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SUMMARY:Brotherhood
DESCRIPTION:Il docu-film “BROTHERHOOD” (Italia\, Repubblica Ceca\, 2021\, 97’) delregista trevigiano Francesco Montagner\, vincitore del Pardo d’oro al\nFestival di Locarno nella sezione Cineasti del Presente\, prodotto\ndalla Nefertiti Film con Nutprodukce e Rai Cinema e con il sostegno\ndel Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia\, sarà proiettato\nal cinema Ariston\, sala d’essai in viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste\,\ngiovedì 19 maggio alle ore 20.30 alla presenza del regista e del\ngiovanissimo interprete Uzeir Delić. L’incontro con il pubblico sarà\nmoderato da Gianluca Guerra (La Cappella Underground).\n”Brotherhood” racconta la vita di tre giovanissimi fratelli bosniaci\nche vivono sulle montagne\, e del loro percorso alla ricerca\ndell’identità\, dell’amore e di se stessi. \nJabir\, Usama e Uzeir\, sono tre giovani fratelli bosniaci\, nati in una\nfamiglia di pastori. Sono cresciuti all’ombra del padre\, Ibrahim\, un\npredicatore islamista severo e radicale. Quando Ibrahim viene\ncondannato a due anni di carcere per terrorismo\, i tre fratelli\nvengono improvvisamente lasciati soli. La temporanea sospensione degli\nordini e dei comandamenti del padre cambia drasticamente la loro vita.\nI fratelli esplorano la loro libertà appena acquisita nel difficile\nviaggio per diventare uomini. Crescere non è mai stato più intimo ed\nestenuante: mentre lottano\, combattono e si affrontano\, vediamo le\nloro identità distinte che si sviluppano davanti ai nostri occhi\,\nnella transizione dalla giovinezza alla virilità\, attraverso la\nricerca dell’identità\, dell’amore e di se stessi. \nTrailer: https://youtu.be/d1668HC0FPA\nSito ufficiale: https://www.nefertitifilm.it/brotherhood/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Piccolo corpo
DESCRIPTION:Verrà presentato alla presenza della regista e dei produttori del film\nsabato 14 maggio ore 18.30 al CINEMA ARISTON di Trieste | Viale Romolo Gessi 14 \nCon l’occasione la regista triestina Laura Samani festeggerà con la sua città il David di Donatello vinto per il miglior esordio alla regia 2022 \nIn una piccola isola del nord est italiano\, in un inverno agli inizi del ‘900\, la giovane Agata perde sua figlia alla nascita. La tradizione cattolica dice che\, in assenza di respiro\, la bambina non può essere battezzata. La sua anima è condannata al Limbo\, senza nome e senza pace.\nMa una voce arriva alle orecchie di Agata: sulle montagne del nord pare ci sia un luogo dove i bambini vengono riportati in vita il tempo di un respiro\, quello necessario a battezzarli.\nAgata lascia segretamente l’isola e intraprende un viaggio pericoloso attaccata a questa speranza\, con il piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola\, ma non conosce la strada e non ha mai visto la neve in vita sua.\nIncontra Lince\, un ragazzo selvatico e solitario\, che conosce il territorio e le offre il suo aiuto in cambio del misterioso contenuto della scatola.\nNonostante la diffidenza reciproca\, inizia un’avventura in cui il coraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un miracolo che sembra impossibile. \nLaura Samani è nata nel 1989 a Trieste. Dopo la laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Pisa\, ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma)\, corso di regia.\nIl suo cortometraggio di diploma\, La Santa che dorme\, è stato presentato in anteprima a Cannes Cinéfondation nel 2016. Da allora\, ha ottenuto consensi e premi in diversi festival internazionali. Piccolo corpo\, una favola cruda\, è il suo primo lungometraggio girato in Friuli Venezia Giulia e Veneto.\nIl film è stato presentato alla Semaine de la Critique – Cannes 2021 ed ha partecipato ad oltre 40 festival in tutto il mondo. Per Piccolo corpo Laura ha vinto il David di Donatello 2022 per il miglior esordio alla regia.
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SUMMARY:ORIENTE – OCCIDENTE La frontiera nel cinema e nella storia 1945-1954-2025
DESCRIPTION:Prima settimana di eventi tra Gorizia e Nova Gorica per il progetto pluriennale ORIENTE – OCCIDENTE La frontiera nel cinema e nella storia 1945-1954-2025 / VZHOD – ZAHOD Meja skozi film in zgodovino 1945-1954-2025\, promosso dall’associazione Kinoatelje con numerosi partner e il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. A Nova Gorica si parte giovedì 12 maggio\, nel capoluogo isontino\, invece\, la programmazione di venerdì 13 e sabato 14 maggio prevede contenuti fin dal mattino alternando proiezioni e conferenze per esplorare\, attraverso la multiforme prospettiva delle immagini in movimento\, ciò che è stata la vita sul confine italo-sloveno in un periodo di particolare rilevanza storica\, politica e sociale. \nNel goriziano si parte giovedì 12 maggio al Kulturni dom Nova Gorica\, dove alle 15.30 gli storici Jože Pirjevec e Federico Tenca Montini (Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste) discuteranno sulla corsa per il confine dell’Alto Adriatico\, mentre la sera si prospetta la proiezione del lungometraggio Trieste del regista France Štiglic (1951) – tutti gli eventi saranno bilingue. \nVenerdì al Palazzo del cinema si potranno vedere La città dolente di Mario Bonnard (1948)\, Cuori senza frontiere di Luigi Zampa (1950) e Il terzo uomo di Carol Reed (1949) introdotti dai critici cinematografici Alessandro Cuk\, Carlo Gabercek\, Riccardo Costantini e Paolo Caneppele. \nNella tappa goriziana\, tramite i documentari Non vogliamo il pane bianco di Jasna Hribernik e Our American Days di Chiara Barbo\, si rifletterà su come la popolazione percepiva gli Alleati all’epoca: da una parte del confine si consideravano effettivamente tali mentre dall’altra erano visti come nemici. \nAlle 15.30\, sempre al Kinemax\, si entra nel vivo del simposio con il panel Guerra e pace: le ricadute sulla popolazione con una serie di studiosi e ricercatori: Raoul Pupo\, Katia Pizzi\, Katja Hrobat Virgolet e Kaja Širok. Da non perdere anche l’omaggio al regista Franco Giraldi in programma nella stessa giornata alle 18 con la proiezione dei suoi due documentari Trieste 1948 (1982)\, che incoraggia la riflessione storica sui drammatici eventi del 1948 attraverso una raccolta di testimonianze\, e l’esordio dell’autore\, Il Carso (1960)\, un cortometraggio recentemente restaurato. \nSabato il programma inizia alle 16 al Kinemax dove si potranno esplorare diversi generi di cinegiornali nella sezione Capire la storia attraverso le immagini d’archivio introdotta da Tatjana Rezec Stibilj\, storica e responsabile dell’Archivio della Repubblica di Slovenia. Il critico cinematografico Lorenzo Codelli introdurrà invece una serie di cinegiornali italiani dell’Archivio Storico Istituto Luce.  Previsto anche un video intervento di Patrizia Cacciani\, responsabile Ufficio studi\, ricerche\, didattica e biblioteca dell’Archivio Storico Istituto Luce – Cinecittà. \nLa programmazione di questa prima parte del progetto è curata da Kinoatelje\, La Cappella Underground e Slovenska kinoteka in collaborazione con il progetto europeo CBA TRIESTE – Cinematographic Battle for the Adriatic: Films\, Borders and the Trieste Crisis (H2020 MSCA – Università Ca’ Foscari di Venezia) di Dunja Jelenković. \nL’iniziativa proseguirà fino al 2025 tra convegni\, retrospettive\, mostre\, produzioni editoriali e audiovisive\, opere di restauro e digitalizzazione\, attività di formazione. Il tutto in collaborazione con istituzioni archivistiche come l’Istituto Luce\, il Slovenski filmski arhiv pri Arhivu Republike Slovenije\, e numerose cineteche slovene\, italiane e straniere.
