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SUMMARY:Antonio Ligabue
DESCRIPTION:Prorogata al 30 giugno.8 NOVEMBRE 2023 – 18 FEBBRAIO 2024 \nA partire da mercoledì 8 novembre 2023 e fino a domenica 18 febbraio 2024 il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste ospiterà la prestigiosa mostra dedicata ad Antonio Ligabue\, un’antologica che\, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia\, racconta la vita e l’opera di un uomo che ha fatto della propria arte il riscatto della sua stessa esistenza.
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SUMMARY:Kosmos. Il veliero della conoscenza
DESCRIPTION:Il fulcro della mostra è il viaggio esplorativo della fregata Novara che salpò da Trieste il 30 aprile 1857 e vi rientrò\, dopo 22 tappe in cinque continenti\, con un notevole bagaglio di conoscenze inedite e un gran numero di reperti di minerali\, di specie vegetali e animali. \nLa mostra alle Scuderie del Castello di Miramare\, che rimarrà allestita fino al 16 giugno 2024\, racconta ai contemporanei il modo in cui è nata la conoscenza scientifica e come ancora continua a essere sprone e traguardo per molti studiosi; documenta come la raccolta dei dati\, un tema che rimane di stretta attualità\, contribuisca alla costruzione del sapere.
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SUMMARY:Vincent Van Gogh
DESCRIPTION:Il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste- ospiterà nelle sale espositive del IV piano a partire da giovedì 22 febbraio e fino a domenica 30 giugno 2024 la mostra dedicata a Vincent Van Gogh\, uno dei pittori più noti e apprezzati a livello mondiale.\nQuella che viene presentata a Trieste è la cosiddetta “mostra dei record” perchè visitata in pochi mesi da 600.000 visitatori a Roma. \nVincent Van Gogh nato in Olanda il 30 marzo del 1853 ebbe una vita tormentata conclusasi a soli 37 anni con un suicidio. Le molte tragedie che lo accompagnarono durante la sua esistenza e il suo carattere difficile ed instabile influenzarono profondamente lo stile dell’artista.
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SUMMARY:Amazônia
DESCRIPTION:Nella giornata del 27 giugno la mostra rimarrà chiusa al pubblico.  \nPromossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del\nturismo con il supporto di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and\nVisitors Bureau e organizzata da Civita Mostre e Musei e Contrasto\, la mostra è\ncurata da Lélia Wanick Salgado.\nZurich è il global partner dell’intero tour internazionale della mostra Amazônia e\nillycaffè ne è partner per Trieste.\nDopo il progetto Genesi\, il fotografo brasiliano ha intrapreso una nuova serie di viaggi\nper catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi\ndi vita dei suoi popoli\, stabilendosi nei loro villaggi per diverse settimane e fotografando\ndiversi gruppi etnici.\nPer Trieste è un grande privilegio ospitare al Salone degli Incanti\, l’ex pescheria centrale\ndi Trieste\, dopo la mostra su Banksy\, Davide Lachapelle e Hausbrandt la mostra di\nSebastião Salgado “Amazônia”\, il fotografo brasiliano dalle grandi capacità emotive e\nvisionarie. Il termine fotografia deriva dal greco φῶς\, che significa luce\, e da γραφία\,\nche significa scrittura; il suo significato letterale diventa quindi “scrittura con la luce”.\nLa fotografia è un’arte complessa che ha il potere di fermare il tempo in un battito di\nciglia\, fatta di istanti impercettibili e di emozioni improvvise\, di attimi perfetti e tempo\nche si cristallizza in una immutabile fermezza.\nL’occhio esperto nota la maestria della tecnica\, necessaria affinché sia possibile riuscire\na catturare con l’obiettivo un piccolo frammento di realtà\, ma è la capacità nel saper\nraccontare\, che differenzia l’arte del fotografo dal semplice amatore\, e Sebastião\nSalgado la rende grande: saper vedere la realtà con occhi diversi\, più attenti\, più\nsensibili\, saperne cogliere istanti altamente significativi\, evocativi\, che emozionano o\nspingono alla riflessione. Questa mostra non è solo un elogio alla bellezza\ndell’Amazzonia\, in grado di catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta \namazzonica brasiliana\, con gli usi e i costumi delle popolazioni che vi abitano\, ma anche\nun commosso omaggio alla bellezza eterna dell’anima.  \nCon oltre 200 fotografie esposte\, Amazônia vuole proporre un’immersione totale\nnella foresta amazzonica\, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.\nLélia Wanick Salgado\, compagna di lavoro e di vita del fotografo\, è responsabile della\ncuratela e della scenografia della mostra.  \nOrari in vigore dal 29 febbraio al 31 maggio 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 10.00 – 19.00\nOrario estivo in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 11.00 – 20.00\nMartedì chiuso
