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SUMMARY:Riapertura cinema Ariston
DESCRIPTION:IL CINEMA ARISTON RIAPRE DAL 15 GIUGNO CON L’OMAGGIO ALLA REGISTAPREMIO OSCAR AGNÈS VARDA E IL FILM AUTORITRATTO “VARDA BY AGNÈS” IN\nPRIMA VISIONE \nLa sala d’essai del cinema Ariston\, in viale Romolo Gessi 14 a\nTrieste\, riapre i battenti e riaccende i proiettori da lunedì 15\ngiugno\, con una programmazione estiva su grande schermo che si\npreannuncia\, come da tradizione\, all’insegna dei migliori titoli\ndell’ultima stagione cinematografica\, classici e cult movies\, prime\nvisioni\, anteprime\, documentari e film in versione originale. \nCon la riapertura dell’Ariston a Trieste\, prosegue il percorso di\nripartenza delle sale cinematografiche di qualità della regione FVG\,\ndove il Visionario di Udine e Cinemazero a Pordenone hanno già\niniziato le attività dall’11 giugno\, mentre il Kinemax di Gorizia e\nMonfalcone seguirà a ruota nei primi giorni di luglio. Un ritorno alla\nnormalità sotto il segno della massima sicurezza: i cinema hanno\ninfatti sottoscritto un nuovo e dettagliato protocollo di protezione\nper il pubblico. \nLa ripartenza del cinema Ariston\, nello spirito cinephile che\ncaratterizza da sempre la sala e le attività de La Cappella\nUnderground\, è affidata ad un omaggio ad Agnès Varda in collaborazione\ncon la Cineteca di Bologna nell’ambito della rassegna “Il cinema\nritrovato. Al cinema”. Lunedì 15 giugno alle ore 18.30 e 21.00\nl’omaggio ad Agnès Varda al cinema Ariston inizia con il film\nautoritratto “VARDA BY AGNÈS” (Varda par Agnès\, Francia\, 2019\, 115′)\nin versione originale sottotitolata (in replica anche il 16 e 17\ngiugno). \nE nella stessa data del 15 giugno il film “VARDA BY AGNÈS” sarà in\nprogramma anche nelle sale del Visionario di Udine e Cinemazero a\nPordenone. L’omaggio ad Agnès Varda proseguirà inoltre con una\npreziosissima dedica online sul circuito nazionale delle sale di\nqualità www.iorestoinsala.it: il celebre “CLÉO DALLE 5 ALLE 7”\,\ndiretto dalla cineasta belga 1962. \nUna voce unica nel coro nouvelle vague\, prima regista donna a ricevere\nun Oscar alla carriera\, Agnès Varda\, nata fotografa\, per oltre\nsettant’anni ha girato film con lo stesso contagioso piacere\, senza\ndistinzioni tra generi\, formati\, durate\, fiction o verité. Un cinema\nin prima persona\, singolare\, fatto di luoghi\, di strade\, di attese\, lo\nsguardo che si fa all’occorrenza femminista e sociale\, senza perdere\nin libertà poetica. Una grande signora del cinema che negli anni ha\nportato sullo schermo i volti\, le vite\, i pensieri di tante altre\ndonne\, sempre ascoltando la loro ‘voce’ e la propria volontà di\nautrice\, senza cedimenti a nessun vincolo esterno. \nScrive la regista: «Nel 1994\, in coincidenza con una retrospettiva\nalla Cinémathèque Française\, ho pubblicato un libro intitolato “Varda\npar Agnès”. Venticinque anni dopo\, lo stesso titolo viene dato al mio\nfilm fatto di immagini in movimento e di parole. Il progetto è lo\nstesso: fornire le chiavi della mia opera. Il film si divide in due\nparti\, una per secolo. Il Ventesimo secolo va dal mio primo\nlungometraggio “La Pointe courte” nel 1954 all’ultimo del 1996\, “Cento\ne una notte”. Nel mezzo ho girato documentari\, film\, sia lunghi che\nbrevi. La seconda parte inizia nel Ventunesimo secolo\, quando le\npiccole cineprese digitali hanno cambiato il mio approccio al\ndocumentario\, da “Les Glaneurs et la glaneuse” nel 2000 a “Visages\,\nVillages” diretto con JR nel 2017. Ma in quel periodo ho creato\nsoprattutto installazioni d’arte\, i “Triptyques atypiques”\, le\n“Cabanes de Cinéma”\, e ho continuato a fare documentari\, come “Les\nPlages d’Agnès”. Tra le due parti c’è un piccolo promemoria della mia\nprima vita di fotografa. […] Potremmo chiamarla ‘lezione magistrale’\,\nma non mi sento una maestra e non ho mai insegnato. Non mi piace\nl’idea. Non volevo farne una cosa noiosa. Così si svolge in un teatro\npieno di gente\, o in un giardino\, e cerco di essere me stessa e di\ntrasmettere l’energia o l’intenzione o il sentimento che voglio\ncondividere. È quello che chiamo ‘cinescrittura’\, in cui le scelte\npartecipano a qualcosa che si chiama ‘stile’”». \nAl cinema Ariston\, l’omaggio ad Agnès Varda proseguirà la settimana\nsuccessiva\, nelle date del 22 e 23 giugno\, con la proiezione su grande\nschermo dei film “CLÉO DALLE 5 ALLE 7” (1962) e “DAGUERRÉOTYPES”\n(1976)\, abbinati ai documentari “RÉPONSE DE FEMMES” (1975) e “SALUT\nLES CUBAINS” (1963). \nTrailer: https://youtu.be/CGrqzOMxvwg \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:La programmazione del cinema Ariston prosegue nella sala virtuale\, nell’ambito del progetto#iorestoinSALA – il nuovo circuito nazionale di sale di qualità del web\, cui aderiscono in regione\nCinemazero di Pordenone\, il Visionario e il Cinema Centrale di Udine\, l’Ariston di Trieste\, il Sociale di\nGemona\, il Cinecity di Lignano – con due film in prima visione: “GEORGETOWN” (USA\, 2019\, 99’)\ndiretto e interpretato da Christoph Waltz al suo esordio alla regia\, con Annette Bening e Vanessa\nRedgrave\, disponibile on demand dal 30 maggio; e IN VIAGGIO VERSO UN SOGNO (The Peanut\nButter Falcon\, USA\, 2019\, 97’) di Tyler Nilson e Michael Schwartz\, con protagonisti con Shia LaBeouf\,\nDakota Johnson e Zack Gottsagen\, disponibile on demand dal 1° giugno.\n“GEORGETOWN” (USA\, 2019\, 99’) diretto e interpretato da Christoph Waltz al suo esordio alla regia\,\ncon Annette Bening e Vanessa Redgrave\, è ispirato a una storia vera ed è stato presentato in\nanteprima al Tribeca Film festival. Ulrich Mott è un tedesco che ha fatto fortuna negli Stati Uniti\, prima\nsposando Elsa Brecht\, celebre giornalista sua connazionale (che ha l’età per essere sua madre)\, poi\nfacendosi un nome all’interno della comunità diplomatica di Washington D.C. Ulrich e Elsa abitano in\nuna bella brownstone nel cuore del quartiere chic Georgetown\, con grande disappunto della figlia della\ndonna\, Amanda\, docente di Diritto costituzionale all’Università di Harvard in rotta con il “patrigno” suo\ncoetaneo. Ma al ritorno da una passeggiata notturna\, dopo una cena di quelle che hanno fatto di Ulrich\nil re dei salotti della capitale americana\, Elsa viene trovata morta nella villetta coniugale. E Ulrich è il\nprimo sospettato di omicidio.\nIN VIAGGIO VERSO UN SOGNO (The Peanut Butter Falcon\, USA\, 2019\, 97’) di Tyler Nilson e\nMichael Schwartz\, con protagonisti con Shia LaBeouf\, Dakota Johnson e Zack Gottsagen\, è un film\nindipendente americano presentato in anteprima al Sundance Film festival. Zak ha solo 22 anni ma vive\nin una casa di cura per anziani in North Carolina\, a cui è stato assegnato dallo stato perché senza\nfamiglia e affetto dalla sindrome di Down. Zak però non ci sta\, ed è determinato a scappare dalle cure\ndi Eleanor\, responsabile dell’istituto\, con l’aiuto dell’amico Carl. Quando finalmente il ragazzo riesce a\ndarsi alla fuga\, il destino lo mette sul cammino di Tyler\, pescatore di granchi inseguito da un\ncompratore a cui deve dei soldi. Brusco e tormentato\, Tyler si prende però cura di Zak e decide di\nportarlo con sé nel suo viaggio verso la Florida\, facendo tappa alla scuola di wrestling dove Zak spera di\nincontrare il suo idolo Salt Water Redneck.\nLa prevendita è attiva sul sito web dell’Ariston: www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston\nUna volta acquistato il biglietto\, lo spettatore riceverà un codice e un link per accedere alla sala\nvirtuale\, grazie a un particolare accordo con MyMovies.\nContinuano inoltre\, fino al 2 giugno\, le repliche dei film “FAVOLACCE” dei Fratelli D’Innocenzo (Orso\nd’Argento alla Berlinale)\, lo struggente e nostalgico “TORNARE” di Cristina Comencini\, e l’animazione\nd’autore firmata Lorenzo Mattotti “LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA”.\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste | tel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Alice e il sindaco
DESCRIPTION:“ALICE E IL SINDACO – ALICE ET LE MAIRE” (Francia\, 2019\, 103’) diNicolas Pariser\, con protagonisti Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier\,\nvincitore del premio Europa Cinemas Label alla Quinzaine des\nRéalisateurs del Festival di Cannes\, sarà in programma al cinema\nAriston in versione originale francese sottotitolata in italiano\nmercoledì 19 febbraio alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00\, in collaborazione\ncon l’Alliance Française di Trieste. \nl sindaco di Lione\, Paul Théraneau\, è in crisi e a corto di idee. Dopo\ntrent’anni di attività politica\, si sente completamente svuotato. Per\nrimediare a questa situazione\, viene deciso di affiancargli una\ngiovane e brillante filosofa\, Alice Heimann. Comincia così un dialogo\nche\, mentre avvicina Alice e il sindaco\, fa vacillare le certezze di\nentrambi. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Romanistan
