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SUMMARY:Le due età di Dudovich. Opere scelte da due grandi collezioni italiane
DESCRIPTION:DUDOVICH\, 1900\nAll’inizio del Novecento il triestino Marcello Dudovich ha poco più di vent’anni. È dunque un giovanissimo cartellonista di ottime speranze: lavora a Bologna e fa incetta di premi nei concorsi indetti annualmente in città\, poi approderà alle prestigiose Officine Grafiche Ricordi di Milano e spiccherà il volo\, con manifesti che si sono emancipati da ogni suggestione decorativa e allegorica di sapore Liberty e puntano su un inedito gusto della sintesi formale e sulle grandi campiture di colore privo di ombreggiature. Soggetti vincenti per i messaggi pubblicitari così ideati sono le seducenti figure femminili\, che rimarranno la sua cifra identificativa\, fino a farlo considerare – a ragione – il più importante cartellonista italiano del ‘900. Gli anni giovanili\, fino al 1910 – 1912 sono i più originali e creativi\, con capolavori assoluti realizzati per grandi marchi (Campari\, Borsalino\, Strega\, Uliveto\, Fonotipia) ma soprattutto per i grandi magazzini napoletani di abbigliamento dei fratelli Mele: una “galleria” ancor oggi di straordinario impatto visivo. \nDUDOVICH\, 1937\nIl più celebre cartellonista italiano è entrato da qualche tempo in una sorta di cono d’ombra\, si sente invecchiato e attardato in un mondo\, dell’arte e della grafica\, che negli anni Trenta sta cambiando radicalmente: emergono cartellonisti di nuova generazione\, in pubblicità si scoprono la fotografia e il fotomontaggio\, si impongono nuovi stili di design (Studio Boggeri\, Ufficio Tecnico Pubblicità Olivetti). A questo Dudovich spiazzato giunge l’invito di Nives Comas Casati\, sua nipote\, allieva e modella\, a recarsi a Tripoli\, nella Libia colonizzata\, dove il governatore Italo Balbo va radunando una “corte” di artisti italiani. L’impatto con quella realtà è provvidenziale: il sessantenne “Dudo” ritrova il gusto della pittura e dell’illustrazione\, realizza alcuni manifesti ma soprattutto fotografa e ritrae i vari aspetti umani e sociali dell’habitat indigeno\, sorprendente e affascinante\, dando pure un personale contributo alla costruzione dell’immagine turistica della cosiddetta “quarta sponda”.
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LOCATION:I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata e Pinacoteca\, via torino\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Due uomini in coffa. Carpinteri Faraguna
DESCRIPTION:La mostra\, grazie alle soluzioni allestitive e grafiche di Mario Bobbio\, Diego Fantoma e Susan Petri e alla collaborazione alle ricerche di Cristina Fenu e Gabriella Norio\, si sforza di raccontare la lunga vicenda “C&F” e di mostrarne i momenti salienti attraverso fotografie e documenti provenienti dalle collezioni familiari di Fiammetta Zuliani Faraguna da un lato e di Roberta Carpinteri dall’altro\, affiancati a oggetti iconici\, come la coppia di poltroncine provenienti dalla motonave Vulcania che i due utilizzavano nelle loro sessioni creative. Ci saranno naturalmente libri\, giornali\, rare plaquettes e dattiloscritti autografi dalla collezione della Biblioteca Civica Hortis\, locandine e bozzetti dal Museo Teatrale Schmidl e dal Teatro Stabile “La Contrada” oltre a una serie di piccole\, interessanti curiosità: dai “pizzini” in versi indirizzati ai tipografi che Carpinteri appiccicava ai testi da comporre\, ai cliché originali delle vignette per “La Cittadella”\, dal grande quadro a olio realizzato da Renzo Kollmann nel 1947 in occasione del varo del “piano Marshall” al “Reservistenbild” del 1901\, quadro di stoffa ricamato in seta\, ricordo della missione austriaca contro la rivolta dei Boxer in Cina\, da cui è stata tratta\, con una piccola\, significativa interpolazione\, la copertina del primo volume delle Maldobrie del 1966.
