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DESCRIPTION:Un’irresistibile colonia di gatti umanizzati che cantano e ballano sulle rovine della CittàEterna in una magica atmosfera scandita da fantasia\, dramma\, romanticismo e grande\nmusica: dopo il grande successo al Teatro Sistina di Roma con numeri record\, “CATS”\, la\ngrande Produzione della PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistina –\nsu licenza esclusiva The Really Useful Group\, London- firmata dal più attivo e creativo\nRegista\, Produttore e adattatore di Musical italiano\, Massimo Romeo Piparo\, è ospite del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 8 febbraio a domenica 11 febbraio.\nCon le splendide musiche di Sir Andrew Lloyd Webber e testi del Premio Nobel\nThomas Stearns Eliot\, “CATS” vedrà sul palco Chiara Canzian\, protagonista nel ruolo di\nGrizabella\, che canta l’intramontabile “Memory”\, un cast di oltre 30 artisti\, l’Orchestra dal\nvivo diretta dal Maestro Emanuele Friello e le coreografie di Billy Mitchell\, coreografo\ndel West End londinese\, attuale coreografo associato delle ultime produzioni di A.L.\nWebber\, da School of Rock a Cinderella.\nPer la prima volta al mondo\, il “Cats” di Massimo Romeo Piparo ha ottenuto dall’autore\nl’autorizzazione ad essere ambientato a Roma\, in una ipotetica e futuristica\n“discarica” di opere d’arte e di reperti archeologici\, con il Colosseo sullo sfondo.\nAnche nella versione italiana dello spettacolo – che a Broadway ha fatto registrare fino al\n2006 il record mondiale di repliche consecutive\, restando ancora oggi tra i primi quattro\nMusical più rappresentati della Storia –scenografie spettacolari e coreografie mozzafiato:\nsul palco il pubblico vedrà muoversi come veri felini gli artisti\, tutti sottoposti a lunghissime\nsedute di trucco per una metamorfosi sorprendentemente realistica in un trionfo di\nmiagolii\, nasi neri\, baffi\, lunghe code e zampe felpate.\n«È un’occasione – commenta Piparo – per ribadire ancora una volta a tutto il mondo la\ncentralità culturale e artistica della Capitale italiana\, della sua Storia e del fascino che può\nconferire a storie prettamente anglosassoni come questa dei gatti Jellicle narrati da\nT.S.Eliot. Lo spettacolo – continua – è stato riadattato\, restando come sempre fedelissimo\nalla partitura musicale e allo spirito voluto dai suoi creatori\, e ha un’aderenza completa al\ngusto del pubblico italiano. I personaggi-gatti portano tutti uno stile e un carattere molto in\nlinea con la nostra abitudine di interagire con questo animale-compagno di vita».\nIn una speciale notte dell’anno\, tutti i gatti del Jellicle si incontrano al Ballo Jellicle dove\nOld Deuteronomy (Fabrizio Corucci) il loro saggio e benevolo capo\, sceglie e annuncia\nchi di loro potrà rinascere a una nuova vita da Jellicle. Ma la festa felina è turbata da due\neventi: il rapimento di Old Deuteronomy e l’apparizione di Grizabella (Chiara Canzian)\,\nl’affascinante gatta-glamour che\, dopo aver lasciato i Jellicle per esplorare il mondo\, soffre\nl’esclusione e il rifiuto del branco e lancia il suo appello disperato e malinconico con la\nstruggente “Memory”. Tanti ancora i personaggi indimenticabili che popolano il Musical\, tra\ngli altri il vecchio Gus (Fabrizio Angelini)\, un tempo celebre per la sua carriera di attore e\nl’appariscente Rum Tum Tugger (Giorgio Adamo)\, che vuole sempre essere al centro\ndell’attenzione. E ancora\, il geniale Munkustrap (Sergio Giacomelli)\, che mette il suo\ncoraggio a disposizione di tutti i membri della tribù\, Mr. Mistoffelees (Pierpaolo Scida)\, il\ngatto ‘in smoking’ capace di compiere strabilianti magie\, Bustopher Jones (Jacopo\nPelliccia) e l’inseparabile coppia Mungojerrie (Simone Ragozzino) e Rumpleteazer\n(Rossella Lubrino).\nLa Direzione Musicale dell’Orchestra dal vivo\, nonché la programmazione dei suoni\noriginali di “Cats”\, sono affidate al Maestro Emanuele Friello\, Direttore di tutti i grandi\nsuccessi firmati da Piparo\, che annovera nel proprio curriculum “giovanile” la militanza\nall’interno dell’Orchestra originale di “Cats” nel West End londinese. Le scene – di\nsuggestiva ambientazione archeologica romana – sono di Teresa Caruso\, anch’essa\npresenza stabile del team di Piparo da oltre dieci anni\, come la costumista Cecilia Betona\na cui è stato affidato il delicato compito di supervisionare l’intero look della trasformazione\nrealistica\, da umano a felino\, del cast.\n“Cats” di Andrew Lloyd Webber è uno dei più famosi Musical nel mondo: ha battuto tutti\ni record di longevità\, spettatori e incassi. È stato visto da oltre 73 milioni di persone e ha\naffascinato il pubblico in oltre 300 città nel mondo. La trama del Musical è basata sul libro\ndi Thomas Stearns Eliot dal titolo “Old Possum’s Book of Practical Cats” (Il libro dei gatti\ntuttofare)\, raccolta di stravaganti e divertenti poesie nella quale i gatti sono i protagonisti.\nIn quest’opera l’autore si sofferma sul comportamento e sulla psicologia felina\, realizzando\nun vero e proprio amorevole omaggio ai gatti di tutti i tipi\, da quelli giovani agli anziani\, da\nquelli più allegri a quelli selvatici e aggressivi. Le poesie vennero scritte nel 1930 e firmate\nda Eliot con lo pseudonimo di “Old Possum” (Vecchio Opossum): perfette per un pubblico\ndi grandi e piccoli lettori\, furono poi pubblicate nel 1939\, con la copertina illustrata da Eliot\nstesso.\nProdotto da Cameron Mackintosh e da The Really Useful Group\, “Cats”\, dopo un anno di\ngrandi successi nel West End londinese\, ha debuttato a Broadway nel 1982. La canzone\n“Memory” è un autentico classico\, soprattutto per le incisioni di Elaine Paige e Barbra\nStreisand: sulle note di una melodia struggente\, la gatta Grizabella riflette sulla propria\nsolitudine\, ripensando alla giovinezza perduta e alla felicità dei giorni passati\, ma afferma\nanche il proprio desiderio e la speranza di ricominciare una nuova vita. Il brano è stato\ninciso da 150 artisti diversi tra cui anche Celine Dion\, Luciano Pavarotti\, Placido\nDomingo\, José Carreras\, Milva\, Ute Lemper\, Susan Boyle e nel recente film del 2019 da\nJennifer Hudson.
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SUMMARY:Paradiso XXXIII
DESCRIPTION:Solo per una sera al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia arriva “Paradiso XXXIII” con Elio Germano e Teho Teardo e la regia di Lulu Helbæk e Simone Ferrari: appuntamento da non perdere martedì 6 febbraio alle ore 20.30.\nUn attore sofisticato come Elio Germano – che ritorna a Trieste ad oltre dieci anni dalla sua raffinatissima prova d’attore nel monologo di Will Eno “Thom Pain” – assieme al compositore e sound designer Teho Teardo\, daranno voce e musica sulla scena al mistero e alla bellezza dell’eterno con cui Dante chiude la sua Divina Commedia. \nContemplare. Forse si può fare solo questo\, davanti ad una bellezza così elevata e misteriosa da far apparire piccoli\, limitati\, inadeguati ogni parola\, ogni linguaggio\, ogni raffigurazione umana… È il sentimento che prova Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso\, al cospetto di Dio\, dell’eterno\, dell’indicibile. Ma il poeta non può tacere quel mistero\, deve provare a dire l’indicibile\, a raccontare l’irracontabile…  \nAd orchestrare in un tutto armonico la partitura inaudita e imprevedibile del compositore d’avanguardia Teardo e l’intensa interpretazione di Germano\, provvederà la regia visionaria di una coppia di registi di fama internazionale\, Lulu Helbæk e Simone Ferrari. Nel loro carnet figurano spettacoli del Cirque du Soleil\, Cerimonie Olimpiche\, esperienze immersive oltre che naturalmente teatro e video: la loro poetica è volta alla multidisciplinarietà. I contributi creativi e artistici dei due registi\, assieme a quelli di Elio Germano e Teho Teardo produrranno dunque in scena qualcosa di magico e meraviglioso\, di inspiegabile\, trascendendo qualsiasi concetto di teatro\, concerto o rappresentazione dantesca attraverso\, una contaminazione di linguaggi tecnologici e teatrali.  \n“Paradiso XXXIII” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali il 6 febbraio. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e  040.3593511.
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SUMMARY:Cyrano de Bergerac
DESCRIPTION:Arturo Cirillo fa ritorno al Politeama Rossetti con una sorprendente edizione del grande e amatissimo classico “Cyrano de Bergerac”: sarà un Cyrano  ancor più poetico e visionario e grazie alla creatività di questo regista e protagonista (Cirillo sarà infatti anche nel ruolo del titolo) lo apprezzeremo in una dimensione contemporanea di teatro-canzone. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 1 a domenica 4 febbraio\, per la stagione della Prosa.\nMusica e parole daranno voce alla commovente storia d’amore dell’uomo che\, a causa di un naso che “di un quarto d’ora ovunque lo precede”\, si considera indegno di essere amato. È perdutamente innamorato della cugina Rossana\, ma vergognandosi del proprio aspetto\, preferisce nascondere i sentimenti che prova facendo declamare i suoi meravigliosi versi d’amore a Cristiano\, piacente giovane per il quale la cugina sospira.\nBen lontano dall’ambientazione originale seicentesca immaginata dal poeta e drammaturgo francese Edmond Rostand\, che nello scrivere nel 1897 la sua celebre opera teatrale s’era ispirato a un personaggio realmente esistito all’epoca di Molière – Savinien Cyrano de Bergerac – l’atmosfera suggerita in questa versione dallo scenografo Dario Gessati è piuttosto quella retrò dei Gran Varietà degli anni Ottanta.\nEcco allora una scenografia molto colorata e piena di paillettes\, clin d’œil al film felliniano “Ginger e Fred” (di cui presto avremo ospite la versione teatrale). Ma il personaggio che Arturo Cirillo porta in scena non è solo un esuberante cabarettista con cilindro e cappello ma anche un Cyrano commovente e raffinato che rende omaggio al Pinocchio di Comencini.\nLa musica gioca un ruolo fondamentale nel dare coesione narrativa a questa edizione moderna del grande classico\, dove le rielaborazioni dei brani di Domenico Modugno per l’omonima commedia musicale\, quelli di Fiorenzo Carpi per “Pinocchio” e le musiche appositamente composte da Federico Odling si intrecciano per sottolineare i variegati momenti della pièce. \n“Cyrano de Bergerac” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’ 1 al 4 febbraio: le repliche sono tutte alle ore 20.30 tranne la domenica con inizio alle ore 16.I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Brundibar
DESCRIPTION:Lunedì 29 gennaio alle ore 20.30 verranno rappresentate\, per la prima volta in un’unica serata\, alPoliteama Rossetti di Trieste l’opera per coro di bambini ed orchestra Brundibár (Calabrone) del\ncompositore Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister (1938) e l’opera Der Kaiser von Atlantis\noder die Tod-Verweigerung (L’Imperatore di Atlantide ovvero il rifiuto della Morte) di Viktor\nUllmann su libretto di Peter Kien (1943-1944).\nA eseguire le partiture saranno l’Orchestra Abimà e la Civica Orchestra di Fiati “Giuseppe Verdi”\ndirette dal Maestro Davide Casali con la partecipazione del Coro VocinVolo – Ritmea (Maestro del\ncoro Lucia Follador).\nLo spettacolo\, della durata di un’ora e mezza\, è a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.\nRegia di Diana Höbel.\nLa mattina\, alle ore 11.30\, verrà eseguito il solo Brundibár\, in una rappresentazione dedicata agli\nallievi delle scuole di ogni ordine e grado della città.\nLa messa in scena delle due opere si inserisce all’interno della decima edizione del Festival Viktor\nUllmann\, realizzato dall’Associazione Musica Libera in collaborazione con Regione Autonoma Friuli\nVenezia Giulia\, Comunità Ebraica di Trieste e il progetto TerezÍn: la città delle false speranze\, che il\nComune di Trieste e l’Associazione Musica Libera propongono da diversi anni nelle scuole come percorso di approfondimento sulla Shoah e sulla realtà di Theresienstadt (in ceco TerezÍn)\, la città-\nfortezza austroungarica\, situata nei pressi di Praga\, che il regime nazista trasformò in un ghetto-\ncampo destinato agli ebrei. Pur in quel luogo di costrizione\, alcuni artisti hanno avuto la possibilità di svolgere dell’attività culturale e artistica in continuità con il loro passato\, realizzando alcune delle\nopere proposte nel corso della rassegna.\n\nDER KAISER VON ATLANTIS\n\nL’opera Der Kaiser von Atlantis oder die Tod-Verweigerung nasce dalla sinergia creativa di due\npersonalità artistiche note per il loro eclettismo\, deportate e imprigionate nel ghetto-campo\nnazista di Terezín: il musicista e critico musicale Viktor Ullmann e il poeta e pittore Peter Kien\, due\nartisti molto diversi per formazione\, che si ritrovano accomunati non solo dalla stessa condizione di\nperseguitati a causa della loro origine ebraica e deportati a Terezín\, ma anche dalla stessa\nconvinzione che “l’arte di fronte all’estremo” possa essere un mezzo di lotta e di contrasto al male\,\ngeneratore di odio\, di guerre e di morte.\n\nDer Kaiser von Atlantis\, opera in un atto\, suddivisa da un prologo e quattro Bildern (quadri) narra\nla storia del rifiuto della Morte a sottomettersi alla bramosia di potere e di dominio dell’Imperatore\ndi Atlantide Kaiser Overall (caricatura della figura di Hitler) che ha deciso di sfidare il mondo in una\nguerra assoluta di tutti contro tutti\, guerra che tiene Arlecchino prigioniero in un campo.