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SUMMARY:Playback Theatre - quella volta in cui\, storie al femminile
DESCRIPTION:Domenica 8 marzo alle 17.00 sul palco di Hangar Teatri il Playback Theatre\, con “Quella volta in cui” uno spettacolo a tema per l’8 marzo\, ad offerta libera. \nIn una giornata particolarmente legata al riconoscere il ruolo della donna\, la compagnia di Playback Theatre desidera dedicare una serata a chiunque\, senza differenza di genere\, desideri condividere\, ascoltare e conoscere narrazioni legate alla memoria storica del femminino\, che a tutti appartiene. \nCondotti da Isabella Peghin\, sul palco\, ci saranno Monica Falcomer\, Andrea Neami\, Massimo Serli\, Lilia De Mattia\, Claudia Spagnolo. Alle musiche\, Antonio Paccione.       \nIl Playback Theatre (in italiano Teatro della Restituzione) è una forma di improvvisazione teatrale interattiva. \nQuesto teatro basato sull’improvvisazione ha la caratteristica fondamentale di mettere in connessione la memoria storica personale del pubblico\, rivedendola messa in scena\, in presa diretta\, dagli attori e dai musicisti. \nInterseca sul palco gli strumenti artistici del teatro\, della danza e della musica. Sperimentare il Playback Theatre favorisce la spontaneità\, la consapevolezza di sé\, l’ascolto\, l’empatia\, il coraggio e la capacità di esprimere la propria creatività con serenità e libertà al di là degli stereotipi.       \nPermette di riconoscersi nelle storie degli altri attraverso lo strumento teatrale\, che trasforma creativamente le storie narrate offrendo un’occasione per riflettere e condividere\, dando valore alla memoria storica personale stimolando la memoria storica collettiva.     \nGrazie all’interazione con gli attori\, il pubblico viene inizialmente attivato a riflettere sul tema della serata\, per fare solo alcuni esempi: attraverso alcune proiezioni\, immagini\, quadri o semplicemente attraverso il titolo della performance\, si chiede al pubblico cosa quella frase fa venire in mente\, momenti in cui il pubblico ha vissuto esperienze legate al tema Dopo questa riflessione-attivazione nasceranno gradualmente e spontaneamente storie tratte dall’esperienza dei partecipanti che verranno immediatamente rappresentate sul palco attraverso la forma artistica di improvvisazioni teatrali e musicali.\nDurante la performance il pubblico dapprima indistinto si trasforma in una comunità narrante e partecipante. \nLa storia del singolo raccontata e condivisa diviene la storia dell’intera comunità partecipante che l’ha udita e che ora\, grazie alla magia della messa in scena e del livello analogico e meta-simbolico della rappresentazione\, ha la possibilità di rivedervi qualcosa di proprio. \nIngresso ad offerta libera.
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SUMMARY:Slavi bravissime persone
DESCRIPTION:venerdì 6 marzo alle 20.30 sul palco di Hangar Teatri un concerto acustico ma potente: arrivano gli “Slavi bravissime persone”.\n“Come tradizione vuole\, quando si parla di furti\, la mente si sposta istintivamente ad est. Si pensa ad una banda di teppistelli brutti\, sporchi e poco gentili. Da questo assurdo\, ma quanto mai usuale pensiero traggono ispirazione gli “Slavi – Bravissime persone” che tentano più volte\, ma senza esiti\, di rubare i brani dei più bravi cantastorie d’Italia. \nInaspettatamente\, da questa bieca malversazione nascono brani originali e di grande valore\, contenuti nel loro primo disco omonimo\, pubblicato per il centenario della Rivoluzione d’ottobre. Propongono un concerto acustico con brani “slavi” e inediti succulenti. Storie strane di strana gente suonate cantate e raccontate con passione e teatralità da Antonio Ramberti (Duo Bucolico) e accompagnate alla chitarra dal sublime Presidente Néstor Fabbri (Nobraino). \nProgetto speciale con i due musicisti noti nella scena “indipendente” italiana per le loro esibizioni estroverse e disinvolte\, proporranno uno spettacolo gaudente e danzereccio. Arrangiamenti sbilenchi\, ma mai banali. \nIl costo del biglietto è 10 euro. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com
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SUMMARY:Mamma\, papà da dove vengo'
DESCRIPTION:Venerdì 21 febbraio dalle 18 in poi\, in occasione della Giornata Internazionale delle Lingue Madri\, un evento per tutte le età in Hangar Teatri. \nIn occasione della giornata internazionale delle lingue madri\, approvata dall’UNESCO nel 1999 in Hangar si farà una vera e propria festa\, per grandi e piccoli: una festa di lingue\, di storie\, di danze e di cibo\, per gustare la bellezza di tutte le lingue che sono le identità\, vecchie e nuove\, della città. \nE dopo aver dato la buona notte ai più piccoli con ninna-nanne e filastrocche in svariate lingue\, si continuerà a ballare! \n La serata\, che durerà all’incirca tre ore\, sarà suddivisa in più piccoli eventi. Si inizierà con il racconto di una fiaba in molte lingue con la cornice creata da Annalisa Metus\, Paper Engineer\, ci sarà la fondamentale partecipazione diretta del pubblico con storie personali\, danze\, filastrocche e ninna-nanne nelle proprie lingue. \nCi sarà anche Hamim a raccontare la storia di come sia nata la giornata delle lingue madri su iniziativa del Bangladesh\, a portare il monumento Shaheed Minar\, con cui i bengalesi ricordano gli studenti morti per affermare il diritto alla propria lingua: tutti i bambini gli daranno una mano a costruirlo e decorarlo! \nAi più piccoli poi si augurerà la buonanotte in più lingue: tutti possono cantare una ninna-nanna o un’altra canzone o anche una filastrocca\, se pensa di essere stonato – rigorosamente nella propria madrelingua. \nPer i grandi che rimangono o che si aggiungono più tardi ci sarà ancora musica e si continuerà a ballare: il gruppo di danze greche della Comunità greca di Trieste darà letteralmente inizio alle danze\, e poi si potrà continuare con i balli sudamericani\, con balli balcanici\, con quello che si vorrà\, all’insegna dell’internazionalità. \nEdda Battigelli\, ideatrice della serata\, si occupa di plurilinguismo. Porta nelle scuole il progetto teatrale Mundi – perché possiamo sentire le lingue di tutti i bambini e offre dei laboratori per genitori su sviluppo del linguaggio e plurilinguismo con il progetto “Con tænte lingue” \nAnnalisa Metus è Paper Engineer\, letteralmente ingegnere della carta\, vale a dire che lei immagina\, progetta\, prototipa e realizza manufatti in carta che possono essere molto piccoli (come dei libri d’artista tascabili o biglietti) o giganti (scenografie teatrali o installazioni\, per esempio). \nHamim è il presidente dell’Associazione dei giovani bengalesi “Integriamoci”. \nL’ingresso è a offerta libera. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.    \nApertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Pericoloso a sé e agli altri
DESCRIPTION:Domenica 16 febbraio alle ore 17.00 e 20.30\, Hangar Teatri ospita un reading teatrale a partire dai documenti dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste e dagli scritti di Franco Basaglia. \nRiscoprire le vite degli internati dell’Ospedale Psichiatrico attraverso una raccolta di lettere e referti medici\, questo è lo scopo di Pericoloso a sé e agli altri. \nUn insieme di lettere e referti medici degli anni Trenta dell’Ospedale Psichiatrico\, da cui emergono vividamente le torture subite dai pazienti\, perpetrate con violenza da un sistema istituzionale sbagliato. Così le vite di queste persone riaffiorano piano piano\, in maniera vivida\, in uno squarcio d’umanità distrutta dalle pene sofferte e vendute come cure. Le lettere degli internati con i loro parenti\, gli interrogatori con i medici e le anamnesi. Un mondo che ora sembra lontano e sconosciuto ma che fa parte di un passato recente\, superato con la Legge Basaglia del 1978 e la chiusura dei manicomi. Tra le testimonianze emergono degli appunti proprio di Franco Basaglia\, innovatore della disciplina psichiatrica in Italia\, che grazie al suo lavoro è riuscito a smascherare la cieca follia della violenza manicomiale opponendo un rifiuto morale e politico\, che portò all’importante rivoluzione sopraccitata.\nVerranno letti questi testi affinché si possa venire a conoscenza\, almeno in parte\, di cosa significasse ritrovarsi internati in un manicomio e subire determinate torture. Solo ricordando e imparando dal passato è possibile capire e non compiere ancora gli stessi errori. \nTullia Alborghetti è diplomata alla Bottega Teatrale di Firenze e ha studiato con Vittorio Gassman e Jeanne Moreau\n   .\nMarina Calcagno si è diplomata presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Piccolo Teatro di Milano e ha lavorato come attrice con Franco Zeffirelli e Renzo Arbore.    \nFulvio Falzarano ha lavorato in numerose compagnie di prosa nei più importanti teatri italiani. È stato diretto\, tra gli altri\, da Mario Monicelli.\nMauro Serio è di Taranto\, ma triestino d’adozione\, lavora per Tele MonteCarlo nella produzione di “Amici mostri”. Passa poi alla Rai dove conduce le trasmissioni per l’infanzia “Che fine ha fatto Carmen Sandiego’” e “Solletico”.\nLuigi Orsini si diploma a Roma nel 2015 presso la “Stage Academy” diretta da Patrik Rossi Gastaldi. Valentina Fiammetta Milan è attrice e fondatrice di Hangar Teatri\, così come Marco Palazzoni\, direttore del TACT Festival di Trieste.\nL’introduzione sarà a cura di Alessandro Metz\, regista e sceneggiatore italiano.
