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SUMMARY:Taranto Chiama
DESCRIPTION:Venerdì 20 febbraio 2026\, alle ore 18.00\, al Cinema Ariston di Trieste – a cura de La Cappella Underground e di Articolo 21 – sarà proiettato Taranto Chiama\, film-inchiesta della regista e giornalista Rosy Battaglia\, documentario corale realizzato nell’arco di nove anni (2016–2025) che parte da Trieste e arriva all’ILVA di Taranto\, mettendo in relazione territori e comunità segnati dalle conseguenze della grande industria. \nAlla proiezione del film seguirà un confronto pubblico\, al quale parteciperanno la regista e alcuni attori del documentario; dopo l’introduzione de La Cappella Underground\, il dibattito sarà moderato da Fabiana Martini\, portavoce della Sezione FVG di Articolo 21. \nTaranto Chiama è stato presentato al Parlamento Europeo e ha partecipato a diversi Festival (tra i molti altri anche CinemAmbiente – Environmental Film Festival di Torino e AntropoCine Film Fest\, in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma) e oggi approda nel capoluogo giuliano\, tornando al luogo della sua genesi. È dalla Ferriera di Servola\, abbattuta nel 2022\, infatti\, che comincia il viaggio della regista\, tra verità\, scienza e diritti. \nIl film racconta una vicenda di portata internazionale che parla di sviluppo\, diritti e futuro. Lo fa attraverso dati scientifici e testimonianze dirette\, offrendo alla comunità uno spazio di riflessione consapevole e di confronto – afferma la regista Rosy Battaglia.  Il mio approccio è quello dell’inchiesta giornalistica. Il film è scritto dalla realtà e guidato da scelte etiche che hanno permesso di restituire un ritratto autentico della complessità di Taranto: una città sospesa tra ingiustizia ambientale\, diritto alla vita e la ricerca di un futuro possibile e la solidarietà della comunità di Trieste\, mai cessata. È una grande soddisfazione – continua Battaglia – quando gli spettatori che vedono il film e intervengono ai dibattiti riconoscono nel mio lavoro la chiarezza delle informazioni; ne parlano come di una ricostruzione lucida e realistica\, che narra a più voci\, intrecciando vari livelli di lettura\, una realtà estremamente articolata. \nIl documentario si apre e si chiude con le immagini di Trieste e con l’abbattimento della Ferriera del 18 settembre 2022\, evento simbolico che segna la fine di una stagione industriale e interroga il rapporto tra sviluppo economico\, salute pubblica e ambiente. Un passaggio che oggi riporta il film dove tutto è iniziato\, anche grazie al percorso di mobilitazione civile che proprio a Trieste ha portato\, dopo decenni di proteste\, alla cessazione dell’attività dell’impianto inquinante. \nAl centro del racconto rimane Taranto\, dichiarata dall’ONU zona di sacrificio per l’inquinamento prodotto dal più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Attraverso dati scientifici e testimonianze dirette\, Taranto Chiama intreccia le voci di cittadini\, medici\, attivisti\, artisti\, imprenditori e rappresentanti del mondo religioso. La narrazione è fluida ma la realtà è quella di un contesto complesso\, in cui il conflitto tra lavoro e salute continua a produrre conseguenze concrete\, spesso a carico delle fasce più vulnerabili della popolazione\, a partire dai bambini. \nIl film pone una domanda centrale\, oggi sempre più urgente in un contesto segnato da crisi ambientali\, sociali ed economiche: che cosa significa davvero sviluppo sostenibile quando è in gioco la tutela della vita umana? \nLa serata è organizzata da La Cappella Underground in collaborazione con Articolo 21\, associazione impegnata nella difesa del diritto di informare e sostenitrice del film sin dalle prime fasi del progetto; la mission di Articolo 21\, infatti\, è da sempre quella di dare voce a chi non ce l’ha e di fare luce su ciò che è scomodo e spesso l’informazione omette di raccontare. \nIl film nasce dall’esperienza dell’Associazione Cittadini Reattivi\, impegnata nella promozione del giornalismo investigativo di interesse pubblico. Taranto Chiama è una co- produzione indipendente realizzata da Cittadini Reattivi e Rosy Battaglia\, co-finanziata da oltre 300 donatrici e donatori attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso\, nel circuito di Banca Etica ed Etica Sgr”.
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SUMMARY:I mille occhi 2025
DESCRIPTION:Sabato 13 settembre il Teatro Miela ospiterà uno dei momenti più attesi del festival i Mille occhi: alle ore 21 verrà consegnato il Premio Anno Uno al regista serbo vojvodinese Želimir Žilnik\, maestro riconosciuto del cinema europeo. Il cineasta sarà presente in sala per ricevere il riconoscimento\, accompagnato dalla sua produttrice Sarita Matijević e dal direttore della fotografia Karpo Godina\, amico e collaboratore sin dagli esordi di Rani radovi (Early Works). La serata\, in collaborazione con il Trieste Film Festival e il Kinoatelje proseguirà con l’anteprima italiana del suo ultimo lavoro\, Restitucija\, ili\, San i java stare garde (Eighty Plus)\, presentato in febbraio all’ultima Berlinale. \n“Il Premio Anno uno predilige da sempre i cineasti “inattuali”\, che sono a ben vedere anche i più capaci di rivelarci la realtà del presente. La loro inattualità è nella loro fedeltà a se stessi\, alle proprie passioni e ossessioni\, piuttosto che alle mode che dominano la comunicazione e alla pigrizia di un pubblico che vuole vedere solo quanto già riconosce. E nel fatto che la macchina cinema\, dalla produzione ai festival e alle attenzioni mediatiche\, è poco propensa a correre rischi rispetto a quanto si è già affermato – osserva il fondatore del festival Sergio M. Grmek Germani. È però un vero paradosso che tra gli inattuali si debba annoverare anche un cineasta come il serbo vojvodinese Želimir Žilnik\, attento da sempre a cogliere i battiti del proprio tempo e a percorrere tutta la geografia non solo delle terre natie (dalla Jugoslavia in cui è cresciuto alla sua frantumazione odierna) ma anche di quel mondo sempre più esteso che raggiunge l’Europa dall’Africa e dall’Asia. Un cineasta che laicamente si spende per incontrare l’umanità infinita e sofferente del nostro tempo. Il premio a Žilnik è per la sua intera opera\, dall’ormai classico Rani radovi (Opere giovanili)\, ispirato al ’68 e premiato con l’Orso d’Oro a Berlino\, ai suoi recenti viaggi che giocano anche su toni leggeri senza mai smarrire la nerezza di quell’onda di cinema anni 60 mal tollerata e infine repressa da un potere ottuso.” \nIn occasione della consegna del premio al regista\, i Mille occhi presenta in anteprima italiana Restitucija\, ili\, San i java stare garde (Eighty Plus)\, il suo ultimo film\, un’opera miracolosa che racconta cosa succede quando si vuole correggere la storia passata\, restituendo la proprietà già statalizzata a un ultraottantenne determinato a trovare una nuova gioventù. Una commedia che si rifiuta di fingere di aver capito in che mondo viviamo. \nIl pomeriggio di sabato 13 settembre a I Mille Occhi sarà dedicato a rarità e tesori nascosti per cinefili\, tutti presentati in preziose copie in pellicola 35mm. Dall’omaggio a Leonardo Sciascia con Il consiglio d’Egitto di Emidio Greco\, al capolavoro hitchcockiano Sabotage\, fino al leggendario film maledetto di Jerry Lewis\, The Day the Clown Cried (Il giorno in cui il clown pianse)\, mai completato né distribuito e a lungo ritenuto perduto\, il festival conferma la sua vocazione a intrecciare storia del cinema\, riscoperte e misteri che ancora oggi alimentano la cinefilia. \nAlle ore 15.00 la sezione Una storia semplice’ Leonardo Sciascia e il cinema propone Il consiglio d’Egitto di Emidio Greco in copia 35mm della Cineteca Nazionale. Nel 1782 una tempesta fa naufragare sulle coste siciliane la nave dell’ambasciatore del Marocco. Poiché nessuno conosce l’arabo\, viene chiamato a fare da interprete l’abate Vella\, il quale fa credere che un manoscritto arabo conservato nell’isola sia il fondamentale testo storico-politico Il Consiglio d’Egitto. Trasposizione del romanzo del 1963\, il film segna il secondo confronto di Emidio Greco con lo scrittore siciliano\, di cui aveva già adattato Una storia semplice (1991). \nAlle ore 17.30 prende avvio la sezione Young and Innocent: il cinema interminabile dei cineasti più grandi\, la carte blanche che si è ritagliata il fondatore del festival Sergio M. Grmek Germani. In programma la proiezione in copia 35mm del British Film Institute di Sabotage di Alfred Hitchcock\, che include la celebre sequenza tratta da Who Killed Cock Robin’ di Walt Disney: un detective sotto copertura di Scotland Yard è sulle tracce di un sabotatore che fa parte di un complotto per far esplodere una bomba a Londra. Ma quando scoprono la sua vera identità la trama inizia a disfarsi. A seguire\, in attesa che venga reso disponibile nella sua interezza\, il pubblico potrà assistere ai rulli disponibili di The Day the Clown Cried di e con Jerry Lewis: film del 1972\, incompiuto e mai distribuito\, che racconta la storia di un clown da circo imprigionato in un campo di concentramento nazista. Il film ha acquisito nel corso dei decenni notorietà e un alone di mistero sia per la sua premessa controversa\, sia come celebre esempio di opera rimasta incompiuta. Recenti sviluppi raccontano però che forse ne esiste una copia completa. \nIl Festival prosegue domenica 14 settembre al Teatro Miela e dal 15 al 17 settembre al Cinema Ariston.
