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SUMMARY:India. Due sguardi\, un racconto
DESCRIPTION:Le fotografie di Adriano Perini\, conservate nella Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, dialogano con le testimonianze di Sandro Antoniolli\nNell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, venerdì 24 ottobre\, alle ore 10.00\, si inaugura la mostra India. Due sguardi\, un racconto. Le fotografie di Adriano Perini\, conservate nella Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, dialogano con le testimonianze di Sandro Antoniolli presso il Civico Museo d’Arte Orientale a Trieste. \nL’esposizione propone un viaggio visivo nell’India contemporanea attraverso le fotografie di Adriano Perini e Sandro Antoniolli. Due autori\, due sensibilità\, due modi distinti di raccontare uno stesso luogo: l’India\, colta tra spazio architettonico e vita quotidiana\, silenzi e rumori\, assenza e presenza. \nLa mostra\, curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, in collaborazione con Francesca Avignone\, conservatrice del Civico Museo d’Arte Orientale\, costruisce un dialogo tra visioni occidentali che si confrontano con l’alterità\, offrendo al pubblico non solo un percorso per immagini\, ma una riflessione sull’atto stesso del vedere\, dell’approcciarsi e del rappresentare.
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SUMMARY:Riverberi Teatrali: Incontri tra il Teatro Giapponese e il Teatro Occidentale
DESCRIPTION:Lunedì 13 gennaio alle ore 17\, presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, avrà luogo il primo di un ciclo di quattro incontri dal titolo “Riverberi Teatrali. Incontri tra il Teatro Giapponese e il Teatro Occidentale”. Nelle collezioni del Museo d’Arte Orientale di Trieste è presente un interessante nucleo di stampe ukiyo-e\, aventi per soggetto il teatro giapponese. La produzione di questo genere in Giappone era infatti molto vasta\, essendo stato per lungo tempo uno dei temi preferiti da tutti i più importanti artisti dell’epoca. Queste opere danno lo spunto per approfondire “l’universo teatro” del mondo giapponese\, e non solo.\nIl titolo della rassegna “Riverberi teatrali. Incontri tra il Teatro Giapponese e il Teatro Occidentale” si riferisce alla volontà di allargare l’orizzonte e scoprire quelle che furono le influenze reciproche tra Giappone e Occidente\, in un momento di grandi cambiamenti in entrambe queste culture. Tali cambiamenti hanno profondamente segnato lo sviluppo artistico nel mondo teatrale\, da sempre specchio della società.\nGli incontri sono a cura di Giovanna Coen\, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione YUDANSHA KYOKAI-IWAMA AIKIDO di Trieste (YKIAT).
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SUMMARY:Istanbul\, faces of freedom. Between past and present
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, è stata inaugurata al Museo d’Arte Orientale di via S. Sebastiano la mostra “Istanbul\, faces of freedom. Between past and present”\, che resterà aperta al pubblico fino al 22 genaio 2025.\n  \nGli scatti contemporanei della fotografa slovena Manca Iuvan dedicati a Istanbul\, suggeriti da Stefano Ambroset\, presidente dell’Associazione dotART\, dialogano con le testimonianze ottocentesche conservate presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \n  \nL’esposizione\, curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca\, in collaborazione con Francesca Avignone\, conservatore del Civico Museo d’Arte Orientale\, propone un itinerario per immagini della città turca nel tempo e nello spazio\, organizzato in due sezioni.\n \nNella prima parte la fotografa slovena racconta Istanbul attraverso alcuni dei suoi luoghi iconici: il Bosforo su cui si affaccia l’illimitata cupola di Santa Sofia\, il trionfo della vegetazione sui resti dell’architettura difensiva bizantina\, le case con i panni stesi\, accalcate l’una sull’altra come ricorda Mark Twain\, il dedalo di vicoli\, di cui non si percepisce l’inizio e la fine al punto da ricordare un perfetto labirinto\, come sostiene Hermann Melville.\n\nGli scatti del XXI secolo sono messi a confronto con i positivi\, conservati in Fototeca\, che illustrano gli eleganti edifici realizzati dall’architetto muggesano\, Domenico Pulgher (1837-1917)\, negli anni Settanta del XIX secolo.\n\nIl fascino dell’esotico è evidente anche nel mondo delle stereoscopie ottocentesche. Le fotografie tridimensionali hanno la capacità di condurre il fruitore\, grazie ai visori stereoscopici\, in giro per il mondo\, consentendogli di ampliare le proprie conoscenze geografiche\, etnografiche\, antropologiche e storico-artistiche.\n\nNella seconda sezione i protagonisti di ieri sono messi a confronto\, in un raffinato gioco di rimandi e contrasti\, con quelli di oggi.\n\nI ritratti etnografici dai colori intensi del fotografo turco Pascal Sèbah (1823-1886) e di altri autori orientali non identificati\, realizzati nella seconda metà dell’Ottocento\, conoscono una larga diffusione. Il modico costo delle carte de visite consente a un vasto ed eterogeneo pubblico di acquistare i piccoli positivi\, tra cui la famiglia triestina Piacere che lascia i suoi beni al Comune nel 1940.\n\nLe fotografie inserite negli album\, sfogliati in salotto accanto al caminetto\, forniscono un piacevole passatempo\, oggetti di divertimento e di istruttive informazioni al contempo.\n\nLa staticità che contraddistingue i positivi degli edifici immortalati nell’Ottocento caratterizza anche i ritratti storici. Il soggetto è sempre fotografato centrato\, illuminato in maniera uniforme\, intero. La rappresentazione dei volti e dei mestieri di ieri risulta isolata dal relativo contesto ambientale\, riprodotta artificialmente in studio. I protagonisti sono soggetti anonimi riconoscibili solo per il ruolo che rappresentano\, sintesi ed espressione della seduzione esercitata sul turista dal passato\, dall’esotico.\n\nForte è il contrasto tra l’immobilità dei volti di ieri e la vivacità di quelli odierni. Le immagini realizzate nel XXI secolo da Manca Juvan sono contestualizzate e pregne di informazioni. L’attenzione della fotografa assume la funzione di speculum di matrice antropologica: evidente sete di conoscenza dell’altro. Immagini eloquenti\, obiettive e al tempo stesso evocative\, in grado di restituire l’empatia tra la ritrattista e il soggetto fotografato.\n\nAttraverso la selezione e il confronto delle immagini\, è così possibile esplorare\, nel tempo e nello spazio\, l’evoluzione di una città straordinariamente carica di Storia\, anzi di storie.\n \nInformazioni: \nmuseoarteorientaletrieste.it \nmuseoarteorientale@comune.trieste.it \nfototeca.trieste.it \ncmsafototeca@comune.trieste.it \ntel. 040/3220736 \ntel. 040/6754039
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SUMMARY:Trieste Chinese week 2024
DESCRIPTION:Sabato 3 febbraio 2024\, alle ore 10.30\, presso il Civico Museo di Arte Orientale\, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica PECHINO. I colori della metamorfosi in un album di fotografie italiane di inizio Novecento.La mostra\, a cura dell’Associazione Culturale Nuove Vie Della Seta di Trieste\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, ideata in occasione della CHINESE WEEK 2024\, è ospitata nelle due sale espositive al piano terra e comprende una ventina di fotografie\, nell’intento di raccontare ai visitatori una Pechino di inizio Novecento\, apparentemente lontana e inaccessibile\, ma di fatto ancora viva nelle forme e nei colori per cui oggi è conosciuta. Un percorso che inizia da dove si era interrotta la mostra fotografica dell‘edizione della Chinese Week 2020\, “La testa del drago. I primi mattoni della Grande Muraglia in un album di fotografie italiane di inizio Novecento”.
