Il complesso di documenti prodotti e acquisiti nella variegata e poliedrica attività di Carlo Schmidl costituisce l’ossatura di uno dei nuclei fondamentali delle collezioni del Museo. Lettere, fotografie e una grande quantità di documentazione di natura eterogenea – conservate personalmente da Schmidl – permettono di ricostruire la storia della città attraverso le vicende teatrali e musicali. A questo nucleo centrale si sono affiancati svariati archivi di enti e di persona. Tra i primi l’archivio del Teatro Verdi, del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, del Premio musicale Città di Trieste, solo per citare quelli anche quantitativamente più rilevanti. Tra i fondi di persona spicca quello del regista triestino Giorgio Strehler (1921-1997). Tra i numerosi fondi riferiti all’attività compositiva, esecutiva e musicologica di protagonisti della vita musicale nati a Trieste o comunque a Trieste attivi tra Otto e Novecento, sfilano, tra gli altri, quelli di Giuseppe Rota (1833-1911), Antonio Smareglia (1854- 1929), Mario Nordio (1889-1989), Vito Levi (1899-2002), Giulio Viozzi (1912-1984), Giorgio Cambissa (1921-1998), Giuseppe Radole (1921-2007), Pavle Merkù (1927-2014), Marco Sofianopulo (1952-2014) e Alfredo Lacosegliaz (1953- 2016). Accanto a questi archivi di pregio, fonti inesauribili di ricerche specialistiche e scoperte straordinarie, il museo ha acquisito una quantità di piccoli, curiosi e a volte inaspettatamente preziosi fondi archivistici.