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SUMMARY:Antonio Ligabue
DESCRIPTION:Prorogata al 30 giugno.8 NOVEMBRE 2023 – 18 FEBBRAIO 2024 \nA partire da mercoledì 8 novembre 2023 e fino a domenica 18 febbraio 2024 il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste ospiterà la prestigiosa mostra dedicata ad Antonio Ligabue\, un’antologica che\, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia\, racconta la vita e l’opera di un uomo che ha fatto della propria arte il riscatto della sua stessa esistenza.
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SUMMARY:Kosmos. Il veliero della conoscenza
DESCRIPTION:Il fulcro della mostra è il viaggio esplorativo della fregata Novara che salpò da Trieste il 30 aprile 1857 e vi rientrò\, dopo 22 tappe in cinque continenti\, con un notevole bagaglio di conoscenze inedite e un gran numero di reperti di minerali\, di specie vegetali e animali. \nLa mostra alle Scuderie del Castello di Miramare\, che rimarrà allestita fino al 16 giugno 2024\, racconta ai contemporanei il modo in cui è nata la conoscenza scientifica e come ancora continua a essere sprone e traguardo per molti studiosi; documenta come la raccolta dei dati\, un tema che rimane di stretta attualità\, contribuisca alla costruzione del sapere.
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SUMMARY:ISTRIA immagini di Francesco Penco
DESCRIPTION:Proroga della mostra “ISTRIA. Ripresa e fotografata da Penco” fino al 14 aprile e visita guidata\, giovedì 11 aprile\, alle ore 17.00 presso il Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana e dalmata di via Torino 8. La visita sarà guidata dal dott. Claudio Erné ed è ad ingresso libero.\nL’iniziativa espositiva ha incontrato immediatamente i consensi del pubblico\,\npresente numeroso all’inaugurazione e già durante la prima settimana di apertura.\nDato il notevole interesse dimostrato con un’affluenza oltre ogni aspettativa e viste\nle tante richieste abbiamo prorogato la mostra fino a domenica 14 aprile e fissato\nun’altra visita guidata.\n\nGiovedì 21 marzo alle ore 17.00\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana\,\nfiumana\, dalmata – sale espositive al piano terra di Via Torino\, 8 a Trieste\, ci\nsarà la visita guidata dal curatore Claudio Ernè.\nLa mostra offre al pubblico la visione di oltre duecento immagini sia\nfotografiche che tratte da filmati in 35 mm che il fotografo e cineoperatore\nFrancesco Penco realizzò fra gli anni ’10 e tutti gli anni ’40 del Novecento\, in\nvarie località istriane.\n“Il percorso mostra una sorta di ‘arcipelago’ di idee e momenti diversi che\nesplorano soprattutto il sociale e il quotidiano delle terre giulie: dal\nreportage sul sanatorio di Ancarano\, agli squeri piranesi e capodistriani\, alle\ncolonie estive oltre a eventi e situazioni particolari con le riprese filmate\ncome ad esempio l’annessione di Capodistria (1921) e quella di Fiume\n(1924)”.\nLa mostra\, ricordiamo\, è aperta tutti i giorni\, sabato e domenica compresi\,\nfino al 14 aprile con il seguente orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30 ed è\ncorredata da un ricco catalogo\, curato da Claudio Ernè.\nL’ ingresso è libero.
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SUMMARY:Vincent Van Gogh
DESCRIPTION:Il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste- ospiterà nelle sale espositive del IV piano a partire da giovedì 22 febbraio e fino a domenica 30 giugno 2024 la mostra dedicata a Vincent Van Gogh\, uno dei pittori più noti e apprezzati a livello mondiale.\nQuella che viene presentata a Trieste è la cosiddetta “mostra dei record” perchè visitata in pochi mesi da 600.000 visitatori a Roma. \nVincent Van Gogh nato in Olanda il 30 marzo del 1853 ebbe una vita tormentata conclusasi a soli 37 anni con un suicidio. Le molte tragedie che lo accompagnarono durante la sua esistenza e il suo carattere difficile ed instabile influenzarono profondamente lo stile dell’artista.
