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SUMMARY:Da Vittorio Veneto a Trieste
DESCRIPTION:La mostra\, ospitata al primo piano del museo è frutto della collaborazione del Comune di Trieste con il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto che ha messo a disposizione diversi scatti realizzati da Luigi Marzocchi (1888 – 1970)\, ufficiale responsabile del “Reparto Fotografico del Comando Supremo” del Regio esercito italiano\, annesso all’Ufficio Stampa e Propaganda durante il Primo conflitto mondiale.\nIn particolare le immagini provengono dalla consistente “Serie fotografica documentaria sulla guerra italo-austriaca”\, donata nel 1987 al Museo di Vittorio Veneto dalla figlia di Marzocchi\, Mariaemma\, assieme a diverso altro materiale documentario. Le fotografie selezionate per l’occasione creano un legame ideale tra la città veneta e il capoluogo giuliano: la prima fu teatro dell’ultima battaglia della Grande Guerra il cui epilogo fu la tanto agognata liberazione di Trento e di Trieste. Gli scatti raccontano dell’avanzata delle truppe in territorio friulano\, del loro movimento in avanti dalla linea del Piave fino a Trieste dove\, a pochi giorni dalla redenzione\, venne in visita il re Vittorio Emanuele III. Un obiettivo che ha immortalato non solo la cronaca dei fatti\, ma che ha saputo cogliere gli sguardi carichi di umanità dei soldati e della gente comune mentre il conflitto volge al termine. [VAI ALLA MOSTRA] \nInaugurazione: mercoledì 17 ottobre  2018 ore 17.\nSaranno presenti l’Assessore alla Cultura Giorgio Rossi e il Direttore del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna. Per il Comune di Vittorio Veneto il Sindaco Roberto Tonon\, l’Assessore alla Cultura Antonella Uliana e l’Assessore al Centenario Barbara De Nardi.
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SUMMARY:A Sarajevo il 28 giugno
DESCRIPTION:“Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste – Area Scuola\, Educazione\, Cultura e Sport\, ripropongono al Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” lo spettacolo  A Sarajevo il 28 giugno\, che dopo l’applaudito debutto del 2015 è stato replicato ogni anno con successo nel contesto del museo. Dal 6 al 18 marzo prossimi una nuova serie di rappresentazioni saranno rivolte a scolaresche\, turisti e cittadini. A Sarajevo il 28 giugno è tratto dall’omonimo testo di Gilberto Forti: in scena negli affascinanti spazi museali\, circondati da reperti storici\, reciteranno gli attori della Compagnia del Teatro Stabile regionale. Biglietti in vendita al Politeama Rossetti\, al Ticket Point\, e prima delle repliche aperte al pubblico (9 – 10 – 11 e 15- 16- 17- 18 marzo) anche in museo. Il Comune regala la visita del Museo: il biglietto è infatti onnicomprensivo di visita e spettacolo”.\nRitorna al Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” – grazie alla collaborazione fra il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste – Area Scuola\, Educazione\, Cultura e Sport – lo spettacolo “A Sarajevo il 28 giugno” di Gilberto Forti nato da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz. \nLo spettacolo – produzione del Teatro Stabile regionale – ha debuttato in questo affascinante spazio nel 2015 con molto successo\, tanto che è stato richiesto e riproposto ogni anno: dal 6 al 18 marzo 2018 “A Sarajevo il 28 giugno” avrà un’ulteriore tranche di repliche\, in parte riservate alle scuole (in orario mattutino)\, in parte (in orario serale e pomeridiano) aperte a tutti gli interessati. \nL’iniziativa rappresenta naturalmente un’attrazione storica e turistica in più per i turisti che si trovassero in città\, mentre ai cittadini di Trieste offre l’opportunità di ripercorrere da un particolarissimo punto di vista una pagina fondamentale della Storia del Novecento\, riscoprendo contestualmente una parte molto rilevante e preziosa del patrimonio museale della città. \nI biglietti sono già disponibili nei consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale e solo per le repliche aperte al pubblico (quelle del 9 – 10 – 11 e 15- 16- 17- 18 marzo) si potrà acquistare il biglietto anche direttamente al Museo “De Henriquez” a partire da mezz’ora prima della recita prescelta. \nA Sarajevo il 28 giugno  conquista il pubblico perché possiede una cifra particolare: prevede che gli attori recitino fra le