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SUMMARY:Visita guidata
DESCRIPTION:Sabato 12 maggio\, alle ore 17.00\, si terrà invece la visita guidata alla mostra “S.I.S.A Trieste e Lussino ‘al volo’ fra gli anni ’20 e gli anni ’30” a cura di Mario Tomarchio\, ricercatore storico\, collaboratore dell’IRCI\, nonchè grande esperto della storia degli idrovolanti CANT. L’esposizione\, ad entrata libera\, che è stata realizzata e viene gestita con l’aiuto del Gruppo Volontari IRCI\, continuerà sino al 3 giugno con i consueti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30; domenica dalle 10 alle 18.30.
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SUMMARY:Storie straordinarie di italiani nel Pacifico
DESCRIPTION:Mercoledì 28 febbraio alle ore 17.30 presso il Civico Museo della civiltà istriana fiumana dalmata di via Torino\, 8 verrà presentato il libro “Storie straordianarie di italiani nel Pacifico” curato da Marco Cuzzi e da Guido Carlo Pigliasco. Ne parleranno Paola Predolin ed Elisabetta De Dominis coautrici del primo racconto dedicato alla figura di John Dominis che da Arbe parte per l’avventura oceanica fino ad arrivare alle Hawaii … e ad entrare nelle grazie della regina locale.\nL’ingresso è libero.
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SUMMARY:Don Bonifacio
DESCRIPTION:A don Bonifacio\, dal luglio 1939\, verrà affidata la sperduta cappellania di Villa Gardossi (Crassiza) e in quel contesto sarà un punto fermo di riferimento per la popolazione del territorio nei momenti più duri dell’ultimo periodo della guerra e in quelli\, per certi versiancora più duri\, del dopoguerra. Là l’11 settembre 1946\, dopo esser stato fermato da due Guardie popolari e portato via\, troverà la sua triste fine.\nÈ la mostra della PASSIONE e del RICORDO dove si è innalzata idealmente la figura del BEATO don FRANCESCO BONIFACIO\, martire per eccellenza\, colpito in odium fidei\, a rappresentare TUTTI I TANTI MORTI di quegli anni terribili di cui molti nomi corrono sui muri in un’ideale continuità di sacrificio.\nMasse di CUBI CON I VOLTI DELLA GENTE ISTRIANA stanno accatastati a rappresentare un popolo disperso in ogni continente e in oltre cento e venti luoghi in Italia sedi di uno o più campi profughi. Quei volti sono la società e la famiglia che si frantuma e\, piano piano\, tenta\ndi ricomporsi in una riaggregazione ed in una nuova nascita. Altra e sempre altrove.
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SUMMARY:Natale Giuliano
DESCRIPTION:IL NATALE DEI GIOCHI E DEI RICORDI CONTINUA  E SI INCREMENTA AL MUSEO ISTRIANO.VISITA GUIDATA GIOVEDÌ 11 GENNAIO ALLE ORE 17\n\nSono arrivati altri libri di fiabe\, racconti di Natale\, giochi d’inizio secolo\, ancora ulteriori cartoline d’auguri antiche in uno slancio dei visitatori che han voluto collaborare a fare più grande ed affascinante la mostra dedicata al Natale al museo istriano. Qua troviamo una STANZA DELLA MAGIA E DEI NANI che apre al visitatore una dimensione di sogno dove piccole figure di folletti birbanti ma simpatici giocano sulla neve dei boschi invernali\, spingono slitte cariche di doni\, custodiscono principesse\, segreti e tesori. È questa l’atmosfera della mostra “Natale giuliano”\, allestita dall’IRCI presso il museo istriano di via Torino 8\, che\, recuperando antiche tradizioni popolari istriane\, guida il visitatore verso tempi andati\, in un viaggio nel Natale dei nostri padri e dei nostri nonni quand’erano bambini. I loro doni sono esposti: giocattoli in legno o in latta\, scatole di dolciumi e cioccolato\, figurine e cartoline. E tanti libri di fiabe: tutto dai primi del ‘900 fino agli anni ’30 e ’40. In continuo incremento.\nLa mostra\, che propone anche un cataloghino con annessa la piccola novella “Natale di un bimbo istriano” scritta da Pinky de Banfield nel 1947\, è ad entrata libera ed è visitabile da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00\nA richiesta giovedì 11 gennaio alle ore 17.00 si terrà una visita guidata aperta a tutti senza bisogno di prenotazione\, condotta dal Direttore dell’IRCI\, Piero Delbello.