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LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Calogero Condello. Pensiero tridimensionale. Classicità e futuro
DESCRIPTION:S’inaugura sabato 9 marzo 2024 alle 18 nella Sala Leonor Fini del Magazzino 26 del PortoVecchio di Trieste la mostra “Calogero Condello. Pensiero tridimensionale. Classicità e\nfuturo”\, realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, che sarà presentata da\nMarianna Accerboni. In mostra una fascinosa sequenza di installazioni tridimensionali\nrealizzate dall’artista friulano negli ultimi anni.\nLa mostra\, ad ingresso libero\, sarà aperta dal 10 marzo al 5 maggio con i seguenti orari:\ngiovedì e venerdì 16–19\nsabato\, domenica e festivi 10-19\ninfo e ufficio stampa: +39 335 6750946\nLa capacità speculativa propria della cultura mediterranea – scrive Marianna Accerboni – si\nspecchia nell’opera di Calogero Condello\, che sa compendiare nei propri lavori euritmia\, misura\ne passione\, racchiusi e sospesi in un’arte d’ispirazione concettuale\, in cui ricorrono i canoni\ndella bellezza classica e neoclassica accanto ad altre scelte estetiche di qualità\, espresse sul\nfilo della contemporaneità sia sotto il profilo formale che per quanto riguarda il loro significato.\nRiflessioni che provengono da una preparazione artistica e professionale iniziata al Liceo\nartistico di Agrigento e affinatasi quindi all’Accademia di Belle Arti di Firenze nella sezione\nScultura\, dove Condello ha approfondito molteplici discipline\, implementando e affinando il\nproprio naturale talento verso la tridimensionalità\, ma anche verso espressioni bidimensionali\,\nche incorniciano e compendiano spesso le opere scultoree.\nDa notare altresì che tali sculture non rappresentano voci uniche\, da considerarsi\nsingolarmente\, bensì delle originali espressioni corali in cui l’autore\, nella ricerca di un ideale\nrapporto biunivoco di traccia umanistica con “l’altro”\, esprime le proprie riflessioni su molteplici\naspetti del nostro quotidiano\, accentrando in particolare il focus della sua narrazione simbolica\nsulla guerra e sull’inquinamento\, problemi che condizionano in modo negativo la nostra\nesistenza. Grande drammaticità\, che assurge al diapason di tragedia greca\, è suggerita proprio\ndal tema ecologico\, rappresentato dall’artista – che ha esposto in prestigiose sedi istituzionali in\nItalia e all’estero – nell’installazione che simula un insano e metaforico banchetto (Uomo e\nmadre natura) del 2021 mentre il tema della guerra graffia il nostro animo con l’installazione in\nterracotta dal titolo “Dilaniata” realizzata tra il 1995 e il 2003.\nCon assoluta padronanza della terza dimensione e dello spazio\, Condello esprime\, attraverso\nun’arte simbolica in cui risuonano gli echi della misura aurea\, la propria interpretazione della\nrealtà contemporanea e di alcune delle sue problematiche più pressanti\, individuate anche\nattraverso gli echi più crudi. Riconducendole a una misura d’uomo\, che rappresenta il fulcro e il\nmezzo della sua originale riflessione e delle sue installazioni.\nSotto il profilo tecnico le sue opere sono realizzate mediante il calco in gesso di un modello\numano in carne e ossa\, poi ulteriormente rielaborato e modificato attraverso un metodo di\nricerca molto personale\, volto alla modulazione di un linguaggio in cui il rapporto tra interiorità\ned esteriorità si avvale talvolta dell’uso della luce (come accaduto al Teatro romano di Trieste\nnel 2019 e ad Aquileia nel 2020)\, che dona un senso di fragile bellezza alla trasparenza della\nvetroresina\, arricchita spesso da pigmenti e scelta forse non casualmente ma istintivamente\nanche per rammentare la caducità delle cose terrene. Talvolta invece le sculture sono forgiate in\nun bronzo dalla patina scura che accentua lievemente il “drama”\, cioè\, secondo l’etimologia\ngreca\, l’azione scenica interpretata da figure ideali che diventano quasi eroi neoclassici. Di\nbronzo sono infatti le tre sculture che accompagnano e ricordano al fruitore la mostra nel corso\ndella sua durata\, collocate in tre spazi chiave del centro di Trieste\, oltre ad alcune opere\npresenti nella sede espositiva: il Magazzino 26 del Porto vecchio di Trieste che\, con la sua\naustera memoria del passato e il suo riuso nel presente\, interpreta perfettamente la\nconcettualità temporale espressa dallo scultore siciliano\, sospesa tra un passato\napparentemente ideale\, un’attualità densa di nubi plumbee e un futuro che auspichiamo\nmigliore\, grazie anche alle simboliche denunce di artisti come Condello\, autore dalla poetica\nelegante ed essenziale\, coraggioso\, spesso ispirato e pervaso da un istinto e da una sensibilità \nsobriamente e sottilmente scenica. A interpretare con emozione – conclude Accerboni – il teatro\ndella vita nella prospettiva di una rinascita e della speranza.
