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SUMMARY:Don Marzari e dintorni
DESCRIPTION:L’IRCI\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata è lieto di annunciare per lunedì 28 ottobre\, alle ore 17.30\, presso il museo istriano\, in via Torino 8\, la PRESENTAZIONE del libro “Don Marzari e dintorni”\nIl volume è opera di Pino Corradini.\nE’ un ricordo particolare di Don Marzari quello di Pino Corradini. Subito nelle prime righe emerge la volontà di discostarsi dal tanto che è stato scritto sul nostro nobile prete. Corradini vuole fare emergere la parte “umana” dell’uomo Marzari\, quella parte che è sempre stata in ombra.\nI ricordi partono dal lontano 1938 e scorrono fino agli anni successivi alla guerra quando Pino Corradini ebbe l’appoggio morale di Don Marzari nella sua intenzione di iscriversi ad architettura. Ma accanto ai ricordi che lo toccano in prima persona in questa piccola opera viene ricostruita l’umanità di Don Marzari e l’aiuto e il sostegno che seppe dare ai tanti nostri giovani esuli dalle terre perdute nei difficili anni del secondo dopoguerra.\nDon Edoardo Marzari\, una stella nella notte che\, come ancora ricorda Pino\, così venne definito dal sindaco Marcello Spaccini: “Lui era il monte Everest e noi eravamo la pianura padana”.\nL’ingresso è libero sino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:La caccia nella Venezia Giulia fra '800 e '900 - Immagini e documenti
DESCRIPTION:L’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata) in collaborazione con la  Sezione Provinciale della Venezia Giulia della Federcaccia e in concomitanza con l’Assemblea AGJSO (Comunità di lavoro delle organizzazioni venatorie della zona alpina sud orientale) giunta quest’anno alla sua 67esima edizione\, ha organizzato un’esposizione  sulla storia della caccia tra l‘800 ed il ‘900 nella Venezia Giulia.La mostra si rivela particolarmente suggestiva anche in considerazione che eventi simili vennero organizzati in area locale solamente negli anni ’20 e ’30 del ‘900 (Gorizia 1925 e Trieste 1933) e mai più dopo di allora.\nNell’esposizione realizzata dall’IRCI a Trieste verranno mostrati materiali storici originali particolarmente significativi e\, in qualche caso\, preziosi. Si tratta\, oltre che di fotografie e cartoline d’epoca\, anche di gioielli sul tema\, nonché di libri rari\, attrezzi di caccia\, documenti vari a testimonianza di come veniva svolta l’attività venatoria a quei tempi.\nÈ stato predisposto un ricco catalogo oltre che una serie di 8 cartoline e un segnalibro della manifestazione. \nL’inaugurazione della mostra si terrà giovedì 24 ottobre alle ore 17.30 presso il pianterreno dell’Istituto IRCI in Via Torino\, 8. \nAi saluti delle Autorità seguirà una bicchierata come momento di convivialità con i presenti. \nDurante l’inaugurazione della mostra sarà presente del personale delle Poste Italiane per l’annullo filatelico dedicato all’evento. \nLa mostra\, con entrata libera\, osserverà il seguente orario 10.00/12.30 16.00/18.30 sabato e domenica 10.00/17.00 e  rimarrà aperta fino a domenica 24 novembre 2019.
