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SUMMARY:Harlem Gospel Choir
DESCRIPTION:Composto dalle migliori voci di Harlem e New York City e diretto da Allen Bailey\, l’Harlem Gospel Choir vanta di essere uno dei più famosi e il più longevo fra i cori gospel d’America. Nei più di venticinque anni di carriera\, che lo hanno portato ad essere apprezzato in tutto il mondo e a collaborare con i maggiori artisti internazionali del calibro di Diana Ross\, Bono\, The Chieftains\, Simple Minds\, Live\, Sinead O’Connor e i Gorillaz\, si è esibito in performance ufficiali per persone di spicco tra le quali due Presidenti degli Stati Uniti (Carter e Obama)\, la famiglia Reale inglese\, Nelson Mandela\, i papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ha inoltre partecipato ad eventi di risonanza come l’International Broadcast Memorial a Times Square per Michael Jackson e al sessantesimo compleanno di Elton John.
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SUMMARY:Notre Dame de Paris
DESCRIPTION:“Ritorna al Politeama Rossetti dal 14 al 20 dicembre “Notre Dame de Paris”\, che per l’intero 2022 festeggia in tour i 20 anni di storia\, in Italia\, della più popolare opera moderna. In scena il cast originale – capitanato da Giò Di Tonno e Lola Ponce – a far sognare il pubblico che ha affollato tutte le repliche\, tanto che sono state aggiunte due recite straordinarie il 19 e 20 dicembre”.\nRitorna al Politeama Rossetti dal 14 al 20 dicembre “Notre Dame de Paris”\, che per l’intero 2022 festeggia in tour i 20 anni di storia\, in Italia\, della più popolare opera moderna.\nÈ particolarmente significativa la presenza di questo kolossal a Trieste\, città che grazie al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, fra le prime lo ha ospitato in tour\, prima al Palazzetto dello Sport  – nel 2003 e nel 2004 – in una felice sinergia con il Comune di Trieste\, poi sul palcoscenico grande e accogliente del Politeama Rossetti\, nel 2016\, nel 2020 e ora\, nuovamente nel 2022.  \nIn questa dimensione – la più emozionante ed adatta ad apprezzarne tutti i particolari di scena e coreografia\, oltre alle belle interpretazioni dei protagonisti – lo spettacolo festeggia l’importante anniversario\, per cui gli organizzatori si sono superati. Hanno riunito per la prima volta nuovamente il cast più amato di sempre: quello del 2002.  \nQuindi\, se non bastasse la romantica storia dell’amore impossibile fra Quasimodo ed Esmeralda tratta da Victor Hugo\, se non bastassero le splendide musiche di Riccardo Cocciante\, le liriche che ormai generazioni di spettatori cantano parola per parola assieme ai protagonisti… ecco la possibilità di sognare con le impeccabili interpretazioni di beniamini come Giò Di Tonno\, insuperabile Quasimodo e Lola Ponce\, la più seducente Esmeralda\, Matteo Setti – il poeta  Gringoire per antonomasia – e Vittorio Matteucci che incarna con voce potente e forte espressività il cattivissimo Frollo. \nL’accoglienza del pubblico è stata come sempre straordinaria: alle prime 7 recite annunciate e subito affollatissime\, il Teatro stabile regionale\, in accordo con la produzione\, ha aggiunto due repliche straordinarie il 19 e 20 dicembre alle 20 .30\, per sognare\, cantare\, commuoversi e divertirsi con lo splendido cast di “Notre dame de Paris”. \nPer biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Il segreto di Antekirtt
DESCRIPTION:«Ancora una volta ho scelto un classico prima di tutto perché ritengo importante che i nostri giovani attori si confrontino con i classici e poi credo che faccia piacere anche al loro pubblico\, che va dai 5 ai 95 anni» spiega Luciano Pasini\, direttore della scuola Associazione StarTs Lab che forma giovani al teatro\, in sinergia con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Anima creativa\, i segnante e regista di tutti i saggi finali della scuola che poi lo stabile programma come veri e propri spettacoli\, per la stagione 2022-2023 Luciano Pasini ha guardato all’opera di un autore importante.«Un grande autore di fama mondiale\, Jules Verne – sottolinea – che nasce a Nantes e grazie al suo genio viaggia tutto il pianeta\, fuori e dentro\, decide di ambientare gran parte del suo romanzo “Mathias Sandorf” a Trieste\, città che aveva grande rilevanza nell’impero austroungarico\, poi dimenticata\, svilita\, contesa». Ecco allora uno sfondo intrigante per la vicenda narrata dal fantasioso scrittore\, che sarà interpretata fra recitazione\, canto\, movimento scenico dagli appassionati allievi attori. \n«Verne riserva gran cura topografica\, geografica e culturale a Trieste e alla “regione illirica”» conclude Luciano Pasini. «Ho pensato che le vicende del conte Sandof che Verne dedica a Dumas e al suo “Conte di Monte Cristo” potessero rimarcare la bellezza e il fascino di questa nostra città che ultimamente è nota spesso per spiacevoli fatti di cronaca»
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SUMMARY:La Tempesta
DESCRIPTION:Dopo aver ricevuto ogni premio possibile per il suo “Macbettu” – inserito anche nel cartellone delTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nel 2018 – Alessandro Serra\, grande artista\, “totale” e\nsingolarissimo nel suo approccio ad ogni testo\, si confronta nuovamente con Shakespeare: con un\ncapolavoro complesso e magico come “La tempesta”.\nLo spettacolo – prodotto dallo Stabile dei Torino – arriva al Politeama Rossetti dall’8 all’11\ndicembre\, per la stagione di Prosa del Teatro Stabile regionale\, ed è assolutamente una delle punte\ndi diamante da non perdere.\n«Ne “La tempesta” – scrive Alessandro Serra – il sovrannaturale si inchina al servizio dell’uomo\,\nProspero è del tutto privo di trascendenza\, eppure con la sua rozza magia imprigiona gli spiriti della\nnatura\, scatena la tempesta\, e resuscita i morti. Ma sarà Ariel\, uno spirito dell’aria\, ad insegnargli la\nforza della compassione\, e del perdono. Lo credi davvero\, spirito’ Io sì\, se fossi umano.\nSu quest’isola-palcoscenico tutti chiedono perdono e tutti si pentono ad eccezione di Antonio e\nSebastiano\, non a caso gli unici immuni dalla bellezza e dallo stato di estasi che pervade gli altri. Il\nfatto che Prospero rinunci alla vendetta proprio quando i suoi nemici sono distesi ai suoi piedi\, ecco\nquesto è il suo vero innalzamento spirituale (…)\nMa il potere supremo\, pare dirci Shakespeare\, è il potere del Teatro. “La tempesta” è un inno al\nteatro fatto con il teatro la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile\ndi accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che\ncalpestano quattro assi di legno\, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati (…)\nL’uomo avrà sempre nostalgia del teatro perché è rimasto l’unico luogo in cui gli esseri umani\npossono esercitare il proprio diritto all’atto magico».\nRegista\, autore\, scenografo\, light designer Alessandro Serra si è laureato in Arti e Scienze dello\nspettacolo con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Nel 1999 ha fondato la Compagnia\nTeatropersona\, con la quale mette in scena le proprie opere presentate in molti paesi europei\, oltre\nche in Asia\, Sud America\, Russia\, Regno Unito. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti\, tra\ncui il premio UBU come miglior spettacolo e il premio Le Maschere del Teatro Italiano come\nMiglior Scenografo e miglior spettacolo per “Macbettu” oltre che il Premio Hystrio alla regìa e il\nGrand Prix “Golden Laurel Wreath Award” come miglior regista (MESS Festival – Sarajevo). \nIl suo teatro materico e ancestrale coinvolge il pubblico e dà origine a spettacoli profondamente\nsignificativi ed emozionanti\, capaci di dialogare con la platea su più piani e con ammirevole\ncoerenza.\nPer comprendere al meglio le molte sfaccettature de “La Tempesta” il professor Peter Brown –\ndirettore della British School regionale – terrà una prolusione alla Sala Bartoli martedì 6 dicembre\nalle ore 17.30. Si tratta naturalmente di un incontro a ingresso libero\, fino ad esaurimento della\ndisponibilità.\n“La Tempesta” debutta alla Sala Assicurazioni Generali giovedì 8 dicembre alle 20.30 e replica alla\nstessa ora fino a sabato 10 dicembre\, domenica 11 la replica è pomeridiana con inizio alle ore 16.\nPer biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla\nBiglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito\nwww.ilrossetti.it . Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:PARSONS Dance
DESCRIPTION:Dopo esser stato acclamato dal pubblico delle sale più prestigiose del mondo\, ritorna sul palcoscenico del Politeama Rossetti\, nel suo nuovo tour italiano\, lo spettacolo di danza “Parsons Dance” diretto e creato dall’eclettico coreografo caposaldo della danza post-moderna americana David Parsons.
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SUMMARY:Oylem Goylem
DESCRIPTION:“Moni Ovadia e il suo classico\, entusiasmante\, divertentissimo ecommovente “Oylem Goylem”: il più originale dei cabaret è da non\nperdere sabato 3 e domenica 4 dicembre al Politeama Rossetti\, ospite\ndella stagione 2022-2023 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\nRitorna in scena dopo molti anni al Politeama Rossetti sabato 3 e domenica 4 dicembre\n“Oylem Goylem” di e con Moni Ovadia ospite della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia.\nIl sistema teatrale italiano ha poca attitudine per il “repertorio”: le pièce si succedono in un\ncostante vortice di novità. È raro che uno spettacolo sia ripreso per molte stagioni e\nsembra addirittura prodigioso che un titolo accolto trionfalmente nel 1993 sia sulle scene\ndopo 30 anni\, con esito ugualmente entusiasmante. È il caso di “Oylem Goylem” che rivelò\nil genio di Moni Ovadia e che – ripreso da allora più volte fino ad oggi – continua a divertire\,\nemozionare\, incantare un pubblico transgenerazionale.\n«È una sorta di immersione totale nella più minoritaria\, perseguitata e minacciata delle\nculture\, la cultura ebraica della diaspora e dell’esilio. E più precisamente in quella parte di\nessa che si esprime attraverso le sonorità infantili\, tenere e strazianti di una lingua insieme\nantichissima e giovanissima come lo yiddish e di una musica che sembra farsi dolcemente\ncarico di tutta la nostalgia\, la malinconia e la gaiezza del mondo klezmer e della tradizione\ndegli ebrei dell’Est Europa» scrisse dello spettacolo il critico e poeta Giovanni Raboni.\nLa lingua\, la musica\, e la cultura Yiddish\, quell’inafferrabile miscuglio di tedesco\, ebraico\,\npolacco\, russo\, ucraino e romeno\, la condizione universale dell’Ebreo errante\, il suo\nessere senza patria sempre e comunque\, sono infatti al centro di “Oylem Goylem” che\nalterna brani musicali e canti a storielle\, aneddoti\, citazioni che la comprovata abilità\ndell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel\nfatto di essere interamente dedicato a quella parte della cultura ebraica di cui lo Yiddish è\nla lingua e il Klezmer la musica.\nMoni Ovadia e i suoi musicisti danno vita a una rappresentazione basata sul ritmo\,\nsull’autoironia\, sull’alternanza continua di toni e di registri linguistici\, dal canto alla musica;\nuna grande carrellata di umorismo e chiacchiere\, battute fulminanti e citazioni dotte\,\nscherzi e una musica che fa incontrare il canto liturgico con le sonorità zingare.