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SUMMARY:Amazônia
DESCRIPTION:Nella giornata del 27 giugno la mostra rimarrà chiusa al pubblico.  \nPromossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del\nturismo con il supporto di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and\nVisitors Bureau e organizzata da Civita Mostre e Musei e Contrasto\, la mostra è\ncurata da Lélia Wanick Salgado.\nZurich è il global partner dell’intero tour internazionale della mostra Amazônia e\nillycaffè ne è partner per Trieste.\nDopo il progetto Genesi\, il fotografo brasiliano ha intrapreso una nuova serie di viaggi\nper catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi\ndi vita dei suoi popoli\, stabilendosi nei loro villaggi per diverse settimane e fotografando\ndiversi gruppi etnici.\nPer Trieste è un grande privilegio ospitare al Salone degli Incanti\, l’ex pescheria centrale\ndi Trieste\, dopo la mostra su Banksy\, Davide Lachapelle e Hausbrandt la mostra di\nSebastião Salgado “Amazônia”\, il fotografo brasiliano dalle grandi capacità emotive e\nvisionarie. Il termine fotografia deriva dal greco φῶς\, che significa luce\, e da γραφία\,\nche significa scrittura; il suo significato letterale diventa quindi “scrittura con la luce”.\nLa fotografia è un’arte complessa che ha il potere di fermare il tempo in un battito di\nciglia\, fatta di istanti impercettibili e di emozioni improvvise\, di attimi perfetti e tempo\nche si cristallizza in una immutabile fermezza.\nL’occhio esperto nota la maestria della tecnica\, necessaria affinché sia possibile riuscire\na catturare con l’obiettivo un piccolo frammento di realtà\, ma è la capacità nel saper\nraccontare\, che differenzia l’arte del fotografo dal semplice amatore\, e Sebastião\nSalgado la rende grande: saper vedere la realtà con occhi diversi\, più attenti\, più\nsensibili\, saperne cogliere istanti altamente significativi\, evocativi\, che emozionano o\nspingono alla riflessione. Questa mostra non è solo un elogio alla bellezza\ndell’Amazzonia\, in grado di catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta \namazzonica brasiliana\, con gli usi e i costumi delle popolazioni che vi abitano\, ma anche\nun commosso omaggio alla bellezza eterna dell’anima.  \nCon oltre 200 fotografie esposte\, Amazônia vuole proporre un’immersione totale\nnella foresta amazzonica\, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.\nLélia Wanick Salgado\, compagna di lavoro e di vita del fotografo\, è responsabile della\ncuratela e della scenografia della mostra.  \nOrari in vigore dal 29 febbraio al 31 maggio 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 10.00 – 19.00\nOrario estivo in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 11.00 – 20.00\nMartedì chiuso
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LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Calogero Condello. Pensiero tridimensionale. Classicità e futuro
DESCRIPTION:S’inaugura sabato 9 marzo 2024 alle 18 nella Sala Leonor Fini del Magazzino 26 del PortoVecchio di Trieste la mostra “Calogero Condello. Pensiero tridimensionale. Classicità e\nfuturo”\, realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, che sarà presentata da\nMarianna Accerboni. In mostra una fascinosa sequenza di installazioni tridimensionali\nrealizzate dall’artista friulano negli ultimi anni.\nLa mostra\, ad ingresso libero\, sarà aperta dal 10 marzo al 5 maggio con i seguenti orari:\ngiovedì e venerdì 16–19\nsabato\, domenica e festivi 10-19\ninfo e ufficio stampa: +39 335 6750946\nLa capacità speculativa propria della cultura mediterranea – scrive Marianna Accerboni – si\nspecchia nell’opera di Calogero Condello\, che sa compendiare nei propri lavori euritmia\, misura\ne passione\, racchiusi e sospesi in un’arte d’ispirazione concettuale\, in cui ricorrono i canoni\ndella bellezza classica e neoclassica accanto ad altre scelte estetiche di qualità\, espresse sul\nfilo della contemporaneità sia sotto il profilo formale che per quanto riguarda il loro significato.\nRiflessioni che provengono da una preparazione artistica e professionale iniziata al Liceo\nartistico di Agrigento e affinatasi quindi all’Accademia di Belle Arti di Firenze nella sezione\nScultura\, dove Condello ha approfondito molteplici discipline\, implementando e affinando il\nproprio naturale talento verso la tridimensionalità\, ma anche verso espressioni bidimensionali\,\nche incorniciano e compendiano spesso le opere scultoree.