\nLa Morte si ribella al volere dell’Imperatore: nessuno può più morire e il mondo cade nel caos.\nL’Imperatore governa attraverso l’opera del Tamburo (chiaro riferimento a Goebbels\, Ministro della\nPropaganda del regime nazista) e dell’Altoparlante (probabile riferimento a Goering\, Maresciallo\ndel Reich).\nNel terzo quadro\, mentre due soldati stanno combattendo\, si scopre che uno di loro\, Bubikopf\, è\nuna ragazza. I due soldati si innamorano e smettono di combattere nonostante le insistenze del\nTamburo: è questo il seme che farà rifiorire la vita.\nArlecchino\, ora libero\, si reca con la Morte al palazzo dell’Imperatore\, ormai sconfitto. Kaiser\nOverall chiede alla Morte di ricominciare ad operare nel mondo. Quest’ultima accetta alla sola\ncondizione che sia Overall il primo a morire. È così che l’ordine del mondo viene finalmente\nristabilito.\nLa musica composta da Ullmann per quest’opera è un continuo intreccio di diversi registri e stili\nmusicali. L’opera è ricca di elementi simbolici ed allegorici sia nel testo che nella musica. Ullmann\nprestò molta attenzione al testo di Kien in modo da far aderire la musica ad ogni passaggio del\nlibretto. Molte le citazioni melodiche di brani di compositori considerati degenerati dal regime\nnazista tra cui Josef Suk\, Kurt Weill\, Antonín Dvořák\, Gustav Mahler\, e abbondante è l’uso di generi\ndiversi\, dallo Swing al blues\, dalla canzone popolare alla sinfonia\, per arrivare alla trasposizione\nnella tonalità minore dell’inno nazionale nazista.\nSuggestivo è anche l’amalgama timbrico/sonoro dell’orchestra dovuto in particolare dalla limitata\ndisponibilità di strumenti e di musicisti all’interno del ghetto-campo di Terezín.\nDurata 55 minuti.\n\nViktor Ullmann\, musicista\, compositore\, direttore d’orchestra e critico\, nasce nel 1898 a Teschen\,\nfiglio di un ufficiale dell’esercito austro-ungarico. Studia a Vienna sotto la guida di Arnold\nSchönberg. Ritorna a Praga dove lavora con Alexander von Zemlinsky per il Nuovo Teatro Tedesco.\nNel 1929 si trasferisce ad Aussig e trova impiego come primo direttore e successivamente si\ntrasferisce a Zurigo. Qui aderisce alla Società Antroposofica di Rudolf Stein per la quale dirige una\nlibreria a Stoccarda. Dopo l’ascesa al potere di Hitler in Germania e della successiva emanazione\ndelle leggi di Norimberga (1935) si vede costretto a rientrare a Praga dove inizia l’attività di critico\nper la radio ceca e la rivista Der Auftak e riprende a comporre: tra il 1933-1935 lavorò alla stesura\ndell’opera lirica Der Sturz des Antichrist (La caduta dell’Anticristo).\nL’8 settembre 1942 viene deportato a Terezín insieme alla sua terza moglie. Nel 1943 comincia la\nsua collaborazione con il Freizeingenstaltung (dipartimento per il tempo libero) come critico\nmusicale\, organizzatore delle prove dei vari pianisti e durante la sua detenzione nel ghetto-campo\nriesce a comporre più di venti opere tra cui 3 sonate per pianoforte\, un quartetto e\, tra il 1943 e il\n1944\, l’opera Der Kaiser von Atlantis. Durante il 1944 si svolgono le prove per la messa in scena del\nKaiser von Atlantis\, prevista in occasione della visita della Croce Rossa Internazionale\, ma l’opera\nnon verrà mai eseguita pubblicamente a Terezín perché il 16 ottobre 1944 quasi tutto il cast\,\ncompreso Ullmann\, viene deportato ad Auschwitz. Il giorno successivo Viktor Ullmann viene\nassassinato in una camera a gas.\nPrima di partire Ullmann affida le partiture delle sue opere\, tra cui quella del Kaiser von Atlantis\, al\ndott. Emil Utiz\, direttore della biblioteca di Terezín\, il quale\, sopravvissuto alla guerra\, le\nconsegnerà nel 1947 a Londra al dott. Hans Gunther Adler. Solo il 16 dicembre 1975 il Kaiser von\nAtlantis verrà eseguito per la prima volta al mondo presso il Bellevue Centre ad Amsterdam\, sotto\nla direzione di Kerry Woodward.\nPeter Kien nasce a Varnsdorf nel 1919. Studia a Praga presso l’Accademia di Belle Arti e presso la\nscuola di pittura e grafica Officina Pragensis.\nIl 5 dicembre 1941 arriva a Terezín come componente del secondo Aufbaukommando\, gruppo di\nebrei deportati con il compito di trasformare la città fortezza di Terezín in un ghetto-campo nazista.\nDurante la sua prigionia Kien ha modo di realizzare poster e cartelloni degli spettacoli per il\nFreizeingenstaltung. Con Otto Ungar e Bedrich Fritta (I Pittori di Terezín) svolge un’intensa attività\nartistica clandestina\, con lo scopo di documentare e testimoniare le terribili condizioni di vita a cui\nerano costretti i deportati. Per questa loro attività\, una volta scoperti\, Ungar e Fritta furono\ntorturati e uccisi.\nPeter Kien in qualità di poeta scrive il libretto del Der Kaiser von Atlantis per l’amico Viktor Ullmann\n(a cui dedicherà anche un ritratto). Viene deportato ad Auschwitz con la famiglia il 16 ottobre\n1944\, dove morirà poco dopo il suo arrivo.\n\nBRUNDIBÁR\n\nL’opera per bambini Brundibár narra la storia di due bambini Aninka e Pepicek\, alla disperata\nricerca di denaro per curare la mamma malata. Il dottore prescrive alla madre di bere del latte per\nguarire dalla malattia. Ma per guadagnare i soldi necessari per comprare il latte iniziano a cantare\nper la strada\, ma devono vedersela con il cattivo Brundibár\, il suonatore di organetto. Solo con\nl’aiuto dei nuovi amici il Passero\, il Gatto e il Cane ed il coinvolgimento di un coro di bambini\nriusciranno nell’impresa.\nL’opera per coro di bambini ed orchestra Brundibár fu composta da Hans Krása sui testi di Adolf\nHoffmeister nel 1938 per partecipare a un concorso di composizione d’opera per bambini del\ngoverno cecoslovacco\, ma con l’occupazione nazista venne cancellato.\nNonostante il divieto agli ebrei di frequentare a vita pubblica\, nel 1941 iniziarono le prove del\nBrundibár presso l’orfanotrofio ebraico di Praga\, che fungeva temporaneamente da struttura\neducativa per i bambini ebrei.\nLa prima rappresentazione dell’opera si svolse nell’inverno del 1942 presso l’orfanotrofio\, quando\nsia il compositore Krása che lo scenografo František Zelenka\, direttore di palco per il Teatro\nNazionale Ceco\, erano già stati deportati a Terezín.\nNel luglio del 1943\, la maggior parte dei membri del coro e del personale dell’orfanotrofio fu\ndeportata a TerezÍn\, mentre solo il librettista Hoffmeister riuscì a fuggire in tempo da Praga.\nRiunito il cast a TerezÍn\, Krása ricostruì a memoria l’intera partitura dell’opera basandosi\nunicamente su una parte dello spartito per pianoforte che ancora possedeva. Adattò la partitura\nagli strumenti disponibili nel ghetto-campo\, tra cui flauto\, clarinetto\, chitarra\, fisarmonica\, piano\,\npercussioni\, quattro violini\, un violoncello e un contrabbasso.\nLa regia fu affidata a Zelenka.\n\nIl Brundibár venne rappresentato per la prima volta a TerezÍn il 23 settembre 1943 nella sala della\nMagdeburg Kaserne davanti a oltre duecentocinquanta spettatori\, e diretto da Rudolf Freudenfekd\ne con le coreografie di Camilla Rosenbaum. L’opera fu riproposta 55 volte durante l’anno\nsuccessivo. Nel 1944\, si tenne una rappresentazione speciale in occasione della visita della\ndelegazione della Croce Rossa Internazionale.\nNel corso dell’anno\, una rappresentazione di Brundibár fu anche filmata per un film documentario di\npropaganda dalla zona d’insediamento ebraico” (Theresienstadt – Ein Dokumentarfilm aus dem Jüdischen\nSiedlungsgebiet)\, e successivamente inclusa nel documentario “Voices of the Children” del 1999\,\nvincitore di un Emmy Award e diretto da Zuzana Justman\, una sopravvissuta di TerezÍn che aveva\ncantato nel coro.\nHans Krása e la maggior parte dei musicisti e dei bambini che avevano cantato nelle diverse\nrappresentazioni dell’opera morirono ad Auschwitz.\nDurata 27 minuti.\n\nHans Krása nasce a Praga da genitori ebrei. Laureatosi in composizione presso l’Accademia di\nMusica tedesca\, diventa maestro accompagnatore al Nuovo Teatro Tedesco dove incontra il\ncompositore e direttore Alexander von Zemlinsky. Nel 1927 si trasferisce a Berlino dove risente\ndelle influenze musicali di Gustav Mahler\, Arnold Schönberg e del Gruppo dei sei.\nAl rientro a Praga Krása debutta come compositore con Four Orchestral Songs op. 1\, lavoro basato\nsul Galgenlieder di Christian Morgenstern. La composizione di maggior rilivo è l’opera Verlobung im\nTraum (Il fidanzamento in un sogno) ispirata al romanzo Il sogno dello zio di Fëdor Dostoevskij.\nIl 10 agosto 1942 viene arrestato dai nazisti e deportato a Terezín e lavora alla riscrittura del\nBrundibar da far eseguire ai bambini internati\, come attività educativa e di svago. A Terezín Krása\ncompone una serie di opere da camera\, alcune delle quali rimangono incompiute. Il 16 ottobre\n1944 anche Hans Krása viene deportato ed assassinato ad Auschwitz.\nAdolf Hoffmeister\, nato il 15 agosto 1902 a Praga\, si laurea alla Facoltà di Legge dell’Università di\nPraga nel 1925 e inizia a lavorare presso lo studio del padre avvocato.\nNell’arco della sua intera vita sarà scrittore\, pubblicista\, drammaturgo\, pittore disegnatore\,\nscenografo\, fumettista\, traduttore\, diplomatico e professore universitario.\nNel 1920 diventa membro fondatore di Devĕtsil (Associazione di artisti d’avanguardia cechi)\,\ndirettore del Lidové Noviny\, uno dei principali quotidiani cechi\, e del principale giornale letterario\nLiterární Noviny. Nel 1938 scrive il libretto per l’opera per bambini Brundibár.\nDurante la guerra è redattore della stazione radiofonica Voice of America.\nNel 1939 emigra in Francia e poi in Marocco dove viene arrestato. Fuggito da un campo di\ninternamento\, raggiunge l’America.\nNel 1945 ritorna in Cecoslovacchia e inizia a lavorare per l’Unesco e per il PEN Club. Dal 1951 è\nprofessore all’Accademia delle Arti e dei Mestieri di Praga.\nDopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia\, Hoffmeister emigra nuovamente in Francia nel\n1969\, ma l’anno successivo decide di rientrare in patria.\nMuore il 24 luglio 1973 sui monti Orlichý\, dopo una vita errabonda da emigrante in Europa per\nsfuggire alle persecuzioni.\nNel 1945 ritorna in Cecoslovacchia dove lavora per l’Unesco. Dal 1951 è professore all’Accademia\ndelle Arti e dei Mestieri di Praga.\nDopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia\, Hoffmeister emigra nuovamente in Francia nel\n1969\, ma l’anno successivo decide di rientrare in patria.\nMuore il 24 luglio 1973 sui monti Orlichý\, giudicato dal regime una non-persona.\n\nIL FESTIVAL VIKTOR ULLMANN\n\nIl Festival Viktor Ullmann\, nato nel 2014 e giunto alla X edizione\, è dedicato ai compositori\, ebrei e\nnon\, perseguitati dal regime fascista e da quello nazista per il loro impegno culturale e la loro\nattività artistica.\nMolti di questi musicisti si sono salvati trovando rifugio nell’esilio\, fuori dall’Europa\, ma in tanti\nsono stati catturati dai nazisti\, imprigionati e deportati nei campi di concentramento e di sterminio\ndove morirono. Pochissimi invece sono sopravvissuti.\nLa loro arte fu etichettata come “degenerata” perché non corrispondente ai canoni estetici della\n“purezza” ariana.\nMolte sono state le prime esecuzioni assolute o italiane che hanno arricchito i concerti in\ncalendario e che sono frutto di approfondite ricerche storiche e filologiche.\nI curatori del Festival hanno intrecciato rapporti significativi con diversi studiosi dell’argomento\,\nsparsi in tutto il mondo\, e con i parenti dei compositori oggetto delle loro ricerche.\nNei concerti della rassegna\, pertanto\, si intende offrire al pubblico sia un’esperienza musicale\nnuova\, di scoperta di brani musicali sconosciuti che stimolano la curiosità e il senso critico\, che\nun’esperienza umana\, di intima riflessione sulle circostanze storiche e sociali che possono causare\,\nieri come oggi\, delle tragedie nella vita delle singole persone e di interi popoli.\nNumerose le collaborazioni sorte nel corso di questi anni in ambito artistico\, tra le quali si\nricordano quelle con la Fondazione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi\, l’Associazione dei compositori\nebrei israeliani\, il Centro di Musica Contemporanea di Milano\, il Festival Nessiach di Pisa\,\nl’Orchestra San Marco di Pordenone\, la Civica Orchestra di Fiati Giuseppe Verdi di Trieste\, la Corale\nNuovo Accordo di Trieste e la Società dei Concerti di Trieste.\nTra gli artisti che si sono già esibiti nelle passate edizioni si possono citare il flautista Roberto\nFabbriciani\, il violista Peter Barsony\, il direttore d’orchestra Alan Bieljnski e il pianista Luca Buratto\,\nil pianista Bruno Canino e il violinista Davide Alogna.\nIl Festival Viktor Ullmann gode del contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Le\nFondazioni Casali ed è sostenuto anche da associazioni e istituzioni civili quali l’Ucei – Unione delle\nComunità ebraiche Italiane\, il Museo della Shoah di Roma\, il Museo ebraico di Venezia\, il Comune\ndi Trieste\, il Comune di Udine\, il Comune di Gradisca\, la Comunità ebraica di Trieste\, la Comunità\nebraica di Venezia e la Comunità ebraica di Pisa e Firenze.
