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SUMMARY:Visite guidate alla mostra Modernismi
DESCRIPTION:Lunedì 6 aprile (Pasquetta)\, alle ore 11.00\, visita guidata\, a cura della prof.ssa Marina Parladori\, alla mostra: \n“Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco” \nGiovedì 9 aprile\, alle ore 17.30\, visita guidata\, a cura della prof.ssa Marina Parladori\, alla mostra: \n“Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco” \npresso l’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste. \nRicordiamo che la mostra è ancora visitabile anche se in forma ridotta e rimarrà aperta fino al 5 luglio.
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SUMMARY:La strage dimenticata. Vergarolla e il suo eroe\, il dottor Geppino Micheletti 1946-2026
DESCRIPTION:ULTIMA VISITA GUIDATA alla mostra: “La strage dimenticata. Vergarolla e il suo eroe\, il dottor Geppino Micheletti 1946-2026” !!!  \nMercoledì 25 marzo\, alle ore 17.00\, visita guidata\, a cura del dott. Piero Delbello \ne \nGiovedì 26 marzo\, alle ore 17.00\, visita guidata\, a cura della prof.ssa Marina Parladori\, alla mostra: \n“Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco” \npresso l’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste. \nRicordiamo che la mostra è ancora visitabile anche se in forma ridotta e rimarrà aperta fino al 5 luglio.
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SUMMARY:Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco
DESCRIPTION:Giovedì 5 marzo\, alle ore 17.00\, visita guidata\, a cura della prof.ssa Marina Parladori\, alla mostra: \n“Modernismi. La Venezia Giulia fra Liberty e Art Déco” \npresso l’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste. \nRicordiamo che la mostra è ancora visitabile anche se in forma ridotta e rimarrà aperta fino al 5 luglio.
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SUMMARY:Presentazione della guida storico artistica di Alberto Rizzi “Zara: dintorni e isole”
DESCRIPTION:Venerdì 13 febbraio\, alle ore 17:30\, l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata di Trieste\, in collaborazione con la Società Dalmata di Storia Patria di Venezia presentano la guida storico artistica “Zara: dintorni e isole”\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, in via Torino 8. \nQuesto nuovo volume chiude la trilogia di guide della Dalmazia a opera dello storico dell’arte Alberto Rizzi edite dalla Società Dalmata di Storia Patria di Venezia. Dopo aver portato il lettore alla scoperta della storia e dei tesori nascosti di Ragusa e di Spalato\, l’autore giunge infine a Zara\, capitale della Dalmazia per mezzo millennio\, che con le sue strade\, archivi e monumenti racconta il suo passato di italianità adriatica\, di contatto e allo stesso tempo di scontro tra culture e lingue. Molti i volti di Zara che si rivelano al visitatore che attento percorra le sue strade e studi i suoi palazzi. Probabilmente abitato già in epoca neolitica\, Zara fu municipio sotto Roma già nel 59 a.C.\, e in seguito\, dal VII secolo\, capoluogo del thema di Dalmazia sotto l’Impero Romano d’Oriente\, mantenendo la sua latinità durante tutto l’Alto Medioevo. Sottomessa a Venezia dopo secoli di resistenza\, fu ancora capitale regionale quale sede del provveditore generale di Dalmazia e Albania Veneta\, passando poi all’Austria a seguito alle guerre napoleoniche. Città a larga maggioranza italiana anche a inizi del 1900\, il Trattato di Rapallo del 1920 la rese la più piccola provincia autonoma del Regno d’Italia. La Seconda Guerra Mondiale portò infine morte e distruzione sulla città\, prima sotto le bombe degli Alleati\, poi con la sanguinosa repressione etnico-sociale operata dalle forze partigiane jugoslave\, che spinsero la quasi totalità della popolazione italiana autoctona all’esodo. \nCome i precedenti volumi della collana\, la guida di Rizzi svela sia i tesori custoditi dalla città che le cicatrici che la storia le ha inferto\, proponendo tre itinerari della città\, senza tralasciare la lista delle strutture utili e d’interesse per il visitatore\, e premurandosi di esplorare anche le ricchezze naturali e non del territorio circostante e delle isole. \nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:La strage dimenticata - Vergarolla e il suo eroe\, il dottor Geppino Micheletti 1946-2026
