BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Trieste Cultura - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://triestecultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Trieste Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240229
DTEND;VALUE=DATE:20241014
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250611T142416Z
LAST-MODIFIED:20250718T131154Z
UID:10005126-1709164800-1728777600@triestecultura.it
SUMMARY:Amazônia
DESCRIPTION:Nella giornata del 27 giugno la mostra rimarrà chiusa al pubblico.  \nPromossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del\nturismo con il supporto di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and\nVisitors Bureau e organizzata da Civita Mostre e Musei e Contrasto\, la mostra è\ncurata da Lélia Wanick Salgado.\nZurich è il global partner dell’intero tour internazionale della mostra Amazônia e\nillycaffè ne è partner per Trieste.\nDopo il progetto Genesi\, il fotografo brasiliano ha intrapreso una nuova serie di viaggi\nper catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi\ndi vita dei suoi popoli\, stabilendosi nei loro villaggi per diverse settimane e fotografando\ndiversi gruppi etnici.\nPer Trieste è un grande privilegio ospitare al Salone degli Incanti\, l’ex pescheria centrale\ndi Trieste\, dopo la mostra su Banksy\, Davide Lachapelle e Hausbrandt la mostra di\nSebastião Salgado “Amazônia”\, il fotografo brasiliano dalle grandi capacità emotive e\nvisionarie. Il termine fotografia deriva dal greco φῶς\, che significa luce\, e da γραφία\,\nche significa scrittura; il suo significato letterale diventa quindi “scrittura con la luce”.\nLa fotografia è un’arte complessa che ha il potere di fermare il tempo in un battito di\nciglia\, fatta di istanti impercettibili e di emozioni improvvise\, di attimi perfetti e tempo\nche si cristallizza in una immutabile fermezza.\nL’occhio esperto nota la maestria della tecnica\, necessaria affinché sia possibile riuscire\na catturare con l’obiettivo un piccolo frammento di realtà\, ma è la capacità nel saper\nraccontare\, che differenzia l’arte del fotografo dal semplice amatore\, e Sebastião\nSalgado la rende grande: saper vedere la realtà con occhi diversi\, più attenti\, più\nsensibili\, saperne cogliere istanti altamente significativi\, evocativi\, che emozionano o\nspingono alla riflessione. Questa mostra non è solo un elogio alla bellezza\ndell’Amazzonia\, in grado di catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta \namazzonica brasiliana\, con gli usi e i costumi delle popolazioni che vi abitano\, ma anche\nun commosso omaggio alla bellezza eterna dell’anima.  \nCon oltre 200 fotografie esposte\, Amazônia vuole proporre un’immersione totale\nnella foresta amazzonica\, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.\nLélia Wanick Salgado\, compagna di lavoro e di vita del fotografo\, è responsabile della\ncuratela e della scenografia della mostra.  \nOrari in vigore dal 29 febbraio al 31 maggio 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 10.00 – 19.00\nOrario estivo in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 11.00 – 20.00\nMartedì chiuso
URL:https://triestecultura.it/evento/amazonia-2/
LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/salgdo.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240315
DTEND;VALUE=DATE:20240902
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250612T081238Z
LAST-MODIFIED:20250718T131154Z
UID:10005526-1710460800-1725148800@triestecultura.it
SUMMARY:1924 - 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti
DESCRIPTION:La mostra prosegue la nuova stagione espositiva del Bastione Fiorito\, curata dal conservatore del Castello di San Giusto\, Anna Krekic. Una stagione espositiva iniziata nel settembre 2023 e volta ad esplorare in vari modi la storia e le eccellenze di Trieste.\nIl coordinamento scientifico della mostra 1924 – 2024. Un secolo di storia dell’Università degli Studi di Trieste. Immagini e documenti spetta a Tullia Catalan\, professoressa associata di storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste. La curatela è di un gruppo di studiosi e docenti universitari: per la sezione storica Tullia Catalan e Lorenzo Ielen; per la sezione audiovisivi Massimiliano Spanu; per la sezione architettura Paolo Nicoloso; per la sezione arte Massimo Degrassi. Il coordinamento generale della mostra è stato seguito da Anna Krekic\, conservatore del Castello di San Giusto\, e Laura Sartori\, coordinatrice attività Centenario. \nIn un racconto tra storia\, architettura e arte\, il percorso espositivo – allestito da Lorenzo Michelli – si sviluppa su quattro sezioni distinte\, in un bilanciamento tra fonti storiche e rimandi estetici.