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SUMMARY:L'angelo dei muri
DESCRIPTION:Il nuovo film di Lorenzo Bianchini\, girato in FVG fra Trieste e SanVito al Torre\, è una favola nera con protagonista l’attore francese\nPierre Richard.\nSaranno presenti all’anteprima il regista Lorenzo Bianchini e gli\ninterpreti Iva Krajnc\, Gioia Heinz\, Zita Fusco\, Franko Korošec\,\nAlessandro Mizzi. \n“L’angelo dei muri” (Italia\, 2021\, 102’) di Lorenzo Bianchini\,\ninterpretato dal grandissimo Pierre Richard e prodotto dalla Tucker\nFilm (qui all’esordio fuori dal perimetro della distribuzione) con Rai\nCinema e MYmovies\, sarà presentato in anteprima speciale al Cinema\nAriston di Trieste giovedì 12 maggio. Saranno presenti in sala il\nregista Lorenzo Bianchini e\, in rappresentanza del cast\, la\nco-protagonista slovena del film Iva Krajnc Bagola\, Gioia Heinz (per\nla prima volta sullo schermo)\, Zita Fusco\, Franko Korošec\, Alessandro\nMizzi. L’uscita nei cinema del Friuli Venezia Giulia è programmata per\nil 19 maggio. \nQuesta intensa favola nera\, ambientata a Trieste e girata fra Trieste\ne San Vito al Torre\, segna il passaggio del regista udinese di\n“Custodes bestiae” e “Oltre il guado” dalla scena horror indipendente\nal circuito mainstream\, portando con sé il respiro dell’Europa: un\nprotagonista francese\, nome storico del cinema\, del teatro e della\ntivù\, una co-protagonista slovena\, Iva Krajnc Bagola\, e un direttore\ndella fotografia austriaco\, Peter Zeitlinger\, vera e propria icona\nlegata a filo doppio con Werner Herzog. “L’angelo dei muri”\, scritto\ndallo stesso Bianchini\, da Michela Bianchini e da Fabrizio Bozzetti\, è\nstato realizzato con il sostegno FVG Film Commission e Fondo per\nl’Audiovisivo del FVG. \nTrieste\, oggi. Un vecchio palazzo\, un vecchio appartamento. Pietro\nvive là\, stancamente\, finché la sua quotidianità regolare e solitaria\nnon viene devastata da un’ordinanza di sfratto. L’anziano non vuole\nandarsene e mette a punto una strategia per continuare a vivere\nsegretamente dentro casa: costruisce un muro in fondo al lungo\ncorridoio dell’appartamento\, un vero e proprio nascondiglio verticale\ndietro cui sparire. Una grata per respirare\, una fessura per simulare\nun lucernaio\, qualche buco per studiare le mosse del nemico (il\nproprietario\, i potenziali nuovi inquilini). Il timore di venire\nscoperto diventa un’ossessione e ogni cosa lo fa sentire minacciato:\nil sibilo del vento\, un’ombra\, uno scricchiolio. Poi\, un giorno\, “il\nnemico” arriva davvero: è una madre disperata che vuole garantire un\ntetto alla figlia. Come reagirà Pietro’ Che forma prenderà la sua\nguerra’ \n«”L’angelo dei muri” – racconta il regista – è un gioco di\nimmedesimazione tra il pubblico e il protagonista. Con la macchina da\npresa gli staremo vicino. I suoi occhi diventeranno quelli dello\nspettatore. A volte lo seguiremo\, a volte lo precederemo un po’\, ma\nstaremo sempre nel raggio delle sue percezioni\, per vivere e provare\,\naccanto a lui\, ogni singola emozione\, ogni sorpresa. Scopriremo con\nlui gli spazi che esplorerà\, ci inoltreremo\, attraverso lunghi piani\nsequenza\, nelle penombre dei corridoi e affronteremo con lui i\nfantasmi del suo passato…». \nTrailer: https://youtu.be/2a0powoPh5E \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Destini
DESCRIPTION:Il film “DESTINI” (Italia\, 2019\, 90’) del regista Luciano Luminelli(“Una Diecimilalire”) sarà proiettato al cinema Ariston\, sala d’essai\nin viale Romolo Gessi n. 14 a Trieste\, venerdì 6 maggio alle ore 18.30\nalla presenza dell’autore. L’iniziativa è organizzata dalla\nAssociazione Culturale dei Lucani a Trieste in collaborazione con la\ncasa di produzione cinematografica indipendente LudoArchedo48\nproduction. \nIl film\, interpretato da Stefano Pesce\, Simone Montedoro e Sebastiano\nSomma\, racconta la storia un’amicizia che nasce tra i banchi di scuola\nnegli anni ’70 in Veneto e che culminerà col rapporto sentimentale tra\ni figli dei protagonisti\, attraverso un lasso di tempo pari a tre\ngenerazione\, dagli anni ’50 fino ai nostri giorni. “destini” è stato\nrealizzato con il sostegno della Film Commission di Treviso e ha visto\nla sua presentazione nella 76° Mostra Internazionale d’Arte\nCinematografica di Venezia; le riprese sono state effettuate fra\nTreviso\, Padova\, Cittadella\, Asiago e Villorba. \nTrailer: https://youtu.be/sCOAJQzWSNo \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Noi due
DESCRIPTION:Il film “NOI DUE” (Israele/Italia\, 2020\, 94’) di Nir Bergman\, roadmovie israeliano firmato dal creatore della serie cult “In Treatment”\,\nco-prodotto dall’italiana Rosamont e distribuito dalla Tucker Film\,\nsarà in programma in prima visione al Cinema Ariston dal 5 maggio.\nSelezionato al Festival di Cannes e premiatissimo in patria\, “Noi due”\naffronta il tema della paternità e dell’autismo con la tenerezza\nleggera di una commedia “on the road” e l’intensità poetica di un\ndramma familiare\, mettendo in campo un cast luminoso (a cominciare dai\ndue straordinari protagonisti: Shai Avivi e Noam Imber) e alternando\,\nsenza strappi\, commozione e sorrisi. Una riflessione a tutto campo\nsull’amore\, sulla libertà e sulle insicurezze che abitano dentro\nognuno di noi. \nTel Aviv. Oggi. Aharon\, ex disegnatore di talento ed ex marito di\nTamara\, ha rinunciato alla carriera e ai legami per dedicarsi\ntotalmente al figlio Uri. È una dimensione parallela ed esclusiva\,\nquella dentro cui camminano assieme\, fatta di complicità e di\nabitudini incrollabili\, di giornate rassicuranti e sempre uguali. Uri\,\nper Ahron\, è ancora un bambino\, un bambino che ama la pasta a forma di\nstella\, i pesci del suo acquario e “Gloria” di Umberto Tozzi\, ma\nTamara sa che il tempo ha bussato alla porta: Uri\, piccolo adulto\, ha\nbisogno di aprirsi lentamente al mondo. Agli altri. Alla condivisione\ndi nuovi riti e di nuovi spazi. Una prospettiva\, la “nuova casa”\, che\nspezza il cuore del padre e terrorizza il figlio. Accettare il\ntrasferimento in un centro specializzato o tentare di fuggire\,\nmaldestramente\, negli Stati Uniti’ \nTrailer: https://youtu.be/nazX9FaBeBA\nSito ufficiale: https://www.tuckerfilm.com/film/noi-due/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Darkling
DESCRIPTION:IL THRILLER “DARKLING” DI DUŠAN MILIĆ\,PREMIO DEL PUBBLICO AL TRIESTE FILM FESTIVAL\,\nAL CINEMA ARISTON GIOVEDÌ 5 MAGGIO ALLE ORE 20.30 \nIl film “DARKLING” (titolo originale “Mrak”\, Serbia\, Danimarca\,\nBulgaria\, Italia\, Grecia\, 104’) di Dušan Milić\, premio del pubblico al\nTrieste Film Festival\, sarà in programma in versione originale\nsottotitolata al cinema Ariston\, sala d’essai in Viale Romolo Gessi 14\na Trieste gestita da La Cappella Underground\, giovedì 5 maggio alle\nore 20.30. La serata è organizzata in collaborazione con\nl’associazione Alpe Adria Cinema\, con la co-produzione e distribuzione\nitaliana del film A_Lab e con Lo Scrittoio. La proiezione sarà\nanticipata da un collegamento in streaming con il regista belgradese\nDušan Milić; saranno presenti in sala\, in rappresentanza del cast\ntecnico e artistico\, la produttrice Debora Desio e l’attore Ivan\nZerbinati. Sarà presente inoltre una rappresentanza del Consolato\nGenerale della Repubblica di Serbia a Trieste\, che ha seguito e\nsostenuto la comunicazione del film\, e dell’Associazione Culturale\nGiovanile Serba. \n“Darkling” è un thriller psicologico con elementi noir tratto da una\nstoria vera\, e racconta la difficile realtà dell’enclave serba in\nKosovo. Nel cast Danica Curcic\, nota in Italia per la serie crime di\nNetflix “L’Uomo delle Castagne”\, affiancata da Slavko Stimac\, Flavio\nParenti e due volti affermati del cinema del nostro territorio\,\nRiccardo Maranzana (produttore e co-protagonista del docu-film “Carnia\n1944”\, interprete per le produzioni televisive “Il Commissario\nLaurenti”\, Un caso di coscienza”\, “Rebecca la prima moglie”\, “C’era\nuna volta città dei matti” e per i film “Zoran\, il mio nipote scemo” e\n“Comedians”) e Ivan Zerbinati (già interprete per progetti di Davide\ndel Degan e di Thanos Anastopuolus\, nonché per la serie RAI “La Porta\nRossa”). Il film è stato girato a Vranje (nella Serbia Meridionale) e\nBasovizza (frazione del Comune di Trieste) ed è stato realizzato con\nil sostegno del Fondo Audiovisivo FVG e Friuli Venezia Giulia Film\nCommission. \nKosovo. Al confine di un bosco\, la dodicenne Milica vive con la madre\ne il nonno. Al calare del sole\, la famiglia si barrica in casa. Sono\nvere le loro paure’ Oppure\, come le unità militari KFOR vorrebbero far\ncredere\, sono solo residui dei traumi psicologici causati dalla\nguerra’ Non ci sono prove\, ma qualcosa di strano sta accadendo e\,\nnotte dopo notte\, le loro paure crescono… \n«I misteri che ci insegnano qualcosa della vita mi hanno sempre\naffascinato. Ho voluto raccontarne uno in “Darkling”. Gli eventi che\nci capitano nella vita sono reali\, o sono un sogno’ Sono convinto che\nquesta sia una delle questioni cruciali nella ricerca del senso\ndell’esistenza\, quella linea sottile tra gioco mentale e realtà. Ho\ncercato di esplorare questo tema nel mondo reale\, in Kosovo\, dove\nqueste situazioni si verificano ogni giorno. Cosa resta a una piccola\nfamiglia qualunque\, che vuole condurre una vita appartata nonostante\nil clamore delle recenti guerre’» (D. Milić) \n“Darkling” è una co-produzione cinematografica internazionale che vede\nil coinvolgimento di cinque paesi\, e ha visto la partecipazione del\nFriuli Venezia Giulia già in fase di preparazione. Il film è stato\ngirato in due location\, Vranje (nella Serbia Meridionale) e Basovizza\n(frazione del Comune di Trieste). In particolare le scene girate in\nregione hanno richiesto l’impiego di professionalità qualificate per\nle esigenze tecniche specialistiche\, dall’uso della cablecam al\ndronelight utilizzati per girare nel bosco. Il cast artistico\, con\nattori internazionali provenienti da Serbia\, Italia\, Danimarca e USA\,\nha visto la partecipazione di Flavio Parenti\, Ivan Zerbinati e\nRiccardo Maranzana\, impegnati nei ruoli dei militari italiani del\ncontingente impegnato nel Kosovo. \n“Darkling” sarà poi in programmazione all’Ariston dal 26 maggio 2022.
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DESCRIPTION:Il documentario “UNA SQUADRA” (Italia\, 2021\, 88’) di DomenicoProcacci\, prodotto da Fandango\, Sky e Luce Cinecittà\, dedicato alla\nmitica nazionale italiana di tennis vincitrice della Coppa Davis nel\n1976 composta da Corrado Barazzutti\, Paolo Bertolucci\, Adriano\nPanatta\, Tonino Zugarelli e capitanata da Nicola Pietrangeli\, sarà in\nprogramma in prima visione al cinema Ariston martedì 3 maggio alle ore\n17.00\, 19.00 e 21.00\, con repliche venerdì 6\, sabato 7 e domenica 8\nmaggio. \nNegli anni dal 1976 al 1980\, la squadra italiana di tennis formata dai\nquattro campioni Corrado Barazzutti\, Paolo Bertolucci\, Adriano Panatta\ne Tonino Zugarelli raggiunse per quattro volte la finale di Coppa\nDavis\, vincendo solo nel ’76 contro il Cile. Una vittoria\, che ancora\noggi\, a 122 anni dalla nascita della Coppa Davis\, rimane l’unico\ntrionfo italiano (le finali raggiunte ma poi perse sono nel ’77 contro\nl’Australia\, nel ’79 contro gli USA e nell’80 contro la\nCecoslovacchia). Nel ’76 e nel ’77 la squadra ha come capitano non\ngiocatore una leggenda del tennis italiano\, Nicola Pietrangeli\,\nritiratosi dall’attività agonistica solo da pochi anni. Pietrangeli\nverrà esonerato dai suoi giocatori dopo la sconfitta del ’77 in\nAustralia. Lo considera il più grande tradimento subito nella sua\nvita. \n“Una squadra” – il film si concentra in particolare su una delle\nquattro finali\, quella giocata nel ’76 contro il Cile di Pinochet e\nper questo al centro di una feroce battaglia politica. La serie Sky\nOriginal abbinata\, in 6 puntate da 52 minuti\, sarà trasmessa in tv a\npartire dal 14 maggio. Il progetto è stato presentato in anteprima al\n39mo Torino Film Festival. La docuserie racconta una squadra a volte\ndivisa\, frammentata\, con al suo interno rapporti difficili\,\nconflittuali\, sia tra i giocatori che con chi li guida e allena. Una\nsquadra\, una nazionale\, che nel momento in cui ha la vittoria a\nportata di mano viene osteggiata e combattuta nel suo stesso Paese. E\nnonostante tutto questo\, in quegli anni la squadra più forte del\nmondo. \n«Era da un po’ che pensavo di dedicare tempo e attenzione alla\nvittoria italiana del ‘76 in Coppa Davis» racconta Domenico Procacci\,\nalla sua prima opera da regista. «In verità non pensavo a così tanto\ntempo e attenzione\, ma studiando quella vicenda ho capito che\, per\nquanto fosse articolata – l’impresa sportiva che porta alla finale\, la\nbattaglia politica\, gli attacchi ai giocatori\, la partenza con la\nscorta\, la finale nel Cile di Pinochet\, le magliette rosse\, il ritorno\ncon la coppa ma tra l’indifferenza – era solo la parte emersa di un\niceberg ben più grande. Ho trovato molto altro che meritasse di essere\nraccontato e ho cercato di farlo al meglio e con l’aiuto di persone\npiù capaci di me. Il documentario copre un arco che va dalla fine\ndegli anni ‘60 all’ultima finale giocata da quella squadra nell’80 e\nho voluto che fossero proprio i protagonisti\, Panatta\, Barazzutti\,\nBertolucci e Zugarelli\, insieme a Nicola Pietrangeli\, capitano nel ‘76\ne ‘77\, a raccontare la loro storia. Nessuno avrebbe potuto farlo\nmeglio».