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SUMMARY:Natale Giuliano
DESCRIPTION:Dopo aver superato i 4.000 visitatori e a seguito di varie richieste pervenute da scuole e associazioni\, la mostra “Natale giuliano” realizzata dall’IRCI presso il museo Istriano\, in via Torino 8\, resterà aperta ancora qualche giorno sino a domenica 28 febbraio.Nell’occasione avvisiamo che mercoledì 24 gennaio alle 17.00 si terrà\, a gentile richiesta\, ancora una visita guidata\, a entrata libera\, che verrà condotta\, come di consueto\, dal direttore dell’IRCI\, Piero Delbello.\n\nLa fortunata concomitanza di aver recentemente avuto in mano un volumetto\, ormai dimenticato\, dal titolo “Natale di un bimbo istriano”\, l’immancabile curiosità che ha portato a leggere immediatamente\, per quell’istinto innato a cui non si sfugge\, quelle quindici paginette illustrate e la dolce e triste sorpresa che ci ha colto subito dopo\, possono apparire come quei presagi delle notti natalizie che danno il senso e il verso di ciò che dovrà accadere.\nEbbene\, in mezzo a un po’mistero e quasi a mo’ di prodigio\, questa piccola favola venne scritta nel 1947 da una giovanissima Pinky (Maria Luisa) de Banfield e pubblicata da una  gloriosa casa\, La Editoriale Libraria di Trieste.  \nCosa mosse una ragazza sveglia\, appena ventenne\, a misurarsi con l’ineluttabilità della storia\, coi momenti che segnarono il tempo e l’uomo in questa terra di confine\, dopo una guerra terribile e terribilmente persa\, cui un trattato di pace tolse tutta una regione e determinò una diaspora le cui ferite non sarebbero mai del tutto guarite\, e a tradurre tutto ciò nella tenerezza del sogno di un bambino’\nSono domande che lasciamo senza risposta\, ché oggi neanche da Maria Luisa pretendiamo di avere\, quasi a non voler toccare una sensibilità che pare intima. Però sono domande che trovano soddisfazione nel sorriso e nel senso di gioia che proprio Maria Luisa ci comunica sapendo che oggi\, nel 2017\, settant’anni dopo\, il “Natale di un bimbo istriano” rivede la luce.			 \nCi è parso opportuno\, con il consenso dell’Autrice e anche con la soddisfazione di Giancarlo Stavro\, già titolare dell’Editoriale Libraria\, di cui non si può dimenticare la storica grande produzione legata per molti versi  proprio alla letteratura per l’infanzia\, ristampare pari pari questo straordinaria novella dedicata a un\, come detto\,  dolce e triste “Natale di un bimbo istriano” di quell’ormai lontano 1947. Abbiamo inserito il tutto in questo cataloghino di mostra che\, curato con la casa editrice Drogheria 28 di Simone Volpato\, accompagna un’esposizione dedicata alle tradizioni natalizie nelle terre giuliane con una serie di brani tratti dalle raccolte compilate nel tempo da alcuni dei nostri folkloristi\, come Giuseppe Vatova\, Ranieri Mario Cossar e Achille Gorlato\, ed illustrate con in ciò che in mano avevano i bambini giuliani\, dal tempo dei nostri nonni\, fra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900\, a quello dei nostri padri\, fra gli anni ’20 e gli anni ’40 del secolo scorso: i libri di fiabe e di racconti di Natale  e le cartoline di auguri (e i balocchi). Ne esce un panorama che sembra dare il suono\, i profumi\, i sapori e i colori di quelle sacre notti ricche di spiriti\, di folletti (mazzariol)\, di nani (cinciut)\, di gnomi (che nascondono i tesori)\, di diavoletti (krampus)\, di Santi e di vescovi (S.Nicolò)\, di papà Natale e di Befane (marantiga) che occupano tutto il mese di dicembre corrono a imperversare dal giorno del prodigio del Natale a quello della visione\, dell’arrivo dell’Epifania.  \nLa mostra sarà aperta sino al 28 febbraio 2018 ad ingresso libero con gli orari del museo (ampliati\, secondo le disponibilità\, grazie alla presenza dei volontari)
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SUMMARY:Vele d’autore nell’Adriatico Orientale