URL:https://triestecultura.it/evento/1924-2024-un-secolo-di-storia-delluniversita-degli-studi-di-trieste-immagini-e-documenti-2/
LOCATION:Castello di San Giusto\, Piazza della Cattedrale\, 3\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/1350x1080.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240328
DTEND;VALUE=DATE:20250107
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250612T081249Z
LAST-MODIFIED:20250718T131153Z
UID:10005538-1711584000-1736121600@triestecultura.it
SUMMARY:ITS Arcademy
DESCRIPTION:ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion è il primo museo dedicato interamente alla moda contemporanea in Italia\, un luogo dove il design di abiti\, accessori e gioielli si rivela nella sua più elevata espressione artistica\, fonte di ispirazione straordinaria per visitatori di qualsiasi età.\nIl museo ospita mostre di livello internazionale e progetta attività didattiche dedicate allo sviluppo del pensiero creativo. Nasce da ITS Contest\, iniziativa di Barbara Franchin lanciata nel 2002 a Trieste\, trampolino di lancio per talenti creativi destinati a lasciare un segno nel panorama della moda internazionale\, anticipandone le evoluzioni. Le loro creazioni (oltre 15000 oggetti tra portfolio di progetto\, abiti\, accessori\, gioielli e fotografie) costituiscono una Collezione unica al mondo in continua evoluzione\, che ITS Arcademy tutela per le generazioni future grazie a una costante attività di conservazione. \n\nITS Arcademy Museum of Art in Fashion\nVia Cassa di Risparmio\, 10 – 34121 Trieste\, Italia\n+39 040 300 589\nitsarcademy.org\n\nMostre in Corso:\n\nLe Molte Vite di un Abito \n\nA cura di Olivier Saillard e Emanuele Coccia\n28.03.24 – 06.01.25\n\nChe siano indossati come protezione o espressione della nostra personalità\, i vestiti vivono innumerevoli vite. Ogni indumento racconta la storia del corpo che lo abita\, e il nostro guardaroba è innanzitutto un archivio personale\, una sorta di museo della nostra esistenza. \nLa mostra di ITS Arcademy si sviluppa in un percorso poetico che stimola il visitatore a riflettere sul valore che attribuiamo ai vestiti in diversi contesti e fasi del loro ciclo di vita: dalla vetrina al guardaroba\, indossati\, incarnati da personaggi famosi\, amati\, consumati\, catalogati\, esposti\, evocati nella letteratura o ancora abbandonati. Oggetti selezionati dalla Collezione di ITS Arcademy si alternano a indumenti quotidiani e straordinari appartenenti a gente comune\, ma anche a muse della moda quali Charlotte Rampling e Tilda Swinton.\n\n\nBorn to Create\n\nA cura di Fondazione ITS\n28.03.24 – 06.01.25\n\nLa mostra offre una prospettiva unica sul futuro del design. È dedicata alle opere dei finalisti e dei vincitori di ITS Contest 2023/24\, designer emergenti dotati di un talento creativo innato\, selezionati da una giuria di esperti di primo piano da oltre 750 candidature provenienti da tutto il mondo. Sono inoltre presenti progetti speciali sviluppati in risposta a brief di importanti marchi internazionali ed enti che condividono l’impegno di ITS Contest nel sostenere la creatività. Fondato a Trieste nel 2002 da Barbara Franchin\, ITS Contest è diventato una delle principali piattaforme internazionali per i talenti emergenti del design. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nel lanciare le carriere di molti designer che attualmente stanno ridisegnando l’industria della moda e definendo il look della cultura pop.
