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SUMMARY:First man - il primo uomo
DESCRIPTION:RASSEGNA “ARISTON ESTATE”: IL FILM “FIRST MAN – IL PRIMO UOMO” DI DAMIEN CHAZELLE IN PROGRAMMA IN OCCASIONE DEL 50ESIMO ANNIVERSARIO DELLO SBARCO SULLA LUNA\nIl calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel mese di luglio con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film restaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La Cappella Underground.\n\nIn occasione del 50esimo anniversario dello sbarco sulla Luna\, la rassegna “ARISTON ESTATE” propone in programma venerdì 19 luglio alle\nore 21.00\, sabato 20 luglio alle ore 16.00 e 21.00 e domenica 21 luglio alle ore 18.30 il film “FIRST MAN – IL PRIMO UOMO” di Damien\nChazelle\, con protagonista Ryan Gosling nel ruolo dell’astronauta Neil Armstrong.\n\n“First Man” narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sulla Luna: il film si concentra sulla figura di Neil\nArmstrong e sul decennio che ha preceduto lo storico volo dell’Apollo 11. Resoconto viscerale e in prima persona\, basato sul libro di James\nR. Hansen\, il film mette in luce il tormento\, la gioia\, i momenti di vita vissuta e perduta\, per Armstrong e per l’intera nazione\, in nome\ndi una delle missioni più pericolose della storia\, lo sbarco sulla Luna\, il 20 luglio 1969.\n\nTrailer: https://youtu.be/froFJdUPrNE\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground \nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Ariston Estate
DESCRIPTION:RASSEGNA “ARISTON ESTATE”: LA COMMEDIA “ NON FICTION – IL GIOCO DELLECOPPIE” DI OLIVIER ASSAYAS IN VERSIONE ORIGINALE FRANCESE AL CINEMA\nARISTON IL 16 E 17 LUGLIO \nIl calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nel\nmese di luglio con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” presenta in programma martedì 16 e\nmercoledì 17 luglio alle ore 18.30 e 21.00 il film “NON FICTION – IL\nGIOCO DELLE COPPIE” (Doubles vies\, Francia\, 2018\, 100’) di Olivier\nAssayas\, in versione originale francese sottotitolata. Nel cast\,\nGuillaume Canet\, Juliette Binoche\, Vincent Macaigne\, Nora Hamzawi\,\nChrista Théret.\nAlain\, un editore parigino di successo che fatica ad adattarsi alla\nrivoluzione digitale\, nutre seri dubbi di fronte al nuovo manoscritto\ndi Léonard\, uno degli autori con i quali collabora da lunga data\,\ntrattandosi dell’ennesima opera autobiografica che prende spunto dalla\nsua relazione con una celebrità di secondo piano. Selena\, moglie di\nAlain e affermata attrice teatrale\, è del parere opposto. Nella\ncommedia che ha conquistato il Festival di Venezia con il suo\nintreccio di relazioni troppo assurde per essere finte\, Olivier\nAssayas racconta il mondo che cambia e il modo in cui riusciamo (o non\nriusciamo) a stargli dietro. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:History of love
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di giugno con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” presenta in anteprima martedì 25 giugno\nalle ore 20.30 in anteprima il film “HISTORY OF LOVE” (Slovenia\,\nItalia\, Norvegia\, 2018\, 105’ – versione originale sottotitolata)\,\nopera seconda di Sonja Prosenc: la regista parteciperà alla proiezione\nassieme al direttore della fotografia Mitja Ličen\, i produttori Nadia\nTrevisan\, Rok Sečen e Alberto Fasulo\, l’attrice Zita Fusco\, per un\nincontro con il pubblico moderato dalla giornalista Ivana Godnik. \nProdotto da Monoo (Slovenia)\, Nefertiti Film con Rai Cinema (Italia) e\nIncitus Films (Norvegia)\, “History of Love” è stato girato in gran\nparte nei territori del Friuli Venezia Giulia (Gorizia\, Monfalcone\,\nMarina Julia)\, oltre che a Bolzano e in Slovenia\, ed è stato\nrealizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli\nVenezia Giulia e FVG Film Commission. Il film è un un dramma viscerale\nche ruota intorno a Iva\, adolescente con un deficit uditivo\, sconvolta\ndalla morte della madre musicista e protagonista di un viaggio\nattraverso passato e presente\, senso di colpa\, rabbia\, dolore e\nredenzione. Presentato in concorso al Festival di Karlovy Vary\,\nricevendo la Menzione Speciale della Giuria per meriti artistici\,\n“History of Love” esce nel sale italiane con la distribuzione di\nNefertiti Film\, e sarà proiettato in anteprima in un tour regionale\nche\, dopo la tappa di Trieste\, proseguirà a Gorizia mercoledì 26\ngiugno alle ore 20.30 al Kinemax\, a Pordenone giovedì 27 giugno alle\nore 21.00 a Cinemazero\, a Udine giovedì 27 giugno alle ore 21.30\nnell’arena all’aperto del Giardino “Loris Fortuna”. \nA causa di un deficit uditivo\, l’adolescente Iva ha innalzato una\nbarriera tra sé stessa e la madre\, cantante d’opera. La morte della\nmadre a causa di un incidente automobilistico spezza l’equilibrio\nprecario che teneva insieme la famiglia e obbliga i componenti rimasti\n(Iva\, suo padre e i suoi fratelli) a cercare un modo per far fronte\nalla perdita. Iva scopre che la madre intratteneva una relazione\nextraconiugale con Erik\, direttore d’orchestra. La ragazza decide di\nosservare e studiare l’uomo iniziando a perseguitarlo\, arrivando ad\nintrodursi di notte nel suo appartamento mentre lui dorme. Quella\nstessa notte\, una serie di eventi unirà inaspettatamente Iva ed Erik\nin un viaggio onirico in cui l’uomo si troverà a sostenere Iva nel\ndisperato tentativo di trovare un misterioso corpo che lei dice di\naver visto galleggiare nel fiume. Durante la ricerca del corpo\, Iva ed\nErik non si accorgeranno di essere seguiti a loro volta. Iva\nrealizzerà che Erik è l’unica persona in grado di condividere con lei\nil senso della perdita. Questa nuova consapevolezza la porterà a\nriconciliarsi con il ricordo di sua madre\, con il suo dolore e la sua\nfamiglia. \nSonja Prosenc\, regista di “Drevo” (The Tree)\, film sloveno selezionato\nper gli Oscar del 2016\, presentato al Karlovy Vary IFF nel 2014\,\nvincitore dello Slovenian Film Festival e del Premio della Giuria\nGiovanile al festival Film by the Sea\, torna sugli schermi con\n“History of Love”\, presentato nel concorso ufficiale del Karlovy Vary\nIFF 2018\, dove ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria per\nmeriti artistici\, e in anteprima italiana al 36. Torino Film Festival. \nSito ufficiale: http://www.nefertitifilm.it\nTrailer: https://vimeo.com/341521468 \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Shelter
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di giugno con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” propone in programma lunedì 24 giugno\nalle ore 20.30 il documentario “SHELTER – ADDIO ALL’EDEN” (Shelter –\nFarewll to Eden\, Italia\, Francia\, 2019\, 81’) alla presenza del regista\nEnrico Masi; prodotto da Caucaso e Ligne 7 con Rai Cinema e\ndistribuito da Istituto Luce Cinecittà\, il film mette in scena la vera\nstoria di Pepsi\, militante transessuale\, dal Mindanao nel sud delle\nFilippine fino all’Italia\, dalla giungla di Calais a Parigi\,\nraccontando l’odissea dell’accoglienza in Europa\, con temi centrali\nl’identità\, le frontiere\, il paesaggio e il corpo in transizione.\n“Shelter” è uno dei documentari-caso della stagione\, applaudito nei\nFestival di Copenhagen\, Cinema du Réel di Parigi\, BFI Flare di Londra\ne attualmente in tour nelle sale cinematografiche italiane. \n“Shelter” è la storia di Pepsi\, militante transessuale nata nel Sud\ndelle Filippine in un’isola di fede musulmana. Dal Mindanao alla\ngiungla di Calais\, Pepsi rincorre il riconoscimento di un diritto\nuniversale\, vivendo l’odissea dell’accoglienza in Europa. Pepsi è un\nindividuo in transizione alla ricerca di un impiego stabile come\nbadante\, dopo aver lavorato per oltre 10 anni nella Libia di Gheddafi\ncome infermiera\, prima di essere costretta a seguire il flusso dei\nrifugiati. Ha cambiato più volte nome: nel film non rivela il suo\, e\ndecide di non mostrare il proprio volto. Il suo racconto diventa\nquello di una maschera\, mentre lotta per la propria identità. Pepsi ha\nsostenuto il colloquio per la richiesta del diritto d’asilo a Bologna\,\ndove ha ottenuto un primo riconoscimento. Non è riuscita a fermarsi.