sale e i reperti dell’interessante Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” e fra cimeli\, cannoni\, carri che sono dei veri e propri “pezzi di storia”\, anche gli spettatori si muovono incontrando la Storia e visitando il Museo. \nAl centro dello spettacolo è infatti l’attentato di Sarajevo\, di cui furono vittime l’Arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia: un gesto crudele che scosse l’Europa\, e da cui ebbe origine la Prima guerra mondiale. L’episodio viene raccontato da alcuni testimoni diretti dell’attentato\, secondo na modalità drammaturgica che ricorda le “interviste impossibili”: personaggi dell’epoca che in costume storico attendono il pubblico che si muove fra le sale. All’arrivo degli spettatori\, questi testimoni iniziano il loro monologare: sono i bravissimi attori della Compagnia Stabile Federica De Benedittis\, Emanuele Fortunati\, Ester Galazzi\, Lara Komar\, Francesco Migliaccio\, Maria Grazia Plos. \nÈ affascinante la dinamica dello spettacolo: le testimonianze che lo compongono (e tratteggiano l’evento storico dai diversi punti i vista di una donna del popolo\, di un ingegnere che studia il percorso dell’Arciduca\, di una giovane nobile poi emigrata\, del medico che in prigione si occupò di Gavrilo Princip\, di un archivista…) sono recitate dagli attori nelle varie sale del Museo contemporaneamente\, e ripetute più volte\, in modo che ogni spettatore possa seguire tutte le parti di A Sarajevo il 28 giugno. \nQuel 28 giugno 1914 due colpi di pistola fecero rullare i tamburi in tutta Europa\, e nelle fabbriche si misero all’opera per costruire nuove\, impressionanti macchine da guerra. Per un mese\, un mese esatto rimasero nascoste\, pronte ad entrare in azione e portare via il mondo di ieri\, per gettarci nel Moderno. Alcuni compresero quei colpi\, altri intuirono qualcosa\, altri ancora non si resero conto\, non videro le armi nascoste. Il 28 giugno iniziò quel terribile work in progress che il 28 luglio vide il suo primo compimento. Il lavoro di Gilberto Forti e l’intuizione di Paolo Rumiz ci raccontano quel mondo di ieri nel momento in cui inizia la sua svolta finale\, attraverso le parole di quelli che\, nei tanti paesi\, quel mondo e quel momento li avevano vissuti.\n“Venne dopo molti anni un testimone e poi un altro… Furono ascoltati\, e ciascuno offrì la sua versione\, con circostanze\, nomi\, altri dati. Sì\, tutti erano testi volontari\, giunti da varie parti dell’impero. Benché fossero testi immaginari\, pure ognuno di essi era nel vero”. \nLo spettacolo nasce dalla collaborazione fra il Comune di Trieste ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nA Sarajevo il 28 giugno di Gilberto Forti da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz\, vanta una colonna sonora eseguita dal Quartetto Iris su brani di Johann Strauß figlio e Franz Schubert.\nLa compagnia di interpreti\, in due gruppi\, si alterna nelle diverse recite\, ognuna delle quali comprende quattro testimonianze. \nI ruoli sono così distribuiti: nel primo gruppo (recite dal 6 all’11 marzo) Emanuele Fortunati (Ing. Szigeti)\, Ester Galazzi (Frau Magdalena Gobec)\, Francesco Migliaccio (Dott. Vasi\n)\, Maria Grazia Plos (Polyxena Singer); nel secondo gruppo (recite dal 12 al 18 marzo) Federica de Benedittis e Lara Komar (si alternano nel ruolo dell’Archivista Dunkelblatt)\, Emanuele Fortunati (Ing. Szigeti)\, Ester Galazzi (Frau Magdalena Gobec)\, Francesco Migliaccio (Dott. Vasi). \nLe recite aperte a tutti si terranno: venerdì 9 marzo (ore 21)\,  sabato 10 marzo (ore 19.30)\, domenica 11 marzo (ore 17)\, giovedì 15 e venerdì 16 marzo (alle ore 21)\, sabato 17 marzo (ore 19.30) e domenica 18 (ore 17).\nI biglietti si possono acquistare in prevendita (a € 15 con riduzione a € 12 per Under 26 e Over 65) presso la Biglietteria del Politeama Rossetti e tutti i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: saranno in vendita i posti ancora disponibili anche al Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” a partire da mezz’ora prima dell’orario d’inizio\, nelle repliche aperte al pubblico.\nI possessori di biglietto potranno visitare il museo. Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al numero 040-3593511. \nLe mattinée con inizio alle 10.30 (del 6\, 7\, 8\, 12\, 14\,19\, 21 e 22 marzo) restano invece riservate alle scuole.