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SUMMARY:DARWIN’S SMILE
DESCRIPTION:Da poco insignita del prestigioso “David di Donatello speciale 2023” – e annoverata dalCorriere della Sera fra le Donne dell’Anno – eclettica\, simpatica\, carismatica\, Isabella\nRossellini arriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ed è fra gli ospiti più attesi della\nStagione di Prosa.\nL’appuntamento è dunque per sabato 20 e domenica 21 gennaio\, con lo spettacolo\n“Darwin’s Smile” da lei scritto e interpretato\, che ne ne rivela la sensibilità e la versatilità\ndal momento che vi intreccia due sue grandi passioni\, apparentemente distanti: quella per\nla recitazione e quella per l’etologia.\nNon è la prima volta – al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – che i linguaggi del teatro\nsi fanno strumento per approcciare mondi differenti: come quello dello sport\, della storia e\ndella scienza\, che sono stati oggetto di diverse produzioni.\nL’avventura di “Darwin’s Smile” nasce in uno dei luoghi più belli di Parigi\, il Museo d’Orsay\,\nche in occasione di una mostra dedicata a Darwin chiede proprio ad Isabella Rossellini\nuna conferenza sul tema. L’attrice accetta e inizia una ricerca ed una riflessione che\ntrasferisce poi sulle tavole del palcoscenico e che diviene lo spettacolo applaudito ora in\nItalia e che proseguirà il tour per l’intero 2024\, dalle Canarie\, a Dubai e di nuovo in\nFrancia. Isabella Rossellini recita questo suo one-woman-show – a seconda del Paese in\ncui lo propone – in italiano\, o in inglese o in francese.\nCome suggerisce il titolo\, per “Darwin’s Smile” il punto di partenza è molto poetico: è un\nsorriso. Perché mai il sorriso è compreso in ogni parte del mondo mentre altri gesti sono\nspecifici solo ad alcune culture’ E poi\, gli animali sanno sorridere’ Nasce da qui la\nriflessione etologica di Isabella Rossellini\, attrice di cinema\, teatro e televisione dalla\ncarriera internazionale\, ma anche giornalista\, modella e traduttrice. E laureata in etologia\,\nstudio che l’ha sempre interessata ma a cui ha potuto dedicare il giusto solo a\ncinquant’anni\, quando ha frequentato master e università… Ma poi\, chi meglio di un’attrice\nche lavora costantemente sul gesto\, sulle emozioni\, sui codici universali per esprimere\nsensazioni\, può mettersi al servizio della scienza per meglio far comprendere il\ncomportamento animale ed umano’\nNel suo libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” Charles Darwin ha\nsottolineato la continuità esistente tra gli esseri umani e gli animali che può essere\nritrovata anche nel modo di esprimere le emozioni. Così Isabella Rossellini\, interpretando\ncon umorismo e semplicità cani\, gatti\, galline\, pavoni e\, naturalmente\, Charles Darwin\,\nregala al pubblico\, oltre che a una magnifica lezione sull’evoluzione\, anche una grande\nlezione di teatro. Lo spettacolo ha riscosso successo di pubblico e di critica in teatri\namericani e europei\, suscitando ovunque enorme interesse sia per la particolare regia\ncurata da Muriel Mayette-Holtz – con effetti tutti “a vista” compresi i sorprendenti cambi di\ncostume – che per l’inconsueto contenuto; è un’occasione per imparare divertendosi e\nridendo tutto sull’arte della recitazione e su complesse teorie scientifiche.\nIsabella Rossellini è cresciuta tra Parigi e Roma. A 19 anni si trasferisce a New York e\nlavora come traduttrice e giornalista per la RAI. A 28 anni inizia la carriera di modella e\nappare sulle copertine di Vogue\, Elle\, Harper’s Bazaar e Vanity Fair… Icona di stile\, a\npartire dal 1982 è per 14 anni testimonial esclusivo di Lancôme. A 40 anni\, età considerata\ntroppo avanzata per rappresentare l’industria della bellezza\, il suo contratto non è\nrinnovato. Isabella lancia quindi il proprio marchio di cosmetici\, “Manifesto”\, e nel 2016\nLancôme l’assume nuovamente come testimonial con l’intento specifico di promuovere\nl’inclusività e combattere l'”ageism”.\nDebutta nel cinema come attrice nel 1979 nel film dei fratelli Taviani “Il Prato”: lavora con\nmolti registi tra cui Robert Zemeckis\, David O. Russell\, David Lynch\, Robert Wilson\, Taylor\nHackford\, Marjane Satrapi e Guy Maddin.\nÈ anche attrice televisiva e regista di successo\, con un forte interesse per gli animali e la\nconservazione della fauna selvatica. La sua premiata serie di cortometraggi “Green\nPorno”\, “Seduce Me” e “Mammas”\, offre studi comici e scientificamente approfonditi sui\ncomportamenti animali. I suoi monologhi teatrali sono applauditi in America\, Europa e\nAustralia.\nHa conseguito un master in Comportamento e preservazione degli animali presso l’Hunter\nCollege di New York e un dottorato di ricerca Honoris Causa dalla Facoltà di Scienze\ndell’Università del Quebec a Montreal. Recenti sono “Master of Photography” creato per\nSKY Europa e la serie americana “Shut Eye” per la piattaforma HULU. Si occupa inoltre\ndella conservazione dello straordinario patrimonio cinematografico della sua famiglia\,\ncompresi i film diretti da suo padre\, Roberto Rossellini\, e quelli con sua madre\, Ingrid\nBergman. Gestisce una fattoria biologica a Brookhaven in collaborazione con il Peconic\nLand Trust.\nVenerdì 19 gennaio alle ore 18 il direttore della British School Peter Brown\, terrà alla\nSala Bartoli una conferenza dedicata alla figura di Charles Darwin: l’ingresso è\nlibero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:L’interpretazione dei sogni
DESCRIPTION:Prestigioso e atteso appuntamento – martedì 16 e mercoledì 17 gennaio – al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: Stefano Massini sarà in scena al Politeama Rossetti con “L’interpretazione dei sogni” spettacolo che nasce da un suo decennale lavoro di studio e ricerca sull’opera di Freud.\n«Il mio è un lavoro ultradecennale – spiega infatti Stefano Massini – e ho sempre continuato a studiare “L’interpretazione dei sogni”: è stata come una fissazione\, una sorta di bella ossessione per me… Questo testo racchiude in sé un materiale estremamente fertile dal punto di vista delle potenzialità teatrali e delle possibilità\, che dispiega in termini di racconto. Lo stesso Freud lo definisce come un’opera dalla “drammaturgia onirica”. È lui a dire: “Perché questo teatro ogni notte\, quando chiudo gli occhi\, apre il sipario’” Si crea allora una metafora continua\, perché ognuno di noi\, quando la notte sogna\, è come se costruisse una forma di teatro\, una vita inventata e reale al tempo stesso». \nPrimo autore italiano ad aver ricevuto il Tony Awards\, l’Oscar del teatro\, per il suo “Lehman Trilogy”\, oltre ad aggiudicarsi sia il Drama League Award 2022 che l’Outer Critics Circle Award 2022\, Stefano Massini è uno dei più accreditati e ammirati scrittori a livello internazionale ma è anche carismatico e incisivo sul palcoscenico\, come risulta evidente nelle sue tante apparizioni televisive e teatrali\, mondi che ama e frequenta costantemente. \nIl pensiero di Sigmund Freud gli offre ora la possibilità di una nuova\, affascinante incursione teatrale\, che condivide con alcuni musicisti e avvolto nelle suggestioni di una bella scenografia: l’autore partirà da alcuni quesiti che tutti ci poniamo.\nDove andiamo quando sogniamo’ Che cosa cerchiamo di dire a noi stessi in quello spazio sospeso\, ulteriore e intermedio\, che ci accoglie appena chiudiamo gli occhi’ Ogni essere sogna\, al di là del fatto che ne conservi memoria: la nostra esistenza è un susseguirsi di visioni notturne\, architetture elaborate e complesse\, la cui edificazione obbedisce a una necessità naturale. E allora la domanda diventa: perché sogniamo’ Perché per l’essere umano è un bisogno vitale e ineludibile’  \nLa ricerca sui sogni di Sigmund Freud\, pietra miliare del Novecento\, tenta una risposta attraverso l’analisi di numerosi casi clinici\, talora drammatici\, talora perfino buffi e occasionali\, ognuno capace di rivelarci qualcosa sulle leggi misteriose e splendide che sovrintendono alle nostre messinscene notturne. Sì\, messinscene. Perché il sogno nella lettura di Freud ha un impianto profondamente teatrale\, evidente fino da quel titolo originario del volume che alludeva a una vera e propria “drammaturgia onirica”. E dunque ecco scaturire l’ultima domanda: con quali regole si procede\, nel fantasmagorico teatro del Sogno’ \nStefano Massini porta a compimento il suo decennale lavoro su “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud\, iniziato nel 2008 e costellato di prestigiose occasioni pubbliche\, compresa la tappa intermedia del romanzo di grande successo pubblicato da Mondadori nel 2017 e tradotto in più lingue. Dopo l’acclamato spettacolo realizzato al Piccolo Teatro\, nel 2018\, Massini ritorna nel mondo di Freud con un testo completamente nuovo\, mettendo il suo estro di narratore al servizio di uno spettacolo liberamente ispirato e tratto dagli scritti di Freud.  \nUn impressionante catalogo umano: sulla scena\, fra le note di Enrico Fink\, prende forma un variopinto mosaico di personaggi che\, narrando i propri sogni\, compongono una sinfonia di immagini e di possibili interpretazioni\, in cui il pubblico si riconosce e ritrova.  \n«Esiste un punto molto personale che mi collega a Freud» spiega ancora Stefano Massini. «Io – essendo non un attore puro ma uno scrittore e un performer che va in scena\, sotto forma di un se stesso\, raccontando storie – faccio da narratore e prendo in prestito un Io altro. In questo caso si crea un ulteriore cortocircuito perché Freud\, quando pubblica “L’interpretazione dei sogni”\, ha la mia stessa età. Ho voluto raccontare sulla scena queste storie\, così potenti\, in un continuo sdoppiarsi di un Io in Freud. Come quando Freud inizia a domandarsi la motivazione dei suoi sogni\, è costretto ad andare indietro nella propria infanzia o nella propria vita coniugale\, alla ricerca di episodi che giustifichino quel determinato sogno che ha fatto. Oppure ci sono i suoi pazienti\, che vanno in cura da Freud raccontando i propri sogni: è tutto un rincorrersi sul palcoscenico di storie illuminanti\, in cui il pubblico può riconoscersi. Ingrediente fondamentale sono le musiche di Enrico Fink».\n«Come sempre nei miei lavori – continua l’autore – attraverso la narrazione delle vicende di un personaggio\, cerco di spiegare e rendere accessibile una storia che possa essere utile a tutti. Questo è uno spettacolo in cui\, forse\, si viene a teatro con un desiderio: arrivare a comprendere quali sono le regole fondamentali che sottintendono alla lettura di un sogno o di un incubo mai riusciti ad interpretare prima. Sulla scena di Marco Rossi\, attraverso tutta una serie di casi legati ai sogni\, resi immagini da Walter Sardonini\, cerchiamo di dare una risposta a questa domanda. Il sogno è qualcosa che nasconde\, come sottolineano le luci di Alfredo Piras\, molto di più di quello che all’apparenza sembra\, mentre per tanto tempo è stato ‘bocciato’ come qualcosa privo di valore\, un semplice fatto onirico. Nel parlare quotidiano spesso usiamo l’espressione “neanche per sogno”\, ed è un modo per dire “neanche nella più estrema delle ipotesi”: il sogno viene inteso allora come qualcosa di assurdo e inconcepibile\, lontano dalla realtà. Invece\, Freud inizia a rendersi conto che il sogno va preso sul serio. A un certo punto dello spettacolo\, a una festa dove indosso una maschera di Elena Bianchini (suoi anche i costumi)\, rivolgendosi a un collega che di fatto lo sta deridendo per questa sua attenzione ai sogni\, Freud pronuncia una battuta emblematica: “I sogni sono materiale a rischio. Se non li maneggi con cura puoi anche farti molto male”».\n“L’interpretazione dei sogni” di e con Stefano Massini va in scena al politeama Rossetti martedì 16 e mercoledì 17 gennaio alle ore 20.30.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Le cronache della discarica
DESCRIPTION:Nasce da un progetto del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia rivolto ai bambini dellescuole elementari e sostenuto dall’Assessorato regionale alla difesa dell’ambiente\, energia\ne sviluppo sostenibile\,“Le cronache della discarica”\, che per la prima volta sabato 20\ngennaio e poi il sabato successivo – sempre alle ore 17 al Politeama Rossetti – sarà aperto\nal pubblico delle famiglie.\nLo spettacolo è attualmente replicato ogni mattina per i bambini delle scuole elementari\nche affrontano in un modo giocoso e divertente\, ma anche incisivo e necessario il tema del\nrispetto della natura e dell’importanza del corretto riciclo.\nL’autrice e regista Paola Bonesi assieme ai due interpreti Romina Colbasso e Giacomo\nAndrea Faroldi hanno tenuto laboratori nelle scuole di Trieste\, Udine e Gorizia nel corso\ndei quali hanno parlato con i bambini di rifiuti e riciclo e hanno poi lavorato assieme\nassemblando creativamente rifiuti di ogni giorno: ne sono nati buffi personaggi\,\ndall’aspetto curioso e dalle più diverse personalità che diventano ora parte dello\nspettacolo.\nLi incontrerà l’alieno Oki che piomberà sulla terra e non saprà capacitarsi di quanto male\nstiamo trattando il nostro pianeta: il giovane alieno sarà al centro di una incredibile\navventura e salverà la Terra assieme a una bambina con cui fa amicizia.\nIl testo scritto da Paola Bonesi sgorga dalla rielaborazione del materiale narrativo raccolto\nnel corso di questi incontri nelle scuole. «L’idea centrale dello spettacolo mi è venuta\nmentre leggevo “Cronache Marziane” di Ray Bradbury» spiega l’autrice. «Ho immaginato\nun piccolo extraterrestre proveniente da un pianeta inospitale\, attratto dalle bellezze della\nTerra. Cosa avrebbe potuto pensare di quello che noi umani stiamo facendo al mondo in\ncui viviamo’ Il resto è venuto di conseguenza: la caduta accidentale del piccolo alieno Oki nella Grande Discarica\, con i suoi stravaganti abitanti\, l’incontro con la misteriosa bambina\nGretel e la loro alleanza per contrastare chi vuole distruggere il pianeta».\n«“Le cronache della discarica” è una fiaba moderna\, costruita sulle dinamiche suggerite\ndai bambini\, incontrati nei laboratori scolastici: parla anche di rapporti tra fratelli\, delle\npaure\, della scoperta della responsabilità\, della gioia smisurata di fare qualcosa di bello\ninsieme agli altri e dell’orgoglio di contribuire\, anche con piccoli gesti\, ad un futuro\nmigliore. Perché come dice la canzone che ascoltiamo nello spettacolo: Pla-pla-pla\,\nplastica con la plastica\, me-me-me metallo col metallo ed è già più bello\, questo mondo\nqui» conclude Paola Bonesi.\n“Le cronache della discarica” è assolutamente divertente e fantasioso e riesce\, con un\nlinguaggio adatto ai bambini\, a trasmettere messaggi educativi importanti: per questo il\nTeatro Stabile sceglie di aprire alcune recite pomeridiane anche alle famiglie.\n“Le cronache della discarica” va in scena al Rossetti sabato 20 e 27 gennaio alle ore\n20.30.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:L’avaro
DESCRIPTION:Dopo il successo riscosso in “Tango Macondo”\, Ugo Dighero ritorna al Politeama Rossettinel ruolo del titolo del classico molièriano “L’avaro”\, diretto da Luigi Saravo. Lo spettacolo\nva in scena per la stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì\n11 a domenica 14 gennaio.\nLa regia di Saravo trasporta “L’avaro” in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano\,\ngiostrando riferimenti temporali diversi\, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot\nche tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione\ndi spendere). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi\,\nmentre la nuova traduzione di Letizia Russo\, fresca e diretta\, contribuisce a dare un ritmo\ncontemporaneo.\nMettendo al servizio del testo il suo naturale talento comico Dighero interpreta l’avido\nArpagone che\, costantemente intento ad anteporre i propri interessi a quelli dei figli\, a\ndispetto della loro felicità\, cerca di combinare matrimoni economicamente vantaggiosi per\nsé e per loro. Dopo una serie divertente d’intrighi\, Cleante ed Elisa – questi i nomi dei figli\nArpagone – nonostante l’opposizione del padre\, riusciranno a convolare felicemente a\nnozze sposando le persone amate.\n«La narrazione de “L’Avaro” di Molière ruota attorno a un tema centrale\, cui tutti gli altri si\nriconnettono: il danaro» spiega Luigi Saravo. «Il danaro e la sua conservazione\, il suo\nsperpero\, il gioco d’azzardo\, l’acquisto di beni e il loro degrado che porta all’acquisto di\nnuovi beni\, i prestiti\, gli interessi e i rapporti di potere che dal danaro discendono. Nella\nnostra contemporaneità orientata al consumo\, definita dalla necessità di far circolare il\ndanaro inseguendo una crescita economica infinita\, il gesto conservativo e immobilista di\nArpagone\, dal punto di vista finanziario\, ci suona come sovversivo\, in netta opposizione\nalla tirannia consumistica\, alla pubblicità che ne è motore\, e a quella patologia del\ndesiderio che vede nella sostituzione il suo fondamento (…) Intorno a lui si muovono gli\naltri personaggi\, apparentemente vittime della sua tirannia\, ma\, in realtà\, figure votate a\nideali ben riconoscibili in questo slittamento di contesto. Queste figure lamentano la loro\nprigionia\, la loro sottomissione forzata alle volontà di Arpagone\, ma in realtà sono\nsottomesse soprattutto al vincolo economico che le lega a lui\, potenzialmente capaci di\nsottrarsi a quella tirannia abbandonando la casa e gli averi promessi da eredità e salari. E\nin ultimo\, per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché\nnon ne possono cavar nulla».\nA fianco di Ugo Dighero\, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia\,\nil servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone\, e la domestica / mezzana\nFrosina\, ovvero i due personaggi che muovono l’azione\, scatenando l’irresistibile gioco\ndegli equivoci\, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola.\nVenerdì 12 gennaio alle ore 18 al Caffé Rossetti si terrà un incontro con Ugo Dighero\ne alcuni altri interpreti de “L’Avaro” a cura di Paolo Quazzolo\, storico del teatro e\ndocente all’Università di Trieste. L’evento è organizzato dal Teatro Stabile del Friuli\nVenezia Giulia in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti. L’ingresso\,\ncome sempre\, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\n“L’avaro” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’11 al 14 gennaio. I biglietti sono\ndisponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile\ndel Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e\n040.3593511.