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SUMMARY:Segni d'impresa fra '800 e '900
DESCRIPTION:Giovedì 26 settembre  VISITA GUIDATA alle ore 17.00 con ingresso libero alla mostra.\nDopo aver raggiunto e superato  i 13.000 visitatori la mostra\, che è stata prorogata sino al 13 ottobre p.v.\, si è incrementata con nuovi arrivi fra cui uno splendido bozzetto di Giuseppe Sigon per il maraschino Vlahov di Zara databile a fine ‘800.\nE i SEGNI d’IMPRESA non possono che essere esemplificati\, e questo è ciò che connota l’esposizione\, proprio dal segno grafico\, dalla pubblicità che le aziende vollero fare del loro prodotto. Quantitativamente (ma anche qualitativamente) le meglio rappresentate sono le fabbriche e le industrie dei liquori dove artisti come Giuseppe Sigon\, agli inizi del ‘900\, con la Modiano\, offrirà alcune locandine e manifesti di alta qualità quali i tipi per l’Amaro Istria\, della Petrali di Rovigno\, o il maraschino Vlahov di Zara. Ma lo stesso Sigon connoterà i manifesti per l’Austro Americana dei lussignani Cosulich o\, in tutt’alto campo\, i biscotti per fabbrica Calò di Rovigno. Resteranno nell’immaginario collettivo della gente\, poi\, altre pubblicità create fra gli anni ’20 e ’30 del ‘900\, come la tigre dell’Arrigoni\, disegnata nel 1924 dal figlio d’arte Pollione Sigon o l’omino che guida la freccia dell’Italoil di Fiume\, opera di Alberto Zhelizh attorno al 1930. Sino ad arrivare alla grazia leziosa che Ziliotto da alle sigarette zaratine con la donnina déco che fuma. O agli ineguagliabili figurini per gli impermeabili Pirelli per il negozio Pancirolli di Pola che seppe disegnare il triestino Giorgio Dabovich. Segni effimeri\, quasi perduti\, come il gattino\, disegno di fumetto\, Arrigo per l’Arrigoni\, sempre attibuito a Omero Valenti\, ma forse opera di Gustavo Petronio e poi ridisegnato mille volte da Renata Piccoli. Un gattino sbarazzino e impertinente a far guardia al pesce\, segno effimero\, segno quasi perduto. SEGNO d’IMPRESA\, oggi ritrovato.\nL’esposizione\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 18.30; domenica dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:Wostry - visita guidata
DESCRIPTION:Venerdì 26 luglio\, alle ore 17.00\, nell’ambito di una visita guidata\, con ingresso libero\, condotta dal Direttore dell’IRCI Piero Delbello\, curatore della mostra\, verranno approfonditi i legami accademici e artistici di Wostry non solo con il Circolo Artistico di Trieste ma con tutto il mondo da Vienna\, Roma\, Barcellona\, Budapest\, Parigi\, Russia\, fino agli Stati Uniti per cercare nuove emozioni e stimoli grazie all’incontro con culture diverse.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra
DESCRIPTION:Continua con successo  l’esposizione dedicata al pittore Carlo WOSTRY\, organizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e\, vista la singolare personalità dell’artista\, vengono registrate numerose richieste\, da parte del pubblico\, di approfondimenti sui vari aspetti dell’opera e della vicenda umana di Carlo Wostry. Venerdì 28 giugno\, alle ore 17.00\, nell’ambito di una visita guidata\, con ingresso libero\, condotta dal Direttore dell’IRCI Piero Delbello\, curatore della mostra\, verranno approfonditi i legami ideali e artistici di Wostry con l’Istria e le Terre Irredente nell’ambito di un ideale patriottico che è stata la peculiarità di un folto gruppo di intellettuali e artisti della Venezia Giulia.\nSeguiranno\, nei prossimi giorni\, vari appuntamenti di approfondimento – di cui verrà data notizia –   con Claudio Erné\, Teresita Barbo e Franco Degrassi che offriranno ulteriori spunti sulla vicenda di Wostry che da Trieste\, con studi alle Accademie di Vienna e Monaco\, e dopo esperienze di viaggio e di lavoro fra Ungheria\, Russia\, Oriente\, Inghilterra\, andò a Parigi ed incontrò il gusto dei francesi illustrando anche il Figaro illustre\, per poi proseguire la carriera\, più che sessantenne\, negli Stati Uniti conoscendo onori e gloria.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osserva i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00. \nL’ingresso è libero ed anche le visite guidate sono gratuite.
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SUMMARY:Dizionario dei cognomi di Trieste\, dell’Istria\, del Quarnero e della Dalmazia
DESCRIPTION:L’IRCI è lieto di annunciare per lunedì 17 giugno\, alle ore 17.00\, presso il museo istriano\, in via Torino 8\, la presentazione del primo “Dizionario dei cognomi di Trieste\, dell’Istria\, del Quarnero e della Dalmazia”.\nIl volume\, promosso e realizzato dall’IRCI per i tipi di Luglio Editore\, è opera di Marino Bonifacio.\nIl lavoro relativo allo studio della cognoministica delle terre giulie\, ha  indagato il complesso e articolato campo delle varietà giuliano-dalmate e si è concluso\, per questa sua prima parte\, con la realizzazione del primo “Dizionario dei cognomi di Trieste\, dell’Istria\, del Quarnero e della Dalmazia”\, saggio di oltre 500 pagine\, cui seguirà a breve un ulteriore volume di appendice\, allargamento ed approfondimento. L’intenso lavoro di ricerca\, ad opera del massimo studioso specialista del settore\, Marino Bonifacio\, porta a conclusione\, dopo indagini quarantennali\,  un’opera che\, presentata nella sua interezza\, era totalmente assente dalla produzione culturale relativa ai nostri territori.\nL’ingresso è libero sino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:Sport e guerra fredda in Venezia Giulia 1945-1954