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SUMMARY:Amore + IVA
DESCRIPTION:Era da annoverare fra gli appuntamenti imperdibili programmati fuori abbonamento al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, quello con Checco Zalone e il suo nuovo spettacolo\, “Amore + Iva” scritto con Luca Medici\, Sergio Maria Rubino e Antonio Iammarino ed infatti la risposta del pubblico non ha tradito l’artista che andrà in scena al Politeama Rossetti affollatissimo di spettatori entusiasti\, lunedì 28 e martedì 29 novembre alle ore 21.“Amore + Iva” è uno show inedito in cui musica\, racconti\, imitazioni e parodie saranno accompagnati dall’inconfondibile ironia di uno degli artisti più caleidoscopici e amati.\nIl fatto che lo spettacolo di Checco Zalone che toccherà i maggiori teatri italiani – dall’Arcimboldi di Milano all’Arena di Verona – sia ospite anche al Politeama\, ribadisce la volontà di ravvisare nel Rossetti un punto di riferimento di livello elevato nell’offerta culturale e teatrale del Nordest\, che rappresenti a 360 gradi linguaggi e generi dello spettacolo.  \nE Checco Zalone è fra gli artisti assolutamente al top nel panorama italiano: basti ricordare la sua carriera di sceneggiatore\, regista\, attore cinematografico con i primi record al botteghino per “Che bella giornata”\, superati da “Sole a catinelle” che risulta il film più visto dell’anno nel 2013\, e da “Quo vado’” (2016)\, tuttora il film italiano più visto di sempre. E poi “Tolo Tolo” nel 2020 con i suoi record d’incassi e i David di Donatello…\nA teatro Zalone ritorna undici anni dopo i trionfi del “Resto Umile World Tour” e in questo nuovo spettacolo non mancherà di brillare nel suo multiforme talento di comico\, attore\, showman\, imitatore\, cantautore\, musicista\, cabarettista… Per l’occasione ha già varato una nuova canzone\, che fa sorridere fin dall’attualissimo titolo: “Sulla Barca dell’Oligarca”. \nLo spettacolo va in scena alla sala Assicurazioni Generali alle ore 21 di lunedì 28 e martedì 29 novembre. Sono attivi la Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, info e acquisti anche dal sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Un anno di scuola
DESCRIPTION:Tratta da “Un anno di scuola” di Giani Stuparich\, debutta alla Sala Bartoli il 25 novembre la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Quell’anno di scuola”. Ne cura l’adattamento e la regia Alessandro Marinuzzi che dirige nello spettacolo Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana e i giovani attori del progetto TeSeO del coproduttore\, Teatro Stabile del Veneto.  \nDebutta venerdì 25 novembre la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, “Quell’anno di scuola” tratta dal bellissimo romanzo di Giani Stuparich “Un anno di scuola”\, nell’adattamento (e regia) di Alessandro Marinuzzi e Davide Rossi. \nIl progetto nasce nell’estate 2021 quando il Teatro Stabile organizza tre maratone letterarie nel Giardino di Piazza Hortis a Trieste: attori e semplici lettori appassionati si passano il testimone nella lettura integrale di tre romanzi di autori triestini\, un modo – per il direttore Paolo Valerio – di valorizzare gli inestimabili giacimenti culturali di questa regione.\nFra i tre romanzi c’è “Un anno di scuola”: dalle emozioni vissute in quel pomeriggio di lettura\, l’idea di portarlo sul palcoscenico sgorga immediata. \nLa messinscena viene affidata dunque ad Alessandro Marinuzzi – regista e formatore teatrale triestino che in passato ha già collaborato con lo Stabile. \n“Quell’anno di scuola” è ambientato a Trieste\, Impero austro-ungarico\, 1909. Per la prima volta una ragazza ottiene l’accesso all’ottavo anno del Ginnasio Comunale Superiore\, da cui il viatico per l’Università e per poter ambire all’indipendenza. Antesignana e coraggiosa\, fragile e forte al tempo stesso\, sola femmina ammessa in una scuola da sempre tutta maschile\, Edda ambisce a essere considerata semplicemente come “uno fra i molti compagni di classe”\, ma diviene suo malgrado l’incarnazione dolce e irriverente di un ideale femminile\, provocando inevitabilmente nei suoi nuovi giovani amici coetanei profondi turbamenti che in un vortice drammatico tra amore e morte accompagneranno la classe verso gli esami. Un profilo di donna che nella letteratura italiana del primo Novecento forse soltanto a Trieste si poteva immaginare.\n«“Un anno di scuola” di Giani Stuparich è una struggente rivisitazione d’ispirazione autobiografica della Trieste di primo Novecento\, della sua gioventù e del suo ambiente culturale\, a pochi anni dallo scoppio di quella prima guerra mondiale che cambiò molti destini collettivi e individuali\, ma è anche uno strumento per mettere criticamente a confronto la società e i giovani di allora con quelli di oggi» spiega Alessandro Marinuzzi che rievoca i diversi punti di vista di una generazione di giovani studenti\, alle soglie della maturità prima della prima guerra mondiale\, mettendoli a confronto con quelli di una compagnia di giovani attori e con le diverse generazioni viventi nel presente odierno\, ma anche riconnettendoli con i suoi personali ricordi di adolescente al tempo della sua partecipazione all’omonimo film per la RAI realizzato da Franco Giraldi nel 1977. Fu il più giovane attore del cast\, nel ruolo di Momi.  \nInterpretano lo spettacolo\, diretti da Alessandro Marinuzzi\, oltre a Ester Galazzi e Riccardo Maranzana – attori dello Stabile regionale – gli attori della Compagnia Giovani del progetto TeSeO del Teatro Stabile del Veneto\, in un’elaborazione drammaturgica del testo di Stuparich firmata da Marinuzzi insieme a Davide Rossi: una scelta che rifletterà in scena la venatura d’inquietudine ed emotività giovanile che palpita nelle pagine del romanzo e lo rende così universale.  \nCome scrive Sabrina Fava in “Inquietudine e disincanto tra i banchi: Un anno di scuola di Giani Stuparich dal racconto al film”: «”Un anno di scuola” è esito di un processo di costruzione di memoria individuale dell’autore in dialogo con la memoria collettiva giovanile del primo Novecento. I ricordi personali e condivisi nella temperie culturale della Trieste mitteleuropea e irredentista si sedimentano nell’opera letteraria e si dilatano nel tempo attraverso le molteplici edizioni del testo (…) Nella storia piano biografico\, letterario e cinematografico – e ora teatrale in “Quell’anno di scuola” (ndr) – s’intrecciano e si rincorrono\, ma nella loro complessità di scritture e riscritture tramandano e costruiscono una memoria scolastica dinamica. Essa va modificandosi nel tempo in virtù di contaminazioni progressive che l’opera ha accolto ma che allo stesso tempo ha offerto alla cultura\, attraversando il Novecento e giungendo sino a noi oggi». \nGiovedì 1 dicembre alle ore 18\, in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste\, si terrà alla Sala Bartoli una conversazione su “Quell’anno di scuola” a cura della professoressa Cristina Benussi a cui prenderà parte il regista Alessandro Marinuzzi. \n“Quell’anno di scuola” debutta alla Sala Bartoli venerdì 25 novembre alle 19.30 e replica alla stessa ora tutti i martedì e venerdì\, di mercoledì e sabato lo spettacolo inizia alle ore 21; giovedì 1 dicembre si va in scena alle 21.30\, l’8 dicembre e tutte le domeniche alle ore 17. Le repliche si protraggono fino a domenica 11 dicembre. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Tutto sua madre
DESCRIPTION:Proposto per la prima volta in Italia\, questo raffinato e ironico monologo è stato scritto e interpretato nel 2012 da Guillaume Gallienne\, attore e regista di punta della Comédie Française. Straordinario il suo successo a Parigi\, tanto che due anni più tardi ne è nato un film – ad opera dello stesso autore – anch’esso applaudito e premiato con innumerevoli César. Il titolo originale “Les garçon et Guillaume\, à table” – che si potrebbe tradurre come “Ragazzi e Guillaume\, a tavola!” – contiene già in sé l’equivoco che fa da motore allo spettacolo. Guillaume è una cosa a parte per i familiari: non è come i suoi fratelli\, i “ragazzi”\, prestanti\, testosteronici. Il suo essere fantasioso\, delicato\, è inviso a padre e fratelli e così si isola in un mondo in cui imita e fa rivivere le donne che ammira: da Sissi a una ballerina andalusa\, da sua nonna a sua madre\, la persona che più di ogni altra idolatra e a cui più vuole assomigliare. E così appare ancor più effemminato in famiglia… finché in una sorta di “coming out” alla rovescia\, incontrando la seconda donna della sua vita\, con naturalezza emerge la sua vera natura e stupisce tutti vivendo un amore vero e desiderato. \nUn testo divertente e attuale che riflette con intelligenza su temi importanti come l’identità sessuale\, i condizionamenti familiari ed i dolorosi pregiudizi\, ma che all’unico interprete – che qui sarà il bravissimo Gianluca Ferrato – offre anche l’opportunità complicata e meravigliosa\, di dare vita in un virtuosismo da trasformista ad una miriade di personaggi diversi.