\nDa notare altresì che tali sculture non rappresentano voci uniche\, da considerarsi\nsingolarmente\, bensì delle originali espressioni corali in cui l’autore\, nella ricerca di un ideale\nrapporto biunivoco di traccia umanistica con “l’altro”\, esprime le proprie riflessioni su molteplici\naspetti del nostro quotidiano\, accentrando in particolare il focus della sua narrazione simbolica\nsulla guerra e sull’inquinamento\, problemi che condizionano in modo negativo la nostra\nesistenza. Grande drammaticità\, che assurge al diapason di tragedia greca\, è suggerita proprio\ndal tema ecologico\, rappresentato dall’artista – che ha esposto in prestigiose sedi istituzionali in\nItalia e all’estero – nell’installazione che simula un insano e metaforico banchetto (Uomo e\nmadre natura) del 2021 mentre il tema della guerra graffia il nostro animo con l’installazione in\nterracotta dal titolo “Dilaniata” realizzata tra il 1995 e il 2003.\nCon assoluta padronanza della terza dimensione e dello spazio\, Condello esprime\, attraverso\nun’arte simbolica in cui risuonano gli echi della misura aurea\, la propria interpretazione della\nrealtà contemporanea e di alcune delle sue problematiche più pressanti\, individuate anche\nattraverso gli echi più crudi. Riconducendole a una misura d’uomo\, che rappresenta il fulcro e il\nmezzo della sua originale riflessione e delle sue installazioni.\nSotto il profilo tecnico le sue opere sono realizzate mediante il calco in gesso di un modello\numano in carne e ossa\, poi ulteriormente rielaborato e modificato attraverso un metodo di\nricerca molto personale\, volto alla modulazione di un linguaggio in cui il rapporto tra interiorità\ned esteriorità si avvale talvolta dell’uso della luce (come accaduto al Teatro romano di Trieste\nnel 2019 e ad Aquileia nel 2020)\, che dona un senso di fragile bellezza alla trasparenza della\nvetroresina\, arricchita spesso da pigmenti e scelta forse non casualmente ma istintivamente\nanche per rammentare la caducità delle cose terrene. Talvolta invece le sculture sono forgiate in\nun bronzo dalla patina scura che accentua lievemente il “drama”\, cioè\, secondo l’etimologia\ngreca\, l’azione scenica interpretata da figure ideali che diventano quasi eroi neoclassici. Di\nbronzo sono infatti le tre sculture che accompagnano e ricordano al fruitore la mostra nel corso\ndella sua durata\, collocate in tre spazi chiave del centro di Trieste\, oltre ad alcune opere\npresenti nella sede espositiva: il Magazzino 26 del Porto vecchio di Trieste che\, con la sua\naustera memoria del passato e il suo riuso nel presente\, interpreta perfettamente la\nconcettualità temporale espressa dallo scultore siciliano\, sospesa tra un passato\napparentemente ideale\, un’attualità densa di nubi plumbee e un futuro che auspichiamo\nmigliore\, grazie anche alle simboliche denunce di artisti come Condello\, autore dalla poetica\nelegante ed essenziale\, coraggioso\, spesso ispirato e pervaso da un istinto e da una sensibilità \nsobriamente e sottilmente scenica. A interpretare con emozione – conclude Accerboni – il teatro\ndella vita nella prospettiva di una rinascita e della speranza.
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SUMMARY:1924 - 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti
DESCRIPTION:La mostra prosegue la nuova stagione espositiva del Bastione Fiorito\, curata dal conservatore del Castello di San Giusto\, Anna Krekic. Una stagione espositiva iniziata nel settembre 2023 e volta ad esplorare in vari modi la storia e le eccellenze di Trieste.\nIl coordinamento scientifico della mostra 1924 – 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti spetta a Tullia Catalan\, professoressa associata di storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste. La curatela è di un gruppo di studiosi e docenti universitari: per la sezione storica Tullia Catalan e Lorenzo Ielen; per la sezione audiovisivi Massimiliano Spanu; per la sezione architettura Paolo Nicoloso; per la sezione arte Massimo Degrassi. Il coordinamento generale della mostra è stato seguito da Anna Krekic\, conservatore del Castello di San Giusto\, e Laura Sartori\, coordinatrice attività Centenario. \nIn un racconto tra storia\, architettura e arte\, il percorso espositivo – allestito da Lorenzo Michelli – si sviluppa su quattro sezioni distinte\, in un bilanciamento tra fonti storiche e rimandi estetici.
