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DESCRIPTION:Il docu-film “PO” (Italia\, 2022\, 75′) di Andrea Segre\, prodotto daIstituto Luce Cinecittà e ZaLab Film\, scritto da Andrea Segre e Gian\nAntonio Stella e girato in Polesine nella memoria dell’alluvione del\n1951\, sarà presentato a Trieste al cinema Ariston sabato 9 aprile alle\nore 18.00 alla presenza degli autori; l’incontro con il pubblico sarà\nmoderato dal giornalista Paolo Rumiz. L’iniziativa è organizzata da La\nCappella Underground in collaborazione con ZaLab e Pordenone Docs Fest\n– Le voci del documentario. \n14 Novembre 1951\, l’argine sinistro del Po a poche centinaia di metri\ndal ponte della ferrovia Padova-Bologna si spacca. La marea invade in\npochi minuti le terre del Polesine\, una delle regioni all’epoca più\npovere\, più misere di tutta Italia. Migliaia di uomini\, donne e\nbambini scappano mentre l’acqua rimane stagnante per mesi tra le case\ne le campagne. Oggi\, 70 anni dopo\, i bambini di allora ricordano con\nuna memoria ancora viva quei mesi immortalati dalle pellicole\nperfettamente conservate negli archivi dell’Istituto Luce. \n«Il nostro film\, “PO”\, nasce dalla voglia di colmare quell’oblio e\nparte da due materiali cinematografici di rara bellezza» scrive Andrea\nSegre nelle note di regia: «gli archivi in pellicola perfettamente\nconservati nell’Archivio Luce e i bambini polesani oggi ottantenni.\nCiò che ci ha colpiti viaggiando negli archivi e nelle case dei nostri\nprotagonisti è quanto il ricordo sia ancora vivo\, come quella\nalluvione rappresenti in realtà una memoria incancellabile\, un\npassaggio di vita e di storia del Paese da cui è difficile\nprescindere\, lo si può nascondere\, ma è davvero sbagliato\ndimenticarlo. Ascoltando i ricordi dei vecchi bambini polesani e\nguardando le immagini degli archivi abbiamo vissuto un salto temporale\nche ha reso questi 70 anni così vicini\, tangibili\, presenti. Memorie\nche trovano forse la loro forza proprio nell’esser state derubricate\,\nisolate. Certo in Polesine la memoria esiste ed è stata coltivata\,\ngrazie anche a grandi giornalisti\, poeti\, scrittori – Gian Antonio\nCibotto primo tra tutti – ma nel resto d’Italia e d’Europa è stata\nanch’essa sommersa\, come quelle terre. Poco frequentata\, poco\nconsumata è rimasta viva\, diretta\, sincera e ci ha avvolti\, stupiti in\nun viaggio che va oltre\, anzi si oppone alla retorica della\ncelebrazione e che prova a trarre da questa storia di profughi veneti\nun insegnamento universale\, necessario anche al nostro presente\, al\nnostro futuro». \nTrailer: https://vimeo.com/688743689 \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Un altro mondo - Un autre monde
DESCRIPTION:Il film “UN ALTRO MONDO – UN AUTRE MONDE” (Francia\, 2021\, 96’) diStéphane Brizé\, con protagonisti Vincent Lindon e Sandrine Kiberlain\,\npresentato in concorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia\, sarà in\ncartellone in prima visione al cinema Ariston dall’8 aprile\, e in\nprogramma in versione originale sottotitolata nella data di venerdì 8\naprile alle ore 17.00\, 19.00 e 21.00 in collaborazione con Alliance\nFrançaise Trieste. Dopo “La legge del mercato” e “In guerra”\, Brizé\nchiude la trilogia sul lavoro con un tagliente dramma politico-sociale\nsulla crisi terminale del capitalismo e la solitudine di un uomo\,\nmanager aziendale\, che non è più disposto a rinunciare alla sua\nlibertà. \nUn dirigente d’azienda\, sua moglie\, la sua famiglia\, nel momento in\ncui le scelte professionali dell’uomo sono sul punto di stravolgere la\nvita di tutti. Philippe Lemesle e la moglie si stanno per separare\, il\nloro amore irrimediabilmente logorato dalle pressioni del lavoro.\nDirigente di un grande gruppo industriale\, l’uomo non sa più come\nsoddisfare le richieste incoerenti dei suoi superiori: ieri volevano\nche fosse un manager\, oggi vogliono un esecutore. Per Philippe è\ndunque arrivato il momento in cui deve decidere cosa fare della sua\nvita. \nScrive Stéphane Brizé nelle note di regia: «Philippe Lemesle si muove\ntra i vincenti della società\, nell’ambiente dei dirigenti d’azienda\,\ndella meritocrazia\, tra le cosiddette “storie di successo”. Come si\npuò ammettere di provare dolore\, di essersi perduti\, quando si è parte\ndell’élite’ Lamentarsi apparirebbe vergognoso agli occhi di chi vive\nin condizioni meno agiate\, e un segno di debolezza imperdonabile agli\nocchi suoi e di quelli come lui. In un mondo simile non si può – non\nsi deve – essere deboli. È vietato\, per non correre il rischio di\numiliarsi ed essere sostituiti da un altro più giovane e dinamico\, o\nda qualcuno che non metterà in discussione quello che gli si richiede\ndi fare. In un mondo simile sembra che non si possa più godere del\ndiritto di contestare ordini che vengono dall’alto e che in fretta\ndevono essere imposti in basso. Il film narra la storia di un mondo\nsilenziosamente diviso in due\, di vite professionali e personali che\nnaufragano\, di un mondo in cui uomini e donne in cravatta e abiti\ntroppo stretti combattono sempre di più per trovare un senso». \nTrailer: https://youtu.be/1h6e4R_8gmA \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Lamb
DESCRIPTION:“LAMB” (Islanda\, Svezia\, Polonia\, 2021\, 106’) di Valdimar Jóhannsson\,dramma soprannaturale scandinavo con protagonista Noomi Rapace\,\ncandidato agli Oscar per l’Islanda\, sarà in cartellone al cinema\nAriston in prima visione da venerdì 1° aprile\, e in programma in\nversione originale sottotitolata nelle proiezioni di martedì 5 aprile\nalle ore 18.30 e 21.00. Dopo l’esordio al Festival di Cannes\, dove ha\nconquistato il premio per l’originalità con un sorprendente riscontro\ndi critica e pubblico\, “Lamb” è stato presentato in Italia ad Alice\nnella Città e in concorso al Trieste Science+Fiction Festival\, dove ha\nvinto il Premio Rai4 e il Premio della Critica Web Stars’ War.\n\nAmbientato nell’affascinante Islanda\, “Lamb” è un’opera ben lontana da\ncelebrarne le bellezze naturali\, ma ne mostra l’aspetto più primitivo\,\nnaturale e selvaggio. La trama celebra il fantastico nella sua\naccezione più letteraria\, accendendo i sentimenti legati al\nperturbante\, insiti nel soprannaturale. La natura ibrida del film\, con\nelementi drammatici\, al limite con caratteristiche proprie\ndell’horror\, è la chiave del successo di un titolo destinato a\ndiventare un vero cult movie.\n\nLamb\, film diretto da Valdimar Jóhannsson\, racconta la storia di una\ncoppia\, formata da María (Noomi Rapace) e Ingvar (Hilmir Snaer\nGudnason)\, che vivono in una remota fattoria immersa nella fredda\nnatura islandese\, dove accudiscono il loro gregge e lavorano la terra.\nUn giorno i due rinvengono un neonato in un loro campo agricolo e non\nsanno come mai si trovi lì da solo. Non avendo figli\, ma allettati\ndalla prospettiva di una vita familiare\, Maria e Ingvar decidono di\ntenere il piccolo con loro. Non sanno che il loro momento di gioia è\ndestinato a finire e li porterà alla completa distruzione…\n\nTrailer: https://www.youtube.com/watch’v=8u59mEzeRfI\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Io resto
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Nazionale in Memoria  delle Vittime dell’Epidemia di Coronavirus del 18 marzo ZALAB riporta nei cinema italiani l’unico documentario interamente girato all’interno di un ospedale italiano\, durante la prima ondata della pandemia da Covid-19. Sarà presente il regista Michele Aiello \nUn mese dentro la vita di un ospedale\, sospeso di fronte all’ignoto. Per la prima volta\, una videocamera mostra il fardello emotivo e la gentilezza nei rapporti tra pazienti e personale sanitario durante lo scoppio della pandemia da Covid-19. Lo fa grazie a Michele Aiello\, regista che ha girato all’interno degli Spedali Civili di Brescia: “Io Resto” è ciò che vede in quei giorni\, l’unico documentario girato interamente proprio dove l’emergenza è stata più dura e drammatica\, prodotto dal regista stesso insieme a Luca Gennari e Zalab\, in collaborazione con RCE Foto Verona e Comune di Brescia. \nDue anni fa\, in questi giorni\, iniziavano a susseguirsi le prime ancora confuse notizie sul contagio da coronavirus. Le immagini di ciò che è stato\, la memoria di chi ha visto la sua vita radicalmente cambiare – per l’assenza e la mancanza dei cari che non ci sono più – rimangono impresse necessariamente a lungo. Mentre si avvicina il secondo anniversario della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus – il prossimo 18 marzo – torna nei cinema “Io Resto”\, documento potente ed evocativo\, manifesto per il futuro.  \n«Il rispetto verso i testimoni di questa storia non è stata l’unica sfida di questo progetto. – dichiara Michele Aiello – Di fatto\, io e Luca Gennari abbiamo scritto la storia mentre la filmavamo. Uno dei pochi punti fissi che ci ha guidati fin dai primi giorni di ripresa è stato dirsi che questa storia avrebbe potuto solo che essere collettiva\, e così poi è stato. Il punto di vista\, invece\, si è costruito naturalmente nello stare lì. Pian piano siamo diventati anche noi parte integrante di quella cosa che stavamo vivendo e filmando\, compagni di viaggio di tutte le persone di questa storia.» \nLa diffusione del film avviene al cinema e in qualsiasi luogo di aggregazione sociale e di formazione universitaria. Infatti\, il documentario aderisce alla filosofia della Distrubuzione Civile (#soloalcinema)\, un modello che non considera solo il circuito delle sale\, della fruizione tv o tramite piattaforma\, ma consente a chiunque\, cittadini e associazioni\, di poter proiettare il film in un luogo pubblico ritenuto opportuno\, con un pubblico che vive l’esperienza della visione insieme\, fianco a fianco.  \nPer i suoi meriti e la potenza evocatica\, come messaggio di vicinanza alle comunità più colpite dal covid\, il film ha ottenuto per la diffusione il Patrocinio di FNOMCeO\,  Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Inoltre\, al documentario è stato conferito anche il Patrocinio di FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche\, ruoli protagonisti nelle immagini di scena.