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SUMMARY:Quell’anno di scuola
DESCRIPTION:La bellissima storia di Giani Stuparich incanta nuovamente alla Sal Bartoli – dal 10 al 14 gennaio – racchiusa nello spettacolo “Quell’anno di scuola” portato in scena nell’adattamento di Alessandro Marinuzzi e Davide Rossi\, e interpretato da Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana e gli attori del progetto TeSeO – Meredith Airò Farulla\, Riccardo Bucci\, Davide Falbo\, Chiara Pellegrin\, Emilia Piz\, Gregorio Righetti\, Andrea Sadocco\, Daniele Tessaro – diretti dallo stesso Marinuzzi.\nProduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con lo Stabile del Veneto\, il progetto ha una storia lunga: nasce nell’estate 2021 quando il Teatro Stabile organizza tre maratone letterarie nel Giardino di Piazza Hortis a Trieste. Attori e semplici lettori appassionati si passano il testimone nella lettura integrale di tre romanzi di autori triestini\, un modo – per il direttore Paolo Valerio – di valorizzare gli inestimabili giacimenti culturali della regione.  \nFra i tre romanzi c’è “Un anno di scuola”: dalle emozioni vissute in quel pomeriggio di lettura\, l’idea di portarlo sul palcoscenico sgorga immediata. \nLa messinscena viene affidata dunque ad Alessandro Marinuzzi\, regista e formatore teatrale triestino che in passato ha già collaborato con lo Stabile. \n“Quell’anno di scuola” va in scena alla Sala Bartoli dal 10 al 14 gennaio: vista la grande richiesta è stata aggiunta una replica straordinaria sabato 13 gennaio alle ore 18 (che si aggiunge a quella delle ore 21). I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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DESCRIPTION:CABARET – the musical\, nella nuova produzione firmata da Arturo Brachetti e LucianoCannito\, è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dove va in scena da lunedì 8\na mercoledì 10 gennaio al Politeama Rossetti. Lo spettacolo trasporterà il pubblico nella\nsfrenata Berlino degli anni Trenta ad un passo dall’avvento del nazismo\, tra eccessi\,\nprivazione delle libertà\, decadenza e contraddizioni quotidiane\, in un momento storico\ndistante ma nello stesso tempo anche molto attuale.\nIrriverente\, piccante\, spettacolare\, divertente\, cinematografico\, Cabaret è uno di più famosi\nmusical di sempre.\nNato come musical\, divenuto popolarissimo quando divenne il film di Bob Fosse con Liza\nMinnelli che vinse ben 8 Oscar è uno dei musical più amati e ripresi e premiati sia a\nBroadway che a Londra.\nLa storia è basata su personaggi ed eventi veri\, accaduti a Berlino e descritti nel romanzo\nautobiografico “Goodbye to Berlin” di Cristopher Isherwood che passò tre anni della sua\nvita nella città\, a cavallo degli anni Trenta. La Berlino che sarà raccontata è la più vicina\npossibile a quella che era nella realtà\, con i suoi Cabaret\, i suoi bordelli\, la sua frenetica\nvita notturna\, le sue incredibili correnti artistiche che facevano di questa capitale il\ncrogiuolo di artisti\, liberi pensatori e gente comune\, di cui la maggior parte inconsapevole\ndell’avvento del nazismo.\nLo spettacolo narra la storia di un americano sbarcato a Berlino che incontra e si innamora\ndi Sally (Diana Del Bufalo)\, ragazza inglese dai liberi costumi. Condividono una stanza in\nuna pensione modesta\, tenuta da una anziana zitella tedesca innamorata a sua volta di un\nfruttivendolo ebreo. Fulcro della narrazione è il Cabaret Kit Kat Club dove EMCEE\, un\npresentatore ambiguo e irriverente (Arturo Brachetti)\, si prende gioco della libertà sessuale\ne del potere. Alla fine\, l’arrivo del nazismo spegne questa libertà di pensiero e di costumi\nper lasciar posto al periodo nero che tutti conosciamo e che la storia punirà.\nLo spettacolo\, messo in scena da Arturo Brachetti e Luciano Cannito\, corre veloce\, con\nun ritmo da montaggio cinematografico\, senza censura e pregiudizi\, snodandosi tra\nnumeri musicali conosciutissimi come “Cabaret”\, “Wilkommen”\, “Money Money“\, ricreati al\nmassimo della loro brillantezza e spettacolarità e la storia più umana e toccante delle due\ncoppie di innamorati\, poi travolti da un destino ineluttabile.\nCabaret è uno spettacolo rutilante\, decadente\, lussuoso e scioccante allo stesso tempo\,\nquale era la Berlino di 100 anni fa\, ma nello stesso tempo così attuale: con la sua colonna\nsonora suonata dal vivo\, si annuncia dunque come uno spettacolo contemporaneo\, a\ntratti provocatorio\, che esplora temi di politica\, amore\, e libertà personale in un’epoca di\ngrande incertezza\, offrendo nuovi spunti di riflessione.\nLe scene sono firmate da Rinaldo Rinaldi\, i costumi da Maria Filippi\, la direzione\nmusicale da Giovanni Maria Lori. Tutte figure di spicco nel mondo del musical e del\nteatro internazionale che daranno una nuova luce a questo titolo e renderanno questo\nallestimento totalmente diverso dalle edizioni precedenti.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Il lago dei cigni
DESCRIPTION:La danza entra al Politeama Rossetti nel nuovo anno – il 4 gennaio – con un prezioso appuntamento\, un grande titolo del repertorio nella sua esecuzione più classica e ricca e presentando al pubblico una compagnia molto apprezzata a livello internazionale e alla sua prima esibizione a Trieste: un’esibizione che lascerà sicuramente incantati gli spettatori.\nL’Opera Nazionale di Romania di Iasi è un’istituzione storica e molto prestigiosa che ha sede nello splendido Teatro Nazionale (progettato dai rinomati architetti viennesi Feliner e Helmer nel 1896 e considerato tra i teatri più belli al mondo) e possiede un proprio corpo di ballo eccellente\, fin da metà Novecento.  \nEd è proprio questo straordinario\, impeccabile e imponente assieme il primo protagonista “sulle punte” sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, nel 2024. Un appuntamento da non perdere – quello del 4 gennaio alle ore 20.30 – anche perché i bravissimi danzatori della compagnia rumena – preparatissimi a livello tecnico e dalla preziosa espressività – eseguiranno uno dei balletti più amati del grande repertorio\, “Il Lago dei Cigni”. \nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Les Ballets Trockadero de Monte Carlo
DESCRIPTION:Quando arrivano i “Trocks” – come vengono affettuosamente nominati dai fan gli straordinari danzatori de LES BALLETS TROCKADERO DE MONTE CARLO – i teatri si affollano di spettatori che vivono un’esperienza indimenticabile assistendo a uno spettacolo di danza di ottimo livello\, che diverte fino alle lacrime…\nSarà così giovedì 21 dicembre al Politeama Rossetti\, che ospita una nuova performance della straordinaria compagnia di danza statunitense\, composta da soli\, straordinari ballerini\, che danzano con convinzione en travesti\, nei panni di silfidi (anche se il loro fisico è prestante)\, di cigni\, di dame e principesse\, avvolti in vaporosi tutù e calzando scarpette da punta dalla misura piuttosto fuori standard.\nFra il 2006 e il 2019 i Trocks sono stati ospiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per ben cinque volte\, lasciando sempre platee desiderose di applaudirli ancora.\nE lo stesso accade in tutto il mondo dove le loro tournée – a partire dalla fondazione nel 1974 in una sala “off-off-Broadway” – hanno toccato oltre 600 città e 40 Paesi e dove i loro spettacoli hanno ottenuto premi ambìti e inviti nei teatri internazionali più quotati. Niente di strano per una compagnia artisticamente e tecnicamente di rango così elevato. \nLa loro storia  è iniziata da un gruppo di ottimi ballerini che si divertivano a mettere in scena la parodia di balletti tradizionali “en travesti”… e sono diventati icone mondiali. La loro comicità non è mai facile o grossolana\, ma frutto di un profondo rispetto e conoscenza del mondo della danza\, di cui esasperano e prendono di mira i tratti più iconici\, gli incidenti più comuni\, le isterie delle più celebri étoiles… \nLo spettacolo  anche in questa edizione\, si comporrà di brani di repertorio arricchito da nuove rivisitazioni del balletto classico e dalla più irresistibile delle loro interpretazioni\, il secondo atto da “Il Lago dei cigni”  di Čajkovskij. \nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Storia di una capinera
DESCRIPTION:“Con “Storia di una capinera” arriva al Politeama Rossetti un grande classico verghiano. Storia d’amore e di un drammatico rapporto padre-figlia lo spettacolo è ospite della Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 14 dicembre in un allestimento del regista Guglielmo Ferro: fra gli interpreti\, Enrico Guarneri e Nadia De Luca”.\n“Storia di una capinera” attraverso la passionale narrazione della novizia Maria – nel riadattamento drammaturgico di Micaela Miano\, per la messinscena di Guglielmo Ferro –  stigmatizza il rigido impianto culturale e umano delle famiglie dell’epoca. Perché se Maria è vittima\, non lo è dell’amore “peccaminoso” per Nino che fa vacillare la sua vocazione\, ma lo è del vero peccatore ‘verghiano’ che è il padre Giuseppe Vizzini.\n«È sul drammatico rapporto padre figlia\, sui loro dubbi e tormenti che si mette in scena la storia della Capinera» spiega il regista. «La stanza del convento è il centro della scena\, Maria non esce da quella prigione\, e il padre Giuseppe ne è il carceriere. Entrambi dolorosamente vittime e carnefici.\nOgni evento che deflagra nella mente di Maria\, ogni personaggio altro che scardina il viaggio del suo noviziato\, sono elementi drammaturgici per sviscerare il dramma interiore di un padre che finisce per uccidere la figlia. È il racconto di legami infelici\, di dinamiche familiari per noi oggi impossibili da immaginare ma che Verga racconta con l’inesorabilità di una condanna».\nLo spettacolo è in scena da giovedì 14 fino a sabato 16 dicembre alle 20.30 e domenica 17 dicembre alle ore 16 alla Sala Assicurazioni Generali. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Scusa sono in riunione… ti posso richiamare'
DESCRIPTION:Ironico e ispirato\, Gabriele Pignotta costruisce in “Scusa sono in riunione… ti posso richiamare’” la fotografia di una generazione dalla vita vorticosa\, presa da una ridda di impegni di lavoro\, di organizzazione della vita. E oltre che autore e regista è anche in scena con Vanessa Incontrada\, una protagonista dal temperamento e dalla simpatia contagiosi\, oltre che convincente interprete.\nLo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti solo sabato 2 e domenica 3 dicembre rispettivamente alle 20.30 e alle 16\, ospite della Stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.  \nMa sarà davvero così impegnativa la vita contemporanea da non poter nemmeno rispondere al telefono’ La generazione di chi è in carriera – dei quarantenni\, dei cinquantenni – sarà veramente così presa da riunioni e “call” da avere sempre una scusa per rimandare le cose essenziali’\nE – naturalmente – la telefonata non è che una metafora: si parla invece\, ad esempio\, di concentrarsi nei sentimenti\, di fare figli\, di impegnarsi nella vita di coppia\, di accettare che i genitori diventino anziani…  \nVanessa Incontrada con Gabriele Pignotta e un gruppo di brillanti attori\, dà corpo in questa esilarante commedia a inquietudini e denunce che appartengono ai coetanei\, seguendo la drammaturgia intessuta di una verve incredibile. L’autore infatti unisce verità ad una scrittura ironica\, ricca di trovate spassose ed equivoci esilaranti.  \nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Boomers
DESCRIPTION:Ritorna – attesissimo – al Politeama Rossetti – Marco Paolini e al pubblico dàappuntamento dal 23 al 26 novembre… al Bar della Jole!\n\nChi ama il teatro di Marco Paolini – e il pubblico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\nè stretto a questo bravo e originale uomo di teatro e intellettuale da un appassionato\nlegame – conosce molto bene il bar della Jole.\n\nÈ il bar-centro-del-mondo\, meta raggiunta da tutte le storie ed i personaggi degli “Album”\ndi Marco Paolini… E lì si radunano anche in “Boomers” questi personaggi\, rimasti giovani\nma divenuti memoria.\n\n“Boomers” – questo il titolo del nuovo spettacolo che lo riporta a Trieste – rappresenta\ninfatti un salto nei ricordi\, nei frammenti di memorie condivise di un piccolo mondo\nneanche troppo antico\, ma tramontato\, nella rapida trasformazione del paesaggio\, del\ncostume\, della dipendenza da tecnologie portatili e pervasive.\nPaolini stesso – che sull’indagine nella memoria ha incentrato tanto del suo teatro –\nattraversa questa dimensione esistenziale «Novello viaggiatore in un tempo\, perso tra un\npassato da rimpiangere e un figlio proiettato nel futuro» come ha annotato la giornalista\nAngela Grassi.\n\n«Boomers – scrive Paolini – è il nome comune della generazione più vecchia oggi in scena\,\ned è anche un luogo comune dell’immaginario.  Ha senso proiettare sulle generazioni il\nconflitto tra chi vuole il mondo come adesso e chi ne immagina uno diverso’  Quali sono\nle cose che hanno lasciato il segno e quali no’ “Boomers” è sia racconto di memoria che\ngioco\, è mescolanza di virtuale e reale\,  ballata ribelle al destino e al “così va il mondo”\,\nnarrata e cantata a due voci».\n\nAl centro di tutto è una generazione che ha avuto un impatto pesante sul pianeta sia in\ntermini ecologici che tecnologici ed economici: se ne evocano conflitti\, dinamiche\,\npercorsi\, errori storici\, occasioni perdute. Ma si dà conto anche delle menti brillanti e delle\npersonalità che ha prodotto\, delle energie e idee che hanno compreso e combattuto\nquell’impatto.\n\nCon l’incedere intelligente ma anche leggero che gli è proprio\, Marco Paolini compie la\nsua indagine fra incisive riflessioni\, battute divertenti e tanta musica\, affiancato sul palco\ndalla brillante presenza e dalla splendida voce di Patrizia Laquidara.\n\n“Boomers” è una coproduzione Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto e si inserisce nella\ncornice dei progetti legati a Fabbrica del Mondo.\n\nLo spettacolo è in scena da giovedì 23 fino a sabato 25 novembre alle 20.30 e domenica\n26 novembre alle ore 16 alla Sala Assicurazioni Generali: i biglietti sono disponibili nei\npunti vendita del Teatro Stabile\, alla Biglietteria del Politeama Rossetti o su internet tramite\nil sito del teatro www.ilrossetti.it. Informazioni anche allo 040.3593511.