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SUMMARY:Sette spose per sette fratelli
DESCRIPTION:È un grande classico del repertorio del teatro musicale “Sette spose per sette fratelli”\,  che oltre ad essere diventato un celeberrimo e intramontabile film\, è uno spettacolo che coniuga una storia romantica\, edificante e divertente ad una partitura trascinante che ispira da sempre irresistibili numeri di danza. Un corposo e ottimo cast diretto da Luciano Cannito\, ne sarà interprete e trasporterà il pubblico – anche grazie ad un allestimento ricco di costumi e belle soluzioni scenografiche – nell’Oregon di metà Ottocento.\nGli spettatori saranno così coinvolti nelle avventure di Adamo Pontipee\, primo di sette fratelli tutti maschi e tutti impegnati a lavorare in montagna\, dove posseggono una grande fattoria. Adamo – cui non fa difetto un carattere forte e risoluto – decide un bel giorno di scendere al villaggio con l’intento moglie: incontra e corteggia la dolce Milly\, ammaliato  soprattutto dalle sue doti di cuoca… La ragazza accetta di sposarlo e sogna una deliziosa vita a due fra i monti. Raggiunta la fattoria\, però\, Molly scopre amaramente che non le si prospetta un ménage “cuore a cuore” con il neomarito\, ma che dovrà gestire la casa e gli altri sei fratelli montanari\, tutti rissosi e piuttosto “rustici”. Dopo il primo momento di rabbia la donna si impegna nel nuovo compito e sotto la scorza da “duri” dei suoi cognati – fra canzoni deliziose\, acrobazie e danze scatenate – scopre e riesce a portarne in luce il lato galante e attraente… E la vita nella fattoria inizia presto prendere una nuova piega\, carica di sorprese.
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SUMMARY:Pasolini/Pound. Odi et amo
DESCRIPTION:Un evento davvero memorabile dal punto di vista culturale\, l’incontro nel 1967 fra due giganti della letteratura e della poesia del Novecento: Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound davanti alle telecamere della Rai.Da qui nasce lo spettacolo “Pasolini/Pound. Odi et amo” scritto e diretto da Leonardo Petrillo e interpretato da Maria Grazia Plos e Jacopo Venturiero\, che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha prodotto nell’ambito del progetto regionale “Pasolini 100”\, a celebrazione del centenario della nascita del grande intellettuale di Casarsa e che dal 15 al 20 novembre va in in scena alla Sala Bartoli. \nDalla testimonianza di Vanni Ronsisvalle – inviato speciale e caporedattore della cultura del TG1 che ebbe l’idea di realizzare questa straordinaria intervista – Leonardo Petrillo ha ricostruito anche il dietro le quinte di quanto accaduto nell’ottobre del 1967\, quando Ezra Pound venne intervistato nella sua casa di Calle Querini a Venezia da Pasolin: il “poeta emarginato” e l’intellettuale più eretico del comunismo italiano. \n«Due outsider\, due profetici visonari – dice Leonardo Petrillo – accomunati dalla scelta di mettersi in gioco in prima persona senza risparmiarsi\, e di farlo in quella televisione che Pasolini considerava di una “stupidità delittuosa\, un mezzo di spaventoso regresso\, di genocidio culturale” e che per Pound “come tutti i mezzi di informazione\, quando non erano asserviti ai proprietari\, lo erano a chi vi inseriva la pubblicità”… Avevano capito entrambi\, con visionaria lucidità\, che dietro la maschera del progresso un nuovo potere omologante era pronto a cancellare le diversità e le identità per sostituirle con valori falsi e alienanti. Che la vita di uomini e donne poteva essere ridotta a fiction e regolata solo dalle leggi del commercio… Un’intervista che pochi conoscono e che fece bene a entrambi: Pound interruppe il lungo periodo del “tempus tacendi” che aveva iniziato nel 1958\, al suo rientro in Italia dal manicomio criminale; Pasolini dopo quell’incontro\, iniziò la bellissima stagione da lucido e profetico polemista; morirono 5 e 8 anni dopo quella registrazione. Anche ora non sono lontani\, sepolti a 100 km di distanza a Casarsa della Delizia e a Venezia…» \nLo spettacolo si divide in tre momenti. Il primo con Jacopo Venturiero e Maria Grazia Plos che interpretano il giovane Vanni Ronsisvalle e la donna di Pound\, Olga Rudge\, nella casa di Ezra Pound in Calle Querini a Venezia\, in attesa dell’arrivo di Pasolini. Mentre i due stanno ultimando i preparativi per l’intervista\, si raccontano divertenti aneddoti. \nUn secondo momento vede la proiezione di alcuni stralci dell’intervista frammezzati dagli interventi degli attori che la commentano\, mentre vengono proiettate le fotografie del backstage dell’intervista di Vittorugo Contino.\nUn terzo ed ultimo momento sarà un mosaico delle parole dei due poeti. Due universi distanti per politica\, età e letteratura\, ma con lo stesso amore per la tradizione\, la cultura popolare\, la musica\, la natura… e quella poesia\, che non conosce diversità fra gli uomini. \nIl pubblico sarà accolto a  teatro da una mostra fotografica a cura di Francesca Barbi Marinetti: “Pasolini Pound scatti da un intervista” che raccoglie gli scatti di Vittorugo Contini realizzati durante l’intervista e uno schizzo di Pound che Pasolini realizzò nella medesima occasione. \nGiovedì 17 novembre alle ore 17.30 alla Sala Bartoli si terrà la conversazione “PASOLINI/POUND. ODI ET AMO: come nasce uno spettacolo” con Leonardo Petrillo\, autore e regista e con gli interpreti Maria Grazia Plos e Jacopo Venturiero. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nLo spettacolo invece va in scena alla Sala Bartoli alle ore 19.30 martedì 15 novembre\, replica fino a domenica 20 novembre alle ore 17. Di martedì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 19.30\, gli altri giorni alle ore 21. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival
DESCRIPTION:Dal 1 al 6 novembre il grande cinema di fantascienza torna a Trieste: l’edizione 2022 del Trieste Science+Fiction Festival\, organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground\, porta sul grande schermo le migliori produzioni di genere fantastico\, con oltre 50 anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo. La 22° edizione del Trieste Science+Fiction Festival si svolgerà presso il Politeama Rossetti\, il Teatro Miela e il DoubleTree by Hilton Trieste.\nIn occasione del festival torna anche il Fantastic Film Forum\, una serie di eventi dedicati agli operatori professionali del cinema e dell’audiovisivo. Da non perdere i talk di Mondofuturo\, il ciclo di incontri per dialogare con i divulgatori e comunicatori della scienza sul mondo di domani che si svolgeranno dal vivo presso il DoubleTree by Hilton Trieste con proiezioni dei documentari nel pomeriggio al Teatro Miela. In programma anche mostre\, workshop e iniziative per tutta la famiglia per un indimenticabile viaggio ai confini del Multiverso per gli appassionati della fantascienza di ogni età. Il festival ospiterà anche la nuova edizione di IVIPRO DAYS 2022\, l’appuntamento annuale dedicato al videogioco come risorsa per raccontare il territorio e il patrimonio culturale\, che si svolgerà nell’ambito del Trieste Science+Fiction l’1 e 2 novembre.
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SUMMARY:Ecloga XI
DESCRIPTION:Ritorna sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia l’affascinante e contaminato linguaggio del gruppo Anagoor che l’1 e il 2 novembre presentano alla Sala Bartoli “ECLOGA XI” su testi di Andrea Zanzotto\, interpretato da  Leda Kreider e Marco Menegoni e per la regia\, scene e luci di Simone Derai.  \nIl gruppo Anagoor fin dalla fondazione ha a cuore la relazione che intercorre tra politica\, lingua\, ambiente naturale e paesaggio. La studia attraverso linguaggi diversi\, una babele delle arti (da quelle visive alla poesia) nello sforzo dire il reale e le sue fratture. Anagoor\, pur non citandolo mai esplicitamente\, ha da tempo fatto propria la lezione di Andrea Zanzotto. \nAl poeta di Pieve di Soligo\, la compagnia – affermata in Italia e all’estero – è affine per la scelta radicale di osservare la storia dalla periferia (ma senza atteggiamenti di chiusura e arroccamento)\, per il rapporto con la tradizione\, per la sofferenza per la devastazione\, per la tenacia nel rinnovare la fiamma di arti solo apparentemente inascoltate. \nIl titolo di questo lavoro allude alla raccolta di versi “IX Ecloghe” che Andrea Zanzotto pubblicò nel 1962. Il poeta vi sceglieva per modestia di stare un passo indietro a Virgilio e alle dieci ecloghe delle Bucoliche. \nOggi\, tuttavia – scrivono gli artisti di Anagoor – noi possiamo scorgere nell’intera opera di Zanzotto la realizzazione di una catena poetica che da Virgilio (a Dante\, a Petrarca\, a Hölderlin\, a Leopardi\, a Pasolini\, a Celan… transitando e rilanciando ponti di poeta in poeta) porta la fiamma oltre. Non una gara tra poeti\, ma una corsa a staffetta: così la tradizione è sottoposta ad oltranza per mettere a rischio se stessi più dei propri padri\, per stare in precario equilibrio tra l’aura del passato e il disincanto cui la poesia va incontro in questa società post capitalistica.  \nZanzotto sembra raccogliere tutti i testimoni\, tutti i segnali di luce provenienti dal passato e\, scorgendo in avanti i segni indecifrabili della luce futura\, solleva e agita la lanterna nella notte del presente facendosi Virgilio per tutti noi. \nUltra moderno e antichissimo a un tempo\, Zanzotto sa bene che la letteratura è come un coro di voci di morti. L’ultra modernità da antichissimo che connota Zanzotto non è tuttavia un dato puramente letterario\, e la sovrimpressione delle bucoliche al proprio paesaggio\, al proprio linguaggio\, non è mai piana memoria letteraria\, bensì percezione di una irrimediabile frattura tra chi è ormai “versato nel duemila” e quel mondo perduto. Questa consapevolezza coincide e si estende in coscienza della faglia su cui si cammina che è una visione paleontologica più che storico-culturale: non si può più parlare di tradizione in modo neutro\, dimenticando che i secoli intercorsi tra Omero e noi sono nulla rispetto alla vertigine del tempo biologico\, geologico e ancor più astrologico.  \nZanzotto capta e illumina l’inferno dentro il quale siamo calati eppure ostinatamente regge il fuoco di una speranza bambina. \nNonostante potesse sembrare via congeniale per ribadire la denuncia ecologica di Zanzotto\, in “Ecloga XI” Anagoor rinuncia completamente all’utilizzo delle immagini video con le quali ha intessuto più volte i propri lavori aprendo squarci sulla devastazione della terra e sulla violenza perpetrata sulle altre specie. \nIl sipario si apre invece ancora una volta – come una nota ostinata – sulla Tempesta di Giorgione a cui Anagoor ha dedicato in passato altri lavori. Una grande riproduzione della tela del pittore di Castelfranco\, primo e fulminante “paesaggio” della storia dell’arte\, campeggia priva delle tre figure umane: senza l’uomo con l’asta e senza la donna nuda con il bambino\, resta unicamente l’orizzonte della città turrita e deserta immersa e sovrastata dalla natura. Puro paesaggio\, eppure non pura natura. L’orizzonte e la visione della natura sono irrimediabilmente mediati\, filtrati\, contagiati\, corrotti dalla cultura. Galateo e bosco. Antinomia per eccellenza: il divario e le derive generate da questa tensione hanno implicazioni psichiche\, etiche\, politiche. E quando il terremoto apre la faglia\, la psiche frana e la lingua si spacca. Alcuni poeti come sismografi sanno farsi antenna.  \nLo spettacolo va in scena alla Sala Bartoli alle ore 19.30 martedì 1 novembre\, replica solo mercoledì 2 alle ore 21. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:The Rocky Horror Show