DESCRIPTION:Lunedì 9 febbraio\, alle ore 17.30 inaugurazione della mostra \nSiamo nel 1946\, la guerra è finita ma non è ancora chiusa e per la Venezia Giulia\, il palcoscenico in cui si recita questo ennesimo assurdo umano\, il presente significa occupazione straniera: l’Istria\, di fatto\, quasi tutta alla Jugoslavia di Tito\, Trieste e Gorizia\, non perdute\, ma in amministrazione militare anglo-americana e Pola\, anch’essa non perduta\, ma enclave sotto governo militare inglese. Siamo al 18 di agosto e sulla spiaggia di Vergarolla\, subito fuori Pola\, un’enorme folla si è raccolta ed è la non solo per fare il bagno ma anche per assistere alle gare sportive in mare\, nuoto\, tuffi\, vela\, canottaggio: si celebrano i sessant’anni della società sportiva nautica Pietas Julia\, emblema di patriottismo e italianità.  E la sera\, su quella spiaggia e in quella bella pineta\, ci sarà una grande festa. Sulla riva\, accatastate ai bordi della pineta\, un cumulo di mine\, enormi residuati bellici\, recuperate e disinnescate\, sembrano testimoni ingombranti e senza ricordi di un cruento già stato. E invece no: all’improvviso\, subito dopo le 14\, scoppia tutto\, i corpi volano a brandelli e la carne dell’uomo diventa il pasto più macabro e truculento per l’inconsapevole gabbiano. È una strage\, non fortuita ma provocata da una mano maligna che va ad innescare ciò che era disarmato\, che dà la chiave per liberarsi al mostro imprigionato. Più di cento sono i morti e senza numero i feriti: tonnellate di carne umana martoriata che arrivano all’ospedale Santorio di Pola dove Geppino Micheletti\, unico chirurgo in servizio\, opera per ore ed ore. Non si ferma neanche quando gli dicono che i suoi due unici bimbi\, Carletto\, nove anni\, e Renzo\, solo quattro\, sono fra i morti. E così suo fratello Alberto e sua cognata Caterina che stavano là con i piccoli: Micheletti non crolla davanti al dolore\, sa che altre vite sono nelle sue mani. Solo nelle sue.\nAll’ospedale Santorio accorrono tutte le autorità di Pola e il 20 agosto\, giorno del funerale. È una tragedia cittadina paragonabile al primo bombardamento del 9 gennaio 1944\, ma questa ha la calcolata forza di annichilire la popolazione in un momento di illusoria serenità. Dirà Radio Venezia Giulia: «Le mine non potevano scoppiare per autocombustione o da sole. Era necessario applicare uno o più detonatori». Un atto criminale\, un attentato e una strage. Ancora: «Chi lo ha fatto? Chi ha avuto la mostruosa idea di un attentato contro la popolazione italiana di Pola?».\nPer i morti\, dopo due giorni\, viene proclamato il lutto cittadino e le esequie funebri sono celebrate dal vescovo Raffaele Radossi. Solo 64 salme sarà possibile ricomporre nelle bare e\, fra queste\, il corpicino straziato di Carletto e niente\, tranne una scarpa e i suoi giocattoli\, in quella di Renzo. \nGeppino Micheletti (nato Michelstaedter)\, cugino del filosofo Carlo Michelstaedter\, morto suicida nel 1910\, era figlio di Giuseppe e Irma Majer ed era nato a Trieste il 18 luglio del 1905. Si sarebbe laureato in medicina nel 1929 specializzandosi\, con il massimo dei voti\, in chirurgia nell’anno accademico 1937/38. Un’altra specializzazione\, in ortopedia e traumatologia\, la otterrà nel 1945/46. Sarà aiuto chirurgo all’ospedale Santorio di Pola a partire dal 1935 e là continuerà ad operare sino alla chiamata alle armi nel 1941. Dopo il congedo del 30 giugno 1945\, rientrerà ancora in servizio all’ospedale di Pola. \nLa mostra resterà aperta fino al 5 luglio 2026\, ogni giorno con il seguente orario: 10.30-12.30 e 16.30-18.30. INGRESSO LIBERO \nMercoledì 18 marzo alle 17.00 visita guidata alla mostra a cura del dott. Piero Delbello.
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SUMMARY:Spalato: con Salona Castelli Olissa
DESCRIPTION:Venerdì 6 giugno\, alle ore 17:30\, l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata di Trieste e la Società Dalmata di Storia Patria di Venezia\, presentano la guida storico artistica “Spalato: con Salona Castelli Clissa”\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, in via Torino 8.Il veneziano Alberto Rizzi\, storico dell’arte e profondo conoscitore della costa dalmata\, presenta il secondo volume della collana Guide della Dalmazia\, voluta dalla Società Dalmata di Storia Patria e dedicata alle città di maggior rilievo storico e artistico dell’area. Rizzi\, già autore del precedente numero dedicato a Ragusa\, nonché di un’estesa guida della Dalmazia in due volumi\, porta ora i suoi lettori alla scoperta di Spalato\, prima città dalmata per numero abitanti e importanza economica e culturale.\nL’area oggi occupata da Spalato vedeva già nel III sec. a.C. la presenza di un modesto abitato\, nelle vicinanze del quale venne costruito nel 298 d.C. il palazzo dell’imperatore Diocleziano. Fu proprio in questa imponente struttura\, ormai abbandonata\, che trovarono rifugio gli abitanti di Salona dopo la distruzione della città tra il 613 e il 639\, andando a costituire il nucleo della futura Spalato. Nel XV secolo la città passò sotto il controllo veneziano\, diventando una delle città più italianizzanti della costa dalmata. Il caotico Novecento vide infine la città cambiare nazionalità ben cinque volte\, squassata da tensioni interne ed esterne. I segni di questa ricca storia millenaria emergono ancora tra le strette vie\, pur soffocati a volte dall’ingombro della modernità. Come già fatto per Ragusa\, Rizzi accompagna il lettore alla scoperta dell’anima della città e dei suoi dintorni\, svelandone i luoghi di rilievo\, i palazzi\, i musei e le chiese\, ma anche i tesori nascosti e le curiosità che si mostrano solo all’esploratore attento e appassionato.\nA presentare il volume sarà lo stesso autore\, Alberto Rizzi.
