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SUMMARY:le stanze della musica allo Schmidl
DESCRIPTION:Nel segno della rinnovata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e ilConservatorio “Giuseppe Tartini”\, è stata presentata questa mattina l’edizione Primavera 2024 del\nciclo LE STANZE DELLA MUSICA. Alla conferenza stampa di presentazione\, sono intervenuti Giorgio\nRossi\, Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste\, Sandro Torlontano\,\nDirettore del Conservatorio “Tartini”\, Stefano Bianchi\, Conservatore del Museo Schmidl e Reana De\nLuca\, Docente di pianoforte e incaricata per il Progetto Musica e Scuola del Conservatorio.\nLa formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di\nvolta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo\nGopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.\nGli appuntamenti sono in calendario tutti i mercoledì di marzo e di aprile\, e saranno proposti in\nun doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a\nquelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il\nnormale biglietto di accesso al Museo).\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria\nall’indirizzo di posta elettronica museoschmidl@comune.trieste.it\nSi parte mercoledì 6 marzo con il pianoforte e la docente Reana De Luca. I successivi\nappuntamenti saranno dedicati all’arpa (mercoledì 13 marzo\, docente Nicoletta Sanzin)\, al clarinetto\n(mercoledì 20 marzo\, docente Davide Teodoro)\, al canto barocco e al clavicembalo (mercoledì 27\nmarzo\, docenti Romina Basso e Paolo Delisanti)\, al flauto e al quintetto di fiati (mercoledì 3 aprile\,\ndocenti Alice Sabbadin e Antonio Fracchiolla)\, al contrabbasso (mercoledì 10 aprile\, docente\nStefano Sciascia)\, alla chitarra (mercoledì 17 aprile\, docente Eugenio Della Chiara) e alla\nfisarmonica (mercoledì 24 aprile\, docente Corrado Rojac).\nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,50;\nridotto euro 3\,50; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti.\nInfo: www.museoschmidl.it – museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:Il pianoforte
DESCRIPTION:Nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Conservatorio “Giuseppe Tartini”\, prende il via mercoledì 6 marzo l’edizione Primavera 2024 del ciclo LE STANZE DELLA MUSICA.\nLa formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.\n\nGli appuntamenti sono in calendario tutti i mercoledì di marzo e di aprile\, e saranno proposti in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).\n\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria all’indirizzo di posta elettronica museoschmidl@comune.trieste.it\n\nLa partenza è nel segno del PIANOFORTE. A condurre i visitatori alla scoperta di storia\, funzionamento e repertorio dello strumento\, mercoledì 6 marzo alle 17.30 saranno gli studenti della professoressa Reana De Luca.\n\nMelody Zhou\, Ginevra Pagani\, Jacopo Giuliani\, Joel Kakusi e Iryna Lytvynenko proporranno pagine di Johann Sebastian Bach\, Ludwig van Beethoven\, Fryderyk Chopin\, Johannes Brahms e Modest Musorgskij.\n\nI successivi appuntamenti saranno dedicati all’arpa (mercoledì 13 marzo\, docente Nicoletta Sanzin)\, al clarinetto (mercoledì 20 marzo\, docente Davide Teodoro)\, al canto barocco e al clavicembalo (mercoledì 27 marzo\, docenti Romina Basso e Paolo Delisanti)\, al flauto e al quintetto di fiati (mercoledì 3 aprile\, docenti Alice Sabbadin e Antonio Fracchiolla)\, al contrabbasso (mercoledì 10 aprile\, docente Stefano Sciascia)\, alla chitarra (mercoledì 17 aprile\, docente Eugenio Della Chiara) e alla fisarmonica (mercoledì 24 aprile\, docente Corrado Rojac).\n \nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,50; ridotto euro 3\,50; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti.\n\nInfo: www.museoschmidl.it – museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:La musica vietnamita
DESCRIPTION:È la musicista vietnamita Nguyen Thi Thuy Huynh\, in dialogo con lasoprano Laura Antonaz\, la protagonista dell’appuntamento in calendario lunedì 26\nfebbraio 2024 alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\,\nnell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl»\, il ciclo di approfondimenti a cura di\nStefano Bianchi che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da oltre un quindicennio\noffre sulle proprie collezioni al pubblico dei cultori della musica e del teatro.\nNguyen Thi Thuy Huynh ha studiato al Conservatorio di Musica di Ho Chi Minh City\nove si è laureata con un Master in Musica Tradizionale Vietnamita. Suona gli strumenti\nT’rung\, Ty Ba e Dan Bau. Nata a Ben Tre\, Vietnam\, intraprende inizialmente studi di\ndanza per poi scoprire la passione per la musica. Durante e dopo gli studi si è esibita a\nvari eventi e festival in Vietnam e Taiwan. Nel 2014 ha vinto una medaglia d’argento al\nconcorso nazionale per solista ed ensemble. Nel 2018 si è sposata con un cittadino\nitaliano e si è trasferita in Italia. Vive a Trieste con la sua famiglia e continua a coltivare la\nsua passione per la musica.\nSecondo una leggenda cinese\, durante la dinastia Qin\, in una notte tranquilla\, un\npipistrello improvvisamente si posò sopra lo strumento Ty Ba mentre il musicista stava\nsuonando. Egli provò a scacciarlo via per tre volte\, ma il pipistrello continuò a ritornare ed\naggrapparsi alla testa dello strumento rifiutandosi di andarsene. Da quel giorno in poi\,\nogni notte il pipistrello ritornava ad ascoltare il musicista quando suonava. Il giorno in cui il\npipistrello morì\, il musicista si commosse e realizzò un Ty Ba con una testa a forma di\npipistrello per ricordarlo.\nE’ questa una delle storie al centro dell’incontro di lunedì 26 febbraio\, nel corso del\nquale\, attraverso la presentazione degli strumenti della tradizione musicale vietnamita\,\nNguyen Thi Thuy Huynh evidenzierà la presenza della musica in Vietnam quale\naccompagnamento di molte attività della vita quotidiana. Particolare importanza riveste in\nquesta prospettiva il canto popolare (sul fiume\, nei campi\, nelle feste\, nei templi)\, dalle\nninnenanne per i bambini alle canzoni d’amore e d’amore per la patria.\nL’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:Ariadne auf Naxos
DESCRIPTION:Lunedì 12 febbraio a Palazzo Gopcevich alle ore 17.30 è dedicato a “Ariadne auf Naxos” di Richard Strauss il quarto appuntamento con “Fuori Scena”\, il ciclo di guide all’ascolto delle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste nell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl»\, la rassegna di approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da oltre 15 anni offre sulle proprie collezioni al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nL’opera\, nella produzione firmata da Paul Curran e ripresa da Oscar Cecchi per un allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Bologna in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste\, sarà in scena dal 16 al 25 febbraio al “Verdi” di Trieste. Sul podio il Maestro Concertatore e Direttore Enrico Calesso\, maestro del Coro Paolo Longo. \nFrutto della collaborazione fra il compositore tedesco Richard Strauss (Monaco di Baviera\, 1864 – Garmisch\, 1949) e il poeta e drammaturgo austriaco Hugo von Hofmannsthal (Vienna\, 1874–1929) «Ariadne auf Naxos»\, ebbe la prima rappresentazione a Stoccarda\, al Kleines Haus del Konigliches Hoftheater\, il 25 ottobre 1912. Quattro fino ad oggi sono stati gli allestimenti al Teatro Verdi di Trieste: febbraio 1942\, dicembre 1964\, febbraio-marzo 1988 e novembre 2004. \nAllo “Schmidl” saranno le lettere tra il compositore e il librettista Hugo von Hofmannsthal ad introdurci in quel “laboratorio artistico” dal quale nacque «Arianna a Nasso». La prolusione della musicologa triestina Sara Zupančič sarà inoltre accompagnata da brani musicali accuratamente scelti per illustrare lo stile musicale di Richard Strauss\, nel quale riecheggiano modelli mozartiani e wagneriani. \nL’Opera mette in scena il teatro nel teatro\, in una geniale\, poetica e altamente emozionante simbiosi di dramma mitologico e di commedia dell’arte. Il plot è presto raccontato: nella casa di un ricco signore viennese è in programma la messa in scena dell’opera seria «Ariadne auf Naxos»\, commissionata per l’occasione a un giovane compositore di talento\, alla quale seguirà una farsa all’italiana. Arrivano le due compagnie di canto e c’è grande animazione e spirito di competizione\, ogni personaggio ha le sue fisime e tutti si credono primedonne. Inaspettata arriva la notizia che il tempo a disposizione in realtà non è sufficiente per entrambe le esibizioni\, e quindi il padrone di casa ordina che l’opera seria e la farsa siano rappresentate insieme! \nL’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.\n \nIngresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili. Consigliata la prenotazione (indicando nome\, cognome e recapito telefonico) all’indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it.