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SUMMARY:Rashomon
DESCRIPTION:IL CINEMA ARISTON RIAPRE GIOVEDÌ 21 AGOSTO CON “RASHOMON” DI AKIRA KUROSAWA\nDopo una breve pausa estiva\, il cinema Ariston di Viale Romolo Gessi riaprirà al pubblico giovedì 21 agosto con un classico intramontabile: “Rashomon” (Giappone\, 1950\, 88’) di Akira Kurosawa\, in un’inedita versione restaurata distribuita da Tucker Film. Il film sarà in programma alle 18.30 e alle 21.00\, sempre in versione originale giapponese sottotitolata in italiano. \nRashomon uscì nelle sale del Giappone il 26 agosto 1950. Nonostante lo scarso successo in patria\, fu molto apprezzato in Occidente\, ricevendo il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1951 e un Honorary Foreign Language Film Award alle premiazioni degli Oscar nel 1952\, accendendo l’attenzione non solo attorno al cinema di Kurosawa ma verso l’intera industria cinematografica nipponica\, e diventando così un simbolo della ricostruzione postbellica della nazione. \n  \nNel film\, quattro personaggi forniscono resoconti diversi dell’omicidio di un samurai e dello stupro di sua moglie\, presentati con un ingegnoso utilizzo del flashback. Rashomon è il risultato non solo della straordinaria regia di Kurosawa\, ma anche della magistrale sceneggiatura di Shinobu Hashimoto\, in cui i racconti contraddittori dei personaggi mascherano la verità; dell’innovativa fotografia di Kazuo Miyagawa\, che si distingue per l’uso delle location e per la telecamera puntata deliberatamente verso il sole; dell’eccezionale lavoro di Takashi Matsuyama e del suo staff nella costruzione del gigantesco cancello di “Rashomon” su un set all’aperto; della musica di Fumio Hayasaka\, che ha audacemente intrecciato la melodia del “Bolero” in una storia ambientata nel Giappone medievale. E di un gruppo di eccellenti attori\, che hanno dato vita ai personaggi distintivi del film: Toshiro Mifune\, Machiko Kyo\, Masayuki Mori e Takashi Shimura.
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SUMMARY:Berlinguer. La grande ambizione
DESCRIPTION:Martedì 22 luglio il regista Andrea Segre incontrerà il pubblico dell’Ariston al termine della proiezione delle 21.00 di Berlinguer. La grande ambizione. L’evento è realizzato da La Cappella Underground in collaborazione con il Premio “Sergio Amidei”. \nFilm d’apertura della 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma\, dove Elio Germano ha vinto il premio Vittorio Gassman per la Miglior Interpretazione\, “Berlinguer. La grande ambizione” è dedicato al segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale. L’opera esplora le sfide e le ambizioni di Enrico Berlinguer concentrandosi sul suo tentativo di realizzare il “compromesso storico” con la Democrazia Cristiana\, l’attentato a Sofia\, i rapporti con l’Unione Sovietica e\, infine\, il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. \nAndrea Segre sarà presente nella stessa serata di martedì 22 luglio anche a Monfalcone alle ore 21.00\, in Piazza Falcone e Borsellino\, per la presentazione del film “L’ordine delle cose” alla rassegna Attraversamenti Cinematografici. E a Gorizia il giorno successivo\, mercoledì 23 luglio\, ospite della 44ª edizione del Premio Sergio Amidei. \nBerlinguer – La grande ambizione\nQuando una via sembra a tutti impossibile\, è necessario fermarsi’ Non l’ha fatto Enrico Berlinguer\, segretario negli anni Settanta del più importante partito comunista del mondo occidentale\, con oltre un milione settecentomila iscritti e più di dodici milioni di elettori\, uniti dalla grande ambizione di realizzare il socialismo nella democrazia. Sfidando i dogmi della guerra fredda e di un mondo diviso in due\, Berlinguer e il PCI tentarono per cinque anni di andare al governo\, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando a un passo dal cambiare la Storia. Dal 1973\, quando sfuggì a Sofia a un attentato dei servizi bulgari\, attraverso le campagne elettorali e i viaggi a Mosca\, le copertine dei giornali di tutto il mondo e le rischiose relazioni con il potere\, fino all’assassinio nel 1978 del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro: la storia di un uomo e di un popolo per cui vita e politica\, privato e collettivo\, erano indissolubilmente legati. \nAndrea Segre \nRegista e sceneggiatore di film e documentari\, è anche dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Processi Culturali e socio fondatore di Zalab. \nHa scritto e diretto quattro lungometraggi: Io sono Li (candidato a 4 David di Donatello\, vincitore di decine di premi internazionali\, tra cui il Premio Lux del Parlamento Europeo)\, La Prima Neve (sezione Orizzonti della 70a Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del Festival di Annecy)\, L’Ordine delle Cose (Selezione ufficiale 74a Mostra del Cinema di Venezia\, vincitore di Human Rights Award) e Welcome Venice (Notti Veneziane – 18° Giornate degli Autori\, ha vinto la 25a edizione di “Cinema! Italia!” nel 2022\, festival itinerante del cinema italiano organizzato in Germania). Berlinguer. La grande ambizione è il suo nuovo film\, scelto per aprire la 19a edizione Festa del Cinema di Roma (2024)\, dove partecipa in Selezione ufficiale in concorso. \nHa realizzato inoltre vari documentari\, tra cui: Marghera Canale Nord (60a Mostra del Cinema di Venezia)\, La Mal’ombra (25° Torino Film Festival)\, Come un uomo sulla terra (candidato come miglior documentario ai David di Donatello 2009)\, Magari le cose cambiano (premio “Avanti!” al 27° Torino Film Festival)\, Il Sangue Verde (premio CinemaDoc alle Giornate degli Autori – 67° Mostra del Cinema di Venezia)\, Mare Chiuso (Globo d’Oro come miglior documentario nel 2012); Indebito (evento di apertura al 66° Festival di Locarno)\, Come il peso dell’acqua (candidato Miglior Documentario ai Nastri d’Argento nel 2015)\, I Sogni del Lago Salato (Selezione ufficiale al 68° Festival di Locarno)\, Ibi (Selezione ufficiale al 70° Festival di Locarno)\, Molecole(presentato nella serata di pre-apertura della 77a Mostra del Cinema di Venezia)\, Trieste è bella di notte (34° Trieste Film Festival). \n 
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SUMMARY:Michelstaedter e il cinema: giornata di proiezioni al Cinema Ariston di Trieste
DESCRIPTION:Mercoledì 16 luglio il Cinema Ariston di Trieste ospita la seconda giornata dell’iniziativa Michelstaedter e il cinema\, promossa dall’Associazione Anno uno e curata da Sergio M. Grmek Germani. Dopo l’incontro del 26 giugno alla Casa del Cinema\, dedicato alla presenza-assenza del cinema nell’opera di Carlo Michelstaedter\, il percorso si amplia con un programma di proiezioni che mette in dialogo il pensiero del filosofo goriziano con il linguaggio cinematografico. \nIl progetto dell’Associazione Anno uno “L’immagine irraggiungibile di Carlo Michelstaedter: il cinema’”\, realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito di GO!2025\, propone mercoledì 16 luglio al Cinema Ariston di Trieste il suo momento centrale: una giornata di proiezioni a ingresso libero\, dalle ore 16 fino alla sera. In programma film e lavori in corso ispirati alla figura del filosofo goriziano\, ma anche due opere dedicate al poeta e pensatore Friedrich Hölderlin\, che la filosofa Maria Adelaide Raschini aveva già accostato a Michelstaedter nel primo libro a lui dedicato nel 1965\, e che diventa così chiave di lettura per un percorso che attraversa filosofia\, letteratura e cinema. \nIl programma si apre alle ore 16.00 con La morte di Empedocle (1986)\, capolavoro di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet\, che adattano per il cinema il testo filosofico di Hölderlin. All’inizio del film\, Empedocle si trova sul punto di morte: scaraventato nell’oscurità\, costretto a patire i tormenti della solitudine e del dubbio\, ritrova le forze e ottiene l’immortalità grazie alla volontà del popolo. \nAlle ore 18.30 segue Con il mare negli occhi (2021) di Paolo Magris\, film ispirato direttamente alla figura di Michelstaedter. Una ragazza calabrese appena tornata da Gorizia racconta a un’amica il suo viaggio: a guidarla verso il Friuli-Venezia Giulia è stato il folgorante incontro con la poesia e la letteratura di un certo Carlo Michelstaedter\, filosofo e scrittore morto giovanissimo nel 1910. Qual è stato il motivo della sua tragica fine’ E a chi appartiene quella strana ma familiare figura\, intravista sulla spiaggia proprio alla fine del racconto di viaggio’ \nIn chiusura di serata\, alle ore 21.00\, sarà presentato un estratto di tre minuti dal nuovo film Nel tuo occhio (2025) di Massimiliano Finazzer Flory\, che avrà il 24 luglio una proiezione a inviti al Premio Amidei di Gorizia in attesa dell’anteprima alla Festa di Roma\, accanto alla proiezione de La veduta luminosa (2021) di Fabrizio Ferraro\, alla presenza del regista in sala. \nNel tuo occhio è un omaggio cinematografico sulla vita e la morte del giovane filosofo e poeta goriziano Carlo Michelstaedter\, morto suicida a soli 23 anni (il 17 ottobre 1910)\, scritto e diretto dal regista e attore Massimiliano Finazzer Flory\, realizzato in collaborazione con RAI Cinema\, con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Tra gli altri nel cast: il filosofo Massimo Cacciari\, il musicologo Quirino Principe\, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi\, il filosofo Marcello Veneziani. \nA seguire la proiezione de La veduta luminosa (2021) introdotta dal regista Fabrizio Ferraro presente in sala. Un regista\, il signor Emmer\, e Catarina\, assistente di un produttore assente\, partono da Roma per raggiungere Tubinga\, inoltrandosi nella Foresta Nera alla ricerca dei luoghi legati al poeta Friedrich Hölderlin. Presentato al Forum Berlinale 2021\, il film segue il viaggio dei due protagonisti sulle tracce del poeta\, in vista di un progetto impossibile sul suo pensiero e sulla sua figura. \nL’iniziativa di Anno uno si completerà con alcuni ulteriori appuntamenti sul territorio regionale e con la pubblicazione\, in italiano e in sloveno\, degli atti del convegno. \nIl progetto “L’immagine irraggiungibile di Carlo Michelstaedter: il cinema’” è realizzato dall’Associazione culturale Anno uno con il contributo di Regione Friuli-Venezia Giulia\, IOSONOFVG\, nell’ambito del Progetto GO! 25 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025; in collaborazione con Associazione Casa del Cinema di Trieste e in partnership con Cineteca del Friuli\, Associazione Kinoatelje Zavod Kinoatelje\, Filmeeting APS\, Canudo ETS.