\nHa proseguito per la Francia\, oltrepassando il passo della morte sulle\nalture di Ventimiglia\, raggiungendo Parigi\, dove acquisisce una nuova\nidentità e trova lavoro clandestinamente; e condividendo\, dopo aver\nesplorato foreste e montagne\, la ‘giungla’ di Calais\, gli spazi\ninterstiziali con rifugiati afghani\, nigeriani\, sudanesi\, tra le\narchitetture severe della metropoli. Il suo vagare ricorda l’antico\nmito d’Europa\, secondo cui una giovane venne rapita e sedotta da\nGiove\, nelle sembianze di un toro\, portandola in un’isola del\nMediterraneo da cui avrebbe dato il nome al continente.\nIl film è stato prodotto fra Sardegna\, Emilia\, Liguria\, le Alpi\nMarittime e Parigi.\nNel corso di tre anni\, con un totale di quasi 90 ore di girato\, oltre\na materiale d’archivio e pellicole originali girate in 8 e 16mm\,\n“Shelter” rappresenta il capitolo finale di una trilogia\, iniziata con\n“The Golden Temple” (2012) e “Lepanto (2016)\, dedicata all’impatto dei\n‘Mega Eventi’. alla resistenza e alla resilienza. Qui i temi centrali\nsono l’identità\, le frontiere\, il paesaggio e il corpo in transizione.\nUn intimo diario\, nel quale il dramma personale si riflette\nall’interno di paesaggi naturali e suburbani\, e può farsi riflesso di\nun dramma e una sfida collettivi. \nScrive Enrico Masi nelle note di regia: «Il nostro interesse per Pepsi\nsi è manifestato in una piazza alla periferia di Parigi.\nL’impossibilità di riprendere il suo volto ci ha portato a costruire\nla narrazione seguendo i modi di un’antica parabola o di un mito. Per\nquesto il mito d’Europa\, con il rapimento e lo stupro di una giovane\navvenuto in un’isola del Mediterraneo e compiuto da Giove\, nelle\nsembianze di un toro bianco\, ha trovato posto nel cuore della\nstruttura narrativa. “Shelter”\, in qualità di film e quindi di oggetto\nchiuso in se stesso\, a sua volta corrisponde ad un rifugio\, un luogo\nsicuro che custodisce la storia di Pepsi\, ciò che lei ha voluto\nraccontare a noi\, ciò che è accaduto sulla sua pelle. La strada che\npercorre si insinua in un territorio internazionale indistinto\, tra il\nNord Italia\, le Alpi Marittime e Parigi\, attraversando confini\, città\,\nmontagne e foreste\, in un medioevo tecnologico che supera la divisione\ntra natura e urbanità. Pepsi è cresciuta in un’isola del sud delle\nFilippine\, all’interno di un movimento di combattenti d’ispirazione\nmusulmana\, da cui è fuggita\, attraversando l’Asia e l’Africa per\narrivare in Europa. Il suo cammino diventa un sussulto\, un’emanazione\ndel conflitto post-coloniale che si trasferisce\, grazie alle sue\nrichieste di riconoscimento identitario\, nella decadenza lenta e\ninesorabile di un grande impero occidentale\, in cui nuove culture\nmondiali penetrano e si assimilano. All’interno del documentario non\nvengono presentate tesi. La storia di Pepsi\, narrata direttamente\ndalla sua voce\, diventa corpo e azione seguendo i vari territori che\nha attraversato. L’assenza del suo volto nella costruzione\ndrammaturgica eleva la sua voce da racconto particolare a canto\ncollettivo».
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SUMMARY:Ariston Estate
DESCRIPTION:Il calendario delle attività estive del cinema Ariston prosegue nelmese di giugno con la rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE” e un\nfitto calendario con i migliori titoli della stagione\, film\nrestaurati\, anteprime e incontri con gli autori\, sul grande schermo\ndella sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste gestita da La\nCappella Underground. \nLa rassegna “ARISTON ESTATE” propone nel weekend del 21\, 22 e 23\ngiugno una doppia programmazione con il film “ROMA” (Messico\, 2018\,\n135′) di Alfonso Cuarón\, vincitore di tre premi Oscar e del Leone\nd’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia\, in versione originale\nsottotitolata; e I VILLEGGIANTI (Les estivants\, Francia\, Italia\, 2018\,\n125′) di Valeria Bruni Tedeschi\, dramma famigliare e riflessione sulla\nvita e sul cinema ambientata in una villa della Costa Azzurra\, con\nprotagonisti Valeria Golino e Riccardo Scamarcio assieme alla stessa\nBruni Tedeschi. \n“ROMA” (Messico\, 2018\, 135′) di Alfonso Cuarón\, vincitore di tre premi\nOscar come Miglior Film Straniero\, Miglior Regia e Miglior Fotografia\,\ndopo aver già trionfato come Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di\nVenezia e ai Golden Globe per la Regia e come Miglior Film Straniero\,\nè distribuito in Italia dalla Cineteca di Bologna. Il regista\,\nispirandosi ai ricordi della propria infanzia\, ha realizzato un\npotente dramma ambientato a Città del Messico nei primi anni Settanta:\nprotagonista un’attrice non professionista\, Yalitza Aparicio\, nel\nruolo di Cleo\, domestica a servizio di una famiglia borghese del\nquartiere residenziale che dà titolo al film. Un capolavoro di stile e\ndi regia\, in cui l’accurata ricerca visiva – bianco e nero\ncristallino\, costruzione in profondità di campo\, complessi movimenti\ndi macchina – contribuisce a rafforzare il realismo della\nrappresentazione e dei sentimenti.\nIn programma venerdì 21 giugno ore 21.00\, sabato 22 giugno ore 16.00 e\n21.00\, domenica 23 giugno ore 18.30. \nI VILLEGGIANTI (Les estivants\, Francia\, Italia\, 2018\, 125′) di Valeria\nBruni Tedeschi\, è un dramma famigliare ambientato una grande e bella\nproprietà in Costa Azzurra. Un posto che sembra essere fuori dal tempo\ne protetto dal mondo. Anna arriva con sua figlia per qualche giorno di\nvacanza. In mezzo alla sua famiglia\, ai loro amici e al personale di\nservizio\, Anna deve gestire la sua recente separazione e la scrittura\ndel suo prossimo film. Dietro le risate\, la rabbia\, i segreti\, nascono\nrapporti di supremazia\, paure e desideri. Nel cast\, assieme a Valeria\nBruni Tedeschi\, Pierre Arditi\, Valeria Golino\, Noémie Lvovsky\, Yolande\nMoreau\, Riccardo Scamarcio.\nIn programma venerdì 21 giugno ore 18.30\, sabato 22 giugno ore 18.30\,\ndomenica 23 giugno ore 16.00 e 21.00.
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SUMMARY:Omaggio a Sergio Leone
DESCRIPTION:La rassegna cinematografica “ARISTON ESTATE”\, organizzata da LaCappella underground nella sala d’essai cinema Ariston in Viale Romolo\ngessi n. 14 a Trieste\, si apre giovedì 20 giugno con un omaggio a\nSergio Leone\, maestro del western all’italiana\, in occasione del\ntrentennale della scomparsa. L’appuntamento prevede un doppio\nspettacolo\, con la versione restaurata di “Per un pugno di dollari”\n(Italia/RFT/Spagna\, 1964\, 100’) alle ore 16.30 e 21.00 e il\ndocumentario “Sergio Leone: cinema\, cinema” (Spagna\, 2002\, 109’) di\nCarles Prats e Manel Mayol alle ore 18.30. \nIl capolavoro “Per un pugno di dollari” del 1964 sarà presentato nella\nversione restaurata da Ripley’s Films e dalla Cineteca Nazionale del\nCSC in collaborazione con Unidis Jolly Film e Sky Cinema. Per\nripercorrere la vita del grande regista\, il documentario “Sergio\nLeone: cinema\, cinema” di Carles Prats e Manel Mayol accompagnerà lo\nspettatore attraverso testimonianze inedite di amici e collaboratori\ndel regista. Da Tonino Delli Colli\, Sergio Donati\, Ennio Morricone\, a\nDario Argento\, Fernando Di Leo\, Florestano Vancini fino a Christopher\nFrayling e Luca Verdone\, insieme a tanti altri nomi del nostro cinema\ne non solo.
