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SUMMARY:PASOLINI 100
DESCRIPTION:I film di Pier Paolo Pasolini tornano al cinema per il centenariodella nascita\, con la rassegna della Cineteca di Bologna – nell’ambito\ndel progetto “Il Cinema Ritrovato. Al cinema” – e CSC – Cineteca\nNazionale “PASOLINI 100”. L’Iniziativa porterà nelle sale di tutto il\nterritorio italiano la quasi totalità della filmografia pasoliniana\,\nin un viaggio lungo il cinema di un poeta dall’esordio nel 1961 con\n“Accattone” all’ultimo controverso “Salò”\, uscito postumo nel 1975. \n«La forza di trovare\, fin dalla prima inquadratura della sua opera\nprima\, una propria lingua cinematografica\, la sperimentazione come\nmetodo di lavoro continuo\, la necessità di rimettersi costantemente in\ndiscussione». Così racconta il cinema di Pasolini il direttore della\nCineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. « “Accattone” sembra distare\nquattro decenni da “Salò”; in mezzo ci sono le borgate romane\, la\nriscrittura del documentario\, il “Vangelo”\, “Uccellacci”\, i film sulla\nborghesia\, la reinvenzione della classicità\, la “Trilogia della\nvita”… la scoperta di Citti e di Davoli\, e poi Totò\, Magnani e\nMangano\, a cui offre ruoli unici e inediti\, un nuovo modo di usare la\nmusica\, luoghi che il cinema non aveva mai saputo guardare\, da Matera\nalla Cappadocia\, da Sana’a ai resti della classicità\, un cinema di\npoesia che è anche\, sempre\, un cinema politico\, civile\, che affronta i\ngrandi nodi della modernità. Un cineasta condannato\, insultato\,\nimbrattato dal primo all’ultimo film\, oggi unanimemente riconosciuto\ncome l’artista che ha capito\, con decenni d’anticipo\, il genocidio\nculturale che si stava realizzando davanti al silenzio di tutti». \n«Un’iniziativa che parte dai restauri compiuti in questi anni per\nsanare le ingiurie del tempo (e in molti casi della censura)\,\nriportando le opere allo splendore originale» afferma Marta Donzelli\,\npresidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.\n«Oggi quei film tornano sul grande schermo\, pronti a essere visti\,\namati e discussi da una nuova generazione di spettatori». \nA Trieste la rassegna sarà in programma in esclusiva al cinema\nAriston\, sala d’essai gestita da La Cappella Underground in viale\nRomolo Gessi n. 14\, con il seguente calendario: 16 marzo “Accattone”\n(1961)\, film d’esordio ambientato nelle borgate romane; 30 marzo\n“Mamma Roma” (1962) nel recentissimo restauro presentato al Festival\ndi Berlino\, accompagnato da “La ricotta” (1963)\, episodio dal film\ncollettivo “Ro.Go.Pa.G.”; 13 aprile “Il Vangelo secondo Matteo”\n(1964)\, girato nelle terre abbandonate e povere del meridione\, in\nPuglia\, Calabria e Basilicata; 20 aprile “Comizi d’amore” (1964)\,\nfilm-inchiesta sulla sessualità degli italiani; \n27 aprile “Uccellacci e uccellini” (1966) con l’inattesa coppia\nTotò-Ninetto Davoli; 4 maggio “Edipo Re” (1967)\, tragedia di Sofocle\nreinventata alla luce di Freud;\n18 maggio “Porcile” (1969)\, crudele apologo sul presente in due\nepisodi; 25 maggio “Appunti per un’Orestiade africana” (1970)\, ‘film\nda farsi’ ispirato alla trilogia di Eschilo\, in abbinamento con\n“Medea” (1969) con protagonista Maria Callas (unico titolo esterno al\nprogetto originale della rassegna\, qui riproposto in collaborazione\ncon Minerva Pictures); 8 giugno “Il Decameron” (1971)\, libera\ninterpretazione di nove racconti di Boccaccio; 15 giugno “I racconti\ndi Canterbury” (1972)\, ispirato all’Inghilterra trecentesca di\nGeoffrey Chaucer; 22 giugno “Il fiore delle mille e una notte” (1974)\,\nultimo film della “Trilogia della vita” iniziata col “Decameron”; 29\ngiugno “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975)\, geniale e scandaloso\n‘tradimento’ di Sade\, uscito postumo nel 1976 dopo la morte violenta e\nprematura di Pasolini. \nIl primo film della rassegna\, “Accattone” (Italia\, 1961\, 117’)\, sarà\nin programma al cinema Ariston mercoledì 16 marzo alle ore 16.00\,\n18.30 e 21.00.\nVittorio\, soprannominato Accattone\, è un delinquente che vive nello\nsquallore della periferia romana. Quando si innamora di una giovane\ndonna\, l’uomo decide di ravvedersi e vivere onestamente\, ma per lui\nnon sembra esserci possibilità di riscatto.\n«In “Accattone” ho voluto rappresentare la degradazione e l’umile\ncondizione umana di un personaggio che vive nel fango e nella polvere\ndelle borgate di Roma. Io sentivo\, sapevo\, che dentro questa\ndegradazione c’era qualcosa di sacro\, e allora questo aggettivo\,\n‘sacro’\, l’ho aggiunto con la musica (…) Bach mi è servito a far\ncapire ai vasti pubblici queste mie intenzioni» (Pier Paolo Pasolini).