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SUMMARY:María Sánchez Puyade  CONFUCIUS
DESCRIPTION:Sabato 17 giugno 2023 alle ore 17:00\, presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, si terrà l’inaugurazione della mostra CONFUCIUS di María Sánchez Puyade. La mostra realizzata da Cizerouno\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, vuole accompagnare lo spettatore in un viaggio alla scoperta dei temi del Confucianesimo nella percezione e nell’originale rielaborazione dell’artista.Capire il presente attraverso il passato è stata una delle necessità dell’artista María Sánchez Puyade che dopo un lungo e paziente scioglimento di nodi – reali e immaginari – arriva al Museo d’Arte Orientale di Trieste con il progetto espositivo Confucius.\nGià il titolo della mostra – nome inglese del filosofo cinese Confucio (551 a.C.-479 a.C.) ma derivato dal latino – ci annuncia uno dei molti temi presenti nella ricerca dell’artista argentina\, in questo caso la traduzione\, il compenetrarsi di culture differenti.\nInfatti\, attraverso Ezra Pound (1885-1972)\, poeta e traduttore dal cinese in inglese e italiano\, Sánchez Puyade giunge a conoscere Confucio e far proprio il suo testamento: il Dàxué [大學].\nLa mostra è visitabile da giovedì a domenica dalle 10 alle 17 fino al giorno 8 ottobre\, con ingresso gratuito.
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SUMMARY:Viaggio in Cina. Massimo Cristaldi dialoga con Takuzo Yamane
DESCRIPTION:Nell’ambito del nono Trieste Photo Days – Festival Internazionale della Fotografia Urbana (Trieste 29.10-01.11.2022)\, si terrà al Civico Museo d’Arte Orientale la Cina è protagonista con gli scatti contemporanei del fotografo siciliano Massimo Cristaldi\, suggeriti dall’art director del Festival\, Angelo Cucchetto\, e dal presidente dell’Associazione\, Stefano Ambroset\, selezionati dal conservatore del Museo d’Arte Orientale\, Michela Messina\, con Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.
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SUMMARY:All Roads lead to Edo
DESCRIPTION:Fotografie di Valentina Giacomini ispirate al Tōkaidō di Hiroshige Stampe di Hiroshige dalle collezioni del Civico Museo d’Arte Orientale Venerdì 10 giugno 2022\, alle ore 17.00\, presso il Civico Museo d’Arte Orientale (via San Sebastiano 1\, Trieste) avrà luogo l’inaugurazione della mostra All Roads lead to Edo.\nFotografie di Valentina Giacomini ispirate al Tōkaidō di Hiroshige. Stampe di Hiroshige dalle collezioni del Civico Museo d’Arte Orientale. che resterà aperta fino al 9 ottobre 2022 (dal giovedì alla domenica\, dalle 10 alle 17\, ingresso gratuito).
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SUMMARY:Orientiamoci!
DESCRIPTION:Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone sulla piattaforma ZOOM un ciclo di otto conversazioni online intitolato Orientiamoci! Le conversazioni del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste. Autunno 2021\, a cura di Michela Messina e Giovanna Coen\, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT).\nLe conversazioni\, tenute da esperti del settore di livello nazionale\, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti\, forse poco conosciuti\, della storia e della cultura estremo-orientali\, dall’India alla Cina e al Giappone\, in molti casi approfondendo aspetti relativi alle collezioni del Civico Museo d’Arte Orientale. \nA simbolo del ciclo di conversazioni appare l’immagine di un quadrante di bussola con la rosa dei venti disegnato dal “Costruttore d’istrumenti nautici” triestino Pietro Stolfa\, databile al 1845 ca. e proveniente dalle collezioni dei Civici Musei di Storia ed Arte (inv. CMSA 10/1013). Essa ben si abbina al titolo prescelto\, che rievoca e associa i termini “orientale” e “orientamento”\, in un gioco di parole che collega il nome del Museo alla curiosità e alla comprensione verso le culture che esso documenta\, alludendo al contempo alla tradizione della navigazione triestina a cui il Museo deve l’origine delle proprie collezioni.
