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SUMMARY:Oltre l'Istria. Storie di famiglia e di vita vissuta
DESCRIPTION:Alle ore 17.30 presso l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di via Torino\, 8 verrà presentato il volume: “Oltre l’Istria. Storie di famiglia e di vita vissuta (un secolo attraverso molte frontiere)” di Giorgio Rosso Cicogna. Ingresso libero.
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SUMMARY:Visite guidate S.I.S.A. Trieste e Lussino al volo
DESCRIPTION:Il grande afflusso di visitatori\, con un apice nel passato fine settimana di oltre 700 presenze\, le numerose richieste nel frattempo sopraggiunte\, hanno indotto l’I.R.C.I. a prorogare ancora per un mese\, fino a domenica 1 luglio\, la mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.\,  alla linea verso Lussino e alla vita nell’isola fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. A breve si effettueranno ulteriori viste guidate\, ad ingresso libero\, già a partire da giovedì 7 giugno alle ore 17.00 con Mario Tomarchio e Rita Cramer Giovannini.La mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” è allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8. \nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Lussino\, e Rita Cramer Giovannini\, anche ricercatrice dell’IRCI e grande esperta della storia e delle tradizioni lussignane.\nDa qualche giorno è visibile in mostra anche un modellino d’epoca in metallo pressofuso di uno degli idrovolanti della trasvolata atlantica di Italo Balbo. Il modellino\, oggi in collezione privata\, era appartenuto al barone de’ Banfield.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà a questo punto sino all’1 luglio con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra
DESCRIPTION:Sabato 26 maggio alle ore 17.00 si terrà una visita guidata\, ad ingresso libero\, alla mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8. \nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Llussino.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Guido Miglia. Rivivere l'Istria
DESCRIPTION:Mercoledì 23 maggio alle ore 17.00\, presso l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di via Torino\, 8 verrà presentato il volume: “Guido Miglia. Rivivere l’Istria”.Il volume curato da Silva Bon è un’elaborazione del pensiero politico-sociale di un esule democratico attraverso l’impegno profuso nel mondo della scuola. \nIngresso libero.
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SUMMARY:S.I.S.A. Trieste e Lussino al volo fra gli anni ’20 e gli anni ‘30
DESCRIPTION:[Prorogata al 1 luglio]L’iniziativa attuale ha origine dalla felice intuizione di Egidio Braicovich\, presidente della “Gianni Widmer”\, che già tre anni fa volle rievocare quel primo volo di linea con gli idrovolanti che congiunse Trieste a Torino nel lontano 1926\, grazie alla capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich\, dell’omonima compagnia di Navigazione\, fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nL’anno scorso è iniziata la collaborazione con l’I.R.C.I. che ha portato alla seconda rievocazione per ricordare l’apertura della linea fra Trieste e Zara ed è stata l’occasione per l’allestimento di una prima mostra storica.\nQuest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino. Per l’occasione\, in attesa dell’arrivo dell’idroplano dall’Aeroclub di Como prevista per il 19 p.v.\, l’IRCI \, ancora con la “Gianni Widmer”\,  e stavolta con l’attiva partecipazione della Comunità di Lussinpiccolo\, ha predisposto una nuova mostra storico/documentale che ci offre da una parte la dimensione del volo\, partendo dagli esordi locali proprio con il precursore Gianni Widmer\, protagonista assieme agli assi internazionali\, della Settimana Aviatoria di Zaule del 1911 (immortalata dal segno grafico del pittore Glauco Cambon)\, sino alle esperienze con gli idrovolanti della S.I.S.A. nell’evoluzione del volo che diventa atto quotidiano fra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso; ma\, da un’altra parte\, questa è l’occasione per gettare uno sguardo proprio sulla vita a Lussino in quegli anni che\, dopo l’incubo della Prima Guerra\, segnano una formidabile rinascita: giunge in visita in Re d’Italia subito nel 1922\, ripartono i cantieri navali e ne sorgono nuovi\, si sviluppano i grandi lavori per l’adeguamento delle strade e delle banchine\, si aprono nuovi collegamenti. Lussino ridiventa meta dei vip anche grazie alla nuovissima motonave Morosini\, per i collegamenti via mare\, ed agli idrovolanti dei Cosulich\, per quelli aerei. Un’imponente messe fotografica ci dona l’esemplare ogni giorno della vita dell’isola con la proposta in mostra di scorci inediti e viste inconsuete. \nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.