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SUMMARY:Casanova in viaggio. Porti e approdi dall'Adriatico al Levante: Trieste\, l'Istria\, Fiume e la Dalmazia
DESCRIPTION:Organizzata dall’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumana-dalmata di Trieste con l’Università Ca’ Foscari\, la Regione del Veneto e numerosi altri partner pubblici e privati\, Casanova in viaggio è una delle mostre più importanti organizzate in Italia per il terzo centenario della nascita di Giacomo Casanova (1725 – 2025)\, con materiali e documenti originali mai visti prima\, ed è anche accompagnata da un ricco catalogo in italiano e inglese edito dalla Libreria Antiquaria Drogheria 28 e dall’I.R.C.I. L’esposizione intende raccontare la vita dell’avventuriero veneziano\, divenuto poi un’icona nel mondo dell’arte\, del cinema e della pubblicità\, con due focus principali. Il primo è quello del giovane Casanova\, viaggiatore per mare lungo le due sponde dell’Adriatico sino alle coste del Levante; il secondo è quello di Casanova trasformato in mito\, soprattutto a partire dal Novecento\, come soggetto prima del teatro\, della letteratura e del cinema\, poi del marketing e di brand di successo che ne rappresentano ancora oggi nel mondo la fantasia e il genio italiano\, oltre che l’immagine del seduttore. In mostra si vedranno quindi stampe ed oggetti\, come alcuni vetri lagunari del ’700\, ma anche documenti di e su Giacomo Casanova\, cui faranno collage altrettanti documenti settecenteschi dell’Istria e dei suoi uomini più illustri del tempo veneziano\, quali Gian Rinaldo Carli\, con i suoi autografi originali nelle “Lettere americane”. E ancora\, in una dimensione “pop”\, si ammireranno manifesti e locandine cinematografiche\, dal Casanova di Fellini a quello di Alain Delon\, così come un angolo di fumetti sul seduttore veneziano e una sezione di réclame d’epoca\, che ne incarnano la sua figura. Posto di rilievo sarà poi lasciato a uno dei simboli per eccellenza della città natale di Casanova\, ossia il Carnevale\, celebrato dai rari pochoire delle maschere ideate da Umberto Brunelleschi. A chiudere la mostra triestina sarà però un angolo d’attualità dove si intende esaltare la dimensione senza tempo dell’immagine di Casanova attraverso aziende\, imprese e attività che ancora oggi utilizzano nella loro linea di prodotti o nel loro stesso marchio il riferimento alla figura del celebre veneziano: dal vino ai profumi\, dalle scarpe al caffè\, dalla maschera Casanova allo spocchiello da bavero sino agli aceti balsamici e alle creme. \nLa mostra verrà inaugurata presso la sede espositiva dell’I.R.C.I. in via Torino 8 a Trieste venerdì 30 maggio 2025 alle ore 17.30 e rimarrà visibile al pubblico dal lunedì alla domenica fino a martedì 30 settembre 2025\, osservando i seguenti orari: 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.00
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SUMMARY:Trmun e la grotta Tina Jama: nuovi dati sull'origine dei castellieri
DESCRIPTION:Nell’ambito del ciclo di conferenze legato alla mostra “CASTELLIERI: Radici di pietra”\, mercoledì 7 maggio 2025 alle ore 17.30 presso l’IRCI/Museo Istriano di via Torino\, 8\, si terrà l’incontro dal titolo “Trmun e la grotta Tina Jama: nuovi dati sull’origine dei castellieri”.Protagonisti della conferenza saranno Federico Bernardini\, professore di Metodologia della ricerca archeologica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia\, ed Elena Leghissa ricercatrice dell’Institute of Archaeology\, Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts.\nL’incontro affronterà il tema dell’origine dei castellieri\, gli antichi villaggi fortificati in pietra che ancora oggi caratterizzano il paesaggio del Carso e dell’Istria. A partire dai primi secoli del II millennio a.C.\, questi insediamenti rappresentano una svolta epocale nella storia dell’occupazione del territorio\, segnando la nascita di comunità stabili in un’area precedentemente quasi priva di abitati permanenti.\nLe cause\, la cronologia e le modalità di questo processo sono al centro del dibattito archeologico contemporaneo. La conferenza offrirà nuovi spunti grazie ai dati emersi dagli scavi recenti nel castelliere di Trmun\, nei pressi di Caresana\, e nella grotta Tina Jama\, sul Monte Lanaro. Queste ricerche – che rappresentano un momento chiave nella ripresa degli studi preistorici nell’area – sono condotte dall’Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con l’Institute of Archaeology del Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts (ZRC SAZU)\, svolte in concessione di scavo del Ministero della Cultura – Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:I castellieri nell'Istria settentrionale
DESCRIPTION:Mercoledì 23 aprile p.v. alle 17.30 l’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata in collaborazione con la Società Friulana di Archeologia e il Centro di ricerche scientifiche di Capodistria\, Museo Regionale di Capodistria vi invitano presso la propria sede/museo istriano\, via Torino\, 8\, alla conferenza tenuta dalla dott.sa Maša Saccara dedicata ai castellieri dell’Istria settentrionale.\nNell’Istria slovena\, nel periodo compreso tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’indipendenza della Slovenia\, ben poche furono le ricerche archeologiche svolte nei siti d’altura fortificati di epoca protostorica\, noti come castellieri. Sul versante italiano\, invece\, proprio in quel periodo si svolsero importanti indagini archeologiche volte allo studio dei castellieri.\nCon l’indipendenza della Slovenia\, gli studiosi iniziarono gradualmente a concentrarsi sull’età del Bronzo e del Ferro. Oggi\, grazie all’utilizzo della tecnica LIDAR e la successiva interpretazione delle immagini fornite\, è possibile accelerare e ampliare tali ricerche anche senza indagini invasive\, cioè senza scavi archeologici\, che sul lato sloveno sono ancora estremamente limitate.\nLa relatrice presenterà i castellieri documentati e registrati nell’Istria Slovena\, attraverso la cultura materiale e l’interpretazione dei dati LIDAR.
