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SUMMARY:Trieste marittima. Armatori\, porto e servizi dal 1836 al 1975
DESCRIPTION:La mostra “TRIESTE MARITTIMA – ARMATORI\, PORTO E SERVIZI DAL 1836 AL 1975”\, promossa dal Museo del Mare e organizzata assieme all’Associazione Marinara Aldebaran Aps Ets\, ripercorre la storia dei servizi e delle rotte che hanno collegato il Trieste con tutte le destinazioni del globo. \nRiproduzioni modellistiche uniche delle navi\, eseguite in perfetta scala dai modellisti dell’Associazione\, insieme a materiale inedito fotografico ed iconografico e oggettistica dell’epoca\, illustrano i servizi svolti dalle storiche società armatrici che hanno operato nel porto giuliano come il Lloyd Austriaco\, poi Lloyd Triestino e ancora Austro Americana\, Cosulich\, Italia\, Adriatica\, N.L.T. e Istria-Trieste\, fino alle piccole compagnie minori libere o di cabotaggio. \nUlteriori sezioni della mostra sono dedicate allo sviluppo del Porto di Trieste\, e agli indispensabili servizi complementari di Pilotaggio\, Rimorchio e Ormeggio.\nViene anche ricordata la nascita in Italia\, proprio a Trieste\, esattamente un secolo fa\, dei primi servizi di navigazione aerea italiani\, iniziati dai Cosulich\, tramite la Società controllata S.I.S.A. con aerei prodotti nelle Officine Aereonautiche del Cantiere di Monfalcone. \nNel percorso espositivo particolare attenzione è stata rivolta a offrire al visitatore un’ampia selezione dei modelli navali realizzati nel corso degli anni dai membri dell’Associazione: il modellismo è stato\, fin dalla nascita dell’Aldebaran\, un’attività fondante\, tesa ad approfondire le strutture dei natanti con rigore tecnico e storico. \nL’Associazione Marinara Aldebaran ha proposto questa iniziativa al Museo del Mare di Trieste in occasione del suo settantacinquesimo anno di attività\, nel quadro di una convenzione che afferma l’impegno comune per la promozione del patrimonio marittimo. \nUna sezione della mostra è dedicata proprio a quanto realizzato sinora dai Soci dell’Associazione Marinara Aldebaran\, su base volontaria e nel pieno rispetto di quanto previsto dallo statuto per il mantenimento\, la ricerca e la divulgazione della cultura marinara\, ricordando particolarmente Paolo Valenti\, ex presidente\, storico e perito navale e l’Ing. Ernesto Gellner ispiratori delle attività sociali.
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SUMMARY:Jack Vettriano
DESCRIPTION:Dopo l’incredibile successo delle prime tre tappe di Bologna\, Milano e Roma\, che hanno registrato oltre 80.000 visitatori\, la straordinaria mostra dedicata a Jack Vettriano arriva a Trieste. L’esposizione intende celebrare la produzione artistica di Jack Vettriano (Fife\, 17 novembre 1951 – Nizza\, 1° marzo 2025)\, tra i pittori più amati e riconosciuti dal pubblico italiano e internazionale. \nDal 29 ottobre 2026 al 2 maggio 2027\, la suggestiva cornice del Salone degli Incanti\, in Riva Nazario Sauro 1\, ospiterà un’ampia selezione di opere che ripercorrono la storia e la straordinaria carriera del pittore\, recentemente scomparso. \nIl pubblico avrà l’opportunità di approfondire la conoscenza di uno degli artisti più venduti e riprodotti di tutti i tempi attraverso un percorso espositivo composto da oltre ottanta opere: otto dipinti a olio\, una selezione di opere su carta museale a tiratura unica\, realizzate appositamente per la mostra\, un contributo video dedicato all’artista e suggestivi scatti ambientati nello studio di Jack Vettriano\, realizzati da Francesco Guidicini\, celebre ritrattista del The Sunday Times\, le cui fotografie sono conservate presso la National Portrait Gallery di Londra. \nL’esposizione è promossa dal Comune di Trieste ed organizzata da Chiara Campagnoli\, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini S.r.l.