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SUMMARY:Come eravamo
DESCRIPTION:Giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 17.00\, VISITA GUIDATA ad ingresso libero alla MOSTRA  \nLa mostra rappresenta il primo step  nel progetto – avviato dall’I.R.C.I. – verso la costituzione di un archivio della memoria; nel rispetto del compito istituzionale di salvare tutto il possibile della nostra storia\, abbiamo ritenuto\, nella progettazione dell’ormai tradizionale mostra natalizia\, di fermare l’attenzione proprio su tale aspetto\, dando direttamente voce ai protagonisti delle nostre tragiche vicende\, in vista anche del “Giorno del Ricordo”\, che ha quindici anni e costituisce il primo vero risarcimento morale agli esuli giuliano-dalmati.\n“COME ERAVAMO” è\, quindi\, una voce data a volti senza nome e trova inizio nell’individuazione e acquisizione di un cospicuo fondo fotografico “antico” che va dagli anni ’60 dell’800 fino a primi del ‘900. Fotografie unite da un unico comune denominatore: lo studio fotografico\, che è sempre istriano o fiumano o dalmata. Chi sono quegli uomini\, quei bimbi\, quelle donne’ Giovani\, maturi\, vecchi o infanti’ Che sappiamo di loro\, oltre al fatto che vennero ritratti in tempo antico\, fuori da memoria vivente possibile\, da fotografi delle nostre terre’ Nulla\, o quasi.\n Talvolta una calligrafia di anni assai andati ci dà note del tipo “zio Nini” o “Mariuccia a due anni” o\, se chi scrisse allora aveva avuto un poco di lungimiranza (è termine esatto’)\, puoi trovare un “Giuseppe Cosulich\, da Cardiff\, morto nel 1890 a 79 anni” che ti svela un’origine lussignana.\nÈ su questo principio che il “COME ERAVAMO” è diventato una mostra per questo Santo Natale.  “COME ERAVAMO” è diventato anche un catalogo che si apre con una massa di materiale raccolto di cui si sa poco o nulla (se non che è “di qua”) e prosegue con un appello lanciato attraverso i social Facebook\, Twitter perché là dove ancora c’è ricordo e possibilità arrivino foto\, cose\, notizie per far parlare la nostra gente comune che non c’è più. Per dare voce a volti senza nome. Perché possa essere la base per proseguire\, ampliando\, la raccolta e la mostra che in questo modo sarà ancora nuova e ancora diversa\, pronta a dare degna sostanza a quel “10 febbraio”\, nostro “Giorno del Ricordo”\, che arriverà l’anno venturo. È la massa indistinta dei protagonisti silenziosi e delle loro famiglie che\, pian piano\, acquisisce sempre maggior identità. Quella massa che vuole ancora parlare e dire e raccontare e che fa corollario a chi già conosciamo: alle famiglie “grandi” nella storia\, perché famose\, perché di loro s’è detto e scritto ma\, a volte\, capita che siano estinte e\, guarda caso\, lo scenario può essere opposto con nomi e storie e voci chiare: ma senza volti. Perché non c’è più alcun erede a conservarne una fotografia\, un’immagine.\nRecuperare e conservare sono principi salienti del nostro Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata e sono questi i motivi che ci hanno portato ad avviare già da molto tempo un percorso finalizzato alla costituzione di un grande archivio storico che oggi si amplia in un ulteriore recupero di memoria delle nostre genti giuliane\, fiumane e dalmate.
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SUMMARY:Rendi Conto
DESCRIPTION:Presentazione del libro di Michele Zanetti “RENDI CONTO” che si terrà martedì 3 dicembre 2019\, alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata di Via Torino\, 8.Ne parleranno con l’autore: Sergio Bartole\, Claudio Magris e Cristiano Degano.
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SUMMARY:La caccia nella Venezia giulia fra '800 e '900
DESCRIPTION:Giovedì 14 novembre\, alle ore 17.00\, presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino\, 8 a Trieste\, visita guidata alla mostra “La caccia nella Venezia Giulia fra ‘800 e ‘900” condotta dal conte Leonardo Formentini.
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SUMMARY:Visioni d'Istria\, Fiume\, Dlamazia nella letteratura italiana
DESCRIPTION:Per un diverso approccio alla conoscenza della realtà\, delle tradizioni e della cultura dei territori d’oltre Adriatico\, già insediamento plurimillenario italiano\, gradualmente abbandonato a causa di successivi esodi fra Ottocento e Novecento\, fino al più devastante alla fine della seconda guerra mondiale\, viene proposto agli studiosi della letteratura italiana di rintracciare\, fra i testi scritti in italiano nei vari secoli\, opere letterarie che riferiscano di visioni dell’Istria o di Fiume o della Dalmazia non soltanto con riferimento a vedute paesaggistiche delle coste\, delle città\, delle isole\, ma anche dei costumi\, degli interni\, delle bellezze umane\, delle espressioni artistiche\, a prescindere dal fatto che l’autore riferisca di cose viste davvero o qualsiasi sorta di visione pure indiretta\, fantastica\, onirica.Per Istria\, Fiume e Dalmazia nel complesso qui s’intende quell’insieme di territori che sta fra Trieste e l’Albania escluse. Non si tratta necessariamente di cercare scritti di giuliano-dalmati\, ma di autori di qualsiasi estrazione\, purché le opere siano scritte in italiano e/o in dialetti italiani o anche in latino\, questo però soltanto se l’autore scriveva anche in italiano (per es. altre opere\, lettere\, memorie\, ecc.); non si dà alcun limite cronologico per cui la ricerca può spaziare dalle origini della letteratura italiana a oggi. Si tratta di un argomento nuovo sul quale non esiste una bibliografia critica preconfezionata.\nIl congresso si celebrerà a Trieste (Civico Museo della Civiltà Istriana\, Fiumana e Dalmata\, Via Torino 8) nei giorni 7 e 8 novembre 2019\, anche con sessioni parallele.
