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SUMMARY:Pinocchio\, o lo spettacolo della paternità
DESCRIPTION:Tratto dal classico di Collodi e percorso anche da altre ispirazioni\, questo “Pinocchio”  – che dal 31 marzo al 2 aprile è ospite alla Sala Bartoli nella riscrittura e regia di Enrico Ianniello e interpretato da Moreno Bernardi e Luciano Saltarelli del Teatre Akadémia di Barcelona – è uno spettacolo che si pone molte domande e porta su di sé importanti riflessioni. \nUna particolarità è che sarà dato in lingua spagnola con sopratitoli in italiano. \nIl sottotitolo di “Pinocchio” suggerisce “ovvero lo spettacolo della paternità” che è un grande tema che percorre tutta la favola collodiana: la figura di Geppetto è centrale quasi come il protagonista a ben vedere. E sono moltissimi i “se” che il regista si pone come interrogativi. \nE se Pinocchio non fosse mai uscito da quella stanza fredda e desolata in cui Geppetto – preso da un insopportabile momento di solitudine – lo ha “scolpito al mondo”\, pur di avere un po’ di compagnia? \nSe tutti gli incontri\, le situazioni\, le scelte che il burattino è obbligato a compiere a prezzo d’esser costretto a dire qualche bugia pur di barcamenarsi in quella presunta realtà – senza strumento alcuno -\, non fossero che parti di uno spettacolo della vita messo in scena dal povero genitore\, per instillare una morale o forse solo per giocare con i sentimenti suoi e del povero legno animato\, in un altalenarsi brillante e morboso di proiezioni e miraggi? \nSe la Fatina\, il Grillo\, il Gatto e la Volpe\, Lucignolo l’Omino di Burro non fossero che personaggi di un semplice teatrino domestico inscenato dall’istrionico Geppetto\, al fine di educare\, correggere\, insegnare\, moralizzare attraverso il teatro? \nInfondo Pinocchio è un burattino e allora\, a voler essere coerenti\, non può muoversi da solo; dunque\, il suo burattinaio dovrà indirizzarlo\, perfino dirigerlo tirandone i fili\, che servono allora a regalare la libertà\, ma anche a limitarla. \nE – chissà: quando il povero legno scoprirà d’essersi trasformato in bimbo grazie alla scoperta della prima goccia di sangue\, forse non saprà più dove andare\, potendo usare soltanto le sue gambette da ragazzino. \n“Pinocchio” va in scena martedì 31 marzo alle 19.30\, e l’1 e 2 aprile alle ore 21. Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Les Ballets Trockadero de Monte Carlo
DESCRIPTION:È ripresa la tournéè italiana di una delle compagnie di danza più amate e singolari del mondo: Les Ballets Trockadero de Monte Carlo e di certo da Trieste non potevano assolutamente mancare! \nSi esibiranno sotto le stelle dal Politeama Rossetti per una sola sera\, martedì 31 marzo e sarà la loro settima volta\, dal debutto triestino nel 2006: mancavano dal 2023. \nI Trocks – come sono affettuosamente chiamati dai fan – sono dunque dei veri beniamini del pubblico del Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia\, ma in tutto il mondo la loro fama è dirompente: frutto della loro cifra unica e sensazionale\, di compagnia composta da soli uomini\, che sa coniugare una danza dalla tecnica impeccabile con un’incontenibile comicità. \nVero e proprio fenomeno di culto internazionale\, propongono spettacoli impertinenti\, esilaranti eppur rispettosi nei confronti del grande repertorio del balletto classico il che li rende apprezzati tanto dalla critica quanto dal pubblico più vasto e popolare. \nAcentuano con affetto\, ironia e intelligenza i tratti più iconici del balletto classico\, gli incidenti più comuni\, le isterie delle più celebri étoiles ottenendo un risultato irresistibile. \nAll’ironia si affianca una tecnica impeccabile in uno spettacolo di danza curato alla perfezione\, eseguito da ballerini che\, senza apparente fatica e difficoltà\, volteggiano su scarpette da punta giganti con le loro solide fisicità maschili avvolte in vaporosi tutù. Interpretano tutti i ruoli possibili\, trasformandosi in cigni\, silfidi\, spiritelli acquatici\, romantiche principesse\, principi maldestri o angosciate dame vittoriane. A Trieste\, la loro singolarissima visone della morte del cigno – che ha conquistato il pubblico fin dalla loro prima apparizione – non può mai mancare. \nNati nel 1974 in una sala “off-off- Broadway” dalla passione di un gruppo di danzatori che si divertivano a mettere in scena la parodia di balletti tradizionali “en travesti”\, i Trocks hanno presto conquistato la ribalta internazionale\, e da oltre cinquant’anni sono ammirati da pubblico e stampa per l’originalità e per il loro eccellente spessore artistico. \nNell’edizione 2026 il pubblico ritroverà punte di diamante del loro repertorio arricchito da nuove rivisitazioni sorprendenti. \n“Les Ballets Trockadero de Monte Carlo” va in scena martedì 31 marzo alle 20.30\,. Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Wiener Symphoniker 2026
DESCRIPTION:Con la seconda edizione di Primavera da Vienna – il festival che avrà luogo al Politeama Rossetti dal 27 al 29 marzo – i Wiener Symphoniker proseguono la loro fortunata residenza primaverile a Trieste.\nDopo il debutto molto apprezzato dello scorso anno\, il festival si è già affermato come appuntamento fisso nel calendario concertistico internazionale e attira nuovamente un pubblico proveniente da tutta Europa.\nTre concerti al Politeama Rossetti e la particolare atmosfera della città renderanno anche nel 2026 “Primavera da Vienna” un appuntamento culturale di spicco nell’area Alpi- Danubio-Adriatico.\n«Dopo il grande successo della prima edizione\, era chiaro per noi che volevamo proseguire su questa strada. “Primavera da Vienna” è più di un festival: è un progetto europeo che unisce l’eccellenza artistica allo scambio culturale»\, afferma il sovrintendente Jan Nast. «Con la loro nuova presenza a Trieste\, i Wiener Symphoniker riprendono una lunga storia di collaborazione con il Politeama Rossetti: l’orchestra era già stata ospite qui nel 1902. Oggi questa tradizione viene portata avanti in un contesto moderno e rivitalizzata dal festival».\nFrancesco Granbassi\, presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, sottolinea l’importanza di questa collaborazione: «La seconda edizione conferma in modo eclatante il potenziale di questo festival. L’unione tra la cultura musicale viennese e la particolare atmosfera di Trieste crea un’esperienza unica per il pubblico e rafforza il prestigio internazionale della nostra città».\nAnche Generali Austria continua ad accompagnare il festival in qualità di sponsor principale. Il CEO Gregor Pilgram sottolinea: «Già al suo secondo anno\, “Primavera da Vienna” si è affermata come una solida piattaforma per lo scambio culturale. Il connubio tra tradizione e internazionalità rende questo festival davvero speciale. In qualità di partner\, per noi è molto importante sostenere questo sviluppo nel lungo periodo».\nDal punto di vista artistico\, il festival rimane fedele alla sua missione di presentare una programmazione variegata di altissimo livello. Sotto la direzione del direttore principale Petr Popelka\, li Wiener Symphoniker propongono tre serate di concerti che esplorano il rapporto tra repertorio sinfonico\, opera e tradizione musicale viennese. Solisti internazionali completano il programma\, rendendo questa seconda edizione un’esperienza musicale davvero indimenticabile.\nCon “Primavera da Vienna”\, i Wiener Symphoniker lanciano un chiaro segnale a favore del potere della musica come elemento di unione oltre i confini nazionali. La seconda edizione porta avanti con coerenza questa missione e consolida al contempo la posizione del festival come ponte culturale tra Vienna e Trieste.\nDal 27 al 29 marzo gli appassionati saranno deliziati da un programma raffinato e coinvolgente assieme con interpreti di assoluto livello: la prima serata avrà come star il violinista Renaud Capuçon che eseguirà il Concerto n.1 di Max Bruch\, mentre l’orchestra proporrà anche la Sinfonia n.4 di Mendelssohn e la Sinfonia n.7 di Beethoven. La seconda serata sarà un tripudio di voci nelle arie di Puccini e Léhar\, con il soprano Krassimira Stoyanova ed il tenore Francesco Meli. Gran finale nel segno del genio di Mozart con tre concerti per pianoforte interpretati e diretti dal grande Rudolf Buchbinder.\nFondata nel 1900 a Vienna\, l’orchestra dei Wiener Symphoniker rappresenta un’eccellenza nel mondo della musica e il cuore pulsante della capitale austriaca: da allora ne plasma la ricca cultura musicale combinando la tradizione del passato\, al presente e al futuro. Fu ad esempio la prima orchestra di Vienna a presentare tutte le sinfonie di Beethoven in un unico ciclo\, ma si è presto imposta anche come una delle più importanti orchestre di prima esecuzione in Europa. Hanno eseguito “in prima” pietre miliari della storia della musica del Novecento fra cui la Sinfonia nr. 9 di Anton Bruckner\, il Concerto per la mano sinistra di Maurice Ravel fino ad arrivare a opere di compositori contemporanei come Johannes Maria Staud\, Michael Jarrell\, Jörg Widmann.\nÈ fortissimo il loro rapporto con il pubblico\, rinsaldato dalle tante attività tradizionali che realizzano a Vienna (i Concerti al Prater\, quelli d’Avvento nella Cattedrale di Santo Stefano) e dall’idea che la musica debba essere accessibile a tutti. L’orchestra è regolarmente ospite delle più importanti sale da concerto del mondo ed è Orchestra residente del Festival di Bregenz. Nel tempo\, è stata guidata da direttori d’orchestra di assoluto prestigio\, fra cui figurano Wilhelm Furtwängler\, Hans Swarowsky\, Herbert von Karajan\, Wolfgang Sawallisch e Georges Prêtre.\nI biglietti rimasti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:"Causa di beatificazione" di Rajeev Badhan