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SUMMARY:La signora della porta accanto
DESCRIPTION:Venerdì 12 aprile alle ore 18.00 e 20.30 La Cappella Underground presenta\, in versione originale sottotitolata in italiano\, al Teatro dei Fabbri (in Via dei Fabbri 2/A) “La signora della porta accanto” di François Truffaut\, nell’inedita versione restaurata in 4K e distribuita dalla Cineteca di Bologna. \nMathilde dal nome stendhaliano ritrova sette anni dopo l’uomo che aveva amato fin quasi a soccombere: entrambi vivono in belle case vicine\, dentro simili vite serene\, eppure l’incontro sarà fatale. “Spero che il pubblico non prenda parte\, che li ami entrambi come li amo io”: ma come sempre per Truffaut\, anche questa è storia di uno squilibrio passionale\, e pur nella tragedia che accomuna\, la disfatta (amorosa) è della donna. Frasi che nessuno ha dimenticato: “Le canzonette dicono la verità\, e più sono stupide più dicono la verità”\, e “Né con te né senza di te”\, exergo ed epitaffio. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:Nuovo appuntamento con GRINDHOUSE\, il “festival diffuso” che celebra il miglior cinema europeo di genere: martedì 2 maggio alle 21.00 al Cinema Ariston di Trieste arriva THE ELDERLY di Raúl Cerezo e Fernando González Gómez\, un’apocalittica resa dei conti tra il puro orrore\, la commedia sociale e il grottesco\, un soffocante tanfo di chiuso\, di sudore\, di trasandati interni borghesi\, di umori corporali che avrebbe divertito il Ferreri degli esordi.  \nIn una feroce estate madrilena\, afflitta da temperature tropicali\, un’anziana signora si getta dal balcone di casa. Il vedovo viene accolto a casa del figlio che si è appena rispostato ma gli strani comportamenti del vecchio\, che si rivelano per lampi nella routine quotidiana\, sembrano essere condivisi e dilagare in tutta la città dove\, in un allucinante crescendo\, si sta forse preparando la resa dei conti… \nGRINDHOUSE – THE NEW EUROPEAN GENRE CINEMA IS COMING è un progetto selezionato all’interno di Collaborate to Innovate: il programma di Europa Cinemas costruito su tre idee fondamentali: innovazione\, collaborazione\, sostenibilità. Il progetto\, curato da Leopoldo Santovincenzo\, vede la partecipazione di 6 cinema italiani e 3 cinema sloveni (Kino Union Celje\, Mestni Kino Domžale\, Cinema Astra Firenze\, Kinemax Gorizia\, Cinemazero Pordenone\, Kosovelov Dom Sežana\, Cinema Classico Torino\, Cinema Ariston Trieste\, Visionario Udine) che\, insieme\, si sono posti l’obiettivo di conquistare una nuova “audience” per il cinema di genere. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Mondi Multipli
DESCRIPTION:Continuano gli appuntamenti della quarta edizione di ROBOTICS – Festival di arte\, robotica e altre tecnologie\, organizzato dal Gruppo 78 e curato da Maria Campitelli\, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia\, che quest’anno ha come tema la Natura bio-robotica.\nL’appuntamento in programma venerdì 14 aprile 2023 è Mondi Multipli\, un omaggio alla statunitense Donna Haraway\, al Cinema Ariston in viale R. Gessi 14 a Trieste dalle 16.30 alle 22.00\, in collaborazione con AntrePeaux di Bourges (Francia)\, Alliance Française di Trieste\, La Cappella Underground\, Casa dell’Arte\, Casa del Cinema e konSPlatforma (Slovenia). Biglietto unico per tutto l’evento a 3€. \nTeorica del cyberfemminismo e filosofa\, autrice di Manifesto Cyborg e di  Chthulucene: sopravvivere su un pianeta infetto\, Donna Haraway propone attraverso un linguaggio fantascientifico il superamento del dualismo in tutte le sue forme e l’avvento di un’era da lei battezzata chthulucene\, che rappresenta una proposta concreta e gioiosa di uscita salvifica dal catastrofico antropocene\, grazie a nuovi modelli culturali e parentali\, che rispondono alle necessità imposte dai cambiamenti epocali in atto: sociali\, politici\, climatici. La rassegna curata da Paola Pisani\, mutua il suo titolo dal pensiero del ricercatore e teorico dell’arte Don Foresta e il suo formato dall’omonima manifestazione curata a Bourges ed offre l’occasione di capire meglio il significato di una visione allargata definita queer e la sua interessante prospettiva di cambiare la società invertendo i paradigmi e smontando le gerarchie di potere.  \nSi comincia alle ore 16.30 con il documentario del regista belga di origine italiana Fabrizio Terranova dal titolo Donna Haraway. Story Telling for earthly survival del 2016\, in cui sarà possibile ripercorrere attraverso le parole di Donna Haraway il quadro teorico su cui la filosofa si muove; seguirà un intervento di Sergia Adamo\, docente di Letterature comparate e Teoria della letteratura presso l’Università di Trieste e vicepresidente dell’Alliance Française di Trieste. \nSi prosegue alle ore 19.00 con Bureau des fictions spatiales dell’artista francese David Legrand: due dialoghi spaziali sotto forma di cartone animato a difesa delle arti simbiotiche\, ovvero delle pratiche artistiche multiple e collaborative\, che incoraggiano collaborazione e interazione\, sottolineando i vantaggi che emergono dallo scambio piuttosto che dalla competizione tra specie. Nei dialoghi ritroviamo accanto alla Haraway gli avatar di Paul Preciado\, Guy Debord\, Gaston Bacherlard\, Freud\, Virigine Despentes\, John Sanborn\, Isabelle Stengers\, Isabelle Carlier (direttrice di  AntrePeaux e autrice dell’ultimo dei film in programma)\, e altre figure emblematiche tra filosofia\, psicoanalisi\, scienza ed arte\, mentre discutono sulle grandi mutazioni dell’arte e sull’evoluzione creativa degli esseri viventi (non solo umani)\, nonché sulla futura alleanza inter-speciale\, che è\, per questa comunità  di pensiero\, la nuova via da seguire. \nAlle ore 20.00\, dopo un breve rinfresco\, sarà inaugurata la seconda parte della rassegna introdotta dal video arte I’m h della triestina Paola Pisani su musica di Ivan Penov\, un dialogo serrato tra Uranio e Gaia\, all’interno del quale il dualismo si scioglie nel pulsare del colore\, i confini cadono levigati dalle sfumature e nel ritmo che supera il rumore\, il tempo diventa ciclo dell’eterno ritorno. \nInfine\, presentato dall’artista e militante Marcela Serli\, sarà proiettato\, in prima visione italiana\, Ecosex. A user’s manual di Isabelle Carlier\, film girato tra Francia e Stati Uniti. Una storia queer sull’ambiente\, che ha il carattere del RECLAIM ecofemminista\, in cui si insiste sul cambiamento di paradigma da “Terra come madre” a “Terra come amante”\, passaggio che implica un rapporto con il mondo che è l’opposto delle attuali modalità di dominio. La trama scorre attraverso le parole della coppia Annie Sprinkle e Elizabeth Stephens\, entrambe artiste di fama mondiale e sessuologhe\, la prima ex pornostar (perno del movimento Sex Positiv)\, la seconda artista\, attivista e professoressa interdisciplinare all’Università di Santa Cruz\, interessata alle intersezioni tra sessuologia ed ecologia attraverso arte\, teoria e performance. Secondo la coppia\, assumere una posizione ecosessuale significa assumere la complessità e la diversità in cui viviamo e fare dell’incontro di estetiche ed etiche eterogenee un’estetica e un’etica comuni\, considerando tutti gli elementi della natura come elementi da amare e compenetrare. Il film è anche un contributo a E.A.R.T.H. Lab\, laboratorio fondato dalle due artiste\, che ha come missione quello di creare nuove forme di arte incentivando l’esplorazione della natura da una nuova prospettiva che è sia intima che collettiva\, attraverso una ricerca globale\, diversificata e ludica che si ritrova nel motto “The Original Authority on Questioning Authority”. \nI film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano a cura dall’Alliance Française di Trieste\, partner di ROBOTICS V Edizione.  \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:The beat bomb
DESCRIPTION:La storia di Lawrence Ferlinghetti\, tra i padri della Beat generation\,\nin un documentario a Cinemazero giovedì 13\, al Visionario venerdì 14 e al Cinema Ariston di Trieste il 15 aprile \nInterviene il regista Ferdinando Vicentini Orgnani \nPordenone / Udine / Trieste\, 11 aprile 2023. “The beat bomb”\, il documentario che traccia il ritratto del grande poeta Lawrence Ferlinghetti\, icona della controcultura americana\, arriva giovedì 13 aprile alle 20:45 a Cinemazero di Pordenone\, venerdì 14 alle 19:30 al Visionario di Udine e sabato 15 alle 18:30 al Cinema Ariston di Trieste\, dopo l’anteprima al Torino Film Festival e la presentazione speciale al Miami international film festival. Interviene il regista Ferdinando Vicentini Orgnani\, nato a Milano e cresciuto tra le colline del Friuli\, diplomato in regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma\, autore di film e documentari. A dialogare con l’autore\, a Cinemazero\, sarà Flavio Massarutto\, critico musicale. \nIl film\, una co-produzione Italia – Argentina in collaborazione con Luce Cinecittà\, con musica di Paolo Fresu\, è un viaggio lungo quindici anni\, iniziato con l’incontro casuale tra Vicentini Orgnani e Ferlinghetti nel 2007. Ne è nata una collaborazione e un’amicizia che è proseguita\, tra Roma e San Francisco\, fino alla fine della lunga vita di Lawrence Ferlinghetti (1919 – 2021). Oltre a essere stato il catalizzatore\, il talent scout e l’editore della Beat Generation\, Ferlinghetti ha portato avanti una sua visione\, un progetto politico e culturale rigoroso\, coerente. Il documentario vuole tentare di essere anche una eco della sua voce: “The beat bomb”\, una bomba Beat contro «the military industrial complex»\, la potentissima lobby che anche il presidente Eisenhower (da ex generale)\, in un suo storico discorso\, aveva cercato\, invano\, di contrastare. In una sua poesia\, Ferlinghetti auspica che i poeti\, con il potere delle parole\, possano essere «reporter dello spazio» per rispondere alla sfida di tempi apocalittici. \nAfferma Vicentini Orgnani: «Questo documentario per me è stato un’occasione unica di riflessione\, un momento per mettere insieme in un puzzle diverse esperienze di vita. Mi sembra così di aver fatto anch’io il mio dovere (la lezione che ho imparato dagli amici poeti) e\, con i mezzi che avevo disposizione\, ho cercato di mostrare\, di portare a galla alcune delle contraddizioni che ci assillano e ci assediano. Non un racconto storico antropologico quindi\, ma qualcosa di molto personale. Il caso e la necessità mi hanno messo nella condizione privilegiata di usare questo straordinario pretesto per attualizzare una storia che contamina molte delle cose che mi stanno a cuore» \nPer maggiori informazioni sulla programmazione e per l’acquisto dei biglietti consultare i siti www.lacappellaunderground.org\, www.visionario.movie e www.cinemazero.it.    \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un cinema per amico