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SUMMARY:Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra ‘800 e ‘900
DESCRIPTION:Giovedì 10 ottobre  ULTIMA VISITA GUIDATA alle ore 17.00 con ingresso libero alla mostra  “ Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra ‘800 e ‘900”\norganizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e curata da Piero Delbello.\nVa verso la conclusione\, continuando con un grande successo di pubblico\, la mostra “Segni d’impresa” e IL TRAGUARDO DEI 15.000 VISITATORI È STATO SUPERATO.\nL’esposizione si concluderà il 13 ottobre p.v. e si continua ad incrementare con nuovi “dolci” arrivi fra bottiglie originali della Luxardo di cui un esemplare del “Sangue morlacco” di dannunziana memoria e uno splendido bozzetto di Giuseppe Sigon per il maraschino concorrente della Vlahov di Zara databile a fine ‘800.\nE i SEGNI d’IMPRESA non possono che essere esemplificati\, e questo è ciò che connota l’esposizione\, proprio dal segno grafico\, dalla pubblicità che le aziende vollero fare del loro prodotto. Quantitativamente (ma anche qualitativamente) le meglio rappresentate sono le fabbriche e le industrie dei liquori dove artisti come Giuseppe Sigon\, agli inizi del ‘900\, con la Modiano\, offrirà alcune locandine e manifesti di alta qualità quali i tipi per l’Amaro Istria\, della Petrali di Rovigno\, o il maraschino Vlahov di Zara. Ma lo stesso Sigon connoterà i manifesti per l’Austro Americana dei lussignani Cosulich o\, in tutt’alto campo\, i biscotti per fabbrica Calò di Rovigno. Resteranno nell’immaginario collettivo della gente\, poi\, altre pubblicità create fra gli anni ’20 e ’30 del ‘900\, come la tigre dell’Arrigoni\, disegnata nel 1924 dal figlio d’arte Pollione Sigon o l’omino che guida la freccia dell’Italoil di Fiume\, opera di Alberto Zhelizh attorno al 1930. Sino ad arrivare alla grazia leziosa che Ziliotto da alle sigarette zaratine con la donnina déco che fuma. O agli ineguagliabili figurini per gli impermeabili Pirelli per il negozio Pancirolli di Pola che seppe disegnare il triestino Giorgio Dabovich. Segni effimeri\, quasi perduti\, come il gattino\, disegno di fumetto\, Arrigo per l’Arrigoni\, sempre attibuito a Omero Valenti\, ma forse opera di Gustavo Petronio e poi ridisegnato mille volte da Renata Piccoli. Un gattino sbarazzino e impertinente a far guardia al pesce\, segno effimero\, segno quasi perduto. SEGNO d’IMPRESA\, oggi ritrovato.\nL’esposizione\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 18.30; domenica dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:Studi e memorie dell'IRCI
DESCRIPTION:presentazione del primo numero di “Studi e memorie dell’IRCI” venerdì 4 ottobre ore 17.00\npresso il Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata di via Torino\, 8 a Trieste.
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SUMMARY:Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra '800 e '900
DESCRIPTION:Giovedì 3 ottobre  VISITA GUIDATA alle ore 17.00 con ingresso libero alla mostra  “ Fra mare e terra SEGNI D’IMPRESA in Istria Fiume e Dalmazia fra ‘800 e ‘900”\norganizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e curata da Piero Delbello.\nContinua con grande successo di pubblico l’accesso alla mostra “Segni d’impresa” e oramai si è vicini al risultato dei 14.000 visitatori. L’esposizione\, che è stata prorogata sino al 13 ottobre p.v.\, si è incrementata con nuovi “dolci” arrivi fra bottiglie originali della Luxardo di cui un esemplare del “Sangue morlacco” di dannunziana memoria e uno splendido bozzetto di Giuseppe Sigon per il maraschino concorrente della Vlahov di Zara databile a fine ‘800.\nE i SEGNI d’IMPRESA non possono che essere esemplificati\, e questo è ciò che connota l’esposizione\, proprio dal segno grafico\, dalla pubblicità che le aziende vollero fare del loro prodotto. Quantitativamente (ma anche qualitativamente) le meglio rappresentate sono le fabbriche e le industrie dei liquori dove artisti come Giuseppe Sigon\, agli inizi del ‘900\, con la Modiano\, offrirà alcune locandine e manifesti di alta qualità quali i tipi per l’Amaro Istria\, della Petrali di Rovigno\, o il maraschino Vlahov di Zara. Ma lo stesso Sigon connoterà i manifesti per l’Austro Americana dei lussignani Cosulich o\, in tutt’alto campo\, i biscotti per fabbrica Calò di Rovigno. Resteranno nell’immaginario collettivo della gente\, poi\, altre pubblicità create fra gli anni ’20 e ’30 del ‘900\, come la tigre dell’Arrigoni\, disegnata nel 1924 dal figlio d’arte Pollione Sigon o l’omino che guida la freccia dell’Italoil di Fiume\, opera di Alberto Zhelizh attorno al 1930. Sino ad arrivare alla grazia leziosa che Ziliotto da alle sigarette zaratine con la donnina déco che fuma. O agli ineguagliabili figurini per gli impermeabili Pirelli per il negozio Pancirolli di Pola che seppe disegnare il triestino Giorgio Dabovich. Segni effimeri\, quasi perduti\, come il gattino\, disegno di fumetto\, Arrigo per l’Arrigoni\, sempre attibuito a Omero Valenti\, ma forse opera di Gustavo Petronio e poi ridisegnato mille volte da Renata Piccoli. Un gattino sbarazzino e impertinente a far guardia al pesce\, segno effimero\, segno quasi perduto. SEGNO d’IMPRESA\, oggi ritrovato.\nL’esposizione\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 18.30; domenica dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:Wostry - Fra sacro e profano 1865-1943
DESCRIPTION:Con oltre 6.000 visitatori raggiunti\, continua con successo  l’esposizione dedicata al pittore Carlo WOSTRY\, organizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e\, vista la singolare personalità dell’artista viaggiatore eclettico\, cultore e collezionista di stampe giapponesi con profondi legami ideali e artistici con l’Istria e le Terre Irredente nell’ambito di un ideale patriottico che è stata la peculiarità di un folto gruppo di intellettuali e artisti della Venezia Giulia\, vengono registrate numerose richieste\, da parte del pubblico\, di approfondimenti sui vari aspetti dell’opera e della vicenda umana di Carlo Wostry. Pertanto la mostra è stata prorogata fino a domenica 28 luglio per offrire ai visitatori la possibilità di conoscere i legami accademici e artistici di Wostry non solo con il Circolo Artistico di Trieste ma con tutto il mondo da Vienna\, Roma\, Barcellona\, Budapest\, Parigi\, Russia\, fino agli  Stati Uniti per cercare nuove emozioni e stimoli grazie all’incontro con culture diverse.\nLe esperienze di viaggio e di lavoro gli hanno permesso di conoscere diverse tecniche portandolo a cimentarsi in diversi stili: dal ritratto al dipinto di ispirazione bucolica o settecentesca inglese\, alla grafica\, all’incisione\, alla xilografia\, alla scultura\, alla medaglistica\, alla decorazione fino all’arte sacra con gli affreschi.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osserva i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00.\nL’ingresso è libero ed anche le visite guidate sono gratuite.
