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SUMMARY:WHEN WE WERE KINGS - QUANDO ERAVAMO RE
DESCRIPTION:La rassegna di classici restaurati in prima visione “Il cinemaritrovato. Al cinema”\, organizzata dalla Cineteca di Bologna e\npresentata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground al\ncinema Ariston\, presenta questa settimana l’appuntamento conclusivo\ndella stagione\, con la proiezione di “ WHEN WE WERE KINGS – QUANDO\nERAVAMO RE” (USA\, 1996\, 89’) diretto da Leon Gast\, in programma\nmercoledì 13 luglio alle ore 17.00\, 19\,00 e 21.00\, in edizione\nrestaurata nella versione originale sottotitolata in italiano. Il\nfilm\, premiato con l’’Oscar per il miglior documentario\, ricostruisce\nla storia della sfida tra Muhammad Alì e George Foreman a Kinsasha\,\nnel 1974: più che un evento sportivo irripetibile\, un pezzo importante\ndella storia del Novecento\, raccontato attraverso l’eroismo di un uomo\nperfetto per diventare simbolo della riscossa black\, l’artificio\npilotato dai media e dai manager\, il profilo straniante di un’Africa\nancora lontanissima. “Quando eravamo re”\, secondo le note di Kelefa\nSanneh\, giornalista del New York Times\, «in realtà è due film in uno:\nè la descrizione seria e talvolta inquietante di uno scontro di\nculture e di moventi di varia natura ed è anche un film originale e\npittoresco su una magnifica avventura africana. In fin dei conti\, un\nfilm che ritragga Ali con la sua inarrestabile parlantina giovanile\nnon può non mancare del tutto di elementi comici\, e quello che piace\ndi questo film è in parte il modo in cui evoca il ruolo buffonesco e\nimpertinente che Ali sceglieva di interpretare anche quando era\nimpegnato in qualcosa di pericoloso come un match contro George\nForeman».
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SUMMARY:Il servo
DESCRIPTION:La rassegna di classici restaurati in prima visione “Il cinemaritrovato. Al cinema”\, organizzata dalla Cineteca di Bologna e\npresentata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground al\ncinema Ariston\, prosegue anche nel corso dell’estate: giovedì 7 luglio\nalle ore 16.30\, 18.45 e 21.00 in programma – in collaborazione con il\nBritish Film Club – “IL SERVO – THE SERVANT” (GB\, 1963\, 110’) diretto\nda Joseph Losey su sceneggiatura di Harold Pinter\, in edizione\nrestaurata nella versione originale inglese sottotitolata in italiano. \nIl film\, dal romanzo omonimo di Robin Maugham\, con protagonisti Dirk\nBogarde e Sarah Miles\, Wendy Craig\, rappresenta il primo capitolo\ndella collaborazione tra il regista americano Joseph Losey e il\ndrammaturgo inglese Harold Pinter. Un duello psicologico servo-padrone\nallestito con abbondanza di grandangoli e profondità di campo:\nl’universo della casa-prigione\, dove il servo ‘divora’ il suo padrone\,\nè stato paragonato all’‘inferno’ di Sartre; le persone tendono a\nschiavizzarsi a vicenda trasformando il prossimo in un oggetto di loro\nproprietà; l’amore e la sessualità diventano strumenti di potere.\nL’interpretazione di Bogarde fu la grande svolta della carriera ed è\nancora oggi uno dei suoi ruoli più emozionanti e inquietanti.\n«Il film intero porta l’impronta di Pinter» ha dichiarato Losey. «I\ndialoghi assumono un’importanza che non sempre hanno al cinema\,\nnemmeno quando sono più numerosi. Pinter ha capito l’utilità dei\ndialoghi usati come effetto sonoro\, delle parole che sono insieme\nmusica e poesia e che aiutano ad affermare il ritmo e lo stile del\nfilm». \nTrailer: https://youtu.be/yDNmblt1c-g\nSito ufficiale: https://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/il-servo \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Ennio
DESCRIPTION:A due anni dalla scomparsa del Maestro Ennio Morricone Ennio Morricone(Roma\, 10 novembre 1928 – Roma\, 6 luglio 2020) ritorna sul grande\nschermo al cinema Ariston\, sala d’essai di Viale Romolo Gessi n. 14 a\nTrieste gestita da La Cappella Underground\, il documentario “ENNIO”\n(Italia\, 2021\, 150’) di Giuseppe Tornatore\, in programma mercoledì 6\nluglio alle ore 18.00 e 21.00\, con repliche nei giorni 8\, 9 e 10\nluglio. \nPremiato come miglior documentario con il David di Donatello e ai\nNastri d’Argento\, “Ennio” è il ritratto a tutto tondo di Ennio\nMorricone\, il musicista più popolare e prolifico del XX secolo\, il più\namato dal pubblico internazionale\, due volte Premio Oscar\, autore di\noltre 500 colonne sonore indimenticabili.\nIl documentario lo racconta attraverso una lunga intervista di\nTornatore al Maestro\, testimonianze di artisti e registi – come\nBertolucci\, Montaldo\, Bellocchio\, Argento\, i Taviani\, Verdone\, Barry\nLevinson\, Roland Joffè\, Oliver Stone\, Quentin Tarantino\, Bruce\nSpringsteen\, Nicola Piovani\, Hans Zimmer e Pat Metheny – musiche e\nimmagini d’archivio. “Ennio” è anche un’indagine volta a svelare ciò\nche di Morricone si conosce poco. Come la sua passione per gli\nscacchi\, che forse ha misteriosi legami con la sua musica. Ma anche\nl’origine realistica di certe sue intuizioni musicali come accade per\nl’urlo del coyote che gli suggerisce il tema de “Il buono il brutto\,\nil cattivo”\, o il battere ritmato delle mani su alcuni bidoni di latta\nda parte degli scioperanti in testa ad un corteo di protesta per le\nvie di Roma che gli ispira il bellissimo tema di “Sostiene Pereira”.\nUn’attitudine all’invenzione che trova conferma nel suo costante amore\nper la musica assoluta\, e la sua vocazione a una persistente\nsperimentazione. \nTrailer: https://youtu.be/hC962MwzGBA \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Revolution of our times
DESCRIPTION:In occasione della ricorrenza del 1°luglio\, nel 25esimo anniversariodella restituzione della ex colonia britannica Hong Kong alla Cina\navvenuta il primo luglio 1997\, è in uscita sugli schermi\ncinematografici il documentario-verità “REVOLUTION OF OUR TIMES” (HK\,\n2021\, 152’) di Kiwi Chow. Presentato al Festival di Cannes\, il\ndocu-film propone un’immersione nella realtà delle proteste di Hong\nKong tra la repressione cinese e il crescente senso di comunità della\npopolazione: sette gruppi di manifestanti diversi ma uniti in un’unica\ngrande storia di resistenza. “Revolution of Our Times” sarà in\nprogramma a Trieste in prima visione il 30 giugno e 1° luglio alle ore\n18.00 e 21.00 al cinema Ariston\, sala d’essai in Viale Romolo Gessi n.\n14 gestita da La Cappella underground. \n15 marzo 2019: inizia la battaglia che oppone Hong Kong e la Cina\ncontinentale. È trascorso meno di un mese dalla proposta di legge\ngovernativa sull’estradizione\, una legge che di fatto spezzerebbe la\nlinea di autonomia tra i due sistemi giuridici\, e il cuore della città\nprende fuoco. “Revolution of Our Times” è il racconto di quel fuoco.\nDella gigantesca rivolta popolare che culminerà nel lungo assedio al\nPolitecnico e finirà per coinvolgere due milioni di persone.\nSoprattutto giovani e giovanissimi. Un documentario tanto asciutto\nquanto doloroso\, costruito dal regista Kiwi Chow alternando le\ntestimonianze dirette dei protagonisti e le incredibili immagini\nriprese durante i cortei e le manifestazioni. \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Omaggio a Rainer Werner Fassbinder
DESCRIPTION:A quarant’anni dalla scomparsa di Rainer Werner Fassbinder\, uno deipiù geniali e prolifici registi del Ventesimo Secolo\, la rassegna “I\nlunedì dell’Ariston” organizzata da La Cappella Underground presenta\nuna selezione di cinque dei suoi film più rappresentativi – in\nedizione restaurata dalla R.W. Fassbinder Foundation – e un inedito\ndocumentario biografico: i titoli\, in programma dal 20 giugno al 18\nluglio in versione originale sottotitolata\, sono “L’amore è più freddo\ndella morte” (Liebe ist kälter als der Tod\, 1969)\, “Le lacrime amare\ndi Petra Von Kant” (Die bitteren Tränen der Petra von Kant\, 1972)\, “La\npaura mangia l’anima” (Angst essen Seele auf\, 1973)\, “Effi Briest”\n(Fontane Effi Briest\, 1974)\, “Il matrimonio di Maria Braun” (Die Ehe\nder Maria Braun\, 1978) e il documentario “Fassbinder” (2015) di\nAnnekatrin Hendel.\nL’iniziativa è realizzata in collaborazione con la distribuzione\nitaliana Viggo e promossa a Trieste con la collaborazione di\nCulturArteffetto Tedesco. \nNessun regista è stato più controverso\, scandaloso\, prolifico e\nossessionato dal cinema di Rainer Werner Fassbinder. Morto\ntragicamente\, il 10 giugno del 1982\, a soli 37 anni\, Fassbinder aveva\nrivoluzionato il teatro e lasciato un totale di 44 film e serie\ntelevisive diretti e\, spesso\, autoprodotti. Nessuno\, prima o dopo di\nlui\, è stato in grado di narrare la società tedesca in modo così duro\ne veritiero attraverso personaggi indimenticabili\, comunque capaci di\nemozionare\, toccare l’animo umano\, offrire una possibilità. La\nrassegna offre un tributo a un regista scomodo\, volutamente\ndimenticato\, per concedere al suo cinema la possibilità di rivivere\nsul grande schermo attraverso cinque significative opere che\,\nraccontando la società e la storia tedesca\, hanno profondamente mutato\nil racconto cinematografico. \nLa rassegna si apre con “L’amore è più freddo della morte” (Liebe ist\nkälter als der Tod\, Germania\, 1969\, 89’)\, il 20 giugno alle ore 17.00\ne 21.00\, film d’esordio di R.W. Fassbinder in cui il regista tedesco\ngioca con alcuni dei suoi miti cinematografici\, lasciando trapelare\nsprazzi delle tematiche che verranno.\n“Le lacrime amare di Petra Von Kant” (Die bitteren Tränen der Petra\nvon Kant\, Germania\, 1972\, 125’)\, in programma il 27 giugno alle ore\n18.30 e 21.00\, è il più doloroso e forse il più perfetto film di\nFassbinder: claustrofobico\, retto da interpretazioni impeccabili\, da\nuna regia fortemente teatrale e da una fotografia esemplare.\n“La paura mangia l’anima” (Angst essen Seele auf\, Germania\, 1973\,\n94’)\, in palinsesto il 4 luglio alle ore 17.00 e 21.00\, è un film sul\nrazzismo quotidiano e sulla normalità\, sull’amore e sulla felicità\,\ncostruito attorno alla storia di Emmi\, una sessantenne vedova e con\nfigli sposati\, e del suo incontro con Alì\, un marocchino immigrato per\nlavoro in Germania.\n“Effi Briest” (Fontane Effi Briest\, Germania\, 1974\, 141’)\, in data 11\nluglio alle ore 18.00 e 21.00\, lungometraggio fedele all’omonimo\nromanzo di Theodor Fontane\, è girato in uno splendido bianco e nero\nche restituisce nitido il ritratto di una società cupa ed opprimente\ndove non è più possibile vivere l’amore.\n“Il matrimonio di Maria Braun” (Die Ehe der Maria Braun\, Germania\,\n1978\, 121’)\, ultimo titolo in cartellone il 18 luglio alle 18.30 e\n21.00\, è uno dei migliori film di Fassbinder\, denso di avvenimenti e\ndi personaggi\, pieno di drammaticità e di sarcasmo\, una ricca parabola\nsul “miracolo” tedesco\, con una memorabile Hanna Schygulla.\nL’inedito documentario biografico “Fassbinder” (Germania\, 2015\, 96’)\ndi Annekatrin Hendel sarà presentato in due date\, il 20 giugno e il 4\nluglio alle ore 19.00: l’opera offre un nuovo approccio al fenomeno\nFassbinder consentendogli di raccontare la propria storia attraverso\nil collegamento di elementi autobiografici dei suoi film con opere\nscritte inedite e interviste; la storia di un giovane studente con\ngrandi ambizioni artistiche che\, con il suo stile di vita scandaloso e\nuna furiosa energia\, ha profondamente segnato e trasformato il\npaesaggio culturale tedesco ed internazionale\, ricostruita attraverso\ninterviste alle sue “donne”\, Hanna Schygulla\, Irm Hermann e Margit\nCarstensen\, ad amici e sostenitori come Harry Baer\, Thomas Schühly\,\nGünter Rohrbach\, Volker Schlöndorff e Juliane Lorenz.