DESCRIPTION:Uno spettacolo\, tre canti\, tre universi femminili. Va in scena alla Sala Bartoli il 26\, 27 e 28 marzo per il cartellone Scena Contemporanea del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo spettacolo “Causa di beatificazione” di Rajeev Badhan. \nNelle due ultime stagioni con “Notti” e “Quando noi morti ci risvegliamo” il pubblico ha molto apprezzato il linguaggio teatrale evocativo e contaminato del regista Rajeev Badhan.\nA capo della compagnia Slowmachine\, sceglie ora di proseguire uno studio avviato qualche anno fa per la performance “Primo canto per voce e tempesta” interpretata da Elena Strada (che sarà al suo fianco anche in questo nuovo lavoro) e loopstation. \nDa quella prima sperimentazione nasce ora un policromo affresco femminile in tre capitoli\, che esplora i nodi del conflitto spirituale\, fisico e politico che trovano spesso epilogo nella violenza o addirittura nel martirio.\nIl primo capitolo è tratto dagli scritti di due mistiche – Angela da Foligno e Veronica Giuliani – ed è il racconto dell’estasi e del tormento di una vocazione.\nLa seconda donna vive invece la tragedia inumana della guerra in Kosovo: la sua speranza è appesa ad un ritorno che attende invano\, la sua sopravvivenza dipende dal suo concedersi\, nel corpo e nel cuore.\nLa terza figura femminile è palestinese e vive l’esperienza della sterilità: ciò che generalmente per una donna è una condanna lancinante e perpetua\, rende questa protagonista una santa. È infatti la prima donna-kamikaze che si fa esplodere a Gerusalemme. \n«Con “Causa di beatificazione” – spiega Rajeev Badhan – porto avanti la mia ricerca sull’utilizzo del video e delle nuove tecnologie nel teatro\, per dar voce a tre donne e alla loro Tempesta». \nRajeev Badhan Direttore e rinnovatore del Teatro Chiabrera di Savona\, regista\, attore e direttore artistico. Unisce teatro e tecnologie in un linguaggio innovativo e visionario. Le sue produzioni sono state ospitate nei principali teatri italiani. Fondatore di SlowMachine e della stagione Belluno Miraggi al Teatro Comunale di Belluno\, del Festival Vertigini presso l’Hangar 11 e del festival in ambiente Enrosadira. \nI biglietti sono in vendita presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Balletto Nazionale Georgiano Sukhishvili
DESCRIPTION:«L’ottava meraviglia del mondo»\, «Poesia in movimento»\, «Uragano sul palcoscenico» sono solo alcuni dei titoli in cui i critici hanno tentato di sintetizzare l’incredibile arte scenica del Balletto Nazionale Georgiano Sukhishvili. Uno dei più celebri ensemble di danza al mondo\, Sukhishvili\, arriva a Trieste\, per una sola sera al Politeama Rossetti\, il 23 marzo\, promosso da ART PARTNER.\nIl primo impatto\, per chi non li avesse mai applauditi\, è davvero straordinario: si rimane folgorati dalla precisione\, dalla varietà\, dalla bellezza delle danze tradizionali che l’ensemble perpetua con estrema precisione\, accompagnandole con la musica dal vivo della propria orchestra. È composta da musicisti che da generazioni sono formati all’uso degli strumenti del folklore georgiano e nell’esecuzione delle loro melodie.\nIl Balletto Sukhishvili nasce nel 1945 e conquista rapidamente caratura internazionale: si esibisce a Londra\, New York\, Parigi\, sui maggiori palcoscenici del mondo\, incantando più di 90 milioni di spettatori nel corso di 300 tournée.\nÈ preziosa l’opportunità di ammirarli a Trieste: meritano attenzione i loro costumi tradizionali\, riccamente decorati. Fra gli anni Cinquanta e Sessanta colpirono la fantasia di molti stilisti e furono creati in collaborazione con case di moda come Chanel\, Yves Saint Laurent\, Armani e Dior.\nMa naturalmente sono le coreografie a lasciare tutti senza fiato: sono un capolavoro di abilità e sfida per gli uomini\, che traducono in danza salti e combattimenti acrobatici con spade e pugnali\, mentre le danzatrici introducono gli spettatori in un mondo d’incanto\, dove la grazia\, la sicnronizzazione e la velocità dei loro piccoli passi fa sembrare che fluttuino sospese da terra.\nIl Balletto Nazionale Georgiano Sukhishvili va in scena solo il 23 marzo alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. I pochi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:4 5 6
DESCRIPTION:“4 5 6” è uno spettacolo scritto e diretto da Mattia Torre\, eccellente sceneggiatore\, autore teatrale e regista contemporaneo\, mancato purtroppo nel 2019. La sua scrittura ironica e incisiva ha conquistato non solo il mondo del teatro ma è riverberata attraverso diversi media. \nInterpretata – secondo la sua regia originale – da Massimo De Lorenzo\, Carlo De Ruggieri\, Cristina Pellegrino\, a cui si affianca Giordano Agrusta\, “4 5 6” arriva finalmente a Trieste\, ospite della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo è in scena sabato 21 e domenica 22 marzo alla Sala Assicurazioni Generali. \n“4 5 6” è la storia comica e violenta di una famiglia che\, isolata e chiusa\, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre\, madre e figlio sono ignoranti\, diffidenti\, nervosi. Si lanciano accuse\, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima\, litigano\, pregano\, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo.\nE tuttavia occorre una tregua\, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo\, che può e deve cambiare il loro futuro.\nTutto è pronto\, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà. \n“4 5 6” nasce dall’idea che l’Italia non è un paese\, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale\, morale\, politica\, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà\, incertezza\, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. “4 5 6” è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante\, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori\, incoraggiando la diffidenza\, l’ostilità\, il cinismo\, la paura. “4 5 6” racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale. \nDallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo\, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini\, e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”\, edito da Dalai. \n“4 5 6” fa parte de progetto televisivo “Sei pezzi facili – tutto il teatro di Mattia Torre” ripresi con la regia televisiva di Paolo Sorrentino per Rai3. Le pièce teatrali dell’autore\, dalle quali sono stati tratti i film\, sono: ‘Migliore’\, ‘Gola’\, ‘Perfetta’\, ‘Qui e ora’\, ‘465’ e ‘In mezzo al mare’. Tutti i Sei pezzi facili saranno tradotti in inglese all’interno del Progetto Italian and American Playwrights Project curato da Valeria Orani e Frank Hentschker con 369gradi\, Martin E. Segal Theatre Center / Graduate Center CUNY e il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. \n“4 5 6” va in scena sabato 21 marzo alle ore 19.30 e domenica 22 alle ore 16 alla Sala Assicurazioni Generali. \nI biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Contrazioni pericolose
DESCRIPTION:Dopo i successi di “Ti sposo ma non troppo” e “Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?” – commedie che hanno entusiasmato il pubblico del Politeama Rossetti nelle ultime due stagioni – ritorna protagonista a Trieste il 19 e 20 marzo Gabriele Pignotta\, autore\, regista e anche interprete – con Giorgio Lupano e Rocío Muñoz Morales – di “Contrazioni pericolose”.\nLa nuova commedia di Pignotta possiede un’ambientazione del tutto singolare: si svolge in una sala parto.\nLa protagonista (Rocío Muñoz Morales) infatti ha le contrazioni e sta per partorire. La situazione è concitata: un ostetrico (lo stesso Pignotta) cerca di tranquillizzarla\, ma soprattutto cerca di tranquillizzare l’uomo che la accompagna (Giorgi Lupano)\, più inquieto della partoriente. Naturale\, sarà il marito… Invece si scopre di no. Un fratello? Nemmeno. Ma allora chi sarà l’affascinante accompagnatore?\nLa commedia fra colpi di scena e rivelazioni\, fra una doglia e l’altra\, rivelerà allo spettatore l’identità dell’amico con cui la partoriente si presenta al reparto ginecologico e che era fino ad allora all’oscuro addirittura della gravidanza.\nFra i due protagonisti gioca un ruolo fondamentale l’ostetrico Francesco che ben rappresenta chi nei nostri ospedali si impegna con tutto sé stesso nonostante la carenza di personale e gli scarsi mezzi a disposizione.\nNelle note di regia\, “Contrazioni pericolose” è descritto come «uno spettacolo che segna un cambio di volta nella carriera di Gabriele Pignotta\, sia come attore che autore. Gli ingredienti vincenti ci sono tutti\, situazioni comiche\, momenti di scontro – incontro che fanno riflettere\, un grande feeling fra gli attori sul palco e un pizzico di mistero che non guasta mai. “Contrazioni pericolose” però non è una semplice commedia\, e a differenza delle precedenti compie un passo in più. Si tratta di un passo importante che varca la soglia dell’esplorazione dell’animo\, delle pulsioni\, paure\, speranze e desideri di una generazione che ha voglia di trovare un suo equilibrio nel marasma di una vita che ha perso punti di riferimento certi». \n“Contrazioni pericolose” va in scena il 19 e 20 marzo alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali.\nGli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Guarda le luci amore mio
