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SUMMARY:Dietro le quinte di Palazzo Gopcevich: Tra i tesori della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte
DESCRIPTION:Mercoledì 20 dicembre alle ore 11.00\, presso la Sala “A. Selva” di Palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4 a Trieste\, alla presenza dell’Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo\, Giorgio Rossi\, avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Dietro le quinte di Palazzo Gopcevich. Tra i tesori della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte” che rimarrà aperta fino al giorno 7 aprile 2024\, con i seguenti orari: da martedì a domenica\, dalle ore 10.00 alle ore 17.00\, lunedì chiuso. Ingresso libero.\nLa mostra è stata ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste\, da Stefano Bianchi\, P.O. dei Musei Storici e Artistici ed è stata curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte.\n\nCome in un gioco di scatole cinesi\, l’esposizione\, frutto di accurate e pazienti ricerche d’archivio\, mira a descrivere dapprima il contenitore\, ovvero il palazzo che conserva i tesori fotografici\, svelandone le vicende dei proprietari e degli inquilini dal 1850 a oggi\, per poi approfondire\, attraverso il fare dei maggiori protagonisti\, la costruzione del più ricco archivio fotografico regionale che custodisce la memoria visiva della città di Trieste e non solo.\n\nNonostante Spiridione Gopcevich abbia probabilmente vissuto solo per un brevissimo lasso di tempo tra queste mura\, il palazzo porta ancora oggi il suo nome perché a lui si deve la radicale e omogenea trasformazione dell’edificio che lo caratterizza ancora a distanza di oltre centosettant’anni. Molte foto documentano il palazzo ma non i suoi inquilini. Spetta ai censimenti il compito di lasciare testimonianza a imperitura memoria delle diverse estrazioni geografiche e di ceto sociale delle persone che convivevano in questo palazzo\, nonché della loro lingua e religione.\n\nIl percorso descrive l’intreccio di relazioni che legano quel tempo passato alla storia più recente: nel 1865\, Alberto Tanzi\, bisnonno materno di Natalia Levi Ginzburg\, paga l’affitto dell’appartamento al primo piano ai proprietari\, ovvero alla ditta Morpurgo & Parente\, del trisavolo paterno della scrittrice\, Salomone Parente. Il medico Moisè Luzzatto risiede al terzo piano con i genitori mentre al quarto abita Vitale Laudi che diventerà dapprima direttore del ramo Vita delle Assicurazioni Generali e poi segretario generale sostituto. Suo vicino di casa è il giovanissimo nipote Arturo Rietti\, figlio della sorella Elena.\n\nNel corso degli anni\, i magazzini del pianoterra che oggi accolgono mostre e conferenze\, hanno ospitato merci diverse: dall’avena proveniente dall’Ucraina al caffè Hausbrandt dall’intenso aroma.\n\nOggi il palazzo custodisce al terzo piano i tesori della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.\n\nIl percorso\, che si snoda come una passeggiata fotografica\, consente all’archivio\, che consta di circa tre milioni di fotografie\, di raccontarsi. Alcune soste mettono a fuoco i personaggi che hanno contribuito alla costruzione dell’archivio fotografico\, come il fotografo Pietro Opiglia. Il focus sulle storie personali e le relazioni professionali prova a strappare alla marginalità i numerosi coni d’ombra ingiustamente sedimentati\, non solo nelle cassettiere.\n\nFotografi triestini\, italiani o stranieri\, collezionisti e galleristi consentono di documentare e rievocare i personaggi più o meno noti\, gli eventi di cronaca e di vita quotidiana\, i luoghi di Trieste e non solo\, lungo un arco temporale che va dagli anni Quaranta del XIX secolo fino ai primi anni del XXI. Altre soste sono dedicate agli apparecchi fotografici\, che danno conto del primario strumento necessario al racconto visivo\, ma anche della sua evoluzione: manifesta espressione dell’inarrestabile progredire tecnologico.