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SUMMARY:Memoria
DESCRIPTION:Il film “MEMORIA” (Thailandia\, Colombia\, 2021\, 136’) di ApichatpongWeerasethakul (“Tropical Malady”\, “Lo zio Boonmee che si ricorda le\nvite precedenti”)\, Premio della Giuria al 74esimo Festival di Cannes\,\ncon protagonista Tilda Swinton\, sarà in programma in prima visione in\nversione originale sottotitolata al cinema Ariston dal 16 giugno.\n“Memoria” – distribuito in Italia da Academy Two in collaborazione con\nMUBI solo in alcune sale selezionate – è la storia di una donna che si\nscopre punto di congiunzione tra presente\, passato e futuro.\nJessica (una straordinaria Tilda Swinton) è una botanica in viaggio a\nBogotà per far visita alla sorella. Durante il suo soggiorno viene\nsvegliata nella notte da un boato assordante. Un rumore che si\nripresenterà anche durante il giorno e di cui Jessica prova a trovare\nl’origine. Nella sua ricerca incontrerà l’archeologa Agnés che si\ntrova a Bogotà per studiare alcuni resti umani\, vecchi di 6000 anni\,\nrinvenuti durante lo scavo per un tunnel sotto le Ande e si imbatterà\nin Hernàn\, un pescatore che vive nel cuore della foresta amazzonica\nche le svelerà l’origine degli strani rumori che la tormentano. \nTrailer: https://youtu.be/5s1NHz77BLA\nSito ufficiale: https://academytwo.com/film/memoria/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Il cinema ritrovato al cinema: Lo chiamavano Trinità…
DESCRIPTION:La rassegna di classici restaurati in prima visione “Il cinemaritrovato. Al cinema”\, organizzata dalla Cineteca di Bologna e\npresentata in esclusiva per Trieste da La Cappella Underground al\ncinema Ariston\, riporta  nelle sale cinematografiche italiane uno dei\nfilm più amati – se non il più amato! – della coppia Bud\nSpencer-Terence Hill: “Lo chiamavano Trinità…”\, diretto nel 1970 da\nE.B. Clucher (ovvero Enzo Barboni)\, nella nuova versione restaurata\ndalla Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.\nAll’Ariston “Lo chiamavano Trinità…” sarà in programmazione dal 9 giugno. \n“È un film western’ Un film comico’ Un western comico’”\, si chiede\nAndrea Meneghelli\, responsabile dell’Archivio film della Cineteca di\nBologna. “Non esattamente: è un film di Bud Spencer e Terence Hill\,\nche fa genere a sé\, anche se all’epoca non si poteva sapere. Meglio:\nil film che inventa Bud Spencer e Terence Hill come entità singola e\nindivisibile (poco conta che avessero già recitato assieme in altri\ntre film\, di Giuseppe Colizzi). Dopo i due ‘Trinità’\, entrambi ottimi\,\nnon sarà affatto un problema\, per loro e per noi\, uscire da questo\nWest senza appigli col reale e spostarsi a piacimento nella giungla\namazzonica\, alle corse sulla dune buggy\, per le strade di Miami con la\ndivisa della polizia. (…) Non che mancassero\, fino a quel momento\,\nwestern con una vena scanzonata (anche ‘I quattro dell’Ave Maria’\, per\nrestare in tema Spencer & Hill\, poteva contare su una buona\npropensione ironica). Ma\, ad essere obiettivi\, prima di ‘Trinità’ non\nc’era stato nulla di simile”. \nTrailer: https://youtu.be/LbPj3EWqGWw\nSito ufficiale: https://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/lo-chiamavano-trinita \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Très Court International Film Festival
DESCRIPTION:Giovedì 9 giugno alle 21.00 al cinema Ariston\, in Viale Romolo Gessin. 14\, l’Alliance Française di Trieste in collaborazione con La\nCappella Underground presenta l’appuntamento annuale con il “Très\nCourt International Film Festival”\, giunto nel 2022 alla 24esima\nedizione: l’evento\, organizzato su scala globale nei cinema dei cinque\ncontinenti\, è sostenuto dall’Institut Français e propone un format\naudiovisivo ideale per raccontare il mondo contemporaneo.\nI cortometraggi saranno proiettati in versione originale sottotitolati\nin italiano a cura dell’Alliance Française di Trieste.\nAlla fine della proiezione\, gli spettatori e spettatrici saranno\ninvitati a votare per i film che hanno apprezzato di più. Il Premio\ndel Pubblico Internazionale sarà attribuito al film che avrà raccolto\nil più gran numero di voti ovunque nel mondo. L’annuncio di questo\npremio sarà effettuato tramite il sito web del festival\, con il\ndettaglio dei voti per città e paesi. \nLa formula del “Très Court International Film Festival” prevede la\nproiezione  in 50 città di 12 paesi\, dal 3 al 12 giugno\, dei migliori\ncortometraggi selezionati fra 3000 opere suddivise per tema e che\ncoprono tutti i tipi di spettacolo multimediale: romanzo\, animazione\,\nmicrodoc\, clip\, blog video…\nIl Très court è un format audiovisivo perfetto per Internet e i\ncellulari e diventa lo strumento ideale per raccontare il mondo\ncontemporaneo: 4 minuti per esprimere\, raccontare o reinventare il\nmondo. Quello di una generazione\, di un’epoca dove tutto va tanto\nvelocemente quanto uno sguardo in metro o una pausa sigaretta sotto la\npioggia. Ognuno di quei momenti della vita ha un valore\, una piccola\ndose di piacere duraturo che risveglia i sensi e la curiosità. \nIl programma di punta del festival è la competizione internazionale:\nuna quarantina di cortometraggi della durata inferiore ai 4 minuti\n(titoli di testa e di coda compresi) che rappresentano il meglio\nproduzione audiovisiva mondiale dell’anno nel formato “cortissimo”\,\nsono organizzati in un mosaico di circa due ore che permette di\nscoprire l’universo creativo dei realizzatori più talentuosi della\nnostra epoca. E’ tutto estremamente veloce\, il ritmo è rapido e le\nemozioni sono tante! \nScrive Anne-Sophie Jacques\, direttrice del Festival\, nell’editoriale\ndel programma\, intitolato “Révolution”: «Ogni anno i fedeli del Très\nCourt ci chiedono qual è il tema del festival e ogni anno rispondiamo\nla stessa cosa: non c’è un tema predefinito\, selezioniamo “solo” il\nmeglio della produzione cinematografica di meno di quattro minuti\nproveniente da tutto il mondo. Quest’ anno\, però\, è un po’ diverso.\nAbbiamo ricevuto numerosi film che trattano della morte e della fine\ndel mondo\, con umorismo o gravità\, con la forza di denunciare la fine\ndi un’epoca e il saccheggio del nostro pianeta.\nC’è quindi chiaramente un colore in questa 24a edizione\, e potrebbe\nessere il rosso. Rosso sangue\, rosso rabbia\, rosso fuoco\, ma anche\nrosso della speranza di vedere nuovi racconti\, potenti\, concisi\,\ninterrogarsi sulla nostra condizione umana e non umana\, e ricordare\ninfine che il Très Court è anche questo: dire in poche immagini la\nfragilità e la forza che sono le nostre\, per non aggiungere rumore al\nrumore\, con la sola intenzione di far muovere le linee rosse\, per non\ndoverle mai oltrepassare. Più che mai abbiamo bisogno di cinema\, di\nquesto cinema». \nSito ufficiale: https://trescourt.com/fr/trieste\nTrailer: https://youtu.be/sQmHY8-Vqok\nInformazioni: www.aftrieste.it/wp/tres-court-international-film-festival-2022/
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SUMMARY:Gerardine
DESCRIPTION:Il film “GAGARINE” (Francia\, 2020\, 97’) di Fanny Litard e JeremyTrouilh\, presentato nella selezione ufficiale del festival di Cannes\n2020 e vincitore di tre primi ad Alice nella Città\, sezione autonoma e\nparallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai ragazzi\, sarà in\nprogramma al cinema Ariston in versione originale francese\nsottotitolata in italiano – grazie alla collaborazione con Alliance\nFrançaise Trieste – martedì 7 giugno alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00. \n“Gagarine”\, primo lungometraggio di finzione girato a quattro mani da\ndue registi esordienti\, è un film dal grande potere visivo\,\nimpreziosito da un cast di giovani attori: una visione inedita delle\nperiferie parigine\, che qui si trasformano nel luogo dei sogni e delle\npropria infanzia\, un racconto sull’importanza di proteggere le nostre\nradici e ciò che si ama. Il film è stato girato poco prima e durante\nla demolizione\, avvenuta nell’estate del 2019\, del progetto abitativo\nCité Gagarine\, in collaborazione con i suoi residenti a\nIvry-sur-Seine. \nYouri\, 16 anni\, ha vissuto tutta la sua vita a Gagarine Cité\, un vasto\nprogetto di alloggi popolari in mattoni rossi situato nella periferia\ndi Parigi. Dall’alto del suo appartamento\, Youri ha sempre sognato di\ndiventare un astronauta. Ma quando trapelano i piani per demolire il\ncomplesso immobiliare\, Youri si unisce alla resistenza. Con i suoi\namici Diana e Houssam\, intraprende una missione per salvare Gagarine\,\ntrasformando la proprietà immobiliare nella sua “astronave”\, prima che\nscompaia nello spazio per sempre. \nTrailer: https://youtu.be/E67oaO7vVuw\nSito ufficiale: https://www.officineubu.com/film/gagarine/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Piccolo corpo
DESCRIPTION:La regista triestina Laura Samani\, vincitrice del David di Donatelloper il miglior esordio alla regia\, sarà ospite al Cinema Ariston\nmartedì 31 maggio alle ore 21 per incontrare il pubblico alla\nproiezione del suo film “PICCOLO CORPO”\, interpretato da Celeste\nCescutti e Ondina Quadri e prodotto da Nefertiti Film.\n“PICCOLO CORPO” (Italia\, Francia\, Slovenia\, 2021\, 89’)\, presentato con\nsuccesso alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes\, al\nTrieste Film Festival e in oltre quaranta festival in tutto il mondo\,\nè il primo lungometraggio di Laura Samani\, diplomata in regia al\nCentro Sperimentale di Cinematografia di Roma\, ed è stato realizzato\ncon il supporto del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia\ne della Friuli Venezia Giulia Film Commission. \nIn una piccola isola del nord est italiano\, in un inverno agli inizi\ndel ‘900\, la giovane Agata perde sua figlia alla nascita. La\ntradizione cattolica dice che\, in assenza di respiro\, la bambina non\npuò essere battezzata. La sua anima è condannata al Limbo\, senza nome\ne senza pace. Agata sente parlare di un luogo in montagna\, dove i\nneonati vengono riportati in vita per un solo respiro\, per battezzarli\ne salvare la loro anima. Intraprende il viaggio con il corpicino di\nsua figlia nascosto in una scatola e incontra Lince\, un ragazzo\nsolitario che si offre di aiutarla: inizia così un’avventura in cui il\ncoraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un\nmiracolo che sembra impossibile. \nTrailer: https://www.youtube.com/watch’v=qZYtNgSIkao\nSito ufficiale: https://www.nefertitifilm.it/piccolo-corpo/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Black Films Matter