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SUMMARY:Cinema e lavoro secondo Stéphane Brizé
DESCRIPTION:“I lunedì dell’Ariston” proseguono con un focus sul mondo del lavoro presentando l’acclamata trilogia del regista francese con protagonista Vincent Lindon \nFin dalla sua prima storica proiezione\, datata 28 dicembre 1895\, il cinema ha raccontato con le proprie immagini il mondo del lavoro. Da L’uscita dalle officine Lumière ai giorni nostri sono chiaramente cambiate moltissime cose\, sia per il cinema che chiaramente per un sistema così variegato come quello del lavoro. Rappresentarlo oggi – in un momento storico fatto di crisi finanziarie\, pandemie\, diritti e smart working – è diventato estremamente complesso. \nIl nuovo focus de “I lunedì dell’Ariston” presentati da La Cappella Underground\, sarà quindi dedicato al mondo del lavoro contemporaneo e in particolare a un autore come Stephane Brizé che meglio di altri è riuscito a fotografare con estrema lucidità e umanità una situazione disperata e complessissima. A lui e al suo attore protagonista – Vincent Lindon – La Cappella Underground dedica un imperdibile ciclo di visioni: tre film in costante dialogo tra loro\, complementari e diversi allo stesso tempo. \nIl primo appuntamento\, in programma lunedì 2 maggio alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, sarà con La legge del mercato (La loi du marché)\, film del 2015 che affronta i dilemmi morali di una persona che a 51 anni\, dopo 20 mesi di disoccupazione\, si ritrova a dover ricoprire un ruolo emotivamente molto delicato: cosa sarà disposto a sacrificare per non perdere il proprio lavoro’\nLa proiezione delle 21.00 sarà introdotta da Roberta Nunin\, Professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all’Università degli studi di Trieste. \nLunedì 9 maggio\, sempre alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, sarà invece presentato In guerra (En guerre)\, film che affronta il mondo del lavoro dal punto di vista dei sindacati. In questo secondo capitolo lo straordinario Vincent Lindon interpreta il portavoce degli operai di una fabbrica che sta per chiudere i battenti.\nLa proiezione delle 21.00 sarà introdotta da Antonio Rodà del sindacato UILM. \nLa trilogia si concluderà martedì 10 maggio alle 21.00 con il recente Un altro mondo (Un autre monde)\, la struggente fotografia della vita di un dirigente d’azienda nel momento in cui le proprie scelte professionali sono sul punto di stravolgere la vita della famiglia. \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un figlio
DESCRIPTION:Il film “UN FIGLIO” (Bik Eneich – Un Fils\, Tunisia/Francia\, 2019\, 96’)di Mehdi M. Barsaoui\, potente dramma familiare tra etica e religione\nambientato all’alba della primavera araba\, interpretato da Sami\nBouajila\, vincitore del premio come migliore attore nella sezione\nOrizzonti del festival di Venezia\, sarà in programma in prima visione\nal cinema Ariston dal 28 aprile e in versione originale sottotitolata\ngiovedì 28 aprile alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00. \nTunisia\, estate 2011. La vacanza nel sud del paese volge in tragedia\nper Fares\, Meriem e per il loro figlio di dieci anni\, Aziz\, che viene\ncolpito per errore durante un agguato. Il bambino ha bisogno di un\ntrapianto\, e ciò porterà alla luce un segreto tenuto a lungo nascosto.\nAziz e la relazione tra Fares e Meriem riusciranno a sopravvivere’\nL’opera prima di Mehdi M. Barsaoui mostra le contraddizioni della\nTunisia moderna\, mossa da patriarcato e burocrazia. Ne emerge un\nracconto universale dove la coppia prima e la famiglia poi sono al\ncentro delle illogicità di un sistema che mette la morale religiosa\nprima delle necessità umane. \nTrailer: https://youtu.be/cLO_NbxlW2I \nSito ufficiale: https://valmyn.com/film/un-figlio/ \nInformazioni sul sito https://www.lacappellaunderground.org/cinema-ariston/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Il Francese
DESCRIPTION:Martedì 12 aprile alle ore 18.30 al cinema Ariston lo scrittore Massimo Carlotto\, uno degli autori più amati\, incisivi e schierati del noir italiano\, presenterà il suo nuovo romanzo “Il Francese”: con questo debutto nel Giallo Mondadori\, Carlotto propone un nuovo\, iconico personaggio\, dimostrando per l’ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell’armadio.\nL’evento\, a ingresso gratuito\, è organizzato da La Cappella Underground in collaborazione con Libreria Minerva. Modera l’incontro Alessandro Mezzena Lona. \nA seguire\, alle ore 20.30\, Massimo Carlotto introdurrà la proiezione del film “La fiera delle illusioni – Nightmare Alley” (USA\, 2021\, 150’ – versione originale sottotitolata) di Guillermo del Toro\, un ipnotico noir con Bradley Cooper e Cate Blanchett\, tratto dal romanzo omonimo di William Lindsay Gresham. Un omaggio al regista premio Oscar messicano\, grande appassionato di letteratura poliziesca e hardboiled\, il quale ha recentemente dichiarato in un’intervista: “con il passare degli anni mi sono appassionato anche al noir europeo grazie a Massimo Carlotto”.   \nMassimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi\, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco\, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore\, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003\, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006)\, La verità dell’Alligatore\, Il mistero di Mangiabarche\, Le irregolari\, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999)\, Il corriere colombiano\, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003)\, Niente\, più niente al mondo (Premio Girulà 2008)\, L’oscura immensità della morte\, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006)\, La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007)\, Cristiani di Allah\, Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009)\, L’amore del bandito\, Alla fine di un giorno noioso\, Il mondo non mi deve nulla\, la fiaba La via del pepe con le illustrazioni di Alessandro Sanna\, La banda degli amanti\, Per tutto l’oro del mondo\, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane e La signora del martedì. \nPer Einaudi Stile Libero ha pubblicato Respiro corto\, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e\, con Marco Videtta\, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici(Ksenia\,Eva\, Sara e Luz). Per Rizzoli ha pubblicato Il Turista e Sbirre (con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni).\nI suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale\, sceneggiatore e collabora con quotidiani\, riviste e musicisti. \nIl Francese – Massimo Carlotto \nLo chiamano il Francese. Gestisce una “maison” di dodici donne. Ognuna ha un nome d’oltralpe\, ognuna recita un personaggio diverso: dalla pin-up d’altri tempi alla manager in carriera\, il Francese è in grado di soddisfare le fantasie di commercianti\, imprenditori\, professionisti. È un giro medio-alto\, il suo\, le mademoiselle non lavorano in strada\, e non tutti se lo possono permettere. Tutto precipita quando una di loro scompare nel nulla: è lui l’ultimo ad averla vista viva\, e quindi il primo sulla lista degli indagati. Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua\, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona. \nPer salvarsi\, il Francese è costretto a cercare la verità\, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole. \nLa fiera delle illusioni | Nightmare Alley – Guillermo del Toro\nQuando il carismatico ma squattrinato Stanton Carlisle (Cooper) entra nelle grazie della chiaroveggente Zeena (Toni Collette) e del marito ed ex mentalista Pete (David Strathairn) a una fiera itinerante\, sembra aver trovato la via per il successo. Più usa le sue nuove abilità per imbrogliare la ricca élite della New York anni ’40\, più cresce la sua ambizione. Ben presto\, con la virtuosa e leale Molly (Rooney Mara) al suo fianco\, Stanton escogita un piano per truffare un pericoloso magnate (Richard Jenkins) con l’aiuto di una misteriosa psichiatra (Blanchett)\, che potrebbe rivelarsi l’avversaria più temibile. \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Mai raramente a volte sempre
DESCRIPTION:Proseguono “I lunedì dell’Ariston” con l’ultimo appuntamento del focus che La Cappella Underground ha dedicato al cinema femminile contemporaneo.Lunedì 11 aprile alle 16.00\, 18.30 e 21.00 sarà presentato Mai raramente a volte sempre (Never Rarely Sometimes Always) di Eliza Hittman\, un ritratto intimo e toccante di due ragazze della Pennsylvania\, premiato alla Berlinale e al Sundance nel 2020.  \nQui al suo terzo lungometraggio\, la regista americana Eliza Hitman offre un personalissimo sguardo sull’adolescenza e sul corpo della donna per raccontare con delicatezza e sensibilità di una ragazza determinata a gestire liberamente la propria vita. \nIl film sarà proiettato in versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Po