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SUMMARY:Fainas and Snare Drum Exorcism
DESCRIPTION:Continua la musica ad Hangar Teatri: sabato 15 febbraio alle 20.30 i Fainas\, un power trio che saprà accendere l’indole rock degli spettatori. \nL’energia è qualcosa che non deve mai mancare in un concerto\, e i Fainas lo sanno bene. I ritmi sono trascinanti e fanno venir voglia di ballare e cantare a squarciagola. \nL’offerta del gruppo è molto allettante\, poiché il genere che propongono è un connubio che nasce da numerose influenze. Rock\, grunge\, punk e metal… sono molti i gruppi che hanno influito sul sound dei Fainas. La band nasce nel 2016 per caso\, da un incontro del tutto fortuito tra i suoi componenti. L’estate dell’anno seguente\, dopo aver rodato la propria intesa\, il gruppo inizia ad esibirsi all’interno delle carceri del Friuli-Venezia Giulia\, suonando prevalentemente cover e mettendo le basi per il loro primo lavoro. Nel 2018\, infatti\, registrano il loro primo demo autoprodotto\, cinque tracce originali che risentono però dell’influenza di gruppi come Nirvana\, Queen of the Stone Age\, Rage Against the Machine e Primus. I Fainas provano il loro nuovo repertorio di nuovo nelle carceri e ora sono pronti a portarlo al grande pubblico. \nL’esibizione è l’improvvisazione destrutturata suonata con un rullante e percussioni metalliche su basi prodotte da un generatore di basse frequenze. Il concerto viene accompagnato da uno spettacolo visivo\, come una sonorizzazione dal vivo. \nLa band\, di origine udinese è composta da Mirko Cisilino\, voce e tastiera\, Andrea Faidutti\, voce e basso e Marco D’Orlando\, batteria e voce. \nIl costo del biglietto è 10 euro. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Discorso sul mito\, l'amore
DESCRIPTION:Hangar Teatri ospiterà Discorso Sul Mito\, una serie di racconti incentrati sulle vicende della mitologia classica da un punto di vista inusuale\, venerdì 14 febbraio alle 20.30 \nIl fulcro della narrazione sono dèi e uomini\, con le loro forti passioni e i sentimenti\, le peripezie e le disavventure\, gli amori e le metamorfosi\, perché le vicissitudini dell’uomo sono sempre state le medesime fin dall’antichità\, ed è bene ogni tanto ricordare il passato\, con cui abbiamo molto da condividere. \nDiscorso Sul Mito consiste in una serie di spettacoli\, ognuno con un tema specifico. Ciascun racconto è un capitolo a sé\, indipendente ma allo stesso tempo correlato agli altri\, al fine di costruire un unico grande racconto in continua evoluzione che dia un quadro completo della variegata umanità che abita il mondo. Il pubblico\, infatti\, è molto ampio\, sia per età che estrazione culturale\, e chiunque può ritrovare una parte di sé nello spettacolo: ci si può immergere nelle vicende di Orfeo o in quelle di Euridice\, si può immaginare di essere Zeus o una delle sue vittime. Coraggio\, codardia\, desiderio di affrontare o farsi sconfiggere dalle proprie paure\, l’umanità viene raccontata attraverso il filtro di storie antichissime. \nSul palco ci sarà un solo attore che metterà in scena i racconti della mitologia antica classica\, e lo farà a braccio usando come soli strumenti la sua voce\, il suo corpo\, un taccuino e un carillon. L’idea nasce da un’esperienza di Vittorio Continelli. I nonni gli raccontavano i miti dell’antichità per spiegare i più disparati argomenti e rispondere alle domande più difficili\, il tutto attraverso la meraviglia che queste narrazioni portano con loro. \nVittorio Continelli nasce a Ostuni nel 1975 ed è attore\, autore e regista teatrale. Negli anni ha collaborato con le compagnie Teatro Minimo\, La Luna Nel Letto\, il Teatro dei Venti\, la Città del Teatro di Cascina e altre. Ha diretto\, tra gli altri\, La stanza di Aracne nel 2019\, Let There Be love nel 2012\, lavorando anche per il cinema e la tv. Nel 2001 ha vinto il premio per la miglior regia al concorso Ettore Petrolini con Supplici. \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Punto di Fusione
DESCRIPTION:Venerdì 7 e sabato 8 febbraio alle 20.30 e domenica 9 in doppia replica alle 17.00 e alle 20.30\, Hangar Teatri è orgoglioso di ospitare “Punto di Fusione”\, spettacolo sulla Ferriera di Trieste. \nUn’impresa complessa e delicata quella dell’autrice/protagonista Diana Hobel\, che decide di affrontare un tema delicato a Trieste\, particolarmente nell’ultimo periodo. \nIl teatro però\, ha la possibilità di andare a guardare dove non si vorrebbe guardare. Affrontare un argomento del genere\, a Trieste\, significa andare a guardare dentro un rimosso\, un problema insoluto\, una “rogna”. Lo scopo di “Punto di fusione” è trasformare il problema in una risorsa\, in un momento di incontro\, e di crescita collettiva. \nLo spettacolo affronta un tema “caldo” per la città in modo “freddo”\, ossia quanto più razionale\, super \npartes e oggettivo possibile. Con un ampio e approfondito lavoro di ricerca\, attingendo a fonti dirette \n(interviste incrociate a tutti i soggetti coinvolti) e indirette (l’ampia bibliografia in merito)\, l’autrice/interprete Diana Hobel si mette a servizio dell’argomento\, nel massimo rispetto di tutte le sensibilità in causa. \nIl titolo “Punto di fusione” fa riferimento sia al punto di fusione dei metalli che\, metaforicamente\, alla fusione d’interessi che sembrano contrapposti e resistono l’uno all’altro. \nLontanissimo dal suggerire soluzioni\, “Punto di fusione” vuol essere piuttosto un servizio reso alla riflessione: un momento in cui la città potrà riconoscere sé stessa e un pezzo importante della sua storia. \nL’autrice si avvicina al tema delicatamente\, con il rispetto che si deve agli anziani\, con il rispetto che si deve a chi ha rappresentato una possibilità di emancipazione per molti che sono passati di lì\, per la \ncittà stessa e non solo per la città: “raccontare la Ferriera per me vuol dire entrarci dentro – non fisicamente\, purtroppo non è stato possibile\, il momento è troppo caldo per accogliere una semplice curiosa come me…- ma con parole\, immagini\, suoni”. \nIl biglietto costa 12 euro intero\, 8 euro ridotto. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, over 65 e studenti universitari. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Fùtbol\, miti e leggende del calcio sudamericano
DESCRIPTION:Sabato 1 febbraio alle ore 20.30 andrà in scena in Hangar Teatri “Fútbol\, miti e leggende del calcio sudamericano”\, una pièce di teatro a leggio su due calciatori che hanno avuto il coraggio di andare contro le regole per un bene più grande di loro. \nSaper dire di no ed opporsi in certe situazioni difficili non è una qualità che tutti hanno. Bisogna avere l’ardire di rischiare per un bene più grande di noi. Questo viene raccontato nello spettacolo\, attraverso le storie di Carlos Caszely e Obdulio Varela. \nLo spettacolo è suddiviso in due atti\, una per ogni personaggio trattato. La prima è intitolata “Carlos Caszely\, l’uomo che si rifiutò di stringere la mano a Pinochet”. Il calciatore\, soprannominato “Rey del metro cuadrado”\, è noto per la sua dichiarata opposizione al regime dittatoriale di Augusto Pinochet: nel 1988 in Cile viene indetto un referendum popolare per determinare la conferma del dittatore alla guida del Paese\, e i sondaggi rimangono incerti finché Caszely\, ancora una figura di rilievo dopo la cessazione dell’attività agonistica\, decide di schierarsi per il no pubblicamente. Si racconterà di questo evento partendo dal colpo di stato dell’11 settembre 1973.\nLa seconda parte tratta\, invece\, le vicende di Obdulio Varela\, calciatore uruguaiano capitano della sua nazionale ai mondiali del 1950. Dopo aver guidato uno sciopero dei calciatori lungo ben sette mesi\, fu uno dei protagonisti ed attori principali del celebre Maracanazo. Nei mondiali del 1950\, i primi dopo l’interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale\, fu in grado di guidare la sua squadra\, contro ogni pronostico\, alla vittoria della Coppa contro i padroni di casa del Brasile: il tutto nello stadio degli avversari e con duecentomila spettatori brasiliani presenti.\nLa pièce è composta da una serie di letture accompagnate da musiche dal vivo a cura dell’orchestra Bachiblafax\, diretta dal maestro Marco Vilevich\, che esegue\, fra una lettura e l’altra\, brani della tradizione musicale sudamericana. \nL’autore è Giuseppe Vergara\, noto anche per la parallela attività di scrittura narrativa. Il suo romanzo “Primavera di sangue” è stato presentato alle edizioni 2017 di Mittelibro a Cividale\, di Book City a Milano e all’edizione 2018 di èStoria a Gorizia. Il suo spettacolo “Lipa” è stato replicato più volte a Trieste e provincia\, mentre “Fútbol\, miti e leggende del calcio sudamericano” ha esordito nel giugno 2018 e continua le repliche. \nGli attori Andrea Salvo e Luca Giustolisi hanno fatto parte per anni della compagnia teatrale di Teatro Incontro e ora si dedicano soprattutto a letture di testi dal vivo. \nL’orchestra Bachibaflax vanta una lunga esperienza di concerti dal vivo e come colonna sonora di eventi teatrali e reading. Oltre che con Giuseppe Vergara hanno collaborato più volte con il pittore e poeta Ugo Pierri e con Mario Andolina nello spettacolo “Diari da Mosul”.