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SUMMARY:I Delbello di Cubertoni di San Lorenzo di Daila
DESCRIPTION:Giovedì alle ore 17.00\, si presenta il volume “I Delbello di Cuberton di San Lorenzo di Daila”.\nUna piccola saga familiare\, uno sguardo sull’Istria di un tempo e sui piccoli spostamenti delle famiglie da un paese all’altro: è questo il senso del volumetto che si va a presentare. Siamo nella prima metà dell’Ottocento e da quella di Cuberton di Grisignana un ramo di una storica famiglia\, i Delbello\, si sposta verso il mare per approdare nelle sacre benedettine atmosfere di San Lorenzo di Daila. Sarà in quell’area che alla fine dell’Ottocento verrà edificata la prima casa di questi Delbello e pian piano nascerà un piccolo borgo che in onore del paese natio verrà chiamato Cubertoni. Poi la guerra\, la paura\, il subito dopo\, l’inquietante bussare di notte a quelle porte e …l’esodo. Ma saremo già a dopo il 1954: Trieste tornava all’Italia ma di fatto perdevamo la zona B. \nIngresso libero fino ad esaurimento posti.
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SUMMARY:Il Quieto e la Tempesta
DESCRIPTION:Presentazione del volume “Il Quieto e la tempesta. Storie di pace e di guerra\, di vita edi morte fra Pinguente e Crassizza” di Eugenio Ambrosi\nMercoledì 17 aprile alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\,\nl’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume\n“Il Quieto e la tempesta. Storie di pace e di guerra\, di vita e di morte fra\nPinguente e Crassizza” di Eugenio Ambrosi.\n\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi.\nPresenta Marina Silvestri\, giornalista e storica. Ingresso libero.\nAl centro del libro Il Quieto e la tempesta. Storie di pace e di guerra\, di vita e di morte fra\nPinguente e Crassizza\, pubblicato da Luglio Editore con il patrocinio dell’IRCI\, due storie scorrono\nsenza incrociarsi mai\, pur avendo un comune denominatore nella terra istriana e in un destino\ncomune di violenza e sopraffazione\, che in un caso\, quello di don Francesco Bonifacio\, finisce nella\ntragedia del suo martirio\, e nell’altro\, quello della famiglia Ambrosi di Pinguente\, nella tragedia\ndell’esodo.\n\nNello scorrere delle pagine del libro emerge che il Quieto del titolo è il fiume che lambisce il colle\nsu cui si erge Pinguente ma è anche questo giovane prete di campagna\, una figura mansueta e\nspirituale quasi fuori luogo nella campagna di Villa Gardossi; mentre la Tempesta è non solo quanto\naccade in Istria nella prima metà del secolo scorso ma anche il nome dell’operazione militare\nscatenata dai tedeschi (Wolkenbruch) ai primi di ottobre 1943 per eliminare la presenza partigiana\nche aveva preso il potere dopo l’armistizio dell’8 settembre.\n\nUna storia\, anzi due\, narrate attraverso le vicende di Pinguente\, ben note all’Autore in quanto nipote\nomonimo di quell’Eugenio Ambrosi che sta alla base della narrazione\, e più in generale dell’Istria\nma che trova puntuali riscontri nel racconto della vicenda umana e spirituale del Beato don\nFrancesco Bonifacio\, curato di Villa Gardossi\, un sacerdote che viveva il Vangelo fra la gente\,\nsequestrato\, ucciso e fatto scomparire in una foiba dalle guardie popolari jugoslave a settembre del\n1946.\n\nIl libro ripercorre così il processo di canonizzazione di don Bonifacio per martiro in ‘odium fidei’\navviato da mons. Antonio Santin nel 1956 e conclusosi nel 2008 e storicizza il dramma che cambiò\nil volto di una terra antica in cui le genti si erano mescolate da sempre.\nDon Bonifacio non fece distinzione fra italiani e croati e\, per il ruolo di pacificatore\, per il prestigio\nche aveva fra i giovani e perché si opponeva alla propaganda comunista nel 1946 fu arrestato per\ndecisione dell’OZNA e accoltellato mentre veniva tradotto per essere interrogato.\nStorie private che diventano storie collettive\, sottolinea il presidente dell’Istituto Regionale per la\nCultura istriano-fiumano-dalmata\, Franco Degrassi nella prefazione\, “la ricostruzione delle proprie\norigini concorre alla riconquista dell’identità di tutto un popolo”. Fotografie d’epoca\, disegni e uno\nstradario di Pinguente sono un prezioso complemento a testi e documenti.\n\nIl libro sarà presentato il 17 aprile alle ore 17.30 dalla giornalista e storica Marina Silvestri\,\nintrodotta dal presidente dell’IRCI Franco Degrassi. Sarà presente l’autore.