URL:https://triestecultura.it/evento/its-arcademy-2/
LOCATION:Trieste
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/ITS_Arcademy_03_Massimo_Gardone.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240509
DTEND;VALUE=DATE:20240930
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250612T083136Z
LAST-MODIFIED:20250718T131153Z
UID:10005558-1715212800-1727568000@triestecultura.it
SUMMARY:Un Tesoro ritrovato. Banditi e carovane sul Carso nel Medioevo
DESCRIPTION:Il tesoro di Erpelle viene esposto per la prima volta al Museo Winckelmann: più di 1700 monete d’argento del Trecento scoperte nel 1921 in alcuni vasi di terracotta nel Carso triestino.\nLa mostra che si inaugura giovedì 9 maggio 2024\, alle ore 17\, al Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”\, con ingresso da via della Cattedrale 15 a Trieste\, espone un prezioso ritrovamento emerso di recente da una cassaforte del museo: si tratta del tesoro che\, nascosto agli inizi del XV secolo\, venne scoperto nel 1921 a Hrpelje/Erpelle (oggi in Slovenia a 4 chilometri dal confine italiano). Composto da più di cinquemila monete d’argento e una dozzina d’oro fu casualmente ritrovato da Giovanni Kolaric\, impiegato ferroviere presso la stazione di Erpelle\, nell’estate del 1921 in una dolina\, forse all’ingresso di una grotta\, conservato in alcuni vasi di terracotta. Dalla Cronaca del museo del 15 ottobre 1921 apprendiamo che lo scopritore lo portò al Museo d’Antichità per venderlo. Venne consegnato al direttore Piero Sticotti che subito ne avvisò l’Ufficio delle Belle Arti e coinvolse il Museo di Aquileia. Allo scopritore e al Consorzio agrario di Erpelle (proprietario del terreno) venne riconosciuto il premio in denaro spettante in base alla legge italiana\, entrata in vigore nel nostro territorio solo da pochi mesi.\n\nDimenticato un’altra volta qualche anno più tardi\, senza essere stato pubblicato o studiato in modo approfondito\, questo tesoretto si credeva perso per sempre. Inaspettato è ora tornato nuovamente alla luce. Pare che il tesoro fosse stato all’epoca suddiviso in tre parti. Ora a Trieste è di fatto presente un terzo del totale\, cioè 1773 monete d’argento in buone condizioni di conservazione.\n\nLo studioso Giulio Carraro\, dell’Università di Trieste\, ha potuto analizzarlo e le sue ricerche sono state recentemente pubblicate nel volume “Dobrila Tat. Il tesoro di Erpelle 1921”\, per i tipi di EUT.\n\nLa curiosità suscitata dalla presentazione del volume e la richiesta di poter vedere il tesoro hanno portato alla mostra che ora si inaugura al Museo Winckelmann e che resterà aperta fino al 29 settembre 2024\, con orario 10-17\, da martedì a domenica\, con ingresso libero da piazza della Cattedrale 1.\n\nComposto originariamente da oltre cinquemila monete d’oro e argento\, il tesoro di Erpelle rappresenta uno dei principali esempi di tesaurizzazione\, per quanto si è potuto ricostruire\, legata all’opera dei banditi medievali.\n\nL’eterogeneità delle valute rappresentate regala uno spaccato della vitalità economica e monetaria nell’Europa centrale e orientale del XIV secolo\, offrendo un prezioso supporto allo studio delle relazioni mercantili e degli scambi commerciali attraverso l’area alpina e quella balcanica lungo le rotte che portavano ai porti dell’Adriatico settentrionale\, dai quali i prodotti venivano poi venduti in tutta Europa.\n\nNon deve stupire che un tesoro di monete d’argento come questo venisse sepolto in luogo nascosto: la popolazione dell’Europa tardo medievale (tra XII e XV secolo) era spinta all’occultamento di tesori dalle precarie circostanze sociali\, politiche ed economiche. Nelle aree periferiche e di frontiera\, la crescente povertà\, esasperata dall’aumento della pressione fiscale da parte delle autorità\, aveva visto dilagare il contrabbando. Al folklore dell’area di Erpelle è legato il personaggio del ladro Dobrila\, o Dobrilla: un contrabbandiere il cui lato moralmente discutibile viene considerato espressione dell’umana “arte di arrangiarsi” che derubava le ricche carovane dirette nell’entroterra dai porti di Trieste e dell’Istria\, in particolare quelle cariche di sale\, l’oro bianco del Medioevo.\n\nDobrilla viene tradizionalmente legato al tesoro scoperto a Erpelle nel 1921 ed è lecito ritenere che le leggende abbiano probabilmente un fondo di verità.\n\nOltre la metà delle monete superstiti è prodotta dalla zecca di Venezia\, potenza marinara in fortissima espansione nell’Adriatico. Non mancano tuttavia dei lotti consistenti di monete del Patriarcato di Aquileia e del Regno d’Ungheria\, protagonisti anch’essi del panorama politico ed economico dell’Europa medievale. Altri attori sullo scacchiere commerciale\, rappresentati all’interno del tesoro\, sono i Carraresi di Padova e i mercanti bavaresi.