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LOCATION:Spazio Forum LETS\, Piazza Hortis\, 4\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Trieste marittima. Armatori\, porto e servizi dal 1836 al 1975
DESCRIPTION:La mostra “TRIESTE MARITTIMA – ARMATORI\, PORTO E SERVIZI DAL 1836 AL 1975”\, promossa dal Museo del Mare e organizzata assieme all’Associazione Marinara Aldebaran Aps Ets\, ripercorre la storia dei servizi e delle rotte che hanno collegato il Trieste con tutte le destinazioni del globo. \nRiproduzioni modellistiche uniche delle navi\, eseguite in perfetta scala dai modellisti dell’Associazione\, insieme a materiale inedito fotografico ed iconografico e oggettistica dell’epoca\, illustrano i servizi svolti dalle storiche società armatrici che hanno operato nel porto giuliano come il Lloyd Austriaco\, poi Lloyd Triestino e ancora Austro Americana\, Cosulich\, Italia\, Adriatica\, N.L.T. e Istria-Trieste\, fino alle piccole compagnie minori libere o di cabotaggio. \nUlteriori sezioni della mostra sono dedicate allo sviluppo del Porto di Trieste\, e agli indispensabili servizi complementari di Pilotaggio\, Rimorchio e Ormeggio.\nViene anche ricordata la nascita in Italia\, proprio a Trieste\, esattamente un secolo fa\, dei primi servizi di navigazione aerea italiani\, iniziati dai Cosulich\, tramite la Società controllata S.I.S.A. con aerei prodotti nelle Officine Aereonautiche del Cantiere di Monfalcone. \nNel percorso espositivo particolare attenzione è stata rivolta a offrire al visitatore un’ampia selezione dei modelli navali realizzati nel corso degli anni dai membri dell’Associazione: il modellismo è stato\, fin dalla nascita dell’Aldebaran\, un’attività fondante\, tesa ad approfondire le strutture dei natanti con rigore tecnico e storico. \nL’Associazione Marinara Aldebaran ha proposto questa iniziativa al Museo del Mare di Trieste in occasione del suo settantacinquesimo anno di attività\, nel quadro di una convenzione che afferma l’impegno comune per la promozione del patrimonio marittimo. \nUna sezione della mostra è dedicata proprio a quanto realizzato sinora dai Soci dell’Associazione Marinara Aldebaran\, su base volontaria e nel pieno rispetto di quanto previsto dallo statuto per il mantenimento\, la ricerca e la divulgazione della cultura marinara\, ricordando particolarmente Paolo Valenti\, ex presidente\, storico e perito navale e l’Ing. Ernesto Gellner ispiratori delle attività sociali.
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LOCATION:Museo del Mare\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Ritratti femminili a confronto. Dalla fotografia storica alla fotografia contemporanea
DESCRIPTION:Venerdì 23 ottobre\, alle 10\, si inaugura al Civico Museo Sartorio la mostra Ritratti femminili a confronto. Dalla fotografia storica alla fotografia contemporanea\, a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, nell’ambito del Festival Trieste Photo Days 2026. \nL’esposizione mette in dialogo le fotografie storiche della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte con il progetto contemporaneo La soglia della fotografa Cristina Cosmano\, proponendo una riflessione sull’evoluzione del ritratto femminile e sui modi in cui\, nel tempo\, l’identità delle donne è stata rappresentata e riconosciuta. \nDalle immagini ottocentesche conservate nella raccolta della famiglia Sartorio\, attraverso le fotografie degli studi Allievi di Engel e Wulz\, fino ai ritratti del Novecento\, il percorso racconta come il volto\, la posa\, l’abito e gli oggetti abbiano contribuito a definire l’identità individuale e sociale. Tra le opere esposte figurano anche il ritratto di Paolina Sartorio\, le immagini delle servolane\, il ritratto di Claudia Cardinale realizzato dallo studio Giornalfoto a Trieste nel 1961 durante le riprese del film Senilità di Mauro Bolognini. \nIl confronto con La soglia di Cristina Cosmano apre una prospettiva contemporanea: nei suoi ritratti il volto femminile è nascosto o parzialmente sottratto allo sguardo. Posture\, mani\, abiti e ambienti diventano così strumenti di riconoscimento\, in una ricerca che indaga il rapporto tra presenza e invisibilità e le modalità con cui le società influenzano la visibilità delle donne. \nIl percorso si estende inoltre alla biblioteca del Museo Sartorio con Dalla fotografia alla traccia. Il libro come ritratto\, un approfondimento dedicato ai volumi appartenuti alla famiglia Sartorio. Attraverso libri\, annotazioni manoscritte e tracce di possesso\, la mostra amplia la riflessione sull’identità\, mettendo in relazione immagini\, memoria familiare ed educazione. \nDalla fotografia storica alla ricerca contemporanea\, la mostra invita a interrogarsi su una domanda fondamentale: quanto del volto dobbiamo vedere per riconoscere una persona? Un percorso che valorizza il patrimonio fotografico cittadino e lo mette in dialogo con le questioni del presente.