DESCRIPTION:Il docu-film “PO” (Italia\, 2022\, 75′) di Andrea Segre\, prodotto daIstituto Luce Cinecittà e ZaLab Film\, scritto da Andrea Segre e Gian\nAntonio Stella e girato in Polesine nella memoria dell’alluvione del\n1951\, sarà presentato a Trieste al cinema Ariston sabato 9 aprile alle\nore 18.00 alla presenza degli autori; l’incontro con il pubblico sarà\nmoderato dal giornalista Paolo Rumiz. L’iniziativa è organizzata da La\nCappella Underground in collaborazione con ZaLab e Pordenone Docs Fest\n– Le voci del documentario. \n14 Novembre 1951\, l’argine sinistro del Po a poche centinaia di metri\ndal ponte della ferrovia Padova-Bologna si spacca. La marea invade in\npochi minuti le terre del Polesine\, una delle regioni all’epoca più\npovere\, più misere di tutta Italia. Migliaia di uomini\, donne e\nbambini scappano mentre l’acqua rimane stagnante per mesi tra le case\ne le campagne. Oggi\, 70 anni dopo\, i bambini di allora ricordano con\nuna memoria ancora viva quei mesi immortalati dalle pellicole\nperfettamente conservate negli archivi dell’Istituto Luce. \n«Il nostro film\, “PO”\, nasce dalla voglia di colmare quell’oblio e\nparte da due materiali cinematografici di rara bellezza» scrive Andrea\nSegre nelle note di regia: «gli archivi in pellicola perfettamente\nconservati nell’Archivio Luce e i bambini polesani oggi ottantenni.\nCiò che ci ha colpiti viaggiando negli archivi e nelle case dei nostri\nprotagonisti è quanto il ricordo sia ancora vivo\, come quella\nalluvione rappresenti in realtà una memoria incancellabile\, un\npassaggio di vita e di storia del Paese da cui è difficile\nprescindere\, lo si può nascondere\, ma è davvero sbagliato\ndimenticarlo. Ascoltando i ricordi dei vecchi bambini polesani e\nguardando le immagini degli archivi abbiamo vissuto un salto temporale\nche ha reso questi 70 anni così vicini\, tangibili\, presenti. Memorie\nche trovano forse la loro forza proprio nell’esser state derubricate\,\nisolate. Certo in Polesine la memoria esiste ed è stata coltivata\,\ngrazie anche a grandi giornalisti\, poeti\, scrittori – Gian Antonio\nCibotto primo tra tutti – ma nel resto d’Italia e d’Europa è stata\nanch’essa sommersa\, come quelle terre. Poco frequentata\, poco\nconsumata è rimasta viva\, diretta\, sincera e ci ha avvolti\, stupiti in\nun viaggio che va oltre\, anzi si oppone alla retorica della\ncelebrazione e che prova a trarre da questa storia di profughi veneti\nun insegnamento universale\, necessario anche al nostro presente\, al\nnostro futuro». \nTrailer: https://vimeo.com/688743689 \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un altro mondo - Un autre monde
DESCRIPTION:Il film “UN ALTRO MONDO – UN AUTRE MONDE” (Francia\, 2021\, 96’) diStéphane Brizé\, con protagonisti Vincent Lindon e Sandrine Kiberlain\,\npresentato in concorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia\, sarà in\ncartellone in prima visione al cinema Ariston dall’8 aprile\, e in\nprogramma in versione originale sottotitolata nella data di venerdì 8\naprile alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00 in collaborazione con Alliance\nFrançaise Trieste. Dopo “La legge del mercato” e “In guerra”\, Brizé\nchiude la trilogia sul lavoro con un tagliente dramma politico-sociale\nsulla crisi terminale del capitalismo e la solitudine di un uomo\,\nmanager aziendale\, che non è più disposto a rinunciare alla sua\nlibertà. \nUn dirigente d’azienda\, sua moglie\, la sua famiglia\, nel momento in\ncui le scelte professionali dell’uomo sono sul punto di stravolgere la\nvita di tutti. Philippe Lemesle e la moglie si stanno per separare\, il\nloro amore irrimediabilmente logorato dalle pressioni del lavoro.\nDirigente di un grande gruppo industriale\, l’uomo non sa più come\nsoddisfare le richieste incoerenti dei suoi superiori: ieri volevano\nche fosse un manager\, oggi vogliono un esecutore. Per Philippe è\ndunque arrivato il momento in cui deve decidere cosa fare della sua\nvita. \nScrive Stéphane Brizé nelle note di regia: «Philippe Lemesle si muove\ntra i vincenti della società\, nell’ambiente dei dirigenti d’azienda\,\ndella meritocrazia\, tra le cosiddette “storie di successo”. Come si\npuò ammettere di provare dolore\, di essersi perduti\, quando si è parte\ndell’élite’ Lamentarsi apparirebbe vergognoso agli occhi di chi vive\nin condizioni meno agiate\, e un segno di debolezza imperdonabile agli\nocchi suoi e di quelli come lui. In un mondo simile non si può – non\nsi deve – essere deboli. È vietato\, per non correre il rischio di\numiliarsi ed essere sostituiti da un altro più giovane e dinamico\, o\nda qualcuno che non metterà in discussione quello che gli si richiede\ndi fare. In un mondo simile sembra che non si possa più godere del\ndiritto di contestare ordini che vengono dall’alto e che in fretta\ndevono essere imposti in basso. Il film narra la storia di un mondo\nsilenziosamente diviso in due\, di vite professionali e personali che\nnaufragano\, di un mondo in cui uomini e donne in cravatta e abiti\ntroppo stretti combattono sempre di più per trovare un senso». \nTrailer: https://youtu.be/1h6e4R_8gmA \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:“LAMB” (Islanda\, Svezia\, Polonia\, 2021\, 106’) di Valdimar Jóhannsson\,dramma soprannaturale scandinavo con protagonista Noomi Rapace\,\ncandidato agli Oscar per l’Islanda\, sarà in cartellone al cinema\nAriston in prima visione da venerdì 1° aprile\, e in programma in\nversione originale sottotitolata nelle proiezioni di martedì 5 aprile\nalle ore 18.30 e 21.00. Dopo l’esordio al Festival di Cannes\, dove ha\nconquistato il premio per l’originalità con un sorprendente riscontro\ndi critica e pubblico\, “Lamb” è stato presentato in Italia ad Alice\nnella Città e in concorso al Trieste Science+Fiction Festival\, dove ha\nvinto il Premio Rai4 e il Premio della Critica Web Stars’ War.\n\nAmbientato nell’affascinante Islanda\, “Lamb” è un’opera ben lontana da\ncelebrarne le bellezze naturali\, ma ne mostra l’aspetto più primitivo\,\nnaturale e selvaggio. La trama celebra il fantastico nella sua\naccezione più letteraria\, accendendo i sentimenti legati al\nperturbante\, insiti nel soprannaturale. La natura ibrida del film\, con\nelementi drammatici\, al limite con caratteristiche proprie\ndell’horror\, è la chiave del successo di un titolo destinato a\ndiventare un vero cult movie.\n\nLamb\, film diretto da Valdimar Jóhannsson\, racconta la storia di una\ncoppia\, formata da María (Noomi Rapace) e Ingvar (Hilmir Snaer\nGudnason)\, che vivono in una remota fattoria immersa nella fredda\nnatura islandese\, dove accudiscono il loro gregge e lavorano la terra.\nUn giorno i due rinvengono un neonato in un loro campo agricolo e non\nsanno come mai si trovi lì da solo. Non avendo figli\, ma allettati\ndalla prospettiva di una vita familiare\, Maria e Ingvar decidono di\ntenere il piccolo con loro. Non sanno che il loro momento di gioia è\ndestinato a finire e li porterà alla completa distruzione…\n\nTrailer: https://www.youtube.com/watch’v=8u59mEzeRfI\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:In occasione della Giornata Nazionale in Memoria  delle Vittime dell’Epidemia di Coronavirus del 18 marzo ZALAB riporta nei cinema italiani l’unico documentario interamente girato all’interno di un ospedale italiano\, durante la prima ondata della pandemia da Covid-19. Sarà presente il regista Michele Aiello \nUn mese dentro la vita di un ospedale\, sospeso di fronte all’ignoto. Per la prima volta\, una videocamera mostra il fardello emotivo e la gentilezza nei rapporti tra pazienti e personale sanitario durante lo scoppio della pandemia da Covid-19. Lo fa grazie a Michele Aiello\, regista che ha girato all’interno degli Spedali Civili di Brescia: “Io Resto” è ciò che vede in quei giorni\, l’unico documentario girato interamente proprio dove l’emergenza è stata più dura e drammatica\, prodotto dal regista stesso insieme a Luca Gennari e Zalab\, in collaborazione con RCE Foto Verona e Comune di Brescia. \nDue anni fa\, in questi giorni\, iniziavano a susseguirsi le prime ancora confuse notizie sul contagio da coronavirus. Le immagini di ciò che è stato\, la memoria di chi ha visto la sua vita radicalmente cambiare – per l’assenza e la mancanza dei cari che non ci sono più – rimangono impresse necessariamente a lungo. Mentre si avvicina il secondo anniversario della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus – il prossimo 18 marzo – torna nei cinema “Io Resto”\, documento potente ed evocativo\, manifesto per il futuro.  \n«Il rispetto verso i testimoni di questa storia non è stata l’unica sfida di questo progetto. – dichiara Michele Aiello – Di fatto\, io e Luca Gennari abbiamo scritto la storia mentre la filmavamo. Uno dei pochi punti fissi che ci ha guidati fin dai primi giorni di ripresa è stato dirsi che questa storia avrebbe potuto solo che essere collettiva\, e così poi è stato. Il punto di vista\, invece\, si è costruito naturalmente nello stare lì. Pian piano siamo diventati anche noi parte integrante di quella cosa che stavamo vivendo e filmando\, compagni di viaggio di tutte le persone di questa storia.» \nLa diffusione del film avviene al cinema e in qualsiasi luogo di aggregazione sociale e di formazione universitaria. Infatti\, il documentario aderisce alla filosofia della Distrubuzione Civile (#soloalcinema)\, un modello che non considera solo il circuito delle sale\, della fruizione tv o tramite piattaforma\, ma consente a chiunque\, cittadini e associazioni\, di poter proiettare il film in un luogo pubblico ritenuto opportuno\, con un pubblico che vive l’esperienza della visione insieme\, fianco a fianco.  \nPer i suoi meriti e la potenza evocatica\, come messaggio di vicinanza alle comunità più colpite dal covid\, il film ha ottenuto per la diffusione il Patrocinio di FNOMCeO\,  Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Inoltre\, al documentario è stato conferito anche il Patrocinio di FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche\, ruoli protagonisti nelle immagini di scena.