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SUMMARY:Calcinculo
DESCRIPTION:Il film “CALCINCULO” (Italia\, 2022\, 90′)\, opera seconda di ChiaraBellosi (“Palazzo di Giustizia”)\, con Gaia Di Pietro (al suo esordio)\,\nAndrea Carpenzano\, Barbara Chichiarelli\, presentato in anteprima al\nFestival di Berlino nella sezione Panorama e distribuito da Cinecittà\nLuce\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston da venerdì\n25 marzo. Il lungometraggio sarà proiettato alla presenza della\nregista Chiara Bellosi domenica 27 marzo alle ore 18.00: l’incontro\ncon il pubblico sarà moderato dalla giornalista cinematografica Elisa\nGrando. L’iniziativa è organizzata da La Cappella Underground in\ncollaborazione con il Festival Approdi (Rotte artistiche senza\nbussola). \nScritto da Maria Teresa Venditti e Luca De Bei – la sceneggiatura ha\nvinto il Premio Solinas 2018 e la Borsa di Studio Claudia Sbarigia\n2018 dedicata a premiare il talento nel raccontare i personaggi e\nl’universo femminile – “Calcinculo” è un racconto di formazione al\nfemminile\, il cui titolo si ispira alla famosa giostra a seggiolini\ntipica dei luna park. Perché forse è vero che si cresce anche a calci\nin culo; ed è vero che quando la giostra gira veloce ci sembra di\nvolare e non vorremmo scendere mai. Questo è ciò che succede a\nBenedetta\, adolescente sovrappeso\, quando incontra Armando\, alias\nAmanda\, che la porta nel suo mondo randagio e sregolato. \n«Gli ingredienti di questa storia che parla un romano verace» racconta\nla regista Chiara Bellosi «sono una famiglia\, col suo lessico\nfamiliare fatto di poche parole e televisione sempre accesa;\nun’adolescente fuori misura che non si sente a suo agio; un giovane\nuomo che si chiama Amanda; una storia d’amore\, ma non sentimentale; la\nfratellanza; la paura; i riti magici e i riti di passaggio;\nl’adolescenza\, che è una polveriera in cui le miscele più\nimprobabili stanno insieme\, in cui le emozioni e gli istinti sono i\npiù grandi e intensi\, disordinati e onesti. E\, ancora\, l’importanza\ndi essere se stessi». «Questa storia è una fiaba. Ovvero: del giocare\ncon la realtà. Quando ero piccola mi raccontavano le storie e c’era\nuna differenza tra fiaba e favola. Così per me la favola è sempre\nrimasta qualcosa di un po’ triste e asciutto e barboso\, con la sua\nmorale inesorabile in chiusura. La fiaba invece è come un universo che\nsi espande e raccoglie tutto quello che trova per strada: oggetti\ninsensati\, personaggi strambi\, posti pieni di fascino ma sempre un po’\ninquietanti. La fiaba tiene tutto insieme e racconta\, non spiega\, no\,\nnon spiega proprio niente. È una scoperta continua e alla fine nessuno\nti dice cosa hai scoperto\, lo sai solo tu. Quando ho letto\n“Calcinculo”\, il primo modo di vederlo è stato questo: una fiaba nera\ncome il fitto della foresta\, ma col sentiero seminato di paillettes». \nChiara Bellosi (1973) si diploma in drammaturgia alla Civica Scuola\nd’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Partecipa al master\n“Filmmaker – Il documentario come sguardo” organizzato da IED-Venezia\ne lavora ad alcuni documentari. “Palazzo di Giustizia”\, il suo primo\nlungometraggio di finzione\, è stato presentato nella sezione\nGeneration 14+ di Berlinale 2020. “Calcinculo” è il suo secondo\nlungometraggio di finzione. \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Dopo le problematiche legate alla pandemia di Covid-19\, torna a Trieste I MILLE OCCHI\, dal 22 al 26 marzo 2022. Un’edizione\, questa XX\, primaverile e straordinaria\, troppo presto troppo tardi\, che recupera il vuoto dell’anno passato e anticipa un ritorno alla normalità\, quello della XXI edizione\, che si terrà a settembre di quest’anno. Due le sedi dell’evento: il 22 e il 23 marzo il Cinema Ariston\, il 24\, 25 e 26 il Teatro Miela.  \nDirigono\, o meglio: mettono in scena\, quest’edizione\, presieduta e animata come sempre dal fondatore Sergio M. Grmek Germani\, il critico cinematografico e programmatore tedesco Olaf Möller e il critico e direttore del settimanale Film Tv Giulio Sangiorgio. Una direzione che si pone in continuità con lo spirito di ricerca e svelamento dei segreti d’archivio del cinema passato\, aprendosi a una dimensione maggiormente internazionale e al lavoro di sperimentazione di cineasti del presente e del futuro. Alle due figure di direttori artistici si aggiunge\, in qualità di direttore organizzativo\, Simone Starace. \nNei cinque giorni\, un programma denso e ricco\, colmo di intrecci\, con tanti punti di fuga prospettica. \nIl premio Anno Uno è assegnato\, quest’anno\, a Danièle Huillet (postumo) e Jean-Marie Straub\, due dei maggiori cineasti della storia del cinema. Queste le parole di Olaf Möller\, curatore dei quattro programmi a loro dedicati (a cui si aggiunge una postilla-omaggio su Fuori Orario\, la notte del 26 marzo\, su Rai3): «Sono un assioma del Modernismo: tutta l’arte del dopoguerra è impensabile senza il cinema di questa coppia di registi che tra il 1961 e il 2008 ha cofirmato esattamente trenta opere: con il loro classicismo radicale\, diventato il punto più avanzato di tutte le avanguardie\, Huillet & Straub sono sempre stati cari a I mille occhi\, simbolo di tutto ciò in cui crede il festival»: un cinema di totale bellezza e libera radicalità politica». \nL’extra-ordinarietà di quest’edizione primaverile\, troppo presto\, troppo tardi per citare un film di Straub-Huillet\, è confermata anche dall’attribuzione di un premio Anno Uno speciale\, quello a Elisabetta Sgarbi\, per l’infaticabile lavoro culturale nell’ambito dell’editoria\, anche cinematografica. Della sua La nave di Teseo verranno presentati tre volumi: L’acquario di quello che manca di enrico ghezzi\, alla presenza di Aura Ghezzi in dialogo con Alberto Pezzotta\, e accompagnato da materiali d’archivio\, Walt Disney – Prima stella a sinistra di Mariuccia Ciotta\, alla presenza dell’autrice e con un programma disneyano a sorpresa\, e L’Italia di Dante – Viaggio nel Paese della «Commedia»\, alla presenza del professor Giulio Ferroni\, in apertura della proiezione di Totò all’inferno. \nNel programma anche un omaggio a Ornella Vanoni – a cui è dedicata la tripla sigla del festival (la sua Domani è un altro giorno risuona nelle immagini di La prima notte di quiete di Valerio Zurlini\, in una scena-remake di un film triestino di Elisabetta Sgarbi\, I nomi del signor Sulčič\, e nel remix tra le due scene a opera di Filippo Ticozzi) – con tre appuntamenti: il documentario Senza fine (presentato dalla regista Elisa Fuksas); un film\, Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci\, in cui un suo brano è centrale\, e una delle sue principali prove d’attrice\, I viaggiatori della sera di Ugo Tognazzi. Un film\, quest’ultimo\, che si associa a Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada\, restaurato da CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Minerva Pictures Group\, nell’omaggio del festival al centenario della nascita dell’attore cremonese. \nAd Alberto Lattuada è dedicato il consueto spin-off della meravigliosa retrospettiva del Locarno Film Festival curata da Roberto Turigliatto\, comprendente il primo\, fondamentale\, lungometraggio Giacomo l’idealista e l’ultimo\, Una spina nel cuore\, oltre al cortometraggio Il cuore rivelatore (di cui Lattuada fu scenografo) tratto da Edgar Allan Poe e l’Esercitazione di regia tratta da Il castello di Franz Kafka\, girato con gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Come postilla\, nella notte di Fuori Orario\, programmata da Rai3 il 26 marzo\, la messa in onda del secondo film di Lattuada\, La freccia nel fianco. \nIn occasione dei settecento anni dalla morte di Dante\, un percorso dantesco\, con opere di Riccardo Freda\, Vittorio Cottafavi\, Camillo Mastrocinque (a cui si aggiunge la trasmissione all’interno di Fuori Orario\, il 26 marzo\, di Paolo e Francesca di Raffaello Matarazzo) e un omaggio (messo in onda da Fuori Orario nella notte del 25 marzo) al lavoro cinematografico sul sommo poeta di Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe\, tra le maggiori realtà di ricerca teatrale italiana\, che sarà accompagnato da una lettura dantesca di Ermanna Montanari\, ospite col regista Marco Martinelli del festival. L’omaggio a questi due grandi sperimentatori del teatro italiano è organizzato in collaborazione con Fuori Orario e Filmmaker Festival di Milano. È all’interno di questo contesto dantesco che I Mille Occhi è felice di presentare\, in anteprima mondiale dopo il passaggio a Locarno in digitale\, la proiezione in 35mm del primo lungometraggio girato a Trieste\, La statua vivente di Camillo Mastrocinque\, restaurato dalla Cineteca del Friuli\, anticipato da un commento di Dante Spinotti e da un breve backstage d’epoca. \nTrieste è anche la protagonista dell’omaggio dedicato a Tino Ranieri\, decano della critica cinematografica triestina\, di cui verranno proiettati nel centenario della nascita le rare e importanti