DESCRIPTION:Con “The Rocky Horror Show” – in scena dal 25 al 30 ottobre alPoliteama Rossetti – ritornano al Teatro Stabile del friuli Venezia Giulia i\ngrandi allestimenti internazionali. Edizione originale inglese\, cast pieno\ndi energia e d ‘altissimo livello\, lo spettacolo è fra i più amati e\napplaudito a livello mondiale. Questa edizione del musical è ospite in\nItalia solo a Trieste\, Milano e Roma”.\nSarà una grande festa riapplaudire alla Sala Assicurazioni Generali – dal 25 al 30 ottobre –\n“The Rocky Horror Show” nell’edizione originale inglese: certamente uno dei musical più\namati e seguiti al mondo\, ma anche il simbolo del ritorno in scena di grandi allestimenti\ninternazionali\, dopo le difficoltà vissute negli ultimi anni.\nDopo la trionfale accoglienza al Teatro Arcimboldi di Milano\, lo spettacolo sarà solo a\nTriste e a Roma concluderà la sua tournée italiana.\nCreato nel 1973 da Richard O’Brien “The Rocky Horror Show” ha sedotto con la sua\ntrasgressività intere generazioni di spettatori\, e da allora non smette di travolgere\,\ncoinvolgere\, sovvertire le regole. Ha attraversato più di 30 Paesi\, è stato tradotto in più di\n20 lingue e torna ora trascina il pubblico certo attraverso hit come “Sweet Transvestite”\,\n“Damn it Janet” e “Time Warp” ma anche grazie alla perfetta regia di Christopher\nLuscombe e all’energia di un cast di primo livello.\nLa storia del “Rocky Horror Show” part da una piccola produzione teatrale a Londra\, scritta\nda Richard O’Brien per tenersi occupato mentre cercava lavoro come attore. È il 16 giugno\n1973: quando debutta al Royal Court Theatre Upstairs un piccolo teatro sperimentale di\nsoli sessanta posti. Sono previste sei settimane di rappresentazioni ma\, fin dalla prima\nsera\, è chiaro che ce ne saranno molte di più. Ci si trasferisce allora al King’s Road\nTheatre dove continuerà a registrare il tutto esaurito fino al 1974\, poi si va in scena anche\nnegli Stati Uniti.\nIl celeberrimo film con Tim Curry e Susan Sarandon arriva solo nel 1975: ”Rocky Horror\nPicture Show” detiene il record come la pellicola più proiettata della storia del cinema.\nMigliaia di appassionati hanno creato fan club\, continuano a vedere il film centinaia di\nvolte\, partecipano sempre attivamente allo spettacolo travestendosi e prendendo parte. –\nin un buffo rituale – a tutte le fasi dello spettacolo. È così che il “Rocky” è diventato oggetto\ndi studi psicologici e sociologici\, libri\, tesi di laurea\, trattati.
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SUMMARY:Il Gruffalò
DESCRIPTION:“Arriva al Politeama Rossetti solo sabato 22 ottobre alle 18 lo spettacolo musicale “Il Gruffalò” tratto dal libro per bambini di Julia Donaldon divenuto un vero caso editoriale internazionale. C’è anche un po’ di Trieste nel successo  del Gruffalò: se si possono apprezzare le belle e fantasiose rime in italiano\, il merito è infatti di Laura Pellaschiar\, docente dell’Università degli Studi di Trieste e traduttrice in Italia di tutti i libri di Julia Donalson ”.\nFa tappa alla Sala Assicurazioni Generali sabato 22 ottobre alle ore 18 “Il Gruffalò” commedia musicale tratta dal libro per bambini divenuto un vero caso internazionale. \n“Il Gruffalò!”\n“E chi sarà mai’”\n“Ma come\, davvero tu non lo sai’ Ha zanne tremende\, artigli affilati\, e denti da mostro di bava bagnati” \nEcco un breve assaggio della favola di Gruffalò\, che scaturisce dalle gioiose e musicali rime della scrittrice inglese Julia Donalson: i bambini ne sono innamorati\, tanto che il suo libro è un caso editoriale\, mentre il mostro dalle zanne tremende ed il furbo topolino – oggetto delle illustrazioni originali di Alex Scheffler – si sono affermati come vere e proprie star. \nMa c’è anche un po’ di Trieste in questo successo straordinario: se infatti possiamo rendere felici i più piccoli leggendo le avventure di Gruffalò in italiano\, il merito è tutto della precisione e della fantasia di Laura Pellaschiar\, docente dell’Università degli Studi di Trieste\, e traduttrice in Italia di tutti i libri di Julia Donalson. \nIl mestiere del traduttore è per propria natura molto complesso\, ma se possibile lo è ancor di più quando ci si confronta con la poesia e con la letteratura per l’infanzia\, con la necessità di rispettare la creatività e lo stile dell’autore\, e assieme\, le esigenze di fruizione di una fascia di lettori tanto particolare.\nLettori che ora ritroveranno le avventure del loro beniamino anche sul palcoscenico del Politeama Rossetti\, nella piacevole edizione in forma di musicale (la partitura originale è di Patrizio Maria D’Artista) firmata dal regista Manuel Renga\, che ha curato anche l’adattamento drammaturgico con Pino Costalunga.\nLa versione scenica del tutto originale\, è prodotta dalla Fondazione Aida con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara\, il Teatro Stabile del Veneto\, in collaborazione con la BSMT (Bernstein School of Musical di Bologna). \n«Questa tournée – spiega Meri Malaguti\, direttore di Fondazione Aida – conferma l’apprezzamento del pubblico per un lavoro che restituisce appieno l’opera letteraria\, e al contempo ne dona una nuova giovinezza grazie all’adattamento musicale pensato ad hoc». \nLa storia ha il pregio di porre i protagonisti – e per riflesso anche i giovani spettatori – a confronto con le loro paure: un tema da prendere seriamente\, ma su cui il Gruffalò insegna come si possa anche ridere un poco. Un topolino si addentra nel bosco per cercare del cibo\, ma deve difendersi da diversi predatori: è così astuto da spaventarli con l’invenzione di un mostro terribile\, una sorta d’incrocio fra un orso e un bufalo. Che sorpresa quando scoprirà che il Gruffalò non è solo frutto della sua immaginazione ma esiste davvero! \nLa messa in scena\, che prevede il coinvolgimento del pubblico\, racconta la vicenda in forma di Musical\, lasciando intatte le rime della scrittrice inglese e facendo indossare agli attori costumi ispirati alle illustrazioni del disegnatore tedesco Scheffler.\nLa regia è affidata a Manuel Renga\, condirettore artistico del Teatro Libero di Milano con Corrado Accordino e fondatore della compagnia Chronos3. Lo stesso Renga ha curato anche l’adattamento drammaturgico con Pino Costalunga\, autore esperto di letteratura per l’infanzia. Le musiche\, tutte originali\, sono state composte da Patrizio Maria D’Artista. In scena: Gaia Carmagnani\, Stefano Colli\, Elisa Lombardi e Ivan Portale. \nLo spettacolo va in scena alla sala Assicurazioni Generali alle ore 18 di sabato 22 ottobre. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Trentennale dell’Accademia della Follia
DESCRIPTION:Quest’anno si celebra il trentennale della fondazione dell’Accademia della Follia\, storica compagnia diteatro triestina\, fondata nel 1992 da Claudio Misculin\, Angela Pianca e Cinzia Quintiliani.\nNasce e si sviluppa nell’ambito del movimento di trasformazione psichiatrica triestina come progetto\nteatrale e culturale in cui si muovono e agiscono attori a rischio\, portatori di disagio psichico\, fisico e\nsociale. Svolge da più di trent’anni\, con continuità e costanza\, un lavoro di ricerca e sperimentazione\npromuovendo e producendo: percorsi di formazione teatrale\, spettacoli dal vivo\, film-documentari\, \ninchieste\, cortometraggi\, video e video-clip musicali sia per proprio conto che in collaborazione e co-\nproduzione con enti ed istituzioni. Dal 2007 la compagnia allestisce la maggior parte dei propri spettacoli \nteatrali in coproduzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nHa ricevuto negli anni diverse menzioni e riconoscimenti per la propria attività tra cui\, nel 2011\, la\n«Medaglia al Merito nel Campo delle Arti\, della Cultura e dello Spettacolo»\, da parte del presidente della\nRepubblica Giorgio Napolitano\, per il Progetto Extravagância\, realizzato in Brasile.\nNel 2019 muore la sua guida storica\, il maestro di teatro Claudio Misculin. Nello stesso anno\nl’associazione si ricostituisce come Accademia della Follia – Claudio Misculin.\nDa allora la Compagnia continua il proprio percorso artistico accompagnata da professionisti in campo\nteatrale\, coreografico\, vocale e musicale.\nNel luglio del 2022\, l’archivio di Claudio Misculin e dell’Accademia della Follia viene ufficialmente\nriconosciuto dalla sovraintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia (Ministero per i Beni e le Attività\nCulturali)\, in quanto di «grande valore culturale ed elevatissimo valore sociale per la storia nazionale».\n«Penso a un NOI che si costruisce nel piacere comune della trasformazione\, nell’incontro che avviene\ntra persone che ci stanno mettendo le loro energie\, che stanno cooperando a un’impresa affinché\nqualcosa di nuovo accada. Acute sensibilità\, vivide intelligenze possono finalmente così essere mese a\nfrutto e positivamente costruire ambiti nuovi\, esperienze vivide\, ricchezza culturale\, prodotti di\npeculiare qualità affinché qualcosa di nuovo si produca e si metta in scena».\nFranco Rotelli\nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia consolida e prosegue la sua sinergia con l’Accademia della Follia\nanche in questa occasione: negli spazi del Politeama Rossetti\, verranno presentate al pubblico tre inedite\nproduzioni artistiche per festeggiare l’importante traguardo e raccontare questo ricco e straordinario\npercorso.