DESCRIPTION:“I lunedì dell’Ariston” proseguono con un focus sul cinema afroamericano \nA due anni dalla tragica uccisione di George Floyd e il conseguente consenso raggiunto dal movimento #BlackLivesMatter\, La Cappella Underground prova a fare il punto sul cinema afroamericano contemporaneo (e non solo). Il nuovo focus de “I lunedì dell’Ariston” proporrà quindi tre appuntamenti per approfondire quello che è in assoluto uno degli strumenti ideali per meglio comprendere complesse questioni politiche\, sociali e culturali degli Stati Uniti e in particolare la realtà nera\, fortemente vessata da vecchi e nuovi razzismi\, intolleranze e disunità interna. \nIl primo appuntamento\, in programma lunedì 23 maggio alle 16.30\, 18.45 e 21.00\, sarà con Watermelon Man\, geniale commedia del 1970 firmata dal leggendario maestro del cinema afroamericano indipendente Melvin Van Peebles. Protagonista del film è Jeff Gerber\, un assicuratore bianco della media borghesia\, dichiaratamente razzista e sessista\, che una mattina scopre d’essersi trasformato in un nero. Satira acuminata del razzismo e degli stereotipi imperanti nella società americana\, si trasforma gradualmente nel ritratto di una presa di coscienza. Il film è presentato in collaborazione con la Cineteca di Bologna.          \nLunedì 30 maggio\, sempre alle 16.30\, 18.45 e 21.00 sarà invece presentato il folle\, surreale e geniale Sorry To Bother You di Boots Riley. Film del 2015 in cui Cassius Green\, un impiegato di telemarketing afroamericano\, trova la “magica chiave” per il successo professionale: usare la propria “voce da bianco”. \nA concludere il focus – lunedì 6 giugno – ci sarà lo struggente e poetico Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk) del regista premio Oscar Barry Jenkins\, tratto dall’omonimo best seller.         \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:E noi come stronzi rimanemmo a guardare
DESCRIPTION:Pierfrancesco Diliberto\, in arte Pif\, sarà a Trieste sabato 21 maggioper una serata dedicata alla proiezione su grande schermo del suo\nterzo e più recente film da regista “E NOI COME STRONZI RIMANEMMO A\nGUARDARE” (Italia\, 2021\, 108’) al cinema Ariston\, in Viale Romolo\nGessi n.14\, alle ore 20.30. \nIl film\, scritto da Michele Astori con Pif\, è liberamente ispirato al\nconcept “Candido e la tecnologia”\, del collettivo I Diavoli; i\nprotagonisti sono Fabio De Luigi e Ilenia Pastorelli; con loro nel\ncast\, Pif\, Valeria Solarino\, Maurizio Marchetti\, Maurizio Lombardi e\nEamon Farren. Ambientato in un prossimo futuro\, il film è una satira\nsulla società contemporanea\, in cui la tecnologia domina le nostre\nvite e gli algoritmi influenzano pesantemente il mondo del lavoro.\nArturo è un manager rampante che\, senza sospettarlo\, introduce\nl’algoritmo che lo renderà superfluo nella sua azienda. Perde così in\nun solo colpo fidanzata\, posto di lavoro e amici. Per non rimanere\nanche senza un tetto si adatterà a lavorare come rider per FUUBER\, una\ngrande multinazionale\, colosso della tecnologia. L’unica consolazione\nalla sua solitudine è Stella\, un ologramma nato da una app sviluppata\ndalla stessa FUUBER. Ma dopo la prima settimana di prova gratuita\,\nquando Arturo è ormai legato alla figura di Stella\, lui non può\npermettersi di rinnovare l’abbonamento. Arturo si troverà così\ncostretto a darsi da fare per ritrovare l’amore e la libertà\, ammesso\nche esistano davvero… \nScrive Pierfrancesco Diliberto nelle note di regia: «Algoritmo. Oggi\,\nquesta\, è la parola chiave per porre fine ad ogni discussione\,\nlamentela o domanda. La frase da pronunciare esatta è: “Lo ha deciso\nl’algoritmo!”. Accompagnandola con una espressione di rassegnazione e\nalzando possibilmente le spalle. Come dire: “Io vorrei\, ma non posso\nperché lo ha deciso l’algoritmo”. E visto che l’“algoritmo” ormai\nsovrintende\, sempre più\, le dinamiche di gran parte della società\,\nsempre più saremo costretti a fare le cose più insensate e illogiche\,\ncambiando magari usanze e tradizioni\, fino a vivere una vita che non\nci appartiene. E non sapremo mai il perché\, visto che è difficile\ntrovare qualcuno capace di spiegarci come funziona esattamente un\nalgoritmo. Quando poi l’algoritmo si incomincia a utilizzare anche nel\nmondo del lavoro\, quindi dei diritti\, e non solo per la prenotazione\ndel biglietto del cinema\, allora la cosa diventa maledettamente\nseria». \nLa proiezione è organizzata da La Cappella Underground in\ncollaborazione con le associazioni sindacali CGIL Trieste\, FISAC CGIL\nTrieste e NIDIL CGIL Trieste. L’incontro con Pif sarà moderato dalla\ngiornalista Simona Regina; parteciperanno al dibattito i\nrappresentanti sindacali della CGIL presenti in sala. \n«È una risata molto amara quella che suscita il film. Pif ci mostra\nuna fotografia del mondo del lavoro che\, come CGIL\, purtroppo\nconosciamo bene» dichiara Nicola Dal Magro\, segretario generale del\nNidil CGIL Trieste. «Tutto ciò che di peggio stiamo vedendo crescere\nintorno a noi\, soprattutto nel mondo dei lavoratori più precari\, e che\nil film con grande ironia ci indica\, è dal nostro sindacato\nmonitorato\, seguito e studiato. Il Nidil CGIL\, oltre ad aver\ncollaborato alla realizzazione del film\, è sul territorio al fianco di\nqueste lavoratrici e lavoratori nella lotta per la conquista dei loro\ndiritti. Nonostante durante la pandemia siano stati definiti risorse\nessenziali e indispensabili\, ancora oggi continuano a lavorare nella\ntotale mancanza di sicurezza e di diritti. Il tutto dovuto a una\nlegislazione che li vede come lavoratrici e lavoratori autonomi e ad\nun algoritmo che li obbliga a pedalare con freddo\, pioggia e vento per\nconsegnarci un pasto caldo. Oggi abbiamo raggiunto conquiste molto\nimportanti ma non sufficienti e la battaglia al loro fianco continua». \n«Come lavoratori e come consumatori siamo sempre più dipendenti\, e non\nsempre in maniera consapevole\, dall’algoritmo» aggiunge Piergiorgio\nGori\, Segretario Provinciale della Fisac CGIL Trieste «Logistica\,\nbanche\, assicurazioni\, commercio\, processi industriali… siamo immersi\nin questo nuovo sistema\, ed per noi molto importante capirlo e\ngestirlo prima che quanto chiamano oggi progresso diventi domani una\nsorta di schiavitù». \nPierfrancesco Diliberto\, più conosciuto come Pif\, è nato a Palermo nel\n1972. Agli inizi della sua carriera lavora come assistente alla regia\nper Franco Zeffirelli (“Un tè con Mussolini”) e Marco Tullio Giordana\n(“I cento passi”). Nel 2000 diventa autore televisivo\, acquistando\ncelebrità attraverso il programma “Le Iene”\, dove lavora come autore e\ninviato dal 2001 al 2010.\nNel 2007 per MTV e poi per Tv8 realizza “Il Testimone”\, tra i più\noriginali e innovativi programmi del panorama televisivo odierno. Nel\n2013 debutta al cinema con il suo primo lungometraggio\, “La Mafia\nuccide solo d’estate”\, vincitore di numerosi premi tra cui il David di\nDonatello per il Miglior Regista Esordiente e l’European film Award\nper la Miglior Commedia. Nel 2016 esce il suo secondo film “In guerra\nper amore”\, vincitore del David di Donatello Giovani. Dal 2014 al 2018\nconduce\, insieme a Michele Astori\, la trasmissione radiofonica “I\nProvinciali”\, su Rai Radio 2.\nNel 2019 è protagonista del film “Momenti di trascurabile felicità”\,\ndiretto da Daniele Luchetti. Nello stesso anno esce il suo primo\nromanzo “…che Dio perdona a tutti” (Feltrinelli) Nel 2020 incomincia\nun nuovo programma radiofonico su Radio Capital\, “I Sopravvissuti”\,\nsempre con Michele Astori. Nel 2021 pubblica “Io posso”\, scritto\ninsieme a Marco Lillo\, edito da Feltrinelli.\nPif è tra i vincitori del Premio Ernest Hemingway 2022 di Lignano Sabbiadoro. \nTrailer: https://youtu.be/ya1qpCucEVM \nInformazioni sul sito www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:Il docu-film “BROTHERHOOD” (Italia\, Repubblica Ceca\, 2021\, 97’) delregista trevigiano Francesco Montagner\, vincitore del Pardo d’oro al\nFestival di Locarno nella sezione Cineasti del Presente\, prodotto\ndalla Nefertiti Film con Nutprodukce e Rai Cinema e con il sostegno\ndel Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia\, sarà proiettato\nal cinema Ariston\, sala d’essai in viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste\,\ngiovedì 19 maggio alle ore 20.30 alla presenza del regista e del\ngiovanissimo interprete Uzeir Delić. L’incontro con il pubblico sarà\nmoderato da Gianluca Guerra (La Cappella Underground).\n”Brotherhood” racconta la vita di tre giovanissimi fratelli bosniaci\nche vivono sulle montagne\, e del loro percorso alla ricerca\ndell’identità\, dell’amore e di se stessi. \nJabir\, Usama e Uzeir\, sono tre giovani fratelli bosniaci\, nati in una\nfamiglia di pastori. Sono cresciuti all’ombra del padre\, Ibrahim\, un\npredicatore islamista severo e radicale. Quando Ibrahim viene\ncondannato a due anni di carcere per terrorismo\, i tre fratelli\nvengono improvvisamente lasciati soli. La temporanea sospensione degli\nordini e dei comandamenti del padre cambia drasticamente la loro vita.\nI fratelli esplorano la loro libertà appena acquisita nel difficile\nviaggio per diventare uomini. Crescere non è mai stato più intimo ed\nestenuante: mentre lottano\, combattono e si affrontano\, vediamo le\nloro identità distinte che si sviluppano davanti ai nostri occhi\,\nnella transizione dalla giovinezza alla virilità\, attraverso la\nricerca dell’identità\, dell’amore e di se stessi. \nTrailer: https://youtu.be/d1668HC0FPA\nSito ufficiale: https://www.nefertitifilm.it/brotherhood/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Piccolo corpo
DESCRIPTION:Verrà presentato alla presenza della regista e dei produttori del film\nsabato 14 maggio ore 18.30 al CINEMA ARISTON di Trieste | Viale Romolo Gessi 14 \nCon l’occasione la regista triestina Laura Samani festeggerà con la sua città il David di Donatello vinto per il miglior esordio alla regia 2022 \nIn una piccola isola del nord est italiano\, in un inverno agli inizi del ‘900\, la giovane Agata perde sua figlia alla nascita. La tradizione cattolica dice che\, in assenza di respiro\, la bambina non può essere battezzata. La sua anima è condannata al Limbo\, senza nome e senza pace.\nMa una voce arriva alle orecchie di Agata: sulle montagne del nord pare ci sia un luogo dove i bambini vengono riportati in vita il tempo di un respiro\, quello necessario a battezzarli.\nAgata lascia segretamente l’isola e intraprende un viaggio pericoloso attaccata a questa speranza\, con il piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola\, ma non conosce la strada e non ha mai visto la neve in vita sua.\nIncontra Lince\, un ragazzo selvatico e solitario\, che conosce il territorio e le offre il suo aiuto in cambio del misterioso contenuto della scatola.\nNonostante la diffidenza reciproca\, inizia un’avventura in cui il coraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un miracolo che sembra impossibile. \nLaura Samani è nata nel 1989 a Trieste. Dopo la laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Pisa\, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma)\, corso di regia.\nIl suo cortometraggio di diploma\, La Santa che dorme\, è stato presentato in anteprima a Cannes Cinéfondation nel 2016. Da allora\, ha ottenuto consensi e premi in diversi festival internazionali. Piccolo corpo\, una favola cruda\, è il suo primo lungometraggio girato in Friuli Venezia Giulia e Veneto.\nIl film è stato presentato alla Semaine de la Critique – Cannes 2021 ed ha partecipato ad oltre 40 festival in tutto il mondo. Per Piccolo corpo Laura ha vinto il David di Donatello 2022 per il miglior esordio alla regia.