DESCRIPTION:La navigazione a vela fra Grado e Dulcigno nella letteratura italiana. \nL’I.R.C.I.\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata promuove regolarmente convegni internazionali di studio sulla letteratura dell’Istria\, di Fiume e della Dalmazia.\nL’occasione relativa a quest’anno è offerta dal rapporto instaurato con gli organizzatori della Barcolana l’importante regata velica che regolarmente attrae a Trieste\, oltre agli equipaggi delle circa duemila imbarcazioni\, anche appassionati e cultori della vela\, giornalisti e operatori radiotelevisivi\, spettatori\, fabbricanti e venditori di barche e di tutto l’indotto\, provenienti dall’Europa e da più lontano. Alla manifestazione sportiva si connettono varie attività artistiche e culturali.\nL’evento appare propizio per trattare un argomento che coniuga la navigazione a vela con la letteratura italiana. Perciò nei giorni 5-6 ottobre 2017 a Trieste si celebrerà il congresso internazionale Vele d’autore nell’Adriatico orientale. La navigazione a vela fra Grado e Dulcigno nella letteratura italiana.\nLungo le coste orientali dell’Adriatico i collegamenti per secoli sono avvenuti prevalentemente via mare\, per la ricchezza di approdi\, favorita dalla moltitudine di isole\, per le caratteristiche di questo mare\, quasi un lago\, per la scarsa valicabilità della catena montuosa parallela alla costa. Finché non si iniziò a usare la propulsione a vapore\, la vela fu l’unica alternativa al remo\, pratica sia per le imbarcazioni minori\, sia per i bastimenti adatti al trasporto di merci e di persone\, sia infine per scopi militari.\nLa navigazione a vela\, facendo parte della quotidianità di queste terre\, è entrata variamente nei testi letterari di scrittori ivi residenti o nella poesia e nelle prose non necessariamente odeporiche dei molti autori che per svariate ragioni hanno scelto di trattare dei collegamenti fra la Venezia Giulia e la Dalmazia con altre coste dell’Adriatico o del Mediterraneo o più remote.\nOggetto degli interventi saranno le  opere letterarie scritte in italiano e/o in dialetti italiani e  inoltre le opere scritte in latino\, solo se l’autore scriveva anche in italiano (per es. altre opere\, lettere\, memorie\, ecc.). Non c’è delimitazione di genere\, purché letterario\, né cronologica.\nL’esito dei lavori\, con il coinvolgimento di 110 fra relatori e comunicatori\, provenienti da numerose Università italiane\, europee ed extra-europee\, si tradurrà in un volume di Atti che verrà prodotto da un’importante casa editrice specializzata in argomenti letterari.
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SUMMARY:Dalla libera navigazione e dai porti franchi\, all’attività portuale e di mare in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia
DESCRIPTION:Fra agosto e questa parte di settembre oltre settemila persone hanno visitato la mostra “MARE. Dalla libera navigazione e dai porti franchi\, all’attività portuale e di mare in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia” allestita dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata al piano terra del museo istriano\, in via Torino 8. Il notevole impianto scenografico proposto\, come l’esposizione di stampe e litografie che si aprono a fisarmonica per lunghezze dai 3 agli oltre 5 metri con altezza di appena una ventina di centimetri\, ha coinvolto significativamente il pubblico.A grande richiesta dei visitatori\, verrà effettuata una visita guidata all’esposizione giovedì 21 settembre alle ore 17.\nL’ingresso alla mostra e la visita\, condotta dal direttore dell’IRCI\, Piero Delbello in collaborazione con Sergio Zorzon\, sono gratuiti.\nLa mostra parte dalla ricorrenza dei trecento anni dall’editto di Carlo VI datato al 1717\, che concedeva la libera navigazione in Adriatico\, e dalla successiva patente di porti franchi data a Trieste e Fiume (1719)\, e racconta con oggetti\, placati e varie immagini originali l’evoluzione delle realtà portuali da Trieste a Fiume e alla Dalmazia. Sono proposte stampe e carte geografiche a partire da un incunabolo del 1400 sino a tutto l’800 e il percorso viene completato con fotografie e cartoline tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.