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LOCATION:Museo Sartorio\, Largo Papa Giovanni XXIII\, 1\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:"Holding on" di Michele Zousmer
DESCRIPTION:Premio Musei Civici 2026\nNell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, la fotografa Michel Zousmer è stata insignita del Premio Musei Civici del Comune di Trieste per il suo progetto fotografico che offre una riflessione profonda sull’identità culturale e la memoria collettiva. \nIl lavoro è stato selezionato da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, e da Michela Messina\, conservatore del Civico Museo Sartorio. \nVenerdì 23 ottobre\, alle 10\, si inaugura al Civico Museo Sartorio\, la mostra Holding on. La selezione è motivata dalla rilevanza del progetto rispetto ai temi della memoria\, dell’invecchiamento e della trasmissione intergenerazionale del patrimonio culturale immateriale. Attraverso una ricerca fotografica di forte coerenza formale e documentaria\, Michele Zousmer indaga la relazione tra esperienza individuale\, memoria familiare e trasformazione della comunità nel tempo. \nIl progetto assume particolare interesse per la capacità di coniugare la dimensione documentaria della fotografia con una riflessione sulla costruzione e sulla conservazione della memoria. Le immagini non si limitano infatti a registrare la condizione dei soggetti rappresentati\, ma restituiscono il rapporto tra persone\, oggetti\, fotografie e luoghi come elementi attraverso i quali il passato viene conservato\, rielaborato e trasmesso. \nIn questa prospettiva\, le persone ritratte possono essere considerate depositarie di un patrimonio immateriale costituito da memorie\, pratiche\, saperi\, tradizioni e narrazioni familiari\, la cui trasmissione è oggi esposta al rischio di dispersione. Il lavoro acquista quindi anche una valenza di documentazione e di conservazione della memoria sociale\, affrontando il tema della perdita non in termini esclusivamente individuali\, ma come processo che coinvolge la continuità culturale delle comunità. \nLa particolare pertinenza di HOLDING ON rispetto al Civico Museo Sartorio risiede inoltre nella significativa corrispondenza tra il tema del progetto e la natura stessa del luogo che conserva la memoria della famiglia che lo ha abitato e\, attraverso gli ambienti\, le collezioni\, gli oggetti e le testimonianze conservate\, rende accessibile alla dimensione pubblica una memoria originariamente privata e familiare. \nIn questo senso\, il progetto di Zousmer può instaurare un dialogo diretto con il museo: da un lato la fotografia documenta la memoria familiare nel momento in cui rischia di perdersi; dall’altro l’istituzione rappresenta il processo attraverso cui una memoria privata viene preservata\, storicizzata e trasformata in patrimonio condiviso. HOLDING ON consente così di interrogare il museo stesso come dispositivo di conservazione e trasmissione della memoria\, mettendo in relazione la dimensione intima dell’archivio familiare con quella pubblica del patrimonio culturale.
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SUMMARY:Jack Vettriano
DESCRIPTION:Dopo l’incredibile successo delle prime tre tappe di Bologna\, Milano e Roma\, che hanno registrato oltre 80.000 visitatori\, la straordinaria mostra dedicata a Jack Vettriano arriva a Trieste. L’esposizione intende celebrare la produzione artistica di Jack Vettriano (Fife\, 17 novembre 1951 – Nizza\, 1° marzo 2025)\, tra i pittori più amati e riconosciuti dal pubblico italiano e internazionale. \nDal 29 ottobre 2026 al 2 maggio 2027\, la suggestiva cornice del Salone degli Incanti\, in Riva Nazario Sauro 1\, ospiterà un’ampia selezione di opere che ripercorrono la storia e la straordinaria carriera del pittore\, recentemente scomparso. \nIl pubblico avrà l’opportunità di approfondire la conoscenza di uno degli artisti più venduti e riprodotti di tutti i tempi attraverso un percorso espositivo composto da oltre ottanta opere: otto dipinti a olio\, una selezione di opere su carta museale a tiratura unica\, realizzate appositamente per la mostra\, un contributo video dedicato all’artista e suggestivi scatti ambientati nello studio di Jack Vettriano\, realizzati da Francesco Guidicini\, celebre ritrattista del The Sunday Times\, le cui fotografie sono conservate presso la National Portrait Gallery di Londra. \nL’esposizione è promossa dal Comune di Trieste ed organizzata da Chiara Campagnoli\, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini S.r.l.