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SUMMARY:Italiani due volte
DESCRIPTION:Mercoledì 27 marzo\, alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino\, 8 a Trieste\, presentazione del volume di Dino Messina “Italiani due volte”.
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SUMMARY:L'amore nel fuoco della guerra
DESCRIPTION:Venerdì 1 marzo\, alle ore 16.30\, presentazione del volume: “L’AMORE NEL FUOCO DELLA GUERRA” di Stefano Zecchi che si terrà presso il Civico Museo della Civiltà istriana\, fiumana\, dalmata presso la sala conferenze al IV° piano di via Torino\, 8 a Trieste.Sarà presente l’autore.
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SUMMARY:Follie
DESCRIPTION:Ed ecco “Follie. Scappare dalla guerra. Rincorrere la guerra”. Un’altra iniziativa espositiva che\, accogliendo la proposta del Gruppo Ermada  – cui si deve la cura della costruzione di questo percorso – il nostro I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, va a realizzare ad ideale completamento di quegli “Altri sguardi” di guerra in ricordo dei cento anni passati dalla fine del primo grande\, universale conflitto che tanto segno lasciò sulle nostre terre. Viene così a proporsi al pubblico una doppia mostra o due mostre insieme che\, proprio perché scelgono motivi guida particolari (“Altri sguardi” e “Follie”\, appunto) riescono a risultare inconsuete e particolarmente efficaci.Da una parte\, in “Altri sguardi”\, si getta luce su di una serie di situazioni che contraddistinguono  il cosiddetto “fronte interno” in una triplice visione caratterizzata dalle testimonianze grafiche coeve e inedite di Lauro Lach Laghi\, dagli esiti di quelle pesanti deportazioni che toccarono istriani\, triestini\, dalmati\, fiumani\, trentini e\, infine\, dall’ironia se non dal sarcasmo dello sguardo dissacrante di Carlo Wostry che va ad illustrare il voltafaccia dei sudditi fedeli all’Austria pronti però a sostituirla\, nel mutar del vento\, con l’Italia.\nDall’altra parte\, in “Follie. Scappare dalla guerra. Rincorrere la guerra”\, il filo rosso conduttore va a collocarsi in quella situazione\, indubbiamente elitaria\, del volontarismo giuliano che spinge una fede altissima dal pensiero all’azione salvo poi convivere con gli esiti generali di quella terribile quotidianità coperta dal fango della trincea e di quella tremenda infezione cerebrale che si crea con il boato devastante del bombardamento. In nome di un ideale\, una generazione di giovani si gettò a capofitto in questo inferno. E non solo di giovani\, come insegna il mito del vecchio garibaldino Lavezzari. Ecco il senso: correre alla guerra.\nMa questa stessa generazione\, ampliata nel numero a dismisura dalla leva obbligatoria e necessaria\, avrebbe avuto la vita distrutta o comunque segnata nel corpo e nella mente senza possibilità di risanamento. Ecco allora un altro senso: fuggire dalla guerra.\nCon questa doppia mostra  l’I.R.C.I. continua nel suo percorso di recupero\, conservazione ed elaborazione di ciò che appartiene alla storia e alla cultura delle nostre terre. Nell’occasione\, un particolare ringraziamento è d’obbligo al “Gruppo Ermada Flavio Vidonis” e al suo presidente\, Massimo Romita\, nonché a tutti i collaboratori di quell’associazione. Senza dimenticare gli insostituibili volontari dell’IRCI\, fondamentali per la realizzazione di ogni nostra iniziativa.
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SUMMARY:...al femminile e Altri sguardi. 1918-2018
DESCRIPTION:La mostra “… al femminile” organizzata dall’ IRCI presso il museo istriano\, in via Torino 8 e curata da Piero Delbello\,  dopo aver raggiunto e superato gli 8.000 visitatori nel periodo delle festività natalizie\, visto il continuo interesse del pubblico\, viene prorogata fino al 3 febbraio 2019.L’esposizione rimodulata in questi giorni\,  si affianca ad un’altra iniziativa espositiva dedicata al centenario della Grande Guerra che si intitola “Altri sguardi. 1918-2018” che propone oltre a 25 tavole a colori dipinte all’epoca da Lauro Lach Laghi\, cronista del “fronte interno”\, che illustrano la situazione a Trieste fra il 1914 e il 1918\, anche una visione sugli internamenti degli istriani\, fiumani e dalmati nel corso del conflitto e\, da ultimo\, lo sguardo dissacrante del pittore Carlo Wostry con le riproduzioni delle xilografie del suo albo “I martiri della Redenzione”\, feroce satira nei confronti dei filo austriaci.\nLe mostre hanno con grande efficacia mostrato la sinergia fra l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata e altre istituzioni sorelle. Dalla Società Istriana per l’Archeologia e Storia Patria\, alla Deputazione di Storia Patria (con il contributo del Sistema Bibliotecario Giuliano per la mostra “ … al femminile”)\, sino all Società di Studi Fiumani di Roma (per la mostra “Altri sguardi”).\nLe esposizioni\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, osservano i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.30; sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00; domenica dalle 10.00 alle 17.00.\nL’ingresso è libero ed anche le visite guidate annunciate sono gratuite.