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SUMMARY:Un Italiano sbagliato - Storia e percorsi di Pier Antonio Quarantotti Gambini
DESCRIPTION:Lunedì 14 aprile p.v. presso l’IRCI/Museo Istriano di via Torino\, 8 a Trieste verrà presentata l’attesissima biografia di Mario Rizzarelli “Un italiano sbagliato”\, dedicata a Pier Antonio Quarantotti Gambini. Relatore\, il celebre Elvio Guagnini.Così la scheda editoriale Marsilio: “Della vita di Pier Antonio Quarantotti Gambini (1910-1965)\, autore di libri di successo\, non si sapeva quasi nulla. Questa biografia\, la prima in assoluto\, frutto di ricerche durate anni\, con la raccolta di testimonianze anche inedite\, ricostruisce il dispiegarsi della sua vita tra Trieste\, l’Istria e Venezia\, raccontando\, con rigore scientifico ma con la piacevolezza di un romanzo\, le passioni\, le debolezze\, le amicizie\, gli amori tormentati dello scrittore. L’autore approfondisce anche la paradossale vicenda di «antifascista epurato» che lo investì alla fine dell’ultimo conflitto mondiale e che\, insieme al dolore per la perdita dell’Istria e ad altre situazioni esistenziali\, lo aveva portato a vivere l’ultima fase della sua vita in una condizione di disagio\, sentendosi simile a uno straniero in patria\, tanto da definirsi «un italiano sbagliato». Sul piano artistico viene ricostruita la genesi delle sue opere\, evidenziando il ruolo da lui svolto nell’ambito della pattuglia di scrittori giuliani che – a partire da Svevo\, per continuare con Saba\, Stuparich\, Giotti\, Marin e altri – diedero vita\, a Trieste\, a una stagione letteraria originalissima\, aperta agli influssi centroeuropei”.\nIngresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.
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SUMMARY:Castellieri. Radici di pietra
DESCRIPTION:Venerdì 11 aprile p.v. l’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata in collaborazione con la Società Friulana di Archeologia inaugura alle 17.30 presso la propria sede/museo istriano\, via Torino\, 8\, la mostra “Castellieri. Radici di pietra.”La mostra celebra l’arte e il tempo della protostoria\, intrecciandoli in una narrazione unica che offre un’opportunità preziosa per esplorare le antiche civiltà che hanno abitato il Caput Adriae.\nNon si tratta di una mostra archeologica tradizionale\, ma di un’occasione di riflessione: un viaggio nel tempo\, un invito a riscoprire e valorizzare le radici culturali del nostro territorio. Si tratta di un’esposizione duale che si sviluppa attraverso le immagini: da un lato\, l’arte narra la storia e l’archeologia con intenti didattici; dall’altro\, il passato prende forma nelle mani di artisti che vivono o hanno incontrato questo territorio lungo il loro cammino creativo. \nLa prima parte della mostra è dedicata al disegno archeologico ricostruttivo e alla fotografia del paesaggio archeologico\, offrendo una narrazione basata sulle ricostruzioni storiche e sugli studi degli archeologi sui siti antichi e la vita degli abitanti di quei luoghi. La narrazione si sviluppa su aree tematiche. Si inizia con l’osservazione della geografia dei castellieri e la loro ubicazione\, con foto di insediamenti situati in Istria\, isole del Golfo del Quarnaro\, Carso triestino e sloveno e Friuli centrale. Una sezione è dedicata alle modalità di costruzione e pianificazione delle strutture murarie\, con fotografie\, disegni\, video e un diorama ricostruttivo del castelliere di Rupinpiccolo. Successivamente si esplora un’area limitata\, che rappresenta idealmente una capanna\, per approfondire la vita all’interno del castelliere\, la costruzione delle abitazioni e le attività produttive. Dopo un breve accenno agli archeologi che nel corso dell’ultimo secolo hanno lavorato per ricostruire la storia di questi luoghi\, il percorso didattico si conclude con una sezione riguardante le necropoli coeve. \nLa seconda parte dell’esposizione\, sviluppata in un’altra sala\, esplora le modalità con cui l’arte contemporanea ha affrontato il tema dei castellieri in un percorso del tutto soggettivo. Ogni opera diventa uno strumento di scoperta e riflessione per gli artisti che\, attraverso una varietà di tecniche e materiali che spaziano dal carboncino alla pittura ad olio\, dal tessuto alla pietra\, sanno cogliere e reinterpretare le tracce lasciate dalle civiltà passate. Le opere non si limitano a raccontare visioni personali della storia e dell’archeologia\, ma le vivono\, le rappresentano ed evocano nuove prospettive\, invitando il pubblico a riflettere su tematiche universali. Sono ospiti artisti\, fotografi\, videomaker e autori locali o che hanno vissuto in questo territorio per un periodo della loro vita.\nLa mostra\, ad ingresso libero\, resterà aperta ogni giorno\, sabato e domenica inclusi\, con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30\, sino al 18 maggio 2025.
