Dal 13 febbraio la Sala Comunale d’Arte di Trieste ospita NOTRE DAME, personale di Carolina Franza, presentata dall’architetto Marianna Accerboni. La mostra esplora la rifrazione della luce attraverso pigmenti antichi dalla morfologia irregolare – come il rosso cinabro autentico e il giallo di Napoli – capaci di generare una vibrazione luminosa impossibile nei colori industriali moderni. La luce non si posa sulla superficie, ma attraversa la materia, subisce micro‑rifrazioni e riemerge come spazio interiore. Il titolo NOTRE DAME richiama la Madre di Dio e la Sapienza, ma anche le Madonne delle vetrate delle grandi cattedrali francesi, e le Madonne nere, presenti in mostra con soluzioni originali che dialogano con le icone. Tutte le opere, realizzate su abete, bisso di lino, alabastro di Volterra, bolo rosso armeno, oro zecchino e tempera a uovo, compongono un percorso in cui la tradizione diventa visione contemporanea e la materia si fa rivelazione, presenza.
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Tracce di Parole. Anita Pittoni e Giani Stuparich a Trieste. Piccolo Festival Foto-Letterario
7 Febbraio / 8 Febbraio