DESCRIPTION:Un viaggio nella quotidianità dell’ipermercato per scoprire un nostro modo di “fare società”: diventa teatro “Guarda le luci amore mio” del Premio Nobel Annie Ernaux. Ne sono protagoniste Valeria Solarino e Silvia Gallerano\, dirette da Michela Cescon. \nLo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, per il cartellone di Prosa il 17 e 18 marzo alle 20.30. \n «Chi fa politica\, chi scrive sui giornali “gli esperti”\, chiunque non abbia mai messo piede in un ipermercato\, ignora la realtà» ha dichiarato l’autrice Annie Ernaux\, una delle voci più autorevoli della cultura contemporanea\, Premio Nobel per la letteratura nel 2022. \nEra il 2012 quando l’editore francese Seuil chiese un libro a Ernaux per la collana Raccontare la vita. L’autrice scelse senza esitazioni l’ipermercato. \nNe nacque un diario in cui Ernaux registrò per un anno le proprie regolari visite all’ipermercato Auchan di Cergy\, località alle porte di Parigi\, abitata da persone di 130 nazionalità diverse. Un inedito viaggio nella quotidianità dedicato all’ipermercato\, inteso come spazio collettivo\, di memoria e di tempo\, un teatro di segreti del nostro vivere collettivo. \nSceneggiatrice\, attrice e regista\, Michela Cescon ha curato il primo adattamento teatrale italiano del libro assieme a Lorenzo Flabbi\, storico traduttore dell’autrice. \nPer Cescon\, l’opera di Ernaux porta in due spazi fisici differenti\, quello dell’ipermercato e quello della scrittura. Da qui l’idea scenica e drammaturgica di sdoppiare la figura di Ernaux. \nScene\, luci e costumi sono ideate da Dario Gessati\, il sound designer è Shari DeLorian. \nLa produzione nasce dalla sinergia tra Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e in collaborazione con Teatro di Dioniso\, Riccione Teatro e L’Orma Editore. \nLo spettacolo inizia alle ore 20.30 entrambe le sere\, i biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Opera Locos
DESCRIPTION:Con “Opera Locos” – che la compagnia  Yllana propone al Politeama Rossetti solo il 16 marzo – si ride moltissimo e si ride con l’opera lirica! Ma lo si fa attraverso uno sguardo carico d’ amore per questo genere\, le sue iperboli e i suoi vezzi…\nIl Belcanto usato come strumento comico\, presuppone infatti che i protagonisti prima di tutto amino l’Opera lirica\, e la conoscano a fondo.\nÈ il caso dei cinque straordinari protagonisti di “Opera Locos” che sono veri professionisti della lirica che cantano davvero in voce con facilità e leggerezza.\nL’opera lirica\, con i suoi personaggi estremi in tutto\, nelle passioni e nelle tragedie\, è un mondo magico\, dove agiscono figure sempre riconoscibili: il tenore eroico destinato ad una fine tragica\, l’eroina romantica e innamorata dell’amore\, il perfido antagonista\, il damerino… “Opera Locos” di queste figure ha fatto cinque personaggi esilaranti e comicamente sopra le righe a cui è davvero difficile non affezionarsi.\nIl sipario si alza su cinque cantanti lirici che sono convocati per interpretare le più famose arie d’opera: peccato però che i tentativi di mettere insieme una serata memorabile siano boicottati continuamente dal loro ego ingombrante e spesso imbarazzante. Con una serie di colpi di scena che arrivano fin dentro la platea\, coinvolgendo direttamente il pubblico\, lo spettacolo scintilla di divertimento e tecnica vocale.\nArie di opere famose\, mescolate tra di loro con inesauribile fantasia\, vengono usate in improbabili duelli canori e comiche affermazioni della propria identità.\nAll’interno della serata si intrecciano alcune microtrame: uno studente incapace e il suo professore di canto cercano di studiare con poco successo l’Aria di Figaro da Il barbiere di Siviglia ; una svampita soprano cerca di conquistare un tenore\, vecchia gloria del palcoscenico\, ora alcolizzato e depresso perché non più capace di cantare Nessun Dorma dalla Turandot; una seduttrice seriale proclama l’amore libero di Carmen prima di provare a sedurre chiunque s– pubblico compreso – grazie all’Aria di Sansone e Dalila «Mon cœur s’ouvre à ta voix» e I will always love you di Whitney Houston…\nScene e costumi\, che ammiccano al fumetto ed al burlesque\, accompagnano visivamente questa grande e gioiosa sarabanda\, mescolando pezzi davvero impegnativi a brani pop e rock. Non manca il gran finale che aggiusta tutti i torti grazie a uno spettacolo gioioso che trova un modo intelligente e leggero di avvicinare proprio tutti al mondo dell’Opera.\nGli ultimi biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Il viaggio inventato
DESCRIPTION:Sabato 7 e domenica 15 marzo alle 17 va in scena alla Sala 1954 “Il viaggio inventato” di Gianpiero Lapilli\, spettacolo per bambini dalla prima alla terza elementare. Un’occasione deliziosa per vederlo accompagnati dai genitori perché le molte repliche mattutine in corso proprio in questi giorni sono riservate esclusivamente alle scuole.\nLa storia si ispira al racconto di Kafka “La bambola viaggiatrice”\, reinterpretato attraverso un originale ribaltamento dei ruoli. Un giorno Marghe\, insegnante di musica\, trova su una panchina Nina\, una bambola in lacrime perché abbandonata dalla sua padroncina\, Vicky.\nColpita dalla sua tristezza\, decide di consolarla scrivendole delle lettere fingendo che siano di Vicky partita per straordinari viaggi.\nInsieme a Lapilli sono in scena Francesca Boldrin\, Romina Colbasso e Mattia Vodopivec\, capaci di attraversare questa fantasiosa favola intrecciando recitazione\, musica e teatro di figura.\nBiglietti presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:First Love
DESCRIPTION:“First Love” è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. Èd è uno spettacolo atteso e ricco di suggestioni che farà conoscere al pubblico dello Stabile regionale Marco D’Agostin\, uno degli artisti di punta nel panorama contemporaneo. Sarà in scena alla Sala Bartoli per la stagione di Scena Contemporanea il 13 e 14 marzo. \n«È la storia di un ragazzino degli anni Novanta al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo – e la danza\, anche – ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci\, nel salotto\, in camera\, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. \nQuel ragazzo ora cresciuto\, non più sciatore ma danzatore\, non più sulla neve ma in scena\, non più agonista ma ancora agonista\, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia che non si scolla mai\, nostalgica e ricorsiva\, ha incontrato il suo mito di bambino\, la campionessa olimpica Stefania Belmondo\, ed è tornato sui passi della montagna. È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere\, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro». \nMarco D’Agostin – artista attivo nel campo della danza e della performance\, premio UBU come Miglior Performer Under 35\, artista associato del Piccolo Teatro di Milano – presenta così “First Love” con cui esordisce al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nSi tratta di una rilettura della più celebre gara della campionessa di sci di fondo Stefania Belmondo\, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002\, che ponendo in un sofisticato dialogo codici e linguaggi dello sport\, del teatro\, della danza e dell’arte\, si fa grido di vendetta\, disperata esultanza\, smembramento della nostalgia. \nRealismo e poesia\, corpo e parola\, sono gli strumenti di questo artista dal linguaggio singolare e magnetico e dalla carriera di straordinario livello. \n“First Love” va in scena venerdì 13 marzo alle ore 19.30\, sabato 14 marzo alle ore 21 alla Sala Bartoli. \nGli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Il gabbiano
DESCRIPTION:“Il Gabbiano” – in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 12 al 15 marzo ospite della Stagione di Prosa – vede misurarsi ora con Anton Čechov un attore e regista versatile\, profondamente preparato e ispirato come Filippo Dini\, molto ammirato nelle stagioni passate per aver firmato e interpretato testi contemporanei come “Locke” di Knight\, classici novecenteschi come il pirandelliano “Così è se vi pare”\, autori sorprendenti come il Cocteau de “I parenti terribili”. \nNe “Il Gabbiano” pietra miliare nella storia del teatro mondiale\, l’autore attiva sorprendenti vibrazioni\, toccando corde nascoste negli spettatori di ogni tempo\, e portando alla luce i loro profili oscuri. \nE Filippo Dini – che interpreta anche il ruolo di Trigorin – sembra voler dare corpo proprio a tale vocazione\, nella sua lettura attualizzata e affascinante di questo classico\, in cui è seguito al respiro da un cast di primo livello\, capeggiato da Giuliana De Sio. Dopo aver conquistato il pubblico di Trieste lo scorso anno in “Cose che so essere vere” l’attrice incarna qui il ruolo complesso e palpitante della diva e madre Irina Nikolaevna Arkadina. È la più carismatica e potente figura\, forse\, del “piccolo gruppo di esseri speciali” come li definisce il regista\, che Čechov raduna in un luogo isolato e bellissimo\, dominato dall’immagine di un lago che sembra riflettere le tormentate interiorità dei protagonisti. \nVenerdì 13 marzo alle ore 18 al Caffé Rossetti a ingresso libero\, lo storico del teatro Paolo Quazzolo conduce la conversazione con il cast e il regista de “Il gabbiano”: sarà un approfondimento interessante e vivace che unirà le notizie storiche sul testo cechoviano al punto di vista degli interpreti.  L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili\, l’iniziativa è organizzata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste. \n“Il gabbiano”va in scena il 12 e 13 marzo alle ore 20.30\, sabato 14 alle 19.30 e domenica 15 marzo in pomeridiana con inizio alle ore 16. Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:The Barricade Boys