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SUMMARY:Con Alfredo Lacosegliaz
DESCRIPTION:È dedicato ad ALFREDO LACOSEGLIAZ\, il musicista triestino nato l’11 ottobre del 1953 e scomparso il 28 settembre del 2016\, l’appuntamento in calendario lunedì 22 gennaio 2024 alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, nell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl»\, il ciclo di approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da oltre un quindicennio offre sulle proprie collezioni al pubblico dei cultori della musica e del teatro.
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SUMMARY:Anna Bolena
DESCRIPTION:Lunedì 15 gennaio 2024 alle ore 17.30\, è dedicato a «Anna Bolena» di GeatanoDonizetti\, il quarto appuntamento con «Fuori scena»\, il ciclo di guide all’ascolto\ndelle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste nell’ambito del cartellone dei «Lunedì\ndello Schmidl»\, la rassegna di approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il\nCivico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da oltre un quindicennio offre sulle\nproprie collezioni al pubblico dei cultori della musica e del teatro. L’iniziativa si\nsvolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale\n“Carlo Schmidl”\, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la\nFondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.\n\nL’opera\, nella storica produzione firmata da Graham Vick e ripresa da Stefano\nTrespidi per un allestimento in coproduzione tra la Fondazione Arena di Verona e la\nFondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste\, sarà in scena dal 19 al 28\ngennaio al “Verdi” di Trieste. Sul podio il Maestro Concertatore e Direttore Francesco\nIvan Ciampa\, maestro del Coro Paolo Longo.\n\nAllo “Schmidl” saranno il Maestro Fabrizio Capitanio (musicista e musicologo\,\nconservatore Fondi Musicali del Comune di Bergamo e responsabile della Biblioteca\nMusicale ‘Gaetano Donizetti’) e la scrittrice Elisabetta D’Erme a raccontare l’opera\ndel compositore lombardo\, avvalendosi anche di esempi musicali e video.\n\n«Anna Bolena» è stata a lungo descritta come il primo capolavoro di Donizetti.\nOggi sappiamo che il compositore bergamasco aveva già sperimentato soluzioni\nmoderne\, originali ed efficaci ben prima di Bolena e che in essa erano confluiti passi\ne numeri interi provenienti da opere precedenti e meno fortunate. Il risultato è un\ntravolgente vortice di passioni ed emozioni. Tragedia lirica in due atti\, «Anna\nBolena» venne musicata da Gaetano Donizetti tra il novembre e il dicembre del 1830\,\nsu libretto di Felice Romani\, tratto da diverse fonti\, e fu rappresentata con uno\nstraordinario successo per la prima volta a Milano\, al Teatro Carcano\, il 26 dicembre\n1830.\n\nLa prima a Trieste ha luogo al Teatro Grande (l’attuale Teatro Verdi) il 12\nnovembre 1833\, preceduta da un’anteprima del solo primo atto la sera del 17 marzo\n1832\, in occasione della applauditissima ‘beneficiata’ dei coniugi Duprez: il tenore\nLuigi (Gilbert-Louis) e la soprano Alessandrina (Alexandrine Duperron). Negli anni\nimmediatamente successivi\, si susseguono tre ulteriori allestimenti: nella Stagione di\nCarnevale e Quaresima 1834-35 (prima rappresentazione 7 febbraio 1835)\, nella\nstagione di Carnevale e Quaresima 1838-39 (prima rappresentazione 26 dicembre\n1838) e nella Stagione d’autunno 1842 (prima rappresentazione 22 novembre 1842).\nPer il successivo allestimento bisognerà attendere la Stagione 2011-12 (prima\nrappresentazione 17 gennaio 2011).\n\n«Anna Bolena» è l’opera che lanciò la carriera di Gaetano Donizetti e che –\ninsieme a «Maria Stuarda» (1834) e «Roberto Devereux» (1837) – forma la cosiddetta\n“trilogia delle regine”. Racconta le vicende che portarono alla tragica morte della\nseconda moglie di Enrico VIII\, accusata di tradimento e decapitata il 19 maggio\n1536. Enrico VIII è infatti innamorato di Giovanna Seymour e cerca un pretesto per\nliberarsi della moglie\, che tra l’altro non è riuscita a dargli un erede maschio. Gli ha\ndato\, però\, la figlia Elisabetta\, la futura regina d’Inghilterra. Lord Rochefort\,\nconvince Anna\, sua sorella\, a incontrare Riccardo Percy\, il suo primo amore. Il Re sa\ndel loro affetto e ne approfitta per accusare Anna di tradimento\, giustiziarla e sposare\nGiovanna. Nella vicenda è coinvolto anche il paggio Smeton\, segretamente\ninnamorato di Anna. Giovanna\, tormentata dai sensi di colpa\, diventa comunque\nregina\, mentre Anna Bolena viene travolta dal dolore\, perde il senno e viene\ncondannata a morte assieme a Smeton\, Rochefort e Percy\, accusati d’essere suoi\ncomplici. Piena di pagine di puro belcanto\, «Anna Bolena» è contrappuntata da ben\ntre brani concertati di altissima qualità: due nel primo atto (quintetto e sestetto) e uno\nnel secondo atto (terzetto); per non parlare della straordinaria costruzione della\ncomplessa scena finale della pazzia della regina.\n\nIngresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili.\nConsigliata la prenotazione (indicando nome\, cognome e recapito telefonico)\nall’indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it
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SUMMARY:Il contrabbasso
DESCRIPTION:È il contrabbasso il protagonista dell’ultimo appuntamento con l’edizione Primavera 2023 del ciclo LE STANZE DELLA MUSICA\, in calendario mercoledì 26 aprile\, nel segno della rinnovata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Conservatorio “Giuseppe Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.
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SUMMARY:Il flauto traversiere
DESCRIPTION:È il flauto traversiere il protagonista dell’appuntamento di mercoledì 19 aprile con LE STANZE DELLA MUSICA\, nel segno della rinnovata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Conservatorio “Giuseppe Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.Gli appuntamenti sono in calendario tutti i mercoledì di marzo e di aprile\, e vengono proposti in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria all’indirizzo di posta elettronica museoschmidl@comune.trieste.it\nA condurre i visitatori alla scoperta di storia\, funzionamento e repertorio del flauto traversiere\, mercoledì 19 aprile alle 17.30 saranno gli studenti del professor Manuel Staropoli.\nGiuliana Casagrande\, Anastasija Kostic\, Ana Jontes\, Noela Ontani e Alessia Quassolo proporranno pagine di Jacques Martin Hotteterre dit “Le Romain” (1674-1763)\, Georg Philipp Telemann (1681-1767)\, Johann Joachim Quantz (1697-1773)\, Giuseppe Ferlendis (1755-1810) e Joseph Bodin de Boismortier (1689-1755).\nIl successivo e ultimo appuntamento di questa rassegna primaverile è in calendario mercoledì 26 aprile e sarà dedicato al contrabbasso\, con gli allievi del professor Stefano Sciascia.\nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,00; ridotto euro 3\,00; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti.\n\nInfo: museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:Le stanze della musica - Maggio 2022
DESCRIPTION:Nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”\, prende il via mercoledì 4 maggio una nuova edizione del ciclo LE STANZE DELLA MUSICA. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.Gli appuntamenti sono in calendario tutti i mercoledì di maggio\, e saranno proposti in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).