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SUMMARY:This is not Korea
DESCRIPTION:Il Comune di Trieste – Servizio Musei e Biblioteche comunica che la mostra “This is not Korea”. Immagini delle due Coree negli scatti di Alain Schroeder\, allestita presso il Civico Museo d’Arte Orientale (via San Sebastiano\, 1)\, originariamente prevista fino al 6 gennaio 2021\, viene riaperta fino a domenica 2 maggio\, con i nuovi orari di visita (da giovedì a venerdì dalle 10 alle 17\, ingresso libero).\nIl Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste\, in collaborazione con l’Associazione dotART\, per il terzo anno consecutivo propone una serie di esposizioni/occasioni volte a indagare l’interazione tra la fotografia contemporanea e i luoghi museali. \nLa mostra è stata ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche\, e la cura di Michela Messina\, conservatore del Civico Museo Orientale\, e di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \nProtagonista dell’esposizione fotografica è la Corea\, paese altrimenti quasi completamente assente dalle pur ricche collezioni dei Civici Musei di Storia ed Arte: le fotografie contemporanee scattate in Corea da Alain Schroeder\, già premio URBAN 2019\, suggerite dall’art director del Festival\, Angelo Cucchetto\, e dal presidente dell’Associazione\, Stefano Ambroset\, dialogano con opere xilografiche\, testimonianze fotografiche e librarie\, e con antichi apparecchi fotografici provenienti dal Civico Museo d’Arte Orientale e dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \nLo sguardo di Alain Schroeder si posa su questa regione dell’Asia attraverso tre storie\, suddivise nelle due sale dell’allestimento: la prima è dedicata alla Corea del Nord\, uno degli stati più secretati al mondo. Si tratta di una preziosa documentazione fotografica che però\, come sottolinea egli stesso\, non restituisce fedelmente il paese ma è condizionata dai meccanismi manipolatori dell’informazione di regime\, visto che il servizio è stato effettuato sotto il rigido controllo censorio di due guide ufficiali che hanno indicato cosa guardare e cosa fotografare: ecco perché “This is not Korea”\, sebbene il servizio\, seguendo gli stilemi comunicativi del regime\, abbia il merito di restituirci la prodigiosa macchina organizzativa creata per la costruzione del consenso che\, in questo caso\, è per una volta desideroso di travalicare i confini nazionali. \nLa Corea del Sud\, nella seconda sala\, è descritta attraverso una serie di ritratti femminili scattati presso l’isola di Jeju. Qui la pesca a immersione è praticata dalle donne Haenyeo che si tuffano senza bombole nelle acque gelide a caccia dei preziosi awabi (abaloni o orecchie di mare): frutti di mare in via di estinzione sempre più richiesti anche dagli chef stellati occidentali. Il fotografo restituisce i volti segnati di donne mature che\, nonostante l’età e le mille rughe\, si ergono in un tempo sospeso\, maestose\, elegantissime e ancora capaci di stupirci\, persino di sedurci. \nUn senso di mistero e di distanza pervade la fotografia del belga Schroeder\, confermando la profonda influenza subita dal surrealismo del suo connazionale René Magritte\, riecheggiato nel titolo della rassegna.
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SUMMARY:Pechino - I colori della metamorfosi in un album di fotografie italiane di inizio Novecento
DESCRIPTION:La mostra\, promossa dal Comune di Trieste e ideata e curata dalla Associazione Culturale Nuove Vie Della Seta di Trieste in occasione della CHINESE WEEK 2021\, è ospitata nelle due sale espositive al piano terra e comprende una ventina di fotografie\, nell’intento di raccontare ai visitatori una Pechino di inizio Novecento\, apparentemente lontana e inaccessibile\, ma di fatto ancora viva nelle forme e nei colori per cui oggi è conosciuta. Un percorso che inizia da dove si era interrotta la mostra fotografica della scorsa edizione della Chinese Week\, “La testa del drago. I primi mattoni della Grande Muraglia in un album di fotografie italiane di inizio Novecento”\, ossia dal passo Shanhai a Qinhuangdao\, dove appunto la Grande Muraglia incontra il mare di Bohai. Da qui si invita il visitatore a scrutare il cielo per poi ritrovarsi a 14 metri di altezza in cima all’Antico Osservatorio Astronomico di Pechino\, dove tutt’oggi sono conservate strumentazioni antichissime in perfette condizioni.Dalle stelle a Dio il passo è breve\, e addentrandoci nel centro città notiamo la coesistenza di vari culti religiosi\, rappresentati dal tempio confuciano\, la chiesa di San Michele e la pagoda di Beihai\, in stile tibetano\, che al suo interno racchiude scritture\, paramenti e resti di monaci buddisti.\nA questi scatti\, forse meno conosciuti\, della capitale se ne affiancano di ben più noti che ritraggono il complesso del Tempio del Cielo\, forse il simbolo più famoso assieme alla Città Proibita\, che si trova geograficamente al centro esatto della città di Pechino. Spostandoci dal centro città\, l’itinerario prosegue verso quella che è divenuta nota come la “residenza estiva dell’imperatore”\, o “Palazzo d’Estate”\, dove gli scatti si soffermano un po’ più a lungo del solito\, perché le sue attrazioni sono molte\, e così gli aneddoti da raccontare: dai “capricci” di un’imperatrice\, al numero degli archi del ponte\, alle simbologie. Ed infine\, come siamo entrati da una porta\, sul mare\, così usciamo da un’altra\, sulla terraferma\, ovvero da quella del cosiddetto “Virtuoso Trionfo”.