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SUMMARY:1924 - 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti
DESCRIPTION:La mostra prosegue la nuova stagione espositiva del Bastione Fiorito\, curata dal conservatore del Castello di San Giusto\, Anna Krekic. Una stagione espositiva iniziata nel settembre 2023 e volta ad esplorare in vari modi la storia e le eccellenze di Trieste.\nIl coordinamento scientifico della mostra 1924 – 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti spetta a Tullia Catalan\, professoressa associata di storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste. La curatela è di un gruppo di studiosi e docenti universitari: per la sezione storica Tullia Catalan e Lorenzo Ielen; per la sezione audiovisivi Massimiliano Spanu; per la sezione architettura Paolo Nicoloso; per la sezione arte Massimo Degrassi. Il coordinamento generale della mostra è stato seguito da Anna Krekic\, conservatore del Castello di San Giusto\, e Laura Sartori\, coordinatrice attività Centenario. \nIn un racconto tra storia\, architettura e arte\, il percorso espositivo – allestito da Lorenzo Michelli – si sviluppa su quattro sezioni distinte\, in un bilanciamento tra fonti storiche e rimandi estetici.
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LOCATION:Castello di San Giusto\, Piazza della Cattedrale\, 3\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:ITS Arcademy
DESCRIPTION:ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion è il primo museo dedicato interamente alla moda contemporanea in Italia\, un luogo dove il design di abiti\, accessori e gioielli si rivela nella sua più elevata espressione artistica\, fonte di ispirazione straordinaria per visitatori di qualsiasi età.\nIl museo ospita mostre di livello internazionale e progetta attività didattiche dedicate allo sviluppo del pensiero creativo. Nasce da ITS Contest\, iniziativa di Barbara Franchin lanciata nel 2002 a Trieste\, trampolino di lancio per talenti creativi destinati a lasciare un segno nel panorama della moda internazionale\, anticipandone le evoluzioni. Le loro creazioni (oltre 15000 oggetti tra portfolio di progetto\, abiti\, accessori\, gioielli e fotografie) costituiscono una Collezione unica al mondo in continua evoluzione\, che ITS Arcademy tutela per le generazioni future grazie a una costante attività di conservazione. \n\nITS Arcademy Museum of Art in Fashion\nVia Cassa di Risparmio\, 10 – 34121 Trieste\, Italia\n+39 040 300 589\nitsarcademy.org\n\nMostre in Corso:\n\nLe Molte Vite di un Abito \n\nA cura di Olivier Saillard e Emanuele Coccia\n28.03.24 – 06.01.25\n\nChe siano indossati come protezione o espressione della nostra personalità\, i vestiti vivono innumerevoli vite. Ogni indumento racconta la storia del corpo che lo abita\, e il nostro guardaroba è innanzitutto un archivio personale\, una sorta di museo della nostra esistenza. \nLa mostra di ITS Arcademy si sviluppa in un percorso poetico che stimola il visitatore a riflettere sul valore che attribuiamo ai vestiti in diversi contesti e fasi del loro ciclo di vita: dalla vetrina al guardaroba\, indossati\, incarnati da personaggi famosi\, amati\, consumati\, catalogati\, esposti\, evocati nella letteratura o ancora abbandonati. Oggetti selezionati dalla Collezione di ITS Arcademy si alternano a indumenti quotidiani e straordinari appartenenti a gente comune\, ma anche a muse della moda quali Charlotte Rampling e Tilda Swinton.\n\n\nBorn to Create\n\nA cura di Fondazione ITS\n28.03.24 – 06.01.25\n\nLa mostra offre una prospettiva unica sul futuro del design. È dedicata alle opere dei finalisti e dei vincitori di ITS Contest 2023/24\, designer emergenti dotati di un talento creativo innato\, selezionati da una giuria di esperti di primo piano da oltre 750 candidature provenienti da tutto il mondo. Sono inoltre presenti progetti speciali sviluppati in risposta a brief di importanti marchi internazionali ed enti che condividono l’impegno di ITS Contest nel sostenere la creatività. Fondato a Trieste nel 2002 da Barbara Franchin\, ITS Contest è diventato una delle principali piattaforme internazionali per i talenti emergenti del design. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nel lanciare le carriere di molti designer che attualmente stanno ridisegnando l’industria della moda e definendo il look della cultura pop.