\, ed è stata resa possibile grazie alla compartecipazione dell’amministrazione comunale. Come nelle precedenti edizioni\, il progetto si avvale dell’importante partnership con Jack Vettriano Publishing\, che continua a sostenere il tour italiano. La presentazione ai media è affidata al dott. Pietro Franca\, mentre i testi curatoriali sono a cura della dott.ssa Francesca Bogliolo. \n\nLa vicenda di Jack Vettriano\, all’anagrafe Jack Hoggan\, sembra uscita dalle pagine di un romanzo vittoriano: una storia di origini umili\, scoperta tardiva del talento e affermazione internazionale. Nato nella contea di Fife\, sulla costa scozzese del Mare del Nord\, in una famiglia legata all’industria carbonifera\, Vettriano inizia a lavorare molto presto\, già all’età di dieci anni\, per contribuire alle finanze familiari. A sedici anni lascia la scuola e intraprende un apprendistato come tecnico minerario. \nLa sua vocazione artistica emerge solo più tardi. A ventun anni\, dopo aver ricevuto in regalo un set di pennelli e acquerelli per il compleanno\, comincia a dipingere da autodidatta\, dando avvio a un percorso che lo porterà a sviluppare un linguaggio pittorico personale e immediatamente riconoscibile. \nQuasi quindici anni dopo\, nel 1988\, arriva la prima importante occasione espositiva professionale: Vettriano presenta le proprie opere alla Royal Scottish Academy di Edimburgo. Il debutto si rivela subito promettente: entrambi i dipinti esposti vengono venduti già nel primo giorno di apertura della mostra. Trasferitosi a Edimburgo\, sceglie il nome d’arte Vettriano\, ripreso dal cognome della madre\, figlia di un emigrante italiano originario della provincia di Frosinone. Un nome destinato a diventare noto ben oltre i confini scozzesi\, legandosi a una produzione artistica capace di conquistare un vasto pubblico internazionale. \nIl percorso di Vettriano è caratterizzato da una particolare relazione con il mondo della critica: mentre una parte degli ambienti artistici e giornalistici ha guardato al suo lavoro con riserve\, il pubblico ne ha riconosciuto e sostenuto con costanza il valore espressivo e narrativo. Le sue opere\, popolate da figure eleganti\, atmosfere sospese e suggestioni cinematografiche\, raccontano spesso storie di seduzione\, desiderio\, solitudine e mistero\, costruendo un immaginario che ha trovato un’ampia diffusione anche al di fuori dei tradizionali circuiti espositivi. \nLa selezione delle opere in mostra\, con particolare attenzione a quelle su carta museale\, intende valorizzare le diverse sfaccettature della ricerca espressiva dell’artista e offrire al pubblico l’opportunità di approfondirne il linguaggio visivo. Una scelta che si inserisce nel percorso di un pittore il cui lavoro ha suscitato reazioni contrastanti da parte della critica\, conquistando tuttavia un pubblico vasto e affezionato. Nonostante le riserve espresse da una parte del mondo della critica e del giornalismo\, Vettriano è riuscito ad affermarsi grazie all’apprezzamento del pubblico\, che nel tempo ha continuato a sostenere la sua produzione attraverso l’acquisto e la diffusione delle riproduzioni delle sue opere. \nIl successo commerciale dell’artista è stato significativo anche sul piano dei diritti di riproduzione. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian\, Vettriano avrebbe percepito circa 500.000 sterline all’anno dai diritti d’autore legati alle riproduzioni delle sue opere. Tra queste\, The Singing Butler\, considerata la sua opera più celebre\, è diventata un’immagine iconica\, ampiamente riprodotta su biglietti d’auguri nel Regno Unito e capace di raggiungere una diffusione eccezionale. Le immagini di Vettriano hanno inoltre trovato spazio in Italia e all’estero\, comparendo sulle copertine di numerose pubblicazioni letterarie. \nNel 2004\, la regina Elisabetta II gli conferì l’onorificenza OBE (Ufficiale dell’Ordine dell’Impero britannico) per i servizi resi alle arti visive\, riconoscimento che rappresenta una tappa significativa del suo percorso professionale. Tra i personaggi noti e i collezionisti che hanno posseduto o collezionato opere del pittore scozzese figurano Jack Nicholson\, Sir Alex Ferguson\, Sir Tim Rice e Robbie Coltrane.