DESCRIPTION:Presentazione del volume di Alberto Zanetti Lorenzetti mercoledì 13 marzo alle ore 17.30. L’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata in collaborazione con il Centro di ricerche storiche di Rovigno presenta il volume “Sport e guerra fredda in Venezia Giulia 1945-1954” di Alberto Zanetti Lorenzetti.\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi.\nConverserà con l’autore Ottavio Castellini\, presidente dell’ASAI (archivio storico dell’Atletica italiana “Bruno Bonomelli”). Ingresso libero. \nDall’introduzione:\n“Tema di questo lavoro è la ricostruzione di vicende che hanno interesse nell’ambito della ricerca storico-sportiva che in Italia negli anni più recenti ha trovato nuovo impulso dall’attività di organizzazioni culturali quali l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana mentre il ricorso alla trascrizione di numerosi stralci di articoli di giornali ha lo scopo non solo di documentazione delle varie tappe della storia del decennio oggetto della ricerca\, ma anche di ricreare il contesto e l’atmosfera vissuta in quegli anni intrisi di passioni\, militanza ideologica\, verità scomode\, mezze verità e falsità\, ma dando spazio anche a manifestazioni e presentazioni sportive frequentemente di caratura inferiore a quelle organizzate nell’ambito del C.O.N.I. giuliano\, che comunque dimostrano la vitalità di un movimento sportivo alternativo a quello del Comitato olimpico italiano\, che propose le vicende del lanciatore Danilo Cereali e del ciclista Antonio Strain\, l’adesione di campioni che militarono nello sport italiano d’ante-guerra come la nuotatrice Giovanna Scherl e il cestista Emilio Giassetti\, le scelte radicali dei monfalconesi Ottone Olivieri e Arturo Marsi\, che si contrapposero a quelle degli esuli giuliano-dalmati e\, in tempi successivi\, dello zaratino Tullio Rochlizter e dell’ostacolista Tullio Venturin.”
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SUMMARY:Altri sguardi 1918-2018
DESCRIPTION:PROROGATA FINO AL 14 APRILE 2019VISITA GUIDATA GIOVEDI’ 28 MARZO 2019\nPROROGA DELLE MOSTRE “Altri sguardi 1918-2018”  e “Follie. Scappare dalla guerra. Rincorrere la guerra” \nEntrambe le iniziative espositive hanno incontrato immediatamente i consensi del pubblico\, presente numerosissimo all’inaugurazione e nel primo weekend di apertura.\nDato il grande successo – si è superata quota 5.000 visitatori in poco più di un  mese – e il notevole interesse dimostrato dal pubblico\, anche in occasione delle visite guidate\, le mostre sono state prorogate fino al 14 aprile 2019. \nRicordiamo “Follie. Scappare dalla guerra. Rincorrere la guerra” che\, accogliendo la proposta del Gruppo Ermada  – cui si deve la cura della costruzione di questo percorso – il nostro I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, ha realizzato ad ideale completamento di quegli “Altri sguardi” di guerra in ricordo dei cento anni passati dalla fine del primo grande\, universale conflitto che tanto segno lasciò sulle nostre terre. Viene così a proporsi al pubblico una doppia mostra o due mostre insieme che\, proprio perché scelgono motivi guida particolari (“Altri sguardi” e “Follie”\, appunto) riescono a risultare inconsuete e particolarmente efficaci. Da una parte\, in “Altri sguardi”\, si getta luce su di una serie di situazioni che contraddistinguono  il cosiddetto “fronte interno” in una triplice visione caratterizzata dalle testimonianze grafiche coeve e inedite di Lauro Lach Laghi\, dagli esiti di quelle pesanti deportazioni che toccarono istriani\, triestini\, dalmati\, fiumani\, trentini e\, infine\, dall’ironia se non dal sarcasmo dello sguardo dissacrante di Carlo Wostry che va ad illustrare il voltafaccia dei sudditi fedeli all’Austria pronti però a sostituirla\, nel mutar del vento\, con l’Italia. Dall’altra parte\, in “Follie. Scappare dalla guerra.\nRincorrere la guerra”\, il filo rosso conduttore va a collocarsi in quella situazione\, indubbiamente elitaria\, del volontarismo giuliano che spinge una fede altissima dal pensiero all’azione salvo poi convivere con gli esiti generali di quella terribile quotidianità coperta dal fango della trincea e di quella tremenda infezione cerebrale che si crea con il boato devastante del bombardamento. In nome di un ideale\, una generazione di giovani si gettò a capofitto in questo inferno. E non solo di giovani\, come insegna il mito del vecchio garibaldino Lavezzari. Ecco il senso: correre alla guerra. Ma questa stessa generazione\, ampliata nel numero a dismisura dalla leva obbligatoria e necessaria\, avrebbe avuto la vita distrutta o comunque segnata nel corpo e nella mente senza possibilità di risanamento. Ecco allora un altro senso: fuggire dalla guerra.  