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SUMMARY:ITS Arcademy
DESCRIPTION:ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion è il primo museo dedicato interamente alla moda contemporanea in Italia\, un luogo dove il design di abiti\, accessori e gioielli si rivela nella sua più elevata espressione artistica\, fonte di ispirazione straordinaria per visitatori di qualsiasi età.\nIl museo ospita mostre di livello internazionale e progetta attività didattiche dedicate allo sviluppo del pensiero creativo. Nasce da ITS Contest\, iniziativa di Barbara Franchin lanciata nel 2002 a Trieste\, trampolino di lancio per talenti creativi destinati a lasciare un segno nel panorama della moda internazionale\, anticipandone le evoluzioni. Le loro creazioni (oltre 15000 oggetti tra portfolio di progetto\, abiti\, accessori\, gioielli e fotografie) costituiscono una Collezione unica al mondo in continua evoluzione\, che ITS Arcademy tutela per le generazioni future grazie a una costante attività di conservazione. \n\nITS Arcademy Museum of Art in Fashion\nVia Cassa di Risparmio\, 10 – 34121 Trieste\, Italia\n+39 040 300 589\nitsarcademy.org\n\nMostre in Corso:\n\nLe Molte Vite di un Abito \n\nA cura di Olivier Saillard e Emanuele Coccia\n28.03.24 – 06.01.25\n\nChe siano indossati come protezione o espressione della nostra personalità\, i vestiti vivono innumerevoli vite. Ogni indumento racconta la storia del corpo che lo abita\, e il nostro guardaroba è innanzitutto un archivio personale\, una sorta di museo della nostra esistenza. \nLa mostra di ITS Arcademy si sviluppa in un percorso poetico che stimola il visitatore a riflettere sul valore che attribuiamo ai vestiti in diversi contesti e fasi del loro ciclo di vita: dalla vetrina al guardaroba\, indossati\, incarnati da personaggi famosi\, amati\, consumati\, catalogati\, esposti\, evocati nella letteratura o ancora abbandonati. Oggetti selezionati dalla Collezione di ITS Arcademy si alternano a indumenti quotidiani e straordinari appartenenti a gente comune\, ma anche a muse della moda quali Charlotte Rampling e Tilda Swinton.\n\n\nBorn to Create\n\nA cura di Fondazione ITS\n28.03.24 – 06.01.25\n\nLa mostra offre una prospettiva unica sul futuro del design. È dedicata alle opere dei finalisti e dei vincitori di ITS Contest 2023/24\, designer emergenti dotati di un talento creativo innato\, selezionati da una giuria di esperti di primo piano da oltre 750 candidature provenienti da tutto il mondo. Sono inoltre presenti progetti speciali sviluppati in risposta a brief di importanti marchi internazionali ed enti che condividono l’impegno di ITS Contest nel sostenere la creatività. Fondato a Trieste nel 2002 da Barbara Franchin\, ITS Contest è diventato una delle principali piattaforme internazionali per i talenti emergenti del design. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nel lanciare le carriere di molti designer che attualmente stanno ridisegnando l’industria della moda e definendo il look della cultura pop.
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SUMMARY:Lorenzo Tommasoni: Volevo solo essere amato
DESCRIPTION:L’inaugurazione si svolgerà venerdì 5 aprile 2024 alle ore 18:30 presso la prestigiosa Sala Comunale d’Arte in Piazza Unità d’Italia\, 4c (Trieste)\, interverrà la curatrice Monica Mazzolini.\nCome spiega Lorenzo Tommasoni: “Chi volesse avere una dimostrazione pratica della correttezza del concetto riassumibile come «dai buchi passa l’infinito» di Lucio Fontana\, basta faccia una visita alla mostra. Lorenzo da ormai 25 anni realizza da sé gli strumenti […] In queste scatole stagne\, la luce viene lasciata entrare da fori appositi solo in dosi omeopatiche e per il tempo necessario. […] Stella polare della ricerca dell’autore è l’essenzialità\, cioè il fare un qualcosa con il meno possibile\, l’indispensabile\, e se è vero quanto affermato (in modo solo apparentemente banale) dallo scrittore Kurt Tucholsky «Il buco c’è se non c’è» si capisce come questa tensione all’essenzialità qui trovi il suo compimento artistico!” \nLa curatrice Monica Mazzolini\, nel testo critico di accompagnamento alla mostra\, definisce i suoi strumenti Scatole delle meraviglie. “Nella mostra il visitatore è reso partecipe del desiderio di conoscenza\, della curiosità e della ricerca visiva che contraddistinguono\, ormai da molti anni\, Lorenzo Tommasoni. Un percorso in continua evoluzione nel quale la sperimentazione è l’elemento fondamentale del processo creativo. Lorenzo Tommasoni non è un semplice fotografo\, è un inventore\, un moderno Leonardo\, che costruisce con materiali semplici\, spesso di riciclo\, lo strumento che gli permette di catturare il mondo e di osservarlo con occhi nuovi. Le origini della sua tecnica sono antiche\, partono dalla camera obscura che ha alle spalle secoli di storia ed è un modo di scrivere con la luce di gran lunga antecedente all’invenzione della fotografia come oggi la conosciamo. E’ da qui che ha principio la fotografia stenopeica. E’ questo il metodo usato da Tommasoni per catturare immagini che non si possono osservare e analizzare mediante i codici e le regole della fotografia classica. […] Per comprendere il metodo e lasciarsi coinvolgere da queste fotografie\, che hanno una valenza artistica dal forte impatto pittorico\, è necessario scardinare molti paradigmi\, […] Basta solo avere uno sguardo nuovo e lasciarsi meravigliare. Cosa intendiamo per meraviglia’ E’ la sorpresa provata dinnanzi a ciò che è nuovo\, inaspettato\, fuori dal comune”. \nFERIALE E FESTIVO 10_13/17_20
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