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SUMMARY:Filippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste. 1876-2026
DESCRIPTION:Era il 22 dicembre 1876 quando ad Alessandria d’Egitto nasceva Filippo Tommaso Marinetti\, 150 anni fa.\nPoeta visionario\, demolitore della tradizione ottocentesca\, deciso ad essere promotore culturale di un movimento di arte e di vita.\nNon vi è aspetto della creatività in cui l’Avanguardia promossa da Marinetti non abbia affermato la propria estetica.\nIl legame di Marinetti con Trieste si manifesta già nei primi anni del Novecento\, quando lo scrittore prende parte alla vita politico-culturale cittadina e interviene nelle manifestazioni a favore dell’Università italiana.\nLe relazioni dello scrittore con Trieste proseguono nei decenni successivi\, attraverso incontri pubblici\, conferenze e rapporti con artisti\, scrittori e intellettuali locali. La documentazione conservata e analizzata restituisce una rete di contatti che coinvolge\, tra gli altri\, Bruno G. Sanzin\, Vladimiro Miletti\, Giannina Censi\, Tullio Crali e permette di seguire la presenza del Futurismo in ambiti diversi\, dalla letteratura alla pittura\, dal teatro alla danza e alla fotografia. \nFilippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste\, progetto curato da Alessandra Sirugo\, intende ricostruire queste vicende senza limitarle alla figura del fondatore\, allargando lo sguardo alle esperienze artistiche e letterarie sviluppatesi a Trieste e nella Venezia Giulia\, e ampliando la ricerca a percorsi artistici e culturali successivi all’esperienza marinettiana.\nI documenti e le testimonianze provengono dal patrimonio della Biblioteca civica “Hortis”\, del Civico Museo teatrale “Carlo Schmidl”\, del Civico Museo Revoltella e Galleria d’Arte Moderna\, dall’Archivio degli Scrittori e della Cultura Regionale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste\, e da prestatori privati come la Lega Nazionale\, Libreria antiquaria Drogheria 28 e Libreria antiquaria Umberto Saba con la Fondazione Salaris-Echaurren.
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SUMMARY:"Chiamale se vuoi emozioni" di Marco Moro
DESCRIPTION:Marco Moro\, le emozioni prendono forma in fotografia\nAlla Sala Comunale d’Arte di Trieste la personale “Chiamale\, se vuoi\, emozioni” del fotografo Marco Moro. Inaugurazione venerdì 30 ottobre alle 17.30\, con la presentazione di Linda Simeone\, direttrice de Le Vie delle Foto. \nCi sono fotografie che trattengono lo sguardo prima ancora che si riesca a comprenderne il motivo. Un particolare\, una luce\, un equilibrio inatteso: qualcosa ci invita a fermarci e apre la strada a un ricordo\, a una domanda\, a una sensazione. È da questa esperienza che nasce “Chiamale\, se vuoi\, emozioni. Io le chiamo fotografie”\, la mostra personale di Marco Moro che sarà inaugurata venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17.30 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste\, in piazza dell’Unità 4. \nL’esposizione\, a cura de Le Vie delle Foto\, sarà presentata da Linda Simeone\, direttrice della manifestazione\, e propone una selezione di immagini tratte dal portfolio dell’autore. Scatti realizzati in momenti e luoghi differenti\, riuniti attraverso un criterio profondamente personale: la capacità di emozionare chi li ha concepiti e\, successivamente\, chi li ha osservati. \nIl richiamo alle parole della celebre canzone interpretata da Lucio Battisti introduce così il senso del percorso. Moro affida al pubblico fotografie che conservano ciascuna la propria autonomia\, il proprio racconto\, la propria ragione di esistere. Il legame emerge nella sensibilità di chi le ha scelte e nella disponibilità del visitatore a lasciarsi coinvolgere. \nPer l’autore\, fotografare significa raccontare attraverso ciò che riesce a catturare l’attenzione: un luogo\, uno sguardo\, un gesto\, una luce. La scelta dell’inquadratura diventa il primo passaggio di una relazione che si completa quando l’immagine incontra altri occhi. È allora che il significato si amplia\, accogliendo esperienze e interpretazioni che appartengono a chi guarda. \n«In questa mostra il filo conduttore è la sensibilità di Marco\, il suo modo di riconoscere qualcosa che merita di essere trattenuto e condiviso»\, osserva Linda Simeone. «Mi interessa soprattutto la libertà che queste fotografie lasciano al visitatore. Davanti alla stessa immagine possiamo provare sensazioni diverse\, riconoscere un frammento della nostra vita oppure scoprire qualcosa che non avevamo mai considerato. È uno degli aspetti più preziosi della fotografia: partire dallo sguardo di una persona e riuscire a parlare a molte altre». \nMolte delle immagini selezionate hanno già suscitato interesse nelle comunità fotografiche online e nelle esposizioni alle quali Moro ha partecipato. Il passaggio alla sala espositiva offre ora l’occasione di ritrovarle in una dimensione diversa\, dedicando a ciascuna il tempo dell’osservazione e mettendola in relazione con le altre. \nLa varietà dei soggetti diventa parte dell’esperienza: il pubblico è invitato a seguire le proprie curiosità\, a soffermarsi\, a tornare su uno scatto. Ogni fotografia costituisce una possibilità di incontro\, senza che sia necessario provare la stessa emozione del suo autore. \n“Chiamale\, se vuoi\, emozioni” porta dunque al centro una domanda che accompagna ogni esperienza visiva: che cosa ci spinge a fermarci proprio davanti a un’immagine? Marco Moro risponde attraverso il proprio portfolio\, lasciando a chi osserva lo spazio per trovare una risposta personale.