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SUMMARY:Istria sui sentieri delle orchidee
DESCRIPTION:Venerdì 7 marzo\, alle ore 17.30\, presso l’IRCI/ Museo Istriano di via Torino n. 8 verrà presentata una guida che tramite le orchidee spontanee vi porterà alla scoperta di alcune aree naturali dell’Istria\, quella penisola dalle tantissime storie antiche\, che tra Italia\, Slovenia e Croazia abbraccia l’Alto Adriatico\, dal Golfo di Trieste a quello del Quarnero. È questo in sintesi lo scopo della nuova guida Istria sui sentieri delle orchidee edita dalla Ediclo di Portogruaro che ha visto la collaborazione dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste\, sempre attivo nel suo compito di promuovere iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale istriano.  Sono oltre settanta le specie di orchidee spontanee\, anche endemiche\, presenti in alcune aree dell’Istria che il muggesano Loris Dilena\, da oltre cinquant’anni segue sul campo studiandone l’evolversi dinamico della loro presenza. Nella guida Dilena ha prodotto delle semplici immagini e delle schede di identificazione che\, per gli interessati\, rimandano naturalmente a manuali più elaborati. Nei luoghi più rappresentativi e meno fragili di questa presenza floreale il triestino Diego Masiello ha illustrato una decina di itinerari\, da percorrere a piedi o in bicicletta\, su tracciati già dotati di segnavia ufficiali\, collegando tra loro anche un po’ di storia\, cultura\, natura\, testimonianze e curiosità. Poi Nicola Bressi\, Deborah Arbulla\, Sara Bensi\, Livio Dorigo\, Stefano Furlani\, Christian Gallo e Paolo Paronuzzi hanno collaborato\, con alcune loro brevi note\, a segnalare altre peculiarità del territorio. Sono dei percorsi\, messi in mappa dal cartografo Cesare Tarabocchia e corredati da immagini scattate da vari fotografi\, che attraversano sempre ambienti modellati dall’operato millenario e faticoso di generazioni di uomini e di donne che in Istria hanno trovato casa; itinerari che possono svelare all’attento escursionista\, molteplici diversità di colori\, di profumi e di lingue. I percorsi iniziano dai colli di Muggia\, con il suo santuario millenario per passare al ciglione carsico\, affiancando sulle falesie di Popecchio/Podpeč un’antica torre d’avvistamento. Si prosegue nel Carso di Buie/Buje tra vaste campagne\, praterie umide protette e resti di mulini ad acqua e case abbandonate. Tra i castelli medievali e i territori di Valle/Bale e Sanvincenti/Svetvinčenat\, ecco l’inquietante Monte delle Forche e l’area boscata del Tondolon con la sua chiesetta a picco sulle rocce. Poi a sud\, l’area protetta sul mare di Capo Promontore/Premantura tra impronte di dinosauri e fragranze mediterranee che si ritrovano ancora nei boschi di leccio di Sissano/Šišan\, attorno alla fortezza del Monte Madonna. Si passa ai Monti dei Caldiera e ai pascoli profumati di Fianona/Plomin e ancora più in su\, alle falde del Monte Maggiore/Učka\, nel paesetto più elevato dell’Istria\, dove lavorano gli ultimi pastori e casari. Dalla costiera liburnica un’altra salita sui vecchi pascoli dalle poche case di Sant’Elena/Sveta Jelena fino a un avveniristico bivacco-osservatorio e infine un tuffo nelle faggete della Ciceria\, ai bordi del Bosco di Apriano/Veprinac\, regno indiscusso dei grandi mammiferi. Sono tutte aree di grande pregio naturalistico\, alcune protette dalla rete europea Natura 2000 che abbisognano\, come scrivono anche i due autori\, di una attenta salvaguardia e rispetto sia da parte di chi ci abita\, sia di chi le frequentano solo occasionalmente. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta
DESCRIPTION:Continuano con grande successo e affluenza di pubblico le visite guidate sempre più richieste alla mostra “1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta”\, la prossima visita guidata è  giovedì 27 febbraio 2025 alle ore 17.00\, e poi ancora giovedì 6 marzo 2025 alle ore 17.00\,  sempre a cura della prof.ssa Marina Parladori.
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SUMMARY:Visita guidata - 1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta
DESCRIPTION:Continuano con grande successo e affluenza di pubblico le visite guidate sempre più richieste alla mostra “1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta”\, la prossima visita guidata è giovedì 20 febbraio 2025 alle ore 17.00 seguirà poi giovedì 27 febbraio 2025 alle ore 17.00\, e poi ancora giovedì 6 marzo 2025 alle ore 17.00\,  sempre a cura della prof.ssa Marina Parladori.
