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SUMMARY:Harukichi Shimoi\, Un samurai a Fiume
DESCRIPTION:Considerato il notevole interesse di pubblico ottenuto dalla mostra dedicata a Gabriele D’Annunzio (e\, di pari passo\, da quella dedicata a Dante)\, curata dall’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste ed allestita al piano terra di via Torino 8\,\nsi comunica che la stessa viene prorogata sino al 19 giugno. \nNegli ultimi giorni\, oltretutto\, lo studio sui materiali fotografici esposti e provenienti dall’album del volontario fiumano\, il mitragliere Virgilio Lokmer\, ha consentito di identificare varie foto inedite che ritraggono il futuro grande architetto\, nativo di Parenzo\, Giuseppe Pagano Pogatschnig\, anch’egli volontario fiumano.\nL’esposizione si è\, poi\, ampliata con nuovi importanti reperti e preziosi cimeli\, fra cui due rare giacche di arditi fiumani\, entrambe decorate con accessori originali e medaglie al valore militare\, mentre inedite fotografie d’epoca completano il quadro dell’impresa dannunziana\, regalando anche alcuni scatti degli Arditi della Compagnia “Disperata”\, eletti a guardia personale di D’Annunzio. Il materiale proviene dalla collezione privata di Massimiliano Ursini\, membro della Federazione Nazionale Arditi d’Italia (Sezione di Trieste – Istria – Fiume – Dalmazia).\nDal giorno della sua inaugurazione la mostra ha seguitato a registrare un flusso costante di visitatori con picchi di particolare intensità nei weekend\, durante i quali si è notato anche una cospicua percentuale di  turisti stranieri. Ed è proprio in virtù dell’arrivo in città di nuove folle di viaggiatori che oggi si è predisposto in sala un nuovo dépliant illustrativo della mostra per accompagnare\, anche IN LINGUA INGLESE\, i visitatori in un percorso espositivo sempre in crescita. \nGli orari di apertura rimangono invariati: 10.30 – 12.30 e 16.30 – 18.30\, dal lunedì al venerdì. \nIl percorso dannunziano proposto dall’IRCI avrà un momento di incontro con il pubblico  \nmartedì 24 maggio alle ore 17.30\, sempre presso il museo in via Torino 8\, con la presentazione del libro di  \nHarukichi Shimoi\, Un samurai a Fiume\,\ncurato da Guido Andrea Pautasso.  \nSarà presente il Curatore che dialogherà con Cristina Benussi.\nL’ingresso sarà libero fino ad esaurimento di posti.
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SUMMARY:Dante irredentista. Immagini e D'Annunzio e Fiume. Immagini
DESCRIPTION:Giovedì 31 marzo alle ore 18.00 inauguriamo\, al museo istriano in via Torino\, due mostre in contemporanea\, entrambe curate dall’IRCI.\nLe mostre sono distinte ma\, se vogliamo trovare un filo conduttore\, questo sta nel termine “immagini”.\nDa una parte vediamo come viene usato il volto (e la parola) di Dante fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 nella Venezia Giulia per sottolineare l’italianità di queste terre\, in chiave\, di fatto\, irredentista. Varie istituzioni e\, in primis\, la Lega Nazionale useranno Dante continuamente nella loro propaganda che verrà veicolata soprattutto attraverso le cartoline\, vendute in ogni occasione sempre a vantaggio del sodalizio. A firmare i disegni\, la grafica propagandistica saranno i migliori artisti giuliani (tutti\, di fatto\, tranne casi minimi\, di sentimenti italici e di fede irredentista) da Giuseppe Barison a Glauco Cambon\, da Giuseppe Sigon ad Argio Orell\, a Giannino Marchig\, a Vito Timmel … sino a Carlo Sbisà.\nDall’altra: che dire di più e oltre ciò che già è stato detto su D’Annunzio e l’impresa fiumana’ Quindi fotografie\, in parecchi casi inedite\, dell’album personale di un giovanissimo volontario fiumano\, il diciassettenne Virgilio Lockmer\, mitragliere\, inquadrato nella “Compagnia dei Volontari Giuliani”\, agli ordini di Ercole Miani.  \nAd accompagnare la mostra ben due cataloghi d’eccezione.\nGli orari saranno i consueti [10:30-12:30 e 16:30-18:30]; ingresso gratuito e senza prenotazione\, tutti i giorni.
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SUMMARY:Ivan Rendic\, Rotte adriatiche
DESCRIPTION:L’IRCI è lieto di comunicare che Giovedì 10 marzo alle ore 17.30 presso il museo istriano di via Torino 8\, si presenterà il volume realizzato dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata per le cure di Luca Bellocchi\, “Ivan Rendic\, Rotte adriatiche”. \nIntrodurrà Franco Degrassi e Piero Delbello dialogherà con l’Autore. \nIl monumento della Dedizione di Trieste all’Austria\, la Previdenza del Palazzo delle Generali\, L’Intelligenza del Palazzo del Lloyd Austriaco\, sono solamente alcune fra le opere che Giovanni Ivan Rendic realizzò a Trieste: attraverso un confronto con i principali lavori realizzati dallo scultore tra Fiume\, Spalato e le isole dalmate\, lo studio mira a tessere un filo in cui emerge – con vigore – un linguaggio comune e peculiare\, proprio di questi luoghi all’alba del Novecento. Lo scultore ribattezzò il proprio stile “lunare”\, in quanto influenzato dalle secessioni e improntato all’originalità\, alla modernità e al superamento delle scuole regionali e locali. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti con obbligo di Super Green Pass.