\n\nUn’ultima curiosità è legata a un interessante lotto di monete contraffatte\, contenute nel tesoro di Erpelle\, che ha rappresentato l’occasione per approfondire anche l’attività dei falsari medievali: puniti con pene severissime\, essi rischiavano la vita per produrre denaro falso\, evidentemente spinti da motivazioni che giustificavano i rischi legati alla loro attività.\n\nUn tesoro ritrovato. Banditi e carovane sul Carso nel medioevo\n10 maggio -29 settembre 2024\nMuseo d’Antichità “J.J. Winckelmann”\nPiazza della Cattedrale 1\, Trieste\nDa martedì a domenica\, dalle 10 alle 17\nIngresso libero\nmuseowinckelmann@comune.trieste.it\nwww.museoantichitawinckelmann.it
URL:https://triestecultura.it/evento/un-tesoro-ritrovato-banditi-e-carovane-sul-carso-nel-medioevo-2/
LOCATION:Trieste
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/il_tesoro_di_Erpelle.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240510
DTEND;VALUE=DATE:20240909
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250612T083155Z
LAST-MODIFIED:20250718T131153Z
UID:10005561-1715299200-1725753600@triestecultura.it
SUMMARY:Illustratori nella Venezia Giulia
DESCRIPTION:Dalla sua inaugurazione lo scorso 10 maggio\, la mostra «Illustratori nella Venezia Giulia»\, allestita dall’I.R.C.I. al pianterreno dell’immobile in via Torino 8\, ha riscosso un notevole successo di pubblico\, arrivando a superare i 6.000 visitatori a neanche due mesi dalla sua apertura. Inoltre\, nelle ultime settimane\, si è registrato un considerevole aumento di ospiti che si spostano sia da zone limitrofe che da fuori regione per visitare appositamente la mostra\, che raccoglie nomi altisonanti di maestri giuliani del cartellonismo e dell’illustrazione quali Leopoldo Metlicovitz\, Marcello Dudovich\, Giuseppe Sigon\, Antonio Bauzon\, Glauco Cambon\, Gino de Finetti\, Argio Orell o Vito Timmel.Le sorprese però non sono ancora finite perché\, in occasione della proroga fino a domenica 8 settembre 2024\, la mostra si arricchirà di nuovi arrivi\, come un manifesto poco noto di Timmel o prove inedite del pioniere dei cartoni animati Petronio o ancora bozzetti di Sigon padre e del figlio Pollione.\nGli orari di apertura al pubblico restano invece invariati: dal lunedì alla domenica – festivi inclusi – dalle 10.30 alle 12.30 del mattino e dalle 16.30 alle 19.00 del pomeriggio.
URL:https://triestecultura.it/evento/illustratori-nella-venezia-giulia-4/
LOCATION:Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata\, Via Duca d'Aosta\, 1
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/Gustavo_Petronio_1939.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240730
DTEND;VALUE=DATE:20240930
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250612T083643Z
LAST-MODIFIED:20250718T131152Z
UID:10005599-1722297600-1727568000@triestecultura.it
SUMMARY:Zigaina in scena
DESCRIPTION:Il Comune di Trieste\, attraverso il Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi diretto da Francesca Locci\, partecipa con questa iniziativa al progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Cervignano del Friuli\, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l’Ente Regionale Patrimonio Culturale Fvg (ErpacFvg) e curato da Francesca Agostinelli e Vanja Strukelj.\nL’esposizione è incentrata sui tre lavori progettati da Zigaina per le scene del Teatro Verdi di Trieste tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta: «Il convitato di pietra» di Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij (1969)\, «Carmen» di Georges Bizet (1970) e «Goyescas» di Enrique Granados (1982). A dialogare con i bozzetti di queste tre produzioni sono presenti in mostra i tre dipinti di Zigaina di proprietà del Museo Revoltella\, per un omaggio al Maestro attraverso le sue opere custodite nelle civiche collezioni. \nCurata da Stefano Bianchi e Cristina Zacchigna\, con la collaborazione di Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristiano Rossetti\, la mostra si avvale del contributo di Franco Però e Susanna Gregorat\, del coordinamento amministrativo di Francesco Recanati e del progetto grafico e di allestimento di BASIQ. Ad arricchire la rassegna di materiali di proprietà del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, i prestiti della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”\, del Museo Revoltella e della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.