Con questa doppia mostra  l’I.R.C.I. continua nel suo percorso di recupero\, conservazione ed elaborazione di ciò che appartiene alla storia e alla cultura delle nostre terre. Nell’occasione\, un particolare ringraziamento è d’obbligo al “Gruppo Ermada Flavio Vidonis” e al suo presidente\, Massimo Romita\, nonché a tutti i collaboratori di quell’associazione. Senza dimenticare gli insostituibili volontari dell’IRCI\, fondamentali per la realizzazione di ogni nostra iniziativa.\nLe mostre\, al piano terra del museo istriano\, in via Torino 8\, con visite guidate ogni giovedì alle ore 17.30\, sono ad INGRESSO LIBERO e saranno aperte fino al 14 aprile 2019 con il seguente orario:\nda lunedì a venerdì: 10.00-12.30 / 16.00-18.30\nsabato: 10.00-12.30 / 14.00-17.00\ndomenica: 10.00 / 17.00
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SUMMARY:Come portati via si rimane
DESCRIPTION:Venerdì 16 novembre alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\,\nl’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume\n«Come portati via si rimane». A cento anni dal Porto sepolto\, curato da Federica Millefiorini e pubblicato da Fabrizio Serra Editore.\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi e ne parlerà Cristina Benussi\, sarà presente la curatrice Federica Millefiorini. Ingresso libero. \n“A cento anni dalla prima edizione del Porto sepolto\, pubblicata in ottanta copie nel dicembre del 1916\, la «Rivista di letteratura italiana» ha deciso di dedicare un fascicolo a una sorta di Convegno virtuale\, aperto a contributi vari per taglio e prospettive\, al fine di rileggere criticamente il capolavoro ungarettiano\, uno dei vertici della letteratura italiana di tutti i tempi e una delle testimonianze più incisive del dramma vissuto da un’intera civiltà nella prima guerra mondiale.\nGli studi sulla fortuna e sulla ricezione del Porto sepolto confermano che\, a distanza di cento anni dalla sua pubblicazione avvenuta in sordina\, i lettori\, italiani e stranieri\, continuano ad essere rapiti\, conquistati\, affascinati da quei versi che hanno saputo cambiare la lirica del Novecento: e ancora oggi «come portati via si rimane».”
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SUMMARY:Dai Wulz a Penco: lo sport di mare nell’obiettivo dei fotografi storici per la Venezia Giulia
DESCRIPTION:Conferenza su “MARE & sport” al Museo Istriano con la conferenza “Dai Wulz a Penco: lo sport di mare nell’obiettivo dei fotografi storici per la Venezia Giulia” che Claudio ERNE’ terrà domani mercoledì 10 ottobre p.v. alle ore 17.30 nella sede della mostra al Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino 8\, a Trieste\, continuano le iniziative collaterali legate alla mostra “MARE & sport. In Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia 1870-1950” curata dall’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, allestita al Museo istriano.\nClaudio Ernè\, cultore della storia dei grandi studi fotografici della nostra area\, ripercorre le vicende degli sport di mare nella Venezia Giulia attraverso la lente d’ingrandimento degli obiettivi dei fotografi nostrani fra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900 mostrandoci in proiezione una cinquantina di immagini d’epoca poco note\, se non inedite\, di grande suggestione.  \nSia la mostra che la conferenza sono aperte a tutti gli interessati e sono ad ingresso libero.
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SUMMARY:All'alba del canottaggio a Trieste e in Istria
DESCRIPTION:Iniziano le iniziative collaterali legate alla mostra  “MARE & sport. In Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia 1870-1950” curata dall’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, con la conferenza “All’alba del canottaggio a Trieste e in Istria” che  Antonio Tommasi terrà lunedì 17 settembre p.v. alle ore 17.00 nella sede della mostra al Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino 8\, a Trieste.La conferenza ripercorre quei momenti dell’800 in cui si iniziano a testimoniare soprattutto le prime regate nel golfo giuliano\, prima della moderna codificazione federale delle discipline sportive. A testimonianza concreta di ciò sono visibili in mostra alcune litografie tratte dal giornale “Illustrirte Zeitung” del 16 dicembre 1871 che illustrano una grandiosa regata che si svolse allora a Barcola con una foltissima partecipazione di spettatori. \nSia la mostra che la conferenza sono aperte a tutti gli interessati e sono ad ingresso libero. \nGli orari della mostra\, visitabile fino al 28 ottobre e che offre il contributo dell’IRCI alla città di Trieste anche per accompagnare l’imminente manifestazione velica della “Barcolana” in occasione del suo 50°\, sono:\ndal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30;\ndomenica dalle 10.00 alle 19.00.