DESCRIPTION:In esclusiva italiana solo il 10 marzo al Politeama Rossetti lo show “The Barricade Boys”: show di musica\, canzoni e danza che coinvolge gli spettatori in una festa irresistibile fra grandi arie di musical e successi senza tempo. Straordinari i quattro interpreti\, performer dei maggiori musical del West End che hanno condiviso “sulle barricate” l’esperienza di cantare in “Les Misèrables”. Lo spettacolo è in programma fra gli eventi internazionali del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nUna festa a cui prendere letteralmente parte\, contagiati dalla gioia e dalla vitalità degli interpreti ma soprattutto uno show composto di musica\, coreografie\, empatia dei protagonisti che arriva in Italia per la prima volta (e in esclusiva nazionale) a Trieste al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: è “The Barricade Boys”\, e martedì 10 marzo – data unica al Politeama Rossetti – è consigliabile non avere altri impegni! \n«Dall’inizio alla fine\, i Barricade Boys danno vita ad uno dei concerti più eleganti\, professionali e ben organizzati che io abbia mai visto su entrambe le sponde dell’Atlantico» dichiara infatti il critico del sito specializzato Broadwayworld.com nella sua trionfale la recensione allo show che si basa interamente sull’incontenibile talento\, sul senso del palcoscenico\, sulla verve degli interpreti e ideatori Craig Mather\, Kieran Brown\, Scott Garnham e dal fondatore Simon Schofield a cui si aggiunge James Doughty al pianoforte. \nSono loro “The Barricade Boys”\, e dopo aver conquistato Londra e New York si apprestano a “salire sulle barricate” e a vincere anche a Trieste!\nSono quattro eccellenti performer e cantanti che hanno vissuto l’esperienza – indimenticabile sul piano emotivo e profondamente formativa e arricchente su quello professionale – di aver fatto parte del cast di “Les Misèrables” da lì la passione\, l’amicizia e l’idea di portare in scena questo show che proprio per questo evoca nel titolo il musical-icona.\nInoltre Simon Schofield\, Craig Mather\, Kieran Brown\, Scott Garnham condividono la passione per il canto e una carriera nelle grandi produzioni di musical del West End.\nFrammenti dei quali\, brani interpretati e danzati\, e sapientemente mixati nella scaletta dello show che vedremo al Rossetti\, sono gli strumenti con cui conquistano il pubblico regalando entusiasmo\, coinvolgimento. \nEccoli allora ripercorrere ricordi e esperienze vissute sul palcoscenico e poi cantare e danzare sulle note delle più amate canzoni di “Wicked”\, “Mamma Mia!”\, “The Phantom of The Opera”\, “West Side Story”\, “The Rocky Horror Show”… Ma non basta: c’è spazio anche per qualche incursione cantata e danzata alla perfezione nel repertorio pop\, rock\, swing\, e fra le canzoni più amate di tutti i tempi: dai Beatles ad Edith Piaf\, ai Jersey Boys. \n“The Barricade Boys” va in scena alle 20.30 solo martedì 10 marzo alle 20.30: i biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Mistero buffo
DESCRIPTION:Nasceva 100 anni fa\, proprio a marzo\, Dario Fo: e portare due dei suoi più amati monologhi\, scritti con Franca Rame\, nuovamente in scena è un modo bello e “teatrale” per ricordare il grande artista premio Nobel. Protagonista del dittico racchiuso in “Mistero buffo” è Ugo Dighero\, protagonista alla Sala Bartoli da lunedì 9 marzo. \n100 anni fa\, proprio a marzo\, nasceva Dario Fo: e portare in scena il suo teatro – un capolavoro come il dittico dei suoi grandi monologhi “Il primo miracolo di Gesù bambino” e “La parpàja topola” scritti con Franca Rame\, sembra il modo più vivo e adeguato per fare omaggio al suo genio. \nEcco dunque sul palcoscenico della Sala bartoli\, per la stagione “Scena Contemporanea” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, approdare “Mistero buffo” che questi due brani riunisce in un dittico che mette davvero alla prova l’interprete che coglie la sfida: Ugo Dighero\, versatile\, originale\, colto e ironico lo porta in scena da lunedì 9 a mercoledì 11 marzo. \nTra i più famosi del repertorio di Fo\, questi due brani uniscono un grande divertimento a un forte contenuto\, il tutto condito con la leggerezza e la poesia tipici dei racconti dell’autore italiano più rappresentato nel mondo. Il ritmo incalzante e l’interpretazione simultanea di tutti i personaggi delle due storie consentono a Dighero di mettere in campo le sue brillanti capacità attoriali\, e al pubblico di assistere a un momento di teatro davvero coinvolgente. \nIl primo miracolo di Gesù Bambino è tratto dallo spettacolo “Storia della tigre e altre storie “del 1977. Dario Fo e Franca Rame costruiscono questa storia prendendo spunto dai “Vangeli apocrifi”\, quell’insieme di storie legate alla vita di Gesù e degli apostoli\, che furono alla base di tutta la letteratura paleocristiana. Il vangelo apocrifo dal quale è ricavata la storia è quello detto “protovangelo”\, e vi si narra la vita di Gesù Cristo dalla fuga in Egitto fino al momento in cui ritorna nel deserto. Durante la fuga in Egitto Gesù\, Giuseppe e Maria si fermano a Jaffa: Gesù rimane da solo in mezzo alla strada e tenta di fare amicizia con i ragazzini del posto per giocare con loro. Purtroppo viene deriso in quanto “foresto”\, un povero emigrante figlio di emigranti che parla un dialetto incomprensibile. Gesù si trova nella condizione del “diverso”\, cerca di vincere il rifiuto che gli altri ragazzini gli oppongono e\, pur di farseli amici\, di riuscire a giocare e ridere con loro\, decide di compiere un piccolo miracolo. Subito i bimbi entusiasti lo eleggono “capo dei giochi”\, ma quel divertimento assurdo e fantastico viene distrutto dall’antipatico figlio del padrone della città. \nLa parpàja topola è tratto da “Il fabulazzo osceno” del 1982. Narra di un giovane e sempliciotto capraio\, Giavan Pietro\, che si è arricchito d’imporvviso grazie all’eredità lasciatagli dal suo padrone che era in sostanza un misogino paranoico. Il povero pastore\, terrorizzato dai racconti del padrone\, fuggiva ogni contatto con le ragazze\, accucciandosi in mezzo alle pecore. Ovviamente la notizia della sua ricchezza si diffonde velocemente e il poveretto si trova circondato da aspiranti spose. Tra tutte ha la meglio Alessia\, che con la sua bellezza vince le paure di Giavan Pietro. La splendida ragazza non disdegnava nemmeno i favori di Don Faina sotto lo sguardo compiacente della madre\, ed il giovane pastore diviene una soluzione alla scabrosa situazione. La prima notte di nozze tutto viene combinato perché il povero Giavan Pietro rimanga a bocca asciutta e faccia posto al prelato\, ma l’ingenuità del capraio tocca a tal punto il cuore della ragazza che tutto si conclude in suo favore trasformando il tema “osceno” della storia in una favola poetica di grande purezza. \nLe repliche si succedono alle ore 19.30 (quelle di lunedì e martedì) mentre mercoledì come di consueto lo spettacolo inizia alle ore 21.\nInfo sui biglietti presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511. \nMISTERO BUFFO\nIl primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola\ndi Dario Fo e Franca Rame\ninterpretazione e regia Ugo Dighero\nproduzione Teatro Nazionale di Genova
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SUMMARY:Il viaggio inventato
DESCRIPTION:Sabato 7 e domenica 15 marzo alle 17 va in scena alla Sala 1954 “Il viaggio inventato” di Gianpiero Lapilli\, spettacolo per bambini dalla prima alla terza elementare. Un’occasione deliziosa per vederlo accompagnati dai genitori perché le molte repliche mattutine in corso proprio in questi giorni sono riservate esclusivamente alle scuole.\nLa storia si ispira al racconto di Kafka “La bambola viaggiatrice”\, reinterpretato attraverso un originale ribaltamento dei ruoli. Un giorno Marghe\, insegnante di musica\, trova su una panchina Nina\, una bambola in lacrime perché abbandonata dalla sua padroncina\, Vicky.\nColpita dalla sua tristezza\, decide di consolarla scrivendole delle lettere fingendo che siano di Vicky partita per straordinari viaggi.\nInsieme a Lapilli sono in scena Francesca Boldrin\, Romina Colbasso e Mattia Vodopivec\, capaci di attraversare questa fantasiosa favola intrecciando recitazione\, musica e teatro di figura.\nBiglietti presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Quelli di Shakespeare al Rossetti
DESCRIPTION:Da giovedì 5 marzo saranno in prevendita due appuntamenti programmati a marzo alla Sala 1954: si tratta di due momenti di approfondimento e disseminazione culturale\, una linea che  quest’anno il pubblico ha mostrato di seguire con interesse ed entusiasmo.\nDue appuntamenti importanti quindi da seguire.\nIl 18 marzo alle ore 19 prosegue il ciclo “Quelli di Shakespeare al Rossetti: interviste impossibili e insospettabili confessioni” a cura di Laura Pelaschiar\, Professore Associato di Letteratura inglese all’Università di Trieste. Questa volta sarà Portia a raccontarsi\, incalzata dalle domande di Laura Pelaschiar. La protagonista de “Il mercante di Venezia” è una delle figure femminili più seducenti\, brillanti e potenti tra quelle di Shakespeare\, in una delle commedie più luminose\, e tuttavia anche ambigue e problematiche\, del canone shakespeariano. Di cosa parlerà Portia nel corso dell’intervista impossibile? Dei suoi rapporti con il mondo maschile nel dramma\, di perché si innamori di un arrampicatore sociale come Bassanio (chiaramente a caccia della sua dote) e della sua\nsfida in tribunale con Shylock e la sua anelata libbra di “bella carne umana”.\nIl 25 marzo\, in occasione del Dantedì\, in cui l’Alighieri è celebrato in tutta Italia e nel mondo\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia invita alla Sala 1954\, sempre alle ore 19\, un insigne studioso della materia e della lingua dantesca: sarà infatti Fabio Romanini Professore associato in Linguistica italiana all’Università di Ferrara a tenere la conversazione “DANTE NON TORNERÀ DALL’ESILIO”. Ma perché? Quale mistero si cela nel destino dell’Alighieri? Romanini alternerà racconto a letture poetiche\, scandagliando con un andamento quasi da indagine\, la storia di Dante e del suo esilio\, il\nsuo profilo di uomo politico e letterato.\nPer garantire il posto nella Sala 1954\, che ha una capienza limitata si accede con biglietto\, in vendita a 5 euro. Gli abbonati al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia avranno diritto alla riduzione a 1 euro: la prevendita è nei punti vendita del Rossetti e su www.ilrossetti.vivaticket.it .