DESCRIPTION:Riscoprire il piacere di andare al cinema\, di condividere le emozioni di una bella commedia musicale\, in un’atmosfera morbida e rilassata\, adatta veramente a tutti\, anche alle persone fragili e con demenza: è questo l’obiettivo della rassegna “Un cinema per amico” ideata e realizzata da La Cappella Underground con l’Associazione de Banfield\, una serie di appuntamenti cinematografici in programma al Cinema Ariston di Trieste. Una piccola rassegna con un grande proposito\, quello di costruire una comunità più amica delle persone con demenza e delle loro famiglie. Il prossimo e ultimo appuntamento in cartellone sarà con un classico intramontabile: “Cenerentola a Parigi” di Stanley Donen con Audrey Hepburn e Fred Astaire\, proposto nella mattinata di sabato 1 aprile alle ore 10.30 in versione italiana.     \nAttraverso appuntamenti come questo\, si vuole rendere possibile anche a chi ha una forma di demenza poter passare del tempo di qualità al cinema\, magari assieme alla propria famiglia\, condividendo grandi classici cinematografici che\, anche grazie alle colonne sonore iconiche\, aiutano a stimolare la mente e le rimembranze.  \nMa c’è qualcosa in più che rende davvero uniche queste proiezioni\, ovvero la scelta di adottare un’atmosfera “morbida” in sala\, specificamente pensata per le persone più fragili. Piccoli accorgimenti renderanno particolarmente ospitale e tranquillizzante l’esperienza del cinema fuori casa: in sala non ci sarà il buio completo ma una luce soffusa\, il volume e l’intensità dei suoni resteranno sempre sotto controllo per evitare picchi e la proiezione sarà affiancata da alcuni intervalli per favorire le esigenze di tutte le tipologie di spettatori. Fondamentale\, inoltre\, la presenza di un personale di sala già formato\, in grado di prendersi cura delle necessità delle persone più fragili\, con pazienza\, gentilezza e competenza. La rassegna “Un cinema per amico”\, infatti\, è l’evoluzione concreta del lavoro svolto finora\, che ha portato il Cinema Ariston di Trieste ad essere riconosciuto come primo “Cinema Dementia Friendly” d’Italia.  \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:La Frontiera
DESCRIPTION:Martedì 28 marzo alle 19.00 al Cinema Ariston in programma il terzo e ultimo appuntamento con l’omaggio a Franco Giraldi proposto dal mondo del cinema del Friuli Venezia Giulia alla vigilia della Capitale europea della Cultura GO2025! Per l’occasione sarà proiettato\, ad ingresso libero\, “La frontiera” (Italia\, 1996\, 107′) con Raoul Bova\, Marco Leonardi e Omero Antonutti. L’ultimo film della trilogia sarà presentato in una ristampa prodotta dal Lagunamovies festival\, digitalizzata dalla Cineteca del Friuli. 	Ad arricchire il programma della terza serata sarà la proiezione\, in collaborazione con Pilgrim Film\, di “Doc Portrait: Franco Giraldi”\, realizzato da Luciano De Giusti\, documentario che ricostruisce i momenti salienti dell’avventura cinematografica del regista.	\n\n“Doc Portrait: Franco Giraldi” ripercorre le tappe della carriera di Franco Giraldi: l’infanzia carsica e girovaga\, gli anni della formazione triestina\, la partenza per Roma\, l’apprendistato accanto ad alcuni grandi registi\, l’esordio nel cinema western\, il successo nella commedia italiana\, la stagione dei film più intimi e personali. Il documentario si arricchisce con le testimonianze di collaboratori e compagni di strada: Tullio Kezich\, Callisto Cosulich\, Ugo Pirro\, Carlo Lizzani\, Omero Antonutti\, Luis Bacalov\, Laura Morante. 	\n“La frontiera” racconta di Emidio Orlich\, giovane ufficiale dell’esercito austro-ungarico\, di origine dalmata\, che nell’inverno del 1916 diventa disertore per poter combattere con gli italiani contro l’Austria. Un altro giovane\, Franco Velich\, da ufficiale italiano in convalescenza per la ferita riportata in Africa settentrionale\, nell’estate 1941 torna nella sua isola natale\, la stessa dove era nato anni prima Emidio. L’isola\, in territorio jugoslavo\, è ora occupata dall’esercito italiano\, e Franco vive con disagio questa situazione\, entrando in contrasto con l’anziana madre e con la nipote di Emidio.	\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Grindhouse: Pensive
DESCRIPTION:Continua nelle sale del Friuli Venezia Giulia l’appuntamento con GRINDHOUSE\, il “festival diffuso” che celebra il miglior cinema europeo di genere! Dopo il premiatissimo As Bestas\, arriva sul grande schermo PENSIVE (Lituania 2022) di Jonas Trukanas\, che sarà ospite a Pordenone\, Trieste e Udine! Il film sarà in programma – in versione originale con sottotitoli in italiano – lunedì 27 marzo alle ore 20.45 a Cinemazero di Pordenone\, martedì 28 marzo alle ore 21.30 al cinema Ariston di Trieste\, giovedì 30 marzo alle ore 20.00 al Kinemax di Gorizia e al Visionario di Udine.\nUna classe di liceali organizza una festa in un cottage abbandonato. Tra i ragazzi c’è il timido Marius\, che vive tutta l’inadeguatezza della sua età nel complicato rapporto con i compagni e con i genitori. Dapprima riluttante\, si lascia poi convincere per far colpo sulla ragazza di cui è segretamente e vanamente innamorato. Quando scendono le tenebre tra musica techno e alcool\, alcuni ragazzi vandalizzano le inquietanti statue di legno ispirate al folklore della zona. Ma c’è una figura nascosta che li spia… Sullo scheletro dello slasher\, l’esordiente regista lituano costruisce un vero coming of age con un protagonista alla ricerca della propria identità. E anche l’assassino finisce per diventare la materializzazione dei tutti i timori legati alla fine dell’adolescenza e all’ingresso nel mondo adulto.\nI prossimi appuntamenti con GRINDHOUSE vedranno arrivare sugli schermi regionali THE INNOCENTS di Eskil Vogt\, epica battaglia tra Bene e Male a metà tra Stephen King e Henrik Ibsen\, e SPEAK NO EVIL di Christian Tafdrup\, horror psicologico danese che trasporterà lo spettatore dentro un incubo da cui non si potrà tornare indietro! \nRicordiamo che i film in programma verranno votati dal pubblico di tutti i cinema coinvolti per decretare il vincitore finale.\n\nGRINDHOUSE – THE NEW EUROPEAN GENRE CINEMA IS COMING è un progetto selezionato all’interno di Collaborate to Innovate: il programma di Europa Cinemas costruito su tre idee fondamentali: innovazione\, collaborazione\, sostenibilità. Il progetto\, curato da Leopoldo Santovincenzo\, vede la partecipazione di 6 cinema italiani e 3 cinema sloveni (Kino Union Celje\, Mestni Kino Domžale\, Cinema Astra Firenze\, Kinemax Gorizia\, Cinemazero Pordenone\, Kosovelov Dom Sežana\, Cinema Classico Torino\, Cinema Ariston Trieste\, Visionario Udine) che\, insieme\, si sono posti l’obiettivo di conquistare una nuova “audience” per il cinema di genere.\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org
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SUMMARY:La maman et la putain
DESCRIPTION:Sono passati cinquant’anni da quando La maman et la putain è stato proiettato al Festival di Cannes vincendo il Grand Prix Speciale della Giuria. Il cinema non è più stato lo stesso e il capolavoro di Jean Eustache è stato da allora considerato il più grande film francese del dopo 1968.\nLunedì 27 marzo La maman et la putain di Jean Eustache torna al Cinema Ariston (Viale Romolo Gessi 14) nella nuovissima versione restaurata in 4K proiettata Festival di Cannes del 2022. Il film sarà in programma alle 16.00 e alle 20.00 in versione originale francese sottotitolata in italiano. \nPunto di riferimento per cinefili e cineasti in Francia e oltremare e oggetto di culto tra registi e registe del cinema odierno\, La maman et la putain racconta la storia di Alexandre\, un giovane e pigro disoccupato francese che trascorre le sue giornate sorseggiando caffè a Saint-Germain-des-Prés. Alexandre non ha problemi a farsi mantenere dalla più matura Marie\, che ha una piccola boutique\, con cui intrattiene una relazione di tipo aperto. Un giorno il giovane incontra un’infermiera\, Véronika\, giovane e squattrinata come lui. E\, nonostante la ragazza sia inizialmente po’ interdetta dal comportamento per nulla passionale di Alexandre\, i due finiscono per innamorarsi e fare l’amore durante un’assenza di Marie. Fra i tre presto si innesca un pericoloso e complesso rapporto\, che oscilla tra la tenerezza\, la gelosia e la disperazione. \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste tel 040 3220551 info@lacappellaunderground.org www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Rassegna di cinema Palestinese
DESCRIPTION:Il cinema Palestinese arriva nei cinema del Friuli Venezia Giulia con una rassegna organizzata dal Gruppo Ibriq per la cultura e la causa Palestinese\, in collaborazione con La Cappella Underground e il cinema Visionario: due gli appuntamenti in programma a Trieste\, al cinema Ariston\, giovedì 23 e venerdì 24 marzo\, mentre a Udine l’appuntamento è per martedì 28 marzo. \nLa rassegna sarà un’occasione per far conoscere attraverso il cinema – tra documentari\, cortometraggi e opere di finzione – la realtà della vita del popolo Palestinese in Cisgiordania\, in quello che oggi è Israele\, nella Striscia di Gaza e nei campi profughi. Tutte situazioni dove la vita continua ad essere vissuta con determinazione nonostante la discriminazione\, l’occupazione militare e i diritti negati.  \nA Trieste\, la rassegna inaugurerà giovedì 23 marzo alle ore 19.00 con Abbas 36 di Marwah Jbara Tibi e Nidal Rafa\, toccante documentario prodotto da Al Jazeera che esplora il significato del ritorno e dell’appartenenza ad un luogo. A seguire\, in programma alle 20.30\, Between Heaven and Earth di Najwa Najjar\, una commedia incentrata sulle complicazioni del rapporto di una coppia divisa tra due fronti opposti della Green Line. La giornata di venerdì 24 marzo inizierà alle 18.30 con un programma di tre cortometraggi: saranno proiettati Son of the Streets di Mohammad al Mughanni\, Borekas di Saleh Saadi e Hush di Samar Qupty\, alla presenza dei registi Samar Qupty e Saleh Saadi. La rassegna si concluderà alle 20.30 con la proiezione di Gaza mon amour di Tarzan e Arab Nasser\, delicata storia d’amore tra un pescatore e una sarta\, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia. I film saranno proiettati in versione originale sottotitolata in italiano. Il biglietto d’ingresso sarà a €5 per la singola proiezione o a €7 per la doppia proiezione.            \nA Udine la rassegna\, in programma martedì 28 marzo\, avrà inizio alle ore 18.45 con Abbas 36\, e sarà seguita alle ore 20.30 dalla proiezione dei cortometraggi Son of the Streets\, Borekas e Hush. Ospiti in sala i giovani registi Samar Qupty e Saleh Saadi. Biglietto unico per la serata €7 (ridotto €5\,50). \nPer maggiori informazioni sulla programmazione consultare i siti www.lacappellaunderground.org e www.visionario.movie. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:GRINDHOUSE - The New European Genre Cinema is coming!
