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Fitzcarraldo (Germania, 1981) di Werner Herzog

lunedì 19 Agosto 2019

Nell’ambito della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”, LaCappella Underground festeggia al cinema Ariston il 50esimo
anniversario della fondazione con un ciclo di dieci “Cult Movies”, in
programma sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi
n. 14 a Trieste ogni lunedì dall’8 luglio al 9 settembre. In
cartellone dieci lungometraggi, tutti in versione originale
sottotitolata, rappresentativi degli autori e delle tendenze
artistiche che hanno contrassegnato la programmazione del cineclub
triestino e dell’Ariston nel periodo pionieristico dai primi anni ‘70
all’inizio degli anni ‘90.

Il settimo titolo del ciclo “Cult Movies”, in programma al cinema
Ariston lunedì 19 agosto alle ore 18.00 e 21.00, è
“Fitzcarraldo”(Germania, 1981, 158’, versione originale sottotitolata)
di Werner Herzog, vincitore della Palma d’oro alla regia al 35esimo
Festival di Cannes. Girato nella foresta amazzonica al confine fra
Ecuador e Perù con gli indios Aguarunas, il film mette in scena
l’avventuriero Brian Sweeney Fitzgerlad (un’insuperabile Klaus Kinski)
– Fitzcarraldo per gli indios. Fitzcarraldo è un visionario con molti
progetti e un unico grande sogno: costruire in piena giungla
amazzonica un’imponente teatro d’opera, facendolo inaugurare al
celebre tenore Enrico Caruso. Molly (una straordinaria Claudia
Cardinale), tenutaria di un bordello innamorata di lui, lo convince a
dedicarsi alla raccolta del caucciù per finanziare il suo sogno
convinta che “i sognatori possono spostare intere montagne”. Lo sforzo
che Fitzcarraldo persegue va al di là di ogni ragionevolezza mettendo
a repentaglio la propria e l’altrui vita pur di veder realizzato il
suo sogno. Herzog costruisce la figura di Fitzcarraldo ispirandosi a
quella del barone della gomma peruviana Carlos Fitzcarrald e alle sue
gesta. Il sogno di Fitzcarraldo è anche, specularmente, il sogno di
Herzog che, a proposito dei questo film, disse: “Se io abbandonassi
questo progetto sarei un uomo senza sogni, e non voglio vivere in quel
modo. Vivo o muoio con questo progetto”.

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