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SUMMARY:La cosmicomica vita di Q
DESCRIPTION:Luca Marinelli pluripremiato attore di teatro e di cinema\, arriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 5 a domenica 8 marzo con uno spettacolo tratto da Italo Calvino e intitolato “La cosmicomica vita di Q”.\nLo spettacolo è ispirato alla raccolta “Le cosmicomiche” in cui l’intellettuale – intrecciando scienza\, umorismo e fantasia – affronta il tema dell’evoluzione cosmica. Ad attraversare il tempo e le fasi di sviluppo dell’universo è Qfwfq un personaggio che compie un viaggio in cui conosce gli accadimenti dalla formazione delle galassie alla nascita della vita sulla Terra. Concetti complessi e di difficile accessibilità che attraverso la sua scrittura ispirata e immaginifica divengono poetici e intessuti di ironia.\nLuca Marinelli crea il suo spettacolo su questa base affidando a Vincenzo Manna una nuova drammaturgia.\nQfwfq\, dopo miliardi di anni di esistenza\, si ritrova in una città dei nostri giorni. È diventato un uomo qualunque e\, soprattutto\, ha dimenticato chi è stato\, dove è stato e cosa ha visto.\nAttraverso un emozionante viaggio nella memoria\, ripercorrerà la sua storia\, che è anche quella dell’universo e del genere umano: il Big Bang\, la formazione della Via Lattea e del Sistema Solare\, la nascita della luna\, fino a precipitare nel vuoto e tornare al punto di partenza: oggi.\nAl suo ritorno avrà una consapevolezza nuova\, anzi rinnovata\, vivida\, sarà presente a se stesso\, al tempo e allo spazio. E da questa lucidità nascerà la sua ultima confessione: «Oggi che il tempo ha sgranato miliardi di minuti e d’ anni e l’ universo è irriconoscibile da com’ era in quei primi istanti\, e da quando lo spazio è diventato tutt’ a un tratto trasparente\, le galassie avvolgono la notte nelle loro spirali sfolgoranti\, e sulle orbite dei sistemi solari milioni di mondi maturano i loro Himalaya e i loro oceani all’ alternarsi delle stagioni cosmiche\, e sui continenti s&#39;accalcano folle festanti o sofferenti o massacrantisi a vicenda con meticolosa ostinazione\, e sorgono e crollano gli imperi nelle loro capitali di marmo e porfido e beton\, e i mercati straripano di buoi squartati e piselli surgelati e drappi di tulle e broccato e nylon\, e pulsano i transistors e i computers e ogni genere di carabattole\, e da ogni galassia tutti non fanno che osservare e misurare tutto\,  dall’ infinitamente piccolo all’ infinitamente grande\, c’ è un segreto che solo Nugkta e io conosciamo: che quanto è contenuto nello spazio e nel tempo non è altro che il poco\, generato dal niente\, il poco che\nc’ è e potrebbe anche non esserci\, o essere ancora più esiguo\, più sparuto e deperibile. Se preferiamo non parlarne\, né in male né in bene\, è perché potremmo dire solo questo: povero gracile universo figlio del nulla\, tutto ciò che siamo e facciamo t’assomiglia». \nLuca Marinelli\nLuca Marinelli si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 2009\, debuttando con Sogno di una notte d’estate\, diretto da Carlo Cecchi. Questo spettacolo continua a girare per due stagioni\, durante le quali Marinelli viene notato per il ruolo di coprotagonista ne La solitudine dei numeri primi (2010)\, diretto da Saverio Costanzo e tratto dal romanzo di Paolo Giordano. Questo film sarà presentato alla Mostra di Venezia. Successivamente\, Marinelli appare in L’ultimo terrestre di GIPI (in concorso a Venezia)\, Waves di Corrado Maria Sassi\, Nina di Elisa Fuksas\, e nel film-tv Maria di Nazareth di Giacomo Campiotti.\nNel 2012 Marinelli lavora con Paolo Virzì in Tutti i santi giorni\, ricevendo la sua prima candidatura ai David di Donatello come miglior attore protagonista. Partecipa inoltre al premiato La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Nel 2013\, al Festival di Berlino\, vince lo Shooting Star Award come uno dei migliori talenti europei\, e nello stesso anno è coprotagonista nel film Il mondo fino in fondo di Alessandro Lunardelli\, presentato al Festival di Roma.\nNel 2014 interpreta il celebre ruolo de lo zingaro in Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti\, vincendo il David di Donatello\, il Nastro d’Argento e il Ciak d’Oro come miglior attore non protagonista. Nello stesso periodo\, recita nel film TV tedesco A Dangerous Fortune\, e nel 2015 in Non essere cattivo di Claudio Caligari\, presentato fuori concorso a Venezia e candidato al David di Donatello. Seguono Slam – Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli e Lasciati andare di Francesco Amato\, che gli valgono un altro Ciak d’Oro.\nNel 2016 è co-protagonista in Il padre d’Italia di Fabio Mollo\, ottenendo nomination ai Nastri d’Argento e al Globo d’Oro.\nNel 2017\, diretto dai fratelli Taviani\, interpreta Una questione privata\, tratto dal romanzo di Beppe Fenoglio\, per cui vince il Globo d’Oro come miglior attore. Inizia anche a lavorare come lettore per audiolibri con Lamento di Portnoy per Emons. Nel 2018 recita in Ricordi di Valerio Mieli\, presentato a Venezia\, e interpreta Fabrizio De André nella miniserie Fabrizio De André – Principe libero\, guadagnando una candidatura ai David di Donatello.\nLa sua carriera prende una svolta internazionale con la partecipazione alla serie TV Trust diretta da Danny Boyle\, e successivamente nel film d’azione The Old Guard (2020) con Charlize Theron. Nel 2019 è protagonista di Martin Eden di Pietro Marcello\, ispirato al romanzo di Jack London. Questo ruolo gli vale la Coppa Volpi al Festival di Venezia e una candidatura agli European Film Awards.\nNel 2020\, Marinelli partecipa alla giuria internazionale della Berlinale\, presieduta da Jeremy Irons. Nel 2021 interpreta Diabolik\, diretto dai Manetti Bros. Nel 2022 è co- protagonista con Alessandro Borghi in Le otto montagne\, tratto dal romanzo di Paolo Cognetti\, vincitore del premio della giuria al Festival di Cannes e del David di Donatello come miglior film. Marinelli vince anche il Nastro d’Argento 2023 come miglior attore protagonista\, condividendolo con Borghi.\nNel 2024 interpreta Benito Mussolini nella serie M. Il figlio del secolo\, basata sul romanzo di Antonio Scurati e diretta da Joe Wright. Marinelli torna al teatro nel 2022\, curando la regia di Una relazione per un’Accademia di Kafka\, che debutta al Festival di Spoleto e proseguirà in tournée nella stagione 2024-2025.\nGli spettacoli iniziano alle ore 20.30 il 5 e il 6 marzo\, alle ore 19.30 il 7 marzo e l’8 marzo alle ore 16. I biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Breve enciclopedia delle porte
DESCRIPTION:Nasce sul territorio regionale e germina nel corso di una residenza legata a GO!2025 “Breve enciclopedia delle porte”\, l’interessante lavoro dei Gordi che – coprodotto da due importanti realtà teatrali della regione come ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale e IlRossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – è attualmente in tournée. \n Una circuitazione nel corso della quale lo spettacolo fa sosta proprio al Rossetti – alla Sala Batoli\, nell’ambito del cartellone Scena Contemporanea – dal 3 all’8 marzo. \n Ma di cosa parla precisamente “Breve enciclopedia delle porte”\, ideato e diretto da Riccardo Pippa\ndi e con Cecilia Campani\, Claudia Caldarano\, Giovanni Longhin\, Andrea Panigatti\, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza? Di porte naturalmente… che significano molto di più. \n Con questo spettacolo I Gordi continuano il loro percorso in un teatro corale\, fisico legato alla poesia\, al gesto e all’ironia\, che supera le barriere linguistiche per produrre immagini vive per un pubblico nazionale ed internazionale. \n Le porte sono attesa di un incontro\, un esame\, un permesso; sono coda\, selezione\, accoglienza ed esclusione. «Con “Breve enciclopedia delle porte” – anticipano gli autori dello spettacolo – vorremmo raccontare di quelle porte\, reali o immaginarie\, che segnano le nostre esistenze. \nIl progetto è la nostra risposta alla call di ArtistiAssociati di Gorizia sul tema del confine e ha debuttato nell’estate 2025 a GO!2025 Nova Goriča e Gorizia Capitale europea della cultura. \nAlla base della compilazione di un’enciclopedia c’è il tentativo di riordinare il mondo\, di contenerlo e di renderlo accessibile\, di abbracciare tutto lo scibile\, di confinare lo sconfinato. \nQuesta continua attività di raccolta e riordino\, di accumulo e compilazione\, tradotta nel nostro teatro fisico\, l’abbiamo ritrovata nelle sale d’aspetto\, nei corridoi e in tutti quei luoghi in cui si attende di oltrepassare una porta». \nI biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:La traiettoria calante
DESCRIPTION:Il 14 agosto 2018 crolla il Ponte Morandi di Genova\, una delle arterie più importanti della città\, provocando la morte di 43 persone e lo sfollamento di decine di famiglie\, stravolgendo la vita di una intera comunità. \nDopo la prima nazionale al Romaeuropa Festival nella sezione Anni Luce\, dedicata ai giovani talenti emergenti – “La traiettoria calante”\, produzione del Teatro Nazionale di Genova\, prosegue il suo percorso fortunato e denso di riscontri e arriva a Trieste alla Sala Bartoli sabato 28 febbraio alle 18.30 e alle 21 (doppia replica) e domenica 1 marzo alle ore 17\, appuntamento da non lasciarsi sfuggire della stagione Scena Contemporanea del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nNel lavoro – scritto e interpretato dal giovane attore e drammaturgo genovese Pietro Giannini –  si ripercorrono le tappe di quella tragica vicenda con dettagli\, vicende e documenti a partire dalla costruzione del Ponte tra il 1963 e il 1967\, ricostruiti insieme al Comitato Ricordo Vittime Parenti Ponte Morandi. \nLa narrazione procede dando forma a un monologo che\, a tratti\, risuona con toni di satira amara e crudele\, ripercorrendo una storia paradigmatica del nostro Paese\, tra vittime e colpevoli\, demagogia e menzogne\, corruzione e omissioni\, cercando una motivazione a ciò che ancora oggi sembra impossibile da spiegare. \nGli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Azzurro