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SUMMARY:Il mercante di Venezia
DESCRIPTION:Si inaugura martedì 11 ottobre alle ore 20.30 con la prima de “Il mercante di Venezia” di Shakespeare la Stagione 2022-2023 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, che per l’importante appuntamento presenta – come da tradizione – una propria produzione\, realizzata in sinergia con il Centro Teatrale Bresciano e il Teatro de Gli Incamminati e varata quest’estate con notevole successo nell’ambito dell’Estate Veronese al Festival Shakespeariano. \nUna magistrale prova di Franco Branciaroli nel ruolo di Shylock\, un cast emozionante e una regia – di Paolo Valerio\, che firma anche l’adattamento – attenta a indagare nelle potenzialità e pieghe del testo\, sono i punti di forza di uno spettacolo che porta in luce nodi universali e necessari: scontri etici\, rapporti sociali e interreligiosi mai pacificati\, l’amore\, l’odio\, il valore dell’amicizia e della lealtà\, l’avidità e il ruolo del denaro. Temi che si intersecano nel complesso e avvincente plot\, che vive di due diverse dimensioni: da un lato il mondo duro e a tratti violento di Venezia\, dall’altro quello poetico di Belmonte. Da un lato l’opposizione fra il mondo di Antonio\, il mercante\, e di Shylock l’usuraio; dall’altro la dimensione di Porzia\, il cui intervento restituisce al dramma un  insperato esito felice. Opposizioni e specularità dense di senso che avvincono lo spettatore fino a un finale che con sottigliezza va oltre la tradizione della messinscena di questo capolavoro. \nGiovedì 13 ottobre alle ore 18 alla Sala Bartoli si terrà il primo appuntamento del ciclo “Peter Brown presents…” e sarà dedicato proprio a “Il mercante di Venezia”. Il direttore della British School del Friuli Venezia Giulia parlerà del testo shakespeariano e converserà dello spettacolo con il regista Paolo Valerio. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nIn occasione dell’apertura della Stagione 2022-2023 negli spazi del foyer è allestita la mostra fotografica “Sguardi Inconsueti – Friuli Venezia Giulia” di Anthony Bradshaw. \nNel foyer sarà ospitato – in occasione delle repliche de “Il mercante di Venezia” – un banchetto del FAI per il sostegno della candidatura del Carso a “luogo del cuore”. \nLo spettacolo replica alla sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 dall’11 al 15 ottobre e domenica 17 ottobre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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DESCRIPTION:Arriva a Trieste martedì 21 giugno il FESTIL_Festival estivo del Litorale\, organizzato da Tinaos con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia\, con il sostegno della Fondazione Friuli\, e in collaborazione con il CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Dedicata alla drammaturgia contemporanea dall’Istria al Friuli\, la settima edizione\, diretta da Alessandro Gilleri\, Tommaso Tuzzoli\, e Katja Pegan che cura anche la parte slovena con Neva Zajc\, ovvero il Primorski Poletni Festival/Festival estivo del Litorale (SLO) da cui FESTIL prende il nome\, disegna un progetto artistico transfrontaliero di visioni e incontri fino al 5 agosto.Sono 8 gli appuntamenti a Trieste di FESTIL_Festival estivo del Litorale\, che dispiega la sua azione anche a Udine\, in collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e Teatro Contatto 40\, per 7 settimane\, con 25 eventi\, 17 spettacoli\, di cui 3 prime nazionali o assolute.\nA Trieste\, la collaborazione fra FESTIL_Festival estivo del Litorale e il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per gli spettacoli nella Sala Bartoli del Politeama Rossetti nasce da una volontà di condivisione artistica e dalla necessità di costruire un dialogo con pubblici differenti.\nSi conferma poi la collaborazione con il Museo Storico e Parco del Castello di Miramare\, la cui Sala del Trono ospiterà una prima nazionale. Oltre ai due spazi\, anche il Teatro dei Fabbri ospiterà 3 appuntamenti.\nMartedì 21 e mercoledì 22 giugno ci sarà al Politeama Rossetti – Sala Bartoli\, teatrodelleapparizioni con Il tenace soldatino di piombo\, che reinterpreta la celebre fiaba di Andersen in un gioco in cui gli oggetti prendono vita\, una produzione teatrodelleapparizioni/Teatro Accettella\, CSS e Tinaos.\nIn prima nazionale\, “Zibaldone triestino”\, venerdì 24 e sabato 25 giugno nella Sala del Trono del Museo Storico e Parco del Castello di Miramare\, è la lettura scenica a cura di Alessandro Gilleri\, con Fulvio Falzarano\, Sara Alzetta e Mauro Serio\, che viaggia tra gli autori più significativi della storia letteraria di Trieste.\nIn forma di racconto-concerto\, tratto dal Bandello\, fonte di ispirazione per Shakespeare\, “Gli amanti di Verona – Il pietoso caso di Giulietta e Romeo” al Politeama Rossetti – Sala Bartoli sabato 25 giugno\, con Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia vede sul palco lo storico gruppo folk siciliano Agricantus.\nVenerdì 1 luglio al Teatro dei Fabbri\, in prima nazionale\, c’è “Eclissi”\, una produzione del Dramma Italiano Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc Fiume\, uno spettacolo per tutta la famiglia che narra la storia di due clown (Serena Ferraiuolo e Andrea Tich) condannati alla distanza\, e che\, incarnando il Sole e la Luna\, lottano per finalmente incontrarsi.\nAncora al Teatro Fabbri\, mercoledì 6 luglio Elena Arvigo sale sul palco per restituire in forma di reading la vicenda della giornalista Francesca De Sanctis\, autrice dell’autobiografico romanzo “Una storia al contrario” che narra le vicissitudini di una carriera da reiventare ad ogni passo.\nUn’ampia sezione è dedicata alla scena emergente italiana con una selezione di spettacoli riconosciuti tra le più importanti vetrine dedicate alla nuova creatività: Premio In-Box e Premio Scenario.\nArriva Fabio Condemi\, regista classe 1988 Premio Ubu 2021\, insieme a Gabriele Portoghese\, attore tra i più apprezzati\, con “Questo è il tempo in cui attendo la grazia”\, in scena giovedì 14 luglio al Politeama Rossetti – Sala Bartoli\, un omaggio onirico allo sguardo espresso nelle sceneggiature di Pier Paolo Pasolini\, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita.\nUn’altra produzione del Dramma Italiano Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc Fiume è “Variazioni Enigmatiche” di Éric-Emmanuel Schmitt\, thriller psicologico sulla vita e l’amore\, diretto da Neva Rošić\, una delle artiste più importanti della città di Fiume\, in scena venerdì 22 luglio al Teatro dei Fabbri nella traduzione italiana.\nOltre agli spettacoli\, a Trieste si terrà uno degli incontri del ciclo “Indagare il tempo: teatro e sociale in dialogo con il presente”\, coordinato dalla Dott.ssa Maria Rita Eramo\, psicoterapeuta e presidente della Cooperativa Impresa Sociale – Athena città della psicologia\, che metterà in dialogo gli artisti ospitati con esperti del mondo psicoeducativo e il pubblico.  \nNumerosi sono i partner nazionali e internazionali di FESTIL_Festival estivo del Litorale: Drustvo Primorskij Poletni Festival (SLO)\, Gledalisce Koper (SLO)\, Hrvatsko Narodno Kazaliste Ivan pl Zajc/Teatro nazionale croato di Fiume (HR)\, Museo Storico e Parco del Castello di Miramare\, Dipartimento degli studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università degli studi di Udine\, Associazione Straligut\, Golden Show srl – Impresa sociale\, Stabilemobile\, Casa del Contemporaneo\, Athena Città della psicologia.