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SUMMARY:“This is not Korea” Immagini delle due Coree negli scatti di Alain Schroeder - SOSPESO FINO AL 3 DICEMBRE
DESCRIPTION:Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste\, in collaborazione con l’Associazione dotART\, per il terzo anno consecutivo\, propone una serie di esposizioni/occasioni volte a indagare l’interazione tra la fotografia contemporanea e i luoghi museali in occasione del settimo Trieste Photo Days – Festival di Fotografia Urbana.Domenica 25 ottobre alle ore 11.30\, presso la Sala Xenia\, in Riva III Novembre\, 7 a Trieste\, avrà luogo la presentazione dell’autore della mostra “This is not Korea”. Immagini delle due Coree negli scatti di Alain Schroeder.\nL’esposizione rimarrà aperta al Civico Museo d’Arte Orientale\, in via S. Sebastiano 1\, fino al 6 gennaio 2021 con i seguenti orari: da giovedì a domenica\, dalle ore 10.00 alle ore 17.00.\nLa mostra è stata ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche\, a cura di Michela Messina\, conservatore del Civico Museo Orientale e Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte.\nProtagonista dell’esposizione fotografica è la Corea\, paese altrimenti quasi completamente assente dalle pur ricche collezioni dei Civici Musei di Storia ed Arte.  Due xilografie\, opera del notissimo artista Katsushika Hokusai selezionate da Michela Messina\, conservatore del Civico Museo d’Arte Orientale unitamente a due testimonianze fotografiche sulla Corea custodite in Fototeca\, individuate da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, dialogano  con le foto contemporanee scattate in Corea da Alain Schroeder\, suggerite dall’art director del Festival\,  Angelo Cucchetto\, e dal presidente dell’Associazione\, Stefano Ambroset.\nNell’occasione del Trieste Photo Days\, edizione 2020\, il fotografo Alain Schroeder\, già premio URBAN 2019\, offre l’opportunità di posare lo sguardo su questa regione dell’Asia attraverso tre storie. La divisione politica che caratterizza la Corea dal 1945 è restituita anche nell’allestimento proposto: a ogni stanza corrisponde una nazione e il muro divisorio rievoca quella linea di confine che coincide con il 38° parallelo.\nLa prima stanza è dedicata alla Corea del Nord\, uno degli stati più secretati al mondo.\nSi tratta di una preziosa documentazione fotografica che però\, come sottolinea egli stesso\, non restituisce fedelmente il paese ma è condizionata dai meccanismi manipolatori dell’informazione di regime\, visto che il servizio è stato effettuato sotto il rigido controllo censorio di due guide ufficiali che hanno indicato cosa guardare e cosa fotografare.\nThis is not Korea sottolinea il fotografo\, ma il servizio\, seguendo gli stilemi comunicativi del regime\, ha il merito di restituirci la prodigiosa macchina organizzativa creata per la costruzione del consenso che\, in questo caso\, è per una volta desideroso di travalicare i confini nazionali.\nLa Corea del Sud è descritta attraverso una serie di ritratti femminili scattati presso l’isola di Jeju. Qui la pesca a immersione è praticata dalle donne Haenyeo che si tuffano senza bombole nelle acque gelide a caccia dei preziosi awabi (abaloni o orecchie di mare): frutti di mare in via di estinzione sempre più richiesti anche dagli chef stellati occidentali.\nIl fotografo belga restituisce i volti segnati delle donne mature che\, nonostante l’età\, le mille rughe\, si ergono in un tempo sospeso\, maestose\, elegantissime e ancora capaci di stupirci\, persino di sedurci.\nUn senso di mistero e di distanza pervade la fotografia del belga Schroeder\, confermando la profonda influenza subita dal surrealismo di Magritte. \nSi ricorda che\, per consentire il rispetto delle norme di distanziamento stabilite in materia di contenimento del contagio da Coronavirus\, l’accesso del pubblico al Civico Museo d’Arte Orientale è contingentato. \ningresso gratuito \nresentazione dell’autore:\n25 ottobre 2020\, ore 11.30\nSala Xenia\nRiva III Novembre\, 7 \nSede espositiva:\nCivico Museo d’Arte Orientale\nvia San Sebastiano\, 1\ndal 25.10.2020 al 06.01.2021\nda giovedì a domenica\, dalle ore 10.00 alle ore 17.00 \ninfo\ntel. +39 040 3220736 +39 040 6754068\ncmsafototeca@comune.trieste.it\nmuseoarteorientale@comune.trieste.it
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SUMMARY:Tsukiji a Tokyo e la Pescheria di Trieste: dismissioni a confronto
DESCRIPTION:Sabato 16.11.2019\, alle ore 15.45\, presso il Civico Museo Orientale in via S. Sebastiano 1\, Michela Messina e Claudia Colecchia\, curatrici della mostra Pescherie dismesse a confronto: il Mercato del Pesce di Trieste e il Mercato del Pesce condurrano una visita guidata.\nNella cornice del Museo Orientale che testimonia i rapporti tra Trieste e l’Oriente\, le fotografie storiche della Pescheria triestina provenienti dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte dialogano con le fotografie contemporanee scattate a Tokyo. I due mercati\, luoghi di scambio di merci vendute e acquistate\, ma anche luoghi di relazioni identitarie – luoghi antropologici – evocando Marc Augé\, sono raccontati attraverso eloquenti immagini in bianco e nero. Le stesse indugiano nella descrizione degli interni\, sia nelle parti destinate agli addetti ai lavori\, sia in quelle aperte al pubblico. Le recentissime foto\, scattate a Tsukiji da Nicola Tanzini e commentate da Benedetta Donato\, descrivono la fase di pre-chiusura della struttura: indugiando sugli istanti che precedono la conclusione di una giornata di lavoro\, eco e riverbero del tramonto del giorno che precederà una nuova alba\, in cui il luogo conosciuto sarà sostituito da un altro manufatto con le medesime finalità. Le foto che hanno per protagonista la Pescheria triestina documentano invece l’intero svolgimento della giornata lavorativa nel percorso di quasi un secolo di vitalità: dalle prime aste\, alla vendita al minuto\, sino alla fase dei controlli e della contabilità. \nLa stampa e i manufatti ceramici a tema ittico\, selezionati per questa mostra tra le opere conservate nel deposito del Civico Museo d’Arte Orientale\, sono un’altra espressione tangibile del rapporto fondamentale del Giappone con le acque che lo circondano e che sono sempre state parte integrante della sua vita e della sua cultura: assieme ai laghi e ai fiumi ospitano le piante e la vita marina che sostengono la vita giapponese da millenni e\, pertanto\, la bellezza e la varietà di questi mondi è fatta oggetto di grande rispetto da parte della cultura giapponese. \nLa visita guidata gratuita della mostra\, inaugurata nell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, rientra nell’ambito delle iniziative del progetto Rotte Globali\, coordinato dall’Istituto Saranz. \nE’ obbligatoria la prenotazione scrivendo a rotteglobali@gmail.com oppure telefonando al 040/415141 dal lunedì al giovedì\, dalle 9 alle 12. \nA ingresso libero\, l’esposizione sarà visitabile dal giovedì alla domenica\, dalle 10 alle 17\, fino al 6 gennaio.