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SUMMARY:Calcinculo
DESCRIPTION:Il film “CALCINCULO” (Italia\, 2022\, 90′)\, opera seconda di ChiaraBellosi (“Palazzo di Giustizia”)\, con Gaia Di Pietro (al suo esordio)\,\nAndrea Carpenzano\, Barbara Chichiarelli\, presentato in anteprima al\nFestival di Berlino nella sezione Panorama e distribuito da Cinecittà\nLuce\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston da venerdì\n25 marzo. Il lungometraggio sarà proiettato alla presenza della\nregista Chiara Bellosi domenica 27 marzo alle ore 18.00: l’incontro\ncon il pubblico sarà moderato dalla giornalista cinematografica Elisa\nGrando. L’iniziativa è organizzata da La Cappella Underground in\ncollaborazione con il Festival Approdi (Rotte artistiche senza\nbussola). \nScritto da Maria Teresa Venditti e Luca De Bei – la sceneggiatura ha\nvinto il Premio Solinas 2018 e la Borsa di Studio Claudia Sbarigia\n2018 dedicata a premiare il talento nel raccontare i personaggi e\nl’universo femminile – “Calcinculo” è un racconto di formazione al\nfemminile\, il cui titolo si ispira alla famosa giostra a seggiolini\ntipica dei luna park. Perché forse è vero che si cresce anche a calci\nin culo; ed è vero che quando la giostra gira veloce ci sembra di\nvolare e non vorremmo scendere mai. Questo è ciò che succede a\nBenedetta\, adolescente sovrappeso\, quando incontra Armando\, alias\nAmanda\, che la porta nel suo mondo randagio e sregolato. \n«Gli ingredienti di questa storia che parla un romano verace» racconta\nla regista Chiara Bellosi «sono una famiglia\, col suo lessico\nfamiliare fatto di poche parole e televisione sempre accesa;\nun’adolescente fuori misura che non si sente a suo agio; un giovane\nuomo che si chiama Amanda; una storia d’amore\, ma non sentimentale; la\nfratellanza; la paura; i riti magici e i riti di passaggio;\nl’adolescenza\, che è una polveriera in cui le miscele più\nimprobabili stanno insieme\, in cui le emozioni e gli istinti sono i\npiù grandi e intensi\, disordinati e onesti. E\, ancora\, l’importanza\ndi essere se stessi». «Questa storia è una fiaba. Ovvero: del giocare\ncon la realtà. Quando ero piccola mi raccontavano le storie e c’era\nuna differenza tra fiaba e favola. Così per me la favola è sempre\nrimasta qualcosa di un po’ triste e asciutto e barboso\, con la sua\nmorale inesorabile in chiusura. La fiaba invece è come un universo che\nsi espande e raccoglie tutto quello che trova per strada: oggetti\ninsensati\, personaggi strambi\, posti pieni di fascino ma sempre un po’\ninquietanti. La fiaba tiene tutto insieme e racconta\, non spiega\, no\,\nnon spiega proprio niente. È una scoperta continua e alla fine nessuno\nti dice cosa hai scoperto\, lo sai solo tu. Quando ho letto\n“Calcinculo”\, il primo modo di vederlo è stato questo: una fiaba nera\ncome il fitto della foresta\, ma col sentiero seminato di paillettes». \nChiara Bellosi (1973) si diploma in drammaturgia alla Civica Scuola\nd’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Partecipa al master\n“Filmmaker – Il documentario come sguardo” organizzato da IED-Venezia\ne lavora ad alcuni documentari. “Palazzo di Giustizia”\, il suo primo\nlungometraggio di finzione\, è stato presentato nella sezione\nGeneration 14+ di Berlinale 2020. “Calcinculo” è il suo secondo\nlungometraggio di finzione. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Dopo le problematiche legate alla pandemia di Covid-19\, torna a Trieste I MILLE OCCHI\, dal 22 al 26 marzo 2022. Un’edizione\, questa XX\, primaverile e straordinaria\, troppo presto troppo tardi\, che recupera il vuoto dell’anno passato e anticipa un ritorno alla normalità\, quello della XXI edizione\, che si terrà a settembre di quest’anno. Due le sedi dell’evento: il 22 e il 23 marzo il Cinema Ariston\, il 24\, 25 e 26 il Teatro Miela.  \nDirigono\, o meglio: mettono in scena\, quest’edizione\, presieduta e animata come sempre dal fondatore Sergio M. Grmek Germani\, il critico cinematografico e programmatore tedesco Olaf Möller e il critico e direttore del settimanale Film Tv Giulio Sangiorgio. Una direzione che si pone in continuità con lo spirito di ricerca e svelamento dei segreti d’archivio del cinema passato\, aprendosi a una dimensione maggiormente internazionale e al lavoro di sperimentazione di cineasti del presente e del futuro. Alle due figure di direttori artistici si aggiunge\, in qualità di direttore organizzativo\, Simone Starace. \nNei cinque giorni\, un programma denso e ricco\, colmo di intrecci\, con tanti punti di fuga prospettica. \nIl premio Anno Uno è assegnato\, quest’anno\, a Danièle Huillet (postumo) e Jean-Marie Straub\, due dei maggiori cineasti della storia del cinema. Queste le parole di Olaf Möller\, curatore dei quattro programmi a loro dedicati (a cui si aggiunge una postilla-omaggio su Fuori Orario\, la notte del 26 marzo\, su Rai3): «Sono un assioma del Modernismo: tutta l’arte del dopoguerra è impensabile senza il cinema di questa coppia di registi che tra il 1961 e il 2008 ha cofirmato esattamente trenta opere: con il loro classicismo radicale\, diventato il punto più avanzato di tutte le avanguardie\, Huillet & Straub sono sempre stati cari a I mille occhi\, simbolo di tutto ciò in cui crede il festival»: un cinema di totale bellezza e libera radicalità politica». \nL’extra-ordinarietà di quest’edizione primaverile\, troppo presto\, troppo tardi per citare un film di Straub-Huillet\, è confermata anche dall’attribuzione di un premio Anno Uno speciale\, quello a Elisabetta Sgarbi\, per l’infaticabile lavoro culturale nell’ambito dell’editoria\, anche cinematografica. Della sua La nave di Teseo verranno presentati tre volumi: L’acquario di quello che manca di enrico ghezzi\, alla presenza di Aura Ghezzi in dialogo con Alberto Pezzotta\, e accompagnato da materiali d’archivio\, Walt Disney – Prima stella a sinistra di Mariuccia Ciotta\, alla presenza dell’autrice e con un programma disneyano a sorpresa\, e L’Italia di Dante – Viaggio nel Paese della «Commedia»\, alla presenza del professor Giulio Ferroni\, in apertura della proiezione di Totò all’inferno. \nNel programma anche un omaggio a Ornella Vanoni – a cui è dedicata la tripla sigla del festival (la sua Domani è un altro giorno risuona nelle immagini di La prima notte di quiete di Valerio Zurlini\, in una scena-remake di un film triestino di Elisabetta Sgarbi\, I nomi del signor Sulčič\, e nel remix tra le due scene a opera di Filippo Ticozzi) – con tre appuntamenti: il documentario Senza fine (presentato dalla regista Elisa Fuksas); un film\, Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci\, in cui un suo brano è centrale\, e una delle sue principali prove d’attrice\, I viaggiatori della sera di Ugo Tognazzi. Un film\, quest’ultimo\, che si associa a Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada\, restaurato da CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Minerva Pictures Group\, nell’omaggio del festival al centenario della nascita dell’attore cremonese. \nAd Alberto Lattuada è dedicato il consueto spin-off della meravigliosa retrospettiva del Locarno Film Festival curata da Roberto Turigliatto\, comprendente il primo\, fondamentale\, lungometraggio Giacomo l’idealista e l’ultimo\, Una spina nel cuore\, oltre al cortometraggio Il cuore rivelatore (di cui Lattuada fu scenografo) tratto da Edgar Allan Poe e l’Esercitazione di regia tratta da Il castello di Franz Kafka\, girato con gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Come postilla\, nella notte di Fuori Orario\, programmata da Rai3 il 26 marzo\, la messa in onda del secondo film di Lattuada\, La freccia nel fianco. \nIn occasione dei settecento anni dalla morte di Dante\, un percorso dantesco\, con opere di Riccardo Freda\, Vittorio Cottafavi\, Camillo Mastrocinque (a cui si aggiunge la trasmissione all’interno di Fuori Orario\, il 26 marzo\, di Paolo e Francesca di Raffaello Matarazzo) e un omaggio (messo in onda da Fuori Orario nella notte del 25 marzo) al lavoro cinematografico sul sommo poeta di Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe\, tra le maggiori realtà di ricerca teatrale italiana\, che sarà accompagnato da una lettura dantesca di Ermanna Montanari\, ospite col regista Marco Martinelli del festival. L’omaggio a questi due grandi sperimentatori del teatro italiano è organizzato in collaborazione con Fuori Orario e Filmmaker Festival di Milano. È all’interno di questo contesto dantesco che I Mille Occhi è felice di presentare\, in anteprima mondiale dopo il passaggio a Locarno in digitale\, la proiezione in 35mm del primo lungometraggio girato a Trieste\, La statua vivente di Camillo Mastrocinque\, restaurato dalla Cineteca del Friuli\, anticipato da un commento di Dante Spinotti e da un breve backstage d’epoca. \nTrieste è anche la protagonista dell’omaggio dedicato a Tino Ranieri\, decano della critica cinematografica triestina\, di cui verranno proiettati nel centenario della nascita le rare e importanti opere a cui ha collaborato\, in quello che è un vero e proprio evento di riscoperta. \nÈ in quest’ottica di rinvenimento che il festival è lietissimo di presentare\, fiore all’occhiello di quest’edizione\, per gentile concessione di Ripley’s Film e di Riccardo Rosati\, oltre tre ore di film casalinghi inediti di Giulio Questi\, tra i grandi eccentrici del cinema italiano: scrittore e partigiano\, regista di tre film di genere non omologati\, Questi si è dedicato in vecchiaia a piccoli film digitali\, girati per lo più in solitaria\, autarchici ma non per questo minimalisti\, e in grado di frequentare\, nel contesto di un appartamento (ambiente che non può che riecheggiare oggi i modi produttivi del cinema pandemico)\, generi come il thriller\, con vena surreale: una parte di questi materiali è confluita nel cofanetto By Giulio Questi (2008). Il festival presenta invece la produzione successiva\, per la quasi totalità in anteprima mondiale. Il programma Questi fantasmi sarà poi chiosato dalla messa in onda\, il 26 marzo\, nella notte di Fuori Orario su Rai3\, del film televisivo di Questi L’uomo della sabbia. \nCompletamente dimenticato è Anton Germano Rossi\, eminenza grigia e maestro occulto di molte delle riviste umoristiche degli anni 30\, riferimento ineludibile di futuri sceneggiatori e cineasti (da Vittorio Metz ad Aldo Fabrizi\, dall’ammiratore Zavattini al giovane Fellini)\, poi apprezzato e riscoperto da fini intellettuali come Guido Ceronetti e Oreste del Buono. Di A.G. Rossi si vedrà l’unica copia superstite\, lacunosa e folgorante\, del solo lungometraggio da lui scritto e diretto\, Il ladro\, censurato per indegnità artistica dal regime fascista\, oltre al remake realizzato dal triestino Giacomo Gentilomo con Peppino de Filippo\, Biancaneve e i sette ladri\, e rari cortometraggi che incontrano la vita o l’opera dello scrittore: la serie di minimetraggi-quiz prodotti dalla Incom Vista la svista’\, con due episodi da A.G. Rossi e ispirata da un’idea di cinegiornale umoristico originariamente di Zavattini\, e il cortometraggio di Pietro Germi Scrittori e poeti anglosassoni a Roma\, con la voce a commento di A. G. Rossi. Ogni programma dedicato all’autore sarà aperto e chiuso da video-letture di contronovelle\, genere inventato da Rossi\, recitate appositamente per I Mille Occhi dal geniale Antonio Rezza. \nIn questo intreccio tra cinema\, letteratura e molto altro si inserisce il nostro omaggio\, in collaborazione con l’università IULM di Milano\, a Mino Guerrini\, singolare\, misconosciuta e oggi completamente dimenticata figura di intellettuale eclettico e artista a 360° del secondo dopoguerra\, un vero arcitaliano spesso sopra le righe e dissipatore di sé\, tra guizzi geniali e cialtroneria triviale. In un fregolismo inesausto e continuo\, Guerrini è stato pittore d’avanguardia (nel gruppo Forma 1\, del quale era stato tra i fondatori)\, giornalista per rotocalchi di enorme successo e prestigio (da “Il Mondo” a “Epoca”)\, autore radiofonico