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SUMMARY:Il cinema ritrovato. Al cinema
DESCRIPTION:Doppio appuntamento con Simenon al cinema in programma all’Ariston nelmese di giugno\, nell’ambito della rassegna di classici restaurati in\nprima visione “Il cinema ritrovato. Al cinema”\, organizzata in\nesclusiva per Trieste da La Cappella Underground in collaborazione con\nla Cineteca di Bologna.\nProlifico scrittore\, bulimico playboy\, viaggiatore inarrestabile\,\nGeorge Simenon è stato uno dei più amati romanzieri del Ventesimo\nsecolo e una figura iconica nel panorama letterario del Novecento: il\ndoppio omaggio cinematografico ne racconta le due anime.\n“Maigret e il caso Saint-Fiacre” rende\nomaggio al padre del poliziesco moderno e del commissario più famoso\ndi Francia\, interpretato nel film di Jean Delannoy da Jean Gabin: sarà\nin calendario lunedì 17 giugno alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00. Le\nproiezioni\, in versione originale francese sottotitolata\, sono\npromosse con la collaborazione dell’Alliance Française di Trieste.\n “Maigret e il caso Saint-Fiacre” (Maigret et l’affaire Saint-Fiacre\,\nFrancia/Italia\, 1959\, 101′\, versione originale francese sottotitolata)\ndi Jean Delannoy\, è il secondo Maigret – dopo il successo di “Il\ncommissario Maigret” (Maigret tend un piège) dell’anno precedente –\nper il regsita e Jean Gabin. La scelta cade su uno dei romanzi più\ncelebri della serie\, fino ad allora mai portati sul grande schermo.\nSono le pagine del ritorno del commissario ai luoghi aviti\, vicino a\nMoulins\, presso il castello dove il padre faceva il fattore. Chiamato\ndalla contessa de Saint-Fiacre\, sua amica d’infanzia\, Maigret si trova\ndi fronte a un caso particolamente complicato: un biglietto anonimo\nannuncia la morte\, per l’indomani\, della contessa. Che puntualmente\,\nil giorno successivo\, viene trovata morta… Atmosfere tra il lugubre\ne nostalgico e Gabin ancora perfetto nel ruolo\, con la sua faccia\nperbene anteguerra\, di ruvida estrazione contadina\, ormai scolpita\nnella memoria collettiva come IL Maigret cinematografico.
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SUMMARY:L'uomo che comprò la Luna
DESCRIPTION:Il film “L’UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA” (Italia\, argentina\, Albania\, 2018\,102′)\, commedia stralunata in forma di road movie ambientata e\nprodotta in Sardegna\, sarà presentato in prima visione a Trieste al\ncinema Ariston nella serata di giovedì 13 giugno alle ore 20.30 alla\npresenza del regista Paolo Zucca. L’appuntamento è organizzato da La\nCappella Underground in collaborazione con il Circolo dei Sardi di\nTrieste. \nUna coppia di agenti segreti italiani (Stefano Fresi e Francesco\nPannofino) riceve una soffiata dagli Stati Uniti: pare che qualcuno\,\nin Sardegna\, sia diventato proprietario della luna. Il che\, dal punto\ndi vista degli americani\, è inaccettabile\, visto che i primi a\nmetterci piede\, e a piantarci la bandiera nazionale\, sono stati loro.\nI due agenti reclutano dunque un soldato (Jacopo Cullin) che\, dietro\nil falso nome di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese\, nasconde\nla propria identità sarda: si chiama infatti Gavino Zoccheddu e la\nSardegna ce l’ha dentro anche se non lo sa. Per trasformarlo in un\nvero sardo viene ingaggiato un formatore culturale sui generis (Benito\nUrgu). A questo punto non rimane che risolvere il caso: chi ha\ncomprato la luna’ E perché’ \nScrive Paolo Zucca nelle note di regia: «Il film si pone come una\ncommedia d’autore\, che vuole divertire e intrattenere\, ma che non ha\ntimore di toccare le corde del dramma\, né di virare verso le atmosfere\nliriche e fantastiche che appartengono a pieno titolo alla dimensione\ndella favola. Il suo impianto drammaturgico è modulato sulle strutture\narchetipiche individuate da Chris Vogler nel suo intramontabile\n“Viaggio dell’Eroe”. Racconta infatti della crescita interiore di un\neroe sui generis e del suo viaggio picaresco verso la scoperta e la\nriappropriazione di una cultura\, di una storia e di un sistema di\nvalori altri.\nLo spunto drammaturgico di fondo nasce da un trafiletto di giornale\nche raccontava della vendita di lotti sulla Luna da parte di una\nsocietà americana. A poche centinaia di metri dalla mia casa\, sulla\ncosta occidentale sarda\, si adagia sul mare una grande distesa di\nroccia calcarea\, bianchissima e piena di crateri\, proprio come la\nLuna. Così ho immaginato che la Luna fosse anche mia. E di tutti i\npoeti\, soprattutto. In un secondo momento\, dopo aver scoperto quali\nsorprese si nascondono tra le pieghe del diritto internazionale in\nmateria di spazio e corpi celesti\, ho trovato la chiave di volta\ndell’intreccio\, che ha così assunto\, nella sua apparente assurdità\,\nanche un fondamento di tipo legale e politico\, oltre che metaforico.\nSe dovessi indicare dei modelli di ispirazione artistica\, indicherei\nuno dei capitoli più divertenti della saga a fumetti creata da René\nGoscinny e Albert Uderzo: “Asterix in Corsica”\, del 1973. Perché ho\ncercato di raccontare la Sardegna guardando alla sagacia\, alla\nleggerezza e all’inventiva con cui la coppia di autori francesi ha\nsaputo raccontare la Corsica». \nPaolo Zucca\, dopo la laurea in Lettere Moderne\, frequenta la Scuola\nRAI per sceneggiatori e si diploma in regia alla N.U.C.T. di\nCinecittà. Ha scritto e diretto corti\, documentari e spot\npubblicitari. Il cortometraggio “L’ Arbitro” ha vinto il David di\nDonatello e il Premio Speciale della Giuria a Clermont-Ferrand. Il\nlungometraggio “L’Arbitro” ha aperto le Giornate degli Autori alla 70°\nMostra del Cinema di Venezia. Paolo è nato nel 1972 e vive tra la\nSardegna e Roma. “L’uomo che comprò la Luna” è il suo secondo\nlungometraggio.
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SUMMARY:Il corpo della sposa – Flesh out
DESCRIPTION:Il film “IL CORPO DELLA SPOSA – FLESH OUT” (Italia\, 2019\, 94′) saràpresentato in prima visione a Trieste al cinema Ariston nella serata\ndi lunedì 10 giugno alle ore 20.30 alla presenza della regista Michela\nOcchipinti. \nAmbientato in un’inedita Mauritania\, “IL CORPO DELLA SPOSA – FLESH\nOUT” racconta la storia di Verida (l’esordiente Verida Beitta Ahmed\nDeiche)\, una ragazza moderna che lavora in un salone di bellezza\,\nfrequenta i social network\, si diverte con le amiche. Quando la\nfamiglia sceglie per lei un futuro sposo\, Verida – come molte sue\ncoetanee – si vede costretta a prendere peso affrontando il “gavage”\,\nper raggiungere l’ideale di bellezza e lo status sociale che la\ntradizione del suo Paese le impone. Mentre il matrimonio si avvicina a\ngrandi passi\, pasto dopo pasto\, Verida mette in discussione tutto ciò\nche ha sempre dato per scontato: i suoi cari\, il suo modo di vivere e\n– non ultimo – il suo stesso corpo. \nMichela Occhipinti è nata a Roma nel 1968. Dopo aver passato parte\ndella sua vita tra Roma\, il Marocco\, Hong Kong\, il Congo e la\nSvizzera\, nel 1991 si trasferisce a Milano e poi a Londra\, dove inizia\na lavorare nella produzione di documentari e pubblicità. Dal 1995\nvive a Roma. Nel 2003 viaggia per un anno in Sud America dove produce\ne dirige il suo primo documentario\, “¡Viva la Pepa! (ridateci la\nCostituzione)”. Dal 2005 al 2007 collabora con Raidue\, dirigendo\nalcuni reportage su questioni legate all’immigrazione. Nel 2008 gira\nSei Uno Nero\, documentario no-profit sull’apertura di una radio per la\nprevenzione di Aids e malaria in Malawi. Nel 2010 produce e dirige il\ndocumentario “Lettere dal deserto (elogio della lentezza)”\, presentato\nin oltre 80 festival in giro per il mondo. ”Il corpo della sposa” è\nil suo primo lungometraggio\, presentato nel 2019 alla Berlinale nella\nsezione Panorama. \nIl tour di presentazione del film proseguirà in Friuli Venezia Giulia\nmartedì 11 giugno a Cinemazero a Pordenone.
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SUMMARY:Très Court International Film Festival
DESCRIPTION:Il “TRÈS COURT INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2019”\, rassegna dedicataalla miglior produzione audiovisiva mondiale sotto i 4 minuti\, sarà\npresentato a Trieste al cinema Ariston nella serata di martedì 11\ngiugno alle ore 21.00; l’evento è organizzato da Alliance française di\nTrieste in collaborazione con La Cappella Underground. \nGiunto quest’anno alla 21° edizione\, il Très Court International Film\nFestival è un evento globale che coinvolge simultaneamente i cinque\ncontinenti proponendo un formato audiovisivo ideale per narrare la\ncontemporaneità. \nDal 7 al 16 giugno\, in un centinaia di città francesi ed in 30 paesi\ndiversi\, verranno proiettati simultaneamente i migliori cortometraggi\nselezionati da Très Court tra 3000 cortometraggi divisi per tematica\nche abbracciano tutte le tipologie di spettacolo multimediale: dalla\nfiction all’animazione\, dal documentario alla videomusic per arrivare\nal video blog. \nIl Cortissimo è un formato audiovisivo perfetto per la comunicazione\nvia internet e mobile e diventa lo strumento ideale per narrare la\ncontemporaneità : 4 minuti per esprimersi\, raccontare o reinventare il\nmondo. Quello di una generazione\, di un’epoca nella quale tutto va\nveloce come quello sguardo nella metropolitana o quella pausa\nsigaretta sotto la pioggia. Conta uno di questi momenti di vita\,\npiccola dosa di un piacere che perdura\, che sveglia i sensi e la\ncuriosità. Il programma di punta del Festival è la selezione\ninternazionale costituita da cortometraggi organizzati in un film\nmosaico di circa 2 ore che permette di scoprire l’universo creativo\ndei più talentuosi registi dei nostri giorni. In massimo 4 minuti\, i\nregisti dovranno convincere gli spettatori del loro talento. Tutto va\nestremamente veloce\, il ritmo è sostenuto e le emozioni sono\nmolteplici! All’evento\, unico nel suo genere\, si potrà partecipare\nattivamente. Infatti\, al termine della proiezione\, gli spettatori\nsaranno invitati a votare per il cortometraggio che è piaciuto loro di\npiù\, per assegnare alla fine del festival il Premio del Pubblico\nglobale al regista vincitore.\nI cortometraggi verranno proiettati in versione originale con\nsottotitoli in italiano a cura di Alliance française di Trieste.