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SUMMARY:Punti di vista giapponesi
DESCRIPTION:Ciclo di eventi in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo-Giapponese “Yu Jo” di TriesteIl \nServizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone\, nelle sedi del Civico Museo d’Arte Orientale e della Sala Bobi Bazlen del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, un ciclo di tre eventi intitolato Punti di vista giapponesi\, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo-Giapponese “Yu Jo” di Trieste\, con il coordinamento di Stefano Bianchi\, responsabile di P.O. Musei Storici e Artistici e conservatore del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, e di Michela Messina\, conservatore del Civico Museo d’Arte Orientale. \nIl ciclo prende spunto da un interrogativo: che idea hanno i Giapponesi della città di Trieste’ Gli abitanti del paese del Sol Levante che visitano la nostra città sono sempre in aumento e non sono solo turisti occasionali: c’è una fetta consistente di visitatori che viene appositamente per osservare le peculiarità della città. In questi eventi le impressioni e le opinioni dei visitatori giapponesi verranno condivise con il pubblico\, per riscoprire il fascino e le curiosità di Trieste in modo variegato e coinvolgente. \nTutti gli eventi sono a ingresso libero. I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (40 persone presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, 85 persone presso la Sala Bazlen del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”).
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SUMMARY:Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto
DESCRIPTION:Il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste propone\, nella sede del Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste\, un ciclo di cinque conferenze domenicali intitolato Ispirazioni dal Sol Levante: la vita oltre l’oggetto. Storia\, cultura\, arte e teatro del Giappone nelle opere del Civico Museo d’Arte Orientale\, realizzato in collaborazione con l’Associazione triestina Yūdansha Kyōkai-Iwama Aikidō (YKIAT) e curato da Giovanna Coen\, responsabile della Sezione Cultura dell’Associazione.Gli incontri\, tenuti da esperti del settore di livello nazionale\, costituiscono un’occasione per indagare e raccontare alcuni aspetti\, forse poco conosciuti\, della storia e della cultura giapponese\, partendo dalle collezioni del Museo: prendendo spunto da una o più opere esposte\, i prestigiosi relatori ne approfondiranno le tematiche\, allargandosi poi alla cultura giapponese\, sia tradizionale che attuale\, le cui radici affondano in periodi lontani.\nLa rassegna gode dei prestigiosi patrocini del Consolato Generale del Giappone a Milano\, dell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma-Japan Foundation e dell’AISTUGIA-Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi.\nTutti gli incontri sono a ingresso libero.\nI posti sono limitati e non è prevista prenotazione (35-40 persone). \nInfo\ntel. +39 040 3220736 | +39 040 675 4068\nmuseoarteorientale@comune.trieste.it\nwww. museoarteorientaletrieste.it \nCalendario \ndomenica 10 marzo 2019\, ore 11.00\ndott. Antonio Moscatello\nTennō e Robot: c’è spazio per l’Imperatore nel Giappone del XXI secolo’ \ndomenica 17 marzo 2019\, ore 11.00\nprof. Cristian Pallone\nUomini che odiano le donne. Stereotipi del galantuomo nel Giappone tardo-settecentesco \ndomenica 24 marzo 2019\, ore 11.00\nmaestra Paola Piras\nL’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebanadomenica 24 marzo 2019\, ore 11.00\nmaestra Paola Piras\nL’estetica della natura giapponese vista attraverso l’Ikebana \ndomenica 31 marzo 2019\, ore 11.00\nprof.ssa Virginia Sica\nIl “Palazzo del bramito dei cervi”\, palcoscenico di un sistema politico. Architettura\, arti e costumi nella Tokyo di fine ’800 \ndomenica 7 aprile 2019\, ore 11.00\ndott.ssa Carmen Covito\nOnnagata. Il labirinto dei generi nel teatro giapponese
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SUMMARY:Re-Make Japan. Kimono e Music
DESCRIPTION:Il Giappone tra tradizione e modernità \na cura dell’Associazione Culturale Italo-Giapponese YUJO\, Trieste\ne dell’Associazione culturale “Kitsune” di Udine \nSabato 10 novembre 2018\, presso il Civico Museo d’Arte Orientale di Trieste\, si terrà l’evento Re-Make Japan. Kimono & Music. Il Giappone tra tradizione e modernità\, a cura ell’Associazione Culturale Italo-Giapponese YUJO di Trieste e dell’Associazione culturale “Kitsune” di Udine.\nL’evento è a ingresso libero. I posti sono limitati e non è prevista prenotazione (40 persone). \n“Onko-Chishin”\, un proverbio cinese e giapponese\, che deriva da un pensiero di Confucio\, significa “studiare profondamente le faccende vecchie\, per poter inventare cose nuove”: questo il pensiero a cui si ispirano i due protagonisti di questo evento\, la maestra Nami Morita e il chitarrista jazz Shunsuke Senda.\nLa maestra/stilista Nami Morita\, proveniente dalla città di Nagoya\, in occasione della sua visita in Italia parlerà del kimono (l’abito tradizionale del Giappone)\, dei tessuti utilizzati e del kimono-remake\, ovvero l’arte di creare abiti moderni utilizzando le stoffe tradizionali del kimono. L’artista mostrerà al pubblico dei modelli dal vivo spiegandone il processo creativo e\, successivamente\, chi lo desideri potrà indossarli\, dando luogo a una piccola sfilata. \nL’evento sarà musicato dal chitarrista jazz Shunsuke Senda\, originario del Giappone – dove ha avuto una lunga carriera professionale a Tokyo – ma residente a Gradisca d’Isonzo\, che con la sua chitarra elettrica proporrà antiche melodie tradizionali\, trasformandole con l’improvvisazione in un sound moderno. \nNell’occasione il pubblico potrà anche percorrere la mostra fotografica VoidTokyo\, allestita nelle sale del Museo\, che ripropone l’abbinamento antico-moderno facendo dialogare le immagini urbane della Tokyo odierna con le stampe Ukiyo-e e i manufatti del Giappone antico appartenenti alle collezioni museali.