opere a cui ha collaborato\, in quello che è un vero e proprio evento di riscoperta. \nÈ in quest’ottica di rinvenimento che il festival è lietissimo di presentare\, fiore all’occhiello di quest’edizione\, per gentile concessione di Ripley’s Film e di Riccardo Rosati\, oltre tre ore di film casalinghi inediti di Giulio Questi\, tra i grandi eccentrici del cinema italiano: scrittore e partigiano\, regista di tre film di genere non omologati\, Questi si è dedicato in vecchiaia a piccoli film digitali\, girati per lo più in solitaria\, autarchici ma non per questo minimalisti\, e in grado di frequentare\, nel contesto di un appartamento (ambiente che non può che riecheggiare oggi i modi produttivi del cinema pandemico)\, generi come il thriller\, con vena surreale: una parte di questi materiali è confluita nel cofanetto By Giulio Questi (2008). Il festival presenta invece la produzione successiva\, per la quasi totalità in anteprima mondiale. Il programma Questi fantasmi sarà poi chiosato dalla messa in onda\, il 26 marzo\, nella notte di Fuori Orario su Rai3\, del film televisivo di Questi L’uomo della sabbia. \nCompletamente dimenticato è Anton Germano Rossi\, eminenza grigia e maestro occulto di molte delle riviste umoristiche degli anni 30\, riferimento ineludibile di futuri sceneggiatori e cineasti (da Vittorio Metz ad Aldo Fabrizi\, dall’ammiratore Zavattini al giovane Fellini)\, poi apprezzato e riscoperto da fini intellettuali come Guido Ceronetti e Oreste del Buono. Di A.G. Rossi si vedrà l’unica copia superstite\, lacunosa e folgorante\, del solo lungometraggio da lui scritto e diretto\, Il ladro\, censurato per indegnità artistica dal regime fascista\, oltre al remake realizzato dal triestino Giacomo Gentilomo con Peppino de Filippo\, Biancaneve e i sette ladri\, e rari cortometraggi che incontrano la vita o l’opera dello scrittore: la serie di minimetraggi-quiz prodotti dalla Incom Vista la svista’\, con due episodi da A.G. Rossi e ispirata da un’idea di cinegiornale umoristico originariamente di Zavattini\, e il cortometraggio di Pietro Germi Scrittori e poeti anglosassoni a Roma\, con la voce a commento di A. G. Rossi. Ogni programma dedicato all’autore sarà aperto e chiuso da video-letture di contronovelle\, genere inventato da Rossi\, recitate appositamente per I Mille Occhi dal geniale Antonio Rezza. \nIn questo intreccio tra cinema\, letteratura e molto altro si inserisce il nostro omaggio\, in collaborazione con l’università IULM di Milano\, a Mino Guerrini\, singolare\, misconosciuta e oggi completamente dimenticata figura di intellettuale eclettico e artista a 360° del secondo dopoguerra\, un vero arcitaliano spesso sopra le righe e dissipatore di sé\, tra guizzi geniali e cialtroneria triviale. In un fregolismo inesausto e continuo\, Guerrini è stato pittore d’avanguardia (nel gruppo Forma 1\, del quale era stato tra i fondatori)\, giornalista per rotocalchi di enorme successo e prestigio (da “Il Mondo” a “Epoca”)\, autore radiofonico e televisivo\, e\, infine\, anche uomo di cinema\, sceneggiatore\, attore\, regista di una ventina abbondante di titoli\, lungo tre decenni\, tra i primi anni ’60 e gli ultimi ’80\, dalle commedie di costume a episodi degli esordi ai generi di profondità (horror\, spy story\, polizieschi\, gangster)\, fino ai film di Franco&Ciccio\, alla serie del Colonnello Buttiglione\, alle imitazioni pasoliniane (e infine vanziniane). In attesa di riscoprirlo come merita\, anche da regista\, senza dimenticarne le tante (troppe’) altre vite artistiche\, a Trieste si vedrà la sua partecipazione d’attore a La rimpatriata (1963)\, sguardo insieme corrosivo e malinconico di Damiano Damiani in diretta sulle piccole grandi miserie del boom in quel di Milano\, dove interpreta un vitellone figlio di papà immaturo e donnaiolo\, è un primo approccio per cominciare a familiarizzare con la fisionomia inconfondibile di Guerrini. Il film sarà anticipato da una conversazione con Rocco Moccagatta e Chiara Grizzaffi\, autori del volume Mino Guerrini. Storia e opere di un arcitaliano (Mimesis\, 2022)\, in origine nato dagli atti di un convegno IULM\, poi ampliato a includere tanti materiali ulteriori (interviste\, testimonianze\, una selezione degli articoli di Guerrini\, soggetti inediti\, bibliografia e filmografia) \nNon solo: I Mille Occhi\, cercando un dialogo tra il patrimonio cinematografico e il cinema del futuro\, ospita due omaggi a importanti figure del cinema sperimentale contemporaneo. Il francese Jacques Perconte\, nome pionieristico dell’internet art dal 1995\, autore di una moltitudine di opere\, è uno dei rari figli contemporanei del cinema di Jean Epstein: da oltre vent’anni lavora a una vasta opera di deprogrammazione delle tecnologie di registrazione digitale. Manipolando i codici di compressione videografici\, produce un’estetica dell’errore\, con alterazioni volutamente ricercate per raggiungere forme plastiche e materiche che non si limitano a denunciare il funzionamento della macchina\, ma creano un’estetica contemplativa\, del sublime. Perconte è stato invitato dal festival a programmare\, in dialogo col curatore Tommaso Isabella\, sue opere insieme a film che l’hanno ispirato\, o con cui si sente in dialogo: tre programmi che legano\, come da idea fondativa del festival\, il passato al presente\, con i lavori digitali dell’autore presentati con film firmati da autori che vanno da Jean Epstein a FJ Ossang\, passando per Georges Franju. Una sezione nata grazie a una collaborazione con Fantasmagorie\, rassegna dedicata al cinema d’animazione e sperimentale curata a Lecco da Associazione Dinamo Culturale. L’amburghese Kathrina Daschner\, di stanza
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SUMMARY:I lunedì dell’Ariston
DESCRIPTION:“I lunedì dell’Ariston” proseguono con un focus dedicato al cinema femminile contemporaneo. Negli ultimi anni finalmente le donne sono più presenti\, hanno più sostegno da un’industria storicamente molto poco inclusiva e per questo riescono ad offrire agli spettatori un nuovo modo di vedere e raccontare il mondo.\nA testimonianza di questo incredibile momento sono arrivati i grandi riconoscimenti internazionali\, come la Palma d’oro a Julia Ducurnau\, il Leone d’oro e l’Oscar a Chloé Zhao e il recente Orso d’oro berlinese a Carla Simón. Con Sguardi femminili\, La Cappella Underground presenta quattro titoli diretti da quattro registe donne che hanno fatto il giro dei più importanti festival del mondo e hanno popolato le classifiche dei migliori film dell’anno. \nIl primo appuntamento\, in programma lunedì 21 marzo alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, sarà con La scelta di Anne – L’Événement di Audrey Diwan\, Leone d’oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Adattamento dell’omonimo romanzo autobiografico di Annie Ernaux\, un potente inno alla libertà in grado di oltrepassare il contesto temporale della storia e le barriere di genere. \nIl 28 marzo sarà presentato\, in collaborazione con il Trieste Film Festival\, Quo vadis\, Aida’  di Jasmila Zbanic\, candidato all’Oscar come Miglior film internazionale 2021\, ricostruzione degli eventi di Srebrenica del 1995. Un film che racconta una tragedia collettiva attraverso la storia di una donna che tenta l’impossibile per salvare la sua famiglia. \nLunedì 4 aprile sarà la volta di First Cow di Kelly Reichardt\, un instant cult amatissimo dalla critica e dai cinefili di tutto il mondo\, che arriva per la prima volta su grande schermo a Trieste grazie a MUBI. Reichardt\, voce inimitabile del cinema americano\, ridefinisce completamente la nozione di western. Ambientato in una comunità emarginata\, lontana dalla stretta del capitalismo\, First Cow è un raro racconto esempio di amicizia maschile narrata con delicatezza sublime e toccante compassione. \nA concludere il focus Mai raramente a volte sempre (Never Rarely Sometimes Always) di Eliza Hittman\, un ritratto intimo e toccante di due ragazze adolescenti della Pennsylvania\, presentato alla Berlinale e premiato al Sundance. \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:I CIELI DI ALICE - SOUS LE CIEL D’ALICE
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Internazionale della Francofonia (20 marzo)\, il film “I CIELI DI ALICE – SOUS LE CIEL D’ALICE (Francia\, 2021\, 92′) di Chloé Mazlo\, con Alba Rohrwacher\, Wajdi Mouawad\, Isabelle Zighondi\, sarà in programma in versione originale sottotitolata al cinema Ariston sabato 19 e domenica 20 marzo alle ore 18.30. L’iniziativa è organizzata da Alliance Française Trieste in collaborazione con La Cappella Underground. La proiezione di domenica 20 marzo alle ore 18.30 sarà preceduta da un video-messaggio di Philippe Rouyer\, Presidente del Syndicat Français de la Critique de Cinéma.\nAnni ’50: la giovane Alice vive con la famiglia tra i monti della Svizzera\, ma aspetta solo l’occasione per andare alla scoperta del mondo. Quando le viene offerto un lavoro come ragazza alla pari a Beirut\, in Libano\, coglie subito l’occasione. Scopre così una città solare\, vivace\, libera e proiettata verso il futuro. Qui trova anche ben presto l’amore di Joseph\, astrofisico gentile e ambizioso\, e assieme a lui costruisce la famiglia dei suoi sogni. Tutto ha il profumo della felicità. Ma una guerra civile arriva a cambiare il volto del paese tanto amato\, e ogni equilibrio comincia a vacillare. \nTrailer: https://youtu.be/L60Bv19ecwY\nSito ufficiale: https://www.zalab.org/projects/radiograph-of-family/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e http://www.aftrieste.it/wp/evenement/sous-le-ciel-dalice/\ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Radiograph of a family