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SUMMARY:Lorenzo Tommasoni: Volevo solo essere amato
DESCRIPTION:L’inaugurazione si svolgerà venerdì 5 aprile 2024 alle ore 18:30 presso la prestigiosa Sala Comunale d’Arte in Piazza Unità d’Italia\, 4c (Trieste)\, interverrà la curatrice Monica Mazzolini.\nCome spiega Lorenzo Tommasoni: “Chi volesse avere una dimostrazione pratica della correttezza del concetto riassumibile come «dai buchi passa l’infinito» di Lucio Fontana\, basta faccia una visita alla mostra. Lorenzo da ormai 25 anni realizza da sé gli strumenti […] In queste scatole stagne\, la luce viene lasciata entrare da fori appositi solo in dosi omeopatiche e per il tempo necessario. […] Stella polare della ricerca dell’autore è l’essenzialità\, cioè il fare un qualcosa con il meno possibile\, l’indispensabile\, e se è vero quanto affermato (in modo solo apparentemente banale) dallo scrittore Kurt Tucholsky «Il buco c’è se non c’è» si capisce come questa tensione all’essenzialità qui trovi il suo compimento artistico!” \nLa curatrice Monica Mazzolini\, nel testo critico di accompagnamento alla mostra\, definisce i suoi strumenti Scatole delle meraviglie. “Nella mostra il visitatore è reso partecipe del desiderio di conoscenza\, della curiosità e della ricerca visiva che contraddistinguono\, ormai da molti anni\, Lorenzo Tommasoni. Un percorso in continua evoluzione nel quale la sperimentazione è l’elemento fondamentale del processo creativo. Lorenzo Tommasoni non è un semplice fotografo\, è un inventore\, un moderno Leonardo\, che costruisce con materiali semplici\, spesso di riciclo\, lo strumento che gli permette di catturare il mondo e di osservarlo con occhi nuovi. Le origini della sua tecnica sono antiche\, partono dalla camera obscura che ha alle spalle secoli di storia ed è un modo di scrivere con la luce di gran lunga antecedente all’invenzione della fotografia come oggi la conosciamo. E’ da qui che ha principio la fotografia stenopeica. E’ questo il metodo usato da Tommasoni per catturare immagini che non si possono osservare e analizzare mediante i codici e le regole della fotografia classica. […] Per comprendere il metodo e lasciarsi coinvolgere da queste fotografie\, che hanno una valenza artistica dal forte impatto pittorico\, è necessario scardinare molti paradigmi\, […] Basta solo avere uno sguardo nuovo e lasciarsi meravigliare. Cosa intendiamo per meraviglia’ E’ la sorpresa provata dinnanzi a ciò che è nuovo\, inaspettato\, fuori dal comune”. \nFERIALE E FESTIVO 10_13/17_20
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SUMMARY:MareDireFare: Festival dell’Oceano
DESCRIPTION:A dare il via alla quarta edizione\, in programma a Trieste dall’11 al 22 aprile\, sarà proprio giovedì 11 aprile alle 18 l’inaugurazione in sala Veruda in Passo Costanzi 2 della mostra di Arte&Scienza “Cronache dal profondo”: un viaggio di conoscenza e scoperta di alcuni degli aspetti più affascinanti e meno conosciuti del Grande Blu\, le profondità marine\, dall’abisso delle Marianne ai fondali del Golfo\, dalle dorsali oceaniche alle acque profonde dell’Antartico e del Mediterraneo. Un percorso in cui 20 tavole realizzate da 5 artisti (Stefania Delponte\, Paola Formica\, Chiara Giorgiutti\, Maria Luisa Petrarca\, Paolo Primon) dialogano con le parole della scienza e con le fotografie e i video realizzati durante le spedizioni oceaniche dello Schmidt Ocean Institute in alcuni dei fondali marini più remoti del nostro pianeta. \nLa mostra\, che nei giorni feriali sarà visitata ogni mattina dalle scuole e dai ricreatori di Trieste (oltre 20 le classi già prenotate)\, sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Nei due weekend del Festival\, alle 11 e alle 17\, sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate a cura dei giovani universitari di WWF Young FVG.