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SUMMARY:VoidTokyo
DESCRIPTION:Nell’ambito di Trieste Photo Days 2018\, quinta edizione festival internazionale della fotografia urbana\, si è ospitata la mostra di VoidTokyo. La rassegna comprende progettidi Tatsuo Suzuki (fondatore del collettivo) e Tadashi Onishi\, esposti assieme a una selezione di opere degli altri membri: Hiroki Fujitani\, Naoki Iwao\, Yukari Unleash Sasaki\, Keiichi Ichikawa\,\nTadashi Yamashita\, Ash Shinya Kawaoto\, Kawara Chan\, Miho Okawa\, So Sasaki.\nLa selezione delle immagini è stata curata dalla dott.ssa Claudia Colecchia in collaborazione con la dott.ssa Michela Messina\, conservatore del Museo Orientale\, con la supervisione della dott.ssa Laura Carlini Fanfogna\, direttrice dei Civici musei triestini.\nTatsuo Suzuki e Tadashi Onishi\, ospiti d’onore del festival\, sono stati protagonisti di una serie di iniziative che hanno ruotato attorno alla rassegna.\nVoidTokyo è un collettivo di undici street photographer giapponesi che si pone l’obbiettivo di raccontare gli enormi cambiamenti che sta vivendo la capitale del paese in vista delle Olimpiadi del 2020.\nLo sguardo del collettivo è rivolto al vuoto della Tokyo contemporanea\, una metropoli proiettata nel futuro alla velocità della luce. I fotografi di VoidTokyo sono accomunati da una visione molto personale della street\nphotography\, in grado di raccontare la città in un cupo bianco e nero che si rifà alla scuola giapponese di Eikoh Hosoe.\nDal 2015 il collettivo pubblica a cadenza annuale il magazine VoidTokyo\, che racchiude il meglio della produzione degli undici autori. \nLa mostra\nLa rassegna comprende progetti di Tatsuo Suzuki (fondatore del collettivo) e Tadashi Onishi\, esposti assieme a una selezione di opere degli altri membri: Hiroki Fujitani\, Naoki Iwao\, Yukari Unleash Sasaki\, Keiichi\nIchikawa\, Tadashi Yamashita\, Ash Shinya Kawaoto\, Kawara Chan\, Miho Okawa\, So Sasaki.\nLa selezione delle immagini è stata ragionata. Le foto con personaggi con ombrelli sono state esposte nella bacheca contenente le frecce mentre gli antichi volti giapponesi sono stati esposti a fianco delle maschere.\nGli scatti in bianco e nero si alternano alle colorate stampe giapponesi.\nLa mostra rimarrà aperta fino al 6 gennaio\, dal giovedì alla domenica\, dalle 10 alle 17. Ingresso libero
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SUMMARY:La nave di carta. Opere di Nobushige Akiyama
DESCRIPTION:La mostra\, promossa dal Comune di Trieste e ideata e realizzata dalla Cooperativa Sociale Apriti Sesamo\, con la cura di Stefania Severi\, storico e critico d’arte AICA che da anni segue il percorso dell’artista\, è ospitata nelle due sale espositive al piano terra per proseguire negli ambienti del museo\, in continuo dialogo con i suoi contenuti\, mettendo in contatto le antiche collezioni con opere del Giappone di oggi e intendendo al contempo rinnovare l’antico legame tra il Giappone e la città\, consolidatosi fin dal XIX sec.\, tramite gli importanti scambi commerciali di Trieste con l’Estremo Oriente.Preziose opere d’arte e manufatti tipici dal paese del Sol Levante\, grazie anche al Gabinetto Cinese Wünsch – una galleria di vendita\, immortalata in una gigantografia esposta all’interno del Museo – divennero irrinunciabili elementi d’arredo nelle case dell’aristocrazia e dell’alta borghesia\, dalle quali – grazie a munifiche donazioni – passarono ai musei cittadini\, dando vita al Civico Museo d’Arte Orientale che è nato\, diversamente da altri consimili musei\, proprio da tali donazioni cittadine.\nÈ stata questa una esigenza – che è andata maturando nella lontananza – a consolidare un legame che avrebbe rischiato di affievolirsi. Egli realizza pertanto la washi\, carta fatta a mano\, soprattutto nella variante kozo\, ottenuta dalla corteccia del gelso dopo una lunga preparazione. Ma\, da artista-scultore quale egli è\, ha utilizzato la carta come materiale per le sue sculture\, modellandola nelle forme più varie.\nPer il Museo di Trieste l’artista ha realizzato un’installazione site specific trasformando una sala espositiva in un ambiente “magico” in cui la luce\, il suono e la percezione visiva risultano alterate. La carta che proviene da frutti della terra\, diviene veicolo di dialogo con il riguardante che è sollecitato a distaccarsi dalla realtà storicistica per immergersi nella realtà naturale.\nOltre alla installazione sono in mostra una trentina di opere: sculture e rilievi in carta dalle forme metamorfiche e una serie di lavori in carta e resina in cui il dialogo tra i due materiali così diversi sottolinea la complessità del mondo contemporaneo e l’esigenza di una ricerca di equilibrio. \nLe opere in carta del maestro Akiyama trovano il proprio interlocutore naturale nella importante raccolta di xilografie giapponesi dell’Ukiyo-e di proprietà del museo\, tra cui si possono ammirare le opere di artisti quali Utamaro\, Hiroshige e Hokusai\, la cui celebre “Grande Onda”\, simbolo iconico della potenza e della terribile bellezza della natura in tempesta\, ha ispirato a Nobushige Akiyama lo sviluppo di una propria idea di “Nami” [Onda]\, che mette in rapporto il contrasto delle forze tra la carta e la resina. \nIl Maestro Nobushige Akiyama\, laureatosi presso l’Università d’Arte e Design di Tokyo\, che da anni risiede in Italia\, ha nel tempo approfondito le tecniche di preparazione della carta secondo i metodi tradizionali e le materie prime del suo paese. \n\nSabato 16 giugno alle ore 18.00 avrà luogo l’inaugurazione della mostra\, che rimarrà aperta fino al giorno 14 ottobre 2018 con i seguenti orari: da martedì a giovedì 10-13\, venerdì e sabato 16-19\, domenica 10-19\, lunedì chiuso. Ingresso libero.
