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SUMMARY:La famosa invasione degli Orsi in Sicilia
DESCRIPTION:L’illustratore Lorenzo Mattotti\, ospite del Piccolo Festivaldell’Animazione nella prima giornata della manifestazione\, sarà a\nTrieste lunedì 9 dicembre e presenterà al cinema Ariston alle ore\n20.30 il suo film d’esordio alla regia “La famosa invasione degli Orsi\nin Sicilia”\, tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati. L’incontro\ncon Mattotti è organizzato in collaborazione con La Cappella\nUnderground e avrà come moderatore il giornalista e blogger Alessandro\nMezzena Lona. \nNel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di\nsopravvivere ai rigori di un terribile inverno\, Leonzio\, il Grande Re\ndegli orsi\, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla\npianura\, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di\nun mago\, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare\nfinalmente il figlio Tonio. Ben presto\, però\, Re Leonzio si renderà\nconto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini. \nDopo una lavorazione durata oltre sei anni\, il film è stato presentato\nal Festival del cinema di Cannes 2019 nella sezione Un Certain Regard:\nco-produzione franco-italiana\, è prodotto dalla francese Prima Linea\nProductions\, in collaborazione con Pathé e France 3 Cinéma in Francia\ne Indigo Films e Rai Cinema in Italia. L’edizione doppiata in italiano\nsi avvale delle voci di Toni Servillo\, Antonio Albanese\, Corrado\nGuzzanti\, con la partecipazione straordinaria di Andrea Camilleri.
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SUMMARY:Festival del Cine Español
DESCRIPTION:Il Festival del Cine Español\, fondato 12 anni fa e organizzato da EXITMedia\, porta per la quarta volta a Trieste al cinema Ariston una\nselezione dei film più amati e premiati della più recente stagione\ncinematografica spagnola e latinoamericana: la rassegna riflette\nl’eterogeneità e la vivacità del settore\, dando particolare spazio\nalle migliori opere prime e seconde dell’ultima stagione\, alle\ncineaste\, al cinema trasversale\, in grado di convogliare in sé altre\narti\, come la danza. Dopo aver celebrato a Roma la sua dodicesima\nedizione\, il Festival si trasforma come sempre in manifestazione\nitinerante\, e arriva così all’Ariston dal 3 al 5 dicembre: il\nprogramma del Festival del Cine Español presenta sei titoli in\nversione originale spagnola sottotitolata nell’arco di tre serate\,\norganizzate in collaborazione con La Cappella Underground. \nApre la rassegna martedì 3 dicembre alle ore 18.30 il film “LAS\nDISTANCIAS” (La distanza) di Elena Trapé (Spagna\, 2018\, 100′). “Le\ndistanze”\, ovvero il tentativo di recuperare un’amicizia\, un’intimità\nche appare lontana. Da questa necessità è mossa Olivia che convince\nalcuni amici a fare una visita a sorpresa a Comas\, il loro compagno\nall’università che da qualche mese si è trasferito a Berlino per\ncercare lavoro. Che ne è di lui’ È letteralmente sparito! A prima\nvista sembra che le cose gli vadano a gonfie vele. Ma il fatto è che\nla distanza tra loro e il vecchio amico non è solo geografica: è lo\nscarto tra quel che si pensa di conoscere di una persona e quel che ci\nsi trova davanti. Acuto ritratto generazionale di Elena Trapé che\ntrionfa al festival di Malaga 2018: Miglior Film\, Miglior Regia e\nMiglior Attrice protagonista (Alexandra Jiménez). \nNella stessa serata\, martedì 3 dicembre alle ore 21.00 in calendario\n“YULI” (Yuli – danza e libertà) di Icíar Bollaín\n(Spagna/GB/Germania/Cuba\, 2018\, 110′). L’incredibile parabola di\nCarlos Acosta\, in arte Yuli\, una leggenda vivente della danza che da\npiccolo si rifiutava di ballare. Obbligato dal padre che vuole dargli\nun’opportunità per voltare le spalle alla povertà che attanaglia Cuba\ndopo decenni di embargo\, Yuli giunge al successo mondiale divenendo un\nperformer paragonato per grazia e capacità tecniche a miti quali\nNureyev e Baryshnikov. Miglior sceneggiatura a San Sebastian per Paul\nLaverty (abituale collaboratore di Ken Loach)\, il nuovo film di Icíar\nBollain è carico di lirismo ed energia per tracciare la storia di un\nuomo capace di sprigionare il proprio talento in un mondo e in un\ntempo a lui profondamente ostili. \nSi prosegue mercoledì 4 dicembre alle ore 18.30 con “MATAR A JESÚS”\n(Uccidere Jesus) di Laura Mora (Colombia\, 2018\, 95′). Medellin\,\nColombia. Una mattina di ritorno dall’università\, la vita della\ngiovane Paula viene sconvolta da due ragazzi che freddano il padre con\nun colpo di pistola. La polizia lenta e burocratica non dà risposte e\nmolla le indagini: tutto sembra perduto. Fino a quando una sera Paula\nnon incrocia uno dei sicari. Gli si avvicina: il ragazzo si chiama\nJesús\, parla lo slang dei bassifondi e non sospetta minimamente nulla.\nCominciano a frequentarsi\, per Jesús portare in giro una come Paula\,\nmisteriosa e di buona famiglia\, è più che una medaglia al petto…\nL’opera seconda di Laura Mora\, astro nascente del nuovo cinema\ncolombiano\, è un viaggio agli inferi autobiografico: un noir che\nsfocia in una lucida riflessione sui meccanismi che muovono la\nmetropoli. \nIl secondo film della serata\, mercoledì 4 dicembre alle ore 21.00\, è\n“MUCHOS HIJOS\, UN MONO Y UN CASTILLO” (Molti figli\, una scimmia e un\ncastello) di Gustavo Salmerón (Spagna\, 2018\, 90′). L’esilarante opera\nprima di Gustavo Salmerón\, campione d’incassi in patria\, ha come\nprotagonista la madre Julita\, matrona verace e straripante\, oramai\nelevata ad autentico personaggio-cult. La storia si trasforma in una\nvera caccia al tesoro quando il più giovane dei figli scopre che sua\nmadre ha perso la vertebra della bisnonna\, conservata come reliquia\nper tre generazioni. Viaggio surreale tra oggetti\, cimeli\, personaggi\ne aneddoti assurdi che raccontano la Spagna di ieri e al contempo\noffrono un’istantanea della Spagna di oggi. Premio Goya 2018 come\nMiglior Documentario e Miglior Film a Karlovy Vary: un film adorato da\nAlmodóvar\, immancabile. \nIl programma di giovedì 5 dicembre presenta alle ore 18.30 “MUDAR LA\nPIEL” (Cambiare pelle) di Ana Schulz e Cristóbal Fernández (Spagna\,\n2018\, 89′). Juan Gutiérrez\, filosofo e ingegnere\, fu mediatore di pace\nfra l’ETA (forza d’opposizione armata per l’indipendenza dei Paesi\nBaschi) e il governo spagnolo negli anni ’80; Roberto Flórez fu il suo\nbraccio destro\, e assieme condivisero anni di battaglia per il\nprocesso di pace. Un’amicizia di ferro\, profonda\, ma avvolta da un\nfitto mistero: alla fine degli anni ‘90 infatti Flórez sparisce senza\npreavviso\, senza lasciar traccia di sé. Risulta subito chiaro che era\nun infiltrato sotto false spoglie. Era un agente dei Servizi Segreti’\nChi era in realtà Roberto’ Autentica perla dell’ultimo cinema spagnolo\nindipendente\, capace di mutare da documentario storico-familiare a\nthriller di spionaggio. Rivelazione assoluta\, in concorso a Locarno. \nChiusura di rassegna giovedì 5 dicembre alle ore 21.00 con “CARMEN Y\nLOLA” (Carmen e Lola) di Arantxa Echevarría (Spagna\, 2018\, 103′).\nPremio Goya come Miglior opera prima e come Miglior attrice non\nprotagonista (Carolina Yuste)\, l’esordio di Arantxa Echevarría è la\nstoria di Carmen\, una ragazza che appartiene a una comunità di gitani\nnei sobborghi di Madrid. Come tutte le giovani donne della comunità\, è\ndestinata a riprodurre uno schema che si ripete di generazione in\ngenerazione: sposarsi presto e crescere il maggior numero di bambini\npossibile. Fino al giorno in cui incontra Lola\, gitana come lei\, ma\nper nulla rassegnata a quel destino. Tra le due ragazze sboccia una\ncomplicità che le proietta in un mondo proibito. Il loro amore è una\nbomba ad orologeria. Potente favola gitana\, applauditissima alla\nQuinzaine des Réalisateurs 2018 del Festival di Cannes. \nIl festival\, organizzato da EXIT media e diretto da Iris\nMartín-Peralta e Federico Sartori\, riceve il sostegno dalle maggiori\nistituzioni spagnole: Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna\,\nAcción Cultural Española\, Ufficio del Turismo Spagnolo\, Reale\nAccademia di Spagna a Roma e Istituto Cervantes Italia. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n. 3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Vertigo - La donna che visse due volte
DESCRIPTION:Il capolavoro di Alfred Hitchcock “VERTIGO – LA DONNA CHE VISSE DUEVOLTE” (USA\, 1958\, 128’) sarà in programma lunedì 2 dicembre alle ore\n16.00\, 18.30 e 21.00 al cinema Ariston nella nuova edizione\nrestaurata\, in versione originale sottotitolata\, nell’ambito della\nrassegna di classici restaurati in prima visione distribuiti dalla\nCineteca di Bologna “Il cinema ritrovato. Al cinema”. \nIl film\, che nel 2018 ha compiuto 60 anni\, era il preferito del suo\nautore\, che non si capacitò mai del suo modesto risultato al\nbotteghino. Era un film troppo moderno\, onirico\, cupo e ossessivo per\nil pubblico del 1958\, ma la storia del cinema ha finito per dare\nragione al maestro. La fama del film è cresciuta vertiginosamente\nnegli anni\, tanto che nel 2012\, inaspettatamente\, ha scalzato\, dopo\ndecenni di dominio incontrastato\, “Quarto Potere” di Orson Welles dal\npodio di miglior pellicola di sempre nella classifica della\nprestigiosissima rivista Sight & Sound. \nInterpretato da James Stewart e Kim Novak\, all’apice espressivo delle\nloro carriere\, “Vertigo” gode anche di una eccezionale partitura\nmusicale del maestro Bernard Herrmann\, uno dei geni incontrastati del\nsuono hollywoodiano (“Psycho”\, “Taxi Driver”\, “Quarto Potere”\,\n“Fahrenheit 451”\, “La Sposa in nero”) e dei titoli di testa grafici di\nSaul Bass\, praticamente l’inventore della motion graphic. \nCome pochi altri film\, “Vertigo” merita e pretende il grande schermo;\ngirato in vistavision con un magnifico technicolor\, è il film che ha\ninsegnato a intere generazioni di registi come usare il colore in\nfunzione simbolica e spettacolare. Quando il protagonista Scottie\,\ndopo aver costretto Judy a vestirsi e truccarsi come la defunta\,\namatissima\, Madeleine\, la vede avanzare\, incorniciata da un’onirica\,\nespressionista luce verde che la rende letteralmente un fantasma\, lo\nschermo esplode di luce. Un’esperienza imperdibile per qualunque\nappassionato\, da godersi in sala come un rituale dal sapore antico.\nInnumerevoli le invenzioni di regia\, destinate a fare scuola: una su\ntutte\, per dare al pubblico la sensazione di vertigine che prova James\nStewart\, Hitchcock girò delle inquadrature in soggettiva che\ncombinavano uno zoom in avanti con una carrellata all’indietro. \n«Vertigo è un film unico nella filmografia di Hitchcock\, è un film\nunico anche rispetto al cinema hollywoodiano. Anzi\, è un film unico e\nbasta. Punto». (Martin Scorsese) \n«Rivedo Vertigo come minimo ogni due mesi». (François Truffaut) \nTrailer: https://youtu.be/f4mUkv1HJ3I \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:FGLF - GLBT Filmfest Slovenia
DESCRIPTION:Per il terzo anno consecutivo\, il “FGLF – GLBT Filmfest Slovenia”\, lapiù antica manifestazione cinematografica europea del settore (fondata\na Lubiana nel 1984) fa tappa a Trieste al Cinema Ariston\, con un\ndoppio appuntamento fissato per martedì 26 novembre.\nIl programma inizia alle ore 18.30 con il film “BILLIE AND EMMA”\n(Filippine\, 2018\, 107′) di Samantha Lee\, un racconto di “coming of\nage” ambientato nelle isole Filippine nella metà degli anni ’90\,\nincentrato sull’esplorazione della natura fugace dell’amore e della\nvita in un viaggio di crescita\, risate e musica.\nAlle ore 21.00 la serata prosegue con “GRETA” (Brasile\, 2019\, 97’) del\nregista e sociologo Armando Praça\, presentato all’ultima edizione del\nFestival di Berlino: una storia di amicizia\, amore\, sesso e senilità\,\nnata nei corridoi di un ospedale sovraffollato a Fortaleza in Brasile\,\ncon protagonista Marco Nanini\, uno dei massimi interpreti del cinema\nbrasiliano. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulle pagine\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Gambe - La strada è di tutti
DESCRIPTION:Il film documentario “Gambe – La strada è di tutti” prodotto dalla Fondazione Michele Scarponi\, sarà proiettato alcinema Ariston nella serata di martedì 19 novembre alle 20.30: un docufilm che apre la riflessione su un sistema di mobilità differente centrato sul concetto che “la strada è di tutti\, a partire dai più deboli”.\nLa serata è organizzata da ARPA FVG – LaREA Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale in collaborazione con la Mediateca La Cappella Underground e il Sistema Regionale delle Mediateche del Friuli Venezia Giulia\, FIAB Ulisse Trieste\, Spiz e Viaggiare Slow. Interverranno Marco Scarponi\, Matteo Dondè\, urbanista ed esperto di mobilità ciclistica e Iliana Gobbino della Direzione Infrastrutture e Territorio della Regione FVG.  \n“Gambe – La strada è di tutti”\, ricordando la figura di Michele Scarponi\, campione del ciclismo scomparso tragicamente in un incidente stradale nel 2017\, tratta il tema della mobilità sostenibile e in particolare della sicurezza stradale\, mettendo al centro la persona\, l’utente fragile\, il disabile\, i bambini\, i pedoni e i ciclisti.  \nI protagonisti di Gambe sono i familiari delle vittime della violenza stradale\, i “ciclismi” (da quello sportivo\, amatoriale o professionista\, a chi usa la bici per andare scuola\, fare spesa o semplicemente viaggiare)\, i giornalisti che hanno il compito di comunicare con “tatto” e correttezza le tragiche notizie di incidenti stradali e di narrare la memoria\, la polizia stradale e la politica.
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SUMMARY:Genitori
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival DIRITTI E STORTI”\, promosso da CSB Centro perla Salute del Bambino onlus e CoachUrself associazione Evolve\,\norganizzato con focus sul trentennale della Convenzione per i diritti\ndel bambino\, lunedì 18 novembre alle 18.00 al Cinema Ariston sarà in\nprogramma la proiezione del docufilm GENITORI (Italia\, 2015) alla\npresenza del regista Alberto Fasulo. L’incontro è organizzato in\ncollaborazione con La Cappella Underground. \nIl significato dell’essere genitore’ Le difficoltà e le gioie della\ncrescita con un figlio disabile’ La necessità del confronto tra\nsimili’ La liberazione di un pianto congiunta con la riscoperta di una\nrisata’\n“Genitori” è un film documentario che si permette la libertà di\nentrare\, di immaginare e di condividere la realtà del mondo della\ndisabilità stando accanto ai genitori che\, giorno dopo giorno\, vivono\nla quotidianità e riscoprono nel dialogo la possibilità di sorreggerla\n e comprenderla. \nIl Festival “DIRITTI E STORTI”\, un mese di incontri\, laboratori\,\ngiochi\, teatro\, film\, letture\, musica e sport per festeggiare 30 anni\ndi diritti dei bambini – CRC Convention on the Rights of the Child\n1989-2019 – presenta quattro appuntamenti organizzati in\ncollaborazione con La Cappella Underground negli spazi della Mediateca\nde La Cappella Underground e del Cinema Ariston.
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SUMMARY:Paese Nostro
DESCRIPTION:Nell’ambito della manifestazione “S/paesati – Eventi sul tema dellemigrazioni” XX edizione\, martedì 12 novembre alle ore 20.30 con\ningresso libero sarà presentato a Trieste al cinema Ariston il\ndocumentario “PAESE NOSTRO” (Italia\, 2016\, 137’)\, un film collettivo\nsull’Italia dell’accoglienza diffusa\, realizzato dagli autori ZaLab\nMichele Aiello\, Matteo Calore\, Stefano Collizzolli\, Andrea Segre\, Sara\nZavarise nel 2016\, prodotto dal Ministero degli Interni ma mai\ndistribuito. Il docufilm sarà introdotto da Gianfranco Schiavone\n(ICS). \nIn Italia esiste un mondo che sta aiutando la crescita del Paese\, è\nquello degli operatori e mediatori dei progetti di accoglienza della\nrete SPRAR\, un sistema pubblico basato sulla sinergia tra Comuni\,\nMinistero degli Interni e associazioni. ZaLab ha voluto raccontare\nquesto mondo\, seguendo le vite\, i pensieri\, i sogni\, le fatiche di chi\nogni giorno lavora nella costruzione di un futuro complesso e\nnecessario. L’idea è stata proposta nel 2016 ad un bando del fondo\nFAMI gestito dal Ministero degli Interni. Il bando è stato vinto e il\nfilm è stato realizzato\, senza però essere poi distribuito.\nIl documentario\, diviso in due parti\, è costituito da sei\ncortometraggi e ritrae sei operatori sociali impegnati nei progetti\nSPRAR a diverso titolo e in diverse regioni italiane: Porto San\nGiorgio (Fermo)\, Palermo\, Chiesanuova (Torino)\, Schio (Vicenza)\,\nLamezia Terme\, Caserta. Il lavoro degli operatori sociali coinvolti\nnell’accoglienza\, i loro sacrifici\, le loro difficoltà\, i loro dubbi\,\nla loro quotidiana sfida per la costruzione di una società più aperta\ne democratica sono al centro del film.
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SUMMARY:La seconda patria - Quando i migranti siamo noi
DESCRIPTION:Nell’ambito della manifestazione “S/paesati – Eventi sul tema dellemigrazioni” XX edizione\, giovedì 7 novembre alle ore 18.30 sarà\npresentato a Trieste al cinema Ariston il film documentario “LA\nSECONDA PATRIA – QUANDO I MIGRANTI SIAMO NOI” (Italia\, Canada\, 2019\,\n80’) alla presenza del regista Paolo Quaregna\, realizzato con la\npartecipazione di Istituto Luce-Cinecittà attraverso le sue immagini\nd’archivio e la distribuzione in sala. Paolo Quaregna (“Felicità a\noltranza”\, “Una donna allo specchio”\, “Dancing North”) è autore di\nlunga partecipe sensibilità ai temi del documentario sociologico. Il\nfilm tratta un tema di emergenza globale e di accesissimo dibattito\npubblico e politico nel nostro Paese come le migrazioni\, ma da una\nvisuale meno abituale\, di cui i media spesso tengono poco conto: la\nstoria lunga e ancora attuale della migrazione di cittadini italiani\nnegli altri paesi. Una storia che nel ‘900 ha scritto una pagina\nenorme\, toccando milioni di famiglie. E che si può riassumere con un\ndato minimo: si stima che nel corso del ‘900 siano partiti dall’Italia\ncirca 30 milioni di emigranti. Attualmente i cittadini di origine\nitaliana nel mondo sono circa 70 milioni. “La seconda patria” racconta\nun capitolo di questa storia: la vicenda dei migranti italiani in\nCanada\, nel Quebec\, una delle mete più ‘invase’ da nostri concittadini\ndalla seconda metà del secolo scorso. Senza che nessuno li tacciasse o\ndescrivesse come invasori. Anche se spesso trattati con le medesime\nlogiche di sfruttamento. \nIl film\, seguendo il cammino della famiglia Stea\, da Sannicandro di\nBari\, prima minatori in Belgio nell’immediato dopoguerra\, poi\nlavoratori occasionali a Toronto e a Montreal\, infine lavoratori nelle\nminiere di ferro di Schefferville\, nel Grande Nord canadese\, offre i\nritratti di nove “migranti economici” e dei loro figli che hanno\nsaputo adattarsi a una nuova vita\, attivando nuove radici\, senza\nperdere il legame con la loro “italianità”. Hanno preso una decisione\nradicale. Hanno scelto di lasciare la loro “amara terra”\, come hanno\nfatto negli ultimi 100 anni poco meno di 30 milioni di italiani. Hanno\nfatto valigie e fagotti\, attraversato frontiere\, varcato l’oceano. \nDi tutte le terre americane\, hanno scelto il Quebec\, enclave dal\nsapore mediterraneo\, dove si parla la lingua francese\, provincia\nradicata nella tradizione cattolica\, da sempre aperta al meticciato.\nSono italiani\, uomini e donne di grande coraggio e capacità di\nresilienza\, disponibili a fare crescere in sé lo “spirito nomade”:\nhanno preferito essere padroni del loro tempo piuttosto che battersi\,\ntra fratelli\, per difendere uno spazio avaro di risorse. Alcuni di\nessi\, spingendosi nei distretti minerari del gelido nord\, hanno\nscoperto (grazie anche a “contaminazioni” culinarie e musicali) una\nspeciale complicità con i “nativi” Innu\, abitanti di quelle terre ben\nprima di ogni ondata migratoria. \nCon Johnny Stea\, una sorta di Virgilio nelle terre del Quebec\,\nminatore\, poi operaio tuttofare\, cuoco e infine macellaio\, un ritratto\numano dell’adattabilità\, il film incontra Florent Vollant\, musicista e\nrappresentante del popolo Innu\, Paul Tana\, regista e docente\, l’attore\nitalo-canadese Tony Nardi\, e altri volti e storie di una comunità che\nha dovuto lottare e lotta\, che si interroga sul rapporto con la\nmadrepatria\, che si è integrata perdendo qualcosa del luogo da cui\nproveniva\, e regalando pezzi di italianità al luogo che li accoglieva.\nDonne e uomini con un legame forte e complesso con l’Italia\,\naccomunati forse dalla percezione che il nostro paese li abbia\nlasciati andare senza curarsene poi molto\, e che loro non dimenticano.\nPersone con una domanda forte sul concetto vero di identità\, che non\nper niente hanno stretto rapporti con il popolo Innu\, i primi abitanti\noriginari del Quebec. \nScrive Paolo Quaregna nelle note di regia: «In un tempo segnato da\nimmagini inquietanti – profughi che s’incamminano a piedi sulle\nautostrade del vecchio continente\, barche rovesciate sul Mediterraneo\,\ncorpi esanimi di bambini arenati sulla spiaggia –\, la vita e\nl’esperienza dei nostri migranti che hanno attraversato i mari\, che si\nsono adattati a vivere in terra straniera\, può illuminare di luce\ndiversa il dibattito culturale e politico che attanaglia oggi i paesi\ncosiddetti ricchi. Mentre milioni di persone bussano alle porte dei\npaesi occidentali\, vittime di una globalizzazione attuata sul piano\ndella finanza e non su quello della cultura e della politica\, aleggia\nlo spettro della paura del diverso\, dell’invasore. Ma\, come avviene\nquotidianamente nel mare Mediterraneo\, raramente gli esseri umani non\ntendono la mano ad altri in difficoltà. Gli esseri umani non hanno\nragioni di essere xenofobi. Le società mal governate\, invece\, possono\nesserlo».
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SUMMARY:The Irishman
DESCRIPTION:“THE IRISHMAN” (USA\, 2019\, 209’) di Martin Scorsese arriva nelle saleitaliane per un’uscita evento il 4\, 5 e 6 novembre distribuito dalla\nCineteca di Bologna con l’etichetta “Il cinema ritrovato. Al cinema”:\nal cinema Ariston in esclusiva per Trieste sarà in programma in prima\nvisione nella versione originale sottotitolata. \nRobert De Niro\, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti dell’ultimo\nattesissimo film di Martin Scorsese\, un’epica saga sulla criminalità\norganizzata nell’America del dopoguerra\, raccontata attraverso gli\nocchi del veterano della Seconda Guerra Mondiale\, Frank Sheeran –\nimbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle\nfigure più importanti del 20° secolo. Il film racconta\, nel corso dei\ndecenni\, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana\,\nla scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa\, e ci accompagna\nin uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine\norganizzato: i suoi meccanismi interni\, le rivalità e le connessioni\ncon la politica tradizionale
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SUMMARY:Il pianeta in mare
DESCRIPTION:Il film documentario “IL PIANETA IN MARE” (Italia\, 2019\, 93′) diAndrea Segre\, presentato fuori concorso alla 76a edizione della Mostra\ndel Cinema di Venezia\, sarà in programma a Trieste al cinema Ariston\nmartedì 29 ottobre alle ore 21\, mercoledì 30 ottobre alle ore 18.45 e\ngiovedì 31 ottobre alle ore 17. “Il Pianeta in Mare”\, scritto da\nAndrea Segre con l’autore veneto Gianfranco Bettin\, descrive la realtà\ndi Marghera\, pianeta industriale situato nella laguna veneziana\,\nattraverso le storie di chi lo vive ogni giorno.\nIl film è distribuito e prodotto da Il pianeta in mare è prodotto da\nZaLab Film con Rai Cinema\, in associazione con Istituto Luce\nCinecittà. \nMarghera; cuore meccanico della Laguna di Venezia\, che da cento anni\nnon smette di pulsare: un mondo in bilico tra il suo ingombrante\npassato e il suo futuro incerto\, dove lavorano operai di oltre 60\nnazionalità diverse.\nPerdersi e stupirsi in luoghi mai raggiunti prima da una telecamera\,\ncome il ventre d’acciaio delle grandi navi in costruzione\, le ombre\ndei bastioni abbandonati del Petrolchimico\, gli alti forni e le\nciminiere delle raffinerie\, il nuovo mondo telematico di Vega o le\ncentinaia di container che navi intercontinentali scaricano senza\nsosta ai bordi dell’immobile Laguna. Attraverso le vite di operai\,\nmanager\, camionisti e della cuoca dell’ultima trattoria del Pianeta\nMarghera\, le immagini di Andrea Segre ci aiutano a capire cosa è\nrimasto del grande sogno di progresso industriale del Pianeta Italia\,\noggi immerso\, dopo le crisi e le ferite del recente passato\, nel\nflusso globale dell’economia e delle migrazioni.
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SUMMARY:Don’t Forget to Breathe
DESCRIPTION:Il film “DON’T FORGET TO BREATHE” (Slovenia\, Italia\, Croazia\, 2019\,90′)\, dramma adolescenziale scritto e diretto dal regista triestino\nMartin Turk\, interpretato da Matija Valant\, Tine Ugrin\, Klara Kuk e\ncon le musiche di Teho Teardo\, sarà presentato in anteprima a Trieste\nal cinema Ariston nella serata di lunedì 28 ottobre alle ore 20.30\nalla presenza del regista Martin Turk e dell’attore Tine Ugri.\nL’anteprima di Trieste è l’ultima tappa del tour italiano iniziato con\nla presentazione del film in concorso alla 17. edizione di Alice nella\nCittà\, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma\ndedicata alle nuove generazioni. “Don’t Forget to Breathe”\,\ndistribuito da Quasar Multimedia\, è stato realizzato con il sostegno\ndi Fondo Audiovisivo FVG\, Slovenian Film Centre\, Croatian Audiovisual\nCentre\, Creative Europe – MEDIA Programme\, RE-ACT\, FS Viba Film. \n“Don’t Forget to Breathe”\, coproduzione italo-slovena-croata scritta e\ndiretta dal regista triestino Martin Turk\, riporta sullo schermo\nemozioni e ambientazioni che spaziano dal cult “Stand by Me – Ricordo\ndi un’estate” alle atmosfere del cinema di Luca Guadagnino. Il film\nmette a confronto una natura vibrante e rigogliosa come l’adolescenza\ncon la profonda inquietudine di un giovane protagonista\, il quale suo\nmalgrado vede il mondo che ama trasformarsi inesorabilmente. A\ncambiare per sempre tutto sarà l’arrivo di una splendida ragazza\,\nverso la quale Klemen proverà sentimenti contrastanti di rancore e\nattrazione.\nIl quindicenne Klemen vive con suo fratello maggiore Peter e la madre\nsingle in un paesino di provincia. La routine quotidiana di Klemen\,\nche trascorre le proprie giornate con il suo adorato fratello sul\ncampo da tennis e al fiume\, è spezzata dall’inaspettata e appassionata\nrelazione amorosa di Peter con la splendida Sonja\, che scatena in\nKlemen un fiume di emozioni contrastanti e comportamenti avventati.\n“Don’t Forget to Breathe” è una riflessione delicata\, con spunti\nautobiografici\, ricca di sfumature sui conflitti e la vulnerabilità\ndella giovinezza\, nonché su quei momenti di passaggio che atterriscono\ne affascinano al tempo stesso.
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SUMMARY:Apollo 11
DESCRIPTION:Il film documentario “APOLLO 11” (USA\, 2019\, 93’)\, realizzato dalregista Todd Douglas Miller con nuove straordinarie immagini della più\ncelebre missione NASA\, girate in 70mm e digitalizzate in 4K in\noccasione delle celebrazioni dei 50 anni dallo sbarco dell’uomo sulla\nLuna\, sarà in programma al cinema Ariston mercoledì 23 ottobre alle\nore 17.00\, 19.00 e 21.00: la proiezione delle ore 21.00 sarà\npresentata dal giornalista scientifico Fabio Pagan\, sotto la sigla del\nTrieste Science+Fiction Festival (in calendario dal 29 ottobre al 3\nnovembre). \nQuando 50 anni fa\, nel 1969\, la missione Apollo 11 si avviò verso lo\nspazio\, vennero girate centinaia di ore di immagini in formato 70 mm:\npellicole straordinarie riscoperte solo recentemente da un archivista\ndel Nara (National Archives and Records Administration)\, l’agenzia\nstatunitense che si occupa di preservare documenti governativi e\nstorici. Immagini che il regista Todd Douglas Miller non ha esitato a\ndefinire “la collezione di riprese di miglior qualità sulla missione\nApollo 11”. Da quello stesso archivio\, sono state anche recuperate\ncirca 11mila ore di dialoghi Nasa sulla missione. Grazie a questo\nincredibile materiale digitalizzato in 4K\, Todd Douglas Miller ci\nconduce direttamente nel cuore della più celebre missione della NASA\,\nquella che per prima ha portato l’umanità sulla Luna\, consegnando alla\nStoria gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin\, i primi a toccare\nil suolo lunare\, assieme a Michael Collins\, pilota del modulo di\ncomando. \n“APOLLO 11” al Sundance Film Festival 2019 si è aggiudicato il Premio\nSpeciale della Giuria Documentari per il Miglior Montaggio: proprio\nquel montaggio serrato ci permette di rivivere\, nel senso più stretto\ndel termine\, quei momenti di 50 anni fa\, facendoci immergere nella\nprospettiva degli astronauti\, della squadra ‘Mission Control’ e dei\nmilioni di spettatori sintonizzati sulla terra\, con tutta l’adrenalina\ndi quei giorni e la tensione di quelle ore memorabili in cui il genere\numano fece un balzo gigantesco verso il futuro. \nCon immagini fedelmente digitalizzate in 4K\, mai viste prima\,\nprogettate sin dalle origini per essere guardate sul grande schermo\, e\ncon una colonna sonora elettronica “propulsiva”\, il regista Todd\nDouglas Miller (premiato agli Emmy per “Dinosaur 13”) trasporta\nletteralmente il pubblico sulla Luna e gli fa fare ritorno sulla Terra\nattraverso una sbalorditiva ed entusiasmante documentazione della\nstorica missione.
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SUMMARY:L’Uomo senza Gravità
DESCRIPTION:“L’UOMO SENZA GRAVITÀ” (USA/1979-2019\, 183’) di Marco Bonfanti\, conprotagonista Elio Germano affiancato da Michela Cescon\, Elena Cotta e\nSilvia D’Amico\, arriva nelle sale italiane su grande schermo solo per\ntre giorni\, il 21\, 22 e 23 ottobre: a Trieste sarà in programma al\ncinema Ariston in prima visione\, lunedì 21 ottobre alle ore 18.45 e\n21.00\, martedì 22 ottobre alle ore 16.30 e 21.00. \n“L’Uomo senza Gravità”\, diretto da Marco Bonfanti al suo primo film di\nfinzione dopo i premiati documentari “L’ultimo pastore” e “Bozzetto\nnon troppo”\, ha come protagonista Oscar (Elio Germano)\, nato nella\nclinica di un piccolo paese\, durante una notte turbolenta. Oscar\nmanifesta fin dalle prime ore di vita una caratteristica particolare:\ngalleggia nell’aria come se non avesse peso. Vola nella stanza\ndell’ospedale\, lasciando la mamma (Michela Cescon) e la nonna (Elena\nCotta) stupite e letteralmente a bocca aperta. Oscar è affetto da\n“leggerezza”\, una particolarità che gli permette di andare contro la\nforza di gravità. Per diversi anni le due donne custodiscono questo\nsegreto senza rivelarlo a nessuno\, solo Agata (Silvia D’Amico) sa che\nOscar ha un potere speciale. Fino a quando Oscar diventato adulto\,\ndecide di svelare a un mondo intriso di pesantezza il suo segreto e\nl’identità de “L’uomo senza gravità” per sentirsi accettato da tutti\nalmeno una volta nella sua vita. \nPer “L’Uomo senza Gravità” sono state utilizzate alcune delle\ntecnologie di “Gravity” – qui in chiave poetica più che spettacolare –\nper rendere realistica l’assenza di gravità e far “volare” Oscar. Il\nfilm si è avvalso infatti dei migliori professionisti italiani e\ninternazionali: la EDI Effetti Digitali Italiani ha supervisionato\ntutto il percorso degli effetti del film\, con la belga Digital\nDistrict e NetFX\, la società di effetti visivi Netflix a Los Angeles.\nTutti gli interni sono stati ricostruiti negli Studi di Cinecittà.
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SUMMARY:Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia
DESCRIPTION:I Film della Settimana della Critica arrivano a Trieste \nSi sono appena spenti i riflettori sulla Mostra del Cinema di Venezia\nche già gli appassionati potranno riviverne le emozioni sul grande\nschermo accompagnati nella visione dai registi e da critici\ncinematografici che ne metteranno in luce tutte le sfumature più\nprofonde e innovative. \nGiovedì 17 ottobre il Cinema Ariston di Trieste ospiterà le proiezioni\ndell’edizione 2019 de “Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia.\nI Film della Settimana della Critica”\, un’iniziativa realizzata dalla\nFice Tre Venezie con il contributo della Regione del Veneto\, delle\nProvince autonome di Trento e Bolzano Alto Adige e della Regione\nautonoma Friuli Venezia Giulia. \nLa rassegna consentirà al pubblico di assistere gratuitamente ad una\nselezione di opere provenienti dalla 34° Settimana internazionale\ndella Critica\, sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di\nVenezia\, che si pone ogni anno l’obiettivo di individuare nomi\nsconosciuti e personalità autoriali in grado di assicurare un\nnecessario e indispensabile ricambio generazionale del panorama\ncinematografico. Ai film saranno affiancate anche le proiezioni della\nquarta edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana\nInternazionale della Critica)\, selezione di cortometraggi di autori\nitaliani non ancora approdati al lungometraggio. \nL’appuntamento in sala al Cinema Ariston è alle 19.00 con il critico\ncinematografico Giuseppe Ghigi che\, insieme al regista Tommaso\nSantambrogio presenterà il cortometraggio “Los oceanos son los\nverdaderos continentes” (Italia\, 2019). Sullo sfondo di una Cuba in\ncrisi e decadente\, in un bianco e nero lacerato dalla pioggia battente\ncaraibica\, Alex e Edith\, due ragazzi sui 30 anni\, vivono la loro\nstoria d’amore\, fatta di piccoli gesti quotidiani\, di racconti del\npassato\, nostalgia e di una profonda intimità. A seguire verrà\nproiettato “El Principe” (Cile\, Argentina\, Belgio 2019) di Sebastián\nMuñoz\, straordinario ritratto della società cilena degli anni\nSettanta\, raccontato attraverso una storia di violenza\, amore e sesso\nfra carcerati. Nel corso di una notte alcolica Jaime\, ventenne\nsolitario\, accoltella il suo miglior amico in quello che sembra un\nomicidio passionale. Condannato al carcere\, il ragazzo incontra “lo\nstallone”\, un uomo maturo e rispettato\, nel quale trova protezione e\ngrazie al quale conosce l’amore e la lealtà. \nLa serata riprenderà alle 21.30 con il cortometraggio firmato da\nGianni Amelio “Passatempo” (Italia 2019)\, evento speciale di apertura\ndi SIC@SIC. Un professore in pensione è seduto al tavolino di un bar\nall’aperto\, in una bella giornata di sole. La cameriera gli porta la\ncolazione. Subito dopo arriva un ragazzo\, e il professore lo invita a\nsedersi\, lo aspettava. Il ragazzo ha la pelle scura\, viene dal Mali.\nÈ ben vestito\, sereno\, pronto anche lui al “gioco” che il professore\ndeve condurre. Si tratta di una gara di enigmistica\, dove si vince\ncompilando per intero un cruciverba. Ma c’è una variante che rende la\nprova impossibile: indovinare le soluzioni prima ancora che venga\nposto il quesito. L’ultimo film in cartellone sarà invece il\nlungometraggio “Tony Driver” (Italia\, Messico\, 2019) di Ascanio\nPetrini\, opera che abbraccia lo humour scanzonato della commedia\, la\nverità del documentario\, la forza del cinema civile\, soprattutto è un\nwestern senza epica che reinventa il mito della frontiera come meta da\nriconquistare. Pasquale un giorno decide di cambiare nome e farsi\nchiamare Tony. Perché sebbene nato a Bari\, a 9 anni\, a metà degli anni\nSessanta\, vola oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano.\nTassista di professione a Yuma\, viene arrestato a causa del suo\n“secondo lavoro”: trasportare migranti illegali negli Stati Uniti\nattraverso la frontiera messicana. È così costretto a scegliere: la\ngalera in Arizona o la deportazione in Italia. Rientrato in Puglia\, si\nritrova a vivere solo in una grotta a Polignano a Mare e guarda\nl’Italia come un piccolo Paese immobile\, senza opportunità e senza\nsogni. \nTutte le proiezioni sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti
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SUMMARY:Apocalypse Now – Final Cut
DESCRIPTION:“APOCALYPSE NOW – FINAL CUT” (USA/1979-2019\, 183’) arriva nelle saleitaliane in una nuova edizione restaurata per un’uscita evento il 14\,\n15 e 16 ottobre per festeggiare il 40° anniversario del film\nrealizzato nel 1979 da Francis Ford Coppola\, nell’ambito della\nrassegna di classici restaurati in prima visione distribuiti dalla\nCineteca di Bologna “Il cinema ritrovato. Al cinema”. Restaurato da\nAmerican Zoetrope al laboratorio Roundabout (con la collaborazione del\nlaboratorio bolognese L’Immagine Ritrovata)\, “Apocalypse Now – Final\nCut” è uno dei titoli più iconici della storia del cinema\, sul quale\nil regista Francis Ford Coppola è tornato più volte\, fino ad arrivare\nquella che ora considera la “versione perfetta”; il nuovo restauro è\nstato presentato in anteprima europea al festival “Il Cinema\nRitrovato” dallo stesso Francis Ford Coppola in Piazza Maggiore a\nBologna di fronte a 10mila spettatori. Al cinema Ariston “APOCALYPSE\nNOW – FINAL CUT” sarà in programma lunedì 14 ottobre alle ore 17.00 e\n20.30\, martedì 15 ottobre alle ore 17.00 e 20.30\, mercoledì 16 ottobre\nalle ore 17.00. \n«Dato che l’originale di “Apocalypse Now” non era solo lungo ma anche\ninsolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca\, abbiamo\npensato di tagliare ove possibile non solo per questioni di tempo ma\nanche per tutto ciò che poteva sembrare trano»\, racconta lo stesso\nCoppola. «Una quindicina di anni dopo lo davano alla TV mentre mi\ntrovavo in albergo\, e dato che mi è sempre piaciuto l’inizio mi sono\nmesso a guardarlo e ho finito per vedermelo tutto. Mi sono reso subito\nconto che il film non era strano come pensavo\, ed era diventato più\ncontemporaneo. Aggiungiamoci che molti (compreso il distributore)\npensavano che fosse stato scartato tanto ottimo materiale. Tutto\nquesto ha condotto a quello che e stato poi chiamato “Apocalypse Now\nRedux”. In quella versione veniva ripristinato tutto ciò che era stato\ntagliato. In seguito\, quando mi chiedevano quale versione preferissi\nvedere in circolazione\, mi capitava spesso di pensare che l’originale\ndel 1979 fosse stato accorciato troppo brutalmente e che Redux fosse\ntroppo lungo\, così mi sono deciso a favore di quella che mi sembrava\nla versione perfetta\, che è intitolata “Apocalypse Now – Final Cut”».
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SUMMARY:La vérité - Kore-eda Hirokazu
DESCRIPTION:“LE VERITÁ” (La vérité\, Francia/Giappone\, 2019\, 107’) del registagiapponese Kore-eda Hirokazu (premiato l’ano scorso con la Palma d’oro\na Cannes con “Un affare di famiglia”)\, ambientato a Parigi con\nprotagonisti Catherine Deneuve\, Juliette Binoche\, Ethan Hawke\, film di\napertura della 76. Mostra del Cinema di Venezia\, sarà in programma in\nprima visione all’Ariston dal 10 ottobre. \nFabienne (Catherine Deneuve) è una star del cinema francese circondata\nda uomini che la adorano e la ammirano. Quando pubblica la sua\nautobiografia\, la figlia Lumir (Juliette Binoche) torna a Parigi da\nNew York con marito (Ethan Hawke) e figlia. L’incontro tra madre e\nfiglia si trasformerà velocemente in un confronto: le verità verranno\na galla\, i conti saranno sistemati\, gli amori e i risentimenti\nconfessati. \nScrive Kore-eda Hirokazu nelle note di regia: «Se ho osato raccogliere\nla sfida di girare il mio primo film fuori dal mio paese\, in una\nlingua che non è la mia e con una troupe interamente francese\, è solo\nperché ho avuto la grande fortuna di incontrare attori e collaboratori\nche hanno voluto realizzare questo film insieme a me. È stata Juliette\nBinoche ad accendere la scintilla iniziale. Ci conoscevamo già da\nqualche tempo quando venne in Giappone nel 2011 e sostenne che un\ngiorno avremmo fatto qualcosa insieme. Quella sua proposta è stato il\npunto di partenza di questo progetto. Dunque vorrei cominciare\nmanifestando il mio rispetto e la mia gratitudine per la sua audacia.\nAlla base della sceneggiatura c’è una commedia che avevo iniziato a\nscrivere nel 2003 su una notte nel camerino di un’attrice teatrale che\nsi sta avviando verso la fine della sua carriera. Ho finito col\ntrasformare quella pièce in una sceneggiatura cinematografica che\nracconta la storia di un’attrice del grande schermo e di sua figlia\nche aveva rinunciato ai suoi sogni di diventare attrice. Durante il\nprocesso di riscrittura\, ho più volte chiesto a Catherine Deneuve e a\nJuliette Binoche qual è la vera essenza della recitazione e sono state\nle loro parole a nutrire la sceneggiatura e a darle vita. Volevo che\nla storia fosse ambientata in autunno perché desideravo sovrapporre\ngli stati d’animo della protagonista alla fine della sua vita ai\npaesaggi urbani di Parigi a fine estate. Spero che gli spettatori\nosservino come la vegetazione del giardino muta impercettibilmente con\nl’approssimarsi dell’inverno\, accompagnando madre e figlia e dando\ncolore a quel momento della loro esistenza».
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SUMMARY:Rassegna di Cinema Palestinese
DESCRIPTION:La quarta edizione della Rassegna di Cinema Palestinese\, organizzatadal Gruppo Ibriq di Trieste\, si terrà giovedì 10 ottobre a Trieste al\ncinema Ariston. In programma dalle ore 18.00 una selezione di\ncortometraggi seguita dalla proiezione del film lungometraggio\n“Personal Affairs” (2016\, presentato in concorso al Festival di Cannes\nnella sezione “Un Certain Regard”) della regista Maha Haj\, alla\npresenza dell’attore Doraid Liddawi\, ospite della manifestazione; alle\nore 20.30 la rassegna prosegue con una seconda selezione di corti\,\nseguita dalla proiezione del film “Dègradè” (2015\, in concorso a\nCannes alla Semaine de la Critique) dei fratelli Arab e Tarzan Nasser.\nLa rassegna si avvale della collaborazione di Al Ard Doc Film Festival\ndi Cagliari.\nIl Gruppo Ibriq di Trieste si propone di far conoscere ed approfondire\nla cultura palestinese attraverso incontri pubblici: la rassegna\ncinematografica vuole dare voce ai numerosi registi le cui opere sono\nfrutto di ricerca sociale\, politica e culturale; i loro film si\npossono considerare un vero e proprio mosaico capace di riflettere la\ntragedia di questo popolo\, il quale\, nonostante una situazione\npolitica drammatica\, è capace di mantenere viva la sua cultura. \nDoraid Liddawi\, nato a Nazareth nel 1984\, è attore di cinema\,\ntelevisione e teatro. Tra le sue interpretazioni\, i film “Miral”\n(2010) di Julian Schnabel\, le serie tv “Sauda” (2014) e “Tyrant”\n(2015).
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SUMMARY:Il pianeta mare
DESCRIPTION:Nell’ambito della prima edizione del Festival “Barcolana – un mare diracconti”\, giovedì 3 ottobre alle ore 21 al cinema Ariston il regista\nAndrea Segre presenta il film documentario “il pianeta mare”\,\nproiettato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2019. Andrea Segre\,\nil regista di film belli e coraggiosi come “Io sono Li” e “L’ordine\ndelle cose”\, racconta nel documentario la realtà di Marghera\, località\nindustriale situata nella laguna veneziana\, attraverso le storie di\nchi questo posto lo vive ogni giorno. Da cento anni il cuore meccanico\ndi Marghera non smette di pulsare\, qui lavorano operai di oltre 60\nnazionalità diverse che contribuiscono a tenere vivo questo piccolo\nmondo in bilico tra il suo ingombrante passato e il suo futuro\nincerto.\nLa serata è organizzata in collaborazione con Mediateca La Cappella\nUnderground e Associazione Casa del Cinema di Trieste.\nSito ufficiale del film: http://www.zalab.org/projects/il-pianeta-in-mare/\nTrailer: https://youtu.be/WFMvTZRFkk0 \nUn invito al viaggio fatto di libri\, musica\, film e parole. Un\npercorso tra terra e mare lungo cinque giorni\, Barcolana – un mare di\nracconti è il nuovo festival che si è aperto mercoledì 2 ottobre al\nCastello di San Giusto di Trieste e proseguirà la navigazione fino a\ndomenica 6 ottobre. Organizzato come evento culturale nell’ambito\ndelle manifestazioni che affiancano la Barcolana presented by\nGenerali\, la regata triestina che richiama appassionati della vela da\ntutto il mondo\, voluto dal Presidente della Società Velica Barcola e\nGrignano Mitja Gialuz\, ideato e diretto dal giornalista e scrittore\nAlessandro Mezzena Lona\, il festival “Barcolana – un mare di racconti”\ndedicato ai viaggi e alla cultura del mare debutta quest’anno\, con il\ncontributo della Fondazione CRTrieste e del Comune di Trieste. \nIl programma completo è consultabile sul sito web www.barcolana.it\nUfficio stampa Barcolana – un mare di racconti\nFrancesca Piazzi +39 347 7246116 \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Aquile randagie
DESCRIPTION:“AQUILE RANDAGIE” (Italia\, 2018\, 107’) di Gianni Aureli\, film che perla prima volta nella cinematografia italiana racconta il mondo Scout\,\nil suo rapporto con la Resistenza e l’avventura di ragazzi che\nsalvarono centinaia di vite dalla persecuzione nazifascista\, prodotto\nda Finzioni Cinematografiche e distribuito da Luce-Cinecittà\, sarà\nproiettato in prima visione al cinema Ariston martedì 1 ottobre alle\nore 17.00\, 19.00 e 21.00\, e mercoledì 2 ottobre alle ore 17.00 e\n19.00. \nMilano\, Italia\, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili\nvengono chiuse per decreto del Duce\, compresa l’associazione scout\nitaliana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no\, e fonda le Aquile\nRandagie: giovani e ragazzi\, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare\nUccellini\, detto Kelly\, che continuano le attività scout in\nclandestinità\, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni\ncircostanza. Il gruppo scopre la Val Codera\, una piana tra gli alberi\nsegreta e impervia a poche ore da Milano\, e ne fa la sua base per\ncampi e uscite clandestine. Il fascismo non li ignora\, li segue\, li\nspia\, arrivando a pestare a sangue Kelly\, che perde l’uso di un\norecchio. Ostacoli e violenze non fermano però le Aquile. Dopo il\n1943\, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che\nsupporterà la resistenza fino alla fine della guerra. Insieme ad\nalcuni docenti del collegio San Carlo di Milano\, le Aquile Randagie\nentrano a far parte di OSCAR – Organizzazione Scout Cattolica\nAssistenza Ricercati. Insieme combatteranno il regime prima con beffe\nplateali\, poi con azioni mirate che permetteranno di far superare il\nconfine italiano e raggiungere la Svizzera a più di 2000 persone\nricercate dai nazifascisti: ebrei\, perseguitati politici e chiunque\navesse bisogno di fuggire le persecuzioni\, e una probabile morte. Alla\nfine della guerra\, clamorosamente e con coerenza\, le Aquile Randagie\ntuteleranno tedeschi e italiani autori di violenze\, ricercati dai\npartigiani\, chiedendo per loro una giusta pena con un processo giusto. \nFilm d’esordio di Gianni Aureli\, “Aquile Randagie” intende restituire\nlo spirito del racconto per ragazzi\, con l’avventura\, l’attrazione del\nracconto storico e di azione\, e i valori di quel mondo scout che in\nItalia conta oggi almeno 200.000 iscritti\, e che tanti giovani in\npassato hanno frequentato. Un mondo associazionistico e un’esperienza\nche ha toccato centinaia di migliaia di persone nel nostro paese\, una\nrealtà importante della formazione e della nostra cultura.
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SUMMARY:Antropocene - L'epoca umana
DESCRIPTION:Il film documentario “ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA” (Canada\, 2018\, 87’)di Jennifer Baichwal\, Edward Burtynsky\, Nicholas de Pencie\, sarà\nproiettato in prima visione al cinema Ariston nella serata di venerdì\n27 settembre alle ore 20.00: una meditazione visivamente straordinaria\nsu come l’uomo sia diventato la “forza naturale” più determinante\nnella trasformazione degli equilibri del pianeta. La serata è\norganizzata da La Cappella Underground con la sigla del Trieste\nScience+Fiction Festival in collaborazione con ARPA FVG – LaREA\nLaboratorio Regionale di Educazione Ambientale e Università degli\nStudi di Trieste – Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche:\ninterverranno alla presentazione del film Sergio Sichenze (ARPA FVG –\nLaREA Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale) e Pierluigi\nBarbieri (Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Scienze\nChimiche e Farmaceutiche). \nSiamo entrati in una nuova epoca geologica’ Il nuovo film di uno dei\npiù acclamati landscape photographer\, Edward Burtynsky\, con i\npluripremiati Jennifer Baichwall e Nicholas de Pencier\, sintetizza il\nlavoro decennale dell’Anthropocene Workgroup\, un ensemble\nmultidisciplinare e transnazionale di scienziati che stanno ricercando\ni segni inconfutabili di come dall’Olocene il nostro pianeta stia\nentrando nell’epoca dell’Antropocene. Dalle pareti di cemento in Cina\nche ora coprono il 60% della costa continentale\, alle più grandi\nmacchine terrestri mai costruite in Germania\, alle psichedeliche\nminiere di potassio negli Urali russi\, alla devastante Grande Barriera\nCorallina in Australia e surreali stagni di evaporazione del litio nel\ndeserto di Atacama\, un viaggio attraverso tutto il mondo realizzato\ncon tecniche fotografiche avanguardistiche per documentare le prove e\nl’esperienza del dominio dell’uomo sul pianeta e per prendere\ncoscienza della responsabilità della specie umana nel plasmare il\ndestino del proprio habitat. All’incrocio tra arte e scienza\,\n“Antropocene – L’epoca umana” testimonia\, attraverso l’esperienza e\nnon la didattica\, un momento critico nella storia geologica – portando\nun’esperienza provocatoria e indimenticabile dell’ampiezza e\ndell’impatto della nostra specie. \nSito ufficiale: https://valmyn.com/film/antropocene-lepoca-umana/\nTrailer: https://youtu.be/8ZPs33HmEII \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:La fattoria dei nostri sogni
DESCRIPTION:Il film documentario “LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI” (The BiggestLittle Farm\, USA\, 2018\, 91′) di John Chester sarà in programma in\nprima visione a Trieste al cinema Ariston\, lunedì 16 settembre alle\nore 2O.30 in collaborazione con ARPA FVG – LaREA Laboratorio Regionale\ndi Educazione Ambientale; all’intervento di presentazione del film\nparteciparà Andrea Štoka (Fattoria didattica Asino Berto) con i\nprodotti a km0 dell’Azienda Agricola Antonič. \nGirato nell’arco di 8 anni e diventato un caso eclatante al box office\namericano\, “LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI” racconta l’incredibile\nstoria vera di John e Molly Chester\, coppia in fuga dalla città per\nrealizzare il sogno di una vita\, quello di costruire dal nulla\nun’enorme fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica e\ndi una completa sostenibilità ambientale. Tra mille difficoltà\,\nmomenti esaltanti e cocenti delusioni\, i due protagonisti impareranno\na comprendere i ritmi più profondi della natura\, fino a riuscire nella\nloro formidabile impresa.\nUscito a maggio in America in sole 5 sale\, grazie al passaparola e\nalle critiche eccezionali “LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI” ha raggiunto\nben 285 schermi\, scalando la classifica degli incassi e contagiando\nsempre più spettatori con il suo ottimismo e la sua visione luminosa\nma mai banale di Madre Natura.\nOggi Apricot Lane\, questo il nome della fattoria\, si estende per oltre\n200 acri e raccoglie circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni\nbiodinamiche. Dal dicembre 2015 ospita anche Beauden\, il primo figlio\ndi John e Molly. \nNOTE DI PRODUZIONE di John e Molly Chester\n“Abbiamo girato 365 giorni all’anno per quasi 8 anni”\, ricorda il\nregista John Chester. “In questa avventura c’è stata una tensione\ncostante per me tra i bisogni della fattoria e quelli del film. La\ncosa bella della natura e di una fattoria\, in ogni caso\, è che hanno\ndei ritmi propri e si può prevedere in anticipo cosa sta per\nsuccedere. Si tratta di osservare e stare lì ad aspettare che accada\nqualcosa. Questa è ovviamente la formula perfetta per girare un\ndocumentario sulla natura ma è buffo che valga anche per mandare\navanti una fattoria:osservare e giocare d’anticipo. Ed entrambi\nrichiedono una certa dose di umiltà. La vera sfida per me è stata poi\nla decisione di filmare anche tutti i problemi che stavamo vivendo e\ngli errori che abbiamo commesso… Ho dovuto mettere da parte il mio\norgoglio ma sono felice del risultato finale\, perché il film è molto\npiù credibile e coinvolgente”.\n“È stata un’esperienza molto dura e piena di imprevisti – afferma\nMolly Chester\, chef\, moglie di John e sua compagna d’avventura – ma ha\nrisvegliato in me una connessione con la natura di cui neanche ero a\nconoscenza. E questo è davvero straordinario. La lezione più\nimportante che ho imparato è che conquistare e sradicare non sono\nstrategie vincenti: collaborazione e comprensione lo sono. C’è sempre\nqualcosa che causa “problemi”nel rapporto con la natura\, ma in realtà\nnon sono problemi. Sono solo un modo in cui la terra ti sta spiegando\nquali sono le sue necessità\, un gradino in più per raggiungere\nun’armonia più grande”.\n“Spero che il film sia visto soprattutto dai più giovani”\, conclude\nJohn. “E spero che il pubblico capisca\, come abbiamo capito noi\, che\nuna collaborazione con la natura offre infinite possibilità\, che a\nvolte siamo troppo distratti per vedere. La natura ha tutte le\nrisposte di cui abbiamo bisogno”. \nJOHN CHESTER Regista e operatore\, John Chester inizia la sua carriera\ngirando documentari sulla natura in giro per il mondo per Animal\nPlanet e ITV Wildlife. Nel 2006 firmala serie documentaria Random 1\nper il canale A&E\, mentre nel 2010 il suo documentario “Rock\nProphecies”\, sul leggendario fotografo musicale Robert Knight\, viene\ntrasmesso dalla tv pubblica PBS. Nel 2010 inizia l’avventura\, insieme\numana e cinematografica\, de “La fattoria dei nostri sogni”\, che lo\nassorbirà per otto anni. Prima dell’uscita del film\, alcuni suoi corti\ngirati nella fattoria sono stati trasmessi dal popolare programma\nSuper Soul Sundaydi Oprah Winfrey\, vincendo 5 premi Emmy. \nMOLLY CHESTER Prima di imbarcarsi con John nell’impresa de “La\nfattoria dei nostri sogni”\, Molly Chester ha lavorato per anni come\nchef privato a Los Angeles\, dopo il diploma al Natural Gourmet\nInstitute for Health and Culinary Arts. Autrice del seguitissimo blog\nOrganic Spark\, dedicato al cibo tradizionale e biologico\, ha firmato\nanche il libro di cucina “Back to Butter Cookbook”. \ntrailer: https://youtu.be/CEsC3GTnYws \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:La mafia non è più quella di una volta
DESCRIPTION:“LA MAFIA NON E’ PIÙ QUELLA DI UNA VOLTA” (Italia\, 2019\, 105’) di Franco Maresco\, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e distribuito da Istituto Luce Cinecittà\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston dal 12 settembre.Nel 2017\, a 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio\, Franco Maresco decide di realizzare un nuovo film. Per farlo\, trova impulso in un suo recente lavoro dedicato a Letizia Battaglia\, la fotografa ottantenne che con i suoi scatti ha raccontato le guerre di mafia\, definita dal New York Times una delle “undici donne che hanno segnato il nostro tempo”. A Letizia\, Maresco sente il bisogno di affiancare una figura proveniente dall’altra parte della barricata: Ciccio Mira\, già protagonista nel 2014 di Belluscone. Una storia siciliana.\n“Mitico” organizzatore di feste di piazza\, nei pochi anni che separano i due film Mira sembra cambiato\, forse cerca un riscatto\, come uomo e\ncome manager\, al punto da organizzare un singolare evento allo Zen di Palermo\, “I neomelodici per Falcone e Borsellino”. Eppure le sue\nparole tradiscono ancora una certa nostalgia per “la mafia di una volta”. Intanto\, visitando le celebrazioni dei martiri dell’antimafia\,\nil disincanto di Maresco si confronta con la passione di Battaglia.\n\nScrive Maresco nelle note di regia: «Questo film è l’inevitabile seguito di Belluscone. Una storia siciliana\, presentato a Venezia nel 2014. Devo ammettere che non è stato per niente facile\, cinque anni dopo\, tornare a raccontare una storia con dentro\, ancora una volta\, i cantanti neomelodici e la mafia. La mia sensazione\, però\, è di essermi spinto oltre rispetto al film precedente. In un territorio in cui la distinzione tra bene e male\, tra mafia e antimafia\, si è azzerata e tutto\, ormai\, è precipitato in uno spettacolo senza fine e senza alcun senso».\n\ntrailer: https://youtu.be/aV1VjSieCzM\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:BE HAPPY – LA MINDFULNESS A SCUOLA
DESCRIPTION:film documentario “BE HAPPY. LA MINDFULNESS A SCUOLA” (Happy\,l’école en plein conscience\, Francia\, 2018\, 79’\, versione originale\nsottotitolata) di Eric Georgeault e Hélène Walter sarà in programma in\nprima visione al cinema Ariston solo mercoledì 11 alle ore 17.00\,\n19.00 e 21.00\, e giovedì 12 settembre alle ore 17.00 e 19.00\, in\noccasione della Giornata Mondiale della Mindfulness.\nIl film rivela come la pratica della mindfulness possa trasformare la\nvita dei giovani. Una serie di sequenze mostrano gli insegnanti\nintenti ad accompagnare i bambini attraverso un percorso di\nconsapevolezza come cura e come via d’uscita dalla sofferenza e dalla\nviolenza. Il documentario raccoglie le sfide che i bambini americani\ndevono affrontare\, qualunque sia l’ambiente che si trovano a\nfrequentare\, che siano scuole private d’élite\, istituti pubblici fino\nal disagio della vita di strada o della reclusione nei centri di\ndetenzione minorile. Illuminanti sono le interviste a insegnanti e\nleader nel campo della ricerca e dell’educazione alla\n“consapevolezza”\, tra cui quelle al Dottor Dan Siegel e a Vinny\nFerraro. Vengono analizzati diversi approcci Mindfulness attraverso i\nprogrammi messi in pratica nella Bay Area di San Francisco. Il film ci\nricorda dell’esistenza di una naturale capacità di benessere e di\nfelicità\, più spiccata nei bambini. La regista stessa\, Hélène Walter\nha scoperto la mindfulness e ha deciso di formarsi per insegnare la\n“consapevolezza” ai bambini. Il lavoro dei suoi compagni della Scuola\nMindful\, è servito da ispirazione per questo film. \ntrailer: https://www.youtube.com/watch’v=-4UG1CVnCr4 \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:ROSA un film di Katja Colja
DESCRIPTION:ANTEPRIMA A TRIESTEmartedì 10 settembre ore 21:00\narriva al Cinema Ariston\nROSA\nun film di Katja Colja\ncon\nLunetta Savino \nSaranno presenti in sala:\nla protagonista LUNETTA SAVINO con SIMONETTA SOLDER E ANITA KRAVOS la\nregista KATJA COLJA\, i produttori DANIELE DI GENNARO e IGOR PEDICEK e\nil direttore della fotografia MICHELE PARADISI. Modera la giornalista\nIvana GODNIK \nDopo la calorosa accoglienza del pubblico e della stampa alla scorsa\nedizione del Bif&st – Bari International Film Festival\, uscirà il\nprossimo 18 settembre distribuito da Minimum Fax Media con la\ncollaborazione di Altri Sguardi\, ROSA il film diretto da Katja Colja\,\nche vede Lunetta Savino protagonista assoluta sul grande schermo. \nProdotto da Daniele Di Gennaro per Minimum Fax Media e da Igor Pedicek\nper Casablanca\, con Rai Cinema\, ROSA è scritto da Elisa Amoruso\, Katja\nColja e Tania Pedroni\, su soggetto della stessa Colja e di Angelo\nCarbone\, ed è la storia di una donna che\, come spesso le donne sanno\nfare\, dopo un enorme dolore riesce a trovare una nuova e miracolosa\nforza per prendersi cura di se stessa e di chi ama. \nIn ROSA si racconta il confine e il suo superamento: il confine tra le\nterre\, tra le persone\, tra le generazioni\, tra mente e corpo\, ragione\ne sentimento. \nNel cast: Lunetta Savino\, Boris Cavazza\, Anita Kravos\, Simonetta Solder. \nMartedì 10 settembre ore 21:00 presso il Cinema Ariston di Trieste :\nl’evento\, vedrà la presenza in sala dell’attrice Lunetta Savino\, la\nregista Katja Colja e del cast.
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SUMMARY:L’Amour Flou - come separarsi e restare amici
DESCRIPTION:La nuova stagione cinematografia al cinema Ariston\, la sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground\,si apre con la commedia francese “L’AMOUR FLOU – COME SEPARARSI E RESTARE AMICI” (Francia\, 2018\, 97’)\, scritto diretto e interpretato da\nRomane Bohringer e Philippe Rebbot\, in programma in prima visione dal 30 agosto.\nLa storia è ispirata alla vita reale ed esperienza personale dei due registi e protagonisti del film. Romane e Philippe si separano: dopo\n10 anni di vita in comune\, due figli e un cane\, non si amano più.\nInsomma… Non sono più innamorati. Ma si vogliono bene lo stesso.\nTanto. Troppo per separarsi veramente’ Insomma il loro amore è “flou” cioè poco chiaro. Sotto lo sguardo perplesso della gente che gli sta\nintorno Romane e Philippe traslocano in due appartamenti separati\, e comunicanti attraverso la camera dei bambini! È possibile separarsi\nrimanendo insieme’ Riusciranno a rifarsi una vita senza disfare tutto’\n\ntrailer: https://youtu.be/jT60erc-dJc\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Ariston Estate
DESCRIPTION:Il programma della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground\, si conclude questa settimana con il dramma argentino “IL SEGRETO DI UNA FAMIGLIA” (La Quietud\, Argentina/Francia\, 2018\, 112’) di Pablo Trapero con Martina Gusman\, Bérénice Bejo\, Edgar Ramirez\, in calendario mercoledì 28 egiovedì 29 agosto alle ore 18.30 e 21.00.\nDopo lunghi anni di assenza\, a seguito di un ictus che ha colpito il padre\, Eugenia ritorna a La Quietud\, la tenuta di proprietà della sua famiglia vicino a Buenos Aires\, dove si ricongiunge con sua madre e sua sorella. Le tre donne sono costrette a misurarsi con i traumi emotivi e gli oscuri segreti della loro passata vita in comune\, che si è svolta sullo sfondo della dittatura militare. Ed ecco che\nriaffiorano recriminazioni a lungo sepolte e riappaiono antiche gelosie\, sentimenti amplificati dall’inquietante somiglianza fisica tra le due sorelle…\n“Il segreto di una famiglia” è stato presentato in concorso alla 75a\nedizione della Mostra del Cinema di Venezia. \ntrailer: https://youtu.be/SEUYsg2mxpE \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:K-CINEMA | IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLA COREA DEL SUD
DESCRIPTION:La rassegna cinematografica “K-CINEMA | IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLACOREA DEL SUD”\, a cura della casa di distribuzione friulana Tucker\nFilm\, si conclude con la proiezione in anteprima del mistery-thriller\n“BURNING – L’AMORE BRUCIA” di Lee Chang-dong in versione originale\nsottotitolata\, tratto da un racconto dello scrittore giapponese Haruki\nMurakami\, in programma a Trieste al cinema Ariston martedì 27 agosto\nalle ore 21.00.\nIn concorso al Festival di Cannes 2018 (FIPRESCI Award per il miglior\nfilm e Vulcan Award per la miglior scenografia)\, “Burning – L’amore\nbrucia” arriverà in sala dal 19 settembre.\nDopo il memorabile “Poetry”\, il regista sudcoreano Lee Chang-dong\ntorna sul grande schermo con “Burning – L’amore brucia”\, ispirato al\nracconto “Granai incendiati” di Murakami. Un mystery thriller carico\ndi tensione drammatica\, la cui storia ruota attorno alle inquietudini\ndi un triangolo amoroso.\nUn film intenso che riflette le complessità del nostro presente\, come\nspiegato dallo stesso regista: «Il mondo in cui viviamo è diventato\nmisterioso: sentiamo che qualcosa non va\, sotto la superficie\nfunzionante della modernità\, ma il mondo non è in grado di spiegarci\ncosa. Sembra quasi di trovarsi di fronte a un gigantesco puzzle e le\npersone\, indipendentemente dalla nazionalità\, dalla religione o dallo\nstatus sociale\, sono piene di rabbia. I giovani\, soprattutto. Non\ntrovano risposte nel presente e non riescono a identificare un\nobiettivo\, sentendosi impotenti».\n“Burning – L’amore brucia” è stato selezionato per rappresentare la\nCorea del Sud agli Oscar 2019 nella categoria miglior film straniero.\nFanno parte del cast Yoo Ah-in\, Jeon Jong-seo e Steven Yeun\,\nquest’ultimo divenuto celebre a livello internazionale per il ruolo di\nGlenn Rhee nella serie cult “The Walking Dead”. \nTrailer: www.youtube.com/watch’v=UC3UJ3QLOE0&feature=youtu.be\nSito ufficiale: www.tuckerfilm.com/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:I morti non muoiono
DESCRIPTION:(The Dead Don’t Die) di Jim Jarmusch con Bill Murray\, Adam Driver\, Tilda Swinton\, Chloë Sevigny\, Steve Buscemi\, Danny Glover\, Iggy Pop\, Tom Waits USA\, 2019\, 103’ Nella tranquilla cittadina di Centreville\, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo\, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare Centerville: I morti non muoiono – escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi\, e gli abitanti della cittadina dovranno combattere per la loro sopravvivenza. Dallo scrittore-regista Jim Jarmusch arriva una commedia horror con uno sguardo turbolento\, triste e satirico sulle abitudini e i desideri degli americani alla fine del mondo – uno stato della nazione ironicamente terrificante\, affrontato con originale cinematografia.  \nORARIO PROIEZIONI\nvenerdì 23 agosto: 21.00 (v.o.s/t)\nsabato 24 agosto: 16.00 – 21.00\ndomenica 25 agosto: 18.30
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SUMMARY:L'ultima ora
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel mese di agosto conla rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un fitto calendario con\ni migliori titoli della stagione\, film restaurati\, anteprime e prime visioni\, sul\ngrande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita\nda La Cappella Underground.\nLa rassegna “ARISTON ESTATE” presenta in programma mercoledì 21 e\ngiovedì 22 agosto alle ore 18.30 e 21.00 in prima visione il thriller psicologico\n“L’ULTIMA ORA” (L’heure de la sortie\, Francia\, 2018\, 103’) di Sébastien Marnier\,\nin versione originale francese sottotitolata. Presentato con successo all’ultima\nMostra del Cinema di Venezia\, “L’ultima ora” è un thriller psicologico di grande\nimpatto\, che esplora il lato più oscuro dello spirito dei Fridays for Future in un\ncrescendo di suspense e con un colpo di scena finale che lascia a bocca aperta. La\nvicenda è ambientata in una scuola superiore\, dove un professore si getta dalla\nfinestra sotto gli occhi atterriti degli studenti. Il supplente chiamato a sostituirlo\,\nPierre\, nota da subito qualcosa di strano nella sua classe: un gruppo di sei alunni\,\nmolto uniti e dotati di un’incredibile intelligenza precoce\, ha un atteggiamento ostile\nverso chiunque e sembra stia preparando un piano misterioso. Pierre inizia a essere\nossessionato da questi adolescenti\, fino a venire risucchiato nel loro gioco sinistro…\nOpera seconda di Sébastien Marnier dopo l’applaudito “Irréprochable”\, “L’ultima ora”\nè tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé\, pubblicato in Italia da Einaudi.\nNel cast eccellente\, oltre ai veterani Laurent Lafitte (“Elle”) e Emmanuelle Bercot\n(“Mon Roi – Il mio re”)\, spicca la giovane Luàna Bajrami\, applaudita a Cannes nel\nnuovo film di Céline Sciamma\, “Portrait de la jeune fille en feu”.\n“Ho letto il romanzo di Dufossé quindici anni fa – afferma il regista – ed ero rimasto\nsopraffatto dal fascino delle situazioni che sapeva raccontare: un insegnante che si\nsuicida davanti alla sua classe\, l’atmosfera di sospetto che circonda gli studenti\, un\npiano indecifrabile che un gruppo di adolescenti sta mettendo in atto… Avrei voluto\nche fosse il mio primo film\, ma sono felice di averlo girato solo molti anni più tardi\,\nquando la situazione politica e ambientale in tutto il mondo\, e in Francia in\nparticolare\, si è fatta ancora più preoccupante. La realtà diventa sempre più difficile e\nlo stesso vale per la visione che i ragazzi protagonisti hanno del loro futuro”.
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SUMMARY:Fitzcarraldo (Germania\, 1981) di Werner Herzog
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, LaCappella Underground festeggia al cinema Ariston il 50esimo\nanniversario della fondazione con un ciclo di dieci “Cult Movies”\, in\nprogramma sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi\nn. 14 a Trieste ogni lunedì dall’8 luglio al 9 settembre. In\ncartellone dieci lungometraggi\, tutti in versione originale\nsottotitolata\, rappresentativi degli autori e delle tendenze\nartistiche che hanno contrassegnato la programmazione del cineclub\ntriestino e dell’Ariston nel periodo pionieristico dai primi anni ‘70\nall’inizio degli anni ‘90. \nIl settimo titolo del ciclo “Cult Movies”\, in programma al cinema\nAriston lunedì 19 agosto alle ore 18.00 e 21.00\, è\n“Fitzcarraldo”(Germania\, 1981\, 158’\, versione originale sottotitolata)\ndi Werner Herzog\, vincitore della Palma d’oro alla regia al 35esimo\nFestival di Cannes. Girato nella foresta amazzonica al confine fra\nEcuador e Perù con gli indios Aguarunas\, il film mette in scena\nl’avventuriero Brian Sweeney Fitzgerlad (un’insuperabile Klaus Kinski)\n– Fitzcarraldo per gli indios. Fitzcarraldo è un visionario con molti\nprogetti e un unico grande sogno: costruire in piena giungla\namazzonica un’imponente teatro d’opera\, facendolo inaugurare al\ncelebre tenore Enrico Caruso. Molly (una straordinaria Claudia\nCardinale)\, tenutaria di un bordello innamorata di lui\, lo convince a\ndedicarsi alla raccolta del caucciù per finanziare il suo sogno\nconvinta che “i sognatori possono spostare intere montagne”. Lo sforzo\nche Fitzcarraldo persegue va al di là di ogni ragionevolezza mettendo\na repentaglio la propria e l’altrui vita pur di veder realizzato il\nsuo sogno. Herzog costruisce la figura di Fitzcarraldo ispirandosi a\nquella del barone della gomma peruviana Carlos Fitzcarrald e alle sue\ngesta. Il sogno di Fitzcarraldo è anche\, specularmente\, il sogno di\nHerzog che\, a proposito dei questo film\, disse: “Se io abbandonassi\nquesto progetto sarei un uomo senza sogni\, e non voglio vivere in quel\nmodo. Vivo o muoio con questo progetto”.
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LOCATION:Cinema Ariston\, Viale Romolo Gessi
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