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SUMMARY:ORIENTE – OCCIDENTE La frontiera nel cinema e nella storia 1945-1954-2025
DESCRIPTION:Prima settimana di eventi tra Gorizia e Nova Gorica per il progetto pluriennale ORIENTE – OCCIDENTE La frontiera nel cinema e nella storia 1945-1954-2025 / VZHOD – ZAHOD Meja skozi film in zgodovino 1945-1954-2025\, promosso dall’associazione Kinoatelje con numerosi partner e il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. A Nova Gorica si parte giovedì 12 maggio\, nel capoluogo isontino\, invece\, la programmazione di venerdì 13 e sabato 14 maggio prevede contenuti fin dal mattino alternando proiezioni e conferenze per esplorare\, attraverso la multiforme prospettiva delle immagini in movimento\, ciò che è stata la vita sul confine italo-sloveno in un periodo di particolare rilevanza storica\, politica e sociale. \nNel goriziano si parte giovedì 12 maggio al Kulturni dom Nova Gorica\, dove alle 15.30 gli storici Jože Pirjevec e Federico Tenca Montini (Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste) discuteranno sulla corsa per il confine dell’Alto Adriatico\, mentre la sera si prospetta la proiezione del lungometraggio Trieste del regista France Štiglic (1951) – tutti gli eventi saranno bilingue. \nVenerdì al Palazzo del cinema si potranno vedere La città dolente di Mario Bonnard (1948)\, Cuori senza frontiere di Luigi Zampa (1950) e Il terzo uomo di Carol Reed (1949) introdotti dai critici cinematografici Alessandro Cuk\, Carlo Gabercek\, Riccardo Costantini e Paolo Caneppele. \nNella tappa goriziana\, tramite i documentari Non vogliamo il pane bianco di Jasna Hribernik e Our American Days di Chiara Barbo\, si rifletterà su come la popolazione percepiva gli Alleati all’epoca: da una parte del confine si consideravano effettivamente tali mentre dall’altra erano visti come nemici. \nAlle 15.30\, sempre al Kinemax\, si entra nel vivo del simposio con il panel Guerra e pace: le ricadute sulla popolazione con una serie di studiosi e ricercatori: Raoul Pupo\, Katia Pizzi\, Katja Hrobat Virgolet e Kaja Širok. Da non perdere anche l’omaggio al regista Franco Giraldi in programma nella stessa giornata alle 18 con la proiezione dei suoi due documentari Trieste 1948 (1982)\, che incoraggia la riflessione storica sui drammatici eventi del 1948 attraverso una raccolta di testimonianze\, e l’esordio dell’autore\, Il Carso (1960)\, un cortometraggio recentemente restaurato. \nSabato il programma inizia alle 16 al Kinemax dove si potranno esplorare diversi generi di cinegiornali nella sezione Capire la storia attraverso le immagini d’archivio introdotta da Tatjana Rezec Stibilj\, storica e responsabile dell’Archivio della Repubblica di Slovenia. Il critico cinematografico Lorenzo Codelli introdurrà invece una serie di cinegiornali italiani dell’Archivio Storico Istituto Luce.  Previsto anche un video intervento di Patrizia Cacciani\, responsabile Ufficio studi\, ricerche\, didattica e biblioteca dell’Archivio Storico Istituto Luce – Cinecittà. \nLa programmazione di questa prima parte del progetto è curata da Kinoatelje\, La Cappella Underground e Slovenska kinoteka in collaborazione con il progetto europeo CBA TRIESTE – Cinematographic Battle for the Adriatic: Films\, Borders and the Trieste Crisis (H2020 MSCA – Università Ca’ Foscari di Venezia) di Dunja Jelenković. \nL’iniziativa proseguirà fino al 2025 tra convegni\, retrospettive\, mostre\, produzioni editoriali e audiovisive\, opere di restauro e digitalizzazione\, attività di formazione. Il tutto in collaborazione con istituzioni archivistiche come l’Istituto Luce\, il Slovenski filmski arhiv pri Arhivu Republike Slovenije\, e numerose cineteche slovene\, italiane e straniere.
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SUMMARY:L'angelo dei muri
DESCRIPTION:Il nuovo film di Lorenzo Bianchini\, girato in FVG fra Trieste e SanVito al Torre\, è una favola nera con protagonista l’attore francese\nPierre Richard.\nSaranno presenti all’anteprima il regista Lorenzo Bianchini e gli\ninterpreti Iva Krajnc\, Gioia Heinz\, Zita Fusco\, Franko Korošec\,\nAlessandro Mizzi. \n“L’angelo dei muri” (Italia\, 2021\, 102’) di Lorenzo Bianchini\,\ninterpretato dal grandissimo Pierre Richard e prodotto dalla Tucker\nFilm (qui all’esordio fuori dal perimetro della distribuzione) con Rai\nCinema e MYmovies\, sarà presentato in anteprima speciale al Cinema\nAriston di Trieste giovedì 12 maggio. Saranno presenti in sala il\nregista Lorenzo Bianchini e\, in rappresentanza del cast\, la\nco-protagonista slovena del film Iva Krajnc Bagola\, Gioia Heinz (per\nla prima volta sullo schermo)\, Zita Fusco\, Franko Korošec\, Alessandro\nMizzi. L’uscita nei cinema del Friuli Venezia Giulia è programmata per\nil 19 maggio. \nQuesta intensa favola nera\, ambientata a Trieste e girata fra Trieste\ne San Vito al Torre\, segna il passaggio del regista udinese di\n“Custodes bestiae” e “Oltre il guado” dalla scena horror indipendente\nal circuito mainstream\, portando con sé il respiro dell’Europa: un\nprotagonista francese\, nome storico del cinema\, del teatro e della\ntivù\, una co-protagonista slovena\, Iva Krajnc Bagola\, e un direttore\ndella fotografia austriaco\, Peter Zeitlinger\, vera e propria icona\nlegata a filo doppio con Werner Herzog. “L’angelo dei muri”\, scritto\ndallo stesso Bianchini\, da Michela Bianchini e da Fabrizio Bozzetti\, è\nstato realizzato con il sostegno FVG Film Commission e Fondo per\nl’Audiovisivo del FVG. \nTrieste\, oggi. Un vecchio palazzo\, un vecchio appartamento. Pietro\nvive là\, stancamente\, finché la sua quotidianità regolare e solitaria\nnon viene devastata da un’ordinanza di sfratto. L’anziano non vuole\nandarsene e mette a punto una strategia per continuare a vivere\nsegretamente dentro casa: costruisce un muro in fondo al lungo\ncorridoio dell’appartamento\, un vero e proprio nascondiglio verticale\ndietro cui sparire. Una grata per respirare\, una fessura per simulare\nun lucernaio\, qualche buco per studiare le mosse del nemico (il\nproprietario\, i potenziali nuovi inquilini). Il timore di venire\nscoperto diventa un’ossessione e ogni cosa lo fa sentire minacciato:\nil sibilo del vento\, un’ombra\, uno scricchiolio. Poi\, un giorno\, “il\nnemico” arriva davvero: è una madre disperata che vuole garantire un\ntetto alla figlia. Come reagirà Pietro’ Che forma prenderà la sua\nguerra’ \n«”L’angelo dei muri” – racconta il regista – è un gioco di\nimmedesimazione tra il pubblico e il protagonista. Con la macchina da\npresa gli staremo vicino. I suoi occhi diventeranno quelli dello\nspettatore. A volte lo seguiremo\, a volte lo precederemo un po’\, ma\nstaremo sempre nel raggio delle sue percezioni\, per vivere e provare\,\naccanto a lui\, ogni singola emozione\, ogni sorpresa. Scopriremo con\nlui gli spazi che esplorerà\, ci inoltreremo\, attraverso lunghi piani\nsequenza\, nelle penombre dei corridoi e affronteremo con lui i\nfantasmi del suo passato…». \nTrailer: https://youtu.be/2a0powoPh5E \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Destini
DESCRIPTION:Il film “DESTINI” (Italia\, 2019\, 90’) del regista Luciano Luminelli(“Una Diecimilalire”) sarà proiettato al cinema Ariston\, sala d’essai\nin viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste\, venerdì 6 maggio alle ore 18.30\nalla presenza dell’autore. L’iniziativa è organizzata dalla\nAssociazione Culturale dei Lucani a Trieste in collaborazione con la\ncasa di produzione cinematografica indipendente LudoArchedo48\nproduction. \nIl film\, interpretato da Stefano Pesce\, Simone Montedoro e Sebastiano\nSomma\, racconta la storia un’amicizia che nasce tra i banchi di scuola\nnegli anni ’70 in Veneto e che culminerà col rapporto sentimentale tra\ni figli dei protagonisti\, attraverso un lasso di tempo pari a tre\ngenerazione\, dagli anni ’50 fino ai nostri giorni. “destini” è stato\nrealizzato con il sostegno della Film Commission di Treviso e ha visto\nla sua presentazione nella 76° Mostra Internazionale d’Arte\nCinematografica di Venezia; le riprese sono state effettuate fra\nTreviso\, Padova\, Cittadella\, Asiago e Villorba. \nTrailer: https://youtu.be/sCOAJQzWSNo \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Noi due