DESCRIPTION:Un grande giornalista guarda indietro alla sua vita e ne ripercorre le tappe.\nCurzio Maltese ci conduce in una cavalcata attraverso gli ultimi sessant’ anni del nostro Paese\, con un racconto in cui si ride e ci si emoziona. È il racconto di una vita incredibile\, travagliata e gioiosa\, quella che scorre sul palcoscenico della Sala Bartoli\, in “Azzurro”\, ospite della stagione Scena Contemporanea del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, dal 24 al 26 febbraio.\nAntonio Catania mette il suo talento al servizio di questo impegnativo compito insieme al suo partner in scena\, il pianista Sergio Colicchio\, trasporta il pubblico nel viaggio della vita di Curzio Maltese e di un’Italia in cui ci si ritrova facilmente.\nAllo stesso modo la scrittura di Maltese e l’adattamento teatrale di Paola Ponti si sposano alla perfezione con la musica del grande Nicola Piovani. Una presenza capace di creare un contrappunto perfetto al viaggio di una vita\, nei suoi aspetti divertenti come in quelli più toccanti\, in cui tutti si identificano con empatia.\nGli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:The Wall_Dance Tribute
DESCRIPTION:“The Wall_Dance Tribute” vede protagonisti i danzatori della MM Contemporary Dance Company\, sulle coreografie di Michele Merola\, e l’attore Jacopo Trebbi\, prende vita dallo storico concept album dei Pink Floyd\, pubblicato nel 1979\, e dall’omonima pellicola cinematografica di Alan Parker.\nThe Wall è un manifesto\, una protesta contro una società che non rispetta gli uomini in quanto esseri liberi. The Wall è un’opera progressive\, nata dal sentimento di rabbia e frustrazione del leader della band britannica\, Roger Waters\, conscio del distacco tra performance e fruizione.\nLa rockstar Pink è il suo alter ego e la sua vita è raccontata attraverso le tracce del concept-album: la morte del padre in guerra\, le vessazioni di un insegnante frustrato\, le attenzioni asfissianti di una madre iperprotettiva e insicura\, il matrimonio con una donna assente e infedele\, la droga\, le pressioni dello show-business rappresentano i mattoni che\, poggiandosi l’uno sull’altro\, erigono il muro che separa l’uomo dal resto del mondo.\nNello spettacolo\, Pink è interpretato da Jacopo Trebbi) e conduce il pubblico fino attraverso la sua frustrazione\, al culmine della quale vince però la volontà di abbattere quel muro\, di liberarsi dalle oppressioni e di spogliarsi delle maschere\, per mostrarsi per quel che realmente si è e aprirsi all’esterno e al prossimo: solo con l’empatia\, l’unione e la partecipazione sarà possibile costruire un futuro migliore.\nI linguaggi si intersecheranno per costruire uno spettacolo multidisciplinare dove le musiche\, la danza\, la recitazione e le video proiezioni non hanno un confine preciso e definito. Proprio come accade nell’adattamento cinematografico\, la storia\, i flashback\, le voci dei personaggi si sovrapporranno tra loro per costruire la storia di Pink e la sua “folle confusione”\, raccontata attraverso l’intrecciarsi delle arti.\nLa MM Contemporary Dance Company è una compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola\, nata nel 1999 come centro di produzione di eventi e spettacoli e come promotrice di rassegne e workshop con l’obiettivo di favorire scambi e alleanze fra artisti italiani e internazionali\, testimoni e portavoce della cultura contemporanea.\nIl repertorio della compagnia\, che ha sede a Reggio Emilia\, è ricco e variegato\, grazie ai lavori di Michele Merola e alle creazioni firmate da coreografi europei e italiani come Maguy Marin\, Mats Ek\, Mauro Bigonzetti\, Thomas Noone\, Gustavo Ramirez Sansano\, Karl Alfred Schreiner\, Silvia Gribaudi\, Eugenio Scigliano\, Emanuele Soavi\, Enrico Morelli\, Daniele Ninarello\, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi\, Roberto Tedesco\, Camilla Monga\, Adriano Bolognino.\nMolti i premi vinti e il grande pubblico ricorderà sicuramente le belle coreografie eseguite nel 2021\, 2022 e 2024 dalla compagnia su RAI 1 nelle trasmissioni di Roberto Bolle “Danza con me” e “Viva la danza”.\nLo spettacolo va in scena solo martedì 24 febbraio\, alle 20.30. I biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:  www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Amadeus
DESCRIPTION:“Amadeus” di Peter Shaffer applaudito spettacolo del Teatro dell’Elfo\, arriva al Politeama Rossetti da giovedì 19 a domenica 22 febbraio\, per la stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e trasporta il pubblico a Vienna\, nel 1823. \nMozart è morto da oltre 30 anni; Antonio Salieri – che è stato uno dei più riconosciuti e privilegiati compositori dell’epoca – è ormai molto vecchio\, il pubblico lo ha dimenticato e sente la morte avvicinarsi. Come in una confessione interiore – uno di quei passi che si sentono necessari nel momento estremo – ripercorre allora il suo rapporto con Mozart\, giovane compositore che quando lui era già un astro\, ha imposto il suo genio con incredibile forza all’attenzione di Vienna e del mondo. \nÈ questa la situazione in cui ci si torva\, al sollevarsi del sipario su “Amadeus” di Peter Shaffer\, che va in scena nella versione registica di Ferdinando Bruni (che è anche protagonista nel ruolo di Salieri) e Francesco Frongia. Mozart è invece interpretato da Daniele Fedeli. \nIl testo – a tutti noto per il film Premio Oscar di Miloš Forman – nasce in realtà per un grande teatro\, il National Theatre di Londra\, dove ha debuttato con successo nel 1979 e\, nonostante molti ritengano si basi su una verità storica\, in realtà nasce da una leggenda. Shaffer infatti probabilmente si è ispirato a un’invenzione che Puškin ha usato nel suo microdramma  “Mozart e Salieri” e che poi ha elaborato. \nSalieri non dovrebbe sentirsi minacciato da Mozart\, data la sua posizione\, ma – immagina Shaffer – ritiene invece che proprio la sua eminente posizione sia frutto di un patto siglato con Dio\, che gli assicura il successo in cambio di devozione. Ma l’arrivo sulle scene del mondo di Ama-deus\, sconvolge Salieri che vi riconosce il genio assoluto. E si convince – forse in preda a una vena di follia – che Mozart sia il segno del tradimento del patto da parte di Dio. È attraverso la musica di Mozart che ora il mondo ascolta la voce del Cielo… \nE questo – senza alcuna follia – non è difficile da credere nemmeno oggi\, quando ancora e sempre rapisce e sorprende l’incredibile meraviglia delle sue composizioni\, studiate e amate in tutti i tempi. \nVenerdì 20 febbraio alle ore 17.30 alla Sala Bartoli si terrà l’incontro del ciclo “Peter Brown presents…” dedicato a questo capolavoro di Peter Shaffer. Alla conversazione condotta dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia prenderanno parte Ferdinando Bruni e alcuni interpreti dello spettacolo. L’iniziativa è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. \nI biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Beijing Academy Chinese Classical Dance Company
DESCRIPTION:Martedì 17 febbraio\, per una sola sera alla Sala Assicurazioni Generali\, è ospite una delle più autorevoli istituzioni della danza classica cinese\, la Beijing Academy Chinese Classical Dance Company. È una formazione d’élite nata all’interno dell’Accademia di Danza di Pechino nel 1954 e tuttora rappresenta un punto di riferimento per la formazione e la ricerca nel campo della danza cinese.\nNel loro tour internazionale\, questi straordinari danzatori presentano “Celeste Armonia”\, spettacolo ispirato alla storia\, alla filosofia e alla mitologia dell’antica Cina. La danza tradizionale\, con la sua precisione tecnica e la poetica del gesto\, alterna momenti lirici e acrobatici\, raccontando leggende d’amore\, temi cosmici\, immagini del mondo naturale e figure storiche.\nLa prima parte dello spettacolo si sviluppa a partire da simboli classici come la luna\, specchio dell’animo umano\, e sviluppa brani ispirati alla letteratura taoista\, ai rituali delle dinastie e a figure poetiche come le Dame di Chǔ o la Gru Solitaria\, esaltate da costumi\, ventagli e nastri che ne amplificano l’espressività.\nIl concetto ciclico dell’universo emerge in segmenti dedicati all’armonia cosmica\, mentre la forza collettiva e la tensione eroica si manifestano in danze che evocano guerrieri e popoli millenari.\nIl repertorio culmina in danze di gruppo che celebrano amore per la terra\, la libertà e le radici culturali. In ogni passo si percepisce la maestria dei danzatori e l’impegno dell’istituzione nel fondere rigore formale e plasticità moderna\, trasformando il gesto in narrazione e l’armonia in equilibrio tra mondo visibile e invisibile.\nNegli anni recenti\, la formazione si è esibita spesso all’estero toccando gli Stati Uniti\, l’Europa\, l’Australia\, il Giappone\, la Corea e il suo talento è stato riconosciuto in contesti di prestigio come i concorsi di danza internazionali di Parigi\, Mosca\, Minsk. \nI biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito  www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Sissi l’imperatrice