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SUMMARY:Presentazione opera Ezio Romanò
DESCRIPTION:Venerdì 12 novembre presso la sede dell’IRCI/ Museo istriano\, in via Torino 8\, alle ore 18.00 verrà presentata l’opera di Ezio Romanò. Già dirigente in Fincantieri\, dopo una vita votata al lavoro dagli inizi al CRDA\, poi alla Grandi Motori e\, infine\, nel colosso della nostra cantieristica navale\, esperienze con risvolti\, in qualche caso\, dai tratti romanzeschi\, Ezio Romanò\, pilota d’aerei per passione\, dopo la quiescenza\, svela anche una notevole vena narrativa e\, dal 2007 con quel primo “Adele. Cronologia di un vissuto rimosso” ad oggi con “Elena nel sole”\, scrive e pubblica ben otto romanzi. La presentazione dell’opera si svolgerà a cura dell’IRCI\, in collaborazione con l’editore Franco Rosso\, in un dialogo fra il Presidente Franco Degrassi e l’Autore.\nIngresso libero con necessaria esibizione di green pass.
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SUMMARY:Per Sua Maestà. Storia di una nave e dei suoi equipaggi - Pio Baissero
DESCRIPTION:“Presentazione del libro di Pio Baissero “Per Sua Maestà. Storia di una nave e dei suoi equipaggi” che si terrà venerdì 5 novembre 2021\, alle ore 18.00\, presso l’IRCI/Museo Istriano di Via Torino\, 8. ”\nIn collaborazione con l’Accademia Europeista del Friuli Venezia Giulia e con il Circolo di Cultura Istro-veneta “Istria”\nParteciperà anche il Capitano di Marina Cesare Balzi.\nModererà l’incontro il giornalista Alex Pessotto.
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SUMMARY:L'Architettura contesa. Esperienze del Moderno nella Venezia Giulia
DESCRIPTION:Presentazione del volume curato da Paolo Tomasella “L’Architettura contesa. Esperienze del Moderno nella Venezia Giulia” che si terrà venerdì 29 ottobre 2021\, alle ore 18.00\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata di Via Torino\, 8. Nel 1938 Benito Mussolini diede il via all’esecuzione di una serie di lavori pubblici che da Trieste fino a Postumia\, cittadina nella quale pose la prima pietra della Casa del Fascio in quella che all’epoca era piazza Vittorio Veneto. Il progetto prevedeva un edificio a due piani con una torre littoria\, elemento formale tipico degli edifici di regime\, che venne decapitata di netto nel momento in cui la città passò alla Jugoslavia nel 1947. Sorte così drastica non subì invece il grattacielo realizzato nel 1942 a Fiume (Rijecki neboder) su progetto dell’architetto triestino Umberto Nordio\, che non venne mutilato ma “trasformato”: alla fine degli anni Quaranta sul tetto dell’edificio\, realizzato secondo lo stile del Razionalismo italiano\, comparve una stella rossa a cinque punte. Un assemblaggio contro natura per significare il passaggio da un regime ad un altro\, dal fascismo al comunismo jugoslavo.\nLa Storia\, con i suoi snodi\, conobbe quindi significativi riflessi sulle architetture di Stato\, che modellarono\, in particolare tra il periodo interbellico e l’immediato dopoguerra\, il volto delle città della Venezia Giulia\, assegnando alle costruzioni una valenza simbolica\, al di là della loro stretta funzionalità. Molte\, a cavallo del confine tra Italia ed ex Jugoslavia\, sono le tracce urbane e architettoniche ancora rimaste che possono essere interpretate con questa chiave di lettura. Di questi temi si occupa diffusamente il consistente volume intitolato L’architettura contesa. Esperienze del Moderno nella Venezia Giulia\, curato dall’architetto e studioso pordenonese Paolo Tomasella e prodotto dall’IRCI\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste in collaborazione con la casa editrice Olmis di Osoppo (Udine). Nel volume sono raccolti contributi di studiosi sloveni\, croati e italiani e si pone in evidenza come le realizzazioni di palazzi e monumenti\, da Trieste a Pola\, da Fiume a Sušak\, rappresentano la testimonianza di quale era l’idea di organizzazione delle città della Venezia Giulia\, in quello che fu prima Litorale austriaco e più tardi territorio per lungo tempo conteso fra Italia e Jugoslavia e che ora appartiene giuridicamente in parte alla Slovenia e in parte alla Croazia.  \nIngresso libero fino ad esaurimento posti e in osservanza delle regole previste dall’emergenza sanitaria\, l’accesso sarà dunque consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass.
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SUMMARY:Flavio Tossi: Cesare Dell'Acqua 1821-1905
DESCRIPTION:Si comunica che la presentazione del volume curato da Flavio Tossi “Cesare Dell’Acqua 1821-1905” che si sarebbe dovuta tenere venerdì 22 ottobre 2021 presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata di Via Torino\, 8 come da adeguamento alle disposizioni comunali è stata rimandata a martedi 26 ottobre 2021\, alle ore 18.00.
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SUMMARY:Attilio Micheluzzi. Storia fantasia avventura. Dall’Istria al mondo: un maestro del fumetto
DESCRIPTION:Prorogata la mostra su Attilio Micheluzzi\nCon ottomila visitatori in poco più di un mese (250 nella sola mattinata di domenica) la mostra\n“Attilio Micheluzzi. Storia fantasia avventura. Dall’Istria al mondo: un maestro del fumetto”   \ndedicata al grande autore istriano e realizzata dall’IRCI nelle sale di via Torino 8\, si è rivelata un successo perfino superiore alle attese: tanto che ne è stata decisa la proroga fino a domenica 12 dicembre\, con apertura tutti i giorni (10.30-12.30\, 16.30-18.30) a ingresso libero e attestazione di Green Pass.\nNel mese di ulteriore apertura sono previste alcune iniziative collaterali e visite guidate; la prima è in calendario mercoledì 10\, alle 17\, sempre a ingresso libero\, con la presenza del curatore della rassegna Roberto Curci.
