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SUMMARY:Amazônia
DESCRIPTION:Nella giornata del 27 giugno la mostra rimarrà chiusa al pubblico.  \nPromossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del\nturismo con il supporto di PromoTurismoFVG e del Trieste Convention and\nVisitors Bureau e organizzata da Civita Mostre e Musei e Contrasto\, la mostra è\ncurata da Lélia Wanick Salgado.\nZurich è il global partner dell’intero tour internazionale della mostra Amazônia e\nillycaffè ne è partner per Trieste.\nDopo il progetto Genesi\, il fotografo brasiliano ha intrapreso una nuova serie di viaggi\nper catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta amazzonica brasiliana e i modi\ndi vita dei suoi popoli\, stabilendosi nei loro villaggi per diverse settimane e fotografando\ndiversi gruppi etnici.\nPer Trieste è un grande privilegio ospitare al Salone degli Incanti\, l’ex pescheria centrale\ndi Trieste\, dopo la mostra su Banksy\, Davide Lachapelle e Hausbrandt la mostra di\nSebastião Salgado “Amazônia”\, il fotografo brasiliano dalle grandi capacità emotive e\nvisionarie. Il termine fotografia deriva dal greco φῶς\, che significa luce\, e da γραφία\,\nche significa scrittura; il suo significato letterale diventa quindi “scrittura con la luce”.\nLa fotografia è un’arte complessa che ha il potere di fermare il tempo in un battito di\nciglia\, fatta di istanti impercettibili e di emozioni improvvise\, di attimi perfetti e tempo\nche si cristallizza in una immutabile fermezza.\nL’occhio esperto nota la maestria della tecnica\, necessaria affinché sia possibile riuscire\na catturare con l’obiettivo un piccolo frammento di realtà\, ma è la capacità nel saper\nraccontare\, che differenzia l’arte del fotografo dal semplice amatore\, e Sebastião\nSalgado la rende grande: saper vedere la realtà con occhi diversi\, più attenti\, più\nsensibili\, saperne cogliere istanti altamente significativi\, evocativi\, che emozionano o\nspingono alla riflessione. Questa mostra non è solo un elogio alla bellezza\ndell’Amazzonia\, in grado di catturare l’incredibile ricchezza e varietà della foresta \namazzonica brasiliana\, con gli usi e i costumi delle popolazioni che vi abitano\, ma anche\nun commosso omaggio alla bellezza eterna dell’anima.  \nCon oltre 200 fotografie esposte\, Amazônia vuole proporre un’immersione totale\nnella foresta amazzonica\, invitandoci a riflettere sulla necessità di proteggerla.\nLélia Wanick Salgado\, compagna di lavoro e di vita del fotografo\, è responsabile della\ncuratela e della scenografia della mostra.  \nOrari in vigore dal 29 febbraio al 31 maggio 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 10.00 – 19.00\nOrario estivo in vigore dal 1 giugno al 13 ottobre 2024\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì\, sabato e domenica: 11.00 – 20.00\nMartedì chiuso
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LOCATION:Salone degli Incanti – Ex Pescheria Centrale\, Riva Nazario Sauro\, 1\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:ITS Arcademy
DESCRIPTION:ITS Arcademy – Museum of Art in Fashion è il primo museo dedicato interamente alla moda contemporanea in Italia\, un luogo dove il design di abiti\, accessori e gioielli si rivela nella sua più elevata espressione artistica\, fonte di ispirazione straordinaria per visitatori di qualsiasi età.\nIl museo ospita mostre di livello internazionale e progetta attività didattiche dedicate allo sviluppo del pensiero creativo. Nasce da ITS Contest\, iniziativa di Barbara Franchin lanciata nel 2002 a Trieste\, trampolino di lancio per talenti creativi destinati a lasciare un segno nel panorama della moda internazionale\, anticipandone le evoluzioni. Le loro creazioni (oltre 15000 oggetti tra portfolio di progetto\, abiti\, accessori\, gioielli e fotografie) costituiscono una Collezione unica al mondo in continua evoluzione\, che ITS Arcademy tutela per le generazioni future grazie a una costante attività di conservazione. \n\nITS Arcademy Museum of Art in Fashion\nVia Cassa di Risparmio\, 10 – 34121 Trieste\, Italia\n+39 040 300 589\nitsarcademy.org\n\nMostre in Corso:\n\nLe Molte Vite di un Abito \n\nA cura di Olivier Saillard e Emanuele Coccia\n28.03.24 – 06.01.25\n\nChe siano indossati come protezione o espressione della nostra personalità\, i vestiti vivono innumerevoli vite. Ogni indumento racconta la storia del corpo che lo abita\, e il nostro guardaroba è innanzitutto un archivio personale\, una sorta di museo della nostra esistenza. \nLa mostra di ITS Arcademy si sviluppa in un percorso poetico che stimola il visitatore a riflettere sul valore che attribuiamo ai vestiti in diversi contesti e fasi del loro ciclo di vita: dalla vetrina al guardaroba\, indossati\, incarnati da personaggi famosi\, amati\, consumati\, catalogati\, esposti\, evocati nella letteratura o ancora abbandonati. Oggetti selezionati dalla Collezione di ITS Arcademy si alternano a indumenti quotidiani e straordinari appartenenti a gente comune\, ma anche a muse della moda quali Charlotte Rampling e Tilda Swinton.