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SUMMARY:L’Amour Flou - come separarsi e restare amici
DESCRIPTION:La nuova stagione cinematografia al cinema Ariston\, la sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground\,si apre con la commedia francese “L’AMOUR FLOU – COME SEPARARSI E RESTARE AMICI” (Francia\, 2018\, 97’)\, scritto diretto e interpretato da\nRomane Bohringer e Philippe Rebbot\, in programma in prima visione dal 30 agosto.\nLa storia è ispirata alla vita reale ed esperienza personale dei due registi e protagonisti del film. Romane e Philippe si separano: dopo\n10 anni di vita in comune\, due figli e un cane\, non si amano più.\nInsomma… Non sono più innamorati. Ma si vogliono bene lo stesso.\nTanto. Troppo per separarsi veramente’ Insomma il loro amore è “flou” cioè poco chiaro. Sotto lo sguardo perplesso della gente che gli sta\nintorno Romane e Philippe traslocano in due appartamenti separati\, e comunicanti attraverso la camera dei bambini! È possibile separarsi\nrimanendo insieme’ Riusciranno a rifarsi una vita senza disfare tutto’\n\ntrailer: https://youtu.be/jT60erc-dJc\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Ariston Estate
DESCRIPTION:Il programma della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground\, si conclude questa settimana con il dramma argentino “IL SEGRETO DI UNA FAMIGLIA” (La Quietud\, Argentina/Francia\, 2018\, 112’) di Pablo Trapero con Martina Gusman\, Bérénice Bejo\, Edgar Ramirez\, in calendario mercoledì 28 egiovedì 29 agosto alle ore 18.30 e 21.00.\nDopo lunghi anni di assenza\, a seguito di un ictus che ha colpito il padre\, Eugenia ritorna a La Quietud\, la tenuta di proprietà della sua famiglia vicino a Buenos Aires\, dove si ricongiunge con sua madre e sua sorella. Le tre donne sono costrette a misurarsi con i traumi emotivi e gli oscuri segreti della loro passata vita in comune\, che si è svolta sullo sfondo della dittatura militare. Ed ecco che\nriaffiorano recriminazioni a lungo sepolte e riappaiono antiche gelosie\, sentimenti amplificati dall’inquietante somiglianza fisica tra le due sorelle…\n“Il segreto di una famiglia” è stato presentato in concorso alla 75a\nedizione della Mostra del Cinema di Venezia. \ntrailer: https://youtu.be/SEUYsg2mxpE \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:K-CINEMA | IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLA COREA DEL SUD
DESCRIPTION:La rassegna cinematografica “K-CINEMA | IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLACOREA DEL SUD”\, a cura della casa di distribuzione friulana Tucker\nFilm\, si conclude con la proiezione in anteprima del mistery-thriller\n“BURNING – L’AMORE BRUCIA” di Lee Chang-dong in versione originale\nsottotitolata\, tratto da un racconto dello scrittore giapponese Haruki\nMurakami\, in programma a Trieste al cinema Ariston martedì 27 agosto\nalle ore 21.00.\nIn concorso al Festival di Cannes 2018 (FIPRESCI Award per il miglior\nfilm e Vulcan Award per la miglior scenografia)\, “Burning – L’amore\nbrucia” arriverà in sala dal 19 settembre.\nDopo il memorabile “Poetry”\, il regista sudcoreano Lee Chang-dong\ntorna sul grande schermo con “Burning – L’amore brucia”\, ispirato al\nracconto “Granai incendiati” di Murakami. Un mystery thriller carico\ndi tensione drammatica\, la cui storia ruota attorno alle inquietudini\ndi un triangolo amoroso.\nUn film intenso che riflette le complessità del nostro presente\, come\nspiegato dallo stesso regista: «Il mondo in cui viviamo è diventato\nmisterioso: sentiamo che qualcosa non va\, sotto la superficie\nfunzionante della modernità\, ma il mondo non è in grado di spiegarci\ncosa. Sembra quasi di trovarsi di fronte a un gigantesco puzzle e le\npersone\, indipendentemente dalla nazionalità\, dalla religione o dallo\nstatus sociale\, sono piene di rabbia. I giovani\, soprattutto. Non\ntrovano risposte nel presente e non riescono a identificare un\nobiettivo\, sentendosi impotenti».\n“Burning – L’amore brucia” è stato selezionato per rappresentare la\nCorea del Sud agli Oscar 2019 nella categoria miglior film straniero.\nFanno parte del cast Yoo Ah-in\, Jeon Jong-seo e Steven Yeun\,\nquest’ultimo divenuto celebre a livello internazionale per il ruolo di\nGlenn Rhee nella serie cult “The Walking Dead”. \nTrailer: www.youtube.com/watch’v=UC3UJ3QLOE0&feature=youtu.be\nSito ufficiale: www.tuckerfilm.com/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:I morti non muoiono
DESCRIPTION:(The Dead Don’t Die) di Jim Jarmusch con Bill Murray\, Adam Driver\, Tilda Swinton\, Chloë Sevigny\, Steve Buscemi\, Danny Glover\, Iggy Pop\, Tom Waits USA\, 2019\, 103’ Nella tranquilla cittadina di Centreville\, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo\, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare Centerville: I morti non muoiono – escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi\, e gli abitanti della cittadina dovranno combattere per la loro sopravvivenza. Dallo scrittore-regista Jim Jarmusch arriva una commedia horror con uno sguardo turbolento\, triste e satirico sulle abitudini e i desideri degli americani alla fine del mondo – uno stato della nazione ironicamente terrificante\, affrontato con originale cinematografia.  \nORARIO PROIEZIONI\nvenerdì 23 agosto: 21.00 (v.o.s/t)\nsabato 24 agosto: 16.00 – 21.00\ndomenica 25 agosto: 18.30
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SUMMARY:L'ultima ora
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel mese di agosto conla rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un fitto calendario con\ni migliori titoli della stagione\, film restaurati\, anteprime e prime visioni\, sul\ngrande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita\nda La Cappella Underground.\nLa rassegna “ARISTON ESTATE” presenta in programma mercoledì 21 e\ngiovedì 22 agosto alle ore 18.30 e 21.00 in prima visione il thriller psicologico\n“L’ULTIMA ORA” (L’heure de la sortie\, Francia\, 2018\, 103’) di Sébastien Marnier\,\nin versione originale francese sottotitolata. Presentato con successo all’ultima\nMostra del Cinema di Venezia\, “L’ultima ora” è un thriller psicologico di grande\nimpatto\, che esplora il lato più oscuro dello spirito dei Fridays for Future in un\ncrescendo di suspense e con un colpo di scena finale che lascia a bocca aperta. La\nvicenda è ambientata in una scuola superiore\, dove un professore si getta dalla\nfinestra sotto gli occhi atterriti degli studenti. Il supplente chiamato a sostituirlo\,\nPierre\, nota da subito qualcosa di strano nella sua classe: un gruppo di sei alunni\,\nmolto uniti e dotati di un’incredibile intelligenza precoce\, ha un atteggiamento ostile\nverso chiunque e sembra stia preparando un piano misterioso. Pierre inizia a essere\nossessionato da questi adolescenti\, fino a venire risucchiato nel loro gioco sinistro…\nOpera seconda di Sébastien Marnier dopo l’applaudito “Irréprochable”\, “L’ultima ora”\nè tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé\, pubblicato in Italia da Einaudi.\nNel cast eccellente\, oltre ai veterani Laurent Lafitte (“Elle”) e Emmanuelle Bercot\n(“Mon Roi – Il mio re”)\, spicca la giovane Luàna Bajrami\, applaudita a Cannes nel\nnuovo film di Céline Sciamma\, “Portrait de la jeune fille en feu”.\n“Ho letto il romanzo di Dufossé quindici anni fa – afferma il regista – ed ero rimasto\nsopraffatto dal fascino delle situazioni che sapeva raccontare: un insegnante che si\nsuicida davanti alla sua classe\, l’atmosfera di sospetto che circonda gli studenti\, un\npiano indecifrabile che un gruppo di adolescenti sta mettendo in atto… Avrei voluto\nche fosse il mio primo film\, ma sono felice di averlo girato solo molti anni più tardi\,\nquando la situazione politica e ambientale in tutto il mondo\, e in Francia in\nparticolare\, si è fatta ancora più preoccupante. La realtà diventa sempre più difficile e\nlo stesso vale per la visione che i ragazzi protagonisti hanno del loro futuro”.
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SUMMARY:Fitzcarraldo (Germania\, 1981) di Werner Herzog
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, LaCappella Underground festeggia al cinema Ariston il 50esimo\nanniversario della fondazione con un ciclo di dieci “Cult Movies”\, in\nprogramma sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi\nn. 14 a Trieste ogni lunedì dall’8 luglio al 9 settembre. In\ncartellone dieci lungometraggi\, tutti in versione originale\nsottotitolata\, rappresentativi degli autori e delle tendenze\nartistiche che hanno contrassegnato la programmazione del cineclub\ntriestino e dell’Ariston nel periodo pionieristico dai primi anni ‘70\nall’inizio degli anni ‘90. \nIl settimo titolo del ciclo “Cult Movies”\, in programma al cinema\nAriston lunedì 19 agosto alle ore 18.00 e 21.00\, è\n“Fitzcarraldo”(Germania\, 1981\, 158’\, versione originale sottotitolata)\ndi Werner Herzog\, vincitore della Palma d’oro alla regia al 35esimo\nFestival di Cannes. Girato nella foresta amazzonica al confine fra\nEcuador e Perù con gli indios Aguarunas\, il film mette in scena\nl’avventuriero Brian Sweeney Fitzgerlad (un’insuperabile Klaus Kinski)\n– Fitzcarraldo per gli indios. Fitzcarraldo è un visionario con molti\nprogetti e un unico grande sogno: costruire in piena giungla\namazzonica un’imponente teatro d’opera\, facendolo inaugurare al\ncelebre tenore Enrico Caruso. Molly (una straordinaria Claudia\nCardinale)\, tenutaria di un bordello innamorata di lui\, lo convince a\ndedicarsi alla raccolta del caucciù per finanziare il suo sogno\nconvinta che “i sognatori possono spostare intere montagne”. Lo sforzo\nche Fitzcarraldo persegue va al di là di ogni ragionevolezza mettendo\na repentaglio la propria e l’altrui vita pur di veder realizzato il\nsuo sogno. Herzog costruisce la figura di Fitzcarraldo ispirandosi a\nquella del barone della gomma peruviana Carlos Fitzcarrald e alle sue\ngesta. Il sogno di Fitzcarraldo è anche\, specularmente\, il sogno di\nHerzog che\, a proposito dei questo film\, disse: “Se io abbandonassi\nquesto progetto sarei un uomo senza sogni\, e non voglio vivere in quel\nmodo. Vivo o muoio con questo progetto”.
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SUMMARY:Green Book
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel mese di agosto con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e unfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film restaurati\, documentari e prime visioni\, sul grande schermo della sala\nd’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground. \n\nSono tre i titoli in programma nella settimana di Ferragosto:\n\n“GREEN BOOK” (USA\, 2018\, 130′) di Peter Farrelly con protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali\, road movie incentrato sull’amicizia\ntra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano negli Stati Uniti degli anni Sessanta\, vincitore di tre premi Oscar tra cui\nquello come Miglior Film\, in calendario mercoledì 14 e giovedì 15 agosto alle ore 18.30 e 21.00;\n\n“BOHEMIAN RHAPSODY” (GB\, USA\, 2018\, 106’) di Bryan Singer\, coinvolgente celebrazione dei Queen\, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (un indimenticabile Rami Malek\, premiato con l’Oscar)\, in programma venerdì 16 agosto alle ore 21.00\, sabato 17 agosto alle ore 16.30 e 21.00\, domenica 18 agosto alle ore 18.30;\n\n“TROPPA GRAZIA” (Italia\, Spagna\, Grecia\, 2018\, 118’) di Gianni Zanasi\, commedia italiana con Alba Rohrwacher\, Elio Germano\, Giuseppe Battiston\, Hadas Yaron\, storia della surreale apparizione di una Madonna nell’Italia di oggi\, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes e vincitore del premio Europa Cinemas Label\, in cartellone venerdì 16 agosto alle ore 18.30\, sabato 17 agosto alle ore 18.30\, domenica 18 agosto alle ore 16.30 e 21.00.\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:K-CINEMA | IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLA COREA DEL SUD
DESCRIPTION:La rassegna cinematografica “K-CINEMA | IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLACOREA DEL SUD”\, a cura della casa di distribuzione friulana Tucker\nFilm\, approda a Trieste al cinema Ariston a partire da martedì 6\nagosto nell’ambito di un tour regionale che comprende le piazze di\nUdine\, Pordenone e Monfalcone. Quattro film\, in versione originale\nsottotitolata\, che raccontano l’attuale scena cinematografica\nsudcoreana\, rappresentativi di quattro generi\, a testimoniare il\nmeglio delle produzioni recenti e l’incredibile ricchezza creativa di\nun’industria che ha raggiunto il quinto posto del box office mondiale:\nla commedia “color pastello” “Little Forest” di Yim Soon-rye (6\nagosto)\, il blockbuster d’impegno civile “A Taxi Driver” di Jang Hoon\n(13 agosto)\, il film action “The Gangster\, The Cop\, The Devil” di\nWon-Tae Lee (20 agosto)\, e il torbido mystery thriller in anteprima\n“Burning – L’amore brucia” di Lee Chang-dong (27 agosto). \nLa rassegna si apre con la proiezione\, martedì 6 agosto alle ore\n21.00\, del film “Little Forest” di Yim Soon-rye (Corea del Sud\, 2018\,\n103’) in versione originale sottotitolata. Tratto da un manga\ngiapponese\, ma adattato allo stile narrativo sudcoreano\, “Little\nForest” racconta (anzi: dipinge) con sorprendente delicatezza la\nstoria della fuga e della rinascita della giovane Hye-won\, in crisi\nprofessionale e sentimentale\, che abbandona la frenesia della\nmetropoli per imparare la lentezza della vita rurale. I codici e i\nsegreti dell’essenzialità. “Little Forest” è uno sperduto villaggio\ndove le radici (emotive) dell’infanzia corrispondono alle radici\n(fisiche) della terra. “Little Forest” è una piccola cucina dove i\nnudi frutti dell’orto diventano golose ricette conviviali. Abbiamo\nbisogno di tanto altro\, per essere felici’ \nSito ufficiale: http://www.tuckerfilm.com/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org \n— \n“K-CINEMA” IL FASCINO (IN)DISCRETO DELLA COREA DEL SUD\nCinema Ariston | Viale Romolo Gessi n. 14 | Trieste \nMartedì 6 agosto – ore 21.00\nLITTLE FOREST di Yim Soon-rye\n(Corea del Sud\, 2018\, 103’) versione originale sottotitolata\nTratto da un manga giapponese\, ma adattato allo stile narrativo\nsudcoreano\, “Little Forest” racconta (anzi: dipinge) con sorprendente\ndelicatezza la storia di una fuga e di una rinascita. La fuga e la\nrinascita della giovane Hye-won\, in crisi professionale e\nsentimentale\, che abbandona la frenesia della metropoli per imparare\nla lentezza della vita rurale. I codici e i segreti dell’essenzialità.\n“Little Forest” è uno sperduto villaggio dove le radici (emotive)\ndell’infanzia corrispondono alle radici (fisiche) della terra. “Little\nForest” è una piccola cucina dove i nudi frutti dell’orto diventano\ngolose ricette conviviali. Abbiamo bisogno di tanto altro\, per essere\nfelici’ \nMartedì 13 agosto – ore 21.00\nA TAXI DRIVER di Jang Hoon\n(Corea del Sud\, 2017\, 137′) versione originale sottotitolata\nLa mente corre a De Niro e Scorsese\, certo\, ma questa non è la New\nYork degli anni ‘70: è la Seoul degli anni ‘80. Jang Hoon ci fa salire\nsu un taxi e ci (ri)porta nel buio di Gwangju\, dove sta per esplodere\nla grande rivolta popolare contro la dittatura di Chun Doo-hwan. Dieci\ngiorni di lotta\, dieci giorni di feroce repressione. Il 18 maggio 1980\nrappresenta ancora una ferita aperta\, nel cuore della Corea del Sud\, e\ni dodici milioni di spettatori che hanno applaudito “A Taxi Driver” lo\ndimostrano. Blockbuster o inno civile’ Un inno civile che parla il\nlinguaggio del blockbuster\, affidandosi – tra lacrime\, risate\, azione\n– al gigantesco Song Kang-ho. \nMartedì 20 agosto – ore 21.00\nTHE GANGSTER\, THE COP\, THE DEVIL di Lee Won-tae\n(Corea del Sud\, 2019\, 109′) versione originale sottotitolata\nLe vie dell’action-thriller sono infinite\, o quasi\, e il cinema\nsudcoreano le sa percorrere a occhi chiusi. Dal punto di vista delle\nstrutture narrative e\, naturalmente\, dal punto di vista stilistico.\nPensiamo a “The Chaser”. Pensiamo a “The Man from Nowhere”. Pensiamo\nai tanti cult che gli appassionati conoscono a memoria. “The Gangster\,\nThe Cop\, The Devil”\, però\, non si accontenta e moltiplica tutto per\ntre: l’elemento crime\, l’elemento poliziesco\, l’elemento noir. Più che\nl’ennesima variazione sul tema\, un appassionante (e divertente!)\nvirtuosismo pop. La storia di un’alleanza spericolata tra uno sbirro e\nun bandito\, impegnati a costruire una tregua per neutralizzare un\nserial killer. Chi sono i buoni e chi sono i cattivi’ \nMartedì 27 agosto – ore 21.00\nBURNING – L’AMORE BRUCIA di Lee Chang-dong\n(Corea del Sud\, 2018\, 148′) versione originale sottotitolata\nCome “Little Forest”\, anche “Burning” deriva da uno spostamento fra\nGiappone e Corea del Sud: il Giappone di Haruki Murakami (autore del\nracconto “Granai incendiati” alla base del film)\, e la Corea del Sud\ndi Lee Chang-dong\, regista del memorabile “Poetry”\, che ha saputo\ntrasformare quelle brevi pagine in un massiccio “romanzo\ncinematografico”. Un potentissimo dramma dell’anima che osserva la\nsintassi del mistery-thriller\, scavando dentro le inquietudini e le\nombre di uno strano triangolo (amoroso’). Ieri e oggi\, ricchezza e\npovertà\, dovere e piacere: tutto è doppio\, tutto può doppiamente\ningannare gli occhi e il cuore… Per Barack Obama\, icona stessa\ndell’Occidente contemporaneo\, il miglior titolo del 2018.
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SUMMARY:“ARISTON ESTATE” - un ciclo di dieci “Cult Movies”
DESCRIPTION:Il quinto titolo del ciclo “Cult Movies”\, in programma al cinemaAriston lunedì 5 agosto alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00\, è “Provaci\nancora\, Sam” (Play it again\, Sam\, USA\, 1972\, versione originale\nsottotitolata) di Herbert Ross\, tratto dall’omonima pièce teatrale di\nWoody Allen\, protagonista accanto a Diane Keaton. Il titolo originale\n“Play it again\, Sam” (traducibile con “Suonala ancora\, Sam”) è una\ncitazione parafrasata dal film “Casablanca”.\nUn critico cinematografico occhialuto e complessato viene abbandonato\ndalla moglie. La separazione non lo guarisce dai complessi\, anzi.\nTanto più che nelle sue fantasie non manca mai di confrontare la\npropria squallida realtà con le imprese cinematografiche del suo idolo\nHumphrey Bogart. Ma alla fine lo aspetta la sua notte da leone: va a\nletto con la bella moglie di un amico e potrebbe persino portargliela\nvia del tutto. Tuttavia\, come il Bogart di “Casablanca” avrà la forza\nd’animo di rinunciare a lei per non rovinare un matrimonio. \nIl programma completo della rassegna: il thriller psicologico “Il\ncoltello nell’acqua” (Nóz w Wodzieta\, Polonia\, 1962)\, primo\nlungometraggio di Roman Polanski (8 luglio); la commedia surreale\n“Monsieur Hulot nel caos del traffico” (Trafic\, Francia\, 1971) di\nJacques Tati (15 luglio); “Il fascino discreto della borghesia” (Le\ncharme discret de la bourgeoisie\, Francia\, 1972) di Luis Buñuel\,\npremiato con l’Oscar come miglior film straniero (22 luglio); “Alice\nnella città” (Alice in den Stadten\, Germania\, 1973)\, road-movie in\nbianco e nero di Wim Wenders (29 luglio); “Provaci ancora\, Sam” (Play\nIt Again\, Sam\, USA\, 1972) di Herbert Ross\, dall’omonima pièce teatrale\ndi Woody Allen\, protagonista accanto a Diane Keaton (5 agosto);\n“Incontri con uomini straordinari” (Meetings with Remarkable Men\,\nRegno Unito\, 1979) di Peter Brook\, ispirato al romanzo autobiografico\ndi Gurdjieff (12 agosto); “Fitzcarraldo” (Germania\, 1981)\, opera\ntitanica di Werner Herzog girata in Amazzonia con protagonista Klaus\nKinski (19 agosto); “Velluto blu” (Blue Velvet\, USA\, 1986)\, noir\nonirico di David Lynch con Isabella Rossellini\, Kyle MacLachlan e\nDennis Hopper (26 agosto); “Let’s Get Lost” (USA\, 1988) del fotografo\nBruce Weber\, docu-film sul trombettista jazz Chet Baker (2 settembre);\n“Close Up” (Iran\, 1990)\, film di riflessione sul linguaggio\ncinematografico di Abbas Kiarostami (9 settembre). \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:“ARISTON ESTATE” - un ciclo di dieci “Cult Movies”
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, LaCappella Underground festeggia al cinema Ariston il 50esimo\nanniversario della fondazione con un ciclo di dieci “Cult Movies”\, in\nprogramma sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi\nn. 14 a Trieste ogni lunedì dall’8 luglio al 9 settembre. In\ncartellone dieci lungometraggi\, tutti in versione originale\nsottotitolata\, rappresentativi degli autori e delle tendenze\nartistiche che hanno contrassegnato la programmazione del cineclub\ntriestino e dell’Ariston nel periodo pionieristico dai primi anni ‘70\nall’inizio degli anni ‘90. \nIl quarto titolo del ciclo “Cult Movies”\, in programma al cinema\nAriston lunedì 29 luglio alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00\, “Alice nella\ncittà” (Alice in den Stadten\, Germania\, 1973 versione originale\nsottotitolata)\, road-movie in bianco e nero di Wim Wenders nella nuova\nedizione restaurata.\nIl giornalista tedesco Philip Winter (Rüdiger Vogler)\, negli Stati\nUniti per lavoro\, licenziato dall’editore è costretto a tornare in\nGermania e all’aeroporto incontra Liza e la figlia Alice. La donna gli\naffida la bambina ma non si presenta all’appuntamento per riprenderla.\nAi due non rimane altra soluzione che andare alla ricerca della nonna\ndi Alice\, che vive in Germania. Il film è il primo capitolo della\n“trilogia della strada” firmata dal regista di Düsseldorf\, proseguita\nnel corso degli anni Settanta con “Falso movimento” (1975) e “Nel\ncorso del tempo” (1976). \nIl programma completo della rassegna: il thriller psicologico “Il\ncoltello nell’acqua” (Nóz w Wodzieta\, Polonia\, 1962)\, primo\nlungometraggio di Roman Polanski (8 luglio); la commedia surreale\n“Monsieur Hulot nel caos del traffico” (Trafic\, Francia\, 1971) di\nJacques Tati (15 luglio); “Il fascino discreto della borghesia” (Le\ncharme discret de la bourgeoisie\, Francia\, 1972) di Luis Buñuel\,\npremiato con l’Oscar come miglior film straniero (22 luglio); “Alice\nnella città” (Alice in den Stadten\, Germania\, 1973)\, road-movie in\nbianco e nero di Wim Wenders (29 luglio); “Provaci ancora Sam” (Play\nIt Again\, Sam\, USA\, 1972) di Herbert Ross\, dall’omonima pièce teatrale\ndi Woody Allen\, protagonista accanto a Diane Keaton (5 agosto);\n“Incontri con uomini straordinari” (Meetings with Remarkable Men\,\nRegno Unito\, 1979) di Peter Brook\, ispirato al romanzo autobiografico\ndi Gurdjieff (12 agosto); “Fitzcarraldo” (Germania\, 1981)\, opera\ntitanica di Werner Herzog girata in Amazzonia con protagonista Klaus\nKinski (19 agosto); “Velluto blu” (Blue Velvet\, USA\, 1986)\, noir\nonirico di David Lynch con Isabella Rossellini\, Kyle MacLachlan e\nDennis Hopper (26 agosto); “Let’s Get Lost” (USA\, 1988) del fotografo\nBruce Weber\, docu-film sul trombettista jazz Chet Baker (2 settembre);\n“Close Up” (Iran\, 1990)\, film di riflessione sul linguaggio\ncinematografico di Abbas Kiarostami (9 settembre). \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:L'alfabeto di Peter Greenaway - The Greenaway Alphabet
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di luglio con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, documentari e\nfilm restaurati\, sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo\nGessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” propone in programma giovedì 25 luglio\nalle ore 18.30 e 21.00 il docu-film “L’ALFABETO DI PETER GREENAWAY”\n(The Greenaway Alphabet\, Olanda\, 2017) di Saskia Boddekke\, in versione\noriginale sottotitolata: un ritratto tenero e ironico sull’iconico\nregista inglese\, tra la sua vita privata e la sua filmografia.\nL’artista Saskia Boddeke racconta il marito Peter Greenaway formulando\nun alfabeto che ripercorre vita e arte in un dialogo con la figlia\nZoë\, detta Pip. \n“La vita è arte e l’arte è vita”. Questo il motto di Peter Greenaway\,\nfilmmaker fra i più eclettici del cinema contemporaneo. Partendo da\nquesta premessa Saskia Boddeke\, artista multimediale nonché moglie del\nregista\, fa incursione nella mente del marito. La creatività di\nGreenaway è incorniciata in una conversazione con la figlia\nadolescente Pip\, che in un dialogo ricco d’ironia mette in ordine\nalfabetico i punti salienti della vita del padre. “A come Amsterdam”\,\ndice Mister Greenaway\, ma anche “A come Autismo”\, lo incalza Pip. Le\ndomande della figlia lo colpiscono dritte al cuore\, permettendo alla\nmoglie di trarne un ritratto unico nel suo genere: quello di un\nvisionario\, sì\, ma soprattutto di un uomo e della sua battaglia contro\nil tempo.
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DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, LaCappella Underground festeggia al cinema Ariston il 50esimo\nanniversario della fondazione con un ciclo di dieci “Cult Movies”\, in\nprogramma sul grande schermo della sala d’essai di Viale Romolo Gessi\nn. 14 a Trieste ogni lunedì dall’8 luglio al 9 settembre. In\ncartellone dieci lungometraggi\, tutti in versione originale\nsottotitolata\, rappresentativi degli autori e delle tendenze\nartistiche che hanno contrassegnato la programmazione del cineclub\ntriestino e dell’Ariston nel periodo pionieristico dai primi anni ‘70\nall’inizio degli anni ‘90. \nIl terzo titolo del ciclo “Cult Movies”\, in programma al cinema\nAriston lunedì 22 luglio alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00\, è “Il fascino\ndiscreto della borghesia” (Le charme discret de la bourgeoisie\,\nFrancia\, 1972\, 105’\, versione originale sottotitolata) di Luis Buñuel\,\ncon Fernando Rey\, Delphine Seyrig\, Bulle Ogier\, Michel Piccoli\, film\nvincitore del premio Oscar come miglior film straniero nel 1973. Ogni\nvolta che i signori Thévenot ed i signori Sénéchal tentano di pranzare\ninsieme\, dopo aver concluso un proficuo affare con l’ambasciatore di\nuno stato dell’America del Sud\, vengono interrotti da avvenimenti\nimprevisti ed inusuali. Una trama pretesto che consente a Buñuel di\nmettere in scena un’innumerevole serie di sequenze assurde\, in cui il\nmaestro del cinema spagnolo registra le miserie e la meschinità della\nclasse borghese e delle autorità che la circondano e proteggono\, con\nuna girandola di eventi esilaranti ed al tempo stesso improbabili\,\nattingendo ampiamente alle proprie origini surrealiste. \nIl programma completo della rassegna: il thriller psicologico “Il\ncoltello nell’acqua” (Nóz w Wodzieta\, Polonia\, 1962)\, primo\nlungometraggio di Roman Polanski (8 luglio); la commedia surreale\n“Monsieur Hulot nel caos del traffico” (Trafic\, Francia\, 1971) di\nJacques Tati (15 luglio); “Il fascino discreto della borghesia” (Le\ncharme discret de la bourgeoisie\, Francia\, 1972) di Luis Buñuel\,\npremiato con l’Oscar come miglior film straniero (22 luglio); “Alice\nnella città” (Alice in den Stadten\, Germania\, 1973)\, road-movie in\nbianco e nero di Wim Wenders (29 luglio); “Provaci ancora Sam” (Play\nIt Again\, Sam\, USA\, 1972) di Herbert Ross\, dall’omonima pièce teatrale\ndi Woody Allen\, protagonista accanto a Diane Keaton (5 agosto);\n“Incontri con uomini straordinari” (Meetings with Remarkable Men\,\nRegno Unito\, 1979) di Peter Brook\, ispirato al romanzo autobiografico\ndi Gurdjieff (12 agosto); “Fitzcarraldo” (Germania\, 1981)\, opera\ntitanica di Werner Herzog girata in Amazzonia con protagonista Klaus\nKinski (19 agosto); “Velluto blu” (Blue Velvet\, USA\, 1986)\, noir\nonirico di David Lynch con Isabella Rossellini\, Kyle MacLachlan e\nDennis Hopper (26 agosto); “Let’s Get Lost” (USA\, 1988) del fotografo\nBruce Weber\, docu-film sul trombettista jazz Chet Baker (2 settembre);\n“Close Up” (Iran\, 1990)\, film di riflessione sul linguaggio\ncinematografico di Abbas Kiarostami (9 settembre). \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:First man - il primo uomo
DESCRIPTION:RASSEGNA “ARISTON ESTATE”: IL FILM “FIRST MAN – IL PRIMO UOMO” DI DAMIEN CHAZELLE IN PROGRAMMA IN OCCASIONE DEL 50ESIMO ANNIVERSARIO DELLO SBARCO SULLA LUNA\nIl calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel mese di luglio con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film restaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground.\n\nIn occasione del 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna\, la rassegna “ARISTON ESTATE” propone in programma venerdì 19 luglio alle\nore 21.00\, sabato 20 luglio alle ore 16.00 e 21.00 e domenica 21 luglio alle ore 18.30 il film “FIRST MAN – IL PRIMO UOMO” di Damien\nChazelle\, con protagonista Ryan Gosling nel ruolo dell’astronauta Neil Armstrong.\n\n“First Man” narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sulla Luna: il film si concentra sulla figura di Neil\nArmstrong e sul decennio che ha preceduto lo storico volo dell’Apollo 11. Resoconto viscerale e in prima persona\, basato sul libro di James\nR. Hansen\, il film mette in luce il tormento\, la gioia\, i momenti di vita vissuta e perduta\, per Armstrong e per l’intera nazione\, in nome\ndi una delle missioni più pericolose della storia\, lo sbarco sulla Luna\, il 20 luglio 1969.\n\nTrailer: https://youtu.be/froFJdUPrNE\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Ariston Estate
DESCRIPTION:RASSEGNA “ARISTON ESTATE”: LA COMMEDIA “ NON FICTION – IL GIOCO DELLECOPPIE” DI OLIVIER ASSAYAS IN VERSIONE ORIGINALE FRANCESE AL CINEMA\nARISTON IL 16 E 17 LUGLIO \nIl calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel\nmese di luglio con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” presenta in programma martedì 16 e\nmercoledì 17 luglio alle ore 18.30 e 21.00 il film “NON FICTION – IL\nGIOCO DELLE COPPIE” (Doubles vies\, Francia\, 2018\, 100’) di Olivier\nAssayas\, in versione originale francese sottotitolata. Nel cast\,\nGuillaume Canet\, Juliette Binoche\, Vincent Macaigne\, Nora Hamzawi\,\nChrista Théret.\nAlain\, un editore parigino di successo che fatica ad adattarsi alla\nrivoluzione digitale\, nutre seri dubbi di fronte al nuovo manoscritto\ndi Léonard\, uno degli autori con i quali collabora da lunga data\,\ntrattandosi dell’ennesima opera autobiografica che prende spunto dalla\nsua relazione con una celebrità di secondo piano. Selena\, moglie di\nAlain e affermata attrice teatrale\, è del parere opposto. Nella\ncommedia che ha conquistato il Festival di Venezia con il suo\nintreccio di relazioni troppo assurde per essere finte\, Olivier\nAssayas racconta il mondo che cambia e il modo in cui riusciamo (o non\nriusciamo) a stargli dietro. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:History of love
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di giugno con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” presenta in anteprima martedì 25 giugno\nalle ore 20.30 in anteprima il film “HISTORY OF LOVE” (Slovenia\,\nItalia\, Norvegia\, 2018\, 105’ – versione originale sottotitolata)\,\nopera seconda di Sonja Prosenc: la regista parteciperà alla proiezione\nassieme al direttore della fotografia Mitja Ličen\, i produttori Nadia\nTrevisan\, Rok Sečen e Alberto Fasulo\, l’attrice Zita Fusco\, per un\nincontro con il pubblico moderato dalla giornalista Ivana Godnik. \nProdotto da Monoo (Slovenia)\, Nefertiti Film con Rai Cinema (Italia) e\nIncitus Films (Norvegia)\, “History of Love” è stato girato in gran\nparte nei territori del Friuli Venezia Giulia (Gorizia\, Monfalcone\,\nMarina Julia)\, oltre che a Bolzano e in Slovenia\, ed è stato\nrealizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli\nVenezia Giulia e FVG Film Commission. Il film è un un dramma viscerale\nche ruota intorno a Iva\, adolescente con un deficit uditivo\, sconvolta\ndalla morte della madre musicista e protagonista di un viaggio\nattraverso passato e presente\, senso di colpa\, rabbia\, dolore e\nredenzione. Presentato in concorso al Festival di Karlovy Vary\,\nricevendo la Menzione Speciale della Giuria per meriti artistici\,\n“History of Love” esce nel sale italiane con la distribuzione di\nNefertiti Film\, e sarà proiettato in anteprima in un tour regionale\nche\, dopo la tappa di Trieste\, proseguirà a Gorizia mercoledì 26\ngiugno alle ore 20.30 al Kinemax\, a Pordenone giovedì 27 giugno alle\nore 21.00 a Cinemazero\, a Udine giovedì 27 giugno alle ore 21.30\nnell’arena all’aperto del Giardino “Loris Fortuna”. \nA causa di un deficit uditivo\, l’adolescente Iva ha innalzato una\nbarriera tra sé stessa e la madre\, cantante d’opera. La morte della\nmadre a causa di un incidente automobilistico spezza l’equilibrio\nprecario che teneva insieme la famiglia e obbliga i componenti rimasti\n(Iva\, suo padre e i suoi fratelli) a cercare un modo per far fronte\nalla perdita. Iva scopre che la madre intratteneva una relazione\nextraconiugale con Erik\, direttore d’orchestra. La ragazza decide di\nosservare e studiare l’uomo iniziando a perseguitarlo\, arrivando ad\nintrodursi di notte nel suo appartamento mentre lui dorme. Quella\nstessa notte\, una serie di eventi unirà inaspettatamente Iva ed Erik\nin un viaggio onirico in cui l’uomo si troverà a sostenere Iva nel\ndisperato tentativo di trovare un misterioso corpo che lei dice di\naver visto galleggiare nel fiume. Durante la ricerca del corpo\, Iva ed\nErik non si accorgeranno di essere seguiti a loro volta. Iva\nrealizzerà che Erik è l’unica persona in grado di condividere con lei\nil senso della perdita. Questa nuova consapevolezza la porterà a\nriconciliarsi con il ricordo di sua madre\, con il suo dolore e la sua\nfamiglia. \nSonja Prosenc\, regista di “Drevo” (The Tree)\, film sloveno selezionato\nper gli Oscar del 2016\, presentato al Karlovy Vary IFF nel 2014\,\nvincitore dello Slovenian Film Festival e del Premio della Giuria\nGiovanile al festival Film by the Sea\, torna sugli schermi con\n“History of Love”\, presentato nel concorso ufficiale del Karlovy Vary\nIFF 2018\, dove ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria per\nmeriti artistici\, e in anteprima italiana al 36. Torino Film Festival. \nSito ufficiale: http://www.nefertitifilm.it\nTrailer: https://vimeo.com/341521468 \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Shelter
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di giugno con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” propone in programma lunedì 24 giugno\nalle ore 20.30 il documentario “SHELTER – ADDIO ALL’EDEN” (Shelter –\nFarewll to Eden\, Italia\, Francia\, 2019\, 81’) alla presenza del regista\nEnrico Masi; prodotto da Caucaso e Ligne 7 con Rai Cinema e\ndistribuito da Istituto Luce Cinecittà\, il film mette in scena la vera\nstoria di Pepsi\, militante transessuale\, dal Mindanao nel sud delle\nFilippine fino all’Italia\, dalla giungla di Calais a Parigi\,\nraccontando l’odissea dell’accoglienza in Europa\, con temi centrali\nl’identità\, le frontiere\, il paesaggio e il corpo in transizione.\n“Shelter” è uno dei documentari-caso della stagione\, applaudito nei\nFestival di Copenhagen\, Cinema du Réel di Parigi\, BFI Flare di Londra\ne attualmente in tour nelle sale cinematografiche italiane. \n“Shelter” è la storia di Pepsi\, militante transessuale nata nel Sud\ndelle Filippine in un’isola di fede musulmana. Dal Mindanao alla\ngiungla di Calais\, Pepsi rincorre il riconoscimento di un diritto\nuniversale\, vivendo l’odissea dell’accoglienza in Europa. Pepsi è un\nindividuo in transizione alla ricerca di un impiego stabile come\nbadante\, dopo aver lavorato per oltre 10 anni nella Libia di Gheddafi\ncome infermiera\, prima di essere costretta a seguire il flusso dei\nrifugiati. Ha cambiato più volte nome: nel film non rivela il suo\, e\ndecide di non mostrare il proprio volto. Il suo racconto diventa\nquello di una maschera\, mentre lotta per la propria identità. Pepsi ha\nsostenuto il colloquio per la richiesta del diritto d’asilo a Bologna\,\ndove ha ottenuto un primo riconoscimento. Non è riuscita a fermarsi.\nHa proseguito per la Francia\, oltrepassando il passo della morte sulle\nalture di Ventimiglia\, raggiungendo Parigi\, dove acquisisce una nuova\nidentità e trova lavoro clandestinamente; e condividendo\, dopo aver\nesplorato foreste e montagne\, la ‘giungla’ di Calais\, gli spazi\ninterstiziali con rifugiati afghani\, nigeriani\, sudanesi\, tra le\narchitetture severe della metropoli. Il suo vagare ricorda l’antico\nmito d’Europa\, secondo cui una giovane venne rapita e sedotta da\nGiove\, nelle sembianze di un toro\, portandola in un’isola del\nMediterraneo da cui avrebbe dato il nome al continente.\nIl film è stato prodotto fra Sardegna\, Emilia\, Liguria\, le Alpi\nMarittime e Parigi.\nNel corso di tre anni\, con un totale di quasi 90 ore di girato\, oltre\na materiale d’archivio e pellicole originali girate in 8 e 16mm\,\n“Shelter” rappresenta il capitolo finale di una trilogia\, iniziata con\n“The Golden Temple” (2012) e “Lepanto (2016)\, dedicata all’impatto dei\n‘Mega Eventi’. alla resistenza e alla resilienza. Qui i temi centrali\nsono l’identità\, le frontiere\, il paesaggio e il corpo in transizione.\nUn intimo diario\, nel quale il dramma personale si riflette\nall’interno di paesaggi naturali e suburbani\, e può farsi riflesso di\nun dramma e una sfida collettivi. \nScrive Enrico Masi nelle note di regia: «Il nostro interesse per Pepsi\nsi è manifestato in una piazza alla periferia di Parigi.\nL’impossibilità di riprendere il suo volto ci ha portato a costruire\nla narrazione seguendo i modi di un’antica parabola o di un mito. Per\nquesto il mito d’Europa\, con il rapimento e lo stupro di una giovane\navvenuto in un’isola del Mediterraneo e compiuto da Giove\, nelle\nsembianze di un toro bianco\, ha trovato posto nel cuore della\nstruttura narrativa. “Shelter”\, in qualità di film e quindi di oggetto\nchiuso in se stesso\, a sua volta corrisponde ad un rifugio\, un luogo\nsicuro che custodisce la storia di Pepsi\, ciò che lei ha voluto\nraccontare a noi\, ciò che è accaduto sulla sua pelle. La strada che\npercorre si insinua in un territorio internazionale indistinto\, tra il\nNord Italia\, le Alpi Marittime e Parigi\, attraversando confini\, città\,\nmontagne e foreste\, in un medioevo tecnologico che supera la divisione\ntra natura e urbanità. Pepsi è cresciuta in un’isola del sud delle\nFilippine\, all’interno di un movimento di combattenti d’ispirazione\nmusulmana\, da cui è fuggita\, attraversando l’Asia e l’Africa per\narrivare in Europa. Il suo cammino diventa un sussulto\, un’emanazione\ndel conflitto post-coloniale che si trasferisce\, grazie alle sue\nrichieste di riconoscimento identitario\, nella decadenza lenta e\ninesorabile di un grande impero occidentale\, in cui nuove culture\nmondiali penetrano e si assimilano. All’interno del documentario non\nvengono presentate tesi. La storia di Pepsi\, narrata direttamente\ndalla sua voce\, diventa corpo e azione seguendo i vari territori che\nha attraversato. L’assenza del suo volto nella costruzione\ndrammaturgica eleva la sua voce da racconto particolare a canto\ncollettivo».
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SUMMARY:Ariston Estate
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di giugno con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” propone nel weekend del 21\, 22 e 23\ngiugno una doppia programmazione con il film “ROMA” (Messico\, 2018\,\n135′) di Alfonso Cuarón\, vincitore di tre premi Oscar e del Leone\nd’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia\, in versione originale\nsottotitolata; e I VILLEGGIANTI (Les estivants\, Francia\, Italia\, 2018\,\n125′) di Valeria Bruni Tedeschi\, dramma famigliare e riflessione sulla\nvita e sul cinema ambientata in una villa della Costa Azzurra\, con\nprotagonisti Valeria Golino e Riccardo Scamarcio assieme alla stessa\nBruni Tedeschi. \n“ROMA” (Messico\, 2018\, 135′) di Alfonso Cuarón\, vincitore di tre premi\nOscar come Miglior Film Straniero\, Miglior Regia e Miglior Fotografia\,\ndopo aver già trionfato come Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di\nVenezia e ai Golden Globe per la Regia e come Miglior Film Straniero\,\nè distribuito in Italia dalla Cineteca di Bologna. Il regista\,\nispirandosi ai ricordi della propria infanzia\, ha realizzato un\npotente dramma ambientato a Città del Messico nei primi anni Settanta:\nprotagonista un’attrice non professionista\, Yalitza Aparicio\, nel\nruolo di Cleo\, domestica a servizio di una famiglia borghese del\nquartiere residenziale che dà titolo al film. Un capolavoro di stile e\ndi regia\, in cui l’accurata ricerca visiva – bianco e nero\ncristallino\, costruzione in profondità di campo\, complessi movimenti\ndi macchina – contribuisce a rafforzare il realismo della\nrappresentazione e dei sentimenti.\nIn programma venerdì 21 giugno ore 21.00\, sabato 22 giugno ore 16.00 e\n21.00\, domenica 23 giugno ore 18.30. \nI VILLEGGIANTI (Les estivants\, Francia\, Italia\, 2018\, 125′) di Valeria\nBruni Tedeschi\, è un dramma famigliare ambientato una grande e bella\nproprietà in Costa Azzurra. Un posto che sembra essere fuori dal tempo\ne protetto dal mondo. Anna arriva con sua figlia per qualche giorno di\nvacanza. In mezzo alla sua famiglia\, ai loro amici e al personale di\nservizio\, Anna deve gestire la sua recente separazione e la scrittura\ndel suo prossimo film. Dietro le risate\, la rabbia\, i segreti\, nascono\nrapporti di supremazia\, paure e desideri. Nel cast\, assieme a Valeria\nBruni Tedeschi\, Pierre Arditi\, Valeria Golino\, Noémie Lvovsky\, Yolande\nMoreau\, Riccardo Scamarcio.\nIn programma venerdì 21 giugno ore 18.30\, sabato 22 giugno ore 18.30\,\ndomenica 23 giugno ore 16.00 e 21.00.
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SUMMARY:Omaggio a Sergio Leone
DESCRIPTION:La rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, organizzata da LaCappella underground nella sala d’essai cinema Ariston in Viale Romolo\ngessi n. 14 a Trieste\, si apre giovedì 20 giugno con un omaggio a\nSergio Leone\, maestro del western all’italiana\, in occasione del\ntrentennale della scomparsa. L’appuntamento prevede un doppio\nspettacolo\, con la versione restaurata di “Per un pugno di dollari”\n(Italia/RFT/Spagna\, 1964\, 100’) alle ore 16.30 e 21.00 e il\ndocumentario “Sergio Leone: cinema\, cinema” (Spagna\, 2002\, 109’) di\nCarles Prats e Manel Mayol alle ore 18.30. \nIl capolavoro “Per un pugno di dollari” del 1964 sarà presentato nella\nversione restaurata da Ripley’s Films e dalla Cineteca Nazionale del\nCSC in collaborazione con Unidis Jolly Film e Sky Cinema. Per\nripercorrere la vita del grande regista\, il documentario “Sergio\nLeone: cinema\, cinema” di Carles Prats e Manel Mayol accompagnerà lo\nspettatore attraverso testimonianze inedite di amici e collaboratori\ndel regista. Da Tonino Delli Colli\, Sergio Donati\, Ennio Morricone\, a\nDario Argento\, Fernando Di Leo\, Florestano Vancini fino a Christopher\nFrayling e Luca Verdone\, insieme a tanti altri nomi del nostro cinema\ne non solo.
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SUMMARY:Il cinema ritrovato. Al cinema
DESCRIPTION:Doppio appuntamento con Simenon al cinema in programma all’Ariston nelmese di giugno\, nell’ambito della rassegna di classici restaurati in\nprima visione “Il cinema ritrovato. Al cinema”\, organizzata in\nesclusiva per Trieste da La Cappella Underground in collaborazione con\nla Cineteca di Bologna.\nProlifico scrittore\, bulimico playboy\, viaggiatore inarrestabile\,\nGeorge Simenon è stato uno dei più amati romanzieri del Ventesimo\nsecolo e una figura iconica nel panorama letterario del Novecento: il\ndoppio omaggio cinematografico ne racconta le due anime.\n“Maigret e il caso Saint-Fiacre” rende\nomaggio al padre del poliziesco moderno e del commissario più famoso\ndi Francia\, interpretato nel film di Jean Delannoy da Jean Gabin: sarà\nin calendario lunedì 17 giugno alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00. Le\nproiezioni\, in versione originale francese sottotitolata\, sono\npromosse con la collaborazione dell’Alliance Française di Trieste.\n “Maigret e il caso Saint-Fiacre” (Maigret et l’affaire Saint-Fiacre\,\nFrancia/Italia\, 1959\, 101′\, versione originale francese sottotitolata)\ndi Jean Delannoy\, è il secondo Maigret – dopo il successo di “Il\ncommissario Maigret” (Maigret tend un piège) dell’anno precedente –\nper il regsita e Jean Gabin. La scelta cade su uno dei romanzi più\ncelebri della serie\, fino ad allora mai portati sul grande schermo.\nSono le pagine del ritorno del commissario ai luoghi aviti\, vicino a\nMoulins\, presso il castello dove il padre faceva il fattore. Chiamato\ndalla contessa de Saint-Fiacre\, sua amica d’infanzia\, Maigret si trova\ndi fronte a un caso particolamente complicato: un biglietto anonimo\nannuncia la morte\, per l’indomani\, della contessa. Che puntualmente\,\nil giorno successivo\, viene trovata morta… Atmosfere tra il lugubre\ne nostalgico e Gabin ancora perfetto nel ruolo\, con la sua faccia\nperbene anteguerra\, di ruvida estrazione contadina\, ormai scolpita\nnella memoria collettiva come IL Maigret cinematografico.
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SUMMARY:L'uomo che comprò la Luna
DESCRIPTION:Il film “L’UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA” (Italia\, argentina\, Albania\, 2018\,102′)\, commedia stralunata in forma di road movie ambientata e\nprodotta in Sardegna\, sarà presentato in prima visione a Trieste al\ncinema Ariston nella serata di giovedì 13 giugno alle ore 20.30 alla\npresenza del regista Paolo Zucca. L’appuntamento è organizzato da La\nCappella Underground in collaborazione con il Circolo dei Sardi di\nTrieste. \nUna coppia di agenti segreti italiani (Stefano Fresi e Francesco\nPannofino) riceve una soffiata dagli Stati Uniti: pare che qualcuno\,\nin Sardegna\, sia diventato proprietario della luna. Il che\, dal punto\ndi vista degli americani\, è inaccettabile\, visto che i primi a\nmetterci piede\, e a piantarci la bandiera nazionale\, sono stati loro.\nI due agenti reclutano dunque un soldato (Jacopo Cullin) che\, dietro\nil falso nome di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese\, nasconde\nla propria identità sarda: si chiama infatti Gavino Zoccheddu e la\nSardegna ce l’ha dentro anche se non lo sa. Per trasformarlo in un\nvero sardo viene ingaggiato un formatore culturale sui generis (Benito\nUrgu). A questo punto non rimane che risolvere il caso: chi ha\ncomprato la luna’ E perché’ \nScrive Paolo Zucca nelle note di regia: «Il film si pone come una\ncommedia d’autore\, che vuole divertire e intrattenere\, ma che non ha\ntimore di toccare le corde del dramma\, né di virare verso le atmosfere\nliriche e fantastiche che appartengono a pieno titolo alla dimensione\ndella favola. Il suo impianto drammaturgico è modulato sulle strutture\narchetipiche individuate da Chris Vogler nel suo intramontabile\n“Viaggio dell’Eroe”. Racconta infatti della crescita interiore di un\neroe sui generis e del suo viaggio picaresco verso la scoperta e la\nriappropriazione di una cultura\, di una storia e di un sistema di\nvalori altri.\nLo spunto drammaturgico di fondo nasce da un trafiletto di giornale\nche raccontava della vendita di lotti sulla Luna da parte di una\nsocietà americana. A poche centinaia di metri dalla mia casa\, sulla\ncosta occidentale sarda\, si adagia sul mare una grande distesa di\nroccia calcarea\, bianchissima e piena di crateri\, proprio come la\nLuna. Così ho immaginato che la Luna fosse anche mia. E di tutti i\npoeti\, soprattutto. In un secondo momento\, dopo aver scoperto quali\nsorprese si nascondono tra le pieghe del diritto internazionale in\nmateria di spazio e corpi celesti\, ho trovato la chiave di volta\ndell’intreccio\, che ha così assunto\, nella sua apparente assurdità\,\nanche un fondamento di tipo legale e politico\, oltre che metaforico.\nSe dovessi indicare dei modelli di ispirazione artistica\, indicherei\nuno dei capitoli più divertenti della saga a fumetti creata da René\nGoscinny e Albert Uderzo: “Asterix in Corsica”\, del 1973. Perché ho\ncercato di raccontare la Sardegna guardando alla sagacia\, alla\nleggerezza e all’inventiva con cui la coppia di autori francesi ha\nsaputo raccontare la Corsica». \nPaolo Zucca\, dopo la laurea in Lettere Moderne\, frequenta la Scuola\nRAI per sceneggiatori e si diploma in regia alla N.U.C.T. di\nCinecittà. Ha scritto e diretto corti\, documentari e spot\npubblicitari. Il cortometraggio “L’ Arbitro” ha vinto il David di\nDonatello e il Premio Speciale della Giuria a Clermont-Ferrand. Il\nlungometraggio “L’Arbitro” ha aperto le Giornate degli Autori alla 70°\nMostra del Cinema di Venezia. Paolo è nato nel 1972 e vive tra la\nSardegna e Roma. “L’uomo che comprò la Luna” è il suo secondo\nlungometraggio.
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SUMMARY:Il corpo della sposa – Flesh out
DESCRIPTION:Il film “IL CORPO DELLA SPOSA – FLESH OUT” (Italia\, 2019\, 94′) saràpresentato in prima visione a Trieste al cinema Ariston nella serata\ndi lunedì 10 giugno alle ore 20.30 alla presenza della regista Michela\nOcchipinti. \nAmbientato in un’inedita Mauritania\, “IL CORPO DELLA SPOSA – FLESH\nOUT” racconta la storia di Verida (l’esordiente Verida Beitta Ahmed\nDeiche)\, una ragazza moderna che lavora in un salone di bellezza\,\nfrequenta i social network\, si diverte con le amiche. Quando la\nfamiglia sceglie per lei un futuro sposo\, Verida – come molte sue\ncoetanee – si vede costretta a prendere peso affrontando il “gavage”\,\nper raggiungere l’ideale di bellezza e lo status sociale che la\ntradizione del suo Paese le impone. Mentre il matrimonio si avvicina a\ngrandi passi\, pasto dopo pasto\, Verida mette in discussione tutto ciò\nche ha sempre dato per scontato: i suoi cari\, il suo modo di vivere e\n– non ultimo – il suo stesso corpo. \nMichela Occhipinti è nata a Roma nel 1968. Dopo aver passato parte\ndella sua vita tra Roma\, il Marocco\, Hong Kong\, il Congo e la\nSvizzera\, nel 1991 si trasferisce a Milano e poi a Londra\, dove inizia\na lavorare nella produzione di documentari e pubblicità. Dal 1995\nvive a Roma. Nel 2003 viaggia per un anno in Sud America dove produce\ne dirige il suo primo documentario\, “¡Viva la Pepa! (ridateci la\nCostituzione)”. Dal 2005 al 2007 collabora con Raidue\, dirigendo\nalcuni reportage su questioni legate all’immigrazione. Nel 2008 gira\nSei Uno Nero\, documentario no-profit sull’apertura di una radio per la\nprevenzione di Aids e malaria in Malawi. Nel 2010 produce e dirige il\ndocumentario “Lettere dal deserto (elogio della lentezza)”\, presentato\nin oltre 80 festival in giro per il mondo. ”Il corpo della sposa” è\nil suo primo lungometraggio\, presentato nel 2019 alla Berlinale nella\nsezione Panorama. \nIl tour di presentazione del film proseguirà in Friuli Venezia Giulia\nmartedì 11 giugno a Cinemazero a Pordenone.
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SUMMARY:Très Court International Film Festival
DESCRIPTION:Il “TRÈS COURT INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2019”\, rassegna dedicataalla miglior produzione audiovisiva mondiale sotto i 4 minuti\, sarà\npresentato a Trieste al cinema Ariston nella serata di martedì 11\ngiugno alle ore 21.00; l’evento è organizzato da Alliance française di\nTrieste in collaborazione con La Cappella Underground. \nGiunto quest’anno alla 21° edizione\, il Très Court International Film\nFestival è un evento globale che coinvolge simultaneamente i cinque\ncontinenti proponendo un formato audiovisivo ideale per narrare la\ncontemporaneità. \nDal 7 al 16 giugno\, in un centinaia di città francesi ed in 30 paesi\ndiversi\, verranno proiettati simultaneamente i migliori cortometraggi\nselezionati da Très Court tra 3000 cortometraggi divisi per tematica\nche abbracciano tutte le tipologie di spettacolo multimediale: dalla\nfiction all’animazione\, dal documentario alla videomusic per arrivare\nal video blog. \nIl Cortissimo è un formato audiovisivo perfetto per la comunicazione\nvia internet e mobile e diventa lo strumento ideale per narrare la\ncontemporaneità : 4 minuti per esprimersi\, raccontare o reinventare il\nmondo. Quello di una generazione\, di un’epoca nella quale tutto va\nveloce come quello sguardo nella metropolitana o quella pausa\nsigaretta sotto la pioggia. Conta uno di questi momenti di vita\,\npiccola dosa di un piacere che perdura\, che sveglia i sensi e la\ncuriosità. Il programma di punta del Festival è la selezione\ninternazionale costituita da cortometraggi organizzati in un film\nmosaico di circa 2 ore che permette di scoprire l’universo creativo\ndei più talentuosi registi dei nostri giorni. In massimo 4 minuti\, i\nregisti dovranno convincere gli spettatori del loro talento. Tutto va\nestremamente veloce\, il ritmo è sostenuto e le emozioni sono\nmolteplici! All’evento\, unico nel suo genere\, si potrà partecipare\nattivamente. Infatti\, al termine della proiezione\, gli spettatori\nsaranno invitati a votare per il cortometraggio che è piaciuto loro di\npiù\, per assegnare alla fine del festival il Premio del Pubblico\nglobale al regista vincitore.\nI cortometraggi verranno proiettati in versione originale con\nsottotitoli in italiano a cura di Alliance française di Trieste.
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SUMMARY:Juliet\, Naked – Tutta un'altra musica
DESCRIPTION:La commedia romantica “JULIET\, NAKED – TUTTA UN’ALTRA MUSICA” (GB/USA\,2018\, 105’) di Jesse Peretz\, tratta dall’omonimo romanzo di Nick\nHornby e interpretata da Rose Byrne\, Ethan Hawke e Chris O’Dowd\, sarà\nin programma in prima visione al cinema Ariston da giovedì 6 giugno;\nil film sarà proiettato in versione originale inglese sottotitolata in\nitaliano nella giornata di venerdì 7 giugno alle ore 16.30\, 18.45 e\n21.00.\nAnnie vive da lungo tempo una relazione abitudinaria con Duncan\, fan\nossessivo dell’ormai sconosciuto musicista rock Tucker Crowe. L’uscita\ndel demo acustico di un album di successo di Tucker di venticinque\nanni prima porterà a un incontro con il rocker che cambierà la vita di\ntutti i protagonisti. “Juliet\, Naked – Tutta un’altra musica”\, tratto\ndall’omonimo romanzo di Nick Hornby (2009\, Ed. Guanda) è una commedia\nsulle nuove chance che la vita ci offre. \nAnnie (Rose Byrne) vive una vita in stand-by. Gestisce un museo nella\ncittadina marittima inglese dov’è cresciuta\, è perennemente\npreoccupata per la sorella Ros\, giovane e irresponsabile\, e trascina\nda tempo una relazione con Duncan (Chris O’Dowd)\, docente\nuniversitario di cultura pop. Duncan\, invece\, è completamente\nassorbito dal rocker alternativo Tucker Crowe (Ethan Hawke) e dalla\nsua misteriosa scomparsa dalle scene\, avvenuta venticinque anni prima.\nDopo aver abbandonato la carriera\, il musicista si è ritirato a vita\nprivata: adesso vive nel garage di una sua ex\, a nord di New York\, si\noccupa del suo figlio più piccolo e sue giornate trascorrono tra fare\nil bucato\, giocare con i Lego e domandarsi come mai la sua vita non\nsia andata proprio come si aspettava. Quando riemerge ‘Juliet\, Naked’\,\ndemo acustico dell’album di successo ‘Juliet’\, che Tucker aveva\npubblicato venticinque anni prima\, Duncan scrive una recensione\nentusiasta della versione appena uscita. In un momento di ribellione\,\nAnnie risponde postando la sua feroce stroncatura del demo. Con sua\ngrande sorpresa\, Tucker apprezza la critica e le scrive un’e-mail per\nringraziarla. Ne segue un incontro che cambierà la vita dell’ex-star e\ndella fidanzata del suo più grande ammiratore. \nScrive Jesse Peretz nelle note di regia: «Tra “Alta Fedeltà” e “About\na Boy – Un ragazzo”\, gli adattamenti dei romanzi di Nick Hornby sono\npraticamente diventati un genere cinematografico a sé – un genere per\naltro molto amato. Per i cineasti attratti dalle commedie realistiche\,\ncome il sottoscritto\, Nick Hornby è un vero punto di riferimento.\nAnche “Juliet\, Naked” presenta gli irresistibili tratti caratteristici\ndell’autore: una forte ossessione per la cultura pop; dei personaggi\nmoderni\, pieni di idiosincrasie e costruiti con empatia; una miscela\nben calibrata di umorismo e affetto velato; una prospettiva saggia\nsulla natura della vita. Il fatto che la storia fosse incentrata su un\nfandom musicale quasi folle mi ha fatto venire ancora più voglia di\nvederla trasposta sullo schermo. Io stesso sono un fanatico della\nmusica\, anche se sto guarendo (negli anni Ottanta sono stato anche il\nprimo bassista della band punk Lemonheads)».
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SUMMARY:Ancora un giorno
DESCRIPTION:Another Day of Life\, Spagna\, Polonia\, Germania\,Ungheria\, Belgio\, 2018\, 80′\ndi Raúl de la Fuente e Damian Nenow\,\nadattamento del reportage-capolavoro “Another Day of Life” del maestro\ndel giornalismo Ryszard Kapuściński\, premiato come miglior film\nd’animazione agli European Film Awards 2018\, sarà in cartellone al\ncinema Ariston in prima visione nelle giornate di sabato 1\, domenica 2\ne martedì 4 giugno alle ore 18.00 e 21.00. \nPresentato al 71° Festival di Cannes\, “Ancora un giorno” è un racconto\nemozionante e coinvolgente in cui l’animazione si unisce al\ndocumentario e a interviste in live action per raccontare la storia\ndel viaggio in Angola nel 1975 del celebre reporter Ryszard\nKapuściński. Un progetto unico nel suo genere grazie all’innovativa\ncombinazione di stili differenti come il live acting\, la graphic\nnovel\, il documentario\, avvincenti sequenze animate e spettacolari\nvisioni surreali. \n«Fai in modo che non ci dimentichino». È questo l’imperativo che\nrisuona nella mente del reporter Ryszard Kapuściński mentre percorre\nle strade sterrate e i villaggi dell’Angola in piena guerra civile per\nraccontare al mondo le storie di chi sta vivendo quei tragici giorni;\ncome il riluttante comandante Farrusco\, che ha deciso di schierarsi\ncon i più deboli\, o l’affascinante guerrigliera Carlota\, che anziché\nsparare alle persone vorrebbe guarirle… Finché\, nei suoi\nperegrinaggi\, il giornalista entra in possesso di una notizia che\, se\ndivulgata\, potrebbe cambiare le sorti della guerra fredda e causare la\nmorte di migliaia di persone. Il suo dovere di cronista gli imporrebbe\ndi diffonderla\, ma come può la sua coscienza sopportare un simile\npeso’ \nRaúl de la Fuente e Damian Nenow adattano il reportage-capolavoro di\nKapuściński in un racconto emozionante e coinvolgente\, in cui\nspettacolari sequenze animate si alternano a interviste in live action\nai veri protagonisti. E se i sopravvissuti parlano alle telecamere\, i\ncaduti non sono perduti per sempre: la memoria di chi era con loro\,\ngli scritti di chi li ha raccontati\, quell’ultima foto che li ritrae\nfanno sì che chi è scomparso non sia dimenticato. E permettono alle\nmolte vittime della Storia di vivere ancora un giorno.
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SUMMARY:Captive State
DESCRIPTION:Ultimo appuntamento della stagione per la rassegna di cinema difantascienza organizzata al cinema Ariston da La Cappella Underground\ncon la sigla del Trieste Science+Fiction Festival: il film “CAPTIVE\nSTATE” (USA\, 2019\, 109’) di Rupert Wyatt\, storia di invasione aliena\nambientata nell’America del prossimo futuro\, con protagonisti John\nGoodman\, Ashton Sanders\, Jonathan Majors e Vera Farmiga\, sarà\nproietttato nella serata di giovedì 30 maggio alle ore 21.00 in\nversione originale sottotitolata. \n“Captive State” è un film scritto dal cineasta Rupert Wyatt (“L’Alba\ndel Pianeta delle Scimmie”\, “The Gambler”\, “The Escapist”) e da Erica\nBeeney (“La Battaglia di Shaker Heights”). La loro singolare e\noriginale sceneggiatura descrive una Chicago irriconoscibile\, ed è\nambientata nel 2025\, dieci anni dopo che la città è stata occupata da\nalcune forze extraterrestri. Questo espediente fantascientifico serve\nper raccontare i pericoli che corrono oggigiorno le libertà civili e\nil ruolo del dissenso all’interno di una società autoritaria. Il tutto\nviene visto attraverso gli occhi di due Fratelli\, che dopo l’invasione\naliena rimarranno separati per molto tempo\, e si riuniranno solo\nquando il maggiore dei due guiderà un piccolo gruppo di rivoluzionari\nintenzionati a mettere fuori uso il sistema di tracciamento alieno che\nsi trova in cima alla Sears Tower. Se avrà successo\, la missione\npotrebbe significare non solo la sconfitta degli alieni\, ma anche la\nliberazione della razza umana.
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SUMMARY:John McEnroe L'empire de la perfection
DESCRIPTION:Il film documentario “JOHN MCENROE – L’IMPERO DELLA PERFEZIONE” (JohnMcEnroe L’empire de la perfection \, Francia 2018\, 91’) di Julien Faraut\, in versione\noriginale sottotitolata con la voce di Mathieu Amalric\, sarà in cartellone al\ncinema Ariston in prima visione solo martedì 28 maggio con proiezioni alle ore\n17.00 e alle ore 21.00.\nIl mitico campione di tennis John McEnroe\, ex ragazzo prodigio e successivamente\nnoto alle cronache non solo per il talento ma anche per il caratteraccio e una vita\nprivata movimentata\, è già stato protagonista di film e documentari\, ma mai in modo\ncosì avvincente come in questo documentario di Julien Faraut\, presentato alla\nBerlinale e in competizione al festival Cinéma di Réel\, che vanta materiali di\nrepertorio ed elementi di psicologia e di teoria del cinema\, accompagnati dalla voce\ndi Mathieu Amalric\, con la promessa della citazione da Jean-Luc Godard «Les films\nmentent\, pas le sport» (I film mentono\, non lo sport).
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SUMMARY:Che fare quando il mondo è in fiamme
DESCRIPTION:Il nuovo film di Roberto Minervini “CHE FARE QUANDO IL MONDO È INFIAMME’ |WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE’”\n(Italia/USA/Francia 2018\, b/n\, 106′)\, presentato in concorso a Venezia\n2018 e distribuito da Valmyn in collaborazione con la Cineteca di\nBologna\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston solo per\ndue giorni\, lunedì 13 e martedì 14 maggio alle ore 19.00 e 21.00\, in\nversione originale sottotitolata. \nEstate 2017\, una serie di brutali uccisioni di giovani afroamericani\nper mano della polizia scuote gli Stati Uniti. Una comunità nera del\nSud americano affronta gli effetti persistenti del passato cercando di\nsopravvivere in un paese che non è dalla parte della sua gente.\nIntanto le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta\ncontro la brutalità della polizia. Una riflessione sul concetto di\nrazza in America dal regista di “Louisiana (The Other Side)” e “Stop\nthe Pounding Heart”. \n“Nei miei film precedenti” – spiega Roberto Minervini – “ho raccontato\nstorie del Sud americano che si sono svolte in forme inaspettate sotto\ni miei occhi. Ho documentato aree dell’America di oggi dove i semi\ndella rabbia reazionaria e anti-istituzionale (cui il paese deve la\npresidenza di Donald Trump) erano già stati piantati\, anche se in\npochi si erano presi la briga di accorgersene. Questa volta ho voluto\nscavare ancora più a fondo\, alle radici della disuguaglianza sociale\nnell’America di oggi\, concentrandomi sulla condizione degli\nafroamericani. Lavorando con diverse comunità africane americane della\nLouisiana meridionale\, siamo riusciti ad avere accesso a quartieri e\ncomunità di New Orleans off-limits per i più. Mi sono presto reso\nconto che la maggior parte delle persone era stata segnata da due\npagine drammatiche della storia recente – le conseguenze dell’uragano\nKatrina del 2005 e l’uccisione di Alton Sterling per mano della\npolizia nel 2016 –\, riconducibili entrambe alla negligenza\nistituzionale\, alle disparità sociali ed economiche\, al forte razzismo\nendemico. Mossa dalla collera e dalla paura\, la gente cercava\nun’occasione per raccontare a voce alta le proprie storie. La mia\nsperanza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali\ncondizioni dei neri americani che\, oggi più che mai\, assistono\nall’intensificarsi di politiche discriminatorie e crimini motivati\ndall’odio”. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.triesteSito ufficiale:\nhttp://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/che-fare-quando-il-mondo-e-in-fiamme\nTrailer: www.youtube.com/watch’v=o6SWtbIBzkA&feature=youtu.be \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Essere Leonardo Da Vinci
DESCRIPTION:Il film “ESSERE LEONARDO DA VINCI – UN’INTERVISTA IMPOSSIBILE”(Italia\, 2019\, 80′) sarà presentato in prima visione a Trieste al\ncinema Ariston nella serata di martedì 2 maggio alle ore 20.30 alla\npresenza del regista e interprete Massimiliano Finazzer Flory. Il film\nè stato realizzato in collaborazione con RAI CINEMA con il patrocinio\ndel Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni della morte di\nLeonardo da Vinci. \nUn film unico nel suo genere dedicato a Leonardo da Vinci in occasione\ndei 500 anni della scomparsa del genio universale\, dove set e opere\nd’arte sono tutti autentici dalla casa natale di Leonardo a Vinci fino\nallo Château Royal d’Amboise e la dimora dove Leonardo è scomparso a\nClos-Lucé e ancora a Vigevano le Scuderie\, le Sotterranee\, la Strada\ncoperta\, il Castello. A Milano: San Sepolcro\, la Veneranda Biblioteca\nAmbrosiana\, gli “Orti di Leonardo”\, la Sacrestia del Bramante\, il\nCastello Sforzesco\, la Sala delle Asse\, l’Archivio di Stato dove è\nstato girato l’unico l’autografo di Leonardo esistente al mondo.\nInfine alle cascate dell´Acquafraggia studiate dal genio. E\nnaturalmente Firenze con la Basilica di Santa Maria Novella e\nl’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella per mettere in\nscena il Leonardo botanico.\nGirato tra Stati Uniti\, Francia e Italia l’incredibile make-up del\nvolto di Finazzer e una recitazione coreografica che incarna il corpo\ndi Leonardo ci restituisce non solo la sua storia ma anche in termini\nregistici e di questo forse uno dei valori più importanti dell’opera\nl’influenza di Leonardo anche nella nostra estetica cinematografica.\nUn’icona universale\, 500 anni dopo la sua morte. Un film che tiene\ninsieme l’originalità linguistica attraverso il linguaggio del\nRinascimento e la qualità tecnologica del nostro tempo. \nTrailer: https://youtu.be/-sQQrKCHqsk \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:My home\, in Libya
DESCRIPTION:Ultimo appuntamento per la rassegna “Trieste Film Festival in Tour”\,martedì 30 aprile alle ore 21.00\, al cinema Ariston: la regista\nMartina Melilli presenterà il suo film documentario “My home\, in\nLibya” (Italia\, 2018\, 66′)\, vincitore del Premio Corso Salani\, che\nracconta la storia di italiani fuggiti dalla Libia dopo il colpo di\nstato di Gheddafi\, ricostruendo memorie familiari e drammi presenti\,\nil colonialismo italiano di allora e la crisi attuale del\nMediterraneo. \nDal 1970 i nonni di Martina vivono in un piccolo paese vicino a\nPadova. Nati in Libia negli anni ’30 sono stati espulsi da Gheddafi\nnel 1970 insieme ad altri 20.000 Italiani. Confiscati tutti i beni\, da\nun giorno all’altro si ritrovano su alcune navi che li riportano in\nItalia\, un luogo che è solo più un simbolo e non un’appartenenza. Da\nallora Antonio e Narcisa vivono isolati in una casetta piena di\nmodesti ma densi richiami: una manciata di sabbia del Sahara\, rose del\ndeserto\, piante grasse e un pappagallo di nome Marisa. Il tempo si è\nfermato\, ma non per Martina che vuole saperne di più. Così il nonno\ndisegna per lei\, sulla base dei ricordi\, la mappa della sua Tripoli\,\ndistante ormai quasi mezzo secolo: corso Vittorio Emanuele\, la\ncattedrale\, il lungo mare\, la via dove avevano il loro negozio di\nmateriale elettrico. Intanto la Libia dei giorni nostri è nel caos più\ntotale e Martina non può verificare con i suoi occhi quanto il nonno\nle rappresenta. La rete le viene in aiuto e riesce a stabilire un\ncontatto con un giovane libico che\, sulla base degli schizzi del\nnonno\, inizia ad inviare immagini della Tripoli di oggi: i nomi delle\nstrade sono cambiati\, molti quartieri non esistono più\, le milizie\narmate si dividono la città e spadroneggiano. A poco a poco il\nrapporto tra Martina e Mahmoud cresce in un fitto scambio di messaggi\ne immagini via internet. Da una parte una giovane che fa del\nterritorio europeo la sua casa\, dall’altra un giovane libico che non\nvede nessun futuro se non immaginandosi fuori dalla Libia. Martina si\navvicina al posto più estremo della Sicilia che si affaccia sul\nMediterraneo mentre Mahmoud fa lo stesso dal litorale di Tripoli. I\ndue si guardano senza vedersi\, ma ormai si conoscono grazie alla rete.\nIntanto il nonno affida il suo destino e quello della nipote e di\nMahmoud ad una scritta scolpita nel legno che pende da una parete:\n“tutto arriva per chi sa aspettare”. \nTrailer: https://youtu.be/apcCL7aTGik \nInformazioni sui siti web\nwww.aristoncinematrieste.it\nwww.triestefilmfestival.it\nscrittoio.net
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SUMMARY:I cielo sopra Berlino - versione originale
DESCRIPTION:Il film capolavoro di Wim Wenders “IL CIELO SOPRA BERLINO – DER HIMMELÜBER BERLIN” (Germania/Francia\, 1987\, 130′) sarà proiettato al cinema\nAriston lunedì 29 aprile alle ore 16.00\, 18.30 e 21.00 in versione\noriginale sottotitolata in italiano nella nuova edizione restaurata\,\nin omaggio al grande attore svizzero Bruno Ganz\, protagonista del\nfilm\, scomparso nel febbraio di quest’anno. L’iniziativa è organizzata\nda La Cappella Underground in collaborazione con il Goethe-Zentrum\nTriest. \nRitornano sul grande schemo gli angeli Damiel (Bruno Ganz) e Cassiel\n(Otto Sander)\, la trapezista circense Marion (Solveig Dommartin)\, e\nPeter Falk nei panni di se stesso (nonché di un ex-angelo)\, tutti\nindimenticabili protagonisti de “Il cielo sopra Berlino – Der Himmel\nüber Berlin” di Wim Wenders\, un sincero inno alla vita terrena e alla\nbellezza della capitale tedesca\, premiato per la miglior regia al 40°\nFestival di Cannes. Il film è stato in parte ispirato alle poesie di\nRainer Maria Rilke; per la stesura dei dialoghi\, il regista ha chiesto\nla collaborazione dello scrittore austriaco Peter Handke\, autore per\nil film anche della poesia “Lied vom Kindsein”\, canto di elogio\ndell’infanzia \nL’attore svizzero Bruno Ganz (Zurigo\, 1941-2019) è stato un\ngrandissimo interprete di cinema e teatro\, molto amato dal pubblico\ninternazionale e riconosciuto dalla critica di settore. Il successo\nsul grande schermo arriva con Wim Wenders nel 1977 grazie al ruolo del\nprotagonista\, il corniciaio Jonathan Zimmermann\, in “L’amico\namericano”(Der Amerikanische Freund”); la collaborazione con Wenders\nprosegue nel 1987 con “Il cielo sopra Berlino”. Ha lavorato inoltre\nsui set di registi come Eric Rohmer (“La Marquise d’O…”\, 1976)\,\nVolker Schloendorff (“Die Fälschung”\, 1981) e Werner Herzog\n(“Nosferatu: Phantom der Nacht”\, 1979). In Italia è noto soprattutto\nper la sua partecipazione in “Pane e tulipani” (2000) di Silvio\nSoldini. Indimenticabile la sua interpretazione del dittatore Adolf\nHitler ne “La caduta” (“Der Untergang”\, 2004). Ganz va ricordato anche\ncome interprete teatrale\, e tra i fondatori nel 1970 a Berlino della\ncompagnia di ispirazione brechtiana “Schaubühne”; fra le\nrappresentazioni più celebri a cui ha partecipato\, il “Prometeo\nincatenato” di Eschilo (1987) sotto la guida di Klaus Michael Grüber\,\ne il “Faust” di Goethe nella messinscena diretta da Peter Stein nel\n2000 ad Hannover. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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