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SUMMARY:Confezioniamo una shopper con i giornali giapponesi
DESCRIPTION:In occasione dell’apertura della mostra LA NAVE DI CARTA. Opere di Nobushige Akiyama presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, in via San Sebastiano 1\, il maestro Nobushige Akiyama terrà due incontri con il pubblico: \nore 11 > La carta Washi | conferenza\nore 14 > Confezioniamo una shopper con i giornali giapponesi | laboratorio\nIngresso libero fino a esaurimento posti. \nLa mostra \, promossa dal Comune di Trieste e ideata e realizzata dalla Cooperativa Sociale Apriti Sesamo\, con la cura di Stefania Severi\, rimarrà aperta fino al giorno 14 ottobre 2018 con i seguenti orari: da martedì a giovedì 10-13\, venerdì e sabato 16-19\, domenica 10-19\, lunedì chiuso. Ingresso libero.
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SUMMARY:Peace is here!
DESCRIPTION:Visto il gradimento del pubblico la mostra Peace is here! Fotografie di propaganda degli Americani in Estremo Oriente nel fondo USIS della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, si annuncia la proroga fino al 3 giugno 2018 con i seguenti orari: da martedì a giovedì 10-13\, venerdì e sabato 16-19\, domenica10-19\, lunedì chiuso. Ingresso gratuito.Il prolungamento consentirà al pubblico\, all’apice della stagione turistica\, di apprezzare le fotografie originali dell’Estremo Oriente presenti nel Fondo USIS. \nLa mostra\, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttore del Servizio Musei e Biblioteche\, è a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \nPeace is here! Così si concludeva la telecronaca di commento alla resa del Giappone\, siglata il 2 settembre 1945 dal Generale MacArthur. \nLa convinzione che se il mondo vede la vera immagine della guerra è indotto a terminarla più celermente\, induce a fotografare con l’intento di innescare un processo di scavo nelle coscienze\, onde perseguire sogni di pace. \nSu questo assunto si basa l’esposizione\, dedicata alle fotografie originali dell’Estremo Oriente\, appartenenti al fondo fotografico USIS (United States Information Service) della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste\, che offre per la prima volta al pubblico una selezione di sessanta delle mille fotografie originali della serie Giappone\, realizzate tra il 1941 e il 1945\, prevalentemente con fini propagandistici. \nLa proposta espositiva consente di leggere un intricato gioco di rappresentazioni: lo sguardo americano sull’Estremo Oriente\, in cui prevale l’immagine del giapponese che lotta e soggiace al nemico\, e quello del pubblico triestino del dopoguerra\, a cui le fotografie sono state proposte\, subito dopo la fine del conflitto\, per propagandare gli ideali di vita americani.
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SUMMARY:Last but not least: finissage di Passaggio in India
DESCRIPTION:All’ultima ora dell’ultimo giorno\, ultima visita guidata alla mostra Passaggio in India: 31 gennaio 2017\, ore 16.00 della curatrice Claudia Colecchia.Ultimi giorni per visitare la mostra “Passaggio in India” aperta fino al 31 gennaio 2017 presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, in via San Sebastiano\, 1\, a Trieste\, con i seguenti orari: martedì-sabato 14/17\, domenica 10/17\, lunedì chiuso. Si tratta dell’ultimissima occasione per vedere la selezione delle 500 fotografie originali della serie “India”\, realizzate tra il 1939 e il 1950\, con fini propagandistici per sottolineare il nesso tra prosperità e democrazia. Le immagini di guerra si alternano con i volti della pace\, l’India rurale ed esotica coesiste con l’India urbana e moderna attraverso gli scatti americani\, indiani e inglesi.
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SUMMARY:Last but not least: finissage di Passaggio in India
DESCRIPTION:All’ultima ora dell’ultimo giorno\, ultima visita guidata alla mostra Passaggio in India: 31 gennaio 2017\, ore 16.00 della curatrice Claudia Colecchia.Ultimi giorni per visitare la mostra “Passaggio in India” aperta fino al 31 gennaio 2017 presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, in via San Sebastiano\, 1\, a Trieste\, con i seguenti orari: martedì-sabato 14/17\, domenica 10/17\, lunedì chiuso. Si tratta dell’ultimissima occasione per vedere la selezione delle 500 fotografie originali della serie “India”\, realizzate tra il 1939 e il 1950\, con fini propagandistici per sottolineare il nesso tra prosperità e democrazia. Le immagini di guerra si alternano con i volti della pace\, l’India rurale ed esotica coesiste con l’India urbana e moderna attraverso gli scatti americani\, indiani e inglesi.