\n\n\nBorn to Create\n\nA cura di Fondazione ITS\n28.03.24 – 06.01.25\n\nLa mostra offre una prospettiva unica sul futuro del design. È dedicata alle opere dei finalisti e dei vincitori di ITS Contest 2023/24\, designer emergenti dotati di un talento creativo innato\, selezionati da una giuria di esperti di primo piano da oltre 750 candidature provenienti da tutto il mondo. Sono inoltre presenti progetti speciali sviluppati in risposta a brief di importanti marchi internazionali ed enti che condividono l’impegno di ITS Contest nel sostenere la creatività. Fondato a Trieste nel 2002 da Barbara Franchin\, ITS Contest è diventato una delle principali piattaforme internazionali per i talenti emergenti del design. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nel lanciare le carriere di molti designer che attualmente stanno ridisegnando l’industria della moda e definendo il look della cultura pop.
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SUMMARY:Un Tesoro ritrovato. Banditi e carovane sul Carso nel Medioevo
DESCRIPTION:Il tesoro di Erpelle viene esposto per la prima volta al Museo Winckelmann: più di 1700 monete d’argento del Trecento scoperte nel 1921 in alcuni vasi di terracotta nel Carso triestino.\nLa mostra che si inaugura giovedì 9 maggio 2024\, alle ore 17\, al Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”\, con ingresso da via della Cattedrale 15 a Trieste\, espone un prezioso ritrovamento emerso di recente da una cassaforte del museo: si tratta del tesoro che\, nascosto agli inizi del XV secolo\, venne scoperto nel 1921 a Hrpelje/Erpelle (oggi in Slovenia a 4 chilometri dal confine italiano). Composto da più di cinquemila monete d’argento e una dozzina d’oro fu casualmente ritrovato da Giovanni Kolaric\, impiegato ferroviere presso la stazione di Erpelle\, nell’estate del 1921 in una dolina\, forse all’ingresso di una grotta\, conservato in alcuni vasi di terracotta. Dalla Cronaca del museo del 15 ottobre 1921 apprendiamo che lo scopritore lo portò al Museo d’Antichità per venderlo. Venne consegnato al direttore Piero Sticotti che subito ne avvisò l’Ufficio delle Belle Arti e coinvolse il Museo di Aquileia. Allo scopritore e al Consorzio agrario di Erpelle (proprietario del terreno) venne riconosciuto il premio in denaro spettante in base alla legge italiana\, entrata in vigore nel nostro territorio solo da pochi mesi.\n\nDimenticato un’altra volta qualche anno più tardi\, senza essere stato pubblicato o studiato in modo approfondito\, questo tesoretto si credeva perso per sempre. Inaspettato è ora tornato nuovamente alla luce. Pare che il tesoro fosse stato all’epoca suddiviso in tre parti. Ora a Trieste è di fatto presente un terzo del totale\, cioè 1773 monete d’argento in buone condizioni di conservazione.\n\nLo studioso Giulio Carraro\, dell’Università di Trieste\, ha potuto analizzarlo e le sue ricerche sono state recentemente pubblicate nel volume “Dobrila Tat. Il tesoro di Erpelle 1921”\, per i tipi di EUT.\n\nLa curiosità suscitata dalla presentazione del volume e la richiesta di poter vedere il tesoro hanno portato alla mostra che ora si inaugura al Museo Winckelmann e che resterà aperta fino al 29 settembre 2024\, con orario 10-17\, da martedì a domenica\, con ingresso libero da piazza della Cattedrale 1.\n\nComposto originariamente da oltre cinquemila monete d’oro e argento\, il tesoro di Erpelle rappresenta uno dei principali esempi di tesaurizzazione\, per quanto si è potuto ricostruire\, legata all’opera dei banditi medievali.\n\nL’eterogeneità delle valute rappresentate regala uno spaccato della vitalità economica e monetaria nell’Europa centrale e orientale del XIV secolo\, offrendo un prezioso supporto allo studio delle relazioni mercantili e degli scambi commerciali attraverso l’area alpina e quella balcanica lungo le rotte che portavano ai porti dell’Adriatico settentrionale\, dai quali i prodotti venivano poi venduti in tutta Europa.