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Maria Lupieri magica e segreta

venerdì 28 Agosto 2026 - 18:30
Maria Lupieri

Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”, venerdì 28 agosto alle 18.30, presso la Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, Fulvia e Sergio Lupieri, gli unici nipoti ancora in vita di Maria Lupieri, verranno intervistati dalla curatrice Marianna Accerboni per svelare, in un racconto inedito, intitolato “Maria Lupieri magica e segreta”, gli aspetti più personali del suo temperamento e di una vita fantastica: un’esistenza nomade e di grande viaggiatrice, vissuta tra le amate città di Trieste e di Milano, a contatto con grandi personalità, tra cui Umberto e Linuccia Saba, Leonor Fini, Gillo Dorfles, Agnoldomenico Pica, Virgilio Giotti, Marcello Mascherini, Oskar Kokoschka, Maria Pospísilová, pittrice surrealista cecoslovacca naturalizzata svizzera, figura importante del milieu artistico culturale triestino dell’epoca e per la sua formazione. Seguiranno una visita guidata con la curatrice, a pagamento, e una degustazione gratuita di vini dell’Azienda Benjamin Zidarich.
L’evento è inserito nella rassegna “Una Luce sempre accesa”, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste.

Sabato 29 alle 18 e domenica 30 agosto alle 18.30 avrà luogo una visita guidata condotta dalla curatrice, seguita da una degustazione di vini dell’Azienda Benjamin Zidarich.

Nata a Trieste nel 1901 da padre di origine carnica, Lupieri fu pittrice, illustratrice, aiuto scenografa alla Scala di Milano nel 1927, designer di tessuti, gioielli, accessori e oggettistica e scrittrice con un forte interesse per l’esoterismo, che condivideva anche con Gillo Dorfles, suo grande amico ed estimatore. Si spense nel 1961 a Roma nella casa di Carlo Levi e Linuccia Saba (figlia amatissima del grande Poeta), che era la sua migliore amica e aveva tanto insistito per accoglierla, sapendola molto malata. Ha attraversato nel tempo linguaggi e stagioni artistiche differenti, senza restare prigioniera di un’unica cifra stilistica. Espose regolarmente, dalla fine degli anni Venti, alle Mostre Sindacali di Trieste e più tardi alla Permanente e alle Triennali milanesi, alla Triennale di Padova, alle Quadriennali romane e alla Biennale di Venezia del ’48, riscuotendo successo anche all’estero, tra Parigi e il Lussemburgo. Pioniera dell’arte, fu l’unica donna artista a partecipare alle avvenieristiche mostre futuriste tenute nella Regione Friuli Venezia Giulia nel biennio 1931/’32, Ha lasciato un’ampia e molto interessante produzione di dipinti e disegni, che testimoniano la sua ricerca condotta dall’espressionismo all’astrattismo e all’informale, oltre a numerosi e raffinati bozzetti per tessuti e accessori di moda.

L’incontro si situa nel fine della mostra – realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, il sostegno, tra gli altri, delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e il media partenariato de Il Piccolo – che mira ad approfondire la personalità e l’opera di Maria Lupieri, Leonor Fini, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina nell’ottica dell’innovazione cui aderirono. Tutte formatesi, eccetto la più giovane Miela, a stretto contatto con il colto milieu internazionale e d’avanguardia che connotava allora Trieste, in cui già brillavano personaggi triestini loro coetanei, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale: tra questi, il futuro gallerista Leo Castelli e Bobi Bazlen, il famoso critico, estetologo e artista Gillo Dorfles, il grande traghettatore della letteratura dell’Est europeo in Italia, accanto a Italo Svevo e Umberto Saba. Poliedriche, indipendenti sul piano personale e professionale e grandi viaggiatrici, queste artiste furono a contatto con le avanguardie internazionali, da cui trassero linfa, novità e ispirazione.

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