DESCRIPTION:Tra epiche battaglie di supereroi-bambini e torvi contadini galiziani\, slasher lituani e ambigui turisti olandesi\, il “festival diffuso” GRINDHOUSE (8 film per un sistema di 9 sale cinematografiche) è pronto a spiccare il volo e a celebrare il miglior cinema europeo di genere! Da un lato ghettizzati e dall’altro celebrati come reperti del tempo che fu\, i film di genere segnano in realtà la ricchezza di una cinematografia (basti pensare alla recente esplosione della cinematografia coreana). Peccato che il circuito delle sale di qualità se ne occupi molto raramente: l’equivalenza “cinema europeo = cinema art house” e “cinema americano = cinema di genere” è ancora molto radicata\, nonostante esista un’importante produzione europea di cinema di genere accompagnata da un pubblico interessato e specializzato nel settore. Pubblico mediamente giovane\, molto attento e competente\, che consuma questi film ai festival o attraverso l’home video e le piattaforme. I film in programma verranno votati dal pubblico di tutti i cinema coinvolti\, per decretare il vincitore finale. \nAd aprire la rassegna nelle sale del Friuli Venezia sarà il premiatissimo AS BESTAS di Rodrigo Sorogoyen\, vincitore di 9 Premi Goya 2023\, il più importante riconoscimento del cinema spagnolo! Una coppia francese si trasferisce in un villaggio della Galizia per realizzare un agriturismo ecosostenibile. Quando si oppone all’installazione di pale eoliche\, il voto contrario aggrava l’ostilità degli indigeni nei loro confronti. A farsi sempre più minacciosi sono soprattutto i selvatici fratelli Xan e Loren\, proprietari di una piccola fattoria vicino a quella dei francesi. Un angosciante thriller rurale in cui entrambe le parti in causa hanno le loro ragioni e i loro torti ma in cui la spirale che si è innesca risulta più potente e inarrestabile di ogni posizione in campo. AS BESTAS sarà in programma\, in versione originale con sottotitoli italiano\, a Cinemazero di Pordenone lunedì 20 marzo alle ore 20.45\, al cinema Ariston di Trieste martedì 21 marzo alle ore 21.30\, al Kinemax di Gorizia giovedì 23 marzo\, e al Visionario di Udine venerdì 24 marzo alle ore 20.00. \nI prossimi appuntamenti con GRINDHOUSE vedranno arrivare sugli schermi regionali PENSIVE di Jonas Trukanas\, coming of age/ slasher lituano\, THE INNOCENTS di Eskil Vogt\, epica battaglia tra Bene e Male a metà tra Stephen King e Henrik Ibsen\, e SPEAK NO EVIL di Christian Tafdrup\, horror psicologico danese che trasporterà lo spettatore dentro un incubo da cui non si potrà tornare indietro! \nGRINDHOUSE – THE NEW EUROPEAN GENRE CINEMA IS COMING è un progetto selezionato all’interno di Collaborate to Innovate: il programma di Europa Cinemas costruito su tre idee fondamentali: innovazione\, collaborazione\, sostenibilità. Il progetto\, curato da Leopoldo Santovincenzo\, vede la partecipazione di 6 cinema italiani e 3 cinema sloveni (Kino Union Celje\, Mestni Kino Domžale\, Cinema Astra Firenze\, Kinemax Gorizia\, Cinemazero Pordenone\, Kosovelov Dom Sežana\, Cinema Classico Torino\, Cinema Ariston Trieste\, Visionario Udine) che\, insieme\, si sono posti l’obiettivo di conquistare una nuova “audience” per il cinema di genere. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:BANFF Mountain Film Festival 2023
DESCRIPTION:L’esplorazione dei luoghi selvaggi\, la gioia della condivisione\, la libertà di muoversi nella natura più incontaminata: giovedì 16 marzo alle 20.00 al Cinema Ariston sarà proiettato il programma di 9 tra corto e medio metraggi provenienti da tutto il mondo che raccontano di piccole e grandi imprese\, di storie di amicizia e incredibili traguardi. Un invito a riscoprire il gusto dell’avventura e dell’ignoto\, che ciascuno può risvegliare anche nei confronti dei luoghi più vicini.\nL’appuntamento imperdibile del BANFF torna all’Ariston con storie di climbing e kayak a Baffin Island\, Canada\, per la promessa di una vita\, con discese di sci estremo in luoghi ancora remoti del pianeta\, in Karakoram oltre i 6.000m di altitudine\, in sella a due ruote nel magnifico paesaggio del Messico\, alla ricerca della fonte di ogni creazione in Islanda e un finale magico sospesi oltre le nuvole. \nInfo e biglietti su https://www.banff.it/  \nCon l’edizione 2023 BANFF Italia lancia il suo progetto a sostegno dell’ambiente in collaborazione con zeroCO2\, società Benefit che si occupa di riforestazione ad alto impatto sociale: piantare alberi in diverse zone del mondo per contrastare la crisi climatica e supportare lo sviluppo di intere comunità contadine.  \nL’iniziativa prevede la realizzazione di una “Foresta BANFF Italia” nel territorio della Patagonia\, luogo che da anni è protagonista nei diversi documentari finalisti al BANFF Mountain Film Festival: ogni 100 biglietti venduti\, BANFF Italia riuscirà ad adottare 1 albero per contribuire alla riforestazione di parte di quel territorio. “Prevediamo di arrivare a 100 alberi adottati entro il termine del tour 2023\, un risultato che renderà tutto il pubblico del BANFF protagonista di questa azione green nei confronti del pianeta. Grazie alla partnership con zeroCO2\, i germogli cresceranno nel vivaio e poi verranno donati a una famiglia di contadini… e potremmo seguire online la crescita della foresta BANFF grazie al sistema di monitoraggio Chloe. Siamo entusiasti di questa iniziativa che racconteremo passo dopo passo sui nostri canali social” dichiara Alessandra Raggio\, CEO Itaca the Outdoor Community. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:La memoria del mondo
DESCRIPTION:Dopo la partecipazione al 40° Torino Film Festival e al 33° Trieste Film Festival\, “La memoria del mondo” di Mirko Locatelli\, arriva nelle sale del Friuli Venezia Giulia. Il film\, scritto con Giuditta Tarantelli\, prodotto da Strani Film con Rai Cinema\, che ha visto il sostegno della FVG Film Commission – PromoTurismoFVG\, sarà in tour nelle sale della regione e farà tappa a Trieste sabato 11 marzo alle ore 17.30 al Cinema. Alla proiezione saranno presenti il regista Mirko Locatelli e la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli.  \nLe tappe nei capoluoghi regionali assumono un particolare significato poiché il film è stato interamente girato in Friuli Venezia Giulia: tra i luoghi più suggestivi le grotte di Pradis a Clauzetto (PN); la diga Edison di Meduno e il borgo riemerso di Movada (PN); la Riserva regionale naturale della foce dell’Isonzo – Isola della Cona e della Valle Cavanata (GO)\, Grado e a Trieste il Magazzino 26 e l’Immaginario scientifico. \n“E’ il secondo film che giriamo in Friuli Venezia Giulia – hanno spiegato il regista Mirko Locatelli e la sceneggiatrice Giuditta Tarantelli -\, è un territorio che ci è entrato nel cuore e lo abbiamo raccontato. Abbiamo cercato tutto ciò che avesse a che fare con l’acqua e l’erosione: una rappresentazione della natura sublime ispirata ai pittori del romanticismo e del decadentismo. Le atmosfere rarefatte\, dove la natura è protagonista\, hanno caratterizzato le scene del film: queste zone d’inverno sono poco battute\, ma rivelano scorci affascinanti. Le grotte carsiche di Pradis\, le rovine dell’antico villaggio di Movada\, la laguna di Grado\, il Caneo e i suoi pontili che ti danno modo di camminare sull’acqua diventano una porta di passaggio tra la realtà e un mondo di inaspettata bellezza”.  \nDopo l’anteprima mondiale al 40° Torino Film Festival\, come unico film italiano nella sezione “Nuovimondi”\, e la selezione al Premio Corso Salani al Trieste Film Festival\, il film inizia così il suo viaggio nelle principali sale d’Italia.  \nLa storia raccontata ne “La memoria del mondo” è quella di Adrien\, studioso d’arte e biografo dell’artista Ernst Bollinger\, che si ritrova coinvolto nella vicenda personale del Maestro e diviene coprotagonista\, suo malgrado\, del capitolo conclusivo della vita dell’artista. Immersi nell’atmosfera rarefatta di una laguna invernale\, i due uomini\, accompagnati da un giovane barcaiolo\, condivideranno l’esperienza di un pellegrinaggio laico alla ricerca di una donna scomparsa\, ritrovandosi ad esplorare territori interiori inaspettati e a riconoscersi figli di una memoria comune. \nGli interpreti del film sono Fabrizio Falco (Adrien)\, Maurizio Soldà (Ernst Bollinger) e Fabrizio Calfapietra (Giulio). Prodotto da Strani Film con Rai Cinama e il sostegno di Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e il patrocinio del Consiglio italiano per i Rifugiati\, il film è distribuito da Officina Film\, sviluppato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Piemonte Film Tv Development Fund. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Io vivo altrove