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SUMMARY:Dizionario Balasso
DESCRIPTION:Natalino Balasso ritorna al Politeama Rossetti – dove è stato l’ultima volta nel 2011 quale interprete nei “Rusteghi” diretto da Gabriele Vacis – e vi presenta un suo monologo\, divertente e – come sempre – sottile. L’appuntamento è in serata unica\, martedì 7 novembre alle ore 20.30. \nIn questo nuovo spettacolo Balasso si preoccupa della nostra comprensione del mondo ed in particolare della parola “definizione” che ci fa credere che la verità sia una sentenza definitiva. Per questo sul palcoscenico campeggia un grande libro\, il “Dizionario Balasso” con 250 lemmi. BUONSENSO: Disturbo contemporaneo che si cura con lo shopping\, la televisione e i social. LAVORO: Tempo impiegato a compiere azioni non sempre desiderate\, che serve a guadagnare soldi che non potranno mai restituire quel tempo. SPETTATORE: Si aspetta sempre qualcosa che ha già visto. Andrebbe chiamato “aspettatore”. TERRITORIO: Ne parla soprattutto chi lo devasta. \n«Ciò che governa questo nuovo monologo è la parola “definizione” – spiega lo stesso Natalino Balasso – questo termine sarà disinnescato e raccontato perché la definizione è ciò che ci fa vedere il mondo in maniera distorta\, che ci fa credere che la Verità sia una sentenza “definitiva”. La parola porta già nel suo corpo la menzogna perché ogni significato ha confidenza col suo contrario\, così che si può estendere a tutti gli umani quel che Don De Lillo scrive nel suo magnifico Cosmopolis: “Mentire è il tuo modo di parlare”. Nel mondo contemporaneo le parole diventano “tag”\, cioè etichettano le cose come si etichettano le mele: una ad una ma con lo stesso disegno. Il tag è definitivo per definizione\, è la modalità tranciante in cui rientra la nostra comprensione della società. Ogni concetto è una scatola chiusa di cui leggiamo solo l’etichetta: il tag. Cosa c’è nella scatola’ Perché ci ostiniamo a tenerle chiuse quelle scatole’ È qui che Balasso si produrrà nell’arte in cui è ormai specializzato: rompere le scatole».  \nLo spettacolo va in scena solo il 7 novembre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti.\nI biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, in tutti gli altri punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e anche online tramite sito del Teatro Stabile www.ilrossetti.it. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
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SUMMARY:I moti del ’53
DESCRIPTION:“I moti del ’53”\, questo il titolo di una lezione-spettacolo tenuta dagli storici Giuseppe Parlato e Davide Rossi alla Sala Bartoli martedì 7 novembre alle 18.30.L’iniziativa\, a cura di Paolo Valerio\, è realizzata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Lega Nazionale di Trieste\, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la co-organizzazione del Comune di Trieste e sarà ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria. \n“I moti del ’53” ripercorre su drammaturgia e attraverso le spiegazioni dei due importanti studiosi le vicende dei moti che a Trieste\, fra il 5 e il 6 novembre di 70 anni fa\, portarono alla morte di sette persone che manifestavano per il ritorno di Trieste all’Italia.\nLa lezione spettacolo intersecherà le riflessioni di Giuseppe Parlato e Davide Rossi a contributi video storici e a passi recitati dagli attori del Teatro Stabile Maria Ariis e Giacomo Faroldi e da Edoardo Pahor\, allievo della Scuola StarTs Lab. \nLa ricostruzione di questo capitolo della storia di Trieste e del Novecento\, spesso poco approfondito anche nei libri di storia\, avverrà dunque attraverso racconti\, testimonianze\, pagine di giornale che riportano la cronaca di quelle drammatiche giornate\, cui gli interpreti daranno voce\, e immagini d’epoca. \nIn concomitanza con l’evento\, nel Foyer Vittorio Gassman sarà allestita una mostra fotografica dedicata a “I moti del ’53”\, che rappresenta il primo momento in un percorso di iniziative di approfondimento e riflessione che il Teatro Stabile regionale organizzerà in attesa del 26 ottobre 2024\, settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia.\nDi assoluto interesse questo momento iniziale condotto da due storici di assoluto prestigio e di profonda competenza nel ambito del Novecento quali i professori Giuseppe Parlato e Davide Rossi. \nLa lezione spettacolo si terrà il 7 novembre alle ore 18.30 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti.\nLa prenotazione – data la limitata disponibilità di posti – è richiesta al numero di telefono 3485166126.
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival 2023
DESCRIPTION:Il più importante festival italiano dedicato al genere fantastico\, in programma dal 27 ottobre al 1 novembre nel capoluogo giuliano\,  svela il programma della 23° edizione: le migliori produzioni del genere fantastico e tre concorsi con oltre 50 anteprime insieme a ospiti italiani e internazionali.  \nTrieste Science+Fiction Festival\, il più atteso e importante evento italiano dedicato alla fantascienza\, si prepara per la sua 23° edizione che si svolgerà dal 27 ottobre al 1 novembre 2023 nel capoluogo giuliano. Come ogni anno\, anche il programma di questa edizione sorprenderà il pubblico con le migliori produzioni di genere fantastico\, oltre 50 anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo. \nTra gli ospiti più attesi nell’edizione 2023 l’attrice Claudia Gerini insieme al regista Federico Zampaglione\, che saranno presenti sabato 28 ottobre al Rossetti di Trieste per presentare il film “The Well” in anteprima italiana\, dopo quella mondiale al Sitges Film Festival 2023. “The Well” segna il ritorno del cineasta al cinema di genere dopo “Shadow – L’ombra” e “Tulpa – Perdizioni mortali”\, e vede protagonista l’attrice Lauren LaVera\, star di “Terrifier 2” in una storia di maledizioni legate a un misterioso dipinto. \nGrande attesa anche per la partecipazione di Paolo Nespoli\, il primo astronauta italiano a partecipare ad una missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale\, durata ben 313 giorni. L’astronauta sarà uno degli ospiti dei talk di Mondofuturo\, il ciclo di incontri a ingresso gratuito organizzati nell’ambito della manifestazione triestina per dialogare con divulgatori\, scienziati e comunicatori della scienza sul mondo di domani. In occasione dell’incontro\, lunedì 30 ottobre presso il DoubleTree by Hilton Trieste Nespoli racconterà la sua vita da astronauta con i piedi per terra\, illustrando quali lezioni ha imparato nello spazio.  \nOspite a Trieste anche il cantautore e compositore Pino Donaggio\, che sabato 28 ottobre al Teatro Miela presenterà la versione restaurata di “Don’t Look Now” (A Venezia… un dicembre rosso shocking)\, capolavoro horror di Nicolas Roeg. Protagonisti Julie Christie e Donald Sutherland\, una coppia in lutto per la morte della loro figlioletta\, che decidono di interpellare una misteriosa sensitiva a Venezia aggrappandosi al ricordo della bambina. Il film rappresenta l’esordio nel campo della colonna sonora del musicista veneziano e pop star Pino Donaggio\, che da qui ha intrapreso una lunga carriera come compositore di musiche da film\, segnata dal sodalizio con Brian De Palma. \nPresente alla manifestazione triestina anche il creatore di effetti speciali Tim Webber\, vincitore del Premio Oscar© per il film “Gravity” e autore degli effetti visivi di numerosi film\, tra cui Harry Potter e il calice di fuoco\, I figli degli uomini\, Il cavaliere oscuro e Avatar. Sabato 28 ottobre al Teatro Miela nell’ambito di European Fantastic Shorts\, la selezione di cortometraggi europei in concorso per il Premio Méliès d’argent\, Tim Webber presenterà il suo corto “Flite”\, ambientato in una Londra semisommersa del 2053\, in cui la campionessa del mondo di hoverboard tenta una pericolosa fuga dal lussuosissimo appartamento in cui è tenuta prigioniera dal suo manager. \n“Mentre ci “immergiamo nell’Iperfuturo” per il nostro 60° anniversario di diamante\, celebrando tutto ciò che di meraviglioso offre il genere della Fantascienza\, prendiamo nuovamente in considerazione i multiversi del possibile\, il futuro immaginato\, le molteplici possibilità intergalattiche\, le nuove tecnologie\, i progressi nell’esplorazione spaziale\, le riflessioni sui viaggi nel tempo\, gli universi paralleli e la vita extraterrestre. Con lo spettro dell’intelligenza artificiale che incombe su di noi\, sia in positivo che in negativo” -ha dichiarato il direttore del festival Alan Jones- “Il Trieste Science+Fiction Festival è sempre stato all’avanguardia nel mettere in luce importanti questioni di attualità\, con un’attenzione encomiabile sulla qualità che non ha rivali. Sempre un passo avanti rispetto alla curva cosmica\, la missione del Festival è spingere il genere verso nuove emozionanti direzioni per il nostro pubblico\, sempre più vasto. La nostra affidabilità nella programmazione garantisce la purezza di genere che ha coinvolto\, stimolato e deliziato i nostri devoti fan per un periodo record di sessant’anni. La Fantascienza è un genere dove abbonda la sperimentazione estetica e\, per necessità\, il pensiero innovativo e fuori dagli schemi\, tra professionisti come creativi dell’industria cinematografica\, registi\, produttori\, distributori nazionali e internazionali. Tutto questo mix travolgente si presenta ancora una volta come un altro esplosivo concentrato di film indimenticabili\, letteratura\, fumetti\, musica\, videogiochi e arti visive. Ecco perché il Trieste Science+Fiction Festival rimane così vivo\, così entusiasmante e così attuale. Ai prossimi sessant’anni!”
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SUMMARY:Svevo con Mauro Covacich
DESCRIPTION:Dal 24 al 29 ottobre Mauro Covacich ritorna alla Sala Bartoli con “Svevo” a cura di Franco Però: è il primo lavoro della trilogia che lo scrittore ha realizzato con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e quest’anno – nel centenario della “Coscienza di Zeno” – possiede un valore in più\, quale guida all’analisi e alla comprensione del romanzo. Lo spettacolo appena applaudito a Roma sarà in diversi teatri e città italiane fra cui alla Pergola di Firenze e a Palermo. \nGli appuntamenti di “ControCanto”\, la rassegna dedicata alla musica contemporanea e ai diversi generi\, si aprono venerdì 4 novembre con PPP Pig Band – Dal “Porcile” all’“Orgia” di Pier Paolo Pasolini (e molto altro) con gli attori Anna Zago\, Paolo Rozzi e la Lydian Sound Orchestra. La direzione è affidata a Riccardo Brazzale; alla regia Piergiorgio Piccoli. Un omaggio a Pier Paolo Pasolini nel centenario dalla nascita e ai temi ricorrenti nelle sue opere: diversità\, volontà di scandalo e la forte opposizione all’omologazione del pensiero e dei costumi.  \nFa parte della rassegna anche l’articolato progetto dal titolo Ricuart/Remember (3 febbraio). Il compositore Federico Gon raccoglie e rielabora con Vincenzo De Vivo\, autore della drammaturgia\, il tema della lontananza in tutte le sue sfaccettature\, affidandone l’esecuzione ad un ensemble di quattro voci e cinque giovani strumentisti: dal dolore della separazione\, alla paura della perdita\, fino all’aspirazione al ritorno. Il fotografo Aliaksei Zuyeu restituisce in immagini gli stessi sentimenti ed emozioni.  \nNel segno della contaminazione fra diversi linguaggi anche la proiezione integrale di The Kid – Il monello\, (22 aprile) primo lungometraggio di Charlie Chaplin datato 1921\, vero capolavoro del cinema muto. L’intensità emotiva della pellicola è sottolineata dalle note arrangiate ed eseguite al pianoforte da Maud Nelissen\, unica autorizzata dalla famiglia Chaplin ad eseguire in Europa le musiche del film.  \nIn rassegna anche i concerti che vedono protagonisti tre fra i più amati cantautori del l a scena musicale italiana: nel periodo natalizio (16 dicembre) è la volta dell’attesissimo In musica e parole durante il quale Red Canzian alternerà brani entrati nella storia della musica leggera italiana a storie personali e foto d’epoca. Pezzi indimenticabili\, dagli anni Sessanta ad oggi\, in un concerto-racconto tra aneddoti e ricordi dello storico bassista dei Pooh.  \nIl 24 febbraio toccherà a Eugenio Finardi calcare le assi del Comunale con Euphonia \, una suite che incorpora i brani in un flusso ininterrotto capace di attraversare vari stati emozionali e accompagnare l’ascoltatore in uno stato quasi trascendentale. Un’esperienza che va al di là della normale sequenza di canzoni\, fondendole nell’improvvisazione e nel mistero dell’enarmonia\, la magica capacità delle note di cambiare senso e funzione a s e c onda della tonalità.  \nNel segno del jazz\, come da tradizione\, la chiusura della rassegna e dell’intera Stagione Musicale: per International Jazz Day (30 aprile) approda al Comunale Fabio Concato\, una delle certezze della nostra musica d’autore\, grande interprete che c re de ancora nella poesia adagiata su armonie non banali. I suoi più grandi successi\, assieme a brani recenti\, sono riproposti con vivacità e intensità dagli otto giovani musicisti della strepitosa band Carovana Tabù.  \nAi concerti che hanno luogo al Teatro Comunale si affiancano quel li della col laudata rassegna “Concerti per Organo”\, quattro appuntamenti a ingresso libero (ore 16.00) in programma al Duomo di Monfalcone\, alla Chiesa B.V. Marcelliana e alla Chiesa SS. Nicolò e Paolo. Protagonisti della rassegna sono Raimondo Mazzon (8 dicembre)\, l’Ensemble Barocco Tiepolo (29 gennaio)\, Nicolò Sari (12 marzo) e il Coro Polifonico Antonio Foraboschi con Roberto De Nicolò e Daniele Toffolo (23 aprile).  \nContinua anche la preziosa rassegna “La Musica in Scena”\, organizzata in collaborazione con il Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste. Da sempre il Comunale di Monfalcone ha dimostrato grande attenzione al talento giovanile espresso\, in questo caso\, da una delle più importanti istituzioni musicali del Friuli Venezia Giulia. Per quattro domeniche tra ottobre e novembre\, alle ore 11.00\, sul palco si alternano giovani talenti\, in un ciclo di altrettanti concerti: Trio estroso (9 ottobre)\, En blanc et noir (23 ottobre)\, Quintetto virtuoso (13 novembre)\, Penta trio (27 novembre). Una formula\, quel l a de “La musica in scena”\, che proseguirà con altri quattro appuntamenti nella primavera 2023.  \nLa Stagione di Prosa\, realizzata insieme all’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia\, si apre con un grande classico (2 e 3 novembre) per spaziare poi tra la storia della drammaturgia e il teatro contemporaneo\, affrontando diversi generi e contaminazioni tra questi. In linea con la scelta diversificata del Comunale è anche il grande evento in chiusura di Stagione\, che vede ospite Simone Cristicchi accompagnato dall’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis di Pordenone e dal Coro Friuli Venezia Giulia.  \nL’inaugurazione\, i giorni 2 e 3 novembre\, è affidata a Servo di scena di Ronald Harwood\, tra le più significative commedie contemporanee\, uno dei capisaldi del Novecento. A raccontare sul palco la “giornata finale” di un attore\, tre dei più intensi interpreti del panorama italiano: Geppy Gleijeses nel ruolo di Sir Ronald\, Maurizio Micheli nei panni di Norman\, con la partecipazione di Lucia Poli nella parte di Milady. Uno spettacolo potente che si fa inno all’amore per il teatro e all’illusione che l ’arte possa sconfiggere le forze os cure della guerra\, oggi come ieri.  \nA chiudere il cartellone\, i giorni 28 e 29 marzo\, è il grande evento Paradiso – Dalle tenebre alla luce con Simone Cristicchi\, che vede la partecipazione dell’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis di Pordenone e del Coro Friuli Venezia Giulia\, per l a direzione di Valter Sivilotti. A partire dalla terza Cantica dantesca\, Cristicchi unisce due forme d’arte complementari e popolari come il teatro e la musica in un’opera teatrale per voce\, orchestra sinfonica e coro. Paradiso è il racconto di un viaggio interiore\, dall’oscurità al l a luce\, attraverso le voci potenti dei mistici di ogni tempo.  \nA dare una sferzata di comicità e buon umore ci pensano tre appuntamenti immancabili: ad aprire l’anno nuovo (10 e 11 gennaio)\, lo scoppiettante arrivo del la migliore coppia comica in circolazione: Ale e Franz con Comincium. «Ripartiamo da dove eravamo rimasti\, ovvero dalla voglia di vedervi ridere»\, così il duo introduce uno spettacolo dai ritmi serratissimi\, che intende mettere in luce\, con l’ironia che lo contraddistingue \, le quotidiane contraddizioni della nostra società.  \nIl 31 gennaio e l’1 febbraio è invece la volta di Maria Amelia Monti e Marina Massironi\, con Il marito invisibile\, di Edoardo Erba. Un’esilarante commedia\, la prima in videocall\, sulla scomparsa della nostra vita di relazione. Sul palco due attrici d’eccezione\, che ci accompagnano\, con la loro brillante comicità\, in un viaggio che dà i brividi per quanto scottante e attuale.  \nA chiudere il terzetto comico (2 e 3 marzo) l’applauditissimo Cetra… una volta\, un concerto-spettacolo tributo alla formazione vocale più celebre del palcoscenico e della televisione italiana\, dagli anni ’40 agli anni ’80: il Quartetto Cetra. In scena i Favete Linguis\, trio vocale composto da Stefano Fresi\, Toni Fornari ed Emanuela Fresi\, per uno show in cui si alternano e mescolano divertimento e virtuosismo vocale.  \nAnche la drammaturgia classica trova ampio spazio in cartellone con la messinscena di Lisistrata\, per l’adattamento e la regia di Ugo Chiti (29 e 30 novembre). L’eterna riscoperta del capolavoro di Aristofane ci mostra\, senza falso pudore\, i perversi meccanismi dell’irragionevolezza umana. In scena\, tra gli altri\, una straordinaria Amanda Sandrelli.  \nAd impreziosire il cartellone ritorna sul palcoscenico del Comunale Jurij Ferrini\, il 12 e 13 dicembre\, con la regia di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (traduzione di Antonio Mazzara\, con adattamento a cura della compagnia). Assisteremo a un sogno\, dove l’amore sconvolge il mondo\, in un testo di giovani che parla ai giovani\, che oggi marciano per cercare di rimettere in equilibrio la natura.  \nFra i classici spicca anche Tradimenti di Harold Pinter. La regia di Michele Sinisi con Stefano Braschi\, Stefania Medri e Michele Sinisi il 17 e 18 gennaio. Le parole non dette\, i pensieri taciuti\, le azioni nascoste riempiono le vite dei personaggi di Pinter che\, come tutti i grandi maestri\, non ci parla solo di loro\, ma soprattutto di noi.  \nProprio questi due grandi classici sono gli appuntamenti a cavallo tra la Stagione di Prosa (in doppia replica) e la nuova rassegna collaterale dal titolo “FuturaMente”\, composta da 7 appuntamenti e dedicata alle nuove generazioni\, che spazia tra i diversi linguaggi del teatro: musica\, danza\, stand-up comedy\, teatro di narrazione e drammaturgia contemporanea.  \nIl primo dei cinque appuntamenti in unica replica di “FuturaMente” è Dei figli \, venerdì 11 novembre (nuova data rispetto alla comunicazione presente a libretto\, per esigenze di compagnia). Il terzo capitolo della trilogia di Mario Perrotta dedicata al l a famigl ia d’oggi prova a ragionare su quella strana generazione allargata di “giovani” che non ha intenzione di dimettersi dal ruolo di figlio. In scena\, in video e in audio\, si alternano tredici personaggi per un intreccio amaramente comico\, quello che Perrotta definisce «un avvitamento senza fine di esistenze a rischio\, imbrigliate come sono nel riflettere su loro stesse».  \nPerfetta (19 novembre) è l’ultimo monologo teatrale scritto da Mattia Torre\, recentemente scomparso\, nel quale si racconta un mese della vita di una donna\, scandito dal le quattro fasi del ciclo femminile. Geppi Cucciari è la protagonista assoluta di uno spettacolo in cui sferzate di comicità e satira di costume si alternano a riflessioni più amare e profonde. Un delicato atto di consapevolezza della forza e dell’unicità femminile.  \nIl 7 febbraio è la volta di Festen – Il gioco della verità \, ospitato al Comunale nel suo primo allestimento italiano. L’opera\, di Thomas Vinterberg (Premio Oscar 2021) e adattata per il teatro da David Eldridge\, è la prima aderente al Manifesto Dogma 95\, collettivo cinematografico fondato su iniziativa di Vinterberg e Lars von Trier. La pièce scava all’interno dei tabù più scomodi affrontando la nostra relazione con la figura paterna\, la verità\, il rapporto con il potere e l’autorità imposta.  \nGiovedì 9 marzo arriva al Comunale la danza contemporanea della RBR Dance Company che\, nel duecentesimo anniversario dalla morte di Canova\, vuole ricordare il maestro del Neoclassicismo con Canova – Gli Illusionisti della Danza . Sette danzatori svelano le sue opere e intuizioni portando in scena un’originale interpretazione del lavoro dello scultore.  \nChiude “FuturaMente” Il Dio bambino (22 marzo)\, esempio emblematico de l “te atro d i evocazione” di Giorgio Gaber. La regia di Giorgio Gallione valorizza un testo di incredibile forza e attualità\, cinico ma commovente\, trovando un perfetto connubio con l’interpretazione di Fabio Troiano. Un teatro disturbante\, nel suo stimolo a ripensare a noi stessi\, ma di grandissima empatia\, a vent’anni dalla scomparsa del Signor G.  \nLa formazione e la fidelizzazione del pubblico\, in special modo quello più giovane\, rimangono una priorità per il Comunale. In quest’ottica il Teatro porta avanti con continuità\, anche per la Stagione 2022-2023\, attività e iniziative per avvicinare gli studenti allo spettacolo dal vivo\, attraverso progetti didattici in collaborazione con l’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e l’Istituto di Musica “Vivaldi” di Monfalcone. Ne fanno parte: “TeatroeScuola”; il laboratorio “MAT+S” (Musica Arte Teatro + Scienza); “Dentro la Scena”\, il tradizionale e articolato percorso di educazione al teatro e alla musica rivol to al le scuole di ogni ordine e grado\, curato dall’esperta in didattica musicale Sara Radin e dall’attrice e formatrice teatrale Luisa Vermiglio; “Dietro il Sipario”\, progetto didattico che ha riscosso molto successo al suo avvio\, sul finire della Stagione 2021-2022\, che prevede cicli di visite guidate al Teatro in compagnia del M° Federico Pupo\, Direttore Artistico della Stagione Musicale.  \nRiprende\, dopo una battuta d’arresto\, anche il seguitissimo “Dietro le Quinte”: lo storico appuntamento serale di approfondimento dedicato al pubblico del Comunale. Nella cornice informale del Bar del Teatro\, alle 20.00\, le brevi ma preziose guide tornano a far godere al meglio concerti e spettacoli in cartellone.  \nCome anticipato dalla nostra Newsletter\, coloro che abbiano rinnovato il proprio abbonamento per la Stagione 2021-2022\, potranno accomodarsi nuovamente al proprio posto originario (lo stesso occupato durante la Stagione 2019-2020).  \nTutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 20.45\, salvo diversa indicazione \nAccesso in sala al partire dalle ore 20.00  \nSottoscrizione abbonamenti:  \n\nDal 10 al 24 settembre: riconferma per tutte le tipologie di abbonamento \nDal 27 al 29 settembre: cambi posto per le riconferme \nDa sabato 1 ottobre: sottoscrizione nuovi abbonamenti \nDa sabato 8 ottobre: acquisto Card 
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SUMMARY:Cetra una volta
DESCRIPTION:“Sabato 14 ottobre\, il trio vocale composto da Stefano Fresi\, Toni Fornari ed Emanuela Fresi porta al Politeama Rossetti “Cetra una volta” spettacolo-concerto fatto di gag\, musica e canzoni che hanno fatto la storia della televisione italiana. La regia è di Augusto Fornari.\n“Cetra…una volta” scritto da Toni Fornari e diretto da Augusto Fornari è un concerto spettacolo che celebra il quartetto più celebre del palcoscenico e della televisione italiana dagli anni Quaranta in poi: il quartetto Cetra. \nSolo per una serata – che sicuramente sarà piacevolissima e molto brillante – sabato 14 ottobre\, il trio vocale composto da Stefano Fresi\, Toni Fornari ed Emanuela Fresi  porta al Politeama Rossetti lo spettacolo composto della musica\, delle canzoni\, delle parodie memorabili dell’indimenticabile Quartetto Cetra. Gli interpreti sono un concentrato esplosivo di bravura\, simpatia\, bel canto e trascinano il pubblico nell’epoca splendente dei grandi varietà televisivi.  \nI Favete Linguis – così si chiama il gruppo composto da Stefano Fresi\, Toni Fornari ed Emanuela Fresi – fin dall’inizio della loro carriera\, si sono ispirati al Quartetto Cetra\, ricalcando il loro peculiare stile comico-parodistico. \nCon Cetra… una volta si assiste ad uno show in cui si alternano e mescolano divertimento scenico e virtuosismo vocale. Il Trio sarà accompagnato dalla saxofonista e vocalist Cristiana Polegri.  \nIl trio si costituisce nel 1995. Partecipa a numerose trasmissioni televisive. Sono nel cast fisso delle trasmissioni “Domenica In…” nel 1998; “Casa\, amore e …fantasia” su TMC.\nIn Radio nel 1996 fanno parte del cast fisso della trasmissione “Oggi è Domenica” condotta da Paolo Bonolis.  \nLo spettacolo va in scena solo sabato 14 ottobre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti.\nI biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, in tutti gli altri punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e anche online tramite sito del Teatro Stabile www.ilrossetti.it. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
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SUMMARY:La Danza delle Libellule
DESCRIPTION:Operetta di Franz Lehár e Carlo Lombardo al Politeama Rossetti di Trieste 8 e 9 settembre alle ore 20\,30Lo spettacolo si trasferisce dall’originario castello della Francia al più vicino e noto Castello di Miramare\, le etichette di champagne diventano i più comuni dei nostri vini regionali: schioppettino\, merlot\, cabernet e sauvignon. Protagonisti sono produttori delle aziende agricole locali\, albergatori di Trieste\, le loro mogli\, una ricca ereditiera\, uno squattrinato attore e uno strano cacciatore di frodo. Su tutti una straordinaria nevicata\, segno di un tempo passato che sembra non tornerà più. La trasposizione scenica de “La Danza delle Libellule”\, voluta per la promozione turistica della nostra città nella magnifica cornice del Castello di Miramare\, vede diversi proprietari di aziende vinicole del territorio riuniti per una grande festa da ballo in occasione del restauro del Castelletto.\n“La Danza delle Libellule” va in scena al Rossetti a 100 anni dalla prima italiana. Il suo riallestimento ha acceso la curiosità degli organizzatori\, che saranno presenti alla prima\, del maggior festival d’operetta ancora esistente\, il Festival di Bad Ischl\, che fu residenza di Lehár e dell’imperatore Francesco Giuseppe. Bad Ischl proporrà una sua versione del titolo nella prossima stagione estiva. Anche Monaco ha acceso i riflettori sulle produzioni triestine\, mandando una sua rappresentanza dalla capitale della Baviera.\nL’operetta nacque dallo sfortunato Sterngucker (L’astronomo) di Franz Lehár di cui Carlo Lombardo riscrisse il libretto\, decretandone la fortuna. La musica tradisce la commistione tra i valzer e le arie romantiche del compositore danubiano e i ritmi più allegri e popolari dell’italiano\, grande conoscitore del suo pubblico. Nel secondo atto la scena del grande ballo è impreziosita dal valzer “Gold und Silber” dello stesso Lehár.\nGli interpreti di questa divertente commedia in musica sono Andrea Binetti e Ilaria Zanetti\, l’artista squattrinato e l’albergatrice Tutù\, Sergey Kanygin e Selma Pasternak\, il presunto cacciatore e Elena\, la ricca ereditiera\, e ancora Marzia Postogna e Julian Sgherla\, Carlotta la seduttrice e il suo imbranato marito\, Alessio Colautti nei panni di Gratin\, scrittore di commedie\, e Gualtiero Giorgini il Duca di Merlot. La FVG Orchestra è diretta da Romolo Gessi\, la regia è di Andrea Binetti. Molti i presenti in scena\, i coristi diretti da Andrea Mistaro\, i ballerini di Noemi Gaggi\, il pupazzo di neve di Giulio Gessi\, gli allievi della FVG Arts Academy diretti da Stefania Seculin e i danzatori della Società di Danza Triestina diretti da Carla Collina.\nOrganizzato dall’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG lo spettacolo conclude il Festival dell’Operetta 2023\, nel grande contenitore di TriesteEstate del Comune di Trieste\, con il contributo della Regione FVG\, avvalendosi della collaborazione della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e del Teatro Stabile del FVG. \nL’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG ripropone\, con pochi mezzi e tanto amore e fantasia\, a conclusione del Festival dell’Operetta 2023\, offrendola alla città e ai suoi ammiratori con biglietti accessibili per tutte le tasche\, l’operetta che a Trieste vide due interpreti straordinari: Daniela Mazzucato e Sandro Massimini. Lo spettacolo registrato va ancora in onda sulla Rai a distanza di quarant’anni. \nI biglietti per lo spettacolo si possono acquistare presso Ticket Point di Trieste\, presso le biglietterie del Rossetti\, un’ora prima dello spettacolo direttamente in teatro e sul circuito vivaticket.
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SUMMARY:Svetalia
DESCRIPTION:“Svetalia – il bel paese” va in scena l’8 luglio alla Sala Bartoli in doppia replica – la prima con inizio alle ore 18 e la seconda alle ore 21.30 – ed è un concerto molto suggestivo che rappresenta uno scambio spirituale e il legame tra Svezia ed Italia.Ne sono protagonisti il tenore svedese Michael Axelsson che canta sia in svedese che in italiano\, accompagnato dalla pianista italiana Paola Alessandra Troili: il programma prevede l’esecuzione di una serie di canzoni\, i cui testi e la musica sono composti da Lennart Westman ad eccezione della canzone “Lasciami camminare con Te” il cui testo è stato scritto dal pastore Johanna Öhman. L’ultima canzone – “A bee or not a Bee’” è in inglese perché mette in luce un argomento attuale e universale.  \nMa oltre all’innegabile elevato spessore musicale e artistico della serata\, è il messaggio che questo concerto porta con sé a possedere un particolarissimo rilievo.\nLo ha sottolineato Cristina Sbaizero\, Console Onorario di Svezia a Trieste: «La Svezia e l’Italia\, realtà così lontane ma così vicine\, con una natura unica e fantastica\, ed una spiccata cultura musicale. Invito il pubblico a seguire lo spettacolo “SVETALIA” al Politeama Rossetti\, in quanto opportunità imperdibile per comprendere le similitudini\, e ritrovare radici comuni che uniscono i due paesi attraverso le note sapientemente interpretate dagli artisti\, sotto la regia del maestro Lennart Westman». \n«“Svetalia” è il legame tra Svezia ed Italia e vi comunichiamo a parole e in musica il tema centrale del nostro programma: spiritualità\, amore\, comunità\, natura\, fiori e api. E riflette sicuramente ciò di cui le persone hanno sempre avuto bisogno\, ma forse ancora di più in un mondo caratterizzato da frammentazione\, guerra\, stress\, odio e problemi ambientali» spiega il Maestro Westman. «Vogliamo credere che non solo gli esecutori di musica debbano sentire una reciproca interazione\, ma anche che il pubblico debba sperimentare l’appartenenza ed essere coinvolto dal semplice ma spirituale\, meditativo\, l’amore tra le persone\, l’amore per la natura. Sarebbe piuttosto facile sostenere che questa è ancora un’altra espressione culturale di un ambiente sostenibile\, poiché tali appelli diretti e forti saranno inclusi nel programma del concerto. Ma vogliamo vedere anche la totalità\, l’universale che una certa Hildegard von Bingen ha evidenziato molti anni fa\, la prospettiva olistica. È facile agire a un livello dettagliato\, ma così pochi di noi cercano di vedere le grandi pennellate esistenti\, in cui tutti gli elementi interagiscono.\nCon il progetto di scambio musicale “Svetalia” e le canzoni e la musica speriamo di presentare un programma il cui contenuto complessivo renda presenti cielo e terra\, mare e vento\, fiori e impollinatori\, e che tutto respirerà in comune\, anche se solo per poco più di un ora. Ma forse l’esperienza ed il tocco potranno continuare a vivere fuori dalla sala da concerto ed a creare collegamenti tra le nostre rispettive culture. Lo speriamo». \nLo spettacolo va in scena solo l’8 luglio rispettivamente alle ore 18 e alle 21.30 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti. I posti disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it. Informazioni allo 040.3593511
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SUMMARY:Caro Charles\, parlatemi di Oliver
DESCRIPTION:“Debutta il 5 giugno alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti “Caro Charles\, parlatemi di Oliver” lo spettacolo di Luciano Pasini su testo di Elke Burul che ha come interpreti i giovani allievi dell’Associazione StarTs Lab che dopo un anno di studi si confrontano con l’emozione di calcare il palcoscenico”.\nÈ forse la più fresca ed entusiasmante fra le tante produzioni del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, quella che ogni anno sgorga dalla passione e dall’impegno degli allievi dell’Associazione StarTs Lab\, la scuola di teatro per giovani attori diretta da Luciano Pasini\, che da sempre lavora in sinergia con il Rossetti.  \nNei mesi passati l’attenzione del direttore e regista dello spettacolo finale si è concentrata su uno dei classici per ragazzi più amati di sempre\, “Oliver Twist” che è stato al centro delle riflessioni e del lavoro con i giovani allievi. Ne è nato un nuovo testo – a cura dell’attrice e autrice Elke Burul che fa  anche parte dello staff dei docenti della scuola – dal titolo “Caro Charles\, parlatemi di Oliver” che gli allievi restituiscono intrecciando i linguaggi della prosa alla musica e a tanta emozione. \nLo spettacolo esordisce sul palcoscenico della Sala Bartoli lunedì 5 giugno alle ore 19.30 e vi replica alla stessa ora\, fino al 10 giugno: come da tradizione\, “Caro Charles\, parlatemi di Oliver” sarà programmato anche nella prossima stagione dello Stabile regionale e culminerà nella festosa mattinata al Politeama in cui gli allievi recitano per i loro coetanei\, gli studenti delle scuole. \nDopo una stagione di studi\, i talentuosi ragazzi sono dunque pronti a misurarsi con un nuovo spettacolo: per alcuni di loro è la prima volta in scena\, altri\, “veterani” entrano con garbo e sicurezza nei personaggi del celebre romanzo dell’inglese Charles Dickens\, uscito a puntate mensili sulla rivista “Bentley’s Miscellany” a partire dal 1837\, e divenuto subito avvincente materia teatrale: già nel nel 1838 infatti andò in scena al Pavilion Theatre di Londra. \n«“Oliver Twist”\, un grande classico della letteratura vittoriana» scrive Luciano Pasini «è stato rappresentato moltissime\, volte \, non si contano i film\, i musical e le rappresentazioni teatrali. Sono convinto che non servisse un’ulteriore messa in scena tradizionale e così ho immaginato che per una volta fosse lo stesso autore a raccontare il proprio romanzo. Nel mio lavoro Dickens invita una nobildonna sua protettrice in un teatro per raccontarle il suo nuovo romanzo e ottenere i fondi per metterlo in scena. Nell’impresa viene aiutato dai personaggi del romanzo stesso che entrano ed escono dal racconto\, cantano e suonano loro malgrado su richiesta della nobildonna che alla fine sarà entusiasta. Elke Burul che ha scritto il testo ha saputo tradurre alla perfezione il mio pensiero. Per i miei giovani attori è una prova difficile ma molto divertente». \nI posti ancora disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it. Il prezzo è di 12 euro (interi) e 10 euro (ridotti). Informazioni allo 040.3593511.
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SUMMARY:Lord Of The Dance
DESCRIPTION:“Solo il 27 maggio va in scena al Politeama Rossetti “Lord Of The Dance” mitico spettacolo di danza irlandese creato dal coreografo e ballerino Michael Flatley. Allestimento nuovo e ricco di effetti luce\, splendide musiche e un corpo di ballo straordinario sono i punti di forza della rinnovata edizione nata per il tour europeo che ne celebra i 25 anni di storia”.\n«Sento che questo è il tour più importante dei nostri 25 anni di storia!» Ha detto Michael Flatley annunciando il nuovo tour europeo del cult “Lord Of The Dance” che – soltanto sabato 27 maggio alle 20.30 – tocca anche Trieste\, al Politeama Rossetti\, ospite della Stagione 2022-2023 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \n«Il ritorno delle arti è così incredibilmente importante: spero aiuti a rinnovare gli animi e a riportare il sorriso sui volti di tutti» continua il celebre coreografo\, ideatore dello spettacolo e a lungo anche  straordinario ballerino.  \nÈ certo che il sorriso\, l’incanto\, illumineranno i volti di chi sarà all’appuntamento con iI più famoso e amato fra gli spettacoli di danza irlandesi.\nDal debutto “Lord Of The Dance” ha inanellato una serie record e riconoscimenti tali da farne una delle produzioni di danza di maggior successo al mondo: ha viaggiato in tutti i continenti\, attraversando 87 Paesi ed emozionando oltre 90 milioni di persone. Lo show incarna la convinzione di Flately: «Niente è impossibile. Segui i tuoi sogni». \nSul palcoscenico i suoi sogni divengono addirittura palpabili\, attraverso coreografie tradizionali e precisissime – una combinazione unica di danze irlandesi ad alta energia\, musica originale\, narrazione e sensualità – giochi di luce di grande suggestione e addirittura effetti pirotecnici. In occasione dell’anniversario\, l’allestimento è stato rinnovato grazie a splendidi costumi e ad una tecnologia all’avanguardia. \nDiretti da Flately 40 giovani eccellenti artisti danzeranno sulle musiche del compositore Gerard Fahy che combinano al meglio spirito nuovo e tradizione. \nMichael Flatley nel 1994 ha cambiato per sempre il volto della danza irlandese con la sua creazione mozzafiato “Riverdance” ed ha proseguito in quella direzione quando nel 1996 ha esordito con  “Lord of the Dance” al Point Theatre di Dublino. \n“Lord of the Dance” è un vero spettacolo da record: nel 1998 ha raggiunto il primato ancora imbattuto di 21 repliche consecutive alla leggendaria Wembley Arena di Londra.  \nMichael Flatley è anche un maestro flautista e nell’album “On a Different Note” intreccia tradizionale e contemporaneo.  \nSe non bastasse\, è strepitoso anche come danzatore: a 39 anni ha superato sé stesso battendo il suo primo Guinness World Record di 28 tocchi al secondo (stabilito nel 1989)\, con un fenomenale 35 tocchi al secondo. È stato riconosciuto da molte istituzioni e ha ricevuto innumerevoli premi per il suo talento e per il contributo che ha assicurato alla diffusione della cultura\, della danza e della musica irlandesi. Nel 2015 ha fatto la sua ultima apparizione sul palco del West End in “Lord of The Dance” e poi nuovamente in una Wembley Arena esaurita proprio per la sua esibizione finale nel Regno Unito. \nDopo aver raccolto enorme successo a Broadway con l’ultima innovativa edizione dello spettacolo\, ha intrapreso il suo ultimo tour e si è esibito sul palco per l’ultima volta al Caesar’s Colosseum di Las Vegas\, il 17 marzo 2016: è invece in piena\, inarrestabile attività in qualità di creatore\, produttore e coreografo di questo e di altri eventi spettacolari. \nIl compositore e musicista Gerard Fahy è originario di Ballinakill\, in Irlanda\, area di forte tradizione musicale\, in cui si radicano il suo amore per la musica e la sua altissima competenza. Fin dall’infanzia infatti ha suonato fischietti\, flauti e creato opere originali. Pluripremiato in Irlanda e all’estero\, Fahy ama sperimentare e contaminare generi musicali diversi. Le sue radici etniche sono tuttavia potentemente presenti nel suo attuale stile musicale. Molte delle sue composizioni sono state interpretate dall’orchestra Boston Pops e da artisti di tutto il mondo. Al suo talento si deve la nuova colonna sonora di “Lord of the Dance Dangerous Games” di Michael Flatley\, che ha debuttato nel settembre 2014 allo storico London Palladium Theatre del West End. \nI posti ancora disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it. Informazioni allo 040.3593511.
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SUMMARY:AMORE BESTIALE con BARBASCURA X
DESCRIPTION:“Un personaggio trasversale e irriverente\, amatissimo dal pubblico che lo applaudirà martedì 23 maggio in un affollatissimo Politeama Rossetti: arriva a Trieste Barbascura X\, con il suo show “Amore Bestiale”\, ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\nBarbascura X è un chimico\, divulgatore scientifico\, stand-up comedian\, scrittore\, autore e presentatore TV per Dmax\, Rai\, Comedy Central\, performer teatrale\, scrittore di libri bestseller con diverse ristampe\, cantautore e youtuber italiano originario di Taranto.\nÈ considerato uno dei divulgatori scientifici più influenti del web\, e il primo come numero di follower.\nLa sua rubrica principale è “Scienza Brutta”\, la celebre e irriverente serie di divulgazione scientifica sulla natura in salsa satirica. \nÈ il vincitore del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2020 “Giancarlo Dosi”\, per il libro pubblicato da Edizioni Tlon “Il genio non esiste (e a volte è un idiota)”.\nDal 2021 è anche autore e conduttore di programmi televisivi di divulgazione scientifica\, oltre che monologhista satirico/stand-up comedian per Comedy Central. \nNel 2023 intraprende il tour “Amore Bestiale” nei teatri di tutta Italia\, con uno spettacolo adatto ad un pubblico di tutte le età divertente e fresco\, che comunque tratta temi di divulgazione scientifica: lo spettacolo infatti propone un viaggio irriverente sui metodi di accoppiamento più bizzarri e scomodi del regno animale. «Bizzarrie\, acrobazie\, passioni e tradimenti raccontati rigorosamente male. Tutto quello che non volevi sapere sul sesso e che ignoravi di temere». \nLo spettacolo è in scena alla Sala Assicurazioni Generali solo il 23 maggio alle 20.30. I rarissimi biglietti ancora disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Uno\, nessuno\, centomila
DESCRIPTION:«Il romanzo più amaro di tutti\, profondamente umoristico\, di scomposizione della vita» così Luigi Pirandello definiva in una lettera “Uno\, nessuno centomila”: la summa della sua sterminata riflessione sull’Essere e sull’Apparire\, sulla Società e l’Individuo\, sulla Natura e la Forma. Un testo profondamente attuale nella descrizione della perdita di senso che l’uomo contemporaneo subisce a fronte del sovrabordare dei grandi sistemi antropologici e sociali\, che finiscono con l’annullarlo\, inglobandolo: dallo Stato alla Famiglia\, dall’istituto del Matrimonio al Capitalismo\, dalla Ragione alla Follia…\nNella regia di Antonello Capodici e con un vero decano della scena nazionale e in particolare siciliana come Pippo Pattavina e Marianella Bargilli protagonisti\, il romanzo arriva ora in palcoscenico e chiude la Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, dall’11 al 14 maggio.\nVenerdì 12 maggio alle ore 17 alla Sala Bartoli si terrà una conferenza sul romanzo e sul lavoro teatrale a cura di Paolo Quazzolo\, storico del teatro e docente dell’Università degli Studi di Trieste\, alla presenza di alcuni degli interpreti. L’iniziativa è organizzata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste ed è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \n«La scena è abbacinante» scrive il regista nelle sue note. «Di un bianco perfetto\, luminoso\, totale. Una scatola bianca (…) ma ad una visione più attenta capiremo che le pareti non sono così “innocenti” come sembrano. (…) È un luogo “non-luogo”\, che però si riempie subito di visioni. Su queste superfici proiettiamo dense pennellate che rimandano ai quadri/istallazione di Fausto Fiato o Elena Ciampi: diventano luminescenti. Irreali. Riverberano di colori acidi e contrasti. Via via\, il monologo si trasforma in “piece” vera e propria. Spettacolo. Commedia.\nDa ampie aperture laterali (simili a saracinesche) carrellano in scena i vari ambienti. Insieme ai personaggi che li animano : la casa di Gegè\, gli uffici della Banca\, il Convento di Maria Rosa\, la casa dei Di Dio\, la stanza d’ospedale\, la strada. I personaggi sono grotteschi\, iperrealistici: Firbo\, Quantorzo\, Dida\, Maria Rosa\, il Padre\, Marco Di Dio e Diamante\, il Notaio Stampa\, Padre Sclepis \,il Giudice\, il Suocero. Vitangelo ha pure il suo doppio in scena: un Gegè anagraficamente in “parte”; alcuni episodi sono “vissuti” da questa proiezione giovanile\, altri da Vitangelo maturo\, in un gioco drammaturgico e scenico di incastri e rimandi. L’eleganza formale di un Maestro come Pattavina: spensierato narratore in “flash-back”. Furente doppio di sé stesso nelle vicende più dolorose. In questo auto-sostituirsi\, c’è persino il possibile riscatto all’impotenza originaria\, all’inanità di una esistenza precedente\, inconsapevolmente sprecata.\nEd il “femminile”\, mutevole\, soggiogante\, oscuro ed ambiguo: la bravura di Marianella Bargilli\, inquieta ed inquietante. Perfetta nel travasare elementi di contrasto di un personaggio nell’alchimia dell’altro». \nMentre Pippo Pattavina sarà Moscarda\, Marianella Bargilli interpreterà Dida sua moglie e Annarosa. Uomo di successo\, Vitangelo Moscarda vive della rendita della banca ereditata dal padre\, ed è sereno\, finché la moglie un giorno rimarca alcuni lievi difetti del suo aspetto: Gegé\, che non li aveva mai notati\, si stupisce di come gli altri lo percepiscano. La cosa diviene per lui un’ossessione: non riesce a sopportare le diverse immagini che gli altri hanno di lui e tenta in modo rocambolesco e con assurdi comportamenti di “eliminarle”. \nLo spettacolo va in scena l’11\, 12 e 13 maggio alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali e il 14 maggio alle ore 16. I posti disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it. Informazioni allo 040.3593511
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SUMMARY:Eracle l’invisibile
DESCRIPTION:Va in scena dal 9 al 14 maggio alla Sala Bartoli\, nell’ambito della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, lo spettacolo “Eracle l’invisibile” monologo di Christian Di Domenico che ne firma – assieme a Fabrizio Sinisi – anche la drammaturgia\, tratta dalla tragedia di Euripide. \nLo spettacolo – diretto da Gianpiero Alighiero Borgia – è uno dei tre monologhi che compongono il progetto “Città dei Miti” del Teatro dei Borgia\, prodotto assieme al Teatro Stabile e messo in scena lo scorso settembre e allestito in alcuni luoghi critici e significativi di Trieste. “Eracle\, l’invisibile” è stata forse la parte che più ha toccato il numero limitato di spettatori che hanno potuto seguire quell’esperienza e per questo si sceglie ora di riproporlo in un contesto più teatrale – quello della Sala Bartoli – ma che comunque sarà vissuto in maniera insolita\, puntando sul coinvolgimento emotivo del pubblico. \nLiberamente ispirato al mito greco di Eracle\, il lavoro si muove nel solco del ribaltamento critico che propone Euripide nella sua tragedia. In Euripide Eracle non è l’eroe che va messo alla prova\, ma colui che è “provato”. La scena\, come noto\, si apre mentre la sua famiglia è in imminente pericolo\, lui è sepolto nell’Ade e nessuno crede che più che possa risorgere per salvarla. Invece al tramonto\, nell’ora in cui non restano che le preghiere\, riappare e lotterà fino in fondo.\nSe da un lato\, Eracle è un eroe\, dall’altro\, è un uomo che soffre\, segnato dalle continue prove\, commette errori\, fino al punto di perdere sè stesso quando\, per volontà di Era\, diventa preda di Lissa\, demone della Rabbia\, e precipita così nella follia omicida. \nNel progetto del Teatro dei Borgia l’Economia diventa il corrispettivo della Natura\, il territorio principale del cimento dell’Uomo contemporaneo.\n“Eracle\, l’invisibile” racconta allora il percorso parossistico dell’Essere Umano Economico\, conti- nuamente e ossessivamente sottoposto a un’infinita trafila di prove\, portato a ignorare ogni altra sfera esistenziale\, ridotto esclusivamente alla sua funzione economica: un Uomo Bilancio\, spo- gliato di tutto ciò che è costitutivo della sua umanità. \nIl pubblico conoscerà allora un Eracle padre di famiglia\, marito felice\, la cui vita inciampa in un evento imprevisto e si sgretola. Racconta\, attraverso una vicenda piccola e intima\, il confuso sentimento di paura e rabbia che pervade la nostra società\, che in tanti casi deflagra in violenza. \nLa linea artistica scelta dal Teatro dei Borgia non vuole che il Mito debba interpretare la realtà\, o che vada rinnovato. Tuttavia la realtà pone degli interrogativi ai quali\, se non è possibile dare un senso\, si può provare a dare un sentimento\, attraverso la riattivazione del Mito. \nChristian Di Domenico si è confrontato con un percorso di ricerca sul campo con le Caritas\, il Bistrot Popolare di Brescia\, I Gatti Spiazzati\, operatori che lavorano nel contrasto alle povertà con esodati\, disoccupati\, senzatetto. Accompagnati dalla riscrittura di Fabrizio Sinisi\, gli artisti di Teatro dei Borgia si sono interrogati sulla vicenda dell’eroe classico\, creando un parallelismo con una figura iconica della società contemporanea: il forgotten man\, il marginalizzato\, il senzatetto.\nIn particolare nella folla degli invisibili\, dei dimenticati\, è stato approfondito il tema dei genitori separati con le vicissitudini economiche\, sociali\, psicologiche cui vanno incontro. \nL’immersione in questo progetto\, la “difficoltà” emotiva di tirarsene fuori\, la volontà di restituire al pubblico un’esperienza unica ha fatto emergere la necessità di progettare una performance immersiva con tutte le possibili analogie con il vissuto degli artisti nella ricerca sul campo.  \nLo spettacolo è in scena alla Sala Bartoli dal 9 al 14 maggio alle 19.30 il martedì e venerdì\, alle ore 21 gli altri giorni e di domenica alle ore 17. In abbonamento sostituisce la produzione “Le cure di bellezza dell’Imperatrice Sissi” che è stata rimandata di qualche mese. I biglietti si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:La vita davanti a sé di Romain Gary
DESCRIPTION:“Silvio Orlando\, uno degli attori più amati\, seguiti\, premiati del cinema edel teatro italiano dal 27 aprile porta in scena al Teatro Stabile del Friuli\nVenezia Giulia “La vita davanti a sé” dal romanzo di Romain Gary. Uno\nspettacolo applaudito da critica e pubblico che commuove e diverte\,\ntocca il cuore e promuove un messaggio attuale e fondamentale fra\nmusica e parole. Repliche fino al 30 aprile”.\nUno degli spettacoli di punta del cartellone Prosa\, una delle prove d’attore più intense e\ntoccanti fra le tante applaudite quest’anno: arriva attesissimo sul palcoscenico del\nPoliteama Rossetti da giovedì 27 aprile Silvio Orlando\, interprete di altissima caratura de\n“La vita davanti a sé” uno spettacolo commovente\, divertente\, emozionante\, attuale e\nintessuto di musica e parole che nasce dalle pagine del romanzo omonimo di Romain\nGary.\nUn appuntamento da non lasciarsi sfuggire nel cartellone del Teatro Stabile del Friuli\nVenezia Giulia.\nSilvio Orlando\, uno degli attori più amati\, seguiti\, premiati del cinema e del teatro italiano\n(solo nel 2022 ha meritato i massimi riconoscimenti teatrali\, oltre al David di Donatello\, il\nNastro d’argento e il Globo d’oro per i film di cui è stato protagonista e in questi giorni sta\nottenendo un rilevante successo nell’ultimo film di Nanni moretti “Il sol dell’avvenire”) ha\ncostruito una propria interessante poetica e in calce al proprio curriculum scrive: «In tutti\nquesti anni mi sono sempre sforzato di ascoltare gli umori\, anche quelli che amavo di\nmeno\, dei miei concittadini\, cercando di dare al mio lavoro un senso non predicatorio ma\ndi comprensione\, di compassione guardandoli dritto negli occhi. Il riconoscimento più\ngratificante forse l’ho avuto dal critico Tullio Kezich che in una delle sue ultime recensioni\nscrisse: “Orlando rinuncia ad essere attore per essere nostro fratello”. È quello che\npenso debba essere un attore\, un nostro fratello che si può detestare\, con cui si può\nanche litigare ma a cui non si può fare a meno di voler bene».\nUna profondità ed una singolarità che ritroviamo nel modo in cui affronta “La vita davanti a\nsé” una delle punte di diamante della stagione 2022-2023\, che lo vede in scena nel\nplurimo ruolo di protagonista (attorniato da un eccellente gruppo di musicisti)\, di regista e\nriduttore dello spettacolo tratto dal capolavoro di Romain Gary. \nLo spettacolo va in scena dal dal 27 al 29 aprile alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni\nGenerali e il 30 aprile alle ore 16. I posti disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia\nGiulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it . Informazioni allo 040.3593511
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SUMMARY:Roberto Bolle and Friends
DESCRIPTION:Una nuova incantevole edizione del “Roberto Bolle and Friends” – prodotta come sempre da ARTEDANZASRL – arriva al Politeama Rossetti: il 25 e il 26 aprile alle 20.30 saranno serate da vivere “immersi” nella bellezza\, nella perfezione e nell’armonia.\nIl programma non lascia dubbi per la sua ricchezza e le suggestioni che offre\, così come l’eccellente gruppo di Friends che anche in quest’edizione saranno con Roberto Bolle sul palcoscenico: ne fanno parte il danzatore triestino Thomas Giugovaz ed Elisabetta Formento della Compañía Nacional de Danza di Madrid\, Fumi Kaneko dal Royal Ballet di Londra\, Toon Lobach artista ospite internazionale. Sempre dal Royal Ballet arriva Vadim Muntagirov e dalla Compañía Nacional de Danza di Madrid Alessandro Riga e Giada Rossi\, mentre un’altra ospite internazionale di prestigio è Casia Vengoechea.\nCompletano il gruppo artistico i pianisti Nataliya Chepurenko e Lorenzo Nguyen che eseguiranno dal vivo musiche di Sergej Rachmaninov\, Fryderyk Chopin\, Edith Piaf\, Jaques Brel\, Charles Dumont per alcune delle coreografie in programma. \nCome sempre dunque il “Roberto Bolle and Friends” si fa strumento culturale di promozione della danza e al contempo è uno spettacolo di elevatissima qualità e raffinatezza artistica\, capace di stupire per l’impeccabile livello dei danzatori\, e di calamitare un pubblico vastissimo attraverso scelte coreografiche vivaci\, sorprendenti\, poetiche… Da Ben Stevenson a Marius Petipa\, da Julian Nicosia a Ricardo Amarante: un susseguirsi di brani dalla diversa carica emotiva\, che accostano periodi e scuole coreografiche anche distanti\, dal classico al contemporaneo\, in un viaggio armonioso\, arricchente\, coinvolgente attraverso le emozioni regalate dalla grande danza. \nAlle serate programmate a Trieste il grandissimo danzatore ha riservato alcuni momenti molto speciali: presenterà infatti al raffinato pubblico triestino due sue nuove interpretazioni e includerà nel programma un toccante omaggio a Ezio Bosso\, che ha avuto un legame speciale con la città e anche al pubblico del Politeama Rossetti ha regalato molte emozioni. \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia accoglie con molta gioia Roberto Bolle confermando un legame pluriennale fra lo straordinario artista e Trieste\, dove il gala arriva per la settima volta\, e dove è stato applaudito in edizioni sempre diverse e memorabili\, che si sono susseguite dal 2006 al 2016 per arrivare nel 2019 al raffinatissimo “Roberto Bolle e i solisti del Teatro alla Scala”.  \nLo spettacolo va in scena il 25 e 26 aprile alle ore 20.30. I posti disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it. Informazioni allo 040.3593511.
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SUMMARY:Tutti Parlano di Jamie
DESCRIPTION:“Tutti Parlano di Jamie” accolto al suo esordio italiano con grande successo\, nel marzo 2022\, arriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 20 al 22 aprile: il musical\, è un manifesto di una nuova generazione nel segno dell’inclusività.\nRacconta una storia di formazione moderna per una generazione alla ricerca della sua “vera” identità\, che vuole affermare sé stessa al di là del genere\, dell’orientamento sessuale e delle convenzioni sociali. Una storia\, come già avvenuto per Billy Elliot\, che parte da un piccolo paese inglese per portare la sua rivoluzione “gentile” in giro per il mondo.\nGiancarlo Commare veste gli scintillanti panni di Jamie\, attore rivelazione delle ultime stagioni televisive e cinematografiche\, dalla serie “Skam Italia” al film “Maschile singolare”\, dal “Paradiso delle Signore” alla serie Sky “Original Romulus 2” a quella Rai “Rinascere” che lo vede nel ruolo del triestino Manuel Bortuzzo.\nBarbara Cola\, cantante e interprete di svariati musical\, con la sua voce potente interpreta il ruolo di Margaret New\, la mamma di Jamie; l’attore e doppiatore Franco Mannella è Hugo\, alias la drag queen Logo Chanelle; Ludovica Di Donato\, attrice e affermata TikToker\, interpreta Ray\, l’amica del madre di Jamie. L’attrice e cantante Lisa Angellilo è Miss Hedge\, la severa insegnante di Jamie; Pritti\, l’amica del cuore di Jamie è Benedetta Boschi\, il bullo della scuola è Giovanni Abbracciavento. Umberto Noto interpreta il ruolo di una delle drag e del Padre di Jamie; le altre due drag del locale Legs Eleven sono Damiano Spitaleri e Sebastian Gimelli Morosini. \nLo spettacolo\, diretto da Piero Di Blasio (che ne ha curato anche l’adattamento)\, mette in scena nel classico stile del Musical Theatre\, un testo divertente ma anche commovente con canzoni pop e coreografie originali.\nLe musiche originali composte da Dan Gillespie Sells\, leader della band inglese “The feeling” attiva dalla seconda metà degli anni ’90\, rispecchiano il movimento pop progressive di quegli anni\, miste al nuovo soft-rock\, creando un’alchimia di musica e testi che catturano immediatamente il pubblico.\nLe coreografie di Laccio (già direttore artistico di The Voice of Italy e di X Factor\, e coreografo del Eurovision Song Contest 2022) attingono da diversi generi: dal vogueging e waacking degli anni ’60/70\, con movenze glamour e femminili\, alla street dance dei ghetti dai tratti più mascolini. Stili apparentemente lontani in un dialogo volto a celebrare le diversità e a comunicare qualcosa di nuovo e unico come “Tutti parlano di Jamie”. \nViola Produzioni\, detentrice per l’italia dei diritti dello spettacolo\, per mettere in scena questo testo ha aspettato questo preciso momento storico\, con un tessuto sociale pronto per poter comprendere i messaggi importanti dello spettacolo. \nI costumi sono stati affidati a Francesca Grossi\, (Rapunzel il musical\, La Regina di Ghiaccio il musical\, Aggiungi un posto a tavola\, Aladin il musical geniale\, La piccola bottega degli orrori). Il disegno luci è di Emanuele Agliati\, il disegno suono è di Emanuele Carlucci. \nAl centro dello spettacolo è un adolescente che vive nella tranquilla cittadina di Sheffield\, nel nord dell’Inghilterra. Va a scuola\, come tutti i ragazzi della sua età\, ma a differenza loro\, Jamie ha un sogno ambizioso: essere libero di esprimere sé stesso anche attraverso abiti femminili.\nNon è solo la scelta di voler diventare una Drag Queen\, come crede all’inizio\, a renderlo\n“diverso”\, ma soprattutto la voglia di normalità nella diversità\, come scoprirà alla fine. Ogni persona è unica e irripetibile… è il “glitter sopra il grigio di città”.\nAbbandonato dal padre\, ma supportato dall’amorevole madre Margaret\, dalla sua migliore amica Pritti e da un mentore eccentrico (Hugo – Loco Chanelle)\, Jamie scopre il gusto della libertà: la libertà di essere sè stessi. Tra una professoressa un po’ dura (Miss Hedge)\, una “zia” particolare (Ray\, la migliore amica della mamma)\, il bullo della scuola (Dean) ed una classe di compagni scatenati\, Jamie si avvierà al ballo di fine anno con una sola idea in mente: presentarsi come la migliore e più reale versione di sé\, distruggendo convinzioni e costrizioni e abbattendo il muro più alto e duro di tutti\, quello del giudizio.\nJamie non vuole sbandierare il suo orientamento sessuale\, ma solamente essere libero di indossare abiti che lo rappresentino: abiti considerati femminili. Non ha paura della gente e di quello che potrebbe pensare e combatte i bulli col sorriso. \nLo spettacolo va in scena il 20\, 21 e 22 aprile alle 20.30.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti. I biglietti disponibili si acquistano alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, negli altri punti vendita e circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o tramite il sito del Teatro www.ilrossetti.it. Informazioni allo 040.3593511
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