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SUMMARY:#ilfuturononcrolla
DESCRIPTION:Anche la Fototeca partecipa a  #ilfuturononcrollaRaccolta di fondi per il Sistema Museale di Camerino\n17-18 dicembre 2016 \nIl 30 ottobre 2016\, a Camerino\, una scossa di terremoto ha reso completamente inagibile l’antico Convento di San Domenico. L’ex convento ospitava una prestigiosa Pinacoteca\, il Museo Civico e il Museo Universitario delle Scienze. Centinaia di opere d’arte e reperti storici e scientifici sono ora a rischio di crolli e danneggiamenti. E necessitano di una nuova casa dove essere custoditi e valorizzati. \nI Musei Civici del Comune di Trieste\, con l’aiuto del FAI\, hanno deciso di dare un contributo. Tecnici\, curatori e guide museali il 17 e il 18 dicembre hanno preparato degli eventi speciali. In queste giornate l’ingresso agli eventi sarà gratuito e verrà richiesto ai visitatori un contributo volontario per la ricostruzione dei Musei di Camerino. \nPresso il Civico Museo d’arte orientale é prevista alle ore 10.30 una visita guidata a cura di Michela Messina alla collezione del museo dal titolo L’estremo oriente a Trieste\, tra arte e collezionismo e alle ore 11.30 un intervento a cura di Claudia Colecchia sulla mostra fotografica Passaggio in India allestita al pianoterra.
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SUMMARY:Serie India: gli scatti mai visti di Cecil Beaton
DESCRIPTION:Mercoledì 21 settembre\, alle ore 17.30\, presso il Civico Museo d’Arte Orientale\, avrà luogo la conferenza di Claudia Colecchia “Serie India: gli scatti mai visti di Cecil Beaton”\, nell’ambito della mostra PASSAGGIO IN INDIA. Arte e vita nel subcontinente indiano nelle fotografie del fondo Usis della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte. Quest’ultima rimarrà aperta fino al 9 ottobre 2016\, con i seguenti orari: martedì-venerdì 13.30/19\, domenica 10/19\, lunedì chiuso.\nLa mostra\, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, è curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei di Storia ed Arte\, e da Michela Messina\, conservatore del Civico Museo d’Arte Orientale. \nL’esposizione\, dedicata alle immagini dell’India appartenenti al fondo fotografico USIS (United States Information Service) della Fototeca dei Civici Musei\, offre per la prima volta al pubblico una selezione tra le 500 fotografie originali della serie “India”\, realizzate tra il 1939 e il 1950\, con fini propagandistici: sottolineare il nesso tra prosperità e democrazia. La volontà didattica non riesce tuttavia a emarginare l’intento lirico che affiora comunque grazie alla polisemicità del mezzo fotografico. \nLe immagini della serie India provengono da diverse agenzie informative americane: l’Office of War Information e US Army Signal Corps. La maggior parte di esse sono corredate del timbro del Bureau of Public Information\, Government of India e del Directorate of Inter services Public Relations. Altre foto sono inglesi\, corredate del timbro Ministry of Information: Photograph Division. \nQualunque ne sia la provenienza\, molti scatti confermano la professionalità dei fotografi\, che emerge per l’eleganza delle inquadrature\, la classicità degli atteggiamenti e delle pose\, lo studio della luce: tricky business in India\, come ricorda il famoso fotografo inglese Cecil Beaton. \nNella mostra\, le immagini inducono il visitatore a esplorare il conflitto bellico mondiale e il mondo del lavoro\, a viaggiare dentro la coesistenza dell’India rurale ed esotica con l’India urbana e moderna\, a scrutare il fascino dei grandi templi. \nNella conferenza\, Serie India: gli scatti mai visti di Cecil Beaton\, si è deciso di svelare un’ulteriore selezione di immagini\, sempre della Serie India\, e di proporre\, in aggiunta\, le foto in originale conservate in Fototeca\, scattate in India da Cecil Beaton\, fotografo inglese\, scrittore e costumista\, soprattutto famoso al grande pubblico per gli scatti legati al mondo della moda e del cinema. \nIl tema bellico\, anche attraverso gli scatti lirici del Bureau of India\, continua a essere protagonista. Foto che illustrano città attraversate dalla guerra\, leader politici e militari\, ma anche soldati semplici. Foto scattate con l’intento di narrare di un esercito efficiente ed eroico\, al contempo colto in momenti di ozio e di svago\, sullo sfondo di luoghi e paesaggi fortemente caratterizzati. Infine\, le immagini di Cecil Beaton. Nelle sue foto Beaton non pretende di essere un tradizionale fotografo di guerra\, ma realizza una narrazione visiva dello sforzo e del costo di una battaglia. Il suo senso della bellezza\, fisica e naturale\, la sua abilità a catturare la luce\, il suo occhio nel creare una composizione soddisfacente e serena rendono le sue fotografie attraenti ben al di là del contesto bellico. La sua descrizione\, che aborrisce la guerra\, riesce a raccontarla in modo veritiero. \nLa conferenza intende costituire un’occasione per vedere nuove immagini e apprezzare la mostra proposta\, arricchita dalle suggestive foto di Cecil Beaton conservate in Fototeca\, proprio nei suoi ultimi giorni di apertura.
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SUMMARY:Passaggio in India
DESCRIPTION:PROROGATA FINO AL 31 gennaio 2017La mostra dedicata alle immagini dell’India appartenenti al fondo fotografico USIS (United States Information Service) della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, offre per la prima volta al pubblico una selezione delle 500 fotografie originali della serie “India”\, realizzate tra il 1939 e il 1950 con fini propagandistici per sottolineare il nesso tra prosperità e democrazia\, con una volontà didattica e tecnica priva di alcun intento lirico che\, comunque\, affiora grazie alla polisemicità della fotografia.\nIl visitatore viene condotto in un viaggio in cui si affrontano tematiche riguardanti il conflitto bellico mondiale\, il mondo del lavoro\, la coesistenza dell’India rurale ed esotica con l’India urbana e moderna\, il fascino dei grandi templi.\nDa martedì a venerdì 14-17\, domenica 10-17\, lunedì chiuso.
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