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SUMMARY:...al femminile. Non solo libri dalla biblioteca e dalle raccolte dell'IRCI
DESCRIPTION:Prorogata sino al 3 febbraio   \nCon la collaborazione della Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia\,  della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria e di alcuni archivi privati\nmostra a cura di Piero Delbello  \nL’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata sta conoscendo un fortunato momento di acquisizioni sia per quanto riguarda il patrimonio librario che nei diversi settori di raccolta di testimonianze patrie: dalle stampe ai quadri\, sino ai più vari reperti e cimeli.\nL’incremento delle collezioni è uno dei motori fondanti che muovono lo spirito dell’ente in quell’ottica di “recupero\, conservazione e studio di ogni tratto culturale” che riguardi la Venezia Giulia\, Fiume e la Dalmazia. Esempi recenti di questa attività stanno nelle notevoli donazioni librarie da poco pervenute\, fra cui spiccano quelle di Maria Laura Iona e di Stelvio Polita.\nÈ proprio nell’intento di valorizzare il patrimonio bibliotecario del nostro Istituto che si è ritenuto di proporre al pubblico una mostra particolare\, incentrata sulla figura delle tante donne scrittrici\, poetesse\, saggiste della nostra terra.\nIn collaborazione con il Sistema Bibliotecario Giuliano\, con le consorelle “Società Istriana di Archeologia e Storia Patria” e “Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia” siamo andati\, quindi\, ad esporre una serie di volumi di autrici giuliane\, tratta dalle rispettive biblioteche.\nIl mio ringraziamento\, per i contributi scritti forniti per il catalogo\, va a Giovanna Paolin (Deputazione di Storia Patria della Venezia Giulia) e a Annalisa Giovannini (Società Istriana di Archeologia e Storia Patria). Un grazie particolare a Gabriella Ziani – autrice\, insieme a Roberto Curci\, di “Bianco\, rosa e verde” – che\, in poche pagine\, ha saputo mirabilmente condensare il senso della “nostra” letteratura “al femminile”.\nInfine\, ci è parso altresì significativo corredare la mostra “giocando” sulla figura della donna come compare nelle stampe e nei dipinti tratti dalle collezioni dell’I.R.C.I. e da alcune raccolte private che\, gentilmente\, ci sono state messe a disposizione.\nNé è uscito un insieme accattivante che\, riteniamo\, non potrà che soddisfare il visitatore.
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SUMMARY:La Grande Guerra. Storie e parole di giustizia
DESCRIPTION:Alle ore 17.30\, presso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume “La Grande Guerra. Storie e parole di giustizia”\, curato da Gabrio Forti e Alessandro Provera.\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi e ne parleranno Fulvio Salimbeni e Giorgio Baroni\, saranno presenti i curatori Gabrio Forti e Alessandro Provera. Ingresso libero. \n“La Grande Guerra. Storie e parole di giustizia è ricerca dolente e partecipe di ‘parole giuste’\, ispirate dalle storie di chi o su chi ha attraversato gli abissi di un conflitto mai veramente finito\, perché coagulo e anticipazione di molti degli orrori dei nostri recenti passati e di un presente che ancora non riesce a liberarsi dallo spettro di Polemos.” \nGabrio Forti\, Preside della Facoltà di Giurisprudenza\, Ordinario di Diritto penale e Criminologia\, Direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (ASGP)\, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. \nAlessandro Provera\, Assegnista di ricerca in Diritto penale\, componente del Gruppo di Ricerca dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (ASGP)\, Università Cattolica del Scaro Cuore di Milano.
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SUMMARY:Onde e nuvole
DESCRIPTION:Presentazione del dramma in un atto di in un atto di Giuliana Stecchina “Onde e nuvole”\nLunedì alle ore 17.30\,\npresso il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata\, presenta il dramma in un atto di Giuliana Stecchina “Onde e nuvole”.\nIntrodurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi.\nIngresso libero. \nPersonaggi e interpreti\nMara: Monica Parmegiani\nFranco: Roberto Creso\nAldo: Claudio Zatti \nImmagini e video Andrea Zigiotti\nScelte musicali: Claudio Sequalino \nRegia Riccardo Fortuna \nMonica Parmegiani\, Roberto Creso e Claudio Zatti sono il nucleo storico della compagnia teatrale IL GABBIANO. Da più di 35 anni  calcano le scene del teatro amatoriale ricevendo numerosi riconoscimenti come migliori interpreti o caratteristi in concorsi regionali e del Triveneto. Fanno parte dell’Associazione “Armonia”\, che raggruppa le compagnie teatrali triestine\,  che\,  a sua volta\,  ha una propria compagnia alla quale collaborano attivamente vincendo per 2 anni consecutivi la GUGLIA D’ORO (il maggior riconoscimento a livello nazionale del teatro amatoriale dialettale). Sono guidati dal regista Riccardo Fortuna.\n \nGiuliana Stecchina è docente all’Università di Pola e giornalista; vincitrice di vari premi letterari\, ha firmato 22 sceneggiati (in onda alla Rai) e 11 lavori teatrali nonché 6 testi adottati nelle università italiane e straniere.\nAlla Rai e a Radio Nuova Trieste conduce trasmissioni da lei inventate (circa 700).  È presidente della Commissione Diocesana per le Comunicazioni Sociali e vicepresidente regionale dell’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana).