\, ed è stata resa possibile grazie alla compartecipazione dell’amministrazione comunale. Come nelle precedenti edizioni\, il progetto si avvale dell’importante partnership con Jack Vettriano Publishing\, che continua a sostenere il tour italiano. La presentazione ai media è affidata al dott. Pietro Franca\, mentre i testi curatoriali sono a cura della dott.ssa Francesca Bogliolo. \n\nLa vicenda di Jack Vettriano\, all’anagrafe Jack Hoggan\, sembra uscita dalle pagine di un romanzo vittoriano: una storia di origini umili\, scoperta tardiva del talento e affermazione internazionale. Nato nella contea di Fife\, sulla costa scozzese del Mare del Nord\, in una famiglia legata all’industria carbonifera\, Vettriano inizia a lavorare molto presto\, già all’età di dieci anni\, per contribuire alle finanze familiari. A sedici anni lascia la scuola e intraprende un apprendistato come tecnico minerario. \nLa sua vocazione artistica emerge solo più tardi. A ventun anni\, dopo aver ricevuto in regalo un set di pennelli e acquerelli per il compleanno\, comincia a dipingere da autodidatta\, dando avvio a un percorso che lo porterà a sviluppare un linguaggio pittorico personale e immediatamente riconoscibile. \nQuasi quindici anni dopo\, nel 1988\, arriva la prima importante occasione espositiva professionale: Vettriano presenta le proprie opere alla Royal Scottish Academy di Edimburgo. Il debutto si rivela subito promettente: entrambi i dipinti esposti vengono venduti già nel primo giorno di apertura della mostra. Trasferitosi a Edimburgo\, sceglie il nome d’arte Vettriano\, ripreso dal cognome della madre\, figlia di un emigrante italiano originario della provincia di Frosinone. Un nome destinato a diventare noto ben oltre i confini scozzesi\, legandosi a una produzione artistica capace di conquistare un vasto pubblico internazionale. \nIl percorso di Vettriano è caratterizzato da una particolare relazione con il mondo della critica: mentre una parte degli ambienti artistici e giornalistici ha guardato al suo lavoro con riserve\, il pubblico ne ha riconosciuto e sostenuto con costanza il valore espressivo e narrativo. Le sue opere\, popolate da figure eleganti\, atmosfere sospese e suggestioni cinematografiche\, raccontano spesso storie di seduzione\, desiderio\, solitudine e mistero\, costruendo un immaginario che ha trovato un’ampia diffusione anche al di fuori dei tradizionali circuiti espositivi. \nLa selezione delle opere in mostra\, con particolare attenzione a quelle su carta museale\, intende valorizzare le diverse sfaccettature della ricerca espressiva dell’artista e offrire al pubblico l’opportunità di approfondirne il linguaggio visivo. Una scelta che si inserisce nel percorso di un pittore il cui lavoro ha suscitato reazioni contrastanti da parte della critica\, conquistando tuttavia un pubblico vasto e affezionato. Nonostante le riserve espresse da una parte del mondo della critica e del giornalismo\, Vettriano è riuscito ad affermarsi grazie all’apprezzamento del pubblico\, che nel tempo ha continuato a sostenere la sua produzione attraverso l’acquisto e la diffusione delle riproduzioni delle sue opere. \nIl successo commerciale dell’artista è stato significativo anche sul piano dei diritti di riproduzione. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian\, Vettriano avrebbe percepito circa 500.000 sterline all’anno dai diritti d’autore legati alle riproduzioni delle sue opere. Tra queste\, The Singing Butler\, considerata la sua opera più celebre\, è diventata un’immagine iconica\, ampiamente riprodotta su biglietti d’auguri nel Regno Unito e capace di raggiungere una diffusione eccezionale. Le immagini di Vettriano hanno inoltre trovato spazio in Italia e all’estero\, comparendo sulle copertine di numerose pubblicazioni letterarie. \nNel 2004\, la regina Elisabetta II gli conferì l’onorificenza OBE (Ufficiale dell’Ordine dell’Impero britannico) per i servizi resi alle arti visive\, riconoscimento che rappresenta una tappa significativa del suo percorso professionale. Tra i personaggi noti e i collezionisti che hanno posseduto o collezionato opere del pittore scozzese figurano Jack Nicholson\, Sir Alex Ferguson\, Sir Tim Rice e Robbie Coltrane.
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SUMMARY:Filippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste. 1876-2026
DESCRIPTION:Era il 22 dicembre 1876 quando ad Alessandria d’Egitto nasceva Filippo Tommaso Marinetti\, 150 anni fa.\nPoeta visionario\, demolitore della tradizione ottocentesca\, deciso ad essere promotore culturale di un movimento di arte e di vita.\nNon vi è aspetto della creatività in cui l’Avanguardia promossa da Marinetti non abbia affermato la propria estetica.\nIl legame di Marinetti con Trieste si manifesta già nei primi anni del Novecento\, quando lo scrittore prende parte alla vita politico-culturale cittadina e interviene nelle manifestazioni a favore dell’Università italiana.\nLe relazioni dello scrittore con Trieste proseguono nei decenni successivi\, attraverso incontri pubblici\, conferenze e rapporti con artisti\, scrittori e intellettuali locali. La documentazione conservata e analizzata restituisce una rete di contatti che coinvolge\, tra gli altri\, Bruno G. Sanzin\, Vladimiro Miletti\, Giannina Censi\, Tullio Crali e permette di seguire la presenza del Futurismo in ambiti diversi\, dalla letteratura alla pittura\, dal teatro alla danza e alla fotografia. \nFilippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste\, progetto curato da Alessandra Sirugo\, intende ricostruire queste vicende senza limitarle alla figura del fondatore\, allargando lo sguardo alle esperienze artistiche e letterarie sviluppatesi a Trieste e nella Venezia Giulia\, e ampliando la ricerca a percorsi artistici e culturali successivi all’esperienza marinettiana.\nI documenti e le testimonianze provengono dal patrimonio della Biblioteca civica “Hortis”\, del Civico Museo teatrale “Carlo Schmidl”\, del Civico Museo Revoltella e Galleria d’Arte Moderna\, dall’Archivio degli Scrittori e della Cultura Regionale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste\, e da prestatori privati come la Lega Nazionale\, Libreria antiquaria Drogheria 28 e Libreria antiquaria Umberto Saba con la Fondazione Salaris-Echaurren.
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LOCATION:Museo LETS – Letteratura Trieste\, Piazza Hortis\, 4\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:"Chiamale se vuoi emozioni" di Marco Moro
DESCRIPTION:Marco Moro\, le emozioni prendono forma in fotografia\nAlla Sala Comunale d’Arte di Trieste la personale “Chiamale\, se vuoi\, emozioni” del fotografo Marco Moro. Inaugurazione venerdì 30 ottobre alle 17.30\, con la presentazione di Linda Simeone\, direttrice de Le Vie delle Foto. \nCi sono fotografie che trattengono lo sguardo prima ancora che si riesca a comprenderne il motivo. Un particolare\, una luce\, un equilibrio inatteso: qualcosa ci invita a fermarci e apre la strada a un ricordo\, a una domanda\, a una sensazione. È da questa esperienza che nasce “Chiamale\, se vuoi\, emozioni. Io le chiamo fotografie”\, la mostra personale di Marco Moro che sarà inaugurata venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17.30 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste\, in piazza dell’Unità 4. \nL’esposizione\, a cura de Le Vie delle Foto\, sarà presentata da Linda Simeone\, direttrice della manifestazione\, e propone una selezione di immagini tratte dal portfolio dell’autore. Scatti realizzati in momenti e luoghi differenti\, riuniti attraverso un criterio profondamente personale: la capacità di emozionare chi li ha concepiti e\, successivamente\, chi li ha osservati. \nIl richiamo alle parole della celebre canzone interpretata da Lucio Battisti introduce così il senso del percorso. Moro affida al pubblico fotografie che conservano ciascuna la propria autonomia\, il proprio racconto\, la propria ragione di esistere. Il legame emerge nella sensibilità di chi le ha scelte e nella disponibilità del visitatore a lasciarsi coinvolgere. \nPer l’autore\, fotografare significa raccontare attraverso ciò che riesce a catturare l’attenzione: un luogo\, uno sguardo\, un gesto\, una luce. La scelta dell’inquadratura diventa il primo passaggio di una relazione che si completa quando l’immagine incontra altri occhi. È allora che il significato si amplia\, accogliendo esperienze e interpretazioni che appartengono a chi guarda. \n«In questa mostra il filo conduttore è la sensibilità di Marco\, il suo modo di riconoscere qualcosa che merita di essere trattenuto e condiviso»\, osserva Linda Simeone. «Mi interessa soprattutto la libertà che queste fotografie lasciano al visitatore. Davanti alla stessa immagine possiamo provare sensazioni diverse\, riconoscere un frammento della nostra vita oppure scoprire qualcosa che non avevamo mai considerato. È uno degli aspetti più preziosi della fotografia: partire dallo sguardo di una persona e riuscire a parlare a molte altre». \nMolte delle immagini selezionate hanno già suscitato interesse nelle comunità fotografiche online e nelle esposizioni alle quali Moro ha partecipato. Il passaggio alla sala espositiva offre ora l’occasione di ritrovarle in una dimensione diversa\, dedicando a ciascuna il tempo dell’osservazione e mettendola in relazione con le altre. \nLa varietà dei soggetti diventa parte dell’esperienza: il pubblico è invitato a seguire le proprie curiosità\, a soffermarsi\, a tornare su uno scatto. Ogni fotografia costituisce una possibilità di incontro\, senza che sia necessario provare la stessa emozione del suo autore. \n“Chiamale\, se vuoi\, emozioni” porta dunque al centro una domanda che accompagna ogni esperienza visiva: che cosa ci spinge a fermarci proprio davanti a un’immagine? Marco Moro risponde attraverso il proprio portfolio\, lasciando a chi osserva lo spazio per trovare una risposta personale.
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LOCATION:Sala Comunale d’Arte\, Piazza Unità d'Italia\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La verità nelle tracce – Oltre 120 anni di Polizia Scientifica
DESCRIPTION:La mostra\, realizzata in collaborazione con la Polizia di Stato – Questura di Trieste\, e in concomitanza con il Trieste True Crime (in programma dal 5 al 7 novembre 2026 in Sala Luttazzi)\, racconta l’affascinante mondo della Polizia Scientifica raccontato dagli specialisti attraverso scoperte\, indagini sui casi di cronaca\, segreti e testimonianze esclusive: dalle origini al presente e al futuro. Un viaggio multimediale e immersivo – con immagini\, oggetti e video\, organizzato su ambienti tematici su come scienza e tecnologie hanno cambiato e migliorato le indagini forensi.
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LOCATION:Sala Carlo Sbisà\, porto vecchio\, Trieste\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Ieri\, oggi... Ricre! Un campo per crescere
DESCRIPTION:Mostra storica dei Ricreatori comunali di Trieste\nI Ricreatori\, attraverso il linguaggio universale del gioco\, aiutano i ragazzi a crescere e diventano luoghi e spazi importanti per lo sviluppo e il benessere dei più giovani. Sono piccoli mondi che sanno offrire esperienze ed opportunità\, dialogo e relazioni e che affiancano le famiglie nel non sempre facile compito dell’educazione\, e le sostengono nelle sfide quotidiane.\nRappresentano pertanto un prezioso osservatorio su una società in continua evoluzione e\, contemporaneamente\, il luogo che custodisce i valori importanti di un tempo e la memoria di un’intera città. La mostra racconta i Ricreatori comunali di Trieste in un percorso che attraversa passato\, presente e futuro: dal 1908\, quando nacquero per offrire ai bambini e ragazzi un luogo di gioco\, studio e crescita\, fino alla loro vita di oggi\, tra voci\, immagini e testimonianze che ne restituiscono il ruolo di presidio sociale e culturale della città.
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LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:La Cultura non ha Età – Trieste nel cuor
DESCRIPTION:Spettacolo teatrale della compagnia “Marlu”. Scenette in dialetto triestino: La svegana\, Esser dona che pegola\, Le cure de ‘na volta e brani di Carpinteri e Faraguna tra ironiche telefonate famigliari e tradizione triestina\, con canzoni della città.\n“La Cultura non ha Età” è il ciclo di dieci spettacoli a ingresso libero organizzato della Pro Senectute\, con proposte musicali\, teatrali e incontri culturali\, per offrire momenti di condivisione e socialità in un ambiente accogliente e accessibile.\nLa Pro Senectute è un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona impegnata nella rete di protezione sociale del territorio. Promuove iniziative dedicate agli anziani con l’obiettivo di contrastare la solitudine e migliorare la qualità della vita nella Terza Età.
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