DESCRIPTION:Domenica 29 gennaio alle 17.30 il celebre e amatissimo attore friulano Giuseppe Battiston sarà ospite del Cinema Ariston per presentare il suo esordio alla regia\, Io vivo altrove\, una commedia liberamente ispirata al romanzo “Bouvard e Pécuchet” di Gustave Flaubert. La prevendita dei biglietti è attiva online e presso la cassa del Cinema Ariston. L’evento è organizzato da La Cappella Underground. \nIo vivo altrove racconta la storia di Biasutti e Perbellini che hanno lo stesso nome\, Fausto\, e odiano entrambi la vita nella grande città. Si conoscono per caso durante una gita per fotoamatori\, diventano amici e iniziano a coltivare insieme il sogno di andare a vivere in campagna\, mantenendosi con il frutto delle proprie fatiche. Quando Biasutti eredita la vecchia casa della nonna a Valvana\, sulle colline del nord est\, il sogno può finalmente diventare realtà: l’accoglienza in paese\, però\, si dimostra meno calorosa del previsto…  \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551\ninfo@lacappellaunderground.org\nwww.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Fantasmi in viaggio
DESCRIPTION:Domenica 15 gennaio alle 18.00 al Cinema Ariston in programma la proiezione speciale di Fantasmi in viaggio\, una fantasmagoria storica ambientata a Trieste di Thanos Anastopoulos\, autore con Davide Del Degan dell’amatissimo L’ultima spiaggia.  Saranno presenti in sala il regista e sceneggiatore Thanos Anastopoulos\, lo sceneggiatore Stefano Dongetti e la produttrice per Mansarda Production Nicoletta Romeo. L’evento\, che anticipa la 34ª edizione del Trieste Film Festival\, è organizzato da La Cappella Underground in collaborazione con il Trieste Film Festival e Mansarda Production. \nFantasmi in viaggio\, che vede tra i suoi protagonisti Paolo Rossi\, racconta la storia di un regista greco che vuole realizzare un documentario su Rìgas Feràios e i movimenti rivoluzionari nell’Europa dell’illuminismo\, in occasione del bicentenario della Rivoluzione Greca. La sua ricerca lo porterà a Trieste\, nel cimitero della comunità greca\, dove sono in corso lavori di restauro. Lì incontrerà un gruppo di fantasmi dell’Ottocento\, i quali\, infastiditi dal rumore dei lavori di manutenzione\, escono dal cimitero e prendono l’autobus per recarsi in città in un viaggio pieno di sorprese. Questi fantasmi sono frutto della fantasia del regista o sono personaggi reali che si incrociano con il percorso delle sue ricerche’ Una commedia moderna basata su eventi storici reali. Una fantasmagoria storica.
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SUMMARY:Un anno di scuola
DESCRIPTION:Venerdì 13 gennaio 2023 alle ore 15.30 al Cinema Ariston di Trieste verrà proiettato il film “Un anno di scuola” (1977) di Franco Giraldi con la partecipazione di Alessandro Marinuzzi\, interprete del film e regista dello spettacolo “Quell’anno di scuola” in scena dal 10 al 15 gennaio alla sala Bartoli del Politeama Rossetti\, dopo il grande successo ottenuto nelle rappresentazioni a novembre e dicembre. Due trasposizioni significative che hanno come radice comune il racconto di Giani Stuparich.\nUn’occasione importante per recuperare e riscoprire un film girato quasi interamente a Trieste e metterlo in collegamento con la splendida rappresentazione teatrale che è stata portata in scena con Ester Galazzi e Riccardo Maranzana\, attori della Compagnia Stabile del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e con gli interpreti della Compagnia Giovani (progetto TeSeO) del Teatro Stabile del Veneto Meredith Airò Farulla\, Riccardo Bucci\, Davide Falbo\, Chiara Pellegrin\, Emilia Piz\, Gregorio Righetti\, Andrea Sadocco\, Daniele Tessaro.  \nL’evento sarà organizzato dalla Cappella Underground in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e il Cinit Cineforum Italiano. Il film sarà introdotto dalla presidente della Cappella Underground Chiara Barbo\, dal critico cinematografico Alessandro Cuk e dal regista Alessandro Marinuzzi. \nDopo la proiezione ci sarà un dibattito sul film e sul rapporto con la rappresentazione teatrale insieme al regista Marinuzzi e alla compagnia dello spettacolo teatrale. \nIl testo di “Quell’anno di scuola” è un’elaborazione drammaturgica di Alessandro Marinuzzi e Davide Rossi tratto da “Un anno di scuola” di Giani Stuparich (ed. Quodlibet per gentile concessione di Nefertiti Film). Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e dal Teatro Stabile del Veneto. \nBiglietti €5 acquistabili presso il Cinema Ariston – Viale Romolo Gessi \,14
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SUMMARY:Annie Ernaux. I miei anni Super 8
DESCRIPTION:“Il sacro nella quotidianità”: è questo il tema della nuova campagna per la raccolta di filmini amatoriali e di famiglia a cui si dedicherà il Sistema delle Mediateche del Friuli Venezia Giulia\, a partire da ora e per tutto il 2023. La chiamata è per tutti coloro che conservano\, magari dimenticate negli angoli più nascosti di casa\, vecchie pellicole non più viste né visionabili\, che raccontano di momenti di festa e celebrazioni\, come battesimi\, comunioni\, matrimoni e processioni religiose. Il lancio della raccolta avverrà con quattro appuntamenti diffusi sul territorio regionale: a Cinemazero di Pordenone (martedì 13 dicembre alle 20:45)\, al Visionario di Udine (mercoledì 14 dicembre alle 19) e all’Ariston di Trieste (venerdì 16 dicembre alle 18:30)\, con la proiezione di “Annie Ernaux. I miei anni Super 8”. Nel film\, firmato dalla Premio Nobel per la Letteratura 2022 assieme al figlio David Ernaux Briot\, le parole della scrittrice completano le immagini mute dei filmini di famiglia. \nA Gorizia\, l’evento si terrà il 20 dicembre alle 18:00 e inizierà con la visita al Laboratorio “La Camera Ottica”dell’Università degli Studi di Udine – DAMS Gorizia\, cui seguiranno la proiezione\, presso Mediateca.GO “Ugo Casiraghi”\, del cortometraggio “Strade”\, di Ugo Cornia\, dal film collettivo “Formato ridotto. Libere riscritture del cinema amatoriale”\, di Antonio Bigini\, Claudio Giapponesi e Paolo Simoni\, e di film amatoriali e di famiglia provenienti dall’Archivio dell’Associazione Palazzo del Cinema – Hiša filma.             \nIl progetto “Il sacro nella quotidianità. I filmini di famiglia e le testimonianze orali dei protagonisti nel racconto delle ritualità di una regione devota” fa parte di “Memorie animate di una regione” e vede come capofila Cinemazero di Pordenone\, in collaborazione con le Mediateche “Ugo Casiraghi” di Gorizia\, “Mario Quargnolo” di Udine e La Cappella Underground  di Trieste\, grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Giunto alla quarta annualità\, il progetto ha reso possibile l’avvio di un grande archivio multimediale\, capace di creare una memoria collettiva attraverso la piattaforma: www.memorieanimatefvg.it.  \nSono 32 i fondi filmici raccolti nei primi tre anni di attività\, oltre 13mila i metri di pellicola in formato ridotto restaurati\, digitalizzati e catalogati\, quattro le scuole della regione coinvolte in un progetto didattico di visual storytelling sui filmati di famiglia. Per valorizzare al meglio il materiale raccolto\, sono state coinvolte nel progetto istituzioni di rilievo quali il Laboratorio “La Camera Ottica”\, La Cineteca del Friuli\, la Soprintendenza dei beni archivistici del FVG\, il CRAF\, Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia\, l’AVI\, Associazione Videoteche e Mediateche Italiane.  \nIl valore storico\, etnografico e sociologico dei filmini di famiglia che andranno ad aggiungersi alla collezione attraverso la nuova campagna di raccolta\, consentirà di dare continuità al lavoro di recupero e documentazione di una quotidianità familiare intima e autentica\, denominatore comune delle diversità presenti nel Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:Ipersonnia