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LOCATION:Sala Comunale d’Arte\, Piazza Unità d'Italia\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La verità nelle tracce – Oltre 120 anni di Polizia Scientifica
DESCRIPTION:La mostra\, realizzata in collaborazione con la Polizia di Stato – Questura di Trieste\, e in concomitanza con il Trieste True Crime (in programma dal 5 al 7 novembre 2026 in Sala Luttazzi)\, racconta l’affascinante mondo della Polizia Scientifica raccontato dagli specialisti attraverso scoperte\, indagini sui casi di cronaca\, segreti e testimonianze esclusive: dalle origini al presente e al futuro. Un viaggio multimediale e immersivo – con immagini\, oggetti e video\, organizzato su ambienti tematici su come scienza e tecnologie hanno cambiato e migliorato le indagini forensi.
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LOCATION:Sala Carlo Sbisà\, porto vecchio\, Trieste\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival 2026
DESCRIPTION:Ospiti il regista Paolo Strippoli\, presidente di giuria del premio Asteroide e protagonista di una masterclass sul cinema horror e Mauro Repetto\, co-fondatore degli 883\, che presenterà al festival il suo primo romanzo thriller fantascientifico. \nDal 3 all’8 novembre il grande cinema di fantascienza torna nel capoluogo giuliano: Trieste Science+Fiction Festival presenta le\nmigliori produzioni di genere fantastico\, con oltre 60 anteprime\, insieme a un calendario ricchissimo di eventi collaterali. \nTra gli appuntamenti più attesi la masterclass gratuita “Nuovi incubi italiani” a cura di Paolo Strippoli\, acclamato regista del film “L’estranea” e presidente di Giuria del Premio Asteroide\, e l’incontro con Mauro Repetto\, co-fondatore e autore degli 883\, che presenterà in anteprima il suo primo romanzo fantascientifico “Election Day 2067”. \nA chiudere la 26° edizione del Trieste Science+Fiction Festival sarà il visionario “Bucking Fastard” di Werner Herzog\, che verrà\nproiettato domenica 8 novembre al Politeama Rossetti. \nCon oltre 60 anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo\, l’edizione 2026 del festival si svolgerà presso il Politeama Rossetti\, che ospiterà i film in concorso e le tradizionali anteprime fuori concorso\, il Cinema Ariston\, con un’offerta che spazia dai corti ai documentari fino ai classici in versione restaurata\, i film di mezzanotte e una proposta di opere più sperimentali\, l’ormai iconico Sci-Fi Dome\, la struttura allestita in Piazza della Borsa dove si svolgeranno gli eventi extra della manifestazione\, e la Sala Xenia che accoglierà gli appuntamenti legati alla letteratura di genere\, ai giochi da tavolo e al fumetto. \nAnche nel 2026 il Trieste Science+Fiction Festival porterà una selezione delle più interessanti produzioni internazionali di genere\, tra anteprime cinematografiche\, grandi autori\, nuove voci del cinema fantastico e un imperdibile calendario di eventi collaterali aperti al pubblico tra cinema\, letteratura\, mostre\, videogiochi e nuove tecnologie come sempre in perfetto equilibrio tra scienza e fantascienza. \nTantissimi anche gli ospiti attesi per la 26° edizione\, tra cui Paolo Strippoli\, acclamato regista di “L’estranea”\, film designato dall’Italia per la corsa agli Oscar 2027\, e presidente della Giuria internazionale del Premio Asteroide\, il riconoscimento che ogni anno premia il miglior film di registi emergenti nei generi sci-fi\, horror e fantasy. Domenica 8 novembre alle ore 17:00\, presso lo spazio Sci-Fi Dome allestito in Piazza della Borsa Paolo Strippoli sarà inoltre protagonista della masterclass gratuita dal titolo “Nuovi incubi italiani”\, un incontro dedicato al potenziale sovversivo del cinema