DESCRIPTION:Dopo essere stata applaudita nel corso della passata stagione\, Federica Luna Vincenti interpreta ancora una volta Elisabetta D’Austria: è infatti protagonista di “Sissi l’imperatrice” in scena alla Sala Bartoli dal 17 al 20 febbraio. \nL’autore e regista Roberto Cavosi percorre un viaggio alla scoperta di una delle donne più famose di tutti i tempi\, l’imperatrice Elisabetta d’Austria. La sua vita – raccontata spesso come una fiaba con tanto di carrozze dorate\, gioielli\, balli a corte – è anche in realtà l’emblema della lotta di una donna indipendente in contrasto con le convenzioni della sua epoca. La sua storia si intreccia infatti a quella di un impero destinato a scomparire\, ma che fino all’ultimo mostrerà al mondo i suoi splendori e i suoi artigli. \nIn “Sissi l’imperatrice” Federica Luna Vincenti incarna Elisabetta d’Austria\, una donna che\, sottratta all’olografia grazie anche alla pubblicazione dei suoi diari\, ci appare in una veste tanto dirompente quanto irriverente e attuale\, che non può che affascinarci e colpirci nel profondo. \nFigura carismatica e ribelle\, anticonformista\, perennemente in lotta con sé stessa e con la realtà che la circondava: imperatrice anti-imperialista\, vicina alle masse operaie\, alle minoranze etniche\, contraria ad ogni forma di sopraffazione. Anoressica\, in eterno lutto per la morte assurda di due dei suoi figli\, Sissi cerca di esorcizzare il dolore attraverso estenuanti sedute ginniche\, con l’infinita cura del suo corpo e la pettinatura dei suoi detestati capelli – «è come se reggessi sul capo un corpo estraneo\, sono schiava dei miei capelli» dice. \nDotata di un feroce sarcasmo\, fustigava la Corte asburgica e i nobili – «Una schiatta depravata» – senza mezzi termini. Non lesinava nemmeno a sé stessa tutta l’amara ironia di cui era capace\, un modo per nascondere in realtà la sua vulnerabilità\, la fragilità della sua anima. Un’anima che cercava in tutti i modi di trovare sollievo rifugiandosi nella poesia: amante di Heine e di Baudelaire\, componeva lei stessa poesie. \nIl testo e la regia sono di Roberto Cavosi che dirige una compagnia di talenti\, i costumi di Paola Marchesin\, mentre il disegno delle luci è affidato a Gerardo Buzzanca. Le musiche originali sono composte da Oragravity. \nLo spettacolo è prodotto da Federica Luna Vincenti per Goldenart Production in coproduzione con Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nBiglietti presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale
DESCRIPTION:Mentre tutto il mondo sta con il fiato sospeso per le sfide fra Jannik Sinner\,  Carlos Alcaraz\, Novak Đokovi\, il tennis è sotto i riflettori anche al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Il 14 e 15 febbraio infatti ritorna alla Sala Bartoli “Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” con Paolo Valerio. In scena un cortocircuito fra sport\, teatro e sentimenti: si tratta infatti di una storia di passione per il tennis e per una donna\, raccontata e scandita dal protagonista in un match solitario da 1000 palleggi contro un muro di plexiglas. \nSono ormai stelle assolute Jannik Sinner\, Carlos Alcaraz\, Novak Đokovi \ne le loro sfide appassionano a livello planetario. Ma anche al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il tennis è protagonista: è infatti al centro de “Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” lo spettacolo che vede il protagonista – interpretato da Paolo Valerio – raccontare la propria storia scandendola in 1000 palleggi contro un muro trasparente di plexiglass che protegge il pubblico. \n“Il muro trasparente”\, incentrato su temi del tennis e della passione\, ritorna per due giorni alla Sala Bartoli il 14 e il 15 febbraio prima di proseguire la sua tournée a Napoli. \nCreando una felice e stimolante contaminazione fra sport e spettacolo\, fra passione sportiva e le altre “passioni” – gelosia\, attrazione\, amore – che tormentano il protagonista\, lo spettacolo fonde i linguaggi del tennis e quelli del teatro in una esperienza che si svolge su un campo da gioco ricreato sul palco. \n“Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” è prodotto dallo Stabile regionale\, scritto da Monica Codena\, Marco Ongaro\, Paolo Valerio che veste anche il ruolo del protagonista\, Max\, un uomo che affronta la crisi della sua vita come ha sempre fatto: giocando a tennis.  \nGioca\, pensa\, racconta\, si dibatte. Emergono emozioni e ossessioni. Momenti di silenzio si alternano a urli di sfida\, quasi disperati\, di un uomo alle prese con gerarchie di sentimenti che si travasano l’uno nell’altro. Le soluzioni si fanno problemi\, l’agonismo dell’innamoramento trascolora nella rivalità tra solitudine e vita. Avrà il fiato necessario per portare a termine la partita? \nLa storia d’amore tumultuosa e coinvolgente di Max rapisce gli spettatori\, commentata da musiche che ci appartengono – una colonna sonora che viaggia dagli anni Settanta ad oggi – da emozioni\, immagini di impatto e tradotta in un monologo che è anche un potente match solitario. \nMax scandisce infatti il suo sfogo palleggiando quasi mille volte… contro il pubblico. Per l’attore è una prova psicofisica notevole: e il pubblico? \nGli spettatori osservano tutto\, protetti da un muro trasparente\, un muro di plexiglas. Ecco l’altro elemento curioso dello spettacolo. \nSe il dibattito sulla “quarta parete” ha animato una parte importante della storia del teatro\, qui la quarta parete è tangibile e\, durante la pandemia\, si era ammantata di ulteriori significati (“Il muro trasparente” fu il primo spettacolo ad andare in scena nel 2021 al politeama Rossetti dopo la lunga chiusura): divide e protegge\, inquieta e rassicura\, stupisce… \nUn muro trasparente campeggerà sul boccascena della Sala Bartoli in occasione di questo spettacolo\, difendendo il pubblico dai potenti servizi di Max\, ma non dalla corrente di emozioni che scorreranno fra l’attore e la platea. E alla fine anche gli spettatori saranno chiamati a combattere un match giocoso contro il muro trasparente! \nLo spettacolo va in scena il 14 e 15 febbraio rispettivamente alle ore 21 e alle 17 alla Sala Bartoli.Gli ultimi biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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DESCRIPTION:Mentre tutto il mondo sta con il fiato sospeso per le sfide fra Jannik Sinner\,  Carlos Alcaraz\, Novak Đokovi\, il tennis è sotto i riflettori anche al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Il 14 e 15 febbraio infatti ritorna alla Sala Bartoli “Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” con Paolo Valerio. In scena un cortocircuito fra sport\, teatro e sentimenti: si tratta infatti di una storia di passione per il tennis e per una donna\, raccontata e scandita dal protagonista in un match solitario da 1000 palleggi contro un muro di plexiglas. \nSono ormai stelle assolute Jannik Sinner\, Carlos Alcaraz\, Novak Đokovi \ne le loro sfide appassionano a livello planetario. Ma anche al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il tennis è protagonista: è infatti al centro de “Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” lo spettacolo che vede il protagonista – interpretato da Paolo Valerio – raccontare la propria storia scandendola in 1000 palleggi contro un muro trasparente di plexiglass che protegge il pubblico. \n“Il muro trasparente”\, incentrato su temi del tennis e della passione\, ritorna per due giorni alla Sala Bartoli il 14 e il 15 febbraio prima di proseguire la sua tournée a Napoli. \nCreando una felice e stimolante contaminazione fra sport e spettacolo\, fra passione sportiva e le altre “passioni” – gelosia\, attrazione\, amore – che tormentano il protagonista\, lo spettacolo fonde i linguaggi del tennis e quelli del teatro in una esperienza che si svolge su un campo da gioco ricreato sul palco. \n“Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” è prodotto dallo Stabile regionale\, scritto da Monica Codena\, Marco Ongaro\, Paolo Valerio che veste anche il ruolo del protagonista\, Max\, un uomo che affronta la crisi della sua vita come ha sempre fatto: giocando a tennis.  \nGioca\, pensa\, racconta\, si dibatte. Emergono emozioni e ossessioni. Momenti di silenzio si alternano a urli di sfida\, quasi disperati\, di un uomo alle prese con gerarchie di sentimenti che si travasano l’uno nell’altro. Le soluzioni si fanno problemi\, l’agonismo dell’innamoramento trascolora nella rivalità tra solitudine e vita. Avrà il fiato necessario per portare a termine la partita? \nLa storia d’amore tumultuosa e coinvolgente di Max rapisce gli spettatori\, commentata da musiche che ci appartengono – una colonna sonora che viaggia dagli anni Settanta ad oggi – da emozioni\, immagini di impatto e tradotta in un monologo che è anche un potente match solitario. \nMax scandisce infatti il suo sfogo palleggiando quasi mille volte… contro il pubblico. Per l’attore è una prova psicofisica notevole: e il pubblico? \nGli spettatori osservano tutto\, protetti da un muro trasparente\, un muro di plexiglas. Ecco l’altro elemento curioso dello spettacolo. \nSe il dibattito sulla “quarta parete” ha animato una parte importante della storia del teatro\, qui la quarta parete è tangibile e\, durante la pandemia\, si era ammantata di ulteriori significati (“Il muro trasparente” fu il primo spettacolo ad andare in scena nel 2021 al politeama Rossetti dopo la lunga chiusura): divide e protegge\, inquieta e rassicura\, stupisce… \nUn muro trasparente campeggerà sul boccascena della Sala Bartoli in occasione di questo spettacolo\, difendendo il pubblico dai potenti servizi di Max\, ma non dalla corrente di emozioni che scorreranno fra l’attore e la platea. E alla fine anche gli spettatori saranno chiamati a combattere un match giocoso contro il muro trasparente! \nLo spettacolo va in scena il 14 e 15 febbraio rispettivamente alle ore 21 e alle 17 alla Sala Bartoli.Gli ultimi biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Nessuno. Le avventure di Ulisse