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SUMMARY:Cristina Battocletti: Bobi Bazlen. L'ombra di Trieste
DESCRIPTION:Martedì 12 settembre\, alle ore 18.00\, presso l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura istriano – fiumano – dalmata in Via Torino\, 8 a Trieste\, presentazione del volume di Cristina Battocletti “Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste”. \nIrriverente\, forse; finanche fastidioso\, talvolta.  Incalzante e accattivante\, però. Senza dubbio pronto ad alzare onde e a bagnare senza freno tutti i brandelli di un uomo\, della sua vita\, della sua personalità e del suo fare raccolti là dove ancora si può. Così si potrebbe dire del lavoro di Cristina Battocletti “Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste”(La nave di Teseo\, pp. 392\, euro 19\,50).\nSicuramente attesa – tanto che\, uscita il 31 agosto\, è già in ristampa – l’opera  ricostruisce la figura di questo strano triestino\, il maggiore “intellettuale editoriale” del  ‘900.\nBobi Bazlen\, fra gli anni Venti e tutti gli anni Cinquanta del secolo appena trascorso\, fu indubbiamente (e non solo) il maggior  “cacciatore di talenti” letterari per l’editoria italiana: dal caso Svevo\, la cui fama tardiva avvenne proprio grazie all’intermediazione intellettuale di Bazlen e Montale (che era amico di  Bobi)\, a Kafka e Musil\, introdotti\, ancora grazie a Bazlen\, sul mercato dell’editoria nostra.\nSe Einaudi deve molto a questo evangelico-ebreo triestino (sono queste infatti le religioni di appartenenza rispettivamente del padre e della madre di Roberto Bazlen)\, molto poco religioso quanto\, all’opposto\, affascinato dalla psicanalisi ma anche dall’esoterismo e dalla cabala\, ancor di più l’editoria italiana è debitrice a Bazlen per la nascita di Adelphi\, di fatto fondata dal nostro assieme a Foà e oggi ancora condotta da quel Calasso che\, in qualche modo\, ne è continuatore e figlio spirituale.\nL’indagine della Battocletti\, vice Direttore della Domenica del Sole 24 Ore\, muove i passi da Trieste\, loco natio amato e odiato\, abbandonato (anche se ripensato spesso) da Bazlen\, e scorre fra i rapporti con Svevo\, Saba e la figlia Linuccia\, Mattioni\, Quarantotti Gambini … È  quest’ultima figura\, particolarmente interessante per il mondo istriano\, che dà anima ad una parte del volume: grazie alle lettere di Bobi (anzi “bobi”\, scritto minuscolo)\, in parte inedite\, al maggior scrittore del ‘900 che l’Istria ebbe a dare alla letteratura italiana\, conservate dall’IRCI\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, viene alla luce quanto Bazlen sia stato fondamentale per Pier Antonio Quarantotti Gambini e per la sua scrittura. Da ciò consegue anche che il volume venga presentato proprio dall’IRCI in collaborazione con la casa editrice “La nave di Teseo”\, il 12 settembre alle ore 18 presso il Museo istriano in via Torino 8 dove a dialogare con l’autrice\, Cristina Battocletti\, sarà Cristina Benussi.\nL’ingresso è libero sino ad esaurimento di posti.