\n\nCalendario delle iniziative collaterali:\n \nMercoledì 10 gennaio\, ore 17.30 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria\n \nMercoledì 17 gennaio\, ore 17.30 \nConversazione con il fotografo Ugo Borsatti \nL’archivio Foto Omnia \nIngresso libero\n \nSabato 20 gennaio\, ore 15.30 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria\n \nMercoledì 31 gennaio\, ore 17.30 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria\n \nMercoledì 7 febbraio\, ore 17.30 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria \n  \nSabato 10 febbraio\, ore 14.30 \nLaboratorio di antiche tecniche fotografiche per adulti ideato da Andrea Buffolo per la Collina impresa sociale \nDurata 4 ore – Prenotazione obbligatoria\n \nDomenica 11 febbraio\, ore 10-13 \nLaboratorio di antiche tecniche fotografiche per bambini ideato da Andrea Buffolo per la Collina impresa sociale \nDurata 3 ore – Prenotazione obbligatoria\n \nVenerdì 16 febbraio\, ore 17.30 \nConversazione con Margherita Naim\, Kunsthistorisches \nInstitut in Florenz \nUna biblioteca per la ricerca sulla fotografia al Kunsthistorisches Institut in Florenz \nIngresso libero \n  \nMercoledì 28 febbraio\, ore 17.30 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria\n \nSabato 2 marzo \nOre 16.00 \nConversazione con il prof. Franco Bochicchio (Università degli studi di Genova)\, Savio Del Bianco (coordinatore Guida Slow Wine FVG e Primorska)\, e l’Associazione viticoltori del Carso- Drustvo vinogradnikov Krasa \nDagli scatti di-vini al turismo enogastronomico \nIngresso libero\n \nOre 17.30 \nAssociazione Viticoltori del Carso – Drustvo \nvinogradnikov Krasa \nLaboratorio con degustazione. Le rocce\, le viti e le tradizioni: le zone e i microcosmi del Carso \nDurata 1 ora e 30 – Prenotazione obbligatoria \n\nMercoledì 6 marzo\, ore 17.30 \nConversazione con Nadia Bassanese \nL’archivio della Galleria Bassanese \nIngresso libero \n  \nMercoledì 13 marzo\, ore 17.30 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria\n \nSabato 23 marzo\, ore 11.00 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria \n  \nMercoledì 27 marzo\, ore 16.30 \nAlessandra Didonè\, Università degli studi di Padova \nArcheologia in città. La scoperta e lo scavo del teatro romano in epoca fascista attraverso gli scatti inediti conservati presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte \nIngresso libero\n \nDomenica 7 aprile\, ore 11.00 \nVisita guidata con la curatrice Claudia Colecchia \nPrenotazione obbligatoria\n \nTutte le iniziative sono gratuite. Per gli eventi con prenotazione obbligatoria è necessario scrivere all’indirizzo cmsafototeca@comune.trieste.it \nPer informazioni: \nfototeca.trieste.it \ncmsafototeca@comune.trieste.it \ntel. 040/6754039
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SUMMARY:Antonio Ligabue
DESCRIPTION:Prorogata al 30 giugno.8 NOVEMBRE 2023 – 18 FEBBRAIO 2024 \nA partire da mercoledì 8 novembre 2023 e fino a domenica 18 febbraio 2024 il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste ospiterà la prestigiosa mostra dedicata ad Antonio Ligabue\, un’antologica che\, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia\, racconta la vita e l’opera di un uomo che ha fatto della propria arte il riscatto della sua stessa esistenza.
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SUMMARY:Histri in Istria
DESCRIPTION:In mostra a Trieste e per la prima volta in Italia\, oltre 200 reperti archeologici per far conoscere il popolo degli IstriOltre 200 reperti archeologici per scoprire il popolo che ha dato il nome alla penisola istriana e che ne ha abitato le terre fino alla caduta del centro fortificato di Nesazio nel 177 a.C.: si possono ammirare da venerdì 15 dicembre 2023 al Museo di Antichità “J.J. Winckelmann” di Trieste\, esposti per la prima volta in Italia per la mostra “Histri in Istria”\, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell’Istria/Arheološki Muzej Istre u Puli\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste.\nCurata da Martina Blečić Kavur\, Univerza na Primorskem/Università del Litorale Koper/Capodistria\, e inaugurata oggi\, giovedì 14 dicembre 2023\, alla presenza del Sindaco di Trieste\, Roberto Dipiazza insieme all’Assessore alle politiche della Cultura e del Turismo\, Giorgio Rossi\, del Sindaco di Pola\, Filip Zoričić\, di Damir Murkovic\, Presidente della Comunità Croata di Trieste\, di Darko Komšo\, Direttore del Museo Archeologico dell’Istria\, di Stefano Bianchi\, Responsabile dei Musei Storici e Artistici del Comune di Trieste e di Marzia Vidulli Torlo\, Conservatore del Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”\, la mostra è allestita nel Museo di piazza della Cattedrale 1\, nelle sale al secondo piano\, ed è volta a diffondere la conoscenza dell’antico popolo di origini indoeuropee che ha abitato la penisola istriana durante l’età del bronzo.