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DESCRIPTION:venerdì 31 gennaio alle ore 20.30 andrà in scena in Hangar Teatri Boddah\, spettacolo di e con Davide Rossi su un tema sempre coinvolgente e ricco di spunti: trovare il proprio posto nel mondo. \nLa vita spesso propone delle sfide che possono rendere incerti e dubbiosi chiunque riguardo alle proprie capacità e al proprio posto in un mondo così aspro e spesso indeciso. L’importante è cercare di non perdere la bussola e continuare sempre a ricercare se stessi. \nIl punto di partenza dello spettacolo è la lettera di suicidio di Kurt Cobain\, personalità profonda\, ma anche tormentata e in bilico. Dalle sue parole emerge una grande tristezza\, dettata da un’assenza di emozione che l’artista denuncia. Con le dovute proporzioni\, è facile capire quale sia la difficoltà dell’essere un artista che vuole solo trovare un posto nel mondo\, sia come persona che come interprete delle arti. Spesso\, infatti\, le prese di posizione fatte diventano gabbie claustrofobiche dalle quali è difficile liberarsi\, e il proprio modo di vivere si trasforma assieme al modo di pensare\, a una velocità a cui è difficile stare dietro. La vita è un vortice che assorbe tutto e spesso sbatte le persone da una parte all’altra\, senza lasciare un attimo di respiro\, e in questa situazione è fondamentale cercare di non perdere la propria bussola e tornare in contatto con se stessi.\nLa figura chiave dello spettacolo è proprio quella di Kurt Cobain\, morto suicida all’età di 27 anni\, simbolo di una generazione in rivolta\, una generazione che combatte per ritagliarsi un piccolo spazio sul suolo dissestato del mondo. È il portavoce della delusione\, della rabbia e della stanchezza che caratterizza quegli anni che sembrano così lontani\, ma che ancora molto hanno in comune con i nostri tempi: incertezze\, rapidi mutamenti sociali e tecnologici\, e quel naturale impulso a ricercare noi stessi viene smorzato\, smarrito fra tutte quelle possibilità che ci offre il nostro sistema. \nCos’è diventato quel “Nirvana”’ Davide Rossi proverà a dare una chiave di lettura sul tema. \nDavide Rossi è diplomato alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe a Udine. Assieme ad Alejandro Bonn e Omar Giorgio Makhloufi nel 2018 ha fondato la compagnia professionista ArtiFragili con cui lavora stabilmente a Trieste mettendo in scena “Non vedo\, non sento ma posto”\, “In – Trattenendo”\, “Dormi Europa\, dormi…” e “Boddah”. La compagnia opera su riscritture contemporanee di testi classici e su drammaturgie originali\, ricercando diversi linguaggi performativi applicati alle grandi domande della nostra contemporaneità. \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, studenti universitari e over 65.
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SUMMARY:Playback theatre: il Giorno della Memoria
DESCRIPTION:In occasione del Giorno della Memoria\, in Hangar Teatri un’esibizione di Playback Theatre\, forma di teatro interattivo.\nIl Playback Theatre (in italiano Teatro della Restituzione) è una forma di teatro interattivo e allo stesso tempo una metodologia di lavoro con gruppi che incarna la fusione tra lo storytelling\, il teatro sociale e l’improvvisazione. \nGrazie alla sua struttura artistico-metodologica facilita la comunicazione tra persone. Si utilizza in contesti sociali\, artistici e scolastici con piccoli\, medi e grandi gruppi. Permette di riconoscersi nelle storie degli altri attraverso lo strumento teatrale\, che trasforma creativamente le storie narrate offrendo un’occasione per riflettere e condividere\, dando valore alla memoria storica personale stimolando la memoria storica collettiva. \nGrazie all’interazione con gli attori\, il pubblico viene inizialmente attivato a riflettere sul tema della serata\, per fare solo alcuni esempi: attraverso alcune proiezioni\, immagini\, quadri o semplicemente attraverso il titolo della performance\, si chiede al pubblico cosa quella frase fa venire in mente\, momenti in cui il pubblico ha vissuto esperienze legate al tema Dopo questa riflessione-attivazione nasceranno gradualmente e spontaneamente storie tratte dall’esperienza dei partecipanti che verranno immediatamente rappresentate sul palco attraverso la forma artistica di improvvisazioni teatrali e musicali. \nIl Playback Theatre crea uno spazio rituale\, un clima accogliente\, rispettoso e non giudicante\, dove ogni persona può narrare la propria storia e vederla immediatamente trasformata in forma artistica sul palcoscenico. \nDurante la performance il pubblico dapprima indistinto si trasforma in una comunità narrante e partecipante. \nLa storia del singolo raccontata e condivisa diviene la storia dell’intera comunità partecipante che l’ha udita e che ora\, grazie alla magia della messa in scena e del livello analogico e meta-simbolico della rappresentazione\, ha la possibilità di rivedervi qualcosa di proprio. \nIl costo del biglietto è di 8 euro.
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SUMMARY:Il Baciamano
DESCRIPTION:Da venerdì 24 a domenica 26 gennaio andrà in scena in Hangar Teatri lo spettacolo Il Baciamano\, di Manlio Santanelli e diretto da Giovanni Esposito sull’incontro tra due mondi opposti nel contesto della guerra. \nL’opposizione tra due realtà che sembrano così distanti\, ma che forse non lo sono del tutto\, un giacobino catturato dai lazzari sanfedisti e una donna povera\, dei bassi fondi\, incaricata di raggirare al meglio la sua preda. \nL’ambientazione è cupa\, sotterranea\, penetrano solo le voci dai vicoli in una città brulicante di un’infinita varietà umana. Al centro\, due personaggi che si confrontano\, una lazzara sanfedista e un gentiluomo giacobino condotto nel fondaco dal marito della donna. Quest’uomo dev’essere ucciso e dato come pasto agli affamati figli della famiglia lazzara. In questa circostanza si incontrano e scontrano due mondi così lontani da non sembrare avere neanche un piccolo punto di incontro\, la loro lingua infatti è diversa\, come tutta la loro cultura e il loro modo di essere. Il momento in cui c’è un vero avvicinamento è durante il baciamano\, gesto simbolico che racchiude in sé molte pulsioni erotiche e di morte\, nell’antico contrasto eros e thanatos. Nasce così quello che si può definire un gioco tragicomico di seduzione\, in cui la janara rimane colpita dalla cerimoniosità e dal fascino che il baciamano racchiude in sé. Ma allo stesso tempo è come se attraverso quel gesto il gentiluomo\, di rango più alto\, volesse donare un momento di liberazione dalla degradazione alla donna. È così che i due mondi\, che parevano così dissimili e discosti l’uno dall’altro\, scoprono di essere due parti di una stessa medaglia influenzata dalla guerra\, la realtà che si ritrovano costretti a vivere. L’ineluttabilità del destino\, la difficile condizione dell’uomo\, destinato a morire sia che la sua vita sia stata ricca e felice\, sia che la sua vita sia stata povera e difficile: unico è il destino delle persone\, e questo sarà il punto di incontro tra i due.     \nIl testo è di Manlio Santanelli\, drammaturgo napoletano\, laureato in filosofia del diritto. Ha lavorato anche in Rai dal 1962 al 1980\, anno in cui mette in scena il suo primo testo teatrale\, Uscita di emergenza. Seguono altri testi\, tra cui Regina Madre\, Bellavita Carolina\, Un eccesso di zelo. Il baciamano debutta al Festival di Avignone nel 2004. \nLa regia è affidata a Giovanni Esposito\, anche lui partenopeo\, già attore\, comico e personaggio televisivo. Ha lavorato con Aldo\, Giovanni e Giacomo per il cinema e ha già diretto nel 2019 lo spettacolo Exit. \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:L’Altalena – la mia battaglia con l’umore