\n\nNon deve stupire che un tesoro di monete d’argento come questo venisse sepolto in luogo nascosto: la popolazione dell’Europa tardo medievale (tra XII e XV secolo) era spinta all’occultamento di tesori dalle precarie circostanze sociali\, politiche ed economiche. Nelle aree periferiche e di frontiera\, la crescente povertà\, esasperata dall’aumento della pressione fiscale da parte delle autorità\, aveva visto dilagare il contrabbando. Al folklore dell’area di Erpelle è legato il personaggio del ladro Dobrila\, o Dobrilla: un contrabbandiere il cui lato moralmente discutibile viene considerato espressione dell’umana “arte di arrangiarsi” che derubava le ricche carovane dirette nell’entroterra dai porti di Trieste e dell’Istria\, in particolare quelle cariche di sale\, l’oro bianco del Medioevo.\n\nDobrilla viene tradizionalmente legato al tesoro scoperto a Erpelle nel 1921 ed è lecito ritenere che le leggende abbiano probabilmente un fondo di verità.\n\nOltre la metà delle monete superstiti è prodotta dalla zecca di Venezia\, potenza marinara in fortissima espansione nell’Adriatico. Non mancano tuttavia dei lotti consistenti di monete del Patriarcato di Aquileia e del Regno d’Ungheria\, protagonisti anch’essi del panorama politico ed economico dell’Europa medievale. Altri attori sullo scacchiere commerciale\, rappresentati all’interno del tesoro\, sono i Carraresi di Padova e i mercanti bavaresi.\n\nUn’ultima curiosità è legata a un interessante lotto di monete contraffatte\, contenute nel tesoro di Erpelle\, che ha rappresentato l’occasione per approfondire anche l’attività dei falsari medievali: puniti con pene severissime\, essi rischiavano la vita per produrre denaro falso\, evidentemente spinti da motivazioni che giustificavano i rischi legati alla loro attività.\n\nUn tesoro ritrovato. Banditi e carovane sul Carso nel medioevo\n10 maggio -29 settembre 2024\nMuseo d’Antichità “J.J. Winckelmann”\nPiazza della Cattedrale 1\, Trieste\nDa martedì a domenica\, dalle 10 alle 17\nIngresso libero\nmuseowinckelmann@comune.trieste.it\nwww.museoantichitawinckelmann.it
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SUMMARY:Zigaina in scena
DESCRIPTION:Il Comune di Trieste\, attraverso il Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi diretto da Francesca Locci\, partecipa con questa iniziativa al progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Cervignano del Friuli\, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l’Ente Regionale Patrimonio Culturale Fvg (ErpacFvg) e curato da Francesca Agostinelli e Vanja Strukelj.\nL’esposizione è incentrata sui tre lavori progettati da Zigaina per le scene del Teatro Verdi di Trieste tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta: «Il convitato di pietra» di Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij (1969)\, «Carmen» di Georges Bizet (1970) e «Goyescas» di Enrique Granados (1982). A dialogare con i bozzetti di queste tre produzioni sono presenti in mostra i tre dipinti di Zigaina di proprietà del Museo Revoltella\, per un omaggio al Maestro attraverso le sue opere custodite nelle civiche collezioni. \nCurata da Stefano Bianchi e Cristina Zacchigna\, con la collaborazione di Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristiano Rossetti\, la mostra si avvale del contributo di Franco Però e Susanna Gregorat\, del coordinamento amministrativo di Francesco Recanati e del progetto grafico e di allestimento di BASIQ. Ad arricchire la rassegna di materiali di proprietà del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, i prestiti della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”\, del Museo Revoltella e della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.
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LOCATION:Museo Teatrale Carlo Schmidl\, Palazzo Gopcevich via Rossini\, 4
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SUMMARY:Un mare di carta
DESCRIPTION:La promozione del viaggio in nave tra Ottocento e NovecentoCirca trecento tra poster e locandine\, dépliant\, brochure\, bozzetti e pubblicazioni commemorative ripescate dagli archivi e riunite in un’unica mostra\, pensata per ripercorrere\, grazie a rari materiali d’epoca\, l’evoluzione\, nell’arco di un secolo\, dagli anni Sessanta dell’Ottocento\, della grafica pubblicitaria nata nell’Ottocento per promuovere il viaggio in mare. Un mare di carta. La promozione del viaggio in nave tra Ottocento e Novecento (unmaredicarta.com)\, si inaugurerà venerdì 20 settembre alle 18 al Magazzino delle Idee. Realizzata da ERPAC FVG con la collaborazione dell’associazione culturale Italian Liners\, la mostra è dedicata ad Angelo Battistella\, uno dei più prolifici e geniali grafici del XX secolo.
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