui fotografie sono conservate presso la National Portrait Gallery di Londra. \nL’esposizione è promossa dal Comune di Trieste ed organizzata da Chiara Campagnoli\, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini S.r.l.\, ed è stata resa possibile grazie alla compartecipazione dell’amministrazione comunale. Come nelle precedenti edizioni\, il progetto si avvale dell’importante partnership con Jack Vettriano Publishing\, che continua a sostenere il tour italiano. La presentazione ai media è affidata al dott. Pietro Franca\, mentre i testi curatoriali sono a cura della dott.ssa Francesca Bogliolo. \n\nLa vicenda di Jack Vettriano\, all’anagrafe Jack Hoggan\, sembra uscita dalle pagine di un romanzo vittoriano: una storia di origini umili\, scoperta tardiva del talento e affermazione internazionale. Nato nella contea di Fife\, sulla costa scozzese del Mare del Nord\, in una famiglia legata all’industria carbonifera\, Vettriano inizia a lavorare molto presto\, già all’età di dieci anni\, per contribuire alle finanze familiari. A sedici anni lascia la scuola e intraprende un apprendistato come tecnico minerario. \nLa sua vocazione artistica emerge solo più tardi. A ventun anni\, dopo aver ricevuto in regalo un set di pennelli e acquerelli per il compleanno\, comincia a dipingere da autodidatta\, dando avvio a un percorso che lo porterà a sviluppare un linguaggio pittorico personale e immediatamente riconoscibile. \nQuasi quindici anni dopo\, nel 1988\, arriva la prima importante occasione espositiva professionale: Vettriano presenta le proprie opere alla Royal Scottish Academy di Edimburgo. Il debutto si rivela subito promettente: entrambi i dipinti esposti vengono venduti già nel primo giorno di apertura della mostra. Trasferitosi a Edimburgo\, sceglie il nome d’arte Vettriano\, ripreso dal cognome della madre\, figlia di un emigrante italiano originario della provincia di Frosinone. Un nome destinato a diventare noto ben oltre i confini scozzesi\, legandosi a una produzione artistica capace di conquistare un vasto pubblico internazionale. \nIl percorso di Vettriano è caratterizzato da una particolare relazione con il mondo della critica: mentre una parte degli ambienti artistici e giornalistici ha guardato al suo lavoro con riserve\, il pubblico ne ha riconosciuto e sostenuto con costanza il valore espressivo e narrativo. Le sue opere\, popolate da figure eleganti\, atmosfere sospese e suggestioni cinematografiche\, raccontano spesso storie di seduzione\, desiderio\, solitudine e mistero\, costruendo un immaginario che ha trovato un’ampia diffusione anche al di fuori dei tradizionali circuiti espositivi. \nLa selezione delle opere in mostra\, con particolare attenzione a quelle su carta museale\, intende valorizzare le diverse sfaccettature della ricerca espressiva dell’artista e offrire al pubblico l’opportunità di approfondirne il linguaggio visivo. Una scelta che si inserisce nel percorso di un pittore il cui lavoro ha suscitato reazioni contrastanti da parte della critica\, conquistando tuttavia un pubblico vasto e affezionato. Nonostante le riserve espresse da una parte del mondo della critica e del giornalismo\, Vettriano è riuscito ad affermarsi grazie all’apprezzamento del pubblico\, che nel tempo ha continuato a sostenere la sua produzione attraverso l’acquisto e la diffusione delle riproduzioni delle sue opere. \nIl successo commerciale dell’artista è stato significativo anche sul piano dei diritti di riproduzione. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian\, Vettriano avrebbe percepito circa 500.000 sterline all’anno dai diritti d’autore legati alle riproduzioni delle sue opere. Tra queste\, The Singing Butler\, considerata la sua opera più celebre\, è diventata un’immagine iconica\, ampiamente riprodotta su biglietti d’auguri nel Regno Unito e capace di raggiungere una diffusione eccezionale. Le immagini di Vettriano hanno inoltre trovato spazio in Italia e all’estero\, comparendo sulle copertine di numerose pubblicazioni letterarie. \nNel 2004\, la regina Elisabetta II gli conferì l’onorificenza OBE (Ufficiale dell’Ordine dell’Impero britannico) per i servizi resi alle arti visive\, riconoscimento che rappresenta una tappa significativa del suo percorso professionale. Tra i personaggi noti e i collezionisti che hanno posseduto o collezionato opere del pittore scozzese figurano Jack Nicholson\, Sir Alex Ferguson\, Sir Tim Rice e Robbie Coltrane.