DESCRIPTION:Domenica 19 gennaio in Hangar andrà in scena L’Altalena – la mia battaglia con l’umore\, monologo sul disturbo bipolare\, in doppia replica alle 17.00 e alle 20.30 \nUn susseguirsi di crisi maniacali e fasi depressive\, agitazione psico-motoria ed euforia\, privazione del sonno e del cibo che sfociano in uno stato di avvolgente confusione: questo è il disturbo bipolare\, e attraverso gli occhi della protagonista Mara (Valentina Rosaroni) si vedrà com’è vivere con un tale turbamento. \nLa protagonista\, in un monologo molto personale\, ripercorrerà la propria storia e farà comprendere al pubblico come il disturbo bipolare influenzi la sua esistenza\, un’altalena di emozioni disparate. Mara\, infatti\, è costretta a convivere con una mente che la tiene in ostaggio\, facendole alternare momenti di estrema euforia caratterizzati da un’impellenza di muoversi e pensare\, a momenti di forte depressione. Questi sono i momenti peggiori\, perché quando inizia la parabola discendente dell’umore che porta alla fase depressiva\, Mara e il suo quotidiano sono completamente stravolti. Tutto assume tinte fosche\, e non è facile opporsi. Un oceano di pensieri si avvicenda nella mente\, dubbi e sensi di colpa. Ogni piccola cosa è in grado di scatenare un grigio vortice di pensieri negativi e pericolosi.\n Piano piano la mente prende il sopravvento e Mara inizia a smarrire la sua identità. La domanda\, quindi\, sorge spontanea: è possibile scendere da questa altalena di alti e bassi’ \nIl testo è di Angela Giassi e nasce a partire da alcuni appunti raccolti da esperienze di persone a cui è stato diagnosticato il disturbo bipolare. Si tratta di un disturbo che cresce continuamente e muta in forme a volte difficili da gestire\, se ne sente parlare ma probabilmente se ne sa molto poco.  \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com
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SUMMARY:Io lo so perché lo sa Cergoly
DESCRIPTION:arolus Cergoly\, poeta triestino del ‘900\, sta scivolando nel dimenticatoio e con lui tutta la sua poetica. Ma la poesia\, quando cade\, rimbalza e prende nuove traiettorie. \nE questo che succede in “Io lo so perchè lo sa Cergoly “\, scritto da Theo Verdiani\, con la regia di Gigliola Bagatin e le musiche di Fulvio Bozzetta. I giovanissimi Stolen Wordz\, nelle persone di Emma Vidonis\, Alice Biasi\, Emanuele Nicolini\, Andrea Marfoglia\, Alessio Cecchi e Raffaele Verdiani\, porteranno in scena una narrazione surreale e magica di una Trieste di oggi\, fatta di mare e \ndisagio\, amore e sostanze\, voglia di lasciare il segno e desiderio di sparire. \nE se i personaggi della sua poetica potessero parlare con i ragazzi di oggi’ Tra la Lepa Vida e le difficoltà di Giula\, tra Jonas l’assassino e il trapper Lil Flexxy Grazz \, l’addolorato Giuseppe e il pusher del rione\, così tra musica e prosa gli Stolen Wordz e Fulvio Bozzetta si troveranno a dialogare con il vecchio poeta\, intrecciando i loro versi Trap alle sue liriche graffianti\, evocando fantasmi del passato e demoni del presente\, per trovare quel cuore pulsante che ha dato e darà linfa alla poesia attraverso i secoli. \nStolen Wordz è ormai il duro nucleo di un progetto aperto alla cittadinanza e rivolto agli Under 25\, nato nel 2016\, e finalizzato alla promozione del protagonismo giovanile in campo artistico\, spingendo i ragazzi a riprendersi tempo e spazio per giocare con parole e scena. \nIl biglietto costa 12 euro intero\, 8 euro ridotto. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, over 65 e studenti universitari. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com
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SUMMARY:Amazin' Gospel
DESCRIPTION:Domenica 12 gennaio alle ore 17.00\, Hangar Teatri è orgoglioso di ospitare Amazin’ Gospel. Musica e temi sociali sul palco. \nPer lungo tempo la musica gospel è stata appannaggio della cultura afroamericana\, che ha reso questo genere corale e spirituale uno dei suoi tratti caratteristici. Ora\, per quanto ancora legato a determinati fattori culturali\, la musica gospel è anche un mezzo tramite il quale poter parlare di discriminazione razziale e sensibilizzare il pubblico. \nIl progetto Amazin’ Gospel è semplicemente un’esplosione di energia e tanta anima\, elementi imprescindibili dalla musica. Essendo un genere appartenente alla cosiddetta musica afroamericana\, il gospel è strettamente influenzato dalla storia; furono milioni gli esseri umani strappati dalla loro terra\, deportati e schiavizzati\, e la musica era uno dei pochi strumenti di raccoglimento e condivisione nella speranza di un futuro più roseo.\nCi si immergerà nei testi e nelle note\, ci si bagnerà in un mare profondo di richiami\, suggestioni ed esperienze. Si vedrà un frammento nitido\, ben definito\, di vita di popolo. L’origine dei generi musicali come il gospel\, il blues\, lo spiritual o il soul\, infatti\, è la stessa\, intrisa di storia e sentimento. C’è un canto che si leva dolente\, perché l’anima si volge a giudicare la terra e la scopre debole\, fragile\, desiderosa di salvezza: la musica vibra insieme all’uomo\, che ride e gioisce\, piange e si rattrista\, balla e sogna\, prega o impreca\, ma sempre con una ragione ben definita in mente.\nDice il gruppo: “Siamo avvolti dal blues e ogni sua sfumatura\, dall’opprimente angoscia del vivere e dalla tensione estrema della domanda sui perché: perché tanta sofferenza\, perché tanto non senso’” E i 5 ragazzi hanno risposto formando un gruppo. Per tentare di dare nuovo lustro a tale sofferenza\, di esorcizzarla col canto attraverso una formazione corale ridotta all’essenziale: quattro voci e una chitarra che si fondono in un impasto originale e creano un sound nuovo e insieme tradizionale. \nIl progetto nasce nel 2010 Abruzzo\, dall’incontro di alcuni musicisti\, provenienti da percorsi musicali diversi\, accomunati dalla passione per la cultura afroamericana. Dal 2016\, per volontà della fondatrice Miriam Foresti\, Amazin’Gospel è approdato a Udine e si è stabilizzato nella seguente formazione: le voci sono di Miriam Foresti\, diplomata in canto jazz al Conservatorio dell’Aquila\, Rosa Mussin\, già solista con dei lavori all’attivo  (tra cui la North East Ska Jazz Orchestra\, con più di 30.000 visualizzazioni su YouTube) \, Daisy De Benedetti\, udinese e membro del coro “Le Viole”\, Annalisa Conte\, e Matteo Pinna alla chitarra. \nIl costo di ingresso è di 10 euro.
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SUMMARY:H24 - la maratona artistica
DESCRIPTION:H24: un anno dopo\, torna la grande maratona artistica di Hangar Teatri. 24 ore no-stop di esibizioni\, e a salire sul palco sono i cittadini\, da venerdì 10 gennaio ore 19.00 fino a sabato 11 gennaio ore 20.00.\nLa scorsa edizione di H24 segnava la (ri)apertura di Hangar Teatri\, a lungo rimasto chiuso per motivi burocratici. Un evento di lancio\, un evento che “presentava” alla città il grande cubo viola tornato a riempire di Arte via Pecenco. Dopo una lunga attesa fatta di lavoro\, di sogni e di fatiche\, l’amato teatro praticamente costruito da zero tornava in vita. \nRidargli vita però non è costato solo fatiche e dedizione\, ci sono state importanti spese per i lavori di ristrutturazione. Dalla caldaia al parquet\, dai sistemi di sicurezza ai maniglioni antipanico\, dagli impianti idraulici fino al tetto da rifare. L’H24 quindi voleva essere anche un modo per permettere a chi voleva di lasciare un’offerta libera\, simbolica\, per contribuire alla rinascita di Hangar Teatri. Al tempo stesso\, rendeva Trieste vera protagonista della riapertura: sul palco solo esibizioni proposte dal pubblico stesso\, che si candidava settimane prima per e-mail. Vedere tutte quelle e-mail di proposte artistiche ci ha fatto capire quante volte vengono tenuti nel cassetto passioni\, talenti e idee perché non si hanno mezzi e modo di portarli alla luce. Ed ecco che il palco di Hangar si apriva alla città\, anzi\, alla Regione. \nLa Stagione è poi iniziata\, il rinnovato Hangar ha ospitato concerti\, prosa\, poesia\, danza\, conferenze e workshop\, e a poco a poco si è tornati in carreggiata\, con pazienza e costante tenacia il programma si è sempre più arricchito fino ad arrivare a offrire quattro eventi a settimana: un dolce e sudato traguardo.\nI grossi lavori sono ora finiti\, ma restano i piccoli lavori.  L’acquisto che ora vogliamo affrontare è un defibrillatore per Hangar Teatri\, e parte del ricavato delle 24 ore artistiche sarà dedicato proprio a questo. \nCon gioia ed emozione riproponiamo quindi l’H24: dalle ore 20 di venerdì 10 gennaio alle ore 20 di sabato 11 gennaio\, saremo in Hangar per una 24ore non-stop di azioni teatrali\, spettacoli\, improvvisazioni\, training attoriale\, musica\, proiezioni\, forse cali di zuccheri. \nChiamiamo pertanto una volta ancora a raccolta tutti voi a sostenerci: raggiungeteci nel nostro cubo viola per donare un piccolo pezzo della vostra arte\, qualsiasi tipo di Arte\, e per godere delle esibizioni degli altri: c’è la probabilità che vedrete sul palco una vostra collega\, il vostro vicino di casa\, i baristi che ogni mattina vi preparano il caffè. \nIn base alle proposte artistiche che verranno inviate a info@teatrodeglisterpi.org\, organizzeremo la scaletta dell’evento\, che verrà condivisa sui nostri social e sul nostro sito. \nAspettiamo la vostra Arte\, aspettiamo di condividere il palco con Voi. \nPer informazioni e per proporsi scrivere a info@teatrodeglisterpi.org con oggetto “proposta artistica – H24” entro e non oltre il 6 gennaio 2020.