DESCRIPTION:Dopo l’anteprima al Torino Film Festival\, il thriller fantascientifico “IPERSONNIA” con protagonista Stefano Accorsi sarà proiettato al cinema Ariston nella serata di venerdì 2 dicembre alle ore 20.30 alla presenza del regista Alberto Mascia. L’evento è a cura del Trieste Science+Fiction Festival. \nIpersonnia è ambientato in un futuro dove i detenuti delle carceri scontano la pena in uno stato di sonno profondo che li rende inoffensivi. L’ipersonno è un sistema economico ed efficiente\, perché ha drasticamente ridotto il tasso di recidiva criminale. Ma non tutto funziona come dovrebbe: un giorno David Damiani (Stefano Accorsi)\, psicologo carcerario\, si trova di fronte a un detenuto aggressivo di cui sono andati persi tutti i dati. L’imprevisto innescherà una catena di eventi che costringeranno lo stesso David a confrontarsi con i fantasmi del proprio passato\, e con una cospirazione che coinvolgerà anche Viola\, l’amore della sua vita\, e che lo porterà a scoprire che niente è ciò che sembra. \nOpera prima di Alberto Mascia\, scritto da Alberto Mascia e Enrico Saccà\, il film è interpretato da Stefano Accorsi. Nel cast Caterina Shulha\, Astrid Meloni\, Andrea Germani\, Paolo Pierobon\, Sandra Ceccarelli. Prodotto da Ines Vasiljevic\, Andrea Paris\, Matteo Rovere\, Stefano Sardo il film è una produzione Ascent Film e Nightswim. \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:l documentario “STENO” (Italia\, 2022\, 75’)\, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e dedicato alla straordinaria carriera di Stefano Vanzina\, uno dei registi più prolifici del cinema italiano\, autore di oltre cento sceneggiature e di settantacinque film in quarantotto anni di attività\, sarà proiettato al cinema Ariston nella serata di mercoledì 30 novembre alle ore 20.30 alla presenza del regista Raffaele Rago. \nSteno ha attraversato la storia del cinema italiano\, sperimentando ogni genere\, incrociando tutti i protagonisti della comicità italiana\, lavorando con alcuni dei produttori più bizzarri e geniali. Sapeva come girare bene\, sapeva intuire i gusti del pubblico e soprattutto sapeva restare nei budget. Mai nella sua lunga carriera ha fallito un film. Restò sempre fedele a un’idea di cinema commerciale e sosteneva di bazzicare la celluloide “per mangiare\, perché teneva famiglia”. Nato a Roma nel 1917\, cresciuto nella palestra rappresentata dai gazzettini satirici “Marc’Aurelio” e “Marforio”\, chiamato a Cinecittà da Mario Mattoli sul finire degli anni ‘30\, nel 1949 inizia a dirigere i suoi primi film insieme a Mario Monicelli. Da allora non si ferma più. Tutto il cinema italiano passa davanti alla sua cinepresa: da Totò a Sordi\, da Manfredi a Tognazzi e Mastroianni\, e poi ancora Walter Chiari\, Renato Rascel\, Raimondo Vianello\, Franchi e Ingrassia\, Lando Buzzanca\, Enrico Montesano\, Renato Pozzetto\, Diego Abatantuono e moltissimi altri. Il documentario li ripercorre intrecciando aneddoti cinematografici a ricordi privati di coloro che lo hanno conosciuto\, amici\, collaboratori\, registi\, attori in un flusso di racconti affettuosi in cui la dimensione umana è sempre lo specchio di quel che sarà la sua produzione artistica. \nTrailer: https://youtu.be/OKeDCx7IwUM \nInfo: \nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste \ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002 \ninfo@lacappellaunderground.org \nwww.lacappellaunderground.org L
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DESCRIPTION:Il lungometraggio d’esordio di Giovanni Basso “MINDEMIC (OPERA ZERO)” (Italia\, 2022\, 84’) con protagonista Giorgio Colangeli\, interamente girato in 4K con uno smartphone durante la pandemia\, sarà proiettato al cinema Ariston in prima visione nella serata di venerdì 25 novembre alle ore 20.30: il regista Giovanni Basso e l’interprete Giorgio Colangeli presenteranno il film in un incontro con il pubblico moderato da Lorenzo Acquaviva (Festival Approdi).\nAl film da corpo e anima Giorgio Colangeli\, che interpreta il personaggio di Nino: qui per la prima volta nella sua formidabile carriera è il protagonista assoluto di un lungometraggio di finzione. Com’è noto\, Giorgio Colangeli sa a memoria tutta la Divina Commedia\, che ha declamato in più occasioni\, anche sul raccordo anulare di Roma\, nel “Dantedì”. Sa essere tragico\, comico\, cinico\, disperato\, grottesco: sempre da grande \nprimo attore. Tra le sue interpretazioni più recenti per il cinema e la televisione: “Romanzo di una strage” (2012) di Marco Tullio Giordana\, le fiction Rai “Braccialetti rossi” (2014) di Giacomo Campiotti e “Tutto può succedere” (2016) di Lucio Pellegrini e Alessandro Casale\, “Lontano\, Lontano” (2019) di Gianni Di Gregorio\, le serie “Speravo de morì prima” (2021) di Luca Ribuoli\,“Chiamami ancora amore” (2021) di Gianluca Maria Tavarelli e “Il re” (2022) di Giuseppe Gagliardi. \nIn “Mindemic (Opera Zero)”\, Nino è un regista di settant’anni che ha alle spalle una carriera di secondo piano. Vive isolato nel suo appartamento; la realtà che lo circonda\, un mondo in cui è avvenuto un “qualcosa” che ha spinto la produzione di opere filmiche a essere interrotta\, lo vede un uomo che sopravvive senza avere alcuno scopo\, nessun obiettivo. Per questo\, quando dopo molti anni Nino riceve una chiamata dal suo storico produttore Fredo\, accetta la proposta\, seppur assurda\, di scrivere un film in soli tre giorni. Procedendo nella scrittura\, Nino si perde in un delirio artistico e personale\, forse non riuscendo più a distinguere tra verità e finzione. \nPer la scelta delle musiche invece\, tutto si deve alla scoperta di un film dal titolo “La Rivoluzione Sessuale” di Riccardo Ghione\, del 1968\, le cui musiche furono composte dal maestro Teo Usuelli. Innamoratosi della colonna sonora composta per questo film\, Basso ha deciso di acquisirne i diritti e di utilizzarla per “Mindemic (Opera Zero)”\, in quanto centrava in pieno ciò che stava da tempo cercando. \nIl film è stato interamente girato in 4K con un telefono iPhone 8+ cui è stata montata una lente anamorfica americana adattata al sensore mobile. \n«Nella stesura della sceneggiatura – racconta l’autore e regista Giovanni Basso – sono stato sicuramente ispirato da tutte quelle settimane d’isolamento\, in cui la mente aveva la necessità di vagare per spazi e mondi alternativi a quelli che stavamo vivendo tutti noi: preoccupazioni\, deliri\, paure\, angosce di un presente e un futuro incerti. (…) Ho sviluppato il personaggio di Nino pensando a un solo attore\, Giorgio Colangeli\, cui ho inviato la sceneggiatura pensando fosse rifiutata. Dopo neanche 24 ore Giorgio mi ha telefonato dicendo che voleva fare il film. “Mindemic (Opera Zero)” è nato quel giorno». E così conclude: «Da un punto di vista produttivo è stata una sfida in cui mi sono voluto cimentare non tanto perché volevo\, ma perché in un qualche modo dovevo. “Mindemic (Opera Zero)” racconta un delirio della mente che nulla ha a che vedere con gli eventi mondiali più recenti\, ma in virtù di quanto abbiamo vissuto forse tutti noi ci portiamo questo seme di follia in più dentro. Oggi\, domani e chissà\, forse per sempre».
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SUMMARY:WHEN WE WERE KINGS - QUANDO ERAVAMO RE
DESCRIPTION:La rassegna di classici restaurati in prima visione “Il cinemaritrovato. Al cinema”\, organizzata dalla Cineteca di Bologna e\npresentata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground al\ncinema Ariston\, presenta questa settimana l’appuntamento conclusivo\ndella stagione\, con la proiezione di “ WHEN WE WERE KINGS – QUANDO\nERAVAMO RE” (USA\, 1996\, 89’) diretto da Leon Gast\, in programma\nmercoledì 13 luglio alle ore 17.00\, 19\,00 e 21.00\, in edizione\nrestaurata nella versione originale sottotitolata in italiano. Il\nfilm\, premiato con l’’Oscar per il miglior documentario\, ricostruisce\nla storia della sfida tra Muhammad Alì e George Foreman a Kinsasha\,\nnel 1974: più che un evento sportivo irripetibile\, un pezzo importante\ndella storia del Novecento\, raccontato attraverso l’eroismo di un uomo\nperfetto per diventare simbolo della riscossa black\, l’artificio\npilotato dai media e dai manager\, il profilo straniante di un’Africa\nancora lontanissima. “Quando eravamo re”\, secondo le note di Kelefa\nSanneh\, giornalista del New York Times\, «in realtà è due film in uno:\nè la descrizione seria e talvolta inquietante di uno scontro di\nculture e di moventi di varia natura ed è anche un film originale e\npittoresco su una magnifica avventura africana. In fin dei conti\, un\nfilm che ritragga Ali con la sua inarrestabile parlantina giovanile\nnon può non mancare del tutto di elementi comici\, e quello che piace\ndi questo film è in parte il modo in cui evoca il ruolo buffonesco e\nimpertinente che Ali sceglieva di interpretare anche quando era\nimpegnato in qualcosa di pericoloso come un match contro George\nForeman».