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SUMMARY:ANNULLO FILATELICO “LUXARDO 200”
DESCRIPTION:L’omaggio di Trieste ai 200 anni di Luxardo Spa attraverso la mostra curata dall’I.R.C.I.\, Istituto Regionale di Cultura Istriano Fiumano Dalmata\, negli spazi del Civico Museo di Via Torino continua e propone\, per la giornata di giovedì 2 settembre a partire dalle ore 10.00\, uno speciale annullo filatelico grazie alla presenza del personale delle Poste Italiane. L’annullo rientra appunto nella manifestazione per celebrare il bicentenario della storica azienda fondata a Zara nel 1821 da Girolamo Luxardo\, una proposta entusiasmante e curiosa che affianca la mostra che continua con grande successo richiamando una media di 200 visitatori al giorno e che proseguirà fino al 12 settembre. \nLa mostra\, con entrata libera e con l’osservanza delle regole previste dall’emergenza sanitaria\, rimarrà aperta appunto fino a domenica 12 settembre 2021 tutti i giorni con il seguente orario 10.30/12.30 16.30/18.30.
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SUMMARY:Il segno Modiano. 150 anni di arte e impresa
DESCRIPTION:La partita non è ancora chiusa. Le carte sono state messe in tavola ancora una volta e il gioco può ricominciare.  E’ un gioco fatto di colori\, di linee\, di figure e di immagini che si intrecciano in un segno grafico ancora oggi indissolubile ed inconfondibile\, il segno MODIANO.  A 150 anni dalla sua fondazione\, il marchio più noto dell’imprenditoria d’area veneto-giuliana  viene celebrato nella mostra “IL SEGNO MODIANO. 150 anni di arte e impresa”\, curata dal dott. Piero Delbello per l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata ed allestita al piano terra del Museo Istriano\, in via Torino 8.\nL’esposizione\, da oggi riaperta al pubblico\, è stata ancora una volta prorogata per il successo ottenuto.\nManifesti di grandi artisti giuliani e mitteleuropei\, quali Orell\, Sigon\, Cambon\, Lenhart\, Berény\, si alternano alle intramontabili carte da gioco e alle numerose cartoline d’epoca\, tutti contraddistinti dal logo SDM.\nMa la mostra ha ancora un asso nella manica: “Gli infelici” di Vito Timmel\, un quadro da molti considerato come il capolavoro  dell’artista\, che solo di recente è entrato a far parte dell’archivio storico dell’azienda Modiano.\nAmmirato da pochi prima della chiusura\, dovuta all’emergenza sanitaria in corso\, è stato recentemente oggetto di studio nel volume “Timmel. La magnifica inquietudine”\, curato dal dott. Delbello per l’I.R.C.I.\nOra le porte dell’Istituto sono state finalmente riaperte e la mostra è nuovamente visitabile dal lunedì al venerdì con il seguente orario: 10.30-12.30 e 16.30-18.30.\nProrogata fino al 11 Luglio.
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SUMMARY:Modiano: Visita guidata a prenotazione
DESCRIPTION:Superati gli 8.000 visitatori\, continua con grande successo l’esposizione dedicata ai 150 anni della storica azienda cartotecnica Modiano\, realizzata dall’IRCI presso gli spazi espositivi al piano terra del Museo della civiltà istriana in via Torino\, 8. A grande richiesta si svolgerà il prossimo giovedì 3 settembre 2020 alle ore 17.30 una visita guidata a cura di Piero Delbello per un massimo di 25 persone. È  necessaria  la prenotazione obbligatoria telefonando allo 040639188 o inviando una mail a irci@iol.it e\, nel caso\, indicando un numero di cellulare a cui verrà data conferma della prenotazione. La visita è gratuita.La mostra\, ad ingresso libero\, rimane aperta ogni giorno dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30 fino al 18 ottobre prossimo.
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SUMMARY:Riapertura “Ci siamo ancora!”
DESCRIPTION:Ri-inaugurata il 4 giugno dopo la forzata chiusura per le emergenze sanitarie e dopo un primo periodo di apertura ridotta\, la mostra CI SIAMO ANCORA!\, allestita presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata di via Torino n° 8\, per le cure dell’IRCI\, è di nuovo visitabile quotidianamente da lunedì a domenica con orario 10.30-12.30 e 16.30-18.30. L’affluenza di pubblico è stata in questi primi giorni significativa e ha segnato l’arrivo dei primi turisti nella nostra città che hanno colto al volo l’offerta culturale proposta dall’IRCI. Grazie all’impegno offerto dai volontari dell’Istituto si è potuto\, quindi\, aumentare l’orario delle visite in attesa della prossima iniziativa espositiva che si aprirà entro il prossimo mese e sarà dedicata ai 150 anni della MODIANO\, la storica azienda cartotecnica giuliana.