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SUMMARY:Fondo librario e documentario Depiera
DESCRIPTION:Venerdì 20 aprile alle ore 17.00 presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana e dalmata\, in via Torino 8\, l’I.R.C.I. invita la cittadinanza alla presentazione pubblica del fondo librario e documentario Depiera\, frutto della donazione all’Istituto da parte della dottoressa Maria Laura Iona\, già direttrice del nostro Archivio di Stato e quindi Soprintendente archivistico per il Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione sarà allestita una mostra con alcune “perle” librarie tratte dal fondo citato. L’entrata è liberà e la mostra\, che si intitolerà “PERLE DI BIBLIOTECA”\, sarà aperta sino al 29 aprile con il consueto orario 10-12.30 e 16-18.30 da lunedì a sabato. Domenica dalle 10 alle 18.30.\nSi tratta di un’imponente donazione che Maria Laura Iona ha voluto affidare all’ I.R.C.I.\, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata. È la biblioteca del notaio Camillo Depiera e di suo figlio\, l’architetto Felice. Il fondo\, in prevalenza derivante da Camillo\, conta su qualcosa che si avvicina ai cinquemila titoli messi insieme nel tempo dal notaio che era nato in Antignana d’Istria nel 1861 e sarebbe morto\, dopo una vita intensissima\, più che  ottuagenario\, a Capodistria nel 1943. Descrivere questo nucleo librario (ed anche documentale) in poche righe appare impresa ardua\, anzi impossibile. Gli scaffali che accolgono il materiale\, in ordine\, ad oggi\, assolutamente provvisorio\, svelano porte ovvie di stanze giuridiche con grandi approfondimenti – e di assoluta importanza – per quell’arco di tempo che va dalla metà dell’800 ai primi anni del ‘900\, né poi si fermano\, quasi a scadenzare il tempo e le leggi sino alla scomparsa di Camillo. Non è a caso che troviamo la raccolta completa  dell’Allgemeines Reichs-Gesetz-und Regierungsblatt für das Kaiserthum Österreich\, cioè il “Bollettino generale delle leggi ed atti del governo per l’Impero d’Austria”\, fin dal primo volume del 1849\, redatto subito dopo l’avvento di Francesco Giuseppe\, per tutta la serie completa ad arrivare all’ultima ordinanza del 26 ottobre 1918 “dispensata e spedita” il 7 novembre di quel terribile anno. E in tema scopriamo ancora La scienza della legislazione del Filangieri\, edita a Firenze nel 1820\, oppure l’importantissimo Consilia sive responsa juris clarissimi viri Marci Antonii Peregrini patavini\, Serenissima Reipublicae Venetae juriconsulti …\, uscito dai torchi del Savioni a Venezia nel 1727 e completa dei sei volumi per un totale di oltre 2000 pagine. Oltre e aldilà dei temi giuridici\, significativi da segnalare paiono opere quali l’Atlas Universel\, il grande atlante che si deve al Vaugondy\, stampato a Parigi fra il 1757 e il 1758\, una delle prime opere nel genere basata su ricognizioni scientifiche nella tradizione di D’Anville e De L’Isle. Difficile tacere su una parte del fondo composta da fascicoli\, poco vistosi\, ma eccezionali sia perché presenti in notevole quantità che per la loro rarità: si tratta della raccolta di statuti delle più svariate società e imprese di area locale fra Gorizia\, Trieste\, l’Istria e la Dalmazia risalenti perlopiù al periodo fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 come lo Statuto del Consorzio Agricolo di Sicciole (1911) o quello del Consorzio per la regolazione del Quieto (1920) o ancora quello della Società anonima per la utilizzazione delle forze idrauliche della Dalmazia (1913) oppure\, non ultimo\, quello della Cooperativa industriale fra Scalpellini ed Ornatisti in Trieste (1906).
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra su Don Bonifacio
DESCRIPTION:on oltre 3.000 visitatori termina questa settimana la mostra dedicata alla figura del martire in odium fidei \, il Beato don Francesco Bonifacio\, allestita dall’IRCI in collaborazione con l’Azione Cattolica di Trieste\, presso il museo istriano di via Torino 8.\nMercoledì 28 marzo alle ore 17.00 si terrà l’ultima visita guidata\, ad ingresso libero\, con Mario Ravalico e il Direttore dell’IRCI\, Piero Delbello.  \nA don Bonifacio\, dal luglio 1939\, verrà affidata la sperduta cappellania di Villa Gardossi (Crassiza) e in quel contesto sarà un punto fermo di riferimento per la popolazione del territorio nei momenti più duri dell’ultimo periodo della guerra e in quelli\, per certi versi ancora più duri\, del dopoguerra. Là l’11 settembre 1946\, dopo esser stato fermato da due Guardie popolari e portato via\, troverà la sua triste fine.\nÈ la mostra della PASSIONE e del RICORDO dove  si è innalzata idealmente la figura del BEATO don FRANCESCO BONIFACIO\, martire per eccellenza\, colpito in odium fidei\, a rappresentare TUTTI I TANTI MORTI di quegli anni terribili di cui molti nomi corrono sui muri in un’ideale continuità di sacrificio.\nMasse di CUBI CON I VOLTI DELLA GENTE ISTRIANA stanno accatastati a rappresentare un popolo disperso in ogni continente e in oltre cento e venti luoghi in Italia sedi di uno o più campi profughi. Quei volti sono la società e la famiglia che si frantuma e\, piano piano\, tenta di ricomporsi in una riaggregazione ed in una nuova nascita. Altra e sempre altrove.