DESCRIPTION:Il film “NOI DUE” (Israele/Italia\, 2020\, 94’) di Nir Bergman\, roadmovie israeliano firmato dal creatore della serie cult “In Treatment”\,\nco-prodotto dall’italiana Rosamont e distribuito dalla Tucker Film\,\nsarà in programma in prima visione al Cinema Ariston dal 5 maggio.\nSelezionato al Festival di Cannes e premiatissimo in patria\, “Noi due”\naffronta il tema della paternità e dell’autismo con la tenerezza\nleggera di una commedia “on the road” e l’intensità poetica di un\ndramma familiare\, mettendo in campo un cast luminoso (a cominciare dai\ndue straordinari protagonisti: Shai Avivi e Noam Imber) e alternando\,\nsenza strappi\, commozione e sorrisi. Una riflessione a tutto campo\nsull’amore\, sulla libertà e sulle insicurezze che abitano dentro\nognuno di noi. \nTel Aviv. Oggi. Aharon\, ex disegnatore di talento ed ex marito di\nTamara\, ha rinunciato alla carriera e ai legami per dedicarsi\ntotalmente al figlio Uri. È una dimensione parallela ed esclusiva\,\nquella dentro cui camminano assieme\, fatta di complicità e di\nabitudini incrollabili\, di giornate rassicuranti e sempre uguali. Uri\,\nper Ahron\, è ancora un bambino\, un bambino che ama la pasta a forma di\nstella\, i pesci del suo acquario e “Gloria” di Umberto Tozzi\, ma\nTamara sa che il tempo ha bussato alla porta: Uri\, piccolo adulto\, ha\nbisogno di aprirsi lentamente al mondo. Agli altri. Alla condivisione\ndi nuovi riti e di nuovi spazi. Una prospettiva\, la “nuova casa”\, che\nspezza il cuore del padre e terrorizza il figlio. Accettare il\ntrasferimento in un centro specializzato o tentare di fuggire\,\nmaldestramente\, negli Stati Uniti’ \nTrailer: https://youtu.be/nazX9FaBeBA\nSito ufficiale: https://www.tuckerfilm.com/film/noi-due/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Darkling
DESCRIPTION:IL THRILLER “DARKLING” DI DUŠAN MILIĆ\,PREMIO DEL PUBBLICO AL TRIESTE FILM FESTIVAL\,\nAL CINEMA ARISTON GIOVEDÌ 5 MAGGIO ALLE ORE 20.30 \nIl film “DARKLING” (titolo originale “Mrak”\, Serbia\, Danimarca\,\nBulgaria\, Italia\, Grecia\, 104’) di Dušan Milić\, premio del pubblico al\nTrieste Film Festival\, sarà in programma in versione originale\nsottotitolata al cinema Ariston\, sala d’essai in Viale Romolo Gessi 14\na Trieste gestita da La Cappella Underground\, giovedì 5 maggio alle\nore 20.30. La serata è organizzata in collaborazione con\nl’associazione Alpe Adria Cinema\, con la co-produzione e distribuzione\nitaliana del film A_Lab e con Lo Scrittoio. La proiezione sarà\nanticipata da un collegamento in streaming con il regista belgradese\nDušan Milić; saranno presenti in sala\, in rappresentanza del cast\ntecnico e artistico\, la produttrice Debora Desio e l’attore Ivan\nZerbinati. Sarà presente inoltre una rappresentanza del Consolato\nGenerale della Repubblica di Serbia a Trieste\, che ha seguito e\nsostenuto la comunicazione del film\, e dell’Associazione Culturale\nGiovanile Serba. \n“Darkling” è un thriller psicologico con elementi noir tratto da una\nstoria vera\, e racconta la difficile realtà dell’enclave serba in\nKosovo. Nel cast Danica Curcic\, nota in Italia per la serie crime di\nNetflix “L’Uomo delle Castagne”\, affiancata da Slavko Stimac\, Flavio\nParenti e due volti affermati del cinema del nostro territorio\,\nRiccardo Maranzana (produttore e co-protagonista del docu-film “Carnia\n1944”\, interprete per le produzioni televisive “Il Commissario\nLaurenti”\, Un caso di coscienza”\, “Rebecca la prima moglie”\, “C’era\nuna volta città dei matti” e per i film “Zoran\, il mio nipote scemo” e\n“Comedians”) e Ivan Zerbinati (già interprete per progetti di Davide\ndel Degan e di Thanos Anastopuolus\, nonché per la serie RAI “La Porta\nRossa”). Il film è stato girato a Vranje (nella Serbia Meridionale) e\nBasovizza (frazione del Comune di Trieste) ed è stato realizzato con\nil sostegno del Fondo Audiovisivo FVG e Friuli Venezia Giulia Film\nCommission. \nKosovo. Al confine di un bosco\, la dodicenne Milica vive con la madre\ne il nonno. Al calare del sole\, la famiglia si barrica in casa. Sono\nvere le loro paure’ Oppure\, come le unità militari KFOR vorrebbero far\ncredere\, sono solo residui dei traumi psicologici causati dalla\nguerra’ Non ci sono prove\, ma qualcosa di strano sta accadendo e\,\nnotte dopo notte\, le loro paure crescono… \n«I misteri che ci insegnano qualcosa della vita mi hanno sempre\naffascinato. Ho voluto raccontarne uno in “Darkling”. Gli eventi che\nci capitano nella vita sono reali\, o sono un sogno’ Sono convinto che\nquesta sia una delle questioni cruciali nella ricerca del senso\ndell’esistenza\, quella linea sottile tra gioco mentale e realtà. Ho\ncercato di esplorare questo tema nel mondo reale\, in Kosovo\, dove\nqueste situazioni si verificano ogni giorno. Cosa resta a una piccola\nfamiglia qualunque\, che vuole condurre una vita appartata nonostante\nil clamore delle recenti guerre’» (D. Milić) \n“Darkling” è una co-produzione cinematografica internazionale che vede\nil coinvolgimento di cinque paesi\, e ha visto la partecipazione del\nFriuli Venezia Giulia già in fase di preparazione. Il film è stato\ngirato in due location\, Vranje (nella Serbia Meridionale) e Basovizza\n(frazione del Comune di Trieste). In particolare le scene girate in\nregione hanno richiesto l’impiego di professionalità qualificate per\nle esigenze tecniche specialistiche\, dall’uso della cablecam al\ndronelight utilizzati per girare nel bosco. Il cast artistico\, con\nattori internazionali provenienti da Serbia\, Italia\, Danimarca e USA\,\nha visto la partecipazione di Flavio Parenti\, Ivan Zerbinati e\nRiccardo Maranzana\, impegnati nei ruoli dei militari italiani del\ncontingente impegnato nel Kosovo. \n“Darkling” sarà poi in programmazione all’Ariston dal 26 maggio 2022.
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SUMMARY:Una squadra
DESCRIPTION:Il documentario “UNA SQUADRA” (Italia\, 2021\, 88’) di DomenicoProcacci\, prodotto da Fandango\, Sky e Luce Cinecittà\, dedicato alla\nmitica nazionale italiana di tennis vincitrice della Coppa Davis nel\n1976 composta da Corrado Barazzutti\, Paolo Bertolucci\, Adriano\nPanatta\, Tonino Zugarelli e capitanata da Nicola Pietrangeli\, sarà in\nprogramma in prima visione al cinema Ariston martedì 3 maggio alle ore\n17.00\, 19.00 e 21.00\, con repliche venerdì 6\, sabato 7 e domenica 8\nmaggio. \nNegli anni dal 1976 al 1980\, la squadra italiana di tennis formata dai\nquattro campioni Corrado Barazzutti\, Paolo Bertolucci\, Adriano Panatta\ne Tonino Zugarelli raggiunse per quattro volte la finale di Coppa\nDavis\, vincendo solo nel ’76 contro il Cile. Una vittoria\, che ancora\noggi\, a 122 anni dalla nascita della Coppa Davis\, rimane l’unico\ntrionfo italiano (le finali raggiunte ma poi perse sono nel ’77 contro\nl’Australia\, nel ’79 contro gli USA e nell’80 contro la\nCecoslovacchia). Nel ’76 e nel ’77 la squadra ha come capitano non\ngiocatore una leggenda del tennis italiano\, Nicola Pietrangeli\,\nritiratosi dall’attività agonistica solo da pochi anni. Pietrangeli\nverrà esonerato dai suoi giocatori dopo la sconfitta del ’77 in\nAustralia. Lo considera il più grande tradimento subito nella sua\nvita. \n“Una squadra” – il film si concentra in particolare su una delle\nquattro finali\, quella giocata nel ’76 contro il Cile di Pinochet e\nper questo al centro di una feroce battaglia politica. La serie Sky\nOriginal abbinata\, in 6 puntate da 52 minuti\, sarà trasmessa in tv a\npartire dal 14 maggio. Il progetto è stato presentato in anteprima al\n39mo Torino Film Festival. La docuserie racconta una squadra a volte\ndivisa\, frammentata\, con al suo interno rapporti difficili\,\nconflittuali\, sia tra i giocatori che con chi li guida e allena. Una\nsquadra\, una nazionale\, che nel momento in cui ha la vittoria a\nportata di mano viene osteggiata e combattuta nel suo stesso Paese. E\nnonostante tutto questo\, in quegli anni la squadra più forte del\nmondo. \n«Era da un po’ che pensavo di dedicare tempo e attenzione alla\nvittoria italiana del ‘76 in Coppa Davis» racconta Domenico Procacci\,\nalla sua prima opera da regista. «In verità non pensavo a così tanto\ntempo e attenzione\, ma studiando quella vicenda ho capito che\, per\nquanto fosse articolata – l’impresa sportiva che porta alla finale\, la\nbattaglia politica\, gli attacchi ai giocatori\, la partenza con la\nscorta\, la finale nel Cile di Pinochet\, le magliette rosse\, il ritorno\ncon la coppa ma tra l’indifferenza – era solo la parte emersa di un\niceberg ben più grande. Ho trovato molto altro che meritasse di essere\nraccontato e ho cercato di farlo al meglio e con l’aiuto di persone\npiù capaci di me. Il documentario copre un arco che va dalla fine\ndegli anni ‘60 all’ultima finale giocata da quella squadra nell’80 e\nho voluto che fossero proprio i protagonisti\, Panatta\, Barazzutti\,\nBertolucci e Zugarelli\, insieme a Nicola Pietrangeli\, capitano nel ‘76\ne ‘77\, a raccontare la loro storia. Nessuno avrebbe potuto farlo\nmeglio».