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SUMMARY:Babbo Natale e la Befana van su Marte!
DESCRIPTION:Arriva in Hangar Teatri “Babbo Natale e la Befana van su Marte!” spettacolo natalizio ma a sfondo scientifico per bambini\, in cinque repliche: sabato 21 e domenica 22 dicembre alle ore 11\, lunedì 23 alle ore 16 e domenica 5 gennaio alle ore 11 e alle ore 16. \nL’astronomia diventa accessibile anche ai più piccoli\, in un viaggio alla scoperta dello spazio. Lo spettacolo nasce dall’esperienza del regista Kevin Bianco in “Weihnachtsmärchen: der Weihnachtsmann fliegt zu den sternen” (regia di Frank Radüg) presso il Theater Frankfurt.\nCaso ha voluto che la formazione da fisico di Kevin Bianco e la sua passione viscerale per il teatro si incontrassero in questo spettacolo con il tema dell’astronomia: regalare ai bambini un viaggio nello spazio permettendo loro di vedere qualcosa di fortemente poco quotidiani\, ma che di fatto (a loro insaputa) li circonda. Con lo spettacolo non si vanno certo a spiegare le leggi che regolano l’universo\, ma si dà un nome agli oggetti che li compongono\, e dove possibile se ne danno alcune semplici caratteristiche. \nIn questa rappresentazione Babbo Natale è ancora un bambino\, spoglio di tutte le qualità del virtuoso Babbo Natale che tutti i bambini conoscono e amano\, ed è accompagnato dalla Befana\, una ragazzina vivace e monella\, ben lontana dal diventare la Befana che tutti conoscono. I due si cacciano in un gran numero di disavventure che li costringeranno a superare tutti i loro difetti. Spinti dalla curiosità\, volano sul pianeta rosso e a causa di un parcheggio mal riuscito vi restano bloccati e finiscono per litigare. Ma su Marte\, per loro fortuna\, non sono soli: è presente anche il robot Curiosity\, che sarà \ncolui che aiuterà i protagonisti a sistemare la situazione e a rafforzare il legame di amicizia che li lega.      \nIl costo del biglietto è 5 euro per i bambini\, 3 euro per ogni genitore. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com
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SUMMARY:I Quanti Underground
DESCRIPTION:Sabato 21 dicembre alle 20.30 e domenica 22 dicembre alle ore 17.00\, in Hangar Teatri I Quanti Underground: quando il teatro incontra la scienza. In collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste.\nViviamo in un’epoca in cui quasi ogni giorno siamo subissati da tonnellate di informazioni non richieste\, che ci vengono scodellate con grande facilità da fonti di dubbia origine e che\, nella maggior parte dei casi\, noi non abbiamo né il tempo né la voglia di verificare. Per dirla con un inglesismo il pericolo fake news è sempre dietro l’angolo e ci siamo cascati tutti\, prima o poi\, ammettiamolo. Ma niente paura\, arrivano in Hangar Teatri I Quanti Underground a dissipare ogni nostro dubbio. In questa prima puntata dedicata a indagare il motivo per il quale circa 6 milioni di individui al mondo riversino un mucchio di energia nel voler convincere gli altri 7 miliardi che la Terra è piatta\, il Prof. Michele Pipan dell’Università degli Studi di Trieste ci spiegherà come sia cambiata nel corso della Storia la conoscenza dell’uomo sulla forma\, e non solo\, del pianeta Terra. O tenterà di farlo\, perché prima\, dopo\, e forse anche durante il suo intervento\, gli attori di Hangar Teatri proporranno uno spettacolo comico che avrà come protagonisti i peculiari abitanti di una piazza.\nI Quanti Underground possono quindi essere definiti come uno “spettacolo di divulgazione”. \nLa prima puntata andrà in scena sabato 21 dicembre e sarà replicata domenica 22 dicembre 2019.\nIn scena\, ci saranno Ivo Huez\, Simone Kodermaz\, Stefania Mallia\, Luigi Orsini\, Marco Palazzoni e Sergio Pancaldi. A dirigerli\, Valentina Milan – che apparirà in scena.       \nI Quanti Underground nascono da un’idea del Prof. Angelo Bassi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste in seguito alla collaborazione con il CUT di Trieste durante la serie di incontri di divulgazione scientifica “Il Caffè dei Quanti”. \nIl prezzo del biglietto intero è di 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, over 65\, under 18 e studenti universitari. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com
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SUMMARY:Hangar Poetry Slam
DESCRIPTION:Arriva in Hangar Teatri il Poetry Slam\, lunedì 16 dicembre alle ore 19. La poesia si prenderà la scena in una gara all’ultimo verso\, e la giuria sarà scelta tra il pubblico. \nAncora una volta Hangar vuole dare spazio alla poesia\, forma d’arte di grande spessore. In scena ci saranno alcuni poeti che si sfideranno a suon di versi scritti di proprio pugno. Lo scopo è di creare un’ambiente coinvolgente che sappia catturare l’attenzione\, per restituire la poesia ai legittimi proprietari\, tutti!        \n“Il punto non sono il punto\, il punto è la poesia”. Il poetry slam è infatti una gara non competitiva a punti\, in cui un gruppo di poetesse e poeti si sfida utilizzando tre elementi: i propri versi\, originali e inediti\, la propria voce ed il proprio corpo. A decretare i punti è una giuria scelta a caso tra il pubblico presente in sala. La competizione è condotta da un MC\, ovvero Master of Cerimony.\nCome anticipato\, lo scopo della performance è quello di restituire la poesia\, da tempo appannaggio di pochi\, al grande pubblico che magari non ne ha grande familiarità. Perché\, del resto\, la poesia è stato uno dei mezzi principali dell’uomo per esprimersi\, già nell’antichità.   \nIl collettivo poetico ZufZone torna così sul palcoscenico di Hangar Teatri per riportare la poesia nella frenesia del quotidiano e per regalare così un momento di arte. Il vincitore dello slam si candiderà automaticamente al campionato regionale.   \nZufZone è un collettivo poetico nato da poco\, che ha già creato una serie di eventi e iniziative con lo scopo di sperimentare con la poesia e le arti in generale. Tra queste l’omonima rassegna di poesia performativa che ha luogo ogni terzo sabato del mese e che sta portando artisti provenienti da tutta Italia a portare le proprie poesie e le proprie performance nella regione. \nL’ingresso è a offerta libera \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Quintetto
DESCRIPTION:Sabato 14 dicembre alle ore 20.30 e domenica 15 alle 17.00 Hangar Teatri ospiterà Quintetto\, di e con Marco Chenevier\, spettacolo vincitore del Be Festival – Birmingham. \nIl “5”\, una cifra ricorrente in una moltitudine di aspetti della vita e della cultura umana\, è il punto cardine nello spettacolo di Marco Chenevier\, che ha ricevuto numerosi e importanti apprezzamenti da giurie e critici internazionali. \nAl centro dello spettacolo c’è il numero cinque\, frequente in molti aspetti della vita umana: è il numero delle dita della mano\, dei sensi\, della base decimale matematica nonché numero del pentacolo. Nell’esoterismo\, invece\, simboleggia la vita universale e l’individualità degli esseri\, ma non solo: è il numero dell’uomo come punto a metà tra terra e cielo\, e indica la possibilità di innalzarsi verso una condizione superiore. È facile\, pertanto\, capire l’importanza di questa cifra.\nMa siamo in tempi di crisi e molte concezioni e credenze possono essere sovvertite: a riportarci sulla giusta strada c’è Marco Chenevier\, arguto e talvolta irruente nelle battute\, come ha detto Amy Young di Theatre Bubble\, ma in grado di dare allo spettacolo uno slancio emotivo non indifferente.\nSi vedrà rappresentata in scena\, ad esempio\, Rita Levi Montalcini in una raffigurazione meravigliosa: con un blazer verde\, gambaletti marroni\, i capelli pieni di talco\, il corpo ingobbito e le labbra socchiuse. La visione è quasi iperrealistica\, ma nel momento in cui il lato comico della performance viene accantonato\, si è testimoni di una magistrale performance di danza\, interpretata con splendido proposito. Salta agli occhi come il talento di Chenevier per la commedia e la coreografia sia innegabile. \nLa produzione dello spettacolo è di Aldes\, un’associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993\, sotto la direzione di Roberto Castello\, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica\, e Tida\, gruppo fondato da Marco Chenevier. Coreografo\, danzatore\, regista e attore\, Chenevier si diploma all’Accademia Internazionale di Teatro\, scuola di Recitazione di Roma “Circo a Vapore”\, ha frequentato un percorso di formazione triennale presso la scuola “Filomarino” di Roma e con Annapaola Bacalov. È stato per sette anni assistente di Isaac Alvarez presso il Théâtre du Moulinage a Lussas (Francia). Le foto sono di Alex Brenner.   \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, studenti universitari e over 65.