DESCRIPTION:L’artista Luca Vitone presenta il suo progetto “Romanistan” (Italia\,2019\, 73′\, versione originale sottotitolata)\, racconto del viaggio a\nritroso\, da Bologna a Chandigarh\, per ripercorrere il cammino di Rom e\nSinti dall’India nord occidentale fino all’Italia\, al cinema Ariston\n(viale Romolo Gessi 14\, Trieste) martedì 18 febbraio alle ore 20.30.\nLa serata è organizzata da La Cappella Underground in collaborazione\ncon Studio Tommaseo. \n“Romanistan”\, progetto vincitore della quarta edizione dell’Italian\nCouncil del MiBACT (2018)\, è un diario di viaggio sulle tracce di una\nmigrazione avvenuta tra l’VIII e il XIV secolo. L’artista Luca Vitone\n(Genova\, 1964) approfondisce un interesse\, quello per la cultura\nromaní\, che è stato presente nel suo lavoro fin dagli anni Novanta. \nIl racconto dell’itinerario migratorio Rom e del nomadismo\,\ndell’emarginazione e segregazione subita nei secoli\, diviene strumento\nper una riflessione più ampia sull’idea di luogo e viaggio\, di\ncomunità\, di tradizione\, del perpetuarsi di cliché e stigma sociali.\nIl titolo “Romanistan”\, deriva dalle parole di Manush Romanov\,\nrappresentante Rom proveniente dalla Bulgaria\, il quale immaginò la\npossibilità di dar vita ad un paese Rom. Per Vitone invece il popolo\nRom\, grazie al suo vivere senza patria\, senza esercito e senza\nconfini\, rappresenta un ideale moderno e transnazionale di popolo\, che\nassume quasi una possibilità precorritrice\, anche alla luce anche\ndelle attuali migrazioni di massa che stanno sconvolgendo gli\nequilibri socio-politici del pianeta. \nIl viaggio alla base del progetto di “Romanistan”\, durato sei\nsettimane\, ha preso avvio da Bologna\, dove per la prima volta nel 1422\nla presenza di persone Rom è stata ufficialmente documentata\, e si è\nconcluso nella città di Chandigarh in India\, passando per Slovenia\,\nCroazia\, Serbia\, Romania\, Bulgaria\, Macedonia\, Grecia\, Turchia\,\nGeorgia\, Armenia\, Iran\, Pakistan. A distanza di 25 anni dalla seminale\nmostra “Der unbestimmte Ort (Il luogo imprecisato)” alla Galleria\nChristian Nagel di Colonia\, e a 42 anni da un viaggio compiuto con i\ngenitori in macchina da Genova al Golfo Persico\, Luca Vitone compie un\ntragitto epico e grandioso in cui ancora una volta memorie personali\nsi connettono alla Storia. Il viaggio di ritorno alle origini del\npopolo Rom è di fatto rappresentato con lo sguardo esterno di chi non\nne condivide cultura e tradizioni\, ma allo stesso tempo con la volontà\ndi non raccontare gli stereotipi di marginalità e povertà a cui i Rom\nsono comunemente associati\, concentrandosi sulla rappresentazione\ndella borghesia intellettuale attraverso l’incontro con personalità\ndella politica\, attivisti sociali\, accademici. \n“Romanistan” è un progetto multiforme composto da un film\, una serie\nfotografica e un libro d’artista\, originatosi a partire da un\ncanovaccio di viaggio aperto alla casualità delle esperienze e degli\nincontri. L’omonima mostra è visitabile fino al 15 marzo 2020 presso\nil Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. \nTrailer: https://www.youtube.com/watch’v=yb5R7C2Zd0c \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org | www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un giorno di pioggia a New York
DESCRIPTION:“UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK – A RAINY DAY IN NEW YORK” (USA\,2019\, 92’) di Woody Allen\, con protagonisti Timothée Chalamet e Elle\nFanning affiancati da Selena Gomez\, Jude Law\, Diego Luna e Liev\nSchreiber\, sarà in programma al cinema Ariston in versione originale\nsottotitolata lunedì 17 febbraio alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00. \nWoody Allen torna a Manhattan con “Un giorno di pioggia a New York”\,\nuna commedia romantica che racconta la storia di due fidanzatini del\ncollege\, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning)\, i cui\npiani per un weekend da trascorrere insieme a New York vanno in fumo\nnon appena mettono piede in città. I due\, fin dal loro arrivo nella\nmetropoli\, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di\nincontri casuali e bizzarre avventure\, ciascuno per proprio conto. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org | www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:La legge degli spazi bianchi
DESCRIPTION:Il film “LA LEGGE DEGLI SPAZI BIANCHI” (Italia\, 2019\, 60’) di MauroCaputo\, tratto dall’omonimo racconto di Giorgio Pressburger\,\ninterpretato da Fulvio Falzarano\, Daniele Tenze\, Nadia Pastorcich\,\nAntonio Cacace\, Paola Pini e con la voce narrante di Omero Antonutti\,\nsarà proiettato al cinema Ariston martedì 11 febbraio alle ore 20.30\nalla presenza del cast. \nIl film\, realizzato da VOX Produzioni\, Collective Pictures\, Istituto\nLuce Cinecittà\, A_Lab\, è stato presentato in anteprima alle Giornate\ndegli Autori nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia 2019 \nTutto è scritto negli spazi bianchi\, tra una lettera e l’altra. Il\nresto non conta. Una fredda mattina d’inverno\, il dottor Fleischmann\n(letteralmente uomo di carne)\, si trova ad affrontare l’inizio di una\nprogressiva perdita di memoria. Inizia così l’apologo\, in un’atmosfera\nonirica dove realtà e finzione sembrano intrecciarsi ed a tratti\nconfondersi. Il protagonista\, un uomo di scienza\, si ritrova immerso\nsuo malgrado in un universo\, quello della malattia\, dominato da\nmisteriosi rapporti tra il destino e le vicende biologiche e\nfisiologiche che regolano la vita. Il film è tratto dall’omonimo\nracconto di Giorgio Pressburger\, che ancora una volta analizza i\nmisteri più profondi che da sempre affascinano e spaventano l’uomo\,\nalla perenne ricerca del significato e del senso della vita. \n«”La legge degli spazi bianchi” conclude quel particolare viaggio\nintrapreso con Giorgio Pressburger\, un percorso difficile perché\ncontrocorrente. Il film è tratto dall’omonimo racconto di Giorgio\, che\nancora una volta analizza i misteri più profondi che da sempre\naffascinano e spaventano l’uomo\, alla perenne ricerca del significato\ne del senso della vita. Un’idea che fin dall’inizio è stata diversa\ndalle precedenti\, una scelta che ho condiviso da subito con\nentusiasmo\, purtroppo poco prima che Giorgio ci lasciasse. Quelle\nscelte iniziali mi hanno permesso di portare a termine il lavoro così\ncome l’avevamo pensato insieme». [Mauro Caputo] \nMauro Caputo ha fondato a Trieste la società cinematografica VOX\nProduzioni. Nel 2013 dirige e produce il documentario “Messaggio per\nil secolo” con la partecipazione di Giorgio Pressburger e Claudio\nMagris. L’anno seguente realizza “L’orologio di Monaco”\, da una\nraccolta di racconti di Giorgio Pressburger\, che ne è protagonista e\nvoce narrante. Il documentario è selezionato al Festival\nInternazionale del Film di Roma e nel corso dello stesso anno\, per il\nGiorno della Memoria\, promosso dagli Istituti Italiani di Cultura e\nAmbasciate nel mondo\, è proiettato in molte città dei cinque\ncontinenti. Nel 2016 presenta alle Giornate degli Autori “Il profumo\ndel tempo delle favole”. Dopo la morte di Pressburger realizza\,\noccupandosi della sceneggiatura e della regia\, “La legge degli spazi\nbianchi\, completando la trilogia dedicata all’autore di origini\nungheresi.
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SUMMARY:Vittorio Vidali - Io non sono quello che Fui
DESCRIPTION:Il film documentario “VITTORIO VIDALI – IO NON SONO QUELLO CHE FUI”(Italia\, 2019\, 106’) di Giampaolo Penco\, prodotto da Videoest con il\ncontributo del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e FVG\nFilm Commission\, sarà proiettato al cinema Ariston venerdì 7 febbraio\nalle ore 18.00; la proiezione sarà presentata da Patrick Karlsen\,\nconsulente storico per il film\, direttore scientifico dell’Istituto\nRegionale per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea nel\nFriuli Venezia Giulia e autore del recente volume “Vittorio Vidali”\npubblicato da Il Mulino. \nScrive il regista Giampaolo Penco: «La vita di Vittorio Vidali\nassomiglia alla visione del film “Rashomon” di Kurosawa. Come nel\nfilm\, di ogni evento ci sono più verità e narrazioni diverse». Nato a\nTrieste nel 1900\, lo troviamo negli Stati Uniti quando organizza le\nmanifestazioni per la liberazione degli anarchici Sacco e Vanzetti\,\ndurante la guerra di Spagna\, quando diventa il Comandante Carlos\, in\nMessico dove combatte il trotzkismo e comincia il rapporto con Tina\nModotti\, a Trieste a contrastare il comunismo di Tito\, a Roma quando\ndiventa senatore della Repubblica Italiana\, di nuovo a Trieste quando\nscrive le sue memorie e ama incontrarsi con Claudio Magris.