DESCRIPTION:Il docu-film “RADIOGRAPH OF A FAMILY” (Norvegia\, Iran\, Svizzera\, 2020\, 81′) della regista iraniana Firouzeh Khosrovani sarà proiettatovenerdì 18 marzo alle ore 20.30 al cinema Ariston\, alla presenza dell’autrice. Attraverso fotografie\, lettere e voci dal passato\, il\nfilm ripercorre la storia familiare della regista\, figlia di padre laico e madre musulmana praticante\, la cui storia privata diventa\nmetafora dei cambiamenti della società iraniana negli ultimi quarant’anni. \nL’incontro con la regista Firouzeh Khosrovani sarà moderato da\nBeatrice Fiorentino (SNCCI\, Delegato Generale SIC Venezia).\nLa serata è realizzata in collaborazione con ShorTS International Film\nFestival (dove il film è stato presentato in anteprima nella sezione\nNuove Impronte)\, con il Pordenone Docs Fest – Le Voci del documentario\ne con la distribuzione italiana Zalab.\n\nUna storia d’amore\, due modi di intendere la vita e la fede\, una\nfiglia divisa tra un padre laico e una madre religiosa negli anni che\nhanno cambiato la storia dell’Iran. “RADIOGRAPH OF A FAMILY”\nripercorre la storia familiare della regista Firouzeh Khosrovani:\nfiglia di padre laico e madre musulmana praticante\, è il prodotto del\nconflitto tra laicità e ideologia islamica in Iran. La relazione dei\nsuoi genitori attraversa molti decenni: dall’era dello Scià alla\nRivoluzione Islamica\, passando attraverso la guerra Iran-Iraq\, fino ai\ngiorni nostri. Nella sua famiglia\, come in tante altre\, gli effetti\ndella rivoluzione islamica hanno influito su ogni aspetto della\nquotidianità. Mentre il padre continua ad ascoltare Bach\, la madre si\ndedica all’attivismo religioso\, eliminando da casa le carte da gioco e\nle foto di donne senza hijab. Il film\, narrato in prima persona dalla\nregista\, racconta la storia della sua famiglia tramite fotografie\,\narchivi\, lettere e voci dal passato. La casa di Teheran diventa la\nmetafora degli squilibri dell’intera famiglia e della moderna società\niraniana.\n\nScrive “Firouzeh Khosrovani nelle note di regia: «A casa mia è\navvenuta una rivoluzione che ha influenzato ogni aspetto della nostra\nvita. Ciascuno dei miei genitori ne rappresentava una parte. Io ho\ncreato dei confini neutrali all’interno delle loro zone di controllo\,\nconfini poco chiari che nessuno dei due ha mai riconosciuto. La\nreligione ha cominciato ad insinuarsi nelle crepe. Vino\, musica e\ndanza\, sotto l’ordine di Fatwa\, erano vietati. Il quadro con la copia\ndi Venere di Velasquez è stato eliminato dalle pareti di casa perché\nrappresentava la nudità.\nLa rivoluzione ha dato a mia madre il ruolo di una combattente\nreligiosa. Ha provato a convertirmi\, cosa che spaventava molto mio\npadre. La religione è diventata il suo incubo. Tutte le cose “impure”\nche mia mamma ha tolto da casa\, sono state sostituite da iconografie\nislamiche. Le nuove immagini che hanno riempito i muri di casa nostra\nerano i versi del Corano\, l’immagine dell’Imam Ali e un dipinto di\nImam Hossein senza testa sul suo cavallo.\nQuesto film è la narrazione dei conflitti nascosti e palesi che hanno\ninfluenzato le nostre vite. Le immagini vietate sono diventate il\npunto fondamentale della storia. I nudi di Velasquez erano considerati\nvolgari e dovevano essere tolti dalle pareti. Mia mamma lottava con le\nimmagini di se stessa senza veli\, strappandole dagli album di\nfamiglia. Io con l’immaginazione cercavo di rimettere insieme i pezzi\nche mancavano dalle foto\, disegnando le parti mancanti dei torsi e dei\ncorpi senza braccia. Durante la mia infanzia sono stata costantemente\ncostretta a scegliere tra i miei genitori; ogni singolo giorno subivo\nl’imposizione da una parte e l’accettazione dall’altra.\nLa rivoluzione aveva svolto il suo ruolo\, portandosi dietro le sue conseguenze».\n\nNata a Teheran\, Firouzeh Khosrovani si trasferisce in Italia per\nseguire i suoi studi artistici all’Accademia della Belle Arti di\nBrera. Dopo la laurea nel 2002 torna in Iran per seguire un master in\ngiornalismo. Ora vive tra Teheran e Roma. Il suo film d’esordio\, Life\nTrain (2004) è un documentario sulla terapia “ludica” per i bambini\ntraumatizzati dopo il terremoto di Bam. Nel 2007\, ha diretto “Raugh\nCut”\, un film sui manichini di plastica mutilati nelle vetrine dei\nnegozi di Teheran\, che ha vinto ben tredici premi internazionali. Il\nsuo penultimo lavoro\, “Fest of Duty”\, segue due ragazze che passano\ndall’adolescenza all’età adulta\, otto anni dopo la loro “Cerimonia del\nDovere”. Il film ha vinto il premio OXFAM dell’IDFA nel 2014.\n“Radiograph of a Family” ha vinto il premio come miglior film all’IDFA\n2020.\n\nTrailer: https://youtu.be/iG-b1kFYJRg\nSito ufficiale: https://www.zalab.org/projects/radiograph-of-family/\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo:\nLa Cappella Underground\, Piazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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DESCRIPTION:Dopo le anteprime cinematografiche organizzate\, in segno disolidarietà con i cineasti e tutto il popolo ucraino\, dalla Biennale\ndi Venezia in collaborazione con il distributore Wanted\, arriva nelle\nsale italiane dal 17 marzo il film “REFLECTION” (Vidblysk\, Ucraina\,\n2021\, 125’) del regista ucraino Valentyn Vasjanovyč\, presentato in\nconcorso alla 78. Mostra del Cinema di Venezia 2021. Ambientato\ndurante la guerra del Donbass del 2014\, “Reflection” è un film di\ncrudo realismo che evoca lo scontro diplomatico-militare tra Russia ed\nUcraina\, iniziato nel febbraio del 2014\, per il controllo della Crimea\ne del Donbass. \nA Trieste il film sarà in programma in prima visione in versione\noriginale sottotitolata dal 17 al 20 marzo al cinema Ariston\, sala\nd’essai di Viale Romolo Gessi n.14 gestita da La Cappella Underground.\nNella serata di giovedì 17 marzo\, la proiezione delle ore 21 sarà\nintrodotta da Nicoletta Romeo\, co-direttore del Trieste Film Festival.\nParte del ricavato degli incassi della programmazione sarà devoluto\nalla raccolta fondi Emergenza Ucraina\, promossa da Croce Rossa\nItaliana\, UNHCR e UNICEF. L’iniziativa è promossa in collaborazione\ncon associazione Casa del Cinema di Trieste. \nIn “Reflection”\, il chirurgo ucraino Serhiy (Roman Lutskiy) viene\ncatturato dalle forze militari russe durante la guerra del 2014 nel\nDonbass\, nell’Ucraina orientale. Mentre è prigioniero assiste a\nspaventose scene di umiliazione\, violenza e indifferenza verso la vita\numana. Dopo il rilascio\, tenta con fatica di tornare alla quotidianità\ndedicandosi a ricostruire i rapporti con la figlia e l’ex moglie.\nL’uomo in un atto di rinascita cercherà di ritrovare l’umanità persa e\nil suo ruolo di genitore.\n«Il film si rivolge a un pubblico pensante\, un pubblico che non ha\npaura di sollevare domande dure su traumi pesanti né di cercare\nrisposte» afferma il regista Valentyn Vasjanovyč\, il quale ha\nrecentemente dichiarato: «Resto a Kyiv. Voglio essere tra persone\nconsapevoli della loro appartenenza etnica\, culturale e politica.\nVoglio essere tra queste persone per acquisire esperienze importanti\nche mi aiuteranno a creare storie vere su di loro». \nValentyn Vasjanovyč (Žytomyr\, Ucraina occidentale\, 21 luglio 1971) è\nun regista\, sceneggiatore e produttore ucraino. Si è formato alla\nscuola di Andrzej Wajda. Produttore\, direttore della fotografia e\nmontatore del film nella lingua dei segni ucraina “The Tribe” di\nMyroslav Slabošpyc’kyj\, vincitore del Gran premio alla Semaine de la\nCritique di Cannes\, in seguito\, da regista ha diretto Zvychayna sprava\n(2012)\, Kredens (2013) e Riven” čornoho (2017\, film che ha\nrappresentato l’Ucraina all’Oscar come miglior film straniero 2018).\nCon “Atlantis” (Atlantyda\, 2019)\, ambientato in un futuro molto\nprossimo in Ucraina orientale\, diventata dopo la guerra un deserto\ninadatto alla presenza umana\, ha vinto il Premio per il miglior film\ndella sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia 2019. \nTrailer: https://youtu.be/8yt4oPpeMSA\nSito ufficiale: http://wantedcinema.eu/movies/reflection/ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:PASOLINI 100
DESCRIPTION:I film di Pier Paolo Pasolini tornano al cinema per il centenariodella nascita\, con la rassegna della Cineteca di Bologna – nell’ambito\ndel progetto “Il Cinema Ritrovato. Al cinema” – e CSC – Cineteca\nNazionale “PASOLINI 100”. L’Iniziativa porterà nelle sale di tutto il\nterritorio italiano la quasi totalità della filmografia pasoliniana\,\nin un viaggio lungo il cinema di un poeta dall’esordio nel 1961 con\n“Accattone” all’ultimo controverso “Salò”\, uscito postumo nel 1975. \n«La forza di trovare\, fin dalla prima inquadratura della sua opera\nprima\, una propria lingua cinematografica\, la sperimentazione come\nmetodo di lavoro continuo\, la necessità di rimettersi costantemente in\ndiscussione». Così racconta il cinema di Pasolini il direttore della\nCineteca di Bologna Gian Luca Farinelli. « “Accattone” sembra distare\nquattro decenni da “Salò”; in mezzo ci sono le borgate romane\, la\nriscrittura del documentario\, il “Vangelo”\, “Uccellacci”\, i film sulla\nborghesia\, la reinvenzione della classicità\, la “Trilogia della\nvita”… la scoperta di Citti e di Davoli\, e poi Totò\, Magnani e\nMangano\, a cui offre ruoli unici e inediti\, un nuovo modo di usare la\nmusica\, luoghi che il cinema non aveva mai saputo guardare\, da Matera\nalla Cappadocia\, da Sana’a ai resti della classicità\, un cinema di\npoesia che è anche\, sempre\, un cinema politico\, civile\, che affronta i\ngrandi nodi della modernità. Un cineasta condannato\, insultato\,\nimbrattato dal primo all’ultimo film\, oggi unanimemente riconosciuto\ncome l’artista che ha capito\, con decenni d’anticipo\, il genocidio\nculturale che si stava realizzando davanti al silenzio di tutti». \n«Un’iniziativa che parte dai restauri compiuti in questi anni per\nsanare le ingiurie del tempo (e in molti casi della censura)\,\nriportando le opere allo splendore originale» afferma Marta Donzelli\,\npresidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.\n«Oggi quei film tornano sul grande schermo\, pronti a essere visti\,\namati e discussi da una nuova generazione di spettatori». \nA Trieste la rassegna sarà in programma in esclusiva al cinema\nAriston\, sala d’essai gestita da La Cappella Underground in viale\nRomolo Gessi n. 14\, con il seguente calendario: 16 marzo “Accattone”\n(1961)\, film d’esordio ambientato nelle borgate romane; 30 marzo\n“Mamma Roma” (1962) nel recentissimo restauro presentato al Festival\ndi Berlino\, accompagnato da “La ricotta” (1963)\, episodio dal film\ncollettivo “Ro.Go.Pa.G.”; 13 aprile “Il Vangelo secondo Matteo”\n(1964)\, girato nelle terre abbandonate e povere del meridione\, in\nPuglia\, Calabria e Basilicata; 20 aprile “Comizi d’amore” (1964)\,\nfilm-inchiesta sulla sessualità degli italiani; \n27 aprile “Uccellacci e uccellini” (1966) con l’inattesa coppia\nTotò-Ninetto Davoli; 4 maggio “Edipo Re” (1967)\, tragedia di Sofocle\nreinventata alla luce di Freud;\n18 maggio “Porcile” (1969)\, crudele apologo sul presente in due\nepisodi; 25 maggio “Appunti per un’Orestiade africana” (1970)\, ‘film\nda farsi’ ispirato alla trilogia di Eschilo\, in abbinamento con\n“Medea” (1969) con protagonista Maria Callas (unico titolo esterno al\nprogetto originale della rassegna\, qui riproposto in collaborazione\ncon Minerva Pictures); 8 giugno “Il Decameron” (1971)\, libera\ninterpretazione di nove racconti di Boccaccio; 15 giugno “I racconti\ndi Canterbury” (1972)\, ispirato all’Inghilterra trecentesca di\nGeoffrey Chaucer; 22 giugno “Il fiore delle mille e una notte” (1974)\,\nultimo film della “Trilogia della vita” iniziata col “Decameron”; 29\ngiugno “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1975)\, geniale e scandaloso\n‘tradimento’ di Sade\, uscito postumo nel 1976 dopo la morte violenta e\nprematura di Pasolini. \nIl primo film della rassegna\, “Accattone” (Italia\, 1961\, 117’)\, sarà\nin programma al cinema Ariston mercoledì 16 marzo alle ore 16.00\,\n18.30 e 21.00.\nVittorio\, soprannominato Accattone\, è un delinquente che vive nello\nsquallore della periferia romana. Quando si innamora di una giovane\ndonna\, l’uomo decide di ravvedersi e vivere onestamente\, ma per lui\nnon sembra esserci possibilità di riscatto.\n«In “Accattone” ho voluto rappresentare la degradazione e l’umile\ncondizione umana di un personaggio che vive nel fango e nella polvere\ndelle borgate di Roma. Io sentivo\, sapevo\, che dentro questa\ndegradazione c’era qualcosa di sacro\, e allora questo aggettivo\,\n‘sacro’\, l’ho aggiunto con la musica (…) Bach mi è servito a far\ncapire ai vasti pubblici queste mie intenzioni» (Pier Paolo Pasolini).
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SUMMARY:L’ultimo calore d’acciaio
DESCRIPTION:Dopo il grande successo dell’anteprima al Trieste Film Festival edelle prime proiezioni pubbliche in sala\, sono in programma al Cinema\nAriston nuove repliche del documentario “L’ULTIMO CALORE D’ACCIAIO”\n(Italia\, 2021\, 57’) diretto dallo scrittore e giornalista Francesco De\nFilippo e dal film-maker Diego Cenetiempo e prodotta da La Cappella\nUnderground\, incentrato sulla storia ultracentenaria della Ferriera di\nTrieste\, sulla sua dismissione e sul futuro dell’impianto siderurgico:\nil film sarà proiettato alla presenza degli autori all’Ariston venerdì\n11 marzo alle ore 18.00\,  domenica 13 marzo alle ore 15.00 e martedì\n15 marzo alle ore 20.30. \nL’ultimo calore d’acciaio” racconta il passaggio dall’industria\npesante tradizionale alla logistica gestita da sistemi digitali. Byte\,\ncontainers\, colletti bianchi e silenzio sostituiscono fuoco\, polvere\,\nsudore e schianti. Non è soltanto la mera narrazione di una\ntrasformazione urbanistica tendente alla sostenibilità e alla\nconversione della metallurgia in energia pulita\, quanto il racconto\ndei cambiamenti sociali legati allo sforzo di adeguare i contesti a\nnuove forme di produzione\, più pulite anche se forse più anonime. La\nstoria ha un nome e cognome: è quella della Ferriera\, il famoso\nimpianto siderurgico di Trieste\, chiuso dopo 123 anni e numerosi\npassaggi di proprietà. Il documentario si svolge nell’arco di una\ngiornata e si dipana lungo un itinerario poetico e di forti\nsuggestioni\, con attenzione al rapporto uomo-macchina\, intervallato\ndalle testimonianze degli operai\, degli altri protagonisti della\ntrasformazione e di esperti del settore. \nTrailer: vimeo.com/657013330\nSito ufficiale: www.lacappellaunderground.org/ultimo-calore-acciaio/\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo: La Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Be My Voice
DESCRIPTION:Una giornalista in esilio. Un paese senza libertà. Una voce chediventa milioni di voci. “BE MY VOICE” (Svezia\, 2021\, 90′) della\nregista Nahid Persson\, potentissimo documentario sulla condizione\nfemminile nell’Iran dell’hijab\, sarà in programma al cinema Ariston in\nprima visione in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti\ndella Donna\, martedì 8 marzo alle ore 16.30\, 18.45 e 21.00. Il film è\ndistribuito nelle sale italiane da Tucker Film insieme al Pordenone\nDocs Fest – Le Voci del documentario dove ha conquistato il Premio del\npubblico. \nEssere la voce di chi alla propria voce ha dovuto rinunciare. Essere\nil punto di connessione tra chi non può parlare e chi\, invece\, è\nlibero di ascoltare. Questa è l’urgenza narrativa di “Be My Voice”\, il\nnuovo documentario della regista Nahid Persson\, film-maker iraniana\nnaturalizzata svedese che racconta una donna\, un popolo\, una scelta. È\nla storia di Masih Alinejad\, giornalista e attivista\, diventata la\nvoce delle donne iraniane nelle battaglie di civiltà e nella\nribellione contro l’hijab forzato: guida uno dei più grandi atti di\ndisobbedienza civile nell’Iran di oggi e usa la sua libertà in esilio\nper dare voce alla protesta nel suo paese d’origine. Una guerriera\nlontana dalla sua terra (oggi vive sotto protezione negli Stati Uniti)\nma non dall’anima del suo Paese\, che lotta da anni contro ogni\nlimitazione dei diritti civili\, per il rispetto delle donne. Masih\nrischia la vita e nemmeno una quotidianità così dolorosa e precaria\nbasta a zittirla\, usa quotidianamente i profili social per raccontare\nla propria battaglia\, aggiornare i suoi connazionali e non solo: più\ndi 6 milioni di persone la seguono su Instagram e ha raccontato la sua\nesperienza anche in un libro\, “Il vento fra i capelli” (Nessun Dogma\,\n2020). In “Be My Voice” sono raccolte testimonianze e video inediti\,\nche portano ad altissimo ritmo dentro un fronte di battaglia che\nconosciamo ancora troppo poco. \nLa battaglia del popolo iraniano è combattuta anche dalla regista\nNahid Perrson: nel 2007 è stata arrestata e imprigionata con l’accusa\ndi aver infamato il proprio Paese mentre girava uno dei suoi\ndocumentari più famosi\, sulla storia di alcune prostitute in Iran\,\n“Prostitution Behind the Veil” nel 2004. Altri suoi celebri lavori\nsono “My Stolen Revolution” (2013)\, “The Last Days of Life” (2012)\,\n“The Queen and I” (2009)\, “My mother – A Persian Princess” (2000)\,\n“The End of Exile” (1999). Una donna fiera e coraggiosa che ha\ntrasformato l’arte in uno strumento di lotta civile.