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SUMMARY:Una vita per il balletto. Hommage à Jelko Yuresha - Život za balet. Hommage Jelku Yureshi
DESCRIPTION:Una selezione di splendidi costumi di balletto\, cimeli e documenti\, appartenuti alle étoile della danza mondiale e collezionati dal celebre ballerino croato Jelko Yuresha è esposta al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4\, Trieste)\, nella Sala Attilio Selva\, fino al 1 maggio (apertura al pubblico nei normali orari d’apertura del Museo: da martedì a domenica\, orario 10-17). \nLa mostra “Una vita per il balletto. Hommage à Jelko Yuresha” è stata allestita nel segno della collaborazione tra il Comune di Trieste\, la Comunità Croata di Trieste / Hrvatska zajednica u Trstu e il MUO – Museo dell’Arte e dell’Artigianato / Muzej za umjetnost i obrt di Zagabria. Curatori Miroslav Gašparović e Stefano Bianchi\, percorso espositivo di Iva Čukman e Irma Huić.  \nFondato da Carlo Schmidl (1859-1943) nel culto delle memorie del palcoscenico con la lungimirante donazione della sua «raccolta storico-musicale» il Civico Museo Teatrale documenta la vita del teatro e della musica a Trieste dal Settecento ai giorni nostri: manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, fondi musicali e manoscritti autografi costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da quasi un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Tre sono le presenze triestine di Jelko Yuresha documentate nelle collezioni del Museo: quella dell’aprile del 1961 al Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”\, nelle quattro rappresentazioni della tournée italiana del London’s Festival Ballet\, quella del «Concerto di danza»\, ancora al Verdi\, il 25 novembre 1971 e quella infine di sabato 31 dicembre 1977 e domenica 1 gennaio 1978 al Politeama Rossetti con la Compagnia Balletto Classico Liliana Cosi – Marinel Stefanescu.\nLa mostra è prodotta con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia\, del Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia / Ministarstvo kulture i medija Republike Hrvatske e della Città di Zagabria / Grad Zagreb. \nŽeljko Jureša\, in arte Jelko Yuresha\, zagabrese di nascita\, mosse i suoi primi passi nella danza sul palcoscenico del Teatro nazionale croato di Zagabria durante la Seconda guerra mondiale. Dopo la guerra frequentò la Scuola di danza classica di Ana Roje e Oskar Harmoš a Spalato dove gli si presentò l’opportunità di proseguire gli studi in Gran Bretagna. Decisivo fu l’incontro con il grande ballerino e coreografo britannico Sir Anton Dolin che lo invitò a seguirlo nel suo Paese. A Londra conobbe Belinda Wright\, già allora una stella del balletto nazionale\, che diventò presto sua partner sul palcoscenico e nella vita. Durante la sua carriera in Gran Bretagna Yuresha entrò a far parte delle più prestigiose compagnie di balletto\, tra cui il Royal Ballet\, dove Yuresha fu uno dei primi ballerini non Inglesi. Solo qualche settimana dopo entrava a far parte della compagnia anche Rudolf Nureev con cui Yuresha si è spesso esibito.\nPresto divenne una stella del balletto mondiale e questo ruolo l’ha accompagnato per tutta la vita. Oltre agli impegni legati alle esibizioni\, assunse insieme a Belinda l’impegnativo ruolo di ambasciatore del balletto per il British Council. Si esibirono in tale veste sia nei maggiori teatri del mondo che nelle aule scolastiche del terzo mondo portando la magia del balletto anche nelle parti più remote e povere del pianeta.\nNel vortice di balletti\, viaggi\, incontri\, amicizie\, nuove città e paesi nascono le collezioni di Yuresha. Tematicamente espressione della danza ma non soltanto. Sono destinate a diventare parte di un atto creativo che lo contraddistingue e di cui è costellata la sua esistenza. Yuresha espresse la sua creatività istintiva attraverso la danza\, ampliandola alla coreografia\, alla creazione dei costumi di scena\, alla pittura\, alla scrittura\, all’insegnamento\, alla ricerca di nuovi linguaggi. Allievi ed allieve formatisi alla sua scuola sono sparsi ovunque nel mondo\, testimoni della sua opera insieme alle collezioni e alle sue coreografie.\nParte della sua grande collezione\, cioè i documenti e singoli costumi sono già stati donati da Yuresha a prestigiose istituzioni come la New York Public Library\, l’Archivio svizzero della danza\, la Dance Library of Israel a Tel Aviv\, la Newberry Library a Chicago\, la Royal Opera House\, il Victoria & Albert Museum a Londra e la Fondazione Anton Dolin di cui Yuresha fu uno dei fondatori.\nLa maggior parte delle sue collezioni\, tuttavia\, trovò finalmente “casa” presso il Museo dell’Arte e dell’Artigianato di Zagabria. La donazione di Jelko Yuresha si compone di tre raccolte: costumi e accessori\, fotografie\, dipinti\, e libri sul balletto. Ognuna di queste raccolte è unica e straordinariamente ricca\, specialmente se si considera che in Croazia\, nonostante la lunga tradizione del balletto e i successi significativi ottenuti finora\, non esiste un’accademia nazionale di danza o un’altra istituzione simile che si occupi di questa materia in modo sistematico. Di conseguenza non esiste una tradizione nella raccolta e conservazione di un importante patrimonio culturale.\nNaturalmente\, la carriera internazionale dell’artista\, dona un respiro internazionale alla sua collezione attraverso costumi di scena dei maggiori personaggi del balletto ma anche degli interpreti del ventesimo secolo\, ad iniziare da Belinda Wright\, Anna Pavlova\, Maja Pliseckaja\, Michail Baryšnikov\, Margot Fontaine e altri.\nOltre a ciò\, accanto alle sue creazioni\, troviamo anche quelle di artisti prestigiosi come Norman McDowell\, Richard Berkeley Sutcliffe\, André Levasseur. La ricchezza e la varietà dei costumi di scena di Yuresha e Belinda\, ma anche di altre stelle del balletto\, raccolti durante i decenni in cui hanno calcato i palcoscenici del mondo\, segnano anche la cronologia delle migliori produzioni nei più importanti teatri del mondo da Londra a Tokio\, da New York a Mosca e Parigi. Ecco perché la donazione al Museo dell’Arte e dell’Artigianato è destinata a diventare nel futuro uno dei punti di riferimento per qualsiasi studio della storia del balletto mondiale dagli anni Cinquanta del ventesimo secolo fino a oggi.\nUn’altra parte altrettanto importante della donazione è rappresentata dalle fotografie\, molto spesso con gli autografi originali dei grandi del balletto mondiale. Vi si possono trovare alcune rare immagini degli inizi del Novecento\, disegni di una delle più grandi ballerine del primo Novecento\, Ol’ga Spesivceva\, e una serie di altri dipinti e fotografie dall’indiscutibile valore storico\, artistico e soprattutto documentaristico. Lo stesso si potrebbe dire per la raccolta dei libri di balletto che copre l’intero ventesimo secolo e include alcuni rari esemplari che erano e sono tuttora considerati bibliografia di base del balletto
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SUMMARY:Omaggio ad Alfredo Lacosegliaz
DESCRIPTION:È un «OMAGGIO AD ALFREDO LACOSEGLIAZ» in parole e musica quello in programma lunedì 7 febbraio 2022\, alle ore 17.30\, per la rassegna dei «Lunedì dello Schmidl» alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4).Intervengono l’Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo Giorgio Rossi\, il Conservatore del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” Stefano Bianchi\, la vedova di Lacosegliaz Cristina Gioachin\, l’archivista Franca Tissi\, il Direttore della Casa della Musica Gabriele Centis\, gli attori Giuliano Zanier e Giuliana Artico. A loro il compito di ricordare la figura del musicista triestino nato l’11 ottobre del 1953 e scomparso il 28 settembre del 2016\, anche attraverso i materiali dell’istituendo Fondo Alfredo Lacosegliaz presso il Museo Teatrale\, grazie alla volontà di farne dono da parte di Cristina Gioachin.