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SUMMARY:Inventario degli oggetti d'arte d'Italia. Provincia di Pola
DESCRIPTION:Mercoledì alle ore 17.00\, ’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata presenta il volume “Inventario degli oggetti d’arte d’Italia. Provincia di Pola”\, redatto da Antonino Santangelo nel 1935 e oggi riproposto per le cure di Enrico Lucchese e pubblicato da ZeL Edizioni in collaborazione con l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata.Introdurrà il Presidente dell’IRCI Franco Degrassi e ne parlerà il curatore Enrico Lucchese. Ingresso libero. \nL’IRCI è lieto di licenziare la nuova stampa di questo inventario che\, sin dalla sua uscita originaria è sempre stato alla base di ogni ragionamento sull’arte e la sua storia in Istria. L’inventario venne compilato per conto del Ministero dell’Educazione Nazionale e copriva\, partendo dal capoluogo Pola tutte le località della penisola istriana da Albona a Visinada\,  senza tralasciare le isole di Cherso e Lussino\, menzionando ogni bene artistico meritevole di rilievo e segnalazione. Se oltre cinquanta pagine delle duecento totali risultavano dedicate a Capodistria\, confermando la ricchezza di tesori d’arte della città giustinopolitana\, non mancavano\, tuttavia\, menzioni a centri minori anche per un solo oggetto degno di nota. L’edizione originale è attualmente di difficile reperimento anche sul mercato antiquario ed è per questo che l’IRCI\, che ha il compito di offrire il servizio pubblico del recupero\, conservazione\, elaborazione e diffusione di ogni tratto culturale delle terre giulie\, ha ritenuto di rendere accessibile al pubblico questo che deve concretamente ritenersi un catalogo fondamentale per l’appassionato e necessario per lo studioso.
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SUMMARY:Il canottaggio lungo le sponde dell’Adriatico Nord Orientale
DESCRIPTION:Conferenza su “MARE e sport” al Museo Istriano con la conferenza che Franco STENER terrà lunedì 1 ottobre alle ore 17.00 nella sede della mostra al Museo della Civiltà istriana fiumana dalmata in via Torino 8\, a Trieste\, continuano le iniziative collaterali legate alla mostra “MARE & sport. In Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia 1870-1950”curata dall’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, allestita al Museo istriano.\nLa conferenza ripercorre le vicende del canottaggio giuliano dai momenti eroici fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 ai successi olimpici ed internazionali degli ’20 e ’30 che proseguiranno ancora nell’immediato secondo dopoguerra. \nSia la mostra che la conferenza sono aperte a tutti gli interessati e sono ad ingresso libero.
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SUMMARY:Nel tardo Ottocento asburgico
DESCRIPTION:Lunedì 24 settembre alle ore 17.00\, presentazione del volume di Almerigo Apollonio “Nel tardo Ottocento asburgico. Il Lungo ministero del conte Taaffe e i suoi riflessi sul Litorale”\, pubblicato dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano – fiumano – dalmata in collaborazione con le Edizioni “Italo Svevo”.\nIl volume affronta uno dei periodi più controversi della storia asburgica in relazione all’area della nostra Regione ed è relativo all’ultimo quarto dell’Ottocento (1879-1893). Allora ebbe l’incarico di Governatore il conte Eduard Taaffe il quale con l’appoggio della destra clerico-conservatrice avrebbe\, per gli avversari politici\, impedito un’evoluzione politica imperiale in senso liberale e democratico\, mentre\, da un punto di vista cattolico e moderato\, avrebbe invece avviato una fase di consolidamento dello Stato e della società asburgica.  \nDialogherà con l’autore il Presidente dell’I.R.C.I.\, Franco Degrassi.
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SUMMARY:Ultima visita guidata alla mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.
DESCRIPTION:Sabato 30 giugno alle ore 17.00 si terrà l’ultima visita guidata alla mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.\, alla linea verso Lussino e alla vita nell’isola fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso che ricordiamo chiude domenica 1 luglio.La mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” è allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8. \nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Lussino.\nDa qualche giorno è visibile in mostra anche un modellino d’epoca in metallo pressofuso di uno degli idrovolanti della trasvolata atlantica di Italo Balbo. Il modellino\, oggi in collezione privata\, era appartenuto al barone de’ Banfield.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, rimarrà aperta fino a domenica 1 luglio con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.
DESCRIPTION:Sabato 16 giugno alle ore 17.00 si terrà una visita guidata alla mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.\, alla linea verso Lussino e alla vita nell’isola fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso che ricordiamo\, visto il grande afflusso di visitatori\, è stata prorogata fino a domenica 1 luglio.La mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” è allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8.\nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Lussino.\nDa qualche giorno è visibile in mostra anche un modellino d’epoca in metallo pressofuso di uno degli idrovolanti della trasvolata atlantica di Italo Balbo. Il modellino\, oggi in collezione privata\, era appartenuto al barone de’ Banfield.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà a questo punto sino all’1 luglio con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30. \nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Visita guidata alla mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.
DESCRIPTION:Sabato 9 giugno alle ore 17.00 si terrà una visita guidata alla mostra dedicata agli idrovolanti della S.I.SA.\, alla linea verso Lussino e alla vita nell’isola fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso che ricordiamo\, visto il grande afflusso di visitatori\, è stata prorogata fino a domenica 1 luglio.La mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” è allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8. \nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Lussino.\nDa qualche giorno è visibile in mostra anche un modellino d’epoca in metallo pressofuso di uno degli idrovolanti della trasvolata atlantica di Italo Balbo. Il modellino\, oggi in collezione privata\, era appartenuto al barone de’ Banfield.\nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà a questo punto sino all’1 luglio con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita
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SUMMARY:Visite guidate S.I.S.A. Trieste e Lussino al volo
DESCRIPTION:Venerdì 1 giugno e sabato 2 giugno alle ore 17.00 si terranno due visite guidate\, ad ingresso libero\, alla mostra “S.I.S.A. Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” allestita dall’I.R.C.I. in collaborazione con la Comunità di Lussinpiccolo e con l’Associazione  MareCielo “Gianni Widmer” presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8.\nL’IRCI ha già evidenziato la grande capacità imprenditoriale dei lussignani Cosulich che\, oltre all’omonima compagnia di Navigazione\, furono fondatori della S.I.S.A.\, Società Italiana di Servizi Aerei.\nLo scorso anno si è ricordata la linea Trieste – Zara\,  quest’anno il percorso prosegue con la rivisitazione della tratta che da Trieste portava a Lussino e si completa con una visione della Lussino degli anni ’20 e ’30.\nA guidare il pubblico ci sarà Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonché grande esperto della storia degli idrovolanti CANT\, i mezzi di collegamento usati dalla S.I.S.A. per far giungere i viaggiatori\, sin dal 1926\, da una parte verso Torino e dall’altra verso le località dell’Istria e a Lussino.\nDa qualche giorno è visibile in mostra anche un modellino d’epoca in metallo pressofuso di uno degli idrovolanti della trasvolata atlantica di Italo Balbo. Il modellino\, oggi in collezione privata\, era appartenuto al barone de’ Banfield. \nL’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.\nLa mostra\, al piano terra del Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata\, in via Torino 8\, è ad ingresso libero ed anche la visita guidata è gratuita.