URL:https://triestecultura.it/evento/zigaina-in-scena-2/
LOCATION:Museo Teatrale Carlo Schmidl\, Palazzo Gopcevich via Rossini\, 4
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/20240725_ZIGAINA_cartolina_A5_affiancate_ESE.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240806
DTEND;VALUE=DATE:20240827
DTSTAMP:20260503T181144
CREATED:20250612T083843Z
LAST-MODIFIED:20250718T131152Z
UID:10005602-1722902400-1724630400@triestecultura.it
SUMMARY:Micromorfosi
DESCRIPTION:Domani\, martedì 6 agosto alle ore 17 sarà inaugurata la mostra “Micromorfosi” nella Sala Comunale d’Arte\, incastonata nella pittoresca Piazza Unità d’Italia a Trieste. Curata da Julian Kunhardt e in collaborazione con Lucia Richter\, la mostra presenta le opere di Licia Fusai.\n“Micromorfosi” propone una riflessione evocativa sul delicato ciclo di interazione tra le azioni umane e il mondo naturale. La mostra invita i visitatori a intraprendere un viaggio trasformativo attraverso l’arte\, stimolando una riflessione critica rispetto al nostro ruolo nei confronti dell’ambiente e all’impellente necessità di una più profonda consapevolezza e responsabilità ecologica.\n\nAl centro dell’esposizione si trova l’intreccio profondo tra il microcosmo delle vite individuali e il macrocosmo dell’impatto ambientale globale. Attraverso la visione artistica di Licia Fusai\, le opere in “Micromorfosi” agiscono come potenti metafore della resilienza e della vulnerabilità della natura\, specchio dell’incertezza e della feconda transitorietà della condizione umana. Il fulcro delle creazioni è il complesso ed inevitabile rapporto uomo-mondo: ogni opera sfida i visitatori a mettere in discussione questo rapporto\, evidenziando come anche le azioni più piccole possano avere impatti significativi sull’equilibrio ecologico del nostro pianeta e\, di conseguenza\, su noi stessi. Osservare le tele di Licia Fusai vuol dire osservare\, trasfigurato dalla potenza simbolica e visionaria dell’arte\, il destino dell’uomo e della casa che abita.\n\nJulian Kunhardt cura una collezione che comprende opere vibranti\, ciascuna delle quali esplora i temi della rigenerazione\, interconnessione e sostenibilità. Le opere affrontano il concetto di metamorfosi nella natura e nelle esperienze umane\, dalla resilienza necessaria per prosperare nelle avversità alle influenze sottili\, spesso trascurate\, che gli esseri umani hanno sull’ambiente.\n\nLucia Richter\, una collaboratrice fondamentale nella gestione della mostra\, arricchisce l’esperienza dei visitatori aggiungendo un livello di interazione che sottolinea la natura ciclica delle nostre scelte quotidiane e il loro impatto sull’ambiente. I suoi contributi rendono chiaro il modo in cui queste scelte si ripercuotono sulle nostre vite\, tornando a influenzarci e plasmando così il nostro futuro collettivo e individuale.\n\nLe opere di Licia Fusai esplorano il tema del nutrimento sia fisico che spirituale\, nella ricerca di quella reciprocità e dialogo tra materia e spirito. Così\, quello che siamo abituati a considerare bene di consumo materiale diviene strumento per nutrire l’essere nelle sue accezioni metafisiche e spirituali. E viceversa\, i sensi e le vibrazioni che accompagnano l’appagamento estetico\, trovano nelle composizioni di Licia un approdo nuovo\, dove potersi dipanare in armonia con il creato.\n\nQuesta profonda convinzione è evidente nella scelta tanto dei materiali quanto dei soggetti: non solo rappresentano e celebrano l’abbondanza vitale della terra\, ma mantengono una raffigurazione astratta\, mai figurativa\, proprio per alludere ed invitare i “sensi dell’anima” a esplorare se stessi con maggiore libertà. Man mano che la sua narrazione artistica evolve\, Licia abbraccia schemi cromatici sempre più vibranti per evidenziare gli ingredienti naturali che utilizza\, spingendosi ai confini delle arti visive tradizionali\, per articolare una narrazione e un rispetto profondo per la natura.\n\nL’evoluzione artistica di Licia continua nella ricerca e nella sperimentazione costanti\, privilegiando tele più piccole che\, come appunti sulle pagine di un taccuino immaginario\, raccontano il rapporto quasi istintivo con la natura e il legame sacro con essa. E’ nelle sue opere più grandi\, tuttavia\, che le sue abilità fioriscono veramente\, combinando la maestria tecnica con un uso audace del colore e della composizione per creare un impatto significativo.\n\nAggiornamenti sulla mostra e sugli eventi correlati saranno comunicati attraverso i canali di Julian Kunhardt e Licia Fusai (@jjuliank & @licia.fusai.com).\n \nLa mostra sarà aperta al pubblico dal 7 al 26 agosto con il seguente orario: \nlunedì – domenica\, giorni feriali e festivi: 10:00 – 13:00 e 15:00 – 20:00 \nIngresso libero
URL:https://triestecultura.it/evento/micromorfosi-2/
LOCATION:Trieste
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/IMG-20240801-WA00121-scaled.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR