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SUMMARY:Sissi l’imperatrice
DESCRIPTION:Dopo essere stata applaudita nel corso della passata stagione\, Federica Luna Vincenti interpreta ancora una volta Elisabetta D’Austria: è infatti protagonista di “Sissi l’imperatrice” in scena alla Sala Bartoli dal 17 al 20 febbraio. \nL’autore e regista Roberto Cavosi percorre un viaggio alla scoperta di una delle donne più famose di tutti i tempi\, l’imperatrice Elisabetta d’Austria. La sua vita – raccontata spesso come una fiaba con tanto di carrozze dorate\, gioielli\, balli a corte – è anche in realtà l’emblema della lotta di una donna indipendente in contrasto con le convenzioni della sua epoca. La sua storia si intreccia infatti a quella di un impero destinato a scomparire\, ma che fino all’ultimo mostrerà al mondo i suoi splendori e i suoi artigli. \nIn “Sissi l’imperatrice” Federica Luna Vincenti incarna Elisabetta d’Austria\, una donna che\, sottratta all’olografia grazie anche alla pubblicazione dei suoi diari\, ci appare in una veste tanto dirompente quanto irriverente e attuale\, che non può che affascinarci e colpirci nel profondo. \nFigura carismatica e ribelle\, anticonformista\, perennemente in lotta con sé stessa e con la realtà che la circondava: imperatrice anti-imperialista\, vicina alle masse operaie\, alle minoranze etniche\, contraria ad ogni forma di sopraffazione. Anoressica\, in eterno lutto per la morte assurda di due dei suoi figli\, Sissi cerca di esorcizzare il dolore attraverso estenuanti sedute ginniche\, con l’infinita cura del suo corpo e la pettinatura dei suoi detestati capelli – «è come se reggessi sul capo un corpo estraneo\, sono schiava dei miei capelli» dice. \nDotata di un feroce sarcasmo\, fustigava la Corte asburgica e i nobili – «Una schiatta depravata» – senza mezzi termini. Non lesinava nemmeno a sé stessa tutta l’amara ironia di cui era capace\, un modo per nascondere in realtà la sua vulnerabilità\, la fragilità della sua anima. Un’anima che cercava in tutti i modi di trovare sollievo rifugiandosi nella poesia: amante di Heine e di Baudelaire\, componeva lei stessa poesie. \nIl testo e la regia sono di Roberto Cavosi che dirige una compagnia di talenti\, i costumi di Paola Marchesin\, mentre il disegno delle luci è affidato a Gerardo Buzzanca. Le musiche originali sono composte da Oragravity. \nLo spettacolo è prodotto da Federica Luna Vincenti per Goldenart Production in coproduzione con Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nBiglietti presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Amadeus
DESCRIPTION:“Amadeus” di Peter Shaffer applaudito spettacolo del Teatro dell’Elfo\, arriva al Politeama Rossetti da giovedì 19 a domenica 22 febbraio\, per la stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e trasporta il pubblico a Vienna\, nel 1823. \nMozart è morto da oltre 30 anni; Antonio Salieri – che è stato uno dei più riconosciuti e privilegiati compositori dell’epoca – è ormai molto vecchio\, il pubblico lo ha dimenticato e sente la morte avvicinarsi. Come in una confessione interiore – uno di quei passi che si sentono necessari nel momento estremo – ripercorre allora il suo rapporto con Mozart\, giovane compositore che quando lui era già un astro\, ha imposto il suo genio con incredibile forza all’attenzione di Vienna e del mondo. \nÈ questa la situazione in cui ci si torva\, al sollevarsi del sipario su “Amadeus” di Peter Shaffer\, che va in scena nella versione registica di Ferdinando Bruni (che è anche protagonista nel ruolo di Salieri) e Francesco Frongia. Mozart è invece interpretato da Daniele Fedeli. \nIl testo – a tutti noto per il film Premio Oscar di Miloš Forman – nasce in realtà per un grande teatro\, il National Theatre di Londra\, dove ha debuttato con successo nel 1979 e\, nonostante molti ritengano si basi su una verità storica\, in realtà nasce da una leggenda. Shaffer infatti probabilmente si è ispirato a un’invenzione che Puškin ha usato nel suo microdramma  “Mozart e Salieri” e che poi ha elaborato. \nSalieri non dovrebbe sentirsi minacciato da Mozart\, data la sua posizione\, ma – immagina Shaffer – ritiene invece che proprio la sua eminente posizione sia frutto di un patto siglato con Dio\, che gli assicura il successo in cambio di devozione. Ma l’arrivo sulle scene del mondo di Ama-deus\, sconvolge Salieri che vi riconosce il genio assoluto. E si convince – forse in preda a una vena di follia – che Mozart sia il segno del tradimento del patto da parte di Dio. È attraverso la musica di Mozart che ora il mondo ascolta la voce del Cielo… \nE questo – senza alcuna follia – non è difficile da credere nemmeno oggi\, quando ancora e sempre rapisce e sorprende l’incredibile meraviglia delle sue composizioni\, studiate e amate in tutti i tempi. \nVenerdì 20 febbraio alle ore 17.30 alla Sala Bartoli si terrà l’incontro del ciclo “Peter Brown presents…” dedicato a questo capolavoro di Peter Shaffer. Alla conversazione condotta dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia prenderanno parte Ferdinando Bruni e alcuni interpreti dello spettacolo. L’iniziativa è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. \nI biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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