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SUMMARY:Amorosa presenza
DESCRIPTION:CONVERSAZIONE «FUORI SCENA» DI NICOLA PIOVANIa cura dell’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” \nLunedì 17 gennaio 2022\, alle ore 17.30\, per la rassegna dei «Lunedì dello Schmidl» è dedicato ad «Amorosa presenza» di Nicola Piovani l’appuntamento FUORI SCENA\, a margine dell’allestimento in cartellone al Teatro Verdi di Trieste. L’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.
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SUMMARY:Marcello Mascherini. Il teatro
DESCRIPTION:Prorogata fino a domenica 5 settembre 2021 l’apertura della mostra «Marcello Mascherini. Il teatro»\, allestita presso la Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4) quale estensione temporanea del percorso espositivo del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. La mostra è visitabile con orario 10-17 da martedì a domenica (chiuso il lunedì)\, con biglietto di ingresso al Museo (intero euro 4\,00; ridotto 3\,00). \nDi Marcello Mascherini esistono una fittissima bibliografia\, un catalogo generale delle opere plastiche (Allemandi\, Torino 1998) e il ricordo di molte mostre delle sue sculture. Tra le più recenti\, Mascherini e la scultura europea del novecento (Trieste\, Salone degli incanti\, 2007)\, Mascherini e Padova (Padova\, Palazzo Zuckermann\, 2017)\, Marcello Mascherini. Lo scultore dei transatlantici (Monfalcone\, Museo della Cantieristica\, 2017- 2018).\nMa pochi sanno delle opere dello scultore per il teatro\, documentate dal 1948 al 1974\, la cui cronaca fu redatta per la prima volta da Adriano Dugulin\, già conservatore dei Musei Civici di Trieste\, per il catalogo della mostra antologica a Villa Manin di Passariano (1988) con un successivo saggio per la mostra ai Sassi di Matera (2004).\nSi tratta di costumi e scene realizzate per il Teatro Stabile della Città di Trieste (1957-1968)\, per il club privato La Cantina (1958-1974)\, dove Mascherini ricopriva anche il ruolo di regista\, e per il Teatro dell’Opera di Roma (1969-1970). Mancava tuttavia uno studio esaustivo sull’impegno artistico di Mascherini in campo teatrale: regia\, scenografie\, costumi\, feste cittadine (le festose “Cavalchine” al Teatro Verdi di Trieste\, dal 1948 al ’60). \nL’idea editoriale ed espositiva\, promossa dall’associazione Archivio Marcello Mascherini\, è stata subito condivisa dal prof. Paolo Quazzolo\, docente di Storia del teatro nel Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Trieste\, incaricato quale responsabile scientifico del progetto. La spontanea adesione del Comitato di Pordenone della FITA (che dal 2011 organizza il Festival Internazionale del Teatro Amatoriale presso il Teatro Comunale di Azzano Decimo\, rassegna e teatro entrambi intitolati a Marcello Mascherini) è risultata preziosa per ottenere il finanziamento regionale e ulteriori sponsorizzazioni. Enti e associazioni hanno risposto con entusiasmo: tra queste\, il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste di cui Mascherini fu tra i soci fondatori nel 1946\, ricoprendo poi a vita fino all’83 la carica di direttore della Sezione Arti figurative. \nLa ricerca presso vari archivi\, nonostante le difficoltà poste dal Covid\, ha consentito di realizzare la monografia Marcello Mascherini. Il Teatro\, curata da Paolo Quazzolo e Francesco Bordin per i tipi di Umberto Allemandi (Torino) con i saggi di Cristina Benussi\, Massimo De Sabbata\, Lorenzo Nuovo e dello stesso Quazzolo. Il libro comprende un ricco inserto iconografico\, che integra le selezioni espositive in mostra al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” di Trieste\, dal 4 giugno al 20 luglio\, e al Museo Civico d’Arte di Pordenone\, dal 15 ottobre al 28 novembre 2021. \nI prestiti per le due esposizioni di disegni\, medaglie\, sculture e documenti sono stati concessi dall’Archivio Storico e Audiovisuale della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma\, dallo stesso Civico Museo Teatrale di Trieste e dall’Archivio dell’artista; altre fototeche hanno concesso le immagini d’epoca. In esposizione anche una versione in bronzo\, di collezione privata\, del Ritratto di Giani Stuparich realizzato da Mascherini nel 1944. Lo scrittore triestino fu il primo presidente del Circolo della Cultura e delle Arti che ha festeggiato quest’anno il 75ennale dalla fondazione.
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SUMMARY:Bruno Chersicla. Trieste teatro d’Europa
DESCRIPTION:Promossa dal Comune di Trieste e realizzata dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, la mostra presenta opere di Chersicla di proprietà dei Civici Musei (oltre allo “Schmidl”\, il Revoltella e lo Sveviano) e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, assieme a quelle messe a disposizione dagli eredi e da alcuni amici\, per un omaggio che dedica particolare attenzione all’esperienza collettiva del mega-graffito\, a vent’anni esatti dalla sua realizzazione\, nonché al rapporto di Chersicla con la sua città natale sui binari del teatro e della musica.Sarà visitabile da venerdì 6 marzo a lunedì 13 aprile nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4) la mostra «BRUNO CHERSICLA. TRIESTE TEATRO D’EUROPA»\, la cui inaugurazione non può aver luogo nella data prevista di giovedì 5 marzo in ottemperanza alle disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020\, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020\, n. 6\, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19\, applicabili sull’intero territorio nazionale”. \nvai alla pagina della mostra\nNel mese di marzo 2020 ricorre il ventennale del mega-graffito dedicato a Trieste e al mito di Europa in Piazza Unità d’Italia\, realizzato da Bruno Chersicla con la partecipazione di 4.572 volontari ed entrato nel Guinnes dei primati come dipinto più grande del mondo. Realizzato con l’impiego di 4 tonnellate di colore\, per un’estensione di oltre 10.000 metri quadrati\, il graffito – straordinario per le dimensioni\, l’invenzione e le modalità di realizzazione – è ispirato al Ratto d’Europa\, qui identificata (e quindi idealmente unita) alla personificazione di Trieste\, trasportata dal mitologico toro. Armata di lancia alabardata\, essa esprime la sua vocazione economica in qualità di porta d’Oriente\, quest’ultimo evocato dalla mezzaluna e dal sol levante\, all’interno di una enorme cornice azzurra dal profilo orientale\, costellata dalle stelle simboliche dell’Europa Unita.