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SUMMARY:MARE. Dalla libera navigazione e i porti franchi di Trieste e Fiume allo sviluppo delle attività portuali in Venezia Giulia\, Fiume e Dalmazia.  Immagini 1700-1900
DESCRIPTION:IL MARE …… che cos’è il mare’ L’anima delle nostre terre\, il cuore aperto\, pure ben chiuso ai lati\, che pulsa di moto e d’azione fra le due sponde dell’Adriatico.\nUn mare che unisce e congiunge.\nÈ un mare\, però\, che molto anche ha separato. Ma è vivo\, bolle di fermento\, nel tempo sempre\, mai fermandosi in flussi e riflussi\, mare che alterna\, gravi basse ed eccezionali alte\, a corrodere e smussare\, a spaccare la pietra di scoglio che incide e non interrompe\, a rendere rarefatto più e più il sino sabbioso\, là dove c’è.\nÈ un mare nostro che vorremmo raccontare nel tempo\, nei luoghi e nei modi\, nel sole e nella roccia\, nella fatica e nella gioia. Nello sguardo del capitano\, negli occhi del maestro d’ascia\, nell’immensità del profondo come nello strenuo della fatica\, nel pesce e nel pescatore. Nella scienza e nell’arte\, nel gioco e nel travail\, che suona meglio in francese e odora ancora di fatica. Nella storia e nei tempi: nei modi e nei luoghi.\nLa PRIMA PATENTE DI COMMERCIO\, emanata dall’imperatore d’Austria Carlo VI il 2 giugno 1717\, è il pretesto\, ricorrendo i 300 anni dall’avvenimento\, per la progettazione di un’iniziativa espositiva che\, partendo dal ricordo di quel momento storico\, ragioni sul concetto di “LIBERA NAVIGAZIONE NELL’ADRIATICO”- quanto determinava la suddetta Patente – e sui PORTI FRANCHI\, editto conseguente emanato nel 1719\, che avrebbe interessato i porti di Fiume e Trieste\, oltre che quello di Vinodol in Dalmazia.\nDa questa base di partenza si va a ragionare in catalogo e in mostra sullo sviluppo dell’attività portuale nelle nostre terre tenendo in primo piano la città di Trieste e quella di Fiume ma allargando la visuale su tutti i porti\, anche minori\, dell’Istria\, delle isole del Quarnaro e della Dalmazia. \nSi inaugura venerdì 4 agosto alle ore 18 al Museo della civiltà fiumana e Istriana e dalmata di via Torino la mostra a cura dell’IRCI Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\nLa mostra è visitabile con il seguenti orarii: lun. – sab. 10.00 – 12.30 e 16.00 – 18.30; dom. 10.00 – 12.30. \nUna messe suggestiva di stampe relative ai territori d’interesse con carte geografiche\, piani portuali e vedute di mare che partono da richiami lontani\, l’incunabolo quattrocentesco (la stampa Parens\, una silografia che mostra una veduta di Parenzo contenuta nell’incunabolo di Bernhard von Breydenbach\, Peregrinatio in terram sanctam\, edito a Mainz Magonza nel 1486) e per approdare al  momento fra ‘700 e ‘800 quando tutto inizia. Arrivando alla fine dell’800 e l’inizio del ‘900\, quando inizia a diffondersi l’uso della fotografia\, troviamo immagini di attività marina e portuale nella nostra regione da Trieste a Fiume\, alla Dalmazia\, scorci\, perlopiù inediti\, dei Magazzini Generali di Trieste\, del Porto di Fiume e di altri angoli di portualità di tutta l’area. Qua ci vengono in soccorso i grandi fotografi delle nostre terre\, così che paiono emblematici da una parte il professionista triestino Francesco Penco il quale\, oltre a regalarci suggestioni ricche di umanità del porto e dell’attività a Trieste\, offre\, nei suoi scatti\, una visione della Fiume del 1906\, brulicante anch’essa di fermento marittimo; dall’altra spicca il dilettante fotografo\, anch’egli triestino\, Ugo Malabotich che vede il porto di Trieste di notte\, sorprende pescatori indaffarati sui trabaccoli in Sacchetta\, ferma l’immagine dei cavalli e dei bui da tiro nei lavori portuali\, nell’assistenza all’uomo per il trasporto dei masegni per lastricare le strade\, guarda i treni che escono dal Porto nuovo (oggi per noi è il Porto vecchio) … ma sono solo esempi che tacciono del grande lavoro che trasforma la fotografia in cartolina sul finire dell’800 e\, con imprese come la Modiano di Trieste\, e\, grazie agli abili fotografi – e\, nel caso\, per la Modiano\, anche uno come il pittore e cartellonista Giuseppe Sigon – si offrono all’uso quotidiano e di massa non solo vedute del castello di Miramare\, ma anche scorci con le attività al Silos di Trieste o insperate vedute dei magazzini portuali di Fiume.
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