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SUMMARY:MARE e Sport. In Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia. Immagini 1870 -1950
DESCRIPTION:La mostra viene prorogata sino al 25 novembre 2018\nL’IRCI – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste\, che ha assunto il compito istituzionale della salvaguardia\, valorizzazione e trasmissione delle memorie storiche della vita e delle tradizioni delle genti di queste terre e di questo nostro mare che tanta parte ha sempre avuto\, come fonte economica di sostentamento\, come via di comunicazione e\, attraverso le sue due sponde\, di anello di congiunzione con la madre patria\, organizza tutti gli anni un evento che ne metta in risalto un aspetto collegato al suo ruolo nella vita della popolazione; cercando di avere sempre cura che l’evento mantenga\, assieme ad un rigore storico del passato\, un adeguato riferimento ai tempi attuali. Ed è con questo spirito che quest’anno\, proprio nell’occasione del cinquantesimo anniversario della ”Barcolana”\, abbiamo ritenuto doveroso offrire anche noi alla città che negli ultimi due secoli è stata punto di riferimento e di accoglienza delle nostre genti\, nella buona e nella cattiva sorte\, un contributo che possa ulteriormente arricchire l’insieme degli eventi collegati alla più importante manifestazione velica cittadina\, allestendo una mostra dedicata agli “Sport del Mare” in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia\, con l’intento di far conoscere la nascita\, lo sviluppo\, la storia ed i risultati conseguiti\, dalle nostre associazioni praticanti tali discipline sportive\, dalle loro origini nella seconda metà del ‘800 agli anni ’50 del secolo scorso.\nL’Istituto esporrà fotografie e cimeli d’epoca (basti citare\, a mero titolo esemplificativo\, l’armo olimpico di canottaggio che vinse le Olimpiadi di Amsterdam del 1928 con l’equipaggio della “Pullino” di Isola d’Istria o la giacca azzurra della Nazionale italiana alle Olimpiadi del 1948)\, coppe\, trofei e medaglie. Nonché tutta una serie di diplomi\, tessere\, regolamenti\, pergamene\, stendardi e vari documenti inerenti le società nautiche di riferimento. Tutto il materiale è autentico ed originale e proviene dagli archivi dell’I.R.C.I\, dalle società sportive e dalle raccolte di numerosi privati. L’insieme dell’esposto difficilmente sarà vedibile in futuro nella medesima ampiezza e nella stessa interezza. \n	L’esposizione\, che si svolge al piano terra del Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata di via Torino 8 a Trieste\, si inaugura venerdì 3 agosto alle ore 18.00 e resterà aperta sino al 28 ottobre 2018 con i seguenti orari: da lunedì a sabato 10.00/12.30 e 16.00/18.30. Domenica 10.00/19.00
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SUMMARY:Oltre l'Istria. Storie di famiglia e di vita vissuta
DESCRIPTION:Alle ore 17.30 presso l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di via Torino\, 8 verrà presentato il volume: “Oltre l’Istria. Storie di famiglia e di vita vissuta (un secolo attraverso molte frontiere)” di Giorgio Rosso Cicogna. Ingresso libero.
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SUMMARY:Visite guidate S.I.S.A. Trieste e Lussino al volo
DESCRIPTION:Il grande afflusso di visitatori\, con un apice nel passato fine settimana di oltre 700 presenze\, le numerose richieste nel frattempo sopraggiunte\, hanno indotto l’I.R.C.I. a prorogare ancora per un mese\, fino a domenica 1 luglio\, la mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.\,  alla linea verso Lussino e alla vita nell’isola fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. A breve si effettueranno ulteriori viste guidate\, ad ingresso libero\, già a partire da giovedì 7 giugno alle ore 17.00 con Mario Tomarchio e Rita Cramer Giovannini.La mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” è allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8. \nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Lussino\, e Rita Cramer Giovannini\, anche ricercatrice dell’IRCI e grande esperta della storia e delle tradizioni lussignane.\nDa qualche giorno è visibile in mostra anche un modellino d’epoca in metallo pressofuso di uno degli idrovolanti della trasvolata atlantica di Italo Balbo. Il modellino\, oggi in collezione privata\, era appartenuto al barone de’ Banfield.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà a questo punto sino all’1 luglio con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra
DESCRIPTION:Sabato 26 maggio alle ore 17.00 si terrà una visita guidata\, ad ingresso libero\, alla mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8. \nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Llussino.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Guido Miglia. Rivivere l'Istria
DESCRIPTION:Mercoledì 23 maggio alle ore 17.00\, presso l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di via Torino\, 8 verrà presentato il volume: “Guido Miglia. Rivivere l’Istria”.Il volume curato da Silva Bon è un’elaborazione del pensiero politico-sociale di un esule democratico attraverso l’impegno profuso nel mondo della scuola. \nIngresso libero.