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SUMMARY:La fisarmonica
DESCRIPTION:È la FISARMONICA la protagonista dell’appuntamento in calendario giovedì 13 febbraio con LE STANZE DELLA MUSICA\, ciclo realizzato nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.Gli appuntamenti sono in calendario il giovedì\, da novembre a maggio\, e saranno proposti in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria telefonando allo 040 675 4072 nei seguenti orari: lunedì e mercoledì 9-16\, martedì\, giovedì e venerdì 9-13.\nA far da ‘cicerone’ nell’appuntamento dedicato alla FISARMONICA\, sarà il professor Corrado Rojac\, mentre la voce dello strumento sarà fatta sentire da Ludovica Borsatti\, Jacopo Cerpelloni\, Aleksander Lesar\, Ilija Ljubić\, Christian Cerisey e Carlo Sampaolesi\, in pagine di Giuseppe Greggiati\, Johann Sebastian Bach\, Hans Brehme\, Antonio de Cabezón\, Franco Donatoni\, Anatoli Kusjakov\, Krzysztof Olczak\, Edvard Grieg\, Ettore Pozzoli\, Alessandro Solbiati\, Volodymyr Runčak\, Claude Debussy e Jindřich Feld.\nI successivi appuntamenti saranno dedicati alla musica da camera\, con gli studenti della professoressa Alessandra Carani (giovedì 12 marzo e giovedì 23 aprile) e all’arpa\, con gli studenti della professoressa Nicoletta Sanzin (giovedì 14 maggio).\nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,00; ridotto euro 3\,00; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti. \nInfo: Tel. 040 675 4072 –  museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:Le Stanze della Musica allo Schmidl - edizione 2019-2020
DESCRIPTION:Nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”\, prende il via giovedì 14 novembre una nuova edizione del ciclo LE STANZE DELLA MUSICA. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.Gli appuntamenti sono in calendario il giovedì\, da novembre a maggio\, e saranno proposti in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria telefonando allo 040 675 4072 nei seguenti orari: lunedì e mercoledì 9-16\, martedì\, giovedì e venerdì 9-13.\nPartenza dedicata dunque alla CHITARRA\, giovedì 14 novembre\, con gli allievi della classe del professor Sandro Torlontano.\nI successivi appuntamenti saranno dedicati al saxofono\, con gli studenti della professor Massimiliano Donninelli (giovedì 12 dicembre)\, al contrabbasso\, con gli studenti del professor Stefano Sciascia (giovedì 9 gennaio)\, al pianoforte\, con gli studenti del professor Alessandro Paparo (giovedì 23 gennaio)\, alla fisarmonica\, con gli studenti del professor Corrado Rojac (giovedì 13 febbraio)\, alla musica da camera\, con gli studenti della professoressa Alessandra Carani (giovedì 12 marzo e giovedì 23 aprile) e all’arpa\, con gli studenti della professoressa Nicoletta Sanzin (giovedì 14 maggio).\nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,00; ridotto euro 3\,00; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti. \nInfo: Tel. 040 675 4072 – museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:Il pianoforte sinfonico di Liszt
DESCRIPTION:È nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Circolo Istria l’appuntamento in calendario lunedì 28 ottobre 2019 alle ore 17.30 a Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, per il cartellone 2019-2020 dei «Lunedì dello Schmidl».Protagonista d’eccezione il Maestro Giovanni Bellucci\, pianista di fama internazionale\, che interviene sul tema «Il pianoforte sinfonico di Liszt».\nPremio “Editor’s choice” di Gramophone\, Bellucci – secondo la rivista britannica – «è un artista destinato a continuare la grande tradizione italiana»\, storicamente rappresentata da Busoni\, Zecchi\, Michelangeli\, Ciani\, Pollini. Una sua incisione è stata inserita dal magazine «Diapason» nella Top Ten dei dischi lisztiani della storia. La ristrettissima selezione comprendeva – oltre a Bellucci – Argerich\, Arrau\, Ciccolini\, Cziffra\, Kempff\, Zimerman.\nGiovanni Bellucci\, da molti autorevoli critici considerato come uno dei più importanti pianisti del nostro tempo\, condividerà col pubblico le sue riflessioni attorno a quell’utopia tutta lisztiana del pianoforte “sinfonico”.\n«Durante gli anni Trenta dell’800 – anticipa Bellucci – iniziò un processo di massificazione che Hector Berlioz e Franz Liszt profeticamente denunciarono\, parlando pessimisticamente di un degrado dei gusti del pubblico\, un pubblico condizionato da quei critici e quei musicisti che – in modo inequivocabile – Robert Schumann chiamava ‘i filistei’. Trascrivendo la Sinfonia Fantastica di Berlioz\, Liszt inizia un genere\, apre un filone nel quale il pianoforte non è più soltanto uno strumento musicale meccanico\, ma diventa un sintetizzatore di timbri\, colori\, soluzioni tecniche ideate per fare esplodere dentro la cassa armonica i fuochi artificiali di una grande orchestra».\nSolo qualche mese fa\, grazie all’intuito del Circolo Istria\, Unione Italiana\, Regione istriana ma anche Città Fiera di Udine\, Vivai Pinat ed altri sponsor è stato possibile organizzare a Rovigno e Dignano due concerti del Maestro\, dedicati a Berlioz con la Sinfonia fantastica e L’Aroldo in Italia\, con standing ovation del pubblico entusiasta di assistere ad eventi senza precedenti.\nPianista dall’immenso repertorio\, Giovanni Bellucci ha eseguito all’Auditorium du Louvre a Parigi le 19 Rapsodie Ungheresi di Liszt in due memorabili serate consecutive trasmesse in diretta radiofonica da Radio France\, le 9 Sinfonie di Beethoven trascritte per pianoforte da Liszt in 5 récitals al Belem Center di Lisbona\, le 32 Sonate di Beethoven al Teatro Politeama di Palermo\, i 5 Concerti di Beethoven in due serate alla Filarmonica di Torino\, l’integrale delle composizioni di Busoni per pianoforte e orchestra al Teatro Nazionale di Mannheim e al Lingotto di Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI\, la Sinfonia Fantastica di Berlioz/Liszt alla Performing Arts Society di Washington («What spectacular playing Bellucci gave us!»\, titolava il Washington Post) e alla Sydney Recital Hall (ottenendo il premio “Recital of the Year” per il miglior concerto solistico australiano della stagione\, attribuito dal Sydney Morning Herald).\nMartedì 29 ottobre\, alle ore 20\, il Maestro Bellucci sarà in diretta per un’ora dallo studio Hendrix sulle frequenze di Radio Capodistria\, nell’ambito del progetto Radio Live Educa dedicato ai giovani\, con un recital che sarà possibile riascoltare ma anche vedere nei giorni successivi in podcast sulla web radio. \nL’ingresso alla manifestazione di lunedì 28 ottobre è libero\, fino a esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:I Lunedì dello Schmidl. Come nasce uno spettacolo: L'onore perduto di Katharina Blum
DESCRIPTION:Come nasce uno spettacolo: “L’onore perduto di Katharina Blum” è il titolo della conversazione di cui sarà protagonista Franco Però\, Direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e regista dello spettacolo di apertura della stagione\, del quale sono in corso le prove.L’appuntamento è in calendario lunedì 7 ottobre\, alle ore 17.30\, al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sua sede di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4)\, per il cartellone 2019-2020 dei Lunedì dello Schmidl.\nIl romanzo breve “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Böll\, nell’adattamento teatrale di Letizia Russo\, annota Franco Però\, si colloca in un duplice filone di “affinità elettive”: in quanto romanzo\, con un’altra bellissima opera letteraria\, uno dei capolavori del secondo Novecento\, ovvero “Lo Straniero” di Albert Camus; in quanto spettacolo con quel fil rouge che connota le scelte drammaturgiche di quest’ultimo quinquennio dello Stabile\, legando gli spettacoli alla grande narrativa (“Scandalo/ Il Testamento” di Arthur Schnitzler\, “I Miserabili” di Victor Hugo ). \nL’irreprensibile e prude segretaria Katharina Blum incontra ad un ballo di carnevale Ludwig Götten\, un piccolo criminale\, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani\, non del tutto consapevole della situazione\, ne facilita la fuga. Katharina viene brutalmente interrogata dalla polizia con la quale collabora solo in parte. Nel frattempo la stampa scandalistica\, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges\, violando ripetutamente la privacy di Katharina e manipolando le informazioni raccolte\, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista.\nLa vita della donna ne è sconvolta: riceve minacce e offese\, i suoi conoscenti vengono emarginati\, il suo onore viene definitivamente compromesso. La polizia e lo Stato non la tutelano attivamente. Dapprima disperata\, poi lucida nel suo isolamento\, Katharina Blum si vendica uccidendo il giornalista e si costituisce alla polizia. Il tema è drammatico\, ma la struttura costruita da Böll è lieve\, piena di simpatia per il personaggio ed ironica. Lo scrittore\, con straordinaria abilità\, per tutto il racconto\, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica\, con i suoi luoghi comuni\, le moralizzazioni spicciole\, le espressioni alla moda\, la sua piattezza intrinseca. Böll scrisse il romanzo negli anni Settanta\, ma la sua critica è perfetta per la deriva dell’attuale mondo della comunicazione\, non solo giornalistica. Oggi paliamo di facebook\, twitter\, degli altri social\, ma Böll ci aveva messo in guardia in modo esemplare molto tempo fa.\nGià nel 1959 osservava: “chi si serve pubblicamente delle parole mette in movimento mondi interi e nel piccolo spazio compreso tra due righe si può ammassare talmente tanta dinamite da far saltare in aria questi mondi…”. Letizia Russo\, fra le più accreditate autrici contemporanee\, ha portato con acutezza dalla pagina alla scena le intuizioni del Nobel tedesco.\nIn “L’onore perduto di Katharina Blum”\, Franco Però dirige naturalmente gli attori di riferimento del Teatro\, applauditi in quasi tutte le ultime produzioni: ad essi per l’occasione si aggiungono Elena Radonicich (applaudita di recente nella popolare fiction “La Porta Rossa”\, oltre che sul grande schermo) che sarà Katharina\, e Peppino Mazzotta che il grande pubblico ha ammirato nel ruolo di Fazio in “Il commissario Montalbano”\, ma che è soprattutto un bravissimo attore di teatro. \nL’ingresso alla manifestazione è libero\, fino a esaurimento dei posti disponibili. \nCOMTS
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SUMMARY:Omaggio a Lidia Kozlovich
DESCRIPTION:È un Omaggio a Lidia Kozlovich nel decimo anniversario della scomparsa l’appuntamento in calendario lunedì 30 settembre 2019 alle ore 17.30 al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, per il cartellone 2019-2020 dei «Lunedì dello Schmidl».Nata a Momiano d’Istria l’8 ottobre del 1938 e morta a Trieste il 1° giugno del 2009\, Lidia Kozlovich è stata attrice di confine: dalla sua terra d’origine\, ha preso la strada dell’Accademia di Lubiana per approdare al Teatro Sloveno di Trieste\, imponendosi al tempo stesso sulle scene del teatro italiano.\nA Trieste non sono rari i personaggi che hanno sperimentato la divisione del confine\, stato d’animo che ha portato a soluzioni diverse\, ma tutte con una cifra in comune: la nostalgia e il desiderio di una patria senza confini. Come in ambito letterario Fulvio Tomizza ha trasfigurato nei suoi scritti il dramma e l’amore per la sua terra d’origine\, così Lidia Kozlovich\, anche lei naturalizzata triestina\, ha vissuto le due culture di qua e di là dal confine sulla scena. Sobria\, fino quasi ad essere schiva\, e pur sempre signorile di un’eleganza altèra\, ha amato dar voce a personaggi non solo ideali e letterari\, ma anche realmente vissuti.\nNell’omaggio in programma lunedì 30 settembre allo Schmidl\, introdotti da Stefano Bianchi\, intervengono Anna Rosa Rugliano\, Marko Sosič\, Miroslav Košuta\, Franco Però\, Paolo Quazzolo\, Gianni Gori\, Nikla Petruska Panizon\, Andrea Germani e Lorenzo Zuffi.\nÈ questa l’occasione per presentare la riedizione del volume “KL Cara Lidia”\, sorta di autobiografia o biografia-intervista realizzata da Anna Rosa Rugliano per l’editore Battello Stampatore\, con nuove testimonianze ed apparati\, annali e indice dei nomi\, utili a reperire le notizie nel testo.\nIl volume\, edito in versione bilingue con la traduzione in sloveno di Veronica Brecelj\, raccoglie testi e testimonianze di Marko Sosič\, Franco Però\, Livia Amabilino\, Ariella Reggio\, Renzo Stefano Crivelli\, Andrea Germani\, Paolo Quazzolo\, Franco Bruno\, Gianni Gori\, Antonio Calenda\, Giovanni Esposito e Leopold Bibič.\n\nL’ingresso alla manifestazione è libero\, fino a esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:Sigismondo Zois uomo di teatro
DESCRIPTION:È dedicata a Sigismondo Zois uomo di teatro la conferenza di Marija Kacin in calendario lunedì 23 settembre 2019 alle ore 17.30 al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, quale evento collaterale della manifestazione Slofest 2019 e anticipo del cartellone 2019-2020 dei “Lunedì dello Schmidl”.Già docente di lettere presso le scuole superiori slovene di Trieste\, studiosa dell’affascinante figura di Zois al quale ha dedicato la propria tesi di dottorato\, la professoressa Kacin ripercorrerà la vicenda biografica del barone Žiga – Sigismondo Zois\, con particolare attenzione ai suoi rapporti con il teatro.
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SUMMARY:Carmen
DESCRIPTION:Settimo appuntamento conRACCONTA L’OPERA\nCiclo di conversazioni con ascolti\na cura dell’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” \nLunedì 17 giugno 2019\nore 18.00 \nPer il cartellone dei “Lunedì dello Schmidl” è dedicata a «Carmen» di Georges Bizet la settima tappa di «RACCONTA L’OPERA»\, il nuovo ciclo di guide all’ascolto delle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste. L’appuntamento è per lunedì 17 giugno 2019\, con inizio alle ore 18.00 (anziché\, come di consueto\, alle ore 17.30)\, presso la Sala Bobi Bazlen al piano terra di Palazzo Gopcevich in Via Rossini\, 4.\nL’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.\nL’opera\, nella produzione firmata da Carlo Antonio De Lucia (sue le scene\, in collaborazione con Alessandra Polimeno)\, con i costumi di Svetlana Kosilova e le coreografie Morena Barcone\, nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con la Kitakyushu City Opera\, sarà in scena dal 21 al 29 giugno al “Verdi” di Trieste per la direzione musicale del Maestro Oleg Caetani\, maestro del Coro Francesca Tosi e con la partecipazione del Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste” diretti dal maestro Cristina Semeraro.\nGradito il ritorno allo “Schmidl” del musicologo Paolo Di Nicola\, che racconterà l’opera del compositore francese col supporto di esempi musicali e video. \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:Andrea Chénier
DESCRIPTION:In calendario lunedì 20 maggio 2019 alle ore 17.30\, presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich\, è dedicato a «Andrea Chénier» il quinto appuntamento del cartellone 2018/19 con OPERA CAFFE’\, il ciclo di incontri/dialoghi con gli artisti delle opere in programma al Teatro “Verdi”\, inserito nel cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.Sarà questa l’occasione per incontrare e conoscere personalmente gli artisti impegnati nell’opera di Umberto Giordano in scena al Verdi fino a sabato 26 maggio\, nella produzione firmata da Sarah Schinasi (nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con il Teatro Opera SNG di Maribor) per la direzione musicale di Fabrizio Maria Carminati.\nAll’incontro\, a cura di Giulio Delise\, è attesa la partecipazione di tutti gli interpreti di questa popolarissima opera: Kristian Benedikt e Samuele Simoncini (Andrea Chénier)\, Svetla Vassileva e Rachele Stanisci (Maddalena di Coigny)\, Devid Cecconi e Domenico Balzani (Carlo Gérard)\, Isabel De Paoli (Madelon)\, Anna Evtekhova (La Contessa di Coigny)\, Albane Carrère (La mulatta Bersi)\, Francesco Musinu (Roucher)\, Saverio Pugliese (Un Incredibile/L’abate poeta)\, Gianni Giuga (Pietro Fléville/Il sanculotto Mathieu)\, Giuliano Pelizon (Schmidt e Il Maestro di casa)\, Giovanni Palumbo (Fouquier  Tinville)\, Francesco Paccorini (Dumas). \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:L’oboe
DESCRIPTION:È l’OBOE il protagonista dell’appuntamento\, in calendario giovedì 16 maggio con inizio alle ore 17.30\, con LE STANZE DELLA MUSICA\, ciclo realizzato nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.A far da ‘cicerone’ nell’appuntamento dedicato all’OBOE\, sarà il professor Pietro Milella\, mentre la voce dello strumento sarà fatta sentire\, con la collaboraizone pianistica della professoressa Elisa Frausin\, dagli studenti Paolo Baret\, Simone Ruzzier\, Laura Vicinanza\, Daniele Ghassem Pour\, Luisella Beltrame\, Federico Graziano e Alberto Faroni\, in pagine di Richard Hoffman\, Gaetano Donizetti\, Alessandro Marcello e Wolfgang Amadeus Mozart.