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SUMMARY:JOYCE di Mauro Covacich
DESCRIPTION:“Nell’ambito degli eventi del Bloomsday 2022 a cura del Comune e dell’Università degli Studi di Trieste debutta “Joyce” di e con Mauro Covacich\, a cura di Massimo Navone. Lo spettacolo\, in prima nazionale\, è in programma dal 17 al 19 giugno alla Sala Bartoli ed è una nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”. \nArriva al debutto – nell’ambito degli eventi del Bloomsday 2022 a cura del Comune e dell’Università degli Studi di Trieste – lo spettacolo scritto e interpretato da Mauro Covacich “Joyce”\, a cura di Massimo Navone\, nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nLo spettacolo è in programma dal 17 al 19 giugno in prima nazionale alla Sala Bartoli con inizio alle ore 19 e sarà trasmesso in anteprima il 16 giugno alle ore 21 in diretta da Rai Radio 3 nel corso della trasmissione “Radio 3 Suite”. La registrazione sarà realizzata in collaborazione con la Sede Rai Friuli Venezia Giulia. \nDopo la lezione monologo dedicata a Svevo\, Mauro Covacich affronta un altro corpo a corpo con un gigante della letteratura triestina\, James Joyce\, la cui opera mondo\, “Ulisse”\, festeggia nel 2022 i cento anni della sua prima edizione integrale. Ancorché irlandese\, o forse proprio per questo\, Joyce ha trovato nei suoi lunghi anni a Trieste la condizione di isolamento linguistico che gli ha permesso di scavare nei giacimenti più profondi dell’inglese\, quasi fosse una lingua morta\, accedendo a un livello di verità e purezza che l’uso comune delle parole\, sia nella comunicazione che nella narrativa\, gli avrebbe difficilmente consentito. Partendo da un approccio autobiografico\, Covacich metterà in luce i tratti umani ed artistici di quello che può essere considerato il primo scrittore performer\, un uomo che ha subito quindici operazioni agli occhi e ha dato vita a una nuova forma di visibilità\, un uomo ritenuto troppo cerebrale e che non ha mai smesso di parlare del corpo\, un autore accusato di essere elitario e che si è sempre pensato come un operaio della scrittura\, il genio che\, meglio di ogni altro\, ha mostrato come gli uomini siano un’invenzione del linguaggio. \nMauro Covacich (Trieste\, 1965) è autore della raccolta di racconti “La sposa” (2014\, finalista premio Strega) e di numerosi romanzi. Presso La nave di Teseo ha pubblicato in una nuova edizione il “ciclo delle stelle”\, “A perdifiato” (2003)\, “Fiona” (2005)\, “Prima di sparire” (2008) e “A nome tuo” (2011)\, oltre a “La città interiore” (2017\, finalista premio Campiello) e “Di chi è questo cuore” (2019). Lo scorso aprile\, per lo stesso editore\, è uscito il saggio narrativo “Sulla corsa”\, dedicato alla sua lunga consuetudine con la maratona. Nel 1999 l’Università di Vienna gli ha conferito il Woursell Award. \nIl Bloomsday\, celebrazione organizzata in tutto il mondo il 16 giugno in onore dello scrittore irlandese James Joyce\, sottolinea ancor più nel 2022 il legame importante dell’autore irlandese con Trieste\, grazie alle tante iniziative organizzate in città dal Museo Joyce di Trieste del Comune di Trieste in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste. \nSia per lo spettacolo “Joyce” di e con Mauro Covacich in scena alla Sala Bartoli il 17\, 18 e 19 giugno alle ore 19 sia per il Joyce\, il piano-recital di Morgan del 17 giugno alle ore 21 al Politeama Rossetti – anch’esso fra gli eventi del Bloomsday – il Teatro Stabile ricorda che è possibile “spendere” le stelle rimaste degli abbonamenti alla stagione 2021-2022\, e che rimangono valide le School Card e gli abbonamenti Under 26. Per biglietti e prenotazioni è sufficiente rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Non è come sembra
DESCRIPTION:Angelo Pintus ritorna nella sua Trieste venerdì 20 maggio e porta al Politeama Rossetti una bellissima novità: il suo nuovo spettacolo intitolato “Non è come sembra”.\nÈ un felicissimo ritorno quello del comico sul palcoscenico del Politeama\, dove ha già vissuto clamorosi successi dal 2013 – quando vi ha proposto per la prima volta “50 sfumature di Pintus”- fino al 2019 quando ha regalato al pubblico che affollava la sala un mare di risate con “Destinati all’estinzione”. \nIl nuovo spettacolo promette una serata indimenticabile di risate\, di battute e di bravura del protagonista\, che presenta così il tema su cui incentrerà “Non è come sembra”: «Cosa ci nascondono e perché\, ma soprattutto chi’ Dove ho messo le chiavi della macchina’ Chi è il mio vero padre\, ma soprattutto dove ho messo le chiavi della macchina ‘! C’è confusione\, sarà perché ti amo’ Sì\, assolutamente o forse no’ Qual è la vera risposta ad una domanda che forse non esiste’ Ora vi starete chiedendo “ma cosa diavolo c’è scritto’” beh è la stessa domanda che mi sono fatto io rileggendolo. Non vi dirò di che cosa parla questo spettacolo\, se volete venire venite\, altrimenti Bau. Ricordo a tutti gli adulti che è assolutamente vietata l’entrata in teatro per chi arriva in monopattino».
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SUMMARY:La classe
DESCRIPTION:“Viene riprogrammato venerdì 13 maggio – dopo le due precedenti sospensioni  – al Politeama Rossetti “La classe” toccante spettacolo sul mondo della scuola scritto da Vincenzo Manna e diretto da Giovanni Marini. Nel ruolo del preside Claudio Casadio\, a capo di una compagnia emozionante. È un appuntamento del cartellone “Scena Contemporanea” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”. \nÈ in scena\, in tutta Italia\, dal 2017 “La classe” di Vincenzo Manna\, diretto da Giovanni Marini: un autore fra i più interessanti delle ultime generazioni e un regista versatile\, colto e di grande sensibilità intrecciano i loro linguaggi per un progetto molto particolare\, di cui il pubblico ha recepito immediatamente il valore.\nUn valore che ha potenti radici nella genesi del progetto\, del tutto insolita: “La classe”  – che è in programma al Politeama Rossetti\, dopo essere stato bloccato più di una volta dal Covid\, venerdì 13 maggio per il cartellone “Scena Contemporanea dello Stabile regionale – nasce infatti dalla sinergia fra soggetti operanti nei settori della ricerca (Tecné)\, della formazione (Phidia)\, della psichiatria sociale (SIRP) e della produzione di spettacoli dal vivo. \nIl lavoro di data-storytelling da cui ha tratto ispirazione la drammaturgia di Vincenzo Manna infatti si basa su oltre duemila interviste rivolte da Techné a giovani tra i 16 e i 19 anni\, che hanno spiegato la  loro relazione con gli altri (diversi\, altro da sé) e hanno riflettuto sul loro rapporto con il tempo\, inteso come capacità di legare il presente con un passato anche remoto e con un futuro non prossimo. \nÈ dunque la concretezza della realtà e del nostro tempo\, è il nodo delle questioni che lacerano la società civile reale a fare da pilastro a questa commedia\, che con decisione tocca il cuore dei problemi e allo stesso tempo sorprende per vitalità ed empatia. \nAl centro dello spettacolo è il mondo della scuola\, inquadrato in un contesto particolare: ci troviamo infatti in un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro\, situato in una cittadina europea dei giorni nostri\, in cui si vive una dura crisi economica e sul piano sociale una situazione di disagio\, disordini e criminalità: un vortice che si autoalimenta e sembra inarrestabile. A rendere le conflittualità ancor più esacerbate\, nell’area di periferia dove sorge la scuola\, è la prossimità con lo “Zoo” uno dei campi profughi più vasti del continente\, al cui interno i rifugiati sono trattenuti da un muro imponente. In quella scuola chiaramente difficile\, entra al primo impiego Albert (interpretato da Andrea Paolotti) un trentenne\, straniero di terza generazione\, laureato in Storia: deve tenere un corso di recupero pomeridiano per sei studenti sospesi per motivi disciplinari. Il Preside – ruolo sostenuto dal bravissimo Claudio Casadio\, già applaudito in questa stagione ne “L’Oreste” – disillude subito il giovane insegnante: il corso ha l’unico scopo di far recuperare i crediti ai ragazzi e la scuola ha interesse a farli uscire diplomati il prima possibile…\nMa la passione dell’insegnante crea un punto di dialogo e fa breccia nella rabbia dei ragazzi: Albert lascia le linee suggerite dal Preside e assieme agli allievi partecipa a un bando europeo per le scuole superiori sul tema “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto”. E non si tratta dell’Olocausto che la Storia\, il passato ci hanno fatto conoscere: ma di quello che – in un assurdo perpetuarsi di orrori ed errori – sta avvenendo ora\, proprio nell’area da cui provengono i rifugiati dello “Zoo”.\nI ragazzi allora “entrano” in quella che è anche la loro Storia e non sempre in modo prevedibile: per allievi e insegnate quel corso assumerà un significato profondo e indelebile. \n“La classe” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 venerdì 13 maggio per il cartellone Scena Contemporanea del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it.\nL’ingresso in sala sarà consentito indossando la mascherina FFP2. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Fiorello presenta: Fiorello
DESCRIPTION:Rosario Fiorello torna in teatro. E lo fa nel suo inimitabile stile.Due show irripetibili al Politeama Rossetti che vedrà tornare lo showman in un doppio appuntamento a Trieste l’11 e il 12 maggio 2022.\nIl Rosario nazionale torna finalmente al calore del pubblico in teatro dopo cinque anni di assenza con uno spettacolo coinvolgente\, in continua evoluzione e – di serata in serata – mai uguale a se stesso\, marchio di fabbrica di un artista che lascia ogni sera la sua impronta personalissima nel copione dello show.\nImprovvisazioni ed esperimenti scenici\, invenzioni mimiche\, interazione con il pubblico in sala e incursioni di ospiti a sorpresa\, una scaletta musicale fluida e l’innesto di momenti di spettacolo fuori copione: è questa la libertà dello showman. Quella di portare in teatro uno show che mai andrà in scena così come è stato scritto.\nNon mancheranno ovviamente i riferimenti all’attualità\, lo sguardo acuto e ironico dell’artista sull’Italia e gli italiani\, sui cambiamenti degli usi e costumi\, sempre all’insegna della leggerezza e del buonumore.\nUn rapporto lungo e speciale quello di Fiorello con il suo pubblico\, conquistato e rinnovato ogni volta durante le sue tournée di successo in questi anni: Stasera paghi te! (2001-2003)\, Fiore\, nessuno e centomila (2003-2004)\, Volevo fare il ballerino… (2005-2007)\, Volevo fare il ballerino … e non solo! (2007)\, Fiorello Show (2009-2010)\, Buon Varietà (2011)\, L’ora del Rosario (2015-2016).\nSul palco\, accanto a Fiorello\, la consolidata band di sempre con musicisti che strizzano l’occhio al varietà\, capaci di accompagnare Rosario anche nelle sue mille improvvisazioni.\nFIORELLO PRESENTA: FIORELLO! è uno spettacolo tutto da scoprire\, anche per Fiorello stesso.\nScritto da Rosario Fiorello insieme a Francesco Bozzi\, Pigi Montebelli e Federico Taddia.\nL’appuntamento è per l’11 e il 12 maggio al Politeama Rossetti di Trieste.\nPrevendite aperte dalle ore 15.00 del 23 marzo 2022 nei punti vendita abituali e on line su ticketone.it.