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SUMMARY:Juliet\, Naked – Tutta un'altra musica
DESCRIPTION:La commedia romantica “JULIET\, NAKED – TUTTA UN’ALTRA MUSICA” (GB/USA\,2018\, 105’) di Jesse Peretz\, tratta dall’omonimo romanzo di Nick\nHornby e interpretata da Rose Byrne\, Ethan Hawke e Chris O’Dowd\, sarà\nin programma in prima visione al cinema Ariston da giovedì 6 giugno;\nil film sarà proiettato in versione originale inglese sottotitolata in\nitaliano nella giornata di venerdì 7 giugno alle ore 16.30\, 18.45 e\n21.00.\nAnnie vive da lungo tempo una relazione abitudinaria con Duncan\, fan\nossessivo dell’ormai sconosciuto musicista rock Tucker Crowe. L’uscita\ndel demo acustico di un album di successo di Tucker di venticinque\nanni prima porterà a un incontro con il rocker che cambierà la vita di\ntutti i protagonisti. “Juliet\, Naked – Tutta un’altra musica”\, tratto\ndall’omonimo romanzo di Nick Hornby (2009\, Ed. Guanda) è una commedia\nsulle nuove chance che la vita ci offre. \nAnnie (Rose Byrne) vive una vita in stand-by. Gestisce un museo nella\ncittadina marittima inglese dov’è cresciuta\, è perennemente\npreoccupata per la sorella Ros\, giovane e irresponsabile\, e trascina\nda tempo una relazione con Duncan (Chris O’Dowd)\, docente\nuniversitario di cultura pop. Duncan\, invece\, è completamente\nassorbito dal rocker alternativo Tucker Crowe (Ethan Hawke) e dalla\nsua misteriosa scomparsa dalle scene\, avvenuta venticinque anni prima.\nDopo aver abbandonato la carriera\, il musicista si è ritirato a vita\nprivata: adesso vive nel garage di una sua ex\, a nord di New York\, si\noccupa del suo figlio più piccolo e sue giornate trascorrono tra fare\nil bucato\, giocare con i Lego e domandarsi come mai la sua vita non\nsia andata proprio come si aspettava. Quando riemerge ‘Juliet\, Naked’\,\ndemo acustico dell’album di successo ‘Juliet’\, che Tucker aveva\npubblicato venticinque anni prima\, Duncan scrive una recensione\nentusiasta della versione appena uscita. In un momento di ribellione\,\nAnnie risponde postando la sua feroce stroncatura del demo. Con sua\ngrande sorpresa\, Tucker apprezza la critica e le scrive un’e-mail per\nringraziarla. Ne segue un incontro che cambierà la vita dell’ex-star e\ndella fidanzata del suo più grande ammiratore. \nScrive Jesse Peretz nelle note di regia: «Tra “Alta Fedeltà” e “About\na Boy – Un ragazzo”\, gli adattamenti dei romanzi di Nick Hornby sono\npraticamente diventati un genere cinematografico a sé – un genere per\naltro molto amato. Per i cineasti attratti dalle commedie realistiche\,\ncome il sottoscritto\, Nick Hornby è un vero punto di riferimento.\nAnche “Juliet\, Naked” presenta gli irresistibili tratti caratteristici\ndell’autore: una forte ossessione per la cultura pop; dei personaggi\nmoderni\, pieni di idiosincrasie e costruiti con empatia; una miscela\nben calibrata di umorismo e affetto velato; una prospettiva saggia\nsulla natura della vita. Il fatto che la storia fosse incentrata su un\nfandom musicale quasi folle mi ha fatto venire ancora più voglia di\nvederla trasposta sullo schermo. Io stesso sono un fanatico della\nmusica\, anche se sto guarendo (negli anni Ottanta sono stato anche il\nprimo bassista della band punk Lemonheads)».
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SUMMARY:Ancora un giorno
DESCRIPTION:Another Day of Life\, Spagna\, Polonia\, Germania\,Ungheria\, Belgio\, 2018\, 80′\ndi Raúl de la Fuente e Damian Nenow\,\nadattamento del reportage-capolavoro “Another Day of Life” del maestro\ndel giornalismo Ryszard Kapuściński\, premiato come miglior film\nd’animazione agli European Film Awards 2018\, sarà in cartellone al\ncinema Ariston in prima visione nelle giornate di sabato 1\, domenica 2\ne martedì 4 giugno alle ore 18.00 e 21.00. \nPresentato al 71° Festival di Cannes\, “Ancora un giorno” è un racconto\nemozionante e coinvolgente in cui l’animazione si unisce al\ndocumentario e a interviste in live action per raccontare la storia\ndel viaggio in Angola nel 1975 del celebre reporter Ryszard\nKapuściński. Un progetto unico nel suo genere grazie all’innovativa\ncombinazione di stili differenti come il live acting\, la graphic\nnovel\, il documentario\, avvincenti sequenze animate e spettacolari\nvisioni surreali. \n«Fai in modo che non ci dimentichino». È questo l’imperativo che\nrisuona nella mente del reporter Ryszard Kapuściński mentre percorre\nle strade sterrate e i villaggi dell’Angola in piena guerra civile per\nraccontare al mondo le storie di chi sta vivendo quei tragici giorni;\ncome il riluttante comandante Farrusco\, che ha deciso di schierarsi\ncon i più deboli\, o l’affascinante guerrigliera Carlota\, che anziché\nsparare alle persone vorrebbe guarirle… Finché\, nei suoi\nperegrinaggi\, il giornalista entra in possesso di una notizia che\, se\ndivulgata\, potrebbe cambiare le sorti della guerra fredda e causare la\nmorte di migliaia di persone. Il suo dovere di cronista gli imporrebbe\ndi diffonderla\, ma come può la sua coscienza sopportare un simile\npeso’ \nRaúl de la Fuente e Damian Nenow adattano il reportage-capolavoro di\nKapuściński in un racconto emozionante e coinvolgente\, in cui\nspettacolari sequenze animate si alternano a interviste in live action\nai veri protagonisti. E se i sopravvissuti parlano alle telecamere\, i\ncaduti non sono perduti per sempre: la memoria di chi era con loro\,\ngli scritti di chi li ha raccontati\, quell’ultima foto che li ritrae\nfanno sì che chi è scomparso non sia dimenticato. E permettono alle\nmolte vittime della Storia di vivere ancora un giorno.
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SUMMARY:Captive State
DESCRIPTION:Ultimo appuntamento della stagione per la rassegna di cinema difantascienza organizzata al cinema Ariston da La Cappella Underground\ncon la sigla del Trieste Science+Fiction Festival: il film “CAPTIVE\nSTATE” (USA\, 2019\, 109’) di Rupert Wyatt\, storia di invasione aliena\nambientata nell’America del prossimo futuro\, con protagonisti John\nGoodman\, Ashton Sanders\, Jonathan Majors e Vera Farmiga\, sarà\nproietttato nella serata di giovedì 30 maggio alle ore 21.00 in\nversione originale sottotitolata. \n“Captive State” è un film scritto dal cineasta Rupert Wyatt (“L’Alba\ndel Pianeta delle Scimmie”\, “The Gambler”\, “The Escapist”) e da Erica\nBeeney (“La Battaglia di Shaker Heights”). La loro singolare e\noriginale sceneggiatura descrive una Chicago irriconoscibile\, ed è\nambientata nel 2025\, dieci anni dopo che la città è stata occupata da\nalcune forze extraterrestri. Questo espediente fantascientifico serve\nper raccontare i pericoli che corrono oggigiorno le libertà civili e\nil ruolo del dissenso all’interno di una società autoritaria. Il tutto\nviene visto attraverso gli occhi di due Fratelli\, che dopo l’invasione\naliena rimarranno separati per molto tempo\, e si riuniranno solo\nquando il maggiore dei due guiderà un piccolo gruppo di rivoluzionari\nintenzionati a mettere fuori uso il sistema di tracciamento alieno che\nsi trova in cima alla Sears Tower. Se avrà successo\, la missione\npotrebbe significare non solo la sconfitta degli alieni\, ma anche la\nliberazione della razza umana.