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SUMMARY:Kosmos. Il veliero della conoscenza
DESCRIPTION:Il fulcro della mostra è il viaggio esplorativo della fregata Novara che salpò da Trieste il 30 aprile 1857 e vi rientrò\, dopo 22 tappe in cinque continenti\, con un notevole bagaglio di conoscenze inedite e un gran numero di reperti di minerali\, di specie vegetali e animali. \nLa mostra alle Scuderie del Castello di Miramare\, che rimarrà allestita fino al 16 giugno 2024\, racconta ai contemporanei il modo in cui è nata la conoscenza scientifica e come ancora continua a essere sprone e traguardo per molti studiosi; documenta come la raccolta dei dati\, un tema che rimane di stretta attualità\, contribuisca alla costruzione del sapere.
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SUMMARY:ISTRIA immagini di Francesco Penco
DESCRIPTION:Proroga della mostra “ISTRIA. Ripresa e fotografata da Penco” fino al 14 aprile e visita guidata\, giovedì 11 aprile\, alle ore 17.00 presso il Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana e dalmata di via Torino 8. La visita sarà guidata dal dott. Claudio Erné ed è ad ingresso libero.\nL’iniziativa espositiva ha incontrato immediatamente i consensi del pubblico\,\npresente numeroso all’inaugurazione e già durante la prima settimana di apertura.\nDato il notevole interesse dimostrato con un’affluenza oltre ogni aspettativa e viste\nle tante richieste abbiamo prorogato la mostra fino a domenica 14 aprile e fissato\nun’altra visita guidata.\n\nGiovedì 21 marzo alle ore 17.00\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana\,\nfiumana\, dalmata – sale espositive al piano terra di Via Torino\, 8 a Trieste\, ci\nsarà la visita guidata dal curatore Claudio Ernè.\nLa mostra offre al pubblico la visione di oltre duecento immagini sia\nfotografiche che tratte da filmati in 35 mm che il fotografo e cineoperatore\nFrancesco Penco realizzò fra gli anni ’10 e tutti gli anni ’40 del Novecento\, in\nvarie località istriane.\n“Il percorso mostra una sorta di ‘arcipelago’ di idee e momenti diversi che\nesplorano soprattutto il sociale e il quotidiano delle terre giulie: dal\nreportage sul sanatorio di Ancarano\, agli squeri piranesi e capodistriani\, alle\ncolonie estive oltre a eventi e situazioni particolari con le riprese filmate\ncome ad esempio l’annessione di Capodistria (1921) e quella di Fiume\n(1924)”.\nLa mostra\, ricordiamo\, è aperta tutti i giorni\, sabato e domenica compresi\,\nfino al 14 aprile con il seguente orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30 ed è\ncorredata da un ricco catalogo\, curato da Claudio Ernè.\nL’ ingresso è libero.
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SUMMARY:Col tuo nome addosso – 40 anni di ricordi nel nome di Stefano Furlan
DESCRIPTION:Domani 7 febbraio 2024\, alla ore 17.00\, nella sala Sbisà del Magazzino 26 di Porto Vecchio si inaugurerà la mostra “Col tuo nome addosso – 40 anni di ricordi nel nome di Stefano Furlan”\, realizzata in coorganizzazione con l’Associazione “Stefano presente”.  \nLa mostra\, allestita in occasione del 40º anniversario della scomparsa di Stefano Furlan\, il tifoso della Triestina deceduto l’8 marzo del 1984 nel dopo gara di Coppa Italia Triestina – Udinese è una retrospettiva dedicata a questo tifoso che ha lasciato un’impronta eterna nel cuore della Curva. Attraverso il ricordo della sua vita\, anche attraverso immagini inedite\, “Col tuo nome addosso” si propone inoltre di esplorare e raccontare il contesto storico degli Ultras di quegli anni\, ripercorrendo un periodo in cui la passione per la Triestina ha unito numerosi giovani nel movimento emergente in Italia. \n\nLa mostra\, ad ingresso libero\, sarà aperta al pubblico dall’8 febbraio al 1 aprile 2024 con i seguenti orari:  \ngiovedì e venerdì ore 16_20 \nsabato ore 10_19 \ndomenica e festivi 10_17\n \nNell’ambito della mostra sono in programma diversi eventi collaterali: conferenze\, incontri e presentazioni di libri a tema calcistico\, oltre che un’asta benefica delle maglie di alcune squadre di serie A\, B e C.\n \nper informazioni:  \ncurvafurlan@yahoo.it \ninstagram: stefanopresente
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SUMMARY:Vincent Van Gogh
DESCRIPTION:Il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste- ospiterà nelle sale espositive del IV piano a partire da giovedì 22 febbraio e fino a domenica 30 giugno 2024 la mostra dedicata a Vincent Van Gogh\, uno dei pittori più noti e apprezzati a livello mondiale.\nQuella che viene presentata a Trieste è la cosiddetta “mostra dei record” perchè visitata in pochi mesi da 600.000 visitatori a Roma. \nVincent Van Gogh nato in Olanda il 30 marzo del 1853 ebbe una vita tormentata conclusasi a soli 37 anni con un suicidio. Le molte tragedie che lo accompagnarono durante la sua esistenza e il suo carattere difficile ed instabile influenzarono profondamente lo stile dell’artista.