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SUMMARY:La calda notte dell'ispettore Tibbs
DESCRIPTION:Continuano “I lunedì dell’Ariston” il nuovo appuntamento settimanale con cui La Cappella Underground propone classici intramontabili\, film di culto e nuove scoperte presentati attraverso rassegne\, percorsi tematici e approfondimenti. \nIn programma lunedì 7 marzo alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) di Norman Jewison\, un appassionante noir a tinte fosche vincitore di cinque premi Oscar\, importante (e ancora attualissima) riflessione sulla discriminazione razziale in territorio americano. L’appuntamento sarà un omaggio al grandissimo Sidney Poitier\, primo attore afroamericano a vincere il Premio Oscar come miglior attore protagonista. Il film sarà proiettato in versione originale sottotitolata in italiano.\n\n“I lunedì dell’Ariston” proseguiranno lunedì 14 marzo\, con Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards\, una delle commedie più amate e iconiche di sempre con una leggendaria Audrey Hepburn.\n\nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Mimì metallurgico ferito nell'onore
DESCRIPTION:Continuano “I lunedì dell’Ariston” il nuovo appuntamento settimanale con cui La Cappella Underground propone classici intramontabili\, film di culto e nuove scoperte presentati attraverso rassegne\, percorsi tematici e approfondimenti. \nIn programma lunedì 28 febbraio alle 16.00\, 18.30 e 21.00\, Mimì metallurgico ferito nell’onore\, il film che 50 anni fa proiettò nell’olimpo del cinema italiano e internazionale Lina Wertmüller\, la prima regista donna candidata all’Oscar\, recentemente scomparsa. Una delle commedie satiriche più eccentriche degli anni 70’ che vede come protagonisti uno scatenato Giancarlo Giannini e una splendida ed esilarante Mariangela Melato. Il film fu presentato in concorso al Festival di Cannes e vinse un David di Donatello (miglior attore protagonista) e due Nastri d’argento (attore e attrice). \n\n“I lunedì dell’Ariston” proseguiranno lunedì 7 marzo con un altro omaggio a una figura chiave della storia del cinema venuta a mancare da poco: sarà presentato La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) di Norman Jewison\, poliziesco di culto con protagonista il grandissimo Sidney Poitier\, primo attore afroamericano a vincere il Premio Oscar come miglior attore protagonista. A concludere questo primo cartellone\, lunedì 14 marzo\, ci sarà Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards\, una delle commedie più amate e iconiche di sempre con una leggendaria Audrey Hepburn.\n\nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:L'accusa - Les choses humaines
DESCRIPTION:Il film “L’ACCUSA – LES CHOSES HUMAINES” (Francia\, 2021\, 138’) di Yvan Attal\, con protagonisti Ben Attal\, Suzanne Jouannet\, Charlotte Gainsbourg e Mathieu Kassovitz\, presentato fuori concorso alla 78.Mostra del Cinema di Venezia\, sarà in programma in prima visione al cinema Ariston dal 24 febbraio e in versione originale sottotitolata nelle date di venerdì 25 febbraio alle ore 21.00 e mercoledì 2 marzo alle ore 16.30 e 21.00.\n\nDramma giudiziario tratto dal romanzo “Le cose umane” di Karine Tuil (edito in Italia da La nave di Teseo)\, il film di Yvan Attal\, evitando facili pietismi e retorica\, ci parla del dilemma tra moralità e legge\, della dimensione malata del nostro eros. A Parigi un ragazzo\, studente in una prestigiosa università degli Stati Uniti e figlio modello un giornalista televisivo e di una saggista e attivista nota per il suo femminismo radicale\, è accusato di aver violentato una ragazza. Lui è colpevole o innocente’ Lei è una vittima o è spinta solo da un desiderio di vendetta\, come sostiene l’accusato’ I due giovani protagonisti e i loro cari vedranno le loro vite\, le loro convinzioni e le loro certezze andare in frantumi\, nella ruota di un’inestricabile\nmacchina mediatico-giudiziaria\, ma… esiste una sola verità’\n\nTrailer: https://youtu.be/GFjoqTFTofE\n\nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste\n\nInfo: La Cappella Underground\, Piazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\, tel 040 3220551 – fax +39 040 9673002 \ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:I lunedì dell’Ariston
DESCRIPTION:La Cappella Underground inaugura al Cinema Ariston un nuovo appuntamento settimanale imperdibile per tutti i cinefili: a partire dal 21 febbraio “I lunedì dell’Ariston” ospiteranno classici intramontabili\, film di culto e nuove scoperte presentati attraverso rassegne\, percorsi tematici e approfondimenti. Mai come in questo momento le sale cinematografiche devono rappresentare qualcosa di diverso dal semplice contenitore di film. La proposta firmata da La Cappella Underground vuole proprio ribadire questo concetto provando a trasmettere agli spettatori quel piacere della scoperta\, della partecipazione e della condivisione che hanno contraddistinto l’associazione per oltre 50 anni di attività. \n“I lunedì dell’Ariston” inizieranno il 21 febbraio con Effetto Notte (La nuit américaine) di François Truffaut\, il ‘film su un film’ per eccellenza\, un vertiginoso gioco di specchi fra realtà e finzione premiato con l’Oscar come miglior film straniero nel 1974. Una scelta che vuole omaggiare uno dei più grandi registi di tutti i tempi che questo mese avrebbe compiuto 90 anni. Il film sarà presentato alle 16.00\, 18.30 e 21.00 in versione originale sottotitolata in italiano. \nIl 28 febbraio in programma Mimì metallurgico ferito nell’onore\, il film che proiettò nell’olimpo del cinema italiano e internazionale Lina Wertmüller\, la prima regista donna candidata all’Oscar\, recentemente scomparsa.  Lunedì 7 marzo sarà la volta di un altro omaggio a una figura chiave della storia del cinema venuta a mancare da poco: sarà presentato La calda notte dell’ispettore Tibbs (In the Heat of the Night) di Norman Jewison\, poliziesco di culto con protagonista il grandissimo Sidney Poitier\, primo attore afroamericano a vincere il Premio Oscar come miglior attore protagonista. A concludere questo primo cartellone\, lunedì 14 marzo\, ci sarà Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) di Blake Edwards\, una delle commedie più amate e iconiche di sempre con una leggendaria Audrey Hepburn. \nI film saranno proiettati nella loro versione originale sottotitolata in italiano e lo spettacolo delle 21.00 sarà sempre presentato dallo staff de La Cappella Underground. Per orari\, informazioni e biglietti consultare sempre il sito www.lacappellaunderground.org  \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:After love
DESCRIPTION:Il film d’esordio dello scrittore e regista anglo-pakistano Aleem Khan“AFTER LOVE” (GB\, 2020\, 89′)\, dramma al femminile sullo scontro di\nculture tra il mondo occidentale e quello musulmano\, sarà in programma\nin prima visione al cinema Ariston dal 17 febbraio e in versione\noriginale sottotitolata nelle date di venerdì 18 febbraio alle ore\n21.00 e mercoledì 23 febbraio alle ore 16\,30 e 21.00. “After Love”\,\ndistribuito in Italia da Teodora Film\, è stato selezionato alla\nSemaine de la Critique del Festival di Cannes 2020\, al BFI London Film\nFestival e alla Festa del Cinema di Roma; trionfatore ai British\nIndependent Film Awards con sei premi\, è attualmente in corsa per i\nBAFTA – i “premi Oscar” britannici – con quattro nomination. \nSalutato dalla critica come uno dei migliori film britannici\ndell’anno\, l’esordio di Aleem Khan\, ambientato sullo stretto della\nManica tra Dover e Calais\, racconta una storia di straordinaria\npotenza emotiva. Mary\, sposata a un uomo musulmano e convertita\nall’Islam\, resta improvvisamente vedova e scopre che il marito aveva\nuna vita segreta con un’altra donna in Francia. La sconvolgente\nrivelazione spinge Mary ad andare a conoscere la sua rivale\, ma una\nserie di colpi di scena attende entrambe le protagoniste… \nScrive Aleem Khan nelle note di regia: «Con “After Love” volevo\nesplorare il modo in cui costruiamo la nostra idea di identità e per\nchi la costruiamo. Essendo io stesso anglo-pakistano\, cresciuto fra\ndue culture diverse\, si tratta un tema che mi tocca personalmente.\nSpesso ci adattiamo e cambiamo il modo di comportarci a seconda\ndell’ambiente e delle persone con cui siamo\, ma perché lo facciamo’\n(…) La protagonista del film\, Mary\, ha adottato la religione e la\ncultura del marito\, e dopo la sua morte si ritrova a lottare per\nrimettere insieme i frammenti del suo cuore e un senso di identità\nandato perduto. È alla ricerca della verità\, della comprensione e\, in\ndefinitiva\, di un senso della famiglia. I personaggi si trovano\ncoinvolti in relazioni in cui verità\, morale\, bugie e inganni sono\nintrecciati fatalmente e spesso si trovano a infrangere il proprio\ncodice etico\, ma per me era importante non condannare o giudicare\nnessuno di loro. Sono curioso di sapere se gli spettatori penseranno\nche Mary si è spinta troppo oltre\, però spero anche che alla fine del\nfilm ripenseranno alle loro stesse relazioni e alle bugie che si\ndicono alle persone che amiamo». \nTrailer: https://youtu.be/GkbV7kZ2OGQ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:STRINGIMI FORTE – SERRE-MOI FORT
DESCRIPTION:“STINGIMI FORTE – SERRE-MOI FORT” (Francia\, 2021\, 97’) di MathieuAlmaric (“Lo stadio di Wimbledon”\, “Tournée”) con protagonisti Vicky\nKrieps\, Ariel Worthalter\, Anne Sophie Bowen-Chatet\, liberamente tratto\ndalla pièce teatrale “Je reviens de Ioin” di Claudine Galea e\npresentato fuori concorso nella sezione Cannes Première del 74°\nFestival di Cannes\, sarà in cartellone al cinema Ariston in prima\nvisione dal 4 febbraio\, e in programma in versione originale\nsottotitolata nelle proiezioni di venerdì 4 febbraio alle ore 21.00 e\nmartedì 8 febbraio alle ore 18.00. \nUna mattina\, Clarisse (interpretata da Vicky Krieps)\, moglie e madre\ndi due bambini\, prepara il bagaglio\, entra nella sua auto e parte\,\nabbandonando la casa dove vive con la sua famiglia. Tra flashback e\nflashforward\, prospettive e ricordi\, lentamente emerge una storia\ndiversa\, appoggiata su ricordi\, polaroid\, oggetti confusi e melodie\,\nsulle note di Chopin\, Debussy\, Ravel\, Beethoven\, Mozart\, Rachmaninov. \n“Stringimi forte” è stato designato Film della Critica\, marchio di\nqualità attribuito dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici\nItaliani – SNCCI ai film riconosciuti di particolare livello estetico\ne culturale\, con la seguente motivazione: «Mettendo in scena un\nviaggio in macchina come fosse una lunga elaborazione del lutto\,\nAmalric racconta il potere dell’immaginazione – e dunque del cinema –\ncome unico cicatrizzatore possibile dei traumi\, e lo fa attraverso un\nracconto che sa essere minimale e stratificato allo stesso tempo: un\nmelodramma che sussurra con tragica dolcezza il bilancio di una vita e\ndella sua fuggevolezza».