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SUMMARY:John McEnroe L'empire de la perfection
DESCRIPTION:Il film documentario “JOHN MCENROE – L’IMPERO DELLA PERFEZIONE” (JohnMcEnroe L’empire de la perfection \, Francia 2018\, 91’) di Julien Faraut\, in versione\noriginale sottotitolata con la voce di Mathieu Amalric\, sarà in cartellone al\ncinema Ariston in prima visione solo martedì 28 maggio con proiezioni alle ore\n17.00 e alle ore 21.00.\nIl mitico campione di tennis John McEnroe\, ex ragazzo prodigio e successivamente\nnoto alle cronache non solo per il talento ma anche per il caratteraccio e una vita\nprivata movimentata\, è già stato protagonista di film e documentari\, ma mai in modo\ncosì avvincente come in questo documentario di Julien Faraut\, presentato alla\nBerlinale e in competizione al festival Cinéma di Réel\, che vanta materiali di\nrepertorio ed elementi di psicologia e di teoria del cinema\, accompagnati dalla voce\ndi Mathieu Amalric\, con la promessa della citazione da Jean-Luc Godard «Les films\nmentent\, pas le sport» (I film mentono\, non lo sport).
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SUMMARY:Che fare quando il mondo è in fiamme
DESCRIPTION:Il nuovo film di Roberto Minervini “CHE FARE QUANDO IL MONDO È INFIAMME’ |WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE’”\n(Italia/USA/Francia 2018\, b/n\, 106′)\, presentato in concorso a Venezia\n2018 e distribuito da Valmyn in collaborazione con la Cineteca di\nBologna\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston solo per\ndue giorni\, lunedì 13 e martedì 14 maggio alle ore 19.00 e 21.00\, in\nversione originale sottotitolata. \nEstate 2017\, una serie di brutali uccisioni di giovani afroamericani\nper mano della polizia scuote gli Stati Uniti. Una comunità nera del\nSud americano affronta gli effetti persistenti del passato cercando di\nsopravvivere in un paese che non è dalla parte della sua gente.\nIntanto le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta\ncontro la brutalità della polizia. Una riflessione sul concetto di\nrazza in America dal regista di “Louisiana (The Other Side)” e “Stop\nthe Pounding Heart”. \n“Nei miei film precedenti” – spiega Roberto Minervini – “ho raccontato\nstorie del Sud americano che si sono svolte in forme inaspettate sotto\ni miei occhi. Ho documentato aree dell’America di oggi dove i semi\ndella rabbia reazionaria e anti-istituzionale (cui il paese deve la\npresidenza di Donald Trump) erano già stati piantati\, anche se in\npochi si erano presi la briga di accorgersene. Questa volta ho voluto\nscavare ancora più a fondo\, alle radici della disuguaglianza sociale\nnell’America di oggi\, concentrandomi sulla condizione degli\nafroamericani. Lavorando con diverse comunità africane americane della\nLouisiana meridionale\, siamo riusciti ad avere accesso a quartieri e\ncomunità di New Orleans off-limits per i più. Mi sono presto reso\nconto che la maggior parte delle persone era stata segnata da due\npagine drammatiche della storia recente – le conseguenze dell’uragano\nKatrina del 2005 e l’uccisione di Alton Sterling per mano della\npolizia nel 2016 –\, riconducibili entrambe alla negligenza\nistituzionale\, alle disparità sociali ed economiche\, al forte razzismo\nendemico. Mossa dalla collera e dalla paura\, la gente cercava\nun’occasione per raccontare a voce alta le proprie storie. La mia\nsperanza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali\ncondizioni dei neri americani che\, oggi più che mai\, assistono\nall’intensificarsi di politiche discriminatorie e crimini motivati\ndall’odio”. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.triesteSito ufficiale:\nhttp://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/che-fare-quando-il-mondo-e-in-fiamme\nTrailer: www.youtube.com/watch’v=o6SWtbIBzkA&feature=youtu.be \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Essere Leonardo Da Vinci
DESCRIPTION:Il film “ESSERE LEONARDO DA VINCI – UN’INTERVISTA IMPOSSIBILE”(Italia\, 2019\, 80′) sarà presentato in prima visione a Trieste al\ncinema Ariston nella serata di martedì 2 maggio alle ore 20.30 alla\npresenza del regista e interprete Massimiliano Finazzer Flory. Il film\nè stato realizzato in collaborazione con RAI CINEMA con il patrocinio\ndel Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni della morte di\nLeonardo da Vinci. \nUn film unico nel suo genere dedicato a Leonardo da Vinci in occasione\ndei 500 anni della scomparsa del genio universale\, dove set e opere\nd’arte sono tutti autentici dalla casa natale di Leonardo a Vinci fino\nallo Château Royal d’Amboise e la dimora dove Leonardo è scomparso a\nClos-Lucé e ancora a Vigevano le Scuderie\, le Sotterranee\, la Strada\ncoperta\, il Castello. A Milano: San Sepolcro\, la Veneranda Biblioteca\nAmbrosiana\, gli “Orti di Leonardo”\, la Sacrestia del Bramante\, il\nCastello Sforzesco\, la Sala delle Asse\, l’Archivio di Stato dove è\nstato girato l’unico l’autografo di Leonardo esistente al mondo.\nInfine alle cascate dell´Acquafraggia studiate dal genio. E\nnaturalmente Firenze con la Basilica di Santa Maria Novella e\nl’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella per mettere in\nscena il Leonardo botanico.\nGirato tra Stati Uniti\, Francia e Italia l’incredibile make-up del\nvolto di Finazzer e una recitazione coreografica che incarna il corpo\ndi Leonardo ci restituisce non solo la sua storia ma anche in termini\nregistici e di questo forse uno dei valori più importanti dell’opera\nl’influenza di Leonardo anche nella nostra estetica cinematografica.\nUn’icona universale\, 500 anni dopo la sua morte. Un film che tiene\ninsieme l’originalità linguistica attraverso il linguaggio del\nRinascimento e la qualità tecnologica del nostro tempo. \nTrailer: https://youtu.be/-sQQrKCHqsk \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:My home\, in Libya
DESCRIPTION:Ultimo appuntamento per la rassegna “Trieste Film Festival in Tour”\,martedì 30 aprile alle ore 21.00\, al cinema Ariston: la regista\nMartina Melilli presenterà il suo film documentario “My home\, in\nLibya” (Italia\, 2018\, 66′)\, vincitore del Premio Corso Salani\, che\nracconta la storia di italiani fuggiti dalla Libia dopo il colpo di\nstato di Gheddafi\, ricostruendo memorie familiari e drammi presenti\,\nil colonialismo italiano di allora e la crisi attuale del\nMediterraneo. \nDal 1970 i nonni di Martina vivono in un piccolo paese vicino a\nPadova. Nati in Libia negli anni ’30 sono stati espulsi da Gheddafi\nnel 1970 insieme ad altri 20.000 Italiani. Confiscati tutti i beni\, da\nun giorno all’altro si ritrovano su alcune navi che li riportano in\nItalia\, un luogo che è solo più un simbolo e non un’appartenenza. Da\nallora Antonio e Narcisa vivono isolati in una casetta piena di\nmodesti ma densi richiami: una manciata di sabbia del Sahara\, rose del\ndeserto\, piante grasse e un pappagallo di nome Marisa. Il tempo si è\nfermato\, ma non per Martina che vuole saperne di più. Così il nonno\ndisegna per lei\, sulla base dei ricordi\, la mappa della sua Tripoli\,\ndistante ormai quasi mezzo secolo: corso Vittorio Emanuele\, la\ncattedrale\, il lungo mare\, la via dove avevano il loro negozio di\nmateriale elettrico. Intanto la Libia dei giorni nostri è nel caos più\ntotale e Martina non può verificare con i suoi occhi quanto il nonno\nle rappresenta. La rete le viene in aiuto e riesce a stabilire un\ncontatto con un giovane libico che\, sulla base degli schizzi del\nnonno\, inizia ad inviare immagini della Tripoli di oggi: i nomi delle\nstrade sono cambiati\, molti quartieri non esistono più\, le milizie\narmate si dividono la città e spadroneggiano. A poco a poco il\nrapporto tra Martina e Mahmoud cresce in un fitto scambio di messaggi\ne immagini via internet. Da una parte una giovane che fa del\nterritorio europeo la sua casa\, dall’altra un giovane libico che non\nvede nessun futuro se non immaginandosi fuori dalla Libia. Martina si\navvicina al posto più estremo della Sicilia che si affaccia sul\nMediterraneo mentre Mahmoud fa lo stesso dal litorale di Tripoli. I\ndue si guardano senza vedersi\, ma ormai si conoscono grazie alla rete.\nIntanto il nonno affida il suo destino e quello della nipote e di\nMahmoud ad una scritta scolpita nel legno che pende da una parete:\n“tutto arriva per chi sa aspettare”. \nTrailer: https://youtu.be/apcCL7aTGik \nInformazioni sui siti web\nwww.aristoncinematrieste.it\nwww.triestefilmfestival.it\nscrittoio.net