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SUMMARY:Amazônia
DESCRIPTION:Nella giornata del 27 giugno la mostra rimarrà chiusa al pubblico.  \nPromossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del\nturismo con il supporto di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and\nVisitors Bureau e organizzata da Civita Mostre e Musei e Contrasto\, la mostra è\ncurata da Lélia Wanick Salgado.\nZurich è il global partner dell’intero tour internazionale della mostra Amazônia e\nillycaffè ne è partner per Trieste.\nDopo il progetto Genesi\, il fotografo brasiliano ha intrapreso una nuova serie di viaggi\nper catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi\ndi vita dei suoi popoli\, stabilendosi nei loro villaggi per diverse settimane e fotografando\ndiversi gruppi etnici.\nPer Trieste è un grande privilegio ospitare al Salone degli Incanti\, l’ex pescheria centrale\ndi Trieste\, dopo la mostra su Banksy\, Davide Lachapelle e Hausbrandt la mostra di\nSebastião Salgado “Amazônia”\, il fotografo brasiliano dalle grandi capacità emotive e\nvisionarie. Il termine fotografia deriva dal greco φῶς\, che significa luce\, e da γραφία\,\nche significa scrittura; il suo significato letterale diventa quindi “scrittura con la luce”.\nLa fotografia è un’arte complessa che ha il potere di fermare il tempo in un battito di\nciglia\, fatta di istanti impercettibili e di emozioni improvvise\, di attimi perfetti e tempo\nche si cristallizza in una immutabile fermezza.\nL’occhio esperto nota la maestria della tecnica\, necessaria affinché sia possibile riuscire\na catturare con l’obiettivo un piccolo frammento di realtà\, ma è la capacità nel saper\nraccontare\, che differenzia l’arte del fotografo dal semplice amatore\, e Sebastião\nSalgado la rende grande: saper vedere la realtà con occhi diversi\, più attenti\, più\nsensibili\, saperne cogliere istanti altamente significativi\, evocativi\, che emozionano o\nspingono alla riflessione. Questa mostra non è solo un elogio alla bellezza\ndell’Amazzonia\, in grado di catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta \namazzonica brasiliana\, con gli usi e i costumi delle popolazioni che vi abitano\, ma anche\nun commosso omaggio alla bellezza eterna dell’anima.  \nCon oltre 200 fotografie esposte\, Amazônia vuole proporre un’immersione totale\nnella foresta amazzonica\, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.\nLélia Wanick Salgado\, compagna di lavoro e di vita del fotografo\, è responsabile della\ncuratela e della scenografia della mostra.  \nOrari in vigore dal 29 febbraio al 31 maggio 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 10.00 – 19.00\nOrario estivo in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 11.00 – 20.00\nMartedì chiuso
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LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Calogero Condello. Pensiero tridimensionale. Classicità e futuro
DESCRIPTION:S’inaugura sabato 9 marzo 2024 alle 18 nella Sala Leonor Fini del Magazzino 26 del PortoVecchio di Trieste la mostra “Calogero Condello. Pensiero tridimensionale. Classicità e\nfuturo”\, realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, che sarà presentata da\nMarianna Accerboni. In mostra una fascinosa sequenza di installazioni tridimensionali\nrealizzate dall’artista friulano negli ultimi anni.\nLa mostra\, ad ingresso libero\, sarà aperta dal 10 marzo al 5 maggio con i seguenti orari:\ngiovedì e venerdì 16–19\nsabato\, domenica e festivi 10-19\ninfo e ufficio stampa: +39 335 6750946\nLa capacità speculativa propria della cultura mediterranea – scrive Marianna Accerboni – si\nspecchia nell’opera di Calogero Condello\, che sa compendiare nei propri lavori euritmia\, misura\ne passione\, racchiusi e sospesi in un’arte d’ispirazione concettuale\, in cui ricorrono i canoni\ndella bellezza classica e neoclassica accanto ad altre scelte estetiche di qualità\, espresse sul\nfilo della contemporaneità sia sotto il profilo formale che per quanto riguarda il loro significato.