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SUMMARY:Volontari della Grande Unione
DESCRIPTION:Da giovedì 30 novembre 2017 al primo piano del Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” di via Cumano 22 a Trieste sarà visitabile la mostra “Volontari della Grande Unione”.La mostra è il risultato della proficua collaborazione delineatasi tra l’Amministrazione comunale e il Consolato Generale di Romania a Trieste in conformità agli ottimi rapporti – di carattere politico\, economico e culturale – tra l’Italia e il paese dell’Europa centro-orientale basati sul Partenariato strategico consolidato.\nL’esposizione\, i cui contenuti sono il frutto del lavoro di un gruppo di storici del Museo Nazionale del Banato di Timişoara\, tratta gli avvenimenti che alla fine della Prima guerra mondiale – con la dichiarazione di Alba Iulia del 1° dicembre 1918 – portarono alla creazione della Grande Unione della Romania la cui ricorrenza – dopo la caduta del regime totalitario – ha riacquistato la propria valenza storica divenendo festa nazionale. \nLa mostra – a ingresso gratuito – sarà aperta fino al 7 gennaio 2018 con il consueto orario del Museo: da mercoledì a lunedì dalle 10.00 alle 17.00\, chiuso il martedì.\nRimane a pagamento il biglietto per la visita al percorso espositivo del Museo.
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SUMMARY:Gli occhi della guerra
DESCRIPTION:Trieste\, a 30 anni dalla morte di Almerigo Grilz la mostra “Gli occhi della guerra” – realizzata con il contributo del Comune di Trieste –  ricorda il primo giornalista italiano caduto dopo il Secondo conflitto mondiale.Un’esposizione fotografica unica in Italia con immagini in prima linea dal 1982 al 2017\,  dalle guerre di ieri ai conflitti di oggi in Libia\, Siria e Iraq. \nLa mostra fotografica è stata inserita nel percorso museale della collezione “Diego de Henriquez” e rimarrà aperta fino al 3 luglio seguendo l’orario del Museo: lunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì 10-17; sabato e domenica 10-19; chiuso il martedì.
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SUMMARY:Curiosando tra libri\, documenti e oggetti delle collezioni Henriquez
DESCRIPTION:Nella sala delle mostre temporanee al primo piano del Museo è stata allestita la mostra: “Curiosando tra libri\, documenti e oggetti delle collezioni Henriquez”. Vi sono esposti alcuni elmi sperimentali italiani della fine degli anni Trenta\, un’interessante serie di disegni dell’artista francese Albert Robida recuperati dal collezionista triestino a Roma nel 1957\, le ricette e i consigli domestici di inizi ’900 di Elsa Galla da Graz\, alcuni preziosi libri antichi della biblioteca del Museo\, un copricapo appartenuto a re Vittorio Emanuele II di Savoia e molto altro ancora. Due vetrine sono dedicate alla scultrice Fiore de Henriquez\, sorella di Diego\, mentre altre espongono oggetti giapponesi e del periodo del pontificato di papa Pio IX.\nGli interessati potranno avere copia dei commenti ai materiali in mostra e ai loro produttori.
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SUMMARY:Visita guidata gratuita al Diego de Henriquez
DESCRIPTION:Sabato 19 novembre 2016\, alle ore 15.00\, verrà effettuata una visita guidata gratuita al Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez”.\nOltre al consolidato percorso attraverso gli spazi dove sono esibiti materiali e testi di approfondimento riguardanti il Primo conflitto mondiale come anche alcune anticipazioni del futuro allestimento previsto in due ulteriori edifici del comprensorio di via Cumano\, i visitatori potranno recarsi nella sala delle mostre temporanee dove l’esposizione di soldatini e di giochi per l’infanzia di argomento bellico ha lasciato spazio a una piccola\, ma significativa mostra dal titolo “Curiosando tra libri\, documenti e oggetti della collezioni Henriquez”. Potranno ad esempio scoprire alcuni elmi sperimentali italiani della fine degli anni Trenta\, un’interessante serie di disegni dell’artista francese Albert Robida recuperati dal collezionista triestino a Roma nel 1957\, le ricette e i consigli domestici di inizi ’900 di Elsa Galla da Graz e ammirare alcuni preziosi libri antichi della biblioteca del Museo. Due vetrine sono dedicate alla scultrice Fiore de Henriquez\, sorella di Diego\, mentre altre espongono oggetti giapponesi e del periodo del pontificato di papa Pio IX.\nGli interessati potranno avere copia dei commenti ai materiali in mostra e ai loro produttori. \nBiglietti d’ingresso: \n    intero € 6\,00\n    ridotto € 4\,00 \nVisita guidata gratuita fino a esaurimento posti.\nOrario di apertura del Museo: 10.00-17.00 / chiuso il martedì\nPer eventuali ulteriori informazioni telefonare allo 040 675 4699 dalle 10.00 alle 16.30.
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