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SUMMARY:I cielo sopra Berlino - versione originale
DESCRIPTION:Il film capolavoro di Wim Wenders “IL CIELO SOPRA BERLINO – DER HIMMELÜBER BERLIN” (Germania/Francia\, 1987\, 130′) sarà proiettato al cinema\nAriston lunedì 29 aprile alle ore 16.00\, 18.30 e 21.00 in versione\noriginale sottotitolata in italiano nella nuova edizione restaurata\,\nin omaggio al grande attore svizzero Bruno Ganz\, protagonista del\nfilm\, scomparso nel febbraio di quest’anno. L’iniziativa è organizzata\nda La Cappella Underground in collaborazione con il Goethe-Zentrum\nTriest. \nRitornano sul grande schemo gli angeli Damiel (Bruno Ganz) e Cassiel\n(Otto Sander)\, la trapezista circense Marion (Solveig Dommartin)\, e\nPeter Falk nei panni di se stesso (nonché di un ex-angelo)\, tutti\nindimenticabili protagonisti de “Il cielo sopra Berlino – Der Himmel\nüber Berlin” di Wim Wenders\, un sincero inno alla vita terrena e alla\nbellezza della capitale tedesca\, premiato per la miglior regia al 40°\nFestival di Cannes. Il film è stato in parte ispirato alle poesie di\nRainer Maria Rilke; per la stesura dei dialoghi\, il regista ha chiesto\nla collaborazione dello scrittore austriaco Peter Handke\, autore per\nil film anche della poesia “Lied vom Kindsein”\, canto di elogio\ndell’infanzia \nL’attore svizzero Bruno Ganz (Zurigo\, 1941-2019) è stato un\ngrandissimo interprete di cinema e teatro\, molto amato dal pubblico\ninternazionale e riconosciuto dalla critica di settore. Il successo\nsul grande schermo arriva con Wim Wenders nel 1977 grazie al ruolo del\nprotagonista\, il corniciaio Jonathan Zimmermann\, in “L’amico\namericano”(Der Amerikanische Freund”); la collaborazione con Wenders\nprosegue nel 1987 con “Il cielo sopra Berlino”. Ha lavorato inoltre\nsui set di registi come Eric Rohmer (“La Marquise d’O…”\, 1976)\,\nVolker Schloendorff (“Die Fälschung”\, 1981) e Werner Herzog\n(“Nosferatu: Phantom der Nacht”\, 1979). In Italia è noto soprattutto\nper la sua partecipazione in “Pane e tulipani” (2000) di Silvio\nSoldini. Indimenticabile la sua interpretazione del dittatore Adolf\nHitler ne “La caduta” (“Der Untergang”\, 2004). Ganz va ricordato anche\ncome interprete teatrale\, e tra i fondatori nel 1970 a Berlino della\ncompagnia di ispirazione brechtiana “Schaubühne”; fra le\nrappresentazioni più celebri a cui ha partecipato\, il “Prometeo\nincatenato” di Eschilo (1987) sotto la guida di Klaus Michael Grüber\,\ne il “Faust” di Goethe nella messinscena diretta da Peter Stein nel\n2000 ad Hannover. \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:La città che cura
DESCRIPTION:Mercoledì 17 aprile al Cinema Ariston (Viale Romolo Gessi\, 14 Trieste)alle ore 17 e alle ore 20 proiezione del film di Erika Rossi “La città\nche cura” (The Caring City\, Italia 2018\, 89’ – TICO film). Alle 18.30\npresentazione del libro “La città che cura – Microaree\, periferie\ndella salute” a cura di Giovanna Gallio e Maria Grazia Cogliati Dezza\n(Collana 180 – Edizioni Alphabeta Verlag\, 2018).\nLe autrici\, del libro e del film\, ne discutono con Fabrizio Barca.\nGioia Meloni\, giornalista\, conduce l’incontro e la discussione.
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SUMMARY:Eldorado
DESCRIPTION:Arriva a Trieste lunedì 15 aprile al cinema Ariston il pluripremiato filmmakersvizzero Marcus Imhoof\, nell’ambito del tour italiano per la presentazione del\ndocumentario “ELDORADO” (Svizzera/Germania\, 2018\, 92’): il regista\nincontrerà il pubblico alla proiezione delle ore 20.30. La serata è organizzata\nda La Cappella Underground con la casa di distribuzione Zalab e con la\ncollaborazione del Goethe-Zentrum Triest e del Festival S/paesati. Il\ndocumentario\, partendo dai ricordi d’infanzia del regista nella Svizzera degli anni\nsuccessivi alla Seconda Guerra Mondiale\, quando gli immigrati non voluti erano gli\nitaliani\, si avventura in un viaggio tra le coste libiche\, quelle del sud Italia e tutto il mare che c’è in mezzo\, dove i nuovi esclusi provano a entrare nel “nostro Eldorado”.\n\nDurante gli anni della seconda guerra mondiale\, la famiglia del regista svizzero\nMarkus Imhoof\, che a quei tempi era un bambino di 4 anni\, accoglie Giovanna\, una\nbambina milanese di 8 anni\, beneficiaria di un progetto delle Croce rossa elvetica. La\nsua permanenza è però a tempo e Giovanna viene rimandato in Italia\, dove muore di\nmalattia a 13 anni\, poco dopo il suo ritorno forzato. Imhoof parte da questi dolorosi\nricordi\, per parlare dell’odierna crisi migratoria\, e ci trascina in un viaggio attraverso\nle navi italiane dell’operazione Mare nostrum\, i campi dei lavoratori e le strutture\nd’accoglienza in sud Italia\, la Svizzera\, dove le autorità sono impegnate a respingere i\nrifugiati a tutti i livelli. \n\nQuella che emerge è una fotografia cruda di un assurdo e\ninumano processo che non riesce ad affrontare una tragedia umana: una crisi\ncausata da squilibri economici che trasformano i paesi ricchi del nord nell’Eldorado\nche i meno fortunati cercano di raggiungere a tutti i costi.\nMarkus Imhoof\, regista\, sceneggiatore e produttore\, è nato a Winterthur nel 1941.\nI suoi film “Fluchtgefahr” (1974) e “Tauwetter” (1977) fanno parte dei lavori che\nhanno assicurato il riconoscimento internazionale alla cinematografia svizzera negli\nanni ’70. La “Barca è piena” del 1980 ha vinto l’Orso d’Argento alla Berlinale ed è\nstato candidato all’Oscar. “The Journey” (Die Reise\, 1986) è basato sul romanzo\npostumo di Bernward Vesper incentrato sui primi giorni del gruppo terroristico Banda\nBaader-Meinhof. I film di Markus Imhoof sono stati proiettati a Berlino\, Venezia\,\nCannes\, Locarno e in molti altri festival; il suo lungometraggio “Un mondo il pericolo”\n(2012) è stato premiato sia con gli Swiss che con i German Film Awards\, ed è stato il\nfilm svizzero di maggior successo a livello internazionale di tutti i tempi.\n\nTrailer: https://vimeo.com/327817494\nSito ufficiale: http://www.zalab.org/projects/eldorado-markus-imhoof/\nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground – Piazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Oro verde – C’era una volta in Colombia
DESCRIPTION:“ORO VERDE – C’ERA UNA VOLTA IN COLOMBIA” (Pájaros de verano\,Colombia\, 125’)\, film di gangster e spiriti diretto da Cristina\nGallego e Ciro Guerra (El abrazo de la serpiente)\, presentato nella\nQuinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes con il titolo “Birds\nof Passage” e selezionato per la short list degli Oscar come Miglior\nfilm straniero\, sarà in cartellone al cinema Ariston in prima visione\ndal 12 aprile.\n\nIl regista e la produttrice del film candidato all’Oscar “El abrazo de\nla serpiente”\, Ciro Guerra e Cristina Gallego\, ci guidano in un\nviaggio avvincente alle origini di Narcos e Escobar con immagini\nspettacolari e personaggi indimenticabili. Le origini del\nnarcotraffico colombiano\, attraverso la storia epica di una famiglia\nindigena wayuu. Un clan famigliare\, con a capo una donna Ursula\, che\nsi trova coinvolto nel boom del successo del commercio di marijuana ai\ngiovani americani negli anni ‘70. Quando avidità\, passione e onore si\nscontrano\, si scatena una guerra fratricida che metterà in gioco le\nloro vite\, la loro cultura e le loro ancestrali tradizioni.\nDesignato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici\nCinematografici Italiani.\n\nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste\n\ntrailer: https://youtu.be/A-Fq0G_-2xU\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Trieste Film Festival in Tour