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LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Symphonia\, il suono dell'Europa
DESCRIPTION:Oggi (venerdì 12 aprile) nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich è stata inaugurata la mostra fotografica di Luigi Ottani e Andrea Semplici intitolata “Symphonia\, il suono dell’Europa”\, in occasione delle celebrazioni per il trentennale dell’orchestra giovanile europea ESYO (European Spirit of Youth Orchestra). \nIl Comune di Trieste coorganizza l’iniziativa assieme all’associazione culturale SGME (Scuola per Giovani Musicisti Europei) e in collaborazione il Convention and Visitors Bureau Trieste. \n \nL’INAUGURAZIONE\n\nL’inaugurazione è stata introdotta da un’esibizione musicale del duo DARI#ZETA\, formato dai percussionisti Lorenzo Dari di Trieste e Davide Zaniolo di Vicenza\, entrambi in passato già musicisti di ESYO. \n \nIl Comune di Trieste e in particolare il conservatore del Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl\, Stefano Bianchi\, hanno introdotto la prolusione alla mostra del maestro Igor Coretti Kuret\, curatore della medesima esposzione nonché ideatore dell’orchestra ESYO. \n \nIl conservatore Stefano Bianchi ha evidenziato che la mostra\, raccontando una storia di musica e strumenti musicali\, si collega in maniera coerente e precisa alla sede che la ospita\, e cioè Palazzo Gopcevich\, dove si trova anche il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl\, il quale vanta una collezione di circa mille strumenti musicali storici\, datati a partire dal ‘500 e provenienti da tutti i continenti.\n \nSuccessivamente è intervenuto lo scrittore triestino Paolo Rumiz\, già voce recitante dell’orchestra\, dal 2015 al 2019\, nell’ambito del progetto “Tamburi di pace”.\n \nLA MOSTRA\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico fino al 9 giugno. Espone 60 fotografie\, di cui 30 (in bianco e nero) del fotografo Luigi Ottani e 30 (sia colori che in bianco e nero) del fotografo Andrea Semplici\, stampate su cartone da imballaggio prodotto da materiale cartaceo riciclato: tale scelta rispecchia l’impegno ed il ruolo assunto dall’associazione culturale SGME\, dal 2024 partner di New European Bauhaus\, di contribuire a rendere il Green Deal un’esperienza culturale\, tangibile e condivisa dai cittadini europei.\n \nI visitatori potranno anche ascoltare alcune annotazioni\, scritte dal fotografo Andrea Semplici durante il suo soggiorno con l’orchestra\, pubblicate in forma di diario sul suo blog personale e ora recitate dall’attrice Roberta Biagiarelli con le musiche di Antonín Dvořak e Georges Bizet eseguite dall’orchestra ESYO. \n \nPer coloro che non avranno la possibilità di visitare la mostra\, è infine prevista la pubblicazione sul nuovo sito dell’orchestra della “composizione” di immagini scattate da Luigi Ottani e magistralmente predisposte sul Bolero di Ravel\, eseguito dall’orchestra ESYO nel 2019.  \n  \nI FOTOGRAFI\n\nDue artisti dell’immagine e della luce che hanno vissuto insieme ai giovani musicisti di ESYO l’esperienza della trasformazione in orchestra\, ma che osservando da due punti diversi il comportamento autentico di questi ragazzi nello svolgimento delle loro attività quotidiane hanno cercato di cogliere l’essenza del progetto ESYO per poterla raccontare con le loro fotografie scattate in occasione dei due tour estivi dell’orchestra ESYO (Semplici nel 2017 e 2018\, Ottani nel 2019). \n  \nLe immagini in bianco e nero di Luigi Ottani\, scattate durante le prove ed i concerti\, ci raccontano le emozioni dei giovani musicisti di ESYO\, manifestate\, in alcuni scatti\, anche dal linguaggio del loro corpo. Fotografie che scrutano l’anima e ci parlano dell’armonia e della bellezza dei giovani musicisti che da trent’anni s’incontrano d’estate per formare la loro orchestra caratterizzata dal fatto che “vive” una sola stagione. \n \nAndrea Semplici oltre a fotografare scrive