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SUMMARY:Memoria 2022
DESCRIPTION:A primavera al Politeama Rossetti… rifiorisce un’intensa attività di produzione! In attesa di quelli che saranno i molti impegni estivi open air\, infatti\, lo Stabile inizia a proporre alcuni appuntamenti straordinari\, molto interessanti per le scuole\, ma rivolti in alcune date a tutti gli spettatori.\nSi tratta di tre titoli che il pubblico conosce e ama: a partire dalla nuova edizione de “La memoria e la scelta” di cui i ragazzi delle scuole superiori sono protagonisti solitamente in concomitanza con il “Giorno della Memoria” a gennaio\, ma che quest’anno è stato posticipato a maggio per rispettare le norme di contenimento Covid. Lo spettacolo sarà alla Sala Bartoli per le scuole dal 9 maggio e per una serata speciale – sabato 14 maggio alle ore 20.30 – sarà fruibile da tutti gli interessati. \nIl punto di partenza della “performance interattiva” – che coinvolgerà il pubblico fino a trasformarsi in un dibattito vivace – è il lavoro sulla Memoria che è stato condotto dagli attori Andrea Germani e Riccardo Maranzana e dall’autrice e giornalista Paola Pini assieme agli allievi di alcune classi del Liceo Classico Linguistico “Francesco Petrarca di Trieste”. \nLa performance che ne è nata sollecita il dialogo sulla responsabilità individuale e collettiva\, quotidiana e non\, di fronte alle tempeste della Storia. Ad ogni replica Andrea Germani e Riccardo Maranzana divideranno il palcoscenico con alcuni degli studenti con cui fin da gennaio hanno operato laboratorialmente. \nDal 19 maggio al Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez” ritorna invece “A Sarajevo il 28 giugno”\, tratto dall’omonimo romanzo di Gilberto Forti e incentrato sui fatti storici che fecero scoppiare la Prima guerra mondiale. \nLo spettacolo è ormai un cult nel repertorio dello Stabile\, un’esperienza che permette al pubblico – immerso nei reperti preziosi del Museo fra i quali si muove – di conoscere da punti di vista diversi i fatti che condussero alla prima guerra mondiale. \nGli attori della Compagnia Stabile\, in costume d’epoca\, restituiscono diverse testimonianze \, tratteggiando l’attentato di Sarajevo secondo lo sguardo di diversi personaggi. Uno schema che ricorda il modello delle “interviste impossibili”. Ecco allora che gli spettatori\, aggirandosi nel museo accompagnati dalle note di un valzer di Strauss si imbattono in una donna del popolo\, che partecipa con sincero dolore alla sorte triste dell’Arciduca Ferdinando e della moglie Sofia\, e racconta il loro contrastato amore. Si rimane poi affascinati dallo studio ossessivo di un ingegnere che studia palmo a palmo l’itinerario del corteo che percorse l’Arciduca a Sarajevo\, senza riuscire a darsi pace per non aver saputo prevedere l’attentato. E poi ci sono i punti di vista di un prete\, di una nobile… Due matinée domenicali sono aperte a tutti gli spettatori\, il 22 e il 29 maggio. \nInfine viene riproposta una “visita” molto singolare attraverso gli spazi e la storia del Politeama Rossetti. “Rossetti Open” sarà in scena per le scuole ogni mattina dal 23 maggio mentre nel weekend del 28 e 29 maggio sarà aperto a tutti gli spettatori. Grazie alla guida dell’attrice Romina Colbasso i gruppi scopriranno un luogo che è già di per sé uno spettacolo meraviglioso. Su quest’aspetto non ci si sofferma abbastanza: sulla bellezza dell’edificio storico del Politeama\, con il luccichio delle sue stelline\, la vasta sala\, le insolite colonne di ghisa… E sulla storia trascorsa da quel 1878 in cui fu inaugurato\, ospitando da allora miti della prosa come Sarah Bernhardt\, Emma Gramatica\, le “Serate Futuriste” o per la musica le operette dirette da Franz Lehar\, il concerto dell’Orchestra della Scala diretta da Arturo Toscanini e Maria Callas che si esibì al Rossetti nel 1948.  \nScegliendo di seguire “Rossetti Open” si conosceranno questi e molti altri particolari del passato e del presente del Teatro\, attraversando i luoghi più segreti e affascinanti dell’edificio storico e della macchina scenica\, e condividendo con l’attore-guida aneddoti\, momenti di teatro\, brani recitati. \nPer tutte le informazioni su questi spettacoli\, le scuole sono invitate a prendere contatto con il Teatro alla mail prenotazioni@ilrossetti.it\, mentre gli spettatori come sempre hanno a loro disposizione il personale della Biglietteria.
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SUMMARY:L’attimo fuggente con Ettore Bassi
DESCRIPTION:“Va in scena il 3 e 4 maggio al Politeama Rossetti “L’attimo fuggente” dal film premio Oscar di Tom Schulman. La storia emozionante del Professor Keating – interpretato da Ettore Bassi – e dei suoi allievi è messa in scena dal regista Marco Iacomelli. Il titolo è inserito nel cartellone “Teatro Brillante” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\n«“L’attimo fuggente” è una storia d’Amore. Amore per la poesia\, per il libero pensiero\, per la vita. Quell’Amore che ci fa aiutare il prossimo a eccellere\, non secondo i dettami sociali strutturati e imposti ma seguendo le proprie passioni\, pulsioni\, slanci magnifici e talvolta irrazionali. Seguendo quegli Yawp che spingono un uomo a lottare per conquistare la donna amata\, a compiere imprese per raggiungere i tetti del mondo\, a combattere per la giustizia con la non violenza» scrive Marco Iacomelli\, regista della versione teatrale de “L’attimo fuggente” in scena al Politeama Rossetti di Trieste il 3 e il 4 maggio alle 20.30. «Tom Schulman – continua Iacomelli – ha scritto una straordinaria storia di legami\, di relazioni e di incontri che cambiano gli uomini nel profondo.“L’attimo fuggente” rappresenta ancora oggi\, a trent’anni dal debutto cinematografico\, una pietra miliare nell’esperienza di migliaia di persone in tutto il mondo». \nInterpretato da Ettore Bassi nel ruolo del professor Keating lo spettacolo sta emozionando il pubblico di tutta Italia\, nel corso di una lunga tournée e perpetua il messaggio dell’originale cinematografico. Oscar per la sceneggiatura di Tom Schulman\, il film con la memorabile interpretazione di Robin Williams è divenuto un’icona nell’immaginario collettivo\, con quei ragazzi che grazie al loro professore assumono il coraggio di prendere in mano la vita\, di evitare percorsi scontati\, di cambiare prospettiva\, magari – metaforicamente – guardando il mondo issandosi in piedi su un banco di scuola. \nAmbientato alla Welton Academy\, un collegio maschile del New England alla fine degli anni Cinquanta\, “L’attimo fuggente” racconta l’incontro di un gruppo di giovani con un nuovo professore\, ex allievo della scuola\, appassionato e molto lontano dai rigidi e polverosi cliché che allora determinavano i modelli d’insegnamento. La poesia\, la storia\, la letteratura – secondo il professor Keating – devono insegnare agli allievi i veri valori della vita\, a “cogliere l’attimo”: solo in questo riconosce il senso e la motivazione del suo lavoro. Ed il suo entusiasmo conquista immediatamente gli allievi\, in particolare Neil Perry e Charlie Dalton\, che fanno parte della setta segreta dei “Poeti estinti”. Il vento di rinnovamento e la fiducia che il professore infonde nei ragazzi si rispecchia immediatamente nei loro comportamenti\, in ciò che scrivono nel giornale della scuola\, nella loro autoaffermazione e ciò indispettisce il preside. Emblematica è la scelta ribelle di Neil che\, incoraggiato dal suo mentore e in contrasto con il volere del padre\, si dedica al teatro per cui possiede uno spiccato talento e una vera passione. Il ragazzo disobbedendo al padre arriva al debutto\, riscuotendo enorme successo: altrettanto profonda sarà però la voragine in cui cadrà a causa della reazione rabbiosa del genitore\, che gli impone l’abbandono del palcoscenico e l’iscrizione a un’accademia militare. La vicenda prende così una piega tragica\, che porta al licenziamento del professore. Il suo insegnamento però non è caduto nel nulla: ormai i suoi ragazzi sono cambiati\, sono dei giovani adulti liberi e consapevoli\, pronti a “fare della propria vita un’opera d’arte” e lo salutano salendo in piedi sui loro banchi e recitando i celebri versi di Walt Whitman “O capitano! Mio capitano!”. \n“L’attimo fuggente” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 martedì 3 e mercoledì 4 maggio per il cartellone Teatro Brillante del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, in sostituzione dello spettacolo “La ristrutturazione” inizialmente annunciato. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it.\nPer l’ingresso in Teatro sarà necessario indossare la mascherina FFP2. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Se devi dire una bugia dilla grossa
DESCRIPTION:“Con “Se devi dire una bugia dilla grossa” va in scena al Politeama Rossetti\, giovedì 28 e venerdì 29 aprile un evergreen del teatro comico. Testo di Ray Cooney adattato da Iaia Fiastri\, regia ripresa dall’originale di Pietro Garinei – cui si fa omaggio – e un cast spumeggiante con Antonio Catania\, Gianluca Ramazzotti\, Paola Quattrini\, Nini Salerno e la partecipazione di Paola Barale  sono i punti di forza della commedia che si inserisce nel cartellone “Teatro Brillante” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”. \nÈ spumeggiante il cast di “Se devi dire una bugia dilla grossa”\, come ricco di verve è il testo di questa commedia evergreen\, concepita da un genio del teatro leggero inglese: Ray Cooney (altri suoi titoli celebri sono “Taxi a due piazze”\, “Funny Money”). L’attuale – e da trent’anni applaudita – versione per il pubblico italiano\, è opera del talento di Iaia Fiastri. \nL’esilarante pièce è stata ripresa in un nuovo allestimento dalla Ginevra Media Produzioni di Gianluca Ramazzotti che intende così fare omaggio ad un grande del teatro italiano\, come Pietro Garinei\, che ne aveva firmato la regia originale nel 1986. “Se devi dire una bugia dilla grossa” aveva riscosso immediatamente un enorme successo ed il suo meccanismo oliato e precisissimo è perfetto per divertire anche oggi\, come accadrà nelle due repliche a Trieste – il 28 e 29 aprile – ospiti del cartellone “Teatro Brillante” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nDella prima celebre edizione\, l’allestimento in scena al Politeama Rossetti riproporrà la soluzione scenografica del girevole\, che permette al pubblico di seguire – attraverso cambi di scena repentini – ciò che avviene nella hall del lussuoso Palace Hotel in cui si ambienta la commedia\, ed i sotterfugi in atto in due camere attigue.\nLa prima è la stanza “ufficiale” in cui il ministro Riccardo De Mitri (Antonio Catania) – per poter essere sempre disponibile per il suo impegno in Parlamento – vive con la moglie Natalia (Paola Quattrini\, che ha fatto parte del cast dello spettacolo fin dalla prima edizione). Sembrano una coppia impeccabile e affiatata\, ma dietro la facciata affioreranno presto le insoddisfazioni della moglie e un’idea colpevole del marito… \nApparentemente integerrimo\, l’Onorevole in realtà ha un desiderio clandestino: una relazione extraconiugale con Susanna Rolandi (Paola Barale)\, avvenente membro dell’opposizione… Sarà Mario (Gianluca Ramazzotti)\, timido collega di partito di De Mitri\, ad aiutarlo prenotando la stanza adiacente proprio per permettere all’onorevole di soddisfare il suo sogno.  \nMa le trame sono fatte per ingarbugliarsi e così nel pomeriggio scelto per la tresca una serie di equivoci e contrattempi rischiano di far saltare ogni copertura. Ed ogni situazione finisce per svilupparsi in modo del tutto inaspettato: così Mario – l’unico al corrente dell’intrigo – si trova invischiato “a sorpresa” in una tresca appassionata con Natalia\, invece l’ amante dell’onorevole rischia di essere scoperta dal proprio marito\, anch’egli giunto a sorpresa a Roma\, mentre il personale dell’hotel rende caotico e pericoloso ogni istante\, intrappolando il pubblico in un vortice parossistico di risate e colpi di scena. \nIl brio\, la leggerezza ed un tempismo senza sbavature sono i punti nodali\, necessari alla riuscita di “Se devi dire una bugia dilla grossa”: una commedia che funziona soltanto nelle mani di attori capaci di rapportarsi fra loro con precisione infinitesimale\, in un gioco scenico irresistibile.  \n“Se devi dire una bugia dilla grossa” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 giovedì 28 e venerdì 29 aprile per il cartellone Scena Contemporanea del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it.\nL’ingresso in sala sarà consentito solo ai titolari di certificazione “Super Green Pass” ed è necessario indossare la mascherina FFP2. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Tu dov'eri
DESCRIPTION:Nasce così “Tu dov’eri’”\, scritto da Francesco Godina e Fabio Vagnarelli\, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con SUOMI Produzioni\, per la regia di Marco M. Casazza e con il video design di Den Baruca. Non un monologo ma tre personaggi per un attore\, Francesco Godina. Un professore analizza accademicamente il valore del passato\, della memoria\, del ricordo. Uno stand-up comedian fa il punto sulle conseguenze della tragedia in tutto il mondo. E poi c’è la storia di Jack\, nato l’11 settembre\, che nel 2001 ha compiuto 20 anni\, e che oggi\, a 40\, guarda una New York diversa. “Uno spettacolo sul lutto come esperienza squisitamente privata e sul bisogno contrastante di condivisione con una comunità. Compito del teatro è parlare delle esperienze umane. La forza di questo progetto è universale” spiega Casazza. È come se un frammento di storia si fosse inserito nella memoria collettiva lasciando un segno che ognuno porta con sé\, con un forte desiderio di condivisione. “Siamo partiti ponendo una semplice domanda a molti e la cosa sbalorditiva è che tutti ricordano ciò che stavano facendo”\, spiega Godina. A vent’anni dalla tragedia uno spettacolo indaga le emozioni legate a un ricordo presentandosi come uno sguardo in soggettiva sulla trasformazione del mondo a partire da quel giorno.