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SUMMARY:Il Dottor Stranamore
DESCRIPTION:Il film capolavoro di Stanley Kubrick “Il Dottor Stranamore (ovvero:come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba)” (Dr. Strangelove\nor: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb\, GB\, 1964\, 96’)\ntorna in sala per un evento speciale il 3 e il 4 febbraio con la\nCineteca di Bologna\, nell’ambito della rassegna di classici restaurati\nin prima visione “Il cinema ritrovato. Al cinema”: a Trieste il film\nsarà in programma al cinema Ariston in versione originale\nsottotitolata lunedì 3 febbraio alle ore 17.00 e 21.00 e martedì 4\nfebbraio alle ore 19.00 e 21.00. Le proiezioni saranno precedute dal\ncortometraggio inedito “Stanley Kubrick riflette sulla bomba”\, con\npreziose testimonianze dello stesso Kubrick e di chi lo conosceva\nmeglio. \nLa fine del mondo in epoca atomica: nella sala da guerra del Pentagono\n(scenografie di Ken Adam)\, o a cavalcioni d’una bomba. Doveva essere\nun film serio: follie individuali\, errori nel sistema di comunicazione\ne dispositivi segreti di reazione ‘preventiva’ rendono possibile\nl’annientamento termonucleare dell’umanità. Ma nella strada che porta\nalla morte\, troppa vodka\, troppa Coca-Cola\, troppi missili fallici\,\ntroppi fluidi vitali repressi. E troppi\, troppi Peter Sellers. Kubrick\nce la mette tutta per ritardare l’esplosione\, ma alla fine scoppia a\nridere (e pare che nel film lo si possa sentire). L’atto di nascita\ndel cinema demenziale. \nA 56 anni dalla sua uscita trionfale nei cinema di tutto il mondo\, “Il\nDottor Stranamore” di Stanley Kubrick è ancora la satira definitiva\nsulla guerra e soprattutto sull’orrore ottuso del potere\,\nparticolarmente attuale in un momento storico di tensioni politiche\ncome quello che stiamo vivendo. \n«La mia idea di girarlo come una commedia da incubo venne nelle prime\nsettimane di lavoro sulla sceneggiatura. Nel contesto dell’imminente\ndistruzione del mondo\, l’ipocrisia\, le incomprensioni\, la lascivia\, la\nparanoia\, l’ambizione\, gli eufemismi\, il patriottismo\, l’eroismo e\nanche la ragionevolezza possono evocare un’orribile risata». Stanley\nKubrick \nSito ufficiale:\nhttp://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/il-dottor-stranamore-ovvero-come-imparai-a-non-preoccuparmi-e-ad-amare-la-bomba \nTrailer: https://youtu.be/D3hJB9CFeqU \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD | ONCE UPON A TIME... IN HOLLYWOOD
DESCRIPTION:“C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD | ONCE UPON A TIME… IN HOLLYWOOD”(USA\, 2019\, 161’) di Quentin Tarantino\, con protagonisti Leonardo Di\nCaprio\, Brad Pitt e Margot Robbie\, candidato a 10 premi Oscar e già\nvincitore di tre Golden Globe\, sarà in programma al cinema Ariston in\nversione originale sottotitolata per cinque proiezioni speciali in\npellicola 35mm. con il seguente calendario: sabato 1° febbraio alle\nore 20.30\, domenica 2 febbraio alle ore 18.00\, mercoledì 5 febbraio\nalle ore 20.30\, lunedì 10 febbraio alle ore 17.30 e 20.30. \n“C’era una volta a… Hollywood” di Quentin Tarantino è ambientato nella\nLos Angeles del 1969 in cui tutto sta cambiando\, dove l’attore\ntelevisivo Rick Dalton e la sua storica controfigura Cliff Booth\ncercano di farsi strada nel mondo di un’industria cinematografica che\normai non riconoscono più. Il nono film dello sceneggiatore-regista di\n“Pulp Fiction” è un instant cult con un cast stellare e diverse linee\nnarrative in un tributo all’ultimo periodo dell’età d’oro di\nHollywood. \nTrailer ufficiale: https://youtu.be/ELeMaP8EPAA \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org | www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Light of my fire
DESCRIPTION:Il film post-apocalittico “LIGHT OF MY LIFE” (USA\, 2019\, 119′)\,scritto\, diretto e interpretato da Casey Affleck (premio Oscar come\nmiglior attore per “Machester by the Sea”) al suo esordio alla regia\,\nsarà in programma al cinema Ariston nella serata di mercoledì 29\ngennaio alle ore 20.30 in versione originale sottotitolata\, come primo\nappuntamento per il 2020 della rassegna di cinema fantastico e di\nfantascienza organizzata da La Cappella Underground con la sigla del\nTrieste Science+Fiction Festival. \n“Light of my Life” è la storia di un padre e di sua figlia Rag di\ndieci anni\, che sono costretti ad una vita nomade dopo essere\nsopravvissuti a un’epidemia che ha decimato la popolazione mondiale\nsterminando\, quasi totalmente\, quella femminile. In questo contesto\napocalittico si sviluppa la storia di un padre che cerca di proteggere\nla figlia dal mondo intero. Il film è stato presentato in anteprima\nalla 69. edizione del Festival di Berlino. \nNell’atmosfera disperata di un paesaggio post-pandemico e distopico\, a\nseguito di una pestilenza che ha ucciso quasi tutte le femmine del\nmondo\, un padre e una figlia cercano di sopravvivere nelle città del\nMidwest americano\,nascondendosi nei boschi\, lontano dal pericolo degli\nuomini. Proteggere Rag (l’esordiente Anna Pniowsky)\, che ha 11 anni\, è\nla preoccupazione principale del suo amorevole papà (il premio Oscar\nCasey Affleck\, miglior attore protagonista per “Manchester by the\nSea”). Lui mostra alla bambina come sopravvivere mangiando solo i\nfrutti della terra\, le insegna l’etica e la storia\, esercita la sua\nmemoria e le dà lezioni sulla moralità – cercando di onorare sempre e\nrafforzare la giovane donna che sta diventando e ricordandole quanto\nla sua mamma (Elisabeth Moss) la adorasse. Ma poi un incontro casuale\nmina tutte quelle precauzioni che il papà e Rag avevano preso\,\nmettendo a rischio il rifugio che si erano creati in quel mondo\npericoloso e ossessivamente squilibrato. \n“Light of my Life”\, debutto alla regia di Casey Affleck\, basato sulla\nsua stessa sceneggiatura\, combina un dramma di sopravvivenza\, una\nstoria per adulti e una potente metafora sulla genitorialità. Girato\nin splendidi luoghi boschivi\, il film è un bellissimo thriller\ndrammatico\, ma è anche una riflessione sull’amore dei genitori nei\nmomenti di crisi\, un’analisi sulla precarietà della società… e una\ncomplessa e interessante parabola sul non arrendersi. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:L’estate più bella
DESCRIPTION:Il docu-film “L’estate più bella” (Italia\, 2018\, 50’)\, prodotto daTv2000Factory\, la fabbrica del racconto di Tv2000\, diretto da Gianni\nVukaj e scritto insieme a Beatrice Bernacchi\, sarà proiettato a\nTrieste al Cinema Ariston martedì 28 gennaio alle ore 18. “L’estate\npiù bella” è Un documentario d’impegno sociale e civile per raccontare\nla disabilità sfatando pregiudizi e paure; un viaggio nel mondo della\ndisabilità raccontato da coloro che 50 anni fa scelsero di schierarsi\ndalla parte di un gruppo di ragazzi nati con disabilità gravi\,\nfacendoli sbarcare su una delle spiagge più esclusive d’Italia\, Forte\ndei Marmi\, per vivere una vacanza indimenticabile. Da allora\, quella\nstraordinaria esperienza si ripete ogni anno coinvolgendo protagonisti\nsempre nuovi e ricreando l’incanto di quel primo incontro.\nIl docu-film racconta con realismo e poesia il mondo della disabilità\ne di chi alla disabilità si dedica con amore\, naturalezza\, coraggio ed\nun pizzico di quella follia che permette ai sogni di diventare realtà\ne di ribaltare il concetto di normalità.\n“L’estate più bella” è distribuito dall’emittente Cei in\ncollaborazione con Lo Scrittoio.
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SUMMARY:1938: Diversi
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, il documentario “1938:DIVERSI” (Italia\, 2018\, 62’) di Giorgio Treves sarà proiettato al\ncinema Ariston lunedì 27 gennaio alle ore 17.30\, 19.00 e 20.30. Il\nfilm si avvale della partecipazione degli attori Roberto Herlizka\,\nStefania Rocca\, Alessandro Federico e delle testimonianze di Liliana\nSegre. La proiezione delle ore 20.30 sarà anticipata da una\npresentazione a cura del Prof. Tristano Matta (Istituto regionale per\nla storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia\nGiulia); la serata è organizzata da La Cappella Underground in\ncollaborazione con IRSREC FVG. \nPresentato alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di\nVenezia nell’ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi\nrazziali fasciste\, “1938: diversi” popone un un tema purtroppo ancora\nmolto attuale. Nel 1938 il popolo italiano\, che non era\ntradizionalmente antisemita\, fu spinto dalla propaganda fascista ad\naccettare la persecuzione di una minoranza che viveva pacificamente in\nItalia da secoli. Come fu possibile tutto questo’ E quanto sappiamo\nancora oggi di quel momento storico’ Il documentario vuole raccontare\ncosa comportò per gli ebrei italiani l’attuazione di quelle leggi\, e\ncome la popolazione ebraica e quella non ebraica vissero il razzismo e\nla persecuzione. \nNel film prendono la parola studiosi ed esperti come Mario Avagliano\,\nSergio Luzzatto\, Liliana Picciotto\, Alberto Cavaglion\, Luciana\nCastellina\, Michele Sarfatti\, Marcello Pezzetti\, Edoardo Novelli\,\nWalter Veltroni e testimoni come Rosetta Loy\, Alessandro Treves\,\nRoberto Bassi\, Bruno e Liliana Segre.
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SUMMARY:Dio è donna e si chiama Petrunya
DESCRIPTION:Il film vincitore del Premio LUX 2019 del Parlamento Europeo “Dio èdonna e si chiama Petrunya” (Macedonia\, Belgio\, Slovenia\, Croazia\,\nFrancia\, 2019\, 100’) della regista macedone Teona Strugar Mitevska\,\nsarà presentato in versione originale sottotitolata in italiano al\ncinema Ariston mercoledì 15 gennaio alle ore 20.30 nell’ambito dei\n“LUX Film Days”\, in una serata a ingresso libero organizzata dal LUX\nPrize e l’Ufficio d’informazione del PE in collaborazione con La\nCappella Underground e Trieste Film Festival. \n“Dio è donna e si chiama Petrunya”\, un film con un messaggio\nuniversale di lotta per la giustizia\, ha vinto l’edizione 2019 del\nPremio cinematografico LUX. «La storia narra di Petrunya\, una giovane\ndonna\, che sfida le regole della sua società per cercare giustizia e\nil proprio posto nella società». Così la regista nord macedone Teona\nMitevska ha descritto il suo film\, ispirato a una storia vera avvenuta\ncinque anni fa a Štip\, una piccola città nella Macedonia del Nord. Una\ngiovane donna suscitò scalpore partecipando – e vincendo – a una gara\ntradizionalmente riservata agli uomini.\nNella maggior parte del mondo cristiano ortodosso\, la festa\ndell’Epifania del 19 gennaio è celebrata con una corsa per la santa\ncroce che un sacerdote getta in un lago o fiume. La croce dovrebbe\nportare fortuna al vincitore per tutto l’anno.\nIl film narra una storia su come ritrovarsi e avere fiducia in se\nstessi. Petrunya è una donna di 32 anni\, laureata in storia\,\nsovrappeso\, disoccupata\, che viene costantemente umiliata dalla madre\nprepotente. Quando si trova nel luogo in cui avviene la corsa alla\ncroce\, il suo impulso a saltare nell’acqua gelida deriva dalla sua\nfrustrazione per la situazione in cui è stata rinchiusa dalla società.\n«All’inizio Petrunya è quasi un’anti-eroina\, non la crederesti capace\ndi niente – poi si riappropria del suo potere e realizza il suo vero\nsé. Questo è un messaggio importante soprattutto per noi donne. So che\nper me la fiducia in me stessa è stata – e in realtà è ancora – un\ngrande problema. Riuscire a dire ‘Ho il diritto di fare questo’. Ecco\nil percorso che affronta Petrunya. Si tratta di un film femminista\, ma\ntutti possiamo identificarci con la lotta della protagonista per la\ngiustizia».\n«Petrunya è un esempio del potere che ha il cinema di cambiare le\ncose» ha dichiarato la regista Teona Mitevska\, facendo notare che\nnell’ultimo anno a Štip una giovane donna si è tuffata per prendere la\ncroce e la cosa non ha suscitato nessun clamore. Il prete l’ha\nconsegnata a lei senza resistenze.\nCon le parole del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli\ndurante la cerimonia di premiazione in plenaria il 27 novembre 2019\,\n«Il cinema è una delle tante chiavi che possono aprire la porta per\ncomprendere la realtà in cui viviamo. Il Premio LUX ci fornisce una\nstraordinaria opportunità per fare esattamente questo».\nNegli ultimi tredici anni il Premio LUX\, istituito nel 2007\, ha\ncontribuito alla promozione dei film europei. Ogni anno il Parlamento\neuropeo copre i costi dei sottotitoli in ventiquattro lingue per i tre\nfilm finalisti. Finanzia\, inoltre\, l’adattamento per il pubblico non\nvedente e non udente e il sostegno alla promozione internazionale del\nfilm vincitore.
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SUMMARY:Tesnota
DESCRIPTION:Il lungometraggio “TESNOTA” (Russia\, 2017\, 118’)\, film d’esordio delgiovane regista russo Kantemir Balagov (allievo di Aleksandr Sokurov)\,\nsarà in programma al cinema Ariston in versione originale\nsottotitolata\, lunedì 13 gennaio alle ore 16.00\, 18.30 e 21.00 come\nprimo titolo della rassegna “Ariston Cineclub” per il 2020. Il nuovo\nfilm di Kantemir Balagov “La ragazza d’autunno”\, candidato all’Oscar\nnella categoria per il miglior film internazionale\, sarà in\nprogrammazione all’Ariston in prima visione dal 16 gennaio. \n“Tesnota” è ambientato” nel 1998 a Nalchik\, Caucaso del Nord\, Russia.\nLa 24enne Ilana lavora nel garage del padre. Una sera\, la sua famiglia\ne gli amici si riuniscono per celebrare il fidanzamento del fratello\nminore David. Più tardi\, durante la notte\, la giovane coppia viene\nrapita\, e arriva subito una richiesta di riscatto. In questa ristretta\nenclave ebraica\, coinvolgere la polizia è fuori discussione. Come farà\nla famiglia a trovare i soldi per salvare David’ Ilana e i suoi\ngenitori ci penseranno ciascuno a proprio modo\, a prescindere dalla\nnatura del rischio. \n“Tesnota” di Kantemir Balagov\, distribuito da Movies Inspired\, è stato\ndesignato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici\nCinematografici Italiani – SNCCI\, con la seguente motivazione: «Il\nfolgorante esordio del giovane russo Kantemir Balagov\, allievo di\nSokurov\, affronta nel Caucaso settentrionale\, tra le due guerre in\nCecenia a fine anni ’90\, le aspre conflittualità etniche tra ebrei e\nmusulmani. Una famiglia\, due figli: il ragazzo viene rapito\, la\nragazza rifiuta un matrimonio combinato. Corpi e volti invadono lo\nschermo\, nel formato 4:3\, in un rigore estetico sbalorditivo e potente\nper un’opera prima\, mentre la guerra in Cecenia irrompe nelle immagini\ndelle videocassette. Un film dal realismo vibrante\, rude e rabbioso\,\ngià molto personale».
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SUMMARY:Zog e il Topo Brigante
DESCRIPTION:Dopo il grande successo delle avventure del Gruffalò\, La stregaRossella e Bastoncino\, distribuiti dalla Cineteca di Bologna\, arrivano\nal cinema due nuovi capolavori animati prodotti dalla Magic Light\nPictures e tratti come i precedenti dagli amatissimi libri per\nl’infanzia scritti da Julia Donaldson e illustrati da Axel Scheffler.\nProtagonisti questa volta un topo particolarmente dispettoso\, un\nappassionato draghetto e i loro magici amici. “ZOG E IL TOPO BRIGANTE”\nsarà in programmazione per le feste natalizie fino al 6 gennaio al\ncinema Ariston\, ogni giorno alle ore 15.30. \nZOG di Max Lang e Daniel Snaddon (27’)\nZog è il drago più perspicace della Dragon School\, ma anche il più\nincline a cacciarsi nei guai. Fortunatamente\, una fanciulla misteriosa\nè sempre pronta a medicare i suoi lividi. La giovane ragazza dovrà\naiutare Zog a superare la dura prova che lo attende: catturare una\nprincipessa e vincere l’agognata stella d’oro. \nIL TOPO BRIGANTE di Jeroen Jaspaert (26’)\nLa vita non è semplice per gli altri animali a causa di un avido topo\nche attraversa in lungo e in largo il bosco rubando tutto il loro\ncibo. Ghiotto di panini\, biscotti e ogni cosa dolce\, il roditore non\nsi ferma davanti a nulla pur di saziare la sua fame. Il brigante avrà\nfinalmente la sua meritata punizione\, grazie all’intervento di\nun’anatra molto furba.
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SUMMARY:Dio è donna e si chiama Petrunya
DESCRIPTION:Il lungometraggio “DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA” (Macedonia\,Belgio\, Slovenia\, Croazia\, Francia\, 2019\, 100’) della regista macedone\nTeona Strugar Mitevska\, film rivelazione ai Festival di Berlino e\nTorino e vincitore del Premio Lux del Parlamento Europeo\, sarà in\nprogramma al cinema Ariston in prima visione\, con proiezioni ogni\ngiorno fino al 23 dicembre alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00. \n“DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA” unisce impegno e ironia in una\nstoria al femminile dalla forza dirompente\, ed è già un caso anche in\nItalia. Disillusa dalla vita e senza un lavoro\, la giovane Petrunya si\nritrova per caso nel mezzo di un’affollata cerimonia religiosa\nriservata agli uomini: una croce di legno viene lanciata nel fiume e\nchi la recupera avrà un anno di felicità e prosperità. Con aria di\nsfida\, anche Petrunya si getta in acqua\, riuscendo a prendere la croce\nper prima\, nello scandalo generale: mai a una donna era stato permesso\ndi partecipare all’evento e tanto meno di vincere. Tutto il paese\nsembra unito nel chiederle di restituire la croce\, con le buone o con\nle cattive\, ma Petrunya è decisa a non arrendersi e a tenerla con sé a\nogni costo… Ispirato a un evento realmente accaduto\, il film consacra\nla regista Teona Strugar Mitevska come una delle voci femminili più\noriginali del cinema di oggi\, oltre ad aver conquistato il prestigioso\nPremio LUX del Parlamento Europeo.
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SUMMARY:A Fost sau n-a fost - A Est di Bucarest
DESCRIPTION:Nel trentesimo anniversario della “Rivoluzione di Natale”\, che nel dicembre 1989 portò al crollo del regime comunista in Romania\, mercoledì 18 dicembre alle ore 18 al cinema Ariston l’Associazione Italo Romena Danubio in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival e La Cappella Underground presenta la proiezione a ingresso libero del film “A Fost sau n-a fost’ | A Est di Bucarest” (Romania\, 2006\, 89′) di Corneliu Porumboiu in versione originale sottotitolata in italiano. La proiezione sarà preceduta da una presentazione del contesto storico e testimonianze di coloro che erano presenti agli eventi del 1989\, seguita dalla introduzione al film da parte di Nicoletta Romeo\, co-direttore del Trieste Film Festival. Saranno presenti all’incontro Iulia Daniela Negru\, presidente Associazione Danubio; Adriana Ingrid Patriche\, vice presidente associazione Danubio; il Console Generale della Romania a Trieste\, Cosmin Victor Lotreanu; e il Prof. Michele Santoro dell’Università degli Studi di Trieste\, che sarà inoltre relatore della conferenza “La Rivoluzione Romena: 30 anni dopo” in programma il 24 gennaio 2020 alle ore 18 nella sede del Centro Servizi Volontariato FVG in via Imbriani n. 5.\nA FOST SAU N-A FOST’ – A EST DI BUCAREST (Romania\, 2006\, 89′) di Corneliu Porumboiu \nNel 1989\, la Romania seguì\, in diretta televisiva\, la feroce rivolta popolare che costrinse il dittatore rumeno Ceausescu alla fuga a bordo di un elicottero. In una piccola cittadina ad est della capitale\, a sedici anni da quella storica data\, il proprietario di una TV locale invita due ospiti a raccontare i loro momenti di gloria rivoluzionaria: si tratta di un vecchio pensionato che per sbarcare il lunario si traveste da Babbo Natale\, e di un insegnante di storia che ha deciso di sperperare tutto il suo stipendio nell’alcol. Insieme\, i due uomini ricordano il giorno in cui fecero irruzione nel Municipio al grido di “Abbasso Ceausescu”. Tuttavia\, i telespettatori\, che possono intervenire telefonicamente alla trasmissione\, sollevano i propri dubbi rispetto all’autenticità dei loro racconti\, credendo più probabile che i due\, quel giorno\, fossero intenti alle loro consuete attività: oziare al bar e preparare il Natale. Vincitore del premio Camera d’Or al Festival di Cannes 2006 e Premio Label Europa Cinemas.
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SUMMARY:La scomparsa di mia madre
DESCRIPTION:Arriva a Trieste l’atteso “La scomparsa di mia madre”\, il film di Beniamino Barrese finalista agli European Film Awards. Un ritratto struggente e tempestoso di Benedetta Barzini\, la donna che per tutta la vita ha sfidato gli stereotipi di genere e i cliché dell’industria della moda. Il film è promosso e sostenuto a Trieste da International Talent Support\, piattaforma che individua i migliori giovani creativi provenienti da tutto il mondo\, che sarà rappresentata in sala dalla fondatrice e direttrice Barbara Franchin. La serata è organizzata in collaborazione con La Cappella Underground. \nAl Cinema Ariston \n16 dicembre // h. 20.30 \ncon la partecipazione in sala della protagonista \nintroduce Barbara Franchin\, fondatrice e direttrice di ITS \nUnico film italiano in concorso all’ultimo Sundance\, “La scomparsa di mia madre” si è aggiudicato\, tra gli altri\, il Women in Film Award Italia\, il Premio Tasca d’Oro al Salina Doc Fest\, la Menzione Speciale della Giuria Italia al Biografilm e il Premio ARCI UCCA “L’Italia che si vede”\, oltre a numerosi riconoscimenti in festival internazionali di primissimo piano.
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SUMMARY:5 è il numero perfetto
DESCRIPTION:Il fumettista e illustratore Igort\, ospite del Piccolo Festivaldell’Animazione\, sarà a Trieste sabato 14 dicembre per presentare al\ncinema Ariston alle ore 18.00 il suo film d’esordio alla regia “5 è il\nnumero perfetto” (Italia\, Belgio\, Francia\, 2019\, 100′)\, noir\nnapoletano tratto dalla sua omonima graphic novel del 2002 e\ninterpretato da Toni Servillo\, Valeria Golino\, Carlo Buccirosso.\nPeppino Lo Cicero\, camorrista di seconda classe in pensione\, torna in\npista dopo l’omicidio di suo figlio. Questo avvenimento tragico\ninnesca una serie di azioni e reazioni violente ma è anche la\nscintilla per cominciare una nuova vita. Un piccolo affresco\nnapoletano nell’Italia anni Settanta\, “5 è il numero perfetto” è la\nstoria di un’amicizia tradita\, ma anche di una seconda opportunità e\ndi una rinascita. \nIgort lavora dalla fine degli anni Settanta come autore di fumetti\,\nillustratore\, saggista e musicista. Alcune tra le sue prime storie\nappaiono sulla rivista “Il pinguino”\, da lui fondata\, alla quale\nparteciperanno anche Giorgio Carpinteri\, Lorenzo Mattotti\, Daniele\nBrolli\, Roberto Baldazzini. Dagli anni Ottanta i suoi fumetti appaiono\nsulle pagine di riviste nazionali e internazionali tra cui “Linus”\,\n“Alter”\, “Frigidaire”\, “Metal Hurlant”\, “L’echo des Savanes”\,\n“Vanity”\, “The Face”. Scrive i suoi articoli\, saggi\, riflessioni\, per\n“Il Manifesto”\, “Reporter”\, “Il Corriere della Sera”\, “Repubblica”.\nNel 1983\, insieme a Brolli\, Carpinteri\, Jori\, Kramsky e Mattotti\, è\nfondatore di “Valvoline”\, un gruppo di autori che\, ispirandosi alle\npratiche delle avanguardie storiche\, scombussola le regole del fumetto\nd’avventura tradizionale.\nDagli anni Novanta pubblica regolarmente in Giappone creando la serie\n“Amore”\, ambientata in Sicilia\, e “Yuri”\, entrambe edite dalla casa\neditrice Kodansha. Si trasferisce a Tokyo. Partecipa a edizioni\nspeciali delle prestigiosa Magazine House Tokyo\, Hon Hon Do e altre.\nIn collaborazione con il musicista Ryuichi Sakamoto pubblica una\nstoria scritta a quattro mani\, che esce in Giappone e Italia. Espone a\nNew York\, Tokyo\, Parigi\, Ginevra\, Milano. Frattanto i suoi disegni\ndiventano tessuti\, abiti\, tappeti\, serigrafie\, sculture\, giocattoli\necc. Nel campo del design collabora tra gli altri con Studio Alchimia\,\nSwatch\, Alessi\, Memphis.\nNel 1994 espone i suoi lavori plastici e musicali alla Biennale di Venezia.\nNel campo musicale incide\, dal 1978 sino ai giorni nostri. Canta\,\nsuona\, compone\, pubblica i suoi album in tutta Europa con diverse\nformazioni. Altra grande passione\, la radio. Dagli anni Settanta\nlavora come autore e conduttore radiofonico (Radio città del\nCapo-Popolare network e Radio 2 RAI).\nNel 2000 fonda e dirige la casa editrice Coconino Press\, con sede a\nBologna\, con cui pubblica nel 2002 il romanzo a fumetti: “5 è il\nnumero perfetto”\, pubblicato in 15 paesi. Frattanto lavora alla serie\n“Baobab”\, scrive opere di narrativa e sceneggiature per il cinema.\nViaggia\, raccoglie testimonianze che diventano i suoi documentari\ndisegnati: “I quaderni Ucraini”\, “I quaderni russi”\, “I quaderni\ngiapponesi”.\nRecentemente gli è stato assegnato il prestigioso Premio Napoli\, con\nl’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica\, per la diffusione\ndella cultura italiana nel mondo.\nI suoi lavori sono pubblicati in 26 paesi\, inclusi Stati Uniti e Francia.\nVive tra Parigi e la sua Sardegna.
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SUMMARY:La famosa invasione degli Orsi in Sicilia
DESCRIPTION:L’illustratore Lorenzo Mattotti\, ospite del Piccolo Festivaldell’Animazione nella prima giornata della manifestazione\, sarà a\nTrieste lunedì 9 dicembre e presenterà al cinema Ariston alle ore\n20.30 il suo film d’esordio alla regia “La famosa invasione degli Orsi\nin Sicilia”\, tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati. L’incontro\ncon Mattotti è organizzato in collaborazione con La Cappella\nUnderground e avrà come moderatore il giornalista e blogger Alessandro\nMezzena Lona. \nNel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di\nsopravvivere ai rigori di un terribile inverno\, Leonzio\, il Grande Re\ndegli orsi\, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla\npianura\, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di\nun mago\, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare\nfinalmente il figlio Tonio. Ben presto\, però\, Re Leonzio si renderà\nconto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini. \nDopo una lavorazione durata oltre sei anni\, il film è stato presentato\nal Festival del cinema di Cannes 2019 nella sezione Un Certain Regard:\nco-produzione franco-italiana\, è prodotto dalla francese Prima Linea\nProductions\, in collaborazione con Pathé e France 3 Cinéma in Francia\ne Indigo Films e Rai Cinema in Italia. L’edizione doppiata in italiano\nsi avvale delle voci di Toni Servillo\, Antonio Albanese\, Corrado\nGuzzanti\, con la partecipazione straordinaria di Andrea Camilleri.
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SUMMARY:Festival del Cine Español
DESCRIPTION:Il Festival del Cine Español\, fondato 12 anni fa e organizzato da EXITMedia\, porta per la quarta volta a Trieste al cinema Ariston una\nselezione dei film più amati e premiati della più recente stagione\ncinematografica spagnola e latinoamericana: la rassegna riflette\nl’eterogeneità e la vivacità del settore\, dando particolare spazio\nalle migliori opere prime e seconde dell’ultima stagione\, alle\ncineaste\, al cinema trasversale\, in grado di convogliare in sé altre\narti\, come la danza. Dopo aver celebrato a Roma la sua dodicesima\nedizione\, il Festival si trasforma come sempre in manifestazione\nitinerante\, e arriva così all’Ariston dal 3 al 5 dicembre: il\nprogramma del Festival del Cine Español presenta sei titoli in\nversione originale spagnola sottotitolata nell’arco di tre serate\,\norganizzate in collaborazione con La Cappella Underground. \nApre la rassegna martedì 3 dicembre alle ore 18.30 il film “LAS\nDISTANCIAS” (La distanza) di Elena Trapé (Spagna\, 2018\, 100′). “Le\ndistanze”\, ovvero il tentativo di recuperare un’amicizia\, un’intimità\nche appare lontana. Da questa necessità è mossa Olivia che convince\nalcuni amici a fare una visita a sorpresa a Comas\, il loro compagno\nall’università che da qualche mese si è trasferito a Berlino per\ncercare lavoro. Che ne è di lui’ È letteralmente sparito! A prima\nvista sembra che le cose gli vadano a gonfie vele. Ma il fatto è che\nla distanza tra loro e il vecchio amico non è solo geografica: è lo\nscarto tra quel che si pensa di conoscere di una persona e quel che ci\nsi trova davanti. Acuto ritratto generazionale di Elena Trapé che\ntrionfa al festival di Malaga 2018: Miglior Film\, Miglior Regia e\nMiglior Attrice protagonista (Alexandra Jiménez). \nNella stessa serata\, martedì 3 dicembre alle ore 21.00 in calendario\n“YULI” (Yuli – danza e libertà) di Icíar Bollaín\n(Spagna/GB/Germania/Cuba\, 2018\, 110′). L’incredibile parabola di\nCarlos Acosta\, in arte Yuli\, una leggenda vivente della danza che da\npiccolo si rifiutava di ballare. Obbligato dal padre che vuole dargli\nun’opportunità per voltare le spalle alla povertà che attanaglia Cuba\ndopo decenni di embargo\, Yuli giunge al successo mondiale divenendo un\nperformer paragonato per grazia e capacità tecniche a miti quali\nNureyev e Baryshnikov. Miglior sceneggiatura a San Sebastian per Paul\nLaverty (abituale collaboratore di Ken Loach)\, il nuovo film di Icíar\nBollain è carico di lirismo ed energia per tracciare la storia di un\nuomo capace di sprigionare il proprio talento in un mondo e in un\ntempo a lui profondamente ostili. \nSi prosegue mercoledì 4 dicembre alle ore 18.30 con “MATAR A JESÚS”\n(Uccidere Jesus) di Laura Mora (Colombia\, 2018\, 95′). Medellin\,\nColombia. Una mattina di ritorno dall’università\, la vita della\ngiovane Paula viene sconvolta da due ragazzi che freddano il padre con\nun colpo di pistola. La polizia lenta e burocratica non dà risposte e\nmolla le indagini: tutto sembra perduto. Fino a quando una sera Paula\nnon incrocia uno dei sicari. Gli si avvicina: il ragazzo si chiama\nJesús\, parla lo slang dei bassifondi e non sospetta minimamente nulla.\nCominciano a frequentarsi\, per Jesús portare in giro una come Paula\,\nmisteriosa e di buona famiglia\, è più che una medaglia al petto…\nL’opera seconda di Laura Mora\, astro nascente del nuovo cinema\ncolombiano\, è un viaggio agli inferi autobiografico: un noir che\nsfocia in una lucida riflessione sui meccanismi che muovono la\nmetropoli. \nIl secondo film della serata\, mercoledì 4 dicembre alle ore 21.00\, è\n“MUCHOS HIJOS\, UN MONO Y UN CASTILLO” (Molti figli\, una scimmia e un\ncastello) di Gustavo Salmerón (Spagna\, 2018\, 90′). L’esilarante opera\nprima di Gustavo Salmerón\, campione d’incassi in patria\, ha come\nprotagonista la madre Julita\, matrona verace e straripante\, oramai\nelevata ad autentico personaggio-cult. La storia si trasforma in una\nvera caccia al tesoro quando il più giovane dei figli scopre che sua\nmadre ha perso la vertebra della bisnonna\, conservata come reliquia\nper tre generazioni. Viaggio surreale tra oggetti\, cimeli\, personaggi\ne aneddoti assurdi che raccontano la Spagna di ieri e al contempo\noffrono un’istantanea della Spagna di oggi. Premio Goya 2018 come\nMiglior Documentario e Miglior Film a Karlovy Vary: un film adorato da\nAlmodóvar\, immancabile. \nIl programma di giovedì 5 dicembre presenta alle ore 18.30 “MUDAR LA\nPIEL” (Cambiare pelle) di Ana Schulz e Cristóbal Fernández (Spagna\,\n2018\, 89′). Juan Gutiérrez\, filosofo e ingegnere\, fu mediatore di pace\nfra l’ETA (forza d’opposizione armata per l’indipendenza dei Paesi\nBaschi) e il governo spagnolo negli anni ’80; Roberto Flórez fu il suo\nbraccio destro\, e assieme condivisero anni di battaglia per il\nprocesso di pace. Un’amicizia di ferro\, profonda\, ma avvolta da un\nfitto mistero: alla fine degli anni ‘90 infatti Flórez sparisce senza\npreavviso\, senza lasciar traccia di sé. Risulta subito chiaro che era\nun infiltrato sotto false spoglie. Era un agente dei Servizi Segreti’\nChi era in realtà Roberto’ Autentica perla dell’ultimo cinema spagnolo\nindipendente\, capace di mutare da documentario storico-familiare a\nthriller di spionaggio. Rivelazione assoluta\, in concorso a Locarno. \nChiusura di rassegna giovedì 5 dicembre alle ore 21.00 con “CARMEN Y\nLOLA” (Carmen e Lola) di Arantxa Echevarría (Spagna\, 2018\, 103′).\nPremio Goya come Miglior opera prima e come Miglior attrice non\nprotagonista (Carolina Yuste)\, l’esordio di Arantxa Echevarría è la\nstoria di Carmen\, una ragazza che appartiene a una comunità di gitani\nnei sobborghi di Madrid. Come tutte le giovani donne della comunità\, è\ndestinata a riprodurre uno schema che si ripete di generazione in\ngenerazione: sposarsi presto e crescere il maggior numero di bambini\npossibile. Fino al giorno in cui incontra Lola\, gitana come lei\, ma\nper nulla rassegnata a quel destino. Tra le due ragazze sboccia una\ncomplicità che le proietta in un mondo proibito. Il loro amore è una\nbomba ad orologeria. Potente favola gitana\, applauditissima alla\nQuinzaine des Réalisateurs 2018 del Festival di Cannes. \nIl festival\, organizzato da EXIT media e diretto da Iris\nMartín-Peralta e Federico Sartori\, riceve il sostegno dalle maggiori\nistituzioni spagnole: Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna\,\nAcción Cultural Española\, Ufficio del Turismo Spagnolo\, Reale\nAccademia di Spagna a Roma e Istituto Cervantes Italia. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n. 3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Vertigo - La donna che visse due volte
DESCRIPTION:Il capolavoro di Alfred Hitchcock “VERTIGO – LA DONNA CHE VISSE DUEVOLTE” (USA\, 1958\, 128’) sarà in programma lunedì 2 dicembre alle ore\n16.00\, 18.30 e 21.00 al cinema Ariston nella nuova edizione\nrestaurata\, in versione originale sottotitolata\, nell’ambito della\nrassegna di classici restaurati in prima visione distribuiti dalla\nCineteca di Bologna “Il cinema ritrovato. Al cinema”. \nIl film\, che nel 2018 ha compiuto 60 anni\, era il preferito del suo\nautore\, che non si capacitò mai del suo modesto risultato al\nbotteghino. Era un film troppo moderno\, onirico\, cupo e ossessivo per\nil pubblico del 1958\, ma la storia del cinema ha finito per dare\nragione al maestro. La fama del film è cresciuta vertiginosamente\nnegli anni\, tanto che nel 2012\, inaspettatamente\, ha scalzato\, dopo\ndecenni di dominio incontrastato\, “Quarto Potere” di Orson Welles dal\npodio di miglior pellicola di sempre nella classifica della\nprestigiosissima rivista Sight & Sound. \nInterpretato da James Stewart e Kim Novak\, all’apice espressivo delle\nloro carriere\, “Vertigo” gode anche di una eccezionale partitura\nmusicale del maestro Bernard Herrmann\, uno dei geni incontrastati del\nsuono hollywoodiano (“Psycho”\, “Taxi Driver”\, “Quarto Potere”\,\n“Fahrenheit 451”\, “La Sposa in nero”) e dei titoli di testa grafici di\nSaul Bass\, praticamente l’inventore della motion graphic. \nCome pochi altri film\, “Vertigo” merita e pretende il grande schermo;\ngirato in vistavision con un magnifico technicolor\, è il film che ha\ninsegnato a intere generazioni di registi come usare il colore in\nfunzione simbolica e spettacolare. Quando il protagonista Scottie\,\ndopo aver costretto Judy a vestirsi e truccarsi come la defunta\,\namatissima\, Madeleine\, la vede avanzare\, incorniciata da un’onirica\,\nespressionista luce verde che la rende letteralmente un fantasma\, lo\nschermo esplode di luce. Un’esperienza imperdibile per qualunque\nappassionato\, da godersi in sala come un rituale dal sapore antico.\nInnumerevoli le invenzioni di regia\, destinate a fare scuola: una su\ntutte\, per dare al pubblico la sensazione di vertigine che prova James\nStewart\, Hitchcock girò delle inquadrature in soggettiva che\ncombinavano uno zoom in avanti con una carrellata all’indietro. \n«Vertigo è un film unico nella filmografia di Hitchcock\, è un film\nunico anche rispetto al cinema hollywoodiano. Anzi\, è un film unico e\nbasta. Punto». (Martin Scorsese) \n«Rivedo Vertigo come minimo ogni due mesi». (François Truffaut) \nTrailer: https://youtu.be/f4mUkv1HJ3I \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:FGLF - GLBT Filmfest Slovenia
DESCRIPTION:Per il terzo anno consecutivo\, il “FGLF – GLBT Filmfest Slovenia”\, lapiù antica manifestazione cinematografica europea del settore (fondata\na Lubiana nel 1984) fa tappa a Trieste al Cinema Ariston\, con un\ndoppio appuntamento fissato per martedì 26 novembre.\nIl programma inizia alle ore 18.30 con il film “BILLIE AND EMMA”\n(Filippine\, 2018\, 107′) di Samantha Lee\, un racconto di “coming of\nage” ambientato nelle isole Filippine nella metà degli anni ’90\,\nincentrato sull’esplorazione della natura fugace dell’amore e della\nvita in un viaggio di crescita\, risate e musica.\nAlle ore 21.00 la serata prosegue con “GRETA” (Brasile\, 2019\, 97’) del\nregista e sociologo Armando Praça\, presentato all’ultima edizione del\nFestival di Berlino: una storia di amicizia\, amore\, sesso e senilità\,\nnata nei corridoi di un ospedale sovraffollato a Fortaleza in Brasile\,\ncon protagonista Marco Nanini\, uno dei massimi interpreti del cinema\nbrasiliano. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulle pagine\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Gambe - La strada è di tutti
DESCRIPTION:Il film documentario “Gambe – La strada è di tutti” prodotto dalla Fondazione Michele Scarponi\, sarà proiettato alcinema Ariston nella serata di martedì 19 novembre alle 20.30: un docufilm che apre la riflessione su un sistema di mobilità differente centrato sul concetto che “la strada è di tutti\, a partire dai più deboli”.\nLa serata è organizzata da ARPA FVG – LaREA Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale in collaborazione con la Mediateca La Cappella Underground e il Sistema Regionale delle Mediateche del Friuli Venezia Giulia\, FIAB Ulisse Trieste\, Spiz e Viaggiare Slow. Interverranno Marco Scarponi\, Matteo Dondè\, urbanista ed esperto di mobilità ciclistica e Iliana Gobbino della Direzione Infrastrutture e Territorio della Regione FVG.  \n“Gambe – La strada è di tutti”\, ricordando la figura di Michele Scarponi\, campione del ciclismo scomparso tragicamente in un incidente stradale nel 2017\, tratta il tema della mobilità sostenibile e in particolare della sicurezza stradale\, mettendo al centro la persona\, l’utente fragile\, il disabile\, i bambini\, i pedoni e i ciclisti.  \nI protagonisti di Gambe sono i familiari delle vittime della violenza stradale\, i “ciclismi” (da quello sportivo\, amatoriale o professionista\, a chi usa la bici per andare scuola\, fare spesa o semplicemente viaggiare)\, i giornalisti che hanno il compito di comunicare con “tatto” e correttezza le tragiche notizie di incidenti stradali e di narrare la memoria\, la polizia stradale e la politica.
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SUMMARY:Genitori
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival DIRITTI E STORTI”\, promosso da CSB Centro perla Salute del Bambino onlus e CoachUrself associazione Evolve\,\norganizzato con focus sul trentennale della Convenzione per i diritti\ndel bambino\, lunedì 18 novembre alle 18.00 al Cinema Ariston sarà in\nprogramma la proiezione del docufilm GENITORI (Italia\, 2015) alla\npresenza del regista Alberto Fasulo. L’incontro è organizzato in\ncollaborazione con La Cappella Underground. \nIl significato dell’essere genitore’ Le difficoltà e le gioie della\ncrescita con un figlio disabile’ La necessità del confronto tra\nsimili’ La liberazione di un pianto congiunta con la riscoperta di una\nrisata’\n“Genitori” è un film documentario che si permette la libertà di\nentrare\, di immaginare e di condividere la realtà del mondo della\ndisabilità stando accanto ai genitori che\, giorno dopo giorno\, vivono\nla quotidianità e riscoprono nel dialogo la possibilità di sorreggerla\n e comprenderla. \nIl Festival “DIRITTI E STORTI”\, un mese di incontri\, laboratori\,\ngiochi\, teatro\, film\, letture\, musica e sport per festeggiare 30 anni\ndi diritti dei bambini – CRC Convention on the Rights of the Child\n1989-2019 – presenta quattro appuntamenti organizzati in\ncollaborazione con La Cappella Underground negli spazi della Mediateca\nde La Cappella Underground e del Cinema Ariston.
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SUMMARY:Paese Nostro
DESCRIPTION:Nell’ambito della manifestazione “S/paesati – Eventi sul tema dellemigrazioni” XX edizione\, martedì 12 novembre alle ore 20.30 con\ningresso libero sarà presentato a Trieste al cinema Ariston il\ndocumentario “PAESE NOSTRO” (Italia\, 2016\, 137’)\, un film collettivo\nsull’Italia dell’accoglienza diffusa\, realizzato dagli autori ZaLab\nMichele Aiello\, Matteo Calore\, Stefano Collizzolli\, Andrea Segre\, Sara\nZavarise nel 2016\, prodotto dal Ministero degli Interni ma mai\ndistribuito. Il docufilm sarà introdotto da Gianfranco Schiavone\n(ICS). \nIn Italia esiste un mondo che sta aiutando la crescita del Paese\, è\nquello degli operatori e mediatori dei progetti di accoglienza della\nrete SPRAR\, un sistema pubblico basato sulla sinergia tra Comuni\,\nMinistero degli Interni e associazioni. ZaLab ha voluto raccontare\nquesto mondo\, seguendo le vite\, i pensieri\, i sogni\, le fatiche di chi\nogni giorno lavora nella costruzione di un futuro complesso e\nnecessario. L’idea è stata proposta nel 2016 ad un bando del fondo\nFAMI gestito dal Ministero degli Interni. Il bando è stato vinto e il\nfilm è stato realizzato\, senza però essere poi distribuito.\nIl documentario\, diviso in due parti\, è costituito da sei\ncortometraggi e ritrae sei operatori sociali impegnati nei progetti\nSPRAR a diverso titolo e in diverse regioni italiane: Porto San\nGiorgio (Fermo)\, Palermo\, Chiesanuova (Torino)\, Schio (Vicenza)\,\nLamezia Terme\, Caserta. Il lavoro degli operatori sociali coinvolti\nnell’accoglienza\, i loro sacrifici\, le loro difficoltà\, i loro dubbi\,\nla loro quotidiana sfida per la costruzione di una società più aperta\ne democratica sono al centro del film.
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SUMMARY:La seconda patria - Quando i migranti siamo noi
DESCRIPTION:Nell’ambito della manifestazione “S/paesati – Eventi sul tema dellemigrazioni” XX edizione\, giovedì 7 novembre alle ore 18.30 sarà\npresentato a Trieste al cinema Ariston il film documentario “LA\nSECONDA PATRIA – QUANDO I MIGRANTI SIAMO NOI” (Italia\, Canada\, 2019\,\n80’) alla presenza del regista Paolo Quaregna\, realizzato con la\npartecipazione di Istituto Luce-Cinecittà attraverso le sue immagini\nd’archivio e la distribuzione in sala. Paolo Quaregna (“Felicità a\noltranza”\, “Una donna allo specchio”\, “Dancing North”) è autore di\nlunga partecipe sensibilità ai temi del documentario sociologico. Il\nfilm tratta un tema di emergenza globale e di accesissimo dibattito\npubblico e politico nel nostro Paese come le migrazioni\, ma da una\nvisuale meno abituale\, di cui i media spesso tengono poco conto: la\nstoria lunga e ancora attuale della migrazione di cittadini italiani\nnegli altri paesi. Una storia che nel ‘900 ha scritto una pagina\nenorme\, toccando milioni di famiglie. E che si può riassumere con un\ndato minimo: si stima che nel corso del ‘900 siano partiti dall’Italia\ncirca 30 milioni di emigranti. Attualmente i cittadini di origine\nitaliana nel mondo sono circa 70 milioni. “La seconda patria” racconta\nun capitolo di questa storia: la vicenda dei migranti italiani in\nCanada\, nel Quebec\, una delle mete più ‘invase’ da nostri concittadini\ndalla seconda metà del secolo scorso. Senza che nessuno li tacciasse o\ndescrivesse come invasori. Anche se spesso trattati con le medesime\nlogiche di sfruttamento. \nIl film\, seguendo il cammino della famiglia Stea\, da Sannicandro di\nBari\, prima minatori in Belgio nell’immediato dopoguerra\, poi\nlavoratori occasionali a Toronto e a Montreal\, infine lavoratori nelle\nminiere di ferro di Schefferville\, nel Grande Nord canadese\, offre i\nritratti di nove “migranti economici” e dei loro figli che hanno\nsaputo adattarsi a una nuova vita\, attivando nuove radici\, senza\nperdere il legame con la loro “italianità”. Hanno preso una decisione\nradicale. Hanno scelto di lasciare la loro “amara terra”\, come hanno\nfatto negli ultimi 100 anni poco meno di 30 milioni di italiani. Hanno\nfatto valigie e fagotti\, attraversato frontiere\, varcato l’oceano. \nDi tutte le terre americane\, hanno scelto il Quebec\, enclave dal\nsapore mediterraneo\, dove si parla la lingua francese\, provincia\nradicata nella tradizione cattolica\, da sempre aperta al meticciato.\nSono italiani\, uomini e donne di grande coraggio e capacità di\nresilienza\, disponibili a fare crescere in sé lo “spirito nomade”:\nhanno preferito essere padroni del loro tempo piuttosto che battersi\,\ntra fratelli\, per difendere uno spazio avaro di risorse. Alcuni di\nessi\, spingendosi nei distretti minerari del gelido nord\, hanno\nscoperto (grazie anche a “contaminazioni” culinarie e musicali) una\nspeciale complicità con i “nativi” Innu\, abitanti di quelle terre ben\nprima di ogni ondata migratoria. \nCon Johnny Stea\, una sorta di Virgilio nelle terre del Quebec\,\nminatore\, poi operaio tuttofare\, cuoco e infine macellaio\, un ritratto\numano dell’adattabilità\, il film incontra Florent Vollant\, musicista e\nrappresentante del popolo Innu\, Paul Tana\, regista e docente\, l’attore\nitalo-canadese Tony Nardi\, e altri volti e storie di una comunità che\nha dovuto lottare e lotta\, che si interroga sul rapporto con la\nmadrepatria\, che si è integrata perdendo qualcosa del luogo da cui\nproveniva\, e regalando pezzi di italianità al luogo che li accoglieva.\nDonne e uomini con un legame forte e complesso con l’Italia\,\naccomunati forse dalla percezione che il nostro paese li abbia\nlasciati andare senza curarsene poi molto\, e che loro non dimenticano.\nPersone con una domanda forte sul concetto vero di identità\, che non\nper niente hanno stretto rapporti con il popolo Innu\, i primi abitanti\noriginari del Quebec. \nScrive Paolo Quaregna nelle note di regia: «In un tempo segnato da\nimmagini inquietanti – profughi che s’incamminano a piedi sulle\nautostrade del vecchio continente\, barche rovesciate sul Mediterraneo\,\ncorpi esanimi di bambini arenati sulla spiaggia –\, la vita e\nl’esperienza dei nostri migranti che hanno attraversato i mari\, che si\nsono adattati a vivere in terra straniera\, può illuminare di luce\ndiversa il dibattito culturale e politico che attanaglia oggi i paesi\ncosiddetti ricchi. Mentre milioni di persone bussano alle porte dei\npaesi occidentali\, vittime di una globalizzazione attuata sul piano\ndella finanza e non su quello della cultura e della politica\, aleggia\nlo spettro della paura del diverso\, dell’invasore. Ma\, come avviene\nquotidianamente nel mare Mediterraneo\, raramente gli esseri umani non\ntendono la mano ad altri in difficoltà. Gli esseri umani non hanno\nragioni di essere xenofobi. Le società mal governate\, invece\, possono\nesserlo».
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SUMMARY:The Irishman
DESCRIPTION:“THE IRISHMAN” (USA\, 2019\, 209’) di Martin Scorsese arriva nelle saleitaliane per un’uscita evento il 4\, 5 e 6 novembre distribuito dalla\nCineteca di Bologna con l’etichetta “Il cinema ritrovato. Al cinema”:\nal cinema Ariston in esclusiva per Trieste sarà in programma in prima\nvisione nella versione originale sottotitolata. \nRobert De Niro\, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti dell’ultimo\nattesissimo film di Martin Scorsese\, un’epica saga sulla criminalità\norganizzata nell’America del dopoguerra\, raccontata attraverso gli\nocchi del veterano della Seconda Guerra Mondiale\, Frank Sheeran –\nimbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle\nfigure più importanti del 20° secolo. Il film racconta\, nel corso dei\ndecenni\, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana\,\nla scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa\, e ci accompagna\nin uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine\norganizzato: i suoi meccanismi interni\, le rivalità e le connessioni\ncon la politica tradizionale
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SUMMARY:Il pianeta in mare
DESCRIPTION:Il film documentario “IL PIANETA IN MARE” (Italia\, 2019\, 93′) diAndrea Segre\, presentato fuori concorso alla 76a edizione della Mostra\ndel Cinema di Venezia\, sarà in programma a Trieste al cinema Ariston\nmartedì 29 ottobre alle ore 21\, mercoledì 30 ottobre alle ore 18.45 e\ngiovedì 31 ottobre alle ore 17. “Il Pianeta in Mare”\, scritto da\nAndrea Segre con l’autore veneto Gianfranco Bettin\, descrive la realtà\ndi Marghera\, pianeta industriale situato nella laguna veneziana\,\nattraverso le storie di chi lo vive ogni giorno.\nIl film è distribuito e prodotto da Il pianeta in mare è prodotto da\nZaLab Film con Rai Cinema\, in associazione con Istituto Luce\nCinecittà. \nMarghera; cuore meccanico della Laguna di Venezia\, che da cento anni\nnon smette di pulsare: un mondo in bilico tra il suo ingombrante\npassato e il suo futuro incerto\, dove lavorano operai di oltre 60\nnazionalità diverse.\nPerdersi e stupirsi in luoghi mai raggiunti prima da una telecamera\,\ncome il ventre d’acciaio delle grandi navi in costruzione\, le ombre\ndei bastioni abbandonati del Petrolchimico\, gli alti forni e le\nciminiere delle raffinerie\, il nuovo mondo telematico di Vega o le\ncentinaia di container che navi intercontinentali scaricano senza\nsosta ai bordi dell’immobile Laguna. Attraverso le vite di operai\,\nmanager\, camionisti e della cuoca dell’ultima trattoria del Pianeta\nMarghera\, le immagini di Andrea Segre ci aiutano a capire cosa è\nrimasto del grande sogno di progresso industriale del Pianeta Italia\,\noggi immerso\, dopo le crisi e le ferite del recente passato\, nel\nflusso globale dell’economia e delle migrazioni.
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SUMMARY:Don’t Forget to Breathe
DESCRIPTION:Il film “DON’T FORGET TO BREATHE” (Slovenia\, Italia\, Croazia\, 2019\,90′)\, dramma adolescenziale scritto e diretto dal regista triestino\nMartin Turk\, interpretato da Matija Valant\, Tine Ugrin\, Klara Kuk e\ncon le musiche di Teho Teardo\, sarà presentato in anteprima a Trieste\nal cinema Ariston nella serata di lunedì 28 ottobre alle ore 20.30\nalla presenza del regista Martin Turk e dell’attore Tine Ugri.\nL’anteprima di Trieste è l’ultima tappa del tour italiano iniziato con\nla presentazione del film in concorso alla 17. edizione di Alice nella\nCittà\, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma\ndedicata alle nuove generazioni. “Don’t Forget to Breathe”\,\ndistribuito da Quasar Multimedia\, è stato realizzato con il sostegno\ndi Fondo Audiovisivo FVG\, Slovenian Film Centre\, Croatian Audiovisual\nCentre\, Creative Europe – MEDIA Programme\, RE-ACT\, FS Viba Film. \n“Don’t Forget to Breathe”\, coproduzione italo-slovena-croata scritta e\ndiretta dal regista triestino Martin Turk\, riporta sullo schermo\nemozioni e ambientazioni che spaziano dal cult “Stand by Me – Ricordo\ndi un’estate” alle atmosfere del cinema di Luca Guadagnino. Il film\nmette a confronto una natura vibrante e rigogliosa come l’adolescenza\ncon la profonda inquietudine di un giovane protagonista\, il quale suo\nmalgrado vede il mondo che ama trasformarsi inesorabilmente. A\ncambiare per sempre tutto sarà l’arrivo di una splendida ragazza\,\nverso la quale Klemen proverà sentimenti contrastanti di rancore e\nattrazione.\nIl quindicenne Klemen vive con suo fratello maggiore Peter e la madre\nsingle in un paesino di provincia. La routine quotidiana di Klemen\,\nche trascorre le proprie giornate con il suo adorato fratello sul\ncampo da tennis e al fiume\, è spezzata dall’inaspettata e appassionata\nrelazione amorosa di Peter con la splendida Sonja\, che scatena in\nKlemen un fiume di emozioni contrastanti e comportamenti avventati.\n“Don’t Forget to Breathe” è una riflessione delicata\, con spunti\nautobiografici\, ricca di sfumature sui conflitti e la vulnerabilità\ndella giovinezza\, nonché su quei momenti di passaggio che atterriscono\ne affascinano al tempo stesso.
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