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SUMMARY:La musica da camera
DESCRIPTION:È la MUSICA DA CAMERA la protagonista dell’appuntamento\, in calendario giovedì 9 maggio\, con LE STANZE DELLA MUSICA\, ciclo realizzato nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.Riflettori puntati dunque questa settimana su alcune formazioni della classi di MUSICA DA CAMERA della professoressa Paola Laraja\, della professoressa Fedra Florit\, della professoressa Alessandra Carani e del professor Romolo Gessi\, con lo stesso Gessi ad introdurre le formazioni e il repertorio.\nGli appuntamenti sono in calendario il giovedì\, da novembre a maggio\, e sono propositi in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria telefonando allo 040 675 4072 nei seguenti orari: lunedì e mercoledì 9-16\, martedì\, giovedì e venerdì 9-13.\nI successivi appuntamenti saranno dedicati all’oboe\, con gli studenti del professor Pietro Milella (giovedì 16 maggio) e al quartetto d’archi\, con gli studenti del professor Fabio Pirona (giovedì 23 maggio).\nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,00; ridotto euro 3\,00; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti.\nInfo: Tel. 040 675 4072 – www.triestecultura.it – museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:Concerto dei solisti dell’orchestra da camera giovanile “Camerata Potemkin”
DESCRIPTION:Lunedì 6 maggio 2019 con inizio alle ore ore 17.30 presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» propone il secondo di due concerti nati dalla passione e dalla sollecitazione dell’Orchestra da Camera Giovanile “Camerata Potemkin” accreditata al PAG – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste.\nFormata da alcuni tra i migliori studenti e diplomati del Conservatorio “Tartini” di Trieste e “Tomadini” di Udine\, la Camerata Potemkin è un organismo autonomo che svolge attività sia orchestrale che cameristica. I suoi giovani componenti hanno tra i 16 e i 30 anni d’età e provengono da diversi angoli della nostra regione\, proponendosi come solido esempio di integrazione tra diverse comunità del territorio quali l’italiana\, la slovena e la serba\, nel segno della musica\, linguaggio universale\, veicolo di pace e di accrescimento culturale. La Camerata Potemkin ha suonato in Friuli-Venezia Giulia e in Istria. Viene diretta da uno studente tra studenti\, Elia Grigolon.\n\nEttore Pelaschiar e Vanja Zuliani\, rispettivamente Primo Clarinetto e Spalla della “Camerata”\, insieme al pianista Max Zuliani\, daranno vita per questo concerto ad un programma che comprende: la Sonata per violino e pianoforte di Leoš Janáček\, «Elegia e Burlesca» per clarinetto solo di Pietro Damiani e un adattamento per pianoforte\, clarinetto e violino dell’«Histoire du soldat» di Igor Stravinskij\, con la partecipazione degli attori Pierluca Campajola nelle vesti del Narratore e del Diavolo e Esubalew de Gironcoli nelle vesti del Soldato.\n\nL’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.\n\nMax Zuliani\, nato a Trieste nel 1998\, ha incominciato a studiare pianoforte all’età di 10 anni sotto la guida della prof.ssa Tamara Ražem Locatelli presso la Glasbena Matica di Trieste. Dal 2016 studia con il prof. Sijavush Gadjiev sempre alla Glasbena Matica di Trieste\, frequenta l’anno accademico 2017/2018 con il sostegno della fondazione Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali. Attualmente studia con il maestro Giuseppe Albanese presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Ha frequentato masterclass con illustri docenti fra cui: Sijavush Gadjiev\, Aldo Ciccolini\, Roberto Plano\, Isabella Lo Porto e Kevin Robert Orr. Ha vinto il primo premio nei seguenti concorsi: TEMSIG (in duo pianistico) (2011)\, Concorso Pianistico G. Rospigliosi (2013\, 2016)\, Concorso Musicale A. Salieri (2013)\, Concorso Pianistico Internationale San Donà di Piave (2014\, 2016)\, Concorso Internazionale Città di Gorizia (2014)\, Concorso pianistico Internazionale D. Skrapic (Parenzo) (2016)\, Concorso Pianistico Internazionale Città di Padova (2016). Suona in duo col fratello Vanja (violino) con il quale ha partecipato a vari concorsi di musica da camera ricevendo il primo premio nei seguenti concorsi: Concorso nazionale Piove di Sacco (2015)\, Concorso internazionale String fest – Sremska Mitrovica (SRB) (2015)\, Concorso Musica d’Insieme – Musile di Piave (primo premio assoluto 100/100) (2016). Nel giugno 2015 ha debuttato come solista a Trieste (Chiesa di San Silvestro). Nel 2017 si è esibito al Palazzo Cavagnis di Venezia e al Teatro Stabile Sloveno – Kulturni Dom di Trieste. Nel marzo del 2019 ha vinto il secondo premio al Concorso Nazionale Sloveno TEMSIG.\n\nEttore Pelaschiar\, nato nel 1998\, inizia lo studio del clarinetto all’età di 12 anni sotto la guida del maestro Silvio Pibrovech. Dal 2013 studia regolarmente sotto la guida del maestro Marco Masini (primo clarinetto dell’ orchestra del Teatro “Verdi” di Trieste). Nel marzo del 2019 ha conseguito la Laurea triennale in clarinetto con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Tartini” di Trieste\, sotto la guida del maestro Domenico Foschini. Ha partecipato a numerosi concorsi internazionali vincendo nel 2013 il premio speciale Provincia di Udine al concorso Euritmia Povoletto categoria C\, nel 2016 il primo premio per la categoria D allo stesso concorso e nel 2016 il secondo premio al concorso Diapason d’oro di Pordenone. Ha seguito seminari e masterclass sotto la guida dei maestri: Paolo Beltramini\, Calogero Palermo\, Omar Zoboli\, Peter Garic\, Mariagrazia Bellocchio e Luigi Picatto. Ha collaborato con la “Trieste Wind orchestra project” diretta dal maestro Simon Percic e\, nell’ottobre 2018\, è risultato primo all’audizione per l’integrazione dell’organico dell’”Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani”. È risultato inoltre idoneo all’audizione per la Filarmonica del Festival Pianistico di Bergamo e Brescia.\n\nVanja Zuliani\, nato a Trieste nel 1998\, ha iniziato a studiare violino all’età di 8 anni sotto la guida della prof.ssa Jagoda Kjuder presso la Glasbena Matica di Trieste\, successivamente è stato per tre anni allievo del prof. Armin Sešek (Conservatorio di Lubiana) e per due anni (2016/18) ha studiato con il prof. Vasilij Meljnikov (Accademia musicale di Lubiana) e il prof. Helfried Fister (Conservatorio di Klagenfurt) nel corso speciale presso la Glasbena Matica. In duo con il fratello Max (pianoforte) ha partecipato a vari concorsi di musica da camera conseguendo il primo premio nei concorsi: Concorso nazionale Piove di Sacco (2015)\, Concorso internazionale String fest – Sremska Mitrovica (SRB) (2015)\, Concorso Musica d’Insieme – Musile di Piave (Primo premio assoluto 100/100) (2016). Collabora con diverse orchestre giovanili: Amadeus Adriatic Orchestra\, Orchestra Vseslovenski Orkester di Lubiana\, Orchestra della scuola Glasbena matica di Trieste\, Orchextrà – orchestra delle scuole superiori di Trieste. Ha suonato come solista con l’Orchextrà il terzo movimento del concerto per violino di Beethoven. Ha collaborato nella registrazione del CD «Winter Tales» del compositore triestino Giorgio Coslovich. Attualmente è iscritto al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste dove studia con la professoressa Diana Mustea.\n\nPierluca Campajola\, attuale presidente dell’ associazione Jlab360di\, si è formato per anni quale attore teatrale per passare poi all’organizzazione artistica e produzione di eventi.\n\nEsubalew de Gironcoli\, iscritto al Centro Universitario Teatrale di Trieste\, ha partecipato all’evento Impromatch organizzato dall’associazione Jlab360di\, e ai seguenti spettacoli del Hangar Teatri: “The Rocky Horror Picture Show” e “The Blues Brothers”.\n\nInfo: Tel. 040 675 4039
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SUMMARY:Breve storia della direzione d’orchestra. Ieri\, oggi… e domani