DESCRIPTION:Stefano Accorsi diretto da Daniele Finzi Pasca affronta una ambiziosa rilettura teatrale del mito di Ulisse in “Nessuno. Le avventure di Ulisse” ospite dal 12 al 15 febbraio della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nDopo il successo di “Azul” – ospite anche al Politeama Rossetti un paio di stagioni fa – scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca\, Stefano Accorsi collabora nuovamente con il visionario e fantasioso regista per portare in scena “Nessuno. Le avventure di Ulisse”. Lo spettacolo non sarà un semplice adattamento scenico\, ma un vero e proprio viaggio nella psiche\, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici. \nIl racconto si dipanerà fra la intensa interpretazione dell’attore accompagnato in scena solo dalla performance della musicista Francesca Del Duca\, una figura femminile\, a richiamere forse Penelope e la sua attesa. \n“L’Odissea”\, poema epico per eccellenza\, è la base della riscrittura di Emanuele Aldrovandi – autore contemporaneo di assoluto prestigio – il cui lavoro\, in accordo con Accorsi e la produzione è stato quello di spogliare Ulisse della sua aura mitica per restituirgli una modernità che passa anche attraverso la fragilità e l’amore per il raccontarsi. \nVenerdì 13 febbraio alle ore 18 si terrà al Café Rossetti un incontro a cui prenderanno parte Stefano Accorsi e Francesca Del Duca\, la conversazione sarà condotta dallo storico del teatro Paolo Quazzolo. L’iniziativa è organizzata dallo stabile regionale in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste. L’ingresso è libero fino ad esaurimento della disponibilità dei posti. \nLo spettacolo va in scena giovedì 12 e venerdì 13 febbraio alle ore 20.30\, sabato 14 febbraio alle ore 19.30 e domenica 15 in pomeridiana alle ore 16: i biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Algo Ritmo
DESCRIPTION:L’attualissimo tema dell’Intelligenza Artificiale con i suoi lati positivi e negativi viene messo in scena in “Algo Ritmo” dagli autori Raffaello Tullo – che è anche il protagonista –  e Andrea Delfino. \nLo spettacolo per la stagione Scena Contemporanea è ospite del teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia alla Sala Bartoli l’11 e 12 febbraio alle ore 21. \nIl regista Marco Rampoldi crea uno spettacolo godibilissimo che è un mix di musica\, tip tap\, poesia\, ritmo e fantasia e la cui narrazione geniale pone all’attenzione degli spettatori i problemi legati al progresso\, all’identità e alla solitudine. \nQuando il protagonista riceve a sorpresa un pacco contenente il robot umanoide di nome Martie\, una creatura dalle sembianze incredibilmente umane (ruolo ricoperto con bravura e umorismo dall’attrice Martina Salvatore)\, prima lo accetta con diffidenza e riluttanza ma poi\, conoscendolo meglio\, lo accoglie con entusiasmo\, facendone addirittura il suo perfetto compagno di vita e di musica. Un assistente ideale in grado di risolvere i suoi problemi\, cosa che lo porta perfino a rispolverare con euforia sogni tristemente accantonati da tanto tempo. \nRaffaello Tullo\, creativo performer\, musicista\, autore e attore racconta con grande ironia quale potrebbe essere il futuro\, non troppo lontano\, di tutti noi quando la perfezione raggiunta dai dispositivi meccanici ed elettronici e la loro capacità di apprendimento e adattamento attraverso un sofisticato algoritmo\, li renderà indispensabili alla nostra esistenza. Il timore è che questo ci metterà in una posizione di inevitabile dipendenza: pensiero sul quale questo testo invita il pubblico a riflettere ridendo. \nI biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Fantozzi. Una tragedia
DESCRIPTION:“Fantozzi. Una tragedia” arriva in scena al Politeama Rossetti il 10 e 11 febbraio e sicuramente sarà un’appuntamento capace di divertire e incuriosire il pubblico: il regista Davide Livermore (che allo Stabile regionale ha appena incantato il pubblico con “Il lutto si addice ad Elettra”) porta in scena lo straordinario universo di storie e personaggi scaturito dalla penna di Paolo Villaggio\, con Gianni Fantoni nel ruolo del celebre ragioniere.\nEcco allora Fantozzi e il lavoro. Fantozzi e le donne. Fantozzi e lo sport. Fantozzi e la coscienza di classe. Quattro atti tragicamente esilaranti e un sorprendente epilogo.\nI direttori megagalattici\, la mostruosa genìa impiegatizia\, la poltrona in pelle umana\, la nuvola persecutrice… Con i suoi libri e i suoi film Paolo Villaggio non solo ha raccontato le contraddizioni e i paradossi della società italiana\, ma ha segnato in modo indelebile l’immaginario collettivo e persino il linguaggio.\nNello spettacolo\, basato sui primi tre libri dedicati a Fantozzi\, pubblicati tra il 1971 e il 1976\, gli appassionati riconosceranno episodi diventati proverbiali\, dalla partita di tennis nel nebbione mattutino (Batti lei!) alla Corazzata Potëmkin\, dalla scena del campeggio a quella in cui Fantozzi si prepara per andare in ufficio sul filo dei secondi\, beve il caffè della Pina a 3000 gradi fahrenheit e prende l’autobus lanciandosi dal terrazzino.\nNella visione registica di Davide Livermore da un lato torna emblematicamente l’eco di tragedie classiche\, di destini segnati e ineluttabili\, di peripezie che portano all’unica soluzione possibile (la disfatta!)\, dall’altro storie e personaggi sembrano aderire perfettamente ai meccanismi teatrali della Commedia dell’Arte.\nGianni Fantoni\, che nella sua carriera ha più volte incrociato Paolo Villaggio\, a partire dall’incredibile capacità di ricostruirne la voce\, sino a raccoglierne l’eredità artistica\, è un Fantozzi di oggi\, tragicamente sfigato ma sempre pronto a dare battaglia. \nInsieme a lui in scena si muovono Pina\, Mariangela\, i colleghi Filini\, Calboni\, la signorina Silvani\, la contessa Serbelloni-Mazzanti-Viendalmare\, L’Onorevole Cavaliere Conte Catellani\, interpretati da Cristiano Dessì\, Lorenzo Fontana\, Rossana Gay\, Paolo Giangrasso\, Marcello Gravina\, Simonetta Guarino\, Ludovica Iannetti\, Valentina Virando. Sono maschere\, espressione di una categoria umana oscillante tra opportunismo e cattiveria\, piaggeria e disincanto.\n“Fantozzi. Una tragedia” è anche la realizzazione di un sogno\, quello di Gianni Fantoni che ha cercato per anni\, prima dell’incontro con Davide Livermore\, di portare Fantozzi a teatro\, come racconta lui stesso nel libro “Operazione Fantozzi” (Sagoma Editore).\n«Non amo gli omaggi\, amo il teatro\, e amo il teatro vivo» ha detto Davide Livermore.\n«Quel teatro che sa utilizzare parole antichissime e potenti al punto tale da poter essere riportate in scena e fatte rivivere con azioni e gesti teatrali importanti. Oppure quel teatro del nostro tempo\, fatto di parole vivissime. L’italiano di Villaggio è il nostro italiano: ancora oggi è quanto di meglio possa rappresentare non solo la mia generazione ma tutti gli italiani. Rappresenta l’umana fragilità\, le disavventure di ciascuno di noi. Insomma\, parole che raccontano la nostra vita. E la vita delle nuove generazioni. È sbalorditivo: una volta acquisita la consapevolezza di quanto Fantozzi sia conosciuto e amato dalla gioventù\, giocoforza ho avvertito il desiderio profondo di una “eternità teatrale” per il ragionier Ugo Fantozzi. Per questo straordinario personaggio inventato da uno degli uomini\, delle anime più importanti dello scorso secolo: Paolo Villaggio».\n“Fantozzi. Una tragedia” produzione del Teatro di Genova va in scena sempre alle 20.30 martedì 10 e mercoledì 11 febbraio: i biglietti sono disponibili presso presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Il lutto si addice ad Elettra
DESCRIPTION:Va in scena al Politeama Rossetti da giovedì 5 a domenica 8 febbraio “Il lutto si addice ad Elettra”\, uno dei titoli più attesi ospiti della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nÈ uno dei capolavori assoluti della drammaturgia del Novecento\, scritto da Eugene O’Neill nel 1931: rappresenta un affascinante e inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi\, tra dramma borghese e tragedia classica.\nAffidato alla regia potente e immaginifica di Davide Livermore e a un cast di grande affiatamento – dove spiccano i nomi di Elisabetta Pozzi\, nel ruolo di Christine Mannon; di Paolo Pierobon\, come Ezra Mannon\, di Linda Gennari in quello di Lavinia Mannon\, di Marco Foschi in quello di Orin Mannon e di Aldo Ottobrino come Adam Brant – lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Genova\, a distanza di quasi trenta anni dal celebre allestimento di Luca Ronconi del 1997.\nLa nuova lettura è ancora più legata alle tensioni e alle contraddizioni individuali e collettive del nostro tempo. Nello spazio scenico decisamente suggestivo e avvolgente\, pensato da Livermore con i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Aldo Mantovani\, lo spettacolo è un feroce viaggio nelle tensioni e nelle contraddizioni di personaggi-mito\, incarnazioni tragiche che riverberano inquietudini eterne.\nGiovedì 5 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli\, Peter Brown – direttore della British School del Friuli Venezia Giulia – terrà una prolusione in lingua inglese a “Il lutto si addice ad Elettra” (“Mourning Becomes Electra”).  L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nVenerdì 6 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli\, sarà invece lo storico del teatro Paolo Quazzolo a conversare con alcuni dei protagonisti\, approfondento importanti aspetti dello spettacolo.\n“Il lutto si addice ad Elettra” va in scena il 5 e il 6 febbraio alle ore 20.30\, sabato 7 alle 19.30 e domenica 8 febbraio in pomeridiana con inizio alle ore 16. \nGli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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