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SUMMARY:Cinema e lavoro secondo Stéphane Brizé
DESCRIPTION:“I lunedì dell’Ariston” proseguono con un focus sul mondo del lavoro presentando l’acclamata trilogia del regista francese con protagonista Vincent Lindon \nFin dalla sua prima storica proiezione\, datata 28 dicembre 1895\, il cinema ha raccontato con le proprie immagini il mondo del lavoro. Da L’uscita dalle officine Lumière ai giorni nostri sono chiaramente cambiate moltissime cose\, sia per il cinema che chiaramente per un sistema così variegato come quello del lavoro. Rappresentarlo oggi – in un momento storico fatto di crisi finanziarie\, pandemie\, diritti e smart working – è diventato estremamente complesso. \nIl nuovo focus de “I lunedì dell’Ariston” presentati da La Cappella Underground\, sarà quindi dedicato al mondo del lavoro contemporaneo e in particolare a un autore come Stephane Brizé che meglio di altri è riuscito a fotografare con estrema lucidità e umanità una situazione disperata e complessissima. A lui e al suo attore protagonista – Vincent Lindon – La Cappella Underground dedica un imperdibile ciclo di visioni: tre film in costante dialogo tra loro\, complementari e diversi allo stesso tempo. \nIl primo appuntamento\, in programma lunedì 2 maggio alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, sarà con La legge del mercato (La loi du marché)\, film del 2015 che affronta i dilemmi morali di una persona che a 51 anni\, dopo 20 mesi di disoccupazione\, si ritrova a dover ricoprire un ruolo emotivamente molto delicato: cosa sarà disposto a sacrificare per non perdere il proprio lavoro’\nLa proiezione delle 21.00 sarà introdotta da Roberta Nunin\, Professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università degli studi di Trieste. \nLunedì 9 maggio\, sempre alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, sarà invece presentato In guerra (En guerre)\, film che affronta il mondo del lavoro dal punto di vista dei sindacati. In questo secondo capitolo lo straordinario Vincent Lindon interpreta il portavoce degli operai di una fabbrica che sta per chiudere i battenti.\nLa proiezione delle 21.00 sarà introdotta da Antonio Rodà del sindacato UILM. \nLa trilogia si concluderà martedì 10 maggio alle 21.00 con il recente Un altro mondo (Un autre monde)\, la struggente fotografia della vita di un dirigente d’azienda nel momento in cui le proprie scelte professionali sono sul punto di stravolgere la vita della famiglia. \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un figlio
DESCRIPTION:Il film “UN FIGLIO” (Bik Eneich – Un Fils\, Tunisia/Francia\, 2019\, 96’)di Mehdi M. Barsaoui\, potente dramma familiare tra etica e religione\nambientato all’alba della primavera araba\, interpretato da Sami\nBouajila\, vincitore del premio come migliore attore nella sezione\nOrizzonti del festival di Venezia\, sarà in programma in prima visione\nal cinema Ariston dal 28 aprile e in versione originale sottotitolata\ngiovedì 28 aprile alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00. \nTunisia\, estate 2011. La vacanza nel sud del paese volge in tragedia\nper Fares\, Meriem e per il loro figlio di dieci anni\, Aziz\, che viene\ncolpito per errore durante un agguato. Il bambino ha bisogno di un\ntrapianto\, e ciò porterà alla luce un segreto tenuto a lungo nascosto.\nAziz e la relazione tra Fares e Meriem riusciranno a sopravvivere’\nL’opera prima di Mehdi M. Barsaoui mostra le contraddizioni della\nTunisia moderna\, mossa da patriarcato e burocrazia. Ne emerge un\nracconto universale dove la coppia prima e la famiglia poi sono al\ncentro delle illogicità di un sistema che mette la morale religiosa\nprima delle necessità umane. \nTrailer: https://youtu.be/cLO_NbxlW2I \nSito ufficiale: https://valmyn.com/film/un-figlio/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Il Francese
DESCRIPTION:Martedì 12 aprile alle ore 18.30 al cinema Ariston lo scrittore Massimo Carlotto\, uno degli autori più amati\, incisivi e schierati del noir italiano\, presenterà il suo nuovo romanzo “Il Francese”: con questo debutto nel Giallo Mondadori\, Carlotto propone un nuovo\, iconico personaggio\, dimostrando per l’ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell’armadio.\nL’evento\, a ingresso gratuito\, è organizzato da La Cappella Underground in collaborazione con Libreria Minerva. Modera l’incontro Alessandro Mezzena Lona. \nA seguire\, alle ore 20.30\, Massimo Carlotto introdurrà la proiezione del film “La fiera delle illusioni – Nightmare Alley” (USA\, 2021\, 150’ – versione originale sottotitolata) di Guillermo del Toro\, un ipnotico noir con Bradley Cooper e Cate Blanchett\, tratto dal romanzo omonimo di William Lindsay Gresham. Un omaggio al regista premio Oscar messicano\, grande appassionato di letteratura poliziesca e hardboiled\, il quale ha recentemente dichiarato in un’intervista: “con il passare degli anni mi sono appassionato anche al noir europeo grazie a Massimo Carlotto”.   \nMassimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi\, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco\, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore\, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003\, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006)\, La verità dell’Alligatore\, Il mistero di Mangiabarche\, Le irregolari\, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999)\, Il corriere colombiano\, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003)\, Niente\, più niente al mondo (Premio Girulà 2008)\, L’oscura immensità della morte\, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006)\, La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007)\, Cristiani di Allah\, Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009)\, L’amore del bandito\, Alla fine di un giorno noioso\, Il mondo non mi deve nulla\, la fiaba La via del pepe con le illustrazioni di Alessandro Sanna\, La banda degli amanti\, Per tutto l’oro del mondo\, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane e La signora del martedì. \nPer Einaudi Stile Libero ha pubblicato Respiro corto\, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e\, con Marco Videtta\, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici(Ksenia\,Eva\, Sara e Luz). Per Rizzoli ha pubblicato Il Turista e Sbirre (con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni).\nI suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale\, sceneggiatore e collabora con quotidiani\, riviste e musicisti. \nIl Francese – Massimo Carlotto \nLo chiamano il Francese. Gestisce una “maison” di dodici donne. Ognuna ha un nome d’oltralpe\, ognuna recita un personaggio diverso: dalla pin-up d’altri tempi alla manager in carriera\, il Francese è in grado di soddisfare le fantasie di commercianti\, imprenditori\, professionisti. È un giro medio-alto\, il suo\, le mademoiselle non lavorano in strada\, e non tutti se lo possono permettere. Tutto precipita quando una di loro scompare nel nulla: è lui l’ultimo ad averla vista viva\, e quindi il primo sulla lista degli indagati. Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua\, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona. \nPer salvarsi\, il Francese è costretto a cercare la verità\, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole. \nLa fiera delle illusioni | Nightmare Alley – Guillermo del Toro\nQuando il carismatico ma squattrinato Stanton Carlisle (Cooper) entra nelle grazie della chiaroveggente Zeena (Toni Collette) e del marito ed ex mentalista Pete (David Strathairn) a una fiera itinerante\, sembra aver trovato la via per il successo. Più usa le sue nuove abilità per imbrogliare la ricca élite della New York anni ’40\, più cresce la sua ambizione. Ben presto\, con la virtuosa e leale Molly (Rooney Mara) al suo fianco\, Stanton escogita un piano per truffare un pericoloso magnate (Richard Jenkins) con l’aiuto di una misteriosa psichiatra (Blanchett)\, che potrebbe rivelarsi l’avversaria più temibile. \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Mai raramente a volte sempre
DESCRIPTION:Proseguono “I lunedì dell’Ariston” con l’ultimo appuntamento del focus che La Cappella Underground ha dedicato al cinema femminile contemporaneo.Lunedì 11 aprile alle 16.00\, 18.30 e 21.00 sarà presentato Mai raramente a volte sempre (Never Rarely Sometimes Always) di Eliza Hittman\, un ritratto intimo e toccante di due ragazze della Pennsylvania\, premiato alla Berlinale e al Sundance nel 2020.  \nQui al suo terzo lungometraggio\, la regista americana Eliza Hitman offre un personalissimo sguardo sull’adolescenza e sul corpo della donna per raccontare con delicatezza e sensibilità di una ragazza determinata a gestire liberamente la propria vita. \nIl film sarà proiettato in versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Po
DESCRIPTION:Il docu-film “PO” (Italia\, 2022\, 75′) di Andrea Segre\, prodotto daIstituto Luce Cinecittà e ZaLab Film\, scritto da Andrea Segre e Gian\nAntonio Stella e girato in Polesine nella memoria dell’alluvione del\n1951\, sarà presentato a Trieste al cinema Ariston sabato 9 aprile alle\nore 18.00 alla presenza degli autori; l’incontro con il pubblico sarà\nmoderato dal giornalista Paolo Rumiz. L’iniziativa è organizzata da La\nCappella Underground in collaborazione con ZaLab e Pordenone Docs Fest\n– Le voci del documentario. \n14 Novembre 1951\, l’argine sinistro del Po a poche centinaia di metri\ndal ponte della ferrovia Padova-Bologna si spacca. La marea invade in\npochi minuti le terre del Polesine\, una delle regioni all’epoca più\npovere\, più misere di tutta Italia. Migliaia di uomini\, donne e\nbambini scappano mentre l’acqua rimane stagnante per mesi tra le case\ne le campagne. Oggi\, 70 anni dopo\, i bambini di allora ricordano con\nuna memoria ancora viva quei mesi immortalati dalle pellicole\nperfettamente conservate negli archivi dell’Istituto Luce. \n«Il nostro film\, “PO”\, nasce dalla voglia di colmare quell’oblio e\nparte da due materiali cinematografici di rara bellezza» scrive Andrea\nSegre nelle note di regia: «gli archivi in pellicola perfettamente\nconservati nell’Archivio Luce e i bambini polesani oggi ottantenni.\nCiò che ci ha colpiti viaggiando negli archivi e nelle case dei nostri\nprotagonisti è quanto il ricordo sia ancora vivo\, come quella\nalluvione rappresenti in realtà una memoria incancellabile\, un\npassaggio di vita e di storia del Paese da cui è difficile\nprescindere\, lo si può nascondere\, ma è davvero sbagliato\ndimenticarlo. Ascoltando i ricordi dei vecchi bambini polesani e\nguardando le immagini degli archivi abbiamo vissuto un salto temporale\nche ha reso questi 70 anni così vicini\, tangibili\, presenti. Memorie\nche trovano forse la loro forza proprio nell’esser state derubricate\,\nisolate. Certo in Polesine la memoria esiste ed è stata coltivata\,\ngrazie anche a grandi giornalisti\, poeti\, scrittori – Gian Antonio\nCibotto primo tra tutti – ma nel resto d’Italia e d’Europa è stata\nanch’essa sommersa\, come quelle terre. Poco frequentata\, poco\nconsumata è rimasta viva\, diretta\, sincera e ci ha avvolti\, stupiti in\nun viaggio che va oltre\, anzi si oppone alla retorica della\ncelebrazione e che prova a trarre da questa storia di profughi veneti\nun insegnamento universale\, necessario anche al nostro presente\, al\nnostro futuro». \nTrailer: https://vimeo.com/688743689 \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un altro mondo - Un autre monde