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SUMMARY:Lorenzo Capello 4tet
DESCRIPTION:Venerdì 13 dicembre alle 20.30 salirà sul palco di Hangar Teatri il Lorenzo Capello Quartet\, in un concerto tra musica e ironia. \nIl progetto musicale di Lorenzo Capello\, musicista con già due album all’attivo\, prende forma da un suo desiderio: riuscire a realizzare un disco di improvvisazione\, per distaccarsi dalla monotonia di una musica che parte da elementi più scritti e ragionati. \nIl quartetto nasce grazie a un crowdfunding che mette insieme quattro musicisti improvvisatori\, che sono però anche amici fidati. È proprio questo un tratto fondamentale del gruppo\, il cui ingranaggio artistico è ben oliato\, fattore che favorisce l’improvvisazione musicale.\nPizze A Domicidio\, invece\, è il frutto di un giorno intero passato in studio a registrare\, secondo un approccio molto libero e disinibito. Il disco presenta una dozzina di pezzi musicali in diverse combinazioni nati in maniera del tutto spontanea suonando e ascoltandosi a vicenda. È la musica al centro di tutto\, e null’altro. Ovviamente\, non si tratta neanche di improvvisazione sregolata\, poiché l’obiettivo perseguito da Capello e i suoi colleghi è l’autosufficienza artistica dei brani\, raggiunta tramite l’idea di instant composing che richiede grande creatività\, spontaneità ed inventiva.\nIl concerto sarà un momento decisamente allegro e rilassato\, la musica guiderà gli ascoltatori che si troveranno in bilico fra jazz (o nonancorajazz’) improvvisato e stravaganti momenti di non facile umorismo: ai musicisti infatti piace improvvisare e spesso anche ridono alle battute del frontman\, Lorenzo Capello che no\, non è parente dell’allenatore. \nLorenzo Capello ha già un lungo passato come musicista. Nel 2012 pubblica Il Partenzista con la Orange Home Records\, disco di dieci composizioni di cui due reinterpretazioni celebri\, “Burma Shave” di Tom Waits e “The auld triangle” dei Dubliners. Si percepisce grande libertà all’interno di tutto il disco\, sintomo di un intento quasi innato di vivere la musica nella maniera più libera possibile da parte dell’autore.\nNel 2014\, invece\, esce Dagli Appendini alle Ante\, disco autoprodotto con l’aiuto di Raffaele Abbate che racconta il viaggio all’interno di un armadio. Il tutto è la naturale prosecuzione del primo lavoro ed è anch’esso caratterizzato da grande libertà artistica.\nIl 13 dicembre si presenta il nuovo disco dal vivo\, ovviamente improvvisando altre cose con la stessa idea in testa\, e nelle mani. \n Il costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi\, under 18\, studenti universitari e over 65.
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SUMMARY:Verso i quanti underground
DESCRIPTION:Un incontro con il Prof. Angelo Bassi dell’Università degli Studi di Trieste\, lunedì 9 dicembre ore 19.00 \nOggi la scienza è sotto accusa per abuso di posizione dominante: perché dovremmo credere che la terra è sferica’ Perché dovremmo vaccinarci’ Perché non dovremmo preoccuparci delle scie chimiche’ Il clima è davvero impazzito’ Chi ci assicura che gli scienziati abbiano ragione\, perché dovremmo credere a loro’ La storia ha dimostrato che la scienza non è infallibile. Con leggerezza ma con rigore\, esercitando il pensiero critico ma anche divertendoci\, il professor Angelo Bassi cercherà di spiegare perché della scienza ci si può fidare\, partendo da un dato sicuro: la terra non è piatta. \nL’incontro si inserisce nella cornice della rassegna “Ioamoilunedi” ed è in previsione dello spettacolo “I quanti underground”\, in scena 21 e 22 dicembre in Hangar Teatri. \nL’ingresso è a offerta libera
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SUMMARY:La conquista della felicità
DESCRIPTION:Arriva in Hangar Teatri una piece diretta dalla regista torinese Maura Pettorruso\, un affascinante viaggio all’interno della vita del Premio Nobel per la Letteratura Bertrand Russell. \nUn immaginario dialogo tra Bertrand Russell (Stefano Pietro Detassis) e Cassiopea\, la costellazione della dea africana\, una tra le più riconoscibili e affascinanti del cielo. Le stelle sono sempre state compagne\, spettatrici e talvolta interlocutrici dell’uomo\, che spesso volge lo sguardo verso l’alto per cercare risposte. Qui è Cassiopea a sostenere ed accompagnare Russell\, che arrivato agli ultimi istanti della sua vita rivive la sua esistenza\, cercando di coglierne l’enigma intrinseco. \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Cold Water - incontro con Francesco Guerrera
DESCRIPTION:Domenica 1 Dicembre alle 18.30\, dopo la rappresentazione di Cold Water delle ore 17.00\, un incontro con l’autore Francesco Guerrera\, uno dei giornalisti finanziari più rinomati del mondo anglosassone.\nFrancesco Guerrera\, già caporedattore finanziario di Wall Street Journal e Financial Times e attualmente Head of International del Dow Jones Media Group accompagnerà il pubblico in un viaggio nei meandri del mondo della finanza. \nIl teatro ha sempre “avuto paura” della finanza\, tema complesso\, intricato e ostico. Cold Water ne fa una virtu’\, utilizzando il mondo spietato della finanza come specchio di desideri e vizi umani. La domanda fondamentale della pièce è infatti: quando ci sono di mezzo soldi\, ambizioni e ego\, è possibile che ci siano vincitori e vinti o siamo tutti sconfitti’ \nLa brillante carriera da giornalista di Francesco Guerrera\, la sua dote per la scrittura e la sua passione per il teatro hanno dato vita a Cold Water\, e domenica racconterà aneddoti\, curiosità e retroscena della scrittura dell’opera. \nNato in Italia\, studiato a Londra\, Francesco Guerrera è uno dei giornalisti finanziari più rinomati nel mondo anglosassone\, attualmente direttore-capo di Barron’s Group in Europa. Ha lavorato per un decennio al Financial Times\, a Londra\, Bruxelles\, Hong Kong e New York. È poi passato al Wall Street Journal dove ha diretto le notizie finanziarie per cinque anni. Collabora a La Stampa da un decennio. \nHa vinto il Premio Ischia\, il Premio Amerigo e il premio della Foreign Press Association. \nL’incontro è aperto a tutti\, dopo la rappresentazione dello spettacolo delle 17.00
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SUMMARY:Ite Missa Est
DESCRIPTION:In Hangar Teatri arriva la prima regia teatrale in Italia di Jean Philippe Person con un monologo su due storie apparentemente distanti. \nUn monologo dalla regia di a due voci che racconta due storie apparentemente distanti: la nascita e lo sviluppo dello IOR\, la Banca Vaticana\, ed i Mondiali del ’78 in Argentina. Un prete ed un ex-calciatore\, due mondi differenti e due personaggi che hanno avuto il coraggio di dire no\, ci portano piano piano a conoscenza di fatti e nomi che si intrecciano. Uno spettacolo per capire come sono andate alcune cose e come potrebbero comunque andarne alcune altre ancora oggi. \nUn personaggio inventato\, Don Dario\, nella sua ultima omelia racconta fatti circostanziati e dimostrati sulla storia vaticana ed un personaggio realmente esistito\, Jorge Carrascosa\, che riportando la cronaca dei Mondiali racconta di una dittatura e della sua rinuncia ad essere il capitano di quella Nazionale. \nIn “Ite Missa Est” Mauro Monni ed Andrea Mitri propongono due monologhi che grazie alla regia “cinematografica” di Jean Philippe Pearson\, si intrecciano sempre di più\, finendo in fin dei conti a raccontare la storia di una scelta comune. \nLa storia dello IOR all’indomani dei Patti Lateranensi\, fino al 1986\, al termine dello scandalo che coinvolse Marcinkus\, Gelli\, Sindona e Calvi si intreccia a quella dei mondiali di calcio in Argentina nel ’78\, sotto la dittatura di Videla\, conclusasi con la vittoria dell’Argentina\, tra partite comprate e arbitraggi compiacenti. \nVolti\, nomi e fatti che riaffiorano dal passato\, per scoprire che il legame tra i due eventi non è poi così labile e che il potere agisce sempre per il suo tornaconto. \nMauro Monni è autore\, attore\, regista e formatore vive e lavora a Firenze e da molti anni collabora con alcune riviste culturali pubblicando alcuni romanzi di narrativa. E’ inoltre uno degli arbitri della Rete Nazionale dei Match di Improvvisazione. \nCon il suo spettacolo “Feltrinelli”\, in scena ad Hangar Teatri ha vinto numerosi premi e rappresentato l’Italia al “Festival Internacionale de Teatro de l’Habana” a Cuba. \nAndrea Mitri si diploma al Laboratorio 9 di Firenze nel 1987\, con Barbara Nativi e Silvano Panichi e continua ad occuparsi di teatro  ad intermittenza fino al 1993\, quando è entrato a far parte della Lega Italiana Improvvisazione Teatrale. \nIn televisione ha lavorato in “Distretto di polizia”\, “Riis” e “La Squadra”\, mentre al cinema ha avuto una piccola parte in “Il giovane favoloso” di Mario Martone. \nNel 2017 ha debuttato al Teatro dei Fabbri di Trieste con lo spettacolo “Ite Missa Est”. Nel 2019 ha scritto e interpretato “Undici ragazzi più 1” per il Centenario della Triestina Calcio e sta lavorando ad “Atletico Short Stories” raccolta di monologhi sullo sport. \nJean Philippe Person è sceneggiatore e regista cinematografico molto noto in Canada. Si è trasferito in Italia per amore\, continuando a scrivere per la televisione canadese e realizzando vari cortometraggi nel nostro paese. “Ite Missa Est” è la sua prima regia teatrale italiana.