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SUMMARY:Come eravamo
DESCRIPTION:Giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 17.00\, VISITA GUIDATA ad ingresso libero alla MOSTRA  \nLa mostra rappresenta il primo step  nel progetto – avviato dall’I.R.C.I. – verso la costituzione di un archivio della memoria; nel rispetto del compito istituzionale di salvare tutto il possibile della nostra storia\, abbiamo ritenuto\, nella progettazione dell’ormai tradizionale mostra natalizia\, di fermare l’attenzione proprio su tale aspetto\, dando direttamente voce ai protagonisti delle nostre tragiche vicende\, in vista anche del “Giorno del Ricordo”\, che ha quindici anni e costituisce il primo vero risarcimento morale agli esuli giuliano-dalmati.\n“COME ERAVAMO” è\, quindi\, una voce data a volti senza nome e trova inizio nell’individuazione e acquisizione di un cospicuo fondo fotografico “antico” che va dagli anni ’60 dell’800 fino a primi del ‘900. Fotografie unite da un unico comune denominatore: lo studio fotografico\, che è sempre istriano o fiumano o dalmata. Chi sono quegli uomini\, quei bimbi\, quelle donne’ Giovani\, maturi\, vecchi o infanti’ Che sappiamo di loro\, oltre al fatto che vennero ritratti in tempo antico\, fuori da memoria vivente possibile\, da fotografi delle nostre terre’ Nulla\, o quasi.\n Talvolta una calligrafia di anni assai andati ci dà note del tipo “zio Nini” o “Mariuccia a due anni” o\, se chi scrisse allora aveva avuto un poco di lungimiranza (è termine esatto’)\, puoi trovare un “Giuseppe Cosulich\, da Cardiff\, morto nel 1890 a 79 anni” che ti svela un’origine lussignana.\nÈ su questo principio che il “COME ERAVAMO” è diventato una mostra per questo Santo Natale.  “COME ERAVAMO” è diventato anche un catalogo che si apre con una massa di materiale raccolto di cui si sa poco o nulla (se non che è “di qua”) e prosegue con un appello lanciato attraverso i social Facebook\, Twitter perché là dove ancora c’è ricordo e possibilità arrivino foto\, cose\, notizie per far parlare la nostra gente comune che non c’è più. Per dare voce a volti senza nome. Perché possa essere la base per proseguire\, ampliando\, la raccolta e la mostra che in questo modo sarà ancora nuova e ancora diversa\, pronta a dare degna sostanza a quel “10 febbraio”\, nostro “Giorno del Ricordo”\, che arriverà l’anno venturo. È la massa indistinta dei protagonisti silenziosi e delle loro famiglie che\, pian piano\, acquisisce sempre maggior identità. Quella massa che vuole ancora parlare e dire e raccontare e che fa corollario a chi già conosciamo: alle famiglie “grandi” nella storia\, perché famose\, perché di loro s’è detto e scritto ma\, a volte\, capita che siano estinte e\, guarda caso\, lo scenario può essere opposto con nomi e storie e voci chiare: ma senza volti. Perché non c’è più alcun erede a conservarne una fotografia\, un’immagine.\nRecuperare e conservare sono principi salienti del nostro Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata e sono questi i motivi che ci hanno portato ad avviare già da molto tempo un percorso finalizzato alla costituzione di un grande archivio storico che oggi si amplia in un ulteriore recupero di memoria delle nostre genti giuliane\, fiumane e dalmate.
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SUMMARY:Rendi Conto
DESCRIPTION:Presentazione del libro di Michele Zanetti “RENDI CONTO” che si terrà martedì 3 dicembre 2019\, alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata di Via Torino\, 8.Ne parleranno con l’autore: Sergio Bartole\, Claudio Magris e Cristiano Degano.
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SUMMARY:La caccia nella Venezia giulia fra '800 e '900
DESCRIPTION:Giovedì 14 novembre\, alle ore 17.00\, presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino\, 8 a Trieste\, visita guidata alla mostra “La caccia nella Venezia Giulia fra ‘800 e ‘900” condotta dal conte Leonardo Formentini.
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SUMMARY:Visioni d'Istria\, Fiume\, Dlamazia nella letteratura italiana
DESCRIPTION:Per un diverso approccio alla conoscenza della realtà\, delle tradizioni e della cultura dei territori d’oltre Adriatico\, già insediamento plurimillenario italiano\, gradualmente abbandonato a causa di successivi esodi fra Ottocento e Novecento\, fino al più devastante alla fine della seconda guerra mondiale\, viene proposto agli studiosi della letteratura italiana di rintracciare\, fra i testi scritti in italiano nei vari secoli\, opere letterarie che riferiscano di visioni dell’Istria o di Fiume o della Dalmazia non soltanto con riferimento a vedute paesaggistiche delle coste\, delle città\, delle isole\, ma anche dei costumi\, degli interni\, delle bellezze umane\, delle espressioni artistiche\, a prescindere dal fatto che l’autore riferisca di cose viste davvero o qualsiasi sorta di visione pure indiretta\, fantastica\, onirica.Per Istria\, Fiume e Dalmazia nel complesso qui s’intende quell’insieme di territori che sta fra Trieste e l’Albania escluse. Non si tratta necessariamente di cercare scritti di giuliano-dalmati\, ma di autori di qualsiasi estrazione\, purché le opere siano scritte in italiano e/o in dialetti italiani o anche in latino\, questo però soltanto se l’autore scriveva anche in italiano (per es. altre opere\, lettere\, memorie\, ecc.); non si dà alcun limite cronologico per cui la ricerca può spaziare dalle origini della letteratura italiana a oggi. Si tratta di un argomento nuovo sul quale non esiste una bibliografia critica preconfezionata.\nIl congresso si celebrerà a Trieste (Civico Museo della Civiltà Istriana\, Fiumana e Dalmata\, Via Torino 8) nei giorni 7 e 8 novembre 2019\, anche con sessioni parallele.