DESCRIPTION:Arriva nel mese di aprile sul grande schermo del cinema Ariston\, salad’essai di Viale Romolo Gessi 14 gestita da La Cappella Underground\,\nil progetto “Trieste Film Festival in Tour”\, ideato dall’associazione\nAlpe Adria Cinema in collaborazione con Lo Scrittoio\, società di\npromozione e distribuzione da sempre attenta al cinema d’autore e\nindipendente di qualità\, che si è occupata di selezionare le opere per\nla rassegna che si svolgerà nelle principali città italiane (le prime\ntappe in calendario sono Parma\, Verona\, Napoli\, Trieste\, Modena\,\nPadova\, Milano\, Roma e a seguire anche Firenze e Venezia). In\nprogramma quattro appuntamenti\, che all’Ariston si svolgeranno nelle\ndate del 9\, 16\, 23 e 30 aprile\, con altrettanti titoli fra i più\nrappresentativi e premiati della 30esima edizione del festival\,\npresentati in versione originale con sottotitoli italiani. \nLa rassegna si apre martedì 9 aprile alle ore 21.00 con il film\nvincitore del TSFF “The Delegation” (Delegacioni\, Albania\, Francia\,\nGrecia\, Kosovo\, 2018\, 77′) di Bujar Alimani\, lungomentraggio vincitore\nanche del Grand Prix all’ultimo festival di Varsavia\, che racconta\nl’estremo tentativo del regime comunista di “convincere” l’opinione\npubblica internazionale dei progressi di Tirana in tema di diritti\numani. \nSi prosegue martedì 16 aprile alle ore 21.00 con “Chris the Swiss”\n(Svizzera\, Germania\, Croazia\, Finlandia\, 2018\, 90′) di Anja Kofmel\,\ndocumentario-inchiesta vincitore della sezione documentari del TSFF\,\npresentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2018\,\nfilm che anche tramite l’uso dell’animazione ricostruisce le\ncircostanze misteriose della morte di un giornalista nella guerra\ncivile jugoslava. \nLa serata di martedì 23 aprile alle ore 21.00 presenta il\nlungometraggio “Donbass” (Germania\, Ucraina\, Francia\, 2018\, 110′) di\nSergej Loznica\, film d’apertura della sezione Un Certain Regard del\nFestival di Cannes 2018\, valso all’autore il Premio per la Miglior\nRegia\, che racconta i tragici e folli eventi della guerra in atto\nnella regione orientale dell’Ucraina. \nAppuntamento conclusivo martedì 30 aprile alle ore 21.00 con la\nproiezione del film “My home\, in Libya” (Italia\, 2018\, 66′) alla\npresenza della regista Martina Melilli\, documentario vincitore del\nPremio Corso Salani e passato al Festival di Locarno 2018\, che\nracconta la storia di italiani scappati dalla Libia dopo il colpo di\nstato di Gheddafi ricostruendo memorie familiari e drammi presenti\, il\ncolonialismo italiano di allora e la crisi attuale del Mediterraneo. \nObiettivo del progetto è far conoscere al grande pubblico\ncinematografie e autori di grande valore del panorama internazionale\,\naccomunati da una grande libertà creativa\, pur con cifre stilistiche\nassai differenti\, ma spesso difficili da conoscere in mancanza di una\ngiusta collocazione nel mercato italiano. \nCome sottolinea Lo Scrittoio\, “nell’attuale quadro distributivo del\ncinema di qualità nel nostro Paese è sempre più importante che opere\ncome quelle che presenta il Trieste Film Festival – primo e più\nimportante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa Centro\nOrientale che da trent’anni funge da ponte tra oriente e occidente\,\nmettendo in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema –\nabbiano occasione per dimostrare la propria capacità attrattiva nei\nconfronti del pubblico. In particolare dimostrandolo a quei\ndistributori ormai convinti che in sala paghino soprattutto linguaggi\,\nautori e cast riconosciuti e riconoscibili”. \nInformazioni sui siti web\nwww.aristoncinematrieste.it\nwww.triestefilmfestival.it\nscrittoio.net \nInfo cinema Ariston:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Dafne
DESCRIPTION:“DAFNE” (Italia\, 2019\, 94′) di Federico Bondi\, film vincitore delPremio FIPRESCI della stampa internazionale alla Berlinale 2019 nella\nsezione Panorama\, distribuito da Istituto Luce Cinecittà\, sarà in\nprogramma in prima visione al cinema Ariston da giovedì 4 aprile.\nNell’ambito del tour nazionale di presentazione del film\, la\nprotagonista Carolina Raspanti sarà presente e incontrerà il pubblico\nalla proiezione di sabato 6 aprile alle ore 18.30.\nIl lungometraggio racconta una storia familiare che ruota intorno alla\nfigura di Dafne\, una ragazza affetta dalla sindrome di Down: dopo la\nmorte della madre\, Dafne – che proprio dalla mamma ha ricevuto\nun’educazione che l’ha portata ad essere positiva e autonoma – si\nrivelerà essere il ‘bastone’ su cui il padre potrà fare affidamento.\nNel cast\, a fianco della protagonista Carolina Raspanti\, interpretano\nil ruolo dei genitori Antonio Piovanelli e Stefania Casini. \nTrailer: https://youtu.be/VcIL2ni0UcU \nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n. 3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:KUSAMA INFINITY – LA VITA E L'ARTE DI YAYOI KUSAMA
DESCRIPTION:Il film documentario “KUSAMA INFINITY – LA VITA E L’ARTE DI YAYOI KUSAMA” (USA\, 2018\, 85′) di Heather Lenz\, dedicato alla leggendaria artista giapponese che ha appena festeggiato il noventesimo compleanno (è nata a Matsumoto il 22 marzo 1929)\, definita ‘la regina dei pois’ per il suo uso maniacale di punti colorati – diventati il suo marchio di fabbrica – su tele e sculture\, sarà in programma al cinema Ariston mercoledì 27 marzo alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00 in versione originale sottotitolata.\nYayoi Kusama\, icona giapponese per eccellenza\, è una delle artiste più influenti della storia dell’arte contemporanea\, colei che ha fatto\ndelle sue allucinazioni un’arte diventando l’artista donna più venduta\nal mondo. Il film esplora la sua ascesa verso il successo mostrandone\nda vicino il talento\, le ossessioni\, la malattia mentale e le\ndifficoltà incontrate\, e permette di comprendere la sua importanza\nartistica e culturale. Utilizzando materiale d’archivio e inedito\,\nviene raccontata in modo intimo la storia di Kusama\, attraverso le sue\nstesse parole e le toccanti interviste a direttori di musei\,\ngalleristi\, curatori\, critici\, collezionisti\, amici e collaboratori.\nEsito di oltre un decennio di attività della regista\, il documentario\ngetta una nuova luce su una protagonista assoluta dell’arte\ncontemporanea del Novecento e della nostra epoca. \nLa sua storia personale e professionale si intrecciano: il trauma di\nessere cresciuta in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale in una\nfamiglia che ne scoraggiava le ambizioni creative\, gli esordi non\nfacili in Patria\, il trasferimento a New York dove ha dovuto\naffrontare sessismo e razzismo che caratterizzavano il mondo dell’arte\na cavallo degli anni ’60\, e infine i problemi connessi con la sua\nsalute mentale fino a giungere ai giorni d’oggi. Divenuta ormai\nl’artista donna più popolare al mondo\, ideatrice di abbaglianti e\nfantasiose creazioni a pois e conosciuta ai più per le enormi zucche\ncolorate e le sue Infinity Room\, Kusama continua a dedicarsi all’arte\na tempo pieno realizzando innumerevoli opere e abbracciando svariate\ndiscipline\, dalla pittura alla scultura\, dall’arte performativa al\ndesign. In ognuno di questi ambiti le sue mostre registrano sempre\nrecord di pubblico nei principali musei di tutto il mondo. \nTrailer: https://youtu.be/jf-a8vLsejw \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n. 3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Segretarie - Una vita per il cinema
DESCRIPTION:Il documentario “SEGRETARIE – UNA VITA PER IL CINEMA” (Italia\, 2019\,64′) di Raffaele Rago e Daniela Masciale sarà proiettato a Trieste al\ncinema Ariston nella serata di martedì 26 marzo alle ore 18.30 alla\npresenza del regista Raffaele Rago.\nSei segretarie personali raccontano com’era lavorare nel mondo del\ncinema quando i film italiani vincevano un premio dopo l’altro\, a\nVenezia come a Los Angeles. Attraverso aneddoti\, rivelazioni\,\nfotografie inedite e grandi classici\, il documentario ripercorre i\npunti salienti della loro vita professionale e personale. \nSei segretarie. Il grande cinema italiano. Le protagoniste fanno un\ntuffo nel passato per raccontarci cosa ha significato lavorare nel\nmondo del cinema italiano quando le nostre pellicole facevano incetta\ndi premi\, da Venezia a Los Angeles\, passando per Cannes. Il\ndocumentario è un vero e proprio flashback della loro vita\, dentro e\nfuori dal set\, impreziosito da aneddoti\, rivelazioni\, fotografie\ninedite e curiosità relative ad alcuni grandi classici.\nAlla base di questo progetto c’è il pensiero romantico di rivivere il\nperiodo d’oro del cinema italiano attraverso la voce di Cesarina\nMarchetti\, Paola Quagliero\, Liliana Avincola\, Anna Maria Scafasci\,\nResi Bruletti e Fiammetta Profili\, professioniste che hanno lavorato\nal fianco di visionari come Fellini o Monicelli\, grandi produttori\ncome i fratelli De Laurentiis\, Franco Cristaldi o Goffredo Lombardo e\nattori del calibro di Alberto Sordi e Vittorio Gassman; tutti\npersonaggi che hanno dato lustro al nostro Paese. Le protagoniste del\ndocumentario a distanza di anni hanno negli occhi la stessa passione e\nla stessa grinta di quando hanno iniziato la loro avventura nel mondo\ndel cinema\, un mondo dove la parola “impossibile” non esiste!