horror e alla sua capacità di scardinare le convenzioni del panorama cinematografico nazionale. Partendo dalla propria esperienza artistica\, Strippoli racconterà come il cinema horror possa diventare uno strumento per mettere in discussione le regole del racconto tradizionale\, sovvertire le aspettative del pubblico e dare forma alle inquietudini del presente. Un viaggio tra le nuove frontiere dell’horror italiano\, alla scoperta di un genere capace di reinventare linguaggi\, immaginari e modalità narrative. A moderare l’incontro\, realizzato in collaborazione con la Casa del Cinema di Trieste\, sarà il giornalista Simone Soranna di longtake. \nTra gli appuntamenti speciali del festival anche l’incontro con Mauro Repetto\, co-fondatore e autore degli 883. Venerdì 6 novembre alle ore 18:30\, presso la Sala Xenia\, Repetto presenterà in anteprima il suo primo romanzo sci-fi “Election Day 2067”\, edito da Acheron\, un avvincente thriller fantascientifico che intreccia politica\, guerra\, tecnologia e intelligenza artificiale\, interrogandosi sul futuro della democrazia e sulla progressiva perdita dell’identità umana. Ambientato in un futuro non troppo lontano\, “Election Day 2067” trasporta i lettori in una Roma post-cyberpunk trasformata in un gigantesco luna park globale\, dove realtà e simulazioni generate dall’intelligenza artificiale si confondono e personaggi iconici del passato vengono clonati per manipolare le masse a fini politici. In un mondo dominato da super-autocrazie e multinazionali\, in cui emozioni e identità possono essere scaricate come prodotti digitali\, la giovane performer Monica scopre di essere il doppio di Avatar Q\, un’entità virtuale legata a uno dei leader più potenti del pianeta. Catapultata in una guerra segreta capace di sconvolgere gli equilibri mondiali\, Monica dovrà affrontare inseguimenti\, operazioni di hacking e scontri tra cloni\, aiutata dall’intelligenza artificiale D14na\, con la quale svilupperà un legame sempre più profondo. Sullo sfondo\, un’elezione decisiva da cui dipenderà il destino dell’intera civiltà umana. Un romanzo che mescola azione\, suggestioni cyberpunk e riflessione politica\, immaginando un futuro in cui il confine tra essere umano ed entità virtuale rischia di scomparire definitivamente. \nA chiudere la 26° edizione del Trieste Science+Fiction Festival sarà il film “Bucking Fastard” di Werner Herzog\, che verrà proiettato domenica 8 novembre al Politeama Rossetti\, dopo la tradizionale cerimonia di premiazione delle ore 20:30. Il nuovo visionario film del maestro del cinema contemporaneo vede protagoniste Kate e Rooney Mara\, per la prima volta insieme sul grande schermo. Ispirato alla storia vera delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin\, il film racconta la vicenda di Jean e Joan Holbrooke\, due sorelle inseparabili\, legate da una simbiosi così profonda da parlare all’unisono\, condividere gli stessi sogni e innamorarsi dello stesso uomo. Convinte dell’esistenza di un luogo in cui poter finalmente trovare l’amore\, le due intraprendono un’impresa apparentemente impossibile: scavare un tunnel attraverso una montagna per raggiungere la loro personale terra promessa. Tra ossessioni\, paesaggi surreali e personaggi eccentrici\, Herzog firma un’opera sospesa tra realtà e immaginazione\, che esplora i confini dell’identità\, dell’amore e della follia\, tornando a raccontare l’ostinazione di chi sfida l’impossibile per inseguire un sogno. Dedicato a David Lynch\, “Bucking Fastard” segna un nuovo capitolo nell’inconfondibile universo cinematografico del regista di “Fitzcarraldo”\, “Aguirre\, furore di Dio” e “Grizzly Man”\, confermandone lo sguardo radicale e anticonvenzionale sulla natura umana.