\nRiflessioni che provengono da una preparazione artistica e professionale iniziata al Liceo\nartistico di Agrigento e affinatasi quindi all’Accademia di Belle Arti di Firenze nella sezione\nScultura\, dove Condello ha approfondito molteplici discipline\, implementando e affinando il\nproprio naturale talento verso la tridimensionalità\, ma anche verso espressioni bidimensionali\,\nche incorniciano e compendiano spesso le opere scultoree.\nDa notare altresì che tali sculture non rappresentano voci uniche\, da considerarsi\nsingolarmente\, bensì delle originali espressioni corali in cui l’autore\, nella ricerca di un ideale\nrapporto biunivoco di traccia umanistica con “l’altro”\, esprime le proprie riflessioni su molteplici\naspetti del nostro quotidiano\, accentrando in particolare il focus della sua narrazione simbolica\nsulla guerra e sull’inquinamento\, problemi che condizionano in modo negativo la nostra\nesistenza. Grande drammaticità\, che assurge al diapason di tragedia greca\, è suggerita proprio\ndal tema ecologico\, rappresentato dall’artista – che ha esposto in prestigiose sedi istituzionali in\nItalia e all’estero – nell’installazione che simula un insano e metaforico banchetto (Uomo e\nmadre natura) del 2021 mentre il tema della guerra graffia il nostro animo con l’installazione in\nterracotta dal titolo “Dilaniata” realizzata tra il 1995 e il 2003.\nCon assoluta padronanza della terza dimensione e dello spazio\, Condello esprime\, attraverso\nun’arte simbolica in cui risuonano gli echi della misura aurea\, la propria interpretazione della\nrealtà contemporanea e di alcune delle sue problematiche più pressanti\, individuate anche\nattraverso gli echi più crudi. Riconducendole a una misura d’uomo\, che rappresenta il fulcro e il\nmezzo della sua originale riflessione e delle sue installazioni.\nSotto il profilo tecnico le sue opere sono realizzate mediante il calco in gesso di un modello\numano in carne e ossa\, poi ulteriormente rielaborato e modificato attraverso un metodo di\nricerca molto personale\, volto alla modulazione di un linguaggio in cui il rapporto tra interiorità\ned esteriorità si avvale talvolta dell’uso della luce (come accaduto al Teatro romano di Trieste\nnel 2019 e ad Aquileia nel 2020)\, che dona un senso di fragile bellezza alla trasparenza della\nvetroresina\, arricchita spesso da pigmenti e scelta forse non casualmente ma istintivamente\nanche per rammentare la caducità delle cose terrene. Talvolta invece le sculture sono forgiate in\nun bronzo dalla patina scura che accentua lievemente il “drama”\, cioè\, secondo l’etimologia\ngreca\, l’azione scenica interpretata da figure ideali che diventano quasi eroi neoclassici. Di\nbronzo sono infatti le tre sculture che accompagnano e ricordano al fruitore la mostra nel corso\ndella sua durata\, collocate in tre spazi chiave del centro di Trieste\, oltre ad alcune opere\npresenti nella sede espositiva: il Magazzino 26 del Porto vecchio di Trieste che\, con la sua\naustera memoria del passato e il suo riuso nel presente\, interpreta perfettamente la\nconcettualità temporale espressa dallo scultore siciliano\, sospesa tra un passato\napparentemente ideale\, un’attualità densa di nubi plumbee e un futuro che auspichiamo\nmigliore\, grazie anche alle simboliche denunce di artisti come Condello\, autore dalla poetica\nelegante ed essenziale\, coraggioso\, spesso ispirato e pervaso da un istinto e da una sensibilità \nsobriamente e sottilmente scenica. A interpretare con emozione – conclude Accerboni – il teatro\ndella vita nella prospettiva di una rinascita e della speranza.