e televisivo\, e\, infine\, anche uomo di cinema\, sceneggiatore\, attore\, regista di una ventina abbondante di titoli\, lungo tre decenni\, tra i primi anni ’60 e gli ultimi ’80\, dalle commedie di costume a episodi degli esordi ai generi di profondità (horror\, spy story\, polizieschi\, gangster)\, fino ai film di Franco&Ciccio\, alla serie del Colonnello Buttiglione\, alle imitazioni pasoliniane (e infine vanziniane). In attesa di riscoprirlo come merita\, anche da regista\, senza dimenticarne le tante (troppe’) altre vite artistiche\, a Trieste si vedrà la sua partecipazione d’attore a La rimpatriata (1963)\, sguardo insieme corrosivo e malinconico di Damiano Damiani in diretta sulle piccole grandi miserie del boom in quel di Milano\, dove interpreta un vitellone figlio di papà immaturo e donnaiolo\, è un primo approccio per cominciare a familiarizzare con la fisionomia inconfondibile di Guerrini. Il film sarà anticipato da una conversazione con Rocco Moccagatta e Chiara Grizzaffi\, autori del volume Mino Guerrini. Storia e opere di un arcitaliano (Mimesis\, 2022)\, in origine nato dagli atti di un convegno IULM\, poi ampliato a includere tanti materiali ulteriori (interviste\, testimonianze\, una selezione degli articoli di Guerrini\, soggetti inediti\, bibliografia e filmografia) \nNon solo: I Mille Occhi\, cercando un dialogo tra il patrimonio cinematografico e il cinema del futuro\, ospita due omaggi a importanti figure del cinema sperimentale contemporaneo. Il francese Jacques Perconte\, nome pionieristico dell’internet art dal 1995\, autore di una moltitudine di opere\, è uno dei rari figli contemporanei del cinema di Jean Epstein: da oltre vent’anni lavora a una vasta opera di deprogrammazione delle tecnologie di registrazione digitale. Manipolando i codici di compressione videografici\, produce un’estetica dell’errore\, con alterazioni volutamente ricercate per raggiungere forme plastiche e materiche che non si limitano a denunciare il funzionamento della macchina\, ma creano un’estetica contemplativa\, del sublime. Perconte è stato invitato dal festival a programmare\, in dialogo col curatore Tommaso Isabella\, sue opere insieme a film che l’hanno ispirato\, o con cui si sente in dialogo: tre programmi che legano\, come da idea fondativa del festival\, il passato al presente\, con i lavori digitali dell’autore presentati con film firmati da autori che vanno da Jean Epstein a FJ Ossang\, passando per Georges Franju. Una sezione nata grazie a una collaborazione con Fantasmagorie\, rassegna dedicata al cinema d’animazione e sperimentale curata a Lecco da Associazione Dinamo Culturale. L’amburghese Kathrina Daschner\, di stanza
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SUMMARY:I lunedì dell’Ariston
DESCRIPTION:“I lunedì dell’Ariston” proseguono con un focus dedicato al cinema femminile contemporaneo. Negli ultimi anni finalmente le donne sono più presenti\, hanno più sostegno da un’industria storicamente molto poco inclusiva e per questo riescono ad offrire agli spettatori un nuovo modo di vedere e raccontare il mondo.\nA testimonianza di questo incredibile momento sono arrivati i grandi riconoscimenti internazionali\, come la Palma d’oro a Julia Ducurnau\, il Leone d’oro e l’Oscar a Chloé Zhao e il recente Orso d’oro berlinese a Carla Simón. Con Sguardi femminili\, La Cappella Underground presenta quattro titoli diretti da quattro registe donne che hanno fatto il giro dei più importanti festival del mondo e hanno popolato le classifiche dei migliori film dell’anno. \nIl primo appuntamento\, in programma lunedì 21 marzo alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, sarà con La scelta di Anne – L’Événement di Audrey Diwan\, Leone d’oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Adattamento dell’omonimo romanzo autobiografico di Annie Ernaux\, un potente inno alla libertà in grado di oltrepassare il contesto temporale della storia e le barriere di genere. \nIl 28 marzo sarà presentato\, in collaborazione con il Trieste Film Festival\, Quo vadis\, Aida’  di Jasmila Zbanic\, candidato all’Oscar come Miglior film internazionale 2021\, ricostruzione degli eventi di Srebrenica del 1995. Un film che racconta una tragedia collettiva attraverso la storia di una donna che tenta l’impossibile per salvare la sua famiglia. \nLunedì 4 aprile sarà la volta di First Cow di Kelly Reichardt\, un instant cult amatissimo dalla critica e dai cinefili di tutto il mondo\, che arriva per la prima volta su grande schermo a Trieste grazie a MUBI. Reichardt\, voce inimitabile del cinema americano\, ridefinisce completamente la nozione di western. Ambientato in una comunità emarginata\, lontana dalla stretta del capitalismo\, First Cow è un raro racconto esempio di amicizia maschile narrata con delicatezza sublime e toccante compassione. \nA concludere il focus Mai raramente a volte sempre (Never Rarely Sometimes Always) di Eliza Hittman\, un ritratto intimo e toccante di due ragazze adolescenti della Pennsylvania\, presentato alla Berlinale e premiato al Sundance. \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:I CIELI DI ALICE - SOUS LE CIEL D’ALICE
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Internazionale della Francofonia (20 marzo)\, il film “I CIELI DI ALICE – SOUS LE CIEL D’ALICE (Francia\, 2021\, 92′) di Chloé Mazlo\, con Alba Rohrwacher\, Wajdi Mouawad\, Isabelle Zighondi\, sarà in programma in versione originale sottotitolata al cinema Ariston sabato 19 e domenica 20 marzo alle ore 18.30. L’iniziativa è organizzata da Alliance Française Trieste in collaborazione con La Cappella Underground. La proiezione di domenica 20 marzo alle ore 18.30 sarà preceduta da un video-messaggio di Philippe Rouyer\, Presidente del Syndicat Français de la Critique de Cinéma.\nAnni ’50: la giovane Alice vive con la famiglia tra i monti della Svizzera\, ma aspetta solo l’occasione per andare alla scoperta del mondo. Quando le viene offerto un lavoro come ragazza alla pari a Beirut\, in Libano\, coglie subito l’occasione. Scopre così una città solare\, vivace\, libera e proiettata verso il futuro. Qui trova anche ben presto l’amore di Joseph\, astrofisico gentile e ambizioso\, e assieme a lui costruisce la famiglia dei suoi sogni. Tutto ha il profumo della felicità. Ma una guerra civile arriva a cambiare il volto del paese tanto amato\, e ogni equilibrio comincia a vacillare. \nTrailer: https://youtu.be/L60Bv19ecwY\nSito ufficiale: https://www.zalab.org/projects/radiograph-of-family/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e http://www.aftrieste.it/wp/evenement/sous-le-ciel-dalice/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Radiograph of a family
DESCRIPTION:Il docu-film “RADIOGRAPH OF A FAMILY” (Norvegia\, Iran\, Svizzera\, 2020\, 81′) della regista iraniana Firouzeh Khosrovani sarà proiettatovenerdì 18 marzo alle ore 20.30 al cinema Ariston\, alla presenza dell’autrice. Attraverso fotografie\, lettere e voci dal passato\, il\nfilm ripercorre la storia familiare della regista\, figlia di padre laico e madre musulmana praticante\, la cui storia privata diventa\nmetafora dei cambiamenti della società iraniana negli ultimi quarant’anni. \nL’incontro con la regista Firouzeh Khosrovani sarà moderato da\nBeatrice Fiorentino (SNCCI\, Delegato Generale SIC Venezia).\nLa serata è realizzata in collaborazione con ShorTS International Film\nFestival (dove il film è stato presentato in anteprima nella sezione\nNuove Impronte)\, con il Pordenone Docs Fest – Le Voci del documentario\ne con la distribuzione italiana Zalab.\n\nUna storia d’amore\, due modi di intendere la vita e la fede\, una\nfiglia divisa tra un padre laico e una madre religiosa negli anni che\nhanno cambiato la storia dell’Iran. “RADIOGRAPH OF A FAMILY”\nripercorre la storia familiare della regista Firouzeh Khosrovani:\nfiglia di padre laico e madre musulmana praticante\, è il prodotto del\nconflitto tra laicità e ideologia islamica in Iran. La relazione dei\nsuoi genitori attraversa molti decenni: dall’era dello Scià alla\nRivoluzione Islamica\, passando attraverso la guerra Iran-Iraq\, fino ai\ngiorni nostri. Nella sua famiglia\, come in tante altre\, gli effetti\ndella rivoluzione islamica hanno influito su ogni aspetto della\nquotidianità. Mentre il padre continua ad ascoltare Bach\, la madre si\ndedica all’attivismo religioso\, eliminando da casa le carte da gioco e\nle foto di donne senza hijab. Il film\, narrato in prima persona dalla\nregista\, racconta la storia della sua famiglia tramite fotografie\,\narchivi\, lettere e voci dal passato. La casa di Teheran diventa la\nmetafora degli squilibri dell’intera famiglia e della moderna società\niraniana.\n\nScrive “Firouzeh Khosrovani nelle note di regia: «A casa mia è\navvenuta una rivoluzione che ha influenzato ogni aspetto della nostra\nvita. Ciascuno dei miei genitori ne rappresentava una parte. Io ho\ncreato dei confini neutrali all’interno delle loro zone di controllo\,\nconfini poco chiari che nessuno dei due ha mai riconosciuto. La\nreligione ha cominciato ad insinuarsi nelle crepe. Vino\, musica e\ndanza\, sotto l’ordine di Fatwa\, erano vietati. Il quadro con la copia\ndi Venere di Velasquez è stato eliminato dalle pareti di casa perché\nrappresentava la nudità.\nLa rivoluzione ha dato a mia madre il ruolo di una combattente\nreligiosa. Ha provato a convertirmi\, cosa che spaventava molto mio\npadre. La religione è diventata il suo incubo. Tutte le cose “impure”\nche mia mamma ha tolto da casa\, sono state sostituite da iconografie\nislamiche. Le nuove immagini che hanno riempito i muri di casa nostra\nerano i versi del Corano\, l’immagine dell’Imam Ali e un dipinto di\nImam Hossein senza testa sul suo cavallo.\nQuesto film è la narrazione dei conflitti nascosti e palesi che hanno\ninfluenzato le nostre vite. Le immagini vietate sono diventate il\npunto fondamentale della storia. I nudi di Velasquez erano considerati\nvolgari e dovevano essere tolti dalle pareti. Mia mamma lottava con le\nimmagini di se stessa senza veli\, strappandole dagli album di\nfamiglia. Io con l’immaginazione cercavo di rimettere insieme i pezzi\nche mancavano dalle foto\, disegnando le parti mancanti dei torsi e dei\ncorpi senza braccia. Durante la mia infanzia sono stata costantemente\ncostretta a scegliere tra i miei genitori; ogni singolo giorno subivo\nl’imposizione da una parte e l’accettazione dall’altra.\nLa rivoluzione aveva svolto il suo ruolo\, portandosi dietro le sue conseguenze».\n\nNata a Teheran\, Firouzeh Khosrovani si trasferisce in Italia per\nseguire i suoi studi artistici all’Accademia della Belle Arti di\nBrera. Dopo la laurea nel 2002 torna in Iran per seguire un master in\ngiornalismo. Ora vive tra Teheran e Roma. Il suo film d’esordio\, Life\nTrain (2004) è un documentario sulla terapia “ludica” per i bambini\ntraumatizzati dopo il terremoto di Bam. Nel 2007\, ha diretto “Raugh\nCut”\, un film sui manichini di plastica mutilati nelle vetrine dei\nnegozi di Teheran\, che ha vinto ben tredici premi internazionali. Il\nsuo penultimo lavoro\, “Fest of Duty”\, segue due ragazze che passano\ndall’adolescenza all’età adulta\, otto anni dopo la loro “Cerimonia del\nDovere”. Il film ha vinto il premio OXFAM dell’IDFA nel 2014.\n“Radiograph of a Family” ha vinto il premio come miglior film all’IDFA\n2020.\n\nTrailer: https://youtu.be/iG-b1kFYJRg\nSito ufficiale: https://www.zalab.org/projects/radiograph-of-family/\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\, Piazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:Dopo le anteprime cinematografiche organizzate\, in segno disolidarietà con i cineasti e tutto il popolo ucraino\, dalla Biennale\ndi Venezia in collaborazione con il distributore Wanted\, arriva nelle\nsale italiane dal 17 marzo il film “REFLECTION” (Vidblysk\, Ucraina\,\n2021\, 125’) del regista ucraino Valentyn Vasjanovyč\, presentato in\nconcorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia 2021. Ambientato\ndurante la guerra del Donbass del 2014\, “Reflection” è un film di\ncrudo realismo che evoca lo scontro diplomatico-militare tra Russia ed\nUcraina\, iniziato nel febbraio del 2014\, per il controllo della Crimea\ne del Donbass. \nA Trieste il film sarà in programma in prima visione in versione\noriginale sottotitolata dal 17 al 20 marzo al cinema Ariston\, sala\nd’essai di Viale Romolo Gessi n.14 gestita da La Cappella Underground.