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SUMMARY:Il servo
DESCRIPTION:La rassegna di classici restaurati in prima visione “Il cinemaritrovato. Al cinema”\, organizzata dalla Cineteca di Bologna e\npresentata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground al\ncinema Ariston\, prosegue anche nel corso dell’estate: giovedì 7 luglio\nalle ore 16.30\, 18.45 e 21.00 in programma – in collaborazione con il\nBritish Film Club – “IL SERVO – THE SERVANT” (GB\, 1963\, 110’) diretto\nda Joseph Losey su sceneggiatura di Harold Pinter\, in edizione\nrestaurata nella versione originale inglese sottotitolata in italiano. \nIl film\, dal romanzo omonimo di Robin Maugham\, con protagonisti Dirk\nBogarde e Sarah Miles\, Wendy Craig\, rappresenta il primo capitolo\ndella collaborazione tra il regista americano Joseph Losey e il\ndrammaturgo inglese Harold Pinter. Un duello psicologico servo-padrone\nallestito con abbondanza di grandangoli e profondità di campo:\nl’universo della casa-prigione\, dove il servo ‘divora’ il suo padrone\,\nè stato paragonato all’‘inferno’ di Sartre; le persone tendono a\nschiavizzarsi a vicenda trasformando il prossimo in un oggetto di loro\nproprietà; l’amore e la sessualità diventano strumenti di potere.\nL’interpretazione di Bogarde fu la grande svolta della carriera ed è\nancora oggi uno dei suoi ruoli più emozionanti e inquietanti.\n«Il film intero porta l’impronta di Pinter» ha dichiarato Losey. «I\ndialoghi assumono un’importanza che non sempre hanno al cinema\,\nnemmeno quando sono più numerosi. Pinter ha capito l’utilità dei\ndialoghi usati come effetto sonoro\, delle parole che sono insieme\nmusica e poesia e che aiutano ad affermare il ritmo e lo stile del\nfilm». \nTrailer: https://youtu.be/yDNmblt1c-g\nSito ufficiale: https://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/il-servo \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Ennio
DESCRIPTION:A due anni dalla scomparsa del Maestro Ennio Morricone Ennio Morricone(Roma\, 10 novembre 1928 – Roma\, 6 luglio 2020) ritorna sul grande\nschermo al cinema Ariston\, sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a\nTrieste gestita da La Cappella Underground\, il documentario “ENNIO”\n(Italia\, 2021\, 150’) di Giuseppe Tornatore\, in programma mercoledì 6\nluglio alle ore 18.00 e 21.00\, con repliche nei giorni 8\, 9 e 10\nluglio. \nPremiato come miglior documentario con il David di Donatello e ai\nNastri d’Argento\, “Ennio” è il ritratto a tutto tondo di Ennio\nMorricone\, il musicista più popolare e prolifico del XX secolo\, il più\namato dal pubblico internazionale\, due volte Premio Oscar\, autore di\noltre 500 colonne sonore indimenticabili.\nIl documentario lo racconta attraverso una lunga intervista di\nTornatore al Maestro\, testimonianze di artisti e registi – come\nBertolucci\, Montaldo\, Bellocchio\, Argento\, i Taviani\, Verdone\, Barry\nLevinson\, Roland Joffè\, Oliver Stone\, Quentin Tarantino\, Bruce\nSpringsteen\, Nicola Piovani\, Hans Zimmer e Pat Metheny – musiche e\nimmagini d’archivio. “Ennio” è anche un’indagine volta a svelare ciò\nche di Morricone si conosce poco. Come la sua passione per gli\nscacchi\, che forse ha misteriosi legami con la sua musica. Ma anche\nl’origine realistica di certe sue intuizioni musicali come accade per\nl’urlo del coyote che gli suggerisce il tema de “Il buono il brutto\,\nil cattivo”\, o il battere ritmato delle mani su alcuni bidoni di latta\nda parte degli scioperanti in testa ad un corteo di protesta per le\nvie di Roma che gli ispira il bellissimo tema di “Sostiene Pereira”.\nUn’attitudine all’invenzione che trova conferma nel suo costante amore\nper la musica assoluta\, e la sua vocazione a una persistente\nsperimentazione. \nTrailer: https://youtu.be/hC962MwzGBA \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Revolution of our times
DESCRIPTION:In occasione della ricorrenza del 1°luglio\, nel 25esimo anniversariodella restituzione della ex colonia britannica Hong Kong alla Cina\navvenuta il primo luglio 1997\, è in uscita sugli schermi\ncinematografici il documentario-verità “REVOLUTION OF OUR TIMES” (HK\,\n2021\, 152’) di Kiwi Chow. Presentato al Festival di Cannes\, il\ndocu-film propone un’immersione nella realtà delle proteste di Hong\nKong tra la repressione cinese e il crescente senso di comunità della\npopolazione: sette gruppi di manifestanti diversi ma uniti in un’unica\ngrande storia di resistenza. “Revolution of Our Times” sarà in\nprogramma a Trieste in prima visione il 30 giugno e 1° luglio alle ore\n18.00 e 21.00 al cinema Ariston\, sala d’essai in Viale Romolo Gessi n.\n14 gestita da La Cappella underground. \n15 marzo 2019: inizia la battaglia che oppone Hong Kong e la Cina\ncontinentale. È trascorso meno di un mese dalla proposta di legge\ngovernativa sull’estradizione\, una legge che di fatto spezzerebbe la\nlinea di autonomia tra i due sistemi giuridici\, e il cuore della città\nprende fuoco. “Revolution of Our Times” è il racconto di quel fuoco.\nDella gigantesca rivolta popolare che culminerà nel lungo assedio al\nPolitecnico e finirà per coinvolgere due milioni di persone.\nSoprattutto giovani e giovanissimi. Un documentario tanto asciutto\nquanto doloroso\, costruito dal regista Kiwi Chow alternando le\ntestimonianze dirette dei protagonisti e le incredibili immagini\nriprese durante i cortei e le manifestazioni. \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Omaggio a Rainer Werner Fassbinder
DESCRIPTION:A quarant’anni dalla scomparsa di Rainer Werner Fassbinder\, uno deipiù geniali e prolifici registi del Ventesimo Secolo\, la rassegna “I\nlunedì dell’Ariston” organizzata da La Cappella Underground presenta\nuna selezione di cinque dei suoi film più rappresentativi – in\nedizione restaurata dalla R.W. Fassbinder Foundation – e un inedito\ndocumentario biografico: i titoli\, in programma dal 20 giugno al 18\nluglio in versione originale sottotitolata\, sono “L’amore è più freddo\ndella morte” (Liebe ist kälter als der Tod\, 1969)\, “Le lacrime amare\ndi Petra Von Kant” (Die bitteren Tränen der Petra von Kant\, 1972)\, “La\npaura mangia l’anima” (Angst essen Seele auf\, 1973)\, “Effi Briest”\n(Fontane Effi Briest\, 1974)\, “Il matrimonio di Maria Braun” (Die Ehe\nder Maria Braun\, 1978) e il documentario “Fassbinder” (2015) di\nAnnekatrin Hendel.\nL’iniziativa è realizzata in collaborazione con la distribuzione\nitaliana Viggo e promossa a Trieste con la collaborazione di\nCulturArteffetto Tedesco. \nNessun regista è stato più controverso\, scandaloso\, prolifico e\nossessionato dal cinema di Rainer Werner Fassbinder. Morto\ntragicamente\, il 10 giugno del 1982\, a soli 37 anni\, Fassbinder aveva\nrivoluzionato il teatro e lasciato un totale di 44 film e serie\ntelevisive diretti e\, spesso\, autoprodotti. Nessuno\, prima o dopo di\nlui\, è stato in grado di narrare la società tedesca in modo così duro\ne veritiero attraverso personaggi indimenticabili\, comunque capaci di\nemozionare\, toccare l’animo umano\, offrire una possibilità. La\nrassegna offre un tributo a un regista scomodo\, volutamente\ndimenticato\, per concedere al suo cinema la possibilità di rivivere\nsul grande schermo attraverso cinque significative opere che\,\nraccontando la società e la storia tedesca\, hanno profondamente mutato\nil racconto cinematografico. \nLa rassegna si apre con “L’amore è più freddo della morte” (Liebe ist\nkälter als der Tod\, Germania\, 1969\, 89’)\, il 20 giugno alle ore 17.00\ne 21.00\, film d’esordio di R.W. Fassbinder in cui il regista tedesco\ngioca con alcuni dei suoi miti cinematografici\, lasciando trapelare\nsprazzi delle tematiche che verranno.\n“Le lacrime amare di Petra Von Kant” (Die bitteren Tränen der Petra\nvon Kant\, Germania\, 1972\, 125’)\, in programma il 27 giugno alle ore\n18.30 e 21.00\, è il più doloroso e forse il più perfetto film di\nFassbinder: claustrofobico\, retto da interpretazioni impeccabili\, da\nuna regia fortemente teatrale e da una fotografia esemplare.\n“La paura mangia l’anima” (Angst essen Seele auf\, Germania\, 1973\,\n94’)\, in palinsesto il 4 luglio alle ore 17.00 e 21.00\, è un film sul\nrazzismo quotidiano e sulla normalità\, sull’amore e sulla felicità\,\ncostruito attorno alla storia di Emmi\, una sessantenne vedova e con\nfigli sposati\, e del suo incontro con Alì\, un marocchino immigrato per\nlavoro in Germania.\n“Effi Briest” (Fontane Effi Briest\, Germania\, 1974\, 141’)\, in data 11\nluglio alle ore 18.00 e 21.00\, lungometraggio fedele all’omonimo\nromanzo di Theodor Fontane\, è girato in uno splendido bianco e nero\nche restituisce nitido il ritratto di una società cupa ed opprimente\ndove non è più possibile vivere l’amore.\n“Il matrimonio di Maria Braun” (Die Ehe der Maria Braun\, Germania\,\n1978\, 121’)\, ultimo titolo in cartellone il 18 luglio alle 18.30 e\n21.00\, è uno dei migliori film di Fassbinder\, denso di avvenimenti e\ndi personaggi\, pieno di drammaticità e di sarcasmo\, una ricca parabola\nsul “miracolo” tedesco\, con una memorabile Hanna Schygulla.\nL’inedito documentario biografico “Fassbinder” (Germania\, 2015\, 96’)\ndi Annekatrin Hendel sarà presentato in due date\, il 20 giugno e il 4\nluglio alle ore 19.00: l’opera offre un nuovo approccio al fenomeno\nFassbinder consentendogli di raccontare la propria storia attraverso\nil collegamento di elementi autobiografici dei suoi film con opere\nscritte inedite e interviste; la storia di un giovane studente con\ngrandi ambizioni artistiche che\, con il suo stile di vita scandaloso e\nuna furiosa energia\, ha profondamente segnato e trasformato il\npaesaggio culturale tedesco ed internazionale\, ricostruita attraverso\ninterviste alle sue “donne”\, Hanna Schygulla\, Irm Hermann e Margit\nCarstensen\, ad amici e sostenitori come Harry Baer\, Thomas Schühly\,\nGünter Rohrbach\, Volker Schlöndorff e Juliane Lorenz.
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SUMMARY:Memoria
DESCRIPTION:Il film “MEMORIA” (Thailandia\, Colombia\, 2021\, 136’) di ApichatpongWeerasethakul (“Tropical Malady”\, “Lo zio Boonmee che si ricorda le\nvite precedenti”)\, Premio della Giuria al 74esimo Festival di Cannes\,\ncon protagonista Tilda Swinton\, sarà in programma in prima visione in\nversione originale sottotitolata al cinema Ariston dal 16 giugno.\n“Memoria” – distribuito in Italia da Academy Two in collaborazione con\nMUBI solo in alcune sale selezionate – è la storia di una donna che si\nscopre punto di congiunzione tra presente\, passato e futuro.\nJessica (una straordinaria Tilda Swinton) è una botanica in viaggio a\nBogotà per far visita alla sorella. Durante il suo soggiorno viene\nsvegliata nella notte da un boato assordante. Un rumore che si\nripresenterà anche durante il giorno e di cui Jessica prova a trovare\nl’origine. Nella sua ricerca incontrerà l’archeologa Agnés che si\ntrova a Bogotà per studiare alcuni resti umani\, vecchi di 6000 anni\,\nrinvenuti durante lo scavo per un tunnel sotto le Ande e si imbatterà\nin Hernàn\, un pescatore che vive nel cuore della foresta amazzonica\nche le svelerà l’origine degli strani rumori che la tormentano. \nTrailer: https://youtu.be/5s1NHz77BLA\nSito ufficiale: https://academytwo.com/film/memoria/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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