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SUMMARY:Feltrinelli\, una storia contro
DESCRIPTION:Sabato 16 novembre alle 20.30 sul palco di Hangar Teatri lo spettacolo “Feltrinelli”\, la storia italiana dal dopoguerra ai primi anni ’70\, raccontati attraverso la vita di Giangiacomo Feltrinelli.\nVincitore di numerosi premi e riconoscimenti il monologo dalla regia di Mauro Monni con musiche di Marco Lamioni\, racconta la storia italiana dal dopoguerra ai primi anni ’70\, vista attraverso gli occhi e l’impegno politico di Giangiacomo Feltrinelli\, fondatore dell’omonima casa editrice. Lo spettacolo svelerà come sono nati capolavori quali il “Dottor Zivago” o “Il Gattopardo” e quanto siano state avventurose le loro pubblicazioni; narrerà poi di come Giangiacomo si avvicini alla realtà cubana quasi per caso\, arrivando poi ad esserne coinvolto a tal punto da decidere di tentare una rivoluzione popolare anche in Italia. Infine\, si ripercorreranno gli anni bui del periodo delle stragi di stato e degli anni di piombo\, e soprattutto il tragico evento di Piazza Fontana con la conseguente clandestinità di Feltrinelli stesso (accusato ingiustamente di esserne stato il mandante)\, fino all’epilogo della sua\, ancor oggi\, misteriosa morte. \nLo spettacolo ha debuttato oltre 13 anni fa\, superando ormai le 250 repliche\, e nel corso degli anni ha ricevuto vari premi e riconoscimenti e nel 2011 ha rappresentato l’Italia al “Festival Internacionale de Teatro de L’Habana”\, a Cuba. \nMauro Monni è autore\, attore\, regista e formatore vive e lavora a Firenze e da molti anni collabora con alcune riviste culturali pubblicando alcuni romanzi di narrativa. È inoltre uno degli arbitri della Rete Nazionale dei Match di Improvvisazione. Con il suo spettacolo “Feltrinelli” ha vinto numerosi premi e rappresentato l’Italia al “Festival Internacionale de Teatro de l’Habana” a Cuba. Altri suoi spettacoli di teatro civile vengono tuttora rappresentati in tutta Italia. Tra gli altri “La solitudine del Re” (dedicato alla storia del rapimento di Aldo Moro) “L’Isola delle Rose” e “Ite Missa Est”\, che mescola storia dello IOR e Mundial 78 in Argentina e andrà in scena ad Hangar Teatri domenica 17 novembre
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SUMMARY:3MENO1
DESCRIPTION:Venerdì 15 novembre alle ore 20.30\, una serata che vede in scena Luca Bernardini e Andrea Mitri con doppio spettacolo tra poetry slam e improvvisazione con partecipazione del pubblico. \nSarà una sorta di serata incontro con Luca Bernardini\, psicologo\, attore\, autore\, campione italiano di Poetry Slam nel 2018 e vice-campione del mondo nel 2019 in un doppio spettacolo che vede in scena l’autore fiorentino prima in 3MENO1\, spettacolo di improvvisazione con Andrea Mitri\, basato sulla relazione tra due personaggi e poi con “Nonostante i dubbi e le paure” mini-spettacolo in cui presenta i pezzi che lo hanno fatto conoscere nel mondo del Poetry Slam. Alle musiche improvvisate il Maestro Niccolò Dell’Aiuto. \n“3MENO1” è uno spettacolo di improvvisazione costruito su alcune indicazioni date dal pubblico. Il tentativo è quello di avvicinarsi il più possibile alla densità del teatro su testo\, praticando un azzardo che ambisce a tracciare dei personaggi consistenti e complessi e uno spiraglio sul loro mondo. “Uno spettacolo tra comicità\, commozione e attualità” (come è stato definito da La Repubblica Firenze) in cui\, accompagnati dalla musica improvvisata dal Maestro Niccolò Dell’ Aiuto\, Luca Bernardini ed Andrea Mitri improvvisano le possibili sfumature di una relazione tra due persone. Il teatro di improvvisazione è ormai una realtà nel mondo del teatro italiano: “3MENO1” è uno degli esperimenti più interessanti usciti negli ultimi anni. \nIn “Nonostante i dubbi e le paure”\, invece\, Luca Bernardini\, campione italiano 2018 e vice campione del Mondo 2019 di Poetry Slam\, ci introduce nel suo mondo poetico. \n7 piccoli monologhi poetici e poco più. 7 brevi respiri\, tentati spiragli su mondi agrodolci e assurdi\, che forse ricordano qualcosa dentro. 7 decolli azzardati per qualche emozione dall’alto. Nonostante i dubbi e le paure\, provare a fare un piccolo viaggio: con chi c’è\, finché siamo insieme dentro quella stessa buffa bolla magica che a volte si crea\, per poi vedere cosa resta\, mentre si cammina verso il cuscino nella notte di Trieste. \nUna serata\, quella di venerdì 15 novembre\, che stupisce per la varietà e per la dinamicità dello svolgersi. \nLuca Bernardini nasce a Firenze nel 1989\, dove vive e lavora con passione come psicologo e insegnante di teatro e improvvisazione teatrale. I suoi progetti artistici ed educativi prendono forma sotto il nome di WITBERRY\, con lo slogan: “cercando di costruire cose carine\, coinvolgenti e piene di senso”\, e continuando a oltranza anche se non ci riesce. Campione italiano di poetry slam 2018\, si classifica secondo ai mondiali di poetry slam 2019 e\, con gioia immensa\, viaggia per tutta Italia coi suoi spettacoli.
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DESCRIPTION:Sabato 9 novembre\, ore 20.30\, in Hangar Teatri lo spettacolo “Divine” di Danio Manfredini – ispirato al capolavoro della letteratura delinquenziale Notre Dame des Fleurs di Jean Genet. \n“Mi sono infilato nel romanzo di Jean Genet nel 1990: Non ne sono ancora uscito”.\nDanio Manfredini si innamora di Notre Dame des Fleurs e si immerge totalmente tra le pagine.  Scrive la sceneggiatura di questo romanzo che presenta al pubblico in forma di reading\, accompagnato dai disegni dello storyboard che aveva realizzato come primo immaginario di un film che è poi approdato al teatro nello spettacolo Cinema Cielo. \nSi è rispecchiato nell’infanzia di Louis\, negli slanci amorosi di Divine e nelle sue tristezze. Si è ritrovato nella ribellione e nel senso di distruzione che emana il giovane assassino Nostra Signora dei Fiori. Vedeva i personaggi come archetipi e quando nella vita incontrava quelle tipologie umane che furono fonte di ispirazione per Genet\, Manfredini sovrapponeva loro quell’immagine disegnata\, come una lastra.\nIl legame ossessivo col romanzo porta Danio Manfredini a pensare che avesse a che fare col suo destino e che forse avrebbe potuto riconoscere il suo tra uno di quelli dei personaggi. E il destino volle che Manfredini continuasse a leggere quel libro\, a trarne immagini disegnate\, appunti di sceneggiatura per il cinema. “Disegnavo le persone\, era il tentativo di fissare la sensazione dell’incontro” – dice. Oggi quei disegni servono come un promemoria che riconduce all’accadimento originale\, il fatto reale che sta oltre l’immagine torna alla sua memoria\, e può calarsi in un umore\, in una sfumatura del mondo interiore – ormai quasi svanita. \nDanio Manfredini è una delle voci più intense del teatro contemporaneo\, è autore e interprete di capolavori\nassoluti quali Miracolo della rosa (Premio Ubu 1989)\, Tre studi per una crocifissione e Al presente (Premio Ubu come miglior attore 1999); lavori più corali come Cinema Cielo (premio Ubu come miglior regista 2004) e Il sacro segno dei mostri. Nel 2010 si confronta con il repertorio e debutta nel 2012 con lo spettacolo Il Principe Amleto dall’Amleto di Shakespeare\, una produzione italo-francese (La Corte Ospitale\, Danio Manfredini\, Expace Malraux- Chambery\, Aix en Provence). Nel 2013 riceve il Premio Lo Straniero come “maestro di tanti pur restando pervicacemente ai margini dei grandi circuiti e refrattario alle tentazioni del successo mediatico”.\nSempre nel 2013 riceve anche il premio speciale Ubu «Per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica\, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità\, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca\, apertasi da ultimo alla via del canto\, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere». Dal 2013 al 2016 è direttore dell’Accademia d’Arte Drammatica del teatro Bellini di Napoli. Nel 2014 debutta a Santarcangelo con Vocazione. Dal 2010 collabora con continuità con La Corte Ospitale\, impresa di produzione teatrale reggiana che ricerca nuovi linguaggi della scena\, dove dal 2012 prendono forma e vita le sue creazioni. A settembre 2017 debutta al Festival Internazionale di Terni con lo spettacolo Luciano.\nv \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per soci Teatro degli Sterpi under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:Le avventure del Randazzo