\nNella serata di giovedì 17 marzo\, la proiezione delle ore 21 sarà\nintrodotta da Nicoletta Romeo\, co-direttore del Trieste Film Festival.\nParte del ricavato degli incassi della programmazione sarà devoluto\nalla raccolta fondi Emergenza Ucraina\, promossa da Croce Rossa\nItaliana\, UNHCR e UNICEF. L’iniziativa è promossa in collaborazione\ncon associazione Casa del Cinema di Trieste. \nIn “Reflection”\, il chirurgo ucraino Serhiy (Roman Lutskiy) viene\ncatturato dalle forze militari russe durante la guerra del 2014 nel\nDonbass\, nell’Ucraina orientale. Mentre è prigioniero assiste a\nspaventose scene di umiliazione\, violenza e indifferenza verso la vita\numana. Dopo il rilascio\, tenta con fatica di tornare alla quotidianità\ndedicandosi a ricostruire i rapporti con la figlia e l’ex moglie.\nL’uomo in un atto di rinascita cercherà di ritrovare l’umanità persa e\nil suo ruolo di genitore.\n«Il film si rivolge a un pubblico pensante\, un pubblico che non ha\npaura di sollevare domande dure su traumi pesanti né di cercare\nrisposte» afferma il regista Valentyn Vasjanovyč\, il quale ha\nrecentemente dichiarato: «Resto a Kyiv. Voglio essere tra persone\nconsapevoli della loro appartenenza etnica\, culturale e politica.\nVoglio essere tra queste persone per acquisire esperienze importanti\nche mi aiuteranno a creare storie vere su di loro». \nValentyn Vasjanovyč (Žytomyr\, Ucraina occidentale\, 21 luglio 1971) è\nun regista\, sceneggiatore e produttore ucraino. Si è formato alla\nscuola di Andrzej Wajda. Produttore\, direttore della fotografia e\nmontatore del film nella lingua dei segni ucraina “The Tribe” di\nMyroslav Slabošpyc’kyj\, vincitore del Gran premio alla Semaine de la\nCritique di Cannes\, in seguito\, da regista ha diretto Zvychayna sprava\n(2012)\, Kredens (2013) e Riven” čornoho (2017\, film che ha\nrappresentato l’Ucraina all’Oscar come miglior film straniero 2018).\nCon “Atlantis” (Atlantyda\, 2019)\, ambientato in un futuro molto\nprossimo in Ucraina orientale\, diventata dopo la guerra un deserto\ninadatto alla presenza umana\, ha vinto il Premio per il miglior film\ndella sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia 2019. \nTrailer: https://youtu.be/8yt4oPpeMSA\nSito ufficiale: http://wantedcinema.eu/movies/reflection/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:PASOLINI 100
DESCRIPTION:I film di Pier Paolo Pasolini tornano al cinema per il centenariodella nascita\, con la rassegna della Cineteca di Bologna – nell’ambito\ndel progetto “Il Cinema Ritrovato. Al cinema” – e CSC – Cineteca\nNazionale “PASOLINI 100”. L’Iniziativa porterà nelle sale di tutto il\nterritorio italiano la quasi totalità della filmografia pasoliniana\,\nin un viaggio lungo il cinema di un poeta dall’esordio nel 1961 con\n“Accattone” all’ultimo controverso “Salò”\, uscito postumo nel 1975. \n«La forza di trovare\, fin dalla prima inquadratura della sua opera\nprima\, una propria lingua cinematografica\, la sperimentazione come\nmetodo di lavoro continuo\, la necessità di rimettersi costantemente in\ndiscussione». Così racconta il cinema di Pasolini il direttore della\nCineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. « “Accattone” sembra distare\nquattro decenni da “Salò”; in mezzo ci sono le borgate romane\, la\nriscrittura del documentario\, il “Vangelo”\, “Uccellacci”\, i film sulla\nborghesia\, la reinvenzione della classicità\, la “Trilogia della\nvita”… la scoperta di Citti e di Davoli\, e poi Totò\, Magnani e\nMangano\, a cui offre ruoli unici e inediti\, un nuovo modo di usare la\nmusica\, luoghi che il cinema non aveva mai saputo guardare\, da Matera\nalla Cappadocia\, da Sana’a ai resti della classicità\, un cinema di\npoesia che è anche\, sempre\, un cinema politico\, civile\, che affronta i\ngrandi nodi della modernità. Un cineasta condannato\, insultato\,\nimbrattato dal primo all’ultimo film\, oggi unanimemente riconosciuto\ncome l’artista che ha capito\, con decenni d’anticipo\, il genocidio\nculturale che si stava realizzando davanti al silenzio di tutti». \n«Un’iniziativa che parte dai restauri compiuti in questi anni per\nsanare le ingiurie del tempo (e in molti casi della censura)\,\nriportando le opere allo splendore originale» afferma Marta Donzelli\,\npresidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.\n«Oggi quei film tornano sul grande schermo\, pronti a essere visti\,\namati e discussi da una nuova generazione di spettatori». \nA Trieste la rassegna sarà in programma in esclusiva al cinema\nAriston\, sala d’essai gestita da La Cappella Underground in viale\nRomolo Gessi n. 14\, con il seguente calendario: 16 marzo “Accattone”\n(1961)\, film d’esordio ambientato nelle borgate romane; 30 marzo\n“Mamma Roma” (1962) nel recentissimo restauro presentato al Festival\ndi Berlino\, accompagnato da “La ricotta” (1963)\, episodio dal film\ncollettivo “Ro.Go.Pa.G.”; 13 aprile “Il Vangelo secondo Matteo”\n(1964)\, girato nelle terre abbandonate e povere del meridione\, in\nPuglia\, Calabria e Basilicata; 20 aprile “Comizi d’amore” (1964)\,\nfilm-inchiesta sulla sessualità degli italiani; \n27 aprile “Uccellacci e uccellini” (1966) con l’inattesa coppia\nTotò-Ninetto Davoli; 4 maggio “Edipo Re” (1967)\, tragedia di Sofocle\nreinventata alla luce di Freud;\n18 maggio “Porcile” (1969)\, crudele apologo sul presente in due\nepisodi; 25 maggio “Appunti per un’Orestiade africana” (1970)\, ‘film\nda farsi’ ispirato alla trilogia di Eschilo\, in abbinamento con\n“Medea” (1969) con protagonista Maria Callas (unico titolo esterno al\nprogetto originale della rassegna\, qui riproposto in collaborazione\ncon Minerva Pictures); 8 giugno “Il Decameron” (1971)\, libera\ninterpretazione di nove racconti di Boccaccio; 15 giugno “I racconti\ndi Canterbury” (1972)\, ispirato all’Inghilterra trecentesca di\nGeoffrey Chaucer; 22 giugno “Il fiore delle mille e una notte” (1974)\,\nultimo film della “Trilogia della vita” iniziata col “Decameron”; 29\ngiugno “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975)\, geniale e scandaloso\n‘tradimento’ di Sade\, uscito postumo nel 1976 dopo la morte violenta e\nprematura di Pasolini. \nIl primo film della rassegna\, “Accattone” (Italia\, 1961\, 117’)\, sarà\nin programma al cinema Ariston mercoledì 16 marzo alle ore 16.00\,\n18.30 e 21.00.\nVittorio\, soprannominato Accattone\, è un delinquente che vive nello\nsquallore della periferia romana. Quando si innamora di una giovane\ndonna\, l’uomo decide di ravvedersi e vivere onestamente\, ma per lui\nnon sembra esserci possibilità di riscatto.\n«In “Accattone” ho voluto rappresentare la degradazione e l’umile\ncondizione umana di un personaggio che vive nel fango e nella polvere\ndelle borgate di Roma. Io sentivo\, sapevo\, che dentro questa\ndegradazione c’era qualcosa di sacro\, e allora questo aggettivo\,\n‘sacro’\, l’ho aggiunto con la musica (…) Bach mi è servito a far\ncapire ai vasti pubblici queste mie intenzioni» (Pier Paolo Pasolini).
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SUMMARY:L’ultimo calore d’acciaio
DESCRIPTION:Dopo il grande successo dell’anteprima al Trieste Film Festival edelle prime proiezioni pubbliche in sala\, sono in programma al Cinema\nAriston nuove repliche del documentario “L’ULTIMO CALORE D’ACCIAIO”\n(Italia\, 2021\, 57’) diretto dallo scrittore e giornalista Francesco De\nFilippo e dal film-maker Diego Cenetiempo e prodotta da La Cappella\nUnderground\, incentrato sulla storia ultracentenaria della Ferriera di\nTrieste\, sulla sua dismissione e sul futuro dell’impianto siderurgico:\nil film sarà proiettato alla presenza degli autori all’Ariston venerdì\n11 marzo alle ore 18.00\,  domenica 13 marzo alle ore 15.00 e martedì\n15 marzo alle ore 20.30. \nL’ultimo calore d’acciaio” racconta il passaggio dall’industria\npesante tradizionale alla logistica gestita da sistemi digitali. Byte\,\ncontainers\, colletti bianchi e silenzio sostituiscono fuoco\, polvere\,\nsudore e schianti. Non è soltanto la mera narrazione di una\ntrasformazione urbanistica tendente alla sostenibilità e alla\nconversione della metallurgia in energia pulita\, quanto il racconto\ndei cambiamenti sociali legati allo sforzo di adeguare i contesti a\nnuove forme di produzione\, più pulite anche se forse più anonime. La\nstoria ha un nome e cognome: è quella della Ferriera\, il famoso\nimpianto siderurgico di Trieste\, chiuso dopo 123 anni e numerosi\npassaggi di proprietà. Il documentario si svolge nell’arco di una\ngiornata e si dipana lungo un itinerario poetico e di forti\nsuggestioni\, con attenzione al rapporto uomo-macchina\, intervallato\ndalle testimonianze degli operai\, degli altri protagonisti della\ntrasformazione e di esperti del settore. \nTrailer: vimeo.com/657013330\nSito ufficiale: www.lacappellaunderground.org/ultimo-calore-acciaio/\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo: La Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Be My Voice
DESCRIPTION:Una giornalista in esilio. Un paese senza libertà. Una voce chediventa milioni di voci. “BE MY VOICE” (Svezia\, 2021\, 90′) della\nregista Nahid Persson\, potentissimo documentario sulla condizione\nfemminile nell’Iran dell’hijab\, sarà in programma al cinema Ariston in\nprima visione in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti\ndella Donna\, martedì 8 marzo alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00. Il film è\ndistribuito nelle sale italiane da Tucker Film insieme al Pordenone\nDocs Fest – Le Voci del documentario dove ha conquistato il Premio del\npubblico. \nEssere la voce di chi alla propria voce ha dovuto rinunciare. Essere\nil punto di connessione tra chi non può parlare e chi\, invece\, è\nlibero di ascoltare. Questa è l’urgenza narrativa di “Be My Voice”\, il\nnuovo documentario della regista Nahid Persson\, film-maker iraniana\nnaturalizzata svedese che racconta una donna\, un popolo\, una scelta. È\nla storia di Masih Alinejad\, giornalista e attivista\, diventata la\nvoce delle donne iraniane nelle battaglie di civiltà e nella\nribellione contro l’hijab forzato: guida uno dei più grandi atti di\ndisobbedienza civile nell’Iran di oggi e usa la sua libertà in esilio\nper dare voce alla protesta nel suo paese d’origine. Una guerriera\nlontana dalla sua terra (oggi vive sotto protezione negli Stati Uniti)\nma non dall’anima del suo Paese\, che lotta da anni contro ogni\nlimitazione dei diritti civili\, per il rispetto delle donne. Masih\nrischia la vita e nemmeno una quotidianità così dolorosa e precaria\nbasta a zittirla\, usa quotidianamente i profili social per raccontare\nla propria battaglia\, aggiornare i suoi connazionali e non solo: più\ndi 6 milioni di persone la seguono su Instagram e ha raccontato la sua\nesperienza anche in un libro\, “Il vento fra i capelli” (Nessun Dogma\,\n2020). In “Be My Voice” sono raccolte testimonianze e video inediti\,\nche portano ad altissimo ritmo dentro un fronte di battaglia che\nconosciamo ancora troppo poco. \nLa battaglia del popolo iraniano è combattuta anche dalla regista\nNahid Perrson: nel 2007 è stata arrestata e imprigionata con l’accusa\ndi aver infamato il proprio Paese mentre girava uno dei suoi\ndocumentari più famosi\, sulla storia di alcune prostitute in Iran\,\n“Prostitution Behind the Veil” nel 2004. Altri suoi celebri lavori\nsono “My Stolen Revolution” (2013)\, “The Last Days of Life” (2012)\,\n“The Queen and I” (2009)\, “My mother – A Persian Princess” (2000)\,\n“The End of Exile” (1999). Una donna fiera e coraggiosa che ha\ntrasformato l’arte in uno strumento di lotta civile.