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SUMMARY:LE NOM DES 86
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, l’Alliance Française di Trieste in collaborazione con La Cappella Underground e IRSREC FVG presenta venerdì 28 gennaio 2022 alle ore 18.00 al Cinema Ariston il film documentario sulla Shoah “LE NOM DES 86” (Francia\, 2014\, 63’) di Emmanuel Heyd e Raphael Toledano\, prodotto da Dora Films\, in versione originale con sottotitoli in italiano a cura di Alliance Française di Trieste Il documentario sarà introdotto dallo storico Tristano Matta. \nNel 1943\, 86 ebrei scelti ad Auschwitz\, vengono deportati al campo di\nNatzweiler-Struthof in Alsazia\, l’unico campo di concentramento in\nFrancia (dove sono stati deportati i triestini Boris Pahor\, Gabriele\nFoschiatti e Vladimir Martelanc)\, in cui era stata messa a punto una\ncamera a gas appositamente per ucciderli. August Hirt\, direttore\ndell’istituto di anatomia di Strasburgo\, desidera realizzare una\ncollezione anatomica di corpi ebrei\, per tenere traccia di questa\n“razza che incarna un’umanità inferiore e ripugnante\, ma\ncaratteristica” (stando alle parole usate da August Hirt). \nSui luoghi del crimine\, testimoni\, esperti e protagonisti della\nmemoria raccontano uno degli episodi più tragici della seconda guerra\nmondiale\, emblematico della Shoah e della degenerazione della scienza\nsotto il nazismo. \nIl documentario segue due direzioni diametralmente opposte: quella di\nHirt\, che ha fatto assassinare 86 ebrei\, anonimi\, e quella dello\nstorico tedesco Hans-Joachim Lang\, che ha ridato loro un nome e\nun’identità. \nTristano Matta è ricercatore e storico contemporaneo. I suoi studi\nriguardano essenzialmente i luoghi della Memoria\, della violenza\nnazista e della Shoah. È autore di numerose pubblicazioni relative a\nquesto tema\, tra le quali il libro Il Lager di San Sabba.\nDall’occupazione nazista al processo di Trieste (Beit\, Trieste 2012) e\nil saggio L’occupation nazie et le Polizeihaflager de San Sabba à\nTrieste (“Revue d’Histoire de la Shoah”\, Parigi\, n. 204\, marzo 2016). \nInformazioni sui siti web \nhttp://www.aftrieste.it/wp/evenement/giornata-della-memoria-2022/’lang=it\nwww.aristoncinematrieste.it \ne sulla pagina facebook cinema.ariston.trieste
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SUMMARY:Il capo perfetto - El buen patròn
DESCRIPTION:“IL CAPO PERFETTO – EL BUEN PATRÒN” (Spagna\, 2021\, 115’) di FernandoLeón de Aranoa\, con protagonista Javier Bardem\, candidato a 20 Premi\nGoya e già nella shortlist degli Oscar come miglior film\ninternazionale\, sarà in programma al cinema Ariston in versione\noriginale sottotitolata lunedì 24 gennaio alle ore 16.00\, 18.30 e\n21.00. \nProbabilmente i buoni capi di azienda non esistono e “Il capo\nperfetto” ce lo dimostra. Il film si svolge all’interno e intorno alla\nfabbrica Blancos\, dove tutte le cose devono essere sempre in\nequilibrio. Dopotutto\, producono bilance di tutte le forme e\ndimensioni. Lì\, il capo apparentemente benevolo\, Blanco (interpretato\ndal Premio Oscar Javier Bardem)\, sta preparando la sua forza lavoro\nper un’imminente ispezione da parte di un gruppo in visita alle\nimprese locali per selezionarne una per un premio prestigioso. Ma far\nsembrare un’azienda in equilibrio e meritevole di un premio\, non è una\ncosa semplice soprattutto se il capo è incline ai disastri. \nSito ufficiale: https://www.bimfilm.com/schede/ilcapoperfetto/\nTrailer: https://youtu.be/qN7BJ7hKu3I \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:E' ANDATO TUTTO BENE -– TOUT C’EST BIEN PASSÉ
DESCRIPTION:“E’ ANDATO TUTTO BENE -– TOUT C’EST BIEN PASSÉ” (Francia\, 2021\, 113’)di François Ozon\, con protagonisti Sophie Marceau e André Dussollier\,\ntratto dal romanzo omonimo di Emmanuèle Bernheim (pubblicato in Italia\nda Einaudi) e presentato in concorso al Festival di Cannes\, sarà in\nprogramma al cinema Ariston in prima visione dal 14 gennaio e in\nversione originale sottotitolata con doppia proiezione mercoledì 19 e\ngiovedì 20 gennaio alle ore 16.00 e 21.00. \nAndré ha 85 anni ed è stato un cattivo padre. Ma è anche un uomo\ncarismatico\, dalla vita sentimentale brillante e burrascosa\, curioso\ndi tutto\, un profondo amante della vita. Quando si ammala\, la figlia\nEmmanuèle si precipita ad aiutarlo\, ma André le fa un’ultima\,\ndifficile richiesta. Come può una figlia dire no al proprio padre’ \nSito ufficiale: academytwo.com/film/e-andato-tutto-bene-tout-cest-bien-passe/\nTrailer: https://youtu.be/qN7BJ7hKu3I \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Roald Dahl: tre film geniali\, divertenti e un pochino perfidi
DESCRIPTION:“Roald Dahl: tre film geniali\, divertenti e un pochino perfidi!” è la rassegna organizzata da La Cappella Underground in collaborazione col Sistema Bibliotecario Giuliano dedicata a bambine e bambini dai 6 anni in su e alle loro famiglie che andrà in scena sul grande schermo del Cinema Ariston durante le prossime feste natalizie.\nSi comincia lunedì 27 dicembre alle ore 16.00 con James e la pesca gigante\, il classico di Henry Selick che mescola live action e animazione\, per poi proseguire lunedì 3 gennaio ore 16.00 con Fantastic Mr. Fox\, meravigliosa versione animata firmata da Wes Anderson sulla lotta “all’ultimo pollo” tra volpi e contadini\, e infine concludere in bellezza venerdì 7 gennaio sempre alle 16.00 con Versi Perversi\, una bizzarra e irresistibile trasformazione delle fiabe più belle del mondo in piccoli racconti capaci tanto di mettere i brividi quanto di far ridere a crepapelle!
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SUMMARY:Once were humans
DESCRIPTION:Il film “ONCE WERE HUMANS” (Nekoc so bili ljudje\, Slovenia\, 2020\, 89’\,versione originale sottotitolata) del pluripremiato scrittore e\nregista sloveno Goran Vojnović sarà in programma al cinema Ariston\nmartedì 14 dicembre alle ore 20.30\, alla presenza dell’interprete\nprotagonista Francesco Borchi\, in una serata organizzata\ndall’associazione Slovenski Klub e Kinoatelje nell’ambito del progetto\n“Ritorni: Tempo di guerra\, tempo di pace”\, in collaborazione con La\nCappella Underground e Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival.\nIl film\, prodotto da Arsmedia e liberamente ispirato al testo teatrale\n“Mele e negri” dello sceneggiatore e regista toscano Tommaso Santi\,\nracconta una storia di migranti sul confine italo-sloveno ed è stato\ngirato in diverse località della Slovenia\, compreso il Monte Forno e\nnel suggestivo centro storico di Gorizia\, in via Rastello. \nLeo è un italiano che vive in Slovenia e Vučko è un ex profugo dalla\nBosnia. Data l’incombente minaccia di perdere il ristorante\, accettano\nl’offerta del truffatore Gianni: rubare il suo camion in modo che\nGianni possa riscuotere il risarcimento dell’assicurazione. I due\nperò\, rubano accidentalmente il camion sbagliato e vi trovano un\ncarico inaspettato… \nTrailer: https://youtu.be/V4ZrL5LRO0E \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Mulholland Drive
DESCRIPTION:La rassegna di classici restaurati in prima visione “Il cinemaritrovato. Al cinema”\, organizzata in esclusiva per Trieste da La\nCappella Underground in collaborazione con la Cineteca di Bologna al\ncinema Ariston\, presenta in cartellone dal 15 al 17 novembre\n“MULHOLLAND DRIVE” (USA\, 2001\, 147’ – versione originale\nsottotitolata) di David Lynch\, in edizione restaurata in 4K nel\n20esimo anniversario. Il film sarà in programma lunedì 15 novembre\nalle ore 17.30 e 20.30\, martedì 16 novembre alle ore 20.30 e mercoledì\n17 novembre alle ore 17.30 e 20.30. \nVotato miglior film del 21° secolo in un sondaggio della BBC\, entrato\nnella classifica “Sight & Sound” dei migliori 100 film della storia\,\n“Mulholland Drive” è un puzzle ammaliante e perturbante sullo sfondo\ndi una Hollywood fabbrica di sogni e incubi. Premiato a Cannes e\ncandidato agli Oscar per la miglior regia\, David Lynch conduce le\nattrici protagoniste Naomi Watts\, Laura Harring e noi spettatori\nnell’oscurità della notte e dell’ambiguità\, lungo il crinale tra reale\ne onirico\, noir e mélo\, dramma e commedia\, in un labirinto ipnotico e\navvolgente che ad ogni nuova visione svela interpretazioni\,\nilluminazioni e dettagli inediti. Perché vedere o rivedere “Mulholland\nDrive” al cinema\, nel buio della sala\, è sempre una prima volta:\nun’esperienza unica\, immersiva e totalizzante.
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SUMMARY:La persona peggiore del mondo
DESCRIPTION:Il 14 novembre 2021 si celebrerà la sesta GIORNATA EUROPEA DEL CINEMAD’ESSAI – EUROPEAN ARTHOUSE CINEMA DAY. Su iniziativa della CICAE\, in\ncollaborazione con Europa Cinemas\, oltre 600 cinema in più di 40 paesi\nhanno partecipato ogni anno dal 2016 ad organizzare una giornata ricca\ndi anteprime\, classici della storia del cinema europeo e proiezioni\nspeciali. \nA Trieste\, La Cappella Underground partecipa alle iniziative della\nGIORNATA EUROPEA DEL CINEMA D’ESSAI con la proiezione in anteprima al\ncinema Ariston\, domenica 14 novembre alle ore 18.30\, del film “LA\nPERSONA PEGGIORE DEL MONDO” (Norvegia\, Francia\, Svezia\, Danimarca\,\n2021\, 121’) di Joachim Trier\, in versione originale sottotitolata\, con\nprotagonista una straordinaria Renate Reinsve\, vincitrice come\nMigliore attrice al Festival di Cannes. Il film è stato una delle\nsorprese del festival per il modo in cui il regista norvegese\nreinventa con ironia e profondità la commedia romantica: in dodici\ncapitoli assistiamo all’educazione sentimentale di Julie\, donna\nlibera\, imprevedibile e contraddittoria\, alle prese con i problemi\ndella sua generazione e a lungo divisa tra due uomini. \n“Ora che ho superato i quarant’anni“\, ha dichiarato il regista Joachim\nTrier\, “e ho visto molti amici passare attraverso diversi tipi di\nrelazioni\, con il mio nuovo film volevo parlare d’amore e del\ncompromesso tra come immaginiamo la nostra vita nel futuro e quello\nche diventa nella realtà. È così che ha cominciato a prendere forma il\npersonaggio di Julie: una donna spontanea\, convinta di poter cambiare\nla propria identità e il proprio destino\, e poi costretta\nall’improvviso ad affrontare i propri limiti e quelli del tempo che\nscorre. La vita non ci dà possibilità infinite\, eppure non posso fare\na meno di fare il tifo per i sogni di Julie”. \nDistribuito in Italia da Teodora Film\, “LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO”\ndi Joachim Trier sarà in programmazione al cinema Ariston dal 20\nnovembre.