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SUMMARY:Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra ‘800 e ‘900
DESCRIPTION:Giovedì 10 ottobre  ULTIMA VISITA GUIDATA alle ore 17.00 con ingresso libero alla mostra  “ Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra ‘800 e ‘900”\norganizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e curata da Piero Delbello.\nVa verso la conclusione\, continuando con un grande successo di pubblico\, la mostra “Segni d’impresa” e IL TRAGUARDO DEI 15.000 VISITATORI È STATO SUPERATO.\nL’esposizione si concluderà il 13 ottobre p.v. e si continua ad incrementare con nuovi “dolci” arrivi fra bottiglie originali della Luxardo di cui un esemplare del “Sangue morlacco” di dannunziana memoria e uno splendido bozzetto di Giuseppe Sigon per il maraschino concorrente della Vlahov di Zara databile a fine ‘800.\nE i SEGNI d’IMPRESA non possono che essere esemplificati\, e questo è ciò che connota l’esposizione\, proprio dal segno grafico\, dalla pubblicità che le aziende vollero fare del loro prodotto. Quantitativamente (ma anche qualitativamente) le meglio rappresentate sono le fabbriche e le industrie dei liquori dove artisti come Giuseppe Sigon\, agli inizi del ‘900\, con la Modiano\, offrirà alcune locandine e manifesti di alta qualità quali i tipi per l’Amaro Istria\, della Petrali di Rovigno\, o il maraschino Vlahov di Zara. Ma lo stesso Sigon connoterà i manifesti per l’Austro Americana dei lussignani Cosulich o\, in tutt’alto campo\, i biscotti per fabbrica Calò di Rovigno. Resteranno nell’immaginario collettivo della gente\, poi\, altre pubblicità create fra gli anni ’20 e ’30 del ‘900\, come la tigre dell’Arrigoni\, disegnata nel 1924 dal figlio d’arte Pollione Sigon o l’omino che guida la freccia dell’Italoil di Fiume\, opera di Alberto Zhelizh attorno al 1930. Sino ad arrivare alla grazia leziosa che Ziliotto da alle sigarette zaratine con la donnina déco che fuma. O agli ineguagliabili figurini per gli impermeabili Pirelli per il negozio Pancirolli di Pola che seppe disegnare il triestino Giorgio Dabovich. Segni effimeri\, quasi perduti\, come il gattino\, disegno di fumetto\, Arrigo per l’Arrigoni\, sempre attibuito a Omero Valenti\, ma forse opera di Gustavo Petronio e poi ridisegnato mille volte da Renata Piccoli. Un gattino sbarazzino e impertinente a far guardia al pesce\, segno effimero\, segno quasi perduto. SEGNO d’IMPRESA\, oggi ritrovato.\nL’esposizione\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 18.30; domenica dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:Studi e memorie dell'IRCI
DESCRIPTION:presentazione del primo numero di “Studi e memorie dell’IRCI” venerdì 4 ottobre ore 17.00\npresso il Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste.
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SUMMARY:Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra '800 e '900
DESCRIPTION:Giovedì 3 ottobre  VISITA GUIDATA alle ore 17.00 con ingresso libero alla mostra  “ Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra ‘800 e ‘900”\norganizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e curata da Piero Delbello.\nContinua con grande successo di pubblico l’accesso alla mostra “Segni d’impresa” e oramai si è vicini al risultato dei 14.000 visitatori. L’esposizione\, che è stata prorogata sino al 13 ottobre p.v.\, si è incrementata con nuovi “dolci” arrivi fra bottiglie originali della Luxardo di cui un esemplare del “Sangue morlacco” di dannunziana memoria e uno splendido bozzetto di Giuseppe Sigon per il maraschino concorrente della Vlahov di Zara databile a fine ‘800.\nE i SEGNI d’IMPRESA non possono che essere esemplificati\, e questo è ciò che connota l’esposizione\, proprio dal segno grafico\, dalla pubblicità che le aziende vollero fare del loro prodotto. Quantitativamente (ma anche qualitativamente) le meglio rappresentate sono le fabbriche e le industrie dei liquori dove artisti come Giuseppe Sigon\, agli inizi del ‘900\, con la Modiano\, offrirà alcune locandine e manifesti di alta qualità quali i tipi per l’Amaro Istria\, della Petrali di Rovigno\, o il maraschino Vlahov di Zara. Ma lo stesso Sigon connoterà i manifesti per l’Austro Americana dei lussignani Cosulich o\, in tutt’alto campo\, i biscotti per fabbrica Calò di Rovigno. Resteranno nell’immaginario collettivo della gente\, poi\, altre pubblicità create fra gli anni ’20 e ’30 del ‘900\, come la tigre dell’Arrigoni\, disegnata nel 1924 dal figlio d’arte Pollione Sigon o l’omino che guida la freccia dell’Italoil di Fiume\, opera di Alberto Zhelizh attorno al 1930. Sino ad arrivare alla grazia leziosa che Ziliotto da alle sigarette zaratine con la donnina déco che fuma. O agli ineguagliabili figurini per gli impermeabili Pirelli per il negozio Pancirolli di Pola che seppe disegnare il triestino Giorgio Dabovich. Segni effimeri\, quasi perduti\, come il gattino\, disegno di fumetto\, Arrigo per l’Arrigoni\, sempre attibuito a Omero Valenti\, ma forse opera di Gustavo Petronio e poi ridisegnato mille volte da Renata Piccoli. Un gattino sbarazzino e impertinente a far guardia al pesce\, segno effimero\, segno quasi perduto. SEGNO d’IMPRESA\, oggi ritrovato.\nL’esposizione\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 18.30; domenica dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:Wostry - Fra sacro e profano 1865-1943
DESCRIPTION:Con oltre 6.000 visitatori raggiunti\, continua con successo  l’esposizione dedicata al pittore Carlo WOSTRY\, organizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e\, vista la singolare personalità dell’artista viaggiatore eclettico\, cultore e collezionista di stampe giapponesi con profondi legami ideali e artistici con l’Istria e le Terre Irredente nell’ambito di un ideale patriottico che è stata la peculiarità di un folto gruppo di intellettuali e artisti della Venezia Giulia\, vengono registrate numerose richieste\, da parte del pubblico\, di approfondimenti sui vari aspetti dell’opera e della vicenda umana di Carlo Wostry. Pertanto la mostra è stata prorogata fino a domenica 28 luglio per offrire ai visitatori la possibilità di conoscere i legami accademici e artistici di Wostry non solo con il Circolo Artistico di Trieste ma con tutto il mondo da Vienna\, Roma\, Barcellona\, Budapest\, Parigi\, Russia\, fino agli  Stati Uniti per cercare nuove emozioni e stimoli grazie all’incontro con culture diverse.\nLe esperienze di viaggio e di lavoro gli hanno permesso di conoscere diverse tecniche portandolo a cimentarsi in diversi stili: dal ritratto al dipinto di ispirazione bucolica o settecentesca inglese\, alla grafica\, all’incisione\, alla xilografia\, alla scultura\, alla medaglistica\, alla decorazione fino all’arte sacra con gli affreschi.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osserva i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00.\nL’ingresso è libero ed anche le visite guidate sono gratuite.