DESCRIPTION:Il film “UN ALTRO MONDO – UN AUTRE MONDE” (Francia\, 2021\, 96’) diStéphane Brizé\, con protagonisti Vincent Lindon e Sandrine Kiberlain\,\npresentato in concorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia\, sarà in\ncartellone in prima visione al cinema Ariston dall’8 aprile\, e in\nprogramma in versione originale sottotitolata nella data di venerdì 8\naprile alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00 in collaborazione con Alliance\nFrançaise Trieste. Dopo “La legge del mercato” e “In guerra”\, Brizé\nchiude la trilogia sul lavoro con un tagliente dramma politico-sociale\nsulla crisi terminale del capitalismo e la solitudine di un uomo\,\nmanager aziendale\, che non è più disposto a rinunciare alla sua\nlibertà. \nUn dirigente d’azienda\, sua moglie\, la sua famiglia\, nel momento in\ncui le scelte professionali dell’uomo sono sul punto di stravolgere la\nvita di tutti. Philippe Lemesle e la moglie si stanno per separare\, il\nloro amore irrimediabilmente logorato dalle pressioni del lavoro.\nDirigente di un grande gruppo industriale\, l’uomo non sa più come\nsoddisfare le richieste incoerenti dei suoi superiori: ieri volevano\nche fosse un manager\, oggi vogliono un esecutore. Per Philippe è\ndunque arrivato il momento in cui deve decidere cosa fare della sua\nvita. \nScrive Stéphane Brizé nelle note di regia: «Philippe Lemesle si muove\ntra i vincenti della società\, nell’ambiente dei dirigenti d’azienda\,\ndella meritocrazia\, tra le cosiddette “storie di successo”. Come si\npuò ammettere di provare dolore\, di essersi perduti\, quando si è parte\ndell’élite’ Lamentarsi apparirebbe vergognoso agli occhi di chi vive\nin condizioni meno agiate\, e un segno di debolezza imperdonabile agli\nocchi suoi e di quelli come lui. In un mondo simile non si può – non\nsi deve – essere deboli. È vietato\, per non correre il rischio di\numiliarsi ed essere sostituiti da un altro più giovane e dinamico\, o\nda qualcuno che non metterà in discussione quello che gli si richiede\ndi fare. In un mondo simile sembra che non si possa più godere del\ndiritto di contestare ordini che vengono dall’alto e che in fretta\ndevono essere imposti in basso. Il film narra la storia di un mondo\nsilenziosamente diviso in due\, di vite professionali e personali che\nnaufragano\, di un mondo in cui uomini e donne in cravatta e abiti\ntroppo stretti combattono sempre di più per trovare un senso». \nTrailer: https://youtu.be/1h6e4R_8gmA \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Lamb
DESCRIPTION:“LAMB” (Islanda\, Svezia\, Polonia\, 2021\, 106’) di Valdimar Jóhannsson\,dramma soprannaturale scandinavo con protagonista Noomi Rapace\,\ncandidato agli Oscar per l’Islanda\, sarà in cartellone al cinema\nAriston in prima visione da venerdì 1° aprile\, e in programma in\nversione originale sottotitolata nelle proiezioni di martedì 5 aprile\nalle ore 18.30 e 21.00. Dopo l’esordio al Festival di Cannes\, dove ha\nconquistato il premio per l’originalità con un sorprendente riscontro\ndi critica e pubblico\, “Lamb” è stato presentato in Italia ad Alice\nnella Città e in concorso al Trieste Science+Fiction Festival\, dove ha\nvinto il Premio Rai4 e il Premio della Critica Web Stars’ War.\n\nAmbientato nell’affascinante Islanda\, “Lamb” è un’opera ben lontana da\ncelebrarne le bellezze naturali\, ma ne mostra l’aspetto più primitivo\,\nnaturale e selvaggio. La trama celebra il fantastico nella sua\naccezione più letteraria\, accendendo i sentimenti legati al\nperturbante\, insiti nel soprannaturale. La natura ibrida del film\, con\nelementi drammatici\, al limite con caratteristiche proprie\ndell’horror\, è la chiave del successo di un titolo destinato a\ndiventare un vero cult movie.\n\nLamb\, film diretto da Valdimar Jóhannsson\, racconta la storia di una\ncoppia\, formata da María (Noomi Rapace) e Ingvar (Hilmir Snaer\nGudnason)\, che vivono in una remota fattoria immersa nella fredda\nnatura islandese\, dove accudiscono il loro gregge e lavorano la terra.\nUn giorno i due rinvengono un neonato in un loro campo agricolo e non\nsanno come mai si trovi lì da solo. Non avendo figli\, ma allettati\ndalla prospettiva di una vita familiare\, Maria e Ingvar decidono di\ntenere il piccolo con loro. Non sanno che il loro momento di gioia è\ndestinato a finire e li porterà alla completa distruzione…\n\nTrailer: https://www.youtube.com/watch’v=8u59mEzeRfI\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Io resto
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Nazionale in Memoria  delle Vittime dell’Epidemia di Coronavirus del 18 marzo ZALAB riporta nei cinema italiani l’unico documentario interamente girato all’interno di un ospedale italiano\, durante la prima ondata della pandemia da Covid-19. Sarà presente il regista Michele Aiello \nUn mese dentro la vita di un ospedale\, sospeso di fronte all’ignoto. Per la prima volta\, una videocamera mostra il fardello emotivo e la gentilezza nei rapporti tra pazienti e personale sanitario durante lo scoppio della pandemia da Covid-19. Lo fa grazie a Michele Aiello\, regista che ha girato all’interno degli Spedali Civili di Brescia: “Io Resto” è ciò che vede in quei giorni\, l’unico documentario girato interamente proprio dove l’emergenza è stata più dura e drammatica\, prodotto dal regista stesso insieme a Luca Gennari e Zalab\, in collaborazione con RCE Foto Verona e Comune di Brescia. \nDue anni fa\, in questi giorni\, iniziavano a susseguirsi le prime ancora confuse notizie sul contagio da coronavirus. Le immagini di ciò che è stato\, la memoria di chi ha visto la sua vita radicalmente cambiare – per l’assenza e la mancanza dei cari che non ci sono più – rimangono impresse necessariamente a lungo. Mentre si avvicina il secondo anniversario della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus – il prossimo 18 marzo – torna nei cinema “Io Resto”\, documento potente ed evocativo\, manifesto per il futuro.  \n«Il rispetto verso i testimoni di questa storia non è stata l’unica sfida di questo progetto. – dichiara Michele Aiello – Di fatto\, io e Luca Gennari abbiamo scritto la storia mentre la filmavamo. Uno dei pochi punti fissi che ci ha guidati fin dai primi giorni di ripresa è stato dirsi che questa storia avrebbe potuto solo che essere collettiva\, e così poi è stato. Il punto di vista\, invece\, si è costruito naturalmente nello stare lì. Pian piano siamo diventati anche noi parte integrante di quella cosa che stavamo vivendo e filmando\, compagni di viaggio di tutte le persone di questa storia.» \nLa diffusione del film avviene al cinema e in qualsiasi luogo di aggregazione sociale e di formazione universitaria. Infatti\, il documentario aderisce alla filosofia della Distrubuzione Civile (#soloalcinema)\, un modello che non considera solo il circuito delle sale\, della fruizione tv o tramite piattaforma\, ma consente a chiunque\, cittadini e associazioni\, di poter proiettare il film in un luogo pubblico ritenuto opportuno\, con un pubblico che vive l’esperienza della visione insieme\, fianco a fianco.  \nPer i suoi meriti e la potenza evocatica\, come messaggio di vicinanza alle comunità più colpite dal covid\, il film ha ottenuto per la diffusione il Patrocinio di FNOMCeO\,  Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Inoltre\, al documentario è stato conferito anche il Patrocinio di FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche\, ruoli protagonisti nelle immagini di scena.
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SUMMARY:Calcinculo
DESCRIPTION:Il film “CALCINCULO” (Italia\, 2022\, 90′)\, opera seconda di ChiaraBellosi (“Palazzo di Giustizia”)\, con Gaia Di Pietro (al suo esordio)\,\nAndrea Carpenzano\, Barbara Chichiarelli\, presentato in anteprima al\nFestival di Berlino nella sezione Panorama e distribuito da Cinecittà\nLuce\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston da venerdì\n25 marzo. Il lungometraggio sarà proiettato alla presenza della\nregista Chiara Bellosi domenica 27 marzo alle ore 18.00: l’incontro\ncon il pubblico sarà moderato dalla giornalista cinematografica Elisa\nGrando. L’iniziativa è organizzata da La Cappella Underground in\ncollaborazione con il Festival Approdi (Rotte artistiche senza\nbussola). \nScritto da Maria Teresa Venditti e Luca De Bei – la sceneggiatura ha\nvinto il Premio Solinas 2018 e la Borsa di Studio Claudia Sbarigia\n2018 dedicata a premiare il talento nel raccontare i personaggi e\nl’universo femminile – “Calcinculo” è un racconto di formazione al\nfemminile\, il cui titolo si ispira alla famosa giostra a seggiolini\ntipica dei luna park. Perché forse è vero che si cresce anche a calci\nin culo; ed è vero che quando la giostra gira veloce ci sembra di\nvolare e non vorremmo scendere mai. Questo è ciò che succede a\nBenedetta\, adolescente sovrappeso\, quando incontra Armando\, alias\nAmanda\, che la porta nel suo mondo randagio e sregolato. \n«Gli ingredienti di questa storia che parla un romano verace» racconta\nla regista Chiara Bellosi «sono una famiglia\, col suo lessico\nfamiliare fatto di poche parole e televisione sempre accesa;\nun’adolescente fuori misura che non si sente a suo agio; un giovane\nuomo che si chiama Amanda; una storia d’amore\, ma non sentimentale; la\nfratellanza; la paura; i riti magici e i riti di passaggio;\nl’adolescenza\, che è una polveriera in cui le miscele più\nimprobabili stanno insieme\, in cui le emozioni e gli istinti sono i\npiù grandi e intensi\, disordinati e onesti. E\, ancora\, l’importanza\ndi essere se stessi». «Questa storia è una fiaba. Ovvero: del giocare\ncon la realtà. Quando ero piccola mi raccontavano le storie e c’era\nuna differenza tra fiaba e favola. Così per me la favola è sempre\nrimasta qualcosa di un po’ triste e asciutto e barboso\, con la sua\nmorale inesorabile in chiusura. La fiaba invece è come un universo che\nsi espande e raccoglie tutto quello che trova per strada: oggetti\ninsensati\, personaggi strambi\, posti pieni di fascino ma sempre un po’\ninquietanti. La fiaba tiene tutto insieme e racconta\, non spiega\, no\,\nnon spiega proprio niente. È una scoperta continua e alla fine nessuno\nti dice cosa hai scoperto\, lo sai solo tu. Quando ho letto\n“Calcinculo”\, il primo modo di vederlo è stato questo: una fiaba nera\ncome il fitto della foresta\, ma col sentiero seminato di paillettes». \nChiara Bellosi (1973) si diploma in drammaturgia alla Civica Scuola\nd’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Partecipa al master\n“Filmmaker – Il documentario come sguardo” organizzato da IED-Venezia\ne lavora ad alcuni documentari. “Palazzo di Giustizia”\, il suo primo\nlungometraggio di finzione\, è stato presentato nella sezione\nGeneration 14+ di Berlinale 2020. “Calcinculo” è il suo secondo\nlungometraggio di finzione. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Dopo le problematiche legate alla pandemia di Covid-19\, torna a Trieste I MILLE OCCHI\, dal 22 al 26 marzo 2022. Un’edizione\, questa XX\, primaverile e straordinaria\, troppo presto troppo tardi\, che recupera il vuoto dell’anno passato e anticipa un ritorno alla normalità\, quello della XXI edizione\, che si terrà a settembre di quest’anno. Due le sedi dell’evento: il 22 e il 23 marzo il Cinema Ariston\, il 24\, 25 e 26 il Teatro Miela.  \nDirigono\, o meglio: mettono in scena\, quest’edizione\, presieduta e animata come sempre dal fondatore Sergio M. Grmek Germani\, il critico cinematografico e programmatore tedesco Olaf Möller e il critico e direttore del settimanale Film Tv Giulio Sangiorgio. Una direzione che si pone in continuità con lo spirito di ricerca e svelamento dei segreti d’archivio del cinema passato\, aprendosi a una dimensione maggiormente internazionale e al lavoro di sperimentazione di cineasti del presente e del futuro. Alle due figure di direttori artistici si aggiunge\, in qualità di direttore organizzativo\, Simone Starace. \nNei cinque giorni\, un programma denso e ricco\, colmo di intrecci\, con tanti punti di fuga prospettica. \nIl premio Anno Uno è assegnato\, quest’anno\, a Danièle Huillet (postumo) e Jean-Marie Straub\, due dei maggiori cineasti della storia del cinema. Queste le parole di Olaf Möller\, curatore dei quattro programmi a loro dedicati (a cui si aggiunge una postilla-omaggio su Fuori Orario\, la notte del 26 marzo\, su Rai3): «Sono un assioma del Modernismo: tutta l’arte del dopoguerra è impensabile senza il cinema di questa coppia di registi che tra il 1961 e il 2008 ha cofirmato esattamente trenta opere: con il loro classicismo radicale\, diventato il punto più avanzato di tutte le avanguardie\, Huillet & Straub sono sempre stati cari a I mille occhi\, simbolo di tutto ciò in cui crede il festival»: un cinema di totale bellezza e libera radicalità politica». \nL’extra-ordinarietà di quest’edizione primaverile\, troppo presto\, troppo tardi per citare un film di Straub-Huillet\, è confermata anche dall’attribuzione di un premio Anno Uno speciale\, quello a Elisabetta Sgarbi\, per l’infaticabile lavoro culturale nell’ambito dell’editoria\, anche cinematografica. Della sua La nave di Teseo verranno presentati tre volumi: L’acquario di quello che manca di enrico ghezzi\, alla presenza di Aura Ghezzi in dialogo con Alberto Pezzotta\, e accompagnato da materiali d’archivio\, Walt Disney – Prima stella a sinistra di Mariuccia Ciotta\, alla presenza dell’autrice e con un programma disneyano a sorpresa\, e L’Italia di Dante – Viaggio nel Paese della «Commedia»\, alla presenza del professor Giulio Ferroni\, in apertura della proiezione di Totò all’inferno. \nNel programma anche un omaggio a Ornella Vanoni – a cui è dedicata la tripla sigla del festival (la sua Domani è un altro giorno risuona nelle immagini di La prima notte di quiete di Valerio Zurlini\, in una scena-remake di un film triestino di Elisabetta Sgarbi\, I nomi del signor Sulčič\, e nel remix tra le due scene a opera di Filippo Ticozzi) – con tre appuntamenti: il documentario Senza fine (presentato dalla regista Elisa Fuksas); un film\, Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci\, in cui un suo brano è centrale\, e una delle sue principali prove d’attrice\, I viaggiatori della sera di Ugo Tognazzi. Un film\, quest’ultimo\, che si associa a Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada\, restaurato da CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Minerva Pictures Group\, nell’omaggio del festival al centenario della nascita dell’attore cremonese. \nAd Alberto Lattuada è dedicato il consueto spin-off della meravigliosa retrospettiva del Locarno Film Festival curata da Roberto Turigliatto\, comprendente il primo\, fondamentale\, lungometraggio Giacomo l’idealista e l’ultimo\, Una spina nel cuore\, oltre al cortometraggio Il cuore rivelatore (di cui Lattuada fu scenografo) tratto da Edgar Allan Poe e l’Esercitazione di regia tratta da Il castello di Franz Kafka\, girato con gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Come postilla\, nella notte di Fuori Orario\, programmata da Rai3 il 26 marzo\, la messa in onda del secondo film di Lattuada\, La freccia nel fianco. \nIn occasione dei settecento anni dalla morte di Dante\, un percorso dantesco\, con opere di Riccardo Freda\, Vittorio Cottafavi\, Camillo Mastrocinque (a cui si aggiunge la trasmissione all’interno di Fuori Orario\, il 26 marzo\, di Paolo e Francesca di Raffaello Matarazzo) e un omaggio (messo in onda da Fuori Orario nella notte del 25 marzo) al lavoro cinematografico sul sommo poeta di Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe\, tra le maggiori realtà di ricerca teatrale italiana\, che sarà accompagnato da una lettura dantesca di Ermanna Montanari\, ospite col regista Marco Martinelli del festival. L’omaggio a questi due grandi sperimentatori del teatro italiano è organizzato in collaborazione con Fuori Orario e Filmmaker Festival di Milano. È all’interno di questo contesto dantesco che I Mille Occhi è felice di presentare\, in anteprima mondiale dopo il passaggio a Locarno in digitale\, la proiezione in 35mm del primo lungometraggio girato a Trieste\, La statua vivente di Camillo Mastrocinque\, restaurato dalla Cineteca del Friuli\, anticipato da un commento di Dante Spinotti e da un breve backstage d’epoca. \nTrieste è anche la protagonista dell’omaggio dedicato a Tino Ranieri\, decano della critica cinematografica triestina\, di cui verranno proiettati nel centenario della nascita le rare e importanti opere a cui ha collaborato\, in quello che è un vero e proprio evento di riscoperta. \nÈ in quest’ottica di rinvenimento che il festival è lietissimo di presentare\, fiore all’occhiello di quest’edizione\, per gentile concessione di Ripley’s Film e di Riccardo Rosati\, oltre tre ore di film casalinghi inediti di Giulio Questi\, tra i grandi eccentrici del cinema italiano: scrittore e partigiano\, regista di tre film di genere non omologati\, Questi si è dedicato in vecchiaia a piccoli film digitali\, girati per lo più in solitaria\, autarchici ma non per questo minimalisti\, e in grado di frequentare\, nel contesto di un appartamento (ambiente che non può che riecheggiare oggi i modi produttivi del cinema pandemico)\, generi come il thriller\, con vena surreale: una parte di questi materiali è confluita nel cofanetto By Giulio Questi (2008). Il festival presenta invece la produzione successiva\, per la quasi totalità in anteprima mondiale. Il programma Questi fantasmi sarà poi chiosato dalla messa in onda\, il 26 marzo\, nella notte di Fuori Orario su Rai3\, del film televisivo di Questi L’uomo della sabbia. \nCompletamente dimenticato è Anton Germano Rossi\, eminenza grigia e maestro occulto di molte delle riviste umoristiche degli anni 30\, riferimento ineludibile di futuri sceneggiatori e cineasti (da Vittorio Metz ad Aldo Fabrizi\, dall’ammiratore Zavattini al giovane Fellini)\, poi apprezzato e riscoperto da fini intellettuali come Guido Ceronetti e Oreste del Buono. Di A.G. Rossi si vedrà l’unica copia superstite\, lacunosa e folgorante\, del solo lungometraggio da lui scritto e diretto\, Il ladro\, censurato per indegnità artistica dal regime fascista\, oltre al remake realizzato dal triestino Giacomo Gentilomo con Peppino de Filippo\, Biancaneve e i sette ladri\, e rari cortometraggi che incontrano la vita o l’opera dello scrittore: la serie di minimetraggi-quiz prodotti dalla Incom Vista la svista’\, con due episodi da A.G. Rossi e ispirata da un’idea di cinegiornale umoristico originariamente di Zavattini\, e il cortometraggio di Pietro Germi Scrittori e poeti anglosassoni a Roma\, con la voce a commento di A. G. Rossi. Ogni programma dedicato all’autore sarà aperto e chiuso da video-letture di contronovelle\, genere inventato da Rossi\, recitate appositamente per I Mille Occhi dal geniale Antonio Rezza. \nIn questo intreccio tra cinema\, letteratura e molto altro si inserisce il nostro omaggio\, in collaborazione con l’università IULM di Milano\, a Mino Guerrini\, singolare\, misconosciuta e oggi completamente dimenticata figura di intellettuale eclettico e artista a 360° del secondo dopoguerra\, un vero arcitaliano spesso sopra le righe e dissipatore di sé\, tra guizzi geniali e cialtroneria triviale. In un fregolismo inesausto e continuo\, Guerrini è stato pittore d’avanguardia (nel gruppo Forma 1\, del quale era stato tra i fondatori)\, giornalista per rotocalchi di enorme successo e prestigio (da “Il Mondo” a “Epoca”)\, autore radiofonico e televisivo\, e\, infine\, anche uomo di cinema\, sceneggiatore\, attore\, regista di una ventina abbondante di titoli\, lungo tre decenni\, tra i primi anni ’60 e gli ultimi ’80\, dalle commedie di costume a episodi degli esordi ai generi di profondità (horror\, spy story\, polizieschi\, gangster)\, fino ai film di Franco&Ciccio\, alla serie del Colonnello Buttiglione\, alle imitazioni pasoliniane (e infine vanziniane). In attesa di riscoprirlo come merita\, anche da regista\, senza dimenticarne le tante (troppe’) altre vite artistiche\, a Trieste si vedrà la sua partecipazione d’attore a La rimpatriata (1963)\, sguardo insieme corrosivo e malinconico di Damiano Damiani in diretta sulle piccole grandi miserie del boom in quel di Milano\, dove interpreta un vitellone figlio di papà immaturo e donnaiolo\, è un primo approccio per cominciare a familiarizzare con la fisionomia inconfondibile di Guerrini. Il film sarà anticipato da una conversazione con Rocco Moccagatta e Chiara Grizzaffi\, autori del volume Mino Guerrini. Storia e opere di un arcitaliano (Mimesis\, 2022)\, in origine nato dagli atti di un convegno IULM\, poi ampliato a includere tanti materiali ulteriori (interviste\, testimonianze\, una selezione degli articoli di Guerrini\, soggetti inediti\, bibliografia e filmografia) \nNon solo: I Mille Occhi\, cercando un dialogo tra il patrimonio cinematografico e il cinema del futuro\, ospita due omaggi a importanti figure del cinema sperimentale contemporaneo. Il francese Jacques Perconte\, nome pionieristico dell’internet art dal 1995\, autore di una moltitudine di opere\, è uno dei rari figli contemporanei del cinema di Jean Epstein: da oltre vent’anni lavora a una vasta opera di deprogrammazione delle tecnologie di registrazione digitale. Manipolando i codici di compressione videografici\, produce un’estetica dell’errore\, con alterazioni volutamente ricercate per raggiungere forme plastiche e materiche che non si limitano a denunciare il funzionamento della macchina\, ma creano un’estetica contemplativa\, del sublime. Perconte è stato invitato dal festival a programmare\, in dialogo col curatore Tommaso Isabella\, sue opere insieme a film che l’hanno ispirato\, o con cui si sente in dialogo: tre programmi che legano\, come da idea fondativa del festival\, il passato al presente\, con i lavori digitali dell’autore presentati con film firmati da autori che vanno da Jean Epstein a FJ Ossang\, passando per Georges Franju. Una sezione nata grazie a una collaborazione con Fantasmagorie\, rassegna dedicata al cinema d’animazione e sperimentale curata a Lecco da Associazione Dinamo Culturale. L’amburghese Kathrina Daschner\, di stanza
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LOCATION:Cinema Ariston\, Viale Romolo Gessi
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