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DESCRIPTION:(9 Dita\, Francia\, 2017\, 99′)\, il nuovo thrillerpost-apocalittico e punk del cineatsa indipendente francese F.J.\nOssang\, vincitore del Pardo per la Miglior Regia al 70esimo Festival\ndi Locarno\, sarà in programma al cinema Ariston mercoledì 20 marzo\nalle ore 19.00 e 21.00 in versione originale sottotitolata\,\nnell’ambito della rassegna di cinema di fantascienza organizzata da La\nCappella Underground con la sigla del Trieste Science+Fiction\nFestival. La proiezione delle ore 19.00 sarà presentata da Beatrice\nFiorentino (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani). \nIn una stazione dove fermano tutti i treni\, Magloire è solo. Tutto è\nfreddo. Mentre fugge da un controllo della Polizia\, si imbatte in un\nuomo morente. Cercando di salvarlo\, si impossessa di una mazzetta di\ndenaro contante\, mentre l’altro muore. Iniziano per lui i problemi. In\nun bianco e nero dai contrasti estremi\, tra femme fatales e lividi\ncospiratori\, in una narrazione labirintica e claustrofobica\, densa di\ncitazioni letterarie e di omaggi all’estetica del cinema\nespressionista\, il viaggio diventa puro tragitto mentale. \nFrançois-Jacques Ossang\, cineasta\, poeta\, scrittore e musicista\npost-surrealista\, post-dada\, post-esistenzialista\, post-punk\, in\ncontinuo bilico tra generi popolari e colti\, tra scenari apocalittici\ne ombre noir\, fonde nel suo quinto film lungometraggio cinema di\ngenere\, sovversione\, tuffi nel passato (senza nostalgia) e visioni di\nfuturo (tra utopia e rovina).
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SUMMARY:Sulle sue spalle
DESCRIPTION:Il film documentario “SULLE SUE SPALLE” (On Her Shoulders\, USA\, 2018\, 94′) di Alexandria Bombach\, dedicato alla battaglia per la verità di Nadia Murad\, premio Nobel per la Pace 2018\, e al suo impegno per portare al mondo la sua testimonianza della tragedia del popolo Yazidi sterminato dall’Isis\, sarà in programma al cinema Ariston venerdì 8 marzo alle ore 18.30\, in occasione della GiornataInternazionale della Donna. La proiezione sarà anticipata da un intervento di Daniela Luchetta\, Presidente Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin.\nNadia Murad\, Premio Nobel 2018 per la Pace\, è una sopravvissuta: aveva appena 20 anni la notte del 3 agosto 2014\, quando l’Isis attaccò Sinjar\, la sua città natale\, e sterminò la sua famiglia insieme a gran parte della popolazione di fede Yazidi. Lei fu catturata\, subì ogni genere di violenza e solo per una coincidenza riuscì a mettersi in salvo. Ora Nadia è diventata il volto di un popolo dimenticato e\, giorno dopo giorno\, combatte una battaglia difficile e dolorosa\, quella per la memoria. Dai campi di profughi in Grecia ai raduni di sopravvissuti a Berlino\, dal Parlamento canadese alla sede della Nazioni Unite\, questa ragazza giovanissima continua a raccontare la sua\nstoria e trova il coraggio di ripercorrere ancora una volta quei momenti terribili\, riaprendo ferite recenti. Perché quanto è accaduto e sta tuttora accadendo non passi sotto silenzio. Perché la sua voce diventi il grido di speranza di un intero popolo.\nTrailer: https://youtu.be/2UuNYmSVeUs\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Wonderful loser
DESCRIPTION:Il film documentario “WONDERFUL LOSERS” (Lituania\, Italia\, Svizzera\,Belgio\, Lettonia\, UK\, Irlanda\, Spagna\, 2017\, 71′) di Arunas Matelis\,\nrealizzato lungo le strade del “Giro d’Italia” per raccontare\nsacrificio\, spirito di squadra e abnegazione di quei meravigliosi\nperdenti che sono i “gregari” nel ciclismo professionistico\, sarà in\nprogramma al cinema Ariston martedì 5 marzo alle ore 21.00. Premio\nAlpe Adria Cinema come Miglior Documentario al Trieste Film Festival\n2018\, “Wonderful Losers” è stato realizzato con il sostegno della FVG\nFilm Commission per le riprese effettuate durante le tappe del Giro\nd’Italia 2014 in Friuli Venezia Giulia: la penultima\, sulle rampe del\nMonte Zoncolan\, e l’ultima con un circuito attraverso le vie di\nTrieste e la volata finale nella cornice di Piazza Unità. \nPer molti di noi\, i ciclisti che vediamo al fondo del gruppo sono\nsemplicemente dei perdenti. Sono chiamati “water carries”\,\n“domestics”\, “gregari” e sacrificano la loro carriera e le possibili\nvittorie per aiutare i loro leader a vincere le gare. Arunas Matelis\nha seguito questi “Sancho Panza” del ciclismo professionista durante\nil Giro d’Italia e ci rivela il mondo sconosciuto di questi splendidi\nperdenti. I nostri eroi si schiantano\, si rialzano e… continuano a\ncorrere.
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SUMMARY:Suspiria
DESCRIPTION:“SUSPIRIA” (USA\, Italia\, 2018\, 152′) di Luca Guadagnino (“Io sonol’amore\, “A Bigger Splash”\, “Chiamami col tuo nome”)\, versione\ninquietante e originale del classico dell’horror firmato nel 1977 da\nDario Argento\, sarà in programma al cinema Ariston mercoledì 27\nfebbraio alle ore 18.00 e 21.00 in versione originale sottotitolata\,\nnell’ambito della rassegna di cinema di fantascienza organizzata da La\nCappella Underground con la sigla del Trieste Science+Fiction\nFestival. In questo appassionante thriller psicologico\, Un vortice di\noscurità avvolge una compagnia di danza rinomata in tutto il mondo\, un\nvortice che travolgerà la direttrice artistica della compagnia (Tilda\nSwinton)\, una giovane ballerina ambiziosa (Dakota Johnson) e uno\npsicoterapeuta (Lutz Ebersdorf). Qualcuno di loro soccomberà\nall’incubo. Gli altri finalmente si sveglieranno.”Suspiria” ha conquistato\nla settimana scorsa due premi agli Independent Spirit Awards\,\nriconoscimenti dedicati alle produzioni di cinema indipendente assegnati\nil giorno prima degli Oscar.
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SUMMARY:Roma
DESCRIPTION:Il film “ROMA” (Messico\, 2018\, 135′) di Alfonso Cuarón\, vincitore di tre premi Oscar come Miglior Film Straniero\, Miglior Regia e Miglior Fotografia (dopo aver già trionfato come Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia e ai Golden Globe per la Regia e come Miglior Film Straniero)\, ritorna in sala a Trieste al cinema Ariston martedì 26 febbraio in versione originale sottotitolata e in programmazione da venerdì 1° marzo. Il film è distribuito in Italia dalla Cineteca di Bologna con l’etichetta “Il Cinema Ritrovato. Al Cinema”.Il regista messicano premio Oscar Alfonso Cuarón\, ispirandosi ai ricordi della propria infanzia\, ha realizzato un potente dramma ambientato a Città del Messico nei primi anni Settanta. Protagonista un’attrice non professionista\, Yalitza Aparicio\, nel ruolo di Cleo\, domestica a servizio di una famiglia borghese del quartiere residenziale che dà titolo al film. Premiato con il Leone d’oro a Venezia\, è un capolavoro di stile e di regia in cui l’accurata ricerca visiva – bianco e nero cristallino\, costruzione in profondità di campo\, complessi movimenti di macchina – contribuisce a rafforzare il realismo della rappresentazione e dei sentimenti.\nScrive Alfonso Cuarón nelle note di regia: «Ci sono periodi nella storia che lasciano cicatrici nelle società\, e momenti nella vita che ci trasformano come individui. “Roma” è il tentativo di catturare il ricordo di avvenimenti che ho vissuto quasi cinquant’anni fa. \nÈ un’esplorazione della gerarchia sociale del Messico\, paese in cui classe ed etnia sono stati finora intrecciati in modo perverso. Soprattutto\, è un ritratto intimo delle donne che mi hanno cresciuto\, in riconoscimento al fatto che l’amore è un mistero che trascende spazio\, memoria e tempo».\nSito ufficiale: http://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/roma Trailer: https://youtu.be/XtpgbFT-Abc\nInformazioni sul sito web www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste
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