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SUMMARY:I Delbello di Cubertoni di San Lorenzo di Daila
DESCRIPTION:Giovedì alle ore 17.00\, si presenta il volume “I Delbello di Cuberton di San Lorenzo di Daila”.\nUna piccola saga familiare\, uno sguardo sull’Istria di un tempo e sui piccoli spostamenti delle famiglie da un paese all’altro: è questo il senso del volumetto che si va a presentare. Siamo nella prima metà dell’Ottocento e da quella di Cuberton di Grisignana un ramo di una storica famiglia\, i Delbello\, si sposta verso il mare per approdare nelle sacre benedettine atmosfere di San Lorenzo di Daila. Sarà in quell’area che alla fine dell’Ottocento verrà edificata la prima casa di questi Delbello e pian piano nascerà un piccolo borgo che in onore del paese natio verrà chiamato Cubertoni. Poi la guerra\, la paura\, il subito dopo\, l’inquietante bussare di notte a quelle porte e …l’esodo. Ma saremo già a dopo il 1954: Trieste tornava all’Italia ma di fatto perdevamo la zona B. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:Il Quieto e la Tempesta
DESCRIPTION:Presentazione del volume “Il Quieto e la tempesta. Storie di pace e di guerra\, di vita edi morte fra Pinguente e Crassizza” di Eugenio Ambrosi\nMercoledì 17 aprile alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\,\nl’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume\n“Il Quieto e la tempesta. Storie di pace e di guerra\, di vita e di morte fra\nPinguente e Crassizza” di Eugenio Ambrosi.\n\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi.\nPresenta Marina Silvestri\, giornalista e storica. Ingresso libero.\nAl centro del libro Il Quieto e la tempesta. Storie di pace e di guerra\, di vita e di morte fra\nPinguente e Crassizza\, pubblicato da Luglio Editore con il patrocinio dell’IRCI\, due storie scorrono\nsenza incrociarsi mai\, pur avendo un comune denominatore nella terra istriana e in un destino\ncomune di violenza e sopraffazione\, che in un caso\, quello di don Francesco Bonifacio\, finisce nella\ntragedia del suo martirio\, e nell’altro\, quello della famiglia Ambrosi di Pinguente\, nella tragedia\ndell’esodo.\n\nNello scorrere delle pagine del libro emerge che il Quieto del titolo è il fiume che lambisce il colle\nsu cui si erge Pinguente ma è anche questo giovane prete di campagna\, una figura mansueta e\nspirituale quasi fuori luogo nella campagna di Villa Gardossi; mentre la Tempesta è non solo quanto\naccade in Istria nella prima metà del secolo scorso ma anche il nome dell’operazione militare\nscatenata dai tedeschi (Wolkenbruch) ai primi di ottobre 1943 per eliminare la presenza partigiana\nche aveva preso il potere dopo l’armistizio dell’8 settembre.\n\nUna storia\, anzi due\, narrate attraverso le vicende di Pinguente\, ben note all’Autore in quanto nipote\nomonimo di quell’Eugenio Ambrosi che sta alla base della narrazione\, e più in generale dell’Istria\nma che trova puntuali riscontri nel racconto della vicenda umana e spirituale del Beato don\nFrancesco Bonifacio\, curato di Villa Gardossi\, un sacerdote che viveva il Vangelo fra la gente\,\nsequestrato\, ucciso e fatto scomparire in una foiba dalle guardie popolari jugoslave a settembre del\n1946.\n\nIl libro ripercorre così il processo di canonizzazione di don Bonifacio per martiro in ‘odium fidei’\navviato da mons. Antonio Santin nel 1956 e conclusosi nel 2008 e storicizza il dramma che cambiò\nil volto di una terra antica in cui le genti si erano mescolate da sempre.\nDon Bonifacio non fece distinzione fra italiani e croati e\, per il ruolo di pacificatore\, per il prestigio\nche aveva fra i giovani e perché si opponeva alla propaganda comunista nel 1946 fu arrestato per\ndecisione dell’OZNA e accoltellato mentre veniva tradotto per essere interrogato.\nStorie private che diventano storie collettive\, sottolinea il presidente dell’Istituto Regionale per la\nCultura istriano-fiumano-dalmata\, Franco Degrassi nella prefazione\, “la ricostruzione delle proprie\norigini concorre alla riconquista dell’identità di tutto un popolo”. Fotografie d’epoca\, disegni e uno\nstradario di Pinguente sono un prezioso complemento a testi e documenti.\n\nIl libro sarà presentato il 17 aprile alle ore 17.30 dalla giornalista e storica Marina Silvestri\,\nintrodotta dal presidente dell’IRCI Franco Degrassi. Sarà presente l’autore.
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SUMMARY:Italiani due volte
DESCRIPTION:Mercoledì 27 marzo\, alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino\, 8 a Trieste\, presentazione del volume di Dino Messina “Italiani due volte”.