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SUMMARY:Omaggio a Rainer Werner Fassbinder
DESCRIPTION:A quarant’anni dalla scomparsa di Rainer Werner Fassbinder\, uno deipiù geniali e prolifici registi del Ventesimo Secolo\, la rassegna “I\nlunedì dell’Ariston” organizzata da La Cappella Underground presenta\nuna selezione di cinque dei suoi film più rappresentativi – in\nedizione restaurata dalla R.W. Fassbinder Foundation – e un inedito\ndocumentario biografico: i titoli\, in programma dal 20 giugno al 18\nluglio in versione originale sottotitolata\, sono “L’amore è più freddo\ndella morte” (Liebe ist kälter als der Tod\, 1969)\, “Le lacrime amare\ndi Petra Von Kant” (Die bitteren Tränen der Petra von Kant\, 1972)\, “La\npaura mangia l’anima” (Angst essen Seele auf\, 1973)\, “Effi Briest”\n(Fontane Effi Briest\, 1974)\, “Il matrimonio di Maria Braun” (Die Ehe\nder Maria Braun\, 1978) e il documentario “Fassbinder” (2015) di\nAnnekatrin Hendel.\nL’iniziativa è realizzata in collaborazione con la distribuzione\nitaliana Viggo e promossa a Trieste con la collaborazione di\nCulturArteffetto Tedesco. \nNessun regista è stato più controverso\, scandaloso\, prolifico e\nossessionato dal cinema di Rainer Werner Fassbinder. Morto\ntragicamente\, il 10 giugno del 1982\, a soli 37 anni\, Fassbinder aveva\nrivoluzionato il teatro e lasciato un totale di 44 film e serie\ntelevisive diretti e\, spesso\, autoprodotti. Nessuno\, prima o dopo di\nlui\, è stato in grado di narrare la società tedesca in modo così duro\ne veritiero attraverso personaggi indimenticabili\, comunque capaci di\nemozionare\, toccare l’animo umano\, offrire una possibilità. La\nrassegna offre un tributo a un regista scomodo\, volutamente\ndimenticato\, per concedere al suo cinema la possibilità di rivivere\nsul grande schermo attraverso cinque significative opere che\,\nraccontando la società e la storia tedesca\, hanno profondamente mutato\nil racconto cinematografico. \nLa rassegna si apre con “L’amore è più freddo della morte” (Liebe ist\nkälter als der Tod\, Germania\, 1969\, 89’)\, il 20 giugno alle ore 17.00\ne 21.00\, film d’esordio di R.W. Fassbinder in cui il regista tedesco\ngioca con alcuni dei suoi miti cinematografici\, lasciando trapelare\nsprazzi delle tematiche che verranno.\n“Le lacrime amare di Petra Von Kant” (Die bitteren Tränen der Petra\nvon Kant\, Germania\, 1972\, 125’)\, in programma il 27 giugno alle ore\n18.30 e 21.00\, è il più doloroso e forse il più perfetto film di\nFassbinder: claustrofobico\, retto da interpretazioni impeccabili\, da\nuna regia fortemente teatrale e da una fotografia esemplare.\n“La paura mangia l’anima” (Angst essen Seele auf\, Germania\, 1973\,\n94’)\, in palinsesto il 4 luglio alle ore 17.00 e 21.00\, è un film sul\nrazzismo quotidiano e sulla normalità\, sull’amore e sulla felicità\,\ncostruito attorno alla storia di Emmi\, una sessantenne vedova e con\nfigli sposati\, e del suo incontro con Alì\, un marocchino immigrato per\nlavoro in Germania.\n“Effi Briest” (Fontane Effi Briest\, Germania\, 1974\, 141’)\, in data 11\nluglio alle ore 18.00 e 21.00\, lungometraggio fedele all’omonimo\nromanzo di Theodor Fontane\, è girato in uno splendido bianco e nero\nche restituisce nitido il ritratto di una società cupa ed opprimente\ndove non è più possibile vivere l’amore.\n“Il matrimonio di Maria Braun” (Die Ehe der Maria Braun\, Germania\,\n1978\, 121’)\, ultimo titolo in cartellone il 18 luglio alle 18.30 e\n21.00\, è uno dei migliori film di Fassbinder\, denso di avvenimenti e\ndi personaggi\, pieno di drammaticità e di sarcasmo\, una ricca parabola\nsul “miracolo” tedesco\, con una memorabile Hanna Schygulla.\nL’inedito documentario biografico “Fassbinder” (Germania\, 2015\, 96’)\ndi Annekatrin Hendel sarà presentato in due date\, il 20 giugno e il 4\nluglio alle ore 19.00: l’opera offre un nuovo approccio al fenomeno\nFassbinder consentendogli di raccontare la propria storia attraverso\nil collegamento di elementi autobiografici dei suoi film con opere\nscritte inedite e interviste; la storia di un giovane studente con\ngrandi ambizioni artistiche che\, con il suo stile di vita scandaloso e\nuna furiosa energia\, ha profondamente segnato e trasformato il\npaesaggio culturale tedesco ed internazionale\, ricostruita attraverso\ninterviste alle sue “donne”\, Hanna Schygulla\, Irm Hermann e Margit\nCarstensen\, ad amici e sostenitori come Harry Baer\, Thomas Schühly\,\nGünter Rohrbach\, Volker Schlöndorff e Juliane Lorenz.
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