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SUMMARY:Antigone
DESCRIPTION:“ANTIGONE” (Canada\, 2019\, 109’) di Sophie Deraspe\, rilettura dellatragedia classica di Sofocle in chiave moderna\, ambientata nella\nMontrèal contemporanea e ispirata da un fatto di cronaca\, sarà in\nprogrammazione in prima visione al cinema Ariston dal 12 al 14\nnovembre\, e in versione originale sottotitolata venerdì 12 novembre\nalle ore 21.00 e sabato 19 novembre alle ore 18.30. Presentato con\nsuccesso a numerose kermesse internazionali\, tra cui Toronto Film\nFestival 2019 dove è stato premiato come Miglior Film Canadese\, e alla\n14° Festa del Cinema di Roma\, il film è stato scelto per rappresentare\nil Canada ai Premi Oscar 2020. \nLa regista canadese Sophie Deraspe si ispira ad una storia vera per\nrileggere in chiave moderna il personaggio di Antigone: una giovane\ndonna piena di coraggio\, che lotta con tutte le sue forze per\ndifendere la sua famiglia da un’ingiustizia subita\, anteponendo alle\nleggi degli uomini quella del cuore e dell’amore\, in una storia di\nribellione contro l’ingiustizia di profonda attualità. \nAntigone (Nahéma Ricci) è una studentessa brillante: 17 anni\, il primo\namore e un futuro promettente. Quando il fratello maggiore Eteocle\n(Hakim Brahimi) viene ucciso dalla polizia\, metterà in gioco tutto per\nsalvare l’altro fratello\, Polinice (Rawad El-Zein)\, incarcerato per\naver aggredito il poliziotto che ha fatto partire il colpo. Alla legge\ndegli uomini Antigone sostituisce il proprio senso di giustizia\,\nfondato sull’amore e sulla solidarietà per la sua famiglia. “Ho\ninfranto la legge ma lo rifarei\, il cuore mi dice di aiutare mio\nfratello” diventa la voce del coro\, guidato dall’amato Emone (Antoine\nDesrocher)\, che invade le strade e i social network in una rivolta\ngenerazionale in cui tutti i giovani si riconoscono in Antigone.
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SUMMARY:Sabina Guzzanti : 2119. La disfatta dei sapiens
DESCRIPTION:Attesa a Trieste Sabina Guzzanti: la celebre regista\, sceneggiatrice e attrice presenterà nell’ambito della 21° edizione di Trieste Science+Fiction Festival\, la più importante manifestazione italiana dedicata alla fantascienza e a tutte le declinazioni del fantastico in programma nel capoluogo giuliano dal 27 ottobre al 3 novembre\, il suo romanzo d’esordio “2119. La disfatta dei sapiens” (HarperCollins\, 2021). L’incontro con il pubblico triestino si terrà in data domenica 31 ottobre alle ore 17.30 presso il Cinema Ariston.  \nSabina Guzzanti sarà presente alla manifestazione triestina anche in veste di giurata del Premio Asteroide\, riconoscimento internazionale per il miglior film di fantascienza\, horror e fantasy riservato alle opere prime\, seconde o terze di registi emergenti\, raggruppate nella sezione Neon del festival. \nDopo i successi a teatro\, al cinema e alla televisione\, Sabina Guzzanti esordisce come narratrice con un romanzo che da un lato guarda alla grande letteratura distopica classica (da 1984 a Farenheit 451) e dall’altro affronta temi di straordinaria modernità\, quali il mutamento climatico\, la concentrazione della ricchezza\, la dipendenza dalla tecnologia: un debutto letterario ironico\, visionario e appassionante\, in grado di cogliere questioni fondamentali e far riflettere.  \nÈ il 2119 e la situazione\, sul pianeta Terra\, non è delle migliori: dopo una lunga serie di catastrofi ambientali\, pandemie e sconvolgimenti di ogni sorta i superstiti sono stati costretti a sottomettersi a un regime ingiusto ma stabile\, liberamente ispirato al feudalesimo. La società è formata da un centinaio di milioni di arcimiliardari onnipotenti e tre miliardi di migranti ambientali senza diritto di voto\, raggruppati in grandi campi di accoglienza\, sui lembi di terra risparmiati dall’innalzamento delle acque. Fra i ricchissimi la fanno da padroni gli azionisti del Consorzio delle multinazionali che controllano il web. Gli unici che si oppongono al Consorzio sono i giornalisti di Holly\, il solo organo di informazione concepito e scritto da esseri umani invece che da robot. E quando il Consorzio sta per mettere in rete un nuovo algoritmo\, in grado di eliminare definitivamente il libero arbitrio\, le poche speranze di salvezza sono nelle mani di Tess\, bistrattata redattrice di una rubrica sui gattini… Accanto a Tess e agli altri giornalisti di Holly\, incontreremo famiglie di migranti europei e newyorkesi\, ingegneri del marketing e dei big data\, azionisti spietati e riccastri spiantati\, bambini e algoritmi\, hackers e haters. E saranno tutti coinvolti da una catena di avvenimenti che può portare alla fine della specie che si è autodenominata Sapiens…
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SUMMARY:Titane
DESCRIPTION:l film vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes “TITANE”(Francia/Belgio\, 2021\, 108’\, VM18) di Julia Ducourneau\, con\nprotagonisti Vincent Lindon e Agathe Rousselle\, candidato per la\nFrancia agli Oscar\, sarà in programma  in versione originale\nsottotitolata al cinema Ariston martedì 19 e mercoledì 20 ottobre alle\nore 18.30 e 21.00. \nAlexia adora le automobili\, sin da quando\, bambina\, un incidente le ha\ndonato una placca di titanio nella testa. Facendola rinascere\, gonfia\ndi rabbia e amore represso che la trasformeranno in un essere ibrido e\nnuovo. Perché la metamorfosi si completi\, dovrà scoprire la forza\npotente che muove le cose del mondo: l’essere umani. “Titane” è un\nvero manifesto della nostra contemporaneità fluida e del cinema del\nfuturo\, materia pulsante densa di risonanze. Un film unico\,\nprovocatorio\, innovativo\, che attraversa l’immaginario techno-rock-pop\nnew pangender e ha stupito e trionfato al 74. Festival di Cannes\nvincendo la Palma d’oro. \nSito ufficiale: https://iwonderpictures.com/projects/titane/\nTrailer: https://youtu.be/1EzHD5nFDJQ \nInformazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it e sulla pagina\nfacebook cinema.ariston.trieste \nInfo:\nLa Cappella Underground\nPiazza Duca degli Abruzzi n.3 – 34132 Trieste\ntel 040 3220551 – fax +39 040 9673002\ninfo@lacappellaunderground.org – www.lacappellaunderground.org
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SUMMARY:Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia
DESCRIPTION:Venerdì 15 ottobre\, alle 18.00 e alle 21.00 il Cinema Ariston di Trieste ospiterà le proiezioni della rassegna “Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia. I film della settimana internazionale della critica”. Introdotti dalla critica cinematografica Beatrice Fiorentino verranno proiettati: “L’ultimo spegne la luce” di Tommaso Santambrogio (Italia 19′) e “Eltörölni Frankot (Erasing Frank)” (Ungheria 2021\, 103’) di Gábor Fabricius (ore 18.00); “Era ieri” (Italia\, 14’) di Valentina Pedicini e “Zalava” (Iran 93’) di Arsalan Amiri\, vincitore del Gran Premio della Settimana Internazionale della Critica (ore 21.00).\nLe opere della Mostra del Cinema di Venezia faranno tappa venerdì 15 ottobre al Cinema Ariston di Trieste per una serata dedicata ai film della Settimana Internazionale della Critica\, sezione autonoma e parallela\, che dal 1984 ha selezionato opere prime di registi emergenti poi affermatisi nel panorama cinematografico internazionale. \nLa sala cinematografica triestina ospiterà\, infatti\, l’appuntamento con “Le Giornate della Mostra del Cinema di Venezia. I film della settimana internazionale della critica”\, iniziativa realizzata dalla Fice Tre Venezie In collaborazione con la Settimana Internazionale della Critica\, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani\, Sncci Triveneto\, l’Unione Interregionale Triveneta AGIS\, con il contributo di Istituto Luce Cinecittà e con il contributo e il patrocinio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia\, della Regione del Veneto\,  della Provincia autonoma di Trento e della Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige. \nCon la presenza in sala della critica cinematografica Beatrice Fiorentino\, alle 18.00 verrà proiettato il cortometraggio “L’ultimo spegne la luce” di Tommaso Santambrogio (Italia 19′)\, proveniente dalla sesta edizione di SIC@SIC (Short Italian Cinema@Settimana Internazionale della Critica). Di rientro da una cena da amici\, una giovane coppia rimane chiusa fuori di casa\, trovandosi a fare i conti con le scorie della propria convivenza. Subito a seguire si assisterà a “Eltörölni Frankot (Erasing Frank)” (Ungheria 2021\, 103’) di Gábor Fabricius. 1983\, dietro la cortina di ferro dell’Europa orientale a Budapest. Frank è il carismatico cantante di un gruppo punk messo al bando\, che dà voce alla sua generazione contro un regime autoritario. Rinchiuso dalla polizia in un ospedale psichiatrico nel tentativo di farlo tacere\, Frank sacrificherà tutto per resistere  \nAlle 21.00 inizierà la seconda parte della serata con “Era ieri” (Italia\, 14’) di Valentina Pedicini. Giò e Matteo hanno tredici anni e sono amici fraterni. Il loro regno è un lembo di terra stretto tra il cielo e il mare del Sud Italia. Guidano una banda di ragazzini: qualche furto per sentirsi grandi in una stagione popolata da speranze e giochi infantili. L’amore irrompe in una giornata di fine estate con il volto di Paola: l’amore arriva e capovolge il mondo.  \nL’ultima opera in cartellone è “Zalava” (Iran 93’) di Arsalan Amiri\, vincitore del Gran Premio della Settimana Internazionale della Critica. Gli abitanti di un piccolo villaggio sono convinti che un demone sia tra loro. Un giovane sergente che indaga sul caso decide di arrestare l’esorcista che tenta di scacciare il demone dal villaggio. Ma improvvisamente si ritroverà bloccato in una casa maledetta con la sua amante. Gli abitanti del villaggio\, credendoli entrambi posseduti\, cercheranno di dare fuoco alla casa.
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