libri\, blog\, articoli che parlano di viaggi e incontri. Le fotografie esposte sono il racconto delle emozioni provocate dalla musica e dall’essere orchestra. Le sue fotografie dei giovani musicisti della ESYO e i suoi testi sono la testimonianza più genuina di quello che l’esperienza ESYO rappresenta per coloro che hanno avuto l’occasione di viverla anche se solamente una volta. \n\nEVENTI COLLATERALI\n\nDurante il periodo di apertura della mostra diversi eventi culturali si svolgeranno nella Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich nell’ambito del cartellone dei “Lunedì dello Schmidl”: \n  \nVenerdì 12/04\, ore 12.00 – INNAUGURAZIONE della mostra fotografica e CONCERTO del duo di percussioni “Dari#Zeta” formato da Lorenzo Dari e Davide Zaniolo (in passato già musicisti ESYO)\n\nLunedì 29/04\, ore 17.30 – “ESTRO\, TALENTO e tanta FANTASIA”\, 30 anni di storia e aneddoti sull’orchestra ESYO nel racconto del M° Igor Coretti Kuret (ideatore e Direttore Artistico di ESYO)\, accompagnato dal flauto del M° Tommaso Bisiak (docente ESYO)\n\nLunedì 06/05\, ore 17.30 – VIDEO PROIEZIONE del film “Il Suono dell’Europa” di Alessandro Scillitani introdotto da Paolo Rumiz\n\nGiovedì 23/05\, ore 17.30 – PRESENTAZIONE del PROGRAMMA ESYO 2024 e CONCERTO del giovane pianista triestino\, Jan Coretti Kuret (già musicista ESYO nel 2017)\n\nLunedì 03/06\, ore 17.30 – CONCERTO dell’arpista Aurora Bottacin (già membro dell’orchestra ESYO negli anni 2019 e 2023) \n\nSabato 08/06\, ore 11.00 – AUDIZIONI ESYO per la selezione “dal vivo” dei giovani musicisti allievi dei Conservatori e delle Scuole di musica dell’Italia\, della Slovenia e della Croazia (dell’Istria e del Quarnero)  \n  \nL’ASSOCIAZIONE SGME\n\nFondata a Trieste nel 1991 in seguito allo scoppio della guerra nei Balcani\, l’associazione culturale senza scopo di lucro Scuola per Giovani Musicisti Europei SGME ha come principale obiettivo promuovere il dialogo e il rispetto delle diverse culture europee. Contribuisce allo sviluppo di politiche di vicinato e di allargamento dell’UE\, favorendo l’integrazione europea attraverso l’organizzazione di eventi culturali e sociali che coinvolgono attivamente i giovani musicisti di talento provenienti da vari paesi europei. Dal 1994 promuove e sostiene il Progetto ESYO considerato da molti un importantissimo strumento di crescita dei giovani musicisti d’Europa. Un progetto innovativo che ha visto crescere musicalmente e umanamente oltre 2.500 giovani musicisti di talento. \n \nL’ORCHESTRA ESYO\n\nIdeata nel 1994 dal violinista e direttore d’orchestra Igor Coretti Kuret\, ESYO è un’orchestra unica nella composizione\, nel modo in cui si forma\, nelle sue finalità. È considerata da molti un esempio d’eccellenza musicale e d’incontro interculturale tra i giovani. Un progetto formativo che si è rivelato negli anni uno strumento formidabile per la promozione della cooperazione culturale e dell’integrazione europea. La compongono giovani musicisti (tra 13 e 19 anni) che provengono da diversi Stati europei (Albania\, Austria\, Bielorussia\, Bosnia\, Croazia\, Repubblica Ceca\, Francia\, Germania\, Italia\, Libano\, Macedonia\, Moldavia\, Norvegia\, Olanda\, Polonia\, Portogallo\, Romania\, Russia\, Serbia\, Slovacchia\, Slovenia\, Spagna\, Svezia\, Turchia\, Ucraina e Ungheria). Vengono selezionati\, mediante audizioni\, tra quelli che appaiono come delle eccellenze nei Conservatori e Scuole di Musica dei loro Paesi. Vengono invitati a formare la ESYO prevalentemente nei periodi delle vacanze scolastiche. \n \nIL DUO\n\nDari#Zeta è un dinamico duo composto dai musicisti Lorenzo Dari e Davide Zeta. Il loro background di studio e ricerca musicale presenta percorsi diversi\, ma li accomuna una profonda passione per le percussioni\, la composizione e la performance musicale. Entrambi hanno fatto parte dell’orchestra ESYO in epoche diverse\, evidenziando la loro storia di impegno nella musica. Ed è proprio per questo evento che Lorenzo e Davide si sono rincontrati e hanno formato questo duo\, combinando le loro uniche esperienze individuali assieme a quelle condivise in questa orchestra.