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SUMMARY:L'amore nel fuoco della guerra
DESCRIPTION:Venerdì 1 marzo\, alle ore 16.30\, presentazione del volume: “L’AMORE NEL FUOCO DELLA GUERRA” di Stefano Zecchi che si terrà presso il Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata presso la sala conferenze al IV° piano di via Torino\, 8 a Trieste.Sarà presente l’autore.
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DESCRIPTION:Ed ecco “Follie. Scappare dalla guerra. Rincorrere la guerra”. Un’altra iniziativa espositiva che\, accogliendo la proposta del Gruppo Ermada  – cui si deve la cura della costruzione di questo percorso – il nostro I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, va a realizzare ad ideale completamento di quegli “Altri sguardi” di guerra in ricordo dei cento anni passati dalla fine del primo grande\, universale conflitto che tanto segno lasciò sulle nostre terre. Viene così a proporsi al pubblico una doppia mostra o due mostre insieme che\, proprio perché scelgono motivi guida particolari (“Altri sguardi” e “Follie”\, appunto) riescono a risultare inconsuete e particolarmente efficaci.Da una parte\, in “Altri sguardi”\, si getta luce su di una serie di situazioni che contraddistinguono  il cosiddetto “fronte interno” in una triplice visione caratterizzata dalle testimonianze grafiche coeve e inedite di Lauro Lach Laghi\, dagli esiti di quelle pesanti deportazioni che toccarono istriani\, triestini\, dalmati\, fiumani\, trentini e\, infine\, dall’ironia se non dal sarcasmo dello sguardo dissacrante di Carlo Wostry che va ad illustrare il voltafaccia dei sudditi fedeli all’Austria pronti però a sostituirla\, nel mutar del vento\, con l’Italia.\nDall’altra parte\, in “Follie. Scappare dalla guerra. Rincorrere la guerra”\, il filo rosso conduttore va a collocarsi in quella situazione\, indubbiamente elitaria\, del volontarismo giuliano che spinge una fede altissima dal pensiero all’azione salvo poi convivere con gli esiti generali di quella terribile quotidianità coperta dal fango della trincea e di quella tremenda infezione cerebrale che si crea con il boato devastante del bombardamento. In nome di un ideale\, una generazione di giovani si gettò a capofitto in questo inferno. E non solo di giovani\, come insegna il mito del vecchio garibaldino Lavezzari. Ecco il senso: correre alla guerra.\nMa questa stessa generazione\, ampliata nel numero a dismisura dalla leva obbligatoria e necessaria\, avrebbe avuto la vita distrutta o comunque segnata nel corpo e nella mente senza possibilità di risanamento. Ecco allora un altro senso: fuggire dalla guerra.\nCon questa doppia mostra  l’I.R.C.I. continua nel suo percorso di recupero\, conservazione ed elaborazione di ciò che appartiene alla storia e alla cultura delle nostre terre. Nell’occasione\, un particolare ringraziamento è d’obbligo al “Gruppo Ermada Flavio Vidonis” e al suo presidente\, Massimo Romita\, nonché a tutti i collaboratori di quell’associazione. Senza dimenticare gli insostituibili volontari dell’IRCI\, fondamentali per la realizzazione di ogni nostra iniziativa.
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SUMMARY:...al femminile e Altri sguardi. 1918-2018
DESCRIPTION:La mostra “… al femminile” organizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e curata da Piero Delbello\,  dopo aver raggiunto e superato gli 8.000 visitatori nel periodo delle festività natalizie\, visto il continuo interesse del pubblico\, viene prorogata fino al 3 febbraio 2019.L’esposizione rimodulata in questi giorni\,  si affianca ad un’altra iniziativa espositiva dedicata al centenario della Grande Guerra che si intitola “Altri sguardi. 1918-2018” che propone oltre a 25 tavole a colori dipinte all’epoca da Lauro Lach Laghi\, cronista del “fronte interno”\, che illustrano la situazione a Trieste fra il 1914 e il 1918\, anche una visione sugli internamenti degli istriani\, fiumani e dalmati nel corso del conflitto e\, da ultimo\, lo sguardo dissacrante del pittore Carlo Wostry con le riproduzioni delle xilografie del suo albo “I martiri della Redenzione”\, feroce satira nei confronti dei filo austriaci.\nLe mostre hanno con grande efficacia mostrato la sinergia fra l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata e altre istituzioni sorelle. Dalla Società Istriana per l’Archeologia e Storia Patria\, alla Deputazione di Storia Patria (con il contributo del Sistema Bibliotecario Giuliano per la mostra “ … al femminile”)\, sino all Società di Studi Fiumani di Roma (per la mostra “Altri sguardi”).\nLe esposizioni\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00; domenica dalle 10.00 alle 17.00.\nL’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:...al femminile. Non solo libri dalla biblioteca e dalle raccolte dell'IRCI
DESCRIPTION:Prorogata sino al 3 febbraio   \nCon la collaborazione della Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia\,  della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria e di alcuni archivi privati\nmostra a cura di Piero Delbello  \nL’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata sta conoscendo un fortunato momento di acquisizioni sia per quanto riguarda il patrimonio librario che nei diversi settori di raccolta di testimonianze patrie: dalle stampe ai quadri\, sino ai più vari reperti e cimeli.\nL’incremento delle collezioni è uno dei motori fondanti che muovono lo spirito dell’ente in quell’ottica di “recupero\, conservazione e studio di ogni tratto culturale” che riguardi la Venezia Giulia\, Fiume e la Dalmazia. Esempi recenti di questa attività stanno nelle notevoli donazioni librarie da poco pervenute\, fra cui spiccano quelle di Maria Laura Iona e di Stelvio Polita.\nÈ proprio nell’intento di valorizzare il patrimonio bibliotecario del nostro Istituto che si è ritenuto di proporre al pubblico una mostra particolare\, incentrata sulla figura delle tante donne scrittrici\, poetesse\, saggiste della nostra terra.\nIn collaborazione con il Sistema Bibliotecario Giuliano\, con le consorelle “Società Istriana di Archeologia e Storia Patria” e “Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia” siamo andati\, quindi\, ad esporre una serie di volumi di autrici giuliane\, tratta dalle rispettive biblioteche.\nIl mio ringraziamento\, per i contributi scritti forniti per il catalogo\, va a Giovanna Paolin (Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia) e a Annalisa Giovannini (Società Istriana di Archeologia e Storia Patria). Un grazie particolare a Gabriella Ziani – autrice\, insieme a Roberto Curci\, di “Bianco\, rosa e verde” – che\, in poche pagine\, ha saputo mirabilmente condensare il senso della “nostra” letteratura “al femminile”.\nInfine\, ci è parso altresì significativo corredare la mostra “giocando” sulla figura della donna come compare nelle stampe e nei dipinti tratti dalle collezioni dell’I.R.C.I. e da alcune raccolte private che\, gentilmente\, ci sono state messe a disposizione.\nNé è uscito un insieme accattivante che\, riteniamo\, non potrà che soddisfare il visitatore.