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SUMMARY:Visita guidata
DESCRIPTION:Sabato 12 maggio\, alle ore 17.00\, si terrà invece la visita guidata alla mostra “S.I.S.A Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” a cura di Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonchè grande esperto della storia degli idrovolanti CANT. L’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.
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SUMMARY:Storie straordinarie di italiani nel Pacifico
DESCRIPTION:Mercoledì 28 febbraio alle ore 17.30 presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata di via Torino\, 8 verrà presentato il libro “Storie straordianarie di italiani nel Pacifico” curato da Marco Cuzzi e da Guido Carlo Pigliasco. Ne parleranno Paola Predolin ed Elisabetta De Dominis coautrici del primo racconto dedicato alla figura di John Dominis che da Arbe parte per l’avventura oceanica fino ad arrivare alle Hawaii … e ad entrare nelle grazie della regina locale.\nL’ingresso è libero.
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SUMMARY:Don Bonifacio
DESCRIPTION:A don Bonifacio\, dal luglio 1939\, verrà affidata la sperduta cappellania di Villa Gardossi (Crassiza) e in quel contesto sarà un punto fermo di riferimento per la popolazione del territorio nei momenti più duri dell’ultimo periodo della guerra e in quelli\, per certi versiancora più duri\, del dopoguerra. Là l’11 settembre 1946\, dopo esser stato fermato da due Guardie popolari e portato via\, troverà la sua triste fine.\nÈ la mostra della PASSIONE e del RICORDO dove si è innalzata idealmente la figura del BEATO don FRANCESCO BONIFACIO\, martire per eccellenza\, colpito in odium fidei\, a rappresentare TUTTI I TANTI MORTI di quegli anni terribili di cui molti nomi corrono sui muri in un’ideale continuità di sacrificio.\nMasse di CUBI CON I VOLTI DELLA GENTE ISTRIANA stanno accatastati a rappresentare un popolo disperso in ogni continente e in oltre cento e venti luoghi in Italia sedi di uno o più campi profughi. Quei volti sono la società e la famiglia che si frantuma e\, piano piano\, tenta\ndi ricomporsi in una riaggregazione ed in una nuova nascita. Altra e sempre altrove.
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SUMMARY:Natale Giuliano
DESCRIPTION:IL NATALE DEI GIOCHI E DEI RICORDI CONTINUA  E SI INCREMENTA AL MUSEO ISTRIANO.VISITA GUIDATA GIOVEDÌ 11 GENNAIO ALLE ORE 17\n\nSono arrivati altri libri di fiabe\, racconti di Natale\, giochi d’inizio secolo\, ancora ulteriori cartoline d’auguri antiche in uno slancio dei visitatori che han voluto collaborare a fare più grande ed affascinante la mostra dedicata al Natale al museo istriano. Qua troviamo una STANZA DELLA MAGIA E DEI NANI che apre al visitatore una dimensione di sogno dove piccole figure di folletti birbanti ma simpatici giocano sulla neve dei boschi invernali\, spingono slitte cariche di doni\, custodiscono principesse\, segreti e tesori. È questa l’atmosfera della mostra “Natale giuliano”\, allestita dall’IRCI presso il museo istriano di via Torino 8\, che\, recuperando antiche tradizioni popolari istriane\, guida il visitatore verso tempi andati\, in un viaggio nel Natale dei nostri padri e dei nostri nonni quand’erano bambini. I loro doni sono esposti: giocattoli in legno o in latta\, scatole di dolciumi e cioccolato\, figurine e cartoline. E tanti libri di fiabe: tutto dai primi del ‘900 fino agli anni ’30 e ’40. In continuo incremento.\nLa mostra\, che propone anche un cataloghino con annessa la piccola novella “Natale di un bimbo istriano” scritta da Pinky de Banfield nel 1947\, è ad entrata libera ed è visitabile da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00\nA richiesta giovedì 11 gennaio alle ore 17.00 si terrà una visita guidata aperta a tutti senza bisogno di prenotazione\, condotta dal Direttore dell’IRCI\, Piero Delbello.