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SUMMARY:Per ricordare Marco Polo a 800 anni dalla sua scomparsa
DESCRIPTION:Giovedì 19 dicembre 2024\, alle ore 17.30\, presso l’IRCI/ Museo Istriano di via Torino n. 8\, in collaborazione con il Circolo di cultura istro-veneta “Istria” si terrà una conferenza per la commemorazione degli 800 anni dalla scomparsa del grande viaggiatore veneziano Marco Polo\, autore del celebre “Il Milione”: un’opera che è entrata nell’immaginario collettivo di massa.\nNe parlerà lo storico Franco Colombo.
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DESCRIPTION:Continuano con grande successo e affluenza di pubblico le visite guidate sempre più richieste alla mostra “1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta”\, la prossima visita guidata è questo giovedì 19 dicembre alle ore 17.00 a cura della prof.ssa Marina Parladori.
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SUMMARY:1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta - visita guidata
DESCRIPTION:Continuano con grande successo e affluenza di pubblico le visite guidate sempre più richieste alla mostra “1954. Trieste è italiana. La zona B è perduta”\, la prossima visita guidata è questo mercoledì 11 dicembre alle ore 17.30 a cura della prof.ssa Marina Parladori.
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SUMMARY:La Togneta
DESCRIPTION:Martedì 26 novembre alle ore 17.30 presso la sede dell’IRCI/Museo istriano di via Torino n. 8\, verrà presentato il libro “La togneta” di Ligio Zanini\, curioso volume che descrive la popolare pesca con la “togna”\, cioè la lenza a mano. L’operetta è molto di più di un semplice “manuale”: è anche un’eccentrico profilo antropologico di una grande civiltà quasi estinta\, in cui l’autore tocca vette di vera  – ora dissonante\, ora pacificata – poesia.\nIl volume è curato da Gino Belloni e Serena Ruzzene. Ne parlerà Maria Cristina Benussi e sarà presente Gino Belloni.
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SUMMARY:Gli ultimi del Risorgimento: democratici\, garibaldini\, mazziniani tra irredentismo\, nazionalismo e rivoluzione
DESCRIPTION:Venerdì 22 novembre\, alle ore 17:30\, l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata di Trieste\, presenta il volume “Gli ultimi del Risorgimento: democratici\, garibaldini\, mazziniani tra irredentismo\, nazionalismo e rivoluzione”\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, in via Torino 8.Terzo volume pubblicato dal professor Spazzali per la casa editrice Ares in collaborazione con l’I.R.C.I.\, Gli ultimi del Risorgimento presenta al lettore il movimento irredentista da una prospettiva inedita e originale. Allontanandosi da una sua definizione in chiave nazionalistica o imperialista\, Spazzali evidenzia sia la natura rivoluzionaria del movimento\, sia la sua portata\, che arriva a coinvolgere mazziniani\, garibaldini e democratici non solo nei territori dell’Impero austro-ungarico ma anche in Lombardia\, Romagna\, Lazio e Marche. Ispirandosi ai grandi del Risorgimento\, questi sognatori aspiravano a un sistema politico democratico\, patriottico e legalitario nel rispetto della libertà dei popoli. L’opera di Spazzali rappresenta una biografia corale\, che attraverso momenti e personaggi segue le lotte\, i sacrifici\, le vittorie e le delusioni del movimento nel corso degli anni\, fino alla sua disgregazione a seguito dell’impresa fiumana\, e al riemergere di alcuni dei suoi sopravvissuti anni dopo\, spinti dagli ideali irredentisti a prendere posizione contro il fascismo.\nParleranno del volume l’autore Roberto Spazzali\, storico e collaboratore dell’I.R.C.I.\, e Luca G. Manenti\, storico e direttore scientifico della Società internazionale di divulgazione Manlio Cecovini di Trieste. Introduce il presidente dell’I.R.C.I. Franco Degrassi.
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SUMMARY:FRA FLORA E FAUNA. Uno sguardo nel tempo alla natura nella Venezia Giulia - doppia visita guidata
DESCRIPTION:Venerdì 11 ottobre alle ore 17.30 ci saranno due visite guidate in contemporanea: alla mostra “FRA FLORA E FAUNA. Uno sguardo nel tempo alla natura nella Venezia Giulia” sotto la guida del dott. Diego Masiello\, ex ispettore forestale\, e alla mostra “ILLUSTRATORI nella Venezia Giulia” guidata dal curatore dott. Piero Delbello.\nE sempre venerdì 11 ottobre\, ma alle ore 17.00 visita guidata alla rassegna permanente “Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI” allestita al secondo piano dell’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste sotto la guida della prof.ssa Marina Parladori a numero chiuso per un massimo di 15 partecipanti.
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SUMMARY:Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI
DESCRIPTION:Giovedì 3 ottobre alle ore 17.00 visita guidata alla rassegna permanente “Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI” allestita al secondo piano dell’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste sotto la guida della prof.ssa Marina Parladori a numero chiuso per un massimo di 15 partecipanti.
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SUMMARY:Visita guidata Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI
DESCRIPTION:Giovedì 19 settembre alle ore 17.00 visita guidata alla rassegna permanente “Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI” allestita al secondo piano dell’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste sotto la guida della prof.ssa Marina Parladori a numero chiuso per un massimo di 15 partecipanti.