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SUMMARY:La Grande Guerra. Storie e parole di giustizia
DESCRIPTION:Alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume “La Grande Guerra. Storie e parole di giustizia”\, curato da Gabrio Forti e Alessandro Provera.\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi e ne parleranno Fulvio Salimbeni e Giorgio Baroni\, saranno presenti i curatori Gabrio Forti e Alessandro Provera. Ingresso libero. \n“La Grande Guerra. Storie e parole di giustizia è ricerca dolente e partecipe di ‘parole giuste’\, ispirate dalle storie di chi o su chi ha attraversato gli abissi di un conflitto mai veramente finito\, perché coagulo e anticipazione di molti degli orrori dei nostri recenti passati e di un presente che ancora non riesce a liberarsi dallo spettro di Polemos.” \nGabrio Forti\, Preside della Facoltà di Giurisprudenza\, Ordinario di Diritto penale e Criminologia\, Direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (ASGP)\, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. \nAlessandro Provera\, Assegnista di ricerca in Diritto penale\, componente del Gruppo di Ricerca dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (ASGP)\, Università Cattolica del Scaro Cuore di Milano.
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SUMMARY:Onde e nuvole
DESCRIPTION:Presentazione del dramma in un atto di in un atto di Giuliana Stecchina “Onde e nuvole”\nLunedì alle ore 17.30\,\npresso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, presenta il dramma in un atto di Giuliana Stecchina “Onde e nuvole”.\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi.\nIngresso libero. \nPersonaggi e interpreti\nMara: Monica Parmegiani\nFranco: Roberto Creso\nAldo: Claudio Zatti \nImmagini e video Andrea Zigiotti\nScelte musicali: Claudio Sequalino \nRegia Riccardo Fortuna \nMonica Parmegiani\, Roberto Creso e Claudio Zatti sono il nucleo storico della compagnia teatrale IL GABBIANO. Da più di 35 anni  calcano le scene del teatro amatoriale ricevendo numerosi riconoscimenti come migliori interpreti o caratteristi in concorsi regionali e del Triveneto. Fanno parte dell’Associazione “Armonia”\, che raggruppa le compagnie teatrali triestine\,  che\,  a sua volta\,  ha una propria compagnia alla quale collaborano attivamente vincendo per 2 anni consecutivi la GUGLIA D’ORO (il maggior riconoscimento a livello nazionale del teatro amatoriale dialettale). Sono guidati dal regista Riccardo Fortuna.\n \nGiuliana Stecchina è docente all’Università di Pola e giornalista; vincitrice di vari premi letterari\, ha firmato 22 sceneggiati (in onda alla Rai) e 11 lavori teatrali nonché 6 testi adottati nelle università italiane e straniere.\nAlla Rai e a Radio Nuova Trieste conduce trasmissioni da lei inventate (circa 700).  È presidente della Commissione Diocesana per le Comunicazioni Sociali e vicepresidente regionale dell’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana).
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SUMMARY:Inventario degli oggetti d'arte d'Italia. Provincia di Pola
DESCRIPTION:Mercoledì alle ore 17.00\, ’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume “Inventario degli oggetti d’arte d’Italia. Provincia di Pola”\, redatto da Antonino Santangelo nel 1935 e oggi riproposto per le cure di Enrico Lucchese e pubblicato da ZeL Edizioni in collaborazione con l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata.Introdurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi e ne parlerà il curatore Enrico Lucchese. Ingresso libero. \nL’IRCI è lieto di licenziare la nuova stampa di questo inventario che\, sin dalla sua uscita originaria è sempre stato alla base di ogni ragionamento sull’arte e la sua storia in Istria. L’inventario venne compilato per conto del Ministero dell’Educazione Nazionale e copriva\, partendo dal capoluogo Pola tutte le località della penisola istriana da Albona a Visinada\,  senza tralasciare le isole di Cherso e Lussino\, menzionando ogni bene artistico meritevole di rilievo e segnalazione. Se oltre cinquanta pagine delle duecento totali risultavano dedicate a Capodistria\, confermando la ricchezza di tesori d’arte della città giustinopolitana\, non mancavano\, tuttavia\, menzioni a centri minori anche per un solo oggetto degno di nota. L’edizione originale è attualmente di difficile reperimento anche sul mercato antiquario ed è per questo che l’IRCI\, che ha il compito di offrire il servizio pubblico del recupero\, conservazione\, elaborazione e diffusione di ogni tratto culturale delle terre giulie\, ha ritenuto di rendere accessibile al pubblico questo che deve concretamente ritenersi un catalogo fondamentale per l’appassionato e necessario per lo studioso.
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