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SUMMARY:Balletto Ucraino
DESCRIPTION:“Il Balletto Ucraino sarà in scena al Politeama Rossetti il 13 e 14 aprile con“Giselle” e “Il lago dei cigni”. Lo straordinario appuntamento per il Teatro\nStabile del Friuli Venezia Giulia è un modo per sostenere gli artisti messi in\ndifficoltà dalla guerra\, permettendo loro di continuare a danzare. Eccellenti i\nballerini ed i solisti\, provenienti dai più prestigiosi ensemble del Paese:\ndall’Opera Nazionale Ucraina\, dall’Opera di Odessa\, dal Teatro d’opera e\nballetto di Kharkiv. Sabato 19 marzo si apre la vendita dei biglietti”.\nDue straordinarie serate di danza\, due grandi titoli del repertorio classico – “Giselle” e “Il lago dei\ncigni” – saranno eseguiti ad altissimo livello dal Balletto Ucraino\, che – il 13 e 14 aprile – sarà\ngraditissimo ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\n«Per lo Stabile questa presenza è ricca di significato» – ha dichiarato il presidente del Rossetti\nFrancesco Granbassi – «da un lato daremo agli appassionati di danza un’occasione straordinaria per\nammirare un corpo di ballo e dei solisti di altissimo livello. Ma è anche un modo concreto per\nsostenere degli artisti messi in difficoltà dal dramma della guerra\, artisti che non possono rientrare\nin patria\, a cui si permette di continuare a danzare e lavorare\, rimanendo lontani dal conflitto».\nDiretto da Anatoly Kazatsky\, il Balletto Ucraino è composto da eccellenti ballerini e solisti (in tutto\nuna quarantina\, che in gran parte erano impegnati in tournée all’estero) provenienti dai più\nprestigiosi teatri dell’Ucraina: dall’Opera Nazionale Ucraina di Taras Shevchenko\, dal Teatro\ndell’Opera di Odessa\, dal Teatro dell’opera e balletto di Kharkiv e dall’Opera Nazionale di Leopoli.\nNomi di luoghi e città che purtroppo in queste settimane abbiamo imparato ad associare a eventi\nbellici terribili e inumani e che per quelle serate invece saranno restituiti alla dimensione della\npoesia\, della bellezza\, dell’arte che accarezza l’anima e unisce ed emoziona le persone con un\nlinguaggio che non conosce odio e confini.\nDi primo livello e rispondenti all’eccellente tradizione della danza classica i due allestimenti:\n“Giselle” sulla coreografia di Jules Perrot\, Jean Coralli e Marius Petipa e le musiche di Adolphe\nAdam avrà come solisti le Etoiles dell’Opera Nazionale dell’Ucraina Olga Golitsya e Stanislav\nOlshanskyi\, a cui si aggiungerà Oleksii Tiutiunnyk per “Il lago dei cigni” sulle coreografie di\nMarius Petipa e Lev Ivanov e le meravigliose musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
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SUMMARY:La Divina Commedia - opera musical
DESCRIPTION:Attiene al mondo del teatro musicale un altro grande spettacolo\, “La Divina Commedia – opera musical” che ripercorre il capolavoro dantesco grazie alle musiche di Marco Frisina\, la regia di Andrea Ortis e il talento di 9 cantanti-attori\, 14 ballerini-acrobati\, 50 componenti in troupe\, 70 scenari con effetti 3D\, 200 costumi di scena… una produzione davvero imponente. Lo applaudiremo alla sala Assicurazioni Generali del Politeama l’ 8 e il 9 aprile.
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SUMMARY:I mestieri del libro
DESCRIPTION:Lunedì 11 aprile appuntamento con le scrittrici Romana Petri e Nadia Dalle Vedove alla sala Bartoli de Il Rossetti e in diretta streamingIl lavoro dello scrittore sarà al centro del terzo appuntamento della rassegna “I mestieri del libro”\, ideata e organizzata dall’Associazione culturale Triestebookfest nell’ambito dell’accreditamento ottenuto dal Comune di Trieste quale Learning City dell’Unesco\, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia\, la partnership di Leggiamo 0-18 e la collaborazione del Teatro Stabile Il Rossetti.\nLunedì 11 aprile\, alla 10.30\, nella sala Bartoli de Il Rossetti\, la scrittrice Romana Petri e l’autrice e ghostwriter Nadia Dalle Vedove proporranno agli studenti delle scuole superiori e alle persone interessate al tema un dialogo in streaming e in presenza sulle tecniche di scrittura e sulle loro esperienze professionali.\nIngresso libero fino a esaurimento posti\, obbligo di Green Pass. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta sui canali di Triestebookfest e sulla pagina Facebook di LeggiAMO 0-18.\n\nRomana Petri\, che sarà collegata in streaming\, è nata e vive a Roma. Tra le sue opere\, Ovunque io sia (2008)\, Le serenate del Ciclone (2015) vincitore del Super Mondello e Mondello giovani\, Il mio cane del Klondike (2017)\, Pranzi di famiglia (2019) Premio americano The Bridge\, Figlio del lupo (2020) Premio Comisso e premio speciale Anna Maria Ortese – Rapallo\, Cuore di Furia (2020) e La Rappresentazione (2021) finalista premio Mastercard. Traduttrice e critica\, collabora con Io Donna e Il Corriere della Sera – La Lettura. I suoi romanzi sono tradotti in Inghilterra\, Stati Uniti\, Francia\, Spagna\, Serbia Olanda\, Germania e Portogallo\, dove ha lungamente vissuto.\n\nNadia Dalle Vedove\, che sarà in presenza al Rossetti\, si diploma in Sceneggiatura per fiction e documentari presso la Civica Scuola di Cinema di Milano e nel 2004 fonda lo studio di produzione Fåröfilm\, occupandosi della fase di scrittura e sviluppo di prodotti audiovisivi. Da anni collabora come story-editor con F.E.R.T. Media Content Development Agency (Torino) – Affabula Reading.\n\nNel 2010 esce il suo primo lungometraggio – scritto e diretto con Lucia Stano – dal titolo Il lupo in calzoncini corti\, un documentario prodotto da Fåröfilm e GraffitiDoc\, miglior documentario del Festival MIX di Milano (2011)\, selezionato in concorso al Festival DOXA di Vancouver e al Festival FRAMELINE 35 di San Francisco.\n\nNel corso degli anni focalizza la sua professione nell’ambito della scrittura arrivando alla pubblicazione della pièce teatrale Estranei (Edizioni del Gattaccio\, 2015) e di Fino all’ultimo inverno (Bookabook Edizioni\, 2016)\, romanzo d’esordio.\n\nLe ultime opere – di carattere prettamente biografico – sono la pièce teatrale dedicata al grande regista Ingmar Bergman intitolata Tutte le ombre di una vita e dell’intimo memoir Alfabeto Nina (Italo Svevo Edizioni\, 2021). Da due anni lavora come ghostwriter e come story editor (romanzi e biografie).\n\nIl progetto culturale “I mestieri del libro” prevede cinque incontri finalizzati a far conoscere il mondo del libro e tutti i mestieri a esso collegati\, con il duplice obiettivo: diminuire la distanza che in misura sempre maggiore separa le giovani generazioni dalla lettura e offrire spunti di interesse professionale.
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SUMMARY:Azul con Stefano Accorsi
DESCRIPTION:Lo spettacolo sostituisce quello precedentemente programmato\, STORIA DI 1\, mantenendo le date come da programmazione precedente.\nIn una città dove il gioco del pallone è febbre\, amore e passione quattro amici fanno i conti con le loro rispettive vite e facendo affiorare ricordi\, provano a ricostruire una serenità andata a pezzi. Nella loro semplicità\, hanno qualcosa di molto singolare e unico che li accomuna; la passione folle per la squadra del cuore e infanzie originali\, quasi fiabesche. Sono fatti di materia semplice come il pane\, ma la domenica\, allo stadio si fanno travolgere da una furia che ogni volta li spazza e li sconquassa. C’è gioia\, amarezza\, ironia e tanta voglia di sorridere mentre evocano le vittorie\, i momenti di estasi\, le sconfitte e le tragedie che hanno condiviso negli anni.\nUna storia di gente semplice\, unita da un’amicizia inossidabile che li aiuta ad affrontare la vita stringendosi in un abbraccio delirante e commovente.
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