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SUMMARY:La calda notte dell'ispettore Tibbs
DESCRIPTION:Continuano “I lunedì dell’Ariston” il nuovo appuntamento settimanale con cui La Cappella Underground propone classici intramontabili\, film di culto e nuove scoperte presentati attraverso rassegne\, percorsi tematici e approfondimenti. \nIn programma lunedì 7 marzo alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) di Norman Jewison\, un appassionante noir a tinte fosche vincitore di cinque premi Oscar\, importante (e ancora attualissima) riflessione sulla discriminazione razziale in territorio americano. L’appuntamento sarà un omaggio al grandissimo Sidney Poitier\, primo attore afroamericano a vincere il Premio Oscar come miglior attore protagonista. Il film sarà proiettato in versione originale sottotitolata in italiano.\n\n“I lunedì dell’Ariston” proseguiranno lunedì 14 marzo\, con Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards\, una delle commedie più amate e iconiche di sempre con una leggendaria Audrey Hepburn.\n\nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Mimì metallurgico ferito nell'onore
DESCRIPTION:Continuano “I lunedì dell’Ariston” il nuovo appuntamento settimanale con cui La Cappella Underground propone classici intramontabili\, film di culto e nuove scoperte presentati attraverso rassegne\, percorsi tematici e approfondimenti. \nIn programma lunedì 28 febbraio alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, Mimì metallurgico ferito nell’onore\, il film che 50 anni fa proiettò nell’olimpo del cinema italiano e internazionale Lina Wertmüller\, la prima regista donna candidata all’Oscar\, recentemente scomparsa. Una delle commedie satiriche più eccentriche degli anni 70’ che vede come protagonisti uno scatenato Giancarlo Giannini e una splendida ed esilarante Mariangela Melato. Il film fu presentato in concorso al Festival di Cannes e vinse un David di Donatello (miglior attore protagonista) e due Nastri d’argento (attore e attrice). \n\n“I lunedì dell’Ariston” proseguiranno lunedì 7 marzo con un altro omaggio a una figura chiave della storia del cinema venuta a mancare da poco: sarà presentato La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) di Norman Jewison\, poliziesco di culto con protagonista il grandissimo Sidney Poitier\, primo attore afroamericano a vincere il Premio Oscar come miglior attore protagonista. A concludere questo primo cartellone\, lunedì 14 marzo\, ci sarà Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards\, una delle commedie più amate e iconiche di sempre con una leggendaria Audrey Hepburn.\n\nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:L'accusa - Les choses humaines
DESCRIPTION:Il film “L’ACCUSA – LES CHOSES HUMAINES” (Francia\, 2021\, 138’) di Yvan Attal\, con protagonisti Ben Attal\, Suzanne Jouannet\, Charlotte Gainsbourg e Mathieu Kassovitz\, presentato fuori concorso alla 78.Mostra del Cinema di Venezia\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston dal 24 febbraio e in versione originale sottotitolata nelle date di venerdì 25 febbraio alle ore 21.00 e mercoledì 2 marzo alle ore 16.30 e 21.00.\n\nDramma giudiziario tratto dal romanzo “Le cose umane” di Karine Tuil (edito in Italia da La nave di Teseo)\, il film di Yvan Attal\, evitando facili pietismi e retorica\, ci parla del dilemma tra moralità e legge\, della dimensione malata del nostro eros. A Parigi un ragazzo\, studente in una prestigiosa università degli Stati Uniti e figlio modello un giornalista televisivo e di una saggista e attivista nota per il suo femminismo radicale\, è accusato di aver violentato una ragazza. Lui è colpevole o innocente’ Lei è una vittima o è spinta solo da un desiderio di vendetta\, come sostiene l’accusato’ I due giovani protagonisti e i loro cari vedranno le loro vite\, le loro convinzioni e le loro certezze andare in frantumi\, nella ruota di un’inestricabile\nmacchina mediatico-giudiziaria\, ma… esiste una sola verità’\n\nTrailer: https://youtu.be/GFjoqTFTofE\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo: La Cappella Underground\, Piazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\, tel 040 3220551 – fax +39 040 9673002 \ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:I lunedì dell’Ariston
DESCRIPTION:La Cappella Underground inaugura al Cinema Ariston un nuovo appuntamento settimanale imperdibile per tutti i cinefili: a partire dal 21 febbraio “I lunedì dell’Ariston” ospiteranno classici intramontabili\, film di culto e nuove scoperte presentati attraverso rassegne\, percorsi tematici e approfondimenti. Mai come in questo momento le sale cinematografiche devono rappresentare qualcosa di diverso dal semplice contenitore di film. La proposta firmata da La Cappella Underground vuole proprio ribadire questo concetto provando a trasmettere agli spettatori quel piacere della scoperta\, della partecipazione e della condivisione che hanno contraddistinto l’associazione per oltre 50 anni di attività. \n“I lunedì dell’Ariston” inizieranno il 21 febbraio con Effetto Notte (La nuit américaine) di François Truffaut\, il ‘film su un film’ per eccellenza\, un vertiginoso gioco di specchi fra realtà e finzione premiato con l’Oscar come miglior film straniero nel 1974. Una scelta che vuole omaggiare uno dei più grandi registi di tutti i tempi che questo mese avrebbe compiuto 90 anni. Il film sarà presentato alle 16.00\, 18.30 e 21.00 in versione originale sottotitolata in italiano. \nIl 28 febbraio in programma Mimì metallurgico ferito nell’onore\, il film che proiettò nell’olimpo del cinema italiano e internazionale Lina Wertmüller\, la prima regista donna candidata all’Oscar\, recentemente scomparsa.  Lunedì 7 marzo sarà la volta di un altro omaggio a una figura chiave della storia del cinema venuta a mancare da poco: sarà presentato La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) di Norman Jewison\, poliziesco di culto con protagonista il grandissimo Sidney Poitier\, primo attore afroamericano a vincere il Premio Oscar come miglior attore protagonista. A concludere questo primo cartellone\, lunedì 14 marzo\, ci sarà Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards\, una delle commedie più amate e iconiche di sempre con una leggendaria Audrey Hepburn. \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org  \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:After love
DESCRIPTION:Il film d’esordio dello scrittore e regista anglo-pakistano Aleem Khan“AFTER LOVE” (GB\, 2020\, 89′)\, dramma al femminile sullo scontro di\nculture tra il mondo occidentale e quello musulmano\, sarà in programma\nin prima visione al cinema Ariston dal 17 febbraio e in versione\noriginale sottotitolata nelle date di venerdì 18 febbraio alle ore\n21.00 e mercoledì 23 febbraio alle ore 16\,30 e 21.00. “After Love”\,\ndistribuito in Italia da Teodora Film\, è stato selezionato alla\nSemaine de la Critique del Festival di Cannes 2020\, al BFI London Film\nFestival e alla Festa del Cinema di Roma; trionfatore ai British\nIndependent Film Awards con sei premi\, è attualmente in corsa per i\nBAFTA – i “premi Oscar” britannici – con quattro nomination. \nSalutato dalla critica come uno dei migliori film britannici\ndell’anno\, l’esordio di Aleem Khan\, ambientato sullo stretto della\nManica tra Dover e Calais\, racconta una storia di straordinaria\npotenza emotiva. Mary\, sposata a un uomo musulmano e convertita\nall’Islam\, resta improvvisamente vedova e scopre che il marito aveva\nuna vita segreta con un’altra donna in Francia. La sconvolgente\nrivelazione spinge Mary ad andare a conoscere la sua rivale\, ma una\nserie di colpi di scena attende entrambe le protagoniste… \nScrive Aleem Khan nelle note di regia: «Con “After Love” volevo\nesplorare il modo in cui costruiamo la nostra idea di identità e per\nchi la costruiamo. Essendo io stesso anglo-pakistano\, cresciuto fra\ndue culture diverse\, si tratta un tema che mi tocca personalmente.\nSpesso ci adattiamo e cambiamo il modo di comportarci a seconda\ndell’ambiente e delle persone con cui siamo\, ma perché lo facciamo’\n(…) La protagonista del film\, Mary\, ha adottato la religione e la\ncultura del marito\, e dopo la sua morte si ritrova a lottare per\nrimettere insieme i frammenti del suo cuore e un senso di identità\nandato perduto. È alla ricerca della verità\, della comprensione e\, in\ndefinitiva\, di un senso della famiglia. I personaggi si trovano\ncoinvolti in relazioni in cui verità\, morale\, bugie e inganni sono\nintrecciati fatalmente e spesso si trovano a infrangere il proprio\ncodice etico\, ma per me era importante non condannare o giudicare\nnessuno di loro. Sono curioso di sapere se gli spettatori penseranno\nche Mary si è spinta troppo oltre\, però spero anche che alla fine del\nfilm ripenseranno alle loro stesse relazioni e alle bugie che si\ndicono alle persone che amiamo». \nTrailer: https://youtu.be/GkbV7kZ2OGQ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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