\n\nLorenzo Dari (Trieste\, 2000)\, dopo il conseguimento del diploma in strumenti a percussione presso il Conservatorio G. Tartini di Trieste\, ottenuto col massimo dei voti e lode\, si specializza nel repertorio contemporaneo sotto la guida del M° Nunzio Dicorato presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Nel 2023 si diploma col massimo dei voti\, lode e menzione\, anche in composizione\, presso il Conservatorio F. Venezze di Rovigo\, sotto la guida di Paolo Aralla\, e frequenta il corso di composizione del M° Salvatore Sciarrino presso l’Accademia Chigiana di Siena. Come percussionista ha ottenuto successi in diversi concorsi in Italia\, Slovenia e Austria. All’attività orchestrale e in ensemble unisce un’originale attività solistica: dal 2022\, infatti\, in collaborazione con Livia Malossi\, organizza KLANG-ORE\, un progetto interamente dedicato a nuove composizioni per vibrafono solo.\n\nDavide Zeta è un musicista italiano riconosciuto a livello internazionale. Dall’età di 16 anni suona e registra dischi a livello professionale. Si diploma con lode in Percussioni presso il Conservatorio Pedrollo di Vicenza\, perfezionando contemporaneamente le sue abilità in marimba presso il Conservatorio di Musica di Tenerife. Ha suonato in orchestre di fama mondiale e ha vinto numerosi premi come solista e con formazioni da camera. Le sue composizioni\, principalmente per percussioni\, sono pubblicate da Norsk Musikforlag A/S\, una casa editrice musicale norvegese. Inoltre\, è docente di percussioni e musica da camera nelle scuole secondarie\, formatore della sezione percussioni in varie orchestre giovanili (tra queste la ESYO) e tiene masterclass e concerti di marimba in Giappone\, Italia e Spagna ed è anche endorser del marchi di bacchette Schlagkraft. Attualmente sta producendo album di vari generi e continua ad esplorare la sua passione per la fusione della voce con la marimba.
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SUMMARY:The Botanical Act
DESCRIPTION:L’Associazione Casa del Cinema di Trieste presenta la mostra The Botanical Act\, un’esposizione illustrata dedicata ai protagonisti sempreverdi del mondo cinematografico\, curata dall’illustratrice Laura Gorlato – La Furia Studio. La mostra The Botanical Act\, realizzata con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia\,  inaugurerà giovedì 18 aprile alle ore 17:30 presso l’atrio della Casa del Cinema di Trieste Annamaria Percavassi in Piazza Duca degli Abruzzi 3. L’esposizione rimarrà poi aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 18:00 all’interno del palazzo della Casa del Cinema a ingresso gratuito fino al 27 giugno (giorni di chiusura: 25 aprile\, 1° maggio\, 2 giugno).  \nQual è la miglior orchidea co-protagonista’ E la rosa con l’interpretazione da statuetta’ Vi siete mai chiesti quanti personaggi cinematografici siano strettamente collegati alla natura e quanto il mondo vegetale sia interconnesso con il cinema’ In questa esposizione di illustrazioni originali portiamo i riflettori proprio sul mondo naturale\, che mai come oggi\, assume un’importanza tematica di profondo interesse anche nella nostra vita quotidiana.\n \nVi addentrerete nella botanica cinematografica\, conoscerete i protagonisti sempreverdi di pellicole come Alice nel paese delle meraviglie o il Mago di Oz e scoprirete curiosità su questi piccoli immensi attori.Apprenderete così che la pianta carnivora Audrey II è il fulcro della storia de La piccola bottega degli orrori. In Leon il protagonista Jean Reno dichiara apertamente che la sua migliore amica è proprio l’Aglaonema che porta con sé: non si lamenta mai e\, come lui\, non mette radici. E chi di noi non avrebbe voluto assistere ad una lezione della strega-insegnante di Erbologia Pomona Sprite in Harry Potter: “allora\, chi sa dirmi le proprietà della Mandragola’”. In Batman Poison Ivy è una botanica di Gotham City ossessionata dalle piante\, dall’estinzione ecologica e dall’ambientalismo. Vive in perfetta connessione con la natura e ci ricorda di quanto la bellezza naturale\, se mancata di rispetto\, possa essere ribelle e devastante.