DESCRIPTION:Quando è nata la direzione d’orchestra’ Quali sono le caratteristiche di un grande direttore’ Quali le prospettive future di quest’arte’ A queste domande\, sollecitato da Stefano Bianchi\, risponderà il Maestro Aldo Ceccato nel corso dell’appuntamento in calendario lunedì 29 aprile 2019 alle ore 17.30\, presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich\, nell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» e nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Circolo della Cultura e delle Arti.Nel volume «Breve storia della direzione d’orchestra. Ieri\, oggi… e domani»\, di recente pubblicazione per i tipi della Pendragon\, con Prefazione di Quirino Principe\, Ceccato interseca la riflessione storica sulla direzione d’orchestra con l’esperienza vissuta in prima persona per oltre mezzo secolo sul podio di numerose tra le maggiori orchestre del mondo.\nIl lettore può così ripercorrere\, raccolti in un unico volume\, gli insegnamenti sulla direzione d’orchestra lasciatici da grandi compositori dell’Ottocento quali Franz Liszt\, Robert Schumann\, Hector Berlioz\, Richard Wagner e Charles Gounod. O da grandi direttori del passato quali Felix Weingartner\, Wilhelm Furtwaengler\, Tullio Serafin e Victor de Sabata. Ma può contemporaneamente ascoltare dalla viva voce dello stesso Aldo Ceccato una lezione sulla direzione d’orchestra condotta con chiarezza\, rigore e sul filo dell’ironia. \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:Madama Butterfly
DESCRIPTION:In calendario lunedì 15 aprile 2019 alle ore 17.30\, presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich\, è dedicato a «Madama Butterfly» il quarto appuntamento del cartellone 2018/19 con OPERA CAFFE’\, il ciclo di incontri/dialoghi con gli artisti delle opere in programma al Teatro “Verdi”\, inserito nel cartellone dei «Lunedì dello Schmidl» nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.\nSarà questa l’occasione per incontrare e conoscere personalmente gli artisti impegnati nell’opera di Giacomo Puccini in scena al Verdi fino a sabato 20 aprile\, nella produzione firmata da Alberto Triola (nel nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste) per la direzione musicale di Nikša Bareza\, maestro del coro Francesca Tosi.\n\nAll’incontro\, a cura di Giulio Delise\, è attesa la partecipazione di tutti gli interpreti di questa popolarissima opera: Liana Aleksanyan e Federica Vitali (Cio Cio San)\, Piero Pretti e Riccardo Rados (Pinkerton)\, Stefano Meo e Daniele Terenzi (Sharpless)\, Laura Verrecchia (Suzuky)\, Saverio Pugliese (Goro)\, Dario Giorgelè (Il principe Yamadori)\, Fulvio Valenti (Lo zio bonzo)\, Silvia Verzier e Anna Katarzyna Ir (Kate Pinkerton)\, Giuliano Pelizon e Giovanni Palumbo (Commissario imperiale/Ufficiale del registro)\, Annalisa Esposito (Mimo).\n\nL’ingresso alla manifestazione è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:Il pianoforte
DESCRIPTION:È il PIANOFORTE il protagonista dell’appuntamento\, in calendario giovedì 11 aprile\, con LE STANZE DELLA MUSICA\, ciclo realizzato nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.\nA far da ‘cicerone’ nell’appuntamento dedicato al PIANOFORTE\, sarà la professoressa Teresa Trevisan\, mentre la voce dello strumento sarà fatta sentire da Sara Shehata\, Elisa Milo\, Svetlina Bojadzjieva\, Tome Kostovski\, Mario Sula\, Kristi Hifzi\, Adelaj Zhuri e Andrej Shaklev\, in pagine di Claude Debussy\, Franz Liszt\, Felix Mendelssohn Bartholdy\, Fryderyc Chopin\, Samuil Feinberg\, Michail Glinka-Vyacheslav Gryaznov e Maurice Ravel.\n\nGli appuntamenti sono in calendario il giovedì\, da novembre a maggio\, e sono propositi in un doppio turno: il mattino alle ore 11.00 per gli studenti delle scuole\, con particolare attenzione a quelle ad indirizzo musicale (con biglietto scolastico di 1 euro) e il pomeriggio alle ore 17.30 (con il normale biglietto di accesso al Museo).\n\nPer le scuole interessate al turno del mattino è prevista la prenotazione obbligatoria telefonando allo 040 675 4072 nei seguenti orari: lunedì e mercoledì 9-16\, martedì\, giovedì e venerdì 9-13.\n\nI successivi appuntamenti saranno alla musica da camera\, con gli studenti della professor Romolo Gessi (giovedì 9 maggio)\, all’oboe\, con gli studenti del professor Pietro Milella (giovedì 16 maggio) e al quartetto d’archi\, con gli studenti del professor Fabio Pirona (giovedì 23 maggio).\n\nLa partecipazione è compresa nel normale biglietto di ingresso al Museo: intero euro 4\,00; ridotto euro 3\,00; ridotto studenti euro 1\,00; gratuito per i bambini fino a sei anni non compiuti.\n\nInfo: Tel. 040 675 4072 – museoschmidl@comune.trieste.it
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SUMMARY:Le Stanze della Musica allo “Schmidl”. La Fisarmonica
DESCRIPTION:È la FISARMONICA la protagonista dell’appuntamento\, in calendario giovedì 14 marzo\, con LE STANZE DELLA MUSICA\, ciclo realizzato nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” ed il Conservatorio “G. Tartini”. La formula è quella\, già sperimentata con successo\, di una speciale visita guidata dedicata di volta in volta ad uno o più strumenti delle collezioni dello “Schmidl”\, nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, presentati dai giovani musicisti del “Tartini” e dai loro insegnanti.A far da ‘cicerone’ nell’appuntamento dedicato alla FISARMONICA\, sarà il professor Corrado Rojac\, mentre la voce dello strumento sarà fatta sentire da Michele Toppo\, Predrag Nikolić\, Ludovica Borsatti e Janne Vänskä\, in pagine di Giuseppe Greggiati\, Richard Galliano\, Domenico Scarlatti\, Gerhard Wuensch\, Luciano Fancelli\, Antonio De Cabezón\, Krzysztof Olczak e Luciano Biondini.
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SUMMARY:L’operetta\, il musical e la canzonetta
DESCRIPTION:È nel segno della collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e l’Associazione Internazionale dell’Operetta il ciclo di quattro incontri «Come si ascolta la musica» a cura Nicolò Ceriani\, per il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl». Il quarto e ultimo incontro\, dal titolo «Introduzione all’ascolto della musica di leggero intrattenimento. L’operetta\, il musical e la canzonetta»\, è in calendario lunedì 4 marzo 2019 con inizio alla ore 17.30 presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4).Si può in qualche modo “spiegare” la musica’ E se sì\, siamo certi che le spiegazioni\, per quanto non esaustive\, siano efficaci e davvero chiarificatrici anche ad un pubblico non tecnicamente competente’ Ci sono diversi modi per ascoltare e provare a capire la musica\, molti dei quali validi e corretti\, ma i criteri per conoscerla in modo plausibile sono pochi e\, a loro modo\, semplici e immediati. Per spiegare una Sinfonia\, un Lied\, un quartetto d’archi\, un Musical\, un Oratorio o un’opera lirica\, le possibilità di approccio sono varie e talvolta assai distanti tra loro per modalità d’indagine e linguaggio. Per districarsi in questo apparente ginepraio\, Nicolò Ceriani introduce\, in quattro incontri distinti ma collegati tra loro\, ad un ascolto consapevole di tutte queste forme di espressione\, cercando di indicare a grandi linee quelli che sono i limiti di un ascolto corretto e provando ad entrare\, di volta in volta\, attraverso semplici esempi dal vivo o registrati\, al centro del problema che ogni ascoltatore appassionato\, ma non tecnicamente esperto\, si pone ogni ad ascolto della musica. Se ben guidato\, chiunque ha oramai gli strumenti per apprezzare un’esposizione di quadri\, pur senza essere perfettamente a conoscenza delle tecniche pittoriche e\, nella tranquillità della propria stanza\, chiunque si accinga a leggere un romanzo\, pur senza essere scrittore esso stesso\, pensa di poterlo apprezzare e decodificare in qualche modo. Ma di fronte al messaggio musicale spesso sorgono difficoltà inaspettate\, che questi incontri si propongono di dissipare.
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