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DESCRIPTION:Giovedì 25 luglio alle ore 18.00 visita guidata alla rassegna permanente “Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI” allestita al secondo piano dell’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste sotto la guida della prof.ssa Marina Parladori a numero chiiuso per un massimo di 15 partecipanti.La raccolta\, esposta e visitabile in maniera permanente\, mostra una parte significativa del patrimonio dell’Istituto e dona alla città una nuova importante offerta culturale per il pubblico potendo contare su opere di artisti giuliani\, fiumani e dalmati a partire dal 1400 sino ai tempi più recenti.\nFiori all’occhiello sono\, indubbiamente\, una “Madonna con Bambino” di Antonio Vivarini\, databile al 1460\, e alcune tele di Francesco Trevisani\, risalenti al 1600\, fra cui un “Autoritratto con cappello istriano”\, una “Sacra Famiglia con san Giovannino”\, di cui esiste opera analoga al Prado\, e una grande tela intitolata “Baccanale”. Degni di menzione sono anche i grandi quadri di Cesare Dell’Acqua e\, in particolare\, “Il trionfo della Musica drammatica” e “Il dono dell’uva”\, quest’ultimo di oltre tre metri di larghezza per un’altezza di due. Ancora rilevanti sono i nuclei di opere del secolo scorso\, perlopiù degli anni fra il ’20 e il ’40\, dei fiumani Antoniazzo e Fonda\, del polesano Marsi\, dello zaratino Fossombrone\, dei capodistriani Zamarin e  Cocever\, del piranese Coelli e di Craglietto\, originario di Verteneglio d’Istria.\nL’ingresso sia all’inaugurazione che alle prossime visite guidate\, di cui sarà data comunicazione\, è libero.
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DESCRIPTION:Giovedì 27 giugno alle ore 17.00 due visite guidate in contemporanea: alla rassegna permanente “Per una pinacoteca istriana\, fiumana\, dalmata. SPUNTI” allestita al secondo piano dell’IRCI/Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste sotto la guida della prof.ssa Marina Parladori e alla mostra “ILLUSTRATORI nella Venezia Giulia” allestita invece al piano terra\, guidata dal curatore della mostra dott. Piero Delbello.
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SUMMARY:Illustratori nella Venezia Giulia
DESCRIPTION:Giovedì 23 maggio alle ore 17.00\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana\, fiumana\, dalmata – sale espositive al piano terra di Via Torino\, 8 a Trieste\, ci sarà una visita guidata dal curatore Piero Delbello.La mostra porta il pubblico in un viaggio di segno e colore che descrive le fantasie di pittori\, grafici\, designer nati o attivi nell’area fra il Friuli\, Trieste\, l’Istria\, Fiume e la Dalmazia fra il chiudersi dell’Ottocento e tutta la prima metà del Novecento nel vasto campo dell’illustrazione dal manifesto pubblicitario\, alla ricorrenza\, dalle copertine alle tavole per i libri\, dalle vignette satiriche o dal fumetto al cartone animato\, dalle locandine o dalle cartoline disegnate agli inviti o ai diplomi decorati.\nLa mostra – e il corposo catalogo di oltre 300 pagine che l’accompagna – indagano su una cinquantina di artisti dai grandi maestri triestini Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich\, e di quest’ultimo si propone anche un inedito manifesto per le “Corse al trotto” milanesi degli inizi degli anni ’20.\nLa mostra\, ricordiamo\, è aperta tutti i giorni\, sabato e domenica compresi\, fino al 30 giugno con il seguente orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30 ed è corredata da un ricco catalogo\, curato da Piero Delbello.  \nL’ ingresso è libero.
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SUMMARY:ILLUSTRATORI nella Venezia Giulia
DESCRIPTION:Giovedì 16 maggio alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana\, fiumana\, dalmata – sale espositive al piano terra di Via Torino\, 8 a Trieste\, ci sarà la prima visita guidata dal curatore Piero Delbello.La mostra porta il pubblico in un viaggio di segno e colore che descrive le fantasie di pittori\, grafici\, designer nati o attivi nell’area fra il Friuli\, Trieste\, l’Istria\, Fiume e la Dalmazia fra il chiudersi dell’Ottocento e tutta la prima metà del Novecento nel vasto campo dell’illustrazione dal manifesto pubblicitario\, alla ricorrenza\, dalle copertine alle tavole per i libri\, dalle vignette satiriche o dal fumetto al cartone animato\, dalle locandine o dalle cartoline disegnate agli inviti o ai diplomi decorati.\nLa mostra – e il corposo catalogo di oltre 300 pagine che l’accompagna – indagano su una cinquantina di artisti dai grandi maestri triestini Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich\, e di quest’ultimo si propone anche un inedito manifesto per le “Corse al trotto” milanesi degli inizi degli anni ’20.\nLa mostra\, ricordiamo\, è aperta tutti i giorni\, sabato e domenica compresi\, fino al 30 giugno con il seguente orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30 ed è corredata da un ricco catalogo\, curato da Piero Delbello.\nL’ ingresso è libero.