\n \nL’idea dell’esposizione nasce da qui: proporre un nuovo sguardo sulle pellicole che sono passate davanti ai nostri occhi dal punto di vista della botanica e delle piante. Associazione Casa del Cinema di Trieste\, attraverso le matite de La Furia Studio\, si trasformerà in un magico giardino illustrato dove potrete respirare a pieni colori.\nL’autrice Laura Gorlato si occupa di packaging design\, brand identity e creatività visiva. Ama le illustrazioni\, le icone\, la stampa\, i concetti\, la geometria\, l’incisione ed il letterpress. Gioca con i caratteri tipografici ed i colori. Si nutre di musica\, libri\, cinema e natura. Potete trovarla su instagram: @lafuriastudio – @milanononmivuole \n 
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SUMMARY:Mogadiscio e la sua evoluzione storico-urbanistica: pagine di storia della città
DESCRIPTION:Presso la Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste è aperta la mostra fotografica “Mogadiscio e la sua evoluzione storico-urbanistica: pagine di storia della città” che evidenziano come si possa concepire un ambiente attraverso delle “passeggiate virtuali” lungo le strade della città\, seguendo le indicazioni espresse dalle guide turistiche italiane pubblicate nel secolo scorso (in particolare quelle che il Touring Club ha pubblicato nel 1929 e nel 1938). Le immagini sono circa 250 e sono associate ad alcuni disegni realizzati dai giovani architetti della diaspora del gruppo “SA – Somali Architecture”.\nNonostante il fatto che Vasco de Gama\, nel suo rapporto di viaggio descriva Mogadiscio come «grande città fortificata\, con case di quattro o cinque piani\, con grandi palazzi e molte moschee dai minareti cilindrici»\, della fiorente città medievale sono ormai rimaste solo alcune tracce. \nQuesto tour virtuale della capitale somala accompagna il visitatore attraverso quattro itinerari: \n– Il primo attraversa gli antichi quartieri di Shingaani e Hamarweyne ricchi di monumenti importanti; \n– il secondo propone una visita alle moschee più famose in funzione delle descrizioni dei viaggiatori e geografi che la descrissero approdando sulle coste somale sin dal ’300; \n– il terzo illustra gli spazi urbani in cui si sono maggiormente concentrate le opere realizzate dagli italiani; \n– Il quarto\, infine\, si avvale delle immagini delle infrastrutture quali ponti\, strade e acquedotti per offrire un panorama completo delle opere urbane ed extraurbane di cui si è dotata Mogadiscio. \nLa mole di lavoro effettuata per realizzare la mostra è stata notevole soprattutto per la ricerca del materiale storico quali le cartografie\, i disegni e le fotografie che provengono esclusivamente da archivi italiani\, pubblici e privati. In particolare\, la documentazione del patrimonio architettonico antecedente al periodo coloniale – che tra il 1923 e il 1932 è stato oggetto di una minuziosa campagna fotografica condotta da Carlo Pedrini – è custodita in parte nella Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma\, in parte nel Laboratorio di Ricerca Storica Iconografica di Roma e in parte nell’Archivio Fotografico dell’Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo di Firenze (attualmente purtroppo chiuso al pubblico) \nLa mostra sarà visitabile fino al 5 maggio 2024 con ingresso libero nei seguenti orari: \ngiovedì 16.00 – 19.00\nvenerdì 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00 \nsabato\, domenica e festivi 10.00 – 19.00 \nDal 25 aprile al 1° maggio orario continuato. \nAllestimento della mostra a cura de Le vie delle Foto.
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