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SUMMARY:Natale Giuliano
DESCRIPTION:Dopo aver superato i 4.000 visitatori e a seguito di varie richieste pervenute da scuole e associazioni\, la mostra “Natale giuliano” realizzata dall’IRCI presso il museo Istriano\, in via Torino 8\, resterà aperta ancora qualche giorno sino a domenica 28 febbraio.Nell’occasione avvisiamo che mercoledì 24 gennaio alle 17.00 si terrà\, a gentile richiesta\, ancora una visita guidata\, a entrata libera\, che verrà condotta\, come di consueto\, dal direttore dell’IRCI\, Piero Delbello.\n\nLa fortunata concomitanza di aver recentemente avuto in mano un volumetto\, ormai dimenticato\, dal titolo “Natale di un bimbo istriano”\, l’immancabile curiosità che ha portato a leggere immediatamente\, per quell’istinto innato a cui non si sfugge\, quelle quindici paginette illustrate e la dolce e triste sorpresa che ci ha colto subito dopo\, possono apparire come quei presagi delle notti natalizie che danno il senso e il verso di ciò che dovrà accadere.\nEbbene\, in mezzo a un po’mistero e quasi a mo’ di prodigio\, questa piccola favola venne scritta nel 1947 da una giovanissima Pinky (Maria Luisa) de Banfield e pubblicata da una  gloriosa casa\, La Editoriale Libraria di Trieste.  \nCosa mosse una ragazza sveglia\, appena ventenne\, a misurarsi con l’ineluttabilità della storia\, coi momenti che segnarono il tempo e l’uomo in questa terra di confine\, dopo una guerra terribile e terribilmente persa\, cui un trattato di pace tolse tutta una regione e determinò una diaspora le cui ferite non sarebbero mai del tutto guarite\, e a tradurre tutto ciò nella tenerezza del sogno di un bambino’\nSono domande che lasciamo senza risposta\, ché oggi neanche da Maria Luisa pretendiamo di avere\, quasi a non voler toccare una sensibilità che pare intima. Però sono domande che trovano soddisfazione nel sorriso e nel senso di gioia che proprio Maria Luisa ci comunica sapendo che oggi\, nel 2017\, settant’anni dopo\, il “Natale di un bimbo istriano” rivede la luce.			 \nCi è parso opportuno\, con il consenso dell’Autrice e anche con la soddisfazione di Giancarlo Stavro\, già titolare dell’Editoriale Libraria\, di cui non si può dimenticare la storica grande produzione legata per molti versi  proprio alla letteratura per l’infanzia\, ristampare pari pari questo straordinaria novella dedicata a un\, come detto\,  dolce e triste “Natale di un bimbo istriano” di quell’ormai lontano 1947. Abbiamo inserito il tutto in questo cataloghino di mostra che\, curato con la casa editrice Drogheria 28 di Simone Volpato\, accompagna un’esposizione dedicata alle tradizioni natalizie nelle terre giuliane con una serie di brani tratti dalle raccolte compilate nel tempo da alcuni dei nostri folkloristi\, come Giuseppe Vatova\, Ranieri Mario Cossar e Achille Gorlato\, ed illustrate con in ciò che in mano avevano i bambini giuliani\, dal tempo dei nostri nonni\, fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900\, a quello dei nostri padri\, fra gli anni ’20 e gli anni ’40 del secolo scorso: i libri di fiabe e di racconti di Natale  e le cartoline di auguri (e i balocchi). Ne esce un panorama che sembra dare il suono\, i profumi\, i sapori e i colori di quelle sacre notti ricche di spiriti\, di folletti (mazzariol)\, di nani (cinciut)\, di gnomi (che nascondono i tesori)\, di diavoletti (krampus)\, di Santi e di vescovi (S.Nicolò)\, di papà Natale e di Befane (marantiga) che occupano tutto il mese di dicembre corrono a imperversare dal giorno del prodigio del Natale a quello della visione\, dell’arrivo dell’Epifania.  \nLa mostra sarà aperta sino al 28 febbraio 2018 ad ingresso libero con gli orari del museo (ampliati\, secondo le disponibilità\, grazie alla presenza dei volontari)
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SUMMARY:Vele d’autore nell’Adriatico Orientale
DESCRIPTION:La navigazione a vela fra Grado e Dulcigno nella letteratura italiana. \nL’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata promuove regolarmente convegni internazionali di studio sulla letteratura dell’Istria\, di Fiume e della Dalmazia.\nL’occasione relativa a quest’anno è offerta dal rapporto instaurato con gli organizzatori della Barcolana l’importante regata velica che regolarmente attrae a Trieste\, oltre agli equipaggi delle circa duemila imbarcazioni\, anche appassionati e cultori della vela\, giornalisti e operatori radiotelevisivi\, spettatori\, fabbricanti e venditori di barche e di tutto l’indotto\, provenienti dall’Europa e da più lontano. Alla manifestazione sportiva si connettono varie attività artistiche e culturali.\nL’evento appare propizio per trattare un argomento che coniuga la navigazione a vela con la letteratura italiana. Perciò nei giorni 5-6 ottobre 2017 a Trieste si celebrerà il congresso internazionale Vele d’autore nell’Adriatico orientale. La navigazione a vela fra Grado e Dulcigno nella letteratura italiana.\nLungo le coste orientali dell’Adriatico i collegamenti per secoli sono avvenuti prevalentemente via mare\, per la ricchezza di approdi\, favorita dalla moltitudine di isole\, per le caratteristiche di questo mare\, quasi un lago\, per la scarsa valicabilità della catena montuosa parallela alla costa. Finché non si iniziò a usare la propulsione a vapore\, la vela fu l’unica alternativa al remo\, pratica sia per le imbarcazioni minori\, sia per i bastimenti adatti al trasporto di merci e di persone\, sia infine per scopi militari.\nLa navigazione a vela\, facendo parte della quotidianità di queste terre\, è entrata variamente nei testi letterari di scrittori ivi residenti o nella poesia e nelle prose non necessariamente odeporiche dei molti autori che per svariate ragioni hanno scelto di trattare dei collegamenti fra la Venezia Giulia e la Dalmazia con altre coste dell’Adriatico o del Mediterraneo o più remote.\nOggetto degli interventi saranno le  opere letterarie scritte in italiano e/o in dialetti italiani e  inoltre le opere scritte in latino\, solo se l’autore scriveva anche in italiano (per es. altre opere\, lettere\, memorie\, ecc.). Non c’è delimitazione di genere\, purché letterario\, né cronologica.\nL’esito dei lavori\, con il coinvolgimento di 110 fra relatori e comunicatori\, provenienti da numerose Università italiane\, europee ed extra-europee\, si tradurrà in un volume di Atti che verrà prodotto da un’importante casa editrice specializzata in argomenti letterari.
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