DESCRIPTION:Venerdì 1 e sabato 2 novembre alle 20.30 e domenica 3 alle ore 17.00 Hangar Teatri è onorato di accogliere sul palco l’Accademia della Follia con il nuovo spettacolo “Le avventure del Randazzo”.\nIl weekend di 1\,2 e 3 novembre salirà sul palco di Hangar Teatri l’Accademia della Follia\, unita e forte nell’onorare Claudio Misculin che firma l’adattamento\, la sceneggiatura e la regia di questo spettacolo. Un saluto degli “Accademici Folli” al fondatore della compagnia\, la regia dello spettacolo è passata a Francesca Varsori. \nAmbientato in Cina\, “Le avventure del Randazzo” narra di un capro espiatorio felice. Uno che viene accusato di ciò che non ha fatto\, ma la reazione del popolo fa sì che lui sia felice di morire.\nLo spettacolo nasce da un canovaccio di Dario Fo\, arrivato come inedito. L’Accademia della Follia ha poi scoperto che era già è stato messo in scena\, ma sempre da piccole compagnie\, specialmente a causa della difficoltà della messa in scena: a partire dalle cifre (33 attori parlanti più le comparse) per finire con le visioni drammaturgiche che prevedono aquiloni che sfrecciano nel cielo e carri che passano tra ali di folla.\nIl Randazzo è un cacciaballe\, come scrive Dario Fo\, uno che vive alla giornata fregando la gente. Nonostante ciò ha una sua etica e soprattutto un’anima felice. Gli capita di trovarsi in una sommossa durante le festività carnascialesche. Si butta felice nella bolgia e quando la rivolta finisce ed arriva la repressione\, si fa trovare con la maschera del Capo delle scimmie dal culo nudo e cioè i rivoltosi sulla faccia: è il capro espiatorio perfetto. Lo agguantano\, lo accusano di essere il capo della rivolta\, lo processano\, lo condannano e gli tagliano la testa. La peculiarità del personaggio non è nell’essere un vagabondo\, ma nel fatto che lui è felice della situazione in cui si è cacciato e che porta al patibolo: è un capro espiatorio felice!\nCome si fa ad essere felici quando si va a morire’ Lui non è stato mai considerato da nessuno\, sempre bastonato anche quando non c’entrava un cavolo\, come in questo caso. E questa è anche la visione prospettica della sua vita\, cioè non spera in futuro di ottenere di più. Ora\, se gli si presenta l’occasione di rovesciare la realtà ed essere quel dio\, quello sciamano che ha sempre sognato di essere e che non è\, lui la prende al volo\, è felice a qualsiasi prezzo: è una questione di gusti. \nSembra dovuto citare testualmente i ringraziamenti che Claudio Misculin aveva scritto per lo spettacolo: \n“Vorrei spendere due parole per ringraziare il gruppo di lavoro che in serenità ed allegria si è creato e procede\, sia sul fronte sanitario\, come laboratorio\, che in quello teatrale\, con il nuovo spettacolo. Questo risultato\, successo spontaneamente finché vuoi\, si deve però soprattutto alla buona volontà e capacità tecnica dei tre fenomeni Giuliana Zidaric\, prima attrice fatta e finita di fortissima intensità comunicativa e precisione maniacale nella metabolizzazione del personaggio. Si allunga però anche nel ruolo di aiuto regista ed in alcune funzioni burocratiche\, come le schede presenze degli utenti.\nRoberto Marcucci detto Doc\, è colui che si occupa delle dinamiche di gruppo e regola gli umori. plurilaureato ma questo lavoro non lo svolge da dietro una scrivania ma da attore per cui non ha pazienti ma amici che tra l’altro sono anche i suoi colleghi di lavoro.\nMarzia Ritossa sta crescendo come attrice e come regista\, diamole un po’ di tempo\, e sarà una grande. \nAltri personaggi di peso sono Dario Kuzma\, il magnifico Franco Cedolin\, Gabriele Palmano\, Pavel Berdon. Sono da poco con noi Roberto Parisi\, Emma Ratti\, Leonardo Zanella\, Mario Rui\, Maddalena Madalina. In questo spettacolo ci aiutano con le musiche la dottoressa Paola Calabrese assieme all’amico Devan \nNoi abbiamo fatto del nostro meglio e di sicuro ci abbiamo messo tanto entusiasmo e tutta la nostra buona volontà oltre quel po’ di tecnica che nei decenni abbiamo acquisito. Altro non abbiamo\, speriamo sia sufficiente”.
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SUMMARY:InnSpirit
DESCRIPTION:Musica e pittura: sabato 26 ottobre\, ore 20.30\, InnSpirit – performance esperienziale di musica e pittura – ad Hangar Teatri \nInnSpirit è una performance artistica in cui musica\, pittura e ambiente circostante comunicano tra loro in un ascolto/dialogo continuo\, grazie a live painting\, canti armonici e strumenti musicali. Il pubblico e gli artisti vengono visti in primis come spiriti\, cuori\, vibrazioni\, respiri\, pulsazioni. L’idea è nata da Giuliano Cesco\, che si occupa anche del live painting; insieme a lui\, Ameris si dedica al canto armonico\, al tamburo a cornice e al Tank Drum e Sansula strumenti africani; Don Markito è invece alle percussioni medio orientali e al Didgeeridoo. Sentire\, vibrare e risuonare sono i temi e la ricerca del progetto di InnSpirit: un tentativo di ascolto e nel dialogo come dei cantastorie\, di raccontare senza parole un viaggio\, un rito condiviso con tutti i presenti. Ogni respiro\, ogni vibrazione si allarga e si espande nello spazio come onde in uno stagno. Nell’ascolto\, nell’apertura di tutti sensi a disposizione di ogni umano\, nel non giudizio e nel silenzio si possono intuire i discorsi incastrati nei muri\, il suono lasciato dalle ombre la gioia delle piante che crescono\, le emozioni sfocate. Nel silenzio si percepiscono i discorsi nei muri\, il suono lasciato dalle ombre dei passanti\, la gioia delle piante che crescono… Un’improvvisazione generata dal libero fluire della Vita in tutti gli spiriti presenti. È cosi che il trio accompagnerà gli spettatori su un’altra dimensione\, quella interiore\, in un’esperienza totale e in condivisione. \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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SUMMARY:In-trattenendo
DESCRIPTION:Venerdì 25 ottobre alle 20.30 in scena ad Hangar Teatri la giovane compagnia ArtiFragili con lo spettacolo “In-Trattenendo”. \n Uno spettacolo a metà tra il serio e il comico\, “In – Trattenendo” si propone come una serie di spettacoli di varietà a tutti gli effetti\, composti da sketch\, monologhi alla maniera della stand-up comedy\, e stacchetti di varia natura\, all’interno di un velato percorso drammaturgico che si snoda in mezzo a quelle istanze poste dal disagio generazionale\, la dipendenza dalle tecnologie e l’alienazione sociale. In un’epoca tale le domande da porsi sono tante – spiega la compagnia – anche se è più facile trattenersi dal farlo. Come trattenuti\, loro in-trattengono. “Facciamo parte di questa generazione di giovani disorientati\, immersi in queste grandi problematiche\, ma ciò nonostante come attori percepiamo come se il pubblico avesse bisogno unicamente di essere intrattenuto da noi” spiegano. Raccontano anche la loro accezione di pubblico “divertito”\, cioè considerando l’accezione etimologica del verbo divertire\, ossia volgere altrove. La risata vuole diventare così un’esca per il pubblico\, con l’obbiettivo di riportare la sua attenzione verso quel disagio profondamente sentito. Per la compagnia\, l’unico modo per esorcizzare le paure\, è incarnarle. Come nel viaggio tra i gironi danteschi\, in “In – Trattenendo”\, anche attraverso l’uso del no sense e attraverso l’uso di una buona dose di cinismo\, si scontano le pene della vacuità che ci circonda in tutte le sue declinazioni. In un esorcismo che si rispetti c’è bisogno di un capro espiatorio: noi stessi. \nI testi sono di Karl Valentin e Davide Rossi\, mentre la regia è affidata a Omar Giorgio Makhloufi. In scena ci saranno i giovani Alejandro Bonn\, Omar Giorgio Makhloufi e Davide Rossi. \nArtiFragili è una compagnia teatrale professionista nata nel 2018 a Udine dall’unione degli attori Alejandro Bonn\, Omar Giorgio Makhloufi e Davide Rossi\, tutti e tre diplomati presso la Civica Accademia d’Arte drammatica “Nico Pepe” (Ud). Dal 2019 operano stabilmente nella città di Trieste mettendo in scena “Non vedo\, non sento ma posto”\, “In – Trattenendo”\, “Dormi Europa\, dormi…” e “Boddah”. La compagnia opera su riscritture contemporanee di testi classici e su drammaturgie originali\, ricercando diversi linguaggi performativi applicati alle grandi domande della nostra contemporaneità.\nPer il loro nome\, scelgono “Arti” perché per loro il mestiere è sinonimo di multidisciplinarietà; “Fragili”\, perché non è mai facile. \nIl costo del biglietto intero è 12 euro\, ridotto 8 euro. Il ridotto si intende per under 18\, studenti universitari e over 65. \nPer informazioni e prenotazioni: info@teatrodeglisterpi.org | +39 388 3980768 | hangarteatri.com \nLa biglietteria apre un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Apertura al pubblico del teatro mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
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