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SUMMARY:S.I.S.A. Trieste e Lussino al volo fra gli anni ’20 e gli anni ‘30
DESCRIPTION:[Prorogata al 1 luglio]L’iniziativa attuale ha origine dalla felice intuizione di Egidio Braicovich\, presidente della “Gianni Widmer”\, che già tre anni fa volle rievocare quel primo volo di linea con gli idrovolanti che congiunse Trieste a Torino nel lontano 1926\, grazie alla capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich\, dell’omonima compagnia di Navigazione\, fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nL’anno scorso è iniziata la collaborazione con l’I.R.C.I. che ha portato alla seconda rievocazione per ricordare l’apertura della linea fra Trieste e Zara ed è stata l’occasione per l’allestimento di una prima mostra storica.\nQuest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino. Per l’occasione\, in attesa dell’arrivo dell’idroplano dall’Aeroclub di Como prevista per il 19 p.v.\, l’IRCI \, ancora con la “Gianni Widmer”\,  e stavolta con l’attiva partecipazione della Comunità di Lussinpiccolo\, ha predisposto una nuova mostra storico/documentale che ci offre da una parte la dimensione del volo\, partendo dagli esordi locali proprio con il precursore Gianni Widmer\, protagonista assieme agli assi internazionali\, della Settimana Aviatoria di Zaule del 1911 (immortalata dal segno grafico del pittore Glauco Cambon)\, sino alle esperienze con gli idrovolanti della S.I.S.A. nell’evoluzione del volo che diventa atto quotidiano fra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso; ma\, da un’altra parte\, questa è l’occasione per gettare uno sguardo proprio sulla vita a Lussino in quegli anni che\, dopo l’incubo della Prima Guerra\, segnano una formidabile rinascita: giunge in visita in Re d’Italia subito nel 1922\, ripartono i cantieri navali e ne sorgono nuovi\, si sviluppano i grandi lavori per l’adeguamento delle strade e delle banchine\, si aprono nuovi collegamenti. Lussino ridiventa meta dei vip anche grazie alla nuovissima motonave Morosini\, per i collegamenti via mare\, ed agli idrovolanti dei Cosulich\, per quelli aerei. Un’imponente messe fotografica ci dona l’esemplare ogni giorno della vita dell’isola con la proposta in mostra di scorci inediti e viste inconsuete. \nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.
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SUMMARY:Fondo librario e documentario Depiera
DESCRIPTION:Venerdì 20 aprile alle ore 17.00 presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana e dalmata\, in via Torino 8\, l’I.R.C.I. invita la cittadinanza alla presentazione pubblica del fondo librario e documentario Depiera\, frutto della donazione all’Istituto da parte della dottoressa Maria Laura Iona\, già direttrice del nostro Archivio di Stato e quindi Soprintendente archivistico per il Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione sarà allestita una mostra con alcune “perle” librarie tratte dal fondo citato. L’entrata è liberà e la mostra\, che si intitolerà “PERLE DI BIBLIOTECA”\, sarà aperta sino al 29 aprile con il consueto orario 10-12.30 e 16-18.30 da lunedì a sabato. Domenica dalle 10 alle 18.30.\nSi tratta di un’imponente donazione che Maria Laura Iona ha voluto affidare all’ I.R.C.I.\, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata. È la biblioteca del notaio Camillo Depiera e di suo figlio\, l’architetto Felice. Il fondo\, in prevalenza derivante da Camillo\, conta su qualcosa che si avvicina ai cinquemila titoli messi insieme nel tempo dal notaio che era nato in Antignana d’Istria nel 1861 e sarebbe morto\, dopo una vita intensissima\, più che  ottuagenario\, a Capodistria nel 1943. Descrivere questo nucleo librario (ed anche documentale) in poche righe appare impresa ardua\, anzi impossibile. Gli scaffali che accolgono il materiale\, in ordine\, ad oggi\, assolutamente provvisorio\, svelano porte ovvie di stanze giuridiche con grandi approfondimenti – e di assoluta importanza – per quell’arco di tempo che va dalla metà dell’800 ai primi anni del ‘900\, né poi si fermano\, quasi a scadenzare il tempo e le leggi sino alla scomparsa di Camillo. Non è a caso che troviamo la raccolta completa  dell’Allgemeines Reichs-Gesetz-und Regierungsblatt für das Kaiserthum Österreich\, cioè il “Bollettino generale delle leggi ed atti del governo per l’Impero d’Austria”\, fin dal primo volume del 1849\, redatto subito dopo l’avvento di Francesco Giuseppe\, per tutta la serie completa ad arrivare all’ultima ordinanza del 26 ottobre 1918 “dispensata e spedita” il 7 novembre di quel terribile anno. E in tema scopriamo ancora La scienza della legislazione del Filangieri\, edita a Firenze nel 1820\, oppure l’importantissimo Consilia sive responsa juris clarissimi viri Marci Antonii Peregrini patavini\, Serenissima Reipublicae Venetae juriconsulti …\, uscito dai torchi del Savioni a Venezia nel 1727 e completa dei sei volumi per un totale di oltre 2000 pagine. Oltre e aldilà dei temi giuridici\, significativi da segnalare paiono opere quali l’Atlas Universel\, il grande atlante che si deve al Vaugondy\, stampato a Parigi fra il 1757 e il 1758\, una delle prime opere nel genere basata su ricognizioni scientifiche nella tradizione di D’Anville e De L’Isle. Difficile tacere su una parte del fondo composta da fascicoli\, poco vistosi\, ma eccezionali sia perché presenti in notevole quantità che per la loro rarità: si tratta della raccolta di statuti delle più svariate società e imprese di area locale fra Gorizia\, Trieste\, l’Istria e la Dalmazia risalenti perlopiù al periodo fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 come lo Statuto del Consorzio Agricolo di Sicciole (1911) o quello del Consorzio per la regolazione del Quieto (1920) o ancora quello della Società anonima per la utilizzazione delle forze idrauliche della Dalmazia (1913) oppure\, non ultimo\, quello della Cooperativa industriale fra Scalpellini ed Ornatisti in Trieste (1906).
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra su Don Bonifacio
DESCRIPTION:on oltre 3.000 visitatori termina questa settimana la mostra dedicata alla figura del martire in odium fidei \, il Beato don Francesco Bonifacio\, allestita dall’IRCI in collaborazione con l’Azione Cattolica di Trieste\, presso il museo istriano di via Torino 8.\nMercoledì 28 marzo alle ore 17.00 si terrà l’ultima visita guidata\, ad ingresso libero\, con Mario Ravalico e il Direttore dell’IRCI\, Piero Delbello.  \nA don Bonifacio\, dal luglio 1939\, verrà affidata la sperduta cappellania di Villa Gardossi (Crassiza) e in quel contesto sarà un punto fermo di riferimento per la popolazione del territorio nei momenti più duri dell’ultimo periodo della guerra e in quelli\, per certi versi ancora più duri\, del dopoguerra. Là l’11 settembre 1946\, dopo esser stato fermato da due Guardie popolari e portato via\, troverà la sua triste fine.\nÈ la mostra della PASSIONE e del RICORDO dove  si è innalzata idealmente la figura del BEATO don FRANCESCO BONIFACIO\, martire per eccellenza\, colpito in odium fidei\, a rappresentare TUTTI I TANTI MORTI di quegli anni terribili di cui molti nomi corrono sui muri in un’ideale continuità di sacrificio.\nMasse di CUBI CON I VOLTI DELLA GENTE ISTRIANA stanno accatastati a rappresentare un popolo disperso in ogni continente e in oltre cento e venti luoghi in Italia sedi di uno o più campi profughi. Quei volti sono la società e la famiglia che si frantuma e\, piano piano\, tenta di ricomporsi in una riaggregazione ed in una nuova nascita. Altra e sempre altrove.