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SUMMARY:I Francesi a Trieste
DESCRIPTION:Giovedì 15 marzo alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\,\nl’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume\n“I FRANCESI A TRIESTE”\, curato da Sergio Zorzon e edito dalla Italo Svevo in collaborazione con l’I.R.C.I.\nNe parleranno Antonio Trampus e Franco Degrassi. Ingresso libero. \nUn diario giornaliero  – “giornale”\, appunto\, perché narra i fatti giorno per giorno – illustra la prima calata dei Francesi a Trieste e la loro permanenza nella città giuliana. Siamo nel marzo 1797. Napoleone ha condotto quella brillante Campagna d’Italia che\, iniziata un anno prima e ormai avviata alla conclusione\, lo porta a Trieste con l’intenzione di saccheggiarla per poi dirigersi verso Vienna. \nLa storia è conosciuta ed ampiamente documentata eppure in queste 95 paginette di varia lunghezza\, perché tanto conta l’inedito manoscritto che qui presentiamo\, l’ignoto estensore (ma probabilmente le annotazioni sono di più mani) riesce a dare quasi una fotografia dei fatti e\, nello stesso tempo\, a far percepire\, come una suggestiva sensazione\, le atmosfere delle impressioni\, dei timori e delle speranze che avvolgono la cittadinanza\, indubbiamente\, almeno in una sua parte notevole\, fedele all’Austria.  \nIl documento\, che in originale è stato opportunamente acquisito ed è entrato a far parte dei fondi storici dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, è stato pubblicato con una nota introduttiva di Antonio Trampus e trascritto e minuziosamente annotato da Sergio Zorzon.
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SUMMARY:VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA DELL’IRCI SU DON BONIFACIO
DESCRIPTION:Mercoledì 14 marzo alle ore 17.00 si terrà una visita guidata\, ad ingresso libero\, con Mario Ravalico e il Direttore dell’IRCI\, Piero Delbello alla mostra dedicata alla figura del martire in odium fidei \, il Beato don Francesco Bonifacio\, allestita dall’IRCI in collaborazione con l’Azione Cattolica di Trieste\, presso il museo istriano di via Torino 8. Entrata libera.\nA don Bonifacio\, dal luglio 1939\, verrà affidata la sperduta cappellania di Villa Gardossi (Crassiza) e in quel contesto sarà un punto fermo di riferimento per la popolazione del territorio nei momenti più duri dell’ultimo periodo della guerra e in quelli\, per certi versi ancora più duri\, del dopoguerra. Là l’11 settembre 1946\, dopo esser stato fermato da due Guardie popolari e portato via\, troverà la sua triste fine.\nÈ la mostra della PASSIONE e del RICORDO dove  si è innalzata idealmente la figura del BEATO don FRANCESCO BONIFACIO\, martire per eccellenza\, colpito in odium fidei\, a rappresentare TUTTI I TANTI MORTI di quegli anni terribili di cui molti nomi corrono sui muri in un’ideale continuità di sacrificio.\nMasse di CUBI CON I VOLTI DELLA GENTE ISTRIANA stanno accatastati a rappresentare un popolo disperso in ogni continente e in oltre cento e venti luoghi in Italia sedi di uno o più campi profughi. Quei volti sono la società e la famiglia che si frantuma e\, piano piano\, tenta di ricomporsi in una riaggregazione ed in una nuova nascita. Altra e sempre altrove.
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SUMMARY:MARE. Dalla libera navigazione e dai porti franchi\, all’attività portuale e di mare in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia
DESCRIPTION:Il grande interesse destato e la conseguente notevole affluenza di pubblico\, che ha portato ad oltre 13.000 il numero dei visitatori alla mostra MARE. Dalla libera navigazione e dai porti franchi\, all’attività portuale e di mare in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmaziaallestita dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata al piano terra del museo istriano\, in via Torino 8\, ha mosso gli organizzatori a prolungarne ulteriormente la durata sino a domenica 26 novembre.\nIl notevole impianto scenografico proposto\, con l’esposizione di stampe e litografie che si aprono a fisarmonica per lunghezze dai 3 agli oltre 5 metri con altezza di appena una ventina di centimetri\, ha coinvolto significativamente il pubblico.\nA grande richiesta dei visitatori\, verrà effettuata una visita guidata all’esposizione giovedì 16 novembre alle ore 17.\nL’ingresso alla mostra e la visita\, condotta dal direttore dell’IRCI\, Piero Delbello in collaborazione con Sergio Zorzon\, sono gratuiti.\nLa mostra parte dalla ricorrenza dei trecento anni dall’editto di Carlo VI datato al 1717\, che concedeva la libera navigazione in Adriatico\, e dalla successiva patente di porti franchi data a Trieste e Fiume (1719)\, e racconta con oggetti\, placati e varie immagini originali l’evoluzione delle realtà portuali da Trieste a Fiume e alla Dalmazia. Sono proposte stampe e carte geografiche a partire da un incunabolo del 1400 sino a tutto l’800 e il percorso viene completato con fotografie e cartoline tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.
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