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SUMMARY:Illustratori nella Venezia Giulia
DESCRIPTION:Dalla sua inaugurazione lo scorso 10 maggio\, la mostra «Illustratori nella Venezia Giulia»\, allestita dall’I.R.C.I. al pianterreno dell’immobile in via Torino 8\, ha riscosso un notevole successo di pubblico\, arrivando a superare i 6.000 visitatori a neanche due mesi dalla sua apertura. Inoltre\, nelle ultime settimane\, si è registrato un considerevole aumento di ospiti che si spostano sia da zone limitrofe che da fuori regione per visitare appositamente la mostra\, che raccoglie nomi altisonanti di maestri giuliani del cartellonismo e dell’illustrazione quali Leopoldo Metlicovitz\, Marcello Dudovich\, Giuseppe Sigon\, Antonio Bauzon\, Glauco Cambon\, Gino de Finetti\, Argio Orell o Vito Timmel.Le sorprese però non sono ancora finite perché\, in occasione della proroga fino a domenica 8 settembre 2024\, la mostra si arricchirà di nuovi arrivi\, come un manifesto poco noto di Timmel o prove inedite del pioniere dei cartoni animati Petronio o ancora bozzetti di Sigon padre e del figlio Pollione.\nGli orari di apertura al pubblico restano invece invariati: dal lunedì alla domenica – festivi inclusi – dalle 10.30 alle 12.30 del mattino e dalle 16.30 alle 19.00 del pomeriggio.
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SUMMARY:Il bosco di San Marco
DESCRIPTION:Giovedì 7 marzo\, alle ore 17:30\, l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata di Trieste\, presenta\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata\, in via Torino 8\, il DVD del film-documentario “Il bosco di San Marco: storia del bosco di Montona”.Il filmato\, prodotto a cura dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Trieste\, in collaborazione con CDM e  Famiglia Montonese\, ricostruisce la storia del bosco di Montona collocandola nel contesto del ricco\, ma spesso sottovalutato rapporto della Repubblica di Venezia con i suoi possedimenti di terra. L’espansione nell’entroterra\, tra il Cinquecento e il Seicento\, era stata motivata principalmente dalla necessità di assicurare alla Serenissima rifornimenti di legname di buona qualità in un periodo di forte crescita\, sia dal punto di vista economico che militare. Saranno i boschi veneti\, friulani e istriani a fornire le materie prime essenziali per la costruzione delle navi da guerra veneziane\, che vedranno la Repubblica vittoriosa nello scontro decisivo contro l’Impero Ottomano nella Battaglia di Lepanto. Per la loro importanza strategica\, la Serenissima favorì una serie di pratiche volte alla conservazione di questi territori e delle loro risorse\, applicando una mentalità e attenzione che ricordano sotto molti aspetti l’attuale sensibilità ambientalista.\nNe parleranno Alessandro Cuk e Diego Masiello.
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SUMMARY:ISTRIA. Ripresa e fotografata da Penco - visita guidata
DESCRIPTION:Venerdì 1 marzo alle ore 17.00\, presso il Civico Museo della Civiltà Istriana\,fiumana\, dalmata – sale espositive al piano terra di Via Torino\, 8 a Trieste\, ci\nsarà la quarta visita guidata dal curatore Claudio Ernè.\nLa mostra offre al pubblico la visione di oltre duecento immagini sia\nfotografiche che tratte da filmati in 35 mm che il fotografo e cineoperatore\nFrancesco Penco realizzò fra gli anni ’10 e tutti gli anni ’40 del Novecento\, in\nvarie località istriane”.\n“Il percorso mostra una sorta di ‘arcipelago’ di idee e momenti diversi che\nesplorano soprattutto il sociale e il quotidiano delle terre giulie: dal\nreportage sul sanatorio di Ancarano\, agli squeri piranesi e capodistriani\, alle\ncolonie estive oltre a eventi e situazioni particolari con le riprese filmate\ncome ad esempio l’annessione di Capodistria (1921) e quella di Fiume\n(1924)”.\nLa mostra\, ricordiamo\, è aperta tutti i giorni\, sabato e domenica compresi\,\nfino al 15 marzo con il seguente orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30 ed è\ncorredata da un ricco catalogo\, curato da Claudio Ernè.\nL’ ingresso è libero.
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SUMMARY:Ragusa e dintorni
DESCRIPTION:Giovedì 29 febbraio alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della CiviltàIstriana\, fiumana\, dalmata di Via Torino\, 8 a Trieste\, l’IRCI in collaborazione\ncon l’ANVGD di Trieste e la Scuola Dalmata di Storia Patria di Venezia\npresenta il volume di Alberto Rizzi “Ragusa e dintorni”.\nIl libro è più di una classica “guida”: accanto a notizie di storia\, geografia e\ncultura\, contiene anche preziose osservazioni per scoprire Ragusa e i suoi\ndintorni. L’intento è quello di aiutare il visitatore a muoversi con gli occhi ben\naperti fra i tesori dell’antica Repubblica di San Biagio per riscoprire i legami\nstorici e culturali con la nostra sponda dell’Adriatico.\nRicordiamo che l’autore ha al suo attivo più di duecento pubblicazioni di\nelevato rigore scientifico e tra l’altro ha scritto una grande guida della\nDalmazia\, inoltre è stato funzionario presso le Sovrintendenze di Venezia e\nTrieste.\nL’ ingresso è libero.
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