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SUMMARY:I Francesi a Trieste
DESCRIPTION:Giovedì 15 marzo alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\,\nl’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume\n“I FRANCESI A TRIESTE”\, curato da Sergio Zorzon e edito dalla Italo Svevo in collaborazione con l’I.R.C.I.\nNe parleranno Antonio Trampus e Franco Degrassi. Ingresso libero. \nUn diario giornaliero  – “giornale”\, appunto\, perché narra i fatti giorno per giorno – illustra la prima calata dei Francesi a Trieste e la loro permanenza nella città giuliana. Siamo nel marzo 1797. Napoleone ha condotto quella brillante Campagna d’Italia che\, iniziata un anno prima e ormai avviata alla conclusione\, lo porta a Trieste con l’intenzione di saccheggiarla per poi dirigersi verso Vienna. \nLa storia è conosciuta ed ampiamente documentata eppure in queste 95 paginette di varia lunghezza\, perché tanto conta l’inedito manoscritto che qui presentiamo\, l’ignoto estensore (ma probabilmente le annotazioni sono di più mani) riesce a dare quasi una fotografia dei fatti e\, nello stesso tempo\, a far percepire\, come una suggestiva sensazione\, le atmosfere delle impressioni\, dei timori e delle speranze che avvolgono la cittadinanza\, indubbiamente\, almeno in una sua parte notevole\, fedele all’Austria.  \nIl documento\, che in originale è stato opportunamente acquisito ed è entrato a far parte dei fondi storici dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, è stato pubblicato con una nota introduttiva di Antonio Trampus e trascritto e minuziosamente annotato da Sergio Zorzon.
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SUMMARY:VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA DELL’IRCI SU DON BONIFACIO
DESCRIPTION:Mercoledì 14 marzo alle ore 17.00 si terrà una visita guidata\, ad ingresso libero\, con Mario Ravalico e il Direttore dell’IRCI\, Piero Delbello alla mostra dedicata alla figura del martire in odium fidei \, il Beato don Francesco Bonifacio\, allestita dall’IRCI in collaborazione con l’Azione Cattolica di Trieste\, presso il museo istriano di via Torino 8. Entrata libera.\nA don Bonifacio\, dal luglio 1939\, verrà affidata la sperduta cappellania di Villa Gardossi (Crassiza) e in quel contesto sarà un punto fermo di riferimento per la popolazione del territorio nei momenti più duri dell’ultimo periodo della guerra e in quelli\, per certi versi ancora più duri\, del dopoguerra. Là l’11 settembre 1946\, dopo esser stato fermato da due Guardie popolari e portato via\, troverà la sua triste fine.\nÈ la mostra della PASSIONE e del RICORDO dove  si è innalzata idealmente la figura del BEATO don FRANCESCO BONIFACIO\, martire per eccellenza\, colpito in odium fidei\, a rappresentare TUTTI I TANTI MORTI di quegli anni terribili di cui molti nomi corrono sui muri in un’ideale continuità di sacrificio.\nMasse di CUBI CON I VOLTI DELLA GENTE ISTRIANA stanno accatastati a rappresentare un popolo disperso in ogni continente e in oltre cento e venti luoghi in Italia sedi di uno o più campi profughi. Quei volti sono la società e la famiglia che si frantuma e\, piano piano\, tenta di ricomporsi in una riaggregazione ed in una nuova nascita. Altra e sempre altrove.
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SUMMARY:MARE. Dalla libera navigazione e dai porti franchi\, all’attività portuale e di mare in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia
DESCRIPTION:Il grande interesse destato e la conseguente notevole affluenza di pubblico\, che ha portato ad oltre 13.000 il numero dei visitatori alla mostra MARE. Dalla libera navigazione e dai porti franchi\, all’attività portuale e di mare in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmaziaallestita dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata al piano terra del museo istriano\, in via Torino 8\, ha mosso gli organizzatori a prolungarne ulteriormente la durata sino a domenica 26 novembre.\nIl notevole impianto scenografico proposto\, con l’esposizione di stampe e litografie che si aprono a fisarmonica per lunghezze dai 3 agli oltre 5 metri con altezza di appena una ventina di centimetri\, ha coinvolto significativamente il pubblico.\nA grande richiesta dei visitatori\, verrà effettuata una visita guidata all’esposizione giovedì 16 novembre alle ore 17.\nL’ingresso alla mostra e la visita\, condotta dal direttore dell’IRCI\, Piero Delbello in collaborazione con Sergio Zorzon\, sono gratuiti.\nLa mostra parte dalla ricorrenza dei trecento anni dall’editto di Carlo VI datato al 1717\, che concedeva la libera navigazione in Adriatico\, e dalla successiva patente di porti franchi data a Trieste e Fiume (1719)\, e racconta con oggetti\, placati e varie immagini originali l’evoluzione delle realtà portuali da Trieste a Fiume e alla Dalmazia. Sono proposte stampe e carte geografiche a partire da un incunabolo del 1400 sino a tutto l’800 e il percorso viene completato con fotografie e cartoline tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.
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LOCATION:Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata\, Via Duca d'Aosta\, 1
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