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Pinocchio, o lo spettacolo della paternità

martedì 31 Marzo 2026 / giovedì 2 Aprile 2026

Tratto dal classico di Collodi e percorso anche da altre ispirazioni, questo “Pinocchio”  – che dal 31 marzo al 2 aprile è ospite alla Sala Bartoli nella riscrittura e regia di Enrico Ianniello e interpretato da Moreno Bernardi e Luciano Saltarelli del Teatre Akadémia di Barcelona – è uno spettacolo che si pone molte domande e porta su di sé importanti riflessioni.

Una particolarità è che sarà dato in lingua spagnola con sopratitoli in italiano.

Il sottotitolo di “Pinocchio” suggerisce “ovvero lo spettacolo della paternità” che è un grande tema che percorre tutta la favola collodiana: la figura di Geppetto è centrale quasi come il protagonista a ben vedere. E sono moltissimi i “se” che il regista si pone come interrogativi.

E se Pinocchio non fosse mai uscito da quella stanza fredda e desolata in cui Geppetto – preso da un insopportabile momento di solitudine – lo ha “scolpito al mondo”, pur di avere un po’ di compagnia?

Se tutti gli incontri, le situazioni, le scelte che il burattino è obbligato a compiere a prezzo d’esser costretto a dire qualche bugia pur di barcamenarsi in quella presunta realtà – senza strumento alcuno -, non fossero che parti di uno spettacolo della vita messo in scena dal povero genitore, per instillare una morale o forse solo per giocare con i sentimenti suoi e del povero legno animato, in un altalenarsi brillante e morboso di proiezioni e miraggi?

Se la Fatina, il Grillo, il Gatto e la Volpe, Lucignolo l’Omino di Burro non fossero che personaggi di un semplice teatrino domestico inscenato dall’istrionico Geppetto, al fine di educare, correggere, insegnare, moralizzare attraverso il teatro?

Infondo Pinocchio è un burattino e allora, a voler essere coerenti, non può muoversi da solo; dunque, il suo burattinaio dovrà indirizzarlo, perfino dirigerlo tirandone i fili, che servono allora a regalare la libertà, ma anche a limitarla.

E – chissà: quando il povero legno scoprirà d’essersi trasformato in bimbo grazie alla scoperta della prima goccia di sangue, forse non saprà più dove andare, potendo usare soltanto le sue gambette da ragazzino.

Pinocchio” va in scena martedì 31 marzo alle 19.30, e l’1 e 2 aprile alle ore 21. Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

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