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SUMMARY:Filippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste. 1876-2026
DESCRIPTION:Era il 22 dicembre 1876 quando ad Alessandria d’Egitto nasceva Filippo Tommaso Marinetti\, 150 anni fa.\nPoeta visionario\, demolitore della tradizione ottocentesca\, deciso ad essere promotore culturale di un movimento di arte e di vita.\nNon vi è aspetto della creatività in cui l’Avanguardia promossa da Marinetti non abbia affermato la propria estetica.\nIl legame di Marinetti con Trieste si manifesta già nei primi anni del Novecento\, quando lo scrittore prende parte alla vita politico-culturale cittadina e interviene nelle manifestazioni a favore dell’Università italiana.\nLe relazioni dello scrittore con Trieste proseguono nei decenni successivi\, attraverso incontri pubblici\, conferenze e rapporti con artisti\, scrittori e intellettuali locali. La documentazione conservata e analizzata restituisce una rete di contatti che coinvolge\, tra gli altri\, Bruno G. Sanzin\, Vladimiro Miletti\, Giannina Censi\, Tullio Crali e permette di seguire la presenza del Futurismo in ambiti diversi\, dalla letteratura alla pittura\, dal teatro alla danza e alla fotografia. \nFilippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste\, progetto curato da Alessandra Sirugo\, intende ricostruire queste vicende senza limitarle alla figura del fondatore\, allargando lo sguardo alle esperienze artistiche e letterarie sviluppatesi a Trieste e nella Venezia Giulia\, e ampliando la ricerca a percorsi artistici e culturali successivi all’esperienza marinettiana.\nI documenti e le testimonianze provengono dal patrimonio della Biblioteca civica “Hortis”\, del Civico Museo teatrale “Carlo Schmidl”\, del Civico Museo Revoltella e Galleria d’Arte Moderna\, dall’Archivio degli Scrittori e della Cultura Regionale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste\, e da prestatori privati come la Lega Nazionale\, Libreria antiquaria Drogheria 28 e Libreria antiquaria Umberto Saba con la Fondazione Salaris-Echaurren.
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LOCATION:Museo LETS – Letteratura Trieste\, Piazza Hortis\, 4\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La Cultura non ha Età – Su i sentieri del Carso
DESCRIPTION:Spettacolo di intrattenimento della Compagnia de L’Armonia Aps nell’ambito del progetto “Socializzazione Anziani 2026/2027” della Fondazione CRTrieste. Un’escursione ideale sul Carso tra tre amici – uno burbero\, uno tranquillo e uno naturalista – tra spiegazioni sulla natura carisica\, curiosità\, battute e canzoni.\n“La Cultura non ha Età” è il ciclo di dieci spettacoli a ingresso libero organizzato della Pro Senectute\, con proposte musicali\, teatrali e incontri culturali\, per offrire momenti di condivisione e socialità in un ambiente accogliente e accessibile.\nLa Pro Senectute è un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona impegnata nella rete di protezione sociale del territorio. Promuove iniziative dedicate agli anziani con l’obiettivo di contrastare la solitudine e migliorare la qualità della vita nella Terza Età.
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LOCATION:Sala Lelio Luttazzi\, Magazzino 26 - Porto Vecchio\, Trieste\, TS\, 34135\, Italy
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