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SUMMARY:Alla conquista del Castello
DESCRIPTION:In occasione della ricorrenza del Santo Patrono\, il Comune di Trieste e CoopCulture propongono un programma di attività dedicate ai bambini nei Musei Civici della città\, per trascorrere una giornata di festa all’insegna della scoperta\, del gioco e della creatività. \nTra gli appuntamenti più attesi torna “Alla conquista del Castello”\, l’avvincente caccia al tesoro al Castello di San Giusto\, con nuovi enigmi e sfide tutte da affrontare. Indizio dopo indizio\, i piccoli esploratori saranno chiamati a mettere alla prova il proprio ingegno\, superare prove e mettersi alla ricerca del tesoro\, scoprendo in modo giocoso la storia e i segreti di uno dei luoghi più iconici della città. \nL’obiettivo di questa esperienza è quello di avvicinare i più piccoli al patrimonio culturale e scientifico della città attraverso il gioco\, la scoperta e la creatività. I Musei diventano luoghi di avventura e partecipazione\, dove imparare si trasforma in un’esperienza coinvolgente e la creatività si intreccia con la conoscenza. \nCosto: 10 euro a bambino\nIngresso al Castello: gratuito per tutti\nPrenotazioni: https://www.coopculture.it/it/prodotti/alla-conquista-del-castello\nLa prenotazione è obbligatoria. \nPer informazioni\nTel: 040 9892032 (dal lunedì al venerdì 9.00 – 18.00\, sabato 9.00 – 13.00)\nMail: museicivici.trieste@coopculture.it
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SUMMARY:Dinolab
DESCRIPTION:In occasione del Santo Patrono\, il Museo di Storia Naturale invita i più piccoli a vivere un’avventura alla scoperta del fantastico mondo dei dinosauri con DinoLab\, un’esperienza che unisce una visita guidata e un laboratorio creativo. \nAccompagnati alla scoperta dei giganti della preistoria\, i giovani partecipanti potranno fare un salto indietro nel tempo e conoscere da vicino queste straordinarie creature\, attraverso un percorso pensato appositamente per loro. \nAl termine della visita\, spazio alla creatività con un laboratorio speciale realizzato in collaborazione con Little Beetle\, realtà locale specializzata nella modellazione e nella pittura su ceramica. Ogni partecipante potrà creare il proprio dinosauro preferito\, personalizzandolo e portando a casa una creazione unica\, realizzata con le proprie mani. \nUn’occasione speciale per imparare divertendosi\, lasciarsi ispirare dalla preistoria e dare vita al proprio dinosauro! \nCosto dell’attività: € 20 a bambino\nIngresso al Museo gratuito per tutti i partecipanti \nPer informazioni e prenotazioni: DinoLab | CoopCulture\nTel: 040 9892032 (lun-ven 9-18\, sab 9-13)\nMail: museicivici.trieste@coopculture.it \nIniziativa organizzata in collaborazione con CoopCulture
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DESCRIPTION:In occasione della ricorrenza del Santo Patrono\, il Comune di Trieste e CoopCulture propongono un programma di attività dedicate ai bambini nei Musei Civici della città\, per trascorrere una giornata di festa all’insegna della scoperta\, del gioco e della creatività. \nTra gli appuntamenti più attesi torna “Alla conquista del Castello”\, l’avvincente caccia al tesoro al Castello di San Giusto\, con nuovi enigmi e sfide tutte da affrontare. Indizio dopo indizio\, i piccoli esploratori saranno chiamati a mettere alla prova il proprio ingegno\, superare prove e mettersi alla ricerca del tesoro\, scoprendo in modo giocoso la storia e i segreti di uno dei luoghi più iconici della città. \nL’obiettivo di questa esperienza è quello di avvicinare i più piccoli al patrimonio culturale e scientifico della città attraverso il gioco\, la scoperta e la creatività. I Musei diventano luoghi di avventura e partecipazione\, dove imparare si trasforma in un’esperienza coinvolgente e la creatività si intreccia con la conoscenza. \nCosto: 10 euro a bambino\nIngresso al Castello: gratuito per tutti\nPrenotazioni: https://www.coopculture.it/it/prodotti/alla-conquista-del-castello\nLa prenotazione è obbligatoria. \nPer informazioni\nTel: 040 9892032 (dal lunedì al venerdì 9.00 – 18.00\, sabato 9.00 – 13.00)\nMail: museicivici.trieste@coopculture.it
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LOCATION:Castello di San Giusto\, Piazza della Cattedrale\, 3\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La luce dell’est – viaggio tra le canzoni di Mogol
DESCRIPTION:La luce dell’est – viaggio tra le canzoni di Mogol è uno spettacolo racconto interamente incentrato sul monumentale repertorio autorale di Mogol\, interpretato sul palco dal Maestro in persona e impreziosito dal vivo da una formazione di altissimo livello: Giuseppe Barbera (pianoforte e voce)\, Massimo Satta (chitarra acustica)\, Francesca Loche (voce)\, Sandro Rosati (basso)\, Giulio Proietti (batteria). Durante la serata\, la narrazione intima di Mogol – ricca di aneddoti\, retroscena e segreti legati alla nascita di brani leggendari che hanno segnato la storia della musica italiana – si fonde con le esecuzioni musicali affidate al quintetto.
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