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SUMMARY:Alessio Palmieri: Immaginario collettivo
DESCRIPTION:La mostra di Alessio Palmieri “Immaginario collettivo” sarà visitabile fino al 3 aprile 2024 presso la Sala Comunale d’Arte di Trieste. L’artista nelle sue opere pittoriche propone un complesso di situazioni distopiche che si pongono come critica alla società contemporanea. \nAlessio Palmieri nasce a Massa (MS) e si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara. L’artista\, ancor prima di concludere gli studi\, partecipa a concorsi di pittura e scultura in cui ottiene importanti riconoscimenti come il Premio d’Arte Telaccia d’Oro di Torino e il Premio d’Arte Mondadori di Milano che gli ha permesso di collaborare con la galleria “Soprano” di Venezia dal 2001 al 2003. Dal 2016 collabora con la galleria e associazione culturale “Intrecciarte” di Pietrasanta\, con l’associazione “Mangia l’Arte” ed espone in numerose gallerie e circoli culturali\, tra cui il circolo artistico culturale di Massa “La Mandragora”\, il quale gli dedica nel 2002 e nel 2018 delle mostre personali. Le sue opere sono inoltre apparse in numerose riviste del settore e ha preso parte a esposizioni collettive con artisti di calibro internazionale. \nIn occasione della mostra personale “Immaginario collettivo” verrà presentata una selezione di opere pittoriche di Palmieri realizzate con la tecnica dell’acrilico su tela. Tramite la sua ricerca artistica\, tratta temi di denuncia sociale attraverso l’ironia e la satira\, creando opere dal carattere surreale. Le figure di Palmieri sono prive di volto o dotate di maschere dalle fattezze animali in modo tale da favorire\, tramite il loro significato allegorico\, l’immedesimazione dell’osservatore nei protagonisti dei suoi dipinti.\nIl titolo “Immaginario collettivo” trae ispirazione dall’omonimo concetto studiato e indagato dai principali filosofi occidentali del ‘900. In ottica contemporanea le radici della teoria di “immaginario collettivo” sono legate al nome di Jean-Paul Sartre il quale\, nel suo libro L’immaginario. Psicologia fenomenologica dell’immaginazione\, lo descrive come un luogo dove si creano le idee\, i valori e le norme che regolano la vita di una data collettività. Elementi socialmente condivisi\, radicati in un sentire comune che prescinde dalla consapevolezza individuale.\nSi tratta di un concetto complesso e sfaccettato di cui Palmieri offre la sua interpretazione.\nLe opere si caratterizzano per uno stile anti-classico\, per tecniche pittoriche differenti\, principalmente acrilico\, e un uso del colore e delle forme che rimanda alla pittura surrealista.\nNe risultano una serie di realizzazioni pittoriche crude da cui emerge il rifiuto dell’artista verso una società composta da luoghi comuni e contraddizioni. Palmieri infatti ritiene che l’arte sia da sempre un riflesso della collettività e la sua intenzione verte sul condurre l’osservatore alla riflessione e a una maggiore consapevolezza dei problemi che caratterizzano il nostro tempo. Per lui l’arte dev’essere in grado di generare domande e ciò ha modo di dimostrarlo attraverso la pungente ironia che caratterizza il suo operato artistico.\nL’opera di Palmieri è in continua evoluzione: cambia con il modo di vivere delle persone e con il susseguirsi degli eventi\, per cui è possibile che ogni volta che l’osservatore ci si ponga a confronto abbia l’occasione di trarre nuovi spunti di riflessione.
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SUMMARY:1924 - 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti
DESCRIPTION:La mostra prosegue la nuova stagione espositiva del Bastione Fiorito\, curata dal conservatore del Castello di San Giusto\, Anna Krekic. Una stagione espositiva iniziata nel settembre 2023 e volta ad esplorare in vari modi la storia e le eccellenze di Trieste.\nIl coordinamento scientifico della mostra 1924 – 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti spetta a Tullia Catalan\, professoressa associata di storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste. La curatela è di un gruppo di studiosi e docenti universitari: per la sezione storica Tullia Catalan e Lorenzo Ielen; per la sezione audiovisivi Massimiliano Spanu; per la sezione architettura Paolo Nicoloso; per la sezione arte Massimo Degrassi. Il coordinamento generale della mostra è stato seguito da Anna Krekic\, conservatore del Castello di San Giusto\, e Laura Sartori\, coordinatrice attività Centenario. \nIn un racconto tra storia\, architettura e arte\, il percorso espositivo – allestito da Lorenzo Michelli – si sviluppa su quattro sezioni distinte\, in un bilanciamento tra fonti storiche e rimandi estetici.
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SUMMARY:Il fluire del tempo
DESCRIPTION:Mostra personale di Adriana Itri – Sala U. Veruda Palazzo Costanzi – Trieste.Verranno esposte una trentina di tele che costituiscono il racconto della vita artistica di Adriana Itri. \n“Ogni accadimento è una prima volta. Grazie all’alchimia del colore l’artista riesce a far scorrere qualsiasi inquietudine con l’accoglienza di un tempo che avanza senza mai indugiare\, come un moto perpetuo che conduce a nuovi orizzonti. Solo così\, l’animo artistico si placa\, nella consapevolezza del non vivere invano” (Anna Manzari) \nOrario feriale e festivo 10_13/17_20
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SUMMARY:ITS Arcademy
DESCRIPTION:ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion è il primo museo dedicato interamente alla moda contemporanea in Italia\, un luogo dove il design di abiti\, accessori e gioielli si rivela nella sua più elevata espressione artistica\, fonte di ispirazione straordinaria per visitatori di qualsiasi età.\nIl museo ospita mostre di livello internazionale e progetta attività didattiche dedicate allo sviluppo del pensiero creativo. Nasce da ITS Contest\, iniziativa di Barbara Franchin lanciata nel 2002 a Trieste\, trampolino di lancio per talenti creativi destinati a lasciare un segno nel panorama della moda internazionale\, anticipandone le evoluzioni. Le loro creazioni (oltre 15000 oggetti tra portfolio di progetto\, abiti\, accessori\, gioielli e fotografie) costituiscono una Collezione unica al mondo in continua evoluzione\, che ITS Arcademy tutela per le generazioni future grazie a una costante attività di conservazione. \n\nITS Arcademy Museum of Art in Fashion\nVia Cassa di Risparmio\, 10 – 34121 Trieste\, Italia\n+39 040 300 589\nitsarcademy.org\n\nMostre in Corso:\n\nLe Molte Vite di un Abito \n\nA cura di Olivier Saillard e Emanuele Coccia\n28.03.24 – 06.01.25\n\nChe siano indossati come protezione o espressione della nostra personalità\, i vestiti vivono innumerevoli vite. Ogni indumento racconta la storia del corpo che lo abita\, e il nostro guardaroba è innanzitutto un archivio personale\, una sorta di museo della nostra esistenza. \nLa mostra di ITS Arcademy si sviluppa in un percorso poetico che stimola il visitatore a riflettere sul valore che attribuiamo ai vestiti in diversi contesti e fasi del loro ciclo di vita: dalla vetrina al guardaroba\, indossati\, incarnati da personaggi famosi\, amati\, consumati\, catalogati\, esposti\, evocati nella letteratura o ancora abbandonati. Oggetti selezionati dalla Collezione di ITS Arcademy si alternano a indumenti quotidiani e straordinari appartenenti a gente comune\, ma anche a muse della moda quali Charlotte Rampling e Tilda Swinton.\n\n\nBorn to Create\n\nA cura di Fondazione ITS\n28.03.24 – 06.01.25\n\nLa mostra offre una prospettiva unica sul futuro del design. È dedicata alle opere dei finalisti e dei vincitori di ITS Contest 2023/24\, designer emergenti dotati di un talento creativo innato\, selezionati da una giuria di esperti di primo piano da oltre 750 candidature provenienti da tutto il mondo. Sono inoltre presenti progetti speciali sviluppati in risposta a brief di importanti marchi internazionali ed enti che condividono l’impegno di ITS Contest nel sostenere la creatività. Fondato a Trieste nel 2002 da Barbara Franchin\, ITS Contest è diventato una delle principali piattaforme internazionali per i talenti emergenti del design. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nel lanciare